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CLAUDIO VILLA SPORT PICTURES A DIFFERENT OUTLOOK

GIANLUCA PIROLI


chapter one: CONQUESTS chapter two: ACTION! chapter three: PORTRAITS chapter four: FABIO CANNAVARO chapter five: SEBASTIEN FREY chapter six: ALBERTO TOMBA chapter seven: MORE PICTURES


1st edition - handmade

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Copyright 2009 by TOODOG PUBLICATIONS Nessuna parte di questo libro può essere utilizzata o riprodotta senza autorizzazione scritta da parte degli detentori del copyright Design by Gianluca Piroli Print by Grafimage - Arcore Publisher: TOODOGŽ contact info@toodog.com Via Modenese 1475/b 41058 Vignola Mo Italia ph +39 059 773220 fx +39 059 772403 Printed in italy


Tutto comincia nel lontano dicembre 1981, io e il mio amico Massimo siamo in vacanza a Los Angeles, in California, dove siamo andati a trovare un’ amica conosciuta durante l’estate a Saint Tropez. Quintana Roo Dunne (nome che deriva da uno stato del Messico), così si chiama, è la figlia adottiva di John Gregory Dunne e Joan Didion, entrambi famosi scrittori e sceneggiatori negli Usa. Prima di partire mi preoccupo di comprare una macchina fotografica per immortalare quello sarà il primo viaggio importante della mia vita. Un amico mi propone un Minolta reflex SRT101 con due obiettivi intercambiabili, è solo manuale, questo mi spaventa un po’, ma appunto perché dovrò impostare io tempi e diaframmi sono costretto a studiare bene questo attrezzo che poi diventerà importante e familiare nel corso della mia vita. Nelle due settimane trascorse a Los Angeles scatto un po’ di immagini con la mia Minolta e devo dire che i risultati non sono male per essere la prima volta e, sarà l’aria californiana che mi riempie di entusiasmo, comincio a pensare che la fotografia potrebbe essere una buona strada da intraprendere. Con Quintana ci si vedeva praticamente tutti i giorni, andavamo a prenderla a casa sua nell’elegante quartiere di Brentwood con la Volvo station vagon che ci aveva prestato il papà John Gregory quando la prima sera si accorse che stavamo chiamando un taxi per tornare a casa: “Un uomo che cammina è un uomo morto a LA” e nessun detto è più vero, la città degli angeli ha una superficie quasi come l’Umbria intera, e abbiamo visitato posti memorabili....Santa Monica, Venice, Malibù, Hollywood e il suo Sunset Boulevard, Bewerly Hill, Marina Del Rey, sembrava di essere in un film. La vita è davvero strana e incredibile, io non ho mai più rivisto Quintana, a quel tempo non esisteva ancora internet, le mail, messenger e facebook e quindi, dopo un paio di anni di scambi di lettere, ognuno ha proseguito la propria vita fino al 12 ottobre 2006 quando, aprendo una pagina del Corriere della Sera che presentava l’arrivo in Italia di un nuovo libro di Joan Didion, “L’anno del pensiero magico” inerente la morte del marito, ho appreso che anche Quintana, diventata nel frattempo un’ affermata fotografa e photo editor , era morta dopo lunga malattia nel 2005 a soli 39 anni. Al suo funerale Patty Smith le dedicò il canto di una ninna nanna. In quei giorni memorabili, che rimarranno indelebili nella mia memoria, ho “vissuto” la città in lungo e in largo e quell’esperienza mi ha fatto capire cosa avrei voluto fare da grande, il fotografo...allora non sapevamo né io né Quintana cosa fare da grandi, è proprio strana e incredibile la vita. CLAUDIO VILLA


CHAPTER ONE

CONQUESTS!


Mi chiedevo come riuscisse sempre a cogliere l’attimo, quell’istante in cui lo sforzo segna il volto dell’atleta o il sorriso si allarga a dismisura; quel momento in cui, sul traguardo, le lacrime scrivono sul viso fatiche e sacrifici di una vita. Poi ho scoperto il suo segreto, durante un raduno della Nazionale a Coverciano e in occasione di un viaggio a Torino per un servizio a casa Cannavaro: dietro ai lavori di Claudio c’è grande mestiere, ma soprattutto infinita passione. E’ un ingrediente che non si compra; è la differenza tra un’immagine come tante ed una che sa rapire l’occhio. Tommaso Refìni


Per un giornalista lavorare con Claudio Villa è la cosa più semplice del

mondo. Anzi, la più comoda. Perché? Claudio è un fotoreporter. Cioè, uno di quelli che non si limitano a scattare la fotografie. Sanno quello che succede, si informano, non sono mai impreparati. Fanno, in pratica, del giornalismo, anche se non scrivono. Dovrebbe essere la normalità anche se trovare un fotografo che sappia quale scatto servirà di più al giornalista sta diventando sempre più difficile. Villa, quindi, è una sorta di “bestia rara”. Un aneddoto per “raccontarlo” a chi non lo conosce. Quando il Parma calcio andava in ritiro a Morgex, in Val d’Aosta, a volte al mattino arrivavano i nuovi acquisti o i giocatori ritardatari. Ebbene, l’assonnato giornalista ancora in preda ai fumi dei bagordi della notte precedente e bisognoso di qualcosa per riempire la pagina, trovava Villa già in campo, fresco come una rosa e preciso come un orologio svizzero. “Stamattina sono arrivati tizio e caio” annunciava il fotoreporter. Inutile chiedergli se li aveva già fotografati. “E’ tutto a posto - rispondeva -, ho già inviato le foto via e-mail al giornale”. E la giornata come per incanto, passava dalla salita alla discesa. Dizionario alla mano, si scopre che fotoreporter significa giornalista (in inglese reporter) che racconta i fatti attraverso immagini. A chi lo conosce viene subito in mente Claudio Villa. In Italia, però, chi scatta le foto (che spesso per il giornale contano più di mille parole) non è equiparato a chi scrive che spesso si prende da solo la gloria di un bell’articolo. Ma quando si lavora sul serio, cronista e fotografo sono un corpo unico. Sia che ci si trovi a Tokyo, nel trafficatissimo quartiere di Ginza, o a Parma, ai bordi di un campo da calcio. E poi, lavorare con uno come lui non è solo più semplice o più comodo. E’ molto, molto più bello. Michele Ceparano Gazzetta di Parma


CHAPTER TWO

ACTION!


Di Claudio mi ha subito colpito, oltre alla grande professionalità nel suo lavoro, la calma olimpica e l’immancabile sorriso, sempre presenti, anche nelle situazioni meno simpatiche o addirittura particolarmente intricate. Lui può trascorrere anche 90 minuti al freddo incessante di un campo da calcio, durante quei pomeriggi invernali che in fatto di gelo proprio non ti danno tregua, ma quando lo vedi arrivare in tribuna stampa a fine gara per riordinare il frutto del suo lavoro, imbaccuccato in una mantella di Goretex, con la sciarpa fino al naso e i guantoni di lana spessa, puoi essere certo che l’unica cosa che non gli si congelerà mai è il sorriso con cui ti saluta. Mi ricordo ad esempio una trasferta fatta in treno a Lecce per un LecceParma. Al ritorno la partenza era alle 21 e l’arrivo era previsto intorno alle 6 di mattina. Io, che dormirei anche su un trespolo, mi addormentai subito profondamente nel vagone letto. In prossimità dell’arrivo mi svegliarono un paio di scossoni ben assestati dal nostro Claudio, che non aveva chiuso occhio per tutto il viaggio a causa del caldo infernale di quel vagone. Anche in quel caso, appena aprii gli occhi a seguito di quegli scossoni, mi accolse il sorriso di Claudio che bonariamente mi mandava a quel paese. Claudio è questo. Grande professionalità, grande senso dell’amicizia e grande simpatia, appresentata da quel sorriso dietro al quale cela un velo di timidezza, in alcuni casi davvero soltanto apparente.” Carlo Chiesa


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CHAPTER THREE

PORTRAITS


CHAPTER FOUR

FABIO CANNAVARO


CHAPTER FIVE

SEBASTIEN FREY


CHAPTER SIX

ALBERTO TOMBA


CHAPTER SEVEN

MORE PICTURES


FOTO: CLAUDIO VILLA www.claudiovilla.com CREATIVE: GIANLUCA PIROLI ART: CRISTINA SIMONINI PICTURE EDITOR: GIOVANNI MECATI DEPUTY PICTURE EDITOR: CINZIA MONTAGNANI www.acmesign.it TRADUZIONI: STUDIOKOSMOS www.studiokosmos.com PUBBLICATO DA TOODOG PUBBLICATIONS info@toodog.com


Claudio Villa e TOODOG Publications sostengono l’Associazione per i Diritti Umani e la Tolleranza Onlus che ha lo scopo di far conoscere ai giovani la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Per maggiori informazioni visita il sito www.dirittiumanietolleranza.org


Questo libro è dedicato a tutte le persone che amano lo sport e che lo vivono

come una passione, ma anche a coloro che sognano un mondo in cui poter vivere seguendo lo spirito della sportività che è propria dei grandi campioni. Ho da tempo lo scopo di far conoscere ai giovani la Dichiarazione dei Diritti Umani ed ho pensato di citarne uno che ritengo particolarmente adatto a rappresentare questo volume:

“1. Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. Lo spirito di libertà che nasce con l’uomo e che continuando nell’arco di una intera vita, la rende degna di essere vissuta, è un diritto e DEVE appartenere all’umanità. Questi uomini che ne incarnano i principi, devono essere celebrati oltre che per le loro vittorie per il loro lavoro e per la loro lungimiranza. Nessuno di loro ha raggiunto questi risultati standosene seduto in poltrona, sono gli Eroi del nostro tempo. Claudio ha catturato alcuni dei loro momenti più importanti con un occhio ed una presenza che mi hanno colpito; anche lui è una persona eccezionale, sempre disponibile, sempre pronta ad aiutare gli altri, una persona priva di barriere. Credo sia questa la ragione per la quale ci siamo subito avvicinati, ma la cosa davvero divertente è che mentre lui mi parlava di tutti i campioni che aveva conosciuto io pensavo che anche lui era veramente un fenomeno, e quando gli ho detto che volevo fare un libro su di lui mi ha risposto che ero matto, sorridendo con l’incredulità e l’umiltà tipica dei grandi. Ma devo dire che sapevo gli avrebbe fatto piacere e così eccolo qui. Ecco un grande professionista che sa guardare con l’occhio dell’allenatore, dello sportivo, del tifoso, dell’uomo, del bambino; in ogni immagine resta scolpita la vera ragione del fotoreporter: lasciare il campo al soggetto, alla sua forza, allo stupore sincero dell’attimo perfetto. Scegliere le foto è stata una impresa titanica, probabilmente Claudio ha fatto foto a sufficienza per riempire un’intera enciclopedia ed ognuna avrebbe potuto fare parte di questo volume. Ma ho scelto, facendomi guidare dalla voce stessa delle immagini, che nonostante la vastità dell’opera, sono state capaci di prendermi per mano.

GIANLUCA PIROLI


Copyright 2009 by TOODOG PUBLICATIONS


CLAUDIO VILLA SPORT PICTURES A DIFFERENT OUTLOOK

Claudio Villa - Sport Picture, a different outlook  

This is a book about Claudio Villa's sports work. Questo libro è dedicato a tutte le persone che amano lo sport e che lo vivono come una pas...