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Diamoci un taglio!

I digital mash-up di Fajar P. Domingo di Federica Fiumelli

Soulwax – NY Lipps

“Diamoci un taglio! Ai cliché, all’accademismo, al vecchiume che tarpa le ali.” Qualcosa del genere deve averlo pensato sicuramente Hannah Hoch nei ruggenti anni venti, in pieno slancio Dada. Una delle artiste che ha fatto del collage una vera e propria tendenza artistica esteticamente attraente e rilevante. Bisogna però certamente ricordare che i primissimi esempi del nostro signor collage sono stati quelli di due del calibro di Braque e Picasso, per non dimenticare poi i tentativi dei nostri futuristi, da Soffici a Balla e Carrà (restando in clima Dada, bisogna anche ricordare Hausmann, Arp, Grosz, e Heartfield). La Hoch però rimane quella più affascinante con i suoi ritagli presi da giornali e rotocalchi di moda, le protagoniste dei suoi collage vengono brillantemente definite da Fabriano Fabbri nel libro Il buono, il brutto, il passivo come Veneri Storpie, riprendendo un titolo della Consoli. Corpi scomposti, sgraziati, anti-seducenti e anti-stereotipati, anticipando quindi operazioni artistiche firmate Sherman o van Lamsweerde. Proseguendo negli anni, la parabola del nostro protagonista collage è costellato da nomi come Paolozzi, Hamilton, Blake, soprattutto in ambito Pop, con immagini di oggetti di consumo e kitsch, colori flash e brillanti. Arrivando agli anni Novanta del XX secolo, il collage scorge il mondo digitale, Hannah Hoch, Da-Dandy, 1919 mixandosi così al mondo fotografico e a notevoli effetti speciali; Botto & Bruno, Giacomo Costa, Aziz+Cucher, Kensuke Koike, ce ne mostrano di geniali. Questo artista ha circa 14.000 persone che lo seguono laIl collage tiene fortissimo il passo con le nuove tecnologie, sciando commenti di apprezzamento riguardo ai suoi lavori. fornendoci nuovi esempi estetici. Lavori che arrivano all’occhio veloci, che catturano l’attenRecentemente ha catalizzato l’ attenzione di una frangia di zione per quelle piccole atmosfere ricreate in piccoli riquastudiosi del settore delle arti visive il lavoro di un artista: dri. Queste creazioni, caratterizzate da colori tenui, forme Fajar P. Domingo. geometriche, precise, sono attraenti come pubblicità. Figure Digital mash-up’s Reconstruction. di persone che sembrano ritagliate da Questo e molto altro fotografie nostalgiche in bianco e nero, Composing only with iPhone4 apps – mostly ArtStudio. From Jakarta, catapultate poi in cieli, prati o deserti potrete trovare nel Indonesia. With Love. Not selling my dal sapore metafisico. mondo Dominghiano, Un effetto straniante e surreale che avworks. Così si presenta nella breve introduziopopolato di richiami, volge queste piccole scene congelate, ne su Instagram. condite da elementi ritagliati da chissà citazioni, situazioni Ed è proprio lì che si possono seguire i quale parte per poi ritrovarsi in un cocsuoi lavori day by day che lui produce paradossali e surreali ktail dell’assurdo. e pubblica tramite l’ausilio di sole app E allora navi che volano più piccoli di che appaiono come per iPhone. Facendo così rieccheggiare immensi uomini-oasi in deserti sconla lezione più grande del secolo scorso finati, fari e fattorie, case, strutture di poesie visive, Tutti possono fare arte! impartitaci da cemento minimaliste, uomini che guarbrevi, intense padrini come Duchamp e Warhol. La dano nell’infinito come quello di Friedemocratizzazione oggi sembra essere possibile, grazie a drich, gemelle alla Arbus che al posto del volto hanno un prodotti come quelli di casa Apple, e ad applicazioni come fascio di colore rosso infinito, e ancora mucche solitarie e Instagram di facile e rapido utilizzo. fluttuanti nei cieli, capre testarde, cervi casuali.

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The Artship  

Bulletin of Visual Culture

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