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Le Camere di Commercio Italiane all’Estero: una rete globale a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane - Programma di attività 2009 -

Febbraio 2009


Indice

1. L’evoluzione

strutturale

del

network

delle

Camere di Commercio Italiane nel mondo....... 3 2. Lo sviluppo di una progettazione innovativa .. 4 2.1. I progetti: caratteristiche generali............................. 5 2.2. I settori delle attività promozionali 2009……………….8 2.3. La programmazione delle CCIE tra innovazione e multilateralità ..........................................................13 2.4. La forza associativa ..................................................15

3. I Partner e le collaborazioni delle CCIE ..........15

APPENDICI Progetti Multimercato 2009…………………………….18 Elenco Camere di Commercio Italiane all'Estero per Area Geoeconomica…………………………………..24

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Quadro sintetico delle attività programmate nel 2009 dal network delle Camere di Commercio Italiane nel mondo

1.

L’evoluzione strutturale del network delle Camere di Commercio Italiane nel mondo

Il sistema delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE) è un network per la promozione del Made in Italy sui mercati esteri costituito da organizzazioni, a base associativa imprenditoriale di natura bi-nazionale, nate e sviluppatesi tradizionalmente nei luoghi di maggiore presenza italiana nel mondo. Le Camere di Commercio Italiane all’Estero sono 741, attive in 48 Paesi del mondo con 140 uffici e oltre 24.000 imprese associate, costituite per il 70% da aziende locali interessate ad operare con l’Italia. Le CCIE dispongono di oltre 600 dipendenti, ai quali si aggiungono oltre 1.300 amministratori delle strutture camerali. Complessivamente, attraverso le diverse azioni di informazione, formazione e di supporto alla conclusioni di affari, le CCIE hanno stabilito circa 300.000 contatti con imprese italiane ed estere interessate ad estendere il loro business oltre i confini nazionali2. L’attività svolta dalle CCIE si caratterizza per i seguenti elementi: ƒ

una forte capacità di comprensione ed analisi dei mercati internazionali, spesso non solo geograficamente lontani ma distanti anche per abitudini di consumo e culturali. Ciò è frutto del radicamento sui territori esteri e del legame con le comunità d’affari e le istituzioni locali. Questo consente di fornire all’impresa gli stimoli per organizzare e modulare le proprie strategie in modo da renderle il più possibile rispondenti ai bisogni dei clienti;

ƒ

una particolare predisposizione al rapporto one-to-one con le aziende, che permette di rispondere con maggior efficacia alle esigenze di personalizzazione che oggi il mercato globale impone. Ciò è dovuto alla natura associazionistica caratterizzata da imprenditori al servizio di altri imprenditori;

ƒ

una spiccata attitudine a lavorare con parametri di efficacia e di efficienza tipici di una struttura aziendale, requisito necessario per trovare risorse finanziarie sul mercato.

Questi aspetti rendono il contributo delle CCIE assai peculiare e pertanto particolarmente indicato e spesso necessario anche nella fase strategica di individuazione dei segmenti di mercato più promettenti per un’azienda che vuole operare sui mercati esteri.

1

Di queste, 70 sono ufficialmente riconosciute dal Governo italiano tramite L. 518/70. Dati corrispondenti alle azioni sviluppatesi nell’anno 2007. Per il 2008 i dati saranno disponibili ad aprile 2009. 2

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Quadro sintetico delle attività programmate nel 2009 dal network delle Camere di Commercio Italiane nel mondo

Il percorso di sviluppo dell’attività delle CCIE prosegue nel 2009, come testimoniato dall’incremento della quota finanziaria diretta alla realizzazione delle loro iniziative. Negli ultimi nove anni sono quasi raddoppiate le risorse investite dal network in attività promozionali (+86%), passate dai circa 28 milioni di euro del 2000 ai quasi 52 milioni previsti per il 2009, di cui 43 milioni costituiti da attività riconosciute dal Ministero dello Sviluppo Economico (già Ministero del Commercio Internazionale). Risorse investite per Area Geoeconomica Anno 2009

Asia - Sud Afric a 9%

Centrameric a 6%

Mediterraneo 3% Europa 44%

Australia 11%

Merc osur 9% Nafta 18%

Guardando alla ripartizione geografica delle risorse investite dal network nel 2009, la presenza di 27 Camere nell’Area Europa produce il 44% della spesa complessiva prevista, per un valore di circa 19,4 milioni di euro; seguono l’Area NAFTA (dove sono presenti 10 Camere), con il 18% e un valore delle risorse investite pari a 7,7 milioni di euro; l’Australia (5 Camere), a fronte di una spesa promozionale di 4,7 milioni di euro, raggiunge la quota dell’11%, mentre gli investimenti previsti dall’Area Asia-Sud Africa (7 Camere) e dal Mercosur (12 Camere) portano le due Aree ad attestarsi su dati analoghi (9%, per un totale delle risorse investite pari rispettivamente a 3,8 e 3,7 milioni di euro), seguite dal Centro-America (8 Camere, con il 6%, 2,6 milioni di euro) e dal Mediterraneo (5 Camere, con il 3%, 1,2 milioni di euro).

2. Lo sviluppo di una progettazione innovativa Alcune caratteristiche rendono le CCIE maggiormente predisposte a percepire le novità che emergono dallo scenario economico internazionale: •

forte capacità di interpretare le esigenze delle PMI, in virtù delle loro specificità;

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Quadro sintetico delle attività programmate nel 2009 dal network delle Camere di Commercio Italiane nel mondo

naturale predisposizione a lavorare con gruppi di progetto misti, per iniziative che si muovono a livello multilaterale, mettendo a frutto l’esperienza maturata attraverso l’effettivo radicamento all’estero e lo stretto collegamento con gli operatori economici e i soggetti istituzionali locali;

grande attitudine ad assistere i propri clienti/partner nel concepire e gestire progetti transnazionali, che si traduce in un prezioso aiuto per superare i problemi linguistici, colmare i gap anche culturali e la lontananza tra il luogo in cui l’impresa produce e quello dove l’impresa opera, etc..

Grazie a questi presupposti e alla capacità di mettere a sistema il lavoro condotto sui diversi mercati che le strutture camerali presidiano, le CCIE riescono ad offrire servizi e progetti sempre più innovativi e competitivi in termini di qualità, fortemente orientati alla conclusione del business e a soddisfare, attraverso iniziative multi paese, la domanda di un mercato mondiale sempre più globalizzato e interconnesso.

2.1. I progetti: caratteristiche generali La programmazione delle CCIE per il 2009 prevede la realizzazione di oltre 1.700 attività, per un investimento complessivo pari a circa 52 milioni di euro3. Le tipologie di servizi e iniziative programmate dalle CCIE riguardano prioritariamente: ƒ

orientamento al mercato;

ƒ

aggiornamento e qualificazione delle competenze imprenditoriali;

ƒ

matching tra domanda e offerta delle imprese;

ƒ

assistenza tailor made alle imprese.

Il matching tra la domanda e l’offerta di prodotti e servizi delle imprese italiane e/o estere intercettate dalle CCIE costituisce, con una quota pari al 57%, il core business delle attività promozionali. Rientrano in questo ambito l’organizzazione di missioni imprenditoriali in Italia e all’estero, l’organizzazione di incontri BtoB e la partecipazione alle principali manifestazioni fieristiche italiane e internazionali. Il supporto che le CCIE assicurano alle imprese con queste attività si sostanzia anche in azioni

Per una più completa consultazione delle singole iniziative delle Camere di Commercio Italiane all’Estero è possibile utilizzare la banca dati PLA.net nel sito di Assocamerestero alla voce Attività (www.assocamerestero.it/attivita).

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Quadro sintetico delle attività programmate nel 2009 dal network delle Camere di Commercio Italiane nel mondo

di follow up e gestione del business volte a rendere operativi e a consolidare eventuali contatti e/o accordi tra imprese stabiliti in queste occasioni. Accompagnano questo tipo di attività le azioni di orientamento al mercato, che rappresentano il 16% della progettazione 2009, volte a fornire agli imprenditori gli elementi conoscitivi funzionali all’inserimento nel mercato di interesse. Informazioni su trend settoriali, normative vigenti in ambito fiscale, finanziario, doganale e legale, vengono erogate sia attraverso l’attività di appositi desk informativi presso le strutture camerali e la realizzazione di censimenti e studi di settore, sia attraverso l’organizzazione di seminari. Le attività dedicate al training e alla formazione imprenditoriale, che ricoprono oltre il 9% delle iniziative previste per l’anno in corso, sono realizzate in partnership con strutture specializzate nel trasferimento di conoscenze e hanno come obiettivo quello di fornire agli operatori una formazione professionale più qualificata e approfondita su tematiche specifiche. Si tratta, in sintesi, di seminari e workshop organizzati per favorire lo scambio di know-how e approfondire argomenti già oggetto di attività di primo orientamento, come la disciplina contrattualistica locale, la legislazione locale in tema di incentivi agli investimenti esteri, le opportunità di business nei differenti mercati, iter burocratico per la commercializzazione di prodotti e/o l’apertura di filiali all’estero, etc.. L’assistenza e consulenza tailor made fornita dalle CCIE rappresenta il 15% dell’attività programmata per il 2009, e viene effettuata in risposta a specifiche richieste delle imprese, sia avvalendosi di risorse interne alle strutture camerali, sia con il supporto di network di professionisti specializzati italiani ed esteri che lavorano sui mercati delle Camere. Gli ambiti di assistenza vanno dall’individuazione di canali di vendita e distribuzione, all’analisi di mercato, alla diffusione di informazioni riguardo eventi fieristici. Infine, il 3% delle attività riguarda l’organizzazione di momenti di confronto per favorire la definizione di piattaforme programmatiche comuni tra le CCIE e la diffusione e condivisione, all’interno del network, di modalità di lavoro innovative e funzionali al costante miglioramento delle iniziative intraprese per sostenere e promuovere l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

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Risorse investite per tipologia di Attività Anno 2009 Formazione imprenditoriale 9% Orientamento al merc ato 16%

Attività di network 3%

Matc hing domanda- offerta delle imprese 57%

Assistenza tailor made alle imprese 15%

2.2. I settori delle attività promozionali 2009 Nel corso degli anni, le CCIE hanno mostrato una forte capacità di cogliere e spesso anticipare tendenze ed evoluzioni della domanda mondiale, puntando su settori che presentavano maggiori opportunità di crescita e sviluppo e aiutando le imprese italiane a riposizionarsi su segmenti di mercato divenuti maggiormente profittevoli. Maggiormente utilizzata è la modalità di promozione integrata, soprattutto nei territori esteri più lontani dall’Italia, in cui il patrimonio economico, culturale e turistico dell’Italia viene valorizzato in chiave di business, per collocare meglio i settori promozionati e accrescere la proiezione del Made in Italy su quel particolare mercato. Il network delle CCIE ha dunque definito le proprie politiche di assistenza sulla base della crescita sviluppata da alcuni settori di eccellenza in determinati contesti geoeconomici. In particolare, accanto ai progetti che puntano con decisione a promuovere i tradizionali prodotti di eccellenza italiani – con una netta prevalenza dell’agroalimentare (41%), seguito dal sistema abitare (10,8%), dalla moda (7,5%) e dal turismo e tempo libero (5,9%) – assumono una forte rilevanza le iniziative che interessano settori innovativi e ad elevato valore aggiunto – come la logistica, l’edilizia, la meccatronica, la ricerca e sviluppo e l’ICT – su cui si focalizza, nel complesso, il 13% delle attività della rete. Inoltre, oltre il 20% delle iniziative previste riguarda l’erogazione di servizi e la realizzazione di eventi su temi di forte attualità e di importanza strategica, quali l’energia, il real estate, le banche e assicurazioni, etc..

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Quadro sintetico delle attività programmate nel 2009 dal network delle Camere di Commercio Italiane nel mondo

Settori di attività CCIE Anno 2009 41,0%

Agroalimentare 21,7%

Servizi Abitare

10,8% 7,5%

Moda

5,9%

T urismo, tempo libero, editoria Logistic a

4,2%

Mec c atronic a

3,2%

Edilizia

2,9%

Ric erc a e Sviluppo ICT

2,1% 0,8%

I grafici che seguono illustrano i settori prioritari di intervento individuati dalle CCIE delle diverse Aree geografiche. Per quanto riguarda le Camere dell’Area Europa, oltre un terzo delle attività si concentra nel settore agroalimentare (37,5%, in forte aumento rispetto al 19,4% registrato nel 2005), seguito, tra i comparti caratteristici del Made in Italy, dall’abitare (8,4%), che perde alcune posizioni a vantaggio dell’incremento sperimentato dai prodotti alimentari e dai servizi (passati dal 21,3% del 2005 all’attuale 35,7%). Il sistema moda-persona (con una quota del 5,3%) si mantiene invece stabile in quinta posizione. Si sono, inoltre, fortemente incrementati i progetti volti a sviluppare partnership nell’ambito della logistica e dei collegamenti intermodali tra l’Italia e i Paesi europei in cui operano le Camere (5,7%, in crescita rispetto al 2% del 2005) e dell’edilizia (2,3%).

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Quadro sintetico delle attività programmate nel 2009 dal network delle Camere di Commercio Italiane nel mondo

Settori di attività Area Europa Anno 2009 37,5%

Agroalimentare Servizi

35,7% 8,4%

Abitare Logistic a

5,7%

Moda

5,3%

Ric erc a e Sviluppo Edilizia

2,4% 2,3%

Mec c atronic a

1,2%

ICT

1,1%

T urismo, tempo libero, editoria

0,4%

Settori di attività Area Europa Anno 2005 28,9%

Abitare 21,3%

Servizi

19,4%

Agroalimentare 7,8%

Mec c atronic a Moda

7,0%

Ric erc a e Sviluppo

6,7% 4,1%

T urismo, tempo libero, editoria Logistic a

2,0%

Edilizia

1,8%

ICT

1,0%

Anche per le Camere del Bacino del Mediterraneo l’agroalimentare italiano rappresenta un settore di punta dell’attività promozionale (35,2%), cui si affianca – come si evince dal grafico – quello dei servizi (27,9%), soprattutto di tipo assicurativo e/o frutto di progetti nell’ambito dei comparti energetico, chimico e sanitario.

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Quadro sintetico delle attività programmate nel 2009 dal network delle Camere di Commercio Italiane nel mondo

Settori di attività Area Mediterraneo Anno 2009 Agroa lime nta re

35,2%

Se rvizi

27,9%

Moda

19,4%

Edilizia

6,6%

Me cca tronica Logistica Abita re

5,4% 3,6% 1,8%

Per quanto riguarda l’Area NAFTA, nel 2009, oltre all’agroalimentare, primo con il 53,6%, le Camere si concentreranno sul settore dell’abitare (con il 24%). Visto il rallentamento che, a causa della crisi economica internazionale, ha colpito la domanda e, di conseguenza, il consumo di prodotti di alta gamma da parte dei Paesi dell’Area, le Camere hanno diversificato i propri ambiti di intervento, aumentando la quota di risorse destinata sia a comparti a maggior valore aggiunto, come la ricerca e sviluppo (2,6%), che ad iniziative per promuovere l’incoming turistico in Italia (4,4%). Settori di attività Area NAFTA Anno 2009 Agroa lime nta re

53,6%

Abita re

24,0% 11,4%

Se rvizi Turismo, te mpo libe ro, e ditoria

4,4%

Rice rca e Sviluppo

2,6%

Edilizia

1,9%

Moda

1,5%

Logistica

0,6%

Me cca tronica

0,1%

Le Camere del Mercosur sono coinvolte in misura sempre crescente nell’organizzazione di missioni imprenditoriali e incontri BtoB tra operatori esteri ed italiani, con l’obiettivo di promuovere opportunità d´affari nei settori dell’agroalimentare (40,5%) e del turismo legati al benessere e al vivere sano (14,8%), comparti, questi, che offrono buone opportunità di

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investimento per le imprese italiane, anche attraverso il trasferimento di knowhow e tecnologie che possano consentire ai Paesi latino-americani di raggiungere gli standard di alta qualità dei prodotti richiesti dai mercati europei. La meccatronica (8,1%) risulta anch’essa un settore importante per l’attività promozionale dell’Area, mentre a pari merito, con una quota del 2,5%, troviamo ricerca e sviluppo ed edilizia, entrambi in crescita negli ultimi quattro anni. Settori di attività Area Mercosur Anno 2009 Agroa lime nta re

14,8%

Turismo, te mpo libe ro, e ditoria Se rvizi

12,1%

Abita re

12,0%

Me cca tronica Moda

8,1% 4,8%

Rice rca e Sviluppo

2,5%

Edilizia

2,5%

Logistica ICT

40,5%

1,8% 0,8%

Oltre un terzo delle iniziative previste dal Centro-America si concentra nel comparto agroalimentare (37,4%), ma ad esso si affiancano, in consistente aumento, progetti che interessano il sistema moda-persona (con una quota del 16,3%), settore che si attesta su un valore pressoché analogo a quello raggiunto dal turismo e tempo libero (16,7%). In aumento le iniziative realizzate in settori che nei Paesi dell’Area offrono buone opportunità di investimento per le PMI italiane, quali l’edilizia (8%), la meccatronica (4,3%) e la logistica (2,4%).

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Settori di attività Area Centramerica Anno 2009 Agroa lime nta re Turismo, te mpo libe ro, e ditoria

16,7%

Moda

16,3% 10,4%

Se rvizi

8,0%

Edilizia Me cca tronica

4,3%

Abita re

2,7%

Logistica

2,4%

Rice rca e Sviluppo

37,4%

1,7%

Anche le Camere dell’Area Asia–Sud Africa puntano nel 2009 su una serie di eventi promozionali di tipo multisettoriale, che promuoveranno le valenze dell’Italia quale destinazione turistica presso le business communities locali legate alle Camere (circa il 26% le attività dedicate a questo scopo), un target di primo riferimento non solo in qualità di partner d’affari, ma anche di potenziali consumatori di Made in Italy. Sono inoltre in programma diverse attività nei settori dei servizi (16,5%), della meccatronica (circa il 14%) e della logistica (12,5%). Settori di attività Area Asia-Sud Africa Anno 2009 T urismo, tempo libero, editoria

25,9%

Servizi

16,5%

Agroalimentare

15,0%

Mec c atronic a

13,9%

Logistic a

12,5%

Moda

4,1%

Edilizia

3,7%

ICT

3,4%

Abitare

3,2%

Ric erc a e Sviluppo

1,8%

Come si evince dal grafico, le Camere dell’Area australiana intendono affiancare ad un’ampia attività di promozione del turismo e leisure (46,7%), importanti iniziative nei settori della moda-persona (22%), sensibilmente aumentate negli ultimi quattro anni (il comparto è passato dalla quarta alla

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seconda posizione), e dell’agroalimentare (15%), grazie anche ad azioni mirate volte a sensibilizzare i media e gli operatori locali sulle valenze dell’alimentazione mediterranea e l’organizzazione di una serie di eventi che interesseranno tutto il territorio australiano. Settori di attività Area Australia Anno 2009 Agroa lime nta re

46,7%

Moda

22,0%

Turismo, te mpo libe ro, e ditoria

6,6%

Se rvizi

6,2%

Abita re

5,6%

Logistica

4,7%

Edilizia

3,9%

Me cca tronica

3,6%

Rice rca e Sviluppo

0,5%

ICT

0,3%

2.3. La programmazione multilateralità

delle

CCIE

tra

innovazione

e

D’altra parte, per essere in linea non solo con la domanda del mercato estero ma anche con l’evoluzione del sistema produttivo italiano, la promozione del Made in Italy da parte delle CCIE sta puntando ormai da qualche anno – e soprattutto in alcune Aree geografiche – a valorizzare aspetti sofisticati e tecnologicamente avanzati, legati ad alcuni settori economici e produttivi. Così come si rinnovano i settori, lo stesso avviene per le modalità di intervento promozionale. In particolare, le CCIE articolano i loro progetti puntando in primo luogo su: ƒ

la promozione integrata, dal prodotto ai luoghi del Made in Italy, che, come sopra accennato, diviene tanto più efficace quanto più ci si stacca da un concetto di promozione di prodotto e si passa invece a quello di promozione economica e di filiera produttiva. All’estero, e in particolare in quelle aree del mondo più lontane culturalmente e/o geograficamente dall’Italia, il confronto con il territorio in cui si è originato un distretto produttivo, in cui si sono sviluppati dei saperi e dove risiede ancora il valore aggiunto di una certa creatività – intesa sia nell’aspetto ideativo che in quello di manifattura – diviene una carta strategica per qualificare ulteriormente la percezione dei prodotti italiani;

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Per assecondare il multilateralismo degli scambi, viene invece adottata: ƒ

la promozione multimercato, dove viene sviluppato su più mercati un tema di rilevanza strategica per le imprese. Normalmente si tratta di progetti in settori ad alto valore aggiunto e fortemente innovativi, che riuniscono i mercati esteri più interessati a scambiare know-how con l’Italia. Nel 2009, questa tipologia di progetti prevede il coinvolgimento di 42 CCIE.

In appendice, è possibile consultare i 7 progetti multimercato. Tutti i progetti delle Camere si raccordano e/o si integrano fortemente con lo sviluppo che le Linee Direttrici del Ministero dello Sviluppo Economico (già Ministero del Commercio Internazionale) per la promozione del Made in Italy propongono, spesso anzi ne anticipano la scelta strategica, aprendo la strada per una successiva programmazione da parte dei soggetti istituzionali italiani preposti alla promozione. Nella progettazione delle Camere sta crescendo l’attenzione verso settori che rispecchiano sempre di più, da un lato, le esigenze del mercato internazionale, dall’altro, anche le possibilità del territorio italiano, che - sebbene conosciuto all’estero soprattutto per i beni di consumo di lusso - sta rivelando punte di eccellenza anche nel campo scientifico, tecnologico e della ricerca. Aerospazio, energie rinnovabili e sviluppo sostenibile. Questi settori hanno visto negli ultimi quattro anni una sempre maggiore coinvolgimento del network: nel 2009 saranno, infatti, 23 le CCIE impegnate in progetti specifici che interessano questi comparti. Alla base dei progetti vi sono collaborazioni già attivate con Università, Centri di Ricerca e Poli tecnologici italiani ed esteri, con il sistema camerale e le Regioni. Le controparti estere sono aziende interessate al trasferimento di competenze specifiche e a strutturare partnership in ambiti d’azione innovativi, che offrono buone opportunità di crescita. Grazie alle loro peculiari caratteristiche le CCIE hanno fino ad oggi coniugato – a fronte di una specifica richiesta del mercato italiano ed estero – la propria expertise nel campo della promozione dei prodotti italiani con una specifica azione di sensibilizzazione verso l’Italia quale meta turistica, soprattutto presso il target degli operatori esteri business, collegato a missioni d’affari nel nostro Paese. In questo ambito di azione, il sistema delle CCIE è un partner per l’ENIT (anche sulla base di uno specifico accordo di collaborazione Assocamerestero-Enit) in quei mercati in cui l’Agenzia non è presente direttamente, ma in cui vuole sviluppare una azione di promozione capillare anche per verificare in prospettiva possibilità di una presenza diretta. L’alleanza con le CCIE presenta il vantaggio di collegare l’Agenzia con un’utenza business fortemente orientata e orientabile sul paese Italia, oltre che naturalmente rafforzare i legami con l’utenza consumer raggiungibile dall’ENIT. Questa logica è alla base dell’apertura di specifici desk dell’ENIT (denominati Osservatori) che sono collocati presso le CCIE e che realizzano azioni sulla base

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di un programma definito da ENIT secondo le specificità del singolo paese e valorizzato attraverso l’esperienza della Camera. Attualmente sono 6 i desk dell’ENIT operanti presso le CCIE dell’India (Mumbai), della Cina (Pechino), Brasile (San Paolo), Repubblica Ceca (Praga), Ungheria (Budapest), del Portogallo (Lisbona). 2.4.

La forza associativa

La crescita qualitativa e la forza innovativa che caratterizzano la rete delle CCIE è frutto di una rigorosa attenzione all’efficienza e all’efficacia, che le Camere pongono costantemente nel riqualificare il proprio ruolo e la propria attività, anche grazie al lavoro di Assocamerestero. È stata, infatti, data forte priorità alla rete, con azioni che fanno emergere valori, regole e parametri comuni, attraverso: ƒ

programmi di training e formazione professionale: circa 450 tra funzionari e dirigenti camerali si sono qualificati e hanno migliorato le proprie competenze negli ultimi due anni;

ƒ

azioni e progetti di comunicazione, per richiamare a un’identità unica e condivisa le diverse strutture camerali; ci si è per questo dotati di strumenti sofisticati, primo tra tutti il sistema PLA.Net (realizzato grazie anche al contributo del Ministero del Commercio Internazionale) che collega le CCIE in una modalità di comunicazione on line, consentendo così di fornire in tempo reale informazioni su: programmi e iniziative camerali; base associativa; opportunità d’affari e informazioni sui mercati esteri;

ƒ

il programma di upgrading per la qualità nei servizi, che è un percorso di certificazione interno volto a migliorare continuamente gli standard di qualità nella prestazione dei servizi e nell’intera organizzazione camerale, nonché uno strumento di autovalutazione continua per le Camere che intendono monitorare i parametri sensibili per la qualità dei loro servizi.

3. I Partner e le collaborazioni delle CCIE Uno dei punti di forza delle Camere italiane nel mondo è rappresentato dalla base associativa imprenditoriale, che assicura una capacità di relazione con le comunità di affari assolutamente unica, pur non costituendo di fatto il riferimento esclusivo nell’erogazione dei servizi. In effetti oggi, a fronte del 1520% di servizi erogati ai soci, le CCIE agiscono come importanti soggetti di apertura del mercato nei confronti di tutte quelle imprese che vogliono porsi in maniera stabile all’estero, orientandole soprattutto sulle “barriere invisibili” che

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spesso sono frapposte alla concorrenza ostacolo non di poco conto.

e che per le PMI costituiscono un

Le categorie di utenti delle Camere sono molteplici: le imprese e i singoli professionisti rappresentano certamente un target classico e consolidato; a questo si sono aggiunti nel tempo: ƒ

Sistema camerale italiano

ƒ

Istituzioni nazionali italiane

ƒ

Enti territoriali

ƒ

Associazioni territoriali e di categoria

ƒ

Consorzi

ƒ

Fiere

ƒ

Università/istituti di ricerca/enti di formazione

ƒ

Enti pubblici stranieri (centrali e locali)

ƒ

Banche e istituti finanziari

ƒ

Media

ƒ

Associazioni culturali/fondazioni

La cooperazione con le Università italiane si è peraltro arricchita con l’accordo siglato tra Assocamerestero e Conferenza dei Rettori delle Università Italiane nel 2004, in base al quale è stato varato un programma di stage, che in otto edizioni ha già portato oltre 330 giovani laureati e laureandi a fare un’esperienza di lavoro e di studio presso una media di 55 Camere e Assocamerestero. Le candidature ricevute per la nona edizione del programma sono circa 950, per un totale di 57 posizione offerte dalle CCIE e da Assocamerestero e di 58 Atenei partecipanti. Le azioni che si richiedono alle Camere sono principalmente dirette a fornire: ƒ

Orientamento strategico al paese

ƒ

Supporto operativo all’inserimento delle imprese sui mercati

ƒ

Assistenza per ricerca di nuovi sbocchi di mercato

ƒ

Sviluppo di azioni di marketing territoriale

ƒ

Orientamento e formazione alle aziende che vogliono operare all’estero

ƒ

Individuazione dei migliori interlocutori/partner

ƒ

Progettazione di attività “binazionali”

ƒ

Mediazione culturale

ƒ

Legami con le comunità italiane all’estero

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La capacità delle CCIE di favorire contatti e conoscenza con i contesti locali ne fanno una rete necessaria per i soggetti italiani, soprattutto per le istituzioni, che sono così in grado di acquisire servizi e funzionalità utili per la promozione del made in Italy, secondo logiche di mercato, improntate alla tempestività, alla snellezza delle procedure e alla verifica dei risultati, e quindi all’efficacia delle iniziative.

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Quadro sintetico delle attività programmate nel 2009 dal network delle Camere di Commercio Italiane nel mondo

PROGETTI MULTIMERCATO 2009 Aerospazio 2009 Camera capofila: CCIE di Francoforte CCIE partners: CCIE di Barcellona, CCIE di Houston, CCIE di Lione, CCIE di Londra, CCIE di Montreal, CCIE di Praga, CCIE di Stoccolma, CCIE di Toronto, CCIE di Zurigo.

Il Progetto, giunto alla seconda annualità, si rivolge al settore dell’aerospazio, con l’obiettivo di promuovere e aumentare la competitività del comparto attraverso il rafforzamento del grado di innovazione delle imprese italiane, l’individuazione di nuovi sbocchi commerciali per i subfornitori automobilistici e l’incentivazione allo sviluppo delle aggregazioni di imprese, così da valorizzare e favorire la strutturazione di un network ad elevato contenuto tecnologico nel settore aerospaziale. Più nello specifico, il Progetto si propone di: 1) migliorare le possibilità di accesso per le PMI italiane a progetti internazionali di fornitura, scambio tecnologico e/o ricerca, mediante la trasmissione di informazioni qualificate e specifiche sulla strutturazione e le modalità operative dei principali mercati esteri dell’aerospaziale; 2) contribuire ad avvicinare le PMI dell’indotto di filiera automobilistico al settore aeronautico-aerospaziale, per permettere loro di valutarne la validità come canale di sbocco alternativo o supplementare; 3) contribuire allo sviluppo generale del settore aerospaziale italiano, accrescendo la sua visibilità e la conoscenza delle sue specializzazioni presso le imprese leader internazionali; 4) incentivare la creazione di concreti rapporti d’affari, incentrati sulla cooperazione industriale e tecnologica, tra le PMI italiane e aziende estere. Tra le azioni previste: la realizzazione di “guide Paese” nel settore aerospaziale (riunite, poi, in un CD-ROM), l’organizzazione di seminari di presentazione delle opportunità d’affari per le PMI italiane e di incontri bilaterali tra aziende italiane e estere. Le attività previste interesseranno, in particolare, i seguenti territori: Lombardia (Provincia di Varese), Piemonte (Provincia di Torino) e Puglia. Grazie all’Accordo del meta-distretto aerospaziale italiano – siglato a settembre 2008 dalle regioni Puglia, Piemonte e Campania – l’azione coinvolgerà, in un primo momento, e sarà poi estesa al distretto campano, successivamente all’Umbria (in fase di adesione all’Accordo), e, infine, alla Basilicata, dove forte è la presenza di aziende del settore.

CERAL – Centro Europeo per le relazioni con l’America Latina Camera capofila: CCIE Bruxelles CCIE Partners: CCIE Asuncion, CCIE Bogotà, CCIE Lima, CCIE Montevideo, CCIE Quito, CCIE Porto Alegre, CCIE Rosario

Il Centro Europeo per le Relazioni con l’America Latina nasce con l’obiettivo di informare le imprese sudamericane, che spesso hanno origine italiana, circa le opportunità offerte dai Programmi Europei. 18


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Forte dei risultati conseguiti nel corso della prima annualità, che ha visto un elevato numero di partecipanti ai corsi organizzati e ha coinvolto soggetti molto diversi tra loro (istituzioni, università e centri di ricerca, imprese private), ottenendo, inoltre, un ottimo riscontro presso i media locali, il Progetto, per questa seconda edizione, si propone di raggiungere i seguenti obiettivi: 1) allargare il proprio raggio d’azione, incrementando l’impatto sul territorio sudamericano grazie all’aumento delle Camere dell’Area partner; 2) qualificare maggiormente l’offerta e puntare all’organizzazione di un corso per Paese, ottimizzando così le risorse impiegate nell’iniziativa; 3) arricchire le tipologie di servizi offerti del Centro Europeo per le Relazioni con l’America Latina. Più nello specifico, attraverso la realizzazione di corsi e seminari specializzati, si intende: 1) informare in modo coordinato le imprese italiane, europee e latino-americane sulle opportunità di investimento e commerciali in America Latina; 2) assicurare agli imprenditori e ai giovani laureati sudamericani un’informazione puntuale e qualificata sugli strumenti di finanziamento messi a disposizione dall’Unione Europea di cui posso avvalersi; 4) favorire la conoscenza da parte delle imprese italiane, europee e latinoamericane delle possibilità di partenariato realizzabili attraverso i programmi europei. La CCIE di Bruxelles, inoltre, sfruttando l’esperienza maturata nel settore, supporterà le altre Camere partecipanti al Progetto nell’attivazione di un ulteriore servizio di assistenza alle imprese, che prevede un esame di prefattibilità di progetti candidati ad un finanziamento europeo.

La promozione del settore delle infrastrutture in America Latina Camera capofila: CCIE di Caracas CCIE partners: CCIE di Bogotà, CCIE di San José, CCIE di Quito, CCIE di Lima, CCIE di Santo Domingo, CCIE di San Paolo.

Grazie al successo ottenuto lo scorso anno, il Progetto rivolto agli operatori del settore delle infrastrutture viene riproposto nel 2009, e, attraverso la recente adesione della Camera di San Paolo, allarga le prospettive agli investimenti italiani in Brasile. In linea con il Programma definito di “Accelerazione della Crescita” (PAC) 2007-2010, il Governo brasiliano prevede, infatti, di investire circa 250 miliardi di dollari per la costruzione di nuove infrastrutture nel campo della logistica, urbanistica e dell’energia, con buone opportunità di business per la comunità imprenditoriale italiana. Opportunità che si presentano nell’intero continente latino-americano, che soffre di un deficit infrastrutturale che ne limita gravemente la crescita, e che rende necessarie misure di adeguamento. D’altra parte, il Rapporto 2008 dell’ANCE mostra come le imprese italiane del settore stiano ri-orientando i propri investimenti proprio al di fuori dei confini nazionali: la quota di fatturato derivante da attività internazionali è passata, infatti, dal 27,9% registrato nel 2003 al 46,7% del 2007. Le CCIE, che godono già di strutturati rapporti con associazioni di categoria locali ed importanti enti multilaterali (CONAPRI, ANCE, CVCCEPAL, IIRSA, e la CAF, i cui investimenti sono al momento i più rilevanti nell’Area andina), si propongono di: 1) promuovere e partecipare ad iniziative finalizzate alla promozione dello sviluppo delle reti logistiche come base per il raggiungimento di una reale integrazione del Sud America; 2) favorire la creazione di partenariati pubblico-privati; 3) incentivare i sistemi innovativi di costruzione, con un’attenzione particolare rivolta alla sostenibilità ambientale; 4) 19


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contribuire ad accrescere la presenza imprenditoriale italiana ed europea in America Latina, spesso penalizzata dai cospicui investimenti cinesi, russi, indiani e iraniani, favoriti soprattutto dallo scambio di beni strategici come quelli energetici e minerali di cui il territorio latino-americano è ricco. Tra le azioni previste dal Progetto: ƒ un’assistenza continua per la definizione di strategie tarate sul mercato infrastrutturale locale, attraverso la realizzazione di attività informative su eventuali progetti governativi e conseguente verifica di fattibilità; arricchimento della banca dati relativa alle ditte italiane e locali interessate ad entrare in partenariato (attualmente sono 220 le imprese segnalate). Per quest’ultima azione sono risultati di fondamentale importanza i contatti creati nel 2008 con PROMEC, API, SOPRIP, Sportello Sprint Abruzzo, Sportello Sprint Campania, nonché con altre numerose strutture camerali; ƒ l’attivazione di contatti diretti con aziende locali interessate a partecipare a gare d’appalto, l’organizzazione di eventi informativi e di missione imprenditoriali presso fiere italiane e locali del settore.

Marketing del vino italiano in Asia e Sud Africa Camera capofila: CCIE di Pechino CCIE partners: CCIE di Hong Kong, CCIE di Mumbai, CCIE di Singapore, CCIE di Johannesburg, CCIE di Bangkok

Il Progetto trae ispirazione da un’iniziativa realizzata dalla Camera di Pechino nel 2003, che portò alla realizzazione di un breve documentario dal titolo “Se dico Italia?”, sulla percezione del Made in Italy presso il pubblico cinese. Attorno a questo focus progettuale, le CCIE coinvolte, con l’aiuto di un Comitato Scientifico scelto ad hoc, hanno deciso di: ƒ focalizzare l’attenzione sul settore vitivinicolo, uno dei comparti di eccellenza maggiormente rappresentativi del Made in Italy; ƒ “fotografare” ciò che caratterizza la domanda asiatica/sudafricana, puntando su operatori del settore come, distributori/importatori, grossisti/agenti, commessi addetti alle vendite, sommelier, ristoratori, trasportatori, doganieri, ma anche semplici consumatori dei prodotti del settore; ƒ il Progetto si propone, pertanto, di favorire l’incontro tra la domanda intercettata nelle diverse realtà dalle CCIE coinvolte, e l’offerta di prodotti che le controparti italiane sono in grado di fornire, raggiungendo così l’obiettivo più generale di qualificare la presenza delle produzioni vinicole italiane in contesti economici internazionali di importanza strategica. Tra gli obiettivi del Progetto: 1) l’individuazione della percezione del vino italiano presso gli operatori esteri, dalla catena distributiva fino al consumatore finale; 2) la realizzazione di un report in grado di supportare l’iniziativa pubblica e privata nel processo di inserimento e posizionamento del prodotto in Asia e Sudafrica; 3) la promozione del progetto con un road show da realizzarsi in collaborazione con le strutture camerali italiane e le università, al fine di dare massimo risalto e assicurare la maggiore diffusione possibile sul territorio italiano ai risultati dell’indagine. Il Progetto, infine, si divide in due macro-azioni: 20


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la realizzazione della ricerca, che prevede il coordinamento operativo tra le CCIE e il team Scientifico per l’individuazione del campione da intervistare e degli sponsor, la stesura della ricerca e l’elaborazione del progetto grafico; l’organizzazione e lo svolgimento del road show in Italia, attraverso l’individuazione di città interessate, la selezione delle location idonee e, infine, la preparazione di seminari di presentazione.

Portale “Italia Tourism on Line” Camera capofila: CCIE Marsiglia CCIE Partners: CCIE Londra, CCIE Lussemburgo

Il Progetto si pone l’obiettivo di valorizzare il patrimonio artistico e culturale del nostro Paese in chiave di business, collegandolo sia alla promozione dei prodotti che caratterizzano i diversi territori italiani che a quella dell’incoming turistico. L’iniziativa intende quindi coniugare l’esigenza di qualificare maggiormente l’offerta turistica italiana, fornendo servizi “tailor made” per un target di viaggiatori d’affari, che fanno parte delle business communities aggregate dalle Camere, con quella di veicolare in maniera più adeguata, anche utilizzando le moderne tecnologie, le diverse peculiarità e caratteristiche regionali che costituiscono il potenziale attrattivo del nostro Paese. Al centro, quindi, del Progetto vi è la diffusione di contenuti informativi costantemente aggiornati e di alta qualità attraverso l’implementazione di un portale web su sette tematiche che ben identificano il nostro Paese: Arte & Cultura, Gastronomia, Benessere, Sport, Natura, Romanticismo ed Economia. Il Portale, che sarà tradotto in quattro lingue (italiano, inglese, francese, tedesco) per rispondere alle esigenze di un pubblico il più possibile ampio, permetterà non solo di acquisire informazioni, ma anche di mettere a punto itinerari e definire brevi soggiorni personalizzati, prevendendo anche la possibilità di acquistare “on line” i prodotti tipici che più caratterizzano i luoghi prescelti per il soggiorno in Italia. Il Progetto prevede per quest’anno il coinvolgimento di un maggior numero di Regioni italiane, che potranno trovare in questo strumento un valido canale di promozione della propria offerta turistica. Per pubblicizzare e diffondere i contenuti che animano la piattaforma, verranno, inoltre, organizzate presentazioni del Portale nei Paesi esteri in cui operano le CCIE partecipanti.

Progetto AgroMeeting – Il Mercosud a portata di mano Camera capofila: CCIE di Asuncion CCIE partners: CCIE di Cordoba, CCIE di Rosario, CCIE di Minas Gerais, CCIE del Rio Grande do Sul, CCIE di San Paolo, CCIE di Montevideo.

Sulla base dei positivi risultati ottenuti nel 2008 dal Progetto Demetra, incentrato sul settore agroalimentare, benessere e turismo, le CCIE dell’Area Sud America hanno deciso quest’anno di puntare sull’agro-industria, il comparto per il quale gli operatori economici coinvolti da “Demetra” hanno mostrato maggiore interesse. Il Progetto AgroMeeting 21


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prevede la realizzazione di attività promozionali che mettano in evidenza le potenzialità di sviluppo all’estero dell’intera filiera agroindustriale, con particolare attenzione rivolta ai settori più innovativi delle biotecnologie e delle bio-energie applicate al comparto agroalimentare. In un contesto economico internazionale caratterizzato da una forte dipendenza da combustibili fossili, l’utilizzo di “tecnologia verde” per la produzione e lavorazione dei prodotti alimentati, favorito in America Latina dall’adozione di appositi piani di sviluppo, potrebbe rappresentare un valido strumento per ridimensionare un deficit energetico che, soprattutto per paesi come l’Italia, rappresenta un ostacolo allo sviluppo. Tra le azioni previste dal Progetto: 1) un’informazione puntuale e costantemente aggiornata sul mercato sud-americano e sulle opportunità d’affari e/o investimento che offre, nonché la selezione di partner imprenditoriali locali per attivare partnership con l’Italia; 2) la realizzazione, in collaborazione con importanti Centri Esteri Italiani, Aziende Speciali e il sistema camerale italiano (PROMEC Padova, PROMEC Modena, Centro Estero Veneto, Unioncamere Emilia Romagna, Promos Milano, etc.), di una macro-iniziativa promozionale che preveda l’organizzazione di missioni imprenditoriali e incontri B2B, la partecipazione a fiere del settore italiane (Vinitaly,& Enolitech, Salone Agrifood, Eurocarne, SANA e Macfrut) ed estere (Expo Rural, Unacoma, Agroactiva e FIAR). Grazie alle economie di scala derivanti dalla definizione di un unico piano strategico di azione, che mette a fattore comune l’expertise maturata in sette differenti realtà, l’iniziativa consentirà di radicare ulteriormente nell’Area Mercosud la presenza di enti italiani preposti alla promozione del nostro tessuto imprenditoriale.

Sostenibilità ambientale 2009 Camera capofila: CCIE di Francoforte CCIE Partners: CCIE Barcellona, CCIE Bratislava, CCIE Bruxelles, CCIE Bucarest, CCIE Budapest, CCIE Istanbul, CCIE Izmir, CCIE Lione, CCIE Lisbona, CCIE Londra, CCIE Lussemburgo, CCIE Madrid, CCIE Monaco, CCIE Praga, CCIE Salonicco, CCIE Sofia, CCIE Stoccolma, CCIE Zurigo.

Il Progetto intende focalizzarsi sul tema della sostenibilità ambientale, includendo sia il settore del riciclaggio rifiuti che quello delle energie rinnovabili. Il rispetto degli obiettivi comunitari, che impongono agli Stati membri di raggiungere determinati livelli di riciclaggio, ha reso necessario ricorrere alla spedizione di materiali di scarto, da riciclare nei Paesi che dispongono di sufficienti e moderni impianti. Aiutare, quindi, le imprese italiane a sviluppare adeguate tecnologie di smaltimento, come si propone appunto questo Progetto, non significa solamente avviarle verso uno sviluppo e una crescita ecocompatibili e assicurare che raggiungano gli obiettivi previsti dall’Unione Europea, ma significa anche supportarle affinché possano affrontare in maniera competitiva un mercato in espansione. In particolare, il Progetto si propone di: 1) favorire la partecipazione delle imprese italiane del settore energia-ambiente ad esperienze di cooperazione commerciale e industriale internazionali; 2) contribuire alla costituzione di partnership bilaterali tra PMI italiane attive nel comparto ambientale e controparti estere; 3) facilitare la partecipazione delle imprese italiane ai bandi comunitari, tramite diffusione mirata di informazioni qualificate; 4) avviare e incentivare scambi di know-how tra imprese italiane ed estere, in particolare 22


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dei Paesi dell’Europa del Nord, per accrescere l’expertise in campo tecnologico delle aziende italiane; 5) favorire la conoscenza, da parte dei Paesi esteri, del livello di sviluppo raggiunto e degli investimenti pianificati nel settore ambientale in Italia, mettendo in questo modo in evidenza il contributo che il nostro Paese può dare, a livello internazionale, al miglioramento delle tecnologie impiegate nel comparto. Tra le azioni previste: attività di informazione e assistenza alle imprese (stand informativi presso le fiere italiane e Italian desk - le CCIE di Bratislava, Bucarest, Budapest, Istanbul, Izmir, Praga, Sofia forniranno un servizio specializzato di orientamento a diverse strutture istituzionali ed imprenditoriali italiane interessate a candidarsi all’assegnazione di finanziamenti europei); attività volte a favorire partnership imprenditoriali (Focus Sud-Est; Incontri di orientamento in ambito tecnologico e di avvio di collaborazioni, Borsa di cooperazione in Italia).

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ELENCO CAMERE DI COMMERCIO ITALIANE ALL’ESTERO per Area Geoeonomica

™ EUROPA Camera di Commercio Italiana per l’Austria Camera di Commercio Belgo-Italiana Camera di Commercio Italiana in Bulgaria Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca Camera di Commercio Italiana di Lione Camera di Commercio Italiana per la Francia di Marsiglia Camera di Commercio Italiana Nice, Sophia-Antipolis, Cote d’Azur Camera di Commercio Italiana per la Francia Camera di Commercio Italiana per la Germania Camera di Commercio Italiana per Monaco di Baviera Camera di Commercio Italo-Ellenica Atene Camera di Commercio Italo-Ellenica Salonicco Camera di Commercio Italo-Lussemburghese a.s.b.l Camera di Commercio Italiana per l’Olanda Camera di Commercio Italiana per il Portogallo The Italian Chamber of Commerce and Industry for the United Kingdom Camera di Commercio Italiana per la Romania Camera di Commercio Italo-Russa Camera di Commercio Italo-Serba Camera di Commercio Italo-Slovacca Camera di Commercio Italiana-Barcelona Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna Camera di Commercio Italiana per la Svezia Camera di Commercio Italiana per la Svizzera Camera di Commercio Italiana in Turchia Camera di Commercio Italiana di Izmir Camera di Commercio Italiana per l’Ungheria

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™ MERCOSUR Camera di Commercio Italiana nella Repubblica di Argentina Càmara de Comercio Italiana de Còrdoba Camera di Commercio Italiana di Mendoza Càmara de Comercio Italiana de Rosario Camera Italiana di Commercio e Industria – Santa Catarina Camera Italo-Brasiliana di Commercio, Industria e Artigianato di Minas Gerais Camera di Commercio Italiana Rio Grande do Sul – Brasile Camera Italo-Brasiliana di Commercio e Industria di Rio de Janeiro Camara Italo-Brasileira de Comercio, Industria e Agricoltura Càmara de Comercio Italiana de Chile A.G. Camara de Comercio Italo-Paraguaya Camara de Comercio Italiana del Uruguay ™ CENTRO-AMERICA Camara de Comercio Italiana para Colombia Camara de Industria y Comercio Italo-Costarricense Camara de Comercio Dominico-Italiana Camara de Comercio Italiana del Ecuador Camara de Industria y Comercio Italo-Hondurena- CICIH Camera di Industria e Commercio Italo-Nicaraguense Camara de Comercio Italiana del Perù Camara de Comercio Venezolano-Italiana ™ NAFTA Camera di Commercio Italiana in Canada Camera di Commercio Italiana di Toronto Italian Chamber of Commerce in Canada – Vancouver Edmonton Calgary Camera di Commercio Italiana del Manitoba Càmara de Comercio Italiana en Mexico, A.C. Italian America Chamber of Commerce Midwest Italy-America Chamber of Commerce of Texas, Inc. Italy-America Chamber of Commerce West, Inc. 25


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Italy-America Chamber of Commerce Southeast Italy-America Chamber of Commerce ™ MEDITERRANEO Camera di Commercio Italiana per l’Egitto Camera di Commercio e Industria Israel-Italia Camera di Commercio Italiana in Marocco Camera Tuniso-Italiana di Commercio ed Industria Maltese-Italian Chamber of Commerce ™ AUSTRALIA Italian Chamber of Commerce and Industry in Australia Inc. – Adelaide Italian Chamber of Commerce and Industry in Australia (Queensland) Inc. Italian Chamber of Commerce and Industry in Australia - Melbourne Inc. Italian Chamber of Commerce and Industry in Australia - Perth Inc. Italian Chamber of Commerce and Industry in Australia Inc. ™ ASIA-SUD AFRICA Camera di Commercio Italiana a Hong Kong Camera di Commercio Italiana in Cina Camera di Commercio Italiana in Giappone The Indo-Italian Chamber of Commerce and Industry Italian Chamber of Commerce (Singapore) ICCS Thai-Italian Chamber of Commerce Camera di Commercio Italo-Sudafricana

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Dossier attività 2010