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Testi: r-EVOLution Traduzioni: Stella Gigli Grafica: Absink.com


MANIFESTO

Ci sovrasta il pericolo di una condizione che potremmo definire “la miseria psicologica della massa”.

A danger overhangs us – a condition that could be defined as ‘’the psycological misery of the masses’’.

Così Freud aveva definito il conformismo. La miseria psicologica della massa. Un pericolo. Una cosa di cui avere paura.

This is how Freud defined conformism. The psycological mysery of the masses. A danger. Something to be afraid of.

Poi, nei decenni, quel pericolo, quel “disagio della civiltà” si è avverato. Ma si è avverato anche il suo contrario.

In the following decades that danger, that ‘’unease in our civilization’’, came to pass. But so did its opposite.

Oggi, dopo tanto tempo, siamo tornati al punto di partenza. Che per noi significa un inizio, significa ripartire.

Today, after such a long time, we are back to square one. Which is for us a beginning, a new start.

Ripartire da un presente stanco e vecchio che è il dove e il quando viviamo, ma non il chi siamo.

Starting out again from a wearied, old present, the WHERE and WHEN we are living in, but not WHO we are.

Ripartire da un gruppo perché non siamo soli e una rivoluzione va condivisa.

Starting again from a group, because we are not alone and a revolution must be shared.

Ripartire da un’arte che è cruda e violenta perché non è più tempo di essere rassicuranti, che è romantica perché non sarà mai l’odio a muoverci, che è vera perché le scappatoie le lasciamo ai potenti e ai vigliacchi, che è vostra quanto nostra perché l’arte è di tutti, come la possibilità di ragionare. E ribellarsi.

Starting over from a raw and violent art because it is no longer a time when we can be reassured. An art that is romantic, because hatred will never be what powers us, An art that is real because we leave evasion to the powerful and cowards; art that is yours as much as ours because art belongs to everyone, just as being able to reason does. And to rebel.


e ’l naufragar m’è dolce in questo mare Olio su tela, 100 x 110 cm, 2011 (dettaglio)


It’s not my own crisis

La mala educación

Olio su tela, 40 x 30 cm, 2011

Olio su tela, 150 x 120 cm, 2011 (dettaglio)

manusch badaracco

manusch.badaracco@gmail.com / manuschbadaracco.jimdo.com Mi chiamo Manusch. Dipingo per raccontare ciò che ascolto e ciò che vedo. L’esterno è la mia fonte d’ispirazione: se ci si ferma ad osservare gli spunti non finiscono mai. Cerco di selezionare, di evitare di farmi inglobare nella frenesia delle informazioni. Ho 29 anni. La mia vita si evolve in un periodo che avvolge ogni mio coetaneo come un boa strangolatore. Ogni giorno è diverso se coltivi l’arte: oggi ti sembra di aver trovato chi ti porta a spasso come un re, domani vieni abbandonato. Sento di doverlo raccontare.

My name is Manusch. I paint to report what I hear, what I see. The outside world is my first source of inspiration: if you stop to observe it, ideas are endless. I try to select, avoiding getting sucked into the frenzy of information. I’m 29. My life evolves at a time that strangles everyone of my age like a boa constrictor. One day it looks like you’ve found someone who treats you like a king, but the next you are out on the street. This is what I want to communicate through my work.


TI AMO

Acrilico su tela, 150 x 100 cm, 2011 (dettaglio)


La Corsia N°6

Acrilico su tela, 80 x 120 cm, 2012 (dettaglio)

Curriculum Vitae capitolo II

dalla collezione Legal Prostitution Acrilico su tela, 150 x 100 cm, 2012

DRUNKENRABBIT / linda ferrari lin86_F@libero.it / drunkenrabbit.jimdo.com

La sorella cattiva del bianconiglio, Drunkenrabbit. Ho deciso di varcare il misterioso buco nel terreno finendo in una metropoli di architetture effimere, graffi, panna, gioie, dolori in cui confluiscono molteplici personalità, ma al tempo stesso esse sono un’attenta riflessione sulla donna. Personaggi caricaturali che intrecciano la loro anima con il mondo contemporaneo: straniere Matrioske, borghesi Marie Antoinettes, Sante ed infine le leggiadre Prostitute. Il tutto mixato con una buona dose di cinica ironia ed estetismo, offre ai visitatori un cocktail che mostra un vasto spaccato della società odierna. Ma badate, sempre per riderci sopra, mai niente di troppo serio.

The White Rabbit’s evil sister. Drunkenrabbit. I decided to enter the mysterious hole in the ground, ending up in a metropolis of fleeting architecture, scratches, cream, joy, pain, where different personalities merge, but at the same time are also a close reflection on what we think of as a woman. Caricature characters whose soul is intertwined with the contemporary world: foreign Matrioskas, middle-class Marie Antoinettes, Saints and finally pretty Prostitutes. All mixed with a good measure of irony and aestheticism, providing visitors with a cocktail of a wide cross-section of modern society. But bear in mind, it is all lighthearted, not to be taken too seriously!


grido, GRIDO.

Acrilico su tela, 100 x 100 cm, 2012


we Can’t be heroes: wonder woman

Acrilico su tela, 100 x 100 cm, 2011

we Can’t be heroes: LA STELLA DELLA SENNA

Acrilico su tela, 100 x 100 cm, 2011

alessandro minoggi

info@alessandrominoggi.com / alessandrominoggi.com Il mio lavoro parte sempre dalle foto. Perché sono la cosa che più assomiglia alla realtà. Ma sono false. Non incorniciano la realtà meglio di un quadro o una descrizione letteraria. Dalle icone del cinema alle foto inviate dagli amici via mms, quasi tutto il mio lavoro riguarda luoghi, persone, oggetti che non conosco, non ho visto o non vedrò. è un omaggio a tutto ciò che è distante da me e, saggiamente, mi sta lontano. Nella mia ultima serie WE CAN’T BE HEROES, con la stessa formula indago sull’immedesimazione delle persone comuni nel ruolo improprio di “star” o di “supereroe”, dal lato ludico a quello più tristemente patetico.

My work always starts out from photographs. Because that is what is closer to reality. But they are fakes. They don’t frame reality any better than a painting or a literary description. From film icons to pics sent to me via mms, almost all my work concerns places, people, objects that I don’t know, have never seen and never will. It is a homage to all that is far away from me, and wisely, stays away. In my latest series WE CAN’T BE HEROES, with the same approach I investigate common people’s identification with the improper role of ‘star’ or ‘superhero’, from the playful to the sadly pathetic side.


Rubava le parole

China e Acrilico su tela, 40 x 30 cm, 2008 (dettaglio)


Conscio #7

stampa digitale su plexiglass, 64 x 44 cm, 2010

Miliardi

Acrilico su tela, 90 x 60 cm, 2008 (dettaglio)

matteo suffritti

teux1978@yahoo.it / produzioniarche.it Ho cominciato con la fotografia. Poi la scrittura, la pittura, alcune tecniche video e infine chissà... Il “modus operandi” può variare in base alle mie esigenze e non importa quale tecnica scelga. La mia osservazione si basa principalmente sul rapporto insito tra individuo e società. Rapporto che ha sempre influenzato il modo di vivere, di scegliere, di essere. Dimenticare le domande del passato è un rischio che oggi non possiamo correre. Per uscire da questo nuovo medioevo l’arte può essere indagine, denuncia, grido, passione. E non importa quale tecnica si scelga.

I started out with photography. Then writing, then painting, some video techniques, and finally who knows... The ‘modus operandi’ can vary according to my needs and the techinque doesn’t matter. My observation is based mainly on the relation between the individual and society. A relation which has always influenced my way of living, of choosing, of being. Forgetting the questions of the past is a risk that we cannot afford today. In order to exit from these new Middle Ages art may be an investigation, an exposure, a scream, or a passion. And the techinque you chose has no importance.


la cittĂ

Acrilico su tela, 50 x 70 cm, 2009 (dettaglio)


argonauti

Acrilico su tela, 60 x 80 cm, 2010

FLOWERS 26

Sbalzo su PVC e Acrilico, 80 x 60 cm, 2010(dettaglio)

manu zuccarotta

anginafactorys@libero.it / anginafactorys.splinder.com I miei mondi paralleli finti e gli ibridi a sbalzo o creati con assemblage si collocano in un progetto più vasto e complesso che ha al centro l’indagine dell’evoluzione attraverso il mezzo artistico. Soffermarsi sull’evoluzione ci porta alla consapevolezza che il futuro ci sarà e sarà necessariamente diverso dal presente. La rassegnazione di questo periodo stagnante ci ha fatto dimenticare che i cambiamenti sono possibili. Pensare che un organismo è in perenne evoluzione e mutazione potrebbe essere il punto di partenza per una nuova presa di coscienza verso la realizzazione di un cambiamento.

My fake parallel worlds and embossed or Assemblage-created hybrids are set in a wider and complex project focused on the investigation of evolution through artistic media. Focusing on the evolution brings us to the realisation that there will be a future and it will necessarily be different from the present. The acceptance of this stagnant period had led us to forget that change is possible. Thinking that an organism is in constant evolution and mutation could be the starting point towards the bringing about of change.


La vergine delle lucciole Acrilico su tela, 60 x 80 cm, 2012 (dettaglio)


Marionette si nasce

Acrilico su tela, 60 x 80 cm, 2012

Io, l’amore e la morte

Acrilico su tela, 80 x 30 cm, 2012 (dettaglio)

no condom

Acrilico su tela, 100 x 70 cm, 2011

STEFANO LANDOLFO landolfarte@libero.it

Quello che mi attrae e che cerco di riportare nel mio lavoro è l’essere umano, in quanto creatore di sentimenti positivi e negativi. Anche se molto spesso sono portato ad odiarlo, non posso fare a meno di osservare l’impatto che i suoi comportamenti, hanno sul paesaggio e sugli individui stessi. La mia non è una denuncia, ma il bisogno di raccontare qualcosa senza freni, pregiudizi o bandiere da sventolare. La pittura quindi, diventa il mezzo per liberare questo bisogno, un racconto a ruota libera dove la ragione e il torto vengono meno, per lasciare spazio a quel pensiero, (anche il più assurdo) che diventa reale.

What attracts me and what I try to transfer to my work is human beings, as creators of positive and negative feelings. Even though I frequently come to hate them, I cannot stop observing the impact that their behaviour has on the landscape and on individual people. Mine is not a denouncement, but a need to say something without boundaries, prejudices or flags to wave around. Painting therefore becomes the tool to liberate this need, a free tale where right and wrong are left behind to leave space for thought (even the most absurd of thoughts), which will turn into reality.


NASO1

Acrilico su tela, 150 x 100 cm, 2011


MAMMA TI AMO

Olio e smalto su tela, 120 x 80 cm, 2011

IL VIAGGIO

Acrilico su tela, 80 x 120 cm, 2011 (dettaglio)

alan zeni

alan.zeni@gmail.com / giovedi25.com Il mio lavoro parte dalla necessità della trasfigurazione del mio ego mischiato alla realtà che vivo. Cercando il mio ideale confondo i miei mondi infantili con le mie paure e prese di coscienza odierne. Sicuramente il motore che muove la mia mano è dal primo momento il riso isterico e compiaciuto di aver colto una sfumatura che a prescindere dalla natura della stessa, più o meno tragica, più o meno ilare, mi porta a divertirmi. Il Fruitore per godere appieno di una mia espressione deve semplicemente lasciar cadere le barriere e accettare le proprie contraddizioni umane.

My work comes from the necessity to transfigure my ego, mixing it with the reality I live in. Searching for my ideas, I combine my childhood world with my current fears and awareness. Undoubtedly the force that drives my hand is right from the start - the hysterical and complacent laughter that comes from the amusement at having grasped a sense of tragedy and hilarity in the same moment. In order to completely appreciate my expression, the viewer has only to let the barriers fall and accept their own human contraddictions.


dietro le apparenze

Acrilico e collage su cartone telato, 50 x 40 cm, 2011 (dettaglio)


deep endenza

Acrilico su tela, 50 x 70 cm, 2011

PEOPLE=SHIT

Acrilico su tela, 70 x 50 cm, 2011

mattia barf carne frajamb@libero.it

La mia crescita dal punto di vista pittorico è stata condizionata fortemente dall’esperienza che ho maturato nel campo dei graffiti. L’utilizzo della tecnica dello spray, associata agli elementi tipici della cultura street quali schizzi, colature e sfondi in cui il tratto rimane volutamente grezzo, sono diventati anche i connotati principali del mio lavoro su tela, realizzato direttamente proprio con lo spray o tradotto con l’Acrilico. Nelle mie opere, cerco sempre di rappresentare qualcosa che susciti una reazione forte nello spettatore, attraverso l’ironia o la violenza, con l’intento di smuovere in lui un’emozione attiva.

My pictorical development has been strongly influenced by my experience in the field of graffiti. The use of the spray techniques, associated with typical elements of street culture such as squirts, splashes and deliberately rough outlines, has become the main characteristic of my work on canvas, executed directly with spray or converted into Acrilic. In my work, I always try to represent something that will provoke a strong reaction in the viewer, through irony or violence, with the purpose of arousing an active emotion.


NASCITA DI UN BOZZOL-CYBORG Assemblaggio, 70 x 200 cm, 2003 (dettaglio)


new millennium beauty

Assemblaggio, 40 x 40 x 220 cm, 2010 (dettaglio)

the stranger

Acrilico su tela, 40 x 30 x 200 cm, 2011

lele de bonis

leledebonis@libero.it / leledebonis.com Cercando di riassumere il mio lavoro in poche righe probabilmente non esiste miglior sintesi che nel concetto di “ready made”. Fin da piccolo ho sempre giocato a cercare significati e connotazioni diverse nelle cose che mi capitavano tra le mani. Con il passare degli anni il gioco si è trasformato in una vera e propria forma mentis che sino ad oggi mi ha imposto positivamente di trasformare il più possibile il processo cognitivo di costruzione fantasiosa in prodotto reale. Il risultato finale nasconde di volta in volta richiami all’attualità e alla società, carburanti fondamentali del mio lavoro... Niente di nuovo, niente di vecchio...

Trying to sum up my work in a few words, there is no better concept than ‘ready made’. Since my childhood I have always played on giving different meanings to the different objects that I happened to come across. Over the years, this game has become a proper ‘forma mentis’ which has allowed me up to today to transform- as much as possible - the cognitive process of imaginative construction into a real product. The final result conceals from time to time references to current events and society, the vital fuels for my work... Nothing new, nothing old...


ATTRAVERSO IL TEMPO

Stampa su carta cotone, 100 x 70, 2011 (dettaglio)


SEGRETI

Stampa su carta cotone, 100 x 70, 2011 (dettaglio)

MOMENTI SPEZZATI

Stampa su carta cotone, 100 x 70, 2012 (dettaglio)

MARCELLA SAVINO

info@marcellasavino.it / marcellasavino.it Sentivo che mi mancava qualcosa…ho iniziato a guardare il mondo attraverso la macchina fotografica, a distorcerlo, a trasformarlo, trascinata dalle correnti del mio stato d’animo, con la crescente esigenza di comunicare la mia visione tra immaginazione e realtà. Da un po’ di tempo la mia ricerca verte principalmente sui ritratti, in particolare di donne che, “spogliate dai loro indumenti quotidiani”, mi svelano se stesse. Lo scorrere del tempo si ferma in pose statiche come statue in una simbiosi tra me e loro che crea dietro filtri materici nuove forme e proiezioni scomposte della mia esistenza.

I felt that there was something I was missing out on. Carried away by the flow of my moods, I started to look at the world through the camera, distorting it, transforming it, with an ever-growing need to communicate my vision, between imagination and reality. Recently my research is mainly focused on portraits, especially of women who, ‘’stripped of their daily clothes’’, reveal themselves to me. The passing of time snaps in statue-like static poses in a bond between them and me, creating new forms and projections, materic filters of my own existence.


NON IO (frame)

Videoinstallazione, dimensioni variabili, 2011 (dettaglio)


La guerra è pace, La libertà è schiavitù, L’ignoranza è forza Matteo Suffritti (foto e installazione) / Francesca Lolli (video) Lastre di ferro, polistirolo estruso, cornice digitale, 200 x 200 cm, 2011 (frame)

Ossessione: Del sesso

Videoinstallazione, dimensioni variabili, 2011 (frame)

Ossessione: della giovinezza

Videoinstallazione, dimensioni variabili, 2011 (frame)

francesca lolli

lolli.francesca@gmail.com / vimeo.com/francescalolli Tutta la mia ricerca si può racchiudere in un’unica parola: urgenza. è questa che porta alla comunicazione e al mezzo che ho scelto: il video. Attraverso di esso cerco di essere veicolo di emozioni, cerco di condurre lo spettatore alla meta da me prefissata, filtrata dalle sue esperienze di vita. In fondo, ognuno vede sempre solo ciò che vuole, ciò che più desidera o teme. Io cerco soltanto di guardare attraverso la camera, di sublimare la mia visione della vita e del mondo che mi circonda e possiede. è lei che mi protegge ed allo stesso tempo mi spoglia, rendendo evidenti i miei pregi e i miei fin troppi difetti. In fondo ‘la vita e’ colpa dell’arte’ (Pierre Restany).

All my research can be synthetised in one word: urgency. This is what leads to communication and to the media I have chosen: video. Through video I try to be the vehicle for emotions, to bring the spectator to a destination I prearrange, filtered by their own experiences of life. In the end, everyone sees only what they want to see, whatever they most desire or fear. I only try to see through the camera, to sublimate my vision of life and of the world that surrounds and dominates me. It protects and at the same time strips me bare, enhancing my merits and my many flaws. After all ‘life is arts’ fault’ (Pierre Restany).


info: anonimartisti.it info@anonimartisti.it media relations: chiara@kartrace.it

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