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www.tevaitalia.it www.equivalente.it www.tevalab.it www.theramex.it

anno 2 - numero 1 - Febbraio/Marzo 2012

E d i z i o n e

s p e c i a l e :

In questo numero

2-3

l Educare

alla contraccezione farmacologica della pillola

l Evoluzione

Avere 50 anni e non dimostrarli, anzi essere ancora più efficace, innovativa e semplice da usare. Si tratta della pillola anticoncezionale che è andata incontro, nel corso degli anni, a una serie di miglioramenti con formulazioni nate per offrire benefici aggiuntivi in termini di benessere, risolvendo alcuni disturbi femminili molto diffusi. Le pillole di ultima generazione rispondono meglio alle esigenze delle donne, con un profilo benefici-rischi a favore dei primi. Su questa linea si è mossa anche la ricerca e lo sviluppo di Teva Theramex, da sempre alleata della salute della donna. La sfida era sviluppare una pillola con estradiolo naturale, capace di incontrare le principali attese delle donne da sempre attente a usare prodotti più vicini alla fisiologia femminile. Un obiettivo raggiunto con la prima pillola anticoncezionale monofasica, che segna una nuova era nel campo della contraccezione orale. Questa nuova pillola si basa infatti sulla combinazione di 2 ormoni steroidei: il 17 ß-estradiolo, un estrogeno strutturalmente identico a quello prodotto naturalmente dalle ovaie durante il ciclo e il nomegestrolo acetato, un progestinico già da tempo impiegato per i disturbi del ciclo nella donna fertile e, associato all’estrogeno, per la protezione endometriale nella donna in menopausa che utilizza una terapia sostitutiva ormonale. Ma la vera innovazione riguarda i vantaggi per la salute della donna. La nuova pillola provoca infatti un flusso più breve e più leggero, non determina alterazioni clinicamente significative a carico dei parametri lipidici, di quelli della coagulazione e del metabolismo glucidico. Inoltre l’estradiolo non ha gli effetti epatici dell’etinilestradiolo (EE), a oggi pressoché l’unico estrogeno utilizzato in contraccezione. Il nuovo contraccettivo orale di Teva fornisce quindi semplicità d’uso e un buon profilo in termini di tollerabilità, rispettando la fisiologia femminile. Insomma una pillola per tutte le donne, innovativa, affidabile e soprattutto con estrogeno naturale. Carlo Capo B.U. Branded Products Director Teva Italia

4-5

c o n t r a c c e z i o n e

l La

parola alla scienza: esperti a confronto

6-7

l Le l Il

italiane e la contraccezione termine pillola nella storia

La pillola

Editoriale

Innovazione in contraccezione

l a

La pillola anticoncezionale è stata una delle scoperte scientifiche e delle innovazioni sociali più importanti del ’900. Ha appena compiuto 50 anni e la sua nascita assomiglia a un thriller storico.

Nell’America degli Anni ’50, il controllo delle nascite era proibito dalla Chiesa cattolica e in alcuni Stati era addirittura illegale. Nonostante ciò Margaret Sanger, un’attivista per i diritti delle donne, e Katherine McCormick, un’ereditiera dell’alta società, crearono una pillola che proteggeva le donne dalla gravidanza. Scovarono due improbabili medici con un piccolo laboratorio: Gregory Pincus, un biologo soprannominato “Dr. Frankenstein”, per aver effettuato con successo una fecondazione  in vitro di un coniglio nel 1934, e John Rock, un medico cattolico e conservatore, specialista in fertilità.  Nel 1957 i risultati delle loro ricerche furono venduti negli USA sotto il nome di Enovid, un tratta-

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mento contro i disturbi mestruali, con la dicitura sulla confezione: “Questo medicinale eviterà l’ovulazione”. In meno di due anni, più di mezzo milione di americane soffrivano improvvisamente di disordini mestruali. A partire dal 1960, la pillola iniziò a essere venduta in gran parte degli States come contraccettivo. L’anno seguente fu messa in vendita in Europa con il nome di Anovlar. In Italia fu autorizzata nel 1967 per fini terapeutici ma solo nel 1976 il ministro della Sanità abrogò le norme che vietavano la vendita della pillola anticoncezionale. Nonostante siano trascorsi 50 anni la pillola continua a essere poco conosciuta. Più del 40% degli americani pensa-

no che la sua percentuale di efficacia sia del 50%, quando in realtà oscilla tra il 92-98%. Il nostro Paese è il fanalino di coda in Europa per l’utilizzo della contraccezione orale, con una percentuale del 14,2% ferma agli stessi livelli di Tunisia (14,5%), Botswana (14,3%) e Iraq (14,6%). L’atteggiamento delle donne italiane è frutto di resistenze culturali ma è anche il risultato di informazioni scientificamente un po’ superficiali sugli effetti a breve o a lungo termine del farmaco. In realtà la ricerca medica ha cambiato profondamente il contenuto della pillola rispetto ai primi anni, con la sintesi di nuovi progestinici, il progressivo ridursi dei dosaggi efficaci e la diminuzione degli effetti collaterali.

Supplemento speciale di ratiopharm news reg. Tribunale di Milano n. 790 del 22 dicembre 2006

Direttore responsabile: Massimo Cherubini Direttore editoriale: Giorgio Foresti In redazione: Eleonora Benfatto, Viviana Castelli, Eleonora Cossa, Ilaria Del Buono, Angela Del Giudice, Cristina Depaoli, Luigi De Santis, Marco

Grespigna, Antonella Martucci, Chiara Merli, Debora Orrico, Maria Luisa Paleari, Angela Sirago Editore: Teva Italia s.r.l. Via Messina, 38 - 20154 Milano

Redazione: Value Relations® tel. 02-20241357 – fax 02-29528200 info@valuerelations.it Coordinamento editoriale: Francesca Cantiani Art & Graphic design: Stefania Costa

Edizione Speciale: la contraccezione

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Educare alla contraccezione e la pillola diventa un’amica La contraccezione orale è sinonimo di progettualità, crescita e responsabilità ma è necessario parlarne in modo semplice e naturale. in un linguaggio semplice ma preciso” aggiunge la prof. Nappi, “aiuta la ragazza a essere protagonista della propria sessualità, senza delegare al partner una scelta così importante. La pillola racchiude un significato profondo, in modo particolare nell’adolescenza: sottende il progetto di

ogni donna, di come vuole crescere e di quale deve essere la responsabilità nelle proprie scelte. Dobbiamo aiutare le adolescenti a pensare alla pillola come a un’amica del cuore che, nel modo più naturale e con l’aiuto del ginecologo, le guida sulla strada della femminilità adulta”.

Età del primo utilizzo della pillola in Europa Per molte donne l’uso della pillola contraccettiva è ancora un tabù, soprattutto per l’influenza di tradizioni culturali e per paura di eventuali effetti negativi sul proprio corpo. Secondo recenti dati dello studio delle Nazioni Unite “World Contrapcetive Use 2011”, in Italia soltanto il 14,2% delle donne si affida alla pillola anticoncezionale a differenza di altre nazioni europee, dove le percentuali risultano decisamente maggiori, come Portogallo (58,9%) e Germania (52,6%). “Le donne italiane hanno ancora molti timori nel manipolare il proprio corpo, modificando, attraverso la pillola, il normale ritmo biologico” spiega Rossella Nappi, professore associato della Sezione di Clinica Ostetrica e Ginecologica IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, Università di Pavia. “Ma non sempre ciò che è chimico è negativo, soprattutto se frutto di approfondita ricerca. Oggi siamo riusciti a ottenere vantaggi sia fisici, sia psicologici e si è ridotto al minimo l’impatto sul corpo. L’estrogeno naturale è particolarmente apprezzato perché non viene avvertito come estraneo. Le donne degli altri Paesi europei lo hanno capito e sanno che la contraccezione orale regola un mix di fattori che può rafforzare il senso di benessere fisico e mentale”. Secondo la prof. Nappi la nuova frontiera consiste “nell’offrire prodotti semplici e naturali per permettere a tutte le donne di operare con serenità la scelta più in linea con l’equilibrio della loro femminilità, in ciascuna fase della vita fertile, a partire dall’adolescenza”. Nel nostro Paese le più giovani mostrano infatti una certa diffidenza e rimandano fino a 22 anni l’età della prima assunzione rispetto al resto d’Europa dove avviene intorno ai 17 anni. “Le ragazze assumono la pillola in età più adulta perché hanno bisogno di un confronto maturo con se stesse e con lo specialista. Non tutte hanno l’opportunità di parlare in famiglia di contraccezione” spiega l’esperta. Per questo l’informazione scientifica diventa fondamentale soprattutto per le più giovani che spesso si avvicinano al sesso in maniera inconsapevole e senza usare precauzioni (circa il 37% delle ragazze). “Parlare di contraccezione a 360 gradi,

2

Fonte: The European Journal of Contraception and Reproductive Health Care, Dicembre 2010

17

anni

UK

17

18

anni

anni

21

22

anni

anni

Germania Francia

Spagna

Italia

Uso pillola in Italia Fonte: Istat + IMF anno 2011

Trentino

17,80%

Lombardia

18,60%

Friuli V. G.

16,60%

Valle d’Aosta

23%

Veneto

15,60% Piemonte

Emilia R.

18,80%

news Edizione Speciale: la contraccezione

18,50%

Liguria

20,10%

Umbria

14%

Toscana

18%

Puglia

9,10%

Lazio

14,30% Campania

Sardegna

7,20%

30,30%

Basilicata

7,20%

Sicilia

10,80%


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L’evoluzione del contraccettivo orale per rispondere alle esigenze della donna Dosaggi ridotti, estrogeni naturali e meno effetti collaterali: così è cambiata la pillola negli anni.

La pillola contraccettiva ha rivoluzionato i costumi di un’intera società fin dal suo esordio, partecipando in larga parte all’emancipazione della donna. L’evoluzione della ricerca farmacologica, a partire dalla prima pillola realizzata negli Anni ‘60, ha portato il farmaco a seguire cambiamenti per renderla sempre più vicina alle esigenze della donna. Oggi, grazie a formulazioni sempre più innovative e naturali, la pillola contraccettiva ha meno effetti collaterali e maggiori margini di sicurezza e di affidabilità. “Negli ultimi anni si sono registrati notevoli passi avanti nella formulazione delle pillo-

le anticoncezionali e c’è stata una progressiva riduzione dei dosaggi di estrogeni che inizialmente erano sintetici, fino ad arrivare agli estrogeni naturali che l’organismo riconosce come propri”, spiega Angelo Cagnacci, professore associato di Ostetrica e Ginecologia dell’Università di Modena e Reggio Emilia. “La pillola contraccettiva è composta da estrogeni e da progestinici; i dosaggi della componente estrogenica, sintetica, sono stati progressivamente ridotti con conseguente diminuzione degli effetti collaterali. Un ulteriore miglioramento è avvenuto quando dall’estrogeno sintetico, cioè dall’etinilestradiolo, si è passati all’estradiolo, cioè l’estrogeno naturale prodotto normalmente dalla donna durante la vita fertile e che l’organismo riconosce come proprio. Questo tipo di estrogeno ha effetti collaterali inferiori se non quasi assenti rispetto all’estrogeno della pillola classica. A ciò si aggiunge un’evoluzione della componente progestinica delle pillole. Inizialmente i progestinici erano derivati dal testosterone, quindi da ormoni di tipo maschile e avevano una forte componente androgenica, ma con il tempo i dosaggi sono stati ridotti”. Si parla sempre meno quindi di effetti colla-

Uso Pillola in Europa

ZOELY ™

14,20% 17,20% 28%

40%

44,80%

41,50%

52,60%

PORTOGALLO

GERMANIA

FRANCIA

BELGIO

PAESI BASSI

UK

ITALIA

SPAGNA

GRECIA

Fonte: “World contrapcetive use” 2011 Nazioni Unite

4,80%

terali e sempre più di vantaggi, che dipendono dal tipo di pillola prescritta. “Potendo utilizzare diverse formulazione, con estrogeni sintetici o estrogeni naturali, possiamo individuare la terapia contraccettiva più adatta a ciascuna donna” prosegue il prof. Cagnacci. “La contraccezione può essere disegnata sulle esigenze dei vari organismi e delle diverse donne a seconda del fisico e dell’età. Ogni donna risponde in maniera diversa alle pillole che somministriamo, ma in genere non si riscontrano particolari problemi. Ci può essere il rischio di incremento di alcune malattie cardiovascolari in donne più avanti con l’età, ma in questo caso prescriviamo pillole di nuova generazione in cui gli effetti collaterali si riducono notevolmente”. In Italia tuttavia permangono ancora alcuni fattori di tipo culturale e religioso che limitano l’uso della pillola. “Sulla contraccezione c’è sempre stata una scarsa informazione, figlia di numerosi tabù” conclude il prof. Cagnacci. “La donna italiana ancora oggi pensa meno alla pianificazione a lungo termine e prende in considerazione il contraccettivo solo quando ne ha bisogno, piuttosto che programmare la propria contraccezione”.

58,90%

ZOELY ™ è un contraccettivo orale combinato (COC), monofasico, basato sulla combinazione di 2 ormoni steroidei: il 17 ß-estradiolo, un estrogeno strutturalmente identico a quello prodotto naturalmente dalle ovaie durante il ciclo e il nomegestrolo acetato, un progestinico già da tempo impiegato per i disturbi del ciclo nella donna fertile e, associato all’estrogeno, per la protezione endometriale nella donna in menopausa che utilizza una terapia sostitutiva ormonale. Come le altre pillole contraccettive Zoely agisce bloccando l’ovulazione, alterando il muco cervicale e assottigliando l’endometrio (il rivestimento interno dell’utero). La combinazione del 17 ß-estradiolo e del nomegestrolo acetato offre diversi vantaggi: provoca un flusso più breve e più leggero, non altera i parametri lipidici, quelli della coagulazione e del metabolismo glucidico. Inoltre l’estradiolo non ha gli effetti epatici dell’etinilestradiolo (EE), ad oggi pressoché l’unico estrogeno utilizzato in contraccezione. L’EE può essere 100, 300 o 500 volte più potente dell’estradiolo in base ai ripetuti processi di metabolizzazione epatica a cui va incontro che possono essere gravati da specifiche differenze interindividuali, contrariamente a quanto accade all’estradiolo. Il nomegestrolo acetato si contraddistingue per avere, oltre a un eccellente legame con i recettori per il progesterone, solo un modesto effetto antiandrogenico, considerato benefico in relazione ad alcuni inestetismi. Edizione Speciale: la contraccezione

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La parola w Francesca Merzagora

Presidente O.N.Da Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna

w Chiara Benedetto

Professore ordinario e direttore Dipartimento di Discipline Ginecologiche e Ostetriche Università Torino

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Come è cambiato nell’ultimo decennio l’atteggiamento delle donne verso la contraccezione? Si è verificata una maggior apertura da parte delle donne al tema della contraccezione accompagnata da un incremento dell’impiego della pillola. La ragione è da ricercare nei profondi cambiamenti sociali e culturali e in una maggior sensibilizzazione delle donne verso la propria salute sessuale e riproduttiva.

Qual è la ragione per cui la contraccezione ormonale è preferita dalle donne? I dati disponibili documentano che la pillola è il metodo anticoncezionale più utilizzato, il cui impiego è raddoppiato nel corso dell’ultimo decennio, soprattutto per il senso di sicurezza e di libertà che offre. A ciò si aggiunge il fatto che, se da un lato sono diminuite le preoccupazioni relative ai possibili effetti collaterali, dall’altro sono stati evidenziati, oltre alla potenziale azione protettiva verso alcune malattie e

Quali sono le evoluzioni farmacologiche della pillola contraccettiva e a che cosa hanno mirato? Nel corso degli anni il principale obiettivo dell’evoluzione farmacologica della pillola contraccettiva è stato, da un lato quello di diminuire gli effetti collaterali e i possibili rischi, dall’altro di migliorare il controllo del sanguinamento uterino e la compliance. Si è agito soprattutto su due versanti: diminuendo la dose di etinilestradiolo e/o introducendo nuove molecole estrogeniche o progestiniche con minor impatto metabolico. Per quanto riguarda la componente estrogenica, l’utilizzo dell’estrogeno naturale in forma micronizzata consente di ridurre l’impatto metabolico, epatico e vascolare rispetto all’etinilestradiolo. Per quanto riguarda la componente progestinica, si è cercato di ridurre l’effetto androgenico dei progestinici di sintesi identificando nuove molecole con maggiore affinità di legame ai recettori del progesterone e con scar-

news Edizione Speciale: la contraccezione

neoplasie, gli effetti positivi nel ridurre le irregolarità del ciclo mestruale e i disturbi correlati alla menopausa. Dal suo punto di vista privilegiato ritiene che le donne siano sufficientemente informate sulla contraccezione orale e, che cosa si potrebbe fare per migliorare l’educazione alla contraccezione? È necessario consolidare le basi di una cultura della contraccezione consapevole. In questo senso è insostituibile la figura del ginecologo, quale fonte d’informazione privilegiata con cui condividere il processo decisionale per operare una scelta consapevole e personalizzata. Nel nostro Paese manca purtroppo, a livello nazionale, un progetto organico e strutturato di educazione alla sessualità, alla salute riproduttiva e alla contraccezione. 8 donne su 10 sopra i cinquant’anni sono convinte che la pillola aumenti il proprio

sa attività androgenica o addirittura dotati di attività anti androgenica. Quali sono i vantaggi in termini di prevenzione e di tollerabilità di una pillola con estrogeno naturale? Recenti dati di letteratura dimostrano che l’estrogeno naturale non ha effetti negativi sul metabolismo lipidico e glicidico. In particolare, dopo sei mesi di utilizzo di una pillola monofasica contenente 17 β-estradiolo e nomegestrolo acetato, il profilo lipidico risulta sostanzialmente immodificato, rispetto al pretrattamento, e i cambiamenti nei parametri glicidici e insulinici sono trascurabili a differenza di ciò che si osserva con un preparato a base di etinilestradiolo e levonogestrel. Inoltre la pillola con 17 β-estradiolo presenta un profilo emostatico più favorevole: infatti ha un minor effetto sulla sintesi delle proteine epatiche e sugli indici di emostasi rispetto al preparato contenente levonogestrel e etinilestradiolo.

benessere fisico. Ma solo 16 adolescenti su 100 la usano regolarmente. Perché in Italia la contraccezione è ancora considerata un tabù? Al di là delle ragioni individuali di carattere psicologico e della diffusa reticenza a parlare di sessualità e contraccezione, molte donne, soprattutto le più giovani, temono gli effetti collaterali, in particolare quelli estetici, quali ritenzione idrica e aumento di peso. La contraccezione orale però è cambiata. Oggi ci sono pillole con estrogeno naturale. Che cosa rappresentano per il benessere femminile? Questi preparati, che associano a un’elevata sicurezza contraccettiva un’alta tollerabilità e un minimo impatto metabolico, rappresentano una vera rivoluzione nel campo della contraccezione e costituiscono una valida alternativa per le donne che sono restie all’uso della pillola tradizionale per il timore di assumere derivati sintetici.

Le donne mostrano ancora qualche timore. A che cosa sono legate queste paure e soprattutto sono giustificate? A cinquant’anni dall’avvento della pillola contraccettiva molte donne hanno ancora diversi pregiudizi e timori in gran parte ingiustificati. Ad esempio, temono che la pillola aumenti il peso corporeo e la ritenzione idrica, faciliti lo sviluppo di tumori e influenzi negativamente la fertilità futura. I dati scientifici invece dimostrano che con i nuovi preparati estro progestinici il rischio di aumento di peso e di ritenzione idrica è minimizzato e che dopo la sospensione della pillola la fertilità si ripristina rapidamente. Per quanto riguarda lo sviluppo di tumori, la pillola estro progestinica risulta addirittura protettiva nei confronti del carcinoma dell’ovaio e dell’endometrio. Inoltre presenta altri effetti benefici non contraccettivi come la riduzione della dismenorrea, della sindrome premestruale, dell’acne, e della patologia mammaria benigna (cisti, fibroadenomi).


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alla scienza w Elena Beretta

Ginecologo consultoriale

w Giuseppe Mele

Presidente FIMP Federazione Italiana Medici Pediatri

A che età le adolescenti si rivolgono al consultorio per avere consigli sulla contraccezione? Quali sono le domande e i dubbi più frequenti in merito all’uso della pillola? Nei consultori esiste uno “spazio giovani” a cui i ragazzi possono accedere liberamente fino ai 22 anni. In genere si tratta di ragazze dai 16 ai 19-20 anni, che pongono domande su quello che hanno sentito dalle amiche e hanno bisogno di chiarezza. Arrivano anche ragazzi per informazioni di carattere preventivo. Anche se minorenni e senza esplicito consenso dei genitori, è possibile richiedere la contraccezione ormonale in un consultorio familiare. In quali casi il ginecologo decide di prescrivere la pillola? Gli esami prescritti sono un ostacolo per le adolescenti nell’uso della pillola? Decidiamo di prescrivere un contrac-

Quando è indicato fare una visita ginecologica in età pediatrica? Nelle bambine in età prepuberale l’esame consiste in un’ispezione esterna, sufficiente a determinare la diagnosi della maggior parte delle indicazioni, soprattutto perdite vaginali ricorrenti, perdite ematiche, comparsa di segni di sviluppo puberale, senza dimenticare che già dalle prime visite è importante valutare eventuali alterazioni morfologiche provocate da anomalie del cariotipo o malattie endocrine. Per una adolescente a quale età è consigliata la prima visita? Secondo l’Associazione dei Ginecologi Americani (ACOG) la prima visita è indicata tra i 13 e i 15 anni. Difficilmente a questa età è necessaria una visita vera e propria, quale può essere quella di una donna sessualmente attiva, ma la prima visita rappresenta l’occasione per stabilire un contatto con lo specialista e ricevere informazioni sulla maturazione sessuale, le

cettivo quando capiamo che le ragazze hanno rapporti sessuali e facciamo loro presente che la gravidanza è un’eventualità, ma ci sono anche malattie sessualmente trasmissibili. Gli esami vengono prescritti nel caso in cui si siano verificati problemi cardiocircolatori a genitori o a parenti in giovane età. Siamo titubanti a prescrivere la pillola se la ragazza è una grande fumatrice. A volte le giovani coinvolgono la madre, ma preferiamo che vengano da sole, perché per loro è un momento di crescita. C’è ancora poca informazione, a scuola e in famiglia, sul tema della contraccezione e sull’uso della pillola fin da giovani. Quanto è alto il rischio che le ragazze utilizzino metodi riparatori, come la pillola del giorno dopo? Il rischio è abbastanza alto. Manca il senso di responsabilità nei giovani, che spesso hanno rapporti non protetti, pur conoscendo il rischio che

malattie sessualmente trasmesse, la contraccezione. Quali sono le problematiche che emergono nel transitional care, ossia in quel momento di passaggio in cui le ragazze di 11-15 anni non sono più di competenza pediatrica, ma non hanno ancora raggiunto l’età adulta? In Italia l’assistenza pediatrica termina a 14 anni e solo in casi particolari può essere prolungata fino a 16 anni. In questa fascia di età le ragazze sono costrette a interrompere il rapporto di cura con il pediatra per passare all’assistenza del medico di Medicina Generale. È molto difficile che si sviluppi in poco tempo quel rapporto di confidenza che permette a una ragazza di parlare liberamente di problematiche inerenti la sfera genitale e la sessualità. Si crea quindi un vuoto assistenziale, quando all’adolescente servirebbe invece una figura di riferimento a cui rivolgersi.

corrono. A volte le ragazze si rivolgono a noi, prendono la pillola e la interrompono quando chiudono una storia, non utilizzandola più neanche in seguito.

La pillola contraccettiva è un metodo ancora poco usato in Italia rispetto ad altri Paesi europei. Quali sono le maggiori paure legate al suo utilizzo? Le giovani dicono di aver paura di ingrassare, anche se poi fumano e non fanno sport, seguendo uno stile di vita che incide sull’aumento di peso più della pillola. A ciò si aggiunge la paura di perdere la fertilità e di aumentare le probabilità di cancro al seno. Spesso la cattiva informazione arriva non solo dai media e da internet, ma anche dai medici di base, dalla famiglia e dalle amiche. Gli insegnanti mi chiedono consigli su come affrontare con gli studenti l’argomento della sessualità e della contraccezione, tematiche troppo spesso ignorate nelle scuole.

Qual è l’utilità psicologica della visita ginecologica per un’adolescente? L’idea di avere un consulto con un ginecologo solitamente è motivo di grande imbarazzo e paura per un’adolescente. Spesso è necessario spiegare l’importanza della visita, come si svolgerà, il tipo di domande che possono essere poste e dare indicazioni sulle problematiche che possono essere affrontate, per avere dalla visita il migliore beneficio. È importante fare capire che una visita a questa età ha sempre uno scopo preventivo ed è un’importante occasione per avere notizie precise sulla prevenzione delle gravidanze, sulle malattie sessualmente trasmesse, sugli stili di vita che hanno ripercussioni anche sulla sfera genitale. Infine se l’adolescente ha già problemi ginecologici, anche minori, la visita sarà l’occasione per valutare piccoli problemi quali le irregolarità mestruali e i malesseri legati al ciclo, che spesso interferiscono pesantemente nella sua attività.

Edizione Speciale: la contraccezione

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La pillola dei sogni Qual è la percezione della pillola non solo nell’immaginario collettivo femminile ma anche nell’effettivo utilizzo? A rivelarlo una ricerca realizzata da Doxa Marketing Advice, su un campione di un migliaio di donne di tutta Italia. (55,9%) e soprattutto dovrebbe ridurre al minimo effetti collaterali o piccoli inconvenienti (72,7%). Anche sotto quest’ultimo aspetto le italiane dimostrano di avere le idee più chiare rispetto a qualche anno fa con solo qualche minima zona d’ombra. Se per esempio riguardo alle piccole perdite ematiche tra i due cicli (fenomeno tecnicamente definito “spotting”), il 74,8% dichiara di esserne a conoscenza, il 58,5% invece non sa che l’utilizzo della pillola può determinare una graduale scomparsa del ciclo, anche se ciò non significa che sia in corso una gravidanza. Su un unico punto però tutte concordano: l’importanza di avere un dialogo aperto con il ginecologo, che deve essere in grado di parlare con chiarezza fin dall’inizio delle eventuali problematiche connesse con l’uso della pillola.

Il profilo delle donne intervistate Fonte: Doxa 02-2012

Fonte: Doxa 02-2012

Rispondenti: 842

gruppo dei pari

amiche (o amici) ..........................................87,1 colleghe di lavoro .......................................39,2 fidanzato / partner .....................................38,2 donne che partecipano a forum, blog ..... 13,3

(si sono confrontate con altre persone)

58%

ISOLE

NORD EST

famiglia

ginecologo..................................................... 53,1 medico di famiglia.......................................22,8 figure professionali altro medico specialista...............................8,3 29,40% farmacista.......................................................5,9

PRATICITA’

14,10%

27,60%

SUD NORD OVEST

sorelle (o fratelli)......................................... 22,3 genitori (madre e/o padre)........................ 16,2

I vantaggi Fonte: Doxa 02-2012

CENTRO

12,60%

43,5 22,2 34,4

21,50%

Persone con cui si scambiano pareri sulla pillola

20,80%

AMPIEZZA CENTRO PICCOLI < 30.000 ab. MEDI 30-100.000 ab. GRANDI > 100.000 ab.

19,90%

trasmissione sessuale (62,5%), faccia ingrassare (47%) o sia scomoda perché occorre ricordarsi di prenderla tutti i giorni (32,3%). Ma ciò che stupisce è che tra i motivi di rifiuto, soprattutto tra le donne al di sotto di 25 anni, risulti la necessità di andare dal medico per la prescrizione. E proprio il ruolo del ginecologo appare piuttosto contraddittorio. Se per il 55,9% è importante affidarsi al parere del medico per decidere quale metodo anticoncezionale usare, lo stesso specialista influisce in modo relativo sulle scelte nell’ambito della contraccezione (29,7%). Le adolescenti non si sentono a proprio agio e dunque non parlano al ginecologo di sessualità e scelte contraccettive, preferendo affidarsi a informazioni ricavate dalle amiche o dai siti internet. Forte è il senso di fatalità e di “onnipotenza” delle giovanissime, che non amano “medicalizzare” la propria sessualità, per timore di guastare il piacere, ignorandone invece l’aspetto di sicurezza e di prevenzione. Dai dati della ricerca Doxa risulta inoltre che le italiane sono abbastanza abitudinarie riguardo alla contraccezione orale. Il 76,5% non ha mai cambiato pillola e il 78,3% afferma di non avere intenzione di passare a un’altra marca o tipo. Ma esiste la pillola dei sogni? Su questo punto non ci sono dubbi. Il 44% la vorrebbe pensata per tutte, anche per quelle (fumatrici, diabetiche, ecc.) per le quali oggi è sconsigliata, dovrebbe rendere meno problematico il ciclo (42%), essere facile da utilizzare (40,6%), più naturale, contenendo lo stesso tipo di estrogeni prodotti naturalmente dal corpo femminile,

10,20%

La pillola contraccettiva compie 50 anni ed è tempo di tirare le somme. Nonostante molte donne temano ancora le ripercussioni che la pillola contraccettiva possa avere sulla loro salute, la maggior parte delle italiane la considera il metodo anticoncezionale preferito. E la percentuale risulta piuttosto alta secondo i dati di una recente ricerca condotta da Doxa Marketing Advice. L’analisi è stata effettuata nel mese di Febbraio, su un campione di mille donne in età fertile, per lo più sposate, dai 30 ai 50 anni, che abitano in Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (27,6%), nel Nord-Est (19,9%), in centro Italia (20,8%) e nel Mezzogiorno (21,5%). Dall’indagine emerge che il 78,3% delle donne è favorevole all’utilizzo della pillola come metodo contraccettivo contro appena un 21,7%. E il motivo non è affatto scontato: la pillola ha “liberato” le donne. Poter contare su un metodo efficace per controllare la propria fertilità ha dato alle nostre connazionali e non solo maggior sicurezza nel gestire la propria sessualità. Insomma la contraccezione orale ha segnato una sorta di spartiacque nel processo di emancipazione della donna, che in questo modo è diventata padrona del controllo del proprio corpo. Un altro dato interessante è che anche il 42,4% di donne che usavano la pillola, ma per età o gravidanze ne hanno interrotto l’uso, continuano a dimostrare un parere favorevole legato alla propria esperienza personale. Resta qualche motivo di resistenza legato soprattutto a eventuali effetti collaterali. Secondo la ricerca, il timore più diffuso è che la pillola non protegga da malattie a

Gli svantaggi STATO D’ANIMO

Fonte: Doxa 02-2012

IMPATTO SULLA SALUTE

19%

21,60%

SICUREZZA

18,90%

BENEFICI ALLA SALUTE

8,50%

32,80%

SICUREZZA

ASSENZA DI EFFETTI

17,60%

10,90%

GESTIONE DEL CICLO

6

SCARSA PRATICITA’

28,60%

news Edizione Speciale: la contraccezione

EFFETTI COLLATERALI

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Così è diventata la “pillola per antonomasia” Una ricerca semiotica di Doxa Marketing Advice rivela l’evoluzione del termine pillola, dall’antica Roma ai giorni nostri. Per gli antichi romani pillulam era una pallina o meglio una pallottolina. Bisogna arrivare al XIV secolo perché il temine pillola venga introdotto con una funzione medicale, dal significato serio e piuttosto sgradevole. Ma è solo negli ultimi 20 anni che il campo semantico della pillola si è sempre più ancorato al tema della contraccezione e indirettamente a quello della sessualità. A rivelarlo è un’indagine semiotica realizzata a Febbraio 2012 da Doxa per Teva Italia, dal titolo “Pillola, evoluzione di senso”, che ripercorre la trasformazione del significato della parola “pillola”, riportandone alcune curiosità. L’analisi parte dalle diverse connotazioni del nome, a seconda del periodo storico di riferimento. Negli Anni ’50 prevale il significato medico originario: “Un medicamento ridotto a forma di pallottola, ovvero ravvolto nell’ostia, il pillolaio”, anche se il diminutivo conferisce, attraverso il fonosimbolismo “piLLola”, caratteristiche di piccolezza. Pillola, in quel periodo, è una parola che necessita comunque di una specificazione ed è sempre accompagnata da un aggettivo che denota la natura e la finalità del preparato (analgesica, digestiva, diuretica, ricostituente). Anche alcuni detti confermano il grande potere evocativo della parola, legato al senso di sgradevolezza.

Si afferma l’espressione “indorare la pillola” (che deriva dall’uso degli speziali di ricoprire le pillole di una foglia d’oro per renderle più accettabili al palato), ma anche “basta un po’ di zucchero e la pillola va giù”. Nel 1961 viene lanciata in Europa la pillola anticoncezionale, che non serve per curare ma per evitare “un meccanismo naturale ‘indicibile’ ma socialmente ‘desiderabile’, cioè la procreazione”. L’aggettivo “contraccettiva” fa assumere alla pillola una connotazione negativa e il suo valore semantico tende a nascondersi nel tessuto socioculturale di matrice cattolica. Da quanto conferma l’indagine Doxa, la pillola in quegli anni nel nostro Paese è ancora un tabù, tanto che i media e la stampa raramente la citano. È negli Anni ’80 che avviene la vera rivoluzione semantica: la pillola anticoncezionale diventa “LA PILLOLA” per antonomasia. Il termine si carica del significato socio-culturale più controverso ed è soltanto negli ultimi 20 anni che i temi della contraccezione e indirettamente quelli della sessualità fanno parte dell’identità linguistica della parola. Parallelamente, nell’ultimo ventennio, grazie a un crescente interesse per tutto ciò che è naturale, la pillola contraccettiva ha subito poco alla volta una lieve erosione dell’immagine

a causa del tam tam mediatico e di un sempre maggiore scambio di informazioni tra le donne. Con il tempo l’immagine della pillola si è sempre più affrancata dagli aspetti moralistici, legati alle origini cattoliche, e del riverbero negativo dell’impatto dei primi dosaggi sulla salute. Oggi nuove accezioni hanno allargato ulteriormente il campo semantico della parola, aumentandone il potere evocativo: sono nate, ad esempio, “la pillola blu” (Viagra) e “la pillola rosa” (VDesiderio). Si consolida e si esplicita in questo modo il legame della pillola con la sessualità non solo femminile ma anche maschile.

I media e la stampa in Italia raramente citavano o si riferivano alla pillola

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Il significato della parola pillola assume connotazioni diverse a seconda del periodo storico di riferimento Edizione Speciale: la contraccezione

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La contraccezione