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A CONVIVENZA È UNA SCELTA, oltre che importante, anche molto faticosa, sia in termini fisici che emotivi. Scegliere di dividere la propria vita con un altro, vuole anche dire costruire la possibilità di interagire in maniera profonda e completa. Creare quella intimità d’intenti, come mi piace chiamarla, che nel tempo, diventa unica e irripetibile (vedi i due vecchietti che, al supermercato si tengono per mano…). Certamente, le lagne, il mal di testa, e i giramenti di … fanno parte del rischio che si è scelto di correre, altrimenti, cosa resta? Soltanto la consapevolezza della propria solitudine. E’ vero, viviamo in un’epoca in cui siamo un po’ viziati ma, anche molto egoisti, aggiungo. Dividere il nostro bene amato orticello, ci dispiace, presi come siamo nel pensare che, tutti i sacrifici fatti, gli obiettivi raggiunti, siano solo a nostro esclusivo appannaggio, e quindi si ricorre a scelte diciamo così “estreme”…

«viviamo in una società democratica, dove nessuno si rassegna al proprio rango, sia esso economico, culturale o erotico... «

… stasera ho voglia di uscire, ti telefono, sei disponibile, ci agghindiamo come non mai, ceniamo insieme e, tra una collezione di francobolli e qualche manicaretto, magari ti fermi a casa mia e facciamo all’amore. Coccole a non finire, passione sfrenata e, quando mi saluti, ci guardiamo teneramente negli occhi, sapendo però che, una volta chiusa la porta di casa, mi posso tranquillamente mettere nel mio bel lettone matrimoniale a baldacchino (ovviamente moderno…), con materasso in lattice ultra ergonomico, coperto da un leggerissimo piumino danese imbottito di piuma d’oca di primissima scelta, con una gamba di qua e un’altra di là. E già, è più comodo, ma resta pur sempre la voglia di non risolvere il problema, se esiste ovviamente. # due

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