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Anno 2 N.41

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LA SETTIMANA dal 30/10/2009 al 05/11/2009

La birra, il gianduiotto, il cannolo e la mousse au chocolat EARS WIDE SHUT di Giuseppe Gavazza click on image to listen blank(b minuscola) ed e/static sono spazi speciali per l'arte contemporanea a Torino: Carlo Fossati, che li ha inventati e li gestisce, ha scelto di concentrare l'attenzione al suono. Sono spazi acustici per l'arte di oggi, l'unico progetto artistico sound specific a Torino. Stralcio dal sito : http://www.estatic.it Dal 1999 e/static si propone come spazio aperto all'arte "del tempo presente", che cioè non è estranea, nè in opposizione, ma si accorda bensì ai fenomeni che accadono nell'ambito del reale. Tra una mostra ed una performance nel corso dell'anno, ogni autunno si presenta la rassegna Visi on air. VISIONAIR-09 (ottobre!) nico dockx, canecapovolto, dominique petitgand Giunto alla sua edizione numero 9, il progetto visi on air quest'anno viene anticipato di due mesi rispetto allo scorso anno per poter occupare lo spazio temporale di ottobre, mese intermedio, del passaggio e del cambiamento, primo dell'autunno, in cui riverbera ancora un po' del calore e della luce dell'estate e si presente l'inverno che verrà, un mese in cui è ancora possibile vivere all'aperto, quando il caldo estivo e il freddo invernale sono lontani, perché trascorsi o ancora da venire. Così una buona parte degli eventi in programma accade fuori, sul terrazzo di blank e poi ancora più lontano, sulla rotonda fra corso Palermo e corso Verona, dove il tram di Diogene ospita Nico Dockx, l’artista belga selezionato per l’edizione 2009 di bivaccourbano, con i suoi collaboratori e amici venuti da Anversa, e più lontano ancora, attraverso le vie, i viali e i lungofiume del Borgo Aurora, seguendo le indicazioni subdole e insinuanti del Nemico. Torino è in questo periodo più che mai fertile di attività artistiche, di proposte internazionali, nella musica, nella danza, nel teatro, nell'arte. Visi on air è un piccolo spazio-tempo prezioso e specifico che ha proposto un piccolo cosmo di proposte internazionali: Giovedì 8 ottobre 2009, dalle ore 18.30, "Diogene_ bivaccourbano presenta Nico Dockx, incontro con l’artista belga selezionato da Progetto Diogene per l’edizione 2009 della residenza bivaccourbano. Giovedì 15 ottobre 2009, l’happening outdoor

“Nemico Interno”, di canecapovolto e una scelta ragionata di ‘film acustici’ realizzati fra il 1997 e il 2005. Giovedì 29 ottobre 2009, alle ore 18.30, incontro/conferenza di e con Dominique Petitgand. www.progettodiogene.eu www.canecapovolto.it www.gbagency.fr Il progetto Diogene: bivacco urbano quest'anno ha piazzato un vecchio tram, nel bel quartiere Borgo Aurora, (a poche decine di metri dal fiume Dora e dalla galleria blank) lo ha ristrutturato e ne ha fatto la casa, lo studio, lo spazio espositivo per un artista selezionato tra molti internazionali: il belga Nico Dockx su un progetto che coinvolgerà altri artisti (i dettagli sopra o al link relativo), interagendo con il quartiere e gli studenti delle Accademie di Anversa e Torino. L'happening Nemico Interno del gruppo catanese Cane Capovolto ha coinvolto piccoli gruppi di “spettatori”: ci siamo ritrovati ognuno con il proprio lettore audio mp3 in cuffia a camminare per le vie del borgo ascoltando voci che ci suggerivano azioni e direzioni, (dis)orientando il nostro percorso. A Torino si usa il francesismo fare flanella per indicare il vagare senza una meta e, per trasposto, un quasi oziare ambulante. Wikipedia scrive: " Flâneur, parola introdotta dal poeta francese Charles Baudelaire, indica il gentiluomo che vaga per le vie cittadine. La parola non presenterebbe però un'esatta traduzione in italiano. Il concetto di flâneur è altresì significativamente presente nell'opera di Walter Benjamin, nonché ricorrente nell'ambito di discussioni accademiche

sulla modernità, ed è diventato significativo anche in architettura ed urbanistica” Dunque mi sono trovato Flâneur ascoltatore a scoprire dettagli di un quartiere della mia città che mai avrei scoperto, incrociando altri Flâneurs, talvolta straniti, seguendo indicazioni per entrare in un bar, telefonare a Silvano a Roma, raccogliere muschio o cercare indizi o indicazioni andati deserti: un giovane calvo, qualcuno che scaricasse bagagli da un'auto parcheggiata, una persona con un cane. Personalmente, nei panni degli artisti, avrei trovato più intrigante esplorare prima gli spazi coinvolti per preparare una audio specifico, invece di usare lo stesso navigatore audio già usato altrove in contesti totalmente diversi. L'interazione tra luogo e azione avrebbe acquistato una dimensione in più. Interessanti e coinvolgenti i film acustici di Cane Capovolto, un po' radiodramma un po' teatro acustico, sostanziosi, concettuali ma acusticamente densi e corposi, capaci di arrivare da soli a rappresentarsi attraverso il suono senza troppe parole di spiegazione. Chiusura ieri con Dominique Petitgand: artista francese che usa i suoni nei suoi lavori, come molti altri, ma che usa (quasi sempre) solo i suoni, come pochi altri fanno; una scelta coerente, importante e distintiva. Artista parigino - molto artista, molto francese, molto parigino - ha introdotto e raccontato alcuni suoi lavori, presentati frequentemente in spazi stimolanti ed il luoghi anche prestigiosi. Durante la sua presentazione riflettevo sui diversi approcci italiano e francese all'arte: certo i profili di un gruppo come Cane Capolvolto e Dominique Petitgand sono assai diversi, ma la Sicilia e Parigi sono realtà davvero lontane e l'attitudine a presentarsi, nel presentare il proprio lavoro, è davvero diversa. Per i film sonori siciliani, poche parole, essenziali, asciutte, utili ma dette con l'aria di chi sembra pensare che non sono davvero essenziali. I lavori di Petitgand - quelli presentati peraltro originali e interessanti quanto essenziali e minimalisti - sono serviti ad una presentazione molto ricca e dilungata, piena di riferimenti ed auto riferimenti, ben lievitata insomma. Del resto quello che in Italia è un sorbetto con vodka in Francia diventa Coupe Colonel. I nostri cugini d'oltralpe sanno confezionare bene, anche i prodotti di qualità.

Terpress urbana comunicazione è un blog informativo indipendente a diffusione on line, in attesa di registrazione come periodico, I contenuti di Terpress possono essere diffusi solo previa autorizzazione dei rispettivi autori. Redazione diffusa e partecipata. Il Pdf stampabile raccoglie articoli pubblicati dalla redazione DIRETTORE RESPONSABILE: Vincenzo Jacovino, Caporedattore: Francesco Simone, Coordinatrice social network: Chiara Di Salvo, Stefano Iacovino, copertine: Dario Panzeri REDAZIONE: Patrizia Lùperi, Roberto Tortora, Giusy D’Urso, Paola Iacopetti, Valeria Del Forno, Antonella Musiello, Stefania Cimino, Tiziana Bruno, Gordiano Lupi Natty Patanè, Alessandro De Sanctis, Renzo Provedel, Giuseppe Gavazza. VOCI DI LIBECCIO inserto a Sud: Paolo Cirica, Bartolo Lorefice Terpress 2007 – 2009 è una piattaforma aperta alle collaborazioni. Informazioni a redazione@terpress.com


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I tagli alla scuola MONDO SCUOLA di Roberto Tortora Un altro autunno caldo sul fronte della scuola. Nell’anno scolastico iniziato due mesi fa, sono stati cancellati più di 57.000 posti di lavoro, tra docenti, collaboratori e personale di segreteria. Si tratta di tagli pesanti ma inevitabili che, nelle previsioni del Governo, libereranno risorse da reinvestire nella valorizzazione del personale docente. Di tutt’altro avviso Francesco Bonanni: il segretario generale della Cisl ribadisce che “La scuola merita di più”, slogan della manifestazione nazionale del 31 ottobre a Roma. In prospettiva le cose andranno anche peggio, visto che il piano triennale prevede che entro il 2012 saranno cancellati complessivamente 130.000 posti, tra docenti e Ata. Non si tratta solo di numeri – sostiene la Cgil – ma di persone e delle loro famiglie che rimarranno senza stipendio. Come è noto, di fronte all’incalzare delle proteste il Governo ha varato un piano per contenere i danni. I “precari”, cioè quegli insegnanti che negli anni passati avevano lavorato per almeno 180 giorni e che quest’anno non sono stati richiamati in servizio per coprire incarichi altrettanto lunghi, avranno la precedenza nell’attribuzione delle supplenze brevi e il riconoscimento del punteggio pieno. Ma ai sindacati non basta. Non solo non ammettono che si licenzi, bensì pretendono che si

assuma, e in maniera cospicua. La Cgil, in particolare, preme perché si torni al piano triennale di 180.000 assunzioni in ruolo previsto dalla finanziaria del governo Prodi. A rendere poco credibile e per nulla presentabile la sforbiciata del Miur è anche il fatto che le attese di sostanziosi risparmi previsti in Finanziaria e che dovrebbero derivare proprio dai tagli, per il momento sembrano smentite dai dati. I documenti di finanza pubblica, infatti, evidenziano un aumento della spesa per il personale. E’ una sorta di contraddizione difficile da spiegare. Proprio come l’altra contraddizione, su cui punta il dito la Cgil: il governo mira a diminuire il numero dei docenti, proprio quando si registra un aumento degli alunni, che quest’anno sono circa 8 milioni. D’altro canto è proprio su questo terreno che già lo scorso anno si erano sviluppate forti tensioni tra la maggioranza e l’area parlamentare di sinistra. Quest’ultima particolarmente dura con l’impianto complessivo della riforma Gelmini e nei prossimi mesi è prevedibile che i contrasti animeranno ancora il confronto parlamentare. Eppure, toni più moderati e inviti ad una maggiore ponderazione sono venuti proprio da alcuni esponenti della sinistra. L’ex ministro dell’istruzione Luigi Berlinguer, ad esempio, pur criticando i nodi principali della riforma Gelmini, propone di abbassare a 18 anni, anziché 19, l’età per il conseguimento del diploma. Per allineare l’Italia a molti altri paesi stranieri, ma anche per

“risparmiare migliaia di insegnanti”. Ancora più chiaro il giudizio di Franco Bassanini, ex ministro della Funzione pubblica e storico esponente della sinistra, il quale non può non sottoscrivere gli interventi dell’attuale Governo intesi a chiudere plessi scolastici con pochi alunni per conseguire risparmi di spesa e maggiore efficienza. Il ministro Gelmini, non a caso, contro i suoi detrattori afferma di limitarsi ad applicare il Regolamento sul dimensionamento delle Istituzioni scolastiche. Regolamento che costituisce una diretta emanazione delle leggi cosiddette “Bassanini”. Infine, non si può non ricordare il discorso che il Presidente della Repubblica ha tenuto all’inizio dello scorso anno scolastico a Roma, quando cominciava a profilarsi un triennio di lacrime e sangue per la scuola. Giorgio Napoletano, invitando tutte le parti politiche ad un confronto moderato e costruttivo, ricordava che “l’Italia deve ridurre a zero il suo deficit pubblico” e che “ciò comporta, inutile negarlo, un contenimento della spesa per la scuola.” In conclusione, quella che si profila per il Ministero dell’Istruzione è un’altra missione impossibile: ridurre drasticamente la spesa complessiva per la scuola, assicurare uguale (se non maggiore) efficienza al sistema, non lasciare al loro destino né il personale né gli alunni che unica nota positiva - continuano ad affollare le classi.

energeticamente più rilevante nei periodi estivi e soprattutto nei paesi caldi o comunque con temperature più miti. La massa termica è legata all’Inerzia termica (calcolata in kJ/mcK) ovvero la quantità di calore necessaria ad innalzare una data quantità di massa, di un grado Kelvin, relativa quindi alle caratteristiche fisico-chimiche del materiale, ma anche alla quantità di massa per unità di superficie o Massa superficiale, definita dalla legge 311: “ la massa per unità di superficie della parete opaca compresa la malta dei giunti esclusi gli intonaci, l’unità di misura utilizzata è il kg/m”. Quindi maggiore è la quantità di materiale ad alta

inerzia termica per metro quadro, maggiore è la capacità della frontiera fisica perimetrale di resistere al flusso di calore verso l’interno (nel periodo estivo). Alta inerzia termica hanno calcestruzzo e materiali laterizi compatti (ma anche le pietre naturali), adatti a rallentare il flusso di calore estivo verso l’interno (maggiore efficienza di questo sistema nel periodo caldo), e ad immagazzinare calore nei periodi invernali per poterlo poi rilasciare con effetto benefico verso l’interno.

CASA ALLEGRA di Alessandro De Sanctis SFASAMENTO E MASSA TERMICA LA MASSA TERMICA , ovvero la capacità di immagazzinamento del calore nei materiali, ha importanti effetti sulle prestazioni termicodinamiche degli edifici, con maggiore rilevanza nel periodo estivo. La “massa termica” ha diretta influenza sul flusso di calore che attraversa le strutture opache. Le variazioni diurne della temperatura esterna implicano flussi di calore via via più elevati verso l’interno dell’edificio durante il passare del giorno, una parte del calore viene invece immagazzinata negli strati che compongono la chiusura opaca. Durante la notte il flusso del calore è inverso (dall’interno dell’edificio verso l’esterno). Le variazioni diurne interne risultanti delle variazioni di temperatura esterna variano quindi a seconda del valore di massa termica delle partiture che dividono l’esterno dall’interno; ad un’alto valore di massa termica corrispondono basse temperature interne, e viceversa. Inoltre maggiore è la massa termica, tanto più elevato è il ritardo o SFASAMENTO che otteniamo nel passaggio del flusso di calore esterno interno, ottenendo l’effetto di ritardare il flusso di calore verso l’interno nelle ore più calde. In tal modo la massa termica comporta un maggiore benessere termico e carichi di punta ridotti per l’esercizio degli impianti di condizionamento estivo. E’ chiaro che questo fattore diventa

PROMESSA di Todd Swift LA TERZA STANZA di Patrizia Luperi PROMESSA Gli uomini e le donne sono piccoli quando dentro ci sparano un proiettile, giacciono come sassi. Tutti i corpi appoggiati per terra. Come bimbi che scagliano vetro contro la

pioggia. Potrebbe quasi essere un nuovo, strano gioco.

Anche quando sarete morti, signori, nessuno dimenticherà ciò che avete fatto. Il pomeriggio del 23 ottobre scorso, dedicato alla lettura ad alta voce di poesie della beat generation, ci ha lasciato la voglia di continuare... e sognare Sognate e scrivete con noi? patrizia lùperi


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Linguaggio e proposte del nulla L'OPINIONE di Vincenzo Jacovino Può una società fondare i suoi progetti sul giuoco tanto da invogliare con suadenti spot pubblicitari i componenti della comunità a giocare, giocare e, ancora, giocare? Può uno Stato, che si rispetti, essere ufficialmente biscazziere? Possono degli amministratori pubblici pensare di sanare bilanci e offrire servizi sociali tentando la fortuna investendo sul superenalotto? Oggi poi, i learders massimi, Gestori pro-tempore della “ cosa pubblica”, pensano di allentare il trend della povertà in cui si sta progressivamente avviando il nostro Paese consigliando, con sottile mellifluità, di investire un misero euro su win for life. Cos’è? E’ l’agognata prospettiva di vent’anni di serenità economica e di tempo libero a gogò. Il sogno di essere, finalmente, cittadino del paese di Bengodi alletta gli allocchi ma anche le persone con la testa sul collo. Povera Italia! Mancava solo che i learders massimi incrementassero modalità e tipi di giuochi per completare l’opera. Ed ecco un’altra intelligente proposta della cui efficacia non ci sono dubbi: è l’istituzione di un casinò, ossia una casa da gioco, in ogni hotel a cinque stelle. Senza dubbio alcuno, è la proposta che risolverà la crisi del turismo, e perché no, ma soprattutto soddisferà i bisogni reali delle famiglie, darà loro

serenità. E’ vero che per il cittadino indigente (pensionato, cassintegrato, disoccupato) vale sempre la pena di gettare i dadi o puntare alla roulette. Visto mai! Ma è questo il modo per avviare a soluzione i gravi problemi che affliggono il nostro Paese? No di certo. Questa pazza pazza estate, oltre a fare emergere una comunità tra i cui componenti furoreggiano quelli con l’ anello al naso, ha soprattutto evidenziato la distanza siderale, ossia i milioni d’anni-luce, che c’è tra i Gestori della “ cosa pubblica” e i problemi reali e concreti che assediano e affliggono i cittadini. E’ una distanza che conduce, purtroppo, verso luoghi ignoti e bui, tetri perché è lontano l’Olimpo ed è anche senza più numi. (M. Masciotta) Il linguaggio dei learders massimi è prossimo se non eguale a quello pubblicitario “ che ha inesorabilmente rimpiazzato il linguaggio della realtà” (M.Serra). E’ un linguaggio che percorre esclusivamente i sentieri delle emozioni. Non si parla più di precariato, disoccupazione in crescita, cassintegrati ma, soprattutto, di famiglie il cui reddito è ormai insufficiente rispetto alle normali esigenze della vita. Il linguaggio in uso ha il precipuo compito, purtroppo, di obnubilare valori e qualità umane gettando il tutto nell’assoluta insignificanza.

Cristina Zagaria, Perché no OCCHIOINCAMERA di Gordiano Lupi Cristina Zagaria è una giornalista di cronaca nera che ha lavorato nelle redazioni di Bologna, Bari, Roma, Milano e Napoli. Il suo stile è freddo, asciutto, distaccato, tipico di una buona cronista abituata a raccontare fatti e a non esprimere opinioni. Nella sua scrittura si nota il taglio secco e incisivo dell’inchiesta giornalistica, ma non per questo rinuncia a un’efficace descrizione di caratteri e personaggi. Perché no edito da Perdisa Pop - Babele Suite, è un racconto napoletano sulla delinquenza minorile, ispirato a una storia vera, ma narrato in forma letteraria, seguendo le vicende dei protagonisti. Il personaggio principale è Adriana, una maestra elementare che vive per la scuola e conduce una povera esistenza. Il denaro non basta mai per arrivare alla fine del mese e lei deve impiegare bene i pochi soldi dello stipendio e la cassa integrazione del marito. L’autrice inserisce una connotazione sociale con la figura del marito che lavora alla Fiat di Pomigliano e ha perduto la certezza del posto di lavoro. Vengono descritti molto bene anche i bassifondi di Napoli, pare di sentire l’odore povero dei vicoli dove si aggirano persone a caccia di espedienti per campare. Daniele, Francesco, Mario detto la Iena e Capa Grossa sono quattro adolescenti che decidono di compiere la loro prima rapina, per ironia della sorte sono quattro ex studenti di Adriana e sarà proprio la vecchia maestra a far da vittima per il crudele agguato. Lui dice che è un bene cominciare quando si ha la nostra età. Sono due i vantaggi. Per la legge non siamo adulti, quindi abbiamo molte più libertà e ai grandi serviamo. E poi perché, quando

arrivi a diciotto anni, hai già una carriera, un curriculum, non sei l’ultimo arrivato. Questa è la filosofia dei delinquenti in erba che decidono di colpire e alla fine non provano nessun sentimento simile al pentimento, ma riescono solo a ridere, convinti che in un modo o nell’altro la faranno franca. Non esistono leggi per punire un minorenne. Cristina Zagaria non è napoletana ma firma un efficace romanzo breve ambientato a Napoli, disseminato qua e là da espressioni dialettali che conferiscono colore e veridicità alla storia.

Savior Bud per trasformare l’umidità in acqua potabile (Architettura e Design) Estratto dal blog I designer Kim Hyo Jin e Seol Ah Sun progettano Savior Bud, un sistema capace di estrarre acqua potabile dalle foglie degli alberi. Il progetto è stato pensato per i paesi in via di sviluppo, dove è difficile reperire acqua potabile, anche se Savior Bud è stato pensato in particolar modo per l’Africa, un paese doppiamente afflitto da questo problema. Non si tratta solo di un problema di approvvigionamento di acqua, ma spesso l’acqua che è disponibile è imbevibile o inquinata. Savior, ancora in fase di sperimentazione, è un oggetto da applicare all’estremità dei rami degli alberi per trasformare l’umidità delle foglie in acqua potabile. Il procedimento per ricavare acqua è semplice e necessita solo di 3 passaggi fondamentali. Prima di tutto bisogna trovare un albero a foglia larga ricco di foglie. Una volta individuato l’albero si applica Savior Bud all’estremità di un ramo, come se fosse una pinza gigante, circondano con cura le foglie della parte terminale del ramo. Una volta applicato Savior al ramo, questo funzionerà come specie di serra catturando l’umidità dalle foglie per trasformarla poi in acqua. In circa quattro ore infatti, le foglie avranno rilasciato un quantitativo di acqua pari al contenuto di una tazza di medie dimensioni. Grazie alla forma di Savior basta poi ruotare la parte inferiore come un rubinetto per rilasciare l’acqua contenuta. Un progetto di design for all estremamente interessante che risolverebbe il problema che affligge l’africa, e non solo, con una spesa decisamente irrisoria. Il procedimento di trasformazione dell’umidità in acqua, inoltre, sembrerebbe non essere assolutamente invasivo o distruttivo per la pianta e per le foglie. Un buon progetto, di vitale importanza per l’Africa che potrebbe far comodo anche in campeggio o durante le escursioni. Speriamo arrivi presto a chi ne ha realmente bisogno. (Via Inhabitat)


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