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inchiesta sui

Tirocini

come funzionano, a cosa servono, come cambiarli Dalle inchieste che abbiamo raccolto in numerose lezioni della facoltà la questione dei tirocini è emersa come punto critico per quanto riguarda la coerenza con il proprio percorso di studio, la qualità dei saperi che si apprendono e l’inserimento nel mondo del lavoro. Questo dossier è un primo tentativo di mappare queste carenze e delineare delle proposte per mettersi in gioco e cercare di cambiare davvero un circolo vizioso che sembra produrre solamente ulteriore precarietà nelle nostre vite. Portiamo anche gli esempi spagnolo e svizzero non tanto per copiaincollare nella nostra facoltà modalità che comunque presentano numerose problematiche, ma per mostrare come in queste realtà si sia cercato di trovare delle soluzioni rispetto ad alcune delle questioni che solleviamo.

a cura di Scienze della formazione Precaria - UniBo

SCIENZE DELLA FORMAZIONE, Bologna Nel corso di Formazione Primaria, cinque anni a ciclo unico, il tirocinio a partire dal 2° anno è “osservativo”, il che significa che il tirocinante affianca i docenti durante le lezioni in classe. Data la situazione dell’istituzione scolastica, sottoposta a tagli vertiginosi e accorpamenti selvaggi, al momento sembra davvero difficoltoso che il tirocinio possa essere un ponte per l’inserimento nel mondo del lavoro.

Nel corso di Educatore Sociale la situazione è decisamente più complessa. Per quanto riguarda le triennali, a partire dal secondo anno di corso si possono effettuare i tirocini come previsto dal piano di studi. Sostanzialmente si può decidere se svolgere un TIROCINIO ESTERNO, in cui bisogna farsi riconoscere il lavoro svolto presso una cooperativa o un altro ente del settore sociale, oppure un TIROCINIO INTERNO, scegliendo tra quelli proposti dall’università. Per scegliere il TIROCINIO INTERNO è necessario consultare dei faldoni all’Ufficio Tirocini che racchiudono tutti i tirocini riconosciuti dall’università presso le varie cooperative. Questi faldoni, oltre a non essere ancora digitalizzati non sono per nulla aggiornati: di conseguenza molti tirocini non esistono più mentre altri più recenti non sono presenti. La disponibilità dei tirocini si lega anche alla ristrutturazione operata dall’università in tempi recenti: prima i tirocini erano due, previsti per il 2° e il 3° anno, ora sono stati unificati in una


SPAGNA, Siviglia: Nella facoltà di Scienze della Formazione di Siviglia, che comprende i corsi di Scienze della Formazione Primaria, Scienze dell’Educazione, Pedagogia e Psicopedagogia, sono contemplate due attività di tirocinio nel corso dei quattro anni di formazione. È previsto un primo periodo di tirocinio di 150 ore al terzo anno e un secondo di 200 ore al quarto. Ogni anno a febbraio la Facoltà pubblica una sorta di bando interno per gli studenti che in quell’anno devono effettuare il tirocinio. Qui vengono presentati i progetti disponibili, i rispettivi contatti e la documentazione da presentare per candidarsi nei 3 posti eletti (curriculum, lettera di motivazioni e media degli esami sostenuti). I progetti disponibili nel bando sono direttamente selezionati e contattati dalla Facoltà che ogni anno si preoccupa di trovare un numero di posti di tirocinio corrispondente agli iscritti dell’anno accademico in corso. Durante le due settimane previste tutti gli studenti del terzo e quarto anno devono presentare la propria domanda di tirocinio, chi lavora fa una richiesta per il riconoscimento che viene accettata senza problemi. Al termine viene pubblicata una graduatoria con i posti assegnati a ciascuno/a. Inoltre, per un periodo di circa un mese vengono sospese le lezioni così da permettere ad ogni studente e studentessa di svolgere esclusivamente il tirocinio a orario completo (8 ore), senza dover fare esami e lezioni contemporaneamente.

tive! Svolgere un tirocinio presso un ente per 220-250 ore complessive significa che questo non deve assumere lavoratori a tempo pieno, perché può far turnare più tirocinanti sullo stesso posto di lavoro, uno dopo l’altro.

Concludiamo la nostra panoramica con le lauree magistrali. Qui il meccanismo dei tirocini è identico alla triennale con le stesse problematiche e intoppi, anzi, la situazione è a tratti peggiore perché i posti sono molto ridotti e spesso ci vogliono mesi di attesa per ottenerne uno. Il paradosso è che per ovviare a questa situazione spesso i docenti si inventino tirocini-fuffa che non hanno nessuna valenza formativa. L’unico interesse è quello di

Ciò va ad incidere sia sulla valenza formativa del tirocinio, dato che si finisce per svolgere un vero e proprio lavoro senza essere pagati, affiancando ai ritmi di studio i ritmi di lavoro decisi dalla cooperativa, sia sulla qualità del servizio erogato.

Spesso l’esperienza del tirocinio assume però la forma di TIROCINIO ESTERNO. Con questa modalità ci si trova da soli il proprio impiego (generalmente pagato e ciò lo fa preferire al tirocinio interno). Se l’attività viene svolta pre-laurea però, non si ha la stessa qualifica di un professionista , così La modalità del bando interno per i tirocini presenta numerosi vantaggi: anche il tirocinio esterno finisce per diventare strumento di abbassamento dei costi. La - il numero di progetti offerti corrisponde al numero degli iscritti, non ci sono liste di retribuzione è minore rispetto a quella di un attesa infinite e a tutti/e viene assegnato un servizio; educatore sociale laureato e spesso si lavora con contratti di volontariato (2-3 euro all’ora, - l’aggiornamento annuale della lista dei progetti di tirocinio da parte della Facoltà pretalvolta senza rimborsi). Spesso questa vede un monitoraggio continuo dei progetti sul territorio e anche un maggior controllo modalità va oltre il mero ottenimento dei della qualità; crediti da parte dell’università perché diventa un modo per provare a costruirsi un - i tirocini vengono effettuati contemporaneamente in tutti i servizi, questo evita che ponte verso il mondo del lavoro prima di le cooperative usufruiscano di personale non pagato durante tutto l’anno al posto di ottenere la laurea. Bisogna inoltre considereducatori/educatrici retribuiti. are il fatto che la messa al lavoro di tirocinanti o volontari, con nessuna esperienza e con Il funzionamento dei tirocini a Siviglia non risolve il problema della manodopscarsa consapevolezza del lavoro che stanno era a costo zero del tirocinante ma evita alcuni nodi critici di tipo organizsvolgendo, serve sia a precarizzare il lavoro zativo e tempistico che si presentano regolarmente all’interno della nostra di chi ha alle spalle un percorso di studi nel Facoltà. settore, sia ad abbassare la qualità generale del servizio. In questo senso la nuova legge sull’apprendistato obbligatorio (pagato unica tranche aumentando il monte ore complessivo. come volontariato) nei tre anni successivi alla laurea non fa che prolungare i tempi di iper-precarietà degli Come studenti e studentesse pensiamo che il tirostudenti. La beffa per molti che fanno il tirocinio cinio dovrebbe essere un momento importante di formazione legato al nostro percorso di studi, che ci esterno all’interno della grandi cooperative, che erogano servizi in diversi settori del sociale e che consenta di acquisire sul campo quelle competenze necessarie per lavorare nel welfare. Nonostante anni quindi possano fare sostituzioni jolly - dall’asilo alla casa di riposo di politiche scellerate fatte di tagli, privatizzazioni - è di non veded esternalizzazioni che hanno sottomesso il welfare alla logica del profitto pensiamo che il suo ruolo ersi riconosciuto dall’università sia quello di garantire servizi di qualità per tutti e il tirocinio, in per tutte! La maggior parte dei servizi sono appaltati quanto le ore sul a cooperative private che, seguendo la logica della concorrenza, vengono scelte per gestire la quasi totalità singolo comparto sono insufficidei servizi pubblici in base all’abbattimento dei costi: enti a garantire questo in una parola vuol dire PRECARIETA’! “la continuità dell’intervento Il TIROCINIO INTERNO non è pagato, non è tassato, educativo”. non ci sono contributi da versare, non ci sono diritti: in altre parole si tratta di un bel risparmio per le coopera-

LAUREE MAGISTRALI

sfornare precari sottopagati.

E L’UNIVERSITA’ CHE FA? In tutto questo l’università sembra non rendersi conto dell’effettivo ruolo dei tirocini. Alla fine dell’attività, interna o esterna che sia, lo studente deve scrivere una relazione, da presentare ad un docente, in cui valutare ed esporre la propria esperienza. Ovviamente nessuno scriverà mai che è stata inadeguata, sviscerando tutte le problematiche emerse, in quanto si rischia di non passare la “prova”. Anche il meccanismo con cui viene convalidato il tirocinio esterno può prevedere molti intoppi burocratici in quanto spesso gli studenti prestano il servizio presso cooperative non riconosciute dall’università oppure nel loro luogo di residenza o, ancora, durante un’esperienza all’estero, il che implica un allungamento dei tempi previsti per il riconoscimento. Molte volte vengono chiesti improbabili attestati da parte di persone terze che dovrebbero garantire (oltre all’interessato e al datore di lavoro) la qualità del tirocinio svolto da parte dello studente, quando l’università è la prima a non interessarsene.

SVIZZERA: Il sistema adottato dalle università svizzere per quanto concerne l’organizzazione e la gestione dei tirocini formativi previsti nei corsi di laurea di Scienze Sociali (facoltà equivalente a Scienze della Formazione), si colloca in un orizzonte normativo che garantisce, oltre allo svolgimento del tirocinio senza lunghi periodi d’attesa, anche un posto per tutti e tutte. Inoltre il modello svizzero impedisce che gli enti possano applicare sistemi di turnover che trasformano il lavoro non retribuito del tirocinante in una mera questione di abbassamento dei costi di erogazione del servizio. Il valore formativo dei tirocini italiani, invece, è spesso subordinato a questo meccanismo, le possibilità di assunzione sono ormai un miraggio, escluse fin dall’inizio indipendentemente da come il tirocinio verrà svolto dalle studentesse e dagli studenti! La situazione attuale dipinge un quadro molto lontano da quello mostrato nei vari open day o career day sponsorizzati dalla facoltà e dall’Alma Mater. L’unico possibile proseguimento della collaborazione tra ente e tirocinante si traduce in una proposta di volontariato. Tornando all’esempio svizzero, nelle lauree triennali sono previsti due diversi tirocini: uno intermedio della durata di tre mesi e mezzo, svolto durante l’ultimo semestre del secondo anno e uno “conclusivo” della durata di quattro mesi e mezzo, effettuato nell’ultimo semestre del corso di laurea. Come avviene in Spagna, durante i periodi prefissati per i tirocini non è prevista nessuna attività didattica in modo che gli studenti e le studentesse possano concentrarsi esclusivamente sull’esperienza in corso, senza dover inseguire lezione ed esami e mantenendo, per altro, la possibilità di frequentare tutti i vari corsi previsti nell’anno accademico e pagati con le tasse universitarie. I posti disponibili dove svolgere i due tirocini sono maggiori del numero di iscritti/e, questo perché gli enti e le strutture dove inoltrare richiesta sono dislocati su base regionale e non incentrati prevalentemente su una città. A coloro che lo desiderano è data la possibilità di svolgere i periodi lavorativi nelle strutture più vicine alla loro residenza senza dover entrare nel tunnel della burocrazia per vedersi riconoscere la propria attività. In Svizzera come in Spagna, effettuando i tirocini in contemporanea in un determinato periodo si limita problema che grandi enti facciano turnare vari tirocinanti per poter usufruire di manodopera a basso costo al posto di operatori ed operatrici laureati/e, parliamo di manodopera a basso costo e non di manodopera totalmente gratuita come avviene in tutt’Italia! Infatti in Svizzera i tirocini sono retribuiti con una retribuzione minima che equivale a circa un terzo dello stipendio di un professionista del campo. Inoltre la possibilità di essere assunti a termine dell’esperienza è reale dal momento che le modalità di svolgimento dei tirocini consentono di entrare in modo profondo nel all’interno degli enti. L’ultimo dei due tirocini previsti ha, inoltre, l’obiettivo specifico di favorire l’inserimento del laureando nel posto in cui sta prestando servizio, considerando quindi questa esperienza alla stregua di un periodo di prova.


COSA VOGLIAMO? Vogliamo che la nostra università non segua soltanto esigenze di bilancio tagliando borse di studio e servizi agli studenti, ma riaffermi il suo ruolo formativo. Vogliamo quindi che la formazione venga prima di logiche aziendalistiche e di profitto Vogliamo che la Facoltà di Scienze della Formazione e dell’Educazione garantisca l’effettiva qualità dei tirocini offerti. Vogliamo che la Facoltà si impegni a fornire agli studenti una mappatura in continuo aggiornamento dei servizi e delle cooperative convenzionati Vogliamo che il tirocinio non diventi un ostacolo al percorso di studi degli studenti, chiediamo quindi

che le pratiche burocratiche di riconoscimento dei tirocini, soprattutto di quelli esterni, vengano semplificate Vogliamo che durante il tirocinio le lezioni e gli esami siano sospesi per garantire che questa esperienza abbia la centralità che merita e che tanto viene sbandierata dall’Alma Mater durante gli open day e career day! Vogliamo che il tirocinio non resti un’esperienza fine a se stessa o, ancora peggio, uno strumento atto a fornire manodopera gratuita ai servizi e alle cooperative, ma che torni ad avere come fine la formazione e l’inserimento nel mondo del lavoro. Vogliamo che questo dossier sia un punto di partenza per entrare in contatto con studentesse, studenti, docenti e ricercatori; per continuare a parlare di formazione, lavoro e precarietà all’interno dell’università.

Info e contatti: Scienze della formazione Precaria assemblea tutti i mercoledi’ ore 17 @ Officina del Sapere, via Zamboni 32.

Gruppo Fb: Scienze della formazione Precaria unibo

www.univ-aut.org

www.fabbrichedellaprecarieta. files.wordpress.com

dossier tirocini scienze della formazione precaria bologna  

Alla luce di quanto emerso dalle inchieste e dal percorso di conricerca costruito in facoltà abbiamo deciso, con questo dossier sui tirocini...