Page 1

d’areamediterranea Anno IV numero 9 - 11 Marzo 2011 Direzione / Redazione: Via del Popolo 34 - 85100 Potenza - Telefono 0971 22715 Direttore responsabile: Antonio Savino

PRECARIETA’ ROSA a pagina 3

IL DNA DI RESTIVO SULLA MAGLIA DI ELISA CLAPS Secondo indiscrezioni riportate dal sito della trasmissione "Chi l'ha visto?", tracce del Dna del 39enne Danilo Restivo sono state rilevate sulla maglia indossata da Elisa Claps al momento della morte. Restivo è l'unico indagato per l'omicidio della studentessa potentina, ed è detenuto in Gran Bretagna in attesa di giudizio per l'omicidio di una donna inglese. L'uomo è stato colpito anche da un mandato di arresto europeo emesso dalla magistratura di Salerno con l'accusa di aver ucciso Elisa Claps il 12 settembre 1993 (giorno della scomparsa della ragazza) con un'arma da taglio. Al momento dell'arresto in Gran Bretagna, Restivo non aveva voluto sottoporsi al prelievo di sangue e saliva richiesto con rogatoria dai pm salernitani, per cui la polizia inglese aveva sequestrato diversi suoi oggetti, dai quali oggetti il medico legale Vincenzo Pascali aveva estratto il "probabile" Dna, risultato diverso dai profili genetici isolati su alcuni reperti trovati nel sottotetto della chiesa. Le autorità inglesi hanno comunque acquisito al momento dell'arresto in Gran Bretagna il Dna di Restivo e lo hanno custodito in un database, trasmettendolo di recente all'autorità giudiziaria di Salerno. Il Dna di Restivo è stato incrociato con quelli già isolati tra i reperti del sottotetto della chiesa nel corso di una superperizia sui profili genetici

libertà CONCESSIONARIA DI PUBBLICITA’: METIS SRL 0971 22715 CELL. 320 1813033 email: antosa15@virgilio.it


2

11 MARZO 2011

Il nuo

vo Tg

Libia

wacs dell4a iNciateloi A ne io iz gn co ri da Aerei rvegliando 24 ore su 2 confestanno sobia. Lo ha indicato in una lder, della Li ampa telefonica Ivo Daa alla renza st ntante permanente Usa o alla rappresee con l'Onu lancia un monit Nato ch sta attacchi sui civili Libia: ba

E’ in Ret traguardo ee ilpenur ovl'ooccTasgcom: la nostra testata taglia un ione cambia radicalme prestig o grafica. L' e la sua veios ste versione de8llamaterzsto atTa,gcom ha compiuto dieci anntnie edanch e la nuova personalizzare a proprio con un formato che sarà lo stè esonlin so le ore a piacim in maniera se E' questa mplice e immettdia novità del nuenovtoo, sit ta. ai lettori, unofafrdeenlldoe an o, ch che saranno pubblicate.che la possibilità di "reegvuionolale izzesarsere più vicino e" le notizie E ancora più spaz più notizie e per tabldaet.coDmmieceni taanreni . E nuove versioni aniochea pefortotegalellfoery, video e il modo di comunicare. di Tgcom in un decennio che ha ni cellulari rivoluzionato

(Gli a FILE TOP ppunt i deSlECRET dirett ore) soldi sul conto Ri e meno PIU' PRESTITI BAsoNnoCA ntati del 5%, su base me corrente. A gennaiohiesti audalle famiglie, mentre sono annua, i prestiti ricsempre su base annua, i depositi delcalati dell'1,7%, ivati, che include anche le famiglie. l'intero settore pr i nel supplemento ''Moneta e BanSono i dati contenut talia, che ricorda anche come a che'' della Banca d'Ibiano inserito nei prestiti alcune opegiugno le banche abzazione. razioni di cartolariz MIGLIE,CALO IMaFA TI TI ES PR I SS TA O BALZ estiti piu' cari per sulei facomintgli coie rPRESE - Mutui ei pr onosciuti gennaio, mentre gl aintlieerveessilimric a dallo 0,36 allo ur at renti registrano un emerge dalle elaborazioni della 0,35%. E' quanto enute nel bollettino ''Moneta e BanBanca d'Italia cont ulta invece che i prestiti oltre un che'', dal quale ris le societa' non finanziare hanno semilione di euro per (dal 2,56 al 2,36%). Per le fagnato una riduzione ssi sul credito al consumo sono saliti miglie, invece, i tao all'8,78% dall'8,33% di dicembre, di quasi mezzo punt 18% di fine 2010 al 3,36% di inie per i mutui dal 3,tui e' il livello piu' alto almeno dal zio 2011. Per i mu Antonio Savino dicembre 2009.

F

Amici 2011

com

, a, Virginidio, teGiulelia is al nn A ci mi vo A di ti I finalis ito si sono sfidati a colpi ta Virtogi. nio Denny e Vitori: per il canto l'ha spuntata Giulia. In Due i vincdanza Denny contro la favori euro per e per la emio del valore di 100mila to ad Annapalio un prIl premio della critica è andastudio per ciascuno. ncesca ha vinto una borsa di ia e bacio lisa. Fra canto in America. Coreograf iti d’onore studiare ato tra Giulia e Stefano.OspVecchioni, appassion lissima di “Amici”, Roberto brano della fina lla vittoria sanremese con ilato con Virreduce dai ancora amore” che ha cant Annalisa. “Chiamamiorella Mannoia in duetto con ginio e F Appuntam

enti pers onali

Giulia 0 0 . 5 1 e Or

li

Paosel

STAMPELLE

uturo e libertà somiglia a quelle porte girevoli d'albergo. Con una particolarità: il numero dei clienti in uscita supera di gran lunga gli ingressi. Il Fli nasce con la presunzione di rivoluzionare il canovaccio partitocratico tricolore. Fustigatore (in ritardo) e frantumatore (utopistico) del Pdl, l'invenzione finiana paradossalmente miete consensi proprio nel variegato bazar del centrosinistra. Ai futuristi ciò è sfuggito di mano, non intuendo il giochetto subdolo della biliosa nomenklatura anti Cav. Inevitabile, la perdita di pezzi. Quotidiana. Dopo i “responsabili” Moffa e Barbareschi; Rosso e Bellotti (rientrati alla casa madre) sarebbero pronti a fare le valige anche i fedelissimi Ronchi, Urso, Viespoli, Baldassari, compreso il lucano Digilio. Sparito dal Senato, il gruppo rischia di liquefarsi anche a Montecitorio. Distanze prese anche da intellettuali entusiasti della prima ora, quali Campi e Ventura. L'alternativa rientrava giocoforza nella missione di Gianfranco Fini e nemmeno in un passato troppo remoto: non accettando il diktat del “pre-

dellino”, mettendo i paletti alla fusione a freddo con il Cavaliere, rinunciando a giocare su due tavoli (presidente della Camera e leader del partito). L'ex delfino di Almirante (prima) e Tatarella (dopo) avrebbe così trascinato dalla sua parte un numero megagalattico di delusi del partito plastificato, tra un capo carismatico al cubo ed una classe dirigente imbottita di “yesmen”. Però questa nuova impresa ha subito una virata spudoratamente laicista, antitradizionalista e rancorosa. E che la porteranno al crollo. Fli è troppo schiacciato dall'investitura ingombrante di Italo Bocchino (sbaglio o una volta non era tra i più filoberluscones in An e, quindi, fra i meno simpatici allo stesso leader?). E così il neorelativista Gianfry, da numero due di Berlusconi a (probabile) vicario di Casini, adesso rischia addirittura di trasformarsi in stampella del suo rampante scudiero casertano.

SineLinea

Nicola Melfi


3

11 MARZO 2011

Stipendi e pensioni più bassi per le donne Giusi Santopietro o scorso 5 marzo è stata celebrata la Giornata per la Parità Retributiva, che ha messo in evidenza come ancora oggi, nel 2011, a parità di attività lavorativa le percepiscono stipendi inferiori rispetto a quelli dei colleghi di sesso maschile. Si è calcolato, infatti, che nel corso della loro vita le donne europee guadagnano in media il 17,5% in meno degli uomini. Il principio della parità retributiva fu inserito già nel Trattato di Roma del 1957, ma la riduzione del divario nel corso dei decenni è stata molto più lenta del previsto, riducendosi, da allora al 2008, secondo tassi variabili nei 27 Paesi membri, dal 5% registrato nel nostro Paese al 30% dell’Estonia. Questi dati mostrano la complessità del problema, ma anche le profonde differenze che separano i diversi Stati del territorio dell’Unione. Nel suo impegno a colmare il divario tra i sessi, la Commissione ha elaborato una strategia generale per la parità di genere, pubblicata nel settembre del 2010. Tra le principali soluzioni individuate dalla Commissione, in primo luogo la necessità di rafforza l’informazione e le attività di monitoraggio a favore di lavoratori, datori di lavoro e azionisti, per poi continuare con iniziative di sostegno e strumenti di supporto e di incentivo per i datori di lavoro, e naturalmente, con la sensibilizzazione di tutte le parti interessate. Un intervento immediato ed efficace sembra essere indispensabile, anche perché minori stipendi durante il corso della vita lavorativa si tradu-

L

La popolazione europea avverte tale problematica e, secondo un sondaggio di Eurobarometro, in molti si dichiarano seriamente preoccupati. Più della metà degli intervistati ritiene che la disuguaglianza di genere sia un problema reale e ben l’82% dei cittadini interpellati crede che sia necessario affrontare la questione con una certa urgenza. Tra la popolazione campione è emerso anche che la maggioranza delle persone ritiene fondamentale il ruolo dell’Europa nella scelta e realizzazione di soluzioni comuni.

d’areamediterranea Direttore Responsabile

ATOIO SAVIO Direttore Politico

SARO ZAPPACOSTA Redattori

Agnese Albini Luca Arlotto Danilo Chiaradia Laura Cutullè Serena Danese Michela Di Palma Simona Marganella Loredana Romanelli Giusi Santopietro Impaginazione & Grafica

Francesco Pietro Falotico cono inevitabilmente in pensioni più basse. Tale problematica, unita al fatto che la longevità media delle donne è superiore rispetto a quella maschile, pone alla nostra attenzione un dato alquanto allarmante ed espone le donne in età avanzata ad un rischio di povertà molto più elevato rispetto a quello maschile. I numeri parlano chiaro: il rischio di povertà dopo i 65 anni è del 16% per la popolazione di sesso

maschile e sale ben al 22% per quella di sesso femminile. Qualche giorno prima dell’iniziativa, il 1° marzo scorso, Viviane Reding, vice-presidente della Commissione europea, nonché commissario per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza, ha incontrato amministratori delegati e presidenti di alcune importanti aziende europee allo scopo di individuare proposte per aumentare la presenza femminile negli organi di vertice delle società.

Stampa

Martano Editrice Modugno (BA) Reg. Trib. Potenza °375 del 24 04 2008 Direttore Editoriale

Emilio D’Andrea SVI.MED. associazione onlus per lo sviluppo sostenibile del mediterraneo Concessionaria Pubblicitaria

METIS srl Contatti

terraredazione@gmail.com tel. 0971 22715


4

11 MARZO 2011

L’Italia, fra tutti i paesi membri della UE, ha registrato la maggior caduta dei posti di lavoro

Che fine ha fatto il potere d’acquisto

TrenoRocky

U

na volta, per intenderci circa trent’anni fa, si faceva la spesa dove le cose costavano meno. Mi direte, ma anche ora è così, anzi con la crisi!! Molti non considerano che ciò riguardava l’abbigliamento, le scarpe, le borse, ect. lo si acquistava non nei negozi che vendevano le griffe, bensì dove costavano meno. Inoltre, le scarpe, i pantaloni, le maglie, ect. le si acquistavano solo quando quelle che si indossavano diventavano vecchie. Per vecchie si intende scarpe rotte, camicie consumate, maglioni usurati dallo sfregamento della quotidianità! L’Italia, fra tutti i paesi membri della UE, ha registrato la maggior caduta dei posti di lavoro. Nel corso del 2010, infatti si è accentuata una disoccupazione giovanile da record, al 4%, tutto ciò anche ai pochi interventi del Governo centrale e di quello delle Regioni (soprattutto del Sud a causa dei tagli delle risorse finanziarie). Questo andamento ha anche attuato pochi investimenti nel bel Paese e non ha attenuato il basso potere d’acquisto delle famiglie. Questa situazione ha fatto aumentare il numero di “poveri”. Oggi fare la spesa e tirare avanti è diventato difficile!! Basti pensare che in molti mercati rionali i fruttivendoli guardano con aria più rassegnata che infastidita i predatori di avanzi. Infatti "Gli sciacalli", così li chiamano, e arrivano quando il mercato sta per chiudere, quando gli ambulanti allineano dietro ai banchi le cassette della frutta e della verdura che devono buttare via. Fanno la spesa gratis gli "sciacalli", scegliendo tra gli scarti della giornata la frutta meno ammaccata e la verdura meno sciupata. Perché non ce la fanno più. Perché non hanno i soldi per fare la spesa anche dove la spesa costa meno, come ai mercati rionali. Ma non sono più i poveri di una volta. Non vivono per le strade né nelle baracche. I nuovi poveri, che, ad esempio al Nord Italia, nelle città

industriali, sopravvivono con gli avanzi del mercato e si vestono nelle parrocchie con gli abiti smessi dagli altri, sono lavoratori poveri. Non solo pensionati e casalinghe. Gente che ha un mestiere, magari precario, un mutuo, un´automobile, alcuni anche una casa di proprietà. Ma quello che guadagnano non basta più per arrivare a fine mese. Per pagare l´affitto, la rata del mutuo, le bollette del gas e della luce, per fare la spesa tutti i giorni, comperarsi una giacca per la primavera, un paio di scarpe, far studiare i figli. Ciò è ancora più grave nel Mezzogiorno. Molti ex dipendenti pubblici, che vivono con la sola pensione, non si vergognano, di girare dietro i banchi dei mercati, tirare fuori di tasca una busta, e di mettersi a frugare con calma, scartando a loro volta, tra le cassette della frutta e della verdura abbandonate dagli ambulanti sui cigli delle strade, a ridosso delle bancarelle. Cercano di raccogliere di tutto, dai pomodori alle patate, dalle arance alle mele, limoni, cavolfiori, carciofi, melanzane, cipolle, insalate (anche se le foglie hanno il bordo scuro). Sia ben inteso, loro non sono barboni, sono i nuovi poveri. Tutti vestiti con dignità. Uomini e donne, italiani e stranieri, questi ultimi soprattutto sudamericani. Pensionati e casalinghe. Più giovani gli stranieri, sui quaranta, più anziani gli italiani, sui sessanta. E non tutti sono disoccupati. C´è anche gente che ha un lavoro, magari part-time, una pensione, qualcuno una casa. Ma non ce la fanno lo stesso. Molti hanno anche figli piccoli oppure soprav-

vivono con uno stipendio di 800 euro al mese e un affitto da pagare di 700 euro (basta vedere i prezzi dei fitti a Potenza). Altri hanno anche il problema dove poter trovare dei vestiti !! Molte volte, quando andate a comprare qualcosa di nuovo, per aggiornare il vostro guardaroba, pensate che c’è gente che indossa maglioni pieni di buchi rattoppati, non ha la sfilza di scarpe pronte per l’occasione!! Molti per vestirsi hanno la sola possibilità di trovare qualcosa nelle parrocchia della Caritas, soprattutto indumenti e scarpe. Molti hanno bambini che non possono permettersi il vestitino o la tuta o il giubbino della marca pregiata TALE o CAIO, quello che molti bambini più fortunati, soprattutto a scuola sfoggiano. Se dove buttare della roba che secondo voi è passata di moda, portatele alla Caritas dove le distribuirà a chi ne ha bisogno. Per la maggioranza di utenti che cercano aiuto presso la Caritas ci sono anche molti italiani. È la nuova povertà che avanza». Molte sono donne. Giovani mamme italiane con due, tre figli, abbandonate dai mariti e senza lavoro. Ma anche anziani. C’è anche gente che ha comperato tutto a rate, dall´auto al frigorifero, e non ha più i soldi per fare spesa. La colpa è anche delle pubblicità ingannevoli, dove propongono acquisti a rate che per una famiglia può addirittura arrivare a ricorrere a dieci finanziamenti, dove a breve non sa più come farvi fronte. Ci sono addirittura i casi disperati. Come quello di molti che hanno dovuto

smettere di lavorare per assistere un familiare malato e che non riesce più a pagare il fitto mensili della sua casa popolare. Immaginate che molte associazioni distribuiscono anche dei pacchi viveri, come nel periodo della guerra. Altre organizzazioni, hanno distribuito delle tessere che ogni settimana, ogni famiglia povera può ritirare pasta, riso, pelati, piselli, tonno, olio, ect. Molti mangiano nelle mense e dormono nei dormitori allestiti da associazioni di volontariato. Per affrontare al problema della povertà, molti Comuni hanno messo in atto una serie di iniziative, ma il problema vero è quello legato all´urgenza di fermare il caro-prezzi. Bisognerebbe vigilare di più sulle merci all’ingrosso e controllare i prezzi dei vari negozi e dei mercati, oltre a predisporre una guida ai consumi intelligenti con l’iniziativa della "settimana della convenienza" (almeno ogni fine mese). Molti sono i supermercati, gli ipermercati o i discount che vi permettono di risparmiare di più. E’ assurdo che molti prodotti in vendita hanno una oscillazione di prezzo piuttosto variabile. Si rivela determinante per le tasche dei consumatori: uno stesso prodotto ha prezzi di vendita a volte anche differenti tra un negozio e l'altro, in alcuni casi le oscillazioni sono addirittura superiori al 50%. In conclusione, vi invitiamo a riflettere, quando aprite il vostro guardaroba e vi lamentate di non avere un abbigliamento diverso per ogni giorno, portare le scarpe dell’ultima moda o desiderare il lusso e le griffe. Meditate gente della Lucania, i tempi sono cambiati, sono finiti i tempi delle vacche grasse !!


5

11 MARZO 2011

Giornata della memoria e dell’impegno

Serena Danese

Q

uest’anno per la prima volta, Potenza ospiterà un evento di importanza nazionale e non solo. La sedicesima giornata della “ Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime della mafia”. Si prevede una partecipazione di massa, per tale motivo si è spostato l’evento dal tradizionale 21 Marzo a sabato 19. Per dare la possibilità, a tutti coloro che ne abbiano voglia, di scendere in piazza. Solitamente l’evento cadeva proprio il giorno della primavera, e non era assolutamente una data casuale. La stagione della primavera è da sempre quella della rinascita, quella che dà un taglio al passato inverno per far cominciare una nuova era. Ed è a questo che è dovuta la scelta, la giornata non deve solo commemorare tutti coloro che hanno perso la vita a causa di un fenomeno apparentemente imbattibile come la mafia, ma dovrebbe anche simboleggiare la nascita di tante nuove speranza pronte a fare qualcosa per il proprio futuro e per quello degli altri. Perché, per quanto possa apparire un’utopia, bisogna partire del piccolo per cambiare anche le cose più grandi. Senza dubbio, almeno 500 saranno i parenti di vittime della mafia sia italiani che stranieri. Ma, è solo una piccola rappresentanza in confronto alle 5000 persone che ci sono. Potenza non è un grande centro, come gli altri luoghi in cui si è svolta precedentemente questa giornata, eppure Libera, importante associazione che si occupa della lotto alla mafia ha una sua “base operativa” anche in Lucania; e ha deciso di prendere questo impegno. Il capoluogo della Basilicata non è certamente un luogo ampio e spazioso come Napoli o Milano, città in cui si è già svolta que-

In attesa del 19 Marzo sta manifestazione. La scelta però, non è stata casule e si spera nella riuscita anche se in una zona più limitata. Infatti, si deve questa decisione al ritrovamento, dopo 17 anni di attesa, del cadavere di Elisa Claps, giovane ragazza scomparsa nel Settembre del 1993. Forse anche lei, vittima di una mafia, non una convenzionale, diversa, costituita dall’omertà, dai silenzi, dagli intrighi pericolosi che ancora oggi non sono stati del tutto scoperti. Oltre al suo ricordo ci sarà una lunga lista di nomi delle vittime di mafia, che verrà letta davanti il palazzo della regione Basilicata. Nomi noti, di giudici, carabinieri, poliziotti, giornalisti, ma anche persone comuni, ragazzi nel fiore dell’età, uomini, donne che hanno perso la vita, solo perché hanno visto qualcosa di sbagliato, hanno sentito progetti troppo importanti e scottanti e non hanno deciso di sottomettersi, ma alzando il capo hanno fatto ciò che dovrebbe fare un onesto cittadino. E’ per tutti loro che Potenza si muoverà, farà sentire la propria voce con forza e rabbia, nella speranza che le cose possano cambiare, un giorno o l’altro. Un'altra importante iniziativa preparata per la giornata del 19 Marzo è un’insolita partita di calcio A5, dove l’importante non sarà vincere ma essere il più onesti possibile. Sarà, infatti, proclamata vincitrice la squadra che ha compiuto minor numero di falli. Per insegnare a tutti che nella vita fondamentale è la legalità. Si prospetta un’intensa giornata, e si spera che la verità e la giustizia possano illuminare la Basilicata e l’Italia tutta.

Riflessioni e sogni di un italiano ’ormai prossimo 17 marzo, “150° Anniversario dell’Unità d’Italia, è la festa voluta e sentita da tutti gli italiani. Questa frase, posta lì, all’inizio di uno scritto che potrà restare nel computer dello scrivente o essere letta, forse, da alcune decine di volenterosi, potrà sembrare banale, inutile e persino fastidiosa, per chi, appreso ormai che tale data è festa nazionale, ha programmato un festeggiamento, del tutto privato, a mezzo di un “ponte” a quattro appoggi, fino alla successiva domenica. Proviamo, solo per pochi attimi, (anche se non basterebbero giorni interi) a riflettere sulle motivazioni che hanno portato all’Unità d’Italia ed a tutti i nostri compatrioti che si sono impegnati, con eroica ostinazione, anche all’altissimo prezzo della vita, a comporre un territorio, martoriato e diviso da sempre, già definito “Entità geografica”. Se in ciascuno di noi v’è un briciolo di coscienza civica, la frase di cui sopra non può lasciarci indifferenti, non possiamo prendere la macchina, magari fatta lavare per l’occasione e partire  per evadere  dal “logorio della vita moderna”!!! MA DOVE ANDIAMO ? La voce dei martiri del risorgimento ci reclamano in loco per manifestare, tutti uniti, la gioia della raggiunta UNITA’ D’ITALIA. Che bello sarebbe la mattina dell’imminente 17 marzo ritrovarci tutti insieme, per una spontanea manifestazione, magari in piazza Prefettura, per gioire, uniti, della libertà ed autonomia, (leggi anche democrazia) di cui individualmente e durevolmente possiamo godere grazie al lavoro, al sudore, ai sacrifici, alle sofferenze ed alla prematura morte che altri hanno subìto altruisticamente per noi.

L

Che cosa sublime sarebbe leggere, sui quotidiani del 18 marzo venturo, ..che i cittadini di Potenza, spontaneamente, insieme a tutte, proprio tutte, le autorità religiose, militari, civili e politiche, hanno sentito la necessità di ringraziare gli Eroi, testimoni della libertà e fautori dell’Unità d’Italia, con un tripudio di Tricolori -ogni partecipante ne aveva uno- con una Santa Messa solenne, seguita da 5 minuti di raccoglimento, durante i quali non sono mancati momenti di commozione generale; unanime la soddisfazione. Non si sono tenuti discorsi o proclami di ringraziamento, ritenuti superflui data l’intensità dei sentimenti d’amor Patrio che hanno pervaso la piazza “. Ad onor del vero, ad oggi, non saprei se in Basilicata, in Provincia od a Potenza sia stata programmata qualche manifestazione per tale grandissima ed importante ricorrenza; se, per caso, la risposta fosse affermativa, a dir poco è mancata la pubblicità. La “Parata dei turchi” ne ha avuta molto di più e dire che la cacciata dei turchi ha riguardato solo Potenza. Qualcuno, ultimamente, ha detto, che anche chi non è in accordo con questo festeggiamento, DEVE, questa possibile libertà ai Martiri del passato  ( i viaggiatori, gli amministratori ed Umberto, meditino). E’ bello sognare sulle ali dei sentiti ideali, ma, dicono, che a volte, i sogni si avverano . chi sa che possa accadere il 17 marzo 2011: 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. Ten. Alessandro BASILE Sez. Prov. U.N.U.C.I. Potenza


6

11 MARZO 2011

Spopolano i negozi aperti fino a notte fonda. La nuova moda sbarca anche in Italia Agnese Albini

Shopping by night

D

onne frenetiche e super indaffarate? Finalmente un rimedio per le tante che non trovano il tempo per andare dal parrucchiere, rilassarsi dall’estetista o darsi al pazzo shopping con le amiche. Direttamente dall’America, precisamente da New York, giunge l’ultima moda del secolo. Negozi, palestre, musei aperti fino a notte fonda. L’esercito di “femmine” esauste della mattinata infernale si apprestano a “strisciare” la famosa carta di credito e a godersi il meritato relax tra un negozio e l’altro, il tutto allietato dalla quiete notturna. L’iniziativa ha fatto subito il giro del mondo. Berlino, Londra e persino la nostra bella Italia. Torino è stata una delle prime città a mostrarsi propensa ad accogliere l’originale idea. Il comune ha realizzato una guida informativa in cui sono elencati tutti i negozi aderenti. Non solo acquisti pazzi, ma anche letture in biblioteche e possibilità di studiare nelle sale universitarie fino alle 2 di notte. Anche la capitale fa la sua parte promuovendo una campagna culturale per incentivare e stuzzicare la voglia di apprendere grazie ai libri. Biblioteche aperte fino alle 22 e anche nei week end. Davvero bizzarra la proposta delle palestre “20 hours”. Sparsi su tutto lo stivale, sono decine i centri sportivi in cui è possibile fare l’alba tra un corso di aerobica ed una pedalata in cyclette. Dopo una sana oretta di sport si passa dal coiffeur. Locali alternativi consentono alle proprie clienti di gustare un ottimo aperitivo, ascoltare buona musica e lasciarsi coccolare dalle mani di esperti parrucchieri. Ancora a Torino ha avuto gran successo il “wash bubble bar”. Un’originalissima lavanderia mette a disposizioni degli habitué del locale, in attesa del bucato o di una riparazione sartoriale, la possibilità di cenare con gli amici. Per le più passionali, la città di Palermo organizza corsi di tango dopo il tramonto. Tantissime le signore catturate dalla magia delle luci soffuse del crepuscolo e dal calore della musica latina. Sicuramente utile per ogni emergenza, il supermercato aperto 24 ore su 24. La città di Salerno dovrebbe inaugurare l’apertura di un grande magazzino, a disposizione dei propri fedeli acquirenti ad orario continuato. Insomma, soluzioni per tutte le esigenze e per tutti i gusti. Gioia per tanti che potranno fare della notte il momento migliore della giornata. Lontane dagli uffici, dai cellulari e dalle grida dei loro figli, le super donne “bioniche” si concedono ben volentieri alla vita by night.

Anche la pesca ha bisogno di chiarezza l mondo della pesca – appassionati ed agonististanno lamentando il mancato ripopolamento della fauna nei fiumi. Notizie provenienti dalle associazioni dei pescatori evidenziano che detta carenza sia dovuta al mancato trasferimento alle Province di risorse da parte della Regione Basilicata. Anche l’assessore provinciale al ramo ha evidenziato in audizione in seno alla commissione consiliare competente che le somme trasferiste sono esigue per effettuare le azioni di ripopolamento ittico ed inoltre non sono ancora state trasferite le risorse 2010 e 2011, quindi

I

l’Ente Provincia non può pur volendo assolvere alla sua delega. Da evidenziare che la normativa riguardante il settore della pesca nelle acque interne prevede tra gli altri, al fine del rilascio delle licenze, un pagamento in favore della Regione Basilicata, la quale successivamente è tenuta a riversare una quota parte alle Province di Matera e di Potenza. Quindi ho protocollato un’interrogazione all’attenzione del Presidente De Filippo per conoscere se la Regione Basilicata e l’Assessore del Dipartimento ambiente, territorio e politiche di sostenibilità intende adottare

provvedimenti per una migliore tempistica – una celere immissione è fondamentale per una buon attecchimento dei pesci al nuovo habitat- e più in generale per la gestione dei ripopolamenti e soprattutto dello studio della situazione generale delle acque interne e dell’habitat della Basilicata. Inoltre, si vuole sapere anche tutti i dati relativi al versamento della quota spettante alle Province delle annualità 2010 e 2011, se i trasferimenti sono avvenuti, quali sono gli importi e se la regione ha contezza di quanto posto eventualmente in essere dalla due Province.


7

11 MARZO 2011

Da una collezione privata alla Fondazione Gianadda di Martigny

Tesori d’arte nascosti

Francesco De Luca

L

’universo del grande collezionismo privato, in cui si concentra la “domanda” di arte legata a progetti di “investimento”, ma ancor più spesso al desiderio irrefrenabile, che poi è alla base di tanta committenza e alla vita stessa della produzione artistica (la storia di mecenati dall’antichità ad oggi insegna), di possedere e fruire direttamente dell’opera d’arte, in una dimensione strettamente privata, si compone di infinite galassie, in cui si aggregano, secondo la volontà ed il gusto dei singoli collezionisti, veri patrimoni, generalmente sottratti al godimento di molti, per essere invece relegati all’ammirazione di pochi fortunati. Avvenimenti espositivi ed editoriali che consentano di avvicinarsi a questi tesori nascosti o comunque esclusivi, sono da salutare sempre con gioia ed interesse. In più occasioni la Fondation Pierre Gianadda ha presentato al suo numeroso pubblico grandi collezioni pubbliche: “Trésors du musée de São Paulo” (1988), “Icônes russes. Les saints. Galerie nationale Tretiakov, Moscou” (2000), “Chefs d’œuvre de la Phillips Collection, Washington”, (2004),” Musée Pouchkine, Moscou, la peinture française”, (2005), “The Metropolitan Museum of New York. Chefs d’œuvre de la peinture européenne” (2006). Questa volta, intende proporre un piacere ancora più raro, quello di scoprire un’ampia selezione di opere provenienti da una speciale collezione privata. Collezionista discreto, il proprietario di queste opere (di cui però non si fa il nome) ha negli anni spesso collaborato con le esposizioni della Fondation Gianadda e questa volta ha consentito di dare un più ampio accesso ai suoi tesori nella mostra “Da Renoir a Sam Szafran” curata da Marina Ferretti-Bocquillon, mettendo a disposizione tutta la sua collezione all’interno della quale sono stati se-

Renoirb

lezionati 120 capolavori, dipinti e disegni, per raccontare l’evoluzione della pittura da Jean-Baptiste Corot e Eugène Boudin fino ai nostri giorni. Nel corso di questo tempo le trasformazioni estetiche si sono succedute ad un ritmo tale da poter essere paragonate a quelle del rinascimento delle arti nella Firenze del XV secolo. Questa effervescenza creativa corrisponde perfettamente al gusto del nostro collezionista. Egli è molto sensibile al fascino del colore in generale, sia esso frutto di una osservazione attenta della natura o di un pensiero artistico puramente astratto. L’impressionismo e il postimpressionismo sono quindi ben rappresentati in questa panoramica che traccia una breve storia della pittura lungo gli ultimi centovent’anni. I capolavori non mancano in questa collezione: segnaliamo un luminoso nudo di Renoir, Gabrielle.” Nu ou jeune fille couchée en buste” (1905-1909), uno splendido Claude Monet, “Nymphéas” (19141917), “Julie au violon” dipinto nel 1893 da Berthe Morisot, e un vigoroso carboncino di Edgar Degas, “Les Blanchisseuses” (1902 circa) – tutte opere che i visitatori fedeli della Fondation già hanno avuto occasione di ammirare. Essi potranno ritrovare anche certe opere fondamentali di Paul Signac, come “Avant du Tub” (1890). Praticamente mai visti prima, in compenso, ci sarà, fra gli altri, un notevole Maurice Denis, “Avril, les anémones” (1891), dalla provenienza particolarmente prestigiosa e lo splendido pastello di Sam Szafran, “Imprimerie

Bellini” (1972). Se l’impressionismo è evocato da una selezione d’opere fondamentali di Monet, Renoir, Sisley o Morisot, il neo-impressionismo è ancor meglio illustrato. Tra i dipinti, un insieme sorprendente di opere di Signac documenta la passione del collezionista per questo artista appassionato di luce e di colore. Dai dipinti giovanili come “Les balises, Saint-Briac” (1890) o “Saint-Tropez. Après l’orage” (1895), alle opere pre-fauves come “L’Arc-en-ciel. Venise” (1905), è qui evocata tutta l’opera di Signac. Di Camille Pissarro, sono proposti due rari lavori del periodo neo-impressionista. Tra i Nabis sono da segnalare le audacie cromatiche di” Marine à Cannes” (1931) di Bonnard. Ma è Maurice Denis, il preferito dal collezionista, del quale sono presentate, con altri dipinti, le tre ultime versioni del “Mystère catholique” (1889 et 1890). Non può essere dimenticata la bella scelta di paesaggi di area fauve di Emile Othon Friesz, da “Port d’Anvers” (1906) a “Bord de mer, Cassis” (1907). Da segnalare ancora il gruppo di opere di Marquet e, fra esse, in particolare “Plage de Sainte-Adresse” (1906), senza dimenticare un seducente Van “Dongen, Thé au casino (Deauville)” de 1920. Anche nelle opere su carta è il colore ad attrarre il collezionista, anche se, poi, è sul bianco e nero che si concentra la scelta dei disegni dove spicca una “Maternité” di Charles Angrand.Certo intriganti sono gli acquerelli di Signac o la serie di gouache di Raoul Dufy. Kees Van Dongen ha qui una presenza pri-

Redon

Szafran

vilegiata con un raro acquerello fauve e un insieme inedito di gouache dipinte nel 1947 per illustrare un’edizione di “A la recherche du temps perdu”. C’è anche Emil Nolde con paesaggi quasi astratti. Ma, nel campo del disegno, spiccano alcuni pastelli di grande formato: sono firmati da Morisot, Odilon Redon, Denis e Szafran che è rappresentato da una impressionante selezione di lavori. L’arte contemporanea non è comunque dimenticata da questo collezionista, con i grandi nomi del XX secolo, da Modigliani a Chagall, Masson, Man Ray e Picasso; la collezione comprende pure un importante gruppo di opere - dipinte, disegnate, incise - di Lionel Feininger, che è qui documentato da dipinti e acquerelli.


d’areamediterranea Anno IV numero 9 - 11 MARZO 2011 Direzione / Redazione: Via del Popolo 34 - 85100 Potenza Telefono 0971 22715 Direttore responsabile: Antonio Savino

Nelle università crollano le iscrizioni Loredana Romanelli

I

nostri nonni, i nostri genitori ce lo hanno ripetuto fino alla nausea.... Ma ormai la vecchia massima “Senza il pezzo di carta non si va da nessuna parte” sembra essere diventata obsoleta. Meno iscrizioni e meno laureati. È davvero poco confortante la fotografia dell'università pubblica italiana scattata da due diversi rapporti, uno realizzato dal Cun (Consiglio universitario nazionale) e l'altro elaborato dal consorzio Almalaurea, entrambi presentati pochi giorni fa nella sede della Crui. Dal primo emerge che tutte le facoltà perdono iscrizioni (-5% nell'ultimo anno, -9,2% negli ultimi quattro), anche se le scientifiche tengono meglio e il Sud e il Centro Italia soffrono di più rispetto al Nord. Il dossier del Cun spiega anche che nel 2010 hanno scelto di proseguire gli studi all'università solo sei neodiplomati su dieci (il 62%, a fronte del 66% nel 2009, del 65% nel 2008 e del 68% nel 2007). In controtendenza gli atenei privati: un +2% di neoiscritti nel 2010 li porta dal 6,1% al 6,6% degli immatricolati totali in Italia negli ultimi quattro anni. Sono i piccoli atenei ad arretrare di più: le immatricolazioni dal 2009 al 2010 scendono dal 3,2% al 2,9%. Anche i medi atenei passano dal 15,5% del 2009 al 15,3% del 2010. Tengono meglio i mega atenei (quelli cioè con più di quarantamila iscritti) con il 42,6% di immatricola-

zioni nel 2010 contro il 42,4 % nel 2009. Quanto all'occupazione, c'è da dire poi che in Italia i laureati non vanno a ruba sul mercato del lavoro. Il dato emerge dal XIII rapporto Almalaurea. La laurea, è vero, continua a «pagare» visto che i laureati presentano un tasso di occupazione di oltre 11 punti percentuali maggiore rispetto ai diplomati e che anche la retribuzione premia i titoli di studio superiori. È indubbio, però, che i laureati fanno ancora fatica a trovare lavoro dopo aver messo in tasca il titolo di studio. Considerando i laureati del 2009 emerge che la disoccupazione aumenta, seppure in misura inferiore all'anno scorso, fra i triennali: dal 15 al 16% (l'anno precedente l'incremento

era stato intorno ai 4 punti percentuali). La disoccupazione cresce anche fra i laureati specialistici biennali, quelli con un percorso di studi più lungo: dal 16 al 18% (la precedente rilevazione aveva evidenziato una crescita di oltre 5 punti percentuali). Ma sale pure pure fra gli specialistici a ciclo unico: dal 14 al 16,5%. Dilatando l'arco temporale (20052010) la quota di laureati pre-riforma occupati a cinque anni ha subito una contrazione di quasi 6 punti percentuali. Desta preoccupazione, inoltre, un altro fenomeno, il «lavoro nero» tra i laureati. Quelli che lavorano senza contratto, a un anno dal conseguimento del titolo di studio, raddoppiano tra gli specialistici biennali raggiungendo il 7%; per i laureati di primo livello i «senza contratto» passano

dal 3,8 al 6%; gli specialistici a ciclo unico (ovvero i laureati in medicina, architettura, veterinaria, giurisprudenza), che registrano da sempre un valore più elevato, passano dall'8 a quasi l'11%. L'indagine mostra che a un anno dall'acquisizione del titolo, diminuisce il lavoro stabile in misura superiore alla contrazione registrata l'anno precedente per i laureati di ogni livello. Contemporaneamente si dilata la consistenza del lavoro atipico. La stabiltà economica sembra dunque ancora un miraggio....

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITA’: METIS SRL 0971 22715 CELL. 320 1813033 email: antosa15@virgilio.it


Terra di Basilicata d'areamediterranea SVI.MED.  

Periodico free press

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you