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WOW ➝ Italian Excellence SUPERYACHT PER TUTTI I MARI

È stato appena varato l’Admiral Planet Nine, un dislocante di 74 metri, sotto. L’Admiral Entourage, di 47 metri, in basso. The Admiral Planet Nine, a 74-meter displacement yacht, has just been launched, below. The 47-meter Admiral Entourage, bottom.

PRESIDENTE

Giovanni Costantino è l’artefice di The Italian Sea Group nato da un suo progetto imprenditoriale nel 2008. Giovanni Costantino is the father of The Italian Sea Group, fruit of his business project created in 2008.

Testo Andrea Brambilla «La cosa più interessante per il progetto che stiamo portando avanti è la sua italianità». Esordisce così Giovanni Costantino Presidente e Fondatore di The Italia Sea Group. Ma come nasce, e perché questo cantiere di superyacht creato proprio negli anni più difficili di questo comparto e da un imprenditore che arrivava da altri settori ha così successo? «Arrivavo da una lunga esperienza di top manager in aziende multinazionali, e nel 2008 ho sentito l’esigenza di realizzare un progetto imprenditoriale diverso. Ho sondato diverse ipotesi ed è emerso con particolare importanza un progetto nel mondo della nautica. Vi erano delle opportunità incredibili, anche se la crisi del settore aveva decimato i cantieri, ma bisognava impostare un progetto diverso da quello classico per la nautica italiana. Il periodo di crisi ci ha permesso di investire bene, capitalizzare e con idee molto chiare sviluppare un progetto che oggi compete con i grandi cantieri internazionali».

come UNO YACHT

La hall della sede di The Italian Sea Group ricca di opere d’arte, in alto, s’ispira ai main deck dei grandi yacht come quello dell’Admiral Impero 37, sopra. The hall of the The Italian Sea Group headquarters is filled with works of art, on top, inspired by the super yachts exhibition as that of Admiral Impero 37, above.

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DIAMANTI SUL MARE

Il progetto vincente di Giovanni Costantino: brand storici riuniti in un gruppo giovane per portarli al vertice della nautica mondiale; tutto “Made in Italy”

Tutto parte da Tecnomar e poi arriva Admiral, e per ultimo i Nuovi Cantieri Apuania? «Tecnomar e Admiral erano aziende storiche ma toccate moltissimo dalla crisi. Abbiamo agito su entrambi i brand con un grande determinazione, innovazione e progettualità molto spinta anche nella crescita delle dimensioni degli yacht. E subito i clienti hanno capito che eravamo solidi e strutturati per realizzare megayacht. La crescita delle dimensioni ci ha obbligato a cercare un sito produttivo più ampio che abbiamo identificato negli storici Cantieri Apuania che da sempre costruivano navi oltre i 200 metri e con un grande sbocco a mare. La nuova sede ci ha permesso quindi di completare il progetto in un sito dove abbiamo realizzato il building dove ci sono gli uffici di 3.000 mq, un sito produttivo di oltre 100.000mq ed una business unitdedicata al refitting e alla manutenzione dei superyacht». Investimenti importanti per questo settore? «Abbiamo investito sette volte in più di quanto mi ero prefissato all’inizio del progetto, ma anche perché abbiamo voluto cogliere tutte le opportunità e camminare verso il podio di questo settore». Quanti dipendenti avete? «Da subito abbiamo lavorato anche per la formazione delle risorse, siamo passati dai 30 dipendenti del 2009 ai 250 di oggi e continuiaULISSE _ marzo 2018 _

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WOW ➝ Italian Excellence centomila metri quadri

La sede di The Italian Sea Group a Marina di Carrara con il bacino di carenaggio per yacht fino a 200 metri, travel lift e floating dock da 2.200 tonnellate. The headquarters of The Italian Sea Group in Marina di Carrara featuring a dry dock for yachts up at 200 meters, a travel lift and a floating dock that can lift ships of up to 2,200 tons.

Produzione e refitting per i superyacht «Con Tecnomar abbiamo proseguito la linea storica con un prodotto veloce e linee giovani e sportive - ci ha raccontato Giovanni Costantino -. Admiral è sempre stata una “boutique” della nautica con yacht dalle linee classiche per una navigazione dislocante o semiplanante; e con questa logica di classicità abbiamo portato avanti la gamma consolidando i valori e ampliando le dimensioni. Gli yacht Tecnomar hanno dimensioni che arrivano a 50 metri, mentre Admiral parte da 50 ad oltre 100 metri. I Nuovi Cantieri Apuania ci hanno permesso di acquisire esperienza e know how sulle navi di grandi dimensioni che abbiamo subito riversato sui nostri brand. Abbiamo i nostri progetti ma gli armatori possono venire con i loro progettisti e realizziamo insieme i loro desideri; ogni armatore vuole uno yacht unico e noi possiamo soddisfarlo. Le aree produttive le abbiamo sviluppate e le gestiamo nella logica di ordine, perfezione eleganza e pulizia. La sensazione di essere in un luogo unico, quasi museale, che si ha entrando nell’area uffici è la medesima che si trova in produzione, anche in momenti come questo in cui tra nuovo e refitting gestiamo più di venti commesse contemporaneamente».

mo ad assumere con un indotto di circa 1.000 persone. In questo particolare momento storico è un motivo di grande orgoglio per me ma penso anche per l’industria italiana». Qual è la difficoltà nella costruzione di un maxi yacht? «I grandi Yacht sono dei pezzi unici perché oggetti per persone che fanno dell’unicità un loro vanto. Per gli yacht ci sono sei mesi di progettazione e poi s’inizia la costruzione che praticamente avanza quasi in parallelo con la progettazione stessa. Gli errori di progettazione sono quindi molto pericolosi e costosi per i cantieri. Ho capito subito che bisognava puntare su una progettazione di livello industriale per evitare questi problemi». Entrando in The Italian Sea Group sembra di essere in una galleria d’arte. «Noi costruiamo yacht che vengono acquistati da persone che hanno un determinato standing e quindi non possiamo presentarci a chi viene ad acquistare un oggetto di lusso con una sede che non rispecchia il livello dei nostri armatori. Ci siamo quindi adeguati e abbiamo sviluppa40

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More than a century of encounters “With Tecnomar we continued the traditional style of fastpaced products and trendy and sporty lines. Admiral has always been a nautical “boutique” proposing a yacht with classic and very sinuous lines for a ship with displacement or semi-plane navigation; and following this classic style we continued developing this range of ships consolidating its values and increasing the sizes. The Tecnomar yachts reach 50 meters, while the Admiral’s start from 50 meters and reach 100 meters. The Cantieri Apuania allowed us to acquire experience and know-how for the superyachts that we immediately implemented to our brands. We have our own projects but the ship owners are free to bring their projects that we can develop together. Each ship owner wants a one-of-a-kind yacht and we can fulfill their needs. We developed the production areas and manage them following the values of perfection, elegance and neatness. The impression of being in a one-off, almost museum-like, site that people feel when they enter the office building, is the same that they feel in the production site, even now that, between new productions and refitting, we are managing over twenty orders simultaneously.”

to tutto il progetto alla necessità del nostro cliente. Tutta l’organizzazione aziendale è proiettata alla perfezione, all’eleganza, allo studio del dettaglio. Abbiamo sviluppato tutte le aree come se fosse un negozio di diamanti, perché quelli che costruiamo sono dei diamanti e abbiamo pensato ad ogni dettaglio per mettere a proprio agio quel tipo di cliente». Avere clienti stranieri però è anche un grande vanto? «Sì, perché significa che ci siamo attestati nel settore come uno dei cantieri di riferimento per la costruzione di grandi yacht e per me è fonte di orgoglio come imprenditore e come italiano. Noi siamo un brand che esprime grande italianità perché tutto quello che facciamo lo facciamo in Italia con manodopera italiana e con la nostra cultura apprezzatissima dai clienti che vengono dall’estero». Qual è il valore d’affari del gruppo? «Dal 2009 è in importante crescita e nel 2018 dovremmo toccare i cento milioni di euro, in anticipo di un anno rispetto alle previsioni». ●


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Diamonds on the sea

Giovanni Costantino’s brainstorm: historic brands gathered in a young group to reach the top of the marine industry: everything is “Made in Italy” a business unit dedicated to the refitting and the maintenance of the superyachts». Were there important investments for this sector? «We invested seven times as much as I intended to at the beginning of the project, but this was also because we wanted to seize all the opportunities and to head towards the “podium” of this sector». How many employees do you have? «We started working on training our employees right from the very beginning. In 2009 we had 30 employees, now there are 250 and we continue to hire, plus the satellite activities involve around 1,000 people. In this particular period, it’s a source of pride for me and I believe for the Italian industry, too».

DESIGN

Il Tecnomar Evo 55 T-TOP di 16,50 metri. Uno yacht sportivo in grado di navigare a 35 nodi di velocità. The 16.50-meter Tecnomar Evo 55 T-TOP, a sporty yacht able to reach 35 knots speed.

«The most interesting characteristic of the project we are carrying out is its Italian spirit».This is how Giovanni Costantino – President and creator of The Italian Sea Group – began our interview. What led to the creation of this project and why is this mega yacht shipyard – established during the hardest periods of this sector by a businessman with experience in other fields – so successful? «I had a long experience as a top manager in multinational companies, in 2008 I felt the need to carry out a different business project. I examined a few opportunities and a project in the world of shipping industry stood out: it offered incredible opportunities, even though the crisis of the sector had wiped out a lot of shipyards. We needed to design a project different from the ones usually created for the Italian shipping industry. The crisis allowed us to invest well, to capitalize and, having a clear idea, to develop a project that is now competing with the major international shipyards». Everything started from Tecnomar, followed by Admiral and finally by the Nuovi Cantieri Apuania. «Tecnomar and Admiral were historic companies which were very much affected by the crisis. We intervened on both the brands with great determination, focusing on innovation and design with the idea to increase the yacht sizes, too. Our customers immediately realized that we were sound and well-organized to create mega yachts. Increasing the size obliged us to find a larger production site, that we identified in the historic Cantieri Apuania, a shipyard that has always built over-200-meter ships and featured a large outlet to the sea. The new headquarters allowed us to carry out the project in a location where we created a 3,000-square-meter building for the offices, an over 100,000-square-meter production site and

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What are the difficulties you encounter in building a maxi yacht? «The maxi yachts are one-off units because they are created for people who make uniqueness a source of pride. Months of planning are required for these yachts, and then we start building that basically progresses in parallel with the planning itself. The planning/design mistakes are hence very dangerous and expensive for the shipyards. I immediately realized that we had to aim at an industrial-level planning to avoid these problems». Entering The Italian Sea Group you have the impression to be in an art gallery. «We build yachts that are bought by affluent people, so we can’t meet those who come to purchase a luxury object in a building that doesn’t reflect the standards of our ship-owners. So we adapted and developed the project according to the needs of our customer. The entire company organization is projected towards perfection, elegance, and study of details. We developed all the areas as if it was a diamonds store, because we create “diamonds” and we thought of every detail to make that kind of customer feel at ease». Having foreign customers is also a great source of pride for you? «Yes it is, because it means that we are now one of the reference shipyards in the building of superyachts and as a businessman and Italian citizen it is for me a source of pride. Our brand expresses the Italian spirit as everything we do, we do it in Italy with Italian employees and our culture is well-appreciated by foreign customers». What is the turnover of your group? «Since 2009 the group has considerably grown and in 2018 we should reach a hundred million euro, a target that we achieved one year earlier than expected». ●

Ulysse - Diamanti sul mare  
Ulysse - Diamanti sul mare  
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