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Romanelli a pag. 8

UNA RELAZIONE PROGRAMMATA SUL FUTURO DELLA BASILICATA

Settimanale Freepress MERCOLEDI’ 26 MAGGIO 2010 ANNO III N. 2 Direttore ANTONIO SAVINO

POTENZA CITTA’ CHIUSA

Arlotto pag. 2-3

Romanelli a pag. 14

LA SFILATA DEI TURCHI DAL VIVIANI AL CENTRO STORICO

ITALIA, L’UNITA’ DISCUSSA DOPO 150 ANNI

Marganella pag. 21

I familiari di Don Mimì: un testimone trasparente

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on Mimì Sabia cercò di essere in vita testimone trasparente di Cristo e morì povero, senza lasciare alcun testamento segreto. Lo scrivono i familiari del prete, parroco titolare della chiesa della Trinità dal 1963 al 2008,

anno della morte, in una lettera inviata a Papa Benedetto XVI, in risposta alla lettera scritta dall'avvocato della famiglia Claps, Giuliana Scarpetta che, rivolgendosi sempre al Papa, aveva espresso dubbi sul fatto che il parroco, potesse non essere a conoscenza della pre-

senza di un cadavere nel sottotetto della chiesa che per anni è stata casa sua. I familiari del parroco sono convinti del fatto che si stia esercitando un'azione che va assumendo sempre di più i toni della diffamazione. Egli non fu il "curato dei potenti",

UNA REGIONE VECCHIA

come si vuol far credere, e il suo comportamento anche il 12 settembre 1993 (giorno della scomparsa di Elisa) è documentabile". Marcantonio a pag. 10

Di Palma a pag. 4 - 5

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UN CENTRO STORICO L'iniziativa di regolamentazione del traffico serve a tutelare i residenti Luca Arlotto Giovanni De Marco

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COSE D’OGGI

breve, molto probabilmente il 26 maggio, il centro storico di Potenza sarà chiuso al traffico. Una sperimentazione della tanto discussa “zona a traffico limitato”, in occasione dei festeggiamenti del S. Patrono di Potenza. Il transito delle auto sarà vietato nel tratto che dal Tourist Hotel porta fino a via IV novembre. Chiusa anche piazza Sedile, mentre dovrebbe essere aperto il tratto che da piazza XVIII Agosto porta al Grande Albergo da qui si potrà procedere verso via Raffaele Acerenza. Quanto a via del Popolo, si sta prendendo in considerazione l’ipotesi di apertura alle 7 alle 14 per consentire l’accesso alla scuola elementare. Molti i cittadini, soprattutto i residenti, che accolgono con grande entusiasmo l'iniziativa comunale, sperando che diventi permanente quanto prima. “Finalmente” - esclama un residente - “ chiudere il centro storico al traffico significa far pulsare il cuore di questa città; poter passeggiare indisturbati, gustando e apprezzando i tanti angoli sconosciuti anche a noi potentini”. “sarebbe, poi, auspicabile e doverosa, una ripavimentazione delle stradine del centro, per evitare di assistere alle molteplici cadute, soprattutto di anziani”. “Sono favorevole” - afferma un altro cittadino - “la chiusura del centro alle automobili permette di rivalorizzare un patrimonio storico- culturale deturpato e vandalizzato con l'inquinante presenza delle auto. Ormai i trasporti meccanizzati sono stati attivati: che si usino di più i trasporti pubblici. Un buon modo anche per ridurre lo smog e rendere più vivibile la città tutta”. Numerosi, infatti, sono quelli che non tollerano più un malco-

stume tipicamente potentino di esaltare nella vita quotidiana l'uso indiscriminato dell'auto, brutalizzando la memoria storica del centro storico: si pensi, ad esempio, all'abitudine di molti nel parcheggiare le proprie macchine nel luogo più rappresentativo della movida potentina, Piazza Prefettura. Queste manifestazioni di esultanza, però, non coincidono con le aspre accuse dei commercianti del centro storico, che nel lontano 2008 hanno lanciato l'iniziativa (e la petizione) “ZTL? No grazie”. Molti, alla notizia della chiusura del centro, hanno pensato bene di trasferirsi altrove, in zone periferiche che consentono ampia possibilità di parcheggio. “Caro sindaco” - ha scritto un commerciante qualche tempo fa su un altro giornale locale - “noi siamo più bravi di te. Tu hai deciso di chiudere il centro storico verso la fine di maggio, noi abbiamo già chiuso i nostri negozi”. Infatti, basta guardarsi intorno e vedere le numerose saracinesche abbassate. Oppure assistere allo spostamento dell'orario di apertura di quelle

poche attività commerciali ancora rimaste in vita. Una situazione che privilegia, già da qualche tempo, un decentramento selvaggio. “Da quando si è appresa la notizia della zona a traffico limitato, vi è stata una notevole contrazione degli acquisti”. Così, laconicamente, afferma una commerciante del centro, che continua: “ non ci resta che trasferirci altrove ove ci sono maggiori servizi e possibilità di essere raggiunti con facilità dai consumatori”. Parla, poi, Giovanni de Marco, commerciante, residente al centro storico dal lontano '59. “ Il 30 luglio 2009 ho presentato una Petizione alla Segreteria Generale del Comune di Potenza con protocollo 38574 chiedendo, come previsto dallo statuto comunale, di prendere atto delle loro riflessioni, discuterle in Commissione prima, in Consiglio Comunale poi”. Sig. De Marco, come mai risulta ostile alla ZTL nel borgo antico potentino? Si tratta di una questione delicata che richiede un confronto attento con altre realtà cittadine,

più o meno vicine a noi. Si tratta in buona sostanza di riflettere sullo stato di salute del centro storico di Potenza. Ad esempio? Mi viene da pensare a Matera e Salerno, o città meno vicine come Perugia: cittadine che vantano centri storici floridi sotto il punto di vista infrastrutturale, dei servizi e del patrimonio storicoculturale. Tutto sullo sfondo di un alto livello qualitativo di vivibilità. Lei, Sig. De Marco, ha parlato di “stato di salute” del centro storico: a cosa si riferisce, se può essere più preciso? Il cittadino che risiede nel centro o lo frequenta per lavoro, studio o svago ha notato che nel corso degli anni esso si è svuotato di funzioni e residenti. Se si aggiunge poi la “disinvolta” distruzione di molte emergenze storiche, a partire dagli anni '60 (vedi il rione Addone e l'ex sta-


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DA RIVITALIZZARE Commercianti alla ricerca di altre aree per la vendita

Al di là di questo, cosa le fa prendere Perugia come riferimento da cui trarre esempio? Il fatto che grazie all'impegno di cittadini e amministrazione, la città di Perugia ottiene sempre ottimi posizionamenti nella classifica della qualità della vita (redatta da Il sole 24 ore), e nella graduatoria Ecosistema Urbano (di Legambiente), ove la nostra città guadagna un misero 73° posto. on andiamo però molto lontano. Esempi di ineccepibile amministrazione li abbiamo accanto a noi, ma sembra quasi che viviamo in due mondi distinti. Si riferisce al nostro capoluogo di provincia? Esatto. Matera vede nel suo Centro Storico presenti numerosissimi servizi e strutture di vario tipo, pubbliche e private, nonché parcheggi multipiano. I servizi per gli studenti universitari, Segreteria e Rettorato, sono posti al centro e molti immobili pubblici sono stati concessi in comodato d'uso all'Università che vi ha insediato le sue strutture. Parlo, a titolo esemplificativo, dell'Ospedale di via Lanera, ove si ipotizza a breve la

zione di politici e sindacalisti. Cosa bisognerebbe fare a questo punto? Se posso, faccio un parallelo con le persone. La Ztl si applica al centro storico, come un intervento chirurgico delicato ad un paziente. In tutti e due i casi è doveroso accertarsi che le condizioni di salute di entrambi siano tali da far superare lo stress operatorio. Altrimenti? Altrimenti rischiamo di trovarci di fronte alla drammatica situazione che ci porterebbe a dire: “l'intervento è riuscito ma il paziente è morto”.

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COSE D’OGGI

zione di posta a Porta Salza), si deve convenire che è più corretto parlare di “Borgo Antico”, che di “Centro Storico”. Rispetto alla nostra cittadina, cosa hanno di diverso i piccoli centri che poc'anzi ha citato? Sicuramente in quei posti l'amministrazione si è preoccupata principalmente di rendere vivibile e fruibile l'intera città, prima ancora di metter mano al regolamento della mobilità. Può fare un esempio? Certo, parlo con dati alla mano: gli stessi dati che mi hanno consentito di redigere la petizione inviata al Comune di Potenza. A Perugia risiedono nel Centro Storico circa 13000 persone: si tratta di un centro fiorente e che accoglie quotidianamente 40000 studenti e che offre un'ampia gamma di servizi e manifestazioni di grande prestigio internazionale. Si riferisce all'Umbria Jazz Festival? Certo, ma non solo. Si pensi alla “Sagra Musicale Umbra”, all' “Eurochocolate, alla “Rassegna Antiquaria città di Perugia”, al mercato dell'antiquariato e collezionismo.

costruzione di una casa dello studente. Quindi, Lei lamenta una scarsa riflessione e attenzione nel risolvere prima altre problematiche? Certo. ell'ormai lontano Gennaio del 2008 fu inaugurata una Ztl molto leggera che ha interessato solo alcune aree del Centro Storico, dimostrando una sensibilità che a Potenza sembra sconosciuta. Alle auto non autorizzate nell'area a Ztl è vietato il transito nei giorni feriali e limitato al periodo dell'ora legale (Luglio- Ottobre) unicamente dalle ore 20,30 alle ore 23,00. ei giorni prefestivi il divieto è dalle 20,30 alle 23,00 (tutto l'anno) e nei festivi (dalle 16,00 alle 23,00 tutto l'anno). onostante questo approccio delicato, molti hanno sollevato critiche relativamente all'istituzione della Ztl. Una preoccupa-


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Troppe pensioni e pochi stipendi in Basilicata Michela Di Palma

P COSE D’OGGI

otenza, città vecchia. Non come Napoli, Milano o Torino, città che conservano le tracce del tempo e che vantano un immenso patrimonio storico. Potenza è più vecchia di tanti altri omologhi capoluoghi e città di provincia anzitutto per numero di pensioni: questo segna un drammatico risvolto di costante senilizzazione della comunità. Nulla ha guadagnato, il capoluogo, città dalle dimensioni ideali per quel micro-sviluppo diffuso - tipico di tante piccole province - che ha fatto la fortuna, per esempio, del nord est. Da noi gli stipendi sembrano scomparire man mano, inesorabilmente. Ma dove sono andati a finire i giovani che un tempo popolavano il capoluogo? È possibile che Potenza stia tradendo oltremodo le aspettative di un’intera generazione, che qui avrebbe voluto studiare, lavorare e poi metter su famiglia? Milano, Torino, Bologna, Roma, Perugia, Firenze. Queste le mete ambite dai giovani lucani: per poter proseguire gli studi, per frequentare facoltà che qui mancano, per nutrirsi di cultura e socialità in un ambiente diverso da quello in cui si è nati. Il dramma è che pochi, davvero pochi, fanno rientro a Potenza una volta concluso il ciclo di studi. Quattro, cinque anni per completare l’Università. Poi si resta fuori per conseguire un master, perché il professore ti indirizza verso i canali giusti. Eccellenze formative qui presenti - si pensi a certi licei classici e scientifici - lavorano a servizio di altre regioni. Il tirocinio in un’azienda di proporzioni da noi inesistenti ti spinge a sperare certo non in un’assunzione ma almeno in un contratto a tempo. Si va avanti qualche anno da precario. E si diventa, nel tempo, residenti in una città che non è la propria. Non si cancel-

lano con un colpo di spugna le proprie radici ma le si mettono da parte. Si deve pur lavorare: rientrare in regione significherebbe nella maggior parte dei casi metter sotto vetro la laurea. I dati sono avvilenti per l’universo dei giovani. Sarebbe ora che la Regione, che tanto ha promozionato la questione giovanile (il cosiddetto piano per i giovani) avviasse un’indagine conoscitiva seria sulla questione, anche per comprendere le ricadute di enormi finanziamenti comunitari sulla formazione e sul sistema delle imprese. Al di là degli spot e delle considerazioni auto-referenziali a cui gli amministratori pubblici ci hanno - e si sono - abituati, la “statistica”, quella seria e continua, è stata messa in soffitta perché può essere enormemente scomoda e questo può dirsi anche per molti di noi, ormai avvezzi a vivere in corsa, scorrendo in superficie e mai impegnati a scendere in profondità dei problemi, attraverso l’analisi e la valutazione dei dati socio-economici. DATI ALLA MAO La fascia di popolazione, a Potenza, che va dai 61 ai 65 anni, raggiunge quota 3.897 persone su 68.594 residenti. Non sono pochi. Se consideriamo quella che va dai 66 fino a 100, il numero sale a dismisura: siamo intorno alle 12.300 persone. Sono troppi. Quella degli anziani è una comunità che cresce repentinamente, inavvertita dai più anche perché, con l’incalzare dell’età, si diventa sempre più silenziosi e timorosi di esprimersi. I dati citati sono prettamente anagrafici, ma stonano e parecchio con le speranze di chi intende rimanere in città, considerando anche che i ruoli attivi che gli anziani che si ritirano riconsegnano al mondo del lavoro sono spesso tramontati e non più in linea con

le competenze e le attese dei giovani di oggi. E’ allarmante, in particolare, il divario tra numero dei posti di lavoro liberati dagli anziani nella pubblica amministrazione, negli ultimi quindici anni, e numero di posti messi a “concorso pubblico”. Alle restrizioni delle assunzioni introdotte dalle ultime leggi finanziarie si è accompagnata, con effetti ancora più deteriori, la tendenza degli amministratori a utilizzare procedure di reclutamento discrezionali e clientelari (tirocini, stage, co.co.co, etc.), con creazione di una bolla di precari che prima o poi scoppierà e che comunque non offre certezze per l’avvenire nemmeno a chi, pur fortunato, vi si è potuto riparare. Il mondo dei bambini, poi, sembra relegato ad eventi quasi straordinari. Nel 2009 la natalità in Basilicata scende, rispetto all’anno precedente, ad una percentuale di 8,1 nati su mille abitanti. Come dire, pochi soldi, caro vita, lavoro che latita, futuro incerto, prezzi degli appartamenti alle stelle: meglio rinviare il progetto di metter su famiglia e indugiare, sera su sera, nei locali o in piazza. E così la città e la regione si svuotano,

si popolano di anziani a passeggio per le strade, si salutano quei pochi bambini che nascono ben sapendo che anche loro prenderanno il largo. Si aggiungeranno alla schiera, che continuerà a mietere vittime, di giovanissimi emigranti. Nel 2009, nella nostra regione, ogni mille residenti 4 persone si sono trasferite in altro comune e 2,7 hanno ripiegato all’estero. Indici di cambiamento, dati molesti da digerire, mentre la crisi diventa virulenta e incontenibile. PAESI VUOTI E SILEZIOSI Se spostiamo l’attenzione sul circondario, su quei borghi di poche anime e privi di tessuto industriale o anche solo di servizi e uffici, notiamo la presenza di anziani totalmente spalmata sui piccoli territori. Basta farsi un giro a Vietri, Acerenza, Tolve, Brindisi, Forenza, per avere l’idea del tessuto


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PER I GIOVANI

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sociale. Anziani a passeggio, ai balconi o dietro i vetri, nei bar, nella villa comunale e alle poste. Forse, a Potenza ci sarebbero ancora meno giovani se l’afflusso di ragazzi che lasciano i paesi per svernare nel capoluogo, che sia per motivi di studio o solo per frequentare i nostri locali, non avvenisse. Siamo a maggio: gli esami, il lavoro, gli impegni. I piccoli paesi lucani sono vuoti e silenziosi. Bisogna attendere le ferie, tra luglio ed agosto, per imbattersi in qualche giovane anima in paese. Avigliano è tra i paesi nella provincia di Potenza tra i più popolosi con i suoi dodicimila abitanti. E qui, forse, l’idea di paese anziano si discosta dalla media. Di ragazzi se ne vedono in giro, c’è movimento di auto e le attività commerciali sembrano ancora improntate ad una utenza giovane. Avigliano purtroppo è l’eccezione che conferma la regola. Un paese vivace e attivo, forse perché gran parte delle famiglie aviglianesi è provvista di reddito in quanto occupata nelle strutture sanitarie (Ospedale, casa Divina Provvidenza) e scolastiche della città. I giovani rimasti in paese frequentano le facoltà del capoluogo: la

mattina raggiungono Potenza per poi rientrare nel pomeriggio. La distanza non è notevole: si fa di necessità virtù. Possidente, San Giorgio, Sant’Angelo ci rimandano invece alla malinconia di certe microfrazioni mute e incorporee, nonostante siano a pochi chilometri dal capoluogo. Gli anziani sono in costante aumento, le attività commerciali all’osso e dei ragazzi non v’è traccia. Minuscole realtà che non avrebbero senso d’esistere se non fosse per coloro i quali le vivono da una vita, per chi qui ha un pezzo di terra, per chi ha una casa e ne ha costruita una per i figli. Il silenzio di certi posti e perfino di tante piazze di paese sconforta. L’Istat sostiene, a proposito della Basilicata, che l’età media dei suoi residenti è di 43 anni. Un anno in più rispetto solo a tre anni prima. Di questo passo, quale sarà l’età media dei residenti lucani tra dieci anni? COFROTI CO LE ZOE LIMITROFE Ma vediamo qualche semplice confronto, sulla base dei dati demografici ufficiali, tra la Basilicata e le due regioni vicine più forti: Campania e Puglia. Negli anni 2006, 2007, 2008 e 2009 il

numero dei nati per ogni mille abitanti è stato, rispettivamente, di 10,8 - 10,7 - 10,5 - e 10,1 per la Campania; 9,3 - 9,4 - 9,4 e 9,2 per la Puglia e 8,4 - 8,2 - 8,3 e 8,1 per la Basilicata. Negli stessi anni, il numero di matrimoni per mille abitanti è stato, rispettivamente, 5,4 - 5,5 - 5,5 e 5,2 per la Campania; 4,5 - 4,8 - 4,7 e 4,7 per la Puglia e 4,6 - 4,5 - 4,1 e 4,3 per la Basilicata. Questo significa anche che alle regioni vicine diamo (acquisti, etc.) più che prendere. L’invecchiamento progressivo della struttura demografica nelle nostre zone non ha creato una nuova economia, se si pensa che ha comportato, sommariamente, solo crescita della spesa della sanità pubblica e solo nuove occasioni di lavoro per l’assistenza a domicilio, per lo più relegata alle cosiddette badanti straniere. Potenza, in particolare, si sta svuotando di persone e aspettative: negli anni dal 2004 al 2009 i residenti non sono cresciuti: hanno registrato, al contrario, un leggero decremento, nonostante la tendenza all’afflusso, a motivo essenziale della presenza dell’università e della scomodità e lunghezza delle strade di collegamento per i paesi meno vicini. Ciò che impressiona, invece, è il saldo migratorio negativo. Negli stessi anni (dal 2004 al 2009), la differenza fra “iscritti” e “cancellati” in anagrafe si è mantenuta costantemente negativa e in 3 anni, complessivamente, i “cancellati” sono stati superiori agli “iscritti” di 1.419 unità. Certo, ha contribuito la tendenza a trasferire la residenza nei Comuni più vicini, Pignola e Tito, dove i costi delle abitazioni non sono proibitivi come in città e dove si è diffuso il sistema della casa-giardino a prezzo accessibile alle giovani coppie. TRASMIGRAZIOI

Ma sul saldo negativo avrà influito, di sicuro, l’emigrazione intellettuale, che qui ci occupa più da vicino. Tutta la Basilicata sta deperendo con il suo sis t e m a socio-economico: checché se ne dica, l’enorme spesa pubblica avutasi non ha generato altrettanta resa (se non individuali e isolati arricchimenti). In particolare, è in crescita il disagio socioeconomico, specie dei Comuni fino a 2.500 abitanti. Allo scopo si possono consultare i dati messi a base della delibera regionale relativa al riparto del “fondo di coesione interna 2009-2011”. I nostri giovani stanno dando, al contrario, il loro contributo a rendere meno anziane città che non sono le loro, le stesse che non arretrano ma marciano lungo la strada della crescita e dell’innovazione. I fratelli Coen, ambiti registi di Minneapolis, nel 2008 hanno ottenuto l’Oscar per il bel film “Non è un paese per vecchi”. Se dovessero pensare ad un sequel, potremmo suggerire loro come set la nostra povera vecchia regione. Ma il titolo a quel punto muterebbe nella sostanza e diverrebbe: “Non è un paese per giovani”.

COSE D’OGGI

Un territorio che si svuota di persone e aspettative


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Arbea: Cronaca di

COSE D’OGGI

Il Mipaf revoca il riconoscimento e l'Agenzia non è più organismo pagatore per la Basilicata Masaniello

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iù preciso di Nostradamus. Terra di Basilicata l'aveva già pronosticato esattamente due anni fa - nel suo numero di maggio 2008 – quando scriveva: L'Arbea “è il primo organismo pagatore sorto nel sud Italia – il che è sembrato subito un record – ma è anche il primo in Europa a rischiare la chiusura. Sono già due anni che l'Arbea non ottiene la certificazione dei propri conti e la Commissione Europea ha avviato la procedura regolamentare di rettifica finanziaria. Tradotto in parole povere, se l'unione Europea non ci vedrà chiaro su come viene speso il suo denaro, lo Stato italiano ci rimetterà in proprio i soldi spesi male dall'Arbea, il tutto si riverserà sulle tasche degli agricoltori lucani che si vedranno ridotti gli aiuti e qualcuno – prima o poi – dovrà decidere di staccare il respiratore. Perché l'accanimento terapeutico a volte è peggiore e più imbarazzante dell'inevitabile resa”. Quel qualcuno è stato il Mipaf, il Ministero per l'Agricoltura, che ha revocato il riconoscimento dell'Arbea, una sorta di autorizzazione a svolgere le funzioni di ente pagatore per la Basilicata. Da oggi l'Agenzia non potrà più erogare aiuti agricoli ma per legge dovrà tornare a farlo l'Agea, l'Agenzia sorta nel 1999 dalle ceneri della vecchia Aima. Da quando Terra scriveva infatti sono passati altri due anni e l'Arbea ha continuato a non funzionare, si sono accumulate migliaia di pratiche, gli agricoltori hanno occupato gli uffici dell'ente per una settimana in forma di protesta, molti sono arrivati sull'orlo del lastrico. Alle due mancate certificazioni di cui scrivevamo nel 2008, se ne sono aggiunte altre due. Le

Nella foto in alto: Vilma Mazzocco attuale assessore regionale all’agricoltura, in basso l’ex assessore Vincenzo Vitti. A destra la sede dell’ ARBEA

società di revisione contabile, la Pwc e la Mazars, hanno negato il proprio visto sui conti dell'ente dall'anno 2006 al 2009 e, se si pensa che l'Arbea è diventata organismo pagatore solo nel 2005, i conti sono presto fatti. Su cinque anni di attività ben quattro sono stati impiegati molto male. La cosa potrebbe essere, come previsto da Terra, per niente indolore visto che l'Unione europea ha già in corso le procedure di correzione finanziaria riguardanti le erogazioni dell'Agenzia e, negli ultimi quattro anni, questa ha speso oltre 400.000 milioni di euro della Comunità. Se l'Ue decidesse di andare fino in fondo – e con la crisi attuale non c'è da dormire tranquilli - le casse italiane dovrebbero restituire altrettanti milioni al bilancio comunitario. Il tutto a danno dei contribuenti e, tanto per cambiare, proprio di quegli agricoltori già tanto danneggiati dalle disfunzioni dell'Arbea: im-

mancabilmente, infatti, arriverebbero – diciamo così per punizione – meno soldi alla Basilicata per i propri Piani di Sviluppo Rurale. Ma allora la domanda sorge spontanea. Di chi è la responsabilità? E soprattutto, se il nostro giornale era riuscito con tanto preavviso a fare “cronaca di una morte annunciata”, perché la Regione non è corsa ai ripari prima che fosse troppo tardi? Le giustificazioni dell'ex Direttore Gabriele Di Mauro, in carica dalla nascita dell'ente sino a poche settimane fa, hanno sempre puntato sulla carenza di personale che fino al 2008 si attestava intorno alle 45 unità. Eppure altri organismi pagatori come l'Artea toscana lavorano con una trentina di addetti ed erogano in un anno contributi quattro volte superiori all'Arbea, praticamente in 365 giorni tutto quello che l'Agenzia ha pagato dal 2005 ad oggi.

A forza di lamentele anche il Ministero ha imposto all'ente di triplicare la dotazione organica portandola a 105 unità. La Regione Basilicata non ha fatto storie e per permettere le assunzioni ha persino aumentato il bilancio dell'Agenzia che oggi costa al bilancio regionale circa cinque milioni di euro l'anno. In servizio per ora, salvo la conclusione di alcune procedure concorsuali per una ventina di addetti, circa 65 unità. Ma l'ente ha continuato a non funzionare e soprattutto ha continuato a non possedere i requisiti organizzativi che i Regolamenti comunitari impongo per poter essere un organismo pagatore. E l'8 aprile scorso, esat-


7 una morte annunciata 26 MAGGIO 2010

A rischio oltre 400 milioni di euro e il P.S.R. questione di cattiva impostazione amministrativa, di disordine organizzativo e di assenza di programmazione e strategie. In buona sostanza, sembra, una bocciatura della gestione di Gabriele Di Mauro. L’Arbea – si legge - ha delegato la quasi totalità delle funzioni che la normativa comunitaria consente di delegare: l’intera Domanda Unica è gestita dall’Agea così come tutta l’attività di controllo in loco e di condizionalità, sia sul P.S.R. che sulla Pac. Di contro, l’Arbea ha conservato per sé tutta l’attività istruttoria del P.s.r., la più gravosa sia sul piano quantitativo che qualitativo perché comportante la disamina tecnico-amministrativa di migliaia di domande annuali per la quale occorre una consistenza dotazionale corposa non solo numericamente ma soprattutto professionalmente. L'esatto contrario di quello che hanno fatto gli organismi pagatori italiani che

invece, e non a caso, funzionano. In buona sostanza, scrive la Commissione, si può pienamente condividere l’affermazione che l’Arbea nasce per svolgere le funzioni di organismo pagatore al posto di Agea ma si annulla dietro un sistema di deleghe e dipendenze con la sua stessa matrice Agea che ne rendono improbabile l’efficienza e ne compromettono l’utilità e la sua stessa ragione di esistere. Scriveva due anni fa Terra di Basilicata: “La verità non sarà che, semplicemente, l'Arbea non governa i suoi stessi processi? Non dipenderà più ragionevolmente dal fatto che la sua autonomia gestionale è solo formale perché, tra una delega e l'altra, l'ente è ostaggio di decisioni, iter, tempistiche, ritardi consumati altrove”. La totale “dipendenza” dell’ente dal sistema informativo di Agea, desueto tecnologicamente

COS’E’ L’ ARBEA L

'ARBEA (Agenzia della Regione Basilicata per le Erogazioni in Agricoltura) è l'Organismo Pagatore Regionale, istituito con Legge Regionale n.15 del 12.03.2001, come modificata ed integrata dalla Legge Regionale n.14 del 22.02.2005, ai sensi del Regolamento CE 1663/95 (oggi sostituito dal Regolamento CE 885/2006, per il quale il D.M. 27/03/2007 detta apposite disposizioni attuative) e del Decreto Legislativo 165/99, per gli aiuti in agricoltura secondo le disposizioni della normativa comunitaria, nazionale e regionale. Ha ottenuto il riconoscimento, con Decreto 3 marzo 2005 Prot. B/397 del Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, a partire dall'anno finanziario 2005, per i pagamenti inerenti le misure di sviluppo rurale nonché per i pagamenti diretti di cui al Reg. CE 1782/2003 (ora Reg. CE 73/2009) con l'esclusione della misura prevista dall'art. 99 per il riso. Le principali funzioni attribuite all'Agenzia sono l'Autorizzazione, l'Esecuzione e la Contabilizzazione dei pagamenti.

Oltre ai procedimenti di erogazione degli aiuti e contributi derivanti dalla politica agricola comune, all’ARBEA può essere affidata la gestione di ogni altro aiuto in materia di agricoltura e sviluppo rurale dalla Regione Basilicata, dalle Province, dalle Comunità Montane, dai Comuni, dai Parchi e dagli altri enti pubblici operanti sul territorio regionale. Sono attualmente attive convenzioni con i CAA dislocati sul territorio. L’ARBEA ha personalità giuridica pubblica ed è dotata di autonomia amministrativa, organizzativa, contabile e patrimoniale. Gli aspetti organizzativi e funzionali sono definiti nell'apposito Regolamento Organizzativo. L'Agenzia ha sede in POTENZA. Ha uffici territoriali a Matera e Tramutola. Per conoscere la sede ARBEA competente per il tuo Comune, consulta il comprensorio delle sedi.

e farraginoso, l'irrazionale assetto interno degli uffici, la deresponsabilizzazione e mancanza di autonomia dei dirigenti rispetto a una gestione che ruota molto intorno alla figura del Direttore, le carenze nell’elaborazione degli obiettivi e nel controllo del loro conseguimento, le assunzioni programmate senza tener conto della priorità di acquisizione di personale tecnico anziché amministrativo sono stati il micidiale cocktail tossico che ha impaludato l'Agenzia. Vincenzo Viti ha fortemente sostenuto in Giunta la necessità di rivoluzionare l'ente tenendo conto di quanto accertato dalla Commissione e delle indicazioni all'allora direttore Di Mauro, cadute nel vuoto, che questa offriva già nel novembre scorso. Si deve a Viti il Commissariamento di Arbea con l'intento di risanarla e renderla finalmente efficiente. Il cambio della guardia alla guida dell'assessorato all'agricoltura passa ora il testimone a Vilma Mazzocco che, con l'esperienza del primo commissario Ermanno Pennacchio e del neo nominato Andrea Freschi, dovrà risollevare le sorti dell'ormai ex organismo pagatore oppure scegliere di sopprimerlo. Con un occhio molto attento al rischio, ancora non scongiurato, di sanzioni finanziarie da parte della UE.

COSE D’OGGI

tamente il giorno prima che la Giunta Regionale si decidesse a sancire la fine del mandato di Di Mauro e la nomina di un Commissario Straordinario, al Ministero non è rimasto che avviare la procedura di revoca del riconoscimento, ormai conclusa. A salvare l'ente ci aveva provato seriamente Vincenzo Viti, assessore all'agricoltura nell'ultimo anno della conclusa legislatura. Durante il suo mandato ha voluto vederci chiaro sulle innumerevoli lamentale e proteste provenienti dal mondo agricolo ma soprattutto sugli inquietanti preavvisi che da tempo riceveva Di Mauro dalla UE e dal Ministero, e che minacciavano sanzioni finanziarie e revoca del riconoscimento. Una Commissione di vigilanza composta da tre dirigenti regionali, insediata dall'esecutivo su iniziativa di Viti, ha svelato i misteri del perenne cattivo funzionamento di Arbea. Una


POLITICA

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LAVORO, GIOVANI E SERVIZI UNA SCOMMESSA DA VINCERE I punti salienti su cui si svilupperà l’azione del governo regionale Loredana Romanelli

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avoro, servizi di qualità, valorizzazione delle risorse disponibili, reti di imprese ed innovazione dell’amministrazione pubblica regionale. Sono questi i punti salienti su cui si svilupperà l’azione del Governo regionale. Il presidente della Regione, Vito De Filippo, ha esposto nella mattinata del 25 maggio ai Consiglieri regionali la Relazione programmatica, partendo da un’analisi della situazione economica lucana e di quella nazionale. L’economia lucana soffrirà, a detta del Presidente, almeno per un altro biennio di una fase che si potrebbe definire di “ripresa senza lavoro” che avrà riflessi sui consumi delle famiglie e sull’andamento della produzione delle nostre imprese. Ciò non deve impedire di guardare con fiducia al futuro purché ci sia un maggiore impegno, anche a livello nazionale, per consentire alle regioni del meridione di agganciare il treno della ripresa senza subire ulteriori ritardi. La relazione programmatica del presidente si è soffermata anche sul tema del federalismo. De Filippo ha sottolineato la possibilità che il federalismo fiscale acuisca la spaccatura tra regioni più o meno virtuose. Il rischio è quello di determinare una rottura del Paese rispetto ai servizi essenziali, quelli più importanti per i cittadini, ed una violazione del principio costituzionale secondo il quale tali servizi devono essere garantiti in forma omogenea su tutto il territorio nazionale. Il Presidente ha successivamente esposto gli obiettivi principali del programma di governo: “garantire la tenuta sociale della regione avendo cura di rafforzare e di estendere per quanto possibile, le reti di sostegno e di solidarietà per le fasce più deboli (lavoratori e famiglie); favorire con ogni mezzo disponibile la crescita e la modernizzazione della regione in ogni settore favorendo i processi vir-

tuosi di aggregazione sia a livello delle amministrazioni, sia a livello delle imprese, sia nel sistema regionale della ricerca e della cultura”. L’obiettivo prioritario per l’attuale governo della Regione è, dunque, quello di attuare un programma che contrasti la fuga di cervelli, offrendo maggiori possibilità di crescita professionale ai giovani lucani. Ma in che modo rendere appetibile ai nostri giovani la permanenza nella nostra Regione? Al riguardo, ha affermato il Presidente, sono pronti ad essere emanati nuovi bandi rispondenti alla logica della creazione di occupazione nei nuovi settori sui quali incanalare i lavoratori ed i giovani in cerca di lavoro. Sempre con riguardo ai giovani, degna di nota è l’istituzione del cosiddetto “Reddito-ponte”: una serie di incentivi per i giovani d’età compresa tra i 18 ed i 35 anni, che hanno portato a termine il loro percorso formativo e che sono alla ricerca del primo impiego. I destinatari di tale misura devono impegnarsi a partecipare a tutte le attività di formazione/orientamento lavorativo che la Regione Basilicata o altri enti pubblici attivino ed a accettare il posto di lavoro che venisse offerto loro. A tutela del lavoro, il programma prevede un bando per un contributo modulare alle imprese che stabilizzino i lavoratori precari: la Regione offrirà 10.000 euro per ogni lavoratore stabilizzato con contratto a tempo pieno e determinato. Per quanto riguarda i servizi di qualità e la riorganizzazione dei trasporti e del sistema urbano, si punterà ad un miglioramento della viabilità interna e dei collegamenti con i principali nodi di connessione alle reti TEN (stazioni ad alta velocità, aeroporti, porti). Con la riorganizzazione del sistema regionale di Welfare, in particolare con il “Quoziente familiare”, sarà dato un canale di accesso priorita-

rio agli aiuti alle famiglie numerose, più esposte al rischio di impoverimento, o che hanno al loro interno situazioni particolari, tentando di migliorare l’efficienza del sistema socio-sanitario regionale. Nell’ottica dello sviluppo sostenibile la sfida lanciata per i prossimi anni è di cogliere le grandi opportunità che il nostro territorio può offrire in termini di disponibilità energetica, soprattutto sfruttando il settore delle energie rinnovabili. Attraverso la programmazione dei Fondi Europei, la Basilicata può seriamente mirare ad avviare un nuovo modello di sviluppo, coniugando produttività e sostenibilità ed incrementando il valore aggiunto degli investimenti in campo energetico. A tutto ciò si deve aggiungere la rinegoziazione delle intese sottoscritte nel 1999 con Eni e le sue consociate e la riorganizzazione delle politiche riguardanti la gestione dei rifiuti urbani su territorio regionale. Per quanto riguarda l’industria è prioritario, secondo il Presidente, contribuire all’attuazione di progetti di reti di imprese appartenenti a filiere produttive localizzate nella Regione Basilicata, finalizzati alla realizzazione di investimenti innovativi, ed agire sulla base dell’esperienze passate nelle aree di crisi. Importanti anche gli investimenti da effettuare nel settore turistico: si rende sempre più necessario promuovere la filiera turistica in una ottica di sistema, che aggreghi gli operatori e rafforzi i legami fra ricettività ed altri settori coinvolti nello sviluppo turistico. Il governo regionale ha intenzione anche di puntare in maniera fattiva sulla scuola e sull’Università considerandole strategiche allo sviluppo economico e culturale del territorio. Un’altra sfida importante sarà quella della digitalizzazione della pubblica amministrazione. L’e-administration deve essere incoraggiata per il suo positivo impatto

Il presidente Vito De Filippo sui costi amministrativi, oltre che sul miglioramento della qualità della vita e sul maggiore valore aggiunto dei servizi. I nuovi “diritti digitali” sono molti e assai rilevanti Per questo l’Amministrazione regionale agirà sempre di più per dare rilevanza, titolarità e sviluppo a questi diritti utili a migliorare la qualità delle relazioni con i cittadini e con le imprese e a rafforzare il profilo democratico della nostra società. In conclusione De Filippo ha sottolineato ancora una volta l’importanza delle sfide che la nostra regione dovrà affrontare, sfide che si potranno affrontare solo con un cambiamento di rotta della politica regionale e nazionale e che impongono lo sviluppo di un clima collaborativo tra le diverse forze politiche, per poter “interpretare piuttosto che subire i cambiamenti strutturali” che la modernità ci costringe ad affrontare. Tutto questo per fare della Basilicata “una frontiera avanzata e democratica del Mezzogiorno. La sua punta coraggiosa di diritti e di possibilità”.


9 PDL ORA E’ “BAGARRE” 26 MAGGIO 2010

Lapenna primo dei non eletti nel PDL ha presentato un doppio esposto per l’ineleggibilità di Pici Saro Zappacosta Luigi Modrone chiede perentoriamente a Tisci di affrontare nel Coordinamento Provinciale “Le problematiche politiche ed elettorali che hanno condotto il PDL a recenti sconfitte in molti fronti in questo ultimo anno. Reputo sia doveroso che Tisci, tracci un biliancio della sua gestione di coordinatore provinciale e che lo faccia da dirigente di partito affrontando la desenzione con altri dirigenti di partito, relazionando cosa abbia messo in piedi in questo periodo di doppio incarico politico ed istituzionale, su come stia il PDL nelle varie aree della provincia, specie quelle più lontane dal Palazzo Regionale illustrando come la diligenza provinciale debba affrontare la campagna di tesseramento e soprattutto ci spieghi a voce la sua analisi dal magro risultato dal Popolo della Libertà”. Mentre scriviamo ancora non conosciamo che cosa sia successo nella riunione di lunedì: c’è gente che si attende un atto di coscienza da parte di Antonio Tisci – leggi dimissioni- al fine di creare i presupposti per un rinnovo totale dei vertici del PDL, colpevoli della fine ingloriosa dal partito; ma poiché l’irresponsabilità ha ormai invaso gran parte del PDL, è pura follia illudersi che i vertici del PDL possano dimettersi, per sollevare il polverone. Lo spirito che anima ormai il partito di Berlusconi è’ “Muoia Sansone con tutti i filistei” TRE AVVOCATI PER U POSTO AL SOLE Esempio di questo biblico spirito Che anima il partito di Viceconte, Digilio, Latronico, Tisci e Taddei quello che viene dal trio Lapenna, Pici Mariani; esempio che dimostra lo squallore che ormai domina incontrastato, senza che nessuno faccia qualcosa: nessuno dei dirigenti apicali, naturalmente. Il fatto è noto: Sergio Lapenna, prima dei non eletti della

lista del Pdl, ha presentato un esposto alla Regione e alla Magistratura per l’ineleggibilità di Mariano Pici – primo degli eletti - mentre prima nel mirino era entrato anche il consigliere Mario Venezia, che tuttavia è stato dichiarato eletto dal Conisglio Regionale nella sua prima seduta. A ciò si aggiunga che nell’ultimo giorno utile per presentare ricorso, in Tribunale è giunto anche un esposto da parte dell’avvocato Mariani che, sulla carta è il terzo dei non eletti sempre nella lista PDL. Con 2329 preferenze è distaccato di una ventina da Tisci e da una quarantina dallo stesso Lapenna. Nel ricorso, Mariani ha chiesto il ricalcolo delle preferenze. Tre “avvocati per un posto al sole”, insomma: come finirà, Dio solo lo sa. IL DOVEROSO PATERALISMO DI ICOLA PAGLICA E in attesa di come si scioglierà il nodo appena citato, passiamo all’incrinazione, che ha caratterizzato il Centro Destra alla Regione Basilicata. Mentre altri parlano di spaccatura inevitabile, pari alla frammentazione del progetto politico elettorale che ha visto uniti PDL, DEC ed MPA, noi preferiamo parlare di incrinazione, fiduciosi che, quanto è accaduto in aula non possa più ripetersi. E’ un monito, il nostro, un avviso ai naviganti, insomma. Fatto sta che Nicola Pagliuca, leader dell’opposizione del Consiglio Regionale nonché candidato Governatore del Centro Destra sconfitto alle ultime elezioni, condanna duramente Roberto Falotico e Franco Mollica che rompendo un accordo unitario, in aula, hanno votato per l’Ufficio di Presidenza, in maniera difforme dal PDL. “Pur stigmatizzando quanto accaduto, che introduce nuovi elementi di riflessione politica nel dibattito,

Sergio Lapenna

Mariano Pici

voglio auspicare che la politica sappia ritrovare la stada della condivisione dell’azione da proporre in Consiglio Regionale. Il mio personale sforzo e quello del PDL saranno in questa direzione, ma il giudizio su quanto accaduto, che si espone a riflessioni di ogni tipo, non può non essere altamente negativo e fa sorgere seri dubbi sulle vere ragioni alla base di tali scelte”. Più chiaro di così non si può essere. Soprattutto, più leale di così non si può essere. Nicola Pagliuca diventa come un buon padre di famiglia: prima rimprovera ma poi ammonisce; prima un bel ceffone e poi una carezza con un chiaro invito ai figli disobbedienti: attenti a come vi comporterete in futuro, i patti sono patti e chi li rompe ne seguirà tutte le conseguenze. E Pagiuca, si sa è uomo d’onore….

REGIONE

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uigi Modrone è andato all’attacco e nei giorni scorsi, ha invitato il coordinatore Provinciale del PDL a convocare il coordinamento provinciale, cosa che puntualmente Antonio Tisci ha fatto,per lunedì scorso. Illustrata così la vicenda sembra niente, ma in verità l’evento, assume una luce rilevante, ove si considera che Luigi Madrone, è Vice Coordinatore Provinciale della corrente di Gasparri e quindi uomo di Gianni Rosa, mentre Antonio Tisci sembra che sia l’uomo di Egidio Digilio e quindi finiano. Se così non è il Tisci, Coordinatore Povinciale per “usurpazione divina” ce lo faccia sapere, perché noi siamo convinti che la contesa tra digiliani - finiani e rosaniani gasparriani sia già esplosa, per il controllo degli uomini ex AN, all’interno del PDL. Luigi Modrone, che a vederlo non gli mettereste un soldo bucato nella mano, è un giovane e ossuto dirigente del PDL., che al posto dei nervi, ha frecce velenose che quando partono, arrivano e colpiscono chi li riceve. Come quella lanciata a Tisci quando ha affermato: “Stigmatizzo e condanno il metodo di esternare problematiche interne e semmai personalistiche senza contraddittorio, utilizzando solo comunicazione politica. Essere dirigenti di partito, specie se si ha una carica esecutiva come l’amico Tisci, significa affrontare la discussione attraverso la dialettica interna e semmai, poi, esternare nell’assoluta libertà di espressione”. Per un finiano, ricevere una lezione di democrazia interna, deve essere stato pesante, visto che a Roma, per un problema di libertà d’espressione, per poco non è saltato il PDL con Fini e Berlusconi. A Potenza però non è solo problema di democrazia interna, poiché il problema è profondamente politico. Infatti,


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CHI TACE ACCONSENTE

Tommaso Marcantonio

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a Chiesa del silenzio era quella vissuta nei paesi ex comunisti dell’Europa dell’Est. A Potenza, a seguito del ritrovamento del cadavere di Elisa Claps da quel famoso 1 7 marzo a.a. . nell’angusto e oscuro sottotetto è vietato accedere nella SS.ma Trinità Non è più possibile celebrare le molteplici attività religiose in quel tempio. Il protrarsi dell’applicazione dei sigilli della P.G. – art. 253 cpp – lascia presupporre che si possano consumare altri efferati delitti. Ora basta! Occorre alzare la voce, gente, come ha fatto prima l’arch. Giancarlo Grano, quale responsabile regionale del laicato cattolico, e finalmente oggi, uscendo dal riserbo, la famiglia di mons. don Mimì Sabia per respingere tutte le calunnie e le colorite infamie. Qui si reclama la riapertura della Chiesa. Un antico adagio recitava “Chi tace acconsente” . E non è nemmeno vero quello che potrebbe sembrare un ossimoro “ La parola è d’argento e il silenzio è d’oro. Non quello di Dio, interrogativo del Papa, in occasione degli ultimi eventi catastrofici. Occorre non soggiacere. Non si ha nulla da nascondere e non si tratta di insulsa “nostalgia”, o di tradizionalismo conservatore come ha asserito quel prevosto di campagna immerso in quel di Carbone tra le conifere del Pollino. Prevosto che ora si esalta pedagogo, psicologo, teorico della educazione infantile affetto da nostalgia e ricordi del passato e si cimenta nelle più disparate osservazioni. Nessuna nostalgia per i ricordi di una vita della Chiesa della SS.ma Trinità come chi – su un rotocalco lucano – ha rimpianto il piacere delle case chiuse di via R. Acerenza. Forse tale attività, la più antica del mondo, avrebbe soccorso

quello psicopatico che ha inseguito tante femminucce fin quando, assatanato di sesso, con un pretesto, ha circuito nel posto più impensabile la ragazzina – Elisa – acqua e sapone. Che, ingenua e indifesa, ha pure reagito alla violenza belluina e ha subìto lo strangolamento e la morte per accoltellamento. Che cos’è questa pavidità, questo silenzio assordante, eccellenza Rev.ma mons. Agostino Superbo? Ha timore di qualche intimidazione?Suvv i a , coraggio. Lo ha trovato quell’ex ispettore di Polizia, poi Commissario in pensione, Vito Eufemia che è intervenuto a gamba tesa nella trasmissione televisiva “Chi l’ha Visto?” per chiarire la deviazione delle indagini dai suoi superiori. Chi tace acconsente. In genere, quando chi è interrogato e si rifiuta di rispondere, insinua il dubbio che qualcosa c’è sotto. Ora del caso di Elisa Claps si è parlato troppo, il mondo dei mass-media, giornali, stampa e televisione di tutti i colori, pubbliche e private, nazionali ed estere (anche per il collegamento al caso Heather Barnett in Inghilterra) hanno fatto insinuare che la città di Potenza, come riferiva Filippo Pugliese su Il Quotidiano, sarebbe diventata una città monumentale. Cioè omertosa e terra di delitti. Tra l’altro inasprisce e sconcerta l’annunciata denuncia dell’avvocatessa Giuliana Scarpetta, che assiste la famiglia Claps, nei

confronti di don Mimì e di S.E. il Vescovo al Papa S.S. Benedetto XVI°. Che razza di procedimento si intende avviare è un mistero. Quali reati sono imputabili a S.E. l’arcivescovo Mons. Agostino Superbo e a don Mimì Sabia per investire la Sacra Rota? Sappiamo Monsignore che Lei sta vivendo un’amara solitudine e rigettiamo ogni omertosa complicità. Anche se il silenzio ha dato adito a quelle invereconde accuse di “palpabili infingimenti” per l’equivoco con Don Vagno sui tempi e modi di ritrovamento del cadavere di Elisa. Di quì, per il solo fatto che il delitto sarebbe stato compiuto nel sottotetto della Chiesa, non è concepibile la “sconsacrazione” e l’abbattimento. Si vuole mettere un bavaglio all’informazione quasi una fuga da una monotona e sterile routine. La proposta, avanzata da insensate e spregiudicati e trasgressivi qualunquisti, rileva la rinascita mai sopita di un ateismo latente e di un odio sotterraneo verso la Chiesa, i preti e i suoi ministri. Tra l’altro chiedere l’abbattimento è segno di crassa ignoranza in materia di architettura, arte, scultura, pittura, fregi, calchi e urbanistica. Per questo i cattolici non debbono mettere la coda in mezzo alle gambe. Il nemico è l’infamia, il distillato di cianuro che ogni giorno occorre sorbire. Nessuna complicità per tali efferatezze, caro don Marcello Cozzi.

La città di Potenza non può più essere responsabile della ingenuità, della sprovvedutezza per un delitto inenarrabile. Se è sacrosanto essere solidali e partecipare al dolore profondo della famiglia Claps distrutta e della mamma Filomena straziata nel cuore per una così grave tragedia, non è poi così lineare scatenare odio e rancore nei confronti di un santo sacerdote come don Mimì Sabia, del nostro amato vescovo e procrastinare la chiusura della SS.ma Trinità. Proprio per la Verità e Giustizia occorre essere solidali con il clero potentino e per i suoi pastori che in linea di massima vivono secondo lo spirito evangelico. Memori che la Chiesa è stata sempre al fianco dei più deboli e bisognosi. Per questo il popolo interprete del disagio, rigetti il silenzio e chieda a gran voce di riaprire con sollecitudine la Chiesa della SS.ma Trinità, semmai accettando la proposta di tumulare Elisa nel tempio. A dimostrazione di non acconsentire tacendo. Il popolo potentino, Eccellenza, non può più attendere perché non solo rigetta ulteriori insulti, quanto per la festività patronale di San Gerardo brama che la Chiesa della SS.ma Trinità possa ritornare a brillare e ad illuminare il percorso della Processione.


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UNO SPIRAGLIO PER LA CASERMA LUCANIA

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Il Sindaco ha incontrato il Sottosegretario alla Difesa

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l Sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, ha incontrato nel primo pomeriggio del 23 Maggio a Napoli il Sottosegretario alla Difesa On. Crosetto in visita presso le locali strutture delle Forze Armate. Nell’incontro il Sindaco ha espresso ancora una volta l’amarezza della comunità potentina per la soppressione della Caserma Lucania nonché le preoccupazioni per il rischio di una lunga chiusura ed abbandono della struttura. In merito il Sindaco è tornato a chiedere la presenza di un presidio militare in linea con le proposte già avanzate nel passato. Già in precedenza il Sindaco aveva, infatti chiesto alle Forze Armate di poter istituire a Potenza, nella Caserma Lucania, una Compagnia Genio di Pronto Intervento. “Trattasi -ha detto il Sindaco- di una proposta sicuramente compatibile con le caratteristiche della nostra Ca-

serma in grado di essere attuata in tempi rapidi nonché in grado di garantire una significativa presenza dell’Esercito sul territorio regionale”. La proposta già era stata condivisa dai Comitati di quartiere che avevano consegnato al primo Cittadino una petizione con 17.000 firme per dire no alla chiusura di questo importante presidio militare di Potenza. Il Sottosegretario On. Crosetto, evidenziando che le Caserme non rientrano tra i beni interessati dal federalismo demaniale, ha comunque garantito il proprio impegno e quello del Ministero a trovare una soluzione per riaprire, anche in tempi brevi, la struttura conservando comunque un presidio delle Forze Armate. Il Sindaco ha espresso fiducia ed apprezzamento per la posizione del Sottosegretario.

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l Quotidiano della Basilicata ha raccolto i disagi dei viaggiatori dell’Intercity delle FF.SS. Roma-Potenza nel giungere con 50 minuti di ritardo, ha messo in evidenza le continue peripezie dei lucani che intendono fruire dei mezzi pubblici. E antecedentemente è stato trattato il caso degli autisti dell’autolinea LISCIO Potenza-Roma che, alla fermata della sosta, nel piazzale dell’Autogrill di Caserta Nord sulla SalernoNapoli-Roma, avevano dimenticato la giovane signora di 73 anni proseguendo senza la normale conta del “bestiame”. Difatti, nel rifrequentare l’università per Roma in quasi tre anni del secolo scorso, è stato sempre corretto assistere che gli autisti dell’ottimo servizio della storica ditta di trasporti “don Peppino LISCIO” si premuravano sempre, prima di ripartire tanto per Roma che per il ritorno a Potenza, di conteggiare il numero dei passeggeri a bordo.Probabilmente quella mattina il caffè dell’Autogrill, anziché “scetare” il personale di guida dell’autobus, è stato un soporifero. Distrazione che ha allungato la sosta alla giovane viaggiatrice che poteva – anziché imprecare – consumare una più lunga e abbondante colazione. Ma riprendiamo il tema di Trenitalia, che in alternativa offre regali di disservizi e di presunzione di efficienza senza pari per il popolo silenzioso e sfiduciato della Basilicata. Che non riesce più a reagire. Inviai nei giorni scorsi all’importante giornale economico-finanziario di rilievo internazionale Il Sole 24 Ore un messaggio che smuovesse le acque per le paradossali condizioni di disagio di chi dalla città di Potenza, in particolare, deve raggiungere il Nord. Il testo fu pubblicato sabato 1°maggio tra le “Lettere al Direttore, evidenziando che, in assenza di aeroporti (Bari, Napoli e Pontecagnano sono poco fruibili), l’alternativa alle auto, per essere più spediti tra eterni lavori in corso e percorsi estremamente tortuosi, comportava la ricezione di una inattesa “velina di nozze” per un vero regalo nuziale di soli 300 euro

c.a. e il contorno di ben 5/6 punti dalla patente. La velocità autostradale con i safety tutor è la innovazione tecnologica che fa bene alla Polstrada e rimpingua le casse di Atlantia (la società quotata in borsa della rete autostradale). La scelta obbligata per ripiego di Trenitalia, a parte l’impiego di quasi 3 ore per raggiungere Foggia, ha fatto rallegrare perché, per raggiungere Rimini, in un pomeriggio soleggiato – quindi senza frane o assalti di pirati, con una delle tanto speciali Frecce (costo elevato e prenotazione a parte) – ha comportato oltre un’ora (ben 75 minuti) di ritardo. E ci sarebbe da aggiungere che è stato soppresso il vagone ristorante sulla Freccia Bianca Lecce-Milano e le toilettes regalano spettacoli e olezzi nauseabondi da schifo. Ma per il ritardo ci si veniva rassicurati. La gentilezza e la disponibilità del capotreno e quello di stazione tanto di Rimini quanto di Potenza confortava noi viaggiatori circa il diritto del rimborso di un 25% del documento di viaggio. Illusione. Dopo 20 gg. canonici ed essersi recati più volte presso la biglietteria di Potenza Inferiore Stazione, ecco ottenere la beffa. Interpellato il cervellone, nessun rimborso era dovuto. Per motivi tecnici. Invece insulsa e urticante la spiegazione, pubblicata sempre su Il Sole 24 ORE, del Direttore Centrale Relazioni con i media, delle Ferrovie dello Stato, tale Federico Fabretti, che consigliava di frequentare la più efficace relazione Potenza-Salerno. Che – udite, udite – per soli 100 km è raggiungibile in un’ora e 45 minuti. Ha dimenticato poi i ritardi frequenti degli altri intercity e le varie interruzioni. Ma la nostra permanenza, aldilà della riduzione della popolazione, è per i veri motivi di affetto e di amore per la nostra terra. Uomini dalla schiena diritta e sempre disposti a fare sacrifici, ma non a piegarci. Non siamo omertosi, né passivi, né untuosi o lecca c.

CITTA’

CHE COSA REGALA TRENITALIA?


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Nella storia di un tecnico quella della Provincia Una cerimonia dedicata ad un professionista serio, che ha avuto come maestri gli Ingegneri Laurini e Motta

Saro Zappacosta

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CITTA’

n pensione dal primo febbraio 2010, l’ingegnere Rocco Continolo, ex Dirigente del Settore Viabilità dell’Amministrazione Provinciale di Potenza, ha ricevuto la tradizionale medaglia ricordo dal Presidente dell’Ente, Piero Lacorazza, e dall’assessore alla Viabilità Nicola Valluzzi. La cerimonia si è svolta nell’aula consiliare, presenti assessori, consiglieri, amici e parenti. Per il vostro cronista, era presente lo spirito di gran parte della storia della Provincia, perché dal settembre del 1977, Rocco Continolo ha letto le vicende politiche, da ingegnere di Sezione, degli assessori Gabriele Di Mauro, Antonio Pisani, Michele Comodo, Canio Sabia, Giuseppe Possidente, Geny D’Onofrio, Rocco Di Stasi e Salvatore Blasi. E siamo nell’aprile del 1995, perché da questa data in poi, finita l’era degli Ingegneri Capo essendo subentrata la figura del Dirigente, Rocco Continolo diventa il primo Dirigente del Servizio di Viabilità, collaborando per quattro legislature (escluso un periodo intermedio fra il marzo 2003 e il gennaio 2006, con Dirigente l’ing. Antonio Mancusi) con gli assessori Mario Di Trani, Massimo Di Sanzo, Francesco Vita, Domenico Vita, Pasquale Robortella e infine Nicola Valluzzi. E Siamo giunti al febbraio 2010. Per comprendere appieno perché ho parlato dello spirito della storia della Provincia, occorre sapere che Rocco Continolo ha vinto il concorso per ingegnere di Sezione quando era Presidente Mario Di Nibila e che ha collaborato con gli altri Presidenti - dieci in tutto - che guidarono l’Ente, tra i quali Arturo Lacava, Michele Comodo, Antonio Pisani, Mario Camardese e Donato Salvatore. Siamo quindi nell’aprile del ‘95, quando scatta la legge n. 81 del

Sopra un momento della cerimonia. Da sinistra : il Presidente della Provincia Piero Lacorazza, Ing. Rocco Continolo e l’Assessore Nicola Valluzzi durante la premiazione

1993 che prevede l’elezione diretta del Presidente della Provincia. Rocco Continolo, in virtù di detta legge, diventa Dirigente e rimarrà tale, con i Presidenti Domenico Salvatore, Vito Santarsiero, Sabino Altobello e, per solo otto mesi, con l’attuale Presidente. Proprio Piero Lacorazza ha messo in evidenza l’importanza che l’ex Dirigente alla Viabilità ha avuto per lui, durante i primi suoi otto mesi di governatorato. Continolo, ha fatto capire Lacorazza, è come se lo avesse aiutato a muovere i primi passi, a penetrare i piccoli segreti che caratterizzano l’esordio amministrativo, ad evitare i classici errori del noviziato. E di tanto lo ha ringraziato in verità sinceramente. Rocco Continolo, però, s’è creato il suo spazio nella storia dell’Ente per alcuni fatti e alcuni provvedimenti che hanno lasciato il segno. Ha ereditato il messaggio tecnico e morale che aveva caratterizzato un altro grande ingegnere della Provincia, Antonio Motta, il più importante storico moderno della Viabilità lucana. Quell’Antonio

Motta che, a sua volta, aveva ereditato gli insegnamenti del Padre della Viabilità a scorrimento veloce della Basilicata, Gennaro Laurini, un colosso della Provincia di Potenza. E Continolo ha avuto una intuizione che, per la prima volta, ha permesso all’Ente un Ufficio Progettazione, con personale assegnato alla specifica funzione di progettazione. Quello che si attendeva da lustri diventò realtà, e da questa realtà è nato il primo Piano della Viabilità Provinciale, trasformatosi in seguito nel Primo Piano Regionale, che ha fatto tesoro di tutte le intuizione tecniche di Gennaro Luarini: un grande tecnico che - lo ricordiamo agli ingegneri lucani - ha fatto scuola, proprio come Ingegnere Capo dell’Amministrazione Provinciale. Figura professionalmente poliedrica, Continolo ha guidato anche il Servizio Edilizia Scolastica e quello dell’Ambiente. Ritorna alla Viabilità nel gennaio 2006. Doveroso aggiungere che Continolo ha avuto anche un altro merito: quello di aver portato a

conclusione tutti quei lavori che, per vari motivi, erano diventati problemi seri per l’Ente. Tra i più importanti vanno annoverati il completamento del secondo lotto della Sarmentana, ivi compresa l’illuminazione e l’apertura al traffico della galleria Spogliomonaco sotto Noepoli. Poi il completamento del collegamento tra la Basentana e lo Scalo di Baragiano. Nonché la strada a scorrimento veloce tra Potenza e Avigliano: quella di Giuliano. Al Nord, rilevante l’apporto per l’ammodernamento della S.P. 48 a servizio SATA e la definitiva ennesima sistemazione della strada a scorrimento veloce Melfi Leonessa. Tra i lavoro edili degna di nota la progettazione della costruenda Bibliomediateca. Infine, capitolo a parte quello relativo all’Edilizia Scolastica, caratterizzato dal completamente del Liceo Classico di Venosa e l’I.T.C.G. di Sant’Arcangelo. Auguri pertanto all’ingegnere Rocco Continolo, giusto erede di storiche guide dell’Ufficio Tecnico della Provincia, come Antonio Motta e Gennaro Laurini. Auguri, di conseguenza, ad Antonio Mancusi, che certamente non farà rimpiangere i suoi predecessori, alla guida dello storico Ufficio di Viabilità dell’Amministrazione Provinciale di Potenza.


13 ASSAPORANDO L’OLIO 26 MAGGIO 2010

Scade il 7 Giugno 2010 il corso per sommelier

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vero protagonista della dieta mediterranea”. Al corso possono partecipare tutti coloro che siano in possesso dell’attestato di Idoneità Fisiologica conseguito in un corso di primo livello. Le adesioni vanno presentate entro il 07 Giugno. La quota di adesione è di € 220 + IVA, da versare entro il primo giorno di frequenza. Ulteriori informazioni sono disponibili sui siti www.pz.camcom.it e www.forimpz.it

e più di qualcuno ha creduto che il furibondo ciclone imperversato sui tirocini formativi avesse placato la sua ira, trova ora la sua smentita. È, infatti, prevista per il giorno giovedì 27 maggio alle ore 10,00 una manifestazione di dissenso: i 13000 “disoccupati” grideranno a gran voce sotto gli uffici regionali, denunciando quella che ormai tutti considerano solo un grande imbroglio, architettato ad arte per gestire il consenso elettorale. Il popolo di Facebook, e non solo, si è mobilitato cercando di coinvolgere quante più persone possibili: tutti coloro che, come si legge nella descrizione del gruppo che ha dato impulso e vita alla mobilitazione di massa, non si piegano ad una politica occupazionale votata al fallimento. Insomma, ne vedremo delle belle....!

CITTA’

a Forim, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Potenza, in linea di continuità con la realizzazione di corsi specialistici nel settore dell’agroalimentare, settore strategico per l’economia regionale, organizza per il 15 e 16 giugno un “corso per la formazione di assaggiatori di oli vergini di oliva: le 20 sedute di assaggio”, destinato ad un numero massimo di 18 persone. Si tratta - spiega un comunicato dell'Ente camerale - di un corso pratico, articolato in sedute di valutazione sensoriale finalizzate al conseguimento dell’attestato necessario per l’iscrizione nell’Elenco Nazionale dei Tecnici ed Esperti degli Oli d’Oliva Vergini secondo quanto previsto dalla Circolare Mi.PAF n.5 del 18 Giugno 1999. “E’ nostra intenzione promuovere la cultura della qualità e favorire la valorizzazione delle tipicità locali – spiega il presidente della Forim, Pasquale Lamorte -, ma anche investire sulla crescita di professionalità in grado di dare la giusta enfasi alle produzioni di eccellenza come l'olio extravergine di oliva, il

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26 MAGGIO 2010

ESSERE UNITI CHE FATICA

Al via tra le polemiche i festeggiamenti per il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. Loredana Romanelli

IL BEL PAESE

Le celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia mi sembrano le solite cose inutili, un po' retoriche. Non so se ci andrò, devo ancora decidere”. Queste le parole di Bossi il quale ha sottolineato come la storia d’Italia sia stata troppo semplificata e necessiti di una rilettura, magari in chiave federalista. Qualche giorno prima anche Calderoli aveva sottolineato l’inutilità dei festeggiamenti per il cento cinquantenario dal momento che l’Italia è divisa e che i padani avrebbero disertato ogni manifestazione..... Fortunatamente, nonostante i vaneggiamenti leghisti, il programma dei festeggiamenti ha preso il via ufficialmente il 5 maggio da Quarto. Qui per ricordare la partenza dei “mille” garibaldini il Presidente Napolitano ha sottolineato l’importanza dei festeggiamenti. “Tutte le iniziative comprese nel sobrio programma per celebrare il 150° dell'Unità d'Italia non sono tempo perso e denaro sprecato, ma fanno tutt'uno con l'impegno a lavorare per la soluzione dei problemi oggi aperti dinanzi a noi”, ha dichiarato il Presidente, il quale ha anche sottolineato la necessità di riscoprire la nostra italianità pur nell’ottica di una Italia sempre più inserita in un contesto europeo e globale. Napolitano ha chiesto di “recuperare motivi di fierezza e di orgoglio nazionale, perché ne abbiamo bisogno. Ci è necessaria questa più matura consapevolezza storica comune anche per affrontare con la necessaria fiducia le sfide che ci attendono e già mettono alla prova il nostro Paese. Ci è necessaria per tenere con dignità il nostro posto in un mondo che è cambiato e che cambia”. Con la deposizione di una corona d’alloro ai piedi della stele

celebrativa della partenza dei Mille da Quarto, Napolitano ha avviato le celebrazioni e con un rintocco di campana il capo dello Stato ha dato la partenza della traversata Genova-Marsala che ripercorre l’impresa dei Mille. Alla regata celebrativa hanno preso parte due barche con equipaggi composti da noti velisti. Le due barche sono arrivate a Marsala l’11 maggio dopo avere toccato, come a suo tempo le navi che trasportavano i garibaldini, Talamone e Porto Santo Stefano. Qui il presidente Napolitano ha tenuto un altro discorso ufficiale in netto contrasto con le parole ed i giudizi espressi dai leghisti nei giorni precedenti. Per Napolitano, immaginare o prospettare una nuova frammentazione dello Stato nazionale attraverso secessioni o separazioni, implica fare un salto nel buio. Qualsiasi tipo di giudizio negativo sull’unità d’Italia non tiene conto, per il Presidente, del salto di qualità che fece l’Italia nel momento in cui raggiunse l’unificazione. Napolitano si è poi rivolto ai politici meridionali

i quali dovrebbero impegnarsi di più nella lotta alla criminalità organizzata, che costituisce un serio limite allo sviluppo del meridione, e dovrebbero riconoscere i loro errori e le loro mancanze. D’altro canto Napolitano si è rivolto anche alle forze «responsabili» del Nord, alle quali ha chiesto di riflettere sull'importanza di rinsaldare la coesione nazionale perché l'Italia deve crescere di più e meglio e potrà riuscirci solo se crescerà tutta insieme mettendo a frutto le risorse sottoimpiegate, le potenzialità e le energie delle Regioni meridionali. I festeggiamenti proseguiranno per tutto l’anno e culmineranno il 17 marzo del prossimo anno, data significativa in quanto il 17 marzo 1861 si riunì il primo parlamento italiano. La speranza è che i festeggiamenti proseguano nel migliore dei modi e senza le polemiche di questi giorni. Certo, ad alcuni questi festeggiamenti potrebbero sembrare un inutile spreco di risorse che potrebbero essere utilizzate diversamente; altri potrebbero

pensare che di questi tempi non ci sia molto da festeggiare; altri ancora che dopo centocinquanta anni ci sentiamo italiani solo quando gioca la nazionale.... Tutto vero, per certi versi. Però poi c’è anche l’altra faccia della medaglia: quella degli italiani che si sentono, nonostante tutto, orgogliosi di esserlo; quella degli italiani che quando si incontrano all’estero non importa se “io sono di Bergamo e tu di Messina” perché siamo italiani; quella degli italiani che fanno a gara per aiutare i connazionali in difficoltà.... Bene magari questi festeggiamenti potrebbero essere un buon punto di partenza per iniziare a scrivere una storia diversa per il nostro paese!


26 MAGGIO 2010

UNA CATTEDRALE NEL DESERTO

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Il degrado regna sovrano coltre di silenzio: viene recisa ogni speranza di chi forse aveva riposto fiducia e ambiva ad ottenere un posto di lavoro, tenuto conto dell’indotto economico che avrebbe potuto generare. Diverse nel tempo le destinazioni d’uso da attribuire a questo mostro di cemento: dapprima si paventava l’idea di adibirlo ad asilo nido comunale, poi a centro sociale. In ultima istanza, ipotesi più accreditata, c’è l’idea di destinarlo a centro di stoccaggio per rifiuti, con il residuo di 88.000 euro con conseguente e ovvio rammarico da parte di tutta la comunità cittadina. Dopo le vicende legate al deposito di scorie radioattive a Scanzano Jonico, nonché tutti gli altri episodi similari, è probabile che la Basilicata torni alla ribalta nazionale non tanto per il patrimonio naturale che da secoli ci contraddistingue, ma come la discarica dello stivale. Sembra a questo punto necessario che le forze politiche locali, e non solo, si adoperino fattivamente al ripristino di questo degrado ambientale, che rischia di diventare irreversibile: destinare, dunque, queste “cattedrali nel deserto” ad usi ragionevoli, inserendole in un coerente quadro di oculate politiche di sviluppo sostenibile.

TERRAMIA

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Simona Marganella

n una vasta area a sud di San Mauro Forte, piccolo paesino arroccato sulle colline materane, ormai da anni si può osservare con sbigottimento una struttura imponente rimasta incompleta e incustodita. Nonostante le ingenti spese sostenute per la realizzazione della casa mandamentale, circa 2 milioni di euro, questo penitenziario non ha visto luce: il progetto originario, più volte stravolto, si tradurrà, inevitabilmente in un centro di stoccaggio di rifiuti. Un’opera che ha avuto un negativo impatto ambientale: quella che un tempo era una ridente collina con centinaia di ulivi secolari, ora è diventata presidio di un’inutile colata di cemento. A sentire l’esigenza di realizzare questa costruzione, alla fine del 1980, fu l’amministrazione comunale dell’epoca, che considerò l’esistente casa circondariale di via Roma(chiusa nell’ottobre del 2000) inadeguata, non solo per la limitata ospitalità offerta, ma anche per le scarse condizioni di sicurezza. Nel lontano 5 luglio dell’82 il Ministero di Grazia e Giustizia, si pronunciò favorevole alla realizzazione del progetto, così come la competente Soprintendenza ai Beni Ambientali della Regione Basilicata. I lavori procedono alacremente per cinque anni, tra varie sospensioni e riprese, senza risultato alcuno. Oggi a distanza di circa trent’anni , tutto è sepolto sotto una fitta


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SPRINT FINALE

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CHI HA STUDIATO TUTTO L’ANNO CON REGOLARITA’ PUO’ INIZIARE A GODERSI LE PRIME GIORNATE DI LIBERTA’

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uest'ultimo mese di Maggio, potrebbe apparentemente sembrare quello meno faticoso, ma non per tutti gli studenti è così. Chi tutto l'anno si è dedicato con costanza e impegno al proprio lavoro si può già iniziare a godere le prime giornate di libertà, anche se molto più fredde del previsto. Mentre chi ha preferito cullarsi e godere dell'otium, non di certo quello letterario, adesso deve darsi da fare per uscirne il quanto più possibile indenne. Infatti, oltre al rischio bocciatura, il concetto che maggiormente preoccupa i ragazzi è il portarsi un debito. Stare tutta l'estate sui libri e guardare con occhi di invidia i coetanei che si godono il meritato riposo. Ansia perenne, generata dalla paura di essere bocciati a Settembre, molto più mortificante perché si è stati costretti a ripetere tutto il programma. E poi cosa ancora peggiore potrebbe essere portarsi due o più debiti, materie che non ti hanno catturato durante l'anno è impossibile che riescano a farlo in tre mesi. I più speciali di tutti, quelli che si aspettano con gioia già da Febbraio, e che sembrano non voler mai arrivare. I super eroi che ti salvano dalla perfida scuola che per lunghi e interminabili mesi ha rubato le membra degli alunni

e li ha sfiancati anche fisicamente. Una pausa la meritano tutti specialmente se corredata da spiagge, piscine e assoluto divertimento. Non ci si può assolutamente chiudere in casa e tentare disperatamente di fare entrare più idee possibili nella testa, soprattutto perché poi il fatidico esame sarà a fine Agosto, periodo più caldo. Quando l'unica cosa che si vorrebbe è essere immersi 24 ore su 24 in una vasca fresca. Tornati effettivamente a scuola sarà come non aver staccato mai, e anche se sarai decisamente più preparato degli altri che si sono dimenticati l'alfabeto , ti porterai dietro fino a natale un senso di stanchezza inaudito. Ecco perché tutti i giovani proprio ora si sforzano di recuperare tutte le magagne accomunate durante l'anno per poter vivere in modo spensierato l'estate 2010. Il campanello, per tutti i lucani, che segnerà la fine anche di questa avventura scolastica, sarà la tradizionale festa di San Gerardo, patrono di Potenza. La storica sfilata dei turchi si porterà dietro non solo, il numeroso corteo degli assidui partecipanti, ma anche le speranze di tutti. Ed è per questo che durante le prossime settimane, bisogna scendere in pista per lo sprint finale e giocarsi il tutto per tutto. E non dimenticarsi di incrociare le dita. In bocca al lupo a tutti...

ANCHE FACEBOOK PROFUMA DI….TERRA Il rotocalco dei cambiamenti salpa sul web

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a sabato scorso, il Free Press “Terra” conquista uno spazio nel social network raccogliendo già numerosi consensi (circa 200 iscritti). Numeri che, siamo sicuri, continueranno a moltiplicarsi. Un gruppo che si pone l’ambizioso obiettivo di discutere e far discutere attorno a temi che riguardano da vicino noi lucani e non solo. Uno spazio all’interno del quale è possibile interagire con foto, curiosità ed altro ancora. L’accesso ai contenuti è libero, così come alle discussioni a cui la zelante redazione darà il via a breve. Ognuno, quindi può esprimere un proprio pensiero, in totale libertà e ampia autonomia. In fondo come recita un vecchio adagio proveniente dalla saggezza del Sol Levante: “L’uomo mediocre è soddisfatto se pensa come tutti, l’uomo savio è soddisfatto se pensa come pochi. Il vero uomo è soddisfatto se pensa come sé stesso” (Anonimo Cinese). Non ci resta altro che augurare a tutti i lettori un interessante viaggio sulla nostra Terra …virtuale. LETTERE D’AUTORE incontro con gli autori quinta edizione

Potenza 26 Maggio ore 18,30 Sala dell’Arco Palazzo di Città

PRESENTAZIONE DEL LIBRO Il re del niente di DOMENICO LAURIA Saluti del Sindaco VITO SANTARSIERO Intervento di SANTINO BONSERA modera il giornalista ANTONIO SAVINO

MONDO A COLORI

Serena Danese


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alla tela

Il legame tra teatro e pittura nell’Ottocento in mostra al Mart di Rovereto

LIBERARTE

Michele De Luca

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er oltre un secolo e mezzo l’arte europea è stata soggiogata dal demone della scena. Si può evidenziare una dimensione teatrale della lunga marcia verso la modernità, che si concentra soprattutto sulla scena del dipinto, sulla prospettiva illusionista su cui si articolano i personaggi e la scenografia. Sono parole di Guy Cogeval, curatore insieme a Beatrice Avanzi della importante mostra “Dalla scena al dipinto. La magia del teatro nella pittura dell’Ottocento” esposta nelle sale del Mart di Rovereto ed accompagnata da un denso catalogo edito da Skira, in un percorso che si snoda, come suggerisce il sottotitolo, “da David a Delacroix, da Fussli a Degas”. Dove al teatro viene riconosciuta una sorta di centralità e di “responsabilità” per proporre un’inedita lettura del cammino della pittura verso la modernità. In un serrato e continuo dialogo tra teatro e pittura, il visitatore viene fatto viaggiare per scoprire le pieghe più riposte di un continuo interagire tra le due forme di espressione creativa che tra di loro, in maniera quanto mai reciproca e feconda, si sono influenzate dalla fine del Settecento alle soglie del ventesimo secolo. Con questo progetto il Mart completa e approfondisce i temi che furono al centro dell'esposizione “La Danza delle Avanguardie” (dicembre 2005- maggio 2006), una mostra che percorreva tutto il Novecento in ambiti contigui, tra cui il teatro, la danza e le arti figurative. La mostra (duecento opere) è un’occasione davvero unica per poter ammirare, per la prima volta in Italia, alcuni dei capolavori dei migliori pittori europei dell’Ottocento, da David a Delacroix, da Ingres a Degas, per ricordane solo alcuni, tutti artisti

affascinati dalla meraviglia del teatro, che hanno riportato nelle loro tele molte suggestioni ispirate ai temi delle opere teatrali, liriche e di prosa, più rappresentate. A partire dall’Ottocento, caratterizzato da una intensa passione per il teatro, la quale pervade innanzitutto il Neoclassicismo, che prende avvio da alcuni capolavori di Jacques-Louis David; ma se i suoi quadri evocano i gloriosi eventi del passato, i romantici rappresentano le passioni più private, come si vede nelle opere di Ingres, che sono dei veri e propri drammi messi in scena sulla tela. Un importante nucleo di opere illustrano straordinarie “letture” dei drammi shakespeariani di artisti quali Füssli, Delacroix e Sargent; del primo in particolare l’influenza sulla pittura successiva è stata enorme: con la sua interpretazione visionaria dei drammi di Shakespeare, ha anticipato non

soltanto il romanticismo “noir”, ma anche il simbolismo e per certi aspetti anche l’espressionismo tedesco dei primi anni del ‘900. Da noi, l’opera di Francesco Hayez costituisce uno degli esempi più interessanti della relazione tra arte e teatro in età romantica: oltre ad aver collaborato agli allestimenti scenici del Teatro della Scala, Hayez riprende nei suoi dipinti modi e temi del grande melodramma italiano, in particolare del repertorio verdiano. Si giunge quindi alla rivoluzione “realista” di Daumier e Degas, per i quali la scena teatrale perde il suo ruolo predominante all’interno della rappresentazione pittorica, in favore di una complessità narrativa che si avvale di altri protagonisti. Degas non esita a far entrare nei suoi dipinti l’orchestra e gli spettatori, “emarginando” così lo spettacolo ad un semplice prete-

sto decorativo; il teatro esiste ancora come soggetto d’ispirazione, ma il suo passaggio da elemento centrale a dettaglio segna una vera e propria rivoluzione del linguaggio pittorico: in opere come “L’orchestra dell’Opéra” (1870), alla drammaturgia si sostituisce la coreografia. Agli albori del Novecento il rapporto con la sperimentazione teatrale d’avanguardia conduce gli artisti alle soglie dell’astrazione, nel solco di una “visione” anticipata a metà Ottocento da Wagner con il suo progetto di opera d’arte totale. Di soggetto wagneriano sono, ad esempio, le tele e le litografie di Henri FantinLatour ed Odilon Redon, chiaramente ispirate dal sogno di una fusione tra le arti. Nella pittura simbolista si mescolano mito e realtà. La generazione degli artisti simbolisti ed in particolare i pittori Nabis, partecipano al teatro sperimentale del tempo: Édouard Vuillard e Maurice Denis abbandonano, infatti, gli aspetti più narrativi a favore di una maggiore sintesi della visione, ed è naturale per loro farsi coinvolgere nelle compagnie teatrali d’avanguardia impegnate in un’analoga evoluzione, nella ormai irreversibile tensione verso l’astrazione, che sarà uno degli approdi più innovativi e radicali della pittura europea del ventesimo secolo.


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CACCIA ALL’AVVISO

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CIAK SI GIRA

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26 MAGGIO 2010 TRAMA DEL FILM Zoe non ha trovato l'uomo giusto, ma sente che l'orologio biologico per sta per scoccare e decide di fare un figlio da sola, con una provetta e un po' di fortuna. Peccato che ciò avvenga giusto un attimo prima di incontrare Stan, che dell'uomo giusto ha tutto l'aspetto e le intenzioni. Dopo aver testato la sperata alterazione dei propri ormoni, però, Zoe pare non finire mai di testare la convizione di Stan e il suo livello di coinvolgimento nel progetto famigliare. La tempistica non è il suo forte, ma Jennifer Lopez ha dalla sua una gran “fortuna”, si sa. Il film ci scherza su, complici le dimensioni e le licenze che la gravidanza richiede e permette, e in questo lato un poco trash ma anche veritiero c'è tutto il carattere del film, il suo bene e il suo male. Si gioca di accumulazione - a partire dal numero dei neonati - e di esagerazione - la nonna ottuagenaria che si fa corteggiare per ventidue anni da un fidanzato più vecchio di lei - per raccontare una piccola parabola sull'accettazione, apparentemente insofferente ai comandamenti estetico-morali della commedia rosa ma in ultima istanza fedelissima e non priva di ambiguità.

PROGRAMMAZIONE CINEMATOGRAFICA MULTISALA RANIERI In Programmazione nella Sala 1: ROBIN HOOD Orari: 18:30 21:30 In Programmazione nella Sala 2: BASILICATA COAST TO COAST Orari: 18:00 20:15 22:30 In Programmazione nella Sala 3: ROBIN HOOD Orari:

17.30

20:30

In Programmazione nella Sala 4: LA NOSTRA VITA Orari: 17:30 19:30 21:30 In Programmazione nella Sala 5: PRINCE OF PERSIA LE SABBIE DEL TEMPO Orari: 17:30 20:00 22:30

In Programmazione nella Sala 6: THE FINAL DESTINATION 3D KIDS+16 Orari: 18.00 20:00 22:00 In Programmazione nella Sala PIACERE SONO UN PO’ INCINTA Orari: 17:45 20:00 22:15

PROGRAMMAZIONE DON BOSCO Happy Family Gio 27 ore 18:00 21:00 Ven 28 ore 18:00 Fantastic Mr. Fox Sab 29 ore 18:00 21:00 Dom 30 ore 18:00 PROGRAMMAZIONE DUE TORRI Prince of Persia: le sabbie del tempo ore 19:00 21:00

21:00

HOME VIDEO E DVD Io & Marilyn

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n gruppo di amici invoca durante una seduta spiritica, Marilyn Monroe ed ecco che Gualtiero si ritrova a casa l'icona mondiale della sensualità e della femminilità. Ma c'è un problema: solo lui riesce a vederla e a parlarle. Meno male che Arnolfo, già esperto nel settore spiriti e aldilà, lo aiuterà a non sentirsi pazzo, confidandogli ad esempio di aver avuto in casa per 40 giorni niente meno che Hitler. Marilyn diventa così la consulente personale di Gualtiero e lo aiuterà a risolvere guai amorosi e tragedie personali. L'uomo ha infatti una ex moglie, Ramona, che lo ha lasciato per andare a vivere in un circo con Pasquale, un domatore napoletano. Ramona ha portato con sé a vivere nel circo anche la figlia avuta da Gualtiero: Martina. Aiutato dalla sua nuova amica Marilyn, Gualtiero cercherà in tutti i modi di riprendersi la sua famiglia.


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DALLA VALLE A LARGO DUOMO PER SAN GERARDO PROTETTORE Simona Marganella

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nche quest’anno il popolo potentino si sta preparando ai consueti festeggiamenti in onore del Santo Patrono: d’altronde “Ognuno ll'adda fà chesta crianza; ognuno adda tené chistu penziero”, come recitano i famosi versi della “Livella” di Totò. L’organizzazione dell’evento ha visto una fervida collaborazione di numerose associazioni culturali: ‘Imago Historiae’, ‘Portatori del Santo’, ‘San Gerardo La Porta’ e di vari esperti, tra i quali la Dott.ssa Antonella Pellettieri, don Gerardo Messina, Gerardo Viggiano. Tutti sotto l’egida degli uffici comunali. Il percorso è similare a quello dello scorso anno, ma a ritroso: la partenza è dallo stadio Viviani per poi giungere nel Borgo Antico, fulcro della manifestazione stessa. Ma con qualche novità di rilievo. Le ‘parate’, a cui parteciperanno circa 545 figuranti, saranno accompagnate da rievocazioni storiche: ognuna di esse collocata in tre ambientazioni diverse, rappresentative di tre periodi storici precisi: XIX, XVI, XII secolo. Come si legge in una nota del comune, il primo ambiente fa riferimento ad una descrizione che Raffaele Riviello riporta in un suo libro dedicato alle tradizioni del popolo potentino: in essa si racconta non solo il momento della sfilata dei turchi ma tutto il clima di festa e preparazione che precede la parata. Si è pensato, quindi, di organizzare un quadro descrittivo di questa ambientazione che precederà temporalmente le parate e rievocazioni della serata: esso sarà messo in scena nel primo pomeriggio (presumibilmente dalle

ore 15,00 alle 18,00) del giorno 29, a Piazza Matteotti, la vecchia Piazza Sedile, scena che riproporrà il popolo festante in attesa che, con travestimenti e trucco, si accinge a festeggiare il Santo Patrono. Il secondo ambiente fa riferimento ad un documento storico del 1578 nel quale si descrive il popolo potentino che vestito alla turchesca e alla moresca accoglie in città il nuovo conte Alfonso de Guevara: per preparare questo quadro si è salvaguardata la tradizione della parata (che nel frattempo parte alle 19,30 dal Viviani) e si è inserita la rappresentazione di S. Gerardo bambino che su una barca salva la città dall’invasione turca. Sul finire della manifestazione, alle ore 22 sempre in Piazza Matteotti, verrà incendiata per la prima volta anche la ‘iaccara’, maestosa fiaccola. Infine il terzo ambiente vuole rappresentare il momento di devozione verso “u sant prut’tor” evidenziando la religiosità dei potentini durante il XII secolo quando S. Gerardo, dopo il suo vescovado durato dal 111 al 119, venne santificato vox populi diventando santo patrono. Quindi, il momento religioso prenderà vita alle 22,30 in Piazza Duomo, una veglia di preghiera allietata da musica religiosa e strumenti tradizionali . Il primo cittadino, Vito Santarsiero, si è dichiarato favorevole a lavorare già dai primi giorni di giugno affinché “la rievocazione abbia il carattere dell’ufficialità e della stabilità”. “Con un atto formale”, continua il sindaco “il Consiglio comunale saranno definiti i dettagli organizzativi della parata, sottolineandone il precipuo significato storico con relativi riferimenti documentali: questo perché si tratta di un evento che meglio esprime la nostra identità civica”. In programma, poi, dal 26 al 30, un momento ludico diviso in tre serate, offerto dalla storica associazione ‘I Portatori del Santo’. Abbiamo ascoltato Angela Favale, assiduo membro del gruppo e dello stand che verrà allestito nella principale piazza del centro. Cosa avete previsto per i festeggiamenti in onore del Santo Patrono di Potenza? Come ogni anno, ci sarà una degustazione di prodotti tipici lucani. Il tutto sullo sfondo di tre momenti musicali: il 26 sarà in Piazza Prefettura “Eugenio Bennato e i Taranta Power”, il 27 un gruppo folk, i ‘Manovella’, e l’ultima sera i ‘Tarantolati di Tricarico’. Il 29, poi, non può mancare il pranzo organizzato dalla stessa Associazione. Cambiamenti rispetto alla scorsa edizione? Nessun cambiamento, neppure nella volontà organizzativa che da tempo ci contraddistingue. Allora non ci resta che augurare a tutti un buon divertimento.


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Un Punto di eccellenza

I Fisioterapia GENOVESE

SPECIALE MEDICINA

SALA D’ATTESA

l centro “Fisioterapia Genovese” opera nel settore della Terapia Fisica dal 1973. Inizialmente la struttura era ubicata nel centro storico di Potenza, ma dal 2007 è stata trasferita presso la nuova sede di via Ciccotti (36/B Potenza, tel 0971/445306). La nuova struttura è di ca. 1.400 mq, dotata di ampio parcheggio, eccellente sistemazione alberghiera, accoglienza, ampia palestra riabilitativa attrezzata, box per terapie strumentali. La struttura è dotata di tecnologie all’avanguardia, certificate ISO 9001 dal 2004 ( Audit Utenti con risultati soddisfacenti). Sono presenti 52 unità lavorative di cui 2 Medici Specialisti Fisiatri ed un Medico Specialista Ortopedico. Il direttore Sanitario è il dott. Riccardo Fuzio La struttura è accreditata presso il SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

PALESTRA

INGRESSO

GENOVESE CAMILLO S.r.l. via Ettore Ciccotti 36/b – Potenza tel. 0971/445306 – fax 0971/306264 e-mail info@fisioterapiagenovese.it


26 MAGGIO 2010

Il Centro è dotato di:

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Piscina Riabilitativa (IDROKINESITERAPIA) per la cura di patologie ortopediche, traumatiche e neurologiche; Piscina per GINNASTICA VASCOLARE per la cura di patologie vascolari periferiche.

PISCINA

La struttura esegue prestazioni sia ambulatoriali sia domiciliari. Le prestazioni offerte sono di vario tipo: Trattamenti di LINFODRENAGGIO LINFATICO per patologie oncologiche e vascolari; ONDE D’URTO per la cura di patologie osteo-articolari con e senza calcificazioni;

PALESTRA

Trattamenti OSTEOPATICI per bambini ed adulti per la cura di patologie muscolo scheletriche, neurologiche da stress, del sistema circolatorio, dell’apparato digestivo, dell’apparato gineco-irinario, menopausa, incontinenza; Trattamenti di TECARTERAPIA per la cura di patologie osteo-articolari;

Trattamenti POSTURALI con metodi MEZIéRES e SOUCHARD, effettuati con personale altamente specializzato ( conseguiti master in POSTUROLOGIA), per la cura di maramolfismi, disequilibri muscolari, scoliosi e ipercifosi; Trattamenti LOGOPEDICI. Presso il centro operano, infatti, 8 logopediste. Il logopedista, terapista della comunicazione e del linguaggio, interviene in tutte le patologie della parola, della voce e del linguaggio orale e scritto, qualunque sia la loro origine e ed in qualunque fascia d’età: evolutiva, adulta e geriatria. PALESTRA

Il centro “Fisioterapia Genovese” è aperto dalle ORE 07,00 alle ore 21,00.

SPECIALE MEDICINA

VASCA


Terra di Basilicata  

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