Page 1

d’areamediterranea Anno IV numero 18 - 20 Maggio 2011 Direzione / Redazione: Via del Popolo 34 - 85100 Potenza - Telefono 0971 22715 Direttore responsabile: Antonio Savino

Come cambia il cielo La tavolozza del ballottaggio Il 29 e 30 di Maggio si vota per il ballottaggio. Nel Paese gli occhi sono puntati su Milano e Napoli. In Basilicata sotto osservazione sono Melfi e Pisticci. Il cielo di Milano e di Napoli è ancora iridato in attesa di definire gli apparentamenti. In Basilicata ed in particolare a Melfi e Pisticci il cielo, invece, ha assunto tonalità già ben definite. L’assoluta mancanza dei colori sociali del Popolo della Libertà lascia via libera all’unica tinta disponibile che è quella rossa. Infatti gli unici a duettare sono rappresentanti del Pd. Solo a Melfi figura una eccezione, una lista civica in rotta con quelli del Pdl. Il centrodestra è letteralmente sparito per cui c’è da chiedersi come voterà. Può darsi che molti non andranno proprio a votare, oppure se lo faranno saranno costretti almeno per una volta a cambiare colore. Cosa assai più difficile a Pisticci dove la lotta è tutta in famiglia, mentre a Melfi c’è la possibilità di schierarsi con una civica più vicina al rosa anziché all’azzurro. A questo punto non ci resta dire: vinca il migliore.

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITA’: METIS SRL 0971 22715 CELL. 320 1813033 email: antosa15@virgilio.it


2

20 MAGGIO 2011

I dom in Caos

iciliar

Siria

rimasti i un bambino,nnsoo noaperto il cu a tr li, vi ci di a 'Almeno una vefontrzine di sicurezza siriane chsceesha in piazza nella uccisi dalle i dimostranti anti-regime ovesit di Damasco, e fuoco contro s, 160 chilometri a nord amin. Lo riferiscono città di Homeridionali di Deraa e a San stimoni. Mentre la in quelle m r i diritti umani e alcuni teto che sono in corso attivisti pe araba al Jazeera, ha riferi Damasco, Banias e televisione rtei contro il governo, a riane. numerosi co in moltissime altre città si Qamshili e

i di S

Sgarb

traus

i Tele

s-Kh

an

prosura in anoticiè poil vederol nome iu ch a os or am cl la Dopo il mio canto libero-(quest far capire, gramma -ramma di Sgarbi), vogliamo non fa audel prog ltura non si cancella perché fia ispirata che la cuiziamo dalla scena, la scenogra profondità dience. Inola di Atene di Raffaello dàgarbi pronto alla Scu grandezza.E lui, Vittorio S è stata la senso di “lectio magistralis”, grande nello studio per una parlare con suo figlio ospite di “L’essere scelta di novantenne in collegamento, in prima see il padree l’essere padre”, parlare i addirittura genitore affaello, Michelangelo e po ate ma tutto rata di R Martinez e Serafini , scusbellezza deldeviare sugeniale.Poi il parlare della colo perduto questo è del paesaggio, del mondo agri Ceronetti, l’Italia, nforto di Leo longanesi, Guido rd, Cesare con il co lo Pasolini, Thomas Bernaharata dove si Pier Pao arlo Petrini, insomma una se questo proBrandi, C cultura da ogni parte. Per ogramma di respirava ro la Rai che cancella un prconcetto, la testo cont prima serata e ribadisco il fa audience, cultura innon si cancella perché non di cultura, cultura gliamo ancora respirare aria hanno visto perché vo ei duemilioni di persone che rbi in prima onore a qussione. Rivogliamo Vittorio Sga e audience. la trasmi rché la cultura non può aver serata, pe Fiofab

''La legge e' ug Cyrus Vance, hauatelenupetor tutti'': il procuratore distrettuale di chiarazione pubblica resa a sottolineare questo semplice messaggioManhattan, all'esterno del palazzo in una didove Dominique St di giu sua vita. Davanti raagusli s-Kahn ha vissuto oggi la giornatstaiziapiudi' New York aula, l'ex direttor l occhi esterrefatti di moglie e figlia, lunga della Fondo Monetario Interna pr stato formalmente eincderim zionale ha saputo diesesenseti in ina to da re un gran giuri' per tu imputazione di cu di New York hai ace'coacltocusato; ha appreso che la Corte Suttipreemsea tte i capi di comunque restar cora la sua domanda di liberta' su cauzione, dello Stato ma lui dovra' una notte in carcere, fin avra' versato unemilanion o a qu altri 5 milioni di dollare di dollari e avra' fornito garanzianedoin- domani - non dovra' comunque portare i; ha avuto la conferma che, fuori dadeposito per l carcere, un braccialetto elettroni co.

(Gli a FILE TOP ppunt i deSlECRET dirett ore) di miine dec re tta tra di ace cap I di viggiano dell'Eni, perIL CENTRO OL , ha fermato oggi l'attivita' per rno gio al io rol pet di ili bar di gliaia di manutenzione straordinaria e mettere l'esecuzione di lavori rca 25 giorni''. Lo ha reso noto l'Eni, ''ci ammodernamento che dureranno guiti da 1.400 lavoratori di 60 imo ese precisando che i lavori sarann e gestione operativa del centro olio e lior mig a ''un o rumori e prese e consentirann e le emissioni in atmosfera'', i ent orm eri ult e urr rid a no ran and siligli odori. ferroviari con potenza e la Ba i ent am leg col dei NE IO AZ amenti da LA SITU ne fuori dal Paese e con colleg cata fa pensare ad una ''regio daco di Potenza, Vito Santarsiero, alsin terzo mondo'': lo ha scritto il talia, Vincenzo Soprano. Nella leteni Tr di to ega l'amministratore del dall'ufficio stampa del Comune, lo o fus dif to sta e' to tes cui il sul tera, re, amarezza e giudizio negativo Santarsiero ha espresso ''stupo i a servizio della citta' e dell'intera restato dei collegamenti ferroviar disagi'' patiti dai viaggiatori lucani. gione'' e ha evidenziato i ''gravi ifichera' i controlli dei vigili urbani del IL COMUNE di Potenza intens emerso nel corso di un incontro che si e' quartiere Bucaletto: e' quanto uffici comunali, a cui hanno partecipato li deg itie' svolto nella sede locale ntarsiero, l'assessore alle pol o Sa o Vit , ano luc ogo olu cap del il sindaco ale, Donat il comandante della Polizia loc che abitative, Donato Pace, e itto in una nota - il monitoraggio ''delle scr Pace. E' anche previsto - e' ella'' sorta per ospitare i prefabbricati tad cit la nel o famiglie che abitan dopo il terremoto del 1980.

visivi

Appuntam

enti pers onal

Ore

Antonio Savino

Di nuovo la POTEZA - FOGGIA Da lunedì 23 maggio ultimati con una settimana d’anticipo i lavori di ripristino della sede ferroviaria Potenza, 20 maggio 2011 Torna operativa la linea Potenza – Foggia. Saranno i Regionali 3523 delle 11.33 e 3520 delle 11.51 i primi due treni a percorrere la tratta da lunedì prossimo. Con una settimana di anticipo rispetto al programma sono ultimati gli interventi di ripristino della sede ferroviaria (rilevato, massicciata, traverse e binari), tra Leonessa e Rocchetta Sant’Antonio, e degli impianti di sicurezza collegati. La ferrovia era stata danneggiata da un movimento franoso in atto nella zona da molti anni, innescato dalle abbondanti piogge invernali. A causa della difficoltà di accesso alla sede ferroviaria dei mezzi e dei materiali e delle avverse condizioni meteorologiche, i lavori sono stati piuttosto impegnativi.

09:0 0

Eli

sab

ett a

Can

i

ali

s

Escavatori, macchine perforatrici, ruspe e binari sono stati trasportati sul posto via ferroviaria e, per consentire l’accesso alle betoniere, sono stati rimossi e poi ripristinati 700 metri di binari. Per tutta la durata dell’interruzione, i collegamenti tra Potenza e Foggia sono stati garantiti con autobus sostitutivi.


3

20 MAGGIO 2011

Più controlli sui prodotti non alimentari

E’ attivo in Europa il Rapex, un sistema di allarme rapido in grado di segnalare merci pericolose Giusi Santopietro

D

al 2004, anno in cui gli ordinamenti nazionali hanno recepito la Direttiva UE sulla sicurezza dei prodotti, è attivo in Europa il RAPEX, un sistema di allarme rapido in grado di segnalare i prodotti non alimentari pericolosi che sono immessi sul mercato. Dal momento della sua istituzione, l’attività del RAPEX si è intensificata notevolmente, aumentando di anno in anno l’efficienza del sistema. Il sistema chiama tutti i Paesi membri dell’Unione ad attivarsi nell’identificazione e segnalazione dei prodotti che possono destare allarme in termini di sicurezza. Sono sempre meno i prodotti pericolosi che raggiungono il nostro mercato, in quanto tra i principali obiettivi del sistema approntato dall’UE c’è quello di puntare molto sulla prevenzione. Oggi i prodotti a rischio sono individuati ed eliminati molto più facilmente. Secondo il rapporto annuale pubblicato dallo stesso RAPEX, nel 2010 i prodotti ritirati dal mercato a dai consumatori sono aumentati del 13% rispetto al 2009, raggiungendo la cifra di ben 2.244 unità, rispetto alle 468 del 2004. Anche le imprese europee stanno incrementando l’utilizzo del sistema di allarme rapido attraverso attività di controllo e monitoraggio sui prodotti pericolosi. Attualmente l’attività del RAPEX si sta orientando verso due principali direzioni: il rafforzamento della sicurezza nei luoghi di origine dei prodotti e l’intensificazione della collaborazione con partner internazionali, in particolare con la Cina, dalla quale proviene un quantitativo sem-

plicazione delle norme sulla sicurezza, nell’ottica di una maggiore cooperazione tra gli Stati. John Dalli, responsabile della salute e della politica dei consumatori, si è dichiarato soddisfatto del lavoro svolto finora e fiducioso nel successo del sistema per il futuro. Secondo il suo parere, la sicurezza dei prodotti inizia dalla fonte, soprattutto oggi che la produzione ha i caratteri della globalizzazione, pertanto sono i produttori stessi a dover attivare e gestire la qualità delle merci nelle varie fasi della loro realizzazione.

d’areamediterranea Direttore Responsabile

ATOIO SAVIO Direttore Politico

SARO ZAPPACOSTA Redattori

Agnese Albini Luca Arlotto Danilo Chiaradia Laura Cutullè Serena Danese Michela Di Palma Simona Marganella Loredana Romanelli Giusi Santopietro Impaginazione & Grafica

Francesco Pietro Falotico pre crescente di merce. La crescita di efficienza del sistema sembra dovuta a molteplici fattori, che si sono perfezionati nel corso degli anni, quali una maggiore partecipazione da parte dei governi nazionali, una maggiore consapevolezza di produttori, aziende e commercianti, un più intenso intervento da parte della Commissione, attraverso la creazione di reti e sistemi coordinati tra gli Stati membri.

Lo Stato che si è dimostrato più attivo nel corso del 2010 è la Germania, con ben 204 notifiche, seguita da Bulgaria e Ungheria. Le categorie di prodotti che hanno ricevuto maggiori segnalazioni sono quelle del settore tessile e i giocattoli, seguite da motori ed elettrodomestici. Ciò che si richiede alle autorità nazionali per affrontare le sfide del prossimo futuro sono la diffusione dell’informazione tra gli operatori del settore e un’intensa sorveglianza e ap-

Stampa

Martano Editrice Modugno (BA) Reg. Trib. Potenza °375 del 24 04 2008 Direttore Editoriale

Emilio D’Andrea SVI.MED. associazione onlus per lo sviluppo sostenibile del mediterraneo Concessionaria Pubblicitaria

METIS srl Contatti

terraredazione@gmail.com tel. 0971 22715


4

20 MAGGIO 2011

Nella dirigenza lucana del PdL domina inerzia ed apatia Saro Zappacosta l recente turno delle amministrative di Basilicata ci ha regalato l’ennesima stecca dei tre tenori del PdL Lucano, capaci anche questa volta di non farsi votare dall’elettorato pur desideroso di cambiare. Infatti dei 27 comuni in cui si è votato solo tre sono riconducibili a candidati vicini al partito del Cavaliere vale a dire una percentuale dell’11% e di questi in uno si è vinto facile essendo l’unica lista presente. La percentuale dei comuni appannaggio del centro destra, è molto vicina a quella registrata dalle liste del Popolo della libertà (intorno al 10%) e questo la dice tutta sulla attrattiva del PdL, sulla capacità e sulle strategie messe in campo dalla sua classe dirigente; mica tutta però, solo quella che effettivamente pesa nelle decisioni locali ossia i parlamentari con responsabilità di partito. I nomi li conosciamo tutti sia quelli del potentino che del materano, non fosse altro perché è da circa un decennio che continuano a far registrare sconfitte su sconfitte: la successiva più clamorosa della precedente e ciononostante non si riesce a sostituirli.

I

L’ennesima stecca dei tre tenori

http://steffanpaulus.files.wordpress.com

Anche questa volta i tre tenori hanno fatto registrate l’ennesima stecca anzi una ennesima clamorosa stonatura basta pensare che il serbatoio di voti del centro destra fino a qualche anno addietro appannaggio del Vulture-melfese per il potentino e del materano si è concentrato sulla cittadina di Francavilla. Non c’è che dire un ottimo risultato ovviamente per il centro sinistra che è l’ unico a trarre giovamento da questa classe dirigente quasi come ci fosse un tacito accordo che dovrà portare all’estinzione dei consensi per il PdL o una vera e proprio strategia tesa a ridurre al minimo il numero dei potenziali contendenti per le poltrone romane: “meno siamo meglio stiamo”. Alla maggior parte di colpe derivanti dai plenipotenziari parlamentari i quali impongono sul territorio ogni decisione (checché ne dica qualcuno di essi che abilmente ha cercato di spostare sugli

indigeni del luogo errori eclatanti), si somma la miopia di parte della classe dirigente regionale che nei propri centri di residenza non solo non riesce a vincere ma non riesce neanche ad andare al ballottaggio dove questo avviene. È il caso di Melfi dove il candidato riconducibile al PdL e quindi a Nicola Pagliuca riporta appena la metà dei consensi del candidato di Ernesto Navazio il quale va al ballottaggio. Peggiore è caso di Lauria dove al danno si aggiunge la beffa: il candidato Pidiellino Mariano Pici primo eletto alle scorse regionali per il suo partito, si è classificato per ultimo promettendo in caso di vittoria che si sarebbe dimesso dalla carica di consigliere regionale (è evidente che era certo di perdere). Nutriamo forti dubbi che in presenza di un siffatto miracolo ci sarebbero state le dimissioni dalla comoda carica di

consigliere regionale anche perché ciò avrebbe potuto suscitare non pochi malumori dalla gran parte del PdL lucano che lo ha sostenuto in massa per consentirgli una elezione in consiglio regionale certamente a rischio senza il corposo sostegno. Ma quello che sinceramente meraviglia è l’inerzia e l’apatia della dirigenza lucana del PdL che di fronte a debacle così clamorose che si ripetono oramai da dieci anni ad ogni competizione elettorale non trovino la forza per chiedere ed ottenere le dimissioni di politici che se la cantano, se la suonano e come sempre stonano. Con tutta probabilità i nostri tre tenori sono riusciti a far scomparire anche quella classe dirigente che con fatica si era creata dal nulla negli anni scorsi. Crediamo che il PdL debba aprire una seria riflessione sui continui errori provando veramente a cambiare classe dirigente diversamente l’estinzione dei consensi per il centro destra è irreversibile.

Una rivoluzion e necessaria

tto a buon fine La Lega sta portando avanti un progetto, che sé condo di decentrasta propo una di tratta si : o spieg sarebbe “Epocale”. Vi dei ministeri da mento dei Ministeri, che di fatto potrebbe trasferire Sud che rappreRoma in altre città, non solo del Nord ma anche al poichè guarda al senta uno dei ultimi cavalli di battaglia della Lega, amministrativo. modello britannico come esempio di decentramento ideale: il MiniLa Lega ha già fatto una bozza di mappa che ritiene mico a Toecono stero dell’Economia a Milano, quello dello Sviluppo a Reggio terno dell’In rino, quello della Cultura a Venezia, il Ministero la Difesa e mentr te, Calabria o Palermo, a Napoli la sede dell’Ambien fa caccio carro il a, moss a e Pubblica Istruzione a Roma. Con quest istilità nsabi respo di e ità pire come è cresciuto il suo livello di matur o ralism Fede il con tenga o quant tuzionale, di quanto lavoro ha fatto e o adess , basta e parla parla, che all’Italia a differenza della sinistra Lega la re addita di gio corag il piu’ se la cosa và in porto, chi avrà e senza responcome un gruppo sparuto di Uomini rozzi, senza idee a e Sinistra Destr da tutti, che bbe vorre ci sabilità istituzionale? Ora Lega! alla eau Chap e culpa mea un no che inchinandosi, faccia


5

20 MAGGIO 2011

Con una sola mossa il Senatore Digilio mangia le pedine politiche Saro Zappacosta

Giocare d’anticipo

E

bravo Egidio Digilio: con una sola frustrata ha messo al mondo i massimi dirigenti della squallida partitocrazia lucana, li ha scorticati, ha messo a nudo tutta la loro debolezza politica smascherando la incapacità di intuito politico che contraddistingue i massimi dirigenti dei partiti lucani. E così il leader del più piccolo movimento politico presente in Lucania, con un colpo di intuito, ha fatto crollare tutto il castello di sabbia costruito da oltre un lustro da politici e magistrati, ai danni di un amministratore del settore sanitario, travolto da accuse ingiuste e risorto grazie a giudici onesti, trasformando così in un simbolo vittima di un mondo mafioso ed omertoso. Il giustiziere dell’ultimo momento, ripeto, è il Senatore Egidio Digilio mentre la vittima trasformata in simbolo è Michele Cannizzaro, ex Presidente dell’ospedale San Carlo di Potenza, il quale diciamolo subito oggi potrebbe rappresentare un bel gruzzolo di voti se non addirittura una piccola miniera non solo per il credito personale di cui gode, quanto per il fatto di essere uscito vincitore dal conflitto che ha visto i giustizialisti da una parte e buonisti dall’altra intendendo per buonisti gran parte dei moderati di Potenza e tutti coloro che non sono vittime dei pregiudizi sociali e politici. Ex democristiano, ha goduto della fiducia di ex Popolari, fino a quando a costoro ha fatto comodo: fino a quando cioè Michele Cannizzaro non è entrato nel tritacarne che ha coinvolto – a volte distruggendoli – protagonisti della politica e della magistratura tra di loro in conflitto, rimanendone travolto tanto che, in virtù della sua onestà intellettuale e morale, ha preferito dimettersi, piuttosto che rimanere seduto in pol-

trona, come hanno fatto decine di uomini politici che pur indagati, sono rimasti a godere dei frutti del potere! Tutto ciò è stato compreso perfettamente da Egidio Digilio, sia nel suo aspetto politico che in quello umano e sociale, e da politico di razza, e calcolatore, alla notizia che quanto prima ci sarà il rinnovo della dirigenza dell’ospedale San Carlo di Potenza, ha anticipato la mossa di quanti avrebbero dovuto già farlo e non l’hanno fatto, e come un fulmine a ciel sereno ha piazzato la sua frustrata, con questa iniziativa epistolare: “personalmente propongo la candidatura del dottor Michele Cannizzaro, per l’azienda ospedaliera San Carlo, in modo di consentire di portare a termine l’importante è positivo lavoro interrotto a causa delle note vicende giudiziarie che lo hanno ingiustamente coinvolto come è stato ampliamente dimostrato”. Un uomo nato cresciuto e pasciuto all’opposizione dell’attuale classe dirigente lucana, ha quindi sponsorizzato un ex democristiano. Non ci meravigliamo, con i tempi che corrono. Quello che è sorprendente è che gli ex popolari che pure hanno voluto Cannizzaro alla guida del San Carlo dove ha lasciato rimpianto per la sua saggia, accolta, giusta amministrazione, in virtù della sua acclarata onestà intellettuale temporale oggi è stato completamente dimenticato (o

volutamente isolato?) al punto tale che si preferirebbe mettere al vertice dell’ospedale San Carlo, quell’assessore Martorato che, di medicina non capisce un cavolo di niente. Tutto ciò, quel volpone di Digilio l’ha compreso, e per questo avvisa l’opinione pubblica lucana del misfatto che si potrebbe compiere alle spalle del popolo per atroci interessi di botteghe politiche. Chi non ha compreso che Cannizzaro avrebbe potuto diventare un uomo chiave, un valore aggiunto, una miniera di voti delle proprie sorti, è stato il maggiore partito di opposizione, il Popolo della Libertà. Su questo fronte, avrebbero dovuto lanciare ponti d’oro all’ex Presidente del San Carlo, fargli una corte spiegata, lottare a denti stretti pur di coinvolgerlo nelle vicende del pdl: invece – è tutti lo sanno- nel partito di Berlusconi lucano si contano sulle punte della mano gli uomini dotati di intuito politico, legati al partito e alle sue idee, e fra questi, non ci sono certamente Guido Viceconte, Vincenzo Taddei e Cosimo Latronico, consociativi all’ennesima potenza autori protagonisti di tutte le sconfitte vergognose che ha subito – e continua a subire- il popolo della libertà. Ecco perché l’azione isolata di Egidio Digilio acquista una luce particolare: nel centro destra è stato l’unico esponente politico a lanciare un messaggio positivo e saggio, anche

se probabilmente di origine egoistica; il tempo ce lo dirà; un fatto è certo: dinanzi alla sua frustata, la maggioranza dovrà rivedere le proprie posizioni sul problema Cannizzaro. Digilio infatti, tra l’altro, ha messo in guardia tutti coloro che saranno coinvolti nella scelta dei candidati che dovranno diventare amministratori all’Acquedotto Lucano, Acqua spa, Sel, Sviluppo Basilicata, Alsia e Arbea, perché, se costoro non risponderanno a requisiti di indubbia moralità, il Senatore di destra non si limiterà soltanto alla denuncia politica, ma “fornirà ai cittadini il curriculum dettagliato dei meriti politici acquisiti, delle protezioni e dei grandi sponsor ”. Ne vedremo delle belle insomma. Per quanto concerne l’ospedale San Carlo, da parte nostra non possiamo non ribadire quanto abbiamo sostenuto il 6 maggio sul prossimo concorso dirigenziale, per il quale Michele Cannizzaro, come un fulmine a ciel sereno, ha già presentato domanda di partecipazione: “… mai come questa volta nutriamo un filo di speranza sul buon esito del concorso, perché non solo bisogna rendere giustizia per dimostrare di essere giusti, ma soprattutto perché su questo concorso la classe politica dirigente – sia politica che sanitaria – si gioca quel residuo di credibilità che ancora gli rimane. D’altronde è difficile sbagliare: basta ritrovare lo spirito con il quale i nuclei di valutazione stilarono la graduatoria dei dirigenti del 2009. Si, nonostante tutto, ci è rimasto un pizzico di speranza” Dopo la frustata di Egidio Digilio, la nostra speranza è aumentata


6

20 MAGGIO 2011

Saro Zappacosta ssoluzione piena “per non aver commesso il fatto”. Si è concluso in questo modo per Lei, onorevole Margiotta, il processo in cui era accusato di corruzione, nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione della concessione per le estrazioni petrolifere nella Valle del Sauro. A distanza di due settimane dall’assoluzione piena, qual è il suo stato d’animo Sono felice perché la vicenda si è conclusa nei tempi sperati, e sereno. Sa cosa mi ha colpito molto in questi giorni? Le tante mail o gli sms ricevute dai miei colleghi deputati, di tutti i partiti, in cui la frase più ricorrente è stata “complimenti per come hai vissuto questi anni con dignità e serenità”. Mi ha impressionato, perché sapevo bene di aver continuato a svolgere il mio lavoro con grande impegno e di avere agito con correttezza, senza atteggiarmi a vittima, ed anche evitando le polemiche; non ero certo invece di avere mostrato all’esterno serenità. La serenità mi veniva dalla certezza di non avere commesso il reato, e dalla fiducia che ciò sarebbe stato riconosciuto dalla magistratura giudicante che, è mia convinzione, non condanna mai un innocente. Eppure che giorni terribili ho trascorso, quindici giorni tremendi: il 16 dicembre 2008, ero alla Camera, pronto a svolgere l’intervento per dichiarazione di voto finale su un decreto sull’emergenza rifiuti a apoli che il gruppo del PD mi aveva affidato, con mia grande soddisfazione; arrivò lì la notizia dell’ordinanza. L’impatto mediatico fu enorme, mi trovai catapultato in tutti i giornali nazionali e nelle trasmissioni televisive. Due settimane dopo, il 30 dicembre 2008 si celebrò l’udienza innanzi al Tribunale del Riesame, che annullò l’ordinanza medesima per insussistenza di gravi indizi. Lì ho ripreso a vivere, ho potuto ricominciare l’attività politica, di partito ed istituzionale che avevo totalmente sospeso. Lì ho potuto riacquistare quella serenità e quella dignità che mi sono state riconosciute. La stampa nazio-

Una iniezione

A

nale, ed anche la televisione –andai tra l’altro a Porta a Porta, da Vespa – mi restituirono la visibilità e l’onore che erano stati intaccati. Poi, certo, sapevo bene che mi aspettava il processo: ma ero certo che anche in quella sede sarebbe stata acclarata la mia innocenza; come è davvero accaduto il 4 maggio scorso. Il ruolo dell’Avvocato Tuccino Pace in questa sua vicenda utro per l’Avv. Pace, non da oggi, stima ed affetto profondi. E’ da sempre il mio legale e, sempre, le vicende si sono concluse nel modo migliore, confermando la correttezza del mio operato. In questa circostanza è stato fondamentale, soprat-

tutto per le scelte adottate nella strategia difensiva: ha scelto di ricorrere subito al Tribunale del Riesame, con l’esito per me decisivo di cui ho parlato in precedenza, ed ha scelto, successivamente, di chiedere il rito abbreviato, saltando tutta la fase dell’udienza preliminare, che in teoria da più garanzie all’imputato, ma che nel mio caso poteva tradursi in un allungamento a dismisura dei tempi. E per me i tempi erano fondamentali: vi era, e vi è, la possibilità di elezioni anticipate, e desideravo arrivare alla fase di presentazione delle liste senza alcuna pendenza penale, alcuna ombra sul mio operato. Anche di questo, come ovviamente della

brillante arringa finale, gli sono e gli sarò sempre profondamente grato. Un collega ha scritto, a seguito della sua piena assoluzione, che “finchè non ci lasceremo alle spalle la pre-politica demagogica e ricattatoria della via giudiziaria al bene” e finchè, in sostanza, le inchieste verranno brandite “come clave chiodate nel dibattito pubblico finanche dai “finti amici”, la magistratura, anziché essere –come dovrebbe esseresobria istituzione di verità, risulta essere soltanto crocevia di personalismi, rabbia oscura, messaggi, manovre politiche trasversali”. In questa deprimente logica, la classe politica dirigente lucana, ci ha sguazzato gioiosamente. Avrà compreso la lezione? Se ho colto bene la citazione, si tratta di un suo collega che non conosco personalmente, ma stimo, per la sua capacità di sapere essere fuori dal coro, sia quando il coro è osannante, sia quando invece è sferzante. La parola che mi piace di più è l’aggettivo sobrio: il richiamo alla sobrietà vale per tutti, politici, pubblici ministeri, giornalisti, anzitutto, e poi per tutti gli altri. E’, peraltro, il costante richiamo che viene dal Presidente apolitano. Quel che non condivido è che la classe politica lucana ci abbia sguazzato gioiosamente: prima di me moltissimi sono stati coinvolti in vicende analoghe, ancora non del tutto concluse; moltissimi, con me, recano nell’animo, nel cuore e nella mente ferite profonde, anche se curate e rimarginate dalla benefica medicina della verità e della giustizia. on credo – o almeno non voglio credere: mi arrenderei solo innanzi ad una solare evidenza, che non vedo – che ci sia qualcuno, in Basilicata, che abbia utilizzato, o tentato di utilizzare, le inchieste a fini di lotta politica. Abbiamo l’impressione, tuttavia, che in virtù dei sereni proscioglimenti di “Totalgate” e di “Toghe lucane” la magistra-


7

20 MAGGIO 2011

di fiducia

Assoluzione piena per il Deputato Margiotta coinvolto nella gestione delle concessioni per le estrazioni petrolifere nella Valle del Sauro

tura abbia riacquistato serenità, terzietà e sobrietà, e che certe procure si siano bonificate dai “cavalieri della giustizia assoluta e del successo personale”. Un suo giudizio, in merito, potrebbe essere confortante… E’ presto per dare un giudizio storico obiettivo, e per comprendere fino in fondo cosa sia accaduto, e mi riferisco soprattutto a Toghe Lucane, inchiesta in cui si sono contrapposti pezzi eccellenti dello Stato, dalla magistratura, alla politica, alle forze dell’ordine. Una cosa mi pare certa: il proscioglimento di tutti gli indagati, su proposta del pm di Catanzaro, accolta dal GUP dopo una lunghissima udienza preliminare, restituiscono un giudizio forte di innocenza ed integrità della classe dirigente apicale lucana. E questo è importantissimo per la Basilicata. A proposito di giustizia, il Senatore Egidio Di Gilio ha proposto la candidatura del dottor Michele Cannizzaro per l’Ospedale San Carlo “in modo da consentirgli di portare a termine l’importante e positivo lavoro interrotto a causa delle note vicende giudiziarie che lo hanno ingiustamente coinvolto come è stato ampiamente dimostrato”. oi crediamo che, alla giustizia dei giudici, debba seguire anche quella della politica. Lei, onorevole Margiotta, che ci dice?

E’ stato bandito un avviso pubblico, e non so se il dottor Cannizzaro intenda presentare domanda; se lo farà, come è suo diritto, la Giunta regionale dovrà fare le proprie valutazioni di merito, in autonomia dai partiti, ed ancor di più dai parlamentari. Ho troppo rispetto per i ruoli di ciascuno, per entrare nella questione. Ciò detto, anche io sento di esprimere un giudizio assolutamente positivo sul lavoro che il dottor Cannizzaro svolse al San Carlo: l’Azienda ne trasse sicuro beneficio. el suo partito, il PD, sembra sia nata una sorta di corrente, denominata “Partecipazione democratica”, ricollocata in posizione neutra. Inoltre il Consigliere regionale Santochirico sembra essersi alleato con Chiurazzi e Viti, che a loro volta sono stati raggiunti da Gennaro Straziuso e Vito Santarsiero, tutti della corrente di Fioroni. Lei che è “ritornato in campo” con animo nuovo cha aria politica ha trovato ma, soprattutto, non crede che i movimenti interni al PD possano determinare un nuovo assetto interno al partito influenzando il futuro rimpasto regionale e provinciale, incarichi sub istituzionali, nonché le future candidature al Parlamento? Le chiediamo il quadro dell’organigramma attuale del PD, se ce ne sarà uno nuovo e qual è il suo messaggio sull’attuale evoluzione del PD, anche alla luce dei risultati elettorali, sia nazionali che locali Domanda corposa e complessa, quasi una nuova intervista! Proverò a rispondere sinteticamente. Intanto, lo dicevo all’inizio di questo nostro colloquio, io non ho mai abbandonato il campo, se non in quei terribili 15 giorni a cavallo di a-

tale 2008. Lei però intelligentemente dice “con animo nuovo”, e dice una verità, perché ho più voglia, più entusiasmo e più combattività da spendere sia nel mio lavoro di deputato, a Roma, sia in quello di dirigente di partito, a Roma e a Potenza. Partiamo dalla coda del suo interrogativo: oggi possiamo dire che le elezioni, nazionali e locali, sono state una sconfitta per Berlusconi e il centrodestra, e rafforzano le leadership di Bersani e Speranza, in Italia ed in Basilicata. Il dato più entusiasmante è quello di Milano, e mi riferisco alla percentuale del PD, primo partito con il 28,6% dei voti; si pensi che la Lega, con tutta la retorica del ord che mette ogni volta in campo, nel capoluogo lombardo è al 9%: ciò anche a conferma dell’autentico tasso di civiltà culturale e politica che caratterizza quella città. La strategia di Bersani ha pagato, e molto: i preannunci di ridiscutere la linea del partito, contenuti in un’intervista a Veltroni, troveranno ben poca attenzione. Così le ragioni di Fioroni: è un mio amico, ma gli ho sempre detto che stava portando quella parte di ex popolari che lo seguono in una delicatissima e pericolosissima posizione di confine, dalla quale molti dei suoi seguaci hanno fatto il passo definitivo per uscire dal partito, con ciò indebolendo ulteriormente la presenza e la forza dei cosiddetti cattolici democratici. Aveva invece visto bene Dario Franceschini, nel decidere, e noi con lui, di collaborare fattivamente con il Segretario, superando la contrapposizione che vi era stata nelle primarie: l’asse Bersani-Franceschini esce rafforzato da questa competizione, e sarà nei prossimi mesi sempre di più il baricentro

vero nella vita del partito. Cosa accadrà lo vedremo: non escludo che la probabile sconfitta della Moratti a Milano determini una crisi di Governo, magari con la formazione di un esecutivo tecnico e le elezioni anticipate all’anno prossimo. In tale dimensione tutti i temi che lei ha posto, dalle candidature alle nomine, potranno essere di stringente attualità, in Basilicata: Speranza, che esce bene da questa competizione, così come il giovane segretario provinciale di Potenza, Antonello Molinari, sarà messo alla prova, e noi tutti con lui, per cercare di comporre un puzzle di non semplice soluzione. Io darò, come ho sempre fatto, per mia cultura politica e personale, il mio contributo in direzione del migliore equilibrio possibile, in cui ciascuno non si senta prevaricato, e nessuno, però, provi a prevaricare: non è tempo di tentativi di egemonia nel PD di Basilicata! I Congressi hanno mostrato quanto complessa, frammentata e sostanzialmente paritaria sia la rappresentanza delle varie aree: chi non vorrà tenerne conto troverà in me, per il peso che sarò in grado di esercitare, un ostacolo. Ho fiducia piena nel giovane gruppo dirigente del partito, e sono certo che supereremo bene anche le prossime prove.


8

20 MAGGIO 2011

Tra Pd e PdL: “Tu dai una cosa a me e io do una cosa a te”

C

’è una leggenda metropolitana che si racconta nella stanza dei bottoni, in virtù della quale sembra che tra i vertici del Pdl e quelli del Pd c’è un patto di desistenza grosso così, quanto una casa. A confermare che la leggenda metropolitana non è affatto leggenda, ma è una “mafiosicamente” storica, ci’è pervenuta una soffiata secondo la quale, in occasione dell’elezione di domenica scorsa, alcuni uomini vicini al Sole che scotta del profondo Sud, poco distante dal fiume Agri, sarebbero confluiti nella lista del neoeletto sindaco di una meravigliosa cittadina bagnata dalle acque del Sinni per aiutarlo a vincere, pur non appartenendo al Popolo delle libertà: “Io aiuto a vincere te, tu non presenti uomini importanti nella lista del Partito democratico del mio paese”. E così, una mano lava l’altra e tutte e due lavano la faccia poco candida di chi è l’ispiratore del patto di desistenza. Se c’è ancora qualcuno che si chiede perché il Pdl è ridotto ad una riserva indiana e rischia di scomparire alle prossime elezioni, è servito: rifletta sulla notizia che abbiamo riportato. Se c’è ancora qualcuno che nel Pdl, dopo questa ennesima vergognosa sconfitta, comincia a considerare che il terzo polo assuma un fascino particolare e può diventare sponda per chi oggi nel Pdl lucano senta di essere tradito dai vertici del partito, è servito: rifletta sulla notizia che abbiamo riportato. Se c’è ancora qualcuno che ritiene che il pdl dovrà iniziare a coinvolgere al suo interno personalità della società per avere più

Si salvi chi può Teneteci d’occhio

a Basilicata presenta una peculiarità politica particolare con un centrosinistra fortemente e capillarmente radicato su tutto il territorio, dal Capoluogo di Regione fino al più piccolo borgo dell’entroterra, il suo continuum governativo gli permette una notevole forza elettorale fondata sul controllo sistematico di ampi, se non tutti i settori e gli aggregati della società lucana. Però, sul versante politico opposto vi è un centrodestra guidato da un partito di maggioranza relativa in Italia e che guida un governo nazionale che stenta ad affermare la sua forza attrattiva in Basilicata, anzi affermo senza reticenza che i Lucani non percepiscono il Pdl quale reale partito alternativo al PD ed ai suoi alleati. In Politica contano le idee ed i programmi, come sono importanti le donne e gli uomini e le loro individualità ma la sua cruda e ferrea logica si fonda sui numeri e sui risultati che oggi ci hanno bocciato per l’ennesima volta. Sarebbe facile per noi gruppo dirigente regionale affermare che in qualche comune si è vinto, che in altri si è perso perchè divisi, certo è vero anche questo ma sono concause non la Causa Principale. Oggi raccogliamo poco, prendendo i pochi frutti del passato, ma non possiamo pretendere di più perchè gli artefici della debacle siamo noi stessi. Ma che pretendiamo dopo due anni di lontananza, di abbandono del territorio, di una linea politica poco chiara e indefinita. Che potevamo aspettarci dopo due anni nei quali il partito è stato usato come una porta girevole, dove si entra in cerca di incarico e si esce subito dopo alla ricerca di uno migliore, tutto ciò in dispregio di chi da anni si impegna ed è sempre con noi. Che pretendiamo se la linea politica è dettata dagli umori e dai capricci dei singoli, spesso autoreferenziali e nutriti solo dal proprio interesse di carriera; mentre la forza viva del Pdl ovvero iscritti, militanti e rappresentanti istituzionali dei vari territori sono lasciati a se stessi, senza alcuna sintesi o guida politica. Ora non è più tempo di giocare a far gli strateghi politici senza aver numeri e consenso, o giocare a fare i leader senza avere consenso e struttura partitica. Ora è il tempo delle scelte vere e nette, questa lezione che l’elettorato lucano ci ha dato deve far comprendere che è necessario un radicale cambio di passo, rompere ogni indugio e passare a quella fase di organizzazione del territorio e contemporaneamente di politica comunale, provinciale e regionale senza se e senza ma e con contenuti e proposte. Basta con i falsi moderatismi che hanno creato solo confusione, basta con il non voler prendere decisioni o peggio prenderle in pochi e in completo silenzio, noi siamo il Popolo della Libertà e siamo alternativi al centrosinistra. I cittadini non ci percepiscono come opposizione, non credono nelle nostre capacità, e semplicemente preferisce votare il certo anche se distruttivo, che l’incerto che oggi appare inconsistente e schiacciato su posizioni alquanto confuse e ambigue. Lo dico a me stesso bisogna cambiare, lo dico ai miei amici i nostri avversari sono nel centrosinistra, lo dico ai lucani teneteci d’occhio. Gianni Rosa Vice Coordinatore Regionale PdL

L

fortuna nelle future consultazioni, la smetta di illudersi, perché il partito di Berlusconi è destinato a scomparire e sapete perché? Perché non è il partito democratico, dove i parlamentari nazionali non hanno cariche di partito e durante le campagne elettorali si mettono al fianco dei vertici del partito, lottano con loro e alla fine tutti insieme, appassionatamente, raccolgono le vittorie, una dietro l’altra. E sono condannati a vincere. Sempre. Nel popolo della libertà , invece i parlamentari occupano anche le posizioni di vertice all’interno del partito, per cui non riescono ad esercitare né l mestiere di parlamentare né quelle di massimi dirigenti del partito, portando di conseguenza a ripetute e umilianti sconfitte. Questa è l’incontestabile verità storica che ha costretto chi scrive questa nota a chiedere –come ha chiesto dopo la vittoria del Pd nelle precedenti elezioni amministrative e regionali- ai vertici del Pdl, di dimettersi dalle cariche di partito, invocare l’arrivo di un commissario straordinario per gestire un congresso utile al rinnovo del partito e sperare nell’aiuto di un Dio maggiore. Perché quello minore è già pronto a godere della scomparsa della destra lucana definitivamente. Coraggio, quindi, l’ultimo coordinamento regionale può rappresentare l’alba di una nuova storia: ci vuole solo la forza delle dimissioni, altrimenti, tutto diventa legittimo, anche seguire chi dal Pdl è andato via. Sa.Za.


9

20 MAGGIO 2011

La Basilicata con il più alto indice di disoccupazione

Primi perchè senza lavoro

TrenoRocky

I

giovani lucani hanno finalmente un primato, ma c’è poco da stare allegri, anche perché questo primato è sempre stato in voga qui in Basilicata! Infatti, sono quelli che in tutta Italia hanno il più alto indice di disoccupazione, e nonostante un’alta istruzione universitaria, sono quelli che pagano di più la crisi e l’incuria di una classe politica che non li tutela. C’è chi è preoccupato del lavoro che non si trova o in alcune occasioni vengono sottopagati. Molti di questi giovani hanno un futuro da precari a vita e ci sono alcuni che non hanno nemmeno il minimo di speranza, tutti giovani che hanno una fascia di età tra i 18 ed 35 anni. In questa regione, con la piaga della disoccupazione, dove il lavoro continua a essere una risorsa sempre più introvabile o esclusiva per i soli eletti (i cosiddetti figli di papà o parenti dei potenti). Molti (i soliti politici di turno) escono con la trovata che molti giovani non si adattano ai lavori che il mercato offre, però non dicono che sono sottopagati !! In molte occasioni non c'è una sufficiente informazione, perché meno gente sa, meglio è! In tutto questo troneggia la delusione per le sempre minori opportunità che vengono offerte loro è ormai il sentimento più radicato. Sta di fatto che per molti giovani lucani, il risultato di trovare un lavoro, è diventato un terno al lotto (e pensano che chi ci governa ha già fatto il terno al lotto!!). Molti, delusi o amareggiati si rende conto che l'istruzione universitaria non sia una soluzione interessante, anzi peggiora lo status economico. Anche in altre regioni, a dire il vero, le percentuali di disoccupati sono preoccupanti ma da noi, in Basilicata, le statistiche indicano un indice sempre in salita. Molti giovani sono ormai andati verso altri paesi europei come la Norvegia, il Belgio, la

Germania, l’Olanda, mentre altri hanno addirittura varcato l’Oceano andando in USA, come facevano i nostri antenati agli inizi del ‘900. Se si osservano i dati demografici della Basilicata si scopre che sono soprat-

l’intesa con il Presidente De Filippo. Prima di tutto quello di riconoscere la Basilicata come riserva petrolifera dell’intero Paese dove dai profitti derivanti sarà necessario dare le premesse allo sviluppo della regione. Ma quanti

tutto i giovanissimi a essere più attratti da un'opzione di lavoro all’estero con un'età compresa tra 18 ed i 35 anni. In centri piccoli, che hanno poco più di 1.000 abitanti, la percentuale di gente che si trasferisce, è altissima!! Infatti, molti di questi paesi hanno 1.000 abitanti sulla carta, ma in realtà quasi il 50% lavora o studia altrove. L'occupazione, in questa Regione, è per i giovani come un enigma che non offre opportunità, da qualsiasi punto lo si affronta. Ma cari cittadini lucani, i nostri

altri giovani dovranno ancora andare via dalla Basilicata, per poter vedere i benefici che hanno sottoscritto De Filippo, Viceconte & C.? E come mai, a distanza di 150 anni dall’Unità d’Italia, solo ora si sono accorti che il sud ed in particolare la nostra regione ha la necessità di infrastrutture, sviluppo, priorità di nuove attività economiche? Ma fino ad oggi questi personaggi (sia di destra che di sinistra) dove hanno vissuto? Purtroppo viene da pensare che la nostra classe dirigente ha fino ad

rappresentanti istituzionali cosa fanno?? Molti risponderanno che qualcosa si muove, vedi ad esempio l’intesa sul petrolio tra il Governo Regionale e quello Nazionale. L’obiettivo è proprio quello di ottenere finalmente uno sviluppo della Basilicata, individuare le priorità e dare delle risposte ai cittadini di questa terra. La presenza del Senatore Viceconte e del sottosegretario Saglia hanno dato una notevole importanza al-

oggi pensato a coltivare il proprio orticello, non curandosi dei problemi altrui, quelli del proprio popolo. Le preoccupazioni dei ragazzi lucani non le conoscono, o meglio cercano di mascherarle. Il Governo centrale ha svolto solo una politica di incentivi a favore delle Regioni Settentrionali, questo grazie alla Lega Nord. I leghisti hanno saputo giocare bene le loro carte. Il federalismo è un esempio. Ma badate bene che questo federalismo è monco.

Perché la Regione Basilicata non deve incassare tutti i soldi dei proventi delle royalties, applicate alle produzioni degli idrocarburi, ma bensì una parte li deve destinare al Veneto? E questo è stato concesso anche dai nostri Parlamentari, e la cosa più negativa è che tutti si nascondono dietro il dito, ma perché non uscite allo scoperto? E che fine ha fatto lo sconto della benzina per i Lucani? Cari amici è solo propaganda elettorale, è solo fumo negli occhi. Il guaio è che i Lucani sono fin troppo buoni, incassano e tacciono!! Intanto, in questo modo i nostri rappresentanti continuano a fare i fatti loro, tanto la gente è contenta e soprattutto non si lamenta. Purtroppo questa è l’amara realtà. Fino a quando le cose andranno avanti così i nostri giovani continueranno a lasciare la loro terra a cercare altrove lavoro e quasi sicuramente in un altro paese europeo o oltreoceano. Mi viene da ridere (c’è da piangere) quando dicono che il futuro della Basilicata è stato tracciato !! Ma cari omini di Palazzo, volete ancora prenderci in giro, fate le solite passarelle di turno per poi ritrovarci nuovamente con i problemi di sempre, ma sapete che in Basilicata ci sono più anziani che giovani? Sapete quant’è il reddito medio di una famiglia lucana? Conoscete le cifre reali delle pensioni sociali, con cui vivono gli anziani? Sapete che non c’è abbastanza assistenza per i ceti più poveri? E ci sarebbe da continuare a chiedersi ancora molte cose, ma qui sembra di parlare al vento, tanto chi ha la poltrona comoda e gestisce non ha di questi problemi. I proverbio dice: IL SAZIO NON CREDE AL DIGUNO!! (Le nuove generazioni che vivono in questa regione non hanno futuro)!!


20 MAGGIO 2011

10 Salgono i numeri di decessi sul lavoro: pericolo sicurezza

Le maledette morti bianche

Agnese Albini

Q

uotidianamente il tg da notizia di tragedie sul posto di lavoro. Non curanza delle norme di sicurezza, poca attenzione all’idoneità dei luoghi di lavoro possono costare caro alla vita di migliaia di lavoratori. La categoria più a rischio è sicuramente quella operaia. Macchinari pericolosi, sostanze tossiche e materiali pesanti da trasportare, complicano le mansioni da svolgere e aumentano il rischio di imbattersi in situazioni azzardate. Ancor peggio quando gli addetti ai lavori sottovalutano l’importanza di indossare indumenti anti infortunistici, obbligatori ed utili per proteggersi. Ultimo in ordine di tempo, il dramma che ha colpito un giovane lucano, caduto da un’impalcatura. Le sue condizioni sono gravi e l’episodio ha risollevato il problema “sicurezza” scuotendo l’opinione pubblica su

un problema attuale. Gli stessi datori, a volte negligenti, sottovalutano, la possibilità di incappare in drammatici incidenti di percorso. Come dimenticare il triste incidente,

è concluso con l’accusa di colpevolezza di alcuni degli imputati. Anche in Basilicata si contano i morti e si piange con rabbia per la loro ingiusta scomparsa. Ai sindacati e alle ammi-

conclusosi tragicamente nella fabbrica torinese della Thyssenkrup. Intrappolati in un inferno di fuoco, gli operai non sono riusciti a sfuggire all’infelice destino. Un lungo processo a carico dei dirigenti dell’azienda si

nistrazioni si rivolgono in coro le famiglie dei cari deceduti. Chiedono giustizia e riscatto per tutte le vittime che hanno subito la furia di un violento destino. Fato o tragedie prevedibili? A volte il destino ci mette lo

ADDIO SCUOLA..

empre più preoccupanti i dati che quantificano i numeri di abbandono scolastico di adolescenti svogliati e immaturi. Sacrificati e costretti a sedere tra i banchi della scuola dell’obbligo, i ragazzi del nuovo millennio titubano sulla possibilità di proseguire gli studi ed affrontare altri 5 lunghi anni di duro lavoro. Stanchi e negligenti si trascinano nelle aule di scuola e si preparano ad affrontare la vita da studente. Sermoni infiniti di professori vecchio stampo ed interrogazioni stile tortura cinese, mettono in crisi anche gli studiosi più diligenti e volenterosi. Per i più drastici la soluzione giunge immediata: abbandonare la “nave” e correre ai ripari! Lavorare o crogiolarsi sotto le coperte fino a ora di pranzo? Dilemma che tortura mamma e papà, incapaci di gestire i figli ribelli e scapocchioni. Altri, invece, non si preoccupano di scaldare la sedia e di perdere l’anno, facendo magari il bis o il tris in compagnia di nuovi amici. Disillusi della possibilità di intraprendere la carriera dei loro sogni, troppi giovani decidono di mettere in soffitta i libri e di rimboccarsi le maniche. Lavoretti stagionali o poche ore mal retribuite ciò che aspetta al popolo dei rinunciatari. Accontentarsi senza troppe pretese è l’imperativo di chi non ha voluto proseguire la carriera scolastica. Non un semplice “pezzo di carta”, ma un passepartout per accedere ad una carriera stimata e dignitosa. Anni e anni di sudore e sacrificio con la speranza di una vita soddisfacente. Dalle statistiche si evince che i giovani del Nord Italia preferiscono lasciare in tenera età i libri e dedicarsi a qualsiasi cosa, purchè retribuita. Certamente la scelta a loro disposizione non sarà variegata e toccherà accontentarsi delle mansioni più semplici.

S

zampino, ma, in troppe occasioni l’incuria degli addetti ne ha fatto da protagonista. Oggi sono tanti i processi in atto contro datori di lavoro, i cui capi d’accusa sono davvero pesanti: omicidio! Più fortunati alcuni operai che sono riusciti a scampare alla morte e che portano sul corpo le tracce indelebili degli incidenti subiti. I più fortunati sono guariti e hanno continuato a vivere una vita normale, altri hanno riportato danni irreversibili che li hanno resi invalidi ed incapaci di affrontare la quotidianità come in passato. Sensibilizzare le istituzioni e imporre controlli a tappeto potrebbero scongiurare ulteriori drammi. E’ necessario agire con tempestività e meticolosità per mettere un freno alle ormai numerose “morti bianche”!

Al Sud, al contrario, si preferisce di gran lunga dottrinarsi di saggia cultura e sperare che nel frattempo spunti qualche sistemazione sicura. Le possibilità di impiego sono scarse e spesso distanti anni luce dal lavoro anelato da una vita. Accontentarsi e tirare avanti, la formula segreta della felicita. Nell’incertezza di un domani roseo, la soluzione temporanea rimane lo studio, rifugio necessario per acquisire competenze e abilità. Agn.Alb.

TROPPI GIOVANI ABBANDONANO GLI STUDI


20 MAGGIO 2011

12

Se la discarica c’e’... Discarica a cielo aperto tra via Oscar Romero i topi ballano e via Martin Luther King nel popoloso rione Macchia Romana Luca Arlotto

U

n problema che non sembra giungere a risoluzione quello della discarica a cielo aperto in zona Macchia Romana, precisamente in un tratto abitato che costeggia via Oscar Romero e via M. Luther King. L’area in questione è stata oggetti di lavori di manutenzione da parte dell’ATER di Potenza che ha disposto l’avvio di lavori di pavimentazione delle palazzine popolari già da due

anni: lavori che si sono resi necessari per bloccare l’infiltrazione di acqua nei garage sottostanti. Sebbene risolutivi di un problema i lavori ne hanno creato degli altri: ancora incomplete, infatti, le opere di manutenzione hanno, di conseguenza, generato una piccola discarica a cielo aperto. Fogli di catrame maleodoranti accatastati gli uni sugli altri, esalazioni polverose. Insomma, una forma di polluzione che non è andata affatto giù ai tanto esasperati residenti della zona. La segnalazione giunta in redazione sottolinea un ulteriore disagio: una difficile convivenza con gli altri ‘inquilini’ della discarica. Infatti, i topi fanno da padroni a questo ‘condominio abusivo’ sorto tra il verde che dovrebbe costeggiare i complessi residenziali. Ulteriori paure sono legate al fatto che avventori di ogni genere possano alimentare la discarica, ormai sita in pianta stabile, con scarti e materiali di ogni sorta. Tempo fa il comitato di quartiere ha ospitato nella sua sede il primo cittadino di Potenza, Vito

Santarsiero, per sottoporgli l’angoscioso problema. Il sindaco ha esortato, poi, i cittadini a chiedere risoluzione all’ATER in quanto ente appaltato. Ciononostante la questione è lontana da una risoluzione. Ma i cittadini non si arrendono e vogliono risposte. Non sembra piacere affatto il detto ‘ campa cavallo che… la discarica cresce!’.


20 MAGGIO 2011

13 L’Unione Europea tenta il tutto per tutto per recuperare il paese dal collasso definitivo. È rivolta.

La Grecia al tramonto?

Michela Di Palma

S

e in Italia la preoccupazione per lo stato di crisi generale, in campo economico, resta alta, è sufficiente lanciare uno sguardo oltre il mare per avere una percezione diversa. È il caso della Grecia: il paese è al collasso. Tre anni fa lo stato d’emergenza fu lanciato. Nel frattempo si è consumato il dramma: disoccupazione ai massimi storici, uffici, aziende e negozi chiusi, suicidi, fughe di giovani all’estero, tagli agli stipendi del 20%, aumenti di IVA e accise su benzina e tabacchi, aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, gli aiuti della Comunità Europea

e l’impotenza del governo locale. Sono trascorsi, dunque, tre anni. Ma nulla è cambiato. Oggi, però, è rivolta. Ad Atene sono scesi in piazza, profittando dello sciopero generale proclamato contro il piano di austerity voluto fortemente dalla UE e dal Fondo Monetario Internazionale, che spera, attraverso le tasse, di tamponare la crisi debitoria del paese che si attesta a quota 340 miliardi di euro. Gli scontri, la scorsa settimana, hanno messo sotto assedio la capitale. I giovani alla testa e al cuore del corteo non si sono risparmiati in nulla. Poliziotti anti sommossa pronti a tutto: e qui è pronto il paradosso, perché proprio loro sono tra le principali categorie ad aver subito tagli ingenti sugli stipendi. In Grecia le organizzazioni sindacali più compatte e partecipate sono due: l’Adedy che rappresenta i dipendenti pubblici e la Gsee che riunisce i lavoratori del settore privato. I leader delle due organizzazioni, già nelle settimane precedenti il presidio, hanno caldeggiato continuamente la partecipazione dei lavoratori allo sciopero e alla conseguente sollevazione. Fino ad incitare i giovani “per fermare gli attacchi ai diritti dei lavoratori”. Appello recepito tanto da provocare gli stessi partecipanti ad una partecipazione mirata, sentita e non per forza innocua. Alle dieci di mercoledì scorso si è visto un primo corteo capeggiato dal Partito Comunista locale, mentre in una piazza non distante sono scesi in piazza sindacati e appartenenti. Poi i due cortei si sono toccati ed insieme diretti verso il palazzo del Parlamento, nella centrale piazza Sintagma, sede, inoltre, del Ministero delle Finanze e dell’hotel presso cui alloggiavano i tecnici della UE, del Fondo Monetario e della Banca Centrale Europea, al lavoro da tempo per perseguire il salvataggio del paese. Le categorie di lavoratori che hanno preso parte allo sciopero e alla manifestazione successiva sono le più disparate: medici, insegnanti, giornalisti, dipendenti delle amministrazioni locali, bancari, operai, studenti, precari, impiegati di

tutte le società pubbliche, controllori di volo. L’attesa è legata d un filo. I tecnici, nel frattempo, stanno decidendo se affidare la quinta tranche dell’aiuto da 110 miliardi di euro concesso alla Grecia un anno fa. Come conseguenza di questa decisione, si stabilirà se elargire, inoltre, un nuovo pacchetto di aiuti che ammonta a 60 miliardi di euro. La Grecia, se privata di questi aiuti, non riuscirà a pagare né bond in scadenza né stipendi. La disoccupazione al 15% e una evasione storica come mai si era constatata ha portato il paese a subire una recessione che ormai si attesta al terzo anno consecutivo. Intanto è anche vero che il paese, almeno in certi settori, prova a rimboccarsi le maniche e a far da sé. È il caso del turismo: la Grecia vuol far ripartire da questo distretto, che da sempre contraddistingue egregiamente il suo territorio, l’economia nazionale. Obiettivo: far ritornare nella top ten delle destinazione turistiche mondiali le sue mete. La Grecia, insomma, ci prova. Tutto il mondo è col fiato sospeso.


20 MAGGIO 2011

14 Mostra-evento di Mimmo Jodice nel tempio parigino dell’arte Michele De Luca

H

o trascorso settimane prima di scegliere, di soffermarmi solo sui ritratti, accostando volti di figure storiche e volti di persone che lavorano oggi in questo Museo. Mi sono servito di un piccolo specchio che, colpito da una pila, produce una intensa luminosità negli occhi. Così Mimmo Jodice (Napoli, 1934), uno dei massimi artisti italiani sulla scena della fotografia internazionale, e tra questi il primo in assoluto ad essere invitato dal Louvre ad esporre le sue opere, racconta il “metodo” che è alla base della ideazione di una coinvolgente installazione nella Salle de la maquette, Aile Sully del più prestigioso tempio parigino, e mondiale, dell’arte (dal 19 maggio al 15 agosto). Nella mostra intitolata “Les yeux du Louvre”, curata da MarieLaure Bernadac (catalogo Coédision Actes Sud / Musée du Louvre Editions 2011), il maestro napoletano propone, in un lavoro concepito e realizzato tutto all’interno dello stesso museo, sessanta opere in bianco e nero, in cui mescola volti catturati dai quadri delle sue raccolte con quelli di persone viventi da lui fotografati. Le facce riprese dai quadri appartengono ai più grandi pittori, da Leonardo a Pontormo, da Raffaello ad Antonello da Messina, dal Bronzino a Ingres, mentre quelle riprese dalla realtà sono di dipendenti e funzionari del Louvre. L’idea che sta alla base di questo lavoro di Jodice è quella di azzerare i linguaggi (o, se si vuole, i confini) tra pittura e fotografia, da una parte, e, dall’altra, di annullare le epoche, lasciando all’espressività del volto, e precipuamente alla centralità comunicativa e rivelatrice dello sguardo, il compito di trasmettere sentimenti ed emozioni, di svelare misteri o

Mimmo Jodice

enigmi, di rendere chiare le individualità (gli occhi sono lo specchio dell’anima), oppure di nasconderle gelosamente e definitivamente, avvolgendole in un’eterna ed impenetrabile ambiguità. Ancora - dunque - dopo aver lavorato sulle rughe causate dal tempo sulle statue del Museo Archeologico di Napoli e, in seguito, sulle tele barocche del museo di Capodimonte confrontate con ritratti fotografici, Jodice propone un nuovo progetto incentrato sullo sguardo; in un allestimento che è strettamente funzionale alla lettura di un’opera d’arte da considerare nel suo complesso, di una specie di mosaico, cioè, a cui le singole tessere sono “asservite” e finalizzate. Jodice sceglie i volti: si concentra sui

Anche il Louvre ha uno sguardo primi piani, volutamente escludendo tutto ciò che è intorno. Non c’è nessun rinvio a un “dove” e a un “quando” nelle sue inquadrature, concentrandosi la sua osservazione sugli gli occhi dei personaggi ritratti, da cui irradia un’intensa luminosità: gli sguardi diventano, anche in fase di installazione, una rigorosa e quasi ossessiva narrazione di stati d’animo, di cui la fotografia diventa strumento originale di investigazione, diretta a far emergere dal profondo moti dell’animo, passioni, slanci, tormenti, ostentazione del potere, ironia, ansia, paure, che appartengono all’uomo in quanto uomo. Ed ecco che diventano indistinguibili il fanciullo del Perugino o il combattente di Antonello da Messina da un decoratore o da un custode del Lou-

vre, che per una sorta di “compensazione” diventano tutti insieme partecipi di una comune idealizzazione e “solennità”. Gli occhi dei personaggi sono allineati alla stessa altezza mentre “guardano” il visitatore, ma con ciò non si vogliono creare delle analogie tra i ritratti dipinti e quelli di persone viventi, né – soltanto - ridare vita, anima e carattere alle figure del passato effigiate sulla tela (che, peraltro, perdono ogni loro originaria “identità” per rappresentare soltanto una “categoria” sociale, come nel lavoro di August Sander: “condottiero”, “giovane uomo”, “disegnatore”) . In questa affascinante “sequenza” di facce e di yeux, il volto umano, completamente astratto e decontestualizzato da qualsiasi riferimento storicoambientale, viene ad essere considerato in sé, come “luogo” e valore assoluto, nella sua astoricità, e le sembianze antiche ed artificiali (in quanto opera di artisti) e quelle di persone realmente ed attualmente esistenti si ritrovano affiancate, in una imprevedibile ed inimmaginabile “contemporaneità”. O, se si preferisce, in una comune dimensione metafisica, atemporale, in cui se un “tempo” ha ragione di essere e di affermarsi è solo quello “interiore” del fotografo; che scruta in queste pupille luminose e dilatate, vi riflette la propria anima, le interroga e ci invita ad esplorarle insieme a lui, facendoci condividere la forte ed ineluttabile sensazione di esserne in qualche modo “intimoriti”, di essere noi in definitiva da loro osservati ed indagati. Quasi in una terribile, ineludibile ma intrigante sfida a chi, tra noi e loro, per prima abbassi le ciglia…


15

20 MAGGIO 2011

Italiani, popolo di lettori?

Leggere nel tempo libero sembra piacere sempre di più agli italiani

Loredana Romanelli

D

onna, laureata, del Centro-Nord: è il ritratto del "lettore-tipo" secondo l'Istat. Dal rapporto annuale sulla lettura dei libri in Italia emergono anche dati “sconvolgenti”. E’ diffusa l'opinione che i giovani leggano poco? Bene, i dati dell'Istituto italiano di statistica dicono il contrario: i bambini e i ragazzi sono divoratori di pagine - il picco maggiore è tra gli 11 e i 14 anni - e il problema è proprio la disaffezione al libro a mano a mano che passano gli anni. Tuttavia, leggere nel tempo libero sembra piacere sempre di più agli italiani. Rispetto all'anno precedente, nel 2010 l'Istat registra infatti un aumento della quota dei lettori di libri dal 45,1% al 46,8%. Tradotto in cifre, 26 milioni e 448 mila persone dai sei anni in su dichiarano di aver letto, per motivi non strettamente scolastici o professionali, almeno un libro nei 12 mesi precedenti. Nel complesso, diminuiscono leggermente le differenze di genere, mentre si allarga il divario territoriale e sociale. Le donne, come detto, leggono più degli uomini: le lettrici, infatti, sono il 53,1% rispetto al 40,1% dei lettori. Le differenze di genere sono presenti in tutte le fasce di età e risultano molto forti tra i 20 e i 24 anni - dove la quota di donne che amano leggere sfiora il 65%, mentre quella degli uomini si attesta al 41,3% - e si riducono in modo significativo solo tra la popolazione di 65 anni e più. La quota più alta di lettori si riscontra tra la popolazione di 11-17 anni (oltre il 59%), con un picco tra gli 11 e i 14 anni (65,4%). Anche tra bambini e adolescenti l’interesse verso la lettura di libri è maggiore tra le femmine (il 63% delle bambine e ragazze di 6-14 anni rispetto al 53,8% dei coetanei maschi). Emergono inoltre forti differenze territoriali: dichiara di leggere il 68,7% dei bambini e ragazzi di 6-14 anni residenti nel Nord a fronte di una quota che si attesta

al 63,7% nel Centro e scende al 44% nel Mezzogiorno. La passione per i libri decresce con l’aumentare dell’età: già a partire dai 35 anni la quota di lettori si colloca intorno al 50%, per diminuire drasticamente dai 65 anni in poi e raggiungere il valore più basso tra la popolazione di 75 anni e più (22,9%). A livello territoriale si legge più al Nord, dove circa il 54% della popolazione dai sei anni in su ha letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista, e nel Centro (50,6%). Nel Sud e nelle Isole, invece, la quota di lettori scende, rispettivamente, al 34,5% e al 36,9%. Esiste, inoltre, una significativa variabilità regionale nei livelli di lettura: se Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Lombardia fanno registrare livelli superiori al 55%, Marche, Umbria e tutte le regioni del Mezzogiorno si attestano al di sotto della media nazionale. In particolare, agli ultimi posti

si collocano Basilicata (31,4%), Sicilia (32,8%), Campania (33,3%) e Puglia (33,6%). Unica eccezione tra le regioni del Mezzogiorno è la Sardegna, dove la quota dei lettori si colloca su livelli superiori alla media nazionale (49,1%). Può sembrare strano, ma si legge di più nelle grandi città - nonostante le metropoli offrano più opportunità di svago - rispetto ai centri più piccoli: si passa, infatti, dal 57,4% nei Comuni centro dell’area metropolitana al 40,9% in quelli fino a 2.000 abitanti. Nella passione per i libri conta molto anche il titolo di studio. Livelli di lettura superiori alla media si riscontrano tra i laureati (80,8%), i quadri e gli impiegati (69,2%), i dirigenti imprenditori e liberi professionisti (67,3%) e gli studenti (66%); quelli più bassi tra chi possiede la licenza elementare o nessun titolo di studio, gli operai (31,7%), i ritirati dal lavoro (35,3%) e le casa-

linghe (36,1%). Il 44,3% della popolazione ha dichiarato di aver letto fino a tre libri nell’ultimo anno ("lettori deboli") mentre soltanto il 15,1% ne ha letti 12 o più (i cosiddetti "lettori forti"). Avere tanti libri in casa e vivere con genitori che ne leggono, in particolare quando sono tutti e due a farlo, influisce positivamente sui comportamenti di lettura dei figli. I dati evidenziano un significativo incremento della quota di giovani lettori in quelle famiglie dove i libri sono presenti in casa e, in particolare, in quelle dove la biblioteca domestica è più consistente. Infatti, se in media il 58,2% dei bambini e ragazzi di 6-14 anni dichiara di aver letto almeno un libro, tale quota raggiunge il 78,1% nel caso in cui in casa siano presenti più di 200 libri, mentre la percentuale crolla al 23,6% se in casa non ce ne sono affatto. Una famiglia su dieci, infatti, non possiede libri in casa. Nel 2010 il 90,1% delle famiglie dichiara di averne: il 62% ne possiede al massimo 100, il 12,2% da 101 a 200 e il 15,9% più di 200. Il 9,6% (pari a 2 milioni e 338 mila famiglie) dichiara di non possederne affatto. La regione con la percentuale più alta di famiglie che non possiedono in casa alcun libro è la Basilicata (20,5%), seguita da tutte le regioni del Sud, la Sicilia, l’Umbria e le Marche. All’opposto le regioni con la più bassa quota di famiglie che non hanno libri in casa sono il Friuli-Venezia Giulia (3%), il Trentino-Alto Adige (3,4%), la Valle d’Aosta (4,5%), il Lazio (5,2%) e la Sardegna (5,6%). Anche per quanto riguarda i libri, dunque, esiste una “questione meridionale”... e visto che la cultura, anche quella dei libri, aiuta a crescere, forse è il caso che insegniamo ai nostri giovani ad amare un po’ di più i libri!


d’areamediterranea Anno IV numero 18 - 20 MAGGIO 2011 Direzione / Redazione: Via del Popolo 34 - 85100 Potenza Telefono 0971 22715 Direttore responsabile: Antonio Savino

Paura rosso sangue Simona Marganella

A

scoltare un tg o sfogliare un giornale, oggi, è come aprire il libro dell’Apocalisse. Soprattutto da quando le drammatiche vicende nipponiche hanno scombussolato il grigiore della vita quotidiana. Dappertutto balzano vaticini sul futuro e previsioni, fondate o meno, che alimentano voracemente le nostre già molteplici angosce. Per di più se queste “profezie” hanno un sapore scientifico. A partire da quest’anno infatti, basterà sottoporsi a semplici analisi del sangue per calcolare il tempo che resta da vivere. Un esame al costo di circa 400 sterline. Sebbene l’esame ematochimico non ci permetterà di conoscere giorno, mese e anno del nostro capolinea, darà importanti informazioni e campanelli d’allarme. La scoperta a cui è giunta Maria Blasco, questo il nome della ricercatrice spagnola ora più discussa al mondo, permetterà attraverso la misurazione della lunghezza dei telomeri (la parte finale dei cromosomi) di comprendere se l’orologio biologico corre più in fretta di quello cronologico. A partire dalla fine di quest'anno e sottoponendosi a un'analisi del sangue speciale lanciata in Inghilterra al costo di 400 sterline (dunque 500

euro circa), si potrà sapere quanto rimane da vivere. La notizia riportata dal The Independent, desta dubbi e incertezze, nonché controversie di carattere etico. Molti, infatti, sperano in un controllo limitato e ragionevole dell’esame stesso. La preoccupazione maggiore è quella di un diffuso senso di paura nel

conoscere la propria età biologica e, ancor di più, che possano proliferare cialtroni pronti a gridare al mondo la scoperta di un elisir di lunga vita. "Quanto è nuovo in questo test è la sua precisione. Possiamo identificare differenze molto piccole nella lunghezza dei telomeri; si tratta inoltre di una tecnica

molto semplice e veloce che permette di analizzare diversi campioni allo stesso tempo. Fattore più importante, possiamo determinare la presenza di telemori pericolosi, che sono quelli molto corti. Al momento, é necessario disporre di una serie di cliniche che ci invii i campioni di sangue e siamo in contatto con molti gruppi del Regno Unito che sono interessati", ha continuato Blasco. La società di Blasco, Life Length, è così in trattative con diverse società diagnostiche in tutta Europa, per raccogliere campioni di sangue che verranno analizzati poi in Spagna. Un accordo con una società operativa nel Regno Unito dovrebbe essere raggiunto entro un anno. In molti a non volersi sottoporre al fatidico test. Altri, invece, guardano con totale indifferenza la scoperta appena presentata. Conoscere il proprio corpo, forse, può aiutare a prevenire. Chi può dirlo quanto resta da vivere. In fondo le fatalità sono dietro l’angolo.

http://www.worlditaliantalents.com

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITA’: METIS SRL 0971 22715 CELL. 320 1813033 email: antosa15@virgilio.it

Terra di Basilicata d'areamediterranea SVI.MED.  

Periodico free press

Advertisement