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Anno 3 N.72

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LA DOPPIA SETTIMANA

dal 11/06/2010 al 24/06/2010

Musica Teatrale Teatro Musicale EARS WIDE SHUT di Giuseppe Gavazza " click sull'immagine per ascoltare il finale di El Cimarron foto e audio di Giuseppe Gavazza, giugno 2010 Teatro, musica, danza, arti visive si incrociano sempre più. Anche solo nel microcosmo di ciò a cui ho potuto assistere io a Torino e in altre città europee e di cui, in parte, ho riferito dalle pagine di TerPress, si deduce che anche nello spettacolo “le stagioni non sono più quelle di una volta”. “ A Torino le stagioni teatrali fanno concerti, quelle concertistiche fanno danza e quelle di danza fanno teatro. Tutto si rimescola come in un cocktail o come nell'opera dove tutto si mette in gioco: il suono, il gesto, l'immagine, la parola detta e cantata.” scrivevo nell'articolo del 13 novembre scorso ( La visione assordante) per tornare sul tema ancora il 15 gennaio ( Teatro senza teatro). La stagione di concerti Antidogma Musica, che da 23 anni programma liberamente musica non standard ( La lente sul margine era il bel titolo di una stagione di alcuni, forse molti, anni fa) ha riproposto dopo 22 anni El Cimarron o la conquista della libertà di Hans Werner Henze: autobiografia dello schiavo evaso Esteban Montejo, recital per 4 musicisti in 15 quadri per baritono, flauto, chitarra, percussione. Un bell'esempio ed una matrice eccellente di per tanti lavori che mettono assieme musica e teatro. Scritto dal compositore tedesco Hans Werner Henze, classe 1926, nella traduzione tedesca e adattamento di Magnus Enzensberger, fu proposto in prima mondiale all' Aldeburgh Festival nell'estate 1970 con un quartetto d'interpreti strepitoso, degno della difficoltà del brano: William Pearson, Karlheinz Zoeller, Leo Brouwer, Stomu Yamash'ta. Tradotto appositamente in spagnolo per l' Ensemble Antidogma fu proposto in prima

italiana a Torino nel 1970 e portato in tournee in Italia e nel mondo con Giancarlo Montanaro, baritono, Antonmario Semolini, flauto, Dora Filippone, chitarra, Carlo Cantone, percussione. Riascoltata oggi (eseguita in modo eccellente ancora da Antonmario Semolini, con Marco Ricagno, baritono, Thierry Miroglio percussioni e Carmelo Lacertosa, chitarra) la composizione dimostra tutto il suo valore: Henze (a mio avviso) è uno dei rari compositori del dopoguerra in possesso della vis teatrale, quella capacità di contrappuntare i ritmi e i tempi sonori della musica e quelli drammaturgici del testo, della narrazione, dell'azione scenica. Un problema non solo della musica recente: un compositore incontestabile come Beethoven non ci ha mai azzeccato molto nel teatro musicale mentre un grandissimo operista come Verdi, ad esempio, sfugge spesso ad una analisi strettamente musicale che cerca invano di capire perché certe pagine di enorme forza drammaturgica si rivelino apparentemente “banali” alla pura analisi musicale. Gli anni di nascita di El Cimarron sono fertili per una fase già avanzata della sperimentazione musicale; l' Avanguardia aveva rotto gli argini e gli schemi, sostituendoli con altri meno collaudati (e spesso altrettanto più dogmatici) ma in parte si permetteva anche di elaborare le nuove scoperte

più efficaci, ripetendo e riproponendo talvolta fuori dall'ansia di un obbiettivo irraggiungibile (e in fondo sterile) come quello del nuovo ad ogni costo ad ogni brano. Henze, ben immerso nel suo tempo, era anche visto dai più duri e puri come relativamente tradizionalista e conservatore. El Cimarron mi è piaciuto come mi piacciono le belle foto di quegli anni: sono datate, riconoscibili, segnate da un epoca, da un passato, che sta ad una distanza di anni al limite dello storico personale, cioè alla distanza (circa un ciclo generazionale) abbastanza vicina per essere memoria personale di un adulto di un proprio vissuto già adulto, ma abbastanza lontana per essere sentita ormai come trascorsa, passata appunto. L'ho ascoltato con l'emozione con cui guardo oggi le Polaroid (in quanto istantanee necessariamente testimonianza di un evento contemporaneo alla scatto) di un evento già di per se forte, drammatico, umano. Come la Polaroid è in se - con i suoi colori e il suo formato - datata e riconoscibile, così ho ascoltato El Cimarron: musica dura, cangiante, spigolosa, disinibita, acerba, non dogmatica, comunicativa, inesorabilmente anni '60. Potete scaricare qui il programma di sala che vi fornirà informazioni essenziali sul brano, soprattutto sulla storia che lo ha ispirato, la storia vera e meravigliosamente umana di Esteban Montejo, schiavo, poi evaso e rivoluzionario, così come raccontata dalla sua viva voce di sopravvissuto di anni 104, allo scrittore ed etnologo Miguel Garnet, in un ospizio a l'Habana nel 1963. Prendo a prestito e riporto qui la bella frase scelta da Enrico Correggia ad epigrafe del concerto sul libretto di sala: L'uomo libero può essere tanto buono che malvagio, ma l'uomo schiavo è un disonore della natura Friedrich Nietzsche

Ma chi ha paura della libertà? L'OPINIONE di Vincenzo Jacovino E’ dalla notte dei tempi che veicola, per le contrade del Bel Paese, il detto: “ L’Italiano è un popolo di navigatori, di poeti e di santi” ma si dovrebbe aggiungere, oggi, anche “ di cantanti, pittori, scrittori” e, soprattutto, “ di mariuoli, birbanti e birbantelli”, anzi di molte, troppe “ mele marce”. Ecco perché si corre , ci si affanna a voler coprire tutte quelle attività che devono “ essere sempre sottoposte al giudizio dell’opinione pubblica adeguatamente informata”. ( S. Rodotà) E, sempre dalla notte dei tempi, nei quartieri popolari le aspettative di privacy di alcuni personaggi, dalla dubbia moralità o dal facile sconfinamento nell'illegalità, erano naturalmente ridotte senza, comunque, mai invadere quelle che

erano le ragioni e le sfere dell’intimità. Ogni abitante del quartiere si riteneva in diritto di sapere, di conoscere per poter, poi, esercitare il controllo perché era diffuso, in ogni anfratto del rione, il principio che chi è disonesto con la non-Verità è disonesto anche con la Verità( P.P. Pasolini) Se nel pullulare dei quartieri popolari era possibile parlare realmente e stabilire rapporti umani, però era anche tassativo ridurre le aspettative di privacy dei personaggi chiacchierati. La funzione era di auto protezione. Occorreva creare un confine tra loro e il resto del quartiere in modo che l’atmosfera non fosse una bolgia melliflua e in continuo conato. Si viveva l’uno accanto all’altro differenziandosi per necessità ma obbligati a sapere e conoscere perché si prendesse, giorno dopo giorno, coscienza dell’ambiente e dei suoi frequentatori.

Non c’era paura della libertà perché nessun ombra-sgherro che (…) braccheggia(sse) circolava per il quartiere, né mai si pensava che due passanti (potessero) trasformarsi in custodi.( A.M. Ripellino) Ora, purtroppo, si ha paura della libertà perché basta una macchia di umido (per) suscitare un fantasma( A.M. Ripellino) Ma chi ha paura, oggi, della libertà? Certamente non i cittadini, gli onesti e timorati della legge, per i quali l’accesso alle informazioni è una necessità per conoscere, per sapere e, soprattutto, per giudicare e liberarsi dall’ …. odore di muffa e di luce stantìa e di fungaglia.( A.M. Ripellino) che soffoca e ammorba l’atmosfera e ogni ambiente del nostro Bel Paese.


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Ecco come si leggono gli e-book “liberi” con iBooks (Pagina Tre) La redazione di Pagina Tre La Apple ha da poche ore rilasciato iBooks, l’applicazone (gratuita) per iPad, iPhone e iPod che consente di leggere gli e-book in formato ePub e PDF. I libri si possono sia acquistare sullo store della Apple (che tuttavia al momento offre quasi solo titoli in lingua inglese), sia trasferire liberamente dal proprio computer. Ecco la procedura per scaricare un e-book dal sito di Liber Liber e visualizzarlo su un iPhone/ iPod. La prima operazione da fare, è assicurarsi di disporre della versione più recente sia di iTunes, sia del sistema operativo dell’iPhone o dell’iPod (gli iPad sono già predisposti): • avviate iTunes (oppure scaricatelo gratuitamente dal sito Apple se non lo avete già); • click sul menu “iTunes” e poi su “Verifica aggiornamenti…” (o procedura equivalente, a seconda della versione di cui disponete); • seguite le istruzioni a schermo per la eventuale installazione della nuova versione. Una volta che iTunes è aggiornato, verificate l’aggiornamento anche dell’iPhone/iPod: • collegate l’iPhone/iPod al computer; • click sull’icona dell’iPhone/iPod visibile sulla colonna di sinistra; • click sul bottone “Verifica aggiornamenti” visibile nella parte destra dello schermo; • seguite le istruzioni a schermo per la eventuale installazione della nuova versione del sistema

operativo (nel momento in cui scriviamo si tratta di iOS 4). Ora che sia iTunes, sia iPhone/iPod sono aggiornati, installate iBooks: • collegatevi con iTunes all’app store della Apple; • cercate l’applicazione iBooks oppure cliccate qui: http://itunes.apple.com/it/app/ibooks/ id364709193?mt=8; • installatela (è gratuita); • sincronizzate l’iPhone/iPod. Fatto, ora è tutto pronto sia per acquistare e-book dello store Apple, sia per caricare i vostri documenti sull’iPhone/iPod. Potete caricare qualsiasi documento, è sufficiente che sia nel formato ePub oppure PDF. Vediamo come caricare un libro in formato PDF prelevato dalla biblioteca di Liber Liber. • Collegatevi al sito di Liber Liber e aprite la pagina dedicata a Carlo Collodi: http:// www.liberliber.it/biblioteca/c/collodi/; • salvate sul vostro computer l’e-book “Pinocchio” in formato PDF. Si può fare in vari modi: • procedura 1: click con il testo destro sulla icona PDF e poi su “Salva oggetto con nome”, oppure “Salva destinazione con nome…” (o dicitura equivalente), a seconda del browser che state utilizzando; • procedura 2: aprite il file PDF con il browser (richiede plug-in per la visualizzazione dei file PDF), quindi fate click su “Salva con nome” (o

dicitura equivalente) per salvare il file PDF sul vostro computer. • In entrambe le modalità, fate caso a dove memorizzate il file, così da poterlo ritrovare in seguito. • Ora che il file PDF è sul vostro computer, aprite iTunes e fate click sulla voce di menu “File”, “Aggiungi file alla libreria…” (o “Archivio”, “Aggiungi alla libreria…” su Mac); • selezionate il “Pinocchio” in PDF appena scaricato da Liber Liber (o qualsiasi altro documento PDF a vostra scelta). A questo punto per trasferire il PDF all’iPhone/ iPod è sufficiente effettuare una sincronizzazione. Assicuratevi che anche i libri siano coinvolti dal processo di sincronizzazione in questo modo: • collegate l’iPhone/iPod al computer; • click sull’icona dell’iPhone/iPod visibile sulla colonna di sinistra; • click sulla linguetta “Libri” visibile nella parte destra dello schermo, in alto; • verificate che l’opzione “Sincronizza libri” sia selezionata. Con l’iPad la procedura è simile, salvo che l’aggiornamento del sistema operativo non è necessario (per altro la versione 4 di iOS per iPad uscirà a settembre). Se qualche passaggio non dovesse essere chiaro, contattateci a questi recapiti, miglioreremo la guida: http://www.liberliber.it/comunicare/posta/

A Seregno un esempio di valorizzazione territoriale: il quartiere del Fuin tra progresso e tradizioni IN4LATI di Chiara Di Salvo Cappella della Madonna della Campagna, quartiere Fuin. Fotocredit: Chiara Di Salvo È conosciuta come la “Festa della Madonna della Campagna” e ha raggiunto il traguardo delle venti edizioni nel settembre 2009. Patrocinata dalla regione Lombardia, dalla nuova provincia di Monza e Brianza e dal Comune di Seregno, la festa propone sfiziose serate gastronomiche di cucina tipica brianzola ed un completo programma di iniziative socio-culturali. Ma cosa si festeggia a Seregno la prima metà di settembre? La storia di questa festa affonda le radici nel secolo precedente, esattamente negli anni '20 del '900 quando Giuseppe Giussani detto “il Fuin” (la faina), comprò un pezzo di terra alla periferia di Seregno. Successivamente, la figlia aprì una piccola osteria che dava da mangiare ai contadini e ai poveri lavoratori della zona e, mano a mano che la zona si urbanizzava, le famiglie che andarono lì ad abitare vollero edificare una piccola cappella dedicata alla “Madonna della Campagna”, in onore e come voto di protezione alla fertile campagna di quella zona. Nel 1954 venne dunque eretta la cappelletta dedicata alla Madonna, costruita mattone su mattone dai devoti della zona del Fuin con l'aiuto dei figlioli che oggi ci raccontano questa loro vecchia storia. Feste in relazione ai raccolti o al calendario ambrosiano scandirono gli anni fino a che, intorno agli anni '70, la cappelletta venne chiusa e con essa vennero chiuse e sospese tutte le attività a lei correlate quali cene, sagre, feste

rionali e riti cattolici come la preghiera del rosario e il culto della Madonna della Campagna. Fino al 1990 il quartiere rimase chiuso ad ogni attività fino a che, per volontà del nipote del “Fuin” Carlo Proserpio, con grande sforzo la cappella è tornata ad essere aperta al pubblico e alla celebrazione del rito. Ma non solo. Dalla sua riapertura l'Associazione Madonna della Campagna, ha ripristinato il ruolo d'aggregazione sociale del territorio, proprio come accadeva un tempo e proprio attraverso

l'utilizzo delle tradizioni locali. Si racconta che negli anni abbia fatto persino delle grazie. Gli eventi, diventati sempre più conosciuti e di richiamo, si susseguono da gennaio a dicembre attraverso la “Festa della Giubbiana”; la “Festa di Sant'Antonio”; il rito del Rosaio di Maggio; la “Festa della birra” a giugno, con la devoluzione dell'intero ricavato in beneficenza; segue l'autunno con la “Festa della Madonna”, la “Festa delle Castagne” per il ponte dei morti e il Santo Natale con benedizioni, giochi e doni per i più piccini. Oggi, dunque, questa realtà seregnese, nata per volontà del Fuin e di un piccolo gruppo di famiglie che si aiutava nel lavoro dei campi e nei periodi di maggior bisogno, è una zona importante di Seregno, una piccola “città nella città”, che produce e ripropone, nelle sue feste, uno stile di vita più lento, più tradizionale ed immerso in una realtà che, purtroppo, oggi non esiste più. Infatti Seregno, per crescere e progredire, ha mangiato molti spazi di terra, di boschi e di campi coltivati che solo fino a 20 anni fa contribuivano a far chiamare la zona “la verde Brianza”. Consapevoli della necessità del progresso ma anche dell'importanza dei valori, l'Associazione Madonna della Campagna tenta di non far morire ciò che per quasi un secolo li ha fatti vivere. Per vedere la festa e le persone, cliccate sul nostro link di Facebook: http://www.facebook.com/ album.php?aid=14612&id=114663228565574&r e f = m f # ! / album.php?aid=14612&id=114663228565574&r ef=mf e taggate i vostri amici!


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Leggere Ebook LA TERZA STANZA di Riccardo Malevolti Mercoledì 26 maggio si è svolto, nel suggestivo ambiente della Biblioteca delle Oblate a Firenze, un laboratorio interattivo sulle caratteristiche dell'eBook. La casa editrice Garamond, organizzatrice dell'evento, ha inoltre presentato il libro/ebook di Mario rotta, Michela Bini e Paola Zamperlin:"Insegnare e apprendere con gli eBook. Dall'evoluzione della tecnologia del libro ai nuovi scenari educativi". Il tema principale è stato sicuramente il cambiamento che sta avvenendo nel mondo dell'editoria e dell'educazione grazie all'avvento delle nuove tecnologie relative alla scrittura e alla lettura. Durante l'incontro varie tipologie di professionisti, tra cui insegnanti, editori, bibliotecari e informatici si sono scambiati idee e perplessità sulle applicazioni dei nuovi supporti di scrittura/lettura nei suddetti campi. Nel libro/ebook presentato si parla all'inizio della paura che è venuta fuori, durante gli ultimi anni da parte di ricercatori e autori, sulla possibile scomparsa del libro cartaceo a favore del libro elettronico. Durante questo incontro gli autori hanno annullato questo timore, sorto anche in alcune persone presenti, affermando che"gli ebook non sono un'opzione tecnologica alternativa ai libri, ma rappresentano l'evoluzione stessa, e di conseguenza la sopravvivenza e la continuità del libro. Gli ebook in sostanza sono semplicemente sia libri del futuro che il futuro del libro". Quest'ultima frase, togliendo la parola ebook, è stata quasi sicuramente già affermata nelle altre precedenti rivoluzioni che hanno riguardato il libro. Dalla nascita del libro in Grecia, attraversando il passaggio dal rotolo al codice, fino ad arrivare al libro a stampa.

Oggi stiamo attraversando una nuova rivoluzione, con le stesse difficoltà a comprendere che hanno incontrato prima di noi le persone dei secoli passati. Il futuro è questo e non dobbiamo aver paura di viverlo, perchè e mi riferisco agli scettici il vostro caro libro cartaceo a cui siete affezionati non ve lo porterà via nessuno. Questo laboratorio è stato veramente interessante, ricco di spunti di riflessione e molto utile a chi non aveva la più pallida idea di cosa fosse un ebook e di conseguenza un e-reader. Quest'ultimi sono anche stati presentati "dal vivo". L'unica nota negativa: la mancanza di studenti universitari. Presenti solo in due, compreso il sottoscritto. La causa, probabilmente, la poca pubblicità dell'evento. Sicuramente ci saranno altre occasioni. Infine vi segnalo questo simpatico video che vi farà riflettere su quanto detto nelle righe precedenti.

CENERENTOLA NEL MONDO: Inghilterra INTERFIABA di Rosa Tiziana Bruno Peldicenere Un vedovo si risposò e sua figlia, Peldicenere, era infelice. Le sorellastre non la potevano soffrire...era talmente bellina! La matrigna, poi, le faceva fare una vitaccia infernale. Peldicenere stava piangendo tutta sola quando la pecora nera, che era sepolta sotto una pietra nel campo, le venne vicino e le disse: " Non piangere, vai dietro la pietra e ci troverai una canna, e se per tre volte batti la pietra con la canna, ti darà tutto quello che vuoi." Lei fece come le era stato detto. Poiché voleva andare al ballo, la canna le donò vestito e carrozza, ma doveva tornare entro mezzanotte o l'incantesimo sarebbe finito, e ogni dono svanito. La sera del ballo Peldicenere era bellissima, e il principe s'innamorò di lei, e lei si scordò di

tornare in tempo. Fuggendo di gran corsa, perse una scarpina di seta, e il principe mandò i suoi emissari per tutto il paese, alla ricerca della fanciulla a cui andasse bene. Poi cominciò ad andare lui stesso in cerca. Quando arrivò a casa di Peldicenere, egli la non

la vide. Le sorellastre l'avevano mandata perché non si mettesse in mezzo, e le avevano ordinato di badare alle mucche. Poi si erano date un gran da fare a smozzicarsi e a tagliuzzarsi i piedi per riuscire a infilarsi la scarpina di seta, perché il figlio del re aveva dichiarato che amava così tanto quella fanciulla da voler sposare colei a cui la scarpetta fosse andata bene. A furia di tagliarsi i piedi una delle due riuscì a strizzarsi nella scarpetta. Ma era un'agonia bella e buona, ve lo assicuro. Ad ogni modo riuscì a partire insieme al Principe. Ma quando passarono accanto al campo, la voce della pecora defunta gridò al principe di fermarsi, e poi disse così, proprio così: " Un piede smozzicato, un piede tagliuzzato nella carrozza del re ha trovato posto, ma un piedino grazioso e delicato laggiù tra la mandria è nascosto." E lui tornò indietro e la trovò tra le mucche, e la sposò, e se loro vivono felici e contenti, noi non siamo da meno.

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