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Zappacosta pag. 6

GIOCHI INTERNI AL PDL LUCANO NASCE LA CORRENTE DI BONDI

Settimanale FreepreSS MERCOLEDI’ 9 GIUGNO 2010 ANNO III N. 4 Direttore ANTONIO SAVINO

COME CAMBIA LA CITTA’ U

n incontro con il primo cittadino di Potenza, Vito Santarsiero. Il Sindaco ha visitato la redazione di “Terra di Ba-

silicata” ed ha risposto alle domande poste dai giornalisti a tutto campo. Un vero e proprio forum che ha messo a nudo le tematiche e i problemi più

scottanti della città capoluogo. Si è parlato di viabilità, di servizi, di verde pubblico, di edilizia, di giovani, di artigiani e di tant’altro. Domande a raffica

e puntualmente Santarsiero ha risposto ammonendo più volte la memoria storica di una parte della città. continua a pagina 2-3-4-5

UN MESE TUTTI CON LA TESTA NEL PALLONE Romanelli pagina 22 Arlotto pagina 15

PROTESTE PER LA POSIZIONE DEI CASSONETTI DAVANTI AI NEGOZI

PULLULANO I SITI WEB DEDICATI A POTENZA

Marganella pagina 12

DA PARCO A RIONE

Di Palma pagina 10-11

VIA A. VIVIANI 15/27 POTENZA - TRAVERSA MARIO PAGANO 9 BRIENZA (Pz)

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IL PRIMO CITTADINO La redazione del settimanale ha aperto un forum con il Sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, generando una serie di discussioni.

Michela Di Palma - Luca Arlotto

COSE D’OGGI

IL REGOLAMETO URBAISTICO La nostra città si sta radicalmente trasformando. Attraverso il regolamento urbanistico, introdotto lo scorso anno, è cambiato il modo di intendere i processi di rigenerazione urbana. Gli ultimi due quartieri sorti a Potenza – Macchia Romana e Gallitello – sono nati nel caos costruttivo: si tratta di realtà emerse nello spregio della città, degli spazi, delle attrezzature sociali, delle opere urbanistiche e del verde. Con il vecchio PRG, Potenza è cresciuta non badando agli spazi pubblici. Attraverso lo scorporo, le strade, i marciapiedi venivano pagati direttamente dall’amministrazione. Le opere sono state realizzate dopo che i cittadini si sono qui trasferiti. A Gallitello, il privato, nelle opere di costruzione, non era vincolato a lasciare spazio per i marciapiedi e, laddove sia stato fatto, si è trattato di una gentile concessione da parte di questi ultimi. Il nostro regolamento pone fine a tutto ciò, così come alla realizzazione di edifici superiori a 4 piani. Ad esso è sotteso un principio di cessione gratuita degli spazi pubblici, gli stessi che servono a realizzare infrastrutture, opere sociali e aree verdi. Il risultato conseguito, purtroppo, non è stato appieno percepito dai nostri concittadini, malgrado i frutti positivi. MECCAISMO DI PEREQUAZIOE: PRIVATI E AMMIISTRAZIOE È stato possibile consegnare aree edificabili a undici cooperative e a quattro strutture ATER, per un totale di quindici edificazioni. Un blocco di edilizia sociale che vedrà sorgere 600 alloggi circa. I suoli, in questo meccanismo di perequazione, sono stati governati nell’accesso e nel costo dall’amministrazione. I prezzi in

G

tal modo sono inferiori di circa la metà rispetto ai correnti valori di mercato. Si pensi che, molte cooperative costruiscono alloggi di circa 90 mq, con garage e soffitta, acquistabili dal privato a 200.000 euro, prezzi che fino a qualche tempo fa non si sarebbero immaginati nella nostra realtà urbana e che, ancora, non sono ipotizzabili in altre città. Il Comune non rilascia più concessioni edilizie se prima non viene pubblicato un bando, a spese del Consorzio, per la realizzazione delle opere di urbanizzazione: ciò nella prospettiva di un rispetto del quadro urbano di riferimento. Alcuni risultati sono parzialmente visibili: la variante di via Cavour (ex fornace Ierace) è già stata realizzata a spese del privato e cedute all’Amministrazione Pubblica, per ipotizzare la possibile costruzione di alloggi per gli studenti. Non ci saranno più, nella nostra città, quartieri come Macchia Romana e Gallitello o rioni carenti di spazi. LO SVILUPPO METROPOLITAO Tutto ciò è stato realizzato in virtù di un futuro sviluppo metropolitano, concertato con altri 9 comuni. Una comunione di intenti che ha visto dieci sindaci fatto epocale - firmare documenti per definire una crescita omogenea dei territori interessati. Risultati visibili anche sotto il profilo

della viabilità. A Potenza il problema traffico non avrebbe trovato sicura risoluzione apponendo semafori e sensi unici, quindi secondo modalità tradizionali. L’unico modo era la costruzione di poderose opere pubbliche e infrastrutture. Tutto nei due punti nevralgici del tessuto urbano: Gallitello e grande nodo ospedaliero (cinque milioni di euro spesi), per i quali si prevedono tempi di realizzazione diversi: entro l’estate 2011 il primo, due mesi il secondo. La realizzazione dell’opera infrastrutturale di Gallitello, poi, ha richiesto un esborso di denaro per 28 milioni di euro, nonché un milione per una variante, a seguito del rinvenimento di reperti archeologici. È stato già definito un nuovo piano che prevede un raccordo tra l’accesso Est della Basentana al nodo OspedalieroUniversitario. TRASPORTI MECCAIZZATI La nostra mobilità è particolarmente innovativa, prevedendo tre sistemi di scale mobili e ascensori e un asse metropolitano, non ancora sfruttato secondo le intenzioni progettuali, da parte dei cittadini, nonché il trasporto su gomma. In particolar modo, il sistema di trasporto meccanizzato ha rappresentato nelle ultime festività patronali un sicuro punto di riferimento, considerando i 50

mila passaggi a serata. Inoltre, è allo studio la realizzazione di vie di comunicazione soprelevate, al fine di rinvigorire il trasporto meccanizzato. Opera candidata al finanziamento da parte del Ministero per le Infrastrutture. Dulcis in fundo, un collegamento tra l’area dell’ex fornace Ierace e la parte bassa del Centro Storico, collegamento che sarà a carico dei privati per la prima parte, secondo il già citato meccanismo di perequazione, e a carico del Comune per la seconda (nel rispetto di piani regolatori e del Piano Urbano Metropolitano). PIAIFICAZIOE DEL VERDE È stato realizzato il Parco dell’Europa Unita; è stato destinato un milione di euro per il parco di Macchia Romana; parco fluviale del Basento e una pista ciclabile da questo al ponte Musmeci. Sono state avviate, in tal senso, opere di riqualificazione urbana: Piazza Malvaccaro, Macchia Giocoli, Santa Cecilia, Poggio Tre Galli con la demolizione delle “passerelle”, Viale


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SI SIEDE PER “TERRA”

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Il confronto ha riguardato problemi di ordinaria e straordinaria amministrazione. I lettori sono invitati a prenderne nota e ad inviarci attente riflessioni.

un’incompiuta. Il Sindaco risponde che la strada è abbandonata. Non si tratta di un’incompiuta. Lo è solo nelle intenzioni progettuali. Inoltre, è stata avviata una collaborazione con l’Università degli studi della Basilicata, per laboratori di urbanistica partecipata, al fine di avvalersi di professionalità che sappiano cogliere i reali problemi del territorio. CULTURA E IDETITÀ STORICA Potenza finalmente scopre la sua cultura e storia. Abbiamo investito in cultura tenendo presenti due elementi principali: identità e permeabilità. Un territorio per crescere e affermarsi deve avere una sua identità e recuperarla. Potenza, non ha mai voluto riconoscerla. Con le celebrazioni del bicentenario, del 1799 o, ancora, con le rievocazioni storiche e la parata dei turchi, ci siamo mossi in questo senso. Quest’anno è prevista la celebrazione delle insurrezioni del 1860. PROGETTO CIP ZOO E RIFIUTI URBAI Ci sono due prospettive per questo progetto: per i PISU (Programma Integrato per lo Sviluppo Urbano) abbiamo 40 milioni di euro che possono essere impiegati non solo per le infrastrutture, ma anche per l’incentivazione economica, sociale e della mobilità. Per quanto concerne i rifiuti urbani, la per-

centuale della raccolta differenziata è al 24%: siamo tra le regioni dove la percentuale raggiunge soglie elevate rispetto alla media nazionale (9%). SPESE CORRETI Il primo cittadino, purtroppo, sente di non poter dare risposte in merito ad alcuni problemi circa la manutenzione ordinaria, mancanze particolarmente avvertite dai cittadini. Tutto è da ricondursi alla spesa corrente. Il Comune si sente impotente rispetto a: manutenzione di aree verdi, marciapiedi, asfalto strade, pagamento dei 600 dipendenti comunali, manutenzione e fornitura scuole, pagamento spese elettriche (con la conseguente mancata erogazione di energia al Centro sociale di Malvaccaro). Il Comune ha entrate correnti per 80 milioni di euro l’anno. La stessa cifra deve essere ripartita tra tutte le spese. Per gestire tutto in modo ottimale, sono necessarie entrate per 100/150 milioni di euro. A ciò si collega il debito storico che ci riguarda, pari a 140 milioni di euro, dilazionato in 12 milioni e 600.000 euro annui. Se le fonti correnti raggiungessero cifre più elevate, il Sindaco potrebbe rispondere alle molteplici e lecite esigenze del territorio. Anche per questo non si riesce a dare le 36 ore richieste dai sindacati e non si può dare vita a strutture per ospitare i precari. La città è povera. Non è un pro-

COSE D’OGGI

Dante, Rione Francioso, Piazza Don Bosco e Piazza Cagliari, così come a Bucaletto e Rione Lucania. Purtroppo i miei concittadini hanno scarsa memoria collettiva rispetto a ciò che è stato realizzato. Un redattore chiede se per alcune aree verdi, sono previste destinazioni d’uso di tipo sociale-aggregativo, come nel caso del tanto discusso “dancing” di Montereale. A ciò il primo cittadino risponde che esistono impedimenti normativi ai quali l’amministrazione locale non può dare pronta risoluzione, nonostante la sua personale volontà di tenerlo in vita. PIAZZA PREFETTURA Attraverso l’ascolto dei cittadini, particolarmente coinvolti nel progetto di riqualificazione di Piazza Prefettura, è stato annullato il progetto voluto da Gae Aulenti (piazza rialzata con vasche e fontane). Il Centro Storico è stato riqualificato sulle strade d’accesso (San Gerardo e San Giovanni), area tempietto, Largo Duomo, nuovi sistemi di illuminazione. Eliminate le costruzioni abusive nella parte terminale di Via Pretoria. In questo progetto, rientra la vituperata chiusura del Centro Storico con sistemi di varchi attivi al più presto. Non ci sono più incompiute a Potenza. I lavori sono stati tutti iniziati e conclusi. A tal proposito, il Direttore chiede se la strada di fronte la stazione di Potenza Inferiore è

blema di Sindaco. Ecco perché, si è pensato di vendere il tribunale, al fine di recuperare 30 milioni di euro: ciò significherebbe 2,3 milioni di euro all’anno per spese correnti. A questo punto il pesante giudizio dei cittadini è comprensibile. Noi facciamo tanti errori ma cerchiamo di lavorare sodo. Ho la presunzione di conoscere i problemi della città: il dramma è come risolverli. Ora, siamo costretti a dover soffrire per qualche tempo, in virtù di una città orientata al futuro. OCCUPAZIOE LAVORATIVA L’artigianato è il grimaldello per avviare alla vita lavorativa i tanti giovani del nostro territorio. Si pensi al progetto “Bottega scuola”, iniziativa ancora poco diffusa tra i cittadini, che risolverà il problema della disoccupazione giovanile, grazie alla reciproca collaborazione tra scuola e imprese. La difficoltà in questo momento è data dalla crisi e dal costo del lavoro che incide notevolmente. SPERAZE PER IL FUTURO Dobbiamo continuare a dare speranze. Nonostante la millantata crisi, le micro imprese continuano ad operare e a mantenersi in vita. Tant’è che questo settore rappresenta il 20% della forza economica in Basilicata. Spesso nascosta dal colosso di Confindustria.


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VITO SANTARSIERO Un anno fa era stato dato politicamente finito, in virtù dei colpi dei giustizialisti e dei tradimenti del PD Saro Zappacosta

POLITICA

VIVO E VEGETO Miracolo politico nella redazione del settimanale TERRA: il Sindaco del capoluogo, ospite dei brillanti giovani redattori dell’organo di informazione seguito dall’opinione pubblica potentina, per un forum sui problemi della città, ha dimostrato di essere vivo e vegeto, dopo che esattamente un anno fa era stato dato per spacciato, sia per i colpi bassi che gli venivano da Italia dei Valori, sia per i colpi di tradimento che gli sono stati inferti dal suo partito. ella redazione di Terra, quindi, il miracolo di Vito Santarsiero: miracolo amministrativo e miracolo politico. Altro che KO dei giudici giustizialisti e del partito che li rappresenta, al primo cittadino. Altro che coltellate alle spalle scagliate dalla dirigenza del Partito Democratico, che un anno fa aveva perso completamente la ragione per la paura di perdere le elezioni. Tanto da abbandonare Vito Santarsiero al suo destino, al punto tale che già si parlava di un nuovo partito guidato dal Sindaco. Il quale, oggi, vede tutti dall’alto in basso, dopo aver dimostrato che quanti lo volevano morto politicamente per via giudiziaria oggi sono caduti in basso, quasi esclusi dalla scena politica, mentre all’interno del PD ha raggiunto una dimensione diversa, in virtù di una posizione di forza creatasi con i risultati amministrativi. E cerchiamo di comprendere il perché di questa doppia resurrezione politica. RESURREZIOE POLITICA Pur essendo completamente estraneo alla vicenda “Toghe Lucane” qualche magistrato giustizialista ha tentato di coinvolgerlo. Piano fallito, come il novantanove per cento delle iniziative del “giustizialista di turno”. Vito Santarsiero non è

stato neppure scalfito, evento questo, tuttavia, che ha dimostrato che quando si vuol colpire si creano i presupposti per unire con un filo di collegamento magistrati, giustizialisti, un partito politico e qualche giornalista di potere mediatico, in un sol fronte teso a colpire e distruggere l’avversario. Con Vito Santarsiero il piano è fallito, il magistrato dal nome inglese “è finito sotto le ceneri del Vesuvio”. La giornalista dal potere mediatico si è beccata dal Sindaco una lettera aperta in cui ha subìto l’umiliazione più grave che una giornalista possa subire, perché è stata giustamente accusata di voler “continuare ad alimentare equivoci e sospetti” sia sul Sindaco che sull’intera comunità potentina. E non solo questo: nella lettera, infatti, Santarsiero ha evidenziato il suo malessere di “Sindaco che vede continuamente la propria città dipinta come untuosa, omertosa, intrigante,

senza poter avere la minima possibilità di intervenire, spiegare e raccontare”. In poche parole, ha difeso i suoi concittadini che hanno espresso viva gratitudine al Sindaco Santarsiero per avere sbugiardato una giornalista di potere mediatico, che alla fine ha fatto una pessima figura. on tutte le ciambelle escono col buco, cara collega. TRADIMETO STORICO Ma fu nel maggio del 2009 che Vito Santarsiero rimase vittima di un tradimento vergognoso ricevuto dal suo partito. Vogliamo ricordarlo a quanti lo avessero dimenticato. Il 2 maggio l’ufficio politico del PD, per paura di perdere le due Province di Potenza e Matera, accettò un diktat di Italia dei Valori che non voleva appoggiare Santarsiero come Sindaco. Dopo averlo difeso strenuamente, lo buttò a mare rinnegando la difesa fatta in precedenza, abbandonandolo al suo destino, senza neppure ri-

baltare la situazione in sua difesa, facendolo passare come un malfattore colpevole chissà di quale reato. Italia dei Valori vinse la prima partita, ma la vittoria andò a Santarsiero che, nonostante un naturale caldo di voti, diventò di nuovo Sindaco. Per i giustizialisti di ogni risma e ogni maniera fu uno scacco matto, una sconfitta politica. Solo per un miracolo, hanno ottenuto oggi un assessorato alla Regione. La riconferma a Sindaco, per Santarsiero, fu l’inizio della riscossa, perché il Sindaco ha affogato in un lavoro costante di amministratore le offese ricevute nonché il colpo amaro di una sorte amara: la scomparsa della moglie.


5 L’UOMO DEL FUTURO 9 GIUGNO 2010

RESURREZIOE AMMIISTRATIVA Il miracolo amministrativo fatto dal Sindaco ha soprattutto un nome: “Perequazione Urbanistica”. È uno dei principi fondamentali del Regolamento Urbanistico che esprime il metodo con cui si procede da parte del Comune a recupero dei suoli in modo gratuito per costruire edilizia sociale, convenzionata e privata. In modo esplicativo si tratta di questo: il privato cede i terreni all’amministrazione in cambio di alcuni diritti o vantaggi sull’edificazione. Il privato deve tuttavia garantire piccoli esercizi pubblici - strade, marciapiedi, parcheggi e verde pubblico - al servizio dei complessi residenziali da costruire. Effetto di questo miracolo, ha detto il Sindaco ai giovani redattori di Terra, già si vede: la variante di via Cavour ((zona ex Fornace Ierace) già realizzata a spese del privato. La nuova Potenza, insomma, sorgerà sulla

base di questo principio, in visione dello sviluppo di un progetto metropolitano, concertato con altri nove Comuni. Se a ciò si aggiunge il completamento dei grossi snodi viari dell’Ospedale e del via del Gallitello, si avrà chiara l’idea della bontà del lavoro espresso da Vito Santarsiero, in questo periodo. Una doppia resurrezione proficua e positiva, in definitiva, che ha suscitato consensi sul piano puramente politico, proiettando il Sindaco in una nuova dimensione, sia nei confronti dei potentini, sia all’interno del suo partito. Dove, dinanzi all’evidente evoluzione subìta dal primo cittadino, c’è più di qualcuno che incomincia a vedere in “Vito Santarsiero l’Uomo del Futuro”. Resti vigile, pertanto, il nostro primo cittadino: i suoi nemici non sono solo in Italia dei Valori …

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POLITICA

Forte riscossa amministrativa e politica alla base del rilancio. Perequazione Urbanistica: elemento prioritario del programma


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PDL: NASCE LA CORRENTE DI SANDRO BONDI Sarà guidata da Lorenzo Larocca - ex FI - in contrapposizione a quelle di Egidio Digilio e Gianni Rosa - ex AN - già in azione Saro Zappacosta

POLITICA

DIGILIO E ROSA, O PIU’ SOLI Il Popolo della Libertà non è più terra di conquista per gli uomini di Gianfranco Fini e di Maurizio Gasparri, ex An, ma è diventato una prateria dove anche i berlusconiani, ex Forza Italia, riescono a galoppare. Parliamo del partito di destra lucano, ovviamente, che in queste ultime settimane ha vissuto esclusivamente sull’azione del Senatore Egidio Digilio da un lato e su quella del consigliere regionale Gianni Rosa dall’altro: un’azione forte, estremamente polemica, sia pure per motivazioni diverse, che aveva dato l’impressione che nel partito, intorno ad entrambi, ci fosse il vuoto politico, e che nessuno – tra gli ex di Fi - fosse in grado di assurgere a posizioni di guida correntizia, diversa dalle prime due. Insomma, sembrava che Digilio e Rosa fossero leader incontrastati tanto che più di qualche elettore di centro destra si era convinto che, se i due fossero stati uniti, avrebbero conquistato il Pdl senza colpo ferire. Tanto perché, fino ad oggi, l’ala azzurra del partito ha dato l’impressione di essere un cimitero di zombie viventi. Due correnti forti, e solo queste, a fronte di un silenzio squallido e tombale da parte degli azzurri berlusconiani. ASCE LA CORRETE DI BODI Fino a quando un bel mattino, in redazione è pervenuta una dichiarazione bomba da parte di un berlusconiano di ferro, quel tal Lorenzo Larocca, ex segretario cittadino di Potenza del Pdl, che è stato oggetto di un nostro articolo prima delle elezioni regionali, poiché fu escluso dalla lista dei candidati alla regione, pur avendone tutti i requisiti. Se lo è segnato al dito, questo affronto, Lorenzo Larocca che, come il suo leader di riferimento

nazionale – Sandro Bondi – con flemma politica, fatta di argomentazioni incontestabili, giuste e sacrosante, ha messo sotto accusa la dirigenza del partito, dando di se l’immagine di chi, all’interno dell’ala azzurra del Pdl, non solo è in grado di guidare una corrente, ma ha la possibilità di determinare scelte politiche rilevanti e fonda-

gretario provinciale Antonio Tosci. A ciò, Lorenzo Larocca aggiunge una lezione politica quando, parlando dell’ultimo coordinamento provinciale, sostiene che “non si è dibattuto sulla validità delle strategie politiche ed elettorali adottate nè sulle strategie da adottare; si è solo ipotizzato una sorta di strut-

“Come era nelle previsioni gli incontri nel PDL si sono ridotti ad una sorta di resa di conti, la cui eco era stata anticipata in attacchi personali di nessun contributo politico, deludenti nel merito e nella forma da parte di alcuni esclusi”

mentali. Così, tanto per intenderci, con un Nicola Pagliuca impegnato come capogruppo regionale del Pdl, Lorenzo Larocca sembra proporsi come leader dei berlusconiani, in contrapposizione alla dirigenza del partito e alle correnti di An. E vediamone il perché. ATTACCO A TISCI Lorenzo Larocca sostiene che “il vero problema del Pdl lucano è l’assenza di proposta politica e forse scarsa credibilità della sua classe dirigente che ha portato in 15 anni quasi a dimezzare il patrimonio elettorale” . Contesta, quindi, Lorenzo Larocca, la classe dirigente, “sorda alle grida di cambiamento degli elettori. Gli iscritti non si affascinano su un nome del coordinatore o quale anima del Pdl rappresenti, pretendendone invece che sia credibile e coerente, che abbia una politica chiara, che non “vivacchi” in attesa delle elezioni successive, che promuova le istanze del territorio, che elabori proposte credibili insieme agli alleati”. Sostanzialmente ci sembrano le stesse critiche che Gianni Rosa, la settimana scorsa, ha mosso al se-

tura provinciale itinerante che coinvolge le periferie, fatto importante – precisa Larocca – ma insufficiente perché si dimentica che il dato più depresso è stato quello dei capoluoghi di provincia, dove maggiore è il voto di opinione, che la dice lunga sulle strategie elettorali e politiche adottate”. ATTACCO A VICECOTE E TADDEI La critica serrata di Lorenzo Larocca acquista forza e dimensione quando mette sotto accusa i parlamentari Viceconte e Taddei. Lo si comprende quando il leader della corrente bondiana ci ricorda che nel 2009 e 2010, il Pdl lucano ha buttato alle ortiche concrete possibilità di essere forza di governo anche in Basilicata, riuscendo a non farsi votare contro la volontà di cambiare dell’elettorato. Ed è a questo punto che Larocca diventa lungimirante al limite del sarcasmo e dell’ironia politica. “Partiti di governo che gravitano a ord del paese – afferma Lorenzo Larocca – hanno dimostrato come anche la classe pro-

letaria, storicamente di sinistra, vota chi è presente in maniera organizzata sul territorio, e riesce ad avere una proposta credibile che abbia sì ricadute nazionali, strettamente connesse con il territorio”. Secondo Larocca, in considerazione di questo paragone con la Lega Nord, probabilmente “bisogna partire da questi fattori: essere presenti sul territorio per favorire la partecipazione politica e promuovere le istanze locali; elaborare proposte politiche per lo sviluppo sostenibile del territorio meridionale e lucano, in particolare anche attraverso associazioni o centro studi che concorrano a formare la futura classe dirigente per dare ossigeno ad organismi che sembrano più grigi che azzurri”. Ovvia conclusione, pertanto, per Larocca : “dare spazio ad una classe dirigente troppo spesso messa da parte per strategie politiche personali e ancora più spesso mortificata in favore di logiche illogiche o, forse, fin troppo logiche”. Domanda ovvia: capirà chi di dovere questa ennesima lezione politica? Ma soprattutto, quando si inizieranno a fare piani per rimettere tutto in discussione e per prepararsi in vista di un auspicato congresso provinciale salutare ed innovativo?


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SOFFRE IL COMMERCIO AL DETTAGLIO

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Rapporto dell’UnionCamere Basilicata sulle conseguenze della rete distributiva nerazionale, che rischiano di produrre effetti molto negativi. Unioncamere Basilicata continuerà a monitorare il settore, estremamente importante per l’economia regionale, mettendo a disposizione dei decisori politici gli scenari che con cadenza annuale si presenteranno, allo scopo di stimolare politiche attive tese a mitigare le criticità esistenti e a implementare i punti di forza. I DATI Il settore commerciale al dettaglio ha un “peso” significativo nell’ambito dell’economia lucana, contribuendo per il 12,6% alla formazione del valore aggiunto regionale, assorbendo il 14,1% dell’occupazione complessiva e rappresentando quasi il 25% dell’intera base imprenditoriale extra-agricola. 9.000 i punti vendita al dettaglio, con una media di 162 ogni 10.000 abitanti (la media nazionale è di 136/10.000). Il piccolo commercio si concentra soprattutto nelle aree interne, (laddove c’è minore densità abitativa) ed è prevalentemente despecializzato. LE TEDEZE La crisi degli ultimi anni ha influito notevolmente sul com-

parto, come conseguenza del rallentamento dei consumi delle famiglie, con il risultato del saldo negativo di nati-mortalità aziendale. Gli ultimi dati, relativi al primo trimestre 2010, continuano a segnalare conti in rosso (una flessione del fatturato del 4,5%) anche se il clima di fiducia degli operatori sembra finalmente volgere ad un cauto ottimismo circa le possibilità di una ripresa, già a partire dal secondo trimestre. Il rallentamento dei tassi di crescita mette in evidenza che a “perdere” è soprattutto il piccolo commercio despecializzato, soprattutto quello alimentare. Ad incidere non è tanto la crescita della grande distribuzione organizzata, che conta soprattutto minimercati e supermercati (+20% la variazione nell’ultimo decennio, con un fatturato del +24,4% nel 2009, contro una media del 28% al Sud e il 452% in Italia) quanto i fattori più propriamente interni alle dinamiche dei piccoli punti vendita, caratterizzati soprattutto da conduzioni di tipo familiare, ovvero il mancato ricambio generazionale e la mancata specializzazione e riqualificazione del servizio.

IDICI DI DOTAZIOE TERRITORIALE Gli indici di dotazione territoriale denotano una forte variabilità, in Basilicata. Policoro, Maratea, San Severino, Marsicovetere e Lagonegro sono i comuni con una maggiore presenza del piccolo commercio al dettaglio, grazie al più elevato reddito pro-capite, al profilo demografico espansivo e al più alto grado di turisticità. Mentre nell’area di Senise e Lauria si registra una sostanziale stagnazione rispetto al numero dei punti vendita, nel bacino di Matera e in quello di Pisticci/Policoro si registra l’incremento dei due terzi dei punti vendita regionali (374 su un totale di 582), con un‘offerta che cresce, si rafforza e si qualifica, proprio in virtù di una più spiccata tendenza alla specializzazione e all’innovazione.

IL BELPAESE

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a grande distribuzione organizzata non ‘uccide’ il commercio al dettaglio, e anzi spesso può trasformarsi in un’opportunità se questo decide di riqualificarsi e specializzarsi. La condizione è che la piccola distribuzione faccia un salto di qualità, innovandosi, qualificandosi e specializzandosi. E’ quanto ha evidenziato il presidente di Unioncamere Basilicata, Angelo Tortorelli, nell’ambito della presentazione del Rapporto “La rete distributiva in Basilicata”, edito dall’Osservatorio Regionale sul Commercio e realizzato dal Centro Studi Unioncamere Basilicata, presentato questa mattina a Potenza. “Il commercio di vicinato – ha aggiunto Tortorelli – rappresenta un grande valore non solo economico ma anche sociale, soprattutto per le più piccole realtà regionali, ma occorre sostenere i processi di innovazione e riqualificazione, incentivando le forme di associazionismo e rilanciando i centri storici come centri commerciali ‘naturali’, ad esempio. Dal canto loro, i commercianti dovranno vincere le resistenze dovute al mancato ricambio ge-


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ELISA CLAPS E LA VERA ONORABILITA’ DI UNA FAMIGLIA SPECIALE

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Tommaso Marcantonio alla ricerca della Verità e Giustizia. Senza soggezione e/o timore reverenziale se chi ha compiuto il delitto appartiene a una famiglia speciale. Per la verità sorge il sospetto di una intesa quasi massonica. È vero che, prendendo a prestito la canzone napoletana “ogni scarafon è bell a’ mamma soia” per significare che non bisogna ammazzare il giuda o il caino di turno. Perdono sì e recupero per chi è predisposto. Non per un serial killer da quanto si apprende ancora dalla stampa per il numero delle vittime di Danilo Restivo. Quindi è già segno di rispetto per dei genitori ingombranti che non hanno speso una parola di scuse per Elisa e per la famiglia Claps.

REGIONE

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l fariseismo non conosce limiti. Si invoca pietà per i bruti e rispetto per chi non ha svolto il proprio ruolo di educatore. Quanto alla libertà e al buon senso sempre sulla stampa locale il sig. Vincenzo Maida del Centro Studi Jonico Drus – già esponente rispettabile di primo piano della Fiamma Tricolore – oggi si sarà convertito nel sostenere che, per un concetto di deformazione della Libertà, bisognerebbe, nel caso di Elisa Claps, frenare la pubblicazione delle notizie a carico di Danilo Restivo e rispetto per il bruto e per i genitori. Assolti perché – a suo dire – non responsabili, soffrono. Una responsabilità grave del feroce assassino – sig. Vincenzo Maida – ce l’hanno proprio “l’ingombrante” genitore e la madre insegnante di scuola materna. Che poco hanno avuto a cuore la formazione del figlio che già all’età di 10 anni, allorchè mise piede nell’abitazione dietro il Seminario Pontificio minore di Viale Marconi in Potenza, dava segni di scarso equilibrio. I genitori, pur debitamente sollecitati, non si erano preoccupati, presi dai loro vezzi e capricci. All’epoca della soppressione violenta e con furia della ragazza nel sottotetto della Chiesa della SS.ma Trinità avrebbero dovuto chiedere per il figlio una immediata perizia psichiatrica. Una ospitalità in uno spazio di tale centro avrebbe giovato all’espiazione della pena e al recupero dello psicopatico assassino. Invece con l’altisonanza di un cognome e per i legami ai potenti, si è cercato di celare l’efferato delitto perchè difficilmente si sarebbe trovato il cadavere di Elisa Claps ed eventualmente il sospetto sarebbe caduto, come puntualmente è avvenuto, sull’anziano parroco. Senza tenere a mente che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Tanto per un’autentica libertà di parola e di informazione


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QUEL CHE RESTA

Le trasformazioni di un rione un tempo ambito e rinomato Michela Di Palma

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CITTA’

n paradosso, in una città che perde fulmineamente spazi verdi per fare posto, a colpi di brutali gomitate, ad un nuovo assetto urbanistico, che si tratti di opere pubbliche, condomini, strade, ponti o rotatorie. Parco Aurora nacque negli anni settanta come felicissima oasi per quei potentini disposti a corrispondere qualcosa di più per garantirsi una condizione di vivibilità alta o presunta tale. Il verde, nel quartiere, largheggiava offrendo un’immagine di perfetto - o quasi - connubio tra necessità di edilizia residenziale e approccio morbido e corretto nei confronti dei suoi residenti. Il rione, oggi, ha mutato sembianze. Oggi, quel quartiere un tempo “per bene”, come ci ricorda uno dei suoi residenti, Fabio Santarcangelo, giovane commercialista molto attivo nel quartiere, perde pezzi, fa acqua, lesina gli spazi vitali, diventa dormitorio alla sera. Gli edifici sopravvivono a fatica all’usura del tempo: pittura consunta alle pareti, gravi lesioni che partono dai tetti e scendono giù fino ai portoni, terrazzi attraverso cui noti il deperimento più che i gerani, chiazze di umidità malsana sotto i portici che qui più che altrove abbondano. Fabio ci dà appuntamento, non a caso, presso la caffetteria più frequentata del quartiere, dove incontriamo altri giovani residenti. Il loro ritrovo è questo. Parco Aurora, scopriamo, è priva di un Comitato di Quartiere, perché ai tempi delle elezioni non fu raggiunto il quorum (tant’è che il rione fa capo a quello di Santa Maria). Un nulla di fatto, una piccola battaglia persa per chi crede che una istituzione di questo genere - certo con scarso potere gestionale ma importante collettore tra i residenti delle aree cittadine - funga da crocevia tra chi vive un quartiere e chi

dovrebbe, dall’alto delle stanze municipali, “governarlo”, disciplinarlo, recepirne richieste e difficoltà. Ciò che colpisce di questo gruppo di giovani è la voglia di fare. Quella che tante volte e un pò ovunque, quando la volontà o l’apporto delle istituzioni è in difetto, stenta ad essere il motore di iniziative personali volte a migliorare la vivibilità di un’area. Forse per rassegnazione e senso di disfatta. Fabio ci parla dell’associazione culturale “Amici di Parco Aurora”, nata in seguito

alla “dipartita” di quel Comitato di Quartiere tanto voluto. Non tutti sanno che l’evento principale, organizzato dalla stessa associazione, è la festa di quartiere, che cade il primo venerdì di settembre. Musica dal vivo su un palco allestito in una piccola area sottratta, per poche ore, alla strada (essendo il rione del tutto privo di un parco) ed una cena, messa su da un catering, che diventa momento goliardico condiviso da giovani e anziani. È anche allora, durante i festeggiamenti, che i promo-

tori, tra i quali il nostro amico Fabio, si prodigano nel recepire richieste, reclami e proposte dei residenti. Molte richieste, da qualche anno a questa parte. È il caso di quegli spazi verdi che fungono da nucleo di aggregazione per la comunità ma che non si è più abituati a vivere, per la semplice ragione che velocemente vengono sottratti alla città o neanche previsti in quei rioni che


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DI “PARCO AURORA”

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Vittima del traffico di giorno e dormitorio la sera

“La struttura, per una volta, non appare monumentale né frutto di un sovraccarico di cemento, costumanza tutta potentina. Il sistema avrebbe voluto risolvere la questione del passaggio pedonale dal Ponte di Via Di Giura al piccolo spazio verde che si sta tentando di ricavare sulla strada”

si accingono a sorgere. Fabio cita la questione dello spazio oggi dedicato al complesso che ospita gli uffici della Polizia Municipale. La buona notizia è che presto la sede sarà dislocata. Dunque l’area, che a quel punto verrà liberata, potrebbe essere riconvertita in superficie verde. Risiedono nel quartiere molte giovani coppie e quindi bambini che meriterebbero di vivere i loro pomeriggi in spazi dedicati al gioco. Per ora si incontrano mamme a spasso con i passeggini lungo i marciapiedi: il mas-

simo consentito. La questione, invece, del famigerato ponte pedonale di Via Di Giura resta una incognita che va ad aggiungersi alle altre incompiute della città. La struttura, per una volta, non appare monumentale né frutto di un sovraccarico di cemento, costumanza tutta potentina. Il sistema avrebbe voluto risolvere la questione del passaggio pedonale dal Ponte di Via Di Giura al piccolo spazio verde che si sta tentando di ricavare sulla strada. Oggi, non solo l’area verde è una congerie di calcinacci, er-

bacce e barriere in plastica, ma il ponte in questione serve solo certi utenti: quei volatili che sulle sue ringhiere vi si poggiano facendosi beffe dei passanti i quali, di sotto, tentano di attraversare la carreggiata incolumi. Di solito, alle incompiute si adduce la scusa di fondi che vengono a mancare in corso d’opera. Ma stavolta ignoriamo la ragione della mancata apertura. E la Chiesa rionale? Parco Aurora è uno dei pochi quartieri a non possederne. Fabio precisa che i residenti si servono della struttura del Principe di Pie-

monte, la stessa che ospita i fedeli di rione Macchia Romana in attesa della loro di Chiesa (e di quest’ultima abbiamo già scritto in precedenza: qualcuno di precipitò a rispondere, attraverso una testata locale, che la Chiesa sarebbe stata inaugurata probabilmente a Pasqua. Giugno è appena entrato e i lavori sono ancora sonoramente in corso). Ci si domanda come facciano certi anziani, i quali solitamente impegnano buona parte del loro tempo in Chiesa, a recarsi a piedi nella struttura del Principe di Piemonte. E qui potremmo girare un documentario sul traffico, maglia nera, ancora una volta, del quartiere e della città. Tra due mesi, assicura il Sindaco del capoluogo, il nodo ospedaliero verrà completato. Fabio e Leo, il proprietario della caffetteria, ci confermano che sono pronti per rilanciare la proposta di quel Comitato di Quartiere che mai ha visto la luce. Ce la faranno i nostri amici? Una cosa è certa: molto possono fare i cittadini dove le autorità locali latitano. E questa è una gran bella lezione di dinamismo, di fattività, di concretezza offerta da certi giovani che, a quanto pare, si sono stancati di stare a guardare e si fanno “giustizia” da soli.


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UNA QUESTIONE DA NON “CESTINARE” Raccoglitori di rifiuti davanti a negozio di generi alimentari. Commerciante chiede intervento dell'amministrazione comunale

Simona Marganella

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ra i tanti problemi sofferti dal nostro Centro Storico, vi è anche quello dei rifiuti. Un problema che coinvolge non solo i cittadini residenti, ma anche i commercianti, spesso costretti a fare i conti con i rifiuti anche davanti i propri esercizi commerciali. “È vergognoso che davanti una macelleria, a distanza di pochi passi dall'ingresso del mio negozio, siano posti dei cassonetti per la raccolta di rifiuti solidi e umidi”. Questa la lamentela rivolta dall'esercente Giovanni Dragonetti, titolare di una macelleria sita in Via Due Torri. “È doveroso che il nostro Sindaco”procede l'adirato commerciante - “prenda a cuore seriamente il nostro problema e trovi una definitiva soluzione”. Sig. Dragonetti, spieghi meglio la natura del suo problema? Il mio è un esercizio commerciale di generi alimentari. Come sa, una macelleria vende prodotti molto delicati, prodotti per i quali è richiesta una particolare cura. Da anni esercito questa professione con particolare riguardo alle norme igienico sanitarie e accolgo i miei clienti in un am-

biente sano e pulito, offrendo loro prodotti di elevata qualità. Certo è che vedere di fronte al mio negozio questi cassonetti stracolmi di rifiuti non è uno spettacolo edificante. Si tratta di un grave danno all'immagine dell'attività commerciale stessa. Che tipi di problemi avete riscontrato da quando sono stati apposti questi cassonetti? Quando la mattina arrivo davanti al mio locale trovo sempre questi cassonetti strabordanti, tanto che mi capita spesso di vedere bottiglie di vetro, buste e rifiuti di vario genere posti lungo la strada. Molte volte, tutto ciò, è frutto dell'incuria e della maleducazione di molti ragazzini che popolano le viuzze del Centro

Storico. Per non parlare, poi, delle cattive esalazioni che provengono dagli stessi bidoni e che ci costringono a chiudere le porte del mio locale, sempre per tener fede alla grande cura che caratterizza il nostro lavoro. Inoltre, bisogna considerare che accanto al mio locale vi è un ristorante che, come si sa, produce parecchi rifiuti, per cui il quantitativo giornaliero di immondizia aumenta vertiginosamente. Avete già esposto questo problema all'amministrazione comunale? Certo, due volte attraverso lettere che inviate a media distanza temporale l'una dall'altra e, poi, ho cercato di far presente personalmente al Sindaco di risolvere

questo problema che ci affligge ormai da tempo. La sua risposta? Sicuramente affermativa. Aveva promesso, a me e a mia moglie, di provvedere entro breve termine allo spostamento di quei cassonetti. Ma ad oggi, nulla di fatto? Esattamente. Ciò che chiediamo ora è che l'amministrazione comunale, nell'espletamento delle funzioni che la riguardano, ascolti la nostra dignitosa richiesta e che provveda immediatamente alla rimozione dei bidoni. Ora non sono più disposto ad accettare questa situazione. Nel caso in cui non si prendano provvedimenti in merito sarò costretto a provvedere diversamente coinvolgendo, se necessario, anche i Nuclei di Antisofisticazione e Sanità.


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UN PROGETTO PER I NEONATI

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ontinua l’azione di potenziamento degli screening neonatali da parte dell’Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza. Dopo l’attivazione nello scorso aprile del progetto regionale per lo screening uditivo neonatale, l’Azienda Ospedaliera San Carlo ha approvato il progetto per la messa a regime delle attività già da tempo avviate per lo Screening e la cura dell’Ipotiroidismo Congenito. Infatti dal 1986 tutti i nuovi nati della Regione sono sottoposti all’esame di screening per l’ipotiroidismo congenito, in quanto ciascun punto nascita della Regione Basilicata effettuava un prelievo ematico inviato al settore di Endocrinologia Analitica del Laboratorio Analisi dell’A.O.R. San Carlo per effettuare i dosaggi degli ormoni tiroidei. Dal 2000 inoltre tutti i soggetti postivi agli esami di laboratorio sono affidati per gli approfondimenti diagnostici e la terapia al Centro di Cura e Controllo dell’Ipotiroidismo congenito collocato presso la U.O. Neonatologia dell’Ospedale San Carlo. Il progetto approvato dall’Azienda definisce strutturalmente e funzionalmente il percorso di screening e di assistenza del paziente con Ipotiroidismo Congenito nelle diverse fasi dello svi-

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luppo del soggetto. In particolare, il neonato risultato positivo agli esami di screening nella fase iniziale è ricoverato presso l’U.O. di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale per tutti gli approfondimenti diagnostici, di laboratorio e strumentali da garantire attraverso un intervento integrato e multidisciplinare di diverse figure professionali (medico radiologo, neuropsichiatria, pediatra e cardiologo pediatra) . Successivamente, stabilita la terapia, il servizio provvederà al monitoraggio costante della malattia verificando l’efficacia degli interventi terapeutici messi in atto attraverso un piano programmato di controlli sia clinici sia di laboratorio svolti in regime ambulatoriale, di day service e nelle forme più gravi anche in regime di ricovero . Lo screening neonatale è un particolare test, non invasivo, che permette di identificare precocemente numerose malattie genetiche tra cui l’Ipotiroidismo Congenito, che se diagnosticato fin dalle prime ore di vita del neonato consente la prevenzione di numerose complicanze e allo stesso tempo garantisce una sufficiente qualità della vita della persona colpita.

Nicola Melfi

E’ una settimana particolarmente di “vetrina” per il governatore Vito De Filippo. Dopo il salotto Rai di Anna La Rosa, incontrastata padrona di casa con l’inaffondabile Telecamere, il capo dell’esecutivo regionale è atteso a Vicenza nell’ambito del Nord Camp organizzato a Vicenza e Verona dal numero due del Pd Enrico Letta, in programma da giovedì a sabato. Il vicario di Bersani, da tempo infatti, batte con insistenza il tasto su quella che gli analisti, ribaltando la storiografia concettuale, definiscono a gran voce la questione settentrionale. Vale a dire: come mettere radici, in maniera decisa, il partito in quell’area diventata ormai bestia nera. E, nel confronto a più voci ( a cominciare dal recidivo Massimo Cacciari fino all’udc Vietti, compagno d’avventura – fallita- in Piemonte), non poteva mancare proprio De Filippo. Unico presidente di Regione del centro-sud, insieme all’emilianromagnolo Vasco Errani. Il legame del lucano con Letta è arcinoto, essendo stato l’unico governatore a sostenerlo nelle primarie di tre anni fa. Stavolta, l’ex ministro prodiano, restituisce il favore. Dando la possibilità all’amico Vito di spiegare alla nutrita platea, come la Basilicata, scartando a priori ogni dialettica dell’alternanza, continui a mantenere inalterato il dinamismo del centrosinistra ad ogni scadenza elettorale regionale.

COSE MEDICHE

Contro l’ipotiroidismo congenito


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FESTA DELLA REPUBBLICA TRA PARATE E POLEMICHE

Napolitano all'altare della Patria con Schifani e Berlusconi. Sfilata in via dei Fori Imperiali, ma senza i leghisti Loredana Romanelli

L TERRAMIA

a Festa della Repubblica comincia con l'Inno di Mameli suonato davanti all'Altare della Patria in piazza Venezia a Roma. Davanti al monumento del Milite Ignoto, si sono dati appuntamento il presidente Napolitano, il presidente del Senato Renato Schifani e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Assente giustificato: il presidente della Camera Fini, ad Herat per un incontro con i nostri militari in occasione della festa.... Assenti ingiustificati: i rappresentanti della Lega che, imperterriti, continuano a snobbare qualsiasi manifestazione abbia a che vedere con il tricolore e l’Unità d’Italia..... Nonostante le critiche sia in merito al valore in sé della Festa della Repubblica, sia in merito all’assenza dei leghisti, la festa ha coinvolto centinaia di persone che si sono mobilitate per assistere alla tradizionale parata militare. Molti sventolavano bandierine tricolori, segno che sebbene la nostra “italianità” non sia fortissima, ci sono alcune occasioni che ci consentono di riscoprire i nostri simboli e l’orgoglio di essere italiani. Sul Colosseo i Vigili del Fuoco hanno srotolato un enorme Tricolore, alle 10 è arrivato il corteo presidenziale alla tribuna di via dei Fori Imperiali dove hanno sfilato circa seimila militari e civili. Ad aprire la sfilata la banda dei Carabinieri; alla parata, divisa in sette settori, hanno preso parte 233 bandiere e medaglieri, 5650 militari, 430 civili, 210 quadrupedi, 262 mezzi e 9 velivoli. La cerimonia si è conclusa con gli onori finali e il passaggio delle Frecce Tricolori durante l'esecuzione dell'Inno nazionale. LE PAROLE DEL PRESIDETE Per Napolitano la festa del 2 Giugno è servita per ricordare “la

forza propulsiva della nostra Costituzione” che, pur essendo attaccata da più parti, costituisce il fondamento della nostra Unità, il documento che definisce i valori che fondano la nostra nazione in una sorta di “patriottismo costituzionale” di habermasiana memoria. Ma la festa del 2 giugno è servita a Napolitano anche per in-

erano sul palco un sottosegretario, Francesco Belsito, ed i vicecapogruppo alla Camera, Sebastiano Fogliato e al Senato, Lorenzo Bodega. L'assenza dei leader del carroccio ha suscitato un vespaio di critiche: "E' un'offesa agli italiani", ha detto Luigi De Magistris dell'Idv; vogliono "dividere e demolire l'Italia", ha

vitare tutte le forze politiche e militari a lavorare insieme per la pace: «In un mondo sempre più interdipendente non potrà esservi vera sicurezza se permarranno focolai di minaccia; non potrà esservi vero benessere se anche soltanto una parte dell'umanità sarà costretta a vivere nell'indigenza. Dobbiamo lavorare insieme per la sicurezza e il benessere comune: insieme in Italia, insieme in Europa». Napolitano ha parlato anche di mafia, affermando la necessità che quanto prima venga fatta chiarezza sulle stragi degli anni ’90 e che si chiarisca, in maniera rapida e trasparente, la possibile esistenza di un legame tra mafia ed alcuni poteri dello Stato. LE SOLITE POLEMICHE Ma alla Festa in via dei Fori Imperiali non si è visto alcun ministro leghista. Per il Carroccio,

commentato il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, del Pd; "Una nota stonata e un'occasione persa", per Lorenzo Cesa dell'Udc; "Un brutto segnale, ma quel che conta è che l'83% degli italiani è orgoglioso di far parte di un'unica grande nazione", ha tagliato corto il sindaco della capitale Gianni Alemanno. Alemanno ha anche ricordato che, in uno degli ultimi rapporti presentati dall’ISTAT, l'83% degli italiani ha dichiarato di sentirsi sente italiano... Certo all’aumento del sentimento di “italianità” avrà contribuito in modo determinante l’avvicinamento al mondiale Sudafricano, ma tant’è... gli italiani si sentono tali a dispetto delle chiacchiere e dei vaneggiamenti dei leghisti! La risposta del ministro Maroni è stata immediata. Il ministro leghista ha dichiarato che sono anni

che non prende parte ai festeggiamenti del 2 giugno e che trova pretestuose le critiche, tanto più che la Lega era rappresentata da un sottosegretario e dai vicecapogruppo di Camera e Senato... Magari dal punto di vista leghista saranno anche polemiche pretestuose e senza senso, ma in questo modo il partito di Bossi sembra voler continuare le discussioni iniziate con i festeggiamenti per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia e delegittimare l’unità dello Stato. GLI AUGURI DAL MODO Al “disinteresse” leghista, ha fatto da contraltare l’interesse suscitato nel mondo dal “compleanno” della nostra Repubblica. Numerosi i messaggi di auguri e felicitazioni pervenuti a Napolitano da parte dei leader di diversi paesi. Degno di nota il messaggio inviato dal Segretario di Stato americano Hillary Clinton. La Clinton, oltre a rendere omaggio alla democrazia italiana, riafferma e sottolinea il legame esistente tra Usa ed Italia e l’impegno comune per vincere le sfide del 21esimo secolo e per raggiungere pace, sicurezza e prosperità nel mondo. Non ci resta che impegnarci nella costruzione di questo futuro di pace e prosperità auspicato sia da Napolitano, sia dalla Clinton.


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Potenza viene descritta come la capitale della Val di Non (perché nessuno sa dove è), zona sperduta dell’Italia Meridionale

È

ormai una costante, per i tanti potentini che spesso abbandonano la propria città per viaggi o altri motivi, sentire domande di questo tipo: “Dove abiti? A Potenza? E dove si trova?”. Forse frutto di una generale e diffusa ignoranza in materia geografica. O forse una scarsa vocazione della nostra stessa città a posizionarsi al meglio da un punto di vista turistico. Insomma, questioni che rappresentano un arcano non ancora svelato. Inaspettatamente, come spesso accade quando ci si imbatte in percorsi virtuali, è balzata fuori un’immagine della nostra città al quanto bizzarra e dissacratoria, a dimostrazione che molti la conoscono, e bene anche! Il sito “Nonciclopedia”, noto a molti assidui frequentatori degli ambienti web, propone un quadro sicuramente sovversivo e ironico della nostra cittadina. Potenza viene descritta come la capitale della Val di Non (perché nessuno sa dove è), zona sperduta della terronia centrale. Nota per essere la sede delle famose emittenti radio-televisive Radio Potenza Centrale e TeleCento, che coprono il raggio di mille millimetri e che trasmettono le gesta del grande Potenza Calcio (non in diretta). La sua popolazione si compone per il 97% da Nummi, nome derivante dalla contrazione delle parole Nummeli fa verè (non me li far vedere). Questa anomala specie si divide principalmente in: “Tamarri”: che nei giorni di caldo torrido (10°C) sono ricoperti di pellicce esotiche (cinghiale bianco della Sellata), mentre nei giorni più rigidi esibiscono un petto senza alcuna tonicità né pelo alcuno, costantemente depilato e lucidato con la cromatina per scarpe e anche lampadato, che sgorga da striminzite canotte fucsia o rosa a punta. Frequentano il Basiliko’s (ora Black

Room) o il Flamingo Bowling, per poi salire in Via Pretoria, accompagnati da coltissime ragazze che si vantano della loro meritata licenza elementare. Il loro sogno nel cassetto è possedere un motozappa da 400 Cv e vivere in un mondo senza persone istruite (e senza tecnologia); chi invece ambisce a possedere un’auto vera e propria, spesso la riempie di adesivi orrendi – a detta dei dissacratori redattori del sito – che spaziano da quelli Malossi, Datch, “Dieggì” o Armani). Non mancano mai, poi, quelli che scambiano il proprio veicolo per una discoteca ambulante e fanno affermazioni di questo tipo: “m sò fatt' l'impiant cu u subbufer, mi frà”. Caratterizzati da una camminata che, spesso, emula una sfilata o, nei casi più gravi si può riscontrare una somiglianza al movimento androide causata dall'oscillazione delle scapole, diretta conseguenza della tendenza a tenere il petto in posizione eretta a tutti i costi, per apparire attraente agli occhi degli esemplari femminili. Poi, ci sono i “mi frà”: Per riconoscerli basta notare una delle seguenti cose: dicono "mi frà" (oppure "'o frà" se hanno studiato a Napoli) ogni 5,6 nanosecondi oppure "seeh mi frà ma stai male con la pala, wuagliò". I fricchettoni, di sicure origini romane, al momento di pagare il conto chiedono sempre "scusa mi frà ci fai il conto diviso dieci?" mostrano una forte tendenza nello scroccare bevande o cibi nei bar limitrofi, la frase di rito è la seguente: "E ya...e pàa na cosa"; Altra categoria, noti ai molti, è rappresentata dai “Fric-

chettoni del Goblin’s”: studenti universitari che rientrano nel novero degli emigrati e che ritornano in Patria per alcuni periodi dell’anno. Al loro rientro, prosegue la pungente descrizione, manifestano tutti i segni di una rara malattia chiamata "MASAI" (il nome deriva dal prefisso usato in ogni frase di questa gente esempio: "MA SAI che a Bologna..."; "MA SAI che a Milano...". Essi presentano le seguenti caratteristiche: Stanno sempre davanti al Gob l i n ' s (MASAI che a Bologna c'è un locale dove ci vediamo con tutti i WAG L I O ’ ) . Hanno il cappotto WoolRich pure a Giugno (MASAI che a Roma ci sono 20° di più). Considerano terroni i potentini nonostante lo siano anche loro. Ma non finisce qui! L’invettiva è rivolta, soprattutto, all’urbanistica: via Pretoria viene descritta come la “pista di rullaggio dell’aeroporto di Linate”, riferendosi alla pavimentazione e alle lucette inserite fra i mattoni. In questo tour, Nonciclopedia, ci accompagna a piè pari verso la vera perla della città, il vanto dei vanti è però la scultura pseudo futuristica costruita nel mezzo del fulcro culturale della città: il Serpentone. Da notare il tenue color arancione (shkrrdente, come viene definito nella lingua autoctona). La scultura è stata costruita secondo il progetto: "Diffondiamo l'arte nelle case", nel senso che entra proprio nelle case essendo stata costruita a due centimetri dalle abitazioni. Questo divertente articolo non risparmia proprio nulla, nemmeno il Tg regionale, descritto

come finestra sul mondo locale che raggiunge picchi del 102%, quando Tanino Brindisi si pronuncia rispetto al meteo. Data, poi, la carenza di notizie di rilievo – secondo questi pessimisti redattori - il Tg trasmette sempre le stesse notizie: freddo invernale e caldo estivo, petrolio in Val D’Agri, Fiat di Melfi, crisi del lavoro, terremoto e dopo terremoto, crisi del mobile imbottito. Nel vortice di questo attacco sfrenato vi è, infine, la rubrica “Ditelo al TgR”, condotto dal giornalista Nino Cutro, che riceve le lettere di telespettatori che vogliono denunciare in tv i disservizi fruiti nella nostra regione, peccato che a causa dell'analfabetismo generale dell'ascoltatore medio del TgR, nessuno riesce a capire quello che chiedono: Nino Cutro: “A che ora è successo? Telespettatore analfabeta: “CA PUTIAN ESSE R SETT E MEZZ R GOTT” Nino Cutro: “Cosa è successo?” Telespettatore analfabeta: “DA QUA NNANZ NUN S POT NGHIANA’, S’ANNA FA TUTT LU GIR”. Insomma, un duro attacco, una satira pungente che coinvolge tutti nessuno escluso. Sicuramente, molti non si riconoscono in questa ironica descrizione. Ma, in fondo, riesce a strappare una risata.

TERRAMIA

Luca Arlotto


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Don Carlino, un personaggio da scoprire Il 12 Giugno al Teatro Stabile

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Lo spettacolo è diretto da Dino Bavusi

Daniela Brienza targa ricordo. “Il mio desiderio - afPer la Manifestazione Leone d’Oro 2010 il ferma con orgoglio- è stato e rimarrà Centro Artistico Basilicata e la compagnia sempre quello di far sorridere gli dialettale potentina di Zi’ Gerard, presentano altri, così in modo spontaneo. Un desiderio, in verità, Claudio ce l’ha. STRASCENARIEDD e RAP’ Fino a ieri era custodito in un cassetto, oggi però avverte la voglia di commedia in due atti in dialetto potentino farsi una famiglia e possibilmente di trovare un lavoro duraturo. Finora LA VENDITA DEI BIGLIETTI E’ PRESSO IL sbarca il lunario distribuendo giorBOTTEGHINO DEL TEATRO STABILE DI nali e volantini e chissà se il suo POTENZA sogno si concretizza con un messagPOSTI NUMERATI PREZZO UNICO 7 € gio che una volta tanto venga conseSIPARIO ORE 20:45 gnato a lui. Lo spettacolo sarà replicato al Teatro Don Bosco il 2 Ottobre 2010

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i chiama Claudio Barbetta, la sua passione per lo spettacolo è il teatro, ce l’ha da quando era piccolo. Giovanissimo ha imitato svariati personaggi e li ha resi pubblici durante le manifestazioni locali e in diverse trasmissioni messe in onda nella sua città. Potentino di nascita si è sempre distinto per la sua semplicità. Qualche volta è stato ospite di trasmissioni nazionali, eventi che gli hanno consentito di stringere amicizie importanti. A trentasei anni ha ancora la forza di mettersi in evidenza. Da qualche anno recita in vernacolo nella compagnia di Dino Bavusi. L’ultima fatica è la commedia “Strascenariedd e rap’” in cui interpreta il ruolo di Don Carlino. “E’ la terza volta che mi cimento con gli abiti talari –dice Claudiosegno che la parte affidatami da zi Gerard è confacente alla mia personalità.” Ciò nonostante mi sono sempre dichiarato disponibile ad interpretare qualunque ruolo – e aggiunge- il nostro gruppo è alquanto affiatato per cui si riesce sempre e in ogni caso a trovare le soluzioni migliori.” Ma torniamo al personaggio Barbetta, il suo attaccamento al mondo dello spettacolo non gli impedisce di dedicarsi ad altro come quello di aiutare le persone svantaggiate o portatori di handicap. Questa natura lo ha sempre portato a esibirsi in spettacoli di beneficenza con l’unico obiettivo di portare un attimo di serenità e di gioia tra quelle persone che vivono con tanti disagi. Al termine di ogni spettacolo Claudio Barbetta non ha mai chiesto nulla, nemmeno una medaglia o una semplice


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Ferlinghetti, pittore (non) per caso

In mostra a Reggio Calabria le opere di un mito della beat generation

LIBERARTE

Michele De Luca

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aleotta fu la ville lumière: la prima tentazione di Lawrence Ferlinghetti (New York, 1919) per la pittura, come da lui stesso raccontato, si manifestò a Parigi, quasi per caso, mentre si trovava a lavorare per un dottorato in letteratura alla Sorbona: “un ragazzo con cui condividevo la stanza dimenticò i suoi strumenti da pittore, così presi e feci un tentativo”. Una casualità (di cui tante volte si legge nella biografia degli artisti) che ben presto si tramutò in ossessione, tanto che incominciò a ritrarre modelli dal vivo e a frequentare gli “studi aperti” all’Accadémie Julien e all’Accadémie de la Grande Chaumière, dove operava il pittore astrattista André Lhote. Fu nel 1950 che Ferlinghetti produsse quello che considera il suo primo quadro, Deux, un’immagine surrealista ispirata a Jean Coteau. L’anno dopo, trasferendosi a San Francisco, nel momento in cui l’espressionismo astratto vi “imperversava”, ormai consapevole e convinto di dover proseguire e immergersi in qust’arte, affittò uno studio nell’Audifredd Building, un edificio di stile vittoriano affacciato sul Pacifico. Ferlinghetti è stato il poeta della beat generation (che lui preferiva chiamare “San Francisco Renaissance”) con la sua casa editrice City Lights Book Store, ha pubblicato tutti i più importanti romanzi degli scrittori americani della sua generazione, da Kerouac a Ginsberg. Poeta, intellettuale, ma anche sensibile e raffinato pittore; “ut pictura poesis”, affermava Orazio nell’Ars poetica indicando l’identità di mezzi espressivi posseduti da arte iconografica e poesia, e

Ferlinghetti sembra una incarnazione oggi di tale corrispondenza, avendo fatto della “contaminazione” tra tecniche espressive diverse, il fulcro del proprio, globale, impeto creativo e comunicativo. Forte il suo legame con il nostro paese (figlio di padre italiano, di recente è stato nominato Commendatore al Merito della Repubblica Italiana), che ora gli rende omaggio con una importante retrospettiva allestita al Foyer del Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria, proveniente dal Museo di Trastevere di Roma; la mostra (“Lawrence Ferlinghetti: sessant’anni di pittura”, catalogo, come sempre ben realizzato, di Silvana Editoriale), curata dalla biografa del poeta-pittore Giada Diano (nel 2008 ha pubblicato per Feltrinelli il volume Io sono come Omero. Vita di Lawrence Ferlinghetti) insieme

a Elisa Polimeni ed Elettra Carella Pignatelli, è promossa ed organizzata dall’Associazione Angoli Corsari; in tutto cinquanta opere per raccontare dalle prime prove tecniche fino alla piena maturazione artistica delle opere contemporanee. Un percorso creativo che attraversa, rivisitandoli con forte partecipazione civile, gli avvenimenti fondamentali degli ultimi sessant’anni di storia: dalla tragiche vicende di Sacco e Vanzetti e del muro di Berlino fino alla guerra in Iraq e al dramma dei grandi flussi migratori che connotano il nostro tempo. Partendo dalla grande lezione pittorica del passato, attraverso l’espressionismo astratto di De Kooning e la Transavanguardia italiana, l’attività pittorica di Ferlinghetti, che si pone anche come un proprio itinerario nella storia dell’arte, si è svi-

luppata in un contesto di grande spessore artistico e letterario, accompagnandosi alle altre sue esperienze culturali; le opere esposte, tutte provenienti dallo studio di Ferlinghetti a San Francisco, rispecchiano, oltre alla grande e colta versatilità tecnica dell’autore, una grande varietà di temi, dagli argomenti politici e sociali più scottanti, in cui il mezzo espressivo della pittura rivendica il suo ruolo etico di testimonianza e di denuncia, alle opere in cui si riversa (lui la chiama “fuga lirica”) la propria carica sentimentale ed erotica, intonate ad un fine lirismo pittorico, nonché a quelle impregnate da una struggente e malinconica nostalgia mediterranea. “Tutto ciò che volevo fare – ha scritto – era dipingere luce sui muri”; e questo impegno lo ha mantenuto lungo i decenni che la mostra ci rievoca, lasciando a noi tutti una appassionata e – ovviamente poetica raccomandazione: “E non dimenticate di dipingere / tutti coloro che hanno vissuto la propria vita / come portatori di luce / Dipingete i loro occhi / e gli occhi di ogni animale… / Dipingete la luce dei loro occhi / la luce di una risata illuminata dal sole / la canzone degli occhi / la canzone degli uccelli in volo”.


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CACCIA ALL’AVVISO

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CIAK SI GIRA

TRAMA DEL FILM SEX AND THE CITY 2: Cosa accade dopo aver pronunciato il fatidico "sì"? Le nostre eroine hanno realizzato i loro desideri più importanti, ma non sarebbe "Sex and the City" se la vita non serbasse qualche sorpresa in più... e questa volta sotto le spoglie di un'avventura "glamour" e assolata che le porta via da New York verso uno dei luoghi più sontuosi, esotici e coloriti della terra,dove le feste non finiscono mai e dietro ad ogni angolo si nasconde qualcosa di misterioso. Una fuga che arriva al momento propizio per le quattro amiche che si trovano a vivere – e combattere contro – i ruoli tradizionali imposti dal matrimonio, dalla maternità e altro. A volte non resta altro che scappare via con le amiche.

PROGRAMMAZIONE CINEMATOGRAFICA MULTISALA RANIERI Sala: 1 Posti a sedere: bie del tempo 284 Orari: 17.30 20.00 22.30 Sex and the City 2 Orari: 18.00 21.00 Sala: 4 Posti a sedere: 193 Sala: 2 Posti a sedere: Robin Hood Orari: 18.30 21.30 193 La nostra vita Orari: 17.30 19.30 21.30 Sala: 5 Posti a sedere: 204 Sala: 3 Posti a sedere: Saw VI 193 Orari: 18.00 20.10 22.20 Prince of Persia: Le sab-

Sala: 6 Posti a sedere: 174 The Final Destination 3D Orari: 18.00 20.00 22.00 Sala: 7 Posti a sedere: 48 Tata Matilda e il Grande Botto Orari: 17.30 19.45 22.00

PHOTONEWS

LA DISFATTA DEI PACIFISTI

L

a freedom Flotilla, convoglio di navi con a bordo diecimila tonnellate di aiuti umanitari destinati ai Palestinesi della Striscia di Gaza, viene assaltata da elicotteri e navi israeliane che aprono il fuoco contro settecento attivisti, tra i quali quattro italiani. Nove le vittime e trenta i feriti. Israele si difende: “I militari hanno risposto col fuoco per legittima difesa”. Gli attivisti tuonano: “Nessuna resistenza da parte nostra, niente armi a bordo, solo aiuti”. Nel frattempo, mentre il mondo si interroga, a Gaza è crisi umanitaria. La solidarietà è negata, la pace sconfitta e la diplomazia impotente. M.D.P.


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CON LA TESTA NEL PALLONE

I mondiali di calcio in Sud Africa 11 Giugno 2010 ore 16: pronti, via! Loredana Romanelli

SPECIALE MONDIALE

C

omincia male il premondiale per l’Italia e per il suo condottiero Marcello Lippi. Nella prima amichevole contro il Messico gli Azzurri sono apparsi spaesati, abulici e in evidente ritardo di condizione. Con il Messico la formazione di Lippi è sembrata in evidente affanno, tanto che nel primo tempo giunge subito il gol di Vela, che brucia la difesa azzurra, formata da un'inedita coppia Cannavaro-Bonucci. Cambia poco nel secondo tempo, con la girandola delle sostituzioni che non varia gli equilibri in campo, tanto che il Messico raddoppia con Medina. Solo allo scadere Bonucci devia in rete una palla vagante su calcio d'angolo, dopo un palo di Bocchetti. Risultato a parte, la cui importanza e’ relativa di questi tempi, sono mancati il gioco, gli automatismi, una parvenza di organizzazione tecnico-tattica, con il risultato che troppo spesso i calciatori Messicani si sono trovati soli davanti al povero Buffon e non e’ finita in goleada per la bravura del portiere. Dopo la deludente partita con il Messico, anche nell’ultima amichevole premondiale giocata con la Svizzera, l’Italia non ha suscitato grandi entusiasmi. Certo rispetto al disastro contro il Messico, si è notato un miglioramento, almeno nella tenuta atletica e nella costruzione del gioco, merito forse delle sostituzioni operate da Lippi rispetto alla partita precedente. La squadra presentava tra le novità più importanti gli innesti di Cossu, Gattuso, Palumbo, Montolivo e Pazzini, punta centrale dal primo minuto, che hanno garantito maggiore grinta e una migliore organizzazione di gioco. A sbloccare il risultato è stato il centrocampista dell’Udinese Inler al 10’ del primo tempo. Dopo 5’ minuti pareggia Quagliarella, che usa la testa per vedere il palo più lontano alle

GRUPPO A 11 giugno (Johannesburg, 16.00): Sudafrica-Messico 11 giugno (Città del Capo, 20.30): Uruguay-Francia 16 giugno (Pretoria, 20.30): Sudafrica-Uruguay 17 giugno (Polokwane, 13.30): Francia-Messico 22 giugno (Rustenburg, 16.00): Messico-Uruguay 22 giugno (Bloemfontein, 16.00): Francia-Sudafrica

GRUPPO E 14 giugno (Johannesburg, 13.30): Olanda-Danimarca 14 giugno (Bloemfontein, 16.00): Giappone-Camerun 19 giugno (Durban, 16.00): Olanda-Giappone 19 giugno (Pretoria, 20.30): Camerun-Danimarca 24 giugno (Rustenburg, 20.30): Danimarca-Giappone 24 giugno (Città del Capo, 20.30): Camerun-Olanda

GRUPPO B 12 giugno (Johannesburg, 13.30): Argentina-Nigeria 12 giugno (Port Elizabeth, 16.00): Corea del Sud-Grecia 17 giugno (Bloemfontein, 16.00): Grecia-Nigeria 17 giugno (Johannesburg, 20.30): Argentina-Corea del Sud 22 giugno (Durban, 20.30): Nigeria-Corea del Sud 22 giugno (Polokwane, 20.30): Grecia-Argentina

GRUPPO F 14 giugno (Città del Capo, 20.30): Italia-Paraguay 15 giugno (Rustenburg, 13.30): Nuova Zelanda-Slovacchia 20 giugno (Bloemfontein, 13.30): Slovacchia-Paraguay 20 giugno (Nelspruit, 16.00): Italia-Nuova Zelanda 24 giugno (Johannesburg, 16.00): Slovacchia-Italia 24 giugno (Polokwane, 16.00): Paraguay-Nuova Zelanda

GRUPPO C 12 giugno (Rustenburg, 20.30): Inghilterra-Stati Uniti 13 giugno (Polokwane, 16.30): Algeria-Slovenia 18 giugno (Johannesburg, 16.00): Slovenia-Stati Uniti 18 giugno (Città del Capo, 20.30): Inghilterra-Algeria 23 giugno (Port Elizabeth, 16.00): Slovenia-Inghilterra 23 giugno (Pretoria, 16.00): Stati Uniti-Algeria

GRUPPO G 15 giugno (Port Elizabeth, 16.00): Costa d'Avorio-Portogallo 15 giugno (Johannesburg, 20.30): Brasile-Corea del Nord 20 giugno (Johannesburg, 20.30): Brasile-Costa d'Avorio 21 giugno (Città del Capo, 13.30): Portogallo-Corea del Nord 25 giugno (Durban, 16.00): Portogallo-Brasile 25 giugno (Nelspruit, 16.00): Corea del Nord-Costa d'Avorio

GRUPPO D 13 giugno (Durban, 16:00): Germania-Australia 13 giugno (Pretoria, 20.30): Serbia-Ghana 18 giugno (Port Elizabeth, 13.30): Germania-Serbia 19 giugno (Rustenburg, 13.30): Ghana-Australia 23 giugno (Johannesburg, 20.30): Ghana-Germania 23 giugno (Nelspruit, 20.30): Australia-Serbia

GRUPPO H 16 giugno (Nelspruit, 13.30): Honduras-Cile 16 giugno (Durban, 16.00): Spagna-Svizzera 21 giugno (Port Elizabeth, 16.00): Cile-Svizzera 21 giugno (Johannesburg, 20.30): Spagna-Honduras 25 giugno (Pretoria, 20.30): Cile-Spagna 25 giugno (Bloemfontein, 20.30): Svizzera-Honduras

spalle del portiere avversario. Ripetute occasioni nella ripresa per Pepe e Pazzini. Grande prova di Gattuso che, oltre che correre, smista palloni da vero playmaker. A questo punto l’avventura in Sudafrica è ormai alle porte. Le prospettive di questa nazionale sembrano incerte: le convocazioni di Lippi hanno lasciato l’amaro in bocca a più di qualcuno ed inoltre

queste due amichevoli non hanno certo fatto vedere la migliore Italia! C’è da dire però che ad ogni mondiale l’Italia inizia in sordina per poi eventualmente esplodere quando tutto sembra perduto.... è stato così nel 1982, ma anche nel 2006, quando l’Italia non partiva certo tra le favorite, ma con un po’ di fortuna ed un gruppo ben solido ha sbaragliato la concorrenza gua-

dagnando un meritato trionfo.... e allora che dire? Speriamo che in queste notti sudafricane il cielo si tinga d’azzurro... in bocca al lupo all’Italia e buon calcio mondiale a tutti!!!


COME GAZZELLE SULLE CENTO SCALE

E

leganti gazzelle, fluttuanti, scendevano le “Cento Scale” come vere professioniste. Seducenti, con abiti cortissimi e code lunghissime. Sexi quanto bastava. Movenze da pin up, nonostante le temperature non proprio estive della serata. Questi gli ingredienti che hanno caratterizzato la serata conclusiva dell’evento promosso dal Comune di Potenza in collaborazione con l’associazione Art&venti2012, nell’ambito del Maggio Potentino. Una carrellata di opere di artisti e artigiani lucani, creazioni eccentriche ed eleganti di giovani stilisti, defilé di abiti cerimonia, moda mare, gioielli d’autore e accessori. La speranza è che iniziative di questo tipo non si limitino ad un unico appuntamento all’anno ma, dato anche l’alto gradimento dei partecipanti, diventino sempre più frequenti, in sostegno a quell’imprenditoria locale che molto fa per la nostra città e la nostra regione. E con la speranza, inoltre, che i siti più belli di Potenza non siano abbandonati a se stessi quando i riflettori si spengono.

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Terra di Basilicata