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In cammino verso

santiago de Compostela foto di LĂŠonnard Leroux testo di Anthony Serex


N

O C E A N O FINISTERRE SANTIAGO DE COMPOSTELA ARZÚA

ASTURIAS

PORTOMARÍN

PALAS DE REI

O CEBREIRO SARRÍA VILLAFRANCA DEL BIERZO PONFERRADA

VILLADANGOS DEL PÁRAMO ASTORGA

RABANAL DEL CAMINO

GALICIA

PORTOGALLO

LEÓN

EL BURGO RANERO

SAHAGÚN

CASTILLA


A T L A N T I C O

FRANCIA

CANTABRIA

PAÍS VASCO SANTO DOMINGO DE LA CALZADA

CARRIÓN DE LOS CONDES CASTROJERIZ

SAN JUAN DE ORTEGA BURGOS

FRÓMISTA

LARRASOAÑA

PUENTE LA REINA ESTELLA

VIANA

LA RIOJA

LEÓN

PAMPLONA

BELORADO LOGROÑO

Y

SAINT-JEANPIED-DE-PORT

CIZUR MENOR

LOS ARCOS

NAVARRETE NÁJERA

RONCISVALLE

NAVARRA

ARAGONA


come cominciare Il primo giorno ci sono da superare i Pirenei ma, curiosamente, da qui in avanti il Cammino appare in discesa. È solo un’illusione, visto che ci sono circa 800 chilometri da percorre per giungere a Santiago de Compostela; eppure la gioia, l’emozione di arrivare alla fine della prima tappa a Roncisvalle, la sorpresa di capire che su questa antichissima strada di pellegrinaggio non si è mai soli, lo scoprirsi liberi dai vincoli della quotidianità, riempiono il cuore di leggerezza e speranza insieme. Forse non conta il motivo per cui ci si mette in cammino: forse importa questo lasciarsi sorprendere giorno

per giorno, quasi un lasciarsi condurre per mano e, semplicemente, passo dopo passo, camminare. Gesti antichi e semplici, alla portata di tutti; e così s’impara che si può vivere senza paura, se è vero, come è vero, che laggiù, alla fine di ogni tappa c’è qualcuno che ci aspetta. Pellegrini si diventa man mano che si fa esperienza di questo gratuitamente ricevere e della possibilità di ridonare. Quasi come il ritmo del respiro, in uno scambio continuo che è ciò che ci mantiene in vita. Forza allora, non c’è da temere: come raccontano le splendide foto di Leroux, mettersi in Cammino è un dono per tutti.

 Spazi infiniti, pianure e orizzonti che si aprono a perdita d’occhio. L’ombra di un albero appare come un anticipo di riposo, una promessa per chi è in Cammino. Qui siamo in Castilla. Le montagne i rilievi lasciano il posto a pianure immense e, d’estate, bruciate dal sole.


premessa Da oltre mille anni, i pellegrini attraversano la Spagna, arrivando dall’Italia, dalla Francia e dall’intera Europa, su un cammino di luce che li guida fino in Galizia, dove, all’alba dell’era cristiana, si narra che fu sbarcato il corpo dell’apostolo San Giacomo. Un viaggio a piedi lungo un mese che, dai Pirenei a Santiago de Compostela, traccia un cammino dove ogni tappa ha il sigillo e l’impronta del pellegrinaggio. In Spagna esistono diversi percorsi storici che conducono a Santiago. Tra quelli più conosciuti ci sono il Cammino del Nord, che attraversa i paesi baschi e, soprattutto, il Cammino francese, di cui seguiremo le tracce in questo volume. Si parte dal versante francese dei Pirenei, si passa per il colle del Somport o per Roncisvalle: poi, tutti i cammini diventano uno a Puente la Reina, e da qui si percorre il Cammino per antonomasia (conosciuto anche come Cammino francese), proclamato dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità. Le-Puy-en-Velay, Vezelay, Arles e Tours erano i punti di partenza per chi veniva dalla Francia. Ma, appena passata la frontiera, ci si rende conto delle differenze legate alla storia dei due Paesi, alla diversità del territorio e del clima di questa parte della Spagna. Così, non ci si avvicinerà a questo lungo mese di marcia, su un

 Avvolto nella sua mantella, il bordone in mano, il pellegrino segue un’antica via romana. Il Cammino, asse di circolazione maggiore nel Medioevo, ripercorre vie e sentieri usati lungo i secoli. La statua di San Giacomo sulla Porta Santa della cattedrale di Santiago. È per rendere omaggio all’apostolo che i pellegrini percorrono centinaia, a volte migliaia di chilometri attraverso l’Europa.


premessa percorso semplice ma con alcuni ostacoli, sovraffolato (si contano circa 100 mila pellegrini l’anno) e schiacciato dal sole estivo, alla stessa maniera di altri sentieri. Il primo passo indispensabile è quello di munirsi di una “credenziale”, chiedendola a una delle associazioni di San Giacomo. È il “passaporto” del pellegrino, obbligatorio per essere accolti nei famosi rifugi (spesso mantenuti aperti da volontari che si occupano dell’accoglienza e dell’ospitalità): man mano si riempirà dei timbri del Cammino e, oltre a essere un prezioso ricordo, testimonierà, una volta giunti a Santiago, del viaggio compiuto e del diritto a ricevere la Compostela, l’attestato ufficiale dell’avvenuto pellegrinaggio. I rifugi sono numerosi lungo tutto il Cammino, ma qualche volta potrà capitare, soprattutto d’estate nei periodi di maggior affollamento, di doversi adattare a dormire in una palestra o sotto un pergolato. Non c’è invece pericolo di perdersi perché tutte le tappe sono davvero ben segnalate. Via intima, invito alla riflessione personale, il Cammino è però sempre anche una strada da condividere. Con queste pagine abbiamo cercato di farvi conoscere un’esperienza che ha valore soprattutto in queste dimensioni. Speriamo che una foto, una parola, vi possano far desiderare di compiere il primo passo.

 Nelle pianure che sono il granaio della Castilla ci si misura presto con una certa monotonia che invita a familiarizzare con i paesaggi più belli, quelli interiori.  La curiosa sagoma della chiesa di Eunate sembra perdersi nel paesaggio. L’ermita, circondata da arcate, si trova sul Cammino aragonese: così i pellegrini che vogliono visitarla devono compiere una deviazione per godere poi di un particolare momento di raccoglimento.  Cielo minaccioso con uno squarcio all’orizzonte sul Cammino aragonese. Ci si dà al Cammino per ritrovarsi.


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da saint-jean-piedde-port a roncisvalle Un piede ancora in Francia e uno già in Spagna, e tutto il corpo su un cammino che non conosce nazioni. Questa prima tappa di frontiera sul Cammino navarro (il Cammino verso Santiago si chiama così fino a Puente la Reina perché attraversa la Navarra) è senza dubbio una delle più belle. Ma è inutile classificare le tappe secondo la loro bellezza, poiché qui il fascino non è fatto solo di paesaggi ma anche di impressioni personali, emozioni interiori, di una via spirituale anch’essa in marcia. Rimane vero che questa prima tappa di montagna sarà superba e difficile. Superba perché i Pirenei offrono una cornice e un’atmosfera vivificanti per chi si appresta a un’avventura che durerà una trentina di giorni. Difficile, perché questa tappa non è solamente irta - con un dislivello di 1.300 metri e un passaggio, a Lepoeder, a 1.455 metri -, ma anche lunga con i suoi 27 chilometri. È dunque obbligatorio partire molto presto la mattina e soprattutto informarsi sulle condizioni atmosferiche della giornata. In effetti, accade ancora che pellegrini imprudenti affrontino questa tappa in giornate di neve o tempesta e rischino la vita. Non dimentichiamo che il cammino deve essere una gioia e non una sofferenza.

 La traversata dei Pirenei riserva sorprese anche nelle stagioni intermedie. Neve e ghiaccio possono nascondere il paesaggio e le indicazioni.  La Collegiata di Roncisvalle “fiorisce come una rosa, molto propizia per tutti i popoli dell’universo!” (da un manoscritto del XIII secolo conservato nella Collegiata).


da saint-jean-pied-de-port a roncisvalle In realtà questa mitica tappa s’inerpica senza grandi strappi attraverso pascoli e foreste: al pellegrino fin dalla partenza serve un passo regolare per raggiungere la piccola e ormai celebre statua della Vergine d’Orisson, e di lì in avanti, con la sua protezione, raggiungere la croce d’Urdanarré che indica la direzione di Santiago. Dopo qualche sosta, e probabilmente già molti incontri, si arriva alla fontana di Orlando. Siamo ormai nei pressi di Roncisvalle, e questi sono i luoghi dove il paladino di Carlo Magno, reso immortale dalla Chanson de Roland, combattè e cadde per coprire le spalle al re dei Franchi. Se si presta orecchio sembra quasi di risentire echeggiare le gesta dell’impavido eroe, e il suono del suo corno, lungo la breccia creata quando, ormai morente, il fedele

 Secondo la leggenda, la cappella Sancti Spiritus di Roncisvalle fu fondata sulla roccia dove Rolando avrebbe spezzato la sua spada Durlindana.


paladino lanciò lontano la sua spada Durlindana nell’ultimo tentativo di sottrarla alle mani dei nemici. Era il 15 agosto del 778. Una tappa questa, davvero tutta lastricata di leggende e miracoli, come quello di Port de Cize dove si narra che San Giacomo aiutò un cavaliere pellegrino alle prese con un compagno morto, giungendo a trasportare l’uno e l’altro fino alla meta agognata. In primavera rimane ancora qualche sprazzo di neve sul colle di Lepoeder: la vista si distende verso sud, verso la Spagna, in cui ormai siamo entrati. La discesa passa dal colle di Roncisvalle dove le tracce dei pellegrini raccontano del passato e del presente. Siamo arrivati alla grande Collegiata e al nostro primo rifugio, stanchi, ma col cuore pieno di gioia. Ultreja!

 Al portale della chiesa della Collegiata i pellegrini appoggiano il loro bordone e le speranze e le attese per i lunghi giorni che verranno.


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da roncisvalle a larrasoaña Non c’è dubbio: il mattino del secondo giorno comincia con le gambe doloranti e qualche vescica ai piedi. Bisogna imparare ad ascoltare in profondità il proprio corpo sin dalla partenza: sono le nostre gambe, i nostri piedi e la nostra volontà che ci condurranno a Santiago. Le ferite devono essere subito prese in considerazione e curate perché non si aggravino lungo il cammino. Il che, a ben pensarci, è vero anche per le ferite e il cammino dell’anima. Questa seconda tappa è un po’ traditrice, perché presenta un dislivello negativo (si scende almeno di 500 metri) ma comporta comunque due salite di qualche durezza, in particolare verso Lintzoain. Al mattino attraversiamo Burguete mentre si risveglia. Prendiamo un caffè in uno dei bar del villaggio, per prepararci. Chi ha percorso altri sentieri, forse rimpiangerà una certa “libertà” d’improvvisazione che altrove s’incontra. Qui no: non c’è pericolo di perdersi. Le frecce gialle che costellano il percorso (anche quando si attraversano i centri urbani) prendono per mano il pellegrino e sono fedeli compagne lungo tutto il viaggio. La strada si allarga dopo un piccolo ponte di legno e si dirige verso Espinal, tipico villaggio basco con le sue case bianche dagli imponenti architravi scolpiti, case di pietra che sfidano il tempo. Nella campagna basca il cammino trova il suo ritmo e scende dolcemente verso Zubiri. Bisognerà attendere altre tappe per meravigliarsi nuovamente davanti alla sorprendenti realizzazioni dell’arte religiosa. Al termine di questa giornata, la chiesa fortificata di San Nicolás di Larrasoaña merita nondimeno tutta la nostra attenzione.  I piedi, strumento principe per giungere a Santiago, sono sollecitati ogni giorno e meritano tutta la nostra attenzione.


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da larrasoaña a cizur menor Questa terza tappa piatta, o quasi, e breve, una ventina di chilometri, non deve essere presa alla leggera. Superando i rii, piccoli fiumi, uno dopo l’altro, grazie ai bellissimi archi dei ponti in pietra, il pellegrino arriva alle mura di Pamplona, città circondata da una cinta che i pellegrini medievali penetravano attraverso la porta di Francia, a due passi dalla cattedrale di Santa Maria. Per ammirare le vestigia della preesistente chiesa romanica bisogna far visita al museo di Navarra, anch’esso posto in un antico ospitale del XVI secolo. La cattedrale attuale è segnata visibilmente dallo stile gotico, in particolare il chiostro dove val la pena di osservare i dettagli della preziosa porta, mentre la facciata è stata rimaneggiata nel XVIII secolo in stile barocco. Meno imponente, ma più caratteristica e legata al pellegrinaggio a Santiago, è la chiesa fortificata di San Saturnino, che mescola gli stili romanico e gotico creando un piacevole effetto finale, e che conserva testimonianze dei tanti fedeli venuti a cercare rifugio in questo luogo, per rendere omaggio a un sant’uomo. In città il pellegrino, già circondato da una piccola folla di volti non più estranei, fatica a trovare spazi di solitudine, salvo isolarsi nel raccoglimento di una chiesa. Ancora qualche chilometro verso Cizur Menor e, appena fuori dal villaggio, vale la pena visitare la chiesa di San Michele Arcangelo, parte di un monastero degli hospitaleri di San Giovanni di Gerusalemme: qui i pellegrini di un tempo facevano una meritata sosta. Noi faremo altrettanto, al rifugio.  La luce accarezza il viso dei pellegrini sul ponte medievale di Trinidad de Arre, sopra il río Ulzama.

In cammino verso Santiago de Compostela  

Chi ha percorso il Cammino di Santiago conserva ricordi che sono solo suoi. Ma ci sono immagini, come quelle di Léonnard Leroux, che per la...

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