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# 04 a c cu m u lo i m p u ls i v o di s c rit t ur a co mp ul siv a Il Vaticano contro la lobby del condom la verità che nessuno racconta e che nessuno ci ha chiesto Galateo come morire educatamente

Pet therapy

è il chupacabra l’animale che fa per voi? Clint Eastwood, l’uomo dietro al mito intervista esclusiva

Abbiamo ucciso una ragazza solo per recensire un farmaco

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In questo numero:

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U

ta dall’ISPO riven’indagine condot ers sono orno gi i lettori di The Colly l e de ch le la na io ez nc è preocAlmanacco antico ù analfabeti. Il che pi rlo pe e Collyers andopo. pag. 4 pante, visto che Th cu lla domanda ali sono persone im cipalmente letto. A an in i pr Gl : be to eb en dr m agm Il co pag. 6 r e Collyers?”, la m Ba Th e di in ite rw er Da ef pr di a , “Cos migliori onde “il gli intervistati risp de e rt 9 pa g. or gi pa “il i. ni immobiliar e “i colori” e il 7% io nd rz po se in ris % Le 23 i: Il gl ”. ta re Ri sapo cosa che 3% sostiene che la Il ”. ro di ne li e ga co le li an ig bi de: I cons no “tutti gli altri L’esperto risponn. e di The Collyers so isc er ef 10 pr g. pa 0,4% e Collyers” e solo lo Th Gregorio Samso no so n no e ch i sit o ogni nurapporto l ggere da cima a fond de le di ia or ne ie st st so ra ve Inchiesta: La lobby del condom. pag. 12 effetti collaterali an re ra nt co ris a nz se mero fra Vaticano e che gravi. sclusiva infra lettori uomini ’e rio un e lib i ui it eq ed e in al zi s an of C’è sost esso Cinema: Go ood. pag. 22 w e indecisi (31%). St st ) Ea 3% t (3 in e Cl nn a do ta ), is 6% (3 terv il 48% dei rd (con addirittura no fra e so lls or Ca sc di by tuvisive di Ru ) e sud (con addirit to en Tr la so lla Arte: Le conserve ne i lettor a. nella sola Trento). Francesca Barrec ra il 48% dei lettori stuche ha condotto lo Il responsabile ISPO e: a precisazion Guide: perto. pag. 28 es voluto però fare un ro ha o st di no l de o te ti intendiaIl gala amo lettori analfabe ci di 34 o g. nd pa ua y. “Q ap Pet ther ionali”. mo analfabeti funz 36 g. pa sta?” mentali. “Cioè lo fanno appo o Reportage: Viaggi e che in realtà sann on rs pe di o am rli “No, pa di un investigatore Indagini: Il resconto leggere e scrivere”. 40 non saperlo fare?” privato pag. “Quindi fingono di letzzare le capacità di ili ut 44 o g. nn sa pa n o. no tt e ge “È ch di tutaci antiri olo nelle situazioni Recensioni: I farm tura, scrittura e calc s. ta Il Signor Dukaki ti i giorni”. en es pr ab Ak : ps i?” ri St sono degli ignorant è io “C 48 pag. “Sì, ma funzionali”. abzione, quando non ua sit ta es qu a e zi Gra ire le re possiamo atterr biamo nulla da di


cili rò, il tizio della ISPO i con parolone diffi or pe tt a, le an ri st im tt no i se de sa ti or men La sc bene. o: e alto, il che è un ricontattato, dicend ha i come bagnasciuga m so e lto co ù pi ettori rimasti il pubblico ederà mai, ma gli el cr ci n no ei Però ci scoccia che “L io enaz rn dove si stanno dirig parrino i soliti Inte sa ca ac ga lo Le se lla o da at si tic lu fis de Cioè. E che cazzo! nale, Micromega e do?” nco ha scatenato aspri a nd ce vi ta es qu a Tutt “A Varallo Sesia?” sioni furibonde us sc di e e in s”. st te in trasti, lotte “No, su The Collyer che siamo o o pieno di nt pu al e, on zi ue il solito numer nq du vi co in seno alla reda Ec te en simo am stituirla complet enticate che il pros m di n no e e, at nz ro stati costretti a so st autori o “L’Uomo i membri con altri mio saggio dal titol il rà ci us e es rimpiazzando tutti a m br m a lingua che ci se a”. che parlano solo un Alto sul Bagnasciug preil ito itu st so ho so stes essere bulgaro (io esto e sto scrivendo qu ta lis ria ito ed e nt cede P.s. tor stito con Google Transla o Mark Twain. Era ve at gn so ho e tt no ri articolo traducendo Ie ”). mi diceva: bulgaro” a “italiano nelli in Cabaret e an M za Li e m da “lingua simile a a co at st Colè a stronzata di The ho pensato di fare e ‘st n ch co sa co ita a fin im a pr el La “Fat quella vo che ovete correggere ori la lingua e capi chiamare l’ISPO: “D lyers”. Poi tirava fu i rt Einstein, così gl be Al a . a” m ic n, ist ai at Tw st a a fottut non er ati a so cermai troppo impegn armi il suo immen gi an m r pe o av ar Loro, però, erano or sp Lega . o finendo i voti della llo. Sapeva di poco capire dove stavan ve rio tt fa o nn ha ci dali e dopo i recenti scan fetto di stagista con un di spondere da uno nulo. dire la erre dice fre di ce ve in a: ci un pron nulo e la stessa parola fre E considerando ch e ica dice solo la eff at pr in , re er la ne contie lla conversazione. per tutto il tempo de e abboccati le maniche Allora ci siamo rim ionumero che rivoluz un o at ar ep pr o biam Hirst e terviste a Damien nasse la testata: in ce dal Buthan, un ra ag rt po re h, nc Ly David rvizio ul Auster e un se Pa di ito ed in o nt co de la ella gnocca di Paz fotografico con qu Huerta.

Alla domanda “Cosa preferite di The Collyers?”, la maggior parte degli intervistati risponde “il sapore”

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Almanacco

anticoncezionale

del giorno dopo

e del mese passato

Il santo del mese: San Fiacro Non si sa molto della vita di questo anacoreta di origine irlandese del VII secolo, specie se non si sa molto del significato della parola “anacoreta”. Il culto del santo si estese in Francia, Belgio e Lussemburgo fino al paninaro originario delle Fiandre che abita al piano di sotto. Lo si invocava durante la semina e, qualche mese dopo, per la guarigione delle emorroidi. Attualmente è in paradiso, dove trascorre le sue giornate cercando di dimenticare il suo passato fumando crack. Patronato: Giardinieri, Ortolani, Tassisti, Omofobi, Malati di sifilide, Tassisti omofobi, Tassisti diventati omofobi dopo aver contratto la sifilide.

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L’aforisma del mese

Scrivere aforismi è da gay

(Oscar Wilde)

San Fiacrio in difficoltà alla quinta buca


Accadde in aprile Il 26 aprile si ricorda la data di nascita della Gestapo, il più grande gioco di ruolo sadomaso mai esistito in Europa. Per conservare la privacy dei partecipanti, si diffuse la teoria secondo cui la Gestapo era una polizia politica impegnata a scovare socialisti, comunisti, ebrei, omosessuali e zingari. Invece scovava socialisti, comunisti, ebrei, omosessuali e zingari, ma solo quelli appassionati di trampling. Curiosamente, sembra che lo fossero tutti. È statisticamente rilevante che solo i nazisti predilessero i ruoli di masters e mistress, mentre gli altri preferivano essere slave. Così, se da parte nazista il successo fu tale che furono circa 45000 i partecipanti, fra le minoranze si giunse addirittura a 6 milioni di appassionati, a conferma della popolarità del gioco di società, che fu in seguito soppiantato dall’avvento del Tuca Tuca.

Segno del mese: Toro Sarà un mese fortunato, se siete della Bilancia. Martedì 6 vi cadranno le chiavi dell’auto in un tombino, seguitele e troverete l’amore. Se fate visita a vostra madre, sappiate che siete stati adottati. Il Sole sorge alle ore 6:12, inciampa sul cane e sveglia il resto della famiglia. Tramonta alle ore 19:56, e non trova neanche la cena pronta. La Luna sorge alle 18:13. Ha il turno di notte, rientra a casa e trova il bagno occupato dai figli e uno zoticone che non fa un cazzo tutto il giorno ma riesce comunque a tramontare in ritardo.

COSA PIANTARE

Cavolini di Bruxelles e cetrioli ma soprattutto semi.

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i l a m i n a gli e n o s r e p sono

migliori di

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r a b e n i w r da


“Gli animali sono migliori delle persone.” No. No. No, no e no. Tutti gli animali puzzano, molti uomini no. Spesso dipende dalla geografia. Un animale da cortile che vive in Africa emana un odore comunque più gradevole di un magrebino che vende fumo scadente a San Lorenzo, ma non è questo il punto. Il punto è che la maggior parte degli animali domestici si pulisce il culo con la lingua, lingua con cui i rispettivi padroni si fanno leccare il viso e sebbene questa succosa divagazione possa sembrare fuorviante e controproducente, ovvero alcuni animali sono migliori dei loro proprietari, questo non può valere come principio generale. Non si possono affermare tali amenità, specie al terzo bicchiere di rosso di un corposo aperitivo il giorno dopo un debilitante cocktail party in riva al mare. Io non tiro la merda addosso ai miei si-

mili. Oppure, per smontare questa endemica quanto ottusa teoria pregna di retorica buonista quanto un discorso di Barack Obama, basterebbe rilevare come alcune specie animali mangino la propria merda. Ecco, gli uomini non lo fanno. A meno che non si tratti di un costoso extra con una ragazzina di Lagos raccattata sulla statale.

Gli animali sono buoni. Dipende dalla cottura.

“Gli animali sono buoni”. Dipende dalla cottura. Ma basterebbe che tu passassi una notte nella foresta amazzonica per smontare questa endemica quanto ottusa teoria pregna di retorica buonista quanto un discorso di Pol Pot. “Lascia stare gli animali selvatici: Lenny, il mio barboncino, non farebbe del male a una mosca!” Per il tuo barboncino, oltre ad essere francese, dunque gay, vale un altro discorso: quello delle possibilità.

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il commento

Ma mettiamo che tu, giuovine ragazza, abbia un pitbull sin da quando era cucciolo, un pitbull che scappa quando vede un gatto rizzare il pelo, un pitbull che si è lasciato più volte sottomettere dal Pincher nano del vostro vicino di casa: anche se fosse, questo starebbe a dimostrare il contrario, perchè sei tu ad aver dato un’educazione al tuo cane. E del cibo. Certo, se proprio non vuoi crederci fai un bel viaggio in Sicilia e vai in cerca di branchi di cani randagi nella pianura tra Piana Materazzi e Cimillà: quella è la natura del tuo Lenny, che solo grazie all’opera dell’uomo francese è diventato così mansueto, sensibile e contrario ai carboidrati. Così come hai fatto con il tuo uomo e la tavoletta del water, se il tuo cane è addestrato a dare la zampa dopo essersi messo seduto il merito è soltanto tuo.

“Ma Dorian Gray, il mio dolce gattino, mi vuole bene ed è capace di provare sentimenti!” Sarebbe vero, se la fame fosse un sentimento. In questo caso, mia moglie avrebbe torto quando afferma di non vedere più traccia del mio amore. Se il tuo dolce gattino fosse dieci volte più grande di te o, equivalentemente, tu fossi grande come un pesce rosso o una lucertola, Dorian Gray ti ucciderebbe solo per divertimento e potresti cavartela soltanto con la tecnica dell’orso morto, a.k.a. Jesus Christ’s Strategy. Ma rimani pure della tua idea, fanculo Darwin e l’evoluzione: le scimmie sono migliori degli esseri umani. Ogni persona è un individuo unico e particolare, l’amore trionfa sempre sull’invidia e sull’odio e Venezia è una città bellissima ma non ci vivrei mai.

Darwine Bar

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. l esperto risponde Consigli medici, idraulica, usura, inalazione solventi:

i nostri esperti rispondono e il più delle volte è l’alcool a parlare per loro.

Scrivete le vostre domande a

collyermag@gmail.com

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Questo mese i consigli legali di Gregorio Samson.

Caro Avvocato, ho comprato da poco casa in Italia: posso ottenere l’infermità mentale? Spett. Signore, la risposta è necessariamente articolata perciocché mi trovo costretto ad avanzare solo delle congetture. a) Lei ha comprato un immobile regolare in Italia: la domanda per ottenere l’infermità mentale può essere validamente richiesta e questo anche se per avventura il Governo Monti dovesse cadere e quindi venisse eliminata l’IMU. La sola scelta di comprare un immobile l’anno di introduzione di una tassa


che al momento è pressoché incalcolabile, fa sì che Lei possa tranquillamente essere considerato infermo di mente. b) Lei ha comprato un immobile abusivo in Italia: la domanda per ottenere l’infermità mentale potrà essere richiesta, ma ci potranno essere problemi per il suo accoglimento. Se è vero, infatti, che Lei, come al punto a), ha deciso di investire i suoi soldi in un Paese ridicolo come l’Italia, d’altro canto ha altresì deciso di farlo nella maniera preferita dal 50% della popolazione nativa (80% se ci spostiamo a sud di Roma – 90% se escludiamo i proprietari jure ereditatis). Ora, l’infermità mentale potrebbe esserLe concessa se il Suo Comune dovesse decidere di abbattarLe casa entro 1 anno dal Suo acquisto. Se la Finanza le saltasse addosso. Se Equitalia iniziasse a bloccarLe l’auto per farLe pagare le tasse evase per il summenzionato abusivo acquisto. Capisce bene che è pressoché impossibile. A meno che non abbia deciso di comprare casa in Alto-Adige, nel qual caso, forse avrebbe ancora una speranza. Dott. Avv. Ing., con questa mia vengo ad esporle un fatto increscioso succedutomi da poco tempo. La mattina del 2 corrente mese, corrente anno, alle ore circa 07:33:45 io, noto portatore di handicap fisico, ho dovuto recarmi all’ospedale ma, tentando di uscire

l’auto dal mio posto riservato sotto il portone, non riuscivo nell’intento vista seconda auto posteggiata dietro. Allorché scesi e la riconobbi: era quella di Piero il panettiere e capii. Mi conviene denunciarlo per il mio ritardo nel presentarmi al nosocomio o ringraziarlo per essersi trombato mia moglie così ora posso chiedere il divorzio? Caro Lei, a stretti termini di legge, il ritardo causatoLe dal parcheggio in doppia fila dall’aitante Piero non può essere considerata fonte di danno. Ed invero, il Suo panettiere, impedendoLe la fuoriuscita col mezzo di Sua proprietà in totale spregio dei Suoi diritti e della Sua libertà, altro non ha fatto che trattarla come qualsiasi altra persona normodotata. Per questa delicatezza, credo che dovrebbe solo ringraziarlo e, comunque, altro non potrà fare. Allo stesso modo, la decisione di copulare con Sua moglie, non potrà essere fonte di addebito per la donna, in quanto, a causa del suo handicap che l’ha reso un essere piagnucolante che scrive ad avvocati da rivista, è evidente la Sua incapacità nel soddisfarla, per il che sono ad intimarLe, a tutti gli effetti di legge, di mandarmi il suo indirizzo di casa e di astenersi da qualsiasi visita presso la Sua casa coniugale dal lunedì al venerdì, dalle 15 alle 18. La ringrazio.

Avv. Gregorio Samson

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LE GRANDI INCHIESTE DI THE COLLYERS

IL LA

VATICANO

LOBBY

DEL

Il giornalismo italiano da molti anni è in crisi, attaccato dalle nuove tecnologie di comunicazione e minato dalle tentazioni del copia incolla. Quelle che erano le “5 w” (who, what, why, where, when) sono state sostituite da altre domande: Chi è suo padre? Ci finanzia? Ha una terza di reggiseno? Quanto sangue si vede? Qualcuno vuole un caffé? Sono tempi difficili per la stampa, tempi che fanno rimpiangere le belle e scottanti inchieste dell’età dell’oro del giornalismo investigativo. Inchieste di firme importanti come Tommaso

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VS.

CONDOM

Besozzi, Camilla Cederna, Gianni Bisiach, il Gabibbo. Inchieste capaci di innescare un cambiamento e di far lievitare le note spese. Inchieste che noi di The Collyers vogliamo far rifiorire, quantomeno per le note spese. Quali sono le vere ragioni per le quali il Vaticano si oppone al profilattico? Da dove nasce esattamente questa dura contrapposizione? A quanto ammontano i fatturati della lobby del condom? Chi è il padre del Papa? Ci finanzia? Ha una terza di reggiseno?


La persona che incontro di fronte al Centro Cantonale di Fertilità di Locarno è un ex dipendente della Hatù di Bologna, la storica azienda italiana che, passata prima agli inglesi della Seton Scholl e poi alla Reckitt Benckiser, ha recentemente chiuso i battenti: “Nel 2011 siamo stati messi in mobilità, e dopo un batti e ribatti che non è durato neanche troppo siamo stati buttati fuori. È stato come scontrarsi contro un muro di gomma”. L’uomo, che chiameremo col nome fittizio di Priscilla Presley, garantisce di avere rivelazioni che potrebbero mettere in ginocchio l’intera industria del profilattico. La domanda è: in ginocchio come? Quanto sangue si vede? Qualcuno vuole un caffè? Quelle del mercato del condom sono cifre importanti: nel 2006 le vendite hanno raggiunto quota un miliardo, secondo uno studio dell’OMS. Il che equivale a un fatturato di minimo minimo un miliardo, secondo un calcolo che non so fare. Cifre che potrebbero far gola a molti: “Mi ci gioco le palle”, mi confida Priscilla carezzandosi la barba. “Sia chiaro, a me dei complotti non importa

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nulla”, ci tiene a specificare, “io vi parlo di fatti concreti, di documenti che ho letto e di realtà note a chiunque abbia lavorato alla fabbricazione di profilattici, dalla progettazione al collaudo. Quelli che sostengono che l’AIDS sia stato diffuso con la compiacenza del Vaticano come strumento di demonizzazione degli omosessuali, non sanno di cosa parlano”. Priscilla parla con circospezione, e per paura di essere riconosciuto si è fatto tatuare degli occhiali da sole. “Gradisce una sigaretta?” Rispondo di no. ”Fa bene” “Eh già, è un brutto vizio”. “Non dico per questo, è che ci ho sputato sopra”. Secondo Presley, il Vaticano si schiera sul preservativo per ragioni meramente economiche. Mi rivela che tramite una società guidata da Egidio Cane, nome noto agli ambienti giudiziari fin dai tempi dello scandalo del Banco Ambrosiano, il Vaticano investe, alla fine degli anni ’90, oltre 700 milioni di euro nei laboratori medici ZAC, cliniche per vasectomia.

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Ma perché il Vaticano dovrebbe investire in una pratica medica che contrasta con l’etica cattolica? ”Per permettere ai preti di scopare”. Priscilla ne è convinto, ma quali prove ha per dimostrarlo? Si sbottona i pantaloni e mi mostra il suo pene luminoso: “Questo”, dice. Priscilla è stato infatti fra le trenta persone che le cliniche Creampie (poi trasformate nei già nominati laboratori ZAC) hanno sottoposto, per volere diretto del Papa, a quello che lui chiama “Progetto Spirito Santo”. La sostituzione del pene con un membro di pura energia, in grado di rispettare i dogmi della Chiesa Cattolica: far provare piacere all’uomo senza che lo provi anche la donna. Col “Progetto Santo Spirito” i sacerdoti di tutto il mondo avrebbero potuto concedersi a rapporti di ogni natura senza lasciare tracce, ma qualcosa nell’esperimento andò storto. “Cosa?”, chiedo. “Questo”, dice Priscilla sbottonandosi di nuovo i pantaloni e mostrandomi ancora il suo pene luminoso. Che in effetti è storto. Il Vaticano decide allora di investire nella vasectomia e converte le cliniche Creampie. Nell’enciclica “De paternitas non est disputandum” il


“In the Name of Gold” - Ruby Calls per The Collyers

Parla con circospezione. Per paura di essere riconosciuto si è fatto tatuare degli occhiali da sole.

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Papa scrive: “Che fornichino, ma che almeno non lascino prove”.

Ma in che modo queste rivelazioni possono danneggiare l’industria del profilattico? Quanto sangue si vede? Qualcuno vuole un caffé? “Se te la smetti di interrompere te lo dico”. Scusi. ”Ti sto dicendo che al Vaticano il preservativo dà fastidio perché gli fa concorrenza, nient’altro. Tutte quelle storie sull’AIDS…” ”Sì, lo ha già detto”. ”Te lo sei mai chiesto come si è diffuso l’AIDS? Credi davvero alla storia delle scimmie? L’AIDS si è diffuso coi preservativi, ecco come. Ed è stato intenzionale, non puoi immaginare cosa ci mettevano sui preservativi negli anni ’80: colture batteriche, sangue infetto, pezzi di vetro. Riflettici: chi sono i primi a guadagnarci con la diffusione dell’AIDS?” Una tesi allarmante, ma quanto plausibile? Quella sera, rientrando in albergo ancora scosso per l’intervista e per l’odore nauseabondo di

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persone che si dichiarano insoddisfatte dal condom persone che non lo usano

2,5 milioni

Preservativi abbandonati ogni anno nei giardini pubblici e scambiati dai bambini per chewing-gum

“Non puoi immaginare cosa ci mettevano sui preservativi negli anni ’80: colture batteriche, sangue infetto, pezzi di vetro. Riflettici: chi sono i primi a guadagnarci con la diffusione dell’AIDS?”


“Quel Presley è un mentecatto”, dice, e mi mostra la foto di un uomo nudo, sdraiato supino e circondato da una pozza di feci, con le gambe avvitate dietro alla testa che guarda nell’obiettivo mentre si eiacula in bocca. “Ah no mi scusi, questo è mio figlio”. Presley, non posso immaginare che le sorprese devono ancora arrivare. ”Signor Patervoster”. La voce proviene dall’interno della mia stanza. Con la mano corro alla pistola, ma non ne ho mai posseduta una, così ripiego su un classico “Buonasera”. Ad attendermi nell’ombra c’è Giorgio Buco, che si presenta come persona informata sui fatti senza specificare a quali fatti alluda. ”Dovrebbe controllare meglio l’attendibilità delle sue fonti, signor Patervoster. Quel Presley è un mentecatto”, dice, e mi mostra la foto di un uomo nudo, sdraiato supino e circondato da una pozza di feci, con le gambe avvitate dietro alla testa che guarda nell’obiettivo mentre si eiacula in bocca. “Ah no mi scusi, questo è mio figlio. Ecco”. Mi consegna allora un’altra fotografia,

uno scatto agghiacciante che ritrae Presley nel pubblico di Domenica In. Come se non bastasse, ride e applaude. È Buco che mi mette in contatto con una persona in forza all’Ufficio Stampa Vaticano, che incontro a Roma il giorno seguente: “Sappiamo che ha incontrato il Sig. Presley”, è il suo esordio. Si tratta del Mons. XX YYYY De la ZZZZZZ, che vuole restare anonimo, anche se l’uso del “De la” ci rivela le sue origini latine. È un Monsignore del Frusinate. Grazie a lui, vengo introdotto alle letture vaticane: “Humanae Vitae”, “Come scoparsi un angelo e salvare il proprio matrimonio”, “Bilanci dello IOR 1942-2002”. Un’illuminazione nella mia ricerca del sapere e della comprensione.

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“Deve sapere che per noi l’uso del profilattico non è regolamentato da un dogma. Cioè, il principale non ha mai dato ordini espliciti tipo: “Tu uomo, non devi scopare con un pezzo di plastica nel cazzo, pena: l’inferno”. Quella è una cosa a cui si è arrivati pian piano, nel corso dei secoli e, anche se non sembrerebbe, grazie al tanto vituperato metodo sperimentale. “Era l’inizio della seconda guerra mondiale, cercavamo di salvare più ebrei possibili così da impossessarci dei loro denti d’oro e dei vari gioielli di famiglia. Purtroppo i nazisti erano più feroci e a noi restavano le briciole. Le casse del Vaticano piangevano come un bimbo che incontra sua madre di sera per strada e non può neanche pagarla per una botta. Da quella disperazione si generò un’idea: cos’è quella cosa a cui l’uomo mai e poi mai rinuncerà nella sua vita? All’epoca non potevamo sospettare la nascita della Champions League, e optammo per il sesso. Così prese vita il progetto “Taglialo”. Inizialmente fu del tutto clandestino, l’attività veniva svolta perlopiù dalle mammare che in cambio di protezione passavano una percentuale ad alcuni enti ecclesiastici: con una mano stringevano

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“Nazi Zombie” di JBowen


ferri da calza, con l’altra le cesoie. Tutti ci guadagnavano. Certo anche preti, pedofili e pervertiti sessuali accolsero la cosa con entusiasmo, ma pecunia non olet et sperma non fugit. Fu un predicare costante, e più si predicava la castità ed il no ai contraccettivi, più gli uomini si rivolgevano alle mammare per scopare in santa pace grazie a una vasectomia.

Roberto Calvi dopo una vasectomia

“Progettammo di rendere la pratica socialmente accettabile e fiscalmente limpida tramite una infinita serie di società off-shore che era impossibile ricondurre allo IOR, controllare le più grandi cliniche per vasectomia e riempirle di fedeli dopo aver fatto passare che l’uso dei contraccettivi è il male assoluto. Purtroppo la rivoluzione sessuale incasinò la faccenda. Comunisti di merda, froci frichettoni..” “Monsignore, la prego”. “Sì mi scusi, intendevo froci di merda e comunisti fricchettoni. Solo negli anni ’90 il progetto prese corpo, grazie a uno degli uomini di fiducia di Roberto Calvi”. ”Monsignore, è consapevole che la sua versione non smentisce affatto quanto riportatomi da

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“Progettammo di rendere la pratica socialmente accettabile e fiscalmente limpida tramite una infinita serie di società off-shore che era impossibile ricondurre allo IOR” Priscilla Presley? Anzi, in più parti avvalora quanto già so”. Il Monsignore appare turbato, si stropiccia gli occhi sui quali sfoggia un curioso tatuaggio di un paio di occhiali da sole. Decido di incalzarlo: ”Che legame c’è tra lei e Presley? Chi è suo padre? Ci finanzia? Vuole un caffè?” “Sì, grazie”. È alle corde, insisto con le domande. “Quanto zucchero?” ”Mi sorprenda”. Verso sette cucchiani di zucchero. “È quanto ne prendo di solito, come faceva a saperlo?” ”Ho le mie fonti, ora tocca a lei. Ha le prove di quanto dice?” ”Ho un dossier”.

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“Quale dossier?” ”Questo”. Il monsignore alza la tunica e una luce mi acceca. Tutto diventa più chiaro. “Lei e Priscilla siete la stessa persona!” ”Non l’ho mai negato”. ”Se vuole tutta la verità risponda a questa domanda: è proprio sicuro che le lobby del tabacco non c’entrino nulla?”

Continua... Ennio Patervoster


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Rosy Fassbindi ha scovato per noi alcuni goofs.

pieno di errori, a partire dalla scelta del catering.

Ogni film è 22

SOLO PER VENDETTA

ce allo Un oscuro e banale insegnante reagis ivo e irrastupro della moglie in modo impuls sé invece zionale: decide di farsi giustizia da iamente di lasciarla e divorziare. La scelta ovv 105 miavrà delle conseguenze negative: ben nemmeno nuti in cui non ci sono colpi di scena tra i muscoli facciali di Nicolas Cage. una comparAl minuto 34 si nota distintamente clessidra al sa vestita da antico romano con una polso. Vendetta, L’attore protagonista, come in V per izio alla fine, indossa una maschera identica dall’in e non ne capiamo il motivo. re nella Al minuto 15 si riscontra un grave erro opone di stare scelta del film da guardare e ci si ripr . attenti ai consigli di Luotto Preminger doratamente, Nella scena dello stupro lei finge spu è un po’ forzata. e anche la sigaretta del dopo coito ta pure.

Un negro gioca a scacchi. Magari nuo

tagonista, pur Durante l’inseguimento in auto il pro per fare benziguidando un SUV, non si ferma mai na. scuola pubbliCi sono dei bianchi studenti in una ca. * o andato a Durante l’inseguimento a piedi son


ma nessuno Ci sono diversi protagonisti di colore esia.** viene mai definito “negro” da chicch

cinema

pisciare, ma mi suona sospetto.

s Cage, sebbeNei titoli di coda è accreditato Nicola possa essere ne sotto la maschera il protagonista davvero chiunque. difficoltà nel * Probabilmente questo si deve alla e di crack. reperire comparse negre non strafatt carceraria un ** L’amico traditore (nella gerarchia to al pedofilo tale individuo sarebbe un gradino sot è, giustae due gradini sotto l’Andrea Masiello) ento politicalmente, negro. In tempi di rammollim uire il pentily correct, ovviamente, vien fatto seg vi ingannare: mento al tradimento. Ma non lasciate non bisogna fidarsi dei negri.

Nicholas Cage fa la faccia sorridente

Nella scena dello stupro lei finge spudoratamente, e anche la sigaretta del dopo coito è un po’ forzata.

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Clint Eastwood l’uomo dietro al mito.

Ci riceve una fresca mattina di primavera nel suo ranch, mentre gira tra i suoi cavalli seguito da alcuni mandriani, che ad un’occhiata più attenta risultano essere i suoi avvocati - traditi dalle pistole di grosso calibro con numerosi solchi su ogni calcio. Appena varco il confine Mr Eastwood si avvicina, torvo e minaccioso: barba incolta, cappello, mano posata sulla pistola, e un odore che è un misto tra piscio, fango, vacche, tabacco e merda nei calzoni.

intervista esclusiva

Dunque, Mr Eastwood, cosa la sping... Chi è il padrone di questo cesso? Tu, cic-

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cione: rispondi! Mi urla Mr Eastwood strappandomi il taccuino di mano, lasciandomi di sasso. [Gli avvocati di Mr Eastwood hanno chiarito che il loro assistito chiedeva gentilmente lumi sul giornale per cui lo intervistavo.]

lavorare finché si sentirà all’altezza di un lavoro tanto dispendioso e impegnativo.]

Si sente un uomo fortunato, Mr Eastwood? I meriti non c’entrano in questa storia. [Gli avvocati di Mr Eastwood hanno continuato a guardarmi The Collyers, signore. Allora, Mr minacciosi, in silenzio.] Eastwood, le chiedevo cosa la spinge a scegliere i film che diri- Ci parli dei prossimi progetti. Ha ge. qualcosa in cantiere? Io ho sempre avuto fortuna Esatto: ho ucciso donne e quando si tratta di ammazza- bambini, e creature che camre cristiani. minavano e strisciavano in [Gli avvocati di Mr Eastwood tempi lontani. E adesso sono hanno chiarito che il loro assi- qui per uccidere te, Little Boy, stito si fa guidare molto dall’i- per quello che hai fatto a Ned. stinto, e questo gli è stato suf- E voi è meglio che vi scansate. ficiente per gestire una carriera [Gli avvocati di Mr Eastwood tanto prestigiosa.] hanno chiarito che il loro assistito gradirebbe proseguire l’aCerto, Mr Eastwood. Lei sembra nalisi sociologica della violenavere energie infinite, alla sua za con tutte le implicazioni del età. Quando ha intenzione di caso, senza dimenticare i risvolsmettere? ti metafisici del trapasso in sé.] È una cosa grossa uccidere un uomo: gli levi tutto quello Mr Eastwood, la ringraziamo per che ha, e tutto quello che spe- il tempo concessoci e le chiediarava di avere. mo: possiamo passare a trovarla [Gli avvocati di Mr Eastwood nuovamente? hanno chiarito che il loro assi- (Voltandosi e allontanandosi stito dichiara che continuerà a lentamente) Un giorno o l’al-

ho sempre avuto fortuna quando si tratta di ammazzare cristiani tro. [Gli avvocati di Mr Eastwood si consultano febbrilmente, poi avanzano torvi verso di me, pistole alla mano, e chiariscono che il loro assistito non ha mai pronunciato quelle parole, e che se mi fossi azzardato a scriverle mi avrebbero fatto secco. Poi mi sparano alcuni colpi tra i piedi e mi danno un’ora di vantaggio, mentre uno di loro mi grida Ti avverto, Bob, che se ti rivedo sparo per primo e poi invoco la legittima difesa.]

Spyke Lynch

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conserve visive “Old”

Ruby Calls per The Collyers

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il galateo del prof. valdos carceri

COME MORIRE 28


L’altro giorno ho avuto la fortuna di partecipare a un funerale. Ė morto un signore piuttosto famoso dalle mie parti. Il classico tipo capace di farsi voler bene da tutti, pieno di amici, sempre al bar. Io non ci ho mai avuto niente a che fare, ma ho ritenuto elegante e rispettoso nei confronti della famiglia partecipare alle esequie. E sapevo che ci sarebbe stata anche Brenda, una che è una vita che ci voglio provare. Quindi mi sono detto: “Valdos, vai tranquillo, lanciale qualche sguardo se-

ducente dalla media distanza, uno di quelli che sai fare tu, ma cerca di mantenere il giusto contegno. D’altronde la situazione è quella che è, non strafare, lascia perdere l’occhiolino e non mostrarle la punta della lingua. Però, al momento giusto, metti da parte ogni imbarazzo e invitala a cena”. Invece niente, la mia immensa timidezza ha avuto la meglio, ho spiaccicato un semplice “condoglianze” e me ne sono andato.

Morire è il più delle volte una gran scocciatura. Cerchiamo quindi di farlo almeno in maniera elegante e rispettosa nei confronti degli altri.

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IL GALATEO Vabbeh, non intendo tediarvi ulteriormente con le mie turbe sentimentali, né con la mia buffa passione per le orfane minorenni, quindi vengo al dunque. Il corteo funebre si muoveva verso il cimitero, lento e ipnotico, come un enorme biscia strafatta di roba. Io partecipavo aggregato in coda e potevo sentire ogni genere di discorso. Mentre le prime file stavano composte e in silenzio, al limite si permettevano qualche pianto, attorno a me la gente parlava di tutto e di più. Dalle residue possibilità scudetto della loro squadra del cuore, all’ultimo tressette perso in coppia col defunto. Dalle incredibili zinne

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della panettiera, ma saranno vere? Agli inconfessabili vizi del caro estinto. Non mi pareva affatto il modo di comportarsi. C’era una pettegola tutta vestita di rosso che continuava a ridacchiare isterica e a parlare nelle orecchie della sua comare. C’era un nonnetto che fumava Emme-esse continuando a sputare palle di catrame tra i piedi di chi gli camminava vicino. C’ero io, che marciavo giocando al tetris del telefonino e indossando gli occhiali 3D del cinema. Erano gli unici occhiali con le lenti scure che ero riuscito a trovare. Più che un rito funebre, sembrava una festa riuscita male.


come morire

Sono tornato a casa con le idee molto chiare riguardo al nuovo argomento per il Galateo di The Collyers.

Lezione n.4 Come morire. Morire è il più delle volte una gran scocciatura. O, come direbbe il mio ex professore di galateo alle medie, “una colossale rottura di cazzo”. Cerchiamo quindi di farlo almeno in maniera elegante e rispettosa nei confronti degli altri. Vediamo alcuni esempi. Frontale contro un tir sulla provinciale. No, assolutamente no. Se c’è un modo per rompere i coglioni alla gente è proprio questo. Decine e decine di macchine in coda, in attesa che venga riaperta la strada. Mariti che rischiano di tornare dal lavoro e non trovare la cena pronta perché la mo-

frontale contro un tir sulla provinciale: assolutamente no

glie è rimasta imbottigliata nel traffico, scoprendo così che la stronza era uscita di casa, nonostante due ore prima avesse giurato via sms di essere sul divano con un filino di febbre. Una famiglia in crisi perché tu hai sorpassato twittando col telefonino una banalissima battuta del cazzo sulla Brambilla e il suo amore per i cani. No, frontale contro un tir sulla provinciale, assolutamente no.

Frontale contro un tir sulla provinciale, ma finendo entrambi giù per la scarpata. Ok, questo ci può stare. Ma dovete garantire che le operazioni di recupero non influiranno sul regolare flusso del traffico. E fatemi sapere quando, che vengo con la telecamera.

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Suicidio tramite esplosione dell’appartamento in cui vivete. Tra tutti i tipi di suicidio possibili, questo è sicuramente il più scortese nei confronti delle persone che vi stanno accanto, in senso letterale, nella vita di tutti i giorni. Suicidio tramite esplosione dell’appartamento di un altro. Ottimo compromesso. Introducetevi furtivamente in un palazzo dove siete certi di non conoscere nessun inquilino, entrate in un appartamento qualsiasi utilizzando le più elementari procedure di scasso che ogni persona rispettabile dovrebbe conoscere. Aprite il gas, aspettate qualche minuto e, quando l’aere è saturo, accendetevi una sigaretta. Bravi! La palazzina è ora un cumulo di macerie, qualcuno darà la colpa all’italico costume di utilizzare materiali di scarto per risparmiare sui costi. Avete ucciso uomini, donne, anziani, bambini innocenti, ma quando ricostruiranno l’accaduto verrà dato risalto all’assoluta mancanza di rancore personale nei loro confronti. E farete un figurone. Resta comunque sconsigliata una miracolosa sopravvivenza.

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come morire

Morire d’infarto a 8 anni. Cristo, no. Ma che idea. I vostri genitori stanno per entrare in quella meravigliosa fase in cui possono prendervi a schiaffoni (ufficialmente per insegnarvi un po’ di disciplina, ma in realtà vogliono solo vendicarsi di tutti gli anni passati a pulire la vostra merda) e voi ve ne andate così? Sul più bello? Quando sentirete parlare di figli ingrati, sappiate che si stanno riferendo a voi. Morire d’infarto a 118 anni. Decisamente meglio. Vostro figlio che ne ha 92 potrà smetterla di badare a voi, per costruirsi finalmente una vita sua. Non dimenticate poi che un vero signore muore cercando di lasciare meno fastidi possibili alle persone che gli vogliono bene. Ma deve pensare anche ai suoi familiari. Quindi è bene predisporre tutto il possibile, affinché essi possano velocizzare al meglio le procedure relative alla vostra dipartita. Raggiunta una certa età, prendete l’abitudine di mettervi dormire con lo smoking, in una bara.

morire o non morire. Potrei andare avanti all’infinito, ma il principio è sempre lo stesso: l’attenzione che mettiamo nel disturbare il meno possibile gli altri. Il Galateo non è solo una maniera di mettere in imbarazzo i tuoi servi, quando li inviti a cena; il Galateo è prima di tutto amore, rispetto, cortesia, generosità, attenzione verso il bisogno altrui. E morire provoca sempre una sorta di disagio in chi ti conosce. C’è chi si dispiace, chi soffre mediamente, chi si dispera. In ogni caso è brutto un po’ per tutti, se muori. Quindi, per morire bene senza interferire nell’altrui diritto di vivere nella serenità, la regola è soltanto una, tanto importante quanto facile da seguire. Durante la vita, cercate di stare sul cazzo a tutti. Prof. Valdos Carceri Conte di Hazzard

Abbiamo visto una serie di esempi su come

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“The Bloody Chamber “ di Ben Bainbridge

Con il termine Pet Therapy s’intende generalmente una terapia dolce basata sulla interazione uomo-animale non finalizzata allo sbranamento. La definizione data è incompleta poiché si tende a escludere in modo arbitrario importanti settori del mondo animale come ad esempio il paramecio il plancton le salamandre la tenia le zanzare le blatte il pipistrello vampiro le sanguisughe e l’orca assassina.

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Fu lo psichiatra infantile Boris Levinson a enunciare per la prima volta, intorno al 1960, le sue teorie sui benefici della compagnia degli animali, che egli stesso applicò nella cura dei suoi pazienti. Chiamandola inizialmente “petting therapy”, innescò uno spiacevole equivoco che portò a una sua condanna per molestie e a un periodo di detenzione nel carcere duro di Huntsville, in Texas (quello che nelle sue biografie viene definito “il Periodo Rosa”). Levinson constatò nei suoi piccoli pazienti che prendersi cura di un animale poteva calmare l’ansia, trasmettere calore affettivo e aiutare a superare lo stress e la depressione. Questo finché non si mostrava ai bambini come funziona la macellazione. Oggi la pet therapy, che solo recentemente ha ottenuto il giusto riconoscimento da parte degli animali, trova ampia applicazione in svariati settori socio-assistenziali, come: case di riposo, ospedali, comunità di recupero, set di film porno. Gli animali più comunemente usati sono il cane, il gatto, il cavallo, il delfino, la mucca, il cobra, il leone feroce e il ghepardo sanguinario. Gli ultimi tre solo per i casi terminali. Recenti ricerche hanno individuato nuove specie che entreranno a far parte presto del meraviglioso mondo della Pet Therapy. Andiamo a scoprirle insieme. L’Unicorno: mitico essere 1/3 cavallo, 1/3 capretto, 1/3 tu dopo che la compagna non è tornata la sera a casa, ha delle grosse proprietà curative. Anche se per chiudere una ferita è ancora preferibile mette-

re dei punti. Molto vantaggioso perché, all’occorrenza, si può sostituire con un cavallo e un cono gelato. O con dei funghetti allucinogeni. Il famoso unicorno che spunta dalla testa del cavallo sembra, in realtà, non essere costituito di vero osso. Da qui deriva forse la leggenda sulle vergini capaci di placare l’animale: purtroppo non siamo in grado di confermarvi la cosa per l’ovvia impossibilità di reperire una vergine. Consigliato per cali di desiderio e disfunzioni sessuali. Evitare in caso di scarsa autostima. Il chupacabra: come potete evincere dal nome, sono animaletti che aiutano- e, in molti casi, aiutano in maniera definitiva- persone con problemi cognitivi. Basta lasciarli insieme qualche giorno in ambiente chiuso ed isolato. Al minimo accenno di lacune scolastiche, il chupacabra salta al collo del povero deficiente, eliminando per sempre i suoi tentennamenti culturali. Il licantropo: si può dire che, in questo caso, la pet therapy sia una forma di autoerotismo. Molto raro, soprattutto vicino alle città (Parigi o New York), il licantropo è un animale in grado di curare l’insonnia in periodi speciali delle fasi lunari. Nei giorni immediatamente precedenti la terapia il paziente può avvertire una serie di sintomi che costituiscono la cosiddetta sindrome pre-mannara: irritabilità, variabilità dell’umore, voglia di ululare, desiderio di carne umana. I sindomi tendono a scomparire, così come i vostri vicini. Attenzione: può dare ipertricosi.

Angela Mengele

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OL rWeportaCgOe SdaT

posti dimenticabili

VIAGGI MENTALI

nel disturbo della condotta sociale 36


Ed Wynne non è un comune reporter: attraversa i luoghi più remoti e pericolosi della Terra e lo fa solo per potersene vantare. I suoi non sono semplici articoli, ma testimonianze del tutto inutili. Ci sono molti modi di arrivare, il migliore è di non partire. Ennio Flaiano È quando il corpo è tra quattro mura che lo spirito fa i suoi viaggi più lontani. Augusta Amiel-Lapeyre Cari affezionati lettori, in questi primi numeri abbiamo visitato luoghi lontani, impervi e dimenticati. Luoghi dimenticati, impervi e sotto casa e anche posti che non c’entrano niente con le prime due tipologie. I viaggi però non sono solo fisici e, come dimostrano gli aforismi iniziali - accuratamente selezionati, esistono vari tipi di viaggio. Quei viaggi che avvengono nella nostra mente: per aver assunto farmaci, droghe e

alteranti psichici di vario genere oppure, nei casi più fortunati, per malattie congenite. Viaggi nei quali ci perdiamo a tal punto da dimenticarci di pagare il biglietto. Come sapere quindi se stiamo viaggiando o meno? Come sapere se ci piace? Esiste una guida Michelin? Dove possiamo recapitare reclami? Esistono sconti in bassa stagione? Per rispondere a queste domande, abbiamo seguito un viaggiatore che aveva prenotato un disturbo della condotta sociale. Come sapere se stiamo viaggiando? Il disturbo della condotta sociale può essere diagnosticato quando siamo in presenza di “un quadro ripetitivo e persistente di comportamenti che violano i diritti basilari degli altri o le norme o regole sociali principali appropriate per l’età.” Questa diagnosi si puo’ effettuare verso i 15 anni quando il soggetto non segue le regole socialmente diffuse, ad esempio masturbandosi in classe invece di violentare le compagne in garage, o picchiando i compagni più piccoli senza attuare un’estorsione di denaro e/o merendine, o rifiutando un inquadramento sociale senza sfociare in costumi tipici da omosessuale dominante. L’insorgere di questi sintomi evidenzia con quasi certezza che la cucuzza del soggetto in questione è partita: è iniziato il viaggio, è dunque necessario scoprire dove potrebbe condurre. Senza adeguate cure, i passi successivi posso essere: disonestà, bugie, costruzione di false identità e perpetrazione di truffe per

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viaggi mentali

profitto o per piacere personale. Nei casi più avanzati si può arrivare a intraprendere una carriera politica. La mente conduce nel paradiso dell’assolutismo del potere, nella credenza soggettiva dell’invulnerabilità e nella possibilità di scrivere questa supercazzola.

di tendenza. Indifferenza, cinismo e sprezzo nei confronti dei sentimenti, dei diritti e delle sofferenze degli altri sembra che siano attualmente il massimo della figaggine e il genere disturbo a cui questo genere di turisti ambiscono maggiormente.

Come sapere se ci piace? Non e’ come un hotel dove basta guardare il servizio e il comfort della camera, e neanche come una crociera dove basta contare le tacche delle scopate per stilare il nostro gradimento. Per sapere esattamente se “essere disturbati socialmente” è il luogo giusto per la nostra vacanza, dobbiamo capire se il mandare affanculo, il posteggiare in doppia fila, il non richiedere scontrini è quello che avete sempre desiderato nella vita. Perché non Parigi d’inverno? Budapest in solitaria? Antigua con soldi al seguito? Se la risposta è “Fatti i cazzi tuoi” allora sì, avete scelto il posto giusto per voi.

Per eventuali reclami? Speriamo che i vostri genitori siano in vita e se sono in vita che non siano degli alcolizzati, drogati che si prostituiscono per pochi soldi. Perché è a loro che dovrete presentare reclamo se siete insodisfatti della vacanza.

Non è come una crociera, dove basta contare le tacche delle scopate per stilare il nostro gradimento.

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Esiste una guida Michelin? Sono recensiti stati di disturbo sociale più “in”? Qual è il top? Purtoppo siamo nell’ambito del turismo border line, non esiste niente di tutto ciò. Solo lavorando sul campo e facendo domande abbiamo recuperato quelche linea

Esistono sconti in bassa stagione? Il pacchetto e’in fase di lancio, tutto dipenderà da come vanno le vendite e i primi riscontri di cassa. La società produttrice del pacchetto, spera molto nel passaparola e nella soddisfazione del cliente finale. Disturbo della condotta sociale è secondo noi il nuovo trend per le ferie del 2012.

Ed Wynne


conserve visive Francesca Barreca per The Collyers

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i n i g a eL di vioinlendzo inauditi 40


Trenitalica Mi accesi il sigaro e guardai fuori dalla finestra con la mirata da titanico rapace al servizio degli onesti. Sul marciapiede di fronte un sanbernardo e un chihuahua cacavano l’uno davanti all’altro. Il risultato furono una megamerda e una micromerda che si fronteggiavano inespressive nella loro indubbia merdosità. Feci un tiro lungo con respirata avidointellettuale. Arrivò uno spazzino con un macchinario apposito per succhiare merda, e succhiò le merde con rapidità e fermezza. Nell’universo del cacato le dimensioni non contano, pensai: non si può fare altro che fare i conti col succhiamerda. Era proprio per questa sagacia che mi distinguevo nella disordinata folla dei normodotati: ero Violenzo Inauditi, investigatore privato, professore ordinario all’Università dei Duri. Quello che, armato di porporina e rigatoni, costruiva missili per polverizzare asteroidi in rotta di collisione con la Terra all’ultimo secondo, mentre nel frattempo faceva il caffè con la cremina per diciotto

persone. Ero il re, io, della cremina. Decisi di lanciarmi in un’altra eroica perlustrazione. Nelle irrequiete bande di teppisti che popolavano la stazione il turnover era insistente, interminabile, ostinato. I leader si succedevano senza sosta ogni giorno, due volte al giorno, più volte al giorno. Le Olimpiadi dello Scippo si ripetevano inesorabilmente ogni quattro secondi, con campioni provenienti da ogni fetido angolo del globo. I Mondiali della Rapina erano ricominciati nel settantatré dopo una tregua di dodici secondi voluta dall’allora Sovrano della Stazione Ciglione cinquantasettesimo, che aveva tagliato la testa a Ciglione cinquantaseiesimo col coperchio di una lattina di pelati, ed era poi stato a sua volta strangolato da Ciglione cinquantottesimo, il tutto in poco meno di ventinove secondi. Nuovi campioni apparivano e scomparivano come giovani zanzare al chiaro di luna. Coloro che riuscivano ad arrivare a fine giornata mettevano in

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le indagini

atto improbabili rituali di corteggiamento, mentre schivavano i colpi di pistola che arrivavano da ogni direzione. Pusher ubriachi si esibivano in parate territoriali mentre smerciavano droga a minorenni e schivavano le manette che volavano a mazzi da tutte le parti. C’erano individui enormi che controllavano harem di prostitute battendosi senza sosta con altri individui enormi. C’erano individui di taglia media che, travestiti da prostitute, si avvicinavano agli harem alla ricerca di furtivi accoppiamenti, talvolta riuscendo talvolta fallendo e finendo barbaramente uccisi dagli individui enormi. C’erano parecchi nani che sfruttando la taglia minuta penetravano negli harem e copulavano freneticamente con tutte le prostitute, sgattaiolando poi abili tra i colpi di pistola che non cessavano mai di fischiare nell’aria torbida dell’inverno. Ogni tanto qualche nano ci lasciava le penne. In quel mondo di estreme difficoltà solo gli eccezionali riuscivano ad arri-

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vare al tramonto. I geni riuscivano a vedere il fine settimana. Gli dèi arrivavano a fine mese. Io ero milionario da anni. Travestito da macchinetta dei biglietti mi introdussi nella sala d’aspetto della stazione. Un canuto vecchio in un angolo fece cenno di avvicinarmi con le mani artritiche e incartapecorite. Era Erasmus Inauditi, mio nonno, che nonostante la completa sordità e le numerosissime diottrie perdute sin dalla notte dei tempi, manifestava ancora imprevedibili picchi di acume nell’arte dell’investigazione. Si limitò tuttavia a raccontarmi della sua ultima erezione, nel ’38, quando per festeggiare la vittoria dell’Italia ai campionati del mondo era andato a puttane con gli amici del quartiere. Ci ubriacammo pertanto sino all’incoscienza brindando ai tempi d’oro, ai genitali delle puttane e a quelli “a cui gli si drizzava ancora”. Su quest’ultima vi fu uno smodato uso di gomitate e occhiolini da parte di mio nonno


verso il sottoscritto. Sotto l’effetto dell’alcol puro, di cui Erasmus Inauditi non lesinava a essere un promotore della prima ora, la teoria del complotto s’insinuò inesorabile nelle nostre coscienze. Era la polizia che tramava segretamente contro l’umanità, favorendo i ricchi e penalizzando i poveri, e tutto cominciò a culminare in esclamazioni, urlate a gran voce squillante, che terminavano spesso in locuzioni quali “magna magna generale“ o “solo in Italia succede”. Acciuffammo il primo poliziotto a tiro e lo pestammo di santa ragione, con mio nonno Erasmus che mostrava nocche dure come mattoni e che, malgrado la monodonzia, mordeva più forte di un diavolo della Tasmania. La locale folla di criminali non perse tempo e si unì prepotentemente alla violenza generale. I trogloditi si accanirono tuttavia soprattutto sugli innocenti e i puri di spirito, di cui io mi consideravo gesù cristo (e in certe serate in centro anche la madonna). Estrassi dunque la Luger, indignato, e sparai una raffica di colpi ad altezza uomo, fregan-

domene di estrazione sociale, etnia e destinazione nell’aldilà. La folla sembrò capire che i sibilanti proiettili provenivano dall’infallibile canna della giustizia suprema, e si dileguò. Rimasero a terra solo due persone, di cui una in uniforme da poliziotto e l’altra con una barba bianca lunga sino all’ombelico, entrambe in un bagno di sangue. Gridai alla tragedia. Erasmus Inauditi giaceva supino ed esanime sul pavimento e non reagiva più ad alcuno stimolo. Mi disperai e fui quasi pronto a consegnarmi nelle sporche mani della giustizia umana. A un tratto, tuttavia, un sorriso si aprì sul volto rinsecchito del mio progenitore: un proiettile fumante scintillò tra il suo unico incisivo inferiore e la gengiva che sovrastava quell’ecatombe ortodontica. Buon sangue non mente, farfugliò, strizzandosi i testicoli dai quali traeva origine la mia gloriosa esistenza. Ridendo, poi, sferrò una coltellata letale allo sbirro, che tirò le più stradannate delle cuoia in un sibilo raccapricciante. Dio santo se eravamo ubriachi.

Violenzo Inauditi investigatore privato

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a t s i c a m r fa nteprime.

a . i n o i s n e c Re . i t a r e d i s e d n i i t t effe IL SANDIMMUN

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Il Sandimmun© Cosa c’entra la recensione di un farmaco con il weekend che ho trascorso sotterrando un cadavere? Tutto è iniziato un anno fa, quando ho accettato di fare volontariato in un reparto pediatrico per fare colpo su una ragazza. La ragazza in questione era una malata terminale, ma scoprii troppo tardi che era ricoverata in un altro reparto di un altro ospedale, e quindi non l’ho mai incontrata. Inoltre è morta prima che mi accorgessi che non era lei, la bambina epilettica che si ostinava a ignorare il mio corteggiamento.

Infine la ragazza in questione, quella che non ho più visto, era in realtà un uomo ad uno stadio talmente avanzato della malattia che sembrava a tutti gli effetti un lemure, quindi non ci sono rimasto troppo male. Premetto che il mio avvocato mi ha sconsigliato di raccontare pubblicamente questa storia, ma d’altronde il mio avvocato mi aveva anche sconsigliato di violentare e uccidere quella Emanuela Orlandi, eppure sono ancora a piede libero.

Ad ogni modo, mi ero appena attaccato a una flebo di morfina quando un giovane medico con l’aria di uno che non si lava le mani prima di visitarti mi ha gentilmente chiesto di allontanarmi dall’ospedale e non tornare mai più. Sconfortato e avvilito, ho passato parecchi minuti commiserandomi. Mi domandavo come facessi a ritrovarmi puntualmente in situazioni tanto sgradevoli, sprecando le mie giornate e guadagnandomi immancabilmente il disprezzo della moltitudine di persone che avevano avuto la sventura di incontrarmi. Lunghi minuti di tormento interiore, che sono finiti quando la serratura dell’armadietto dei medicinali è ceduta e ho potuto finalmente riempire il mio zaino di scatolette senza neanche controllare cosa fossero. E poi uscire, senza neppure fermarmi a chiudere lo zaino. E non tornare mai più. Fra quei farmaci si trovava il Sandimmun, il farmaco che, anche se non ve ne siete accorti, sto recensendo, ma all’epoca ancora non potevo saperlo, per via di tutta la morfina che avevo in circolo.

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la battuta del mese Attraversai una porta allarmata e percorsi con nonchalance la scala antincendio dell’ospedale, finendo per rovinare addosso a una specializzanda che stava fumando una sigaretta nel piazzale sul retro dell’edificio. Tutti i medicinali che avevo sottratto si sparsero a terra come il seme di un paracadutista affetto da masturbazione compulsiva.

“Dove hai preso tutti quei farmaci?”, mi chiese. “Sono un rappresentante”. “Un informatore scientifico?” “Sì. A dirla tutta sono il guru dell’informazione scientifica, ho anche l’abbonamento a Focus Junior”. “Io detesto gli informatori scientifici, siete delle sanguisughe che alimentano un mercato che antepone gli interessi di multinazionali miliardarie alla salute delle persone”. “In verità non sono un informatore, questi farmaci li ho appena rubati”. “Scopiamo”. Melissa era bellissima, ma torniamo a parlare della specializzanda. Aveva occhi scuri, neri come la notte, che

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si rivelarono essere occhiali da sole, e capelli crespi che reagivano male all’umidità e le cadevano tutti, facendola sembrare un enorme pene con gli occhiali da sole e un problema di tabagismo. Si chiamava Alfia, con l’accento sulla i, ma io la chiamavo semplicemente Al. Iniziammo una relazione assurda e molto complicata. Era difficile incontrarci, vi-

sto che mi era proibito entrare nel suo ospedale e visto che mi vergognavo a farmi vedere con lei. Ma Al aveva una

grande qualità: sapeva spiegarmi per filo e per segno a cosa servissero tutti quei medicinali che avevo rubato, e così per un po’ di tempo riuscii a guadagnarmi da vivere, in parte vendendo quei medicinali e in parte riempiendoci le siringhe che usavo per minacciare le vittime dei miei piccoli furti.

Vi ricordo che il mio avvocato mi ha sconsigliato di raccontare pubblicamente questa storia, ma d’altronde il mio avvocato può esercitare la professione solo nei paesi che finiscono con la lettera u. Grazie ad Alfia imparai che il Sandimmun è un farmaco antirigetto, il cui principio attivo, la ciclosporina, è un immunosoppresso-


re impiegato in seguito al trapianto di reni, fegato, cuore, polmoni, pancreas, midollo osseo, nonché per il trattamento di alcune malattie come psoriasi, nefrosi e teletrasporto accidentale o involontario.

Più cose imparavo da lei e più dovevo cedere all’evidenza dei sentimenti: la detestavo.

Forse per quel dente storto e grigio che aveva proprio lì davanti, in mezzo alla fronte. Forse per la sua passione per Baricco, che peraltro credeva fosse un velista. Forse perché si era scopata tutti i pazienti dell’ospedale mentre dormivano. Fatto sta che per un pezzo la relazione andò avanti così: lei mi spiegava che il Sandimmun comportava frequentemente disfunzioni renali, parestesia, tremori, ed io rimorchiavo ragazze davanti a lei sperando che se ne andasse. Lei mi diceva che alcuni

pazienti trattati col Sandimmun avevano sviluppato polineuropatia motoria, pancreatiti, miopatie, e io le pisciavo sulla cena. Lei mi raccontava che si era os-

servato che il trattamento con Sandimmun aveva comportato l’insorgere di tumori maligni, anche fatali, ed io mi chiedevo: perché non te lo becchi tu, un tumore maligno?

E così mi venne l’idea. Iniziai a somministrarle il Sandimmun di nascosto con l’obiettivo di farle prendere un cancro incurabile. Il farmaco deve essere diluito in un contenitore di vetro (non di plastica) con bevande fredde come cioccolata, latte, succo di frutta, cola, così per un anno non ho fatto altro che offrirle drink dalla mattina alla sera, col risultato che Alfia ha iniziato a ingrassare terribilmente fino a presentare addirittura notevoli migliorie. Ciò nonostante continuavo a non sopportarla, ciò nonostante continuavo a volerla morta, ciò nonostante lei si ostinava a restare in perfetta salute.

Così l’ho presa a martellate sulla nuca e l’ho sepolta in una riserva naturale la scorsa notte. Il mio avvocato mi ha sconsigliato di raccontare pubblicamente questa storia, ma d’altronde il mio avvocato mi ha sconsigliato anche di raccontare di quella volta che provai ad uccidere la mia ragazza avvelenandola con un farmaco antirigetto finendo poi col prenderla a martellate.

Leonardo Gruber

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il signor dukakis

IL SIGNOR DUKAKIS 0.4

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akab23.tumblr.com

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Collyer è il nome di due eccentrici fratelli statunitensi, noti per aver dato il nome a una malattia, la Sindrome dei Fratelli Collyer. I loro cadaveri vennero trovati nel 1947 nel loro appartamento di Harlem dove i due si erano rifugiati dal mondo esterno, accumulando di tutto: libri, carrozzine, bambole, biciclette arrugginite, avanzi di cibo, bucce di patata, pistole, palle da bowling, manichini, organi umani in barattolo, gatti, decine di strumenti musicali. La polizia dovette rimuovere 130 tonnellate di immondizia. Dimenticandosi di questo magazine.

about 50

Nato da un’idea di Borges (Claudio Casella), Abulafia (Luca Marotta) e gabbbbro (Gabriele Scorzoni), The Collyers è un blog e un magazine, e solo raramente un anticoagulante. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e a personaggi esistenti è raro ma può capitare. Spesso è del tutto casuale, più di frequente è totalmente intenzionale. Lo decide di volta in volta il nostro avvocato.

ABOUT The Collyers Magazine Blepiro: Pet therapy Borges: Almanacco, Reportage, Inchiesta Castorovolante: I consigli dell’esperto essere disgustoso*: Almanacco, Il commento, gli svantaggi della bici gabbbbro: Farmacista, Inchiesta, Editoriale Orio: Goofs, Intervista a Clint Eastwood Richi Selva: Il Galateo Violenzo Inauditi: Le Indagini Il signor Dukakis: Akab Conserve Grafiche: Ruby Calls, Francesca Barreca IN COPERTINA: illustrazione di Ruby Calls progetto grafico: gabbbbro www.thecollyers.it twitter.com/The_Collyers collyermag@gmail.com

2012


. The Collyers continuera ad essere mensile. Il pdf no. . Lo avevamo anticipato con l uscita del primo numero. non fate quelle facce. No davvero. smettete di ridere. Appuntamento a fine maggio col prossimo numero. appuntamento . col prossimo pdf a quando ci girera di fare un nuovo pdf.

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The Collyers Magazine #04