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&85,$02/¡,7$/,$12 Manuale di lingua italiana e comunicazione interculturale per operatori sanitari e assistenziali stranieri


INDICE

INTRODUZIONE - PAROLE E VITA DI RELAZIONE - Pag. 5 PRIMA PARTE: La lingua italiana per il lavoro - Pag. 7

- Unità 1: CHE COSA È SUCCESSO? - Pag. 10 - Unità 2: APRA LA BOCCA - Pag. 18 - Unità 3: MI FA MALE… - Pag. 26 - Unità 4: PRENDERSI CURA DEGLI ALTRI - Pag. 34 - Unità 5: APPENDICE ORTOGRAFICA - Pag. 42 PROPOSTE DI LABORATORI - Pag. 48 SECONDA PARTE: Comunicazione interculturale - Pag. 51 - Capitolo 1: CULTURA - Pag. 52 - Capitolo 2: SALUTE - Pag. 56 - Capitolo 3: SISTEMA SANITARIO NAZIONALE E INTEGRAZIONE CULTURALE - Pag. 60 - Capitolo 4: COMUNICAZIONE EFFICACE - Pag. 64 SOLUZIONE DEGLI ESERCIZI - Pag. 70


PAROLE E VITA DI RELAZIONE Ospedale, malattia, sofferenza, diagnosi, terapia, cura, speranza, guarigione: queste e altre parole dicono di un momento particolare della nostra esistenza. Un momento nel quale la nostra vita cambia, di colpo. Proiettati in un mondo diverso, a contatto con persone mai incontrate prima, immersi in una condizione materiale e immateriale inedita, che ci fa provare sensazioni e registrare sentimenti del tutto nuovi. Per riassumere ciò che conta in questa condizione così particolare, potremmo ricorrere a due sostantivi: parola e relazione! Le parole sono il mezzo espressivo che ci permette di comunicare, di comprendere, di HVVHUH FRPSUHVL 'L DIILGDUH DO QRVWUR LQWHUORFXWRUH QHOO·HVSHULHQ]D GHOOD PDODWWLD OH nostre ansie, preoccupazioni, speranze. Più operativamente, di manifestare i sintomi della patologia di cui soffriamo, di segnalare le variazioni del nostro stato di salute, di comprendere e seguire le indicazioni terapeutiche. /DUHOD]LRQHFLDLXWDDUHQGHUHSLXPDQRO·´DPELHQWHµQHOTXDOHVLDPRHQWUDWL&LGjOD SRVVLELOLWjSLRPHQRJUDQGHGLHQWUDUHLQXQUDSSRUWR´FDOGRµFRQLOQXRYRPRQGRIDWWR GL VWUXWWXUH WHFQRORJLH PHGLFLQH RSHUDWRUL VDQLWDUL /D TXDOLWj GHOOD YLWD GHO PDODWR GL IURQWHDWXWWRTXHVWRGLSHQGHGDXQDEXRQD´UHOD]LRQH´FRQO·DPELHQWHFLUFRVWDQWH 4XHVWDSXEEOLFD]LRQHGDOWLWRORHPEOHPDWLFR´&XULDPRO·,WDOLDQRµqVWDWDFRQFHSLWDFRQ PROWD VREULHWj SURSULR SHU OH VWUXWWXUH VDQLWDULH H UHVLGHQ]LDOL FKH RVSLWDQR SHUVRQH ammalate. Duplice il suo obiettivo: nella prima parte contribuire a migliorare la conoscenza GHOO¶LWDOLDQR SHU JOL RSHUDWRUL GL PDGUHOLQJXD VWUDQLHUD QHOOD VHFRQGD DSSURIRQGLUH OH dinamiche della comunicazione interculturale. Per ciò che concerne la lingua, Alessia Benenti propone un piccolo manuale fatto di contenuti agili e nello stesso tempo completi e di grande efficacia, utile strumento per un itinerario di possibile autoapprendimento. Diana De Oliveira, invece, affianca al primo contributo uno squarcio sintetico ma di pari LQWHQVLWjHGHIILFDFLDVXOODFRPXQLFD]LRQHLQWHUFXOWXUDOHWUDRSHUDWRULHSD]LHQWLGLGLYHUVD SURYHQLHQ]DHWQLFDFKHVLWURYDQRFRQGLYHUVLUXROLD´FRQYLYHUHµQHOODUHDOWjRVSHGDOLHUD e assistenziale. 6LOYDQR%UXJQHURWWRLQILQHDUULFFKLVFHO·LQWHURWHVWRFRQXQODYRURJUDILFRFKHQHUHQGHSL godibile e lieve la lettura e lo studio. ,OULVXOWDWRILQDOHqXQPL[FRPHGHWWRVREULRHQRQYHOOHLWDULRFKHDQRVWURDYYLVRSXz essere di sicuro aiuto a quanti lavorano con passione nel mondo della salute e intendano migliorare il rapporto con la persona che vive un momento particolare e delicato della propria vita. Lino Duilio

Presidente Fondazione Verga 5


Prima parte

LA LINGUA ITALIANA PER IL LAVORO In questa prima parte del libro troverai alcuni esercizi per approfondire la tua conoscenza della lingua italiana. Gli esercizi proposti hanno lo scopo di di migliorare l'utilizzo dell'italiano nel contesto lavorativo. Troverai tutte le soluzioni degli esercizi in fondo al volume.

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C A

B

8'


UD 1 - CHE COSA È SUCCESSO?

1 - Leggi il testo e rispondi alle domande. Storia di un incidente domestico Ieri la signora Maria, che ha 79 anni, si è svegliata alle 7, ha fatto colazione, si è lavata, si è vestita e ha deciso di andare al mercato a fare la spesa. È andata al mercato da sola, perché era il giorno libero della sua badante. Ha pensato che non ci sarebbero stati problemi perché il mercato è proprio sotto casa e lei doveva comprare solo poche cose. Quindi è scesa in strada e in 5 minuti a piedi è arrivata al mercato. $OPHUFDWRKDFRPSUDWRTXHOORFKHOHVHUYLYDSHULOSUDQ]RXQDIHWWDGLFDUQHHXQSR·GL insalata. 4XDQGRqWRUQDWDDFDVDKDPHVVRODFDUQHQHOIULJRULIHURHKDODYDWRO·LQVDODWD 3XUWURSSRQRQVLqDFFRUWDFKHPHQWUHODYDYDO·LQVDODWDLQFXFLQDKDYHUVDWRXQSR·G·DFTXD sul pavimento e quando ha deciso di andare in salotto per guardare la televisione è scivolata sul pavimento bagnato. Per fortuna Giorgio, suo figlio, proprio quel giorno è andato a trovare sua mamma per farle una sorpresa. Quando è entrato in casa ha trovato sua mamma stesa sul pavimento, ha visto O·DFTXDSHUWHUUDHKDVXELWRFDSLWRFRVDHUDVXFFHVVR *LRUJLRKDDLXWDWRODVLJQRUD0DULDDGDO]DUVLSRLKDFKLDPDWRO·DPEXODQ]DSHUSRUWDUHVXD mamma al pronto soccorso. Per fortuna la signora Maria non si è rotta nessun osso, ha avuto solo una distorsione alla caviglia e un grande spavento.

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Domande: A - Cosa ha fatto la signora Maria prima di andare al mercato? __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ B - Perché è scivolata? __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ C - Cosa ha fatto Giorgio, il figlio della signora Maria? __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ D - Qual è la diagnosi della signora Maria? __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________

LE REGOLE DELLA LINGUA ITALIANA

,OSDVVDWRSURVVLPRqTXHOWHPSRYHUEDOHFKHLQGLFDXQ·D]LRQHFKHVLqVYROWDQHO

SDVVDWR,QLWDOLDQRqXQWHPSRFRPSRVWRGDOO·DXVLOLDUH LOYHUERHVVHUHRDYHUH HGDO participio passato.

,YHUELULIOHVVLYL FRPHDO]DUVLODYDUVLYHVWLUVL KDQQRVHPSUHO·DXVLOLDUHHVVHUH Esempi di verbi al passato prossimo: si è svegliata YHUERULIOHVVLYR ha fatto YHUER FRQDXVLOLDUHDYHUH è andata YHUERFRQDXVLOLDUHHVVHUH 

Rileggi il testo e sottolinea tutti i verbi al passato prossimo.

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2 - Inserisci i verbi al passato prossimo del testo nella colonna corretta, come negli esempi. verbi con ausiliare AVERE

verbi con ausiliare ESSERE

verbi riflessivi ( AUSILIARE ESSERE )

Ha fatto

Ăˆ andata

Si è svegliata

Ha deciso

3 - Osserva queste frasi: 1) Maria ha comprato la verdura 2) Giorgio ha comprato le medicine per sua mamma 3) La signora Maria è andata al mercato 4) Suo figlio Giorgio è andato a trovarla 5) Maria e Elena sono andate al mercato 6) Giorgio e Marco sono andati a casa 3HUFKpQHOOHIUDVLQƒFDPELDO¡XOWLPDOHWWHUDGHOSDVVDWRSURVVLPRHQHOOHIUDVLH no? Qual è la differenza? Prova a rispondere alla domanda e poi controlla nelle soluzioni.

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4 - Scrivi i verbi corretti negli spazi vuoti. Poi controlla con il testo a pag. 8 Ieri la signora Maria ____________ alle 7, ____________ colazione, si è lavata, si è vestita e ha deciso di andare al mercato a fare la spesa.

_______________ al mercato da sola, perché era il giorno libero della sua badante.

________________ che non ci sarebbero stati problemi perché il mercato è proprio sotto casa e lei doveva comprare solo poche cose.

Quindi è scesa in strada e in 5 minuti a piedi ______________ al mercato.

$OPHUFDWRBBBBBBBBBBBBBBBBTXHOORFKHOHVHUYLYDSHULOSUDQ]RXQDIHWWDGLFDUQHHXQSR· di insalata.

Quando è tornata a casa ________________ la carne nel frigorifero e ______________ O·LQVDODWD

3XUWURSSRQRQVLqDFFRUWDFKHPHQWUHODYDYDO·LQVDODWDLQFXFLQDBBBBBBBBBBBBBXQSR·

G·DFTXDVXOSDYLPHQWRHTXDQGRBBBBBBBBBBBBBGLDQGDUHLQVDORWWRSHUYHGHUHXQSR·GL televisione _________________ sul pavimento bagnato.

Per fortuna Giorgio, suo figlio, proprio quel giorno _____________ a trovare sua mamma per farle una sorpresa. Quando è entrato in casa ha trovato sua mamma stesa sul pavimento, BBBBBBBBBBBBBBBO·DFTXDSHUWHUUDHBBBBBBBBBBBBBBVXELWRFRVDHUDVXFFHVVR

*LRUJLRBBBBBBBBBBBBBBBBBODVLJQRUD0DULDDGDO]DUVLSRLBBBBBBBBBBBBBBO·DPEXODQ]D

per portare sua mamma al pronto soccorso. In ospedale ____________________ subito una

lastra alla Signora Maria: per fortuna non ___________ nessun osso, _______________ solo una distorsione alla caviglia e un grande spavento. LE REGOLE DELLA LINGUA ITALIANA

,OSDVVDWRSURVVLPRqIRUPDWRGDOO·DXVLOLDUH HVVHUHDYHUH DOSUHVHQWHLQGLFDWLYRLO SDUWLFLSLRSDVVDWRGHOYHUER 4XLWURYLODFRQLXJD]LRQHGHLYHUELHVVHUHHDYHUHDOSUHVHQWHLQGLFDWLYR YHUER(66(5(

YHUER$9(5(

IO

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/252

6212

+$112

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Il participio passato dei verbi regolari in -are si forma aggiungendo il suffisso -ato. Ad esempio: mangiare mangiato Il participio passato dei verbi regolari in -ere si forma aggiungendo il suffisso -uto. Ad esempio: cadere caduto Il participio passato dei verbi regolari in -ire si forma aggiungendo il suffisso -ito. Ad esempio: dormire dormito Esistono anche dei verbi che hanno il participio passato irregolare, cioè che non segue questa regola. Qui sotto trovi i participi passati irregolari dei verbi piÚ comuni.

-are fatto

fare -ere accendere

acceso

bere

bevuto

chiedere

chiesto

discutere

discusso

leggere

letto

perdere

perso

piangere

pianto

promettere

promesso

rompere

rotto

scegliere

scelto

scrivere

scritto

spendere

speso

succedere

successo

vedere

visto

vincere

vinto

vivere

vissuto

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-ire dire

detto

morire

morto

soffrire

sofferto

venire

venuto

aprire

aperto

5 - Completa queste frasi con il passato prossimo del verbo tra parentesi. 1) La signora Maria ieri non (mangiare) ____________________________ a pranzo. 2) Ieri io (tagliare) ______________________________le unghie al sig. Luigi. 3) La sig.ra Rosa e la sig.ra Elena (dormire) _______________________ bene tutta la notte. 4) La settimana scorsa io e Betty (fare) _____________________________ il turno di notte. 5) Ieri mattina la sig.ra Rossi (andare) ___________________________ in pronto soccorso. 6) Ieri mattina il sig. Bianchi (andare) ____________________________ in pronto soccorso. 7) Ieri la sig.ra Maria e la sig.ra Rosa (uscire) ____________________________ in cortile. 8) Ieri la sig.ra Lucia non (alimentarsi) _________________________________ nÊ a pranzo nÊ a cena.  ,QSRVWDF¡HUDPROWDJHQWHSHUTXHVWR DUULYDUH BBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBWDUGL al lavoro!  ,HULLOVLJ)RUWXQDWRVLVHQWLYDEHQHLQIDWWL DO]DUVL BBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBH (vestirsi) _____________________________in autonomia.  ,HULTXDQGRLR HQWUDUH BBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBQHOQHJR]LR YHGHUH

_____________________ Miriam. 12) Non avevamo piÚ pannoloni. Per questo Josè (salire) ____________________________ al secondo piano e (prendere) __________________________ i loro.

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6 - Descrivi la tua giornata lavorativa di ieri. Per iniziare puoi aiutarti con queste frasi: Ieri sono arrivato/a al lavoro alle... Per prima cosa ho... __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________

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C A

B

8'


UD 2 - APRA LA BOCCA!

1 - Leggi le due conversazioni e rispondi alle domande Conversazione 1 - La sig.ra Esther va dal medico di base perché non sta bene D: Buongiorno signora. E: Buongiorno dottore. D: Prego, si sieda. Come sta? E: Non sto tanto bene. Ho un forte mal di gola, difficoltà a deglutire e la febbre. D'DTXDQWLJLRUQLKDODIHEEUH"/·KDPLVXUDWD" E: Sì, da 3 giorni ho circa 38,5, di sera anche 39. D: Ha preso qualche medicina? E: Sì, il paracetamolo. Quando lo prendo la febbre scende ma poi il giorno dopo ritorna e il mal di gola non passa. D: Va bene, adesso la visito. Controlliamo la gola e il torace. Si sieda sul lettino. Apra la bocca, tiri fuori la lingua… Le tonsille sono arrossate e i linfonodi del collo ingrossati e GRORUDQWLF·qXQ·LQILDPPD]LRQH&RQWUROOLDPRLSROPRQLDGHVVR AlziXQSR·ODPDJOLHWWDHfaccia un bel respiro a bocca aperta. Va bene, adesso tossisca. E: Allora dottore, che cosa ho? D: Nulla di grave, signora, stia tranquilla. È una tonsillite. Adesso le prescrivo un antibiotico e un farmaco per ridurre il mal di gola. Ascolti le mie indicazioni e guarirà presto. Vada subito in farmacia e inizi immediatamente la cura: prendaO·DQWLELRWLFRRJQLRUHSHU una settimana e finisca tutta la scatola. Si riposi, beva molta acqua, non esca e non fumi. E: Va bene, dottore, grazie e arrivederci. D: Arrivederci.

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Domande: A - Quali sono i sintomi della signora Esther? __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ B - Qual è la diagnosi? __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ C - Qual è la terapia e quali sono i consigli del medico? __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________

AL TELEFONO

Conversazione 2 - Marco chiama il suo amico Stefano per uscire, ma Stefano non sta bene.

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M: Ciao Stefano, come stai? Che ne dici di andare a mangiare una pizza stasera? Poi possiamo andare anche al cinema.

S: Ciao Marco, mi piacerebbe ma proprio non mi sento bene oggi! M0LGLVSLDFHFKHFRV·KDL"

S+RXQIRUWHUDIIUHGGRUHQRQULHVFRDUHVSLUDUHHPLODFULPDQRJOLRFFKL+RDQFKHXQSR·GL febbre. Non me la sento di uscire.

M: Certo, non uscire! Stai tranquillo e riposati. Fai i suffumigi, prendiXQ·DVSLULQDbevi una tazza di latte caldo con il miele e se non ti passa vai dal dottore. E mi raccomando: non fumare e ogni tanto apriOHILQHVWUHSHUFDPELDUHO·DULD

S: Va bene, grazie dei consigli. Ma che noia a casa tutto il giorno. Cosa posso fare? M: Guarda la televisione, ascolta la musica e dormi! Ci sentiamo domani. Quale delle due conversazioni è formale e quale informale? Conversazione 1:

formale

informale

Conversazione 2:

formale

informale

2 - Rileggi le due conversazioni e trascrivi i verbi indicati nella tabella inserendoli nella FRORQQDFRUUHWWDFRPHQHOO·HVHPSLR

Verbi regolari in -are, -ere, -ire

ASCOLTARE PRENDERE APRIRE ANDARE

Alcuni verbi irregolari

FARE STARE BERE

Verbi riflessivi (finale in -si)

Forma negativa

RIPOSARSI (NON) FUMARE (NON) USCIRE

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FORMALE (conversazione 1)

FORMALE (conversazione 2)

Ascolti

Ascolta


LE REGOLE DELLA LINGUA ITALIANA

In italiano per esprimere un ordine, un consiglio, una richiesta o un divieto utilizziamo il YHUERDOO·,03(5$7,92FRPHKDLYLVWRQHOOHGXHFRQYHUVD]LRQLHQHOODWDEHOOD /·LPSHUDWLYRKDVRORLOWHPSRSUHVHQWHHODDSHUVRQDVLQJRODUH 78 HSOXUDOH 92,  4XDQGRGLDPRGHO/HLDXQDSHUVRQD DGHVHPSLRDXQSD]LHQWHFRPHQHOODFRQYHUVD]LRQH XVLDPRO·LPSHUDWLYRGLFRUWHVLDFKHSUHQGHODVXDIRUPDGDOFRQJLXQWLYR 4XLGLVHJXLWRWURYLXQDWDEHOODFRQOHIRUPHGHOO·LPSHUDWLYRHGHOO·LPSHUDWLYRGLFRUWHVLD SHULYHUELUHJRODULGHLYHUELULIOHVVLYLHSHUDOFXQLYHUELLUUHJRODULPROWRFRPXQL

VERBI REGOLARI

$6&2/7ARE

35(1'ERE

'250IRE

78

ascolta

prendi

dormi

92,

ascoltate

prendete

dormite

/(,

ascolti

prenda

dorma

5,326$5(

6('(56,

9(67,56,

78

riposati

siediti

vestiti

92,

riposatevi

sedetevi

vestitevi

/(,

si riposi

si sieda

si vesta

VERBI RIFLESSIVI

9(5%,,55(*2/$5,3,8·86$7,

(66(5(

$9(5(

$1'$5(

67$5(

78

sii

abbi

vai

stai

92,

siate

abbiate

andate

state

/(,

sia

abbia

vada

stia

21


FARE

DARE

',5(

SAPERE

TU

fai

dai

di'

sappi

92,

fate

date

dite

sappiate

/(,

faccia

dia

dica

sappia

4XDQGRGREELDPRHVSULPHUHXQGLYLHWRXVLDPRODIRUPDQHJDWLYDGHOO·LPSHUDWLYR Per la seconda persona singolare (TU) usiamo la negazione NON seguita dal verbo DOO·LQILQLWR3HUODVHFRQGDSHUVRQDSOXUDOH 92, HODIRUPDGLFRUWHVLDXVLDPR O·LPSHUDWLYRSUHFHGXWRGDOODQHJD]LRQH121 ad esempio: Tu > Non fumare!

Non sederti!

Non fare sforzi!

Lei > Non fumi!

Non si sieda!

Non faccia sforzi!

Voi > Non fumate!

Non sedetevi!

Non fate sforzi!

3 - &RPSOHWDODWDEHOODWUDVIRUPDQGRO·LPSHUDWLYRGDIRUPDOHDLQIRUPDOHHYLFHYHUVD LEI

TU

6LVLHGD Apra 6WLDWUDQTXLOOD Prenda Vada &KLHGD &KLDPL 1RQIXPL LEI

TU 0DQJLDWXWWR 'RUPLEHQH 5HVWDDOHWWR 6FULYLODULFHWWD )DLLOEUDYR

9HVWLWLGDVROR &XUDWLPLUDFFRPDQGR 1RQXVFLUHGLFDVD

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4 -&RPSOHWDOHLQGLFD]LRQLGHOGRWWRUHFRPHQHOO·HVHPSLR5LFRUGDWLGLGDUHGHO/HLDOOD paziente. prenda Esempio: Se ha la tosse (prendere) __________uno sciroppo calmante. A - Finché non si sente meglio non (uscire) ___________________ di casa. B - Per il dolore al ginocchio (assumere) __________________ gli antidolorifici dopo i pasti. C - Se il dolore non diminuisce (venire)__________________in ambulatorio domani mattina. D - Per dimagrire (mangiare) ____________ cibi sani e (fare) _____________esercizio fisico. E - Ha una brutta distorsione alla caviglia: (stare) _____________a riposo per una settimana. 5 -6SHVVRDOFXQLSLFFROLGLVWXUELSRVVRQRHVVHUHFXUDWLDQFKHFRQO·DLXWRGLULPHGLQDWXUDOL Abbina il disturbo al rimedio naturale corrispondente. Disturbi

Rimedi

Afte

%HUHXQELFFKLHUHG·DFTXD con bicarbonato

Mal di testa

Fare i suffumigi e bere una tisana allo zenzero

5DIIUHGGRUH

,PPHUJHUHLSLHGLQHOO·DFTXDIUHGGD

Intestino irregolare

$SSOLFDUHTXDOFKHJRFFLDGLDFHWRGLPHOH (anche diluito) sulla ferita

Difficoltà di gestione

Diffondere gli oli essenziali di menta in casa

Punture di zanzara

Applicare impacchi di argilla

Piedi gonfi

Tamponare la zona con alcol denaturato %HUHXQELFFKLHUHGLDFTXDWLHSLGD appena svegli

Distorsione alla caviglia (WXFRQRVFLDOWULULPHGLQDWXUDOL"6FULYLOLTXLGLVHJXLWR

Disturbo: ___________________________________________________________________ 5LPHGLRQDWXUDOHBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB

Disturbo: ___________________________________________________________________ 5LPHGLRQDWXUDOHBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB

Disturbo: ___________________________________________________________________ 5LPHGLRQDWXUDOHBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB

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6 - Dai dei consigli a queste persone: cosa possono fare per stare meglio? Ricordati di dare GHO/HLTXDQGRqQHFHVVDULRFRPHQHOO¡HVHPSLR

Consiglio:

Non riesco a dormire bene

Non mangi cibi pesanti a cena e non XVLLOFRPSXWHUSULPDGLGRUPLUH Piuttosto legga un buon libro!

Consiglio:

___________________________ ___________________________ ___________________________ ___________________________ ___________________________

Vorrei dimagrire

Consiglio:

___________________________ ___________________________ ___________________________ ___________________________ ___________________________

Come faccio a mantenere i denti sani?

Consiglio:

___________________________ ___________________________ ___________________________ ___________________________ ___________________________

Ho il raffreddore e non respiro bene

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C A

B

8'


UD 3 - MI FA MALE... 1 - Vai a questo link https://www.youtube.com/watch?v=CGdKLPTW0KI o digita su you tube “Le cose che abbiamo in comune� di Daniele Silvestri. Ascolta i primi 32 secondi della canzone e scrivi le parole mancanti. Le cose che abbiamo in comune (canzone di Daniele Silvestri) Le cose che abbiamo in comune sono 4.850 le conto da sempre, da quando mi hai detto "ma dai, pure tu sei degli anni '60?"

Abbiamo due ___________________ , due _______________ , due _________________ , due _____________________ , due ___________________ ed un solo ____________________ soltanto lo _____________________ non è proprio uguale perchÊ il mio è normale, ma il tuo è troppo bello. 2 - Leggi il dialogo tra due colleghe al cambio turno e sottolinea in rosso le parti del corpo al singolare e in blu quelle al plurale. L: Ciao Sandra, come stai?

S: Ciao Luisa, oggi non molto bene, è qualche giorno che mi fa male la schiena e da ieri anche il ginocchio destro mi dà fastidio!

L: Eh ti capisco, anche a me capita spesso che mi facciano male le ginocchia, deve essere il tempo che cambia. Ho tutte le ossa rotte! Il turno di oggi sarĂ molto duro.

S: Ăˆ proprio un brutto periodo questo, pensa che ieri mia mamma si è rotta due dita della mano sinistra scivolando in cucina. Non ci voleva! Proprio adesso che è da sola in casa

perchÊ la sua badante si è bruciata usando il forno e si è presa qualche giorno di malattia.

L: Che sfortuna, mi dispiace! Ora però devo iniziare il turno, è successo qualcosa di particolare questa mattina?

S,OSD]LHQWHGHO$KDXQDUURVVDPHQWRDOO¡LQJXLQHELVRJQDPHWWHUHODSRPDWDODVLJQRUD del 121B si è ferita il tallone destro, ma è stata medicata.

Il paziente del 111A ha un ematoma sotto le ascelle, probabilmente qualcuno lo ha sollevato per le braccia nel modo sbagliato.

La paziente del 115B ha un gonfiore diffuso alle gambe, soprattutto ai piedi. Ho avvisato

O¡LQIHUPLHUH(TXHOODGHO$qVFLYRODWDPHQWUHDQGDYDLQEDJQRKDXQDIHULWDVXOODEEUR LQIHULRUHHXQ¡HVFRULD]LRQHVXOEUDFFLRVLQLVWUR

,OSD]LHQWHGHO%KDXQ·LQILDPPD]LRQHDOODJRODGHYHVHJXLUHXQDGLHWDVSHFLDOH Comunque trovi tutto scritto sulla consegna. L: Va bene, grazie.

26


3 - Collega con una freccia i nomi alle parti del corpo corrispondenti.

polpaccio

nuca

tempie

fianco

sopracciglia

glutei

labbro

mento

mammella

ascelle

ombelico

unghie

gomito

dorso del piede

pianta del piede pube

inguine

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coscia

tallone


4 -&ROOHJDFRQXQDIUHFFLDLQRPLDOO·RUJDQRFRUULVSRQGHQWH

fegato

stomaco

reni

pancreas

reni

intestino

polmoni milza

colecisti

cuore

5 -$EELQDOHSDUROHDOODORURGHILQL]LRQH 1 - ARROSSAMENTO

$5DFFROWDGLVDQJXHFKHVLIRUPDQHOORVSHVVRUHGLXQ WHVVXWRLQVHJXLWRDOODURWWXUDGLYDVLVDQJXLJQL

2 - EMATOMA

%3HUGLWDGLVRVWDQ]DLQWHUHVVDQWHJOLVWUDWLVXSHUILFLDOL GHOODFXWHSHUVIUHJDPHQWRUDSLGRFRQWURXQD VXSHUILFLHUXYLGD

3 - EDEMA

&&RORUD]LRQHURVVDGHOODSHOOHVDQJXLJQDGHJOL RFFKLRGHOOHSDOSHEUHSHUORSLGRYXWDDLUULWD]LRQH FKLD]]DURVVDVWUDGHOODSHOOH

4 - FERITA

'$XPHQWRGHOOLTXLGRGHLWHVVXWLFKHJHQHUDJRQILRUH

5 - ESCORIAZIONE

(/HVLRQHWUDXPDWLFDFDUDWWHUL]]DWDGDOODVROX]LRQHGL FRQWLQXRGLWHVVXWLPROOL

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LE REGOLE DELLA LINGUA ITALIANA

In italiano, molti sostantivi relativi alle parti del corpo sono irregolari nel genere (maschile o femminile) o nel numero (singolare o plurale).

Controlla se conosci tutte le irregolaritĂ provando a completare la tabella qui sotto. Poi controlla nelle soluzioni.

6 - Completa la tabella con le forme del singolare e del plurale.

SINGOLARE

PLURALE

un DITO

due _______________________

una MANO

due _______________________

un BRACCIO

due _______________________

un _______________________

due ORECCHIE

un _______________________

due LABBRA

un GINOCCHIO

due _______________________

un OSSO

due _______________________

un SOPRACCIGLIO

due _______________________

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7 - Completa la tabella con le forme del singolare e del plurale. &UHGRGLDYHUHO·LQIOXHQ]DPLIDQQRPDOHgli ossi / le ossa / gli ossa e mi sento la febbre. 2 - I bicipiti sono dei muscoli delle braccia / dei bracci / dei braccia. 6RQRDOOHUJLFRDOOHJUDPLQDFHHIDWLFRDUHVSLUDUHHPLEUXFLDQRi occhi / le occhi / gli occhi.

4 - Ahi, che male! Mi sono chiuso le dita / i diti / le diteQHOODSRUWDGHOO·DVFHQVRUH 5 - Quando una persona non si abbatte facilmente si dice che ha i spalle / le spalle / i spalli larghe.

6 - Dammi il mano / i mani / la manoWLDLXWRLR 7 - Se hai dolore alla ginocchia / alle ginocchia / ai ginocchiGHYLDQGDUHGDOO·RUWRSHGLFR 8 - Gloria mi piaceva di più con il capello / i capelli / gli capelli lunghi. /·KHUSHVODELDOHqXQ·LQIH]LRQHYLUDOHGHOODFXWHdelle labbra / dei labbri / delle labbre.

LE REGOLE DELLA LINGUA ITALIANA

GLI ARTICOLI DETERMINATIVI

0$6&+,/(

)(00,1,/(

6,1*2/$5(

3/85$/(

IL

I

LO

*/,

/·

*/,

LA

LE

/·

LE

,QLWDOLDQRVLXVD/·SHUOHSDUROHPDVFKLOLRIHPPLQLOLVLQJRODULFKHLQL]LDQRSHUYRFDOH (A-E-I-O-U).

/·DUWLFROR/2VLXVDLQYHFHSHUOHSDUROHPDVFKLOLFKHLQL]LDQRFRQ6FRQVRQDQWH;< =3631*1

$GHVHPSLRORSQHXPRORJROR]XFFKHURORVSRUW

30


8 -3HURJQLSDURODLQVHULVFLO·DUWLFRORFRUUHWWR SINGOLARE

PLURALE

_______ DITO

_______ DITA

_______ MANO

_______ MANI

_______ BRACCIO

_______ BRACCIA

_______ ORECCHIO

_______ ORECCHIE

_______ OCCHIO

_______ OCCHI

_______ PIEDE

_______ PIEDI

_______ LABBRO

_______ LABBRA

_______ GINOCCHIO

_______ GINOCCHIA

_______ SPALLA

_______ SPALLE

_______ UNGHIA

_______ UNGHIE

_______ OSSO

_______ OSSA

_______ DENTE

_______ DENTI

31


_______ SOPRACCIGLIO

_______ SOPRACCIGLIA

_______ ASCELLA

_______ ASCELLE

_______ GAMBA

_______ GAMBE

_______ POLSO

_______ POLSI

_______ INGUINE

_______ INGUINI

_______ GLUTEO

_______ GLUTEI

9 - Scrivi una breve consegna al tuo collega, descrivendo il turno appena finito. __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________

32


C A

B

8'


UD 4 - PRENDERSI CURA DEGLI ALTRI 1 - Leggi il testo e segna se le affermazioni sono vere (V) o false (F). Prendersi cura di sé, anche in ospedale Il corso di alta formazione in Beauty recovery specialist del Campus Bio-Medico di Roma insegna ai partecipanti ad aiutare le pazienti a prendersi cura degli inestetismi causati da malattie e terapie. Anche quando si sta combattendo un tumore è importante prendersi cura del proprio aspetto: mantenere un buon rapporto con il corpo aiuta ad affrontare meglio la malattia, migliora la qualità di vita e allontana il rischio di problemi psicologici. Per questo, negli ultimi anni una nuova figura professionale sta iniziando ad affiancare medici e infermieri in corsia: il Beauty recovery specialist, ovvero l'estetista specializzata nel trattamento degli inestetismi causati da malattie, farmaci e interventi chirurgici. “L'obiettivo del corso – spiega Paolo Persichetti, Direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica del Campus Bio-Medico – è quello di fornire ai partecipanti gli strumenti necessari per diventare esperti di estetica ospedaliera, un ruolo che fornisce un supporto fondamentale ai medici estetici e ai chirurghi plastici. Migliorare l'immagine dei pazienti infatti, significa offrire un supporto psicologico indispensabile per affrontare e combattere la malattia”. Il programma del corso prevede 11 moduli: i partecipanti – che devono già essere in possesso di un diploma di estetista – imparano a nascondere le cicatrici o a camuffare la perdita di capelli dovuta alla chemioterapia. Il corso comprende anche lezioni di psicologia, dermatologia e fisiologia. (Adattato da https://la.repubblica.it/saluteseno/news/specialista-in-estetica-ospedaliera/2724/)

a - Il corso insegna a curare gli inestetismi causati dalle malattie e dalle cure

V

F

b - Il beauty recovery specialist è una figura professionale che lavora nei centri estetici

V

F

c - Curare il proprio aspetto durante la malattia è un importante supporto psicologico

V

F

d - Il corso è rivolto agli Operatori Socio Sanitari

V

F

34


2 - Completa il testo con le preposizioni corrette. Poi controlla nella pagina precedente.

degli - con - in - negli - ai - nel - di - dei - del Prendersi cura _______ (1) sé, anche ______ (2) ospedale.

Il corso di alta formazione in Beauty recovery specialist del Campus Bio-Medico di Roma

insegna ______(3) partecipanti ad aiutare le pazienti a prendersi cura ______(4) inestetismi causati da malattie e terapie.

Anche quando si sta combattendo un tumore è importante prendersi cura ____(5) proprio aspetto: mantenere un buon rapporto ______ (6) il corpo aiuta ad affrontare meglio la

malattia, migliora la qualità di vita e allontana il rischio di problemi psicologici. Per questo, ______(7) ultimi anni una nuova figura professionale sta iniziando ad affiancare medici e

infermieri in corsia: il Beauty recovery specialist, ovvero l'estetista specializzata ______ (8) trattamento degli inestetismi causati da malattie, farmaci e interventi chirurgici.

“L'obiettivo del corso – spiega Paolo Persichetti, Direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica del Campus Bio-Medico – è quello di fornire ai partecipanti gli strumenti necessari per diventare esperti di estetica ospedaliera, un ruolo che fornisce un supporto fondamentale ai medici estetici e ai chirurghi plastici. Migliorare l'immagine ______ (9)

pazienti infatti, significa offrire un supporto psicologico indispensabile per affrontare e combattere la malattia”.

Il programma del corso prevede 11 moduli: i partecipanti – che devono già essere in possesso di un diploma di estetista – imparano a nascondere le cicatrici o a camuffare la perdita di

capelli dovuta alla chemioterapia. Il corso comprende anche lezioni di psicologia, dermatologia e fisiologia.

LE REGOLE DELLA LINGUA ITALIANA

/HSDUROHQHOULTXDGURGHOO·HVHUFL]LRQƒVRQRSUHSRVL]LRQL/HSUHSRVL]LRQLVSHFLILFDQR ODIXQ]LRQHGLDOFXQHSDUROHQHOODIUDVH3RVVRQRHVVHUHVHPSOLFLRDUWLFRODWH6RQR DUWLFRODWHTXDQGRVLXQLVFRQRDOO·DUWLFRORGHWHUPLQDWLYR/HSUHSRVL]LRQLSUHFHGRQR VHPSUHODSDURODFKHVSHFLILFDQR

4XHVWHVRQROHSUHSRVL]LRQLVHPSOLFL

',²$²'$²,1²&21²68²3(5²75$²)5$

35


LE REGOLE DELLA LINGUA ITALIANA

Queste sono le preposizioni articolate: IL

LO

LA

I

GLI

LE

DI

del

dello

GHOO·

della

dei

degli

delle

A

al

allo

DOO·

alla

ai

agli

alle

DA

dal

dallo

GHOO·

dalla

dai

dagli

dalle

IN

nel

nello

QHOO·

nella

nei

negli

nelle

CON

con il

con lo

FRQO·

con la

con i

con gli

con le

SU

sul

sullo

VXOO·

sulla

sui

sugli

sulle

PER

per il

per lo

SHUO·

per la

per i

per gli

per le

TRA

tra il

tra lo

WUDO·

tra la

tra i

tra gli

tra le

FRA

fra il

fra lo

IUDO·

fra la

fra i

fra gli

fra le

3 - Completa con la preposizione corretta. a - Dove porti quelle lenzuola? ____________ camera. b - Dove sono i pannoloni? ____________ carrello. c - Quando sei nata? ______________ 1954.

d - Dove andate stasera? ___________ nostri colleghi.

H'RYHKDLWURYDWRO·HVFRULD]LRQH"BBBBBBBBBBBBBBEUDFFLRGHVWUR I'RYHKDLYLVWRO·HPDWRPD"BBBBBBBBBBBBBBBBJDPEDVLQLVWUD J'RYHqODERWWLJOLDG·DFTXD"BBBBBBBBBBBBBIULJRULIHUR h - Dove sono le medicine? ______________ armadietto. i - Dove lavori? __________ reparto geriatria.

j - Quando è stata dimessa la signora Bianchi? È uscita ieri _________ ospedale.

4 -5LOHJJLO·DUWLFRORDSDJ e completa queste frasi tratte dal testo. a - Anche quando si ___________________________ un tumore è importante prendersi cura del proprio aspetto.

b - Negli ultimi anni una nuova figura professionale ______________________________ ad affiancare medici e infermieri in corsia.

36


LE REGOLE DELLA LINGUA ITALIANA

,YHUELFKHKDLLQVHULWRQHOO·HVHUFL]LR VWDFRPEDWWHQGRVWDLQL]LDQGR LQGLFDQR XQ·D]LRQHLQSLHQRVYROJLPHQWR

4XHVWDSDUWLFRODUHIRUPDqFRPSRVWDGDOYHUERVWDUHLOJHUXQGLRSUHVHQWHGHOYHUER ,YHUELLQDUHIRUPDQRLOJHUXQGLRLQDQGR$GHVHPSLRmangiare > mangiando ,YHUELLQHUHIRUPDQRLOJHUXQGLRLQHQGR$GHVHPSLRcadere > cadendo ,YHUELLQLUHIRUPDQRLOJHUXQGLRLQHQGR$GHVHPSLRdormire > dormendo 0$1*,$5(

&$'(5(

'250,5(

,2

sto

PDQJLDQGR

FDGHQGR

GRUPHQGR

TU

stai

PDQJLDQGR

FDGHQGR

GRUPHQGR

/8,/(,

sta

PDQJLDQGR

FDGHQGR

GRUPHQGR

12,

VWLDPR

PDQJLDQGR

FDGHQGR

GRUPHQGR

92,

state

PDQJLDQGR

FDGHQGR

GRUPHQGR

/252

stanno

PDQJLDQGR

FDGHQGR

GRUPHQGR

4XHVWLVRQRLSULQFLSDOLYHUELLUUHJRODULDOJHUXQGLR bere > bevendo

dire > dicendo

fare > facendo

5 - Scrivi sotto alle immagini costa stanno facendo le persone. Utilizza la forma stare + gerundioFRPHQHOO·HVHPSLR

(Tagliare le unghie) /·266VWDWDJOLDQGR OHXQJKLH

37


(Dare le medicine)

5LIDUHLOOHWWR

/·LQIHUPLHUDBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB

/H266BBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB

BBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB

BBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB

(Mangiare)

$LXWDUHLOSD]LHQWHDGDO]DUVL

,VLJQRULBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB

/·266BBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB

BBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB

BBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBB

38


6 -/HJJLJOLDSSXQWLGHOPHGLFR

Paziente: maschio, 6 anni a; Sintomi: febbre non elevat sa ino rig pru eruzione cutanea po ca e i art diffusa su tronco, Diagnosi: varicella tistaminici Terapia: per il prurito an lo per la febbre paracetamo Prognosi: 7-10 giorni

Abbina i termini alla definizione corretta. 1 - SINTOMO

$/·LQVLHPHGHLSURYYHGLPHQWLDGRWWDWL DVFRSRGLFRPEDWWHUHXQDPDODWWLD

2 - DIAGNOSI

%0DQLIHVWD]LRQHGLXQDVWDWR SDWRORJLFR

3 - TERAPIA

&3UHYLVLRQHVXOGHFRUVRGLXQ GHWHUPLQDWRTXDGURFOLQLFR

4 - PROGNOSI

''HWHUPLQD]LRQHGHOODQDWXUDR GHOODVHGHGLXQDPDODWWLDLQEDVH DOODYDOXWD]LRQHGHLVLQWRPL

7 -,QVHULVFLOHVHJXHQWLHVSUHVVLRQLQHOO·LQVLHPHFRUUHWWR DUURVVDPHQWLFXWDQHL OHVLRQHGDGHFXELWR DQWLSLUHWLFR IUDWWXUDVHFRQGRGLWRPDQRGHVWUD dolore addominale GLXUHWLFR HGHPDDOOHFDYLJOLH DSSHQGLFLWHDFXWD ODVVDWLYR

Sintomi

Diagnosi

Terapia

39


8 - Inserisci le lettere corrispondenti alle immagini corrette.

1

2

a - Catetere b - Pappagallo

8

c - Padella

3

d - Sondino nasogastrico e - Fleboclisi

4

f - Sutura g - Traversa h - Cuscino antidecubito

6 7

5 40


C A

B

8'


UD 5 - APPENDICE ORTOGRAFICA ,QTXHVWHSDJLQHWURYHUDLDOFXQLHVHUFL]LXWLOLSHUPLJOLRUDUHO·RUWRJUDILD LE REGOLE DELLA LINGUA ITALIANA

A o HA? Ã&#x2039;PROWRIDFLOHVEDJOLDUHDVFULYHUHTXHVWHGXHSDUROHFHUFKLDPRGLIDUHXQSR·GL chiarezza: AqXQDSUHSRVL]LRQHVHPSOLFH QHDEELDPRSDUODWRQHOO·XQLWj 4XDQGRVLXQLVFH DOO·DUWLFROR, SUHSRVL]LRQHDUWLFRODWD GLYHQWDAI Per esempio: A me piace la cioccolata AI bambini piace giocare HA è un verbo, in particolare è la terza persona singolare al presente indicativo del YHUERDYHUH OXLOHLKD  $OODVHFRQGDSHUVRQDVLQJRODUHGLYHQWD+$, WXKDL

Per esempio: Luigi HA un cane Tu HAI 35 anni E o Ã&#x2C6;? $QFKHTXHVWRqXQHUURUHPROWRIUHTXHQWH/·DFFHQWRLQLWDOLDQRqPROWRLPSRUWDQWHHLQ DOFXQLFDVLFRPHTXHVWRGHWHUPLQDLOVLJQLILFDWRGLXQDSDUROD E è una congiunzione e serve a collegare due parole simili tra loro Per esempio: Oggi ho mangiato pane EIRUPDJJLR Ã&#x2C6; è un verbo, in particolare è la terza persona singolare al presente indicativo del verbo HVVHUH OXLOHLq

Per esempio: Carmen Ã&#x2C6;SHUXYLDQD 1 -&RPSOHWDOHIUDVLVFHJOLHQGROHSDUROHFRUUHWWHIUDTXHOOHWUDSDUHQWHVL 0LRQRQQRGLFHFKH DLKDL BBBBBBBVXRLWHPSLF·HUDQRPROWLSLDJULFROWRULFKHLPSLHJDWL 1DWDOLD DKD BBBBBBBUDJLRQHIDUHODEDGDQWHqXQODYRURPROWRLPSHJQDWLYR -RVpSHUFKpQRQ DLKDL BBBBBBBWHOHIRQDWRDOUDJLRQLHU$UULJRQL"

2PDU DKD BBBBBBBVSHGLWRLOVXRFXUULFXOXP DKD BBBBBBB5RPDDOODVHGHFHQWUDOH GHOODGLWWD/X[

,VLQGDFDWLQRQ DQQRKDQQR BBBBBBBDQFRUDULVSRVWR DKD BBBBBBB(WKHO $KPHGODYRUDLQ,WDOLDGDOO· DQQRKDQQR BBBBBBBVFRUVR

-DQLQD Hq BBBBBBBDQGDWDDOODYRURFRQ3HGUR Hq BBBBBBB/XLV"

6DLG Hq BBBBBBBDUULYDWRGDOFDQWLHUHDGHVVR Hq BBBBBBBSLWDUGLDQGUjDVFXROD 2VYDOGRVL Hq BBBBBBBODYDWRSHUFKp Hq BBBBBBBVWDWRWXWWRLOJLRUQRLQRIILFLQD

42


Le Doppie. Un altro elemento di difficoltà in italiano è costituito dalle lettere doppie. Anche in questo caso è molto importante scrivere le parole in maniera corretta perché spesso possono cambiare il significato in base alla presenza della doppia consonante. 1 - Prova a completare questa filastrocca: scegli e sottolinea la parola corretta come QHOO·HVHPSLR

Filastrocca delle doppie ( tratta da: https://www.lavocedinewyork.com/arts/linguaitaliana/2017/03/15/attenti-alle-doppie-la-trappola-della-lingua-italiana/ ) La PALA / PALLA è per spalare e la PALA / PALLA è per giocare. Il PAPPA / PAPA è per pregare e la PAPPA / PAPA è per mangiare Con la PENA / PENNA si scrive chi è in PENA / PENNA non ride. I PANI / PANNI dal fornaio e i PANI / PANNI dal merciaio. La SERRA / SERA è dopo il mattino e la SERRA / SERA è nel giardino. La ROSSA / ROSA ha più di un colore, a volte è ROSSA / ROSA ed ha sempre odore. Alle SETTE / SETE mi levo e se ho SETTE / SETE bevo. Sette NOTTE / NOTE per cantare e la NOTTE / NOTE per sognare. 121212112YLHQGRSRO·RWWDYR e mio NONO / NONNO si chiama Gustavo.

43


Gruppi di lettere: anche alcuni gruppi di lettere possono essere molto difficili da scrivere come ad esempio CHE – CE – CHI - CI – GHE – GE – GHI – GI – SCI – SCE – GN – GL 3 - Completa queste parole con le lettere esatte:

1)

_ _ LATO

2)

_ _ _ ACCIO

3)

GRI _ _O

4) _ _ NTO

100

5) FOR _ _ _ TTA

44


6) _ _ _ ESA

7) BI _ _ CLETTA

8) _ _ LLULARE

9) UN _ _ _ E

10) RI _ _ _

45


11) _ _ _ ARPA

12)

_ _ ARPA

13) PE _ _ _

14) PES _ _ _

15) MA _ _ _ ETTA

46


16) BI _ _ _ ETTO

17) MONTA _ _ _

18)

ARRIVEDER _ _

47


PROPOSTE DI LABORATORI IN PRESENZA Questo testo è stato pensato per l'autoapprendimento, ovvero per poter studiare da soli, senza frequentare un corso di lingua italiana e senza l'aiuto di un'insegnante o la presenza di compagni di classe. Purtroppo e per fortuna non tutto si può fare da soli e per approfondire alcuni degli aspetti trattati nel libro e per scoprirne altri proponiamo dei laboratori di lingua italiana della durata di 9 ore che ti aiuteranno a migliorare questi aspetti della comunicazione sul lavoro: Il dialogo con i pazienti, con i colleghi, con i medici e con gli infermieri. La comprensione orale di quello che ti viene detto dai colleghi, dai pazienti o dai superiori. La compilazione delle consegne. Tramite strumenti quali: L'ascolto in aula di conversazioni e dialoghi specifici tra colleghi, tra OSS e paziente, tra OSS e familiari. Simulazione in aula di situazioni lavorative. Simulazione in aula di dialoghi. Esercitazioni scritte e orali per il passaggio di consegne con i colleghi. Durante il laboratorio verranno inoltre approfondite le tematiche relative all'interculturalità che sono trattate nella seconda parte di questo libro. In particolare i laboratori tratteranno le seguenti tematiche relative all'intercultura: Esempi sulle abilità relazionali della unità 4. Come affrontare le problematiche interculturali all'interno del Sistema Sanitario Nazionale, utilizzando le abilità relazionali. Tramite strumenti quali: Tavola rotonda. Simulazione in aula delle diverse problematiche. I laboratori sono condotti da un insegnante di italiano a stranieri e da una psicologa della comunicazione.

48


Culture in corsia


Seconda parte

COMUNICAZIONE INTERCULTURALE La seconda parte del testo approfondirà il rapporto comunicativo interculturale operatore/collega di lavoro e operatore/paziente. Il Sistema Sanitario Italiano, negli ultimi anni, ha incontrato problematiche di vario JHQHUHQHOO¡DVVXQ]LRQHGLQXRYHPRGDOLWjGLFRPXQLFD]LRQHULYROWHDOODSRSROD]LRQH LPPLJUDWD/¡,WDOLDDFFRJOLHSHUVRQHSURYHQLHQWLGDRJQLSDUWHGHOPRQGRHGLGLYHUVR background sociale. Operatori sanitari, medici, infermieri e volontari si ritrovano ogni JLRUQRLQVLWXD]LRQLG¡LQFRPSUHQVLRQHFRQLOSD]LHQWHVWUDQLHUR ,OEHQHVVHUHGHOSD]LHQWHqLOSULQFLSDOHVFRSRGHOO¡DVVLVWHQ]DPHGLFDFKHGHYH basarsi su un approccio personalizzato, rispettoso della cultura della persona assistita e il piÚ possibile empatico, soprattutto quando ci si confronta con persone che hanno credenze e valori diversi dai nostri. Un approccio sbagliato può influenzare negativamente la relazione terapeutica col paziente. Ancor piÚ importante è acquisire una modalità comunicativa adatta alle diverse culture. La classificazione culturale costituisce soltanto un criterio orientativo sui comportamenti dei pazienti, ma l'osservazione della singola persona e della sua storia personale è l'unico strumento per una comunicazione proficua. La comunicazione interculturale è una forma di dialogo tra le culture e comprende tutte le risorse comunicative che permettono uno scambio efficace e opportuno tra le culture.

51


Capitolo 1 - CULTURA In questa prospettiva, si affronterĂ , ora, il tema della comunicazione interculturale, ovvero come culture diverse possono scambiare messaggi efficaci per raggiungere uno scopo, tenendo conto della diversitĂ  della lingua, delle abitudini, delle tradizioni e dei valori. Lo scopo è quello di comunicare in maniera efficace nel Sistema Sanitario (ospedale, ambulatorio) con i pazienti, ma anche con i colleghi di lavoro. Cosa vuol dire comunicare in maniera efficace? Vuol dire fare arrivare il messaggio senza possibilitĂ  di errori interpretativi, che possono generare malintesi, situazione che succede molto piĂš frequentemente tra culture diverse. Come possiamo definire la parola cultura? Sembra banale, però questa definizione contiene tanti aspetti importanti. La cultura è un sistema composto da lingue e linguaggi, rappresentazioni e credenze, strutture famigliari e sociali, sistemi di genitorialitĂ  e parentela, corpus di tecniche e modi di fare (cucinare, vestirsi, essere madre). La cultura non è una â&#x20AC;&#x153;cosaâ&#x20AC;?, nĂŠ una quantitĂ  di attributi â&#x20AC;&#x153;oggettiviâ&#x20AC;?, che caratterizzano â&#x20AC;&#x153;oggettivamenteâ&#x20AC;? un certo gruppo di soggetti. La cultura è una prospettiva di analisi, una maniera di interpretare le dinamiche sociali e uno strumento per analizzarle. Attraverso la cultura possiamo capire i comportamenti degli attori sociali, i loro significati, i conflitti, le negoziazioni. La visione del mondo che ha ogni attore appartiene a una cultura e a un contesto specifico. Nel tempo ci sono stati vari tentativi di trovare una definizione di cultura. I Greci sono stati i primi occidentali a utilizzare il termine. Nel ventesimo secolo, la cultura ha smesso di essere universale e si è diretta verso una dimensione di relativismo: si passa dalla â&#x20AC;&#x153;culturaâ&#x20AC;?, alle â&#x20AC;&#x153;cultureâ&#x20AC;?. Ogni societĂ  ha la sua cultura; e ogni cultura ha la sua validitĂ  e coerenza. Ciò che conta è la FRPSUHQVLRQHGHOODVSHFLILFLWjHGHOO¡XQLFLWjGLRJQLVLQJRODFXOWXUDTXDOLWDWLYDPHQWH GLYHUVDGDOO¡DOWUD Allora dobbiamo conoscere tutte le culture? Non è questa la domanda che dobbiamo farci. Ciò che è importante non è conoscere ogni dettaglio della cultura altrui, anche se può essere utile e funzionale, ma è rivolgersi allo sconosciuto con un approccio aperto e disponibile.

52


Gli studiosi della psicologia sociale sono consapevoli che esistono â&#x20AC;&#x153;mondi culturaliâ&#x20AC;? e che le differenze tra questi sono qualitative, oltre che quantitative. Abitiamo tutti in uno di questi â&#x20AC;&#x153;mondiâ&#x20AC;?, ma fingiamo che HVVRVLDO¡XQLFRHVLVWHQWHRDOPHQR O¡XQLFRGLFXLYDOJDODSHQDWHQHUH conto (Mazzara, 2008). Disponiamo di cinque sensi che ci servono per entrare in contatto con ciò che ci circonda, con gli avvenimenti che accadono, con le cose che usiamo. Di questi cinque sensi, il piĂš forte, quello che ci dĂ piĂš informazioni, quello che ci condiziona maggiormente, è sicuramente la vista. In questa immagine cosa si vede? Le risposte possono essere diverse, una donna, un uomo che suona il sassofono, un coniglio, ecc. Questo esempio dimostra come possiamo percepire il mondo, la realtĂ  in maniera diversa, anche se tutti guardiamo lo stesso oggetto. La percezione riguarda esclusivamente la comprensione interpersonale: la ricerca psicologica sugli stereotipi ha messo in luce la potenza sintetica del tratto culturale, tale per cui i comportamenti peculiari di una persona, appartenente a un gruppo etnico o nazionale diverso dal proprio, saranno con molta probabilitĂ  direttamente attribuiti alla provenienza culturale o classificati come eccezioni se simili ai propri (Mazzara, 2007). Nelle scienze sociali gli stereotipi sono una semplificazione della realtĂ , culturalmente condivisi. Ă&#x2C6; un processo indispensabile per orientarsi nella complessitĂ  del reale, ma è un processo automatico e inconsapevole e può determinare distorsioni della realtĂ . Esempi: I napoletani sono tutti furbi; I milanesi sono tutti freddi; I siciliani sono tutti pigri.

53


Alla fine degli anni Novanta, il tema delle differenze culturali prende forma in un YROXPH/·HOHIDQWHLQYLVLELOHGL*LXVHSSH0DQWRYDQL,OOLEURSUHQGHVSXQWRGDVWRULH FKHKDQQRFRPHWHPDODGLYHUVLWjFXOWXUDOH,OPXOWLFXOWXUDOLVPRqXQWHPDPROWR DWWXDOHFKHWRFFDXQDGHOOHSUREOHPDWLFKHSLVHQWLWHQHOODVRFLHWjDWWXDOH,OOLEUR GHVFULYHLOWUDFROORGHOPRGHOORFXOWXUDOHDXWRFWRQRSHUFKpWUDYROWRGDLPDVVPHGLD GDLSUHJLXGL]LHGDOOHGLIIHUHQ]HFXOWXUDOL /·DPELHQWHLQIOXLVFHVXOOHQRVWUHD]LRQLHDLXWDOHQRVWUHVFHOWHHLOQRVWURVYLOXSSR 4XDQGRGREELDPRSUHQGHUHXQDGHFLVLRQHRULVROYHUHXQSUREOHPDOHULVRUVH HVWHUQHFLIRUQLVFRQRGHJOLVWUXPHQWLSHUIDUIURQWHDOOHVLWXD]LRQL ,QRJQLFXOWXUDHVLVWHXQDGLVWLQ]LRQHIRQGDPHQWDOHWUDFRUUHWWH]]DHVFRUUHWWH]]D WUDDGHJXDWH]]DHLQDGHJXDWH]]DGHOOHD]LRQLFKHVLHVHJXRQRSHUFRPSLHUHXQ GHWHUPLQDWRDWWR +DUUH  3HUFRPSUHQGHUHPHJOLRLOVHQVRG·DSSDUWHQHQ]DFXOWXUDOHVRQRXWLOLGXHFRQFHWWL  Oa località VLULIHULVFHDOFROOHJDPHQWRGHOOHSHUVRQHDXQSDUWLFRODUHDPELHQWH FXOWXUDOHqXQDVWUXWWXUDGLVHQWLPHQWRXQDFRQGL]LRQHIHQRPHQRORJLFDGHVLGHUDWD HDWWLYDPHQWHUHDOL]]DWDDWWUDYHUVRD]LRQLFRPSLXWHVLDVXOORVSD]LR DGHVHPSLR FRVWUX]LRQHGHOOHFDVHRUJDQL]]D]LRQHGHLVHQWLHUL VLDVXLFRUSL FHULPRQLHGL GRPLQD]LRQHHWRQVXUD

 il vicinatoFRVWLWXLVFHODFRPXQLWjHIIHWWLYDG·LQWHUD]LRQHDOO·LQWHUQRGHOODTXDOHVL SRVVRQRJHQHUDUHHLQWHUSUHWDUHOHD]LRQLVRFLDOLGRWDWHGLVLJQLILFDWRHGLSURGX]LRQH GLFRQWHVWLHGLLQWHUSUHWD]LRQL /HFDWHJRULHFXOWXUDOLHOHLGHHGLFRVDVLDODFXOWXUDQRQVLFROOHJDQRDXQDYLVLRQH DVWUDWWDPDDXQDYLVLRQHGLFRQWHVWLVSHFLILFL ,OVHQVRG·DSSDUWHQHQ]DDJLVFHJUD]LHDXQ·DXWRDWWULEX]LRQHGLWUDWWLFXOWXUDOLR LGHQWLWjORFDOLLQEDVHDLTXDOLOHSHUVRQHVLDWWULEXLVFRQRDXQDFHUWDFDWHJRULDFKH ULFKLDPDORURPRGRGLFRPSRUWDUVLSHQVDUHHDJLUH %DQDOL]]DQGRLODWLQRDPHULFDQLVLULFRQRVFRQRQHLORURVWLOLPXVLFDOLWDQWRTXDQWRJOL LWDOLDQLVLULFRQRVFRQRQHLSURSULFLEL

54


Le categorie culturali tengono conto del contesto in cui si stabiliscono le relazioni e creano identità attraverso le diverse situazioni comunicative. /·LQGLYLGXRqXQHVVHUHVRFLDOHFDSDFHGLUHOD]LRQDUVLFROSURSULRDPELHQWHSHU VRGGLVIDUHHVLJHQ]HHELVRJQLEDVLFLHVRILVWLFDWLFRQLOILQHXOWLPRGHOODVXDDXWRUHDOL]]D]LRQHDOO·LQWHUQRGHOODVRFLHWj $OO·LQWHUQRGHOODVRFLHWjJOLLQGLYLGXLVLLQIOXHQ]DQRUHFLSURFDPHQWHFRQOHORURD]LRQL RSLSUHFLVDPHQWHFRQ´O·DJLUHVRFLDOHµFKH0D[:HEHUKDGHILQLWRFRPH´un agire che sia riferitoVHFRQGRLOVXRVHQVRLQWHQ]LRQDWRGDOO·DJHQWHRGDJOLDJHQWL² DOO·DWWHJJLDPHQWRGLDOWULLQGLYLGXLHRULHQWDWRQHOVXRFRUSRLQEDVHDTXHVWRµ 6HFRQGR:HEHUFLVRQRTXDWWURWLSRORJLHGLD]LRQHVRFLDOH 1) azioni razionali rispetto allo scopo:ODSHUVRQDYDOXWDLPH]]LLQUHOD]LRQHDOOR VFRSRYDOXWDOHSRVVLELOLFRQVHJXHQ]HSDUDJRQDQGRLGLYHUVLUDSSRUWLFKHHVLVWRQR WUDLGLYHUVLVFRSL 2) azioni razionali rispetto al valore:ODSHUVRQDDJLVFHULVSHWWRDLVXRLYDORUL VHQ]DSHQVDUHDOOHFRQVHJXHQ]HFKHFRPSRUWDODD]LRQH/DFRVDLPSRUWDQWHqFKH LOFRPSRUWDPHQWRVLDFRHUHQWHFRQLSURSULYDORULGLEDVH 3) azioni determinate affettivamente:ODSHUVRQDDJLVFHVHFRQGROHVXHPDQLIHVWD]LRQLDIIHWWLYH JLRLDUDEELDJHORVLDYHQGHWWDJUDWLWXGLQH VHQ]DSHQVDUHDOOH SRVVLELOLFRQVHJXHQ]HGHOOHVXHD]LRQL 4) azioni tradizionali:ODSHUVRQDDJLVFHVHFRQGROHVXHDELWXGLQL6RQRFRPSRUWDPHQWLFKHVLULSHWRQRLQPDQLHUDDXWRPDWLFDVHQ]DYDOXWDUHOHDOWHUQDWLYHSURYRFDWL da uno stimolo esterno. 3HUULXVFLUHDGDQDOL]]DUHLFRPSRUWDPHQWLQRQSRVVLDPROLPLWDUFLDJXDUGDUHXQ VRORWLSRGLD]LRQHVRFLDOHPDqQHFHVVDULRIDUHULIHULPHQWRDGXQDFRPELQD]LRQH GHLGLYHUVLWLSLG·D]LRQH

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Capitolo 2 - SALUTE La cultura è un fenomeno dinamico che fornisce una visione del mondo alle persone che lo condividono, orientando le loro conoscenze, le pratiche e gli atteggiamenti. La questione della salute e della malattia è contenuta in questa visione del mondo e delle dinamiche sociali. La salute è sempre stato un tema tanto discusso, motivo anche di preoccupazione ILQGDLSULPLPRPHQWLGHOODVWRULDGHOO·XPDQLWj/·XRPRSULPLWLYRFHUFDYDGLDYHUHXQ FHUWROLYHOORG·LQWHJULWjILVLFDHVSLULWXDOHSHUSRWHUHVYLOXSSDUHOHVXHDWWLYLWjFRQ QRUPDOLWj A partire degli anni 20, quando la PDODWWLDHODPHGLFLQDQHOODVRFLHWj tradizionale diventano oggetto di studio formale, si crea una corrente denominata Antropologia Medica, la quale riflette sui modi in cui il corpo, la salute e la malattia sono costruiti, negoziati e vissuti in un continuo processo dinamico, regolato dai UDSSRUWLVRFLDOLDOO·LQWHUQRGLXQD determinata cultura. Possiamo dire allora che la cultura G·DSSDUWHQHQ]DLQIOXLVFHQHOODYLVLRQH dei concetti di salute e malattia. Dare una definizione giusta al concetto di salute non è così facile, perché non coinvolge unicamente un punto di vista medico, ma anche un punto di vista sociale, culturale ed economico. Dal punto di vista medico la salute è definita come uno stato di benessere caratterizzato da una funzione normale. Questa definizione crea delle contraddizioni, perché “stare bene”non coincide con “sentirsi bene”, ovvero una persona può essere malata, ma sentirsi bene. La biomedicina, infatti, non definisce la salute sulla base del “sentirsi bene” di un determinato soggetto, ma in base alla rilevazione di dati oggettivi, come le analisi del sangue, gli esami diagnostici, la pressione sanguinea, ecc. È giusto guardare solo la rilevazione dei dati oggettivi per capire se si è in salute? 56


Il concetto di salute non può essere studiato soltanto dal punto di vista medico, ma necessita anche un approfondimento sociologico e politologico. 1HOFRUVRGHJOLDQQLVLqDJJLXQWRO·DVSHWWRVRFLRORJLFRDOFRQFHWWRGLVDOXWHFKHKD fatto emergere la necessità di comprendere la connessione tra gli aspetti biologici e JOLDVSHWWLFXOWXUDOLRYYHURFRPHO·DPELHQWHSXzLQIOXLUHVXOEHQHVVHUHHODVDOXWH GHOODSHUVRQDPDDQFKHFRPHO·DPELHQWHFRQGL]LRQDO·LQWHUSUHWD]LRQHGHOO·HVVHUHLQ salute o no. 'DOSXQWRGLYLVWDSROLWRORJLFRVLDQDOL]]DLQFKHPRGROR6WDWRPHWWHDGLVSRVL]LRQH OHULVRUVHSHUFXUDUHLFLWWDGLQLHFRPHOHSROLWLFKHSXEEOLFKHORFDOLQD]LRQDOLHG LQWHUQD]LRQDOLDJLVFRQRSHUIDUIURQWHDOUDJJLXQJLPHQWRGHOODVDOXWHHGHOEHQHVVHre delle persone. Ã&#x2C6; così importante essere in salute? Perché? 8QDEXRQDVDOXWHUDSSUHVHQWDXQDULVRUVDLPSRUWDQWHDOO·LQWHUQRGHOODVRFLHWj 6DOXWHHEHQHVVHUHVRQRHVVHQ]LDOLSHUORVYLOXSSRHFRQRPLFR SHUPHWWRQRGL lavorare) e sociale, e rappresentano un interesse vitale per ogni individuo, per le IDPLJOLHHODFRPXQLWj&DWWLYHFRQGL]LRQLGLVDOXWHLQFLGRQRVXOOHSRWHQ]LDOLWjGL sviluppo ed esauriscono le risorse in tutti i settori. Permettere agli individui di tenere sotto controllo il proprio stato di salute rappresenta un elemento fondamentale per la VRFLHWjHXQRVWUXPHQWRSHULOPLJOLRUDPHQWRGHOOHSURSULHFRQGL]LRQLGLYLWD

CULTURA MALATTIA

SALUTE

Che cosa succede quando una persona deve curarsi in un altro Paese? ,O6LVWHPD6DQLWDULRqVWDWRSHQVDWRHFRVWUXLWRVXOOHEDVLFXOWXUDOLGLRJQL3DHVH /HPDODWWLHFKHVRQRSLFRPXQLLQDOFXQL3DHVLVRQRFXUDWHLQXQFHUWRPRGR FRQ ODPHGLFLQDPRGHUQDRFRQTXHOODWUDGL]LRQDOH 2JQLFXOWXUDKDXQDYLVLRQHGLYHUVD del concetto di salute e di malattia, e la cura sarà in linea con quel concetto. Ad esempio, una persona può trattare il mal di testa con ibuprofene, altre con olio alla menta. 57


Il Sistema Sanitario comprende tutti gli elementi correlati alla visione di salute, compresa la conoscenza delle origini, delle cause e dei trattamenti delle malattie, le tecniche terapeutiche, i professionisti, le gerarchie professionali. A questi elementi, si sommano le relazioni di potere e le istituzioni dedicate al mantenimento o al ripristino dello "stato di salute". I pazienti stranieri possono trovare difficoltĂ a orientarsi in un sistema che non conoscono, non solo a causa delle barriere linguistiche, ma anche per il tipo di DSSURFFLRPHGLFRDOO¡LQWHUQRGHO6HUYL]LR6DQLWDULRFKHOLDFFRJOLH/HGLIIHUHQ]H infatti non si limitano solo alla lingua ma anche alla cultura e quindi alla visione del mondo stesso. I pazienti presentano comportamenti e pensieri unici in termini di esperienza della malattia, cosĂŹ come nozioni particolari su salute e terapia. Queste particolaritĂ  derivano non solo dalle differenze biologiche, ma anche dalle differenze socioculturali. /DPDODWWLDHOHSUHRFFXSD]LRQLSHUODVDOXWHVRQRXQLYHUVDOLQHOODYLWDXPDQDVRQR infatti presenti in tutte le societĂ . Ogni gruppo è organizzato collettivamente, attraverso mezzi materiali, pensiero ed elementi culturali, per comprendere e sviluppare tecniche di risposta a esperienze o episodi di malattia e disgrazie, siano esse individuali o collettive. Ogni societĂ  sviluppa particolari conoscenze, pratiche e istituzioni che possiamo chiamare â&#x20AC;&#x153;Sistema Sanitarioâ&#x20AC;?. /DPDODWWLDGLYHQWDFLzSHUFXLVLULFRUUHDOPHGLFRHDOO¡RVSHGDOHHGLFRQVHJXHQ]D FLzFKHGHWHUPLQDODVRVSHQVLRQHGHOODYLWD´QRUPDOHÂľTXLQGLGHOODYRURGHOOHDWWLYLWj TXRWLGLDQH/DVDOXWHqO¡RSSRVWRRYYHURLOVHJQRGHOPDQWHQLPHQWRGHOO¡LQGLYLGXR nel proprio ruolo, nel proprio posto di lavoro, della vita â&#x20AC;&#x153;normaleâ&#x20AC;?. Prendersi cura di una persona che proviene da un'altra cultura sicuramente non sarĂ  facile, perchĂŠ si dovrĂ  fare uno sforzo ulteriore per capire la visione che questa persona ha della salute e di come vorrĂ  curarsi. Quando una persona è malata, gravemente o meno, si sente vulnerabile. Il fatto di QRQFDSLUHFRPHVRQROHSURFHGXUHHOHGLQDPLFKHDOO¡LQWHUQRGHOO¡RVSHGDOHSURYRFD molta ansia ed incertezza. Gli operatori sanitari devono essere consapevoli di questi fenomeni. Spesso si SHQVDFKHVLGHEEDVDSHUHFRPHVRQRFXUDWLLSD]LHQWLQHO3DHVHG¡RULJLQH6LFXUDmente è importante avere conoscenze relative alle diverse visioni del mondo riguardo salute, malattia, interventi, ecc., ma si deve avere soprattutto la consapevoOH]]DGHOO¡HVLVWHQ]DGLTXHVWHGLIIHUHQ]H

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*OLHOHPHQWLSHUFDSLUHVXTXDOHVWUDGDSURVHJXLUHYHUUDQQRGDWLGDOO·LQWHUD]LRQHFRQ LOSD]LHQWH1RQEDVWDFRQRVFHUQHODFXOWXUDGLSURYHQLHQ]DSHUFKpRJQLLQGLYLGXR KDXQDHVSHULHQ]DGLYHUVDGDJOLDOWULHXQDVXDYLVLRQHGLFRPHYHGHUHLOPRQGR 2VVHUYDUHSDUODUHIDUHGHOOHGRPDQGHTXDQGRVLKDQQRGHOOHFXULRVLWjRGHLGXEEL qIRQGDPHQWDOHSHUFDSLUHODSHUVRQDFKHVLKDGLIURQWHFDSLUHLOVXRPDOHVVHUHH VXFFHVVLYDPHQWHFRPHLQWHUYHQLUH

CONSAPEVOLEZZA

CONOSCENZA

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$%,/,7$·( 02'$/,7$·', APPROCCIO


Capitolo 3 - SISTEMA SANITARIO NAZIONALE E INTEGRAZIONE CULTURALE Quando una persona va a vivere in un altro Paese, una delle cose piĂš delicate da gestire è la salute: quando avrĂ bisogno di andare dal medico sarĂ  importante sapere come procedere per la sua cura. Il tema â&#x20AC;&#x153;saluteâ&#x20AC;? non comprende soltanto la visione che la persona ha sulla malattia e VXOODFXUDPDDQFKHODJHVWLRQHGHOODEXURFUD]LDDOO¡LQWHUQRGHO6LVWHPD6DQLWDULR capirne il funzionamento, le procedure per i documenti sanitari (tessera sanitaria), la SUHQRWD]LRQHGHOOHYLVLWHLWHPSLG¡DWWHVD

Questa â&#x20AC;&#x153;faticaâ&#x20AC;? che le persone straniere dovranno compiere per capire le dinamiche DOO¡LQWHUQRGHO6LVWHPD6DQLWDULRqLQJUDQSDUWHGRYXWDDOIDWWRFKHQHLORUR3DHVL hanno una gestione completamente diversa. Alcune volte non capiscono, ad esemSLRSHUFKpLOWHPSRG¡DWWHVDVLDFRVuOXQJR,QDOFXQHSDUWLGHOPRQGRLQIDWWLOD 6DQLWjIXQ]LRQDWUDPLWHDVVLFXUD]LRQHSHUFXLLWHPSLG¡DWWHVDSHUXQDYLVLWDVSHFLDOLstica sono minori. *OLRSHUDWRULVDQLWDULGHYRQRHVVHUHFRQVDSHYROLGHOO¡HVLVWHQ]DGLGLYHUVHGLQDPLFKH HUHJROHDOO¡LQWHUQRGHL6LVWHPL6DQLWDULGHLGLYHUVL3DHVLVHQ]DGDUHSHUVFRQWDWR che i pazienti stranieri abbiano capito le regole sanitarie nel nuovo Paese. Un altro esempio che potrebbe sembrare banale, ma che tante volte può creare confusione, è il fatto di arrivare in ospedale e non sapere che si deve fare ´O¡DFFHWWD]LRQHÂľSULPDGLDQGDUHGDOPHGLFR

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Diamo per scontato che tutti lo sappiano, anche se spesso nemmeno gli italiani sono correttamente informati su questa procedura. Ci sono diverse tematiche in cui è necessaria una comunicazione interculturale efficace. Come abbiamo visto nei capitoli precedenti, uno dei problemi nel rapporto con il paziente straniero è rappresentato dalla visione che ogni cultura ha della malattia e della cura. Altre problematiche possono riguardare il rapporto che lo stesso individuo ha con il Sistema Sanitario, con il proprio corpo, con la maternità e con la sofferenza, le reti di aiuto per fare fronte alla malattia in corso, le diverse terapie che esistono, gli stili di vita e la poca attenzione che si ha sulla propria salute. Anche il tema della religione è una problematica complessa, perché certe scelte del paziente sono fatte per motivi religiosi. Di seguito si faranno alcuni esempi che possono aiutare a capire diverse situazioni che succedono nelle Strutture Sanitarie Italiane.

ESEMPIO N. 1

Un pomeriggio di domenica arriva al pronto soccorso una coppia dello Sri Lanka con un bambino di 1 anno. La mamma riferisce al medico che il piccolo ha la febbre dalla notte precedente e il naso molto chiuso, pertanto non dorme bene.

Questo primo esempio mostra una coppia di genitori molto spaventati, che non KDQQRFDSLWRO·XWLOL]]RGHOSURQWRVRFFRUVR ULVHUYDWRHVFOXVLYDPHQWHDOOHVLWXD]LRQL di emergenza). Se è certo che tanti italiani vanno al pronto soccorso per situazioni di questo genere, è più frequente che le persone straniere si rechino lì per problemi non urgenti. Quale potrebbe essere la proposta comunicativa in questa situazione?

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ESEMPIO N. 2

Una donna peruviana ha fatto un piccolo intervento al ginocchio per una cisti. Deve SUHQGHUHO·DQWLELRWLFRSHUXQ·LQIH]LRQHLQFRUVR Lei si rifiuta, perché dice che preferisce curarsi con alcune piante che le porteranno a Milano nelle prossime settimane dal Perù.

In questo esempio si può verificare quanto sia importante essere consapevoli GHOO·HVLVWHQ]DGLGLYHUVHYLVLRQLGLFXUDQHOPRQGR6SHVVRSHQVLDPRFKHLOQRVWUR LQWHUYHQWRGLFXUDVLDLOPLJOLRUHHFKHJOLDOWULQRQVLDQRFRVuHIILFDFL (VLVWRQRGLIIHUHQWLPRGDOLWjFXUDWLYHROWUHDOOHSUDVVLGDOVDSHUHPHGLFR4XHVWRQRQ YXROGLUHFKHELVRJQDDFFHWWDUHHVRPPLQLVWUDUHODFXUDGHOO·DOWUR9XROGLUHSHUzFKH VLGHYHQHJR]LDUHULVSHWWDUHODYLVLRQHDOWUXLSHUTXDQWRORQWDQDSRVVDVHPEUDUFL 8QDFRVDLPSRUWDQWHGDFKLDULUHqFKHTXDQGRFDSLWDTXHVWRWLSRGLVLWXD]LRQHOD VWUDGDPLJOLRUHGDSUHQGHUHqFRQRVFHUHODFXOWXUDGHOSD]LHQWHLQWHUHVVDUVLDFRPH ODFRPHODSHUVRQDSHQVDFKHVLGHEEDFXUDUHLOVXRSUREOHPDGLVDOXWH6XFFHVVLYDPHQWHVLSURFHGHDQHJR]LDUHODPRGDOLWjGLLQWHUYHQWR 4XDQGRLOSD]LHQWHSHUFHSLVFHFKHO·RSHUDWRUHVDQLWDULRQRQULVSHWWDLOVXRFRQFHWWR GLFXUDSHUGHODILGXFLDQHOUDSSRUWRHQRQVLILGDGHOOHSURSRVWHGLLQWHUYHQWRSHU ULVROYHUHLOVXRSUREOHPDGLVDOXWH Come si può procedere in questo caso? Come pensi che si possa dialogare?

ESEMPIO N. 3

Una giovane mamma musulmana arriva in ospedale per un controllo pediatrico di suo figlio appena nato. Deve allattare, ma non riesce a trovare un posto isolato per farlo. 'HFLGHGLDQGDUHYLDGDOO·RVSHGDOH

4XHVWRHVHPSLRGLPRVWUDFRPHXQDTXHVWLRQHUHOLJLRVDSRVVDFRQGL]LRQDUHFHUWH VLWXD]LRQLGLYLWDTXRWLGLDQD DOODWWDUHLOSURSULREDPELQRLQSXEEOLFR FKHLQDOWUH FXOWXUHDSSDLRQRGHOWXWWRQDWXUDOL

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È sicuramente vero che l'allattamento al seno è il gesto più naturale del mondo, ma è anche vero che il seno è un simbolo erotico. Per la religione musulmana la donna non può mostrare il suo corpo (in alcuni casi anche il viso), per cui il fatto di dovere allattare mentre aspetta una visita medica la mette a disagio. Cosa si potrebbe fare in questo caso? Quali potrebbero essere le soluzioni? ESEMPIO N. 4

Un uomo cinese arriva al pronto soccorso con un forte dolore al petto. Quando gli si chiede se soffra di qualche malattia, lui risponde di no. I medici completano tutti i controlli e scoprono che ha la pressione molto alta. Lui dice che lo sapeva già, ma che QRQVLHUDPDLFXUDWRSHUFKpODSUHVVLRQHDOWDQRQYHQLYDSHUFHSLWDGDOO·XRPRFRPH una malattia.

/·XOWLPRHVHPSLRFLSRUWDDFRQVLGHUDUHFRPHOHSHUVRQHYDOXWLQRLOSURSULRVWDWRGL salute. In certe culture non avere sintomi evidenti è indice del fatto che le persone stanno bene, e che quindi non devono assumere medicinali. Nella cultura cinese, ad esempio, le persone si curano quando sentono un malessere fisico. Questo signore è andato al pronto soccorso soltanto quando la pressione alta si è resa evidente, nonostante lui sapesse di avere la pressione alta. Come possiamo intervenire in questo caso? Sarebbe opportuno fare un intervento di prevenzione per alcune culture?

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Capitolo 4 - COMUNICAZIONE EFFICACE Prima di iniziare a parlare di comunicazione interculturale, è utile soffermarsi su cosa vuol dire comunicare. Quando si può affermare che stiamo effettivamente comunicando con altre persone? Comunicare non vuol dire soltanto trasmettere un “messaggio/informazione”. Comunicare vuol dire che quel “messaggio/informazione” che si sta trasmettendo è percepito in maniera corretta. Comunicare significa scambiare messaggi efficaci, cioè raggiungere lo scopo stabilito.

I messaggi scambiati non sono soltanto parole, gli interlocutori scambiano informazione anche con gesti, oggetti, vestiti, ecc. Che cosa succede quando il messaggio viene capito male o non viene capito? ,QTXHVWRFDVRODFDXVDGHOO·LQFRPSUHQVLRQHqGHWHUPLQDWDGDOODGLIIHUHQ]DIUD quello che si vuole comunicare e quello che percepisce la persona che ascolta. Non riguarda soltanto le parole, ma anche i codici culturali e comunicativi dei soggetti che entrano in relazione. Perché spesso abbiamo pregiudizi o stereotipi nei confronti di altre culture? /·HVVHUHXPDQRKDODQHFHVVLWjSVLFRORJLFDGLVHPSOLILFDUHODUHDOWj3HUULXVFLUHD JHVWLUHO·HQRUPHTXDQWLWjG·LQIRUPD]LRQLHGLVWLPROLSURYHQLHQWLGDOO·HVWHUQRODQRVWUD mente li semplifica attraverso la categorizzazione.

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Lo stereotipo è esattamente questo; alle persone che incontriamo, vengono attribuite delle caratteristiche appartenenti a una certa categoria. Ad esempio: il tedesco è rigido, il latino-americano è poco puntuale, il francese è snob. ,OSUHJLXGL]LRFRQVLVWHQHOGDUHXQJLXGL]LRSUHFHGHQWHPHQWHDOO¡HVSHULHQ]DRULHQWDto in senso favorevole o sfavorevole, riferito a fatti ed eventi, persone o gruppi. Facciamo un esempio: quando una persona è vestita con colori vistosi, possiamo pensare che sia una persona solare o eccentrica. Questo primo â&#x20AC;&#x153;giudizioâ&#x20AC;? sul modo in cui questa persona si veste può anche generare dei collegamenti, per esempio, FRQLOJUXSSRVRFLDOHG¡DSSDUWHQHQ]DHFRQGL]LRQDUHDSULRULODFRPXQLFD]LRQHĂ&#x2039;TXL che esiste il pericolo dello stereotipo e del pregiudizio come distorsione della realtĂ e come elemento che può compromettere la comunicazione efficace. PerchĂŠ lo stereotipo e il pregiudizio possono rendere piĂš fragile la comunicazione? 3HUFKpDWWUDYHUVROHQRVWUHSULPHLPSUHVVLRQLVXOO¡DOWUDSHUVRQDWHQGLDPRDRULHQWDUci inconsapevolmente, creando delle ipotesi e conseguentemente una dinamica comunicativa che può rivelarsi sbagliata. Non esiste una ricetta magica per comunicare in maniera efficace con altre culture, ma si possono sviluppare delle abilitĂ  per rapportarcisi in maniera appropriata 1) Saper osservare: 1HOO¡LQFRQWURFRQXQDSHUVona di un'altra cultura spesso si utilizzano gli stereotipi che si hanno di quella cultura, rendendo ancora piĂš difficile la comunicazione. Se la prima impressione è un pregiudizio, il rischio di una comunicazione sbagliata è molto alto. Ă&#x2039;LPSRUWDQWHVYLOXSSDUHODFDSDFLWjGLRVVHUYDUHSHUFKpJUD]LHDTXHVWDVLSRVVRQR evitare o ridurre gli stereotipi. Bisogna andare oltre le prime impressioni e distaccarVLGDLFRPSRUWDPHQWLDELWXDOLSHUFHUFDUHGLLQWHUSUHWDUHO¡HYHQWRFRPXQLFDWLYRFRQ O¡DOWUDSHUVRQDLQPDQLHUDGLVWDFFDWDVHQ]DIDUFLLQIOXHQ]DUHGDOQRVWURPRGRGL guardare e valutare il mondo. 2) Saper relativizzare: Come detto prima, ogni persona vede la realtĂ  attraverso una lente personale, la TXDOHqFRVWLWXLWDDQFKHGDOODFXOWXUDG¡DSSDUWHQHQ]DHGDLYDORULFRQFXLODSHUVRQD qFUHVFLXWD3HUULFRQRVFHUHO¡DOWURqLPSRUWDQWHDFFHWWDUHFKHLOQRVWURVLVWHPD valoriale e culturale è relativo, cioè che ogni persona vede e valuta il mondo in maniera diversa. Non esiste un modo giusto o sbagliato in assoluto. 65


3) Saper sospendere il giudizio: Nella comunicazione interculturale bisogna sviluppare la capacitĂ di andare oltre ai pregiudizi e agli stereotipi. La capacitĂ  di andare oltre è faticosa, ma molto efficace quando si intraprende una relazione con persone che non hanno il nostro modo di vedere le cose. Ă&#x2C6; importante guardare con attenzione la persona che si ha di fronte, in maniera che le dinamiche comunicative siano orientate a trovare una strada di negoziazione valida. 4) Saper ascolatare attivamente: /¡DVFROWRDWWLYRQRQqXQFRPSRUWDPHQWRVHPSOLFHGDDWWXDUHSUHVXSSRQHLQIDWWLLO passaggio da una visione dicotomica â&#x20AC;&#x153;giusto/sbagliatoâ&#x20AC;? e â&#x20AC;&#x153;normale/anormaleâ&#x20AC;? a una visione piĂš ampia, dove si cercano di comprendere gli atteggiamenti GHOO¡LQWHUORFXWRUHQRQRVWDQWHTXHVWLFLSRVVDQRVHPEUDUHLUUDJLRQHYROL Saper ascoltare vuol dire saper gestire le emozioni ed essere creativi nei momenti di conflitto. 6YLOXSSDUHODFRPSHWHQ]DGHOO¡DVFROWRDWWLYRqIRQGDPHQWDOHSHUODFRPXQLFD]LRQH interculturale, per evitare il rischio di mal intendere i comportamenti altrui. 5) Saper comunicare emotivamente: Saper comunicare non è soltanto una questione di parole o di testa, bisogna essere consapevoli che anche le emozioni sono fondamentali per il rapporto con gli altri. Riconoscere le proprie emozioni e quelle altrui, assegnargli un nome ed essere consapevoli che sono fondamentali per gestire la comunicazione in maniera costruttiva. Riconoscere le emozioni diventa uno strumento per lo scambio efficace tra due persone, per lo piĂš di culture diverse. 8QFRQFHWWRLPSRUWDQWHDOO¡LQWHUQRGHOODFRPXQLFD]LRQHLQWHUFXOWXUDOHqTXHOORGL empatia, ovvero la capacitĂ  di partecipare attivamente allo stato emozionale GHOO¡LQWHUORFXWRUHULFRQRVFHQGRLOVXRYLVVXWRHPRWLYR /¡HPSDWLDHWQRFXOWXUDOHqODFDSDFLWjGLFRQIURQWDUVLFRJQLWLYDPHQWHHGHPRWLYDPHQte con persone appartenenti a culture diverse.

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6) Saper negoziare i significati: La capacità di relativizzare unita alla capacità di provare empatia ci permette di negoziare i significati di una certa situazione. La possibilità che ci offre la comunicazione interculturale è quella di guardare meglio gli altri, grazie ad uno sguardo piÚ attento e capace di mettersi nei panni GHOO¡DOWURYDORUL]]DQGRQRQVROROHSURSULHYLVLRQLPDDQFKHTXHOOHRSSRVWH

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE COMUNICAZIONE INTERCULTURALE â&#x20AC;&#x153;La psicologia culturale di Bruner. Aspetti teorici ed empiriciâ&#x20AC;?, di L. Carrubba, I. Grazzani, M. Groppo, V. Ornaghi, Raffaello Cortina Ed., 1999 â&#x20AC;&#x153;La sfida della mente multiculturale. Nuove forme di convivenzaâ&#x20AC;?, di L. Anolli, Raffaello Cortina Ed., 2011 â&#x20AC;&#x153;Antropologia medica. Saperi, pratiche e politiche del corpoâ&#x20AC;?, di G. Pizza, Carocci Ed., 2005 â&#x20AC;&#x153;La comunicazione interculturale. Competenze e praticheâ&#x20AC;?, di I. Castiglioni, Carocci Ed., 2005 â&#x20AC;&#x153;Lâ&#x20AC;&#x2122;elefante invisibile. Alla scoperta delle differenze culturaliâ&#x20AC;?, di G. Mantovani, Giunti Ed., 2005 â&#x20AC;&#x153;Prospettive di Psicologia culturale. Modelli teorici e contesti di azioniâ&#x20AC;?, di B. Mazzara, Carocci Ed., 2007 â&#x20AC;&#x153;Che cosâ&#x20AC;&#x2122;è lâ&#x20AC;&#x2122;empatiaâ&#x20AC;?, di P. Albiero e G. Matricardi, Carocci Ed., 2006 â&#x20AC;&#x153;Economia e societĂ â&#x20AC;?, di M. Weber, Donzelli Ed., 2016 â&#x20AC;&#x153;Malati fuori luogoâ&#x20AC;?, di I. Quaranta e M. Ricca, Raffaello Cortina Ed., 2012

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C A

B

UNITA' DIDATTICHE Soluzione degli esercizi


SOLUZIONI UD 1 Es. 1 Possibili risposte: A - Si è svegliata alle 7, ha fatto colazione, si è lavata e si è vestita %3HUFKpKDYHUVDWRXQSR·G·DFTXDVXOSDYLPHQWRPHQWUHODYDYDO·LQVDODWDHGqVFLYRODWDVXO SDYLPHQWREDJQDWR &*LRUJLRqDQGDWRDWURYDUHVXDPDPPD4XDQGRqHQWUDWRKDWURYDWRVXDPDPPDVWHVD VXOSDYLPHQWR/·KDDLXWDWDDGDO]DUVLSRLKDFKLDPDWRO·DPEXODQ]D D - Una distorsione alla caviglia Es. 2 ,YHUELDOSDVVDWRSURVVLPRVRQRVLqVYHJOLDWDKDIDWWRVLqODYDWDVLqYHVWLWDKDGHFLVRq DQGDWDKDSHQVDWRqVFHVDqDUULYDWDKDFRPSUDWRqWRUQDWDKDPHVVRKDODYDWRVLq accorta, ha versato, ha deciso, è scivolata, è andato, è entrato, ha trovato, ha visto, ha capito, KDDLXWDWRKDFKLDPDWRKDQQRIDWWRVLqURWWDKDDYXWR Es. 3 verbi con ausiliare AVERE

verbi con ausiliare ESSERE

verbi riflessivi ( AUSILIARE ESSERE )

Ha fatto

Ã&#x2C6; andata

Si è svegliata

Ha deciso

Ã&#x2C6; scesa

Si è lavata

Ha pensato

Ã&#x2C6; arrivata

Si è vestita

+DFRPSUDWR

Ã&#x2C6; tornata

Si è accorta

+DPHVVR

Ã&#x2C6; scivolata

Si è rotta

Ha lavato

Ã&#x2C6; andato

Ha versato

Ã&#x2C6; entrato

Ha deciso Ha trovato Ha visto Ha capito Ha aiutato +DFKLDPDWR Hanno fatto Ha avuto

70


Es. 4 4XDQGRO·DXVLOLDUHGHOSDVVDWRSURVVLPRqLOYHUERHVVHUHLOSDUWLFLSLRSDVVDWRYDFRQFRUGDWR LQJHQHUH PDVFKLOHRIHPPLQLOH HLQQXPHUR VLQJRODUHRSOXUDOH FRQLOVRJJHWWR4XDQGR LQYHFHO·DXVLOLDUHqDYHUHLOSDUWLFLSLRSDVVDWRUHVWDLQYDULDWR Es. 5 7URYLLOWHVWRFRPSOHWRGHLYHUELDSDJ Es. 6 +DPDQJLDWR +RWDJOLDWR +DGRUPLWR $EELDPRIDWWR Ã&#x2039;DQGDWD Ã&#x2039;DQGDWR 6RQRXVFLWH 6LqDOLPHQWDWD 6RQRDUULYDWDR 6LqDO]DWR 6RQRHQWUDWDRKRYLVWR Ã&#x2039;VDOLWRKDSUHVR SOLUZIONI UD 2 Es. 1 3RVVLELOLULVSRVWH $)RUWHPDOGLJRODGLIILFROWjDGHJOXWLUHIHEEUHDOWDWRQVLOOHDUURVVDWHOLQIRQRGLGHOFROOR DUURVVDWLHGRORUDQWL %7RQVLOOLWH

&$QWLELRWLFRSHUXQDVHWWLPDQD5LSRVREHUHPROWDDFTXDQRQXVFLUHHQRQIXPDUH &RQYHUVD]LRQHIRUPDOH &RQYHUVD]LRQHLQIRUPDOH Es. 2

9HUELUHJRODULLQ DUHHUHLUH

)250$/( FRQYHUVD]LRQH

,1)250$/( FRQYHUVD]LRQH

$6&2/7$5(

$VFROWL

$VFROWD

35(1'(5(

3UHQGD

3UHQGL

$35,5(

$SUD

$SUL

71


FORMALE (conversazione 1)

INFORMALE (conversazione 2)

ANDARE

Vada

Vai

FARE

Faccia

Fa

STARE

Stia

Stai

BERE

Beva

Bevi

RIPOSARSI

Si riposi

Riposati

(NON) FUMARE

Non fumi

Non fumare

(NON) USCIRE

Non esca

Non uscire

Alcuni verbi irregolari

Verbi riflessivi (finale in -si) Forma negativa

Es. 3 LEI

TU

Si sieda

Siediti

Apra

Apri

Stia tranquilla

Stai tranquillo

Prenda

Prendi

Vada

Vai

Chieda

Chiedi

Chiami

Chiama

Non fumi

Non fumare

LEI

TU

Mangi tutto!

Mangia tutto!

Dorma bene!

Dormi bene!

Resti a letto!

Resta a letto!

Scriva la ricetta!

Scrivi la ricetta!

72


Faccia il bravo!

Fai il bravo!

Si vesta da solo!

Vestiti da solo!

Si curi, mi raccomando!

Curati, mi raccomando!

Non esca di casa!

Non uscire di casa!

Es. 4 A - Esca B - Assuma C - Venga D - Mangi; faccia E - Stia Es. 5

1d; 2e; 3b; 4h; 5a; 6g; 7c; 8f Es. 6 Possibili risposte: Signor Luciani – Consiglio: mangi cibi sani e assuma frutta e verdura almeno 5 volte al giorno. Elimini i cibi zuccherati e i super alcolici. Faccia esercizio fisico quotidianamente. Signora Masetto – Consiglio: Si lavi i denti dopo ogni pasto e passi anche il filo interdentale almeno una volta al giorno. Eviti i cibi troppo zuccherati. Vada dal dentista per un controllo XQDRGXHYROWHDOO·DQQR Tuo figlio – Consiglio: Fai i suffumigi e bevi una tisana allo zenzero. Copriti bene quando esci!

73


SOLUZIONI UD 3 Es. 1 braccia, mani, gambe, cuori, orecchie, cervello, sguardo. Es. 2

L: Ciao Sandra, come stai? S: Ciao Luisa oggi non molto bene, è qualche giorno che mi fa male la schiena e da ieri anche il ginocchio destro mi dĂ fastidio! L: Eh ti capisco, anche a me capita spesso che mi facciano male le ginocchia, deve essere il tempo che cambia. Ho tutte le ossa rotte! Il turno di oggi sarĂ  molto duro. S: Ă&#x2C6; proprio un brutto periodo questo, pensa che ieri mia mamma si è rotta due dita della mano sinistra scivolando in cucina. Non ci voleva! Proprio adesso che è da sola in casa perchĂŠ la sua badante si è bruciata usando il forno e si è presa qualche giorno di malattia. L: Che sfortuna, mi dispiace! Ora però devo iniziare il turno, è successo qualcosa di particolare questa mattina? S,OSD]LHQWHGHO$KDXQDUURVVDPHQWRDOO¡LQJXLQHELVRJQDPHWWHUHODSRPDWDODVLJQRUD del 121B si è ferita il tallone destro, ma è stata medicata. Il paziente del 111A, ha un ematoma sotto le ascelle, probabilmente qualcuno lo ha sollevato per le braccia nel modo sbagliato. La paziente del 115B ha un gonfiore diffuso alle gambe, soprattutto ai piedi. Ho avvisato O¡LQIHUPLHUH(TXHOODGHO$qVFLYRODWDPHQWUHDQGDYDLQEDJQRKDXQDIHULWDVXOODEEUR LQIHULRUHHXQ¡HVFRULD]LRQHVXOEUDFFLRVLQLVWUR ,OSD]LHQWHGHO%KDXQ¡LQILDPPD]LRQHDOODJRODGHYHVHJXLUHXQDGLHWDVSHFLDOH Comunque trovi tutto scritto sulle cartelle. L: Va bene, grazie.

74


Es. 3

polpaccio

nuca

tempie

fianco

sopracciglia

glutei

labbro

mento

mammella

ascelle

ombelico

unghie

gomito

dorso del piede

pianta del piede pube

coscia

inguine

75

tallone


Es. 4

stomaco

fegato

reni

pancreas

reni

intestino

polmoni milza

colecisti

cuore

Es. 5 1C; 2A; 3D; 4E; 5B Es. 6 SINGOLARE

PLURALE

Un dito

Due dita

Una mano

Due mani

Un braccio

Due braccia

Un orecchio

Due orecchie

76


SINGOLARE

PLURALE

Un labbro

Due labbra

Un ginocchio

Due ginocchia

Un osso

Due ossa

Un sopracciglio

Due sopracciglia

SINGOLARE

PLURALE

Il dito

Le dita

La mano

Le mani

Il braccio

Le braccia

/·RUHFFKLR

Le orecchie

/·RFFKLR

Gli occhi

Il piede

I piedi

Il labbro

Le labbra

Il ginocchio

Le ginocchia

La spalla

Le spalle

Es. 7 1 - Le ossa

2 - Delle braccia 3 - Gli occhi 4 - Le dita

5 - Le spalle 6 - La mano

7 - Alle ginocchia 8 - I capelli

9 - Delle labbra

Es. 8

77


SINGOLARE

PLURALE

/路XQJKLD

/HXQJKLH

/路RVVR

/HRVVD

Il dente

I denti

,OVRSUDFFLJOLR

/HVRSUDFFLJOLD

/路DVFHOOD

/HDVFHOOH

La gamba

Le gambe

,OSROVR

,SROVL

/路LQJXLQH

*OLLQJXLQL

,OJOXWHR

,JOXWHL

SOLUZIONI UD 4 Es. 1 a-V b-F c-V d-F Es. 2

1 - Di 2 - In

3 - Ai

4 - Degli 5 - Del

6 - Con

7 - Negli 8 - Nel 9 - Del

78


Es. 3 a - In

b - Nel c - Nel

d - Dai e - Sul

f - Sulla

g - In / Nel K1HOO· i - Nel

M'DOO· Es. 4

a - Sta combattendo b - Sta iniziando Es. 5

/·LQIHUPLHUDVWDGDQGROHPHGLFLQH /H266VWDQQRULIDFHQGRLOOHWWR ,VLJQRULVWDQQRPDQJLDQGR

/HVLJQRUHVWDQQREHYHQGRLOWq

/·2VVVWDDLXWDQGRLOSD]LHQWHDGDO]DUVL Es. 6

1B; 2D; 3A; 4C Es. 7

6,1720,DUURVVDPHQWLFXWDQHLGRORUHDGGRPLQDOHHGHPDDOOHFDYLJOLH

',$*126,OHVLRQHGDGHFXELWRIUDWWXUDVHFRQGRGLWRPDQRGHVWUDDSSHQGLFLWHDFXWD 7(5$3,$DQWLSLUHWLFRGLXUHWLFRODVVDWLYR Es. 8

A4; B3; C8; D1; E5; F2; G7; H6

79


SOLUZIONI APPENDICE ORTOGRAFICA Es. 1 1 - Ai

2 - Ha

3 - Hai

4 - Ha; a

5 - Hanno; a 6 - Anno 7 - È; e 8 - È; e 9 - È; è Es. 2

Ecco la filastrocca completa: La ballata delle doppie La pala è per spalare

e la palla è per giocare. Il Papa è per pregare

e la pappa è per mangiare Con la penna si scrive

chi è in pena non ride.

I pani dal fornaio e i panni dal merciaio. La sera è dopo il mattino e la serra è nel giardino.

La rosa ha più di un colore,

a volte è rossa ed ha sempre odore. Alle sette mi levo

e se ho sete bevo.

Sette note per cantare

e la notte per sognare.

1RQRYLHQGRSRO·RWWDYR

e mio nonno si chiama Gustavo.

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Es. 3

1 - Gelato

2 - Ghiaccio 3 - Grigio

4 - Cento

5 - Forchetta 6 - Chiesa

7 - Bicicletta 8 - Cellulare 9 - Unghie 10 - Righe

11 - Sciarpa 12 - Scarpa 13 - Pesce

14 - Pesche

15 - Maglietta 16 - Biglietto

17 - Montagna

18 - Arrivederci

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Pubblicazione realizzata con il contributo di

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