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“è stato bello...

33a Tendopoli


Tendopoli ha bisogno di te: rinnova l’abbonamento e invita altri a farlo!

La pagina di Padre Francesco Carissimi, ancora una volta la 33ma tendopoli ci ha fatto sperimentare la verità della parola che ci ha condotti in questi anni; “ Signore è bello per noi stare qui”. E’ stato bello perché il volto del Signore ancora una volta si è trasfigurato. Il volto di Colui che cercavamo, il volto del “ io ma non più io” si è reso evidente. Lo abbiamo ammirato nei volti e nelle testimonianze di coloro che credevano nel loro io ma poi hanno incontrato Dio. E’ stato bello vederlo nella testimonianza dell’uomo politico, Danilo Quinto, consumato e logorato dai compromessi del potere, che ci ha detto che solo in Gesù trova la sua gioia. E’ stato l’incontro con una donna, con la sua donna fortemente credente, che lo ha trasfigurato. Il volto dell’amore è Gesù. Ha detto: “ Grazie allo strumento che Dio ha voluto mettermi sulla strada, Lidia, mi ha fatto scoprire l’amore di Gesù. Non mi sono innamorato di lei sono stato attratto da una realtà sconosciuta prima”. E’ stato bello nella campionessa di tennis Mara che mentre brillantemente scalava le classifiche mondiali del tennis, in un incontro decisivo per la sua carriera, il suo piede non ha retto allo sforzo … non era in finale era alla fine! Ma in questa prova di dolore si è trasfigurata guardando il

trovato la felicità nel perdonare, nel non giudicare, nell‘amare”. E’ stato bello vederlo nel volto dell’onorevole Coccia Laura, che alzatasi dalla comoda poltrona, senza nascondere anzi mostrando la sua disabilità, si è messa davanti ai giovani dicendo con forza “Io, per la mia disabilità, il mio futuro non lo potevo prendere in mano. Per la società ero un problema. Poi ho incontrato un insegnante, un volto, una persona che ha creduto in me, mi ha sorretto e guidato, mi ha dato la speranza, ha illuminato il mio futuro. E’ stato bello vederlo nel volto dei

P. Massimo e di P. Daniele, nei loro interventi tanto competenti quando appassionati. Gli applausi che hanno ricevuto sono un segno tangibile della breccia che hanno fatto nel cuore dei giovani, non tento per gli argomenti trattati, ma per la testimonianza di come Gesù li ha e li sta trasfigurando. E’ stato bello vederlo nei volti dei giovani che hanno partecipato alla tendopoli che, anche se in numero un po’ ridotto, sono scesi a valle, sono

tornati nelle proprie case, per dire a tutti che il Signore è risorto. Un grazie sincero al Signore per i miracoli compiuti in questi 33 anni, questo numero è il segno che la speranza continua nella luce radiosa della Resurrezione. P. Francesco Cordeschi

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Crocifisso. Nel volto senza volto, in colui che ci ha amato fino alla fine, ha visto e sentito la risposta alla domanda che si portava nel cuore: Perché mi è accaduto questo? E’ stato bello vedere il Signore nel volto di Ania, nella sua testimonianza toccante, di una ragazza che aveva tutto, ma si è resa conto di non avere l’unica cosa che desiderava realmente. “Ho

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f.cordeschi@tendopoli.it Le vostre lettere. @tendopoli.it

Mentre preparavo il cammino formativo per questo anno, incentrato sulla lettura meditata della Lumen Fidei, avevo inserito su fb una riflessione provocatoria a cui ha fatto eco una risposta interessante. Riporto sia l’una che l’altra perché possono aiutare a comprendere l’itinerario di questo anno. La riflessione “La fede (scriveva George Bernanos) è un rischio da correre. È addirittura il rischio dei rischi». Oggi viviamo un tempo di ossessioni, coltiviamo l’illusione che tutto si può “controllare” e regolare: dalla sessualità agli affetti, dalla malattia alla morte. L’uomo, però, è abitato da un’alterità irriducibile che continuamente lo interroga e lo inquieta. Un’alterità verso l’Altro, verso il prossimo e nei confronti di se stessi, della propria interiorità. La scena umana è sempre drammatica perché non siamo soli, c’è anche l’altro. Spesso anche la fede cristiana, proprio per quest’ossessione di controllo che è divenuta la cifra autentica del nostro tempo, è ridotta a puro moralismo, ad un mero elenco di divieti, ad una sorta di moralismo negativo: «Non fare questo, non fare quell’altro». È davvero così? La fede è solo per gente castrata e in fuga dal mondo, capace non di pensare ma solo di obbedire ad un pacchetto di precetti? La risposta è no ed è uno dei punti di maggiore interesse contenuti in Lumen Fidei.

se stesso. Le grandi guide del popolo di Dio, come Mosè, hanno sempre lasciato spazio al dubbio. Si deve lasciare spazio al Signore, non alle nostre certezze; bisogna essere umili. […] l’atteggiamento corretto è quello agostiniano: cercare Dio per trovarlo, e trovarlo per cercarlo sempre». «C’è la tentazione di cercare Dio nel passato o nei futuribili. Dio è certamente nel passato, perché è nelle impronte che ha lasciato. Ed è anche nel futuro come promessa. Ma il Dio “concreto”, diciamo cosi, è oggi. Per questo le lamentele mai ci aiutano a trovare Dio. Le lamentele di oggi su come va il mondo “barbaro” finiscono a volte per far nascere dentro la Chiesa desideri di ordine inteso come pura conservazione, difesa. No: Dio va incontrato nell’oggi». «Se il cristiano è restaurazionista, legalista, se vuole tutto chiaro e sicuro, allora non trova niente. La tradizione e la memoria del passato devono aiutarci ad avere il coraggio di aprire nuovi spazi a Dio. Chi oggi cerca sempre soluzioni disciplinari, chi tende in maniera esagerata alla “sicurezza” dottrinale, chi cerca ostinatamente di recuperare il passato perduto, ha una visione statica e involutiva. E in questo modo la fede diventa una ideologia tra le tante. Io ho una certezza dogmatica: Dio è nella vita di ogni persona, Dio è nella vita di ciascuno. Anche se la vita di una persona è stata un disastro, se è distrutta dai vizi, dalla droga o da qualunque altra cosa, Dio è nella sua vita. Lo si può e lo si deve cercare in ogni vita

Continua lo strumento di condivisione con i lettori della Storia meravigliosa che siamo chiamati a vivere, con i suoi dubbi, le sue difficoltà ma anche le gioie e la Speranza. Scrivete le vostre lettere all’indirizzo di posta elettronica: f.cordeschi@tendopoli.it

umana. Anche se la vita di una persona è un terreno pieno di spine ed erbacce, c’è sempre uno spazio in cui il seme buono può crescere. Bisogna fidarsi di Dio». Papa Francesco (Laura)

La risposta di Laura. «Sì, in q u e s t o cercare e trovare Dio in tutte le cose resta sempre una zona di incertezza. Deve esserci. Se una persona dice che ha incontrato Dio con certezza totale e non è sfiorata da un margine di incertezza, allora non va bene. Per me questa è una chiave importante. Se uno ha le risposte a tutte le domande, ecco che questa è la prova che Dio non è con lui. Vuol dire che è un falso profeta, che usa la religione per

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Passionista per sempre Che cosa significa “fare i voti” nel 2013? Dire al Signore voglio essere povero casto e obbediente per sempre in un mondo che “corre solo per se stesso”? E imprimere nel mio cuore e nel cuore di tutti i fedeli la memoria della Passione del Signore? Tutto questo significa diventare grandi, responsabili, maturi. Un compito enorme e allo stesso tempo un dono immenso. Scopri di essere creatura debole e fragile di fronte all’infinita grandezza di Dio. Ma scopri allo stesso tempo che Lui, l’immensamente grande vuole entrare nel piccolo, nascondersi in te per farti suo strumento. C’è un disegno misterioso che viene svelato. Chi chiama conosce anche il progetto. Chi è chiamato scopre il progetto e la sua bellezza in modo graduale, passo dopo passo. Il 14 settembre a me è successo questo: avere la garanzia che tutta la mia vita sarà una scoperta di quanto Dio mi ama. Io ho fatto voto di non tradirlo, di essergli fedele e di servire la Sua chiesa. Ma il vero “professionista” è Lui: nella mia richiesta c’è la garanzia che Lui non verrà mai meno, perché Lui solo è la roccia salda su cui costruire la propria casa. E’ bello seguire il Maestro per le vie che non pensi. Per le vie che non conosci. Per le vie che ti formano alla santità. E cosi si diventa profumo soave per il mondo: il profumo

è bello seguire il maestro per le vie che non pensi. è quello dell’offerta gradita a Dio. Tanti amici e tanti tendopolisti sono venuti alla celebrazione di sabato 14 settembre. Un grazie di cuore perché la preghiera che ognuno ha portato si sta realizzando. E a tutti come a me stesso ripeto le sante parole: Spera nel Signore, sii forte!

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Questa è la vocazione passionista, questa è la vita che ho scelto. Mi trovo a distanza di alcuni giorni a riflettere sull’evento che ci ha visto coinvolti. C’è una cosa su cui di continuo va a posarsi il mio pensiero, un qualcosa che ha preceduto, che ha accompagnato e che è partita da quel giorno. Al termine della Messa, un mio conoscente, fisico presso l’Enea, con cui ho avuto negli anni passati dei confronti sulla possibilità dell’esistenza di Dio, di cui lui faceva fatica a crederne l’esistenza poiché con la scienza tutto sarebbe spiegabile, mi diceva con sguardo sorpreso di essere rimasto shoccato dal modo con cui noi frati ci eravamo cercati durante la funzione. Si, cercati, uso proprio questo termine. Era rimasto impressionato dall’attenzione mostrata tra noi, sia tra i quattro neoprofessi, che quella mostrata verso i confratelli che sono entrati molti anni prima di noi, in particolare il lungo scambio della pace, in cui aveva visto

che non erano solo scambi di mano, ma spontanei abbracci, calorosi, forti. Riguardando in questi giorni il filmato della nostra Messa e osservando il nostro abbraccio, ed è stato tutto in un attimo, il mio pensiero con la fantasia è andata a ricercare immagini di un lontano film di Zeffirelli sulla vita di San Francesco e dei suoi frati e mi è venuto spontaneo

affiancare la nostra amicizia con quella tra Francesco e i suoi compagni e proprio lì mi sono detto: questa è la vocazione passionista, questa è la vita che ho scelto. Piero

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Marchiato a fuoco. Da pochi giorni si è conclusa la XXXIII Tendopoli di S.Gabriele dell’Addolorata. Personalmente l’ho vissuta come un compleanno, un meraviglioso e mistico decennale. Uno di quei decennali che ti cambiano la vita in maniera grandiosamente sconvolgente. Il tema, per chi ha vissuto questa Tendopoli, è marchiato a fuoco, impresso nei nostri cuori: “Io ma non più io”. Ho trovato questo tema rivelante. Prima dell’inizio di questa ennesima esperienza mi è capitato di sentire da una persona la seguente frase: “Lui fa grandi cose, cose che non possiamo aspettarci”. In genere, di fronte a frasi come questa le reazioni possono essere di due tipi: scetticismo o speranza. La prima frase deriva dal dubbio, dall’essere concentrati troppo su se stessi, quindi dall’essere ancora “io” che non è ancora diventato altro da sé. La seconda possibile reazione dipende invece dalla consapevolezza che c’è Qualcuno che cammina insieme a noi. Qualcuno che ci ha donato la vita e ci ha donato gli altri, quelli che inizialmente consideriamo estranei a noi stessi, ma che diventano inesorabilmente parte di noi e che ci consentono di uscire

dalla nostra prospettiva egocentrica. Perché nel cuore di chi ci circonda c’è la stessa presenza che abita in noi e che ci spinge ad amarci, seguendo il suo più importante comandamento. Tutti i Tendopolisti sanno quanto è difficile seguire il cammino annuale e quanto costa essere coerenti con la Parola nella vita quotidiana. Sanno anche quanto è facile abbandonarsi allo scetticismo nei momenti di difficoltà e quanto la vista dell’orizzonte verso cui orientarsi possa diventare annebbiata, durante la nostra vita da pellegrini.

...lui fa grandi cose, cose che non possiamo aspettarci.

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Ai Tendopolisti vorrei dire che queste difficoltà le ho vissute in prima persona. Lo spirito con il quale mi sono avvicinato a questa esperienza era caratterizzato da paura, dubbio e incertezza. Gli altri erano estranei di cui non fidarsi fino in fondo. In sostanza, appartenevo alla prima prospettiva. Tuttavia è vero, Lui fa grandi cose. Basti pensare che è necessaria una piccola pillola di cinque giorni per donarti una visione radicalmente diversa. A quel punto, ti senti di ribadire: “Lui fa grandi cose, cose che non possiamo aspettarci”. Vivere la preghiera in comunione, cantare insieme la Parola, avvicinarsi all’Eucarestia, ascoltare le riflessioni che gli altri ti donano: sono tutte semplici esperienze capaci di fare uscire i cristiani dal proprio Io, a rendersi conto che un fatto accaduto ha cambiato la storia per sempre e che continua ad agire nelle nostre vite. Dai piccoli gesti di chi ci circonda, realizziamo la presenza che abita in tutti noi: una parola detta da un amico al momento giusto, un abbraccio fatto col cuore, uno sguardo complice, una risata in sintonia. Mi è capitato di dire ad alcune persone importanti per me che nei loro occhi riscopro la bontà del volto di Dio. Posso confermarlo.

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non lamentiamoci se siamo un numero minore, proattiviamoci per diffondere la Parola e coinvolgere i giovani. Non giudichiamo gli altri se fanno azioni deplorevoli, preghiamo e agiamo per loro perché la loro vita sia migliore. Non facciamoci prendere dall’angoscia se Lui “ci rompe” durante la salita, lo fa perché ci aspetta qualcosa di stupendo al di là della vetta che stiamo ascendendo. Viviamo l’esperienza della Tendopoli nella nostra intera vita e testimoniamo la nostra esperienza. Speriamo nel Signore sempre e manteniamoci forti. Dio è grande! Michele T. (Roma)

Credo che Dio voglia intenzionalmente e costantemente ricostruirci per renderci migliori, più forti, grazie al dono dell’incontro. Giunto al termine di questa Tendopoli, non posso che ringraziare proprio quelle persone che si donano, che utilizzano quei semplici gesti per migliorare la vita di chi li circonda. Voglio ringraziare quelle persone che mi ricordano ogni giorno che Dio è presente in noi e che ci protegge all’ombra delle sue ali. Sono quelle persone possiedono ancora il valore del sacrificio e dell’umiltà. Se c’è qualcosa in particolare che la precarietà della Tendopoli ci insegna è proprio il valore dell’umiltà e della semplicità. Da questa esperienza si apprende che non serve voler emergere a tutti i costi tra la gente, essere in vista o farsi un nome: serve proclamare il nome di Dio nella vita quotidiana. È questo che ci fa ricordare davvero nella memoria delle persone. Se c’è un messaggio che voglio lasciare ai Tendopolisti è quella di non lasciarsi andare perché Lui è qui con noi. Quindi,

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Dalla terra rossa al cielo blu.

dopo essersi reso conto di essere stato per venti anni al servizio di idee e di uomini profondamente immorali. ”Avevo dimenticato - racconta quintola mia spiritualità, coltivando solo la materialità. (...) Grazie a lei dopo 40 anni mi sono confessato e ho preso la comunione. Ci siamo sposati e nessuno dei miei ex amici è venuto al mio matrimonio in chiesa. (...) Ma io, mia moglie e mio figlio preghiamo anche per loro, i nostri nemici”. Mara Santangelo, tennista professionista dal 98 al 2010, nel corso della sua

relazione dal titolo “Te lo prometto. La partita della vita, la forza della fede, il rialzarsi” ha raccontato della sua seconda esistenza, contrassegnata dalla crociata per aiutare gli altri, cominciata dopo un viaggio a Medjugorje con la nonna: “Medjugorje -dice la Santangeloè stata una grande svolta nella mia vita che mi permette oggi di testimoniare. Nonostante avessi tutto, ero estremamente infelice, ero sempre alla ricerca di qualcosa in più. (...) Ora ho il numero 1 per cui non mi serve altro, Gesù Cristo è il mio personal trainer”.

“IO ma non più io” il tema della Tendopoli sviluppato dai relatori della trentatreesima edizione 2013. Ad aprire le discussioni la relazione con “E mi sento relitto dell’io”, Danilo Quinto, ex tesoriere del Partito Radicale. Ha raccontato di come sia passato “Da servo di Pannella a figlio libero di Dio”, del suo incontro nel 2003 con Lidia, che poi è diventata sua moglie e che lo ha portato alla conversione

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“Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me”. Giovedì 22 agosto è stata la volta di padre Francesco Cordeschi con la relazione “Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me”. Il fondatore della Tendopoli ha spiegato come “l’idolatria è quando un volto si rivolge riverente ad un altro volto che non è presente. L’idolatria è l’io. Questa società egocentrica ci sta uccidendo, senza sapere che l’unica libertà che avete giovani, è scegliere da

chi dipendere. (...) Più ci si abbandona a Dio e si vive l’insicurezza della fede, più si è stabili”.

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Dagli amori all’amore. Ania Goledzinowska, ex modella polacca che vive da due anni in un convento in Puglia, ha raccontato con la sua testimonianza “Dagli amori all’Amore”, la sua storia travagliata. La storia di una ragazza nata in Polonia in una famiglia molto povera con un papà alcolizzato morto quando lei aveva 10 anni e di una mamma caduta in depressione. A 16 anni arriva in Italia,

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“ho iniziato a frequentare la Milano bene -racconta- e ho iniziato a fare la fotomodella. Feste droga, avevo tutto ma non sorridevo mai, non ero felice. Un giorno ho conosciuto un giornalista che mi ha proposto di scrivere un libro sulla mia storia, ma in cambio mi ha chiesto di seguirlo in un viaggio a Medjugorje. (...) Sono salita fino alla cima [della montagna delle apparizioni] e lì sono caduta davanti al crocifisso a pregare”. Nel ritornare a Milano “ho dato via tutto: casa, macchina e sono tornata a Medjugorje dove ho conosciuto l’amore vero. Non fatevi ingannare ragazzi!”.

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Dai misteri al mistero La tavola rotonda “Non importi, non sottoporti, non sovrapporti” moderata dal prof. Alessandro Meluzzi, ha concluso le giornate di riflessione. Sono intervenuti l’on. Laura Coccia con “volere è potere”, padre Massimo Granieri cp con “un urlo di senso dentro le canzoni” e confr. Daniele Curci cp con “gli schiavi felici sono i veri nemici della società”. Padre Granieri ha parlato della musica e si è rivolto ai ragazzi dicendo “amate la vostra musica. Non fatevi imporre la musica, cercate di far collimare la vostra vita di fede con le parole delle canzoni. Non fatevi condizionare dai preconcetti”. Daniele Curci ha invece chiesto ai ragazzi se sono sicuri che la libertà sia fare quello che si vuole. li ha poi moniti “attenti ragazzi,

perché la libertà svincolata dai limiti è una bugia. Voi siete fatti per cose grandi, ma nessuno ve lo dice. I mass media non ve lo dicono. Vi danno piacerini a portata di mano. Nessuno vi dice che siete fatti per l’eroismo, insomma non siete fatti per il ‘ fà ciò che vuoi’!”. Infine, l’on. Laura Coccia, campionessa olimpica, oltre che parlamentare e dottoranda, ha raccontato la sua esperienza di donna affetta da tetraparesi spastica. “da bambina -dice- preferivo osservare oltre il cancello della scuola.

Poi un giorno il professore di educazione fisica alle medie mi disse di correre (...) Questo mi spronò, e per la prima volta ho pensato di potermi alzare dalla sedia a rotelle. (...) È bello ragazzi lo sport per disabili, ma è più bello quello che si avvicina alla normalità. Nel 2008 vengo esclusa dalle paraolimpiadi ed io a questo punto continuo con l’università e faccio l’Erasmus. (...) Ragazzi è possibile avere una vita normale, anzi si deve”. Ha poi concluso ribadendo che “non bisogna farsi guidare dagli altri ma portare avanti i propri sogni. Ci sono molte persone che sono per terra ma bisogna tendere una mano, perché io l’ho ricevuta”.

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Una grande famiglia. Carissimo Padre Francesco Sono trascorsi alcuni giorni dall’esperienza della Tendopoli e desidero affidarti alcuni pensieri ed emozioni vissute in quel giorno. Anni fa ricordo di aver avuto la possibilità di partecipare, anche se in maniera indiretta, ad alcune tendopoli e ritornarvi a distanza di anni mi ha dato una grande gioia. In primo luogo perché ho visto l’agire di Dio, il lavoro paziente dello Spirito e la disponibilità di tante persone a lasciarsi raggiungere dall’amore per il Regno. Tanti aspetti mi hanno colpito e te ne comunico alcuni. È stato bello incontrare persone di età diverse. La prima sensazione è stata quella di una grande famiglia. Ci si può chiedere, infatti, cosa può spingere giovani: adolescenti, giovani adulti, coppie, e anche persone di età avanzata a donarsi, invece di restarsene comodi in vacanza? E, nonostante la diversità di età, di temperamento, di esperienze… mi sembra di aver colto relazioni semplici e serene, gioiose e amicali. Una tendopoli “cresciuta”, matura e responsabile, dove certamente non

mancano difficoltà e conflitti che oltre tutto sono parte viva di qualsiasi relazione e sono anche motivo di riflessione, discernimento, ricerca del meglio e fonte di vitalità. Questo è stato l’impatto immediato. Mi ha anche colpito l’atteggiamento dei veterani verso i più giovani: incitamento, attenzione, e quel certo controllo che denota interesse e forme di maternità paternità. Bene Padre Francesco, io invece come suora passionista e quindi sorella nella spiritualità che ci accumuna, devo dirti

una Tendopoli “cresciuta”, matura e responsabile.

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un grazie sincero per aver favorito la nostra partecipazione alla Tendopoli e far conoscere colei che sta alle origini della nostra Congregazione. Io sono convinta che è necessario che chi ci avvicina conosca la famiglia che li accoglie perché i santi, gli amici di Dio non vanno mai in pensione esono incentivi pe run vissuto autentico. Credo sia stato molto bello vedere e conoscere la semplicità e bellezza della vocazione di Sr Marianna, la passione di Sr Luciana, una delle prime tendopoliste, per la missione che la Congregazione le ha affidato verso le donne della tratta e vittime di varie forme di violenza. Conoscere la grande riservatezza di Sr Nanette che non parla molto ma la cui presenza e discrezione vale più di molte parole. Da queste pagine un grazie a Sr Carmela e alla comunità di S. Gabriele. Io ho percepito la grande attenzione dell’assemblea mentre le sorelle parlavano e anche questo è un grande segno. La vita vera interessa. Interessa Maria Maddalena con il suo vissuto di laica cristiana impegnata nelle frontiere dell’emarginazione ma interessa anche la missione di coloro che ne continuano il carisma oggi, sulle strade del mondo. Veramente P. Francesco, è stata una bella esperienza. Rifare un tuffo nella vita giovanile desiderosa di impegnarsi per Cristo è stato veramente bello, una ricarica. Ti ringrazio. Vorrei dire a tutti i giovani che ho incontrato, di sfuggita, ma con il cuore che li ringrazio. Li ricorderò con tanta simpatia e con l’augurio che le parole ascoltate diventino vita.

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a cura di P. Pino Simeoni / pino.simeoni@gmail.com

Danilo Quinto: da servo di Pannella a uomo libero di Dio. E’ la prima e riuscitissima fatica letteraria presentata in Tendopoli dal suo autore, l’ultima settimana di Agosto. Molti dei ragazzi presenti non conoscevano bene il personaggio politico descritto nel libro, probabilmente perché abbastanza avanti con l’età. Ma ciò che più ha sorpreso non è stata la storia della conversione avuta dall’autore (bella nel suo racconto) ma la descrizione di un mondo politico decadente e tristemente ripiegato su se stesso. Oggi la politica offre la sua facciata più brutta, quella dei compromessi, dell’ambiguità, della corruzione, del potere per il potere, della concussione, non c’è giorno che qualche politico non venga inquisito o arrestato. Eppure anche in una situazione disperata come questa si possono scorgere bagliori di speranza; un incontro che ti cambia la vita, come è capitato al nostro autore o anche un Papa Francesco che continua a mandare messaggi ai cristiani invitandoli a “sporcarsi le mani” per riconsegnare la politica al suo splendore originario, un’arte nobile per il servizio del bene comune. Forza allora giovani le parole d’ordine sono: coraggio e onestà non serve altro.

Il coraggio della ricerca continua della Verità, che è un incontro con una persona che dall’alto della Croce ci chiama ad essere crocifissi come lui, dalla parte libera della croce; per servire gli ultimi, i deboli, quelli senza protezione; l’onestà di chi da quella croce non racconta bugie, non ci inganna e rimane fedele alle sue promesse “il terzo giorno risorgerò” e noi con lui e la buona politica con noi, solo così imitando Cristo, vivendolo, si ridà dignità e speranza alla politica del futuro altrimenti è noia quotidiana, quella che vediamo tutti i giorni.

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Tendopoli ha bisogno di te: rinnova l’abbonamento e invita altri a farlo! a cura di Marco Cola

Il mondo della Chiesa …

Questa vuole essere una pagina aperta sul mondo. Riporteremo notizie di attualità, che ci sembrano interessanti riguardanti la vita della Chiesa, e il mondo che le gira intorno nel bene e nel male.

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GIOVANNI XXIII E GIOVANNI PAOLO II SANTI IL PROSSIMO 27 APRILE Santi insieme i due pontefici ai quali Bergoglio maggiormente si ispira nella sua azione riformatrice e di apostolato nelle “periferie” esistenziali e geografiche. Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII saranno canonizzati il 27 aprile. Francesco ha comunicato la sua decisione nel corso di un Concistoro ordinario pubblico. Bergoglio ha annunciato la data parlando come di consueto in latino durante un concistoro ordinario pubblico per la canonizzazione dei beati Roncalli e Wojtyla, che si è svolto alle 10 nella sala del Concistoro del palazzo apostolico vaticano. [...]La scelta di Francesco è caduta sulla domenica in albis, che è la Festa della Misericordia, solennità istituita da Wojtyla che nel 2005 morì alle 21.37 del 2 aprile, cioè ai primi vespri di domenica 3, data in cui quell’anno ricorreva la proprio la Festa della Misericordia. Come è noto, in giugno il Pontefice ha approvato il

IL PAPA E I SUOI CONSIGLIERI AL LAVORO PER RIFORMARE LA CURIA Gli otto consultori del papa sono giunti a Roma per lavorare sulle riforme della curia romana. «La priorità è rendere efficiente la macchina tagliando costi e posizioni di potere. In discussione ci sono l’accorpamento dei dicasteri e la nomina di un “moderatore della Curia”. Troppi gli enti che si dividono le stesse competenze, soprattutto in materia di economia (Prefettura, Apsa, Governatorato) e di Welfare (Giustizia e Pace, Sanità, Migranti). Troppe le consulenze affidate ad esterni, soprattutto in Segreteria di Stato, allo Ior e nella comunicazione. È allo studio una “spending review” che sfrondi le rendite di posizione della “casta” ecclesiastica. La Curia deve essere un aiuto alla fede, non un ostacolo. Quindi chi segue logiche di carrierismo dovrà lasciare i Sacri Palazzi per tornare ad incarichi nelle parrocchie. Intanto lo Ior, annuncia

miracolo, attribuito all’intercessione del Beato Giovanni Paolo II e ha dispensato Giovanni XXIII dal processo relativo a un secondo miracolo dopo quello che ha portato alla beatificazione del 2000 […] Francesco ha deciso questa dispensa essendo così radicata e diffusa la fama della santità di Roncalli: a Sotto il Monte, ad esempio, nella casa natale, una stanza intera è colma di fiocchi rosa e azzurri inviati da coppie ritenute sterili che hanno avuto la gioia di un figlio dopo aver invocato il Papa Buono» (vatican insider, La Stampa.it, 1 ottobre 2013).

a Radio Vaticana il suo presidente Ernst von Freyberg, è “pronto a ispezioni sulla gestione” e anche le ambasciate che hanno un conto Oltretevere dovranno “adeguarsi agli standard internazionali di trasparenza finanziaria”. I lavori del G8 si svolgono nella Biblioteca privata dell’appartamento papale, rimasto vuoto il 28 febbraio alla partenza di Ratzinger». (vatican insider, La Stampa.it, 2 ottobre 2013).

IL PAPA E I SUOI CONSIGLIERI AL LAVORO PER RIFORMARE LA CURIA Con un gesto assolutamente inedito nella storia della banca vaticana, Bergoglio, allo scoccare dei primi cento giorni di pontificato, ha istituito una Pontificia Commissione Referente sull’Istituto per le Opere di Religione. Il motivo, come recita un comunicato della Segreteria di Stato, “è il desiderio del Santo Padre di conoscere meglio la posizione giuridica e le attività dell’Istituto per consentire una migliore armonizzazione del medesimo con la missione della Chiesa universale e della Sede Apostolica, nel contesto più generale delle riforme che sia opportuno realizzare da parte delle Istituzioni che danno ausilio alla Sede Apostolica. La Commissione – prosegue ancora la nota vaticana – ha lo scopo di raccogliere informazioni sull’andamento dell’Istituto e di presentare i risultati al Santo Padre“. […] Nel chirografo con il quale Francesco ha istituito questa inedita commissione, […] Bergoglio sottolinea di aver seguito l’invito di Benedetto XVI di “consentire ai principi del Vangelo di permeare anche le attività di natura economica e finanziaria”, ma anche di aver “sentito il parere di diversi cardinali e altri fratelli nell’episcopato, nonché di altri collaboratori”, e di aver preso questa decisione “alla luce della necessità di introdurre riforme nelle Istituzioni che danno ausilio alla Sede Apostolica“. I compiti della commissione sono ben definiti da Papa Francesco: saranno raccolti documenti, dati e informazioni necessari allo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali. “Il segreto d’ufficio e le altre eventuali restrizioni stabiliti dall’ordinamento giuridico – specifica Bergoglio – non inibiscono o limitano l’accesso della commissione a documenti, dati e informazioni, fatte salve le norme che tutelano l’autonomia e l’indipendenza delle autorità che svolgono attività di vigilanza e regolamentazione dell’Istituto, le quali rimangono in vigore”. […] Insomma Francesco vuole vederci chiaro sui misteri dello Ior e ascoltare il parere di un organo super partes istituito ad hoc che risponda solo e soltanto a lui. (ilfattoquotidiano.it, 26 giugno 2013)

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… La chiesa nel mondo.

In questa rubrica desideriamo esporre brevemente il pensiero della Chiesa su alcuni problemi di attualità. Ci serviremo della parola del magistero in particolare del Papa e dei vescovi. camminare nella notte con loro, di saper dialogare e anche di scendere nella loro notte, nel loro buio senza perdersi. Il popolo di Dio vuole pastori e non funzionari o chierici di Stato». (tempi.it, 19 settembre 2013)

PAPA FRANCESCO A SCALFARI: CHI NON CREDE DEVE OBBEDIRE ALLA PROPRIA COSCIENZA Il fondatore del quotidiano La Repubblica, Eugenio Scalfari, ha inviato a papa Francesco una lettera dove pone alcuni interrogativi sul tema della fede. Ecco cosa risponde il papa in merito al problema della salvezza per i non credenti. «Vengo così alle tre domande che mi pone nell’articolo del 7 agosto. Mi pare che, nelle prime due, ciò che Le sta a cuore è capire l’atteggiamento della Chiesa verso chi non condivide la fede in Gesù. Innanzi tutto, mi chiede se il Dio dei cristiani perdona chi non crede e non cerca la fede. Premesso che - ed è la cosa fondamentale - la misericordia di Dio non ha limiti se ci si rivolge a lui con cuore sincero e contrito, la questione per chi non crede in Dio sta nell’obbedire alla propria coscienza. Il peccato, anche per chi non ha la fede, c’è quando si va contro la coscienza. Ascoltare e obbedire ad essa significa, infatti, decidersi di fronte a ciò che viene percepito come bene o come male. E su questa decisione si gioca la bontà o la malvagità del nostro agire». (La Repubblica.it, 11 settembre 2013). PAPA FRANCESCO A CIVILTÀ CATTOLICA: LA CHIESA COME UN OSPEDALE DA CAMPO Papa Francesco rilascia un’intervista al direttore di Civiltà Cattolica, la rivista dei Gesuiti. Nel seguente passaggio egli descrive la chiesa che desidera. «Io vedo con chiarezza — prosegue — che la cosa di cui la Chiesa ha più

bisogno oggi è la capacità di curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli, la vicinanza, la prossimità. Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia. È inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto. Curare le ferite, curare le ferite… E bisogna cominciare dal basso. La Chiesa a volte si è fatta rinchiudere in piccole cose, in piccoli precetti. La cosa più importante è invece il primo annuncio: “Gesù Cristo ti ha salvato!”. E i ministri della Chiesa devono innanzitutto essere ministri di misericordia. Il confessore, ad esempio, corre sempre il pericolo di essere o troppo rigorista o troppo lasso. Nessuno dei due è misericordioso, perché nessuno dei due si fa veramente carico della persona. Il rigorista se ne lava le mani perché lo rimette al comandamento. Il lasso se ne lava le mani dicendo semplicemente “questo non è peccato” o cose simili. Le persone vanno accompagnate, le ferite vanno curate. Come stiamo trattando il popolo di Dio? Sogno una Chiesa Madre e Pastora. I ministri della Chiesa devono essere misericordiosi, farsi carico delle persone, accompagnandole come il buon samaritano che lava, pulisce, solleva il suo prossimo. Questo è Vangelo puro. Dio è più grande del peccato. Le riforme organizzative e strutturali sono secondarie, cioè vengono dopo. La prima riforma deve essere quella dell’atteggiamento. I ministri del Vangelo devono essere persone capaci di riscaldare il cuore delle persone, di

IL PAPA AI CATECHISTI: LA CHIESA NON CRESCE PER PROSELITISMO MA PER ATTRAZIONE Il papa incontra i catechisti il 27-28 settembre scorso. Ecco un passo del discorso di sabato pomeriggio 27 settembre. «“La Chiesa non cresce per proselitismo. Cresce per attrazione”. “E quello che attrae – ha precisato Papa Francesco - è la testimonianza. Essere catechista significa dare testimonianza della fede; essere coerente nella propria vita. E questo non è facile. Non è facile! Noi aiutiamo, noi guidiamo all’incontro con Gesù con le parole e con la vita, con la testimonianza”. Quindi ha ricordato quello che San Francesco di Assisi diceva ai suoi frati: “Predicate sempre il Vangelo e se fosse necessario anche con le parole”. Ma prima viene la testimonianza: “che la gente veda nella nostra vita il Vangelo, possa leggere il Vangelo». (Radio Vaticana.it, 27 settembre 2013).

SETTEMBRE / OTTOBRE 2013 anno XXV numero 05 _

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Camilla e Massimo

Tantissimi auguri alla nostra “presidentessa” e al suo sposo per il loro matrimonio che si è svolto il 14 settembre 2013 presso la chiesa di San Michele Arcangelo a Montesilvano Colle.

Il nuovo Segretario di Stato Vaticano

Siamo felici per la nomina a Segretario di Stato di Monsignor Pietro Parolin e, ricordandolo nella sua recente visita alla Tendopoli del Venezuela e alla sua celebrazione eucaristica insieme a Padre Francesco, gli auguriamo un buon lavoro.

Claudio e Graziella sposi Il 6 ottobre Claudio e Graziella si sono sposati nella stupenda terra venezuelana: AUGURI!

Auguri!

Alice con il papà Andrea e la mamma Lavinia nell’ultima Tendopoli.

Con immensa gioia mamma Claudia e papà Marco presentano a tutta la famiglia tendopolista il piccolo Riccardo Maria nato il 24 settembre.

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Rivista della Tendopoli di San Gabriele, nr. 4 del 2013