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d’areamediterranea Anno IV numero 14 - 15 Aprile 2011 Direzione / Redazione: Via del Popolo 34 - 85100 Potenza - Telefono 0971 22715 Direttore responsabile: Antonio Savino

Radiazioni quanta paura a pagina 3

PRODI CONDANNATO Dal blog di controinformazione “questa è la sinistra”, curato da Roberto Pepe - Italia chiama Italia - leggiamo e riportiamo: Ma come mai Romano Prodi è stato condannato dalla Corte di Giustizia Europea per azioni compiute quando era Presidente della Commissione e nessuno dei media importanti nazionali, sia della carta stampata che soprattutto della TV, sempre pronti a guardare nel letto dei politici, ne ha fatto cenno? Queste le motivazioni di condanna espresse dalla Corte a carico del Prof.Prodi: 1 - aver fornito al Parlamento Europeo notizie false e non documentate; 2 - aver emesso comunicati che mettevano in dubbio l’onorabilità di alti dirigenti che non si erano sottomessi alle sue imposizioni; 3 - aver tentato di ostacolare la giustizia. I fatti che hanno portato alla condanna risalgono al 2002-2003 e si riferiscono a una contorta vicenda relativa all’Eurostat, innescata dalla lettera di una funzionaria che si riteneva discriminata. L’inchiesta è iniziata per capire se tali irregolarità fossero state effettuate su iniziativa di dirigenti o addirittura dallo stesso responsabile della Commissione, Prodi. È cominciato così il rimbalzo delle responsabilità, nonché la "fughe di notizie" – questo afferma la sentenza – depistate verso giornali amici. Proprio per la paura di rivangare anche questioni irrisolte del passato (gli scheletri nell’armadio: Iri, Nomisma), Prodi ha pensato bene, da far suo, di chiudere con un colpo di mano gli Istituti, ma, non avendo elementi per mandare a spasso un migliaio di persone li ha destituiti tutti dai loro incarichi, tenendoli a non fare nulla fino alla pensione! Col suo modo di fare credeva di passarla franca, padroncino anche all’estero, ma, fortunatamente, da quelle parti sanno bacchettare le mani come agli studentelli presi con le mani nella marmellata, anche se si tratta di Professoroni.

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15 APRILE 2011

Proc

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rati a o sbarco di doimnnmige (menic ag tr il po do 'Il giorno , costato la vita a due sa), non Pantelleriarsona risulta ancora disper ti sulle tre una pe no nuovi sbarchi di immigra ercoledì si registra anale di Sicilia. Se il M tuttavia isole del C ata senza nuovi approdi, c'è potrebbe notte è passe una ondata di immigrati da dire ch l nostro Paese dalla Libia. arrivare ne

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L'Aula dell Camera ha approvato a maggior trodestra, ila dd n i voti del centrari 296, nesslunsuo l siprocesso breve. I sì sonoanstzaat, ico31 all'esame del Senato, èè astenuto. Il provvedimento, ch4 , i voti cone to stato profondamente mo testo uscit dificato risprnetato orala che accorcoia dala PpralesazcrzoiziMadama: vi è stata inf one per gli incensuratiatti inserita la norma

(Gli a FILE TOP ppunt i deSlECRET dirett ore) su i se anche quest'ogg i appar LE NUOVE DICHIARAZIallON in Arcore, sono destituite ate ser e e ion laz re in ali rn alcuni gio con numerosissime indicazioni di di ogni fondamento e contrasto».anoÈ quanto dichiarano in una nota i segno completamente oppostpremier Piero Longo e Niccolò Ghedini parlamentari e legali del bi sul timing delle novità emerse sui che sottolineano i loro dub delle dichiarazioni e i tempi appaiono quotidiani oggi: «La genesi ostrano l'assoluta inconsistenza». Si davvero indicativi e ne dimdi due diciannovenni, Chiara Danese e tratta delle dichiarazioni lunedì dai pm. Le due ragazze saranno Ambra Battilana, sentite Tg4 Emilio fede, chiamato in causa querelate dal direttore dele i legali del giornalista definiscono dalle loro dichiarazioni ch avemente denigratorie dello stesso «assolutamente false e grre persone citate dalle stesse».QueFede, oltre che delle alt nell'ambito dell'altro filone d'indaste deposizioni si inserisconomilanesi che indagano sul caso Ruby gine sul caso Ruby. I pm oroga di 20 giorni a Lele Mora, Emihanno concesso un'altra pr, indagati per induzione e favoreggialio Fede e Nicole Minettianche minorile, per decidere se farsi mento della prostituzione la chiusura dell'inchiesta a loro carico interrogare o meno, dopo timane avvenuta nelle scorse set

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lo ma non trdaopllpoa, Cquhaelmo, at gi eg ar am do ar E' un Leonenta l'eliminazione dell'Intera dal risultato che comm ue: "Una partita compromessllo Schalke pions Leaga - ha detto dopo il 2-1 de o quel colpo dell'andato molto difficile. Ci è mancatvi del flop, il era tutt tesse accendere". Tra i moti o importante che ci po "essere arrivati in un momentin campionato, fatto di 0%". E ora? "Non molliamo non al 10 la Coppa Italia". c'è anche

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Antonio Savino

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SCOSSONI

'arrivata tardi, ma almeno è arrivata. Gianfranco Galan liquida senza sconti il sistema gestionale Pdl. Gioca d'anticipo di qualche ora il putiferio scatenato da Giuliano Ferrara sul Giornale secondo cui Berlusconi starebbe pensando di mollare tutto, con la conseguente bagarre per agguantare l'osso. Piuttosto, l'articolo è stato il pretesto per consentire al premier di uscire allo scoperto sull'affaire Tremonti (<va ridimensionato>). C'è bisogno di chiarezza, comunque. Cercando di evitare cene inutili e riunioni correntizie stile pentapartito. L'ex governatore veneto, fresco di nomina al dicastero della Cultura, mentre rimarca il malessere interno al partito spera nel recuperato assoluto dello spirito presente in Forza Italia, oggi tradito.Il Pdl soffre la cosiddetta sindrome da fusione fredda. Ex azzurri ed ex aennini (quelli cioè che non hanno seguito il duo Bocchino-Fini o se ne sono distaccati un secondo dopo), tranne rare eccezioni, stentano a convivere sotto lo stesso tetto. Perchè le divisioni culturali soffiano da ambo le parti.Si-

tuazione più gestibile ad ogni modo rispetto a quanto si vede dalle parti del sinistrorso Pd. Galan in effetti scopre l'acqua calda. on c'è mai stato bisogno di scomodare politologi o analisti per non capire che il maggior partito di centrodestra non funziona come dovrebbe. Perchè è decollato male. Troppo in fretta. Senza le dovute precauzioni. Intanto la creazione del triumvirato a coordinare le sorti sul territorio. Mettere insieme tre teste (due delle quali con incarichi di governo) è difficile, quanto deleterio. e occorre una, a tempo pieno. A metà strada tra l'ideologo e il manager. Capace contemporaneamente di ripristinare sul serio teoria e prassi. Dibattito e tessere.E,laddove occorra (praticamente dappertutto), spietato tagliatore di teste. Soltanto così (dopo un congresso vero, con tanto di mozioni e senza acclamazioni di facciata) ci si affaccerà su un centrodestra nuovo. Una fenice non plastificata e con le zampette d'argilla. icola Melfi

SineLinea


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Le centrali oggetto dei test saranno ben 143 Giusi Santopietro

Divisi sul nucleare

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n seguito alle drammatiche vicende del Giappone, l’Europa ha cercato di mettersi ai ripari per non trovarsi impreparata nel caso in cui dovesse fare i conti con una catastrofe nucleare. Lo scorso 6 aprile gli Eurodeputati si sono riuniti per dar seguito alla proposta, avanzata qualche settimana fa dalla Commissione, di sottoporre a rigidi test di stress tutte le centrali presenti sul territorio dell’Unione. La decisione, tuttavia, non ha incontrato il favore di tutto il Parlamento. Un corposo gruppo di deputati, infatti, in virtù delle proprie posizioni anti-nucleari, si è schierato contro le proposte della Commissione. Ciò ha bloccato, lo scorso 7 aprile, l’adozione di una risoluzione sulla sicurezza nucleare. L’esito della votazione ha visto, infatti, 61 astensioni e ben 300 pareri contrari, a fronte dei 264 favorevoli. Il commissario di Stato ungherese, Eniko Gyori, come portavoce del Consiglio, ha rassicurato che verranno prese in considerazione soluzioni alternative per il futuro dell’Europa, ma ha anche ribadito che le centrali presenti nei 14 Paesi che hanno detto si al nucleare non possono certamente essere chiuse.Sembra dunque che i test di stress verranno portati avanti.Gunther Oettinger, commissario per l’energia, ha fatto sapere che è in via di elaborazione un elenco dei criteri da adottare per condurre i test, il quale dovrebbe essere pronto tra maggio e giugno. Una volta completato, il documento verrà inviato al Parlamento e reso pubblico. L’esecuzione dei test dovrà essere condotta dalle competenti autorità nazionali ed è prevista per la seconda metà dell’anno. Le centrali oggetto dei test saranno ben 143,

d’areamediterranea Direttore Responsabile

ATOIO SAVIO Direttore Politico

SARO ZAPPACOSTA Redattori

e, come ha evidenziato lo stesso Oettinger, non tutte supereranno le prove di stress. Il Commissario ha aggiunto che, allo stato attuale, l’Europa non è in grado di adottare soluzioni comuni sul problema. L’eurodeputato olandese Corien Wortmann-Kool ha sottolineato come i gravi avvenimenti che hanno interessato il Giappone hanno dimostrato che è necessario rivedere i criteri e i regolamenti attualmente vigenti, e che è necessario rimanere “uniti”, cercando di individuare soluzioni univoche; ma ha aggiunto anche che le centrali che non dovessero superare le prove di stress dovranno essere smantellate. C’è dunque grande confusione in Eu-

ropa. C’è chi considera i test troppo blandi; chi sottolinea il divario tra le centrali europee e quelle giapponesi, e le differenze geologiche tra il Vecchio Continente e l’arcipelago nipponico; chi, addirittura, ha dubbi sulla credibilità degli esiti dei test, e propone di affidarne la conduzione ad autorità terze e imparziali. Non c’è che da attendere…e da sperare che nel frattempo la natura sia clemente…

Agnese Albini Luca Arlotto Danilo Chiaradia Laura Cutullè Serena Danese Michela Di Palma Simona Marganella Loredana Romanelli Giusi Santopietro Impaginazione & Grafica

Francesco Pietro Falotico Stampa

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15 APRILE 2011

L’immoralità rimane è solo le dimissioni di chi ha sbagliato renderanno l’onore alla Regione

Caso Verdino rinviato l’amaro calice

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erdino tutto da rifare. Il Gruppo Consiliare del Popolo della Libertà in Regione Basilicata come aveva annunciato la scorsa settimana in conferenza stampa, ha presentato durante la seduta del Consiglio Regionale di questa mattina una mozione con richiesta di discussione immediata, per dibattere della delibera n. 2219/2010 meglio conosciuta come “Delibera Verdino”. Con questo atto proposto dal Dipartimento Ambiente, retto da Agatino Mancusi segretario regionale Udc, si approvava il progetto per la realizzazione di un videogame dell’associazione Ameno presieduta dal responsabile regionale giovanile UDC Pelliccia, costo dell’operazione 83 mila euro. Con la mozione si richiede alla Giunta di revocare la delibera che consideriamo inopportuna politicamente e poco trasparente nelle procedure amministrative. Il Pdl aveva invitato il Presidente De Filippo a fare tutto ciò in maniera preventiva rispetto alla seduta di oggi, cosa che non è accaduta. Abbiamo registrato rispetto alla richiesta di discussione immediata il voto contrario dei gruppi del Pd, Sel e UdC. Così facendo la discussione è slittata al prossimo Consiglio. Fatta salva la piena autonomia dei colleghi della

Gianni Rosa Maggioranza che hanno espresso un voto negativo e la loro legittima decisione, il Pdl considera che si sia persa una occasione di chiarimento e di approfondimento della questione e degli evidenti risvolti che riguardano il buon andamento della Pubblica Amministrazione. Quella parte della maggioranza che si espressa negativamente si assuma la responsabilità nei confronti dell’opinione pubblica di tale scelta; il Pdl da parte sua invece continuerà a vigilare e non permetterà che colpi di mano più o meno istituzionali vanifichino o impediscano la discussione in Consiglio Regionale della delibera 2219/2010. Riteniamo che Pd, Sel e UDC abbiano sminuito

Vito De Filippo

Filippo Bubbico il ruolo dell’ASSISE Regionale che ha il diritto-dovere di vigilare sulla correttezza politica dei provvedimenti adottati nel rispetto dei principi della morale e dell’etica politica. In attesa della prossima seduta, siamo ancora fiduciosi di un atto di responsabilità da parte del Presidente De Filippo con la revoca in autotutela del deliberato. Siamo sinceri: troviamo la dichiarazione di Gianni Rosa soprattutto fiduciosa per il futuro di questa immorale vicenda. Il PdL ha chiesto il ritiro della famosa delibera: comprendiamo la esigenza del caso, però, sinceramente, non condividiamo tale scelta, per i motivi già espressi e che oggi ribadiamo. Alla Regione è stata calpestata l’etica politica; non è un reato giudiziario, ma è un reato morale. el 2004 un fatto del genere ha indignato l’allora Presidente Bubbico costringendo il suo Assessore alle dimissioni. Alla amministrazione provinciale di Potenza, per un caso del genere, il presidente Lacorazza ha tolto la fiducia al suo Assessore, e questo si è dimesso. on possono esserci due pesi e due misure perché oggi, alla regione, i consiglieri della maggioranza con il rinvio della decisione sul caso Verdino, hanno dimostrato di non conoscere i limiti dell’onestà politica, e si sono chiusi a riccio. e consegue che difficilmente la prossima volta, accoglieranno la richiesta dell’opposizione per cui la fiducia che il PdL nutre per il futuro della vicenda, và rivisitata. Ripetiamo quello che già abbiamo detto in passato: solo le dimissioni di chi ha sbagliato, può sanare questa piaga più dolente del caso Verdino. Rimane il fatto, comunque, che nessuno ha risposto al nostro interrogativo: i Presidenti comunisti sono più “etici” del Presidente democristiano della Giunta Regionale di Basilicata? Attendiamo risposta

Piero Lacorazza


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Ora è necessario che il governo Lucano sappia tenere la schiena dritta senza farsi impressionare dalle pressioni esterne

Lo strappo dell’acqua

Saro Zappacosta

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o scorso 2 marzo lanciammo il grido d’allarme, ripreso solo da alcuni colleghi, evidentemente gli altri erano interessati a mantenere “l’equilibrio della pagnotta”, o non avevano colto l’importanza dell’argomento trattato: le risorse della nostra regione preda di iene ed avvoltoi (rispettivamente politici o sedicenti tali e manager senza scrupoli). A beneficio dei distratti, questo il riassunto sintetico della puntata precedente: la nostra regione è ricchissima di petrolio, ancora più di acqua e tutto questo bene di Dio ha chi ha giovato? Dai modestissimi risultati sociali ed economici prodotti, solo alle compagnie petrolifere, perché hanno corrisposto royalties inferiori a quelle corrisposte a paesi del terzo mondo. Delle due l’una; o i manager sono dei geni o i componenti il tavolo istituzionale dei fessi. Poiché non è vero né l’una né l’altra, vi sarà una spiegazione che stiamo ancora attendendo. Al pari, stiamo attendendo anche di conoscere la destinazione dei rifiuti in rinvenienti dalle trivellazioni, prodotto in quantità copiosissima e di qualità molto pericolosa se non se non, in alcuni casi, tossica, quali siti siano andati ad occupare e con quali procedimenti di inertizzazione e o di bonifica. Come si ricorderà rivolgemmo un accorato appello ai colleghi della stampa acché esercitassero una sorta di vigilanza per sopperire alle “distrazioni”della classe dirigente soprattutto politica di governo nazionale e regionale, anche sul problema dell’acqua. In merito c’è da dire che recentemente è stato costituito un tavolo in Roma, presso la sede della regione Molise, per l’approvazione dell’accordo unico di programma sull’acqua delle regioni meridionali, alla quale soluzione la Regione Basilicata, ivi rappresentata dal suo vice presidente, ha opposto diniego. Non conosciamo nello specifico

le ragioni del suddetto diniego , ma non possiamo che essere convinti che siano da ascrivere ad una soluzione sconveniente per la Basilicata soprattutto alla luce delle pressioni che l’indomani l’assessore Pugliese all’agricoltura ha inviato a mezzo stampa alla Giunta Regionale Lucana. Pressioni piuttosto forti e piccate alla stregua quasi di un ultimatum, dalle quali pressioni sembrava trasparire una sorta di arroganza che da qualche tempo contraddistingue i cugini delle terre d’Apulia i quali

essere i soliti inciuci per vantaggi personali più che collettivi. È da augurarsi che non si faccia leva sui finanziamenti connessi al cosidetto “Piano Sud” per convincere la Basilicata a sottoscrivere accordi sconvenienti, anche perché, dopo aver legato a quel miraggio la concessione di nomine di rilievo ai pugliesi, negli enti gestori della risorsa idrica lucana, che sposterà inevitabilmente le attività e gli interessi economici nelle terra d’Apulia coinvolgendo quindi i soli imprenditori pugliesi, non

forti, dei loro numeri, del reddito procapite e, forse della presenza di pugliesi nel Governo sembrano voler imporre le loro ragioni a prescindere da quelle degli altri e nella specie, da quelle della Lucania. Noi siamo dell’avviso che sia arrivato il momento di capire esattamente quali siano gli oneri e gli onori corrispondenti ad ogni accordo e su qualsiasi tema e bene hanno fatto i nostri rappresentanti a non condividere la proposta formulata in quella sede. Ora però è necessario che il governo Lucano sappia tenere la schiena dritta senza farsi impressionare dalle pressioni che verranno esercitate ad ogni livello, fors’anche da parte di uomini di Governo pugliesi, anche perché diversamente più che ad accordi tra governo nazionale e regionale, tra centro sinistra e centro destra, sembrerebbero posti in

si potrà utilizzare lo stesso metodo per strappare altre concessioni. È arrivato il momento di riporre il cappello che abbiamo sempre mostrato in ogni consesso quasi fossimo figli di un Dio minore, nonostante il nostro territorio è da sempre stato preda di ogni voluttà: dall’unità d’Italia con i piemontesi, al dramma del sisma che ha visto imprenditori del Nord trasferire macchinari obsoleti in cambio di soldi pubblici freschi e sonanti, ai tanti grossi interventi affidati a imprenditori sempre di altre regioni (preferibilmente tra l’adriatico e l’appenino), quasi fossimo sprovvisti di classe imprenditoriale, con la evidente complicità di uomini di governo compiacenti e l’incapacità o la connivenza della classe politica locale. Pur nel rispetto della coesione tra regioni e della solidarietà economica, è necessa-

rio che i Lucani (la Comunità non i politici), abbiano quanto loro spetta. Per questo prima di sottoscrivere qualsiasi altra accordo economico dovranno essere comprensibili i ritorni ed i riverberi economici e sociali sui Lucani. Ci riferiamo alle recenti richieste di nuovi pozzi estrattivi le quali dovranno essere concesse fatta salva l’assoluta sicurezza per la salubrità dell’ambiente (visti i recenti fatti del centro oli di Viggiano), e per le comunità residenti, e che per consentire utili a multinazionali e loro affiliati locali e nazionali, non debba essere compromessa la vocazione turistica dell’area, quella agricola, quella vinicola, quella turistica e quindi non vengano ad essere mutate radicalmente le prospettive economiche. Diversamente il petrolio potrà continuare a giacere nelle viscere della terrà di Basilicata ed essere prelevato solo quale exstrema ratio (non quale ulteriore beneficio di pochi intimi). Sarebbe auspicabile quindi che con la stessa determinazione già dimostrata nel dichiarare la Basilicata non disponibile ad impianti nucleare ne a deposito di scorie radioattive, il Governo Lucano faccia chiarezza su tutti gli aspetti trattati nonché, come da tempo richiesto, sulle royalties che vengono corrisposte per ogni barile estratto, sul numero esatto dei barili estratti (per la cui quantificazione se non ricordiamo male venne costituita, dalla presidenza Bubbico, una commissione ad hoc della quale non si ricordano i risultati), sul sito ove è stato stoccato il materiale rimosso con le trivellazioni dei pozzi, sulle procedure della sua inertizzazione e sugli impianti che ne hanno curato il procedimento. Siamo certi che si farà piena luce su tutti questi argomenti senza la necessità di dover ricorrere ad altri organi dello stato.


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Serve una precisa presa di posizione della CEI contro Don Franco Ratti

Il nuovo anticristo

Saro Zappacosta

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abato 9 Aprile ho appreso dal giornale Libero che il parroco di Monte di Rovagnate, in provincia di Lecco, durante una trasmissione su La7 ai microfoni di Exit ha detto di Silvio Berlusconi: “Prego il Padreterno che gli mandi un bell’ictus e rimanga lì secco”. Vi lascio immaginare la reazione di un berlusconiano doc, amici lettori… Non è tuttavia questo il punto. E’ che domenica 10, alla messa delle 11.30, a cui ero presente, il giovane nuovo parroco della meravigliosa chiesa di San Michele, durante la lettura del Vangelo, (“Lazzaro, vieni fuori”, “Io sono la via, la verità e la vita.” Gesù Cristo.) improvvisamente ha lanciato, parola più, parola meno, questo messaggio agli attenti fedeli:” L’amore per Cristo è anche sentimento di misericordia. Quando uscirete da questa chiesa, riceverete un bigliettino dove viene augurata la morte del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Cari fedeli, non vi curate di ciò, perché in caso contrario, dobbiamo prendere le chiavi di questa chiesa, e buttarle via.” In effetti, così è stato. All’uscita un giovane mi ha consegnato- non solo a me, naturalmente, ma anche ad altri e sono volati schiaffi- un ciclostilato A4, sul quale in alto a destra, c’era la data di domenica 30 gennaio 2011; al centro la frase:” Berlusconi entro breve muore per ragioni psico-somati-

che”; in basso a destra l’origine degli autori: “MO.CO.VA.” (Movimento Concilio Vaticano II) www.mocova.org.- Monopoli (Bari). Naturalmente, la vicenda non finisce qua, perché con l’aiuto del nostro folletto, dal suo computer si è appreso che il fondatore di questo Movimento Concilio Vaticano II è Don Franco Ratti, nato il 7 Giugno 1940, ordinato sacerdote nel 1963, al quale Padre Pio di Pietrelcina avrebbe profetizzato:” Soffrirai molto per la chiesa e a causa della chiesa, soprattutto per il Peccato e i peccati dell’umanità”. Sinceramente ho molti dubbi su questa profezia di Padre Pio, come l’avranno certamente i nostri lettori, quando dall’identità del movimento di Monopoli apprenderanno che “secondo il MO.CO.VA la chiesa, ancora troppo conservatrice, ha bisogno di democrazia e soprattutto di orizzonti: vescovi e preti eletti dalla base; prete liberamente celibe; donneprete; in mancanza di preti i laici (e le laiche) come presidenti eucaristici; donazione dello Stato Vaticano all’ Italia; il Papa vescovo di Gerusalemme, città di Dio e cuore geografico di Gesù di azareth; battesimo solo agli adulti; libertà di divorzio in alcuni casi; liceità dell’eutanasia; il diritto e la medicina al servizio dell’ autodeterminazione del paziente terminale. Inoltre Gesù ha rivelato a Don Franco il fatto che il pianeta e l’umanità si avvicinano alla fine. Questa affermazione è fatta, però, con estrema sobrietà e senza isterismi cronologici”. Fin qua, parte della dottrina del MO.CO.VA. che, bontà sua, ci fa sapere che organizzativamente, il suo “Nucleo

Operativo” è così composto: “trenta persone, di Monopoli, di Avellino e di Como. Vario quanto all’età, all’estrazione sociale, alla professione. Presenti anche i bambini”. Dinanzi a questi due fatti, come cittadino, non so se piangere o ridere. Come Cristiano e Cattolico, doverosamente seguo l’invito del mio parroco: non mi curo di quanto accaduto domenica mattina dinanzi alla chiesa, ma guardo e passo via, anche per non vedere chiusa la mia parrocchia. Come giornalista, però, ho il dovere di ricordare che in Lombardia, le parole di Don Giorgio de Capitani, sono state considerate “inaccettabili”, ancora più gravi perché espresse nei confronti di una figura istituzionale e soprattutto “non sono la Fede” dall’arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi. Il che ci conforta. Non sappiamo però, come ha reagito la curia pugliese dinanzi al fenomeno aberrante rappresentato dal mini gruppo di erranti appartenenti al MO.CO.VA. Sappiamo tuttavia che in Basilicata abbiamo un vescovo che è vicepresidente della Commissione Episcopale Italiana e che certamente - Mons. Agostino Superbi- potrebbe avere voce in capitolo su questa tenebrosa vicenda della chiesa pugliese. Mi domando e chiedo al mio vescovo: come fa, e perché, la chiesa italiana accetta e non reagisce dinanzi all’azione di certi movimenti anticattolici, come quello di Monopoli? E se ha reagito, quando e come lo ha fatto? Vorremmo qualche risposta, perché rimanere nel vago, nell’incertezza, nel vuoti di informazioni è estremamente pericoloso per quei cattolici che non hanno una fede forte e che dinanzi a quelle grottesche dichiarazioni

dottrinali del capo del MO.CO.VA., potrebbero tentennare nella loro fede. Mi risulta che a Milano, la curia avrebbe pensato ad una sospensione a divinis per Don Giorgio, fervente antiberlusconiano, e che essendo un caso politico non è stato opportuno arrivare a tanto. Ma dinanzi al caso MO.CO.VA. che ha avuto riflessi anche a Potenza e in Basilicata, il caso non è politico (anche se questo ignobile anticristo identificato nella figura di Don Franco Ratti) ma è squisitamente dottrinario. Non ci permettiamo minimamente di spiegare al vice presidente della CEI il perché di questa nostra affermazione. Lo spieghiamo, però, alle migliaia di cattolici lucani invitandoli a non tenere minimamente in considerazione le idee pazze contenute nella pseudo dottrina del MO.CO.VA. Esse infatti, rappresentano l’esatto contrario dei sacri principi, dei valori e dei dogma della chiesa cattolica; in quanto tali, rappresentano l’identità nemica e avversaria della vera chiesa di Cristo. Pertanto, ci attendiamo una decisa presa di posizione della CEI, con una condanna esplicita, se non proprio con una sospensione a divinis di Don Franco Ratti, novello anticristo pugliese.

Tonache Ros s

e

le liberta’, ad infangare la “Sacra Non bastava il “sedicente prete” locale, aperto a tutte he rosse. Stiamo parlando Tonac le Divisa”, adesso, dopo le Toghe rosse - abbiamo di la 7 (mercoledi 6 Aprile Exit e ission delle farneticanti dichiarazioni rilasciate alla trasm gnate (Lc ), durante la Rova di e Mont di 2011 ) da Don Giorgio de Capitani Parroco do : “ che i falsi catdicen a Chies della i vertic quale ha attaccato senza mezzi termini i o Stato Vaticano e’ assurdo!” e dice tolici sono la Chiesa, i Vescovi e tutto la gerarchia.L , ritenuto capace di “ distruggere di provare disgusto per i comportamenti di Berlusconi otente”. Ma soprattutto si maci giudici, la giustizia, tutto quanto perche’ si sente onnip sconi ; “ Con quest’uomo qui, non chia di un peccato grave dicendo, contro Silvio Berlu sibile eliminarlo perche’ ha troppi e’ piu’ possibile niente in Italia. Politicamente e’ impos lo so, forse io sono un prete, prego soldi - insiste il prete - e allora come facciamo? Non e li secco”. Rimango sconcertato e il Padreterno che gli mandi un bell’ictus cosi riman parole: mi auguro - come milioni allibito che un uomo di Chiesa arrivi a pronuciare tali ddimenti forti come la sospendi cattolici in Italia - che la Chiesa cattolica prenda prove continua, dicendo: “ datemi una sione a Divinis. E il delirio di Don Giorgio de Capitani mi serve per accendere prima pistola, un euro e vi sistemo il Paese.Mi spiego. L’euro “ ( Queste ultime dichiarabene un cero alla Madonna, perche’ il colpo di pistola riesca su Radio 24 ) Intanto la di marte ra, zioni sono state rilasciate ai microfoni della Zanza cio’ e assurdo!. Tutto ”, tacere farlo Curia Milanese dice: “ non sappiamo piu’ come

Don Franco Ratti

Don Giorgio de Capitani


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Valorizziamo la civiltà delle mani TrenoRocky

A

l giorno d’oggi con la crisi che scuote tutti i settori, non è facile riuscire a lavorare. Purtroppo questa è la convinzione e la triste realtà che viviamo oggi e ovviamente parliamo di chi ha un diploma o una laurea e peggio ancora chi ha solo la licenza media inferiore. Proviamo a ribaltare un momento la situazione. Se cerchiamo un idraulico, un elettricista, un fabbro o altro artigiano, riusciremmo a trovarlo? La nostra risposta è positiva, ma con la condizione di una ricerca lunga e alla fine anche molto costosa !! Basti pensare a come ci comportiamo se abbiamo bisogno di un professionista, ma come facciamo a sapere se è un vero professionista e che la sua richiesta di compenso sia veramente adeguata al lavoro che svolto? Ma ci darà la ricevuta fiscale? Immaginate che già da noi, in piccoli centri come Potenza o Matera, il problema è grande e viene da domandarsi: “cosa succede in centri a più alta densità abitativa?” Tutto questo succede perché in Italia non vi sono delle norme specifiche e

soprattutto comprensibili. Perché non viene istituito un albo artigiani, diviso per settori, che ognuno di noi al momento riesce a trovare quello che cerca e sapere già quello che andrà a spendere. Ma il problema principale è anche quello di non trovare un artigiano qualificato, ma c’è da chiedersi chi dovrebbe qualificare gli artigiani? Molti giovani potrebbero trovare infiniti sbocchi lavorativi. Non c’è un progetto, che sia realizzato in collaborazione con le associazioni artigiane di categoria e possa coinvolgere anche la Regione Basilicata, scuole professionali, ect. Si potrebbe imparare ad insegnare il mestiere artigiano a molti giovani con età compresa tra i 16 ed i 35 anni, con obbligo scolastico assolto, interessati ad apprendere il mestiere. I settori artigiani sono infiniti, come dicevamo prima dall’idraulico al fabbro, dal falegname al tornitore, dal meccanico all’imbianchino e chi più ne ha più ne metta. Importante sarebbe anche incentivare il tirocinio presso coloro che una volta erano chiamati MAESTRI (usiamo le lettere maiuscole per rimarcare i veri maestri del mestiere). Con tanti soldi che si spendono, cerchiamo di creare qualcosa di veramente utile. Non facciamo andare via i nostri giovani. Perché non si legifera una normativa

l mercato degli articoli tecnologici occupa un posto d’onore nell’economia mondiale, perché la produzione di questi è davvero smisurata. Il tutto è dovuto al loro brevissimo ciclo di vita che costringe le grandi aziende a produrre macchine sempre all’avanguardia e il mercato ad acquistare modelli praticamente identici a distanza di pochi mesi. Ma, tutti sanno dove è possibile comperare questi oggetti, eppure pochi si chiedono dove vanno a finire quando vengono buttati via. Eliminarli correttamente comporterebbe costi eccessivamente alti, che nessuno stato vuole pagare. La difficoltà principale per il riciclo nasce dalla complessità di materiali presenti all’interno di questi insoliti rifiuti. Queste sostanze pericolose se si depositano nell’ambiente possono creare seri danni. portando malattie anche all’uomo attraverso acqua, aria e cibo. Alcune sono le categorie particolarmente a rischio come le donne incinte e i bambini che sono particolarmente sensibili a qualsiasi sostanza tossica. Questo tipo di inquinamento può causare in primo luogo malattie di tipo respiratorio, ancora malattie ormonali, circolatorie e nervose. Il piombo, ad esempio, presente in molti oggetti, può addirittura portare delle disfunzioni intellettuali nei bambini e danneggiare invece, il sistema riproduttivo ed ematico degli adulti. Molto presente è anche il cadmio, parte integrante di diversi tipi di batterie, il quale è stato ritenuto tossico per i reni e le ossa. Quindi in conclusione il recupero di questi materiali dovrebbe essere accompagnato da una riprogettazione di questi. Bisognerebbe imparare a riutilizzarli e non buttarli via. Ma molti stati hanno trovato una soluzione decisamente più comoda per tutti, o quasi. Spediscono i rifiuti nei paesi sottosviluppati, quelli dove le spese sono pari a zero e la popolazione non si lamenta di certo per le perdite di gas, perché a proteggere i loro diritti non c’è nessuno. Per esempio in Ghana, le discariche di rifiuti elettronici sono molto numerose. Lunghe di-

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regionale che preveda agevolazioni sia fiscali che contributive sia per i giovani che voglio imparare il mestiere e sia per le imprese che hanno i MAESTRI dell’arte artigiana? Importante è anche strutturare una buona formazione professionale e questo potrebbe essere un buon orientamento che potrebbe svolgere la Regione Basilicata con il Dipartimento Formazione. E’ inutile formare figure professionali che non avranno mai un adeguato sbocco lavorativo. Oggi sentite parlare di formazione per figure come “Job manager” oppure “Manager director” ! Ma non facciamo le cose che come al solito sono solo aria fritta! Pensiamo ad essere più concreti e non pensare a far arricchire solo alcune Società di formazione, parcheggiare per pochi mesi quei poveri giovani disoccupati ed alla fine dargli l’elemosina e continuare a non trovare un lavoro decente. Fate una prova a cercare su Internet, “artigiani a Potenza per trovare quello più utile e più vicino a voi, vedrete il risultato! Ma sappiamo tutti benissimo quando sia difficile districarsi nell'ambiente degli annunci su Internet, e lo sappiamo perchè ci abbiamo sbattuto la faccia tutti: migliaia di risultati, decine di nomi e centinaia di pagine, ma veramente poco utili alla nostra ricerca. E se avessimo un posto “sicuro”

dove cercare? Se avessimo un sito nel quale essere sicuri di trovare solo artigiani a Potenza e notizie riguardanti la certificazione energetica, la bioedilizia e la sostenibilità ambientale? Non troverete mai tutte le categorie: fabbri, falegnami, imbianchini, caldaisti, antennisti e pavimentisti, ect. Insomma, un punto di riferimento non c’è e allora non resta che come sempre chiedere all’amico dell’amico o meglio se si conosce l’amico che fa anche l’artigiano è già una buona cosa. Però la nota negativa è che in questa Regione si continua a non trovare lavoro, molti vanno via e non si cerca, da parte della classe politica chiudere questa falla che con il tempo impoverisce la Basilicata e non tutela i propri cittadini. I cittadini e soprattutto coloro che sono i giovani, quelli che possono dar vita ad un solido e corposo tessuto economico della Basilicata andranno in altre realtà più ricche dell’Italia senza …. ritorno !!

stese di strani pezzi, dall’odore fastidioso, che sembrano iniziare ma non finire mai. Il suolo non è più possibile vederlo, non solo perché i pezzi metallici sono ovunque, ma anche perché su tutto il territorio si estende un manto fuligginoso dal colore nero. Questo perché gruppi di persone alimentano diversi falò per far bruciare i pezzi superflui e recuperare invece le parti più preziose; le quali possono essere in seguito rivendute in piccoli mercati locali. Di certo coloro che compiono queste azioni non sono consapevoli dei rischi a cui vanno incontro. Il fumo nero e puzzolente, oltre a far lacrimare gli occhi ai vari “visitatori” della discarica, a causa dei vari venti, viene spinto verso il centro abitato. Qui deposita piombo, metalli pesanti, diossine e numerosi altri composti tossici. Tutti questi fattori insieme tendono a danneggiare ulteriormente il già pessimo tenore di vita delle popolazioni. Il fattore forse più sconvolgente è l’alta percentuale di bambini coinvolti in questi luoghi pericolosi. Vestiti di stracci lavorano nei rifiuti con le mani non protette e ai piedi gli infradito. Sono pieni di tagli e i loro polmoni hanno già seri problemi. Molti esperti credono che continuando a vivere in questa situazione non arriveranno ai vent’anni. I loro visi sono spenti e non hanno la spensieratezza tipica della loro età. Dovrebbero andare a scuola, ma se non aiutano il bilancio familiare non avrebbero la possibilità di mangiare neppure il minimo indispensabile per sopravvivere. Nessuno di loro, però, sembra consapevole dei rischi che affronta ogni giorno. Continuano a giacere nell’immondizia con la speranza di trovare qualcosa di utile. Ma non sono loro gli unici assidui lavoratori del luogo, è possibile trovare anche venditori di acqua, smontatori esperti di rifiuti elettronici, compratori di metalli. Tutti pronti a sfruttare al meglio questo grande guaio causatogli della società occidentale.

LA DISCARICA TECNOLOGICA


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Il Wi-Fi Non Protetto? Pericolo sicurezza Agnese Albini

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progressi della tecnologia aiutano sicuramente a viver meglio, ma allo stesso modo mettono a rischio la privacy e la sicurezza dei nostri dati sensibili. Novità del secolo è la famosa “rete wireless”, comoda e semplice da usare. Il termine Wi-Fi ( Wireless Fidelity) si applica a dispositivi che permettono il collegamento a reti locali senza fili(WLAN). Un palmare, un notebook, un pc abilitati alla connessione wireless(provvisti dunque di antenna WiFi) possono collegarsi ad internet fruendo di servizi on line tramite la linea. Uffici, scuole, bar, aeroporti mettono spesso a disposizione degli utenti una connessione Wi-Fi, il cui accesso è garantito da una password, direttamente fornita dai titolari del servizio. I vantaggi sono certamente molteplici: possibilità di navigare comodamente seduti in poltrona e non più dietro la scrivania, accesso rapido e possibilità di velocizzare i compiti da eseguire sul posto di lavoro. Non solo benefici, ma anche pericoli per la riservatezza. Spesso, queste reti sono prive di protezioni e ciò può far gola ai lesti ladri informatici. Questi possono approfittare della situazione, navigando tranquillamente sulla nostra rete e spiando tutti i dati contenuti sui nostri pc: password,

I Rischi della “Rete” codici bancari, appunti personali… Molti utenti sono conviti di avere una rete protetta e dunque continuano ad esplorare il web, ignari dei pericoli in cui possono incappare. E’ necessario ed opportuno utilizzare una protezione crittografata. Particolari codici, dovrebbero isolare dal pericolo di furti telematici. Ovviamente la certezza assoluta di essere immuni da possibili attacchi non c’è, dunque è consigliabile rinnovare di tanto in tanto le password di accesso ed evitare di archiviare sul pc dati sensibili a rischio: coordinate bancarie, numeri di carte di credito, numeri telefonici. La polizia postale opera controlli accurati e cerca con minuzia di scovare gli aggressori di rete, esperti conoscitori di tutti i trucchi del web. L’abuso e l’utilizzo improprio di reti altrui è un atto illegale perseguito dalla legge, la cui pena comporta addirittura il carcere. Menti malate che spesso usano internet per scambiare materiale pedopornografico, sfruttano astutamente tutte le reti ad accesso libero, danneggiando poveri utenti, ignari di essere caduti nella trappola del nemico. Occhi aperti e attenzione a qualsiasi anomalia, potrebbe essere un chiaro segnale di oltraggio e di abuso di identità!

Made in China Prodotti a basso costo: qualita’ o rischio per la salute? mpazza anche in Italia la moda del “made in China”. Dall’abbigliamento agli articoli per la casa, tutto rigorosamente prodotto in oriente e messo sul banco a prezzi esageratamente convenienti. Toccasana per le tasche di chi non può concedersi un capo “griffato” , senza rinunciare allo stile e alle mode del momento. Maestri ineccepibili dell’arte dell’emulazioni, gli artigiani d’oriente realizzano- con materiale di scarsa qualità- abiti identici a quelli sfoggiati sulle passerelle e addirittura cloni dell’italianissima Ferrari. Con poche migliaia di euro si può far figura con un’auto di gran lusso e con capi di alta moda. Ammaliati dal fascino del “basso costo”, ci si concede allo shopping sfrenato, mettendo in busta tutto l’ occorrente per rinnovare il guardaroba. Purtroppo, il prezzo concorrenziale spesso nasconde problemi di illegalità e di utilizzo di sostanze gravemente dannose per la salute. In Europa, in difesa dei consumatori lavora con meticolosità il RAPEX (Rapid Alert System for non food consumer products) l’organismo che si occupa di controllare tutti i prodotti potenzialmente pericolosi. Un settore specializzato dell’ente, detto RAPEX China, gestisce il controllo esclusivo delle merci cinesi, sotto il mirino attento degli esperti. In Italia, svolgono ottimo lavoro le autorità doganali, i NAS (Nuclei AntiSofisticazione dell’arma dei Carabinieri) e le istituzioni sanitarie. Particolare attenzioni ai prodotti per l’igiene della persona che vengono immediatamente a contatto con la pelle. Alcune analisi di laboratorio hanno rivelato che delle qualità di shampoo contenevano acidi in grado di danneggiare il funzionamento di organo vitali. Ancora più preoccupante il mercato dei

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giocattoli. Plastiche rese morbide grazie agli Ftalati, sostanza chimica pericolosissima se ingerita o inalata. Vernici maleodoranti e materiali facilmente infiammabili tra le mani di bambini, più che mai esposti al pericolo. Bigiotteria, elettrodomestici, cosmetici, tutto può essere realizzato con una materia prima non certificata e a volte nociva. Concilianti rassicurazioni per i compratori giungono dalle autorità, che costantemente monitorano la qualità degli articoli importati. Al popolo di consumatori non resta che prestare attenzione alle etichette – le cui indicazioni devono essere riportate anche in italiano- e soprattutto diffidare dei prezzi troppo bassi. Con un po’ di buonsenso e raziocinio si può raggirare il pericolo ed acquistare con sicurezza. Agn. Alb.


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Gagarin il primo uomo che volo’ nello spazio Loredana Romanelli

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agli oblò vedevo le nuvole e le loro ombre leggere proiettate sulla lontana e cara Terra. Poi, guardando il cielo, si risvegliò in me il figlio del colcosiano: il cielo era nero, pieno di stelle, come un campo arato e seminato di fresco. Ero felice, ma c'era in me paura quando pensavo che m'era stato affidato questo ordigno cosmico, tesoro inestimabile costato tante fatiche e denaro al mio popolo. Così Juri Gagarin, tra emozione e celebrazione, raccontava le sue impressioni di primo viaggiatore dello spazio. Era il 12 aprile del 1961, quando alle ore 9:07, l’aviatore sovietico Yuri Gagarin decollò da una base allora segretissima del Kazakistan, Baykonur, a bordo della navicella Vostok 1 (Oriente 1), con una destinazione insolita ed affascinante: lo spazio. Un volo intorno alla Terra effettuato alla velocità di 27.400 km/h con un’altitudine che ha toccato il picco di 302 km. Nella capitale sovietica nevicava quel 12 aprile 1961, quando tutti erano con il naso all’insù ed aspettavano di sapere cosa sarebbe successo a quel primo, coraggioso uomo. Alle 9:12 iniziò il collegamento radio tra la base e il primo cosmonauta della storia, ma Radio Mosca aspettò 25 minuti dopo il lancio per leggere uno dei tre comunicati già preparati dal Kgb: gli altri due erano per un eventuale disastro. Il primo uomo nello spazio compì un giro intorno alla Terra in 108 minuti e al rientro sfiorò davvero la tragedia: dalla capsula sferica che lo ospitava non si staccò il modulo con i razzi usati in orbita. La navicella si mise a roteare fuori controllo finché la vampata di calore sprigionata dall'impatto con l'atmosfera non disintegrò i lacci metallici. Solo allora il volo tornò tranquillo. Ma dopo essersi eiettato dalla capsula a 7 mila metri, durante la discesa in paracadute, accidentalmente si apriva pure il paracadute di riserva e Juri temette che le corde si aggrovigliassero facendolo precipitare come un sasso. Per fortuna non accadde e mise piede su una terra arata del colcos Léninski Put,

non lontano dal villaggio Smielkova, a sud-est della città di Engels. Gli si avvicinarono gli abitanti del posto, tutti impauriti da questo uomo vestito di arancione con un casco bianco. Temevano fosse un americano piovuto dal cielo, perché alla radio da mesi si parlava del pilota Gary Powers abbattuto da un missile mentre spiava con il suo aereo nero il territorio sovietico. Fortunatamente Gagarin chiarì l’equivoco e potè comunicare al go-

Orenburg. Aveva 27 anni, all’epoca del volo nello spazio, ed era stato scelto assieme ad altri 19 piloti tra 3.461 candidati. Come i suoi compagni non aveva timore di salire lassù nonostante i cinque test della capsula non fossero stati sempre un successo. A bordo erano partiti cani, sacrificati in nome del progresso scientifico, e sull'ultimo anche il manichino «Ivan Ivanovich» che faceva sentire la sua voce registrata, per collaudare le comunicazioni.

verno russo ed al mondo intero che il primo uomo che aveva avuto il coraggio di fare un giretto nello spazio era ritornato sano e salvo. Nato il 9 marzo 1934 a Klusino, cittadina collinare dell’est della Russia che oggi ospita un museo dedicato a Gagarin, all’età di 21 anni il futuro astronauta volò a bordo di un velivolo monomotore da addestramento Yakovlev Yak-18, e da lì scoprì la passione per l’aeronautica, passione che insieme al talento lo portarono a diplomarsi con successo, nel 1957, presso l’Accademia Aeronautica Sovietica di

Con la conquista dello spazio, Mosca dimostrava la superiorità del sistema comunista rispetto a quello capitalista statunitense e questa prima missione “umana” fornì il pretesto per celebrare il sistema sovietico. Proprio perché anche la missione spaziale acquisiva una grande importanza politica, nel quadro della guerra fredda, il progettista dovette piegarsi al volere del Cremlino, governato in quei momenti da Kruscev, tanto che la stessa data del lancio fu decisa dal leader sovietico. Inizialmente il lancio sarebbe dovuto avvenire il

primo maggio (data della festa dei lavoratori, data importante per la Russia comunista), ma la data coincideva con un disastro avvenuto nel paese sei mesi prima quando, per l'esplosione di un razzo, morirono 82 tecnici e alti comandi militari. Per scaramanzia, si anticipò la data al 12 aprile. Gagarin, dopo il lancio trionfale, ricevette il più alto titolo onorario che potesse ricevere, ovvero quello di Eroe dell’Unione Sovietica. Divenne, non per suo volere, l'ambasciatore del comunismo e fu spedito dal governo russo in tutto il mondo per raccontarne le glorie. Divenne famoso ma cadde in depressione. Il volo del 12 aprile 1961 fu il primo e ultimo volo che l’Eroe fece, visto che la sua morte per incidente aereo a bordo del caccia MiG-15UTI, in quel del 27 marzo 1968, precedette di pochi giorni una sua seconda missione nello spazio. Il primo cosmonauta non fece nemmeno in tempo a vedere il primo uomo sulla luna.... Le immagini di Yuri Gagarin in tenuta di astronauta sono oggi le famosissime. Non c’è libro di storia che non ne abbia una. L’immagine di Gagarin con la tuta arancione è stata utilizzata anche per farne cartoline, copertine di riviste, cover di album musicali, poster, foto sui libri di scuola e molto altro ancora. La leggenda di Gagarin è stata celebrata martedì 12 aprile, 50 anni dopo quel primo volo che ha aperto la strada dello spazio all’umanità. Anche Google ha festeggiato la ricorrenza con un logo animato che ce ne ricorda l’impresa con tanto di navicella in fase di decollo. Nel mondo, in circa 58 Paesi si sono svolti eventi che hanno celebrato il volo di Yuri Gagarin, un volo che aprì la strada a 50 anni di imprese nello spazio che sono costate alle Nazioni partecipanti molto denaro, in pratica la spesa della civiltà umana più grande di sempre dopo quella della corsa agli armamenti. Che affare.....


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10 Lo scultore peruviano Roca-Rey in una mostra al Musma di Matera Paolo Sasso

La forma moderna del mito

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n’ampia retrospettiva, a cura di Giuseppe Appella, dedicata a Joaquin Roca-Rey è la mostra che il Musma, il Museo della Scultura Contemporanea – Matera, ha appena inaugurato in occasione della XXIII Settimana della Cultura. Alla vernice è intervenuto il figlio dell’artista, l’attore Blas Roca-Rey che ha ricordato il padre (scomparso a Roma nel 2004) con un omaggio di Guido Strazza e la lettura de Il racconto dell’isola sconosciuta di Josè Saramago, la piccola grande avventura di un uomo caparbio e sognante alla ricerca di se stesso. Dopo i saluti dell Presidente della Fondazione Zetema, Raffaello De Ruggieri, la retrospettiva di Roca-Rey sarà illustrata dal curatore Giuseppe Appella e dal critico d’arte e Soprintendente ai Beni artistici, storici, ed etnoantropologici della Basilicata, Marta Ragozzino. Le Sale della Caccia, gli spazi destinati dal Musma di Matera alle esposizioni temporanee, accolgono un nutrito gruppo di opere (ventitré sculture e sessantanove tra disegni, taccuini e opere grafiche, datati dal 1948 al 2002) dell’artista peruviano Joaquin Roca-Rey, “mettendo in luce – come ci dice Appella - l’indagine formale che tra mito e ritualità ha saputo cogliere il meglio del linguaggio moderno. Dal natio Perù a Roma, le opere di Roca-Rey, trovano modo di liberarsi dell’involucro preincaico di magia e ritualità (“assemblage” di ferro forgiato con evidente realismo) senza abbandonare il mito ritrovato nelle forme più avanzate del linguaggio moderno, come a dire la scultura di Chadwick e di

Blas Joaquin Roca-Rey

lizzati, una sorta di scambio tra leggerezza e solidità, pieno e vuoto, concavo e convesso, eros e gioco, inquietudine e malinconia, tipiche del surrealismo”. L’antologica di Roca-Rey, che resterà aperta fino al 14 maggio, ripercorre le tappe dell’intensa carriera dell’artista in una sorta di dialogo con l’allestimento permanente del Musma: nella Saletta della Grafica, per chiarire i rapporti di Joaquin Roca-Rey col Surrealismo, opere di Arp, Brauner, Calder, Dalì, De Chirico, Dominguez, Ernst, Hare, Lam, Magritte, Man Ray, Masson, Matta, Mirò, Picabia, Picasso, Tanguy, Dorothea Tanning. Nato a Lima nel 1923, Roca Rey Tampa Joaquin Roca Rey

Moore, di Consagra e di David Smith, la pittura di Magritte, rivisitati nell’architettura di Roma, nel suo rigore e nella sua enfasi. È il momento in cui gli Incas, i Maya, gli Atzechi, il barocco latino americano si confrontano con Roma antica e Roma seicentesca riconoscendovi attinenze di sacralità sessuale subito esplicitata in allusioni misteriose e ironiche, nel totem elevato a simbolo dell’identità tra uomo e cosmo, elemento soggetto alle continue trasformazioni di una fantasia tra le più vive della scultura del secolo appena trascorso. Fantasia che permette a Roca-Rey, in una perenne estensione di contrasti, resi evidenti anche dalla scelta dei materiali uti-

Preghiera Joaquin Roca Rey

frequenta l’Accademia Nazionale di Belle Arti della sua città, nella quale diventa più tardi professore. Si appassiona alla scultura nell’atelier dell’artista spagnolo Victorio Macho, che segue durante gli anni della formazione, e poi di Jorge Oteiza. Fin dell’inizio della sua attività, a metà degli anni ‘40, la sua scultura coniuga, con equilibrio ed armonia, ricerca formale ed espressività esistenziale dando luogo a forme essenzialmente simboliche. Le espone per la prima volta nella Galeria Lima nel 1948 e l’anno dopo nel Museo de America di Madrid. Nel 1952 sposa a Roma Alessandra Andreassi, e ritorna in Perù dove rimane fino al 1963 insegnando scultura prima presso la scuola d’arte dell’Università Cattolica e poi presso la Facoltà di Architettura di Lima. Rientrato a Roma, vi alterna i soggiorni con Carrara, Pietrasanta e Deruta. Sono gli anni in cui, attraverso molteplici sperimentazioni articolate nell’uso di materiali diversi (legno, ferro e ottone), perviene a costruzioni formali di sintesi astratta, in impianti architettonici simmetrici, fondati su un vitalismo magico di memoria antropologica precolombiana. Al contempo, ha un’intensa produzione grafica in cui la tematica svolta nella scultura acquista particolari toni narrativi visionari.


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Una finestra sul mondo Expolevante 2011: tra successo e sviluppo

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alla promozione turistica a quella sportiva, passando per gli arredamenti d’interni, con una piacevole sosta tra libri e cineforum. Tutto all’insegna del multiculturalismo. In una parola Expolevante 2011. Un’edizione che riscuote consensi di pubblico al pari delle precedenti. Successo segnalato, inoltre, da un incremento del numero di espositori presenti in fiera. Particolarmente apprezzati il Salone dello Sport fervente di convegni, sessioni di allenamento e tornei disputati trasversalmente ad ogni disciplina. Viaggi interstellari e rocamboleschi salti temporali hanno solleticato i più curiosi nello spazio Astronomos: dinosauri estinti, buchi neri e recenti scoperte astronomiche sono stati oggetto di dibattito di autorevoli relatori. E non solo: Risorgimento ed editoria per l’infanzia, concerti promossi dal Comitato Pugliese per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e rassegne culturali hanno catalizzato l’attenzione dei visitatori. Di particolare successo PhotoMediterranea 2011, nonché proiezioni cinematografiche di matrice tipicamente mediterranea. Non poteva mancare, poi, la presenza di espositori provenienti da ogni parte del mondo: Thailandia, Malaysia, Hong Kong, Senegal, Pakistan

Un Sogno nel “cofanetto” difficile interpretare i gusti delle persone. Specie se le persone in questione sono amici o familiari. E perché no: fidanzati inclusi. Prede del panico ci si affida all’intuizione dell’ultimo minuto per azzeccare un regalo unico e speciale.Da qualche tempo, però, Internet ha offerto interessanti spunti per evitare di impazzire tra negozi costosi e le nostre tasche sempre più vacanti. Particolarmente interessante l’iniziativa “Smartbox” che in un semplice “cofanetto” nasconde la chiave per esaudire i sogni dei nostri cari e l’esigenza di risparmio. Si tratta di una formula innovativa di vacanza self-made: un vero e proprio pacchetto che combina varie occasioni di soggiorni speciali e giornate alternative, mettendo al bando la monotonia e lo stress. Relax, buona cucina, avventura e viaggio romantico: ce n’è per tutti i gusti. Difficile non accontentarsi. Il fortunato possessore del pacchetto ricevuto in dono potrà decidere il luogo ove “spendere” a costo zero parte del proprio tempo, con l’unico sacrificio di prenotare la struttura che dovrà riceverlo e coccolarlo. Niente paura, il buono regalato è valido per due persone: inutile dire che vale non solo per chi lo riceve ma anche per chi lo ha donato.

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Sim. Marg.

e molte altre. Insomma la concreta possibilità di girare il mondo intero entro la modulazione di circa 20 padiglioni. Ampio spazio attualmente interessato da opere di riqualificazione per restituire lustro ad un ente fieristico che, forte della sua tradizione, si apre al futuro tra determinazione e buoni auspici. “Expolevante rappresenta l’ultima rassegna di una storica tradizione feristica – afferma Gianfranco Viesti, presidente dell’ente Fiera del Levante – e per noi è un’occasione per trasformare questo format negli anni a venire e farlo crescere in termini di dimensioni e sostenibilità economica”. Luca Arlotto

“Zerofans” al Basilicata Music Net Trionfo del trio lucano sul Palco del Due Torri colpi di rock si è conclusa sabato 9 aprile la XV edizione dell’Italia Wave Band Basilicata. Cavalcano l’onda del successo gli Zerofans, band potentina formata da Saverio Boccia (voce, basso), Salvatore Lanzillotta (chitarra, voce) e Giangiacomo Ponzo (batteria). Riscuot o n o successo di pubblico e giuria dopo tre mesi di selezioni da cui sarebbe emersa la band lucana che avrebbe dovuto rappresentare la regione sul palco dell’Italia Wave love festival, importante raduno musicale europeo. Importante progetto promosso da Multietnica che, sul territorio lucano, ha portato avanti un’intensa attività di scouting per promuovere gruppi giovanili. Dai Piko & Dalfango del ’96, ai Krikka

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Reggae del 2004, fino ai The Personagg nel 2008, Effetti Collaterali del 2009, Claudio lay, vincitore dell’edizione 2010. Ultima tappa di questo viaggio alla scoperta musicale ha fatto emergere gli attuali trionfatori. Un festival, dunque, che si apre alla novità, all’elettrizzante estro creativo giovanile: tutto sotto l’egida di una forte rete locale di produzione e promozione. Dischi, videoclip, cortometraggi, eventi e concerti che hanno incentivato e documentato la creatività dei talenti in erba lucani, offrendo loro importanti occasioni di lancio.Occasioni, queste, che fanno aprono uno scenario su una terra ricca non solo di risorse ma anche, e soprattutto, di “elettrizzante” talento.

Simoma Marganella

Il Fascino Del Tempo

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uove tendenze emergono nel quadrilatero della moda milanese. Una moda che si apre all’universo femminile quella di Laursmiani, noto brand lombardo che da ottant’anni è sinonimo di cura del dettaglio, esclusività ed eleganza. Questo il nuovo concept di Liorio Capizzi, storico stilista della scuderia Ferré. Vestibilità asciutta, nuances che reinterpretano in chiave contemporanea il corpo femminile. Uno stile poco incline ai repentini cambi di tendenza. Forme aderenti, tessuti preziosi e leggiadri. “Leggerezza è la parola d’ordine – afferma, infatti, lo stesso stilista - per la collezione donna della prossima primavera-estate Larusmiani. Il popeline, tessuto per eccellenza della camiceria maschile, va a vestire abiti da cocktail, pantaloni e giacche. I classici capi del guardaroba invernale, grazie alla leggerezza del voile di cotone, diventano dei must anche nei mesi più caldi. Le tonalità più tenui, il beige, il sabbia e l’azzurro, proprie dell’universo della camiceria maschile, colorano giacche dall’elegante costruzione sartoriale, completamente sfoderate”.Sferzata di rinnovamento che ha coinvolto anche lo storico negozio di via Montenapoleone, per offrire all’ampio parterre di clienti un’esperienza d’acquisto capace di appagare l’intransigente sogno di accesso all’intricato universo del lusso. Settecento metri quadri ove il buon gusto è padrone. Non solo abbigliamento e accessori, ma anche orologi d’epoca e complementi d’arredo, e varie ambientazioni mostrano l’esigenza di conciliare tradizione e avanguardia, tra design retrò e tecnologia.

Lu. Arl.


d’areamediterranea Anno IV numero 14 - 15 APRILE 2011 Direzione / Redazione: Via del Popolo 34 - 85100 Potenza Telefono 0971 22715 Direttore responsabile: Antonio Savino

Comunicatore è un mestiere Michela Di Palma

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a comunicazione: questo universo ultra conosciuto. La comunicazione è in ogni dove e in ogni frangente della quotidianità: il salto di qualità, però, sta avvenendo oggi ed è sotto gli occhi di tutti. Una generazione di comunicatori sta nascendo e sta facendo della comunicazione un’arte ed un vero mestiere, un mondo su cui puntare. È di pochi mesi fa l’uscita di un interessante manuale che non vuol insegnare né tessere le lodi di quest’attività, tanto ostica quanto affascinante. Piuttosto vuol fare il punto su ciò che è diventata la comunicazione, su quanto si è evoluta, sul suo essere strumento imprescindibile per chiunque faccia parte della società. “Niente di più facile, niente di più difficile. Manuela (pratico) per la comunicazione”. Gli autori, Gianni Di Giovanni e Stefano Lucchini, manager del settore in due grandi aziende, si occupano di comunicazione anche a livello accademico: il primo insegna all’Alta Scuola di Giornalismo dell’Università Cattolica, il secondo presso la facoltà di Sociologia delle Comunicazioni di Massa della Sapienza. La prefazione è curata da Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera: in poche righe racconta la trasformazione in atto del mondo dell’informazione. Web, cellulari, blackberry, netbook, kindle, iPad e iPod, blog: sono solo alcuni dei nuovi strumenti a disposizione di tutti e quo-

tidianamente monitorati dagli utenti. “È il nuovo eccitante, disorientante e spesso frustrante ambiente in cui le aziende e i loro uffici stampa devono operare”, scrive De Bortoli. Tanto che gli enti sembrano, oggi, faticare nel marasma delle nuove pratiche comunicative, del tutto diverse nella forma e nella sostanza rispetto solo ad un decennio fa. Compito tutt’altro che facile quello di giornalisti e pubblicisti al servizio di aziende ed uffici. La comunicazione appare come un processo dinamico, in eterna evoluzione. Nel libro un p r i m o schema riassuntivo indica cosa bisogna chiedersi prima di comunicare: chi comunica, cosa dire, attraverso quale canale, a chi, con quale effetto, dove e quando. Un efficace comunicatore non è colui che possiede precise skill, ma è un professionista sensibile agli incessanti impulsi che provengono dall’esterno, dalla società, dai media, dalle istituzioni. Essendo l’informazione in trasformazione continua, gli autori ci ricordano giustamente quanto sia difficile se non impossibile definire la comunicazione oggi. Per alcuni è una tran-

sizione di messaggi o condivisione di informazioni, per altri è la rappresentazione di una relazione sociale, per altri è “persuasione” o finanche “inganno”. Molto più immediata la definizione, invece, dei concetti imprescindibili della comunicazione. Si passa, poi, dall’azienda al mondo che attiene più propriamente il giornalismo, dunque ai media, con un richiamo al concetto di notizia e alle sue fonti. “ L’ u f f i c i o stampa” è forse il capitolo che merita una considerazione a sé stante, essendo ricco di consigli pratici ad uso di chi lavora nell’ambiente o si accinge a farlo. Il ruolo dell’addetto stampa appare evidente quanto sia fondamentale e di non poco conto, anzi vitale in certi casi, per un’azienda ma anche per la redazione stessa. In stretta correlazione è il capitolo dedicato agli eventi, alla loro realizzazione, all’influenza che esercitano oggi e al senso stesso. Un caso riportato nel manuale è quello che ha visto partecipi gli autori del libro ad un evento in Basilicata, durante il forum nazionale “Sviluppo e comuni polvere”, promosso da Eni e organizzato dai comuni di Calvello e Abriola. I comuni polvere sono quelli inte-

ressati dalle attività di estrazioni petrolifere. Il progetto di comunicazione che doveva derivarne è chiaro quanto fosse determinante per l’azienda - certo non vista di buon occhio dai residenti dei comuni coinvolti - , ma anche per i cittadini stessi della regione Basilicata, per quegli enti - Regione, ANCI, Provincia di Potenza - che hanno patrocinato l’iniziativa e che godono di interessi provenienti dalle stesse estrazioni. Il capitolo descrive le fasi di realizzazione delle azioni stampa. Le pagine successive sono dedicate al lavoro, febbrile, eccitante e a volte temuto, delle redazioni giornalistiche. “La giornata dell’ufficio stampa inizia il giorno prima”: è così, un tour de force tra aggiornamenti dell’ultimo minuto, notizie da scandagliare, telefonate, lettura dei giornali e revisioni certosine prima di chiudere definitivamente il giornale. Altre interessanti testimonianze di “comunicatori” e aziende che investono giornalmente nella comunicazione sono riportate con grande senso pratico. Il libro è dedicato a tutti i giovani comunicatori, come dichiarato dagli autori stessi. E al non facile mestiere del quale, invece, è facile innamorarsi.

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Terra di Basilicata d'areamediterranea SVI.MED.