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Tenuta Sette Ponti @TenSettePonti tenutasetteponti

Il miglior fertilizzante per la vigna è l’ombra del proprietario.

(Anonimo)


La Favola bella dell’Antica Vincaia E’ una favola bella che noi amiamo ripetere di anno in

piovose, le piante adulte venivano capitozzate e i rami

anno, perché nulla si perda nel Tempo. La magica “Vincaia”

legati a fasci venivano portati in azienda. Il taglio e la

della Tenuta Sette Ponti, a guardia della più antica delle

selezione dei germogli veniva fatta dagli anziani.

sue vigne , Vigna dell’Impero, appunto, è un monumento

Normalmente erano tre le misure dei giunchi che

alla tradizione vinicola, ancora viva, vegeta e rispettata.

andavano a formare le mazzette di rami tagliati. I giunchi

Un nostro omaggio alla storia del Vino e della Viticoltura.

più sottili servivano per legare i tralci produttivi della vite al

Tra le tradizioni agricole si è quasi persa la tecnica

filo, i mediani a legare la vite al filo e i grossi a legare i fili ai

della legatura con il Salice, tanto utilizzata nei decenni

pali di sostegno. Le mazzette si conservavano all’aperto,

precedenti in viticoltura. In passato la si utilizzava perché

sotto sabbia di fiume, e solo il giorno prima dell’uso

si avevano ben poche alternative.

venivano messi in acqua per renderli più flessibili.

I nostri avi avevano comunque tempo da dedicare

Il potatore fissava la mazzetta sul fianco sinistro con una

all’intera operazione. Oggi, spinti dal desiderio di votarsi

cintura e a destra appendeva un corno di bue, al cui

all’ecosostenibilità ma, soprattutto, al richiamo delle

interno veniva posta la forbice per la potatura e una pietra

tradizioni, stiamo sostituendo i moderni elastici e cordini, a

usata per levigare le sue lame. I tempi necessari per la

vantaggio dei giunchi in Salice, dedicando cure antiche alla

legatura di ogni singolo giunco erano più lenti, ma molto

nostra più antica vigna, quale è Vigna dell’Impero.

simili a quelli impiegati, oggi, con i moderni cordini.

I giunchi del nostro Salice rimangono in acqua per circa

Durante l’operazione di legatura, i giunchi molto lunghi

un mese dalla loro raccolta. Dopo un mese possono

venivano usati per più legature e, per non rimetterli nella

essere immediatamente utilizzati. Quelli restanti, riposano

mazzetta, venivano tenuti in bocca, che in questo caso

tranquillamente in acqua, fino al loro effettivo utilizzo.

diventava come una “terza mano”. A questa pura “Cultura

In passato, durante l’inverno, nelle giornate fredde e

Vinicola” noi rendiamo, ancora oggi, omaggio.

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I luoghi

La nostra è una storia fatta di passione, dedizione, ma

ai giovani al riverbero del camino, nelle fredde

soprattutto di grande amore verso la Vigna e le sue

notti d’inverno, per trasmettere loro sentimenti,

tradizioni. Una filosofia d’impresa intessuta di qualità,

attaccamento alla terra e alle sue regole sovrane,

ricerca, antichi saperi, consuetudini secolari, rispetto

tradizioni, rispetto per le generazioni passate e future.

della terra e del suo equilibrio, sintonia con le più

Nascono qui da noi veri capolavori dell’Arte Enoica,

profonde e articolate conoscenze agrarie ed enoiche.

premiati in tutto il mondo. Le nostre vigne sono curate

Tutti valori questi, che tessono una trama complessa

come giardini, con la massima attenzione rivolta

di uno spesso e composito racconto, fatto di raffinate

alla terra e agli impianti. “ Il vino si fa nella Vigna”

armonie che si perdono nel tempo e raccontano una

è un antico detto delle nostre tradizioni, ed è con

favola antica, come quella che gli anziani raccontavano

questo spirito che facciamo nascere vini rossi come

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il ponte di Buriano

Oreno - quinto posto nella Top Hundred della rivista

appunto – tra i due capoluoghi toscani. Il più famoso

Wine Spectator, pluripremiato mondialmente - Vigna

di questi, quello di Buriano, limitrofo alla tenuta,

dell’Impero 1935, Vigna di Pallino, Crognolo.

costruito tra il 1240 e il 1277, s’intravede sullo sfondo

Bianchi come Anni e passiti come il Grisoglia.

di due grandi opere di Leonardo da Vinci:

La Tenuta Sette Ponti si estende per 330 ettari - dei

la Gioconda e la Madonna dei Fusi.

quali 50 a vigna – in Valdarno , in un suggestivo angolo

E’una delle proprietà della famiglia Moretti Cuseri,

nel cuore della Toscana, tra Firenze e Arezzo, in

fin dagli anni ‘50, quando l’architetto Alberto Moretti

un’area pedemontana abitata fin dell’ VIII secolo a.C.,

Cuseri, attratto dalla ricchissima riserva di caccia e

tra memorie etrusche e romane.

dalla selvaggina (daini, cinghiali, fagiani, lepri e i rari

Prende il nome dal numero dei ponti sull’Arno – sette

cervi dal manto giallo) lì presente, acquistò i primi

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60 ettari direttamente dalle principesse Margherita e Maria Cristina di Savoia d’Aosta, figlie di S.A.R. Amedeo di Savoia, Duca d’Aosta. Oggi la vigna più antica risale al 1935 ed è da sempre chiamata “Vigna dell’Impero”, per ricordare la vittoria della guerra dA ’ frica e la nascita dell’Impero Coloniale Italiano, con la conquista dellA ’ bissinia. Fu fatta piantare da S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia Conte di Torino, su richiesta del cugino S.A.R. Amedeo d’Aosta, Vice Re d’Etiopia, per festeggiare e ricordare la vittoria italiana in Abissinia, appunto, e fu chiamata Vigna dell’Impero. Sono 3 ettari a terrazzamenti interamente costruiti a mano. Furono usate, fin dal primo impianto, barbatelle di Sangiovese, Malvasia, Trebbiano, Canaiolo e Colorino. Molte delle altre vigne in produzione, circa 35 ettari, sono state piantate negli anni ‘60 dal padre di Antonio Moretti Cuseri, ed altri 25 ettari di nuove vigne saranno presto in produzione.


Queste includono non solo il miglior clone di Sangiovese, ma anche molte varietà internazionali, Cabernet Sauvignon e Merlot. In seguito, furono acquistati da Antonio Moretti Cuseri altri terreni confinanti, appartenuti in parte alla famiglia Boutourline-Young ed in parte a S.A.R. Amedeo di Savoia Duca d’Aosta. A consolidare la forte vocazione vinicola della zona e della Tenuta Sette Ponti è stato Antonio Moretti Cuseri, figlio di Alberto, noto imprenditore della moda e dello stile italiani. Un territorio già riconosciuto dal Granduca Cosimo III de’ Medici, nel lontano 1716 , che promulgò un editto nel quale il Valdarno di Sopra, tutto in provincia di Arezzo, era considerato una delle quattro zone vitivinicole più importanti della Toscana. Grazie all’amore di Antonio Moretti Cuseri per le vigne ed il vino, le etichette che oggi qualificano la Tenuta Sette Ponti sono tra le più prestigiose del mondo. Nell’azienda, oggi, si allevano anche la famosa razza Chianina, tipica della Toscana - da cui deriva la meravigliosa bistecca alla Fiorentina - e gli storici suini di razza Cinta, per la produzione di ottimi salumi. Si produce anche un ottimo olio extra vergine d’oliva.


Le Vigne Le nostre vigne, gestite in regime di agricoltura biologica, sono il risultato del lavoro di esperti agricoltori e agronomi che hanno l’obiettivo di realizzare vini di grande qualità, partendo proprio dalle cure agronomiche tra i filari. Una qualità che è seguita fin dall’inizio del ciclo vegetativo e produttivo: dalla potatura, al germogliamento, alla fioritura, all’allegagione, all’invaiatura (quando l’acino inizia a prendere colore) , al diradamento dei grappoli invaiati , alla vendemmia e alla selezioni degli acini. Il tutto tenendo conto della corretta maturazione, fenolica ed aromatica, in modo da avere un perfetto equilibrio tra zuccheri ed acidi e una giusta carica antocianica, tannica e di aromi. Le nostre vigne per la loro collocazione, il loro orientamento geografico, la loro Latitudine e Longitudine, rappresentano un unicum a livello mondiale e danno vita a vini unici per eleganza, struttura, capacità d’invecchiamento e sentori fruttati. Contribuiscono a questo, non ultimi, i venti e le brezze dominanti che arieggiano e rendono sane le nostre vigne.

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La locazione dei nostri vigneti VIGNETO IMPERO : Latitudine 43°32’0” Nord - Longitudine

LA NOCETTA: Latitudine 43°31”51’ Nord – Longitudine

11°43’38” Est - Altitudine 278 m - Orientamento Sud/Est

11°43”33’ Est - Altitudine 267 m - Orientamento Sud/Ovest

120° - Tessitura del terreno tendenzialmente sassosa.

216° - Tessitura del terreno medio impasto con tendenza all’argilloso.

VIGNETO SOPRA LAGO: Latitudine 43°32’10” Nord Longitudine 11°43’38” Est - Altitudine 273 m - Orientamento

BOSCOLUNGO: Latitudine 43°32”20’ Nord - Longitudine

Sud/Nord 210° - Tessitura del terreno tendenzialmente

11°43”36’ Est - Altitudine 275 m - Orientamento Nord/

sassosa.

Sud 180° - Tessitura del terreno medio impasto tendenzialmente all’argilloso.

VIGNETO SORBACCIO: Latitudine 43°32’20” Nord Longitudine 11°43’36” Est - Altitudine 275 m - Orientamento

MARIETTE: Latitudine 43°31”51’ Nord – Longitudine 11°43”33’

Est/Ovest 287° - Tessitura del terreno medio impasto

Sud - Altitudine 273 m - Orientamento Sud/Ovest 208° -

tendente all’ argilloso con ciotolo.

Tessitura del terreno tendenzialmente sassoso.

VIGNETO VIGNONE: Latitudine 43°32’58” Nord -

POGGIO DESTRO: Latitudine 43°31’58” Nord - Longitudine

Longitudine 11°43’20” Est - Altitudine 279 m - Orientamento

11°43’50” Est - Altitudine 285 m - Orientamento Sud/Ovest

Sud/Est 150° - Tessitura del terreno tendenzialmente

208° - Tessitura del terreno tendenzialmente sassoso.

argilloso con presenza di ciotolo. POGGIO SINISTRO: Latitudine 43°31’58” Nord VIGNETO SALVARECCIO: Latitudine 43°31’47” Nord -

Longitudine 11°43’50” Est - Altitudine 285 m - Orientamento

Longitudine 11°42’22” Est - Altitudine 269 m - Orientamento

Sud/Ovest 208° - Tessitura del terreno tendenzialmente

Sud/Ovest 210° - Tessitura del terreno tendenzialmente

sassoso.

sabbioso con argilla a 50-60 cm di profondità.

Venti dominanti Il vento dominante in inverno è la Tramontana che contribuisce non poco alla salubrità della vigna e alla distruzione naturale dei parassiti e dei funghi del terreno. D’estate, invece, dominano le brezze provenienti dal Tirreno, da Ovest e da Nord/Ovest, che nella fase di germogliazione e di maturazione sono estremamente salutari per la vigna e i grappoli d’uva.

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Impianti e lavorazioni

Fin dall’inizio è stata data grande importanza alla

necessarie lavorazioni in cantina.

sistemazione superficiale dei terreni, nonché al sistema di

Oggi la nostra vocazione di base è mantenere un’alta

smaltimento delle acque meteoriche in eccesso, creando,

densità d’impianto, una forma d’allevamento legata al

quando necessario, un sistema drenante nel sottosuolo.

territorio, un basso numero di gemme per ceppo,

Durante la preparazione dei terreni è stata posta

una produzione omogenea e correlata alla qualità

particolare cura affinché non venisse modificato l’equilibrio

della chioma, così da avere una maggiore concentrazione

degli strati naturali del suolo originario.

di sostanze da estrarre durante la vinificazione

Le vigne giacciono ad un’altitudine di circa 280-300 metri,

ed una maggiore consistenza nei vini.

le piante per ettaro di vigneto sono 6666, il sesto d’impianto

Soltanto gli acini perfetti saranno vinificati, solo quelli

è 2 metri tra le file e 0,75 metri fra le piante.

che, dopo il passaggio nella sgranellatrice, passeranno

Il nostro obiettivo fondamentale è stato quello di

un ulteriore selezione, durante la quale un’equipe di

mantenere la tipicità del territorio, di rispecchiare le

persone qualificate effettuerà la cernita dei chicchi

sue caratteristiche ed i suoi sapori, producendo vini di

migliori che, per caduta naturale, andranno poi nel

alta qualità ed eleganza. Nella nostra filosofia, tutto deve

contenitore di fermentazione. Sempre fedeli ad un forte

partire da un prodotto di pregio, da un lavoro meticoloso

senso di appartenenza al nostro territorio, sviluppiamo

in vigna, costante ed attento, in modo da ottenere uvaggi

la nostra crescita sulla qualità, l’eleganza, l’identità

sani e di elevata qualità, che hanno bisogno solo delle

e la riconoscibilità al palato dei nostri vini.

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Per raggiungere la qualità massima dai vigneti vengono fatte varie operazioni agronomiche. La prima è la potatura invernale a cordone speronato con 3 o 4 speroni, corti, in modo da ottenere, alla ripresa vegetativa, un giusto equilibrio. La seconda operazione è quella della selezione dei germogli, una pratica che consiste nello sceglierli, in modo che siano il più possibile equidistanti fra di loro e che abbiano buone caratteristiche, per portare a maturazione i grappoli. Un’altra pratica per noi molto importante e quella di effettuare la “sfemminellatura”, che consiste nel togliere le “femminelle” ai tralci in modo da alleggerire la parete fogliare per favorire la ventilazione, cosa molto importante per la conservazione e la maturazione dell’uva. Inoltre, questa operazione, fa in modo che la pianta riduca il suo consumo idrico, cosa che le permette di avere più riserve per i periodi caldi, proprio nei momenti in cui ha più bisogno di acqua perché deve far maturare i grappoli. Un’ altra operazione colturale che facciamo è quella del “diradamento” dell’ uva. Questa viene eseguita all’invaitura (quando l’acino inizia a prendere colore), in questa fase, se necessario, togliamo dalla pianta l’uva in eccesso, possibilmente dove ci sono più ammassi di grappoli, lasciando quella più bella e sana. La vendemmia, infine, viene eseguita in cassette e se necessario viene fatta in due passaggi per ottenere ancora maggior qualità. E’ così che nascono i nostri vini.


Vigna dell’Impero

Tralci come piccole colonne doriche che sostengono

strutturate, ricche di estratto e sostanze nutritive. Il terreno

un tempio del vino. Particolare attenzione viene dedicata

su cui si sviluppa, ricco di sali minerali, dà vita a frutti di

alla “Vigna dell’Impero”, fiore all’occhiello della Tenuta

elevata qualità, fini, longevi ed intensamente profumati.

Sette Ponti, dalla quale nasce l’omonimo grande vino.

Da questa madre vigna nascerà la nuova etichetta “VIGNA

Una nuova sfida, un nuovo prodotto, frutto di una vigna

DELL’IMPERO 1935”, un Sangiovese in purezza prodotto

storica ed unica nel suo genere. La Vigna dell’Impero

solo nelle annate più prestigiose, simbolo di questa terra

venne piantata per ordine di Sua Altezza Reale Duca

antica e carica di storia, un vino complesso, intenso, fine,

Amedeo d’Aosta, Vice Re d’Etiopia nel 1935, per celebrare

persistente, equilibrato, armonico e predisposto a durare

la vittoria dell’Abissinia. Egli incaricò il cugino, Sua Altezza

nel tempo, così come la vigna da cui proviene. Un vino

Reale Emanuele Filiberto Conte di Torino, di seguire

da degustare da soli, meditando, o da accompagnare ai

i lavori. Terreno ghiaioso, saturo di massi calcarei di

migliori piatti della tradizione. Un vino che farà parlare di sé.

galestro, fu terrazzato poi a mano, per eliminarne la forte

Singolare fu la realizzazione della vigna, soprattutto

pendenza naturale. La Vigna dell’Impero è posizionata

per le pendenze realizzate a mano e per le opere di

al centro della zona dell’allora proprietà Reale, che già

drenaggio. Furono piantate barbatelle innestate di 2 o 3

ai primi del 900 fu dedicata alla viticoltura, vista la forte

anni. Per alimentare i lavori d’impianto, fu creata una vigna

vocazione dei terreni, che si prestavano in modo assoluto

madre, con ceppi americani - immuni alla filossera - che

all’impianto viticolo. Quindici anni dopo, l’Architetto Alberto

producevano talee adatte al terreno, dove si stavano

Moretti Cuseri acquisì la proprietà dalle Principesse

realizzando le vigne. Le talee venivano trapiantate in un

Margherita e Maria Cristina di Savoia e con essa, anche

vivaio vicino al piccolo fiume Oreno, che scorre nella

questa magica vigna, madre di uve cariche, complesse,

Tenuta e che ha dato, in seguito, il nome all’omonimo vino.

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Dopo 2 o 3 anni da tale operazione, venivano innestate con vitigni italiani. Oggi, come un antico monumento a quei periodi, un antico salice - la “Vincaia” da dove si tagliavano, di anno in anno, i legacci vegetali per sostenere i tralci – veglia tra le viti, a monito delle secolari tradizioni che nella Tenuta Sette Ponti si conservano e rispettano. Per la storia, l’innesto delle vigne era all’inglese. Le talee, per questa operazione, venivano tolte dal terreno e successivamente ripiantate nel terreno per essere, dopo tre anni, messe a dimora. La distanza d’impianto, all’inizio, era di un metro e mezzo tra fila e fila e di sessanta centimetri, tra una pianta e l’altra. Il sistema di sessanta centimetri tra vite e vite e tre metri tra le file fu, invece, iniziato, negli anni ’50, su iniziativa dell’architetto Alberto Moretti Cuseri. Nella Vigna dell’Impero, all’inizio, furono messe barbatelle innestate su talee americane, del tipo 3309, 2202 e Cober 5BB, con successivo innesto dell’ 85% di Sangiovese, ed il resto di Malvasia, Trebbiano e Canaiolo, per il loro gusto particolare. Una scelta ancora oggi vincente e alla base di grandi e rinomati vini rossi.

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La nostra cantina E’ il luogo dove le nostre uve concludono il loro percorso per essere vino. “Perché è tra i filari che facciamo nascere i nostri vini – spiega Antonio Moretti Cuseri – curando la qualità dei nostri terreni e delle nostre uve. Quando queste arrivano in cantina, seguono una loro naturale trasformazione in vino e questo, il suo giusto invecchiamento. Non facciamo altro che assecondare i processi naturali di fermentazione, senza bisogno di altri interventi. E’ la riprova di quanto sia stato svolto bene il nostro lavoro nelle vigne e di quanto sia elevata la qualità, non comune, dei nostri uvaggi. Al resto pensa il tempo, il riposo, la magia della cantina con le sue penombre e i suoi antichi profumi. E’ proprio rispettando questi ritmi secolari, che otteniamo capolavori apprezzati nel mondo intero”.

I nostri vini Dietro ogni etichetta c’è una terra speciale, antica, difesa,

Sauvignon e piccola aggiunta di Petit Verdot.

curata e arricchita da costante ricerca ed amore.

Vigna dell’Impero 1935, un Sangiovese in purezza

L’impronta comune dei nostri vini è l’eleganza,

affinato in botte, dotato di grande struttura ed eccellente

una prerogativa senza compromessi, un investimento

predisposizione a lunghi invecchiamenti.

costante della nostra filosofia.

Anni, un IGT Toscana bianco, prodotto con le varietà

Nascono così, Vigna di Pallino, un Chianti DOCG,

tipiche della Côtes du Rhône. Grisoglia, un passito di

denominazione storica di un Sangiovese interpretato

Toscana, ottenuto da una meticolosa scelta di grappoli

senza l’uso del legno. Due IGT Toscana rossi: Crognolo,

di Malvasia e Trebbiano, lasciati ad appassire, in appositi

Sangiovese invecchiato in legno di rovere; Oreno,

locali ben ventilati, fino al giorno di San Valentino,

pluripremiato Super Tuscan, blend di Merlot, Cabernet

per scelta di Antonio Moretti Cuseri.

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Vigna di Pallino Sangiovese in purezza, vinificato in acciaio, che mantiene una grande freschezza gustativa, con sentori fruttati di fragoline di bosco e floreali di viola. Fresco ed equilibrato al palato, evidenzia tannini eleganti e bel ritorno di frutta fragrante.

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Crognolo Miglior selezione di Sangiovese proveniente da vigne dislocate su terreno drenante, ciotoloso e ricco di galestro, che conferisce grande struttura, mineralità e longevità. A seconda delle annate è prevista una piccola aggiunta di Merlot o Cabernet Sauvignon. Il colore rosso rubino intenso è preludio di un naso intenso e complesso, ricco di frutta rossa matura come ciliegie e frutti di bosco, note floreali come violetta, erbe aromatiche e note speziate, che donano classe ed eleganza. Di corpo, sapido e morbido, fa prevedere ottime capacità di invecchiamento.

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Oreno Un elegante taglio bordolese con tocco toscano.

eucalipto, cioccolato, cacao e spezie. L’ingresso in bocca

Blend di Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot,

è avvolgente, caldo e morbido, i tannini eleganti e la

dotati di grande struttura per il nostro Terroir e di

persistenza lunga ed indimenticabile. La nuance di rovere

grande concentrazione aromatica grazie al nostro

nuovo, regala differenti sfumature di legno, impreziosite

clima. Conquista con l’estrema intensità e complessità

da una deliziosa sapidità. Il corpo, la finezza e l’armonia ne

olfattiva ricca di note fruttate di piccoli frutti rossi maturi

fanno un vino di grande potenziale. Un vino da custodire

e confettura di frutti di bosco, fusi con note balsamiche di

per anni, in attesa di un grande evento.

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Vigna dell’Impero 1935 Vinificato con Sangiovese in purezza proveniente da un

Infine non viene filtrato, proprio per preservare tutte le

vigneto storico del 1935 e particolarmente vocato per

note varietali tipiche e caratteristiche del Sangiovese, ma

la sua tipologia. Data la sua unicità e al fine di esaltare al

soprattutto del territorio che lo origina.

meglio le peculiarità di questo Cru aziendale, si parte da

Si presenta quindi di color rubino acceso con sfumature

una macerazione particolarmente soffice e lunga, di circa

granato, un deciso naso di cuoio e tabacco, assieme a

un mese, volta ad esaltare tutti i componenti nobili dell’uva,

note di fiori di campo e frutta fresca. I tannini in bocca

raccolta a maturità fenolica ideale. Affina poi in botti grandi

sono presenti, ma setosi e vellutati. Il calore, la potenza e

da 15 e 25 hl. per 24 mesi circa, ed in bottiglia per alcuni mesi.

la rotondità completano un finale sapido e minerale.

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Anni E’ la nostra grande scommessa di realizzare un capolavoro di Bianco Toscano, in una terra storicamente votata ai grandi vini rossi. Agronomi e tecnici, dopo un’analisi accurata dei terreni e la profonda conoscenza delle giuste esposizioni, nonché la scelta delle uve più adatte, hanno individuato la migliore collocazione delle vigne, per dar vita ad un vino dal tocco aristocratico in più, che evoca i nobili natali e l’illustre storia enologica della terra da cui nasce. Come è nella tradizione della Tenuta Sette Ponti, sarà un’etichetta da collezione, che segnerà una meta importante nella storia dei grandi bianchi italiani.

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Grisoglia Grande Passito di Toscana. Ricavato da grappoli di Malvasia e Trebbiano lasciati ad appassire in locali ben ventilati, fino al giorno di San Valentino, per scelta di Antonio Moretti Cuseri. Circa una settimana prima della spremitura, i grappoli presentano una gamma di colori che vanno dal marrone intenso, all’oro, al rosa. Un resto del passito dell’anno precedente, lasciato nel fondo delle botti, dona quel persistente aroma di uva passa, torta alla frutta e legno di rovere speziato.

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Vorrei passare tutta la vita con una dea irrazionale e sospettosa con un assaggio di gelosia furibonda come contorno e una bottiglia di vino che abbia il tuo sapore e un bicchiere che non sia mai vuoto.

dal film “Una Ottima Annata” by Ridley Scott - Russell Crowe - 2006


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Tenuta Sette Ponti proiettata nel Mondo

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Il vino è un essere vivente. E amo immaginare l’anno in cui sono cresciute le uve di un vino. Se c’era un bel sole, se pioveva. E amo immaginare le persone che hanno curato e vendemmiato quelle uve. E se è un vino d’annata, penso a quante di loro sono morte. Mi piace che il vino continua a evolversi. Che se apro una bottiglia oggi avrà un gusto diverso da quello che avrebbe se l’aprissi un altro giorno. Perché una bottiglia di vino è un qualcosa che ha vita. Ed è in costante evoluzione e acquista complessità, finché non raggiunge l’apice.

da “Sideways - In viaggio con Jack” by Paul Giamatti - 2004

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Il miglior fertilizzante per la vigna è l’ombra del proprietario.

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