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n. 86 Marzo 2013 mensile di informazione in distribuzione gratuita

“AVEVAMO CHIESTO A DIO DI MANDARCELA BUONA... !!!”

HOLLYWOOD RICORDA TONINO GUERRA pag. 9

ALESSIA DE PAULIS pag. 14

PARIS EN LIBERTÉ pag. 25


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SOMMARIO

n. 86

3 Un Papa vero tra i papaveri 4 Teramo culturale 6 Sorpresa Ratzinger 8 Benvenuto Papa Francesco 9 Hollywood ricorda Tonino Guerra 10 Primavera Fai 12 La cura da cavallo del Commissario Micheli 13 Consci di sé senza terrore 14 Alessia De Paulis 15 L’Oggetto del Desiderio 16 Castelli: le città della Ceramica 18 Help 19 Il Parcheggio Vip di Via Noè Lucidi 20 Il Libro del Mese 21 Note Linguistiche 22 In giro 24 Ernesto D’Evangelista 25 Paris en Liberté 26 Cinema 28 Salute 29 Pallamano 29 Coldiretti informa 30 Calcio

L’Editoriale

Un Papa vero tra i papaveri L

di

Mimmo Attanasi con simpatia alla Chiesa di Scientology. Comunque, la nuova legislatura può contare su un parlamento meno chiacchierato con i suoi 46 indagati e 3 condannati rispetto ai 116 indagati di quella appena conclusa. Che Dio ce la mandi buona! Una preghiera stonata se si presta orecchio alla requisitoria di Berlusconi contro la magistratura: “...è peggio della mafia siciliana” (LASTAMPA.it, 23/02/13). Si dice di tutto per gonfiare una percentuale.

e lacrime di Batavia, conosciute come

le gocce del principe Rupert, sono sfere di vetro fuso raffreddato nell’acqua. La

tempra provoca tensioni nel cristallo tanto che lo fa resistere alle martellate sul bulbo per ridursi in polvere con un graffio sulla coda. Ed è Freud a paragonare le lacrime

alla folla acclamante: senza il capo, la massa si disintegra. Se così è come dice Voltaire che ognuno è libero di scegliere la propria

Così ha fatto l’abruzzese, l’emigrante

patria, la nostra ce la siamo voluta. L’istinto

immortalato nella foto esaustiva del

segna l’essere. Sperare che qualcuno ritenuto

quotidiano il Centro (il Centro, 01/02/13).

meglio di noi ci tolga dai guai. Guarda caso,

Il senatore Antonio Razzi ha battuto i pugni

la persona prescelta, nell’intenzione di

sul tavolo per la riduzione dello stipendio

sottrarsi ai propri compiti, delega uno ancora

dei parlamentari. L’abruzzese che ci onora

più importante in cui riporre una fiducia

nel mondo con la sua somiglianza giovanile

impropria. Catene di Sant’Antonio che

con il cantante Antoine, il linguaggio forbito,

partoriscono uomini forti. L’ascesa al soglio

l’eloquio dalla forza affabulante della vita nella

pontificio di Papa Francesco. Un Papa vero.

sua molteplicità ha dichiarato: “Così vado a

Direttore Responsabile: Biagio Trimarelli Redattore Capo: Maurizio Di Biagio

Vicino alla gente, che paga l’albergo di tasca

dormire in sacco a pelo. Mi adatto perché

sua e saluta la folla con il pollice alzato. In due

vengo dal mondo operaio” (La Repubblica, 21/03/13).

Hanno collaborato: Mimmo Attanasii, Maurizio Carbone, Maurizio Di Biagio, Maria Gabriella Di Flaviano, Carmine Goderecci, Carlo Manieri, Maria Cristina Marroni, Silvio Paolini Merlo, Ortensio da Spinetoli, Antonio Parnanzone, Sirio Maria Pomante, Egidio Romano, Sergio Scacchia

giorni ha dimezzato tante di quelle spese che

Una lacrima di Batavia che sta per

i politici italiani hanno cominciato a guardare

disintegrarsi? n

è possibile scaricare il pdf di questo e degli altri numeri dal sito web

www.teramani.info scriveteci a

dimmitutto@teramani.info

Gli articoli firmati sono da intendersi come libera espressione di chi scrive e non impegnano in alcun modo né la Redazione né l’Editore. Non è consentita la riproduzione, anche solo parziale, sia degli articoli che delle foto. Ideazione grafica ed impaginazione: Antonio Campanella Periodico Edito da “Teramani”, di Marisa Di Marco Via Paladini, 41 - 64100 - Teramo - Tel 0861.250930 per l’Associazione Culturale Project S. Gabriele Organo Ufficiale di informazione dell’Associazione Culturale Project S. Gabriele Via Paladini, 41 - 64100 - Teramo - Tel 0861.250930 Registro stampa Tribunale di Teramo n. 1/04 del 8.1.2004 Stampa Bieffe - Recanati Per la pubblicità: Tel. 0861 250930 347.4338004 - 333.8298738 Teramani è distribuito in proprio

3


di

4 n.86

Silvio Paolini Merlo

Teramo culturale

Le molte vite del Braga Fasti e miserie di un gioiello incustodito

dimmitutto@teramani.info

un Circolo Filarmonico riservato all’educazione musicale femminile. Si dovrà attendere il 1895, lo stesso anno in cui a Portici muore De Filippis Delfico, per udire i primi vagiti di una “Scuola gratuita di strumenti ad arco”, limitata a otto allievi, quattro violini, una viola, un violoncello e due contrabbassi. Nasce così la Scuola musicale “La Cetra”, dapprima nel salotto dei Savini, e più tardi, il 5 luglio 1906, nella ristrutturata abitazione del custode del Teatro Comunale, ribattezzata “Sala della Cetra”, misurandosi con le difficoltà inenarrabili che precedono la Grande Guerra, povertà diffusa, scioperi sul caro pane e quant’altro da un lato, e con la dipartita di sostenitori importanti come Giuseppe Savini, Giovanni Thaulero, e lo sparuto stuolo di musicisti convinti sostenitori come Nicola Dati e Raffaele Malaspina dall’altro. Prima del definitivo insediamento nell’ex monastero benedettino di S. Giovanni a Scorzone, risalente al 1834 ma resosi disponibile solo nel 1934 dopo l’incameramento da parte dello Stato, la scuola, divenuta frattanto Liceo musicale,

C

venne ospitata per qualche tempo in un appartamento del Villino Rocco

iò che più colpisce scorrendo le pagine del tutt’ora fondamentale

in Via de’ Ponti, oggi via Carducci, allora poco più di un viottolo.

volume Musica e società a Teramo, apparso per i cento anni

Non meno significativa è la storia del Braga sotto il profilo artistico

dalla nascita della Società musicale “La Cetra”, diretta proge-

e amministrativo.

nitrice dell’Istituto musicale “Gaetano Braga”, è capire quanto

Illuminanti, in merito, le

intimamente il Braga abbia fatto parte della vicenda culturale teramana,

testimonianze lasciate

vicenda che risale almeno al XIV secolo di Antonio Zacara, e che da

dai maestri Dante Valen-

allora ha coinvolto ceti agrari e famiglie gentilizie, confraternite laicali,

tini e Franco Rampini. La

piccole società corali, le attività teatrali dei Corradi e dei Ciotti, per

“Cetra”, pur avvalen-

nascere e rinascere innumerevoli volte, sotto forme e nomi diversi, sino

dosi di docenti quali

a confondersi con la storia di tutta la comunità. Eppure, dagli archivi

il pesarese Giuseppe

diocesani fino alle

Righetti per il violino

pagine di periodici e quotidiani, dagli atti no-

e il senese Arcangelo

Il Villino Rocco, poi demolito, sede provvisoria del Braga

Masotti per il violoncello,

tarili alle retrospettive

proveniente dal S. Cecilia

storiche, traspare con la

e da una lunga carriera

stessa evidenza quanto

solistica, non si confi-

esso abbia faticato a

gurava come scuola di

nascere e radicarsi, e

avviamento professionale, non rilasciando né

come, pure così antico, sia giunto in ritardo ad agire beneficamente sul territorio rispetto alla

Chiostro dell’Ex Monastero S. Giovanni, sede attuale

diplomi né attestati ma avendo il solo scopo di rifornire le società

carriera personale dei

bandistiche e l’organico orchestrale per i cartelloni del Teatro Comunale.

musicisti conterranei

Determinante per il passaggio a istituzione pubblica di alta formazione,

più rilevanti, i Braga, i

e dunque per quell’anelato traguardo del riconoscimento ministeria-

Badia, i Riccitelli, tutti

le, sarà l’arrivo a Teramo della figura di Dante D’Ambosi, pianista e

formatisi artisticamente

compositore originario di Zagarolo, anche lui ceciliano per formazione

lontano da Teramo.

artistica, al quale si deve in pratica ogni cosa, il pareggiamento, la prima

La vicenda istituzionale,

orchestra stabile intitolata a Luigi Badia, il primo Ente concertistico. Ne

anzitutto, è ben esplica-

fu artefice l’avvocato Giustiniani che, rivoltosi ad Alessandro Bustini a

tiva di questo ininterrotto travaglio: l’ambizione ultima, quella di essere

Roma, richiese esplicitamente qualcuno che trasformasse la scuola

Conservatorio statale, nasce fin dalla notte dei tempi della teramanità,

in Liceo musicale pareggiato. D’ambrosi venne scelto entro una rosa

dalle nebbie delle vicende bandistiche e delle prime congregazioni dilet-

di nomi di indiscutibile peso, formata da Fernando Germani, Cristiano

tantistiche animatesi in seguito all’Unità, frutto di spinte contrapposte

Rosati e Goffredo Petrassi. Il perché della scelta è di facile spiegazione:

tra interessi pubblici e privati, moderati e progressisti, ovvero tra le due

D’Ambrosi, che aveva studiato con Alessandro Bustini e Bernardino Mo-

anime cittadine dell’oligarchia intellettuale e quella piccoloborghese

linari, era al contempo un determinato uomo d’azione. Requisiti minimi

operaia e impiegatizia. Un primo embrione del Braga si genera a seguito

per il pareggiamento erano l’attivazione di cinque cattedre principali,

del costituirsi di un’Accademia Filarmonica, nata l’8 gennaio 1879,

insegnanti di conclamato livello nazionale, la presenza di una società

alla quale si affiancherà nel 1880, per iniziativa di Alfonso Cipollone,

dei concerti. Qualcosa di miracoloso nella Teramo di allora, e D’Ambrosi


ricorderà con una certa costernazione il suo

5

primo stipendio, di molto inferiore a quello

n.86

arte in condizioni che talvolta sfiorarono il missionarismo umanitario. Franco Rampini

di uno spazzino. E sarà ancora Valentini a riferire di quando, negli anni dell’immediato dopoguerra, un Letterio Ciriaco gli domandava francamente chi glielo facesse fare a insegnare in classi di settanta allievi con uno stipendio talmente misero. Rampini finirà col dimettersi da direttore. E per gli altri saranno lotte, scioperi a oltranza, conquiste e benefici che giungeranno poco alla volta, a piccole dosi. Va perciò detto: il Braga è stato dal principio Dante D’Ambrosi alla testa dell’Orchestra Filarmonica Teramana (1961)

a oggi un desiderio mai del tutto coronato, un’ambizione dalle potenzialità smisurate

lo fece. Fin dai primi anni Trenta giunsero

sulla carta per consentire il numero minimo

a Teramo fra gli altri il pianista Elio Liccardi

di cattedre. La visita ispettiva di Petrassi

da Roma, il violinista Vittorio Emanuele, tra i

nel 1945 ebbe esiti disastrosi: «Qui è tutto

massimi virtuosi del tempo, primo premio a

da sbancare», pare abbia sentenziato. Se

Parigi, e il violoncellista Umberto Benedetti, di

il Braga non giunse alla chiusura fu solo

fama certamente europea. Il Trio Teramano,

grazie all’intervento dell’allora presidente

che nascerà di lì a poco grazie al fortunato

Ugo Giammiro, che rischiò personalmente

convergere di simili eccellenze, non ha pro-

la denuncia del Provveditore tornando ad

babilmente avuto eguali da allora a oggi tra le

occupare i locali in Piazza Verdi, ottenendo

formazioni strumentistiche locali.

in seguito a ripetute interpellanze la ricon-

Nel corso del suo incarico direttivo a Teramo,

cessione del pareggiamento. Ciò permise

si devono a D’Ambrosi fra l’altro il passaggio

l’avvio di una nuova rifioritura dell’istituto,

di pianisti come Carlo Zecchi, tra i mag-

ricca di nomi che hanno costituito il meglio

giori della sua epoca, e di Alfredo Casella,

dello scenario musicale cittadino degli anni

uno dei più importanti musicisti italiani del

Cinquanta e Sessanta: Livia Varriale Longo,

Novecento. E a D’Ambrosi si dovrà infine,

eccellente violinista napoletana, Vittoriano

nel corso di un’esecuzione del Concerto in

Della Cananea, tra i massimi violoncellisti

mi minore di Mendelssohn alla presenza del

italiani del secolo, e ancora Alberto Collavoli,

ministro Bottai, a coronamento dei numerosi

Francesco Mander, Emma Raggi. Figure d’ec-

appuntamenti con il repertorio sinfonico

cezione in più sensi, chiamate a mettere al

dell’Orchestra Filarmonica Badia, la decisiva

servizio della collettività teramana la propria

mai andata oltre obiettivi di medio livello e di modesta gittata. Eppure proprio da esso è nato tutto il meglio che la città di Teramo abbia espresso in questo campo, dalla Corale Verdi alla Società Riccitelli. Ripensare all’andirivieni di artisti di primissimo piano che costella la sua storia, le molte vite individuali e istituzionali che esso ha avuto, credo valga molto in un momento come questo, nel quale l’araba fenice sembra rischiare ancora una volta di tornare cenere. Michele Campanella, a conclusione di un suo recente concerto, ha richiamato l’intera cittadinanza a non permettere che un simile gioiello, risorsa tra le più degne di tutela tra quante oggi la comunità cittadina possa vantare, nata e rinata grazie all’impegno alla passione e ai sacrifici di tante nobili figure, possa essere abbandonata e soccombere. Alle molte vite del Braga, e a quelle future, ho voluto dedicare queste righe. n

sollecitazione al conferimento, nel 1939, del riconoscimento ministeriale. Malgrado tanto fervore, il succedersi delle ispezioni fu da allora pressante, e il rischio di ricadere verso il basso dopo l’iniziale colpo d’ala sarà non di rado scongiurato col ricorso a funambolici stratagemmi, riportati dai protagonisti con candore quasi commovente. Allontanatosi D’Ambrosi, vincitore di una cattedra di contrappunto e fuga a Milano, la situazione del Braga visse tra continue traversìe e oscillazioni, che nel dopoguerra si fecero sempre più gravose. Spostato a Piazza S. Anna, senza il minimo aiuto da parte di istituzioni comunali e provinciali che, gravate da problemi di altro genere, sembravano aver perso la facoltà di vedere nel Braga un bene più che voluttuario, il Liceo musicale sopravviveva in locali fatiscenti, stipendi in arretrato, e con l’aggravante di una classe di arpa nata solo

Terzo da sinistra: Dante D’Ambrosi e a seguire Vittorio Emanuele e Carino Gambacorta; terzo da destra, in seconda fila: Vittoriano della Cananea


di

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Sorpresa Ratzinger

n.86

Le dimissioni di Benedetto XVI Scelta strategica o profetica?

Ortensio da Spinetoli

dimmitutto@teramani.info

a fianco un segretario tuttofare che gli aveva consentito di potere attendere ai suoi studi senza forse pienamente seguire di persona tutti i problemi del dicastero e rendersi conto delle “piaghe” della chiesa. E per sua sfortuna se lo porterà con se quando si sposta più in là nei palazzi vaticani. Ma qui si è trovato costretto. ad aprire gli occhi e a rendersi conto della situazione in cui si era cacciato. A rigore avrebbe potuto rimettere le cose a posto, provarsi a rivedere il “sistema”, a ”riformarlo”, procedere a un “extra omnes” categorico e irrevocabile, ma non l’ha fatto, ha preferito tenersi fuori, farsi da parte. In altre parole “fuggire”. E’ in questo senso che si può parlare di “gran rifiuto” se non di”viltade”. Sansone aveva preferito ritrovarsi sotto le macerie del tempio di Dagon con i filistei, per non cedere alle loro pressioni e Gesù pur con la prospettiva di finite sulla croce non aveva desistito dal predicare contro il luogo sacro e le istituzioni del suo paese. Anche Ratzinger

I

teoricamente avrebbe potuto provarsi a rovesciare l’apparato, a scon-

Cristo che secondo Giovanni, pur a sua insaputa, si rivelarono profetiche

l’eroismo lo si può sempre consigliare, proporre ma non imporre.

perché egli era il “sommo sacerdote di quell’anno” (11,51).. Allo stesso

Certo, la sua retrocessione per quanto spontanea è sempre una prova di

modo la decisione papale potrebbe equivalere a un pronunciamento

grande umiltà e coraggio anche se compensati dagli eventuali benefici

profetico sul futuro della chiesa, che potrebbe passare da un regime

personali che ne possono conseguire, la possibilità di ritrovare spazio

totalitario a uno più democratico, ossia veramente evangelico, poiché

per se stesso, i propri hobby, l’attenzione ai problemi della mente e

volgerne l’impalcatura ma ci voleva un altro uomo, un’altra personalità,

l pontefice che verosimilmente non sarebbe passato alla storia per

un’altra tempra, un’altra età. Le dicerie giornalistiche a commento della

speciali doti di governo, vi passerà senz’altro e meritatamente per il

sua elezione e delle sue prime comparse in pubblico parlarono di “pasto-

modo con cui ha voluto chiudere il suo mandato: le dimissioni. Non

re tedesco”, ma egli era solo un idealista hegeliano più idoneo a risolvere

possono non tornare alla mente le parole di Caifa sulla sorte del

le tesi e antitesi kantiane che le beghe o le guerriglie della curia romana. E

il “primato petrino” è sì presente in Matteo

del cuore, la serenità interiore, riverito e

e subordinatamene in Luca e Giovanni, ma

servito egualmente dai vicini e dai lontani. La

non sembra uscito dalla mente di Cristo che

rinuncia non è un semplice gesto di cronaca;

ha consegnato la sua parola a tutti i suoi

è un evento e non della piccola bensì della

ascoltatori ai quali ha chiesto di ritrovarsi tra

grande storia. I devoti l‘hanno appresa con

di loro “fratelli” e di non sentirsi subalterni

rammarico e ancora piangono, mentre i

a nessuno (cfr. Mc 10,41 – 45 e paralleli)

potenti cioè gli elettori del futuro papa hanno

neanche a Dio per il quale gli uomini sono

cominciato a fare i loro giochi o calcoli ma

solo figli.

la collettività credente, i benpensanti non

Papa Ratzinger anche se proveniva da un

hanno che da rallegrarsi. “Gaudet mater

paese di ben note tradizioni militaristiche,

ecclesia” proclamava papa Giovanni alI‘aper-

non sembrava rivelarsi un comandante; non

tura del Vaticano II; è lo stesso grido che in

ne aveva I’animo, le attitudini, la voglia. Le

questi giorni dovrebbe provarsi a ripetere la

sue passioni erano lo studio, la musica, l’arte;

cattolicità, non perché ci si debba rallegrare

si può aggiungere era un teologo nato e tale

degli insuccessi di qualcuno, che poi tali non

si era subito rivelato, soprattutto attento ai pensatori delle origini, i padri

sono, ma perche si è aperta una breccia nelle mura leonine che presto o

(sant’Agostino) o del medioevo (san Tommaso, san Bonaventura) più

tardi andrà a mettere a soqquadro tutta la cittadella. Non solo la durata

che dei nostri giorni, anche di quelli presenti al concilio. Ad ogni modo

del governo papale potrà in futuro diventare ad tempus, ma anche la ele-

era quella la sua vocazione, quello che avrebbe dovuto continuare a

zione potrebbe essere allargata a una più larga cerchia di partecipanti, se

fare, ma sembra che si sia lascito prendere da quel pizzico di vanità che

non a tutti i vescovi almeno ai presidenti delle conferenze episcopali, ai

non è assente in nessuno, neanche in un ecclesiastico che il più delle

superiori maggiori degli istituti maschili e femminili, compreso un certo

volte si trova a condannarla e si è ritrovato in un ingranaggio che finirà

numero di laici. Il medioevo era caratterizzato da preclusioni e chiusure

per travolgerlo, passando da una promozione all’altra. Prima vescovo,

ma l’era moderna ha scoperto per tutti lo stesso piano di dignità e diritti.

poi prefetto della più importante congregazione vaticana, quindi papa,

Per quanti demeriti papa Benedetto possa avere accumulato, in realtà

sempre continuando a fare lo studioso cosi non si è ritrovato un superte-

sono molti e gravi: certe ambiguità nel corso del concilio, l’ostruzionismo

ologo né uno straordinario amministratore.

ai documenti qui emanati sottoposti a una arbitraria interpretazione au-

A Monaco mi dicevano, quando ero lassù a fare il parroco estivo, non

tentica, il boicottaggio ai teologi e alla teologia della liberazione, il rifiuto

aveva accontentato i giovani troppo progressisti, né gli anziani troppo

al rinnovamento della dottrina cattolica nel far redigere il suo “Nuovo

tradizionalisti, anche se era per tutti una persona affidabile, mite, buona.

catechismo” e della cristologia con la “Dichiarazione Dominus Jesus” e

Venuto, ossia chiamato a Roma alI’ex sant’Uffizio, si era venuto a trovare

i tre volumi su “Gesù di Nazaret”, infine la disattenzione o chiusura ai pro-


motori del rinnovamento conciliare e riguardi

una maggiore libertà di movimento ai ricerca-

Brescia,Paideia, 1999;

immotivati ai levrebvriani, ma questa inattesa

tori che si trovarono così a godere di maggio-

“La verità incerta “, Molfetta, La ‘ Meridiana,

ma provvidenziale conclusione data al ponti-

re visibiltà e considerazione. Forse anche per

2003; “I cappuccini marchigiani in Etiopia“,

7

ficato, se non vale a cancellarli li rende meno

questo Ortensio, nel 1967, fu eletto Superiore

Recanati, 2004. La Famiglia di Gesù?! La Me-

sgradevoli, almeno più sopportabili. La “barca

provinciale dei cappuccini delle Marche e

ridiana, 2007; Bibbia parola d’uomo, ibidem

n.86

di Pietro” è diventata troppo grande ma la

invitato a tenere lezioni di spiritualità biblica

2009; Io credo-Dire la fede adulta, 2012 La

scelta di papa Ratzinger ha provato a riportarla

al Pontificio Ateneo Antonianum di Roma.

Meridiana.

verso le dimensioni umili e semplici volute dal

Il tema scelto e approvato fu “Gesù Cristo,

suo fondatore. Ormai tutti aspettano che que-

il suo itinerario spirituale“. Il testo sarà pub-

sta sua ultima “lezione” veramente magistrale,

blicato dalla Cittadella di Assisi in tre v6lumi

ben diversa da quelle di Ratisbona o di Parigi,

(1971-1974). Era una novità già segnalata

pur per altro verso celebri, sia capita e attuata

in un convegno del ‘69 che ora è ripresa più

dai suoi successori e dai loro gregari. n

tecnicamente. Che Gesù avesse proposto un

Gesù di Nazaret La Meridiana, 2005

ideale di vita era ovvio, m che prima l’avesse dovuto percorrere, e con fatica, lui stesso,

La figura di Gesù che viene presentata in

non sembrava essere ancora essere stato

questo nuovo saggio potrebbe sembrare

affermato chiaramente da alcuno. L‘indagine

avventata, tanto appare diversa da quella di

sull‘identità di Gesù continuerà nei brevi testi

cui si è soliti sentir parlare in chiesa o nelle

di esegesi pubblicati su riviste secondarie

scuole di teologia: di fatto è il risultato di studi

fino alla tentata reinterpretazione degli

ed approfondimenti che si sono protratti per

Classe 1925, è sacerdote cappuccino dal

articoli cristologici del “Credo” in “Bibbia e

alcuni decenni con lealtà e coerenza da parte

1949. Dopo il corso seminaristico inizia la

Catechismo” (pp. 87-182).

di un autore che, rimanendo fedele ai principi

sua specializzazione biblica nell’università di

L‘aria nuova del Concilio andò presto

della ricerca, non rinuncia a sviluppare possibi-

Friburgo, continua in quella di Innsbruck (al

diradandosi fino a sembrare scomparsa del

li intuizioni innovative.

tempo dei fratelli Rahner) prima di passare

tutto dando avvio ad un periodo difficile per

al Pontificio Istituto Biblico di Roma dove

i ricercatori. Anche Ortensio si è trovato a

tra gli esimi professori spiccano A. Bea w

dover subire “un regolare processo” presso

M. Zerwick, esponenti I‘uno della tradizio-

la Congregazione della fede (1974). Non è

ne, I‘altro del rinnovamento. Il semestre

condannato ma deve egualmente subire

a Gerusalemme, presso lo Studio Biblico

le sanzioni d’ufficio: rimozione dall’inse-

Francescano, onorato dal grande B. Bagatti,

gnamento e restrizione dei suoi interventi

conclude la sua formazione scolastica e

pubblici. Inizia così un trentennio di silen-

apre la fase dell’insegnamento biblico nello

ziosa emarginazione, che non sarà tuttavia

Studentato Teologico di Loreto (1954) che si

di stasi ma di lavoro sempre più intenso e

estende al Seminario vescovile di Macerata

fecondo. Cerca di crearsi un piccolo spazio

e più tardi a Roma (Antonianum, Facoltà te-

di libertà (v. “La conversione della chiesa”

ologica valdese, PIME). Vissuto in un periodo

1975) e può continuare a frequentare la

di transizione, si è trovato impegnato per il

biblioteca del Biblico. L’accesso a questo

rinnovamento esegetico, sia nella scuola che

eccezionale santuario di cultura gli permette

nella chiesa, con la parola e con gli scritti.

di approfondire i suoi studi e di tenersi a

Il primo testo “Maria nella Bibbia” (1963 IV

contatto con gli specialisti che vi si incontra-

ediz. 1988) contribuì all’ aggiornamento di

vano e con i progressi che la scienza biblica

mariologia in Italia e all’estero, ma gli causò il

va registrando. In questo periodo sviluppa

primo richiamo del Sant ‘Uffizio (1964).

diversi scritti: ‘Luca. Il Vangelo dei poveri “,

Il Concilio Vaticano II favorì inattese aperture

Assisi, Cittadella, 1982c (oggi alla 4ª edizione

per la ricerca, così anche Ortensio potè

e anch‘esso tradotto in lingua ungherese);

pubblicare i suoi primi saggi: “Introduzione

“Chiesa delle origini chiesa del futuro”,

ai Vangeli dell’infanzia” (1967) che provocò

Roma, Borla 1986; ‘La tua parola lampada

all‘interno della chiesa reazioni contrastan-

ai miei passi. Sussidi per l ‘omelia festiva “,

ti, “Bibbia parola umana e divina” (‘1968),

anno A, B, C, Roma, Dehoniane, l989-, 1991; “I

quindi “Il vangelo del primato “, Brescia

consigli evangelici. Proposta e interpretazio-

(l9669), “Matteo. Commento al vangelo della

ne “, Roma, Dehoniane, 1990; “La prepotenza

chiesa) Assisi, Cittadella (1970), oggi alla 6ª

delle religioni “, Roma, Datanews, 1994; “Il

edizione e tradotto in ungherese; ‘Lettere

vangelo del Natale. Annuncio delle comunità

ai tessalonicesi” nella collana Nuovissima,

cristiane delle origini” - Roma, Borla, 1996;

versione della Bibbia a cura delle edizioni

“Francesco: l’utopia che si fa storia “, Assisi,

Paoline, 1971.

Cittadella, 1999; ‘Bibbia e catechismo. Il

Il nuovo clima scaturito dal Concilio consentì

credo, i sacramenti, i comandamenti “,

Ortensio da Spinetoli Biografia

Sullo sconosciuto Gesù Dato che non è ancora obbligatorio farlo, non comprerò il recentissimo volume del Papa su Gesù Cristo, gironzolando per le librerie, vedo che si vende un sacco. E allora vorrei consigliare un altro libro sullo stesso tema, un libro che guarda all’argomento da una angolazione decisamente differente. Eppure l’autore è un cattolico, frate cappuccino dal 1949 e studioso della Bibbia, un frate aperto al mondo e lontano mille miglia dalle chiusure vaticane. Così presenta Gesù in copertina: “...un concittadino che ha provato a schierarsi dalla parte delle frange più indifese della popolazione: In lui trovarono finalmente fiducia quanti non avevano potuto mai averla: . gli ultimi i poveri, i peccatori, gli ammalati, gli esclusi, persino i pubblicani, e le stesse meretricì”. Questo Gesù di Nazaret (254 pagine, 15.50 euro, edito dalla Meridiana di Molfetta www.larneridiana.it) affronta con originale audacia colma di roventi dubbi temi come la famiglia di Gesù, il suo rapporto con le donne, là sua umanità, le sue esitazioni, la sua radicale contestazione del potere, la sua sconfitta, il suo passare a tutti noi il testimone della lotta contro le ingiustizie. Lo dico da protestante valdese: uno dei più bei testi su Gesù che io conosca. Pubblicato da Luciano Comida sul proprio blog Internet in data 23.04.07


di

8 n.86

La Chiesa Cattolica

Benvenuto Papa Francesco

Ortensio da Spinetoli

dimmitutto@teramani.info

benedizione e di grazia. Padre Giorgio Maria Bergoglio appartiene ad una famiglia religiosa voluta da un ex ufficiale del più formidabile esercito del ‘500, per questo ha pensato ad una “compagnia” di militi a servizio della fede cattolica, minacciata da secessionisti del nord Europa, ma egli è nato e vissuto in un paese lontano della vecchia Europa dove la rigidità ignaziana era andata coniugandosi con lo spirito di libertà che regnava nel nuovo mondo che aveva contagiato anche i missionari, compresi i gesuiti, come risulta dall’adesione data nel ‘600 alle “reductiones” (convivenze autonome di indigeni e missionari che non si trovavano sempre in sintonia con la logica dei conquistadores fino ad essere da

C

loro massacrati) ed è attestato ai nostri giorni dalla resistenza che i

quanto a tutto il mondo. Infatti ovunque egli è conosciuto, amato,

svariate trasmissioni radio televisive, tutti conoscono tutto su di lui; il

venerato. La sua memoria si è trasmessa nel tempo come un canto di

suo sobrio, povero tenore di vita, la sua fuga dal grande episcopio, per

gesuiti del Salvador opposero fino al martirio, ai tiranni che spadroneg-

hi non ha esultato nel sentire il nome del nuovo pontefice?

giavano nel paese, sempre dello stesso continente latino-americano di

Non ce ne poteva essere un altro più gradito, beneaugurante,

cui l’Argentina è tra le prime nazioni.

profetico. Già da solo è un ampio, insolito programma. France-

La scelta del nome Francesco può avere sorpreso quelli che non

sco è figlio di una città umbra ma non appartiene tanto ad essa

conoscevano l’Arcivescovo di Buenos Aires del quale ormai, tramite le

collocarsi in un modesto appartamento, male arredato (arrivando dei parenti dal Piemonte dovette andare a prendere le sedie in prestito), privo di inservienti o di ufficiali di curia (risponde al telefono personalmente) Si metteva in movimento con i mezzi pubblici o con la bicicletta e ora che deve prendere l’auto la guida da sé. Ma quel che più conta è che cercava sempre di tenersi in contatto con chiunque ha bisogno del suo aiuto e si ritrovava di preferenza nei quartieri più abbandonati o “malfamati” presenti in tutte le metropoli, riuscendo a dialogare con chiunque e a dare una mano a chi glielo chiedeva, senza eccezioni. Ed è per queste varie ragioni che egli, già a suo modo sulla strada del santo di Assisi, si affretta a prenderne il nome da papa. Quando il giovane figlio di Pietro di Bernadone si sentì spinto a prendere un altro itinerario non andò a nascondersi in una grotta né a chiudersi in uno dei conventi della regione ma risolse di “uscire dal mondo” come afferma nel suo testamento che equivaleva alla città di Assisi, raccolta attorno, raccolta intorno al municipio e al vescovado, occupata dai signori, dai nobili, dai ricchi mercanti, quali anch’egli apparteneva. In una parola i maiores, per portarsi fuori le mura dove si trovavano i nullatenenti, gli indifesi, gli emarginati, i braccianti, i poveri, i mendicanti, i briganti, i lebbrosi; in altri termini i minores. Egli e i suoi seguaci non vanno per accrescere il loro numero ma per condividere le loro privazioni, umiliazioni, sofferenze morali e materiali, accollandosi le loro fatiche, lavorando, pregando e cantando con loro, per essere come loro e per loro. La comunità di Francesco passa da una contrada e da una città all’altra non seminando panico al pari dei flagellanti, con gli emblemi, teschi di morti in mano ma con pseudo strumenti musicali e invitando tutti alla letizia e alla pace. Il carisma di Francesco è molto più ampio e profondo: oltre la preferenza per i poveri, i malati, i lebbrosi, compare il ritorno al vangelo chiesto a tutti e tacitamente anche alla gerarchia, il richiamo alla gioia, all’ottimismo, alla pace, al dialogo interreligioso, al rispetto e all’affetto femminile (v. l’amicizia con la sorella Chiara, Jacopa dei Settesoli, le Povere Dame di san Damiano) ma può rientrare egualmente nel programma di un pontefice, anzi più che agli altri perché si pensa che è o deve essere il primo testimone di Cristo di cui Francesco è l’altra immagine. Segue a pag. 9


dal Blog di

Salvatore Giannella

Sulle spalle dei giganti

Hollywood ricorda Tonino Guerra E a me viene in mente quella “riga di pietra” di Olimpia da dove partirà la corsa di Grecia e Italia contro la povertà ingiusta

9 n.86

Tarkovskij, Wim Wenders e Theo Anghelopoulos (con il quale nel 1998 vinse la Palma d’oro al Festival di Cannes per il film L’eternità è un giorno). Rimase nella nativa Santarcangelo di Romagna dove proprio quel giorno di festa lo intervistai pubblicamente in teatro. Nella sua veste più variegata di poeta scrittore e artista, Tonino affrontò i temi a lui più cari: la Romagna, l’amata Russia regalatagli dalla sposa Lora Krendlina, i registi con i quali aveva lavorato per i suoi 120 film, i suoi rapporti con la civiltà contadina e con le mani sapienti degli artigiani della Valmarecchia, valle già indicata dal direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci come “la valle più bella d’Italia” ma resa ancora più magica dall’arte e dalla poesia di Tonino. Quando arrivammo a parlare del greco Anghelopoulos, Tonino anticipò uno scenario come spesso capita a un poeta: “Prepariamoci a vivere un tempo di povertà”. E aggiunse parole che oggi assumono una profetica attualità: “Sono andato a trovare Theo in Grecia qualche tempo fa. Tra i luoghi visitati, l’incontro più sconvolgente l’ho avuto a Olimpia. Questo enorme cimitero di rotoli di pietra

N

che racchiudono

già ci mancano tanto: il poeta e sceneggiatore Tonino Guerra (sulle cui

nate le Olimpiadi.

spalle da gigante mi sono spesso inerpicato per allargare i miei oriz-

In questo mondo

zonti) e il papà di E.T. Carlo Rambaldi. In loro onore Barbra Streisand,

di frantumi e

pensieri religiosi

ella notte delle stelle a Los Angeles, il 25 febbraio, tra un premio

antichissimi. Mi

Oscar e l’altro, George Clooney nella sezione “In memoriam”

sono avvicinato

ha scandito, per la miriade di star presenti, due nomi di italiani

allo stadio rettan-

da esportazione che nel corso del 2012 ci hanno lasciati e che

golare dove sono

colonne sfasciate

tornata sul palcoscenico di Hollywood dopo 36 anni dalla sua prima (e unica) apparizione, ha cantato “The way we were”.

e marmi caldi di sole e secoli pietrificati, una cosa mi ha stupito, l’unica

Hollywood aveva incoronato Tonino nel febbraio di due anni fa: allora la

presenza intatta: “la riga di pietra” in cima al campo sportivo dove

Writers Guild of America, associazione che rappresenta gli sceneggia-

scattavano gli atleti delle corse e di tutte le competizioni. Ho avvicinato

tori di televisione e cinema della capitale mondiale del cinema, aveva

questo segno con timidezza e con lo stupore di trovarmi davanti a un

conferito il prestigioso premio Jean Renoir per la carriera proprio a

qualcosa ancora pronto a servire. Ma dov’erano gli atleti per la corsa?

Tonino, “uno dei più grandi sceneggiatori dei nostri tempi e leggendario

Ero solo e toccava a me raccogliere questo segnale. Ormai tutte le mie

scrittore internazionale”, era scritto nella motivazione letta da Howard

corse le faccio con l’immaginazione. Quella linea si è subito fissata

A. Rodman, “che da sei decenni ha migliorato la letteratura delle imma-

nella mia memoria”.

gini animate”.

Quella riga di pietra di Olimpia è segnata nella mia mente come una

Allora rimase in Italia il 90enne regista preferito di Federico Fellini (con

presenza forte perché mi piace pensare che solo da quella linea possa

lui aveva vinto l’Oscar del 1975 con Amarcord), Michelangelo Antonioni,

scattare idealmente la corsa vincente della Grecia e dell’Italia contro la

Vittorio De Sica, Mario Monicelli, i fratelli Taviani, Francesco Rosi, Andrei

povertà ingiusta. n

Conclusione. I segni che il nuovo pontefice si

lontano passato non aveva goduto di alcun

avanti si era inchinato riconoscendolo più

è premurato di dare sono reali e promettenti.

primato, tanto meno infallibile, le era riserva-

suo interlocutore che subalterno e perché

Nella prima apparizione dalla loggia di san

to solo un intervento in questioni piuttosto

ritenuto ugualmente depositario dello spirito

Pietro si è mostrato privo dei vecchi distintivi

pratiche e più rilevanti (causae maiores) poi-

di Dio, aveva voluto essere onorato della sua

del potere sacro: non si è attribuito nessun

ché il supremo organo della chiesa era l’as-

benedizione. I segni del rinnovamento, ovve-

titolo tradizionale (papa, pontefice, ecc.) si è

semblea plenaria dei pastori di tutto l’orbe, il

ro cambiamento, sono chiari e promettenti;

chiamato e ha chiamato il suo predecessore

concilio ecumenico. Il giorno dopo l’elezione,

non sarà facile metterli tutti e subito in atto,

che dietro il consiglio di una commissione a

nella concelebrazione con i cardinali elettori,

ma molti, i più, sono convinti che ce la potrà

ciò convocata si era definito “papa emerito”,

prima di cominciare, aveva fatto rigirare l’al-

fare o che almeno ci proverà. E noi vogliamo

semplicemente “vescovo di Roma” che nel

tare verso il popolo, lo stesso al quale, la sera

essere tra questi non illusi ma credenti. n


di

10 n.85

Tossicia

Primavera FAI L’attività della delegazione teramana nell’intervista a Franca Di Carlo

Sirio Maria Pomante

dimmitutto@teramani.info

spinto anche l’urgenza di fare qualcosa di concreto per il nostro territorio, così ricco di testimonianze troppo spesso trascurate. Per quanto riguarda l’attività alla quale mi sento più legata, questa è sicuramente quella del “Salotto FAI”, nata nel 2011 con la collaborazione della giornalista Laura De Berardinis e partita con due grandi appuntamenti: il primo con il maestro Francesco Antonioni, compositore di fama internazionale, e il secondo con il prof. Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca. Quest’anno, l’edizione è iniziata con l’esibizione di Paolo Belli che ha presentato il libro sulla sua carriera, e il 14 marzo, con una lezione tenuta del rettore dell’Università di Teramo Luciano D’Amico. Anche per il 2013, il 22, 23 e 24 marzo, il FAI rinnova l’impegno per la “Giornata di Primavera” e Teramo sceglie per l’occasione Tossicia e il suo territorio. Come mai questa scelta e cos’é in programma? La scelta di Tossicia è motivata dal bisogno delle nostre aree montane di essere sempre più valorizzate e portate alla conoscenza di un vasto

N

pubblico. Inoltre, il borgo ha subito i danni del terremoto aquilano del 2009, che ha prodotto una ferita ancora

el 1975, da un’idea di Elena Croce,

aperta e visibile sui monumenti e le case.

figlia dell’illustre Benedetto, e grazie

Un luogo ricco di storia e di opere d’arte

all’unione di alcune personalità di

straordinarie che ha urgente necessità

rilievo, nel campo della cultura e

di essere messo all’attenzione di quanti,

dell’impresa, come Giulia Maria Crespi

anche privati, possano contribuire al suo

e Franco Russoli, direttore della Galleria

recupero. Venerdì 23, s’inaugurano gli

Nazionale di Brera e fondatore della

eventi FAI con la partecipazione del coro

parte italiana dell’International Council of

“Aprutium cantat”, presso la Comunità

Museums, nasce il Fondo per l’Ambiente

Montana. Nelle giornate di sabato 23 e do-

Italiano. Prendendo a modello il National

menica 24 marzo, la cittadina aprirà i suoi

Trust for Places of Historic Interest or Na-

beni, anche quelli oggi messi in sicurezza

tural Beauty, fondato nel 1895 in Gran Bre-

dopo la catastrofica scossa del 6 aprile,

tagna, la fondazione senza scopo di lucro,

che potranno essere visitabili in gruppo e

s’inserisce nel dibattito italiano sulla tutela

con elmetto protettivo. Mi riferisco soprat-

e la valorizzazione del patrimonio artistico

tutto alla chiesa madre di Santa Sinforosa,

e paesaggistico, proponendo un punto

con i suoi portali quattrocenteschi e il suo

di vista straordinario per la cultura della

interno barocco, al Palazzo Marchesale

tutela in Italia: il coinvolgimento attivo dei

con il museo delle Genti del Gran Sasso,

privati nelle politiche di restauro, conserva-

e alla chiesa di Sant’Antonio Abate col

zione e apertura alla fruizione pubblica dei

prezioso e grande portale del 1471 di scuo-

beni culturali e ambientali. Negli anni di un

la lombarda, al cui interno saranno visibile

dibattito fervente e, in alcuni casi, feroce,

opere provenienti da Santa Sinforosa

circa l’ingresso dei privati nella gestione

come la “Madonna sdraiata”. Inoltre, negli

dei beni pubblici d’interesse storico e nei

stessi giorni, anche il territorio comunale

musei, il FAI riceve donazioni significative

sarà coinvolto nelle frazioni di Azzinano,

di immobili d’arte e aree naturalistiche,

Aquilano e Chiarino con le sue botteghe di

provvedendo alle operazioni di restauro e aprendoli al pubblico. Migliaia

ramai. Le visite guidate saranno tenute dagli “Apprendisti Ciceroni” della

di volontari mettono in campo eventi di vario genere, puntando alla sen-

scuola di Primo Grado “Capriotti”.

sibilizzazione al patrimonio e all’ambiente attraverso il diletto, il piacere

Da alcuni mesi la delegazione sta lavorando per formare il

che un cittadino può trarne.

gruppo Giovani FAI, a che punto siamo? Il 14 marzo, alla presenza del rettore D’Amico, nella Sala San Carlo, è

Incontriamo Franca Di Carlo, capo delegazione FAI di Teramo e fondatri-

stato presentato il gruppo formato da giovani provenienti da vari centri

ce della sezione.

della provincia e che aiuteranno la delegazione a estendere il raggio

Franca, quando è nata la delegazione Fai di Teramo e qual è

d’azione e a coinvolgere le nuove generazioni nella missione del FAI. Il

l’attività della quale si sente più orgogliosa fino ad oggi?

gruppo, che si è attivato da poco, sta progettando momenti formativi

La delegazione teramana nasce nel 2003 su mia iniziativa, interessata

e iniziative culturali e di sostegno al recupero di alcuni piccoli tesori, e

dallo spirito e dal valore culturale del FAI nazionale. Certamente, mi ha

sarà chiaramente attivo nella “Giornata di Primavera” a Tossicia. n


Inviateci le vostre domande su problematiche condominiali, le vostre perplessità sul bilancio e dal prossimo numero del giornale, i nostri esperti pubblicheranno le risposte. Potete inviare le domande agli indirizzi di seguito riportati o presso la redazione del giornale Teramo – Corso Porta Romana n. 115

Info line: 800.134.918 - info@geco.abruzzo.it – www.geco.abruzzo.it


di

12 n.86

Spending review

La cura da cavallo del commissario Micheli In nemmeno un anno i debiti del consorzio industriale da lui diretto sono calati da 900.000 euro a 200.000

Maurizio Di Biagio

www.mauriziodibiagio.blogspot.com

i cda, ha sortito effetti positivi, cioè un gran bel risparmio di denaro pubblico”. Malgrado la furibonda crisi economica, il nucleo industriale di Teramo non vive un brutto momento, se lo rapportiamo agli altri, “si può affermare che dopo Vasto siamo i più virtuosi, e per questo ringrazio il percorso iniziato da Mario Pastore che mi ha preceduto in questo ruolo”. Il nucleo industriale di Teramo si sviluppa su 5 ettari di cui solo uno e mezzo è coperto. “La struttura si mantiene sulle aree che si vendono – prosegue Micheli. Prima, dal 2000 fino al 2005, se ne vendevano due o tre al mese: immaginate quindi di vendere 20-30 aree l’anno con il prezzo medio unitario di circa 100 mila euro. Ora, purtroppo, negli ultimi nove mesi ne abbiamo venduta appena. Abbiamo creato il virtuosismo, ci siamo sentiti con gli operatori e con i nostri dipendenti, e devo dire che tutti si sono dati da fare, hanno capito il momento. Abbiamo fatto ricorso a tecnici interni che si sono assunti maggiori e più importanti responsabilità facendo in modo il consorzio continui a sopravvivere”. Nel nucleo industriale insistono 247 aziende che operano e 70 lotti disponibili che attualmente sono invenduti: “Anzi ci sono alcuni imprenditori che premono per la retrocessione delle loro aree e capannoni, noi li stiamo mettendo in contatto con altri che vorrebbero rilevarle. Abbiamo avuto il caso di un’azienda che è tornata a chiedere di riconsegnarci il lotto. Noi l’abbiamo messa in contatto con

L

un’altra che vuole subentrare. Il

fa i debiti del consorzio ammonta-

capannone) perché non potevano

vano a 900 mila euro ora si sono

chiaramente affrontare una spesa

ridotti fino a 200 mila e a fine anno

così importante. Uscire dal contratto

si pensa di arrivare al pareggio di

sarebbe stato troppo oneroso

bilancio. Il segreto della personale

per loro, allora il consorzio invece

spending review dell’ex presidente

di alimentare un contenzioso ha

Team si è basato “su un percorso di

trovato appunto la sua exit strategy,

virtuosismo, eliminando le spese per

mettendole in contatto con altri

le consulenze esterne ed evitando le

imprenditori. “Ci siamo riusciti per

costose direzioni generali, o tecnico

un paio di aziende” precisa Micheli.

amministrative, che pesavano sul

“Comunque, ad onor del vero, c’è da

bilancio, nominando invece al loro

segnalare anche le diverse aziende

posto sempre un interno che, con

che vanno bene, che non hanno di

consorzio ha anche l’obbligo di fare

a cura da cavallo del commis-

questo, di fare interagire le aziende

sario Raimondo Micheli sta

tra di loro”. Dopo la crisi molte di

giovando al Nucleo industriale

queste avevano comprato l’area

di Teramo. Se fino ad un anno

senza poi realizzare il manufatto (il

un compenso limitato, ha già fatto

questi problemi, e sono segnata-

risparmiare diverse migliaia di euro”. Si sono ridotte altresì le consulen-

mente quelle afferenti al comparto agro-alimentare”.

ze sulla contabilità (anche qui non si fa più ricorso alle professionalità

“Abbiamo un problema per un capannone che verrà demolito – afferma

esterne) e si sono risolti i problemi delle utenze ora a carico dei locata-

Micheli - perché non ci sono condizioni di sicurezza. È la tipica archi-

ri. Anche le manutenzioni sono passate al vaglio della furia economiz-

tettura degli anni ’70che si regge per compressione ma al contempo

zatrice di Micheli, che ha instaurato un regime di premialità, con rientri

le intemperie hanno minato la sua sicurezza strutturale: cercheremo di

pomeridiani e straordinari che hanno consentito economie, evitando il

preservare le parti sottostanti in cui i locali verranno riutilizzati”

continuo rivolgersi, come si faceva un tempo, a ditte esterne.

Infine una curiosità: il nucleo industriale ha un suo piano neve, ine-

“La legge di riordino prevista dal consiglio regionale d’Abruzzo – dichia-

sistente fino all’avvento di Micheli: “Spesso capitava che i Tir, dopo

ra Raimondo Micheli nominato commissario del Consorzio industriale

l’autostrada e la Teramo mare o la statale 80 si bloccassero davanti agli

nel maggio del 2012 - prevede che i sei consorzi esistenti in regione

ultimi 500 metri a causa della neve”. Così, senza così far ricorso a ditte

si fondino per costituire l’Arap, quindi un unico soggetto. La nomina

esterne, sono stati formati due autisti, che all’uopo guideranno i due

da parte del presidente Chiodi dei sei commissari che hanno rilevano

mezzi atti a sgombrare anche l’ultimo ostacolo. n


di

Satira

Consci di sé senza terrore

N

Mimmo Attanasi

dimmitutto@teramani.info

n.86 Nobel per la Pace nel 1987, Óscar Rafael de Jesús Arias Sánchez. Negli intenti c’era la volontà di costruire un ospedale e creare lavoro nei villaggi del Paese centroamericano minacciato dalle devastazioni delle multinazionali del turismo. Un presunto “Resort”, rigorosamente di lusso per l’intellighenzia della sinistra all’italiana, si trasforma in ecovillaggio per chi cerca uno spazio impossibile dentro luoghi utopici. Il possibile nella poetica e il tratto illusorio della creazione artistica nascono dalla povertà, mai dalla vanagloria della ricchezza. Sarebbe bastato ai “servi sciocchi” visitare il sito www.ecofeudo.com per capire che si trattava semplicemente di straordinarie immaginazioni di mondi migliori. La realtà invece è una ulteriore cazzata messa a puntino da media che prendono milioni di euro di finanziamenti

on è mia intenzione confondere e neanche chiarire le idee dei

pubblici. (http://www.oecd.org/tax/harmfultaxpractices/43606256.

lettori. Riporto notizie attuali e rilevanti già diffuse sul web e

pdf). Estenuante pathos veicolato nella consapevolezza di rappresen-

dagli organi di stampa.

tare un appello alle emozioni del cittadino. Abilità nelle tecniche di

In un Paese come l’Italia, dove la libertà di stampa è definita

comunicazione e nella retorica, dove pathos è considerato uno dei

“quasi”, le erbacce nate dalla seminatura le trovi in una rivista che

tre modi di persuasione, accanto a ethos e logos. Nella narrazione,

ha il nome di una tazzina di caffè. Un

nella evocazione, in tutte le forme di

liquido scuro, fumante come la merda.

suggestione. Nella digestione, man-

Oppure, nel giornalista radiofonico dal

dare giù nel giro di qualche mese due

nome simile a una squadra di calcio,

condanne all’ex premier Berlusconi,

che la mattina legge i quotidiani alzan-

come quattro anni di reclusione nel

do la voce quando Adriano Celentano

processo Mediaset, per frode fiscale

scrive maiuscolo i sermoni sui giornali,

(http://www.repubblica.it/politi-

per poi acquattarsi come un cagnolino

ca/2012/10/26/news/mediaset_ber-

se si parla dei padroni industriosi della

lusconi_condannato-45374682/) e un

radio. Un microfono senza filo, ben

anno per il processo Unipol (http://

saldo in mani pronte all’occorrenza

www.corriere.it/politica/13_mar-

a levarglielo dalla bocca. Spezzare

zo_07/reazioni-condanna-berlusconi-

la penna per la rabbia di essere stati

unipol_1fc1812e-871d-11e2-82ae-

presi per il culo come lettori, a repor-

71d5d7252090.shtml) non basta

ter sparacazzi di settimanali mentre

un Maalox, se dopo te lo ritrovi a

scoprono solo dopo lo scoop che per

marcare visita (http://blog.libero.it/

società anonima (Sociedad Anónima),

xavier1962/11969659.html) come un soldatino con i sigari bagnati sotto le

in Costa Rica e in quasi tutti i Paesi del mondo in cui si parla spagnolo, si intende quella che in italiano viene

ascelle nella speranza di qualche decimo di febbre e affrancarsi dalla

comunemente denominata S.p.A. Deridere i giornalisti sulle presunte

Boccassini. E poi invece, sai qual è il problema che turba le coscienze

“Sociedad Anónima”, scambiate per altro, e sulla loro insistenza per

degli analisti della politica? Un visionario sognatore che guarda l’o-

appartenenza, sul fatto che nel nostro Paese basta una visura per

rizzonte sulla riva a piedi nudi, dopo avere chiuso la bottega di venti

scoprire chi c’è dietro a una società per azioni sarebbe di cattivo

metri quadrati rigonfia di prodotti equosolidali.

gusto (http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/08/grillo-lespresso-

“Essere felici significa essere consci di sé senza terrore”.

e-le-domande-aperte/524624/). Basta una metafora a svergognarli

(Walter Benjamin) n

tutti. Avete sentito mai, “The Untouchables reporters”, parlare delle “scatole cinesi”, nel Mady in Italy? Figure da cazzo, fango buttato a casaccio sul diritto di cronaca, rigorosamente nascosti dietro il paravento del paraculismo. Cronisti che scrivono a orecchio, di paradisi fiscali senza neanche buttare l’occhio su come stanno le cose oggi e pure sulle liste OCSE. Con perizia, peraltro deontologicamente dovuta se non imposta, avrebbero potuto apprendere che il Costa Rica, già dal 2011, è iscritto nelle giurisdizioni che hanno sostanzialmente implementato lo standard fiscale concordato a livello internazionale. “Ma qui stiamo parlando di vicende risalenti al 2009... ”, obietta “l’emissario” di un editore svizzero, glissando oculatamente sul fatto che l’ecofeudo è un progetto appoggiato dall’ex presidente della Repubblica del Costa Rica e Premio

13


di

14

L’intervista

n.86

Alessia De Paulis

I

l consigliere comunale Pdl, Alessia De Paulis, dal 2009 è membro dell’Ufficio di presidenza dell’Anci: ha la delega alle Pari opportunità e da un anno anche quella al randagismo. Nel suo ruolo spinge anche perché la causa dell’Istituto musicale Braga, di cui è consigliera, si

Maurizio Di Biagio

www.mauriziodibiagio.blogspot.com

della situazione ma non si riesce ad organizzare un incontro tra Governo, Regione, Upi, Anci e Province. Chiediamo la statalizzazione, un processo già iniziato. Il Braga è un istituto storico, una volta chiuso ci creerebbe una dispersione di energia e cultura, con il problema di docenti e personale Ata senza più lavoro. Purtroppo lo stallo attuale del governo non promette nulla di buono”. Sul versante pari opportunità cosa bolle in pentola? “L’attività dell’Anci sulle pari opportunità è multiforme. Quando sono entrata a collaborare dapprima ho avuto la carica di presidente di commissione occupandomi di rappresentanza di genere, tanto che nel 2010 avanzai una proposta che ebbe un certo risalto nazionale che chiedeva un patto ai sindaci perché si disponesse un terzo delle donne in giunta. Abbiamo smosso le coscienze tant’è che nel 2012 è stata approvata la legge sulla rappresentanza di genere che prevede una modifica obbligatoria dello statuto dei Comuni, con il 30 % di donne in più negli organi direttivi, in giunta e nelle liste obbligatorie. Inoltre va a prevedere la doppia preferenza

risolva al meglio, chiedendo la statizzazione.

di genere. Il vero problema è che le donne che fanno politica non trovano

Consigliere, cominciamo proprio dal Braga. Cosa propone per

la nostra cultura è molto legata alla famiglia. Del resto la donna è multita-

l’istituto di Piazza Verdi? “Nel mio duplice ruolo di membro dell’Ufficio di presidenza Anci e di consigliere al Braga, spingo perché si continui ad insistere per il riordino degli istituti musicali pareggiati che in Italia sono 19 e finanziati da enti pubblici che soffrono tutti la stessa cattiva situazione economica. Inoltre perseguiamo la via della statizzazione: l’abbiamo chiesto a Monti, Berlusconi e Bersani”. Frattanto le casse sono vuote. “A causa dei fortissimi tagli della Spending review anche il Braga è in difficoltà: stiamo aspettando un finanziamento straordinario dalla Regione Abruzzo che sta per essere approvato in giunta, ma anche con quest’entrata riusciremo a chiudere solo il bilancio scorso, mentre per il futuro ci sono grandi incertezze. Noi come Anci ci siamo fatti carico

più il tempo perché non ci sono i servizi che la supportano e anche perché sking: fa la mamma, la figlia nei casi dei genitori anziani, la moglie nel caso di un matrimonio e la lavoratrice perché oggi uno stipendio non basta più”. Quale allora il rimedio? “La soluzione potrebbe essere un welfare del tutto al femminile. Si parla tanto di conciliazione dei tempi, invece di fare una normativa che prevede un asilo nelle grandi aziende, perché non creare una riforma sul piano nazionale di genere, cioè creare una legislazione totalmente di genere, anche perché oggi le pari opportunità hanno a che fare col sociale, col lavoro e con tante altre deleghe, un tutt’un po’ che crea confusione. Così ad esempio le risoluzioni adottate in Regione Abruzzo (voucher e benefit) si metteranno tutte dentro una sola scatola dove la donna può attingere al meglio per la sua utilità quotidiana”. Gli uomini, i soliti privilegiati! “Il pacchetto dei voti è in mano agli uomini che per tradizione hanno più tempo per stare in mezzo alla gente: allora forniamo più tempo alle donne. Gli esempi sono tanti: dall’albo per badanti dove si può attingere per un genitore malato a quello per babysitter. È stato chiesto un intervento per fondi che sono ripartiti, ma il problema è politico perché capita spesso che un Comune sia di un colore politico e la Regione di un altro, oppure non c’è collegamento. Io ho chiesto perché questi fondi si mettano a bando così le amministrazioni comunali potranno partecipare, ottenendo che l’Anci si comporti come garante fornendo una sorta di lasciapassare per i progetti che l’Abruzzo presenta. Purtroppo sul territorio l’Anci non è così sentita soprattutto dai comuni più piccoli che oltretutto non possiedono le giuste competenze. Per questo motivo io punto sulle Anci regionali. Un buon amministratore è bravo quando trova i fondi, devi avere caparbietà per scovarli e l’Anci è lo strumento adatto che dà informazioni”. Infine il randagismo. Che fare per limitare il fenomeno? “Personalmente sono rimasta molto soddisfatta quando ho saputo della delega perché ho la fortuna di amare ogni animali. Per l’Anci era una nuova delega, siamo dovuti ripartire da zero. In commissione dopo un anno di lavoro abbiamo approvato un regolamento sul benessere degli animali che dovrà essere adottato da vari comuni che si orienteranno sulle nostre linee guida. A Giugno verrà fatta una campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono estivo degli animali e verrà stilato un documento per far aprire le spiagge dedicate ai cani. n


di

Carmine Goderecci

L’oggetto del desiderio

Jaqueline Bouvier Glamour a New York

di Oro e Argento

n.86 Jackie possedeva moltissimi gioielli creati per lei dai più noti gioiellieri dell’epoca. Sontuose le sue parure, oltre ai bracciali di smalto e di diamanti, agli orecchini di rubini e di smeraldi, indossava anche le perle che amava particolarmente. Alcuni dei suoi pezzi sono passati alla storia, come il triplo filo di perle, immortalato in una celebre fotografia in cui gioca con il figlio John-John, che e’ stato probabilmente il gioiello più imitato e più venduto per molti anni nelle gioiellerie della Fifth

oltre 40 carati.

Avenue a New York .

Gli innumerevoli gioielli che Jaqueline

Indimenticabili gli orecchini d’oro “Moon”

Kennedy raccolse durante la sua vita,

che il miliardario armatore greco, Aristo-

insieme a mobili, dipinti, libri e molti altri

tele Onassis le regalò nel 1969 ispirati al

oggetti d’arte, venne parzialmente messa

el 1960, nelle settimane che segui-

primo atterraggio sulla luna, o l’incredibile

all’asta dai figli Caroline e John-John nella

rono le elezioni di John Fizgerald

anello con diamante taglio marquise di

primavera del 1996. n

N

Kennedy come presidente degli Stati Uniti, la stampa definì lo stile, la

bellezza e la grazia di sua moglie Jaqueline, più nota come Jackie, ”l’orgoglio di tutta la nazione”. Il ”Jackie look” fece il giro del mondo: abiti semplici, tailleur e cappotti di fattura esclusiva, disadorni ma di taglio impeccabile, scarpe scollate e piccoli cappelli,come pure semplici pantaloni a sigaretta, camicie senza maniche e occhiali

da sole in testa, gioielli sobri e sofisticati. Jaqueline Bouvier, questo era il suo nome da nubile diede agli americani ciò di cui avevano più bisogno, cioè glamour, liberandoli dal complesso di inferiorità nei confronti degli europei di essere provinciali e senza cultura. Il fascino e l’indipendenza della più giovane first-lady che la storia ricordi si impresse in tutti gli americani che ne fecero un’icona, riuscendo a perdonarle, molti anni dopo, il chiacchierato matrimonio con l’armatore greco Aristotele Onassis.

15


di

16

Ceramic News

n.86

Castelli

Maurizio Carbone

Consigliere Delegato Comune di Castelli

tutela e salvaguardia di questa autentica e peculiare espressione del Made in Italy. La discussione è stata ampia e partecipata, con interventi dei Delegati, Sindaci e Rappresentanti, Verbena (Deruta), Gheller (Nove), De Rosa (Castelli). Sono stati affrontati argomenti piuttosto sensibili: la ripartizione delle quote associative dei singoli Comuni, di rimodulare le stesse

I

al fine di evitare sperequazioni abnormi fra i centri più

organismo del quale la cittadina di Castelli è presente nel

Europeo alla Festa della Comunità stessa, a Deruta,

Consiglio Direttivo sin dalla sua istituzione. L’AiCC com’è

il prossimo 9 maggio 2013, incontrando il Direttivo

piccoli e grandi, alcuni di questi ultimi infatti, non hanno

l 1º marzo 2013, presso la sala conferenze dell’ANCI

versato il contributo associativo dovuto, causa, l’elevato

(Associazione Nazionale Comuni d’Italia) via dei Prefetti,

ammontare della quota stessa.

46 - Roma, si è svolta l’Assemblea generale dei Comuni

E’ stata valutata l’importanza della probabile presenza

dell’AiCC - Associazione Italiana Città della Ceramica -

dell’On. Antonio Taiani, Vice Presidente del Parlamento

noto, si prefigge di tutelare, promuovere, incentivare, diffondere e

dell’Associazione, il Presidente

informare sullo scibile che gravita intorno al mondo della Ceramica:

Collina potrà rappresentare

progetti, eventi, manifestazioni, mostre, rassegne, iniziative. Alla riu-

le peculiarità e l’importanza

nione, presieduta dall’Ing. Stefano Collina, coadiuvato dal Dott. Giu-

della stessa, delle iniziati-

seppe Olmeti, erano presenti i Delegati e Rappresentanti di Albisola

ve progettuali in essere e,

Superiore, Albisola Marina, Ascoli Piceno, Assemini, Castellamonte,

facilitare gli iter amministrativi

Castelli, Cerreto Sannita, Deruta, Faenza, Nove, San Lorenzello e,

presso la sede di Bruxelles.

il Vice Sindaco di Faenza. Dopo l’approvazione del verbale della

Come già riferito, la Federazio-

riunione precedente, Lodi - 21 luglio 2012, il dibattito è stato aperto

ne Europea della Ceramica, è

dal Presidente Collina che ha relazionato l’Assemblea sulle ultime

considerata strategica, il per-

attività dell’Associazione, alla luce di importanti novità che si prefigu-

corso denominato “GECT” po-

rano per l’immediato futuro.

trebbe consentire di accedere

L’AiCC assumerà maggiore rilevanza in quanto diventerà Associazio-

alle linee di finanziamento

ne Europea delle Città dellla Ceramica, federandosi con l’omologa

comunitarie, considerando le

Francese, Spagnola e Romena, conseguentemente potrà acquisire

criticità delle rispettive risorse

maggiore autorevolezza, produrre azioni più incisive, intercettare

nazionali causate dalla reces-

linee di finanziamento della Comunità Europea, ai fini di maggior

sione. Il Sindaco De Rosa, in rappresentanza di Castelli, ha aggiornato l’Assemblea sulle ultime novità nell’ambito dei Progetti e percorsi intrapresi dal centro teramano: i “Borghi più Belli d’Italia del Gran Sasso” e la “ Via della Cioccolata”, quest’ultima alla II edizione nel calendario del “Castelli di Natale”. Inoltre ha ribadito la richiesta al Direttivo di esporre il famoso, originale Presepe Monumentale in ceramica, realizzato nei laboratori dell’Istituto d’Arte ‘F.A. Grue’ oggi Liceo Artistico del Design, negli spazi espositivi dell’EXPO Milano - 2015. Altra discussione affrontata, è stata rappresentata dall’opportunità di introdurre in tutti i centri dell’Associazione, l’adozione del Marchio CAT (Ceramica di Antica Tradizione), unitamente al Marchio di Qualità, produrrebbe effetti senz’altro positivi per la produzione ceramica attuale, tutelando la stessa dalle più anonime contraffazioni, i centri della ceramica quindi, sono stati invitati a costituire le Commissioni per disciplinare l’utilizzo dei marchi medesimi. Nei prossimi incontri dell’Aicc, saranno discusse fra le altre iniziative, gli aspetti più propriamente tecnico-organizzativi per la realizzazione del “Cielo d’Italia”, configurato come emanazione del “3° Cielo di Castelli”, coinvolgerà tutte le località afferenti all’Associazione, inutile sottolineare l’importanza di tale iniziativa che riporterà Castelli ancora una volta al centro dell’attenzione che merita, da sempre! n


di

18 n.86

Satira

Help!

Mimmo Attanasii

dimmitutto@teramani.info

tornare a fare una vita da benestante!”. Tanto loro sono ricchi e possono affrontare qualsiasi azione legale e uscire vincitori da ogni tribunale. Il relitto economico, impersonato da Sordi, fa rientro nella clinica in processione con i medici e gli infermieri che lo avevano inseguito. Prima di attraversare la via trafficata, tutti

F

insieme si dirigono sulle strisce pedonali, perché le

Architettare parafrasi. Formule retoriche per riposizionare personaggi

il rosso. Tranne i ciclisti perché hanno le scarpe

cinematografici all’interno di una socialità obliqua e sbrindellata, distolta

attaccate ai pedali e se li stacchi di continuo poi si

dall’eliotropismo. Quel movimento dei vegetali che orienta le foglie e i

rovinano. Sono troppi quelli che chiedono di dare

regole vanno rispettate. “La Via è tale che non te ne

errara Arte organizza la prima mostra su: “Lo sguardo di Michelange-

puoi scostare un istante: se potessi scostartene, non

lo. Antonioni e le arti”, Palazzo dei Diamanti, dal 10 marzo al 9 giugno

sarebbe la Via.” (Confucio, Il giusto mezzo).

2013. Ed è proprio al “pittore dello schermo”, così come lo ricorda

Sono in tanti ad attraversare sulle strisce, a stare

Wim Wenders, che rubiamo la scena sviando verso argomenti diversi.

attenti a non buttare le cartacce, a fermarsi con

fiori nella direzione del sole potrebbe diventare un potente medicamento

aiuto. Si avventano con il loro buon cuore mettendo

contro l’imbecillità della sopraffazione come consuetudine di continuità.

il bastone dei loro sguardi pietosi fra le ruote delle carrozzelle degli invalidi.

Specula omnis status vitae humanae (Specchio di tutti gli stati della vita

“Ha bisogno di aiuto? Ci sono qua io...”.

umana).Vittorio De Sica è un regista molto più accessibile di Antonioni.

E se ti facessi i cazzi tuoi, invece di sottolineare la mia diversità? S’è visto

Le sue parole non tagliano, mordono. Feriscono, a volte acciecano.

mai chiedere se ha bisogno d’aiuto a una persona seduta tranquillamente

Nel film del 1963, “Il Boom”, l’imprenditore rimasto squattrinato con mo-

in macchina? Io me ne sto tranquilla sul mio turbo scooter elettrico appena

glie di lusso a carico cede letteralmente un occhio della testa a un miliar-

comprato... perché mi devi sconquassare i coglioni con la tua bontà?

dario orbo. Siccome interpretato da Alberto Sordi, non occorre raccontare

Non è che sei tu, cuore di tenebra, ad avere bisogno del mio aiuto? Help!,

la trama: te l’immagini tutta. Con un saltello qua e là, sulla soglia della sala

I need somebody, Help!, not just anybody! (Aiuto!, Ho bisogno di qualcuno,

operatoria, se la squaglia terrorizzato. Rincorso dalla moglie del riccone

Aiuto! Non di uno qualsiasi). Dedico questa pagina alla mia cara amica, con

con un occhio solo, si farà convincere nonostante la minaccia di denun-

l’augurio per il futuro di incontrare meno stronzi. Ineccepibili alcune affer-

ciare le nefandezze dell’accordo e la sua illegalità. La riccastra spietata lo

mazioni di Popper: “Sulla realtà l’uomo può solo formulare delle congettu-

mette all’angolo ricordandogli che non ha scelta. “Fuori la pupilla se vuoi

re, delle proposte da sottoporre alla critica razionale di altri uomini”. n


di

Cose di casa nostra

Il parcheggio Vip della Noè Lucidi Nel resto del mondo si pedonalizzano le aree intorno alle scuole

Maurizio Di Biagio

19

www.mauriziodibiagio.blogspot.com

n.86 lavori pubblici, Giorgio Di Giovangiacomo, che precisa come la realizzazione di quel parcheggio costerà alla casse comunali circa 30-40 mila euro. Si ricaveranno dall’attuale largo marciapiede antistante la struttura degli stalli, ancora non se ne conosce il numero effettivo, che dovranno mitigare il fenomeno del parcheggio selvaggio. A Piazza Orsini si sta pensando di posizionare degli stalli gratis nello slargo di Porta Madonna per un tempo di 20 minuti circa, in concomitanza con l’entrata e uscita degli scolari. “Due passi a piedi si possono pure fare – riconosce l’assessore Di Giovangiacomo – soprattutto per chi ha un po’ di tempo da spendere, per chi invece va di fretta, ci saranno i nuovi parcheggi”. Piazza Orsini sta facendo letteralmente i salti mortali per raschiare il fondo del barile alla ricerca di finanziamenti: Giorgio Di Giovangiacomo dichiara di aver scovato dei residui tra le pieghe del bilancio, “anche se – ammette l’assessore – la nuova opera non risolverà il problema al 100%”. Nel dibattito non fa mancare la sua voce Raffaele Di Marcello,

H

coordinatore

alle prese con estemporanei stop

alcune parti

and go che causano notevoli

d’Italia, si

di Cciclat

a fatto imbestialire terribilmente i naviganti di Facebook al pari

Teramo:

quasi di una sommossa sociale, l’idea del Comune di Teramo

“Mentre nel

di ricavare dall’ampio marciapiede della scuola Noè Lucidi di

resto del

Teramo dei parcheggi riservati ai genitori degli alunni, spesso

mondo, e in

disagi alla circolazione. A Piazza

pedonalizza-

Orsini si sta pensando di risolvere

no le aree intorno alle scuole, si istituiscono i “pedibus”, addirittura si

così, con lo sventramento del

collegano gli istituti scolastici con piste ciclabili e pedonali, a Teramo

marciapiede tra l’altro realizzato

si sperimenta la scuola drive in... entri direttamente in aula in auto

pochi anni orsono anche per

per riprendere il povero pargolo, e magari portarlo in palestra, perché

concedere agli scolari durante

ha tanto bisogno di movimento”. Ma cos’è il “pedibus”? Il Pedibus è

l’uscita un apprezzabile e conso-

un progetto nato in Danimarca nel 1990 con lo scopo di promuovere

no luogo di sfogo, di risolvere il

l’esercizio fisico nei bambini. È ormai diffusissimo nel Nord Europa

problema dei parcheggi selvaggi.

e negli Stati Uniti d’America, mentre lo è meno in Italia, ma in rapida

“Alla fine l’hanno spuntata loro! – scrive S. -; genitori con grossi suv

evoluzione in città come Torino, Genova, Bologna, Ferrara, Reggio

contro gente comune che a causa della loro maleducazione passa la

Emilia, Milano, ecc. Si tratta di una mobilità alternativa con fermate

pausa pranzo nel traffico. Ma parcheggiare alla Madonna delle Grazie

predefinite e segnalate da appositi cartelli, accompagnatori capofila

no? ‘Sti viziati, arricchiti maledetti” è lo sfogo anche un po’ troppo co-

ecc., dedicata principalmente agli scolari per raggiungere la scuola a

lorito di S. che proprio non vuole le supercar essere privilegiate davanti

piedi, per educare ad una cultura ambientale e salutistica. Il progetto è

ad altri tipi di problematiche. “Mi sto sforzando, ma ancora non riesco

infatti nato con lo specifico scopo di combattere il crescente fenomeno

a capire – replica Valentina - dove faranno questi parcheggi. Forse

dell’obesità infantile, ma si è rivelato utile anche per promuovere la

renderanno quel tratto di strada a senso unico e useranno una corsia

socializzazione e l’autostima dei bambini e cosa non secondaria ridurre

per i genitori supervip della Noè lucidi? oppure adibiranno a piazzale

il traffico veicolare nei pressi delle scuole. “C’è da dire - riprende Di

per il parcheggio il tratto di strada davanti alla scuola e devieranno

Marcello - che anche le amministrazioni devono fare la propria parte. In

il traffico davanti al tribunale e alla chiesa? O forse distruggeranno il

Inghilterra o negli Stati Uniti le scuole sorgono all’interno di vaste aree

mega marciapiede costruito con i nostri soldi proprio per i genitori

pedonali, con giardini, parchi giochi, verde, invece da noi va di moda

della Noè Lucidi e faranno una corsia per il parcheggio come c’era già

la scuola modello casello autostradale: più vicino a strade a grande

qualche anno fa. No, proprio non ci arrivo... speriamo che qualcuno

traffico sono e meglio è, così possiamo andare a prendere i pargoli con

me lo spieghi”. Prosegue M.: “Chi va alla Noè lucidi? I figli di papà e gli

l’auto fino dentro al cortile scolastico. Allora – conclude Di Marcello - in-

altri sono nessuno! Bella la nostra Teramo!!!!!”. Conclude Me., un ‘altra

vece dei parcheggi, incentiviamo il raggiungimento delle scuole a piedi,

ragazza del popolo di Facebook: “Senza parole!”.

in bicicletta o con i mezzi pubblici, e disincentiviamo l’uso dell’auto: i

All’alzata di scudi del social network replica l’assessore comunale ai

nostri bambini saranno più felici, e la città ci sarà grata”. n


20 n.86

di

Maria Cristina Marroni

Il libro del mese

Cosa tiene accese le stelle

dimmitutto@teramani.info

lavatrice, quella che nonna Maria nel

a investire sul loro futuro, rendendoli

novembre del 1955 acquistò, commutan-

consapevoli del valore del lavoro. Oggi c’è

dola con una Fiat Seicento che il marito

invece “la percezione che questo Paese

le aveva regalato. Quella sera stessa la

non vada avanti. Io sapevo che avrei

signora, madre di sei figli, smise di fare a

guadagnato più di mio padre e anche lui

mano il bucato e riprese in mano un libro,

lo sapeva, e questo lo faceva sentire bene,

sentendosi rinata: “era il gesto di tornare a

così i miei genitori avevano la ragionevole

leggere che faceva la differenza, era l’idea

speranza che io e mio fratello saremmo

di aver riconquistato un po’ di tempo” per

vissuti meglio di loro. Oggi, invece, la sen-

lei sola.

sazione è che i figli staranno peggio e che

C’è poi l’attrice Franca Valeri che lamenta

nel Paese non ci sia più spazio”.

nel mondo contemporaneo rapporti trop-

Potrebbe sembrare che nel libro domini

po amichevoli persino tra genitori e figli. I

la nostalgia per il passato, ma non è così.

genitori per timore di essere ritenuti auto-

Infatti l’autore dice che il fine del suo

ritari “diventano arrendevoli e permissivi”.

pamphlet è quello di “capire se il declino

Il messaggio che ne deriva è che “tutto è

e il pessimismo siano una condizione cui

semplice, facile, che la fatica può essere

noi italiani non possiamo più sottrarci, per scoprire se sotto la superficie della paura e del cinismo esistano ancora energie fre-

di Mario Calabresi

sche, speranze di cambiamento e passioni da far emergere”. Calabresi risponde ai lettori e a se stesso

C’

che ci sono esempi di persone appassio-

scorgendo ora il sole ora le stelle. Le

ha raggiunto livelli terribili, è la cosa più

stelle illuminano la notte per guidare il

negativa che ci sia, perché cancella dav-

percorso degli uomini, i loro sogni, le loro

vero ogni possibilità di riscatto e cambia-

fantasie. “Forse s’avess’io l’ale/ da volar

mento. Innamorarsi delle proprie sfighe è

su le nubi,/e noverar le stelle ad una ad

rassicurante e ti fa vivere in un territorio

una” disse Leopardi vivendo un estatico

protetto, in un mondo che riconosci e ti

rapimento dinanzi alla scena dell’universo:

rassicura. Ogni epoca impone una forma di

da qui il suo vibrare con le stelle; da qui

resistenza, la nostra è non essere lamen-

il desiderio dell’infinito; da qui il pensiero

tosi”. Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti,

dell’eternità.

apostrofa i giovani perché le lamentele

Anche Mario Calabresi ragiona con gli

rallentano il cambiamento e spesso lo

astri, quelli che scorge in un cielo che oggi

ostacolano completamente. “Gli ottimisti

appare buio del colore della pece e dedica

cambiano il mondo; i pessimisti piagnu-

nate che ce l’hanno fatta a superare le

è chi cammina a testa bassa,

ambasce. Il passato va recuperato per gli

guardando i propri piedi e la

insegnamenti positivi, ma anche come

strada che ha timore di percor-

monito per gli errori da evitare.

rere, e chi invece guarda in alto,

“La cultura della lamentela in questi anni

il suo libro Cosa tiene accese le stelle a

colano perché non è cambiato” (Beppe

quanti si muovono sospinti dai desideri,

eliminata dalle nostre vite”. Così la società

Severgnini).

che non attendono momenti migliori per

involve.

Il libro di Calabresi si oppone quindi a ogni

agire, ma accettano la quotidianità senza

Giuseppe De Rita racconta come nel 1963

debole resa, nella consapevolezza che

arrendersi. L’autore compie un viaggio

con un gruppo di amici fondò il Censis, un

ogni individuo possa rinnovarsi.

attraverso l’Italia, raccontando storie

ente di ricerca. Oggi compiere un’opera-

Mark Twain diceva: “Tra vent’anni sarai più

esemplari di persone note, ma anche co-

zione simile sarebbe una follia.

deluso dalle cose che non hai fatto che

muni. Con tenacia e determinazione essi

L’economista Mario Deaglio ricorda una

da quelle che hai fatto. E allora molla gli

hanno realizzato obiettivi ambiziosi. Dalla

scuola davvero meritocratica, che garan-

ormeggi. Lascia i porti sicuri. Lascia che

rassegnazione infatti nasce un’inquietudi-

tiva una preparazione autentica a tutti,

gli alisei riempiano le tue vele. Esplora.

ne insanabile e anche il più grande talento

vero e proprio ascensore sociale. Rileva

Sogna”. (Mark Twain)

scema senza un pizzico di follia. “Be

poi, anche lui, una sostanziale differenza

Alziamo allora la testa per tornare “a

hungry, Be foolish” (Steve Jobs).

nel rapporto tra genitori e figli. Questi non

riveder le stelle”, per cercare tra le tante

Calabresi apre il suo excursus da una

venivano viziati con oggetti, ma si pensava

la nostra, la più autentica. n


a cura di

Note linguistiche

Maria Gabriella Di Flaviano

21 n.86

Il Gergo

I

dimmitutto@teramani.info membri di una società segreta, oppure quello della malavita. Gergo più recente è quello dei paninari a base di troppo giusto, cuccare, sfitinzia ecc. che può essere considerato in maniera più ampia un linguaggio di gruppo. Non bisogna, però, confondere tra

l Nuovo Zingarelli, vocabo-

loro gergo e sottocodice, gergo

lario della lingua italiana,

e lingua, gergo e dialetto. Non si

(Zanichelli, Bologna) definisce

può, infatti, considerare gergo il

il gergo “Lingua criptica”, spe-

linguaggio dei medici, solo perché

cialmente per quanto riguarda il

usa una terminologia che non vie-

lessico, utilizzata da una comuni-

ne compresa dai pazienti: il gergo

tà generalmente marginale che,

non ha la specificità e il rigore

in determinate condizioni, avver-

dei linguaggi settoriali, non ha

ta il bisogno di non essere capita

l’originalità e il potere comunica-

dai non iniziati o di distinguersi

tivo della lingua, non ha il valore storico e culturale del dialetto.

dagli alri”. Da questa definizione si evince che il gergo è, quindi,

È un sistema di comunicazione artificioso che non si evolve e

un linguaggio “segreto”, “protet-

non muta. È interessante notare che esistono anche gerghi della

tivo”, di “difesa”, soprattutto per

cosiddetta “gente bene” che non sono meno artificiosi dei gerghi

quanto riguarda la scelta e l’uso

della “gente male”.

delle parole, usato dalle comuni-

Tale gergo inventa strani neologismi, abbonda di termini stranieri,

tà che in genere vivono ai margini della società e che preferiscono

soprattutto di termini e modi di dire italianizzati, ama esagerare

non essere capite dagli altri.

o minimizzare in modo fasullo le espressioni che attinge da altri

Per portare degli esempi si può dire che il gergo è il linguaggio dei

linguaggi. n


di

22

In giro

n.86

Il territorio di Crognaleto

Sergio Scacchia

mens2000@gmail.com

Fu proprio a Frattoli che abili artigiani realizzarono la splendida statua della Madonna delle Grazie, venerata nel santuario francescano di Teramo, dove approdò alla fine di un grande pellegrinaggio attraverso Piano Roseto, Macchia Vomano e giù verso Montorio. La Vergine, vestita di drappi pregiati come si conviene ad una regina, pare che, in groppa ad un mulo, se la vide brutta alle porte del capoluogo. La bestia affaticata, inciampò e rotolò pesantemente sul greto del fiume Tordino, proprio sotto la strada. Urla disperate dei fedeli che credevano di trovare la statua in mille pezzi. Ma la Madonna delle Grazie rimase illesa e si gridò al miracolo. L’opera, che di certo conoscete bene, è fantastica! La bellezza del volto

Sui sentieri del silenzio

espressivo, il capo reclinato verso il Bambino, le mani affusolate, danno l’idea della bravura degli

“Agli occhi dell’uomo tutte le sue vie sono rette, ma chi pesa i cuori è solo il Signore”. (Proverbi 21,2).

I

artigiani montanari. Ancora oggi Serafino Zilli, l’ultimo di una famiglia di scalpellini d’epoca, fa risuonare le vecchie contrade del battito del suo

ntorno a Crognaleto, con la sua

martello. Gran parte delle chiese

frazione principale, Nerito, insiste

nella Laga teramana e molte

una miriade di minuscoli paesi,

antiche abitazioni sono state

anche se i boschi stanno mangiando

abbellite dall’estro e dall’arte di

i rustici abbandonati e i sentieri antichi,

questi uomini dediti all’arenaria,

inghiottendo parte dei segni della vita degli uomini.

Statua madonna delle Grazie

azzurra all’origine, beige corrosa

Fra questi borghi c’è Frattoli a 1115 metri sul livello del mare, che conserva, oggi, più di una chiesa antica con stupendi altari lignei e con mura, dove sono ancora visibili delle belle iscrizioni del 1400, 1500, impresse anche su stipiti e portali. Trovo stupenda San Giovanni Battista in stile gotico con il suo inaspettato portico seicentesco delle “logge”. Il paese dipendeva da Amatrice, poi nel XVII secolo, entrò a far parte del Ducato di Atri della potente famiglia degli Acquaviva che, da queste parti trascorrevano giorni di vacanza. Il borgo, dal quale si gode il panorama forse più bello del comprensorio, è stato a lungo un centro artigianale conosciuto nell’intaglio del legno e nella lavorazione della pietra. Chiesa San Giovanni Battista (portico ) Monti della Laga

dalle intemperie e dal trascorrere del tempo. Inventarsi la vita in queste valli profonde non è stata cosa facile sia per l’asprezza dei luoghi, che per gli inverni lunghi. La storia da queste parti non è altro che il racconto a volte difficile da credersi, dei sacrifici e della tenacia con cui la gente ha vinto le difficoltà di un mondo avaro di risorse. Il lavoro artigianale dei tanti uomini come gli Zilli, si confonde ad ogni passo con la storia umana e civile dei primi insediamenti, dello sfruttamento dei boschi e dell’arte di lavorare pietra e legno servendosi dell’ingegno dei valligiani. I fratelli, giunti fin qui da Campotosto, diedero i natali anche a Amedeo che, padre di dodici figli quasi tutti maschi, ripopolò Frattoli di muratori e scalpellini. Alto e grande di aspetto, sorta di armadio umano, incuteva


Cervaro

tra boschi e costoni impervi, i valichi un

Ogni volta mi ci reco, ho l’impressione di

tempo importanti vie di comunicazione,

essere in un luogo autentico, genuino. È

sono tornati ad animarsi non più percorsi da

come vivere in una grande famiglia e riunirsi

23

boscaioli e pastori, ma da camminatori che

tutti nella piccola piazza come in un salotto

vogliono riscoprire la cultura montana.

di casa. È l’icona di una bellezza di vita che

n.86

Sono molti i paesi che meritano attenzione:

non esiste più. Magari la gente di allora, oggi

Cervaro con la bella chiesa di S.Andrea,

è malandata. Un tempo si poteva morire a

Altovia e Aiello, con il tempio cinquecen-

vent’anni ma arrivare anche a cento per via

tesco dei santi Silvestro e Rocco e Tottea,

di una naturale selezione genetica. n

villaggio costruito su di un enorme masso di arenaria dove si trova un Ecomuseo e un

Visitate il mio blog:

Centro di documentazione del Parco.

http://paesaggioteramano.blogspot.it

timore a prima vista, ma era di una bontà

A proposito del borgo di Tottea, chi ha

infinita. Ha lasciato varie testimonianze

voglia di arrivarci non perda la chiesa di San

della sua abilità artistica, dalla torretta della

Michele Arcangelo con il suo tetto a capanna

chiesa di Padula, ai finestroni di Cesacastina

e il piccolo campanile a velo. La storia del

o gli altari a Frattoli.

tempio sacro si colorò nel 1921, delle tinte

La pietra, vera regina di questi luoghi si

fosche tipiche degli eventi più drammatici.

riconosce ancora oggi tra gli scempi delle

A causa di alcune candele votive accese per

costruzioni moderne. Si capisce la squadra-

devozione alla Vergine Maria, si sviluppò un

tura dei blocchi fatta a mano per stipiti di

incendio immane. Nel rogo andarono distrut-

porte e finestre, s’intuisce facilmente che

te delle statue settecentesche, arredi sacri, il

queste mura non temono nessun terremoto.

prezioso soffitto ligneo dipinto e il più grande

In molti paesi, riattati i rustici e le antiche

organo a canne della Diocesi, vero orgoglio

case, le vecchie comunità si ritrovano nelle

del paese. Oggi, Tottea mostra vecchie case

brevi stagioni estive. Cresciuto il benessere

in pietra arenaria, portali, soglie che hanno

economico, è nato un nuovo atteggiamento

resistito nei secoli e che testimoniano il

nei confronti dell’ambiente. I secolari sentieri

valore della pietra per la gente di montagna.

Il Gran Sasso di notte visto da Frattoli

Cesacastina tra i suoi boschi


di

24 n.86

La storia

Ernesto D’Evangelista Il nobile sentimento di un quasi analfabeta

C

Antonio Parnanzone

dimitutto@teramani.info

sofferenze altrui. Il richiamo alle armi nei primi anni quaranta è un momento di paura nonostante la forte e decisa tempra caratteriale. Animato da un forte spirito religioso trova la forza di resistere e non farsi prendere dallo scoramento. Sposato con prole, Ernesto conosce in parte gli orrori della seconda guerra mondiale. Paure, ansie, stenti e disagi opprimono il suo pensiero di non rivedere i propri cari. Ad aggravare la situazione è la febbre da malaria contratta in un momento di grande difficoltà sociale per la cura della malattia. Scrive: “La sera si accostò al mio letto un Sacerdote che mi convinse a confessarmi. La mattina dopo mi risvegliai in piena salute, senza febbre. Stavo bene e ringraziai il Signore per la grazia ricevuta”. Non è dato sapere se si sia trattato di vero miracolo o guarigione da cure. Resta comunque un attestato di convinzione religiosa che sicuramente lo ha aiutato a guarire dal male. Anche nei momenti più duri può esserci qualcosa di conforto. Non avrebbe mai immaginato di rivedere il fratello in quell’angolo d’Italia dove bombardamenti e atrocità erano

iò che si nasconde nell’intimo di

all’ordine del giorno. Invece: “Dopo due

ognuno di noi è difficile da esplorare.

giorni arrivò la lettera di mio fratello

Nei meandri del nostro “ io” più pro-

Giovanni. Non si sapeva dove si trovava

fondo, a volte si annidano inaspettati

perché la censura militare aveva tolto

sentimenti. Che si tratti di persona colta o

ogni riferimento. Non aveva cancellato,

analfabeta, certe prerogative fanno parte

però, l’indicazione della Provincia di

dell’animo non modificabili dai processi

Brindisi”. Il richiamo dell’affetto familiare

di acculturazione o da altri fattori esterni.

spinge Ernesto nella ricerca del fratello: “un

Vivono perché sono nati così e tali restano.

giorno del mese di marzo 1944, freddo

La vita di campagna, quando ancora era

e buio, per il forte amore di fratellanza”

affidata alla sola forza dei muscoli, temprava

partì alla ricerca di Giovanni e dopo tanto

modi e usi con il peso della fatica. Il rude

cercare lo trovò e “finalmente abbracciai

aspetto esteriore manifestava una evidente

mio fratello e restammo tutta la notte a

condizione di disagio e non faceva capire

raccontare le avventure passate”.

cosa si nascondeva nell’interiorità dei poveri

Il fronte di guerra risale dal sud verso nord,

contadini che Ignazio Silone li aveva eletti

mentre loro, benché liberi per l’ armistizio,

a protagonisti dei suoi romanzi, affettuosa-

non possono far ritorno a casa in quanto le

mente chiamati “cafoni”. Per la quasi totalità

nostre parti sono sotto il controllo tedesco,

analfabeti, oltre alla forza fisica necessaria

non ancora liberate dalle truppe alleate.

per la sopravvivenza, esprimevano anche

Arriva il giorno di partire, naturalmente a

nobiltà d’animo perché non erano teste vuo-

piedi, e in molti indicano ai due fratelli la

te. “Durante la mia fanciullezza mi nutrii

via del “tratturo”, percorso che i pastori

di poco pane e di assai sogni. A l’età di

abruzzesi seguono per il trasferimento delle

sei anni cominciai ad andare a scuola

greggi. Seguono giorni di cammino con

e sino a 12 anni frequentai la terza ele-

tante difficoltà da superare, non ultima la

mentare. Nel mio paese non c’erano più

presenza di militari che presidiano le vie

scuole”, è ciò che scrive Ernesto D’Evangelista nel suo diario. Semplici

più praticate. Dettato dalla necessità, Ernesto aguzza l’ingegno per

parole piene di significato scritte da un contadino con un bagaglio

eludere la ferrea sorveglianza dei militari appostati sull’altra sponda

culturale di appena tre anni di scuola elementare. Sintetizza la sua

del fiume Trigno in Molise e dice al fratello: “Tu che non sai parlare

difficile condizione legata soprattutto alla sopravvivenza e per il resto

devi piangere davanti al Comando, mentre io parlerò perché so

lasciato all’immaginazione dei suoi sogni.

farlo bene”. Lo stragemma convince i militari e così i due hanno via

Nel manoscritto l’autore racconta le fasi salienti della sua vita: il suo

libera per il prosieguo del loro cammino verso casa.

matrimonio, la nascita dei figli, il servizio militare e l’esperienza della

Rientrato a casa e dopo aver riabbracciato i suoi cari, la dura vita

seconda guerra mondiale, il matrimonio dei figli e infine il congedo

di campagna gli si ripropone davanti con il peso della famiglia da

dalla vita terrena. Sapersi accontentare dell’essenziale era una virtù

sostenere, dopo aver lasciato quella paterna. Il vero problema non è

di pochi in quel periodo per apprezzare degnamente l’esistenza

il peso dei cari, bensì la insostenibile condizione di subalternità alla

terrena. Gli altri si perdevano spesso nell’inedia e nella rassegnazione

quale è sottoposto dal latifondista proprietario della sua “campagna”,

profonda, mentre altri assistevano da spettatori senza curarsi delle

sicuramente di pochi scrupoli. Scrive ancora: “Essendo che il padro-


ne della campagna è cattivo, pensavo

forza e con il cervello. La mia testa ha

do Dio mi chiamerà nell’eternità, andrò

sempre e pregavo Dio di avere la felicità

saputo sviluppare bene il modo di stare

serenamente perché sono malato, ma

di comprare una casa e un pezzo di terra

bene e di fare una vita discreta. In dieci

contento di aver fatto il mio dovere su

25

per non essere più schiavo dei padroni”.

anni ho affrontato cinque matrimoni (dei

questa terra. A te sposa diletta ti ripeto

Parole eloquenti che non lasciano alcun dub-

figli) e ringrazio i miei figli che hanno

di amare i figli, nipotini e generi fino a

n.86

bio sulla causa di certe condizioni di disagio.

quando Dio ti chiamerà per raggiungermi

Il sogno si avvera di li a poco e così trova un

nell’eternità per godere insieme il Paradi-

po’ di meritato sollievo.

so, se saremo degni di andarci”.

Nel frattempo per i cinque figli, ormai giova-

Un grande amore per quella parte di se stes-

ni, arriva il tempo di sposarsi e in occasione

so (figli, nipoti e generi) che lascia sulla terra

dell’ultimo matrimonio, quello di Rita, espri-

per l’approssimarsi del fatidico momento del

me soddisfazione scrivendo: “Fu la giornata

trapasso, ai quali ha dedicato una vita intera

più felice della mia vita e mi sentivo

per donare loro tutto il bene possibile. La

orgoglioso di aver fatto il mio dovere su

grande fierezza di vederli nascere, crescere

questa terra”. Non c’è denaro ed altri averi

e poi lasciarli al loro giusto destino con la

materiali che tengano di fronte all’affetto dei

consapevolezza di aver adempiuto appieno

suoi figli per averli accompagnati a formare

al dovere di padre. Poi il commovente pen-

ciascuno la propria famiglia con il poco che

siero rivolto alla moglie; un invito a donare

ha potuto offrire loro. Altri tempi, quando

gli ultimi affetti alle sue creature per poi rag-

l‘arrivismo per il frivolo dei nostri giorni non

giungerlo presto nell’aldilà dove l’aspetta per

era ancora conosciuto.

godersi insieme l’eternità. Parole intense e

L’essenza di una vita intera, trascorsa con

lucide, frutto di una inossidabile fede, scritte

tanta intensità per le forti emozioni, risiede

in un momento che per altri è di smarri-

in un momento di riflessione quando ormai

mento per la fine terrena ormai prossima.

la sua esistenza è minata dalla malattia.

dimostrato affetto verso di me e mia mo-

Non esprime rimpianti per i torti subiti, ne

Trova la lucidità di ringraziare i figli e la mo-

glie. Ringrazio la mia consorte, la quale

quello che poteva essere e non è stato. E’ il

glie, contento di aver assolto i suoi doveri di

poverina ha condiviso con me la fatica di

commiato senza clamore di Ernesto dall’esi-

padre, in un testamento spirituale di grande

crescere cinque figli. Quante sofferenze

stenza terrena e in punta di piedi si avvia ad

forza d’animo, pronunciando un arrivederci

patite insieme, ma sempre orgogliosi di

attraversare lo spartiacque che lo conduce

nell’aldilà e lo fa così : “Ho lavorato con la

vedere i nostri figli crescere bene. Quan-

nell’aldilà. n

La mostra

di Floriana

Ferrari

Paris en liberté

vita bohémienne ed artistica, agita nei monumenti più significativi dai parigini, en plein air. Sono esposte più di 200 fotografie, in bianco e nero, scattate tra il 1934 e il 1991. Son sujet de prédilection, ce sont les Parisiens: les femmes, les hommes, les enfants, les amoreux, les animaux et leur façon de vivre la Ville Lumière. (Il soggetto prediletto sono I Parigini: le donne, gli uomini, gli innamorati, gli animali e il loro modo di vivere la Ville Lumière). Un’emozione unica e collettiva, una folla partecipante e

di Robert Doisneau

motivata è intervenuta all’inaugurazione di Milano. Un pubblico variegato

A

di Doisneau, spaccati di vite vissute, tempi lontani ed ancora attuali, da

del fotografo francese Robert

più amati come il Pont des Arts, fotografie ricomposte in cubetti come

Doisneau (1912-1994). La

giochi, un puzzle da ricomporre. Parallelamente alla Mostra di Doisneau,

Mostra, promossa per iniziativa

la Fondazione Cineteca Italiana ha riproposto una rassegna tematica,

della Provincia di Milano e

per ripercorrere l’atmosfera Parigina, con la proiezione di capolavori

della Fondazione Alinari con la collaborazione della Ville de Paris, è stata

del cinema: “Ninotchka” con la regia di Ernst Lubitsch; “Les portes de la

presentata a Parigi all’Hotel de Ville, a Tokio, Kyoto e al Palazzo delle

nuit” con la regia di Marcel Carné; “Zazie dans le metrò” di Malle; “Hotel

Esposizioni di Roma, prima di approdare a Milano dove vi resterà fino al

du nord” di Carné; “I 400 colpi” con la regia di François Truffaut; “Prix

5.05.2013. L’artista Robert Doisneau , il più illustre rappresentante della

de beauté” di Genina; “Les Dames du bois de Boulogne” con la regia di

fotografia umanista in Francia, ha testimoniato un duo inscindibile con la

Robert Bresson; “Funny Face” di Donen; “Vivre sa vie” con la regia di

sua città, fotografata in tutti gli angoli, ambienti sociali, intellettuali, nella

Jean - Luc Godard. n

di famiglie con bambini, coppie, studenti, artisti, esperti del settore si è diramato negli spazi espositivi, per immergersi nelle immagini imperanti ripercorrere con occhi nuovi. Sentieri in bianco e nero, l’artista fotografa-

Milano, allo Spazio

va di tutto, facendosi trasportare dallo stupore, non perseguendo nessun

Oberdan, il 19 febbraio,

metodo filologico o documentaristico, ma solo muovendo dal grande

è stata inaugurata la

amore per la sua città, vissuta con sguardo contemplativo.

Mostra “Paris en liberté”

Era sempre in cerca di emozioni da catturare, scatti presi nei luoghi


di

26 n.86

Cinema

Mumbo Django L’ultimo capolavoro di Quentin Tarantino

N

Leonardo Persia

dimmitutto@teramani.info

la storia: nientemeno e soprattutto la Storia, il passato «ecstatico» di cui parlava Heidegger. Anche il nuovo Django serve a porre in crisi il presente, ri-trasformandolo in futuro. E’l’eroe franco, nero (Jamie Foxx), un semidivino Hercules Unchained (titolo USA di Ercole e la Regina di Lidia) all’attacco della Fortezza Europa e Occidente, oggi riconsolidatasi come integerrimo sistema di potere ufficiale. Ben esemplificata dalla white house di Calvin Candie (Leonardo Di Caprio), sadico schiavista capitalista (i termini sono sinonimi), albergo simbolico di Elisa e Für Elise, la dialettica dell’illuminismo, i libri mal o mai letti e il bon ton assassino. Il luogo dov’è prigioniera Broomhilda (von Shaft!!!, Kerry Washington), replica non solo della figlia di Odino, rispetto alla quale Django riceve esplicitamente l’investitura di novello Sigfrido, ma pure di una bella ragazza da saloon (nera) di un altro western corbucciano, Gli specialisti. Lo stesso film francese (con Johnny Halliday e Françoise Fabian) da cui proviene anche Sheba, presente nella lussuosa stanza Giulio

on esiste purezza etnica o narrativa preservata. Tarantino

Cesare, fascistizzato e francesizzato luogo infernale di combattimenti

ribadisce che il testo, risolto esclusivamente in altri testi, è

mandingo (uno dei fighters si chiama Big Fred, come la superstar Fred

sempre sconfinato e sovrapposto, quanto il corpo e le «razze».

Williamson).

La vittima (Kill Bill), la donna (Death Proof), l’ebreo (Inglorious

Django vi accede nel ruolo, fra i tanti, di Charlie il guercio, omaggio

Basterds) precedono ed eccedono il nigger dell’instabile forma essere

a Richard «Shaft» Roundtree del film Charley One-Eye. Qui tutta una

e tempo di Django Unchained, remake

serie di associazioni di idee esplicano il

vendicativo, plurimo e basterdo di ogni

metodo Tarantino (o anche, perché no?,

possibile cultura subalterna, denso di ma-

godardiano) fatto di «carta e non calco»

teriali e affetti, una compilation di ritornelli

deleuze-guattariano. Ovvero macchina

visivi, piattaforma mobile di musica/segno

astratta di «decomposizioni strutturali

dove il regista sbalordisce per la sua bra-

interne, non sostanzialmente differente

vura di dee-jay archivista della memoria

da una ricerca delle radici». Radici, certo.

audio e video.

Dello sradicamento, per assurdo, in

Quel nome nomade trans-formato, Djan-

questo caso. Roots. Il film parla la lingua

go, ricomprende già un destino esteso a

nera del Black Atlantic, sembra proprio un

millepiani virtuali in cui ognuno è tanti.

rituale mandingo mumbo jumbo, apparen-

Il Jean detto dai Rom o il John di ebraica

te nonsense di scivolose riconfigurazioni.

pronuncia, a designare la persona assai

Sconfessa l’univocità, introduce alla

attesa, l’eroe riscattante. Affine, non solo

politica del fluido. Nella stanza simbolica

nominalmente, al più baadasssss degli

vi convivono lingua francese (mal parlata

orixás neri, Changó/Xangô dio del fuoco

o non compresa) e Léonide Moguy (il regi-

e del fulmine, santabarbara ambulante

sta della bontà e dei valori alti d’Europa),

di munizioni quali frecce, machete, ascia,

antico Egitto e antica Roma. Anche Franco

lancia, daga. Il cowboy-spaghetti di Franco

Nero e il suo valletto Umberto (Lenzi?).

Nero (nero!) ne aveva per l’appunto le

Sono le stazioni di una serie di erculee

stimmate. Fulmineo con la pistola, dove

fatiche in divenire, dentro le quali aberra-

il musicista zingaro da cui aveva preso il

zione e resurrezione vanno di pari passo.

nome risultava impareggiabilmente veloce

Django è il brutale black buck della tradi-

con la chitarra. Nonostante le mani muti-

zione sudista americana che la blaxploi-

late o maciullate, nonostante la diversità

tation fece diventare il superbad mutha,

etnica (vale pure per l’italiano precipitato

fantasma ritornante vendicatore. Ricol-

in un genere americano). Per questo ama-

locato nel passato da cui originò (Texas,

to e giamaicanamente dub-bato dal Jimmy Cliff di The Harder They

1858), riscritto con la consapevolezza geologica del divenire storico,

Come, asceso tra gli alieni di Star Wars (il cacciatore di taglie Jango

e perturbato a partire dal concetto di storia come finzione (cfr. Marc

Fett) e precipitato nella storpiatura/imbastardimento Z di uno Shango,

Ferro). Corpo dove il vintage ‘70 passa per la deterritorializzazione e

la pistola infallibile o dello Shaniko di Vendetta per vendetta (di Mario

destratificazione hip hop, un campionamento continuo di rivendicazio-

Colucci). Tarantino amplifica ulteriormente le stratificazioni, ricollocan-

ni senza confini. Al fianco dell’eroe, un comprimario bianco a mo’ di

do con un punto di vista altro, sub e decodificato, non soltanto il plot,

tradizione letteraria americana (Twain, Caldwell, Faulkner, ma pure 48


quale espiazione in vista dell’ascension o,

27

meglio, come crossroad, punto di incon-

n.86

nuovo nel Sukiyaki Western Django di Miike Takashi). Ora non c’è. Se non virtualizzata

tro tra gli opposti, alla base di quasi tutta l’estetica nera. Diversi registi bianchi hanno saputo aderirvi. L’Eastwood di Mezzanotte nel giardino del male, il Demme di Beloved, il John Sayles di Honeydripper, film che sanciscono il riconoscimento dell’ «esistenza simultanea» (parole di Amiri Baraka). E ore o Arma letale, la parodia Richard Pryor &

il libro sacro (proteggeva invece in Requie-

Gene Wilder). King Schultz (Christoph Waltz)

scant di Lizzani e nell’hitchcockiano Il club

è il raffinato bounty killer tedesco, between

dei 39). Sono ammiccanti punti di partenza,

Usa e Europa, giustizia e crudeltà, civiltà e

tracce che spalancano abissi di insubordi-

barbarie, il rovescio radicale ma non troppo

nazione temporale, un linguaggio sospeso

(ossimoro?) del nazista di Bastardi senza glo-

nella spirale Vertigo del tempo, proprio alla

ria, a sua volta rovescio di mille altre cose,

Chris Marker. Non sterile gioco citazionista,

trasgressiva metamorfosi di un’ortodossia

piuttosto la densità e la discontinuità critica

narrativa storica. Django Unchained riscrive,

dell’immagine-movimento di cui parlava

tra i tanti, Sentieri selvaggi dove l’eroe va a

Deleuze.

riprendere la donna rapita dai selvaggi (non

Attraverso questo gioco si dirama un’amplifi-

gli indiani, i bianchi). Il fondamentalismo

cazione politica di concetti. Django nero pro-

appartiene infatti alla civiltà. A quel KKK

cede attraverso un’educazione/abiezione, in

beffeggiato in stile Mel Brooks. Allo stesso

una crescita parallela al suo cadere in basso

Quentin che, in un ruolo white trash, sceglie,

(alto). King gli insegna parole, parabole,

sia pure per interposto eroe, di farsi saltare

paradossi e orrori (l’uccisione di un bandito

in aria.

davanti al figlio), lo immette in una società

Tarantino aspira e moltiplica, concatena. Il

già dello spettacolo, facendogli (s)coprire

tedesco spunta in the dark col suo carretto

diversi ruoli in ascesa sociale (corrispondenti

fantasma di dentista ambulante (Greed

a una progressiva abiezione morale), gli dà

di Stroheim? Film sul denaro/cancro, con

l’identità, il nome (e parte I Got a Name di

svolta western finale), trainato da un cavallo

Jim Croce). Da schiavo a fasullo valletto, da

Fritz (Lang?) in un bosco dal fascino voodoo,

finto esperto di lottatori mandingo a rivoltan-

anticamera di una trasformazione e di un

te Freeman nero schiavista al cospetto del

simbolo di trasformazione. Sottrae Django al

più lurido e untuoso zio Tom mai visto sullo

ruolo di schiavo, condiviso con altri quattro

schermo (un grandioso Samuel Jackson,

neri, proponendogli, affrancandolo, di

imbiancato nei capelli e nelle sopracciglia, su

diventare socio in affari. L’uomo potrebbe

modello del primo demoniaco house nigger

individuare i fratelli Brittle, suoi crudeli schia-

cinematografico, quello di Within Our Gates,

visti, illegal and wanted, gran bottino per

a firma nera di Oscar Micheaux). Alto è bas-

King. Cotti e mangiati, cioè immeditamente

so e basso è alto. Oppure solo chi cade può

snidati e fatti fuori. Una quest sufficiente per

risorgere. Nella cultura bianca e in quella

un film intero, bruciata in una premessa di

afro. Siamo nell’Atlantico nero, due sono uno

nemmeno venti minuti dove sfilano già milio-

e uno è due (e più…).

ni di citazioni, la vera trama.

La possessione del dio, che nei riti voodoo

Il personaggio del tedesco è ispirato al John

cavalca il devoto, come Django il cavallo,

King (Richard Harrison) di Lo chiamavano

sbalordendo tutti, tra le capre, a Daughtrey,

King, richiamato in musica del medesimo

Texas (score morriconiano da Gli avvoltoi

Luis Bacalov del tema di Django cantato da

hanno fame), è proprio il ridimensionamen-

Rocky Roberts. Il plot schiavista proviene più

to in vista del riscatto. Laddove il cavallo in-

dal tardo Django 2 di Rossati che non dal

carna il sub-umano, la bestia in noi (cfr. Jung)

prototipo di Sergio Corbucci. Da quest’ulti-

la capra raffigura il principio maschile risor-

mo, però, uguale musica (La corsa) e uguale

gente, la futura cornucopia, segno di anima

scena/incipit, con Django a sorprendere dei

purificata, soul. Il punto di comunicazione

cattivi mentre frustano una donna. Uno dei

tra gli opposti è proprio la croce, immagine

fratelli banditi, che sevizia citando la Bibbia,

emblema del primo Django e di quasi tutto il

viene ucciso da un proiettile che trapassa

cattolicissimo spaghetti western (presente di

adesso Quentin Tarantino, nel privilegiare i punti di passaggio. A conti fatti, il suo Django si ritrova sempre dinanzi a una nuova porta. Ingressi di città, di case, ingressi di nuovi ruoli. Esprime il segno di frattura tra schiavisti e antischiavisti, vittima e carnefice, legge e trasgressione (quello sceriffo/bandito, quella libertà e quei soldi conseguenti all’uccidere…). Incontra, nel modo della mitologia peul, le varie persone della sua persona, le potenzialità positive o negative che sonnecchiano dentro di sé. E ciò implica una scelta morale. Morale è soprattutto l’autore del film, stra-pulp nelle scene simboliche di genere (Django sterminatore di un’infinità di tutti, al pari di Jim Brown in Slaughter’s Big Rip-Off), eppur pudico quando l’orrore risulta vero (i cani che sbranano D’Artagnan, la scena più forte, messa fuoricampo o quasi, ripetizione straniata e agghiacciante della scena dell’orecchio reciso nel primo Django, già duplicata ne Le iene). I primissimi piani leoniani degli occhi sono il contrappunto di resistenza a tanto orrore agito, la premessa a un nuovo umano sguardo. Tarantino fa la cosa giusta, proprio come il suo Django. Checché dica o pensi Spike Lee. n


di

28

Salute

n.86

L’ematuria Un sintomo da non sottovalutare

Carlo Manieri

Urologo carlo.manieri@tiscali.it

liciali, uretere, vescica), patologia benigna e maligna della prostata, patologia traumatica, patologia iatrogena (dopo intervento chirurgico, cistoscopia, cateterismo, ecc.). Esistono ovviamente anche cause nefrologiche ovvero da patologia medica del rene (come le diverse forme di glomerulonefrite e nefrosi, gli screzi da uso di farmaci, ecc.), cause sistemiche (per esempio da deficit della coagulazione), le classiche ematurie da esercizio fisico. Ogni paziente in caso di ematuria deve rivolgersi tempestivamente al proprio Medico.

I

Non esiste uno standard diagnostico strumentale o per immagine, ma

ematuria la presenza di sangue è evidente anche ad occhio nudo e

essere causato dall’assunzione di alcuni farmaci ed alimenti, dall’eli-

tale da colorare francamente le urine di colore rosso.

minazione con le urine di sostanze derivanti da emolisi, da processi

L’ematuria è la manifestazione clinica di una perdita di sangue, che

degenerativi muscolari post-traumatici.

potenzialmente può verificarsi in ogni punto dell’apparato urinario:

Altrettanto necessari devono essere alcuni esami ematici di funzio-

rene, cavità renali (calici e pelvi, da dove le urine, secrete dal nefrone,

nalità renale ed una ecografia dell’apparato urinario. Quest’ultima

unità funzionale del rene, vengono convogliate in vescica attraverso

ci dà un quadro abbastanza accurato, anche se non conclusivo,

gli ureteri), ureteri, vescica, prostata, uretra, ovvero il canale attraver-

della morfologia dell’apparato urinario. A questo punto Il paziente

ogni paziente deve essere valutato in base all’età, le caratteristiche

nnanzitutto alcune definizioni: per ematuria si intende la presenza

dell’ematuria, gli eventuali sintomi associati.

di sangue nelle urine; nella microematuria la presenza di sangue è

Routinario dovrebbe essere in ogni caso un esame delle urine, che

minima, non visibile ad occhio nudo ed evidenziabile solo con un

tra le altre cose consente di verificare l’effettiva presenza di sangue,

semplice esame di urine; nell’ematuria macroscopica o macro-

in quanto un colore anomalo delle stesse, anche se raramente, può

so il quale le urine vengono

dovrebbe essere inviato

emesse all’esterno.

allo specialista Urologo che

Sono poi fondamentali le

valuterà l’opportunità, caso

caratteristiche dell’ematu-

per caso, di un approfondi-

ria: iniziale se è presente

mento diagnostico con ulte-

solo all’inizio della minzione,

riori indagini, che potranno

terminale se si manifesta

andare dalla cistoscopia alla

nell’ultimo getto di urine,

citologia urinaria, esame

totale se presente durante

che consente di rilevare

l’intera minzione. Di rilievo

con buona sensibilità e spe-

è anche la valutazione del

cificità la presenza di cellule

colore delle urine: urine

tumorali nelle urine, alla

color rosso vivo nel caso di

TAC addome senza o con

ematuria in atto, urine color

uso di mezzo di contrasto

“lavatura di carne” quando

(UroTAC), fino ad arrivare ad

l’ematuria è modesta, color

altre indagini più specifiche

“coca cola” nel sanguina-

ed invasive.

mento pregresso.

Malgrado gli sforzi, non sempre le indagini effet-

Di importanza diagnostica sono gli eventuali sintomi associati. L’ematuria può manifestarsi in

tuate consentono di fare una precisa diagnosi eziologica; possono

concomitanza con una sintomatologia acuta dolorosa nella regione

ad esempio sfuggire piccolissime lesioni tumorali pielocaliciali ed

lombare, la classica colica renale, possibile espressione della migra-

ureterali. Esistono poi le cosiddette “ematurie sine causa”, come nel

zione di un calcolo lungo le vie urinarie. Classica è poi l’ematuria ma-

caso dell’ematuria microscopica, particolarmente frequente nel sesso

croscopica in occasione di una cistite acuta, cosiddetta emorragica,

femminile, in cui non sarà mai possibile individuarne l’origine. In que-

infezione acuta del basso apparato urinario particolarmente frequen-

sti casi è compito del Medico non abbandonare il paziente e lasciarlo

te nel sesso femminile, caratterizzata anche da intensa frequenza

al proprio destino; il ripetersi di una ematuria anche dopo alcuni mesi

minzionale, minzione dolorosa, bruciori minzionali, a volte febbre.

potrebbe riservare cattive sorprese. Deve infatti essere consigliato

L’ematuria se macroscopica e monosintomatica, anche se si manife-

un preciso percorso di controlli, ovvero un adeguato follow-up,

sta una sola volta, è da tenere in particolare considerazione in quanto

consistente in controlli seriati dell’esame urine, controlli ecografici

potrebbe essere l’unica espressione di una patologia tumorale.

delle vie urinarie, citologie urinarie “tradizionali” o altri tipi di esame

Ora un rapido elenco delle più frequenti cause urologiche di ematuria:

citologico, messi a punto più recentemente.

cistite emorragica, calcoli delle vie urinarie (rene, uretere, vescica),

L’ematuria non deve mai essere sottovalutata: “il nemico” potrebbe

tumore del rene, tumore della via escretrice (cavità renali pieloca-

essere dietro l’angolo. n


di

Egidio Romano

Pallamano

E tanto tuonò che piovve...!!!

P

dimitutto@teramani.info

n.86 vero che ci sono delle deroghe “legali” che possono essere messe in atto soprattutto quando queste deroghe vanno applicate per consentire ad una fiorente attività giovanile le cui maggiori protagoniste sono ragazze che tolgono spazio allo studio e al tempo libero per dedicarsi ad uno sport che amano e che dovrebbe essere maggiormente tutelato. Quello che fa ancora più male è che ciò è avvenuto in un ambiente, quello teramano, che è un punto di riferimento per tutta la pallamano italiana. ambiente in cui tante sirene sono state pronte a “cantare” sentenze occasionali. L’addolcimento della pillola con la presenza in città dei massimi organi federali ci è sembrato una mera opera propagandistica volta a salvare la propria visibilità e indirizzare le colpe verso quella parte che è già inchiodata alle proprie responsabilità.

otremmo dire che piovve sul bagnato su una società incapace di onorare quello scudetto che, con sacrifici

Altro silenzio assordante è quello dell’appena costituitasi “Grande famiglia dell’Handball”, nata per salvaguardare non si sa

fatti in dieci anni di attività, era riuscito a conquistare.

ancora bene quali interessi. La formula dei vari campionati di

Dieci anni in cui era stata assoluta protagonista nel

serie A 1 femminile e maschile sta mostrando tutte le sue la-

panorama della pallamano femminile italiana, sfiorando più volte sia il titolo di Campioni d’Italia che la Coppa Italia, senza dimenticare le molteplici partecipazioni alle coppe Europee, sfiorando anche le semifinali, cosa inusuale e non certo di tutti i giorni per la pallamano italiana.

cune con squadre che vengono escluse, altre che riducono i propri organici e altre ancora che all’ultimo momento ritengono di non disputare gare già in calendario. La crisi delle Società per lo più facenti capo ad una sola persona è evidente a tutti ma per la Federazione sembra esista solo il progetto “Futura”. L’augurio

Ma oramai è inutile piangersi addosso e rammaricarsi per tutto quello

è che ci siano risposte chiare, concrete e sensate per risollevare le sorti

che non si è stati capaci di evitare, pur se, sicuramente, c’erano tutte le

di questo sport a tutti i livelli. Per quanto riguarda la pallamano femminile

premesse per poterlo fare.

teramana, le voci danno il costituirsi di una nuova società che dia speranza

La sentenza per l’esclusione dal campionato e della fine dell’ H. C. Teramo

e fondamento per il futuro. A tutt’oggi nulla è dato sapere in merito e que-

2002 femminile è ormai cosa fatta.

sto lancia ombre sul futuro. Sperando che i ricorsi storici, per altro negativi,

Certo, ci sono stati anche interventi autorevoli delle Istituzioni teramane,

che investono le società teramane che scompaiono e riappaiono, abbiano

di questo bisogna dare atto, ma i termini legali e regolamentari erano già

fine e salgano alla ribalta solo entità che sappiano dare continuità a propri

scaduti da tempo.

progetti e non solamente alla salvaguardia del proprio io..

Quello che lascia dubbi e perplessità sulla reale volontà di evitare questa

La logica dice che il primo obbiettivo deve essere quello di creare una

magra figura è il supporto di quelle persone che dichiaravano di avere a

società che abbia prima di tutto un consiglio direttivo, meglio ancora se

cuore le sorti della società e del buon nome di Teramo sportiva e non.

capace, uno staff tecnico competente e una squadra che onori il nome

Se è vero che le regole vanno rispettate e le sanzioni applicate, è anche

della città di Teramo. n

Coldiretti informa

a cura di Raffaello Betti Direttore Coldiretti Teramo

Carne di cavallo

29

anno, sull’etichettatura della carne lavorata e dei prodotti che la contengono. Di fatto questo significa che ci vorranno ancora anni prima di una eventuale entrata in vigore delle nuove norme nonostante lo scandalo della carne di cavallo abbia dimostrato concretamente il forte ritardo della legislazione europea di fronte ai rischi di frodi commerciali causati dalla globalizzazione dei mercati. Dopo la Nestlé, l’“Horsegate” ha coinvolto anche l’Ikea, la multinazionale

Lo scandalo si allarga ma l’Ue frena sull’etichetta

svedese, con tracce di carne di cavallo trovate nelle polpette servite in

N

compresa. “Si tratta di una inutile perdita di tempo che va incontro

importante conoscere. A farlo notare è la Coldiretti, sulla base dei dati

zioni sia per le multinazionali che per le piccole aziende, che dovrebbero

di Eurobarometro, dopo la decisione della Commissione Ue che, su ri-

invece valutare concretamente l’opportunità di risparmiare sui trasporti

chiesta degli Stati membri, ha scelto solamente di anticipare ‘’all’estate

per acquistare prodotti locali che offrono maggiori garanzie di qualità e

o all’inizio dell’autunno’’ la presentazione del rapporto, previsto per fine

sicurezza alimentare. n

un punto vendita della Repubblica Ceca. Una scoperta che ha spinto al ritiro immediato del prodotto in tutte le strutture del gruppo, Italia alle pressioni esercitate dalle lobby che fanno affari nella mancanza di

onostante lo scandalo della carne di cavallo spacciata per manzo

trasparenza come ha dimostrato il giro vorticoso di partite di carne che

si stia allargando sempre più, l’Unione Europea temporeggia

si spostano da un capo all’altro dell’Europa attraverso intermediazioni

sull’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli

poco trasparenti”.

alimenti, che il 71% dei cittadini comunitari ritiene invece

Un meccanismo che rende difficile risalire all’origine delle contamina-


di

30

Calcio

n.86

I

I Piccoli Diavoli del Teramo

Antonio Parnanzone

dimitutto@teramani.info

si è allargato a quello regionale con intensità partecipativa da far invidia agli atleti più maturi. Il fiore all’occhiello è stata la partecipazione al torneo natalizio di Giulianova. La qualificante partecipazione di Società importanti ha ulteriormente dato prestigio alla manifestazione ed anche se in simili circostanze il risultato conta poco, aver perso la finalissima di misura ( 5 – 4 ) è sempre motivo di orgoglio e gratificante per il buon lavoro svolto a monte. I più piccoli sono quelli che riservano tenerezza e creano il vero clima di festa scorrazzando sul prato verde. Una piccola valanga biancorossa di circa ottanta bambini di età compresa da cinque a otto anni, costituisce il nucleo più numeroso che il Prof. Aldo Coccioli, responsabile della

n ogni attività sportiva, i primi passi di

scuola, con la collaborazione di Sabatino Perilli,

un praticante inizia nel settore riservato

gestisce con professionalità. Tanta motricità

alle nozioni elementari della disciplina

di base e stimoli ludici sono gli aspetti che

prescelta. “ Scuola calcio” vuol dire luogo

vengono curati offrendo situazioni variate e

dei primi apprendimenti per la pratica dello

semplici nello stesso tempo. Il lavoro di base

specifico sport. Il Teramo si avvale dei Piccoli

non è affidato all’improvvisazione, bensì ad

Diavoli per organizzare l’ampia attività degli

una precisa programmazione che gli istruttori

aspiranti calciatori dove il giuoco, inteso in

mettono in pratica in ogni momento dell’at-

senso generale, per il periodo di approccio

tività. Gli stessi operatori vengono formati

è preminente rispetto alla disciplina vera e

ed aggiornati costantemente. La formazione

propria. Nelle fasi successive, la disciplina si

interna, infatti, è una priorità che la dirigenza

sviluppa fino a diventare attività principale

della Società ha fortemente voluto, orientando

nei professionisti. Duecento iscritti è l’attuale

il programma verso una diversificazione di

organico della scuola calcio ”Piccoli Diavoli”. La

apprendimento e in modo mirato. La giovane

giovanissima età impone una programmazione

età e lo stesso concetto di “scuola” impon-

specifica in più fasi nell’arco dell’anno che

gono un rapporto costante con le famiglie. Le

va dai primi mesi dell’autunno fino alle porte

relazioni con le famiglie è forse l’aspetto più

dell’estate. La prima fase invernale dei giovani

interessante, curato dagli operatori in modo

più grandi (2000/2001) si è conclusa con ottimi

equilibrato senza forzature di alcun genere. C’è

risultati e con tanta voglia di far bene sotto

fiducia e discreta partecipazione dei genitori

l’attenta e scrupolosa direzione degli istruttori

in un settore tanto verde, tanto lontano dai

Paolo Gentile e Fabio Pepe. A breve partirà

palcoscenici abbaglianti della prima squadra.

la seconda fase primaverile. Il lavoro svolto

Qualcosa di bello per il Teramo Calcio che

fin’ora ha evidenziato un costante progresso

lavora per il futuro. Merito del grande lavoro

dinamico, operativo, tecnico frutto di una

è dei tecnici e dell’apparato organizzativo, a

sinergia strettamente collegata e programmata

cominciare dal responsabile della scuola Prof.

tra i vari istruttori e tecnici. La categoria pulcini

Aldo Coccioli. Lo staff tecnico degli istruttori è

è forse la più attiva. L’ambito di coinvolgimento

composto da: Gentile Paolo e Fabio Pepe per la categoria esordienti (2000/2001), Alvaro Franchi e Giovanni Foschi per la categoria pulcini (2002), Claudio Belfiore e Andrea Saccomandi per la categoria pulcini (2003), Domenico Di Carlo e Leonardo De Camillis per la categoria pulcini (2004), Sabatino Perilli per i piccoli amici (2005,2006,2007), Alvaro Paternò preparatore dei portieri. L’attività è svolta sotto l’egida del vice presidente del Teramo Calcio Ercole Cimini, del D.G. Massimo D’Aprile e del responsabile del settore giovanile Vincenzo Feliciani. n


Teramani n. 86  

Freepress della Città di Teramo

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