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THE IMAGINARIUM 

Leszek Paradowski

Photographer of the month - february 2014


THE IMAGINARIUM MAG in the date of birth - January the 13th - 2014 From an idea of Barbara Marin. Editor and Graphic Management: Daniele Fusco. With the collaboration: Francesca Iona, Laura Drake Enberg, Roberto Burchi, Lorenzo Crinelli, Kaleem Taj Shaik, Gaspare Silverii THE IMAGINARIUM MAG - February 2014


FOTOGRAFO DEL MESE a cura di Barbara Marin

Leszek Paradowski - Simbolismo e il decadentismo

Simbolismo e il decadentismo. Leszek. Il decadentismo è l'atteggiamento di manifestazione del malessere del vivere sociale, nello spirito e nel gusto, manifestatosi in un primo momento nella letteratura, poi nelle arti e nel costume. E' caratterizzato da una visione estetizzante della vita, dall'esplorazione di zone ignote della sensibilità, dalla scoperta del subcosciente, che l'arte fu chiamata a esprimere in forme nuove e irrazionali. Il termine «decadente» ebbe in origine senso negativo. Fu infatti rivolto polemicamente contro alcuni poeti che esprimevano lo smarrimento delle coscienze e la crisi di valori del tempo, avvertendo, di là dall'ottimismo ufficiale e spesso ipocrita della società, il fallimento del sogno positivistico. Nella fuga da tutto questo, Leszek, inventa un nuovo mondo che parte da un ipotetico Adamo, spesso raffigurato nudo e una altrettanto ipotetica Eva. Siamo agli albori. La terra è rinata da poco, fotografata e cristallizzata in una nuova alba. Il ricorso al simbolismo - la ricerca del legame tra anima e soggetto attraverso l'universo, porta l'autore all'uso di metafore, anche, molto spesso di sinestesie. Il fotografo, l'artista - nel caso di Leszek - è come il poeta che si fa carico di far da tramite, mediatore di una Rivelazione. E' evidente quanto misticismo avvolga le parole di luce che scrivono la storia di questo autore. Un romantico vagabondare tra il pre-sentimento e ciò che accadrà. Una cura dell'estetica e della bellezza portate quasi all'ossessione, per elevare la cultura e il sogno, a bene di consumo di pochi. Non tutte le fotografie possono essere comprese. Non tutti i simboli debbono essere spiegati. E' bello vaneggiare. Far di rima in follia. Sostenere le ragioni irragionevoli dell'inconscio. I miei complimenti vanno a Leszek... per la sua incommensurabile cultura. Solo chi sa, può stravolgere il mondo per poi rimetterlo al suo posto. La poesia appare allora come il solo mezzo di intendere e svelare la realtà. Leszek Paradowski è un come moderno D’Annunzio. Un vate, veggente che supera se stesso, per fondersi con il suo stesso mito. Felice di aver potuto scrivere di lui.

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Leszek. The decadence is the attitude of the manifestation of the malaise of social life, in spirit and taste, manifested at first in the literature, and the arts and customs. It's characterized by an aesthetic view of life, the exploration of unknown areas of sensitivity, from the discovery of the subconscious, that the art was called to express in new ways and irrational. The term " decadent " was originally negative. It was in fact directed polemically against some poets who expressed the loss of consciousness and the crisis of values of the time, feeling, beyond the official optimism and often hypocritical society, the failure of the dream. Positivistic. In the escape from all this, Leszek, invents a new world that starts from a hypothetical Adam, often depicted as a naked and hypothetical Eve. We are at the dawn. The earth is reborn recently photographed and crystallized into a new dawn. The use of symbolism - the search of the link between soul and subject - across the universe, leads the author to the use of metaphors, too, very often of synaesthesia. The photographer, the artist - in the case of Leszek - as is the poet who is responsible for acting as intermediaries, a mediator of Revelation. It 'obvious as mysticism of light envelop the words they write the history of this author. A romantic wander between the pre- and feeling what will happen. A focus on aesthetics and beauty brought almost to obsession, to elevate the culture and the dream, to consumer good of a few. Not all photographs can be understood. Not all symbols must be explained. It ' nice to ramble. Far from remaining in madness. Support the reasons for unreasonable unconscious. My congratulations go to Leszek ... for his immeasurable culture. Only those who know, can overturn the world and then put it back in place. The poem then appears as the only means of understanding and reveal the truth. Leszek Paradowski is like a modern D'Annunzio. A prophet, seer who overcomes himself, to blend in with his own myth. Glad I could write about him.


BEHIND THE LENS a cura di Barbara Marin

Vittore Buzzi Fotografo per amore, mi piace stare con le persone, molto, molto vicino alla gente. Ho studiato fotografia e ho viaggiato molto... Sono impegnato in progetti sociali. Ho vinto molti concorsi fra cui il 3° posto nella Sezione Sport Stories al World Press Photo Se siete interessati al mio lavoro sono due i siti che mi rappresentano quello di fotografia di matrimonio http://www.fotografomatrimoni.biz/ e quello di fotografia editoriale http://photographer.photoshelter.com/ Il lavoro che presento in questa occasione fa parte di un corpus molto grande che si intitola: "La ruta de la basura" un progetto fotografico sui rifiuti e sull'immondizia. Fotografo per amore, come si descrive lui, mi ha colpito primariamente per questa affermazione e non parlo della parola scritta ma dell'immagine e della sua comunicativa. Buzzi spreme amore da quel che inquadra. E non è solo per il suo amore per la fotografia e il sociale. Quando la fotografia trasuda di parole e cose e fatti e memoria e sensazioni. Il fiato si accorcia. L'occhio rimane. Non si può distogliere lo sguardo da ciò che si ha davanti. "La ruta de la basura" è, come ci spiega l'autore, un progetto fotografico sui rifiuti e l'immondizia. Vittore è un fotogiornalista e visitando il suo sito si può capire il grande ecletticismo che lo contraddistingue. Uno story tellers dei più animati. Dall'India alle street, alle foto di baci. Un concerto di savoir faire con lo strumento del cuore da far vibrare l'anima. Vicino ai suoi personaggi fino quasi a toccarli, nel Garbage - percorso del cestino come lo definisce una traduzione immediata, tira fuori tutto il suo desiderio di empatia e contatto con il mondo, la gente e la terra stessa. una denuncia da reporter ma un racconto da uomo. Così credo che sia. So che verrà presto a Roma e mi auguro di poterlo intervistare. Recensirlo è banale. Credo che mi piacerebbe averlo vicino per fargli un sacco di domande. Ho letto in giro che viaggia da solo, con un fixer - giornalista o regista e afferma: " Ho macchine così piccole che dopo poco tutti si dimenticano di me e le posso mettere al centro dell’azione." E chi rimane indifferente a questo incipit? Io voglio sentirla tutta la storia. Vittore, ti aspetto per un'intervista.

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BEHIND THE LENS a cura di Barbara Marin

Malgorzata Siemieniako Secondo Freud i bambini sognano fin da piccolissimi: il padre della psicoanalisi infatti attribuisce all’attività onirica infantile un importante ruolo biologico e psicologico nel normale sviluppo del bambino stesso. Ma cosa sognano esattamente i più piccoli? Nessuno finora l’ha scoperto, anche se la fotografa Malgorzata Siemieniako, ha deciso bene di dare una sua personalissima interpretazione. Grazie all’aiuto (inconsapevole o no chissà) dei bambini, l’artista ha ideato una raccolta di fotografie creative di stampo. Simbolo comunque di un ricordo sognato, ali di una memoria che si appoggia alla fantasia e alla creatività. Malgorzata Siemieniako raffigura l'esplorazione fiabesca di sua figlia nella magica terra dei sogni. Combinando così arte e fantasia con la fotografia. Stoffe, maglie, fili di lana, ma anche padelle, giocattoli, orsacchiotti, lavagne, corone di foglie e cuffiette, danno vita a momenti coloratissimi ed emozionanti, in cui perdersi è davvero facile. According to Freud, children dream since a very young age, the father of psychoanalysis attributes to the fact childhood dream an important role in normal biological and psychological development of the child. But what exactly dream of the little ones? No one so far has discovered, even if the photographer Malgorzata Siemieniako, decided well to give a very personal interpretation. Thanks to the help ( unconscious or not who knows ) of the children, the artist has created a collection of creative photographs of the mold. However a symbol of remembrance dreamed of wings of a memory that relies on the imagination and creativity. Malgorzata Siemieniako depicts the exploration of his daughter in a magical fairytale land of dreams. Thus combining art and creativity with photography. Fabrics, sweaters, wool threads , but also pans, toys, teddy bears, boards, caps and crowns of leaves, give rise to colorful and exciting moments, it's really easy to get lost .

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BEHIND THE LENS a cura di Barbara Marin Irene Wijnmaalen - Volti del Rinascimento Leonardo Da Vinci, Raffaello, Tiziano, Botticelli , Giovanni Antonio Boltraffio, Albrecht Durer, Lucas Cranach il vecchio, Antonello da Messina, Perugino, Hans Memling, El Greco, Hans Holbein, Rokotov, Rubens, Gobert, Caspar Netscher, Pierre Mignard, Jean-Marc Nattier, Vigee-Le Brun, Sir Joshua Reynolds. I ritratti di Irene Wijnmaalen , sono un sintomo di memoria rinascimentale. Comportano sempre un elemento simbolico ed idealizzato, mai una mera riproduzione delle fattezze. Oltre agli oggetti che rappresentano la ricchezza e il prestigio del soggetto - gioielli, pellicce, broccati, acconciature elaborate, trine, merletti su un incarnato chiarissimo- è tipico della fotografa, scambiare il proprio ruolo, consciamente o no con quello di una pittrice. Fotografare e raffigurare. Questi in sintesi i verbi di Irene. Immagini che derivano dalla simbologia della pittura aristocratica del '500, quasi al confine con quella sacrale, per le pose e lo sfondo mistico, scuro, avvolgente , in cui sono posate, dipinte, le figure. L'idealizzazione umanistica dei soggetti non vuol dire sempre che un ritratto debba essere "abbellito". Irene ci insegna che anche i difetti fisici acquistano la propria dignità all'interno di una raffigurazione perfetta formalmente e anzi - la sublimano. Seguendo il suo percorso fotografico, si attraversano le più sfarzose corti del XV secolo e non è così necessario appartenere a famiglie nobili o ricoprire una posizione d’ importanza storica per essere ritratti. Una modella che incarna la borghesia dell'epoca - quella che comincia a scoprire il piacere di lasciare la propria immagine ai posteri. E se è vero che il ritratto rinascimentale prende le mosse dalla grande tradizione classica – tipica la posizione di profilo che ritrae i potenti, quella adoperata per monete e medaglie – laddove occorre evidenziare ruolo sociale e “forza” del personaggio, la grandezza degli artisti rinascimentali sta nel considerare i singoli esseri umani. Irene è in grado di scoprire e mettere in evidenza gli aspetti più nascosti del carattere e dello spirito. Un'anticamera fotografica della pittura. Un'etimologia artistica di grande vanto. Irene Wijnmaalen attinge da una tavolozza di creatività ed estro e questo mio paragone con i grandi volti del Rinascimento è solo un piccolo omaggio scritto ad una grande autrice che merita un elogio per la sua eleganza, il suo studio, la sua attitudine al manierismo con solenni punte di romanticismo. Arte. Non saprei darle alto nome.

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Leonardo Da Vinci, Raphael , Tiziano , Botticelli, Giovanni Antonio Boltraffio , Albrecht Durer , Lucas Cranach the Elder, Antonello da Messina, Perugino , Hans Memling , El Greek , Hans Holbein , Rokotov , Rubens, Gobert , Caspar Netscher , Pierre Mignard , Jean -Marc Nattier , Vigee -Le Brun, Sir Joshua Reynolds. The portraits of Irene Wijnmaalen , are a symptom of memory Renaissance . Always involve an element of symbolic and idealized, never a mere reproduction of the features. In addition to objects that represent the wealth and prestige of the subject - jewelry, furs, brocades, elaborate hairstyles, lace, lace on a clear complexion - is typical of the photographer, exchanging his role, consciously or not with that of a painter. Photographing and portray. These summarize the verbs Irene. Images derived from the symbolism of the painting aristocratic 500, near the border with the sacred, to the poses and the background mystical, dark, enveloping, in which are laid, painted figures. The idealization of humanistic subjects not always mean that a portrait should be " beautified " . Irene teaches us that even the physical defects buy their dignity in a perfect depiction formally and in fact - the sublime. Following his photographic journey, you pass through the most magnificent courts of the fifteenth century, and so it is not necessary to belong to royalty or hold a position of historical importance to be portraits.


A model that embodies the bourgeoisie of the time one that begins to discover the pleasure of leaving his image for posterity. And if it is true that the Renaissance portrait builds on the great classical tradition - the typical location of the profile that portrays the powerful, that worked for coins and medals - where it is necessary to highlight the social role and "strength" of character , greatness of Renaissance artists is to consider the individual human beings. Irene is able to discover and highlight the hidden aspects of the character and spirit. Anteroom photographic painting. Etymology of great artistic pride. Irene Wijnmaalen draws from a palette of creativity and inspiration and that my comparison with the large faces of the Renaissance is only written a small tribute to a great author who deserves praise for his elegance, his studio, his attitude to the mannerism with solemn bits of romance. Arts. I could not give up the name.


Mariano Belmar Torrecilla

Roberto Pavic

Random Gallery Joaquim Machado

Monika Koclajda


Michal Zahornacky

Paolo Scarano

Ali Arabzadeh

Adam Polański

Daniele Brusa

Amir Bajrić


Rafael Kos Lutton Gant

Piotr Haskiewicz Photography

Ľubomír Červenec Ümmü Nisan Kandilcioğlu

Lukasz Piech


Nazri Polad

Bill Gekas

Roza Sampolinska

Patrizia Burra

Sergey Spayolav

Enrico Facchetti


BEHIND THE LENS a cura di Barbara Marin Magdalena Wołk Per realizzare le sue fiabe visive, Magdalena Wołk ha usato piccoli oggetti fatti di luce. Finestre che illuminano e tingono di sole, i volti su cui si posano. Piccole lampade. Vetri che piangono pioggia. Elastici a tenere le trecce, la sua bambina è il centro della produzione fotografica di Magda. Fanno pensare al suo stile tipico, i toni magenta, i viraggi decisi ma mai contrastati, come se tecnicamente, l'arte restasse a supporto dell'immaginario e diffondesse la luce fino ai ricettori delle emozioni. Un viaggio in treno che rivela il volto sul finestrino è la figura simbolica che ha impresso Magda in me. Una fotografa sincera che mente solo quando racconta le sue fiabe. Poca post produzione se non un lavoro attento sul colore e le sue declinazioni. Ecco tutto si basa sul colore. Essenzialmente anche quando non c'è, in assenza di saturazione, resta comunque una scia di palette artistica. Una polvere di magia che non muta la qualità delle opere, anche quando non viene ritratta la sua bimba ma appare una donna. Come se in qualche modo, un moto infinito l'avesse fatta crescere. Chissà. E' come applicare la serie di Fibonacci ad un trattato di poesia. Non si può capire tutto. Non tutto è spiegabile. Tanto meno i sogni. To realize his visual fairy tales , Magdalena Wolk has used small objects made ​of light . Windows and light colored in the sun , the faces on which they land . Small lamps. Glasses crying rain. Elastic to keep the braids, her child is the center of the photographic production of Magda. They think of his style, the magenta tones , toning firm but never thwarted , as if technically, the art remained in support of the imaginary and spread the light to the receptors of emotions. A train journey that reveals the face on the window is the symbolic figure who has impressed me in Magda . A photographer sincere mind only when he tells his fairy tales. Little post-production if not careful work on color and its variations . Here everything is based on color. Essentially, even when there is not, in the absence of saturation , it is still a trail of palette Art . A magic powder that does not change the quality of the works , even when it is retracted her daughter but a woman appears . As if somehow, an infinite motion had made ​it grow . Who knows . It’s how to apply the Fibonacci series to a treaty of poetry. You can not understand everything. Not everything is explainable. Nor dreams .

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THE MEN’S WORLD CONTEST Ciro Prota

Eppy Lesmana


Grace Lembo

Mária Švarbová

Azman Samsuri


VISIONARY a cura di Ivano Mercanzin Analua Zoé Una trama plastica, un vetro d'auto, un vetro bagnato di gocce, nebbia, filtri che separano, che impediscono, che interrompono lo scorrere dello sguardo, a proteggere, a staccare, a separare, un innesto tra noi e loro. Non riusciamo a possederle queste immagini, sono avvolte dal mistero, il linguaggio del non detto, delle parole silenziose, di quelle solo pensate , e poi figure che si muovono nella pioggia, nella nebbia , sagome erranti, vaganti nella loro stesse solitudini, nel loro percorso di nulla. Ma un viso di donna , quasi una decollazione è lì a terra con occhi meravigliosi, sublimi, quasi invitanti, che ti penetrano, trapanano le nostre iridi e ci pongono domande che rimangono nell'aria ......e un colpo di vento le solleva via…. A textured plastic, glass car, wet glass with drops, fog, separating filters, which prevent that interrupt the flow of the gaze, to protect, to detach, to separate, a coupling between us and them. We can not possess these images are shrouded in mystery, the language of the unspoken, the silent words, just think of those, and then figures moving in rain, fog, silhouettes wandering, wandering in their own solitudes, anything in their path. But a woman's face, almost a beheading is there on the ground with wonderful eyes, sublime, almost inviting you penetrate, trapanano our irises and ask us questions that remain in the air ...... and a gust of wind raises them on ....

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VISIONARY a cura di Ivano Mercanzin AJBraun Ritratti I ritratti di Alexandra , i suoi self portrait nello specifico, evidenziano una donna cangiante, in continuo movimento nel suo esporsi all'esterno, una donna dai mille aspetti, "una, nessuna centomila" , in continuo divenire e che indossa sempre maschere diverse , come se ognuno di questi ritratti scrivesse nell'animo dell'autrice una nuova rinascita. Assistiamo difatti ad una ricerca interiore, che si manifesta in queste rappresentazioni di se stessa addobbata con qualche orpello che ne limita in parte la sua naturalezza: gli occhiali da lavoro, un vetro appannato e bagnato di pioggia, un occhio-uccello, un corpo disteso in cui il volto, per l'effetto della prospettiva, risulta irriconoscibile , ma nella plasticità della posizione, nella sua ricercata coreografia, diviene un'immagine di grande effetto, fascino e sensualità. Gli altri ritratti , sia degli adulti, sia in particolare quelli del ragazzo, cercano di andare oltre, di superare i limiti della semplice rappresentazione , tentano di scendere nelle loro personalità , per trasmettere a noi osservatori la chiave di lettura che ci permetta di capire meglio il soggetto: ironico con quel improbabile fiore rinsecchito, stanco ma con gli occhi ancora curiosi l'altro, malinconico e silenzioso il ritratto del ragazzo in cui il punto di vista e la location rafforzano la scena con un cambio di prospettiva e a più livelli , che la rendono quasi un frame cinematografico. Portraits of Alexandra , his self portrait in particular, showed a woman changing, constantly moving in his expose on the outside, a woman of a thousand ways, "one, no one hundred thousand " , ever-changing and always wearing different masks , as if each of these portraits in the soul of the author to write a new rebirth. In fact witnessing to an inner search , which manifests itself in these representations of herself decked out with some tinsel , which limits some of its naturalness : the glasses work , a glass fogged up and wet with rain , an eye - bird, a body lying in which the face , for the effect of perspective , it is unrecognizable , but in the plasticity of the position, in its refined choreography , becomes an image of great effect , charm and sensuality. The other portraits, both adults , and in particular those of the boy, trying to go beyond, to overcome the limitations of simple representation , try to get out in their personalities , to send observers to us the key that allows us to better understand the subject : ironic that with improbable flower withered , tired but his eyes still curious about the other , silent and pensive boy portrait in which the point of view of the location and reinforce the scene with a change of perspective and multi-level , which make it almost a frame of film. THE IMAGINARIUM MAG - February 2014


Jovana Rikalo

Engin Kocyigit

Random Gallery Alessandro Risuleo

A.M. Lorek Photography


Agata Surma-Dobrowolska

Alessandro Bergamini

Ali Issa

Emese-durcka Laki

Roberto Fiocco

Nati Keren


Michel Keppenne

Jรถrg Hastrich Marianna Mosconi

Carolien Boogard

Joao Almeida Nick de Vries


Anne Grete Haug

Piotr Haskiewicz-Photography

LaĂŤtitia S. G. Photographie

Michal Zahornacky

Manuela Innocenti

Mete Ă–zbek


VISUAL THOUGHTS a cura di Francesca Iona Adrian O’Neill - Tra sogno e realtà Trasformare, cambiare e sognare, la fotografia di Adrian O'Neill esprime il funzionamento del pensiero reale amalgamandolo al sogno. Una tecnica fotografica e manipolazioni di effetti grafici di notevole capacità, queste foto diventano significative rispetto alla realtà riconoscibile, realizzate con una realtà religiosamente ricostruita che mostra inaspettatamente più particolari contrastanti. Una grande libertà espressiva che lo induce a inoltrarsi nella sperimentazioni di ogni genere fondendo due realtà in una unica e facendo diventare, l'immagine segno visivo che oltrepassa la dimensione della realtà.Immagini dotate di uno spessore che fa davvero la differenza... lui è Adrian O'Neill tra ''sogno e realtà, complimenti da tutto lo staff. Transform, change and dream, photography by Adrian O'Neill expresses the real functioning of thought amalgamating the dream. A photographic technique and manipulation of graphic effects of considerable ability, these pictures become significant with respect to recognizable reality, a reality made ​religiously reconstructed showing more details unexpectedly mixed. A great deal of freedom of expression that leads him to enter into the experimentation of all kinds merging two companies into one and doing become, the image visual sign that exceeds the dimension of reality. Images with a thickness that really makes a difference ... He is Adrian O'Neill'' between dream and reality, congratulations from all the staff.

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BEHIND THE LENS a cura di Barbara Marin Gaspare Silverii Esiste una dissertazione dedicata all'analisi delle finestre di paesaggio che spesso appaiono nei ritratti di Domenico Tintoretto e Leandro Bassano. Questa stessa, ha dimostrato la valenza espressiva dei panorami, indicandone la natura di attributi individuanti. Se provate a cercare su Google le parole “landscape photography”, otterrete numerosissimi risultati relativi a fotografi professionisti specializzati in foto paesaggistiche. E' una moda. Una passione. Certamente molto diffusa dopo l'avvento delle reflex. Le fotografie di Gaspare però sono più simili a quel che io chiamo l'icona storica del paesaggio. Ovvero attingono per cultura e associazione di immagini ed emozione, ai paesaggisti del dipinto direttamente dai libri di storia dell'arte. E qui si tratta di esemplificare il concetto di "attributi individuanti". Comporre una scena e trasformarla in un soggetto richiede abilità e tecnica ma non solo. Una grande dose di anima, permette a Gaspare di disegnare ciò che ha davanti, con i suoi pennelli e la sua creatività. Chiamiamolo un ri-disegnare, questo atto creativo che lo porta a graffiare il cielo di un episdio stellato indimenticabile. Dalle sue immagini esce un ritratto del luogo. Non una semplice rappresentazione di esso. Ritrarre un scorcio significa badare alla morfologia, aumentare la bellezza dei bei dettagli ed enfatizzare con garbo ciò che di bello non c'è. Una scogliera, senza arrivare a Dover, può essere così bella da dimenticare che al tatto risulterebbe ruvida, pericolosa forse, se dessimo retta al desiderio di tuffarci da li, dentro quell'antico mare che fa da sfondo allo scenario del fotografo. Nulla è freddo, rumoroso. Tutto è liscio, in pace. Tutto è pronto ad un passo dal sogno. Nell'individualità degli attributi. O meglio, la capacità di un autore come Gaspare Silverii, di tramutare un cielo in un viso. Farci pensare agli occhi, farci credere che un paesaggio vede noi, come noi vediamo lui. Mostrare la sua bocca. E' questa ultima affermazione che mi estorce la parola, quel che non posso non dire avendo questa possibilità. Sento che quei luoghi sussurrano. Sento e so che Gaspare non si reca laggiù per fotografare e basta. Sento e so che lui ci va per parlare e dialogare con cielo, mare, montagne e tutto il resto. La natura lo aspetta paziente, si vede che lo ama, lo ama perché riamata. Lui ci sa fare, vive per lei e di lei. Questo fa la differenza tra un landscapers con una reflex e un artista con il cuore.

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VISUAL THOUGHTS a cura di Francesca Iona

Elena Fabretti - Grande spirito di osservazione La fotografia di Elena Fabretti cattura elementi ed atmosfere del paesaggio urbano che la rendono unica, foto accattivanti che prestano particolare attenzione ai contrasti di luce, una luce che diviene morbida e uniforme. Elena non si limita a ricercare gli angoli brulicanti di vita e operosità fotografando i paesaggi urbani, ma anche a ricercare le persone che li vivono, coglie l'aspetto più vitale cercando di raccontare l’atmosfera e l’esperienza che sta vivendo. Con il suo modo di essere semplice e umana, riesce a porsi sullo stesso piano dei soggetti che ritrae, romantici e indimenticabili i colori e i momenti colti avvolti da una luce ovattata con la nebbia densa e vellutata che ci accompagna con la sua delicatezza dove i soggetti acquistano un contorno sfumato e magico. Lei è.. Elena Fabretti ''grande spirito di osservazione'' Complimenti da tutto lo staff.

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Ando Fuchs

Kals Pics

Random Gallery Paulo Mendonรงa

Maurizio Ragni


Michele Dolci

Ewa Ignatowicz

Irene Wijnmaalen

Octo Ahadi

Dheny Patungka

Basia Stankiewicz


Kunito Imai

Diego Loffredo Manuel Cafini

Martin Marcisovsky

Roberto Pireddu Michele Picardo


Lidia Madura Frank Kotsos

Mohammad Ghorbani Nia Maria Shickle

Regina Dutkowiak Michal Zahornacky


Barbara Marin Founder

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Laura Drake Enberg Writer/Admin

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