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Quilts dalle cittĂ invisibili le quilters di Quilt Italia interpretano

Italo Calvino


valmalenco 2012

le città invisibili

Un viaggio tra le Città di Italo Calvino, accompagnate dalla creatività e dalla maestria delle quilters nell’uso di stoffe, fili e colori.


valmalenco 2012

le cittĂ invisibili


valmalenco 2012

le città invisibili

Le Ancelle particolare della “Presentazione al Tempio” che l’udinese Giovanni Martini realizzò tra il 1512 e il 1513 per il duomo di Sant’Andrea a Portogruaro.

Le ancelle sonia bardella


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le città invisibili

Invisibili Le costruzioni, gli edifici di una grande metropoli costruiti dall’uomo negano proprio l’umanità stessa che rimane ai margini:

sono gli invisibili del mondo contemporaneo.

Invisibili claudia belluzzi


valmalenco 2012

le città invisibili

Città invisibili perchè trasparenti, impalpabili, fragili e silenziose malgrado l’apparenza. Ho interpretato l’invisibile con la trasparenza e per questo ho utilizzato materiali di seta leggera e trasparente che ho tinto con i procion e che anche dopo la tintura hanno mantenuto la loro trasparenza, la trama diversa delle sete è stata messa in risalto dalla tintura e ha creato le diverse strutture.

Dentro le mura il silenzio daniela cassani


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le città invisibili

Il ragno, la ragnatela, la donna che tesse, l’intricato labirinto, la trasparenza, i fili, la forma poligonale. I colori predominanti saranno il bianco e il nero (scoprirò poi, guarda caso, la dualità dello Ying e Yang, la contrapposizione dei due elementi, il simbolo del Tao…) e una punta di rosso che servirà a distogliere e focalizzare meglio lo sguardo del soggetto che andrò a realizzare. E da queste considerazioni parte e prende forma il mio progetto. Parto da una figura poligonale, il dodecagono e lo ingigantisco fino a raggiungere le dimensioni stabilite del quilt. Il centro di questo poligono non sarà il centro del quilt ma verrà decentrato per avere una visione dello sguardo uniforme e che possa girare attorno a questo. Ogni spicchio, di questa “ragnatela” verrà a sua volta frammentato in tanti settori e ogni settore avrà una matrice in comune da ripetere sempre nella realizzazione dell’assemblaggio. Ogni matrice è composta da tanti quadrati neri di varie dimensioni e da strisce bianche che si intersecano nei quadrati. Rappresenterà una porzione di città vista dall’alto, di quartiere, di piazza, di isolati, di case. Una città invisibile che si vede e non si vede, che si legge e non si legge.

Aracne flavia centofanti


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le città invisibili

Nella città moderna passato e futuro si sovrappongono in un contesto che consuma energia vitale e devia l’attenzione verso l’inutile ma offre però una infinità di segni che parlano solo a condizione che ci si impegni nel rallentare la corsa quotidiana e nel dedicar loro interesse. Prendono allora vita frasi di un discorso dimenticato, appaiono simboli e spunti architettonici, affiorano presenze mistiche ed edifici simbolo, sorgono i colori ad intessere pian piano il grigio della quotidianità. Il quilt ‘le città e i simboli’ propone una sorta di viaggio iniziatico attraverso l’emergere dei linguaggi in una città ideale, dove mistica ed arte si fondono ed accompagnano il visitatore in una progressione verso un centro che diviene il punto focale della propria personalità.

Le città e i simboli silvia giani


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le città invisibili

Ho scelto il bianco e nero perchè vedo così la città e soprattutto Milano che conosco molto bene con la maggioranza delle persone (pensando soprattutto a quelle che girano attorno alla zona Duomo) che sembra tutta uguale, con la stessa borsetta di marca e che corre. Per fortuna so che non è tutta così, ma era questo che volevo rappresentare.

Cosa succede in città ramona conconi


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le città invisibili

Le fasce che rivestono la figura femminile rappresentano le sette valli della Carnia. Val But o Ginale San Pietro Val Chiarsò o Ginale Ingaroio Val Degano o Ginale Gorto Val Tagliamento o Ginale Petecarie Val Cesarina o Ginale Pedarc Valgalda o Ginale Monai Val Lumei Il volto di Marianna è stato preso da un ritratto di Modigliani

La città della memoria La città di Marianna La città della pioggia e delle acque lucia fedele


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le città invisibili

“Che cosa è oggi la città, per noi? Penso d’aver scritto qualcosa come un ultimo poema d’amore alle città, nel momento in cui diventa sempre più difficile viverle come città. Forse stiamo avvicinandoci a un momento di crisi della vita urbana, e

Le città invisibili sono un sogno che nasce dal cuore delle città invivibili.

Oggi si parla con eguale insistenza della distruzione dell’ambiente naturale quanto della fragilità dei grandi sistemi tecnologici che può produrre guasti a catena, paralizzando metropoli intere. La crisi della città troppo grande è l’altra faccia della crisi della natura. L’immagine della «megalopoli», la città continua, uniforme, che va coprendo il mondo, domina anche il mio libro.” Italo Calvino

Ispirato alle città di Ottavia sospesa come una ragnatela e di Zenobia costruita su altissime palafitte

Le città invisibili nascono da un sogno monica dal molin ferrari


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le città invisibili

Skultuna è un piccolo borgo di Västerås, cittadina della Svezia. E’ quasi invisibile, ho voluto renderlo visibile per due grandi sentimenti che ho in me. L’Amicizia e l’Amore per la musica. Amicizia per Rosanna Holmgren quilter svedese di origine italiana che abita vicino a Skultuna. Amore per la musica e per il Skultuna Jazz Quartet gruppo ligure che si ispira a E.Svensson. Rosanna ed il gruppo ligure sono spesso in contatto e quando sono andata in Svezia da lei mi ha portato a Skultuna... è stato emozionante!

Skultuna rita frizzera


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le città invisibili

Ho intitolato il mio lavoro “Viaggio in un’ utopia” perchè mi sono sentita un un pò come il protagonista del libro di Calvino che visità città tutte diversis sime tra loro ma legate da un filo invisibile che è fem minino, ognuna delle città rappresentate ha infatti un nome femminile per cui ho immaginato una donna che con lo sguardo levato oltre l’orizzonte può creare dei collegamenti fantastici fra il mondo reale e l’invisibile inseguendo i suoi sogni, i suoi desideri e la sua personalità at traversando il temopo e lo spazio, usando le emozioni e i colori il viaggio si sn oda da solo...

Viaggio in un ‘Utopia giorgia marcato


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le città invisibili

Per raffigurare la mia città che non c’è materialmente, sono ricorsa a metafore figurative, casine/casette in bilico o palafitte, ma stabili; come infinite arcate o ponti o strade che si intrecciano senza mete precise; come pesci e barche nel mare profondo come volti di donna che portano pace, equilibrio nel caos dell’esistenza”

La mia città invisibile e il caos primordiale adriana massagli


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le città invisibili

“L’ispirazione per l’arazzo delle Città Invisibili, nasce dalle città che non vediamo, in particolare quelle che esistono solo nel “milieu” (all’interno) del computer. Le righe verticale e orizzontali simbolizzano il computer board, e le forme che galleggiano nel vuoto sono le città cibernetiche. Li ho creati come se fossero microrganismi contaminati.”

Cyber city sandra reford


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le città invisibili

dedicato a mio padre

Gangi (PA)

La perla della Madonie. Gangi sospesa tra vali e cielo. Le case a grappoli, piazzette a poligoni, torri, antiche chiese e campanili gai di suoni fra frullii d’ali e nuvole in cammino... le origini di Gangi, città mediterranea tra le più notabili unitamente a Centuripe, Segesta, Agyrium, si perdono nella notte dei tempi. Costruita dai Cretesi prese il nome di Engium da una copiosa fonte d’acqua sgorgante dalle pendici del monte. La stretta trama del manto dei tetti disegna un tessuto di vicoli e cortili che solcano l’abitato come rughe profonde. Strade dall’antico selciato in cui i passi della storia riecheggiano tra le mura di pietra. Le sue case ricoprono l’erta del colle, degradano fino verso la bassa vallata, quasi una manciata di perle incastonate nel monte e risplendenti al sole di mezzogiorno. idea di T. Sansotta

Le tue rughe linfa per le mie radici maria teresa sansotta - laura guerresi


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le città invisibili

Visione onirica di un mondo di pizzo, abbracciato e protetto gelosamente dal mare, e miracolosamente rimasto integro dal soffocante avanzare degli “ scatoloni abitativi”

Le città di Ersilia e di Lalage francesca sist


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le città invisibili

“ Le città invisibili “ per me sono quegli scorci d’Italia che ho conosciuto avendoli vissuti per pochi istanti e talvolta catturati con qualche foto. I brandelli d’Italia che adoro , sono immagini stampate nella mia mente che ho potuto disegnare dipingere e cucire . Considero un grande dono la possibilità di potermi esprimere per mezzo del patchwork .

Brandelli d’Italia mirella todeschi


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le cittĂ invisibili

Mimesia (le città e gli occhi) Il viaggiatore grigio di polvere che arriva a Mimesia, città cucita nel tempo, è disorientato da un leggero vento che scompiglia i colori e confonde le strade e le idee. Dolcemente sospinto tra orti, case e cancellate svanisce piano allo sguardo diventando lui stesso colore tra i colori.

Mimesia nanna usai


A Cloe, grande città, le persone che passano per le vie non si conoscono. Al vedersi immaginano mille cose l’uno dell’altro, gli incontri che potrebbero avvenire tra loro, le conversazioni, le sorprese, le carezze, i morsi. Ma nessuno saluta nessuno, gli sguardi s’incrociano per un secondo e poi si sfuggono, cercano altri sguardi, non si fermano. dal libro “Le città invisibili” di Italo Calvino

Le città invisibili Quilt Italia 2012

LE città invisibili  

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