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Anno 3 N.71

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LA SETTIMANA

dal 04/06/2010 al 10/06/2010

DAL NOSTRO INVIATO DALL'OLANDA. I Concorsi di architettura CASALLEGRA di Alessandro De Sanctis il nostro “inviato” è Luca Coppola, architetto italiano residente in Olanda.

Questo secondo appuntamento con l’architettura olandese volevo dedicarlo ai concorsi. All’inizio del mese di aprile mi è stato inviato il bando di concorso per la realizzazione di uno stand per il marchio “Vastgoedmarkt” e per la rivista “De Architect”, che saranno presenti alla fiera “Provada 2010” in programma all’Amsterdam Rai, il 7-8-9 giugno 2010. Il caso ha voluto che alla precedente fiera, il 31 gennaio, all’Ahoi di Rotterdam, durante la rassegna Material Experience, abbia conosciuto Nina Nannini, la voorzitter (cioè il capo della giuria) del concorso Beursstand Provada 2010 e che, grazie all’abbonamento alla suddetta rivista abbia potuto toccare con mano la realtà dei concorsi di Architettura. Precedentemente avevo già fatto un concorso, con lo studio dove lavoravo, ma si trattava di un concorso di idee, e nonostante avessi dato il massimo, non ne era uscito niente di concreto ai fini della mia crescita. Ma procediamo con ordine: giovedì 14 aprile sono stati selezionati quattro gruppi di Architetti, che hanno elaborato quattro diverse proposte, valutate da una giuria di professionisti e tecnici del settore. Il primo architetto invitato, Jurjen Vermeer, classificato all’ultimo posto, ha spiegato il suo progetto partendo dal concetto molto semplice di due elle contrapposte, come due quinte, collegate fra loro da un soffitto di cartone quadrato, irrigidito da lamelle romboidali. Le critiche a questo progetto hanno riguardato principalmente l’utilizzo dei colori, il marrone del legno tipo mogano, che non consentivano allo stand di progetto di risaltare nel buio della sala, al centro della fiera. Il secondo progetto, piazzatosi al terzo posto, partiva da due macchie rosse e blu, come di vernice scivolata dalle pareti dello stand sul pavimento di una scatola aperta, e faceva di quest’alternanza di colori il suo punto di forza, per descrivere il marchio “Vastgoedmarkt” e “De Architect”. Tutti i disegni riprendevano infatti lo schizzo iniziale per descrivere i vari momenti dell’ideazione progettuale, fino ad indicare nelle tute colorate l’elemento caratterizzante (l’architetto si è presentato alla premiazione in una tuta rossa, tanto che sembrava l’imitatore di Michael Schumacher a Zelig, con lo stemma di De Architect disegnato davanti e dietro).

Il progetto, tuttavia, non ha risposto puntualmente alle richieste del bando, che prevedeva un budget di 10.000 euro per la sua realizzazione, ampiamente superati, soprattutto per l’acquisto delle apparecchiature, schermo al plasma e postazioni computer. Il terzo progetto, dello studio Elastik, http:// www.elastik.net/, si è classificato al secondo posto, ma con un grande vantaggio della critica presente su internet, che ne ha apprezzato l’originalità. La manifestazione, infatti, ha avuto un ampio respiro, superando i limiti cittadini, tanto che ha vinto un progetto realizzato da due giovani Architetti di Rotterdam, ciascuno con un suo studio, Jaron Loman, http://www.deorganisatie.nu/ e Martin Hagendijk, http://mhinfo.com/. L’architetto progettista ha infatti proposto un’unica quinta curva, contrapposta all’ovale della preesistenza, composta unicamente di scatole multiformi, di varie misure e grandezze, e di colorazioni differenti. La giuria è stata un po’ severa con lui, ma d’altronde il bando era molto chiaro: bisognava prevedere, oltre agli stand per i libri, anche due postazioni per i computer, uno schermo al plasma sul quale si proiettassero le varie iniziative commerciali, e poi un guardaroba, lo stemma

delle aziende e perfino un bar… L’ultimo progetto, quello dello stand vincitore, che sarà realizzato alla Beurs Provada 2010 il 7-8 -9 giugno, è costituito semplicemente da una quinta orizzontale, che riprende lo skyline di Rotterdam, costituita da una serie di pannelli di legno con attaccata una stoffa serigrafata e da una griglia 60x60 cm fatta da tubi gialli, tipo “innocenti”, all’interno dei quali trovano posto tutte le attrezzature richieste dal bando: dalle postazioni per i computer alle scaffalature per i libri, dallo schermo al plasma fino alla pedana per gli oratori ed alla scritta “De Architect”. Lo stand è visitabile per tutti sulla pagina web http://www.dearchitect.nl/nieuws/ e su facebook, alla pagina http://www.facebook.com/siria11#!/ group.php?gid=104440759590392. L’astuzia dei vincitori è stata quella di rispondere a tutti i requisiti del bando di concorso, senza scendere troppo nel dettaglio con scelte formali e tipologiche che presupponevano poi una consequenzialità logica: nessuno, in questo caso, infatti, ha posto domande!!! Ne è venuta fuori una specie di impalcatura metallica, che sullo sfondo ha però la città di Rotterdam (forse l’unica idea interessante quella dei pannelli serigrafati…) con una forte connotazione commerciale, che dai primi commenti su internet non piace affatto al pubblico (Auke infatti dice: “Lijkt wel een marketing bureau stand. Elastik hun voorstel is juist verrassend, speels en architectonisch. Jammer van deze keuze.” Sembra proprio uno stand per un ufficio vendite. Era più originale l’idea di Elastik, con le scatole che diventavano architettura. Peccato per questa scelta. Personalmente credo di avere dato il mio contributo al concorso dello stand, inviando una proposta che, partendo dal “Tetris”, prevedeva una serie di cubi fatti in OSB, un materiale molto semplice ed economico, e poi colorati di rosso, per tornare alla simbologia di “De Architect,” anch’essi multiformi e vari, che diventavano al tempo stesso quinte per gli schermi ed armadi, postazioni per i computer e pedane per il pubblico, che si andava a posizionare intorno agli oratori, come in un “teatro totale”. Purtroppo però la mia idea non è stata capita: peccato (in Olanda si dice: JAMMER!!!) Nel prossimo appuntamento torneremo a parlare di edilizia residenziale pubblica e di concorsi di Architettura come Europan, dove i vincitori non sono chiamati a realizzare “solo” stand espositivi, ma anche complessi residenziali prossimi al centro cittadino (Haarlem).

Terpress urbana comunicazione è un blog informativo indipendente a diffusione on line, in attesa di registrazione come periodico, I contenuti di Terpress possono essere diffusi solo previa autorizzazione dei rispettivi autori. Redazione diffusa e partecipata. Il Pdf stampabile raccoglie articoli pubblicati dalla redazione DIRETTORE RESPONSABILE: Vincenzo Jacovino, Caporedattore: Francesco Simone, Vicecaporedattore: Chiara Di Salvo, Web: Stefano Iacovino, copertine: Ambra Carabelli REDAZIONE: Patrizia Lùperi, Roberto Tortora, Valeria Del Forno, Antonella Musiello, Stefania Cimino, Tiziana Bruno, Gordiano Lupi, Enza Di Lallo Leo Palmisano, Natty Patanè, Alessandra Brescia, Alessandro De Sanctis, Renzo Provedel, Giuseppe Gavazza, Azzurra Carriero, Giovanni Agresti. Terpress 2007 – 2010 è una piattaforma aperta alle collaborazioni. Informazioni a redazione@terpress.com


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Moda italiana e spagnola: ecco le nuove strategie e sinergie sul reddito d'impresa delle spese sostenute nel 2010 nelle attività di ricerca e di sviluppo finalizzate alla realizzazione dei campionari. Il limite complessivo delle risorse disponibili è pari a 70 milioni di euro. L’Agenzia delle Entrate fornisce un vademecum per usufruire dell’agevolazione fiscale prevista dal decreto incentivi varato di recente. In particolare si forniscono indicazioni su come accedere alla detassazione dal reddito d’impresa degli investimenti effettuati nel 2010, individuando chi può usufruire del beneficio, per quali costi, con quali modalità di calcolo e di presentazione della richiesta.

IL FATTO di Valeria Del Forno Locandina del "Forum sulla Moda italiana e spagnola: due realtà a confronto" Elio Fiorucci, dott. Alessandro Bastagli, On. Santanchè, avv. Fiammetta Capecchi e avv. Josè Maria Ve l er o. Foto: Chiara Di Salvo, 2010 Arte, cultura e moda immersi nella splendida cornice di Palazzo Morando. Sono gli ingredienti dell’interessante convegno sulla moda italiana e spagnola a confronto, una preziosa riflessione per nuove strategie e sinergie tra le due nazioni. Tanti importanti ospiti e grande affluenza di pubblico che, tra un intervento e l’altro, hanno potuto ammirare le mostre del grande Bob Krieger e della giovane Chiara Di Salvo. Una giornata intensa per i numerosi creativi e gli addetti del settore moda di Italia e Spagna che hanno gremito la sala Conferenze di Palazzo Morando l'8 giugno a Milano, attratti dagli interessanti e illustri ospiti convenuti per dissertare sul tema“ Moda spagnola e italiana a confronto”. Un tema attualissimo, alla luce delle nuove sinergie e strategie nate dopo l’accordo di collaborazione tra la Camera Nazionale della Moda italiana con la Asociación de Creadores de Moda de España. Introdotti dal presidente AGIIS(Associazione Giuristi Italo Ispanici, associazione organizzatrice dell’evento), l’Avvocato Fiammetta Capecchi, erano presenti gli stilisti Elio Fiorucci, A gatha Ruiz de la Prada, I Pinco Pallino, l’Onorevole Daniela Santanchè, la scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi di Londone, il Presidente della Camera Nazionale della Moda italiana, Cav. Mario Boselli, il Presidente del l’ Asociación de Creadores de Moda de España, Modesto Lomba, l’ Assessore alla Cultura di Milano, Massimiliano Finazzer Flory, oltre ad esponenti del mondo accademico, politico e culturale delle due nazioni. MODA: GIOCO, TRAVESTIMENTO, PROTESTA, RIVOLUZIONE, RISVEGLIO, COMUNICAZIONE.

La prima parte del Forum, svoltasi durante la mattinata, è stata dedicata al confronto tra il modello di business della moda italiana e quello della moda spagnola. Per iniziare tanti spunti di riflessione di natura etica e sociologica, come quelli emersi durante l’intervento di Maria Rita Parsi che ha subito posto l’interrogativo:“Che cosa intende dire una persona con un abito e lo stile?” Per secoli la società ci ha fatto credere che la moda fosse un fenomeno futile, mentre rappresenta lo specchio dell’identità e della personalità. Secondo la Parsi un individuo, infatti, non può essere scisso dal contesto in cui vive e cerca, attraverso il vestiario, di provocare un’emozione o una reazione, nel proprio interlocutore. Sentimenti di approvazione o di contrasto, da parte del gruppo di appartenenza, trasformano il vestiario in un biglietto da visita per la persona che lo indossa. Consigli ai creativi per il futuro? La Parsi paragona la creatività alla fotosintesi clorofilliana ed esorta così i creativi presenti al forum:“Sotto l’azione ispiratrice della bellezza le idee possono restituire ossigeno. Voi potete far respirare le nuove generazioni”. Come la Parsi anche Imelde e Stefano Cavalleri (I Pinco Pallino), hanno posto l’accento sull’aspetto della bellezza quale valore che conduce al cuore e che, in quanto tale, garantisce la creazione di abiti che regalano emozioni. LA MODA INFANTILE: UN SETTORE CON GRANDI NUMERI.

I Pinco Pallino, brand di riferimento nel panorama internazionale della moda per bambini, sono intervenuti per testimoniare come la linea bimbo rappresenti un settore di punta nella moda italiana, fondamentale per l’economia del paese. La stessa rilevanza è rivestita in Spagna, in

rappresentanza della quale è intervenuta Agata Ruiz de la Prada, stilista nota per le creazioni dai colori accesi con fantasie giocate sulle forme di cuori, lune, stelle e soli. La moda non dimentica l’ impegno nel sociale. I due fondatori dell’azienda I Pinco Pallino sono, infatti, impegnati da anni in attività quali la promozione dell’Osservatorio “I Pinco Pallino su Minori e Media ”, il cui scopo è suscitare la discussione sul rapporto tra bambini e pubblicità, e la collaborazione con il Cambodian Children’s Fund di Scott Neeson per la costruzione della seconda scuola-rifugio per i bambini della discarica di Phnom Penh in Cambogia. LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL SETTORE.

Il Cavaliere del Lavoro Mario Boselli, Presidente della Camera Nazionale della Moda, ha riassunto bene la situazione economica del settore nel suo intervento. In tempi di crisi, la situazione che sta vivendo il settore moda, come macro settore, è effettivamente negativa, ma meno di altri comparti dell’economia. All’interno del sistema vi sono grandi differenze soprattutto tra il tessile a monte (in particolare per i filati ove si manifesta la maggior sofferenza per passare ai tessuti e alla nobilitazione) ed il prodotto finito a valle (abiti ed accessori) che soffre in misura minore. Vi sono poi differenze fra le piccole e medie aziende più colpite anche dalla stretta creditizia e quelle medio grandi e grandi gruppi che hanno maggiori possibilità di manovra. Traducendo in numeri: il calo di fatturato del 15% che il settore moda ha subito nel 2009 (calo che non ha precedenti negli ultimi vent’anni) entro l’anno sarà coperto solo in parte da un recupero del 6,5, come prevede la Camera. La ripresa c’è, ma è molto lenta e, come sostiene Borselli, la battaglia è tutta da giocare. Nel frattempo, si sono create nuove strategie di alleanze internazionali come l’importante accordo di collaborazione sottoscritto dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, il 3 marzo 2009, con la Asociación de Creadores de Moda de España, presieduta da Modesto Lomba, dopo quello avvenuto con la Francia nel 2000. Le due associazioni hanno ritenuto importante siglare una collaborazione per lo sviluppo di un settore così strategico per i due Paesi, di grande tradizione culturale e artistica, tanto più in questo momento di grave difficoltà generale. L'accordo si articola su sei punti importanti tra i quali l'armonizzazione dei calendari delle manifestazioni di moda, l'adozione delle norme sull’obbligatorietà del marchio di origine per tutte le provenienze extra CEE, la lotta alla contraffazione per la difesa della proprietà intellettuale ed industriale e la lotta contro modelli estetici in grado di condizionare negativamente persone a rischio anoressia. COME PUO’ IL GOVERNO FORNIRE UN AIUTO CONCRETO AL SETTORE MODA?

L’Onorevole Daniela Santanchè, nel corso del suo intervento, ha spiegato che, da quest'anno, le imprese del settore potranno beneficiare di una specifica misura di sostegno: sono in arrivo 70 milioni di euro per sostenere l’innovazione nel settore tessile-abbigliamento. L'agevolazione, infatti, consiste nell’esclusione dall'imposizione

LE DINAMICHE DELLA“FAST FASHION”, CON LA CASE HISTORY DI MANGO, ZARA E OVIESSE.

Intanto la moda spagnola e italiana pensano a (ri)conquistare il mercato con "nuove idee e creatività". Bisogna saper leggere il mercato e, ad oggi, questo ci dice che il consumatore fa sempre più la parte dell’"innovatore", del"trend setter", che è"shopaholic" e segue le mode e i loro continui cambiamenti. Ed è per seguire questo tipo di consumatore che il modello gestionale si è evoluto verso la“fast fashion”, una nuova interpretazione della moda caratterizzata da rinnovo costante, capi nei trend più attuali a prezzi piccoli. Sì allora alle catene “fast fashion” come Zara e Mango, fenomeno spagnolo consolidato in Italia; e OVS, leader nella “fast fashion” italiana che, per di più, collabora con nomi del calibro di Elio Fiorucci, che ha disegnato in esclusiva la linea Baby Angel. La fast fashion punta su giovani stilisti in grado di recepire le tendenze del mercato e proporre a getto continuo nuovi modelli. S enza dover mostrare i loro campionari a nessuno, producono un capo e lo mostrano al pubblico. Cosa impensabile per la moda “tradizionale”, dove dalla selezione delle tendenze e delle materie prime fino alla vendita nel negozio passano tradizionalmente 24 mesi: un’evidente sproporzione tra il numero di mesi che servono per prepararsi, rispetto al tempo nel quale tutto il lavoro arriva alla prova dei fatti del mercato. Le aziende che utilizzano il modello fast fashion impiegano poche settimane, hanno rivoluzionato il mercato ed hanno successo. Sono imprese che meglio di altre hanno compreso la natura ibrida del prodotto che è oggetto del loro business. LA MODA E' PER TUTTI.

Questo fenomeno fa parte di un processo di trasformazione di tutto il settore moda. Secondo Elio Fiorucci, la gente è sempre meno schiava della moda e ormai è capace di comprare ciò che le piace e ciò che trova bello senza farsi condizionare. È l’affermazione del gusto, ma anche un vantaggio per il portafoglio, al quale la dipendenza dai grandi e costosi marchi tout court, a prescindere dal prodotto, nuoce gravemente. La ricetta per avere successo con una collezione? Secondo Fiorucci, è necessario trasmettere valori tradizionali uniti al buon gusto. LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE, LEGGE SUL MADE IN ITALY.

Nella seconda parte del forum, svoltasi nel pomeriggio, imprenditori, stilisti, giuristi, esperti sono intervenuti con l’obiettivo comune di fare il punto su rilievi giuridici e di marketing del settore moda: tra gli altri, formare nuove figure professionali nel settore, d ifendere il prodotto da tutto ciò che è di provenienza extra UE, lottare contro la contraffazione per la difesa della proprietà intellettuale ed industriale. In conclusione, l'Avvocato Fiammetta Capecchi è intervenuta sulla legge n. 55 dell'8 aprile 2010, la legge sul “made in”, utilizzata come spunto di riflessione anche a livello europeo. L'etichetta made in Italy, in base alla nuova legge, è consentita «esclusivamente per prodotti finiti per i MODA a pagina 4


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METROPOLI’S. Lo spazio ri-visitato IN4LATI di Chiara Di Salvo Locandina della mostra Finestra sulla Metropoli. Poltrone Giuseppe Iavicoli, sullo sfondo “11” di Dario Panzeri. Fotocredit: Chiara Di Salvo Si è inaugurata ieri la mostra METROPOLI’S presso lo “Spazio Concept” di Milano, accattivante luogo di ritrovo per artisti ed intellettuali milanesi che, con i suoi 450 mq di spazio, una volta al mese, li riunisce ai vernissage delle mostre di arte contemporanea. Dal 9 al 22 giugno lo Spazio Concept, ex falegnameria “Tilli”, propone un'esposizione - curata dal designer Giuseppe Iavicoli - di ventidue artisti il cui fil rouge è la visione della metropoli, della città e della civiltà che la abita. Metropoli’s, tributo a quella città del futuro inquadrata e sognata nel 1927 dal regista visionario Fritz Lang e che oggi in queste opere richiama e proietta in avanti la dinamicità e la modernità di uno spazio urbano che è divenuto reale e come conseguenza ha generato decadenza. Ancora una volta, l'arte si pone come filtro, come imbuto attraverso il quale l'artista tenta di far passare un messaggio, a volte alienante, a volte ludico, altre volte morboso...ma sempre preciso nella sua conversione in un linguaggio di denuncia e di disapprovazione. Le opere di Dario Panzeri, tributo alla tragedia delle vittime dell'11 settembre 2001, afferrano lo spettatore per proiettarlo in una dimensione ancora più grande della Metropoli stessa, quella di una Metropoli “altra”, una Metropoli globale e caratterizzata da un dolore che unisce, non che divide. Artisti come Danica Ondrejovic che con le sue “scatole aperte” racconta la vita che si svolge

anche dentro le case e non solo per le strade (vita che spesso viene ignorata se non durante una tragedia); Burney Akab Aion, artista del fumetto e della linea che pone l'accento su scenari deserti e distanti, quasi a rifiutare ogni contatto con la “nuova civiltà”; Davide Oddenino, invece, tenta una provocazione con visioni aeree e planimetrie fluorescenti di città più o meno riconoscibili in cui, come per gioco, le vie e i quartieri diventano un puzzle, un tabellone di Monopoli in cui la Metropoli si espande acquisendo nuovi significati. Quelli menzionati sono solo alcuni degli artisti in mostra allo Spazio Concept fino al 22 giugno, di seguito la lista completa in ordine alfabetico: Akab (http://akab23.tumblr.com/archive) Alberto Garuffio (http://www.albertogaruffio.it/ blog/) Alberto Ponticelli (http:// www.albertoponticelli.com/) Cartellomania (http://cartellomania.blogspot.com /) Danica ONDREJOVIC (http://www.artdanica.sk/ ) Dario Panzeri (http://www.dariopanzeri.com/) Davide Oddenino (http://

www.davideoddenino.com/) El Gato Chimney (http://www.flickr.com/photos/ elgatochimney) Emanuele Alfieri “Impo” (http:// www.thebagartfactory.it/IMPO/) Emiliano Rubinacci (http:// www.emilianorubinacci.it/) Fucktory Art-Gallery, (http://www.flickr.com/ search/?q=Fucktory+Art-Gallery) Gabriele Buratti Giulio CONTROLZETA Vesprini (http:// www.giuliovesprini.it/) Luciano Melis Mr.Wany (http://www.wanyone.com/) Nemos (http://www.whoisnemos.com/) Nicola Padovani (http://www.nicolapadovani.it/) Nino Mustica (http://www.ninomustica.com/) Nocurves (http://nocurves.wordpress.com/) Termine Growth (http://www.xilografia.tk/) Tom Porta (http://redsectorart.com/porta) Zeliko (http://www.thebagartfactory.it/zeliko/) Hanno concluso il vernissage i due artisti della Fucktory Art-Gallery di Bologna Marco De Barba e Nicola Mancon con uno stampo di serigrafie poi regalate ed una performance finale con il dj Teseo. «L’arte è il filtro attraverso cui l’ambiente alienante della città viene riscattato dall’immaginazione» (Giuseppe Iavicoli). Metropoli's...ovvero della città. Forse a Fritz Lang sarebbe piaciuta. Per fare capolino tra i personaggi della serata, linkate qui: http://www.facebook.com/#!/ album.php?aid=16358&id=125161847513634&p age=2 e taggate chi conoscete!

Quando riaprirà la scuola? MONDOSCUOLA di Roberto Tortora Raffaello, La scuola di Atene (fonte foto: beniculturali.it) Vedi alla voce “altro”. Se cercate una risposta alla recente questione relativa alla prossima apertura dell’anno scolastico, dovete aggirarvi negli ambiti più disparati, dal turismo all’assistenza sociale, dai flussi migratori alle previsioni meteo. Guardate dappertutto tranne che nell’ambito scolastico, quello più ragionevole. Niente di nuovo, siamo in Italia. Ricapitoliamo: un senatore del Pdl, Giorgio Rosario Costa, propone la riapertura dell’anno scolastico alla fine di settembre, come accadeva un po’ di anni fa. Immediatamente scoppiano le polemiche, si aprono discussioni interminabili (non ancora terminate), scattano le proteste, neanche a dirlo, il mondo politico si spacca in due: di qua la destra, di là la sinistra. Anzi no, si spacca in tre, perché la Lega fa qualche distinguo; di più, in quattro, il ministro Prestigiacomo, ritiene che sia meglio lasciare tutto così com’è… Siccome in questo nostro meraviglioso Paese tutti gli argomenti che riguardano il mondo della scuola risultano intrisi di una prepotente comicità, val la pena ricordare le argomentazioni addotte a favore o contro la proposta di aprire le scuole alla fine dell’estate. A cominciare dalla più autorevole: per il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini il rinvio a fine estate servirebbe al turismo. Avete letto bene: al turismo. Infatti molti studenti lavorano negli stabilimenti balneari e

negli alberghi e nei ristoranti fino alla fine di settembre, e poi - volete mettere? - le famiglie avrebbero la possibilità di prolungare le vacanze estive con maggior profitto dell’economia nazionale, specialmente in questo difficile periodo di crisi economica. Ma ecco il sospetto di Confturismo: gli Italiani, disponendo di più giorni per le vacanze, potrebbero dirigersi all’estero. Bella fregatura! Ancora più intrigante, però, è la reazionepreoccupazione della Lega e delle famiglie degli studenti: i genitori che lavorano dove lasceranno i loro figli? Eh già, perché gli asili costano cari, le colonie estive non sono presenti in tutte le città, animatori e baby sitter a settembre costano un occhio della testa e pretendono pure lo straordinario… Accidenti, queste sì che sono obiezioni! Perché, come finalmente tutti abbiamo capito, la scuola in Italia non è un luogo che gli studenti frequentino per imparare qualcosa. No, qui da noi

la scuola è un posto in cui parcheggiare i figli che altrimenti non saprebbero dove andare e che rimarrebbero senza sorveglianti. La scuola è una specie di recinto protetto in cui le famiglie possono lasciare i propri figli affinché – dico: “affinché” – insegnanti e bidelli e presidi possano badare loro come si farebbe con un bimbo in fasce o con un anziano non del tutto autonomo: chiudendo un occhio se entrano in classe in bermuda e infradito, alzando la voce – ma poco, piano piano per non spaventarli – se fumano o si addormentano sul banco col dito incollato al tastierino del cellulare. Ecco come stanno le cose. Ecco quanto è emerso dai servizi sui giornali e nelle interviste mandate in onda durante il telegiornale della sera. Non uno che si sia posto l’unica domanda possibile in un caso come questo, l’unica domanda ovvia, la più ragionevole, la più semplice: “Ma l’apprendimento degli studenti è favorito oppure ostacolato da lunghi periodi di vacanza?” In altre parole: “Una sosta estiva di tre mesi e mezzo potrebbe aumentare la motivazione ad apprendere oppure potrebbe favorire il lento arrugginirsi dell’attenzione?” Nessuno che abbia affrontato la questione da questo punto di vista: queste, d’altro canto, sono domande di carattere pedagogico, riguardano la sfera cognitiva, la dimensione psicologica. Come dire? Sono domande “troppo” scolastiche. Meglio lasciar perdere. Le questioni importanti per la scuola italiana sono ben altre: i flussi turistici, le previsioni meteo, l’apertura degli asili a settembre, il costo delle baby sitter.


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MODA continua da pagina 2 quali le fasi di lavorazione hanno avuto luogo prevalentemente nel territorio nazionale e, in particolare, se almeno due delle fasi di lavorazione per ciascun settore sono state eseguite nel territorio medesimo e se per le rimanenti fasi è verificabile la tracciabilità». Le nuove disposizioni saranno in vigore dal 1° ottobre 2010, previa notifica dell’UE per il necessario esame di compatibilità. NELLA SALA ESPOSITIVA: LA MOSTRA DEL GRANDE BOB KRIEGER E DELLA GIOVANE CHIARA DI SALVO.

Alla manifestazione hanno fatto da cornice l' esposizione di opere d’arte del grande Bob Krieger e la mostra della giovane pittrice Chiara Di Salvo sul mito della Spagna e di Garcia Lorca. Un modo per celebrare uno dei più grandi fotografi italiani viventi, e tra i più celebri fotografi di moda, e per dare spazio alla giovane artista di talento. Bob Krieger, fotografo di fama, considerato uno dei più grandi ritrattisti internazionali, ha presentato in anteprima alcune opere che faranno parte delle due i mportantissime mostre che lo vedranno protagonista: la prima in programma a Londra, nel settembre 2010 alla Imago Art Gallery in Bond Street; la seconda a Milano a Palazzo Reale nel 2011.

KRGR è la sigla che contrassegna questi nuovi lavori, testimoni del suo nuovo momento creativo: una ricerca artistica personale sul nudo e sui ritratti in bianco e nero, in un gioco di contaminazione tra pittura e fotografia. Una vera e propria chicca per celebrare questa giornata sulla moda, settore al quale Krieger ha dato un fondamentale apporto. I suoi servizi fotografici sulle testate più importanti del fashion system (Harper's Bazar, Vogue) ci hanno raccontato un pezzo di storia del prêt-à-porter, insieme alle campagne firmate per Valentino, Krizia, Versace e Armani. Krieger è stato padrino d’eccezione della mostra di pittura della giovane Chiara Di Salvo. Il titolo è emblematico: “La Spagna e la Terra”; la Spagna, da sempre simbolo di passione ed energia, e l a Terra, come ispirazione emotiva e prodotto finale. L’arte della Di Salvo, dalla tendenza naturalistica, è ispirata dallo “spirito materico” del Naturalismo integrale di Pierre Rostany coniugato col minimalismo di Richard Wolheim. Nelle opere che rendono imaggio a Lorca, l’artista traduce le parole delle poesie, i sentimenti, le emozioni. Non si tratta, però, di una rappresentazione poetica della natura ma di una visione intimistica, di un vissuto emozionale, un'energia che diventa concettuale e pervade i

colori, siano essi acrilici, tempere, smalti o acquerelli che si mischiano con la terra-materia del vulcano, le lamine d’oro, il rame, producendo un racconto che smuove l’interiore, rende instabili e precarie le incertezze della struttura materia che solo un osservatore nelle sue scelte può stabilire e riportare. La critica le attribuisce il merito di aver raggiunto lo stesso obiettivo di Yves Klein che voleva creare Zone di Sensibilità Pittorica Immateriale, quando invece di rappresentare oggetti in modo soggettivo, o artistico, Klein voleva che fossero rappresentati dall’immagine della loro assenza. E la Di Salvo non ha fatto altro che raccontare di forze e di energie cosmiche, che inglobano in questo spazio-tempo pure la sua struttura biologica vivente, costituita anch’essa di energia-informazione. Sentiremo presto parlare di lei. Nel frattempo, Vi invitiamo a visitare le opere dell'artista sul sito http://www.chiaradisalvo.com e l’album fotografico dell’evento sulla fan page dell’artista h t t p : / / w w w . f a c e b o o k . c o m / album.php?aid=16763&id=125161847513634 Si ringraziano l’Avvocato Fiammetta Capecchi e la Dott.ssa Giulia Brunello per la collaborazione e l’invito.

Standing Army di T. Fazi - E. Parenti LIBRI A PORTATA DI MOUSE di Azzurra Carriero Sono oltre settecento, questa la cifra ufficiale, le basi militari americane nel mondo. Avamposti di future guerre e sempre più spesso risultato finale e ragione degli interventi militari. In Standing Army, documentario realizzato da Thomas Fazi ed Enrico Parenti attraverso tre anni di ricerche e indagini sul campo, gli autori danno voce alle popolazioni che convivono con i militari americani e attraverso le interviste ad esperti quali Noam Chomsky, Gore Vidal, Chalmers Johnson e molti altri, riflettono sulla politica estera e militare statunitense. Standing Army è stato selezionato al Bafici-Festival Internazionale del Cinema Indipendente di Buenos Aires e al Tek Festival di Roma, dove ha vinto il Premio per la miglior Fotografia. L'elezione di Obama è stata accolta in tutto il mondo come l'inizio di una stagione politica radicalmente diversa da quella di Bush. Una stagione orientata alla pace e al dialogo. E gli appassionati discorsi del neopresidente americano sembrerebbero giustificare questa speranza. Ma nell'ambito della politica estera e militare, la nuova amministrazione differisce davvero così tanto da quelle precedenti? Al di là dei titoli della stampa internazionale - e del Nobel per la pace assegnato al presidente per le sue buone intenzioni - si scopre una realtà molto lontana da quella ufficiale: ad esempio, il primo budget militare del nuovo governo (ben 680 miliardi di dollari) supera persino gli ultimi stanziamenti per le truppe dell'era Bush. Dove vanno a finire tutti questi soldi? In gran parte servono a finanziare l'immensa rete di basi militari americane all'estero: a vent'anni dalla caduta del muro di

Berlino, ne restano ancora 716, sparse in quaranta paesi nel mondo. Come si spiega, quindi, questa aggressiva politica espansionistica alla luce della crisi economica e della retorica pacifista di Obama? Chi tira le fila della politica estera USA? Su questi temi riflettono gli autori del documentario e del volume di approfondimento Standing Army. Un'inchiesta a trecentosessanta gradi sulle basi militari americane nel mondo, che unisce alle parole di

esperti mondiali- quali Noam Chomsky, Gore Vidal, Chalmers Johnson, Edward Luttwak- le scioccanti testimonianze di chi è stato toccato in prima persona dalla presenza delle basi: gli abitanti di Vicenza, che si oppongono a una nuova struttura militare a pochi passi dal centro cittadino; la popolazione dell'isola giapponese di Okinawa, che condivide il suo piccolo lembo di terra con 25.000 soldati statunitensi; gli indigeni dell'isola di Diego Garcia (Oceano Indiano), cacciati per far spazio a un campo militare americano; e gli uomini e le donne che spesso vengono spediti a prestare servizio in paesi lontani, senza sapere cosa esattamente li aspetterà. Il montaggio del documentario è di Desideria Rayner, pluripremiata montatrice di documentari quali L'orchestra di Piazza Vittorio e Improvvisamente l'inverno scorso. Thomas Fazi è nato nell'82, è traduttore e interprete per varie case editrici italiane. Enrico Parenti è nato nel '78, si è formato presso la scuola di cinema IDEP di Barcellona ed è oggi un film maker freelance. Lavora regolarmente per varie televisioni e produzioni italiane e straniere. Ha da poco finito un documentario sul problema della cecità in Etiopia e ha lavorato come direttore della fotografia su vari documentari, tra cui Giving Voice di Alessandro Fabrizi. «Le basi militari sono l'impero». Noam Chomsky «L'unità dei vecchi imperi europei era la colonia. L'unità dell'impero americano è la base militare». Chalmers Johnson «La nostra rete di installazioni militari nel mondo è alla base della potenza bellica americana». Dipartimento americano della difesa

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