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Settimanale di

9 novembre 2012

attualitĂ , cultura, spettacolo, musica, sport e appuntamenti ANNO XIII N. 40

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lo stadio cabassi tiene botta

Sfoglia lo speciale dedicato alla partita tra Nazionale Cantanti e Teniamo Botta Team e leggi le interviste ai protagonisti. A pagina 13


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Libri

da non perdere!

Caduto fuori dal tempo Di David Grossman

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aggiù, dove il mondo dei vivi confina con quello dei morti, se ne va il protagonista del nuovo romanzo di David Grossman, Caduto fuori dal tempo (Mondadori), uscito nei giorni scorsi e tradotto da Alessandra Shomroni. Una sera, in una città di un luogo immaginario, un padre si alza da tavola, prende commiato dalla moglie ed esce per andare “laggiù”. Ha perso un figlio, anni prima, e “laggiù” è dove il mondo dei vivi confina con la terra dei morti. Non sa dove sta andando, e soprattutto non sa cosa troverà. Lascia che siano le gambe a condurlo, per giorni e notti gira intorno alla sua città e, a poco a poco, si unisce a lui una variegata serie di personaggi che vive lo stesso dramma e lo stesso dolore: il Duca signore di quelle terre, una riparatrice di reti da pesca, una levatrice, un ciabattino, un anziano insegnante che risolve problemi di matematica sui muri delle case. E l’uomo a cui è stato affidato l’incarico di scrivere le cronache cittadine. Ciascuno ha la propria storia, chi ha perso il figlio per una grave malattia, chi in un incidente, chi in guerra. Insieme a loro idealmente, visto che non può muoversi dalla sua stanza, c’è anche una strana figura di Centauro, con la parte inferiore del corpo che nel tempo si è trasformata in scrivania. E uno scrittore che da quindici anni vive circondato dagli oggetti del figlio che non c’è più, e il cui unico desiderio da allora è catturare quella morte con le parole. “Non riesco a capire qualcosa finché non la scrivo” dice. E’ lui a ispirare e a inglobare la storia che stiamo leggendo. A sei anni dalla morte del figlio Uri, ucciso dalla guerra israelo-libanese del 2006, e dopo il libro a lui dedicato, A un cerbiatto somiglia il mio amore, Grossman con Caduto fuori dal tempo tuffa le mani fino ai polsi nella materia indicibile che la morte di un figlio rappresenta. La forma del racconto è un canto a più voci, un lamento polifonico che echeggia il modulo in versi della tragedia classica, ma non si vincola a un metro o a un canone preciso. Una scelta stilistica ardita così come ardita è la scelta del tema, perché la morte è il grande rimosso del discorso culturale contemporaneo. Uri, il figlio scomparso dello scrittore, è caduto fuori dal tempo, e quel che ci resta del suo passaggio fra noi sono le parole che ce lo rammentano, gli odori, e il nostro guardare allo spazio occupato dalla sua vuota interezza, com’è poeticamente definita l’assenza da una delle protagoniste del canto. Assieme ad altre mille ombre, Uri è andato ad abitare uno spazio che è dappertutto. E da nessuna parte. Proprio come il laggiù verso il quale Grossman ha fatto rotta, con coraggio e generosità, anche per noi.

Tra le righe...

Great America!

Questa sera, oltre duecento anni dopo che questa colonia si è guadagnata il diritto di scegliere il proprio destino, noi facciamo un passo avanti per rendere ancor più perfetta la nostra unione”. Orfani di una politica che sappia emozionare riscaldando il cuore, ci tuffiamo nelle elezioni americane: il discorso di Obama, appena eletto presidente, è all’altezza delle aspettative. Sale sul palco da solo, in mezzo a uno sfavillio di luci, tra gli applausi di una moltitudine di gente comune per parlare pochi minuti e regalare agli americani la visione, il futuro perché “il meglio per l’America deve ancora venire”. Commuove quando si rivolge alla moglie e, davanti al mondo, dice: “non sarei l’uomo che sono oggi senza la donna che vent’anni fa ha accettato di sposarmi e voglio dire, pubblicamente: Michelle non ti ho mai amato così tanto”. Poi la battuta sul cane a stemperare con le risate un momento così intimo. “America, io credo che possiamo costruire nuove possibilità, nuovi posti di lavoro, una nuova sicurezza per la classe media. Credo che possiamo mantenere la promessa dei nostri padri fondatori: l’idea che se si lavora duramente non importa da dove si proviene, chi si ama, se si è bianchi o neri, ispanici o asiatici, nativi americani, giovani o vecchi, gay o non gay. Qui in America si riesce a realizzare un sogno”. Segue un boato con le bandierine che sventolano impazzite. Poi la conclusione: “noi siamo i cittadini degli Stati Uniti d’America e, insieme, col vostro aiuto e quello di Dio, andremo avanti e ricorderemo al mondo perché viviamo nella nazione più grande del mondo”. Sale sul palco la sua famiglia, ma sale sorridendo anche l’avversario Mitt Romney che abbraccia Obama. Perchè a rendere grande l’America sono i suoi cittadini.

S.G.

Il graffio

La Iena

Il Governo si è dimostrato sordo alle richieste di posticipare il pagamento delle tasse da parte dei territori terremotati. Chissà se si dimostrerà anche cieco quando il 2% del Pil prodotto dalla nostra Regione calerà drasticamente, arrestando ulteriormente l’economia dell’intero Paese. Frase della settimana...

“Essere qui oggi è il minimo sindacale, a noi non costa nulla ma penso sia molto importante per gli abitanti di queste zone che hanno dimostrato un coraggio incredibile”. Paolo Bonolis in occasione della partita In goal per il futuro.

CONDOGLIANZE La Redazione esprime le sue più sentite condoglianze all’onorevole Manuela Ghizzoni per la perdita del padre.

attualità, cultura, spettacolo, musica, sport e appuntamenti

DIRETTORE RESPONSABILE Gianni Prandi CAPOREDATTORE Sara Gelli REDAZIONE Jessica Bianchi, Francesca Desiderio, Enrico Gualtieri, Federico Campedelli, Francesco Palumbo, Marcello Marchesini, Clarissa Martinelli, Chiara Sorrentino.

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uando scende dal tetto scoppia in lacrime e si siede a terra con la testa tra le mani. La rabbia si è esaurita e ha lasciato il posto alla disperazione perché Iorio Grulli, imprenditore, ha avuto la forza e il coraggio di affrontare finora ogni cosa. A sfinirlo è stata la burocrazia. Ha portato la sua protesta ovunque ma non è servito a nulla e allora ha deciso di salire sul tetto della sua azienda domenica sera e lì ha dormito aspettando il mattino di lunedì, il giorno stabilito dalla Procura di Modena per effettuare i prelievi di cemento nell’ambito delle indagini sul cedimento del capannone. Ma il consulente incaricato non si è presentato e Iorio Grulli ha gridato tutta la sua rabbia perché, a distanza di cinque mesi dal terremoto, è ancora tutto fermo e lui vuole ricominciare l’attività della Manifattura Modenese, azienda che gestisce insieme al fratello Gino e alla moglie Anna. Per comprendere lo stato d’animo di Grulli basta dare un’occhiata alla zona industriale di Rovereto: è tutto fermo. Chiusa l’attività di stampaggio di materie plastiche di Giglioli, Sam Meccanica

Sale la protesta degli imprenditori le cui aziende sono state danneggiate dal terremoto: Iorio Grulli è salito sul tetto della sua impresa a Rovereto dove è rimasto per una notte intera. I carabinieri lo hanno convinto a scendere

Sul tetto per protesta

Iorio Grulli sul tetto

si è trasferita, così come Cut Service: via Montale è deserta. “Dicono che stanno facendo e stanno dando gli aiuti - mormora la gente in strada - ma qui non si è fatto

vedere nessuno. Chi si è trasferito lo ha fatto di tasca propria pagando affitti per nuovi stabilimenti”. Del capannone della Manifattura Modenese restano

le pareti esterne: dentro è collassato a causa del terremoto che ha provocato 1 milione e 200mila euro di danni ai macchinari e 2 milioni e mezzo di danni al capannone. Dalle macerie, quel giorno, furono estratti due feriti fra cui la moglie di Iorio Grulli, particolarmente grave: Anna Cattalini è rimasta in coma per due mesi e mezzo a Baggiovara e rientrerà a giorni dal centro di Fontanellato dove ha terminato la terapia di

riabilitazione. Per quegli infortuni, il capannone della Manifattura Modenese è stato posto sotto sequestro dalla Procura di Modena nell’ambito dell’indagine sui cedimenti degli stabilimenti industriali. Nel terremoto, Iorio Grulli ha perso anche la casa dove abitava a Carpi, dichiarata inagibile. Considerata la situazione complessiva, è possibile che una persona possa “perdere la testa” e salire sull’unica porzione di

capannone rimasta in piedi, urlando da lì tutta la propria indignazione. Sono stati i Carabinieri a convincere Iorio Grulli a scendere e a desistere per non incorrere in conseguenze più gravi. Ad attenderlo c’era la figlia, naturalmente preoccupata. “Sono passati cinque mesi e il capannone è ancora sotto sequestro. Mio padre vuole che qualcuno venga e ci dia una mano a sgomberare tutte le macerie per poter ricostruire. Lui vuole solo ricominciare”. Ma la burocrazia ha i suoi tempi e dopo cinque mesi è ancora tutto fermo. S.G.

“Il Presidente Errani dovrebbe avere gli occhi fuori dalle orbite e minacciare la secessione per rendere l’Emilia Romagna regione autonoma” sostengono Cavalli e Bellesia della New Vbc di Novi di Modena, indignati per i contenuti del decreto 174

Chi ci governa vuole danneggiarci più di quanto ha già fatto il terremoto C

resce la rabbia tra i datori di lavoro: scorrendo riga per riga il decreto legge 174, si sentono presi in giro perché quello che si chiede loro è veramente troppo. A qualche politico sfugge la realtà delle cose perché le imprese del nostro territorio hanno lavorato negli ultimi quattro anni con enormi sacrifici pur di far quadrare i conti e garantire la sopravvivenza dell’attività. Il terremoto ha compromesso delicati equilibri su cui si sono rette finora le piccole e medie imprese e il decreto legge 174 è il colpo di grazia per molti. New Vbc è una delle attività più importanti a Novi di Modena: l’azienda metalmeccanica lavora conto terzi dal 1973 e ha sede nella zona industriale, alle porte del paese. La crisi economica ne ha dimezzato il fatturato e i ventisette dipendenti sono stati ridotti a diciotto ma i titolari non mollano. “Abbiamo iniziato a lavorare - dicono i soci Sante Cavalli e Gianni

Gianni Bellesia e Sante Cavalli

Bellesia - pensando di non smettere mai”. Dal 2009 Cavalli e Bellesia hanno rinunciato al loro stipendio per garantire maggiore liquidità all’azienda perché “non siamo di quegli industriali che fanno quattrini nel più breve tempo possibile per poi chiudere. Noi non abbiamo preso tanti soldi ma la nostra impresa non deve finire con noi”.

Oggi si sono ripromessi di obbedire ai figli che sono subentrati nella gestione dell’attività ma la passione per il lavoro non è cambiata. Nemmeno i sacrifici sono finiti. “Dopo la crisi è arrivato il terremoto. Con la scossa del 29 maggio - raccontano - il vecchio capannone si è mosso ed è stato dichiarato inagibile. Siamo rimasti

fermi per quasi un mese e abbiamo perso ordini e clienti con un danno economico notevole per le entrate dell’azienda e un conseguente calo importante del fatturato. Ma non basta: abbiamo dovuto provvedere di tasca nostra alla messa in sicurezza del capannone per poter ricominciare a lavorare”. Le preoccupazioni cominciano a cresce-

re perché i sacrifici adesso potrebbero non bastare. E dei rimborsi ancora non s’è vista l’ombra. “La speranza è che ciò che abbiamo perso a causa del terremoto ci venga restituito, sia per quanto riguarda i danni al capannone che per il mancato introito. Ci dovrebbero risarcire con soldi a fondo perduto perché l’azienda non è più in grado di far fronte alla situazione con nuovi prestiti”. Invece il Governo che fa? In un’unica scadenza ha deciso col decreto 174 di recuperare entro il 16 dicembre i tributi e i contributi che sono stati sospesi ai terremotati. Saranno i datori di lavoro a farsi carico dell’intero versamento. “Per noi - spiegano i titolari della New Vbc - si tratta di una cifra corrispondente a due mesi di fatturato. Confidavamo sul buon senso di chi ci governa ma in soli 60 giorni ci dobbiamo organizzare per sostenere questo prelievo in un mese, quello di dicembre, gravato da altre scadenze. Non c’è

che dire: proprio una bella scelta...”. La strada del finanziamento, se praticabile, diventa obbligatoria per non perdere liquidità, per far fronte ai costi di ristrutturazione del capannone, per rimettersi al lavoro e rincorrere il fatturato perso. Perché all’Aquila hanno avuto un trattamento diverso? Perché hanno avuto una sospensione di due anni, la possibilità di restituire in 120 rate con riduzione al 40% delle somme dovute? “Noi che abbiamo sempre versato le tasse ci dobbiamo arrangiare dopo aver provveduto anche per loro. Il presidente Errani dovrebbe avere gli occhi rossi fuori dalle orbite e minacciare la secessione per rendere l’Emilia Romagna regione autonoma”. La conclusione di Cavalli e Bellesia, 50 anni di lavoro alle spalle, è amara. “Dobbiamo credere che chi ci governa voglia danneggiarci più di quanto ha già fatto il terremoto?”. Sara Gelli


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resentato anche nella nostra città il progetto Dopo il terremoto - Ricordi e Desideri promosso da Zurich a favore delle scuole terremotate dell’Emilia. A Carpi il gruppo assicurativo ha donato alla Scuola Primaria Manfredo Fanti un’aula digitale 2.0 - ovvero 20 tablet, 1 notebook per il docente, 1 custodia per il notebook a parete, 1 carrello porta tablet e 1 Lim, Lavagna Interattiva Multimediale - e ha lanciato un concorso creativo nel quale gli alunni possono raccontare un ricordo o un desiderio legati all’esperienza del sisma, liberando la propria fantasia ed elaborando la difficile esperienza vissuta. “Nonostante la casa madre di Zurich sia in Svizzera, - ha commentato Camillo Candia, amministratore delegato di Zurich - il gruppo ha una presenza solida in Emilia Romagna, con agenti, collaboratori e clienti che abitano in queste zone. Ci è quindi sembrato naturale dare un piccolo contributo. E per fare qualcosa di più ampio respiro ma, al tempo stesso, radicato al territorio, abbiamo voluto affiancare a una prima donazione, fatta direttamente alla Regione subito dopo il sisma, un progetto ad hoc che parte dal terremoto per guardare al futuro con fiducia. In questo senso vanno lette la donazione di due aule virtuali, a Carpi e a Renazzo di Cento, a due scuole primarie, dal momento che per noi il tema delle nuove

Inaugurata l’aula digitale 2.0 donata da Zurich alla Scuola Primaria Manfredo Fanti di Carpi, attualmente collocata all’interno di container. Un segno di solidarietà concreto dopo il sisma

Dopo il terremoto: tra ricordi e desideri

motate in classe nonostante molti edifici scolastici fossero stati gravemente lesionati. Oggi siamo felici di aver fatto quella scelta poichè l’avvio di anno scolastico è stato in larga parte regolare e, laddove, vi sono ancora cantieri e i moduli temporanei non sono ancora stati consegnati, in assenza di aule, si sta comunque facendo lezione fuori. Tali esperienze rappresentano dei veri e propri cantieri di innovazione metodologica dal punto di vista didattico, innovazione nella quale crediamo profondamente, anche per quanto riguarda Continua a pagina 5

tecnologie è fondamentale, e il concorso creativo aperto a tutte le scuole dei paesi colpiti dal sisma. Ci auguriamo così che questo prezioso patrimonio collettivo di esperienze ed emozioni non vada disperso, ma anzi possa tradursi in un importante momento di crescita e vicinanza non solo per i bambini coinvolti, ma anche per i loro insegnanti e le loro famiglie”. Un progetto che, come ha ribadito anche Francesco Moneta di Zurich, è un esempio virtuoso di “collaborazione tra pubblico e privato”, soprattutto in questo momento di grave difficoltà per gli Enti

Pubblici. Enti che, come ha ribadito Silvia Menabue, responsabile dell’Ufficio scolastico provinciale, dopo il sisma, sono stati animati da una volontà comune: dare la priorità alla scuola, poiché “intorno a essa si

costruiscono intere comunità. La collaborazione di tutti i soggetti istituzionali e non è stata fondamentale per vincere una sfida che appariva persa in partenza, ovvero riportare i bambini delle quattro province terre-

Roberto e Chiara Papotti hanno consegnato tra le mani delle insegnanti Lorena Melegari e Livia Dall’Orto della Scuola Gasparotto di Fossoli, materiale didattico per un valore di mille euro, grazie alla generosità di una famiglia veneta

Generosità senza confini I

l progetto Insieme per ricostruire nato grazie alla volontà incrollabile di Roberto Papotti, titolare dell’omonima macelleria di Fossoli, è inarrestabile e non conosce confini. Martedì 6 novembre Roberto e la figlia Chiara hanno consegnato tra le mani delle insegnanti Lorena Melegari e Livia Dall’Orto della Scuola

Chiara e Roberto Papotti insieme alle insegnanti Lorena Melegari e Livia Dall’Orto

Gasparotto di Fossoli, materiale didattico per un valore di mille euro, grazie alla generosità di una famiglia veneta. “I protagonisti di questa bella storia di solidarietà - ci racconta Chiara - non sono macellai, bensì amici di Mirano di Venezia. Alessandro e Sara, genitori da qualche mese della piccola Clara, in occasione del battesimo

della loro bambina, hanno chiesto ad amici e parenti di non far loro regali bensì di aiutarli a sostenere il nostro progetto, di cui erano venuti a conoscenza dal loro macellaio di fiducia, aderente - come i Papotti all’associazione Butchers for children. Alessandro e Sara ci hanno contattati, si sono offerti di acquistare il Continua a pagina 5


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le nuove dotazioni tecnologiche. I nostri ragazzi sono dei nativi digitali, impiegare sempre maggiormente gli strumenti multimediali a nostra disposizione è fondamentale per migliorare la qualità dell’offerta formativa, offrire nuovi stimoli e, al contempo, facilitare i ragazzi affetti da disturbi specifici di apprendimento”. La dotazione d’aula fornita da Zurich alle Manfredo Fanti, attualmente in container, si colloca quindi nel quadro tracciato dal Piano nazionale scuola digitale del Ministero dell’Istruzione: “fornendo la scuola primaria di tecnologie all’avanguardia - conclude

Menabue - si coglie l’occasione della ricostruzione per ripensare e migliorare l’offerta, guardando al futuro con maggiore fiducia”. Tornare alla normalità senza l’intervento dei privati sarebbe stato ancor più difficile. Così si è espresso il sindaco di Carpi, Enrico Campedelli. “Il carico per noi emiliani, in questo caso, - ha commentato - è stato ben più pesante di quanto fosse possibile affrontare da soli e l’intervento di altri soggetti è stato vitale per sostenere la ripresa dei nostri territori. Dopo la botta che abbiamo ricevuto ora dobbiamo ripartire, con la speranza che il Governo faccia quanto promesso

“La situazione è finalmente tranquilla”

Finalmente - spiega Maria Cleofe Filippi, assessore alle politiche scolastiche del Comune di Carpi - la situazione è tranquilla, tutti i ragazzi sono oggi in condizione di svolgere regolarmente e a tempo pieno tutte le attività curriculari ed extra curriculari anche se permangono soluzioni temporanee come i moduli o, nel caso di Budrione, il trasferimento dentro le Scuole Saltini. Nei giorni scorsi ci è comunque arrivata l’autorizzazione per avviare il cantiere nella scuola frazionale e a breve partirà la gara e la conseguente assegnazione dei lavori. I moduli che oggi ospitano la Scuola Manfredo Fanti speriamo possano essere sgomberati a Natale, quando i lavori nella sede centrale Castelvecchio - dovrebbero terminare”.

Disegnare la paura

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e molto di più. Il nostro Comune, solo per la prima emergenza, ha già speso 11 milioni di euro, in cassa ne è rientrato solo uno! La nostra Regione ha danni per oltre 12 miliardi di euro (19 milioni i danni riportati dalla nostra città), lo Stato ce ne garantisce solo 9, non sono sufficienti. Il Governo deve capire che se vuole davvero rifar decollare l’economia Continua da pagina 4

materiale, su indicazione delle docenti e ce lo hanno consegnato domenica 4 novembre”. Una donazione importante poiché, come hanno ribadito più volte Lorena Melegari e Livia Dall’Orto, anche se la “scuola non ha subito gravi danni strutturali, molte famiglie dei nostri piccoli alunni hanno la propria abitazione fortemente compromessa in seguito al sisma e hanno quindi difficoltà economiche non trascurabili. Inoltre - hanno concluso le insegnanti - i

del Paese è proprio dai nostri territori che deve partire, perchè si produce il 2% del Pil nazionale e le nostre imprese, ogni anno, gli versano oltre 6 miliardi di tasse! Non siamo figli di un Dio minore”, non esistono terremoti di Serie A e altri di Serie B. “Non possono essere applicati due pesi e due misure”. Jessica Bianchi

l concorso Dopo il terremoto - Ricordi e Desideri promosso da Zurich è finalizzato a stimolare la fantasia e l’immaginazione dei bambini, favorendone il personale modo di esprimersi, di conoscere e sperimentare, partendo dall’esperienza vissuta in occasione del terremoto. A raccontarci con quale spirito i bambini delle Fanti sono rientrati in classe sono le due docenti, referenti del progetto, Marcella Torro e Angela Pezzillo. “I bambini - racconta Marcella - stanno vivendo con un sufficiente grado di tranquillità il rientro a scuola, grazie alle famiglie e anche al lavoro che abbiamo fatto noi insegnanti per aiutarli (rievocando i momenti del sisma) a superare il disagio psicologico e la paura. Ora, anche attraverso questo progetto, stiamo lavorando sugli aspetti positivi emersi durante l’emergenza legata al terremoto. Alcuni bimbi che hanno vissuto l’esperienza delle tende ad esempio, hanno ricordato i momenti felici trascorsi insieme agli educatori, altri hanno rievocato la gioia di poter giocare, tutti insieme, per le strade. Attraverso il disegno molti di loro sono riusciti a liberare quelle emozioni che, con le parole, non riuscivano a esprimere pienamente”. “Molti - continua Angela - riportando quello che hanno sentito in famiglia attribuiscono la colpa del terremoto al gassificatore di Rivara, altri hanno disegnato prati verdi rendendo palpabile la loro ritrovata serenità e altri ancora hanno manifestato il desiderio di poter socializzare nuovamente come durante i mesi passati in tenda. Al contrario, c’è chi, per esorcizzare la paura, si è disegnato sotto il tavolo, al momento della scossa e, infine, chi ha semplicemente lasciato l’impronta della propria mano”.

tagli continui apportati alla scuola pubblica hanno reso l’acquisto del materiale scolastico un’impresa davvero epica”. Un gesto piccolo, quello di Sara e Alessandro, ma concreto. Solidale. L’ennesima dimostrazione che, ad oggi, soltanto grazie agli sforzi e alla generosità dei privati, vicini e lontani, i nostri territori stanno ricominciando, seppur lentamente, a vivere. J.B. In foto da sinistra Roberto Papotti, al centro Sara, la piccola Clara e Chiara Papotti, a destra Alessandro.

Il Reparto di Ostetricia è rientrato nella sua sede originaria

Oltre cento bambini nati

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’Ostetricia dell’Ospedale di Carpi è rientrata nella sua sede originaria al 4° piano. Il reparto ha ritrovato attrezzature e spazi che si connotano per un particolare comfort e attenzione alle partorienti. E, nonostante gli inevitabili disagi dovuti al terremoto, i numeri testimoniano il gradimento per il reparto anche nel periodo in cui è stato ospitato al primo piano: in ottobre sono oltre 100 i bambini nati al Ramazzini, 200 le nascite dalla fine di agosto, quando l’Ostetricia ha ripreso la sua attività dopo il sisma.


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triscia la notizia, una delle trasmissioni preferite dagli italiani, ha raccolto l’invito del 34enne Alessio Bondi, proprietario dello storico Palazzo Paltrinieri in centro a Cavezzo, abbattuto senza dare alcun preavviso né a lui né agli altri membri della sua famiglia, lo scorso 8 giugno. Alessio, che lavora nella filiale di Banca San Geminiano e San Prospero di via Berengario a Carpi, dopo essere stato intervistato da noi, a settembre, in merito agli sviluppi del caso, per il quale è in corso un’indagine della Procura, ha parlato al microfono di Moreno Morello nell’ambito del popolare programma di Antonio Ricci. Le telecamere del noto Tg satirico di Canale 5 sono approdate nelle zone più colpite dalle scosse del 20 e del 29 maggio, e si sono fermate anche a Cavezzo per riprendere quel che resta di Palazzo Paltrinieri, uno dei simboli della città, demolito

Intervistato da Moreno Morello di Striscia la Notizia, Alessio Bondi racconta la demolizione improvvisa della propria casa, lo storico Palazzo Paltrinieri di Cavezzo

Il caso di Palazzo Paltrinieri a Striscia la Notizia

senza evidente motivo e, soprattutto, senza nemmeno informarne i proprietari. Insieme ad Alessio, hanno parlato la madre, Rosaria Paltrinieri, e la cugina

L’altro giorno sono riuscita a tirare fuori dai cumuli di mattoni, il mio montone, ma è sempre uno strazio rovistare tra le macerie di quella che era la nostra amata casa, e che non è stata abbattuta dalla violenza del terremoto, bensì da quella umana. Analisi di laboratorio sui pezzi di muro rimasti hanno infatti dimostrato che Palazzo Paltrinieri non sarebbe crollato, in quanto costruito con materiale di ottima qualità. Il mattone era pieno, la malta eccellente e vi erano incatenamenti solidi e ancora integri. In ogni caso, l’indagine è ancora in corso, spero che presto si riesca a fare un po’ di luce sull’accaduto”. Chiara Sorrentino

Alice Calanca, vittime a loro volta dell’accaduto. “Attualmente - hanno spiegato Alessio e Rosaria - le macerie della nostra casa sono ancora lì, esposte alle

intemperie e agli sciacalli. Siamo in attesa che la Regione provveda al loro recupero secondo la normativa per i beni vincolati, così come è stato stabilito”. “Io,

mio marito e l’altro mio figlio - ha proseguito Rosaria - in seguito all’improvvisa demolizione della casa, ci siamo trasferiti a Modena, e abbiamo dovuto sostenere da soli considerevoli spese: l’acquisto di abbigliamento, elettrodomestici e tutto il necessario per le normali abitudini quotidiane, dal momento che non ci è stata data la possibilità di trarre in salvo nulla prima dell’abbattimento. La nostra casa è stata buttata giù a colpi di gru a nostra insaputa e mentre ci trovavamo fuori città. Lo abbiamo scoperto attraverso la telefonata di un’amica. Ogni volta che passo davanti ai resti della nostra abitazione, cerco di disseppellire qualcosa.

le maniche e così ci hanno lasciati soli a gestire i nostri problemi, infischiandosene. E’ così che deve essere? Non abbiamo il diritto, come altri, di essere aiutati? Siamo considerati ‘agrumi da spremuta’? I politici non vengono a rendersi di conto di persona della situazione: non sanno che ci sono bambini che vanno ancora a scuola in tenda a

Rovereto? Ho 54 anni, ho un lavoro e la mia casa è agibile ma non posso far finta di niente ignorando le conseguenze di questo terremoto che ha destabilizzato me, come tanti. Sono scappata in montagna insieme alla mia famiglia: ufficialmente ‘in ferie’ per il mio datore di lavoro. Ferie da incubo, con la paura dentro. Il mondo mi

è crollato addosso e fatico a rialzarmi. Di certo le istituzioni non contribuiscono ad aiutarmi, se non ricordandomi il ‘senso del dovere’ emiliano. Il Governo Monti, intervenuto nell’emergenza, non riesce a proseguire nel suo operato dando una spinta al Paese, affinchè riusciamo a vedere oltre alla crisi e alle tasse. Dopo dodici anni di lavoro

mia figlia oggi è precaria, a 33 anni. Che mondo è questo che va al contrario? Io non credo più a nulla, sono a pezzi. A vent’anni avevo un senso di appartenza al Paese, alla comunità, alla categoria professionale. Oggi prevale il conflitto sulla collaborazione. Oggi hanno disgregato tutto e tutti. Silvana F.

vesimo compleanno la settimana scorsa) gli ha permesso di essere particolarmente vicino alle giovani famiglie della parrocchia e ai loro bisogni: la frequenza al catechismo è aumentata e l’Acr è cresciuta. Lui aveva istituito l’iniziativa della castagnata per tutte le famiglie e aveva iniziato la tradizione dei campi estivi

in montagna alla fine della scuola. Don Andrea ci ha sostenuto nel continuare la tombola per gli anziani diventata un appuntamento (prima del terremoto) quindicinale. Inoltre ha sempre caldeggiato tutte le iniziative dell’Ottobre missionario, come Gnocco e tigelle, nate con lo scopo di raccogliere fondi da desti-

nare alla Caritas parrocchiale, ai medici del Cuamm e alle missioni della Diocesi di Carpi. Ciò che ci mancherà di più è il suo modo di condurre le omelie, la sua capacità di spiegare il Vangelo a tutti, in particolare ai più piccoli, tanto da incantare i fedeli presenti alla S. Messa. Nel momento così difficile del terremoto ci è

stato vicino e si è dato da fare in prima persona per portare il cibo nelle case e montare le tende insieme alla gente della frazione. Noi gli auguriamo ogni bene per il suo futuro, ma vorremmo fortemente che lui potesse rimanere a Cortile. E’ un accorato appello il mio. Una parrocchiana di Cortile

e riciclaggio di denaro. L’Emilia, dopo i drammatici eventi di maggio, rischia non poco. “E’ in questi casi, infatti, che le organizzazioni mafiose diventano agguerrite e pericolose, ovvero quando fanno impresa, quando reinvestono i soldi ricavati da droga, prostituzione e traffici illeciti e quando, sostituendosi alle banche, prestando soldi a imprenditori che, in un momento di emergenza, hanno bisogno di molta liquidità”, commenta il presidente

della Delegazione provinciale e Comunale Modena - Carpi di Anioc, Nunzio Massari. Ma accanto ai noti eventi naturali, vi è stato anche un altro “terremoto”: la soppressione, nell’intero territorio nazionale, di 37 tribunali, 38 procure, 220 sedi distaccate e 674 uffici del giudice di pace. Quali gli effetti del provvedimento in termini di efficacia ed efficienza del sistema giustizia, soprattutto in zone a rischio di mafie come l’Area Nord della nostra Provincia?

I lettori ci scrivono

Non siamo agrumi da spremuta!

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’ con le lacrime agli occhi che scrivo questa lettera per esprimere tutta la mia indignazione di cittadina terremotata. Assistere a certi spettacoli in Tv ormai mi fa venire il voltastomaco: vedere i politici, sapendo che oggi tanti di loro sono sotto inchiesta per

essersi appropriati di soldi pubblici e averne fatto un uso privato mi fa inorridire ma anche soffrire pensando che tanti miei concittadini stanno ancora aspettando i soldi dei rimborsi per le conseguenze del terremoto. Noi emiliani siamo stati etichettati come gente che si sa rimboccare

Grazie don Andrzej

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crivo per esprimere tutto il mio dispiacere: dopo quattro anni a Cortile, il nostro parroco don Andrzej Wiska fra poco se ne andrà, destinato alla Parrocchia di Budrione per decisione del vescovo. Per tutti noi è don Andrea, perché il nome po-

lacco è difficile da pronunciare. In questi quattro anni ha nuovamente portato la vita in Parrocchia richiamando i bambini e le loro famiglie, coinvolgendoli nella vita della chiesa locale e riportandoli a messa. La sua età (abbiamo festeggiato il suo trentano-

La Delegazione provinciale e Comunale Modena - Carpi di Anioc e Radio Bruno organizzano, sabato 10 novembre, presso la sede di Ascom Confcommercio di Modena, un incontro pubblico sul pericolo delle infiltrazioni mafiose nella fase della ricostruzione post sisma

Terremoto nella giustizia

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abato 10 novembre, presso la sede di Ascom Confcommercio in via Begarelli, 31, a Modena, a partire dalle 9,30 si terrà l’incontro pubblico dal tema: Terremoto nella giustizia. L’iniziativa - organizzata dalla Delegazione provinciale e Comunale

Modena - Carpi di Anioc e Radio Bruno - è rivolta in particolar modo ad amministratori, imprenditori, commercianti e tecnici del settore. Tra gli illustri ospiti anche lo studioso di fenomeni mafiosi e magistrato Giuseppe Ayala, il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro

e il procuratore aggiunto di Modena, Lucia Musti. In Italia, episodi drammatici come il terremoto che ci ha colpito, possono comportare gravi infiltrazioni mafiose. E’ infatti tristemente noto come la delinquenza organizzata proliferi tra le macerie delle catastrofi naturali, fra appalti, imprese

Nunzio Massari


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Sfida da Vinicio lunedì 5 novembre tra gli chef Massimo Bottura e Luca Marchini che hanno guidato anche una gara tra alcuni giornalisti modenesi. tra questi anche la nostra clarissa martinelli

Disfida gastronomica M

assimo Bottura dell’Osteria Francescana e Luca Marchini de L’Erba del Re hanno capitanato altrettante squadre di giornalisti modenesi alla cena benefica organizzata da Maria Carafoli presso il ristorante Da Vinicio di Modena, lunedì 5 novembre. 350 i commensali, tante autorità che hanno contribuito a finanziare i comuni terremotati di Finale Emilia e San Felice sul Panaro e a garantire una nuova stagione alla squadra modenese di hockey per ragazzi con disabilità. Nella squadra di Bottura c’era anche la nostra Clarissa Martinelli che ha ottenuto ottimi voti dalla giuria di esperti con il salame di cioccolato con zabaione e fondente al cioccolato. La disfida gastronomica si è conclusa in piena parità, senza vincitori, nè vinti.

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ualche settimana fa ci siamo soffermati sulle proteste degli abitanti dei Comuni terremotati per i ritardi degli aiuti e dei finanziamenti alle popolazioni colpite e alle imprese per la ricostruzione dei capannoni. Ma anche per i ritardi nell’approntamento di case da offrire agli sfollati, per i disagi delle persone che sono state sistemate in alberghi lontani pur avendo qui i loro beni, il lavoro, le scuole. Ora sono gli stessi sindaci (tutti del Pd) a protestare nei confronti della Regione e del Governo per le tante promesse non mantenute e per le frasi tranquillizzanti, risultate del tutto infondate, del presidente della Regione Vasco Errani quando diceva ,“noi in Emilia siamo diversi e ce la faremo, anche senza prefabbricati”, oppure del premier Monti “non vi lasceremo soli”. Ma a cinque mesi dalla prima scossa la burocrazia regionale e statale insabbia e frena tutto, anche la buona volontà della gente. Tardano i fondi promessi dal Governo Monti, tardano quelli promessi dalla Regione ai Comuni, tardano i proventi delle donazioni e degli Sms di solidarietà e i sindaci si sentono presi in giro e gridano la loro rabbia, come il sindaco di Finale Ferioli, di Cavezzo Draghetti, di Carpi Campedelli, perchè hanno speso fino all’ultimo euro per l’emergenza . Enrico Campedelli non ha potuto esimersi dal protestare, seppure in

Laricetta del salame al cioccolato Ingredienti: - 100 grammi di zucchero - 150 grammi di burro - 200 grammi di cioccolato fondente - 250 grammi di biscotti Cantuccini e 50 grammi di Oro Saiwa sbriciolati - due uova intere - due cucchiai di Amaretto di Saronno.

Ph Carlo Foschi

Preparazione: Sciogliere il cioccolato a bagnomaria mescolando in modo da evitare grumi. Nel frattempo far sciogliere il burro a temperatura ambiente e mescolarlo con una spatola fino a ottenere una crema. Aggiungere alla crema il cioccolato sciolto e raffreddato e mescolare insieme allo zucchero, alle uova e all’Amaretto di Saronno amalgamando bene. A quel punto, unire i biscotti sbriciolati. Dare la forma di un grosso salame al composto e metterlo in freezer avvolto nella carta di alluminio per 12 ore... et voilà! Se volete, preparate a parte un po’ di zabaione caldo e un po’ di fondente al cioccolato (sciolto a bagnomaria).

L’Angolo di Cesare Pradella Le proteste dei terremotati non si arrestano modo soft visto che il Pd sostiene il Governo Monti e il presidente Errani è del suo stesso partito: “Monti dimentica quante tasse paghiamo noi e quanto Pil produciamo nelle nostre zone”. Non meno arrabbiate sono state le associazioni di categoria per le difficoltà delle procedure di rimborso e di finanziamento, per ottenere dalle banche i prestiti agevolati, il rinvio del pagamento delle tasse e la rateizzazione di dieci anni per le imprese danneggiate. Minacciando lo sciopero fiscale come ha fatto la Cgil. Molti hanno anche criticato l’ordinanza di Errani per i creditori di aziende fallite o in concordato. Chi ha un capannone distrutto potrà ricevere contributi solo se è in regola con gli oneri contributivi, ma molti hanno debiti con gli istituti previdenziali e così non potranno avere aiuti per la ricostruzione, mettendo a repentaglio le imprese e tanti posti di lavoro. Mentre all’Aquila, viene ricordato, sono stati riconosciuti contributi a tutte le imprese, anche a quelle in gravi difficoltà. “Ma in Emilia, pur essendo i più bravi, non riusciamo a dare nemmeno questo a chi ha avuto la fabbrica distrutta”. E, di fronte a questo stato di cose, si assiste a un florilegio di casi drammatici

e a situazioni angosciose che coinvolgono singoli cittadini che non sanno più a che santo rivolgersi per ottenere risposte chiare e aiuti concreti e non le solite promesse di politici e amministratori. E’ il caso di Vittoria Neri e dei suoi genitori di San Prospero che hanno avuto la casa dichiarata inagibile e, dal 29 maggio, vivono in un container offerto loro da un imprenditore amico. “Ci sentiamo trattati come cittadini di Serie B – dicono - perchè almeno in Abruzzo sono stati esentati dal pagamento delle tasse e all’Aquila sono state costruite immediatamente centinaia di case per i senza tetto. Da noi invece nulla di tutto questo e per molti è stata prospettata la via dell’albergo lontano da casa, dal posto di lavoro, dalla scuola”. E c’è anche chi parla di sconforto, di delusione e di amarezza perchè “la politica ci ha dimenticati nonostante le solenni promesse di Napolitano e Monti fatte proprio qui a Mirandola e io e mia moglie siamo ospitati in un albergo dal maggio scorso e non sappiamo nulla del nostro futuro né come e quando verrà ristrutturata la nostra casa”. Anche Maria Teresa Piscopo di Cavezzo, Marisa Carletti di Rovereto e Maurizio Poli di Solara, affermano di non

poterne più di essere sfollati in camere di fortuna, lontani dalle proprie cose e dalle loro abitazioni, senza avere prospettive certe e senza che qualcuno mantenga le promesse fatte. Non meno grave e risentito è l’allarme lanciato dalle imprese. Il presidente della Bellco di Mirandola, Antonio Leone, nell’annunciare con orgoglio la rimessa in funzione degli impianti che hanno salvaguardato i 361 posti di lavoro, precisa che il tutto è avvenuto grazie all’impegno dei dipendenti che si sono sobbarcati

A cinque mesi dal sisma la burocrazia regionale e statale insabbia e frena tutto, anche la buona volontà della gente. Tardano i fondi promessi dal Governo Monti, quelli promessi dalla Regione ai comuni, tardano i proventi delle donazioni e degli Sms di solidarietà e i sindaci si sentono presi in giro e gridano la loro rabbia.

giorni e notti di lavoro e che i danni subiti, circa 20 milioni di euro, hanno gravato sinora sulle casse dell’azienda perchè di indennizzi non se ne parla ancora”. “La Regione ha evidentemente fatto male i suoi conti – aggiungono i tecnici e i volontari della Protezione Civile operanti nei comuni terremotati – perchè le case sfitte che si riteneva di trovare non ci sono e il piano sbandierato dal presidente Errani secondo il quale “entro l’autunno toglieremo tutte le tende”, è stato un fallimento. Di tende ce ne sono e ce ne saranno ancora perche sono 1.500 le persone rimaste senza abitazione, molte delle quali si sono arrangiate da sole pagando di tasca propria l’affitto di un’altra casa. Mentre altre 1.200 persone vivono in una stanza d’albergo. Ora sul fronte dei prefabbricati Vasco Errani è costretto a fare marcia indietro ma intanto si sono persi inutilmente cinque mesi”. “Questo ritardo costerà caro - ha sottolineato il sindaco di Cavezzo Draghetti - e il piano Errani non ha proprio funzionato”. Aggiungono i titolari di una ditta di confezioni di Carpi: “Siamo stati costretti ad abbandonare in fretta il nostro appartamento e il nostro magazzino al piano terra e lavo-

rare tutta l’estate sotto un tendone pur di non perdere i clienti. Ma intanto i tempi di recupero dello stabile si protraggono, colpa della burocrazia, delle lungaggini, delle risposte incerte e contraddittorie che arrivano dalla Regione e dal Comune, unite alle difficoltà di accedere al credito bancario. Va bene che noi emiliani ci definiamo più bravi di altri, ma così facendo continuiamo a rimanere soli e qualcuno preso dallo sconforto e dalla rassegnazione, potrebbe buttare tutto all’aria”. Ultima protesta è quella dei parroci, che sono davvero avviliti: “qui nessuno interviene dopo la messa in sicurezza di alcuni campanili e intanto dalle crepe sui tetti comincia ad entrare la pioggia e così si danneggiano altre strutture non crollate, le pareti, gli affreschi, il patrimonio storico e artistico delle chiese”. E incolpano principalmente la Soprintendenza che è in grave ritardo nell’approntare i piani di recupero dei luoghi sacri. Un ultimo commento arriva da San Felice dove i genitori affermano che “l’asilo è stato ripristinato grazie al lavoro e all’impegno finanziario dei genitori e delle famiglie e non certamente per mano pubblica (Comune o Regione) che proprio non si è vista”.


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Riduzione Imu per chi affitta agli sfollati

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el corso del Consiglio Comunale del 25 ottobre è stata approvata una delibera, grazie alla quale si ridurrà allo 0,5 per cento l’aliquota Imu per gli alloggi affittati agli sfollati dal sisma. L’aliquota ridotta sarà applicata per la durata del contratto di locazione e non oltre la data di ripristino dell’agibilità dell’abitazione che è stata oggetto di sgombero. Presentando il provvedimento l’assessore al Bilancio Cinzia Caruso ha anche presentato la relativa Variazione al Bilancio di previsione 2012, che comporterà una spesa maggiore di 65mila euro per le casse comunali (per una stima di un centinaio di alloggi interessati) e pure il nuovo Regolamento per la disciplina dell’Imu, così come modificato tenendo conto anche del parere del Collegio dei Revisori dei Conti. Durante il dibattito relativo alla riduzione dell’aliquota per gli alloggi affittati agli sfollati, il consigliere Pd Marco Bagnoli ha affermato che deve sempre restare aperto il presidio antiburocrazia, ricordando anche lo spirito dei documenti approvati dal civico consesso sui temi dell’emergenza terremoto nei mesi scorsi. “Dove possibile si deve semplificare per agevolare i cittadini”. Lorenzo Paluan (capogruppo della Lista civica Carpi a 5 stelle-beppegrillo.it-Prc) ha spiegato poi che nei confronti dei terremotati c’è una responsabilità politica di chi sostiene questo Governo e che, anche per gli alloggi sugli sfollati, si poteva fare di più. Andrea Bizzarri, capogruppo dell’Idv, ha sottolineato come manchi un collegamento tra i parlamentari locali di Pd e PdL e il Governo, “che non sembra capisca le difficoltà della nostra zona. Stacchiamogli la spina se fanno i finti tonti”. Cristian Rostovi (PdL) ha spiegato che il suo gruppo avrebbe votato contro la delibera sull’Imu per gli alloggi affittati agli sfollati “perché ritroviamo in essa tutte le aliquote che abbiamo già bocciato a suo tempo in Consiglio e non certo per le motivazioni che stanno alla base del provvedimento. Dobbiamo pretendere – ha detto - il 100% e non l’80% per i rimborsi dei danni, anche per le seconde case, sennò i nostri centri storici resteranno vuoti e non si ricostruirà nulla. Altrimenti che ci sospendano le tasse”. Il capogruppo del Pd Davide Dalle Ave ha ribadito che Carpi non vuole niente di più e niente di meno di altre zone terremotate d’Italia e che si deve tenere un atteggiamento intransigente verso certe posizioni per portare a casa risultati. Roberto Benatti (PdL) ha invece segnalato le difficoltà delle imprese della zona ‘del cratere’, alle prese con scadenze ravvicinate di pagamenti e fornitori che non consegnano per paura di insolvenze, ricordando il documento firmato da tutte le associazioni di categoria ed economiche proprio su questa tematica. “L’unico obiettivo del Governo è quello di fare il bilancio migliore di sempre per spenderlo come successo in sede europea. Date ossigeno a quest’area, datele la possibilità – ha concluso - di fare ancora il 2% del Pil”. E’poi intervenuto in aula anche Bruno Pompeo (Pd): “cacciamo dai palazzi i parlamentari mummificati e il documento delle associazioni lo firmino anche i Sindaci. Gli diamo 5 miliardi in tasse e danno ancora 52 milioni all’Irpinia per il terremoto del 1980…”. La delibera sulla riduzione dell’aliquota Imu degli alloggi locati agli sfollati e la conseguente riapprovazione delle aliquote Imu per il 2012 è stata infine messa al voto, ottenendo l’assenso di Pd e Idv, l’astensione di Fli, Lorenzo Paluan e ApC, il voto contrario di PdL e Lega nord.

Il Regolamento per l’adozione finalizzata alla gestione di aree verdi pubbliche della città di Carpi prevede anche quella degli orti collettivi, messi gratuitamente a disposizione dal Comune nelle aree di sua proprietà, con l’unica condizione che chi si occupa dell’appezzamento si adoperi anche alla manutenzione del verde circostante

L’orto collettivo è per tutti L anciata dalle pagine di Tempo, la questione che vede diversi giovani desiderosi di coltivare gli orti comunali – opzione per ora concessa, da un regolamento approvato nel 2000, soltanto ai pensionati o a coloro che abbiano comunque superato i 55 anni, facendo salva la possibilità di assegnarlo anche a chi versa in situazione di particolare disagio economico – è rimbalzata da più parti, aprendo il dibattito. Rapporto con la natura, trasmissione delle tradizioni, dialogo intergenerazionale, attenzione alla salvaguardia dell’ambiente, responsabilizzazione, alimentazione sana e risparmio: tutti temi che, rivelati dal desiderio di un gruppo di ragazzi dai 20 ai 30 anni di accedere all’assegnazione degli appezzamenti comunali, è stato raccolto dalla presidentessa di Ancescao, Ada Menozzi. “E’ un tema da approfondire e portare avanti. E rilancio: si potrebbe pensare agli orti e ai loro prodotti come a una possibile fonte di aiuto, seppur minima, per le persone più colpite dal sisma; inoltre non vedo perché non si possano concepire degli appezzamenti cogestiti, magari da un anziano che trasmetta tutto il suo bagaglio di conoscenze tecniche ed esperienziali a un gruppo di giovani che lo aiutino nei lavori

Simone Tosi

più gravosi. Riproporrei anche il discorso degli orti scolastici che permette alle nuove generazioni di entrare in contatto con l’ambiente”. Ma Ada Menozzi non è la sola a intervenire. Anche l’assessore alle politiche sociali Alberto Bellelli si dice disponibile a esaminare la questione. “Sul tema si incrociano molteplici valutazioni, che competono anche ai responsabili dell’urbanistica e del patrimonio, nel caso si volessero individuare eventuali nuove aree da adibire alla coltivazione. L’argomento è vasto: perché non pensare anche alle esperienze del privato? Perché non immaginare che, sul

piano delle politiche abitative, non si predisponga un PSC dove sono previsti degli orti condominiali, per esempio?”. C’è anche chi, come l’assessore all’Urbanistica Simone Tosi, sottolinea come una possibile soluzione sia, forse, già possibile. “A Carpi abbiamo varato uno dei primi regolamenti per l’adozione delle aree verdi in Emilia – il Regolamento per l’adozione finalizzata alla gestione di aree verdi pubbliche della città di Carpi, approvato dal Consiglio Comunale il 5 giugno 2011 ed entrato in vigore il 29 dello stesso mese – il quale, tra le altre possibilità, prevede anche quella degli orti collettivi, messi gratuitamente a disposizione dal Comune nelle aree di sua proprietà, con l’unica condizione che chi si occupa dell’appezzamento si adoperi anche alla manutenzione del verde circostante”. Effettivamente il Regolamento, che prevede la stipula di una convenzione della durata massima di 5 anni ma rinnovabile recita, al punto terzo dell’articolo 5: “la creazione di orti urbani collettivi destinati alla sola coltivazione di ortaggi, piccoli frutti, fiori ed erbe aromatiche a uso del soggetto adottante” ed esclude esplicitamente lo scopo di lucro. “Questo potrebbe essere un modo per avvicinare i giovani

che lo desiderano al rapporto con l’ambiente, interesse crescente vuoi per la crisi economica ma anche per la scoperta, o per meglio dire ri-scoperta, della cultura del chilometro zero”. L’assessore ha poi sottolineato come gli orti sociali siano nati per una precisa funzione sociale e aggregativa, ma che convenzioni del tipo da lui indicato sono già in essere a San Marino e Migliarina. “In ogni caso mi piacerebbe incontrare questi ragazzi per capire insieme cosa sia possibile fare per cercare di andare incontro alle loro necessità”. Marcello Marchesini Alberto Bellelli

Islam e dintorni...

foto della settimana...

Di Francesca Zanni Laureata in Storia, Culture e Civiltà Orientali, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna

Immigrazione: il rapporto Caritas 2012

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Questa foto è stata recapitata alla Redazione dalla giovane lettrice, Sabrina Vellani, fotografa in erba.

econdo il nuovo rapporto Caritas Migrantes (uscito il 30 ottobre) dall’anno scorso ad oggi gli immigrati in Italia sono aumentati di circa 43mila unità, raggiungendo quota 5 milioni e 11mila persone. Il contributo che danno dal punto di vista economico è notevole: secondo il rapporto infatti, nelle casse dello Stato arrivano ogni anno 1,7 miliardi grazie al loro lavoro. Con le regolarizzazioni, inoltre, si cerca di contrastare sempre più il lavoro nero, grande piaga sia per i lavoratori immigrati che per gli italiani. Negli ultimi giorni non sono mancate le polemiche in merito all’assistenza sanitaria ai regolarizzandi per “cure indifferibili e urgenti”. Le regolarizzazioni permettono al lavoratore migrante di “sistemare” i propri documenti qualora non lo siano, facendo sì che il datore di lavoro lo possa assumere regolarmente. Nel rapporto Caritas Migrantes emerge che sono aumentati i permessi di soggiorno di lungo periodo, confermando la tendenza generale della ricerca di una sistemazione stabile per la maggior parte degli stranieri e che, molto spesso, garantiscono la sopravvivenza delle famiglie rimaste in patria con le rimesse. Il lavoro stagionale e i soggiorni temporanei non sono però del tutto superati: le difficoltà che incontrano i migranti per ottenere il permesso di soggiorno sono ancora molto forti. Il rapporto è stato intitolato “Non sono numeri”, a causa della tendenza a ridurre l’immigrazione a una mera questione numerica. Con questo titolo si vuole evitare questo approccio e si vuole favorire l’idea che sono persone portatrici di doveri, ma anche di diritti. In proposito, si afferma nel dossier: “Seppure la dimensione quantitativa sia indispensabile a una conoscenza reale del fenomeno migratorio, questa attitudine non deve mettere in secondo piano la tutela della dignità umana”. PER APPROFONDIRE http://www.immigrazioneoggi.it/documentazione/Dossier-2012-scheda-disintesi.pdf http://www.immigrazioneoggi.it/daily_news/notizia.php?id=004688


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aolo Belli ha compiuto 50 anni tondi il 21 marzo scorso. Il momento ideale per mettere insieme idee e ricordi e ripercorrere un po’ di ciò che è stato, con lo spirito dotato del giusto disincanto per mettere in campo anche una buona dose di ironia. A molti capita di rievocare aneddoti con gli amici più cari, ma quando sei Paolo Belli può succedere che una giovane autrice dica: “Posso scrivere un libro su di te?”. E’ nata così l’idea di Sotto questo sole, come mi è successo tutto quello che mi è successo (Marsilio Editore, 15 euro), biografia scritta a 4 mani con la romana Elisa Casseri, già autrice di testi di canzoni per Paolo. “Elisa ha fatto un lavoro di ricerca sul mio passato - spiega Paolo sorridendo - è andata a Salvaterra di Casalgrande a cercare amici di infanzia, ha parlato con un sacco di personee mi stava sempre accanto per raccogliere aneddoti”. Il libro ripercorre 50 anni di storia  nei ricordi di un ragazzo che viveva in una cittadina di provincia, era figlio di un benzinaio e sognava di vivere di musica ed essere amato da tanti: un modo per osservare dal suo punto di vista anche un po’ di storia d’Italia, dalla strage di Bologna alla vittoria dei mondiali, dal primo disco al Festival di Sanremo, dal Giro d’Italia fino alle dirette Rai del sabato sera. “Se penso alle soddisfazioni più grandi sono, però, entrambe recenti - dice - presentare Teniamo Botta il 3 luglio al Parco Ferrari di Modena insieme a Radio Bruno

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uando si fa tardi ed è l’ora di mettersi a nanna arriva sempre, puntuale come un orologio svizzero, quel momento in cui nostro figlio deciderà se crollare dal sonno oppure iniziare a piangere come un disperato senza sapere il motivo della propria agitazione. C’è un modo per far pendere la bilancia dalla parte di un sano sonno ristoratore? Per il 40enne carpigiano Aldo Arbore, che crede nella forza ancestrale della narrazione, la risposta è affermativa. Per questo, per il suo amore nei confronti del racconto, una delle sue favole è stata inserita in Save the parents. Cento storie per quando è troppo tardi, la raccolta di racconti per genitori che vogliano imparare – o re-imparare – il modo più classico di far addormentare i propri bambini, edita da Feltrinelli in collaborazione con la Scuola Holden di Torino, la celebre accademia per aspiranti scrittori fondata da Alessandro Baricco e che Aldo ha frequentato nel biennio 2000-2001. “Mi hanno chiamato chiedendomi se ero interessato, in qualità di exallievo, a inserire un mio racconto nella raccolta – spiega Aldo, che è anche insegnante a Santa Croce – e devo ammettere che il fatto che abbiano pensato a me mi ha davvero lusingato”. Il tema di certo non è nuovo per lui: padre di Elisa di 5 anni, Agata di 2 e Noa, da poco venuta alla luce, Aldo possiede un bagaglio di racconti, favole e inventiva non comuni. “Ho scritto il mio racconto a partire dall’esperienza di lavoro con

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Sotto questo sole, come mi è successo tutto quello che mi è successo è il titolo della biografia scritta a 4 mani da Paolo Belli ed Elisa Casseri, già autrice di testi per lo showman

“Carpi è casa mia, dove gioco a tennis, vado in bici e rido di più”

davanti a 40mila persone è stata una carica di adrenalina pazzesca, soprattutto pensando che stavamo mettendo in campo energie per aiutare le aree terremotate. E l’altra è stata giovedì scorso al Cabassi: vedere tanta gente nello

stadio della mia città che ha avuto fiducia in noi, sentirmi rispondere di sì da Checco Zalone, Pippo Inzaghi, Paolo Bonolis, Hernan Crespo e tutti i grandi personaggi arrivati appositamente a Carpi in un giorno di festa, vedere i sindaci e i protagtonisti dell’emergenza finalmente ridere e distrarsi rincorrendo una palla, mi ha fatto commuovere. Sono queste le cose più grandi”. E come si realizzano i sogni? “Servono impegno, perseveranza, testardaggine, dedizione e anche fortuna. Carpi è una realtà piena di pionieriche hanno realizzato sogni nell’impresa privata senza vendere l’anima al diavolo o fare compromessi. Aggiungo che per me tutto si fa in

gruppo: esiste il noi e non l’io. Al lavoro come in famiglia”. A proposito di famiglia: il tuo matrimonio con Deanna, la tua ragazza di sempre, resiste nel tempo. Formule magiche? “Parlare, ascoltare, rispettarsi; per me il rispetto è lasciare anche spazi di autonomia, capire anche quando è il

momento di lasciare l’altro un po’da solo, senza pressioni. Funziona”. Quando vai a Roma chi chiami? “Milly Carlucci, Giorgio Panariello, Gabriele del Trio Medusa. Ma è Carpi casa mia, dove gioco a tennis, vado in bici e rido di più”. Clarissa Martinelli

Club Juventus Carpi

Paolo Belli tifa Juventus!

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enerdì 2 novembre presso la sede del Club Juventus Città di Carpi è stata consegnata la targa di presidente onorario a Paolo Belli. Il presidente Wherter Cigarini e una parte del Consiglio Direttivo hanno consegnato la targa e succes-

sivamente tutti i presenti hanno potuto scattare fotografie con Paolo che si è dimostrato molto disponibile con tutti. Il club città di Carpi ringrazia il cantante e showman ed è orgoglioso di avere fra i propri sostenitori, l’autore dell’inno bianconero.

Una favola del carpigiano Aldo Arbore è stata inserita in Save the parents. Cento storie per quando è troppo tardi, la raccolta di racconti per genitori che vogliano imparare il modo più classico di far addormentare i propri bambini, edita da Feltrinelli

Le storie della buonanotte senso che ero al limite massimo d’età. Consiglierei a chi aspira a diventare uno scrittore di frequentarla da più giovane, quando si ha più tempo a disposizione e meno convinzioni già radicate, in modo da essere più fertili e ricettivi. Conservo comunque il ricordo di un’avventura molto profonda, sia per la qualità degli incontri fatti che per le cose imparate”. Un dato che Aldo ha particolarmente apprezzato della scuola di Baricco è l’aver compreso che la pratica dello scrivere è un’attività più simile all’artigianato che al cliché romantico dell’intellettuale o del poeta tormentati che compongono

Aldo Arbore

in riva a un fiume o mentre osservano un panorama suggestivo, rapiti dal demone dell’ispirazione. L’idea di letteratura di Aldo deriva anche dalla sua esperienza: “mi sono appassionato alla lettura attraverso un genere, quello della fantascienza, divorando i capolavori di Bradbury, Orwell, Asimov, Dick. Oggi come oggi continuo a dedicare un po’ di tempo alla scrittura, ammucchiando fogli su fogli, anche se per ora non ho un progetto di questo tipo in cantiere. Spero di riuscire, giorno per giorno, a ritagliarmi sempre più spazio alla scrivania”. Marcello Marchesini

Si è concluso a Carpi il corso di Anch’IO PC

Un computer per tutti

In foto Tosi, Rebecchi, Meschieri e i partecipanti

i bambini a scuola, oltre che con i miei figli, testando su di loro quale fosse il gradimento, quali i punti di forza e quali, invece, le debolezze”. Il libro, uscito qualche mese fa, ha avuto un buon successo di pubblico, anche se il vincolo di 900 battute per storia ha creato qualche problema. “Inizialmente avevo scritto un racconto molto più lungo – continua Aldo – ma ne

esiste una versione integrale sul sito internet. Non voglio raccontare la storia – nessuna è firmata – perché ho avviato un piccolo gioco con chi mi conosce per vedere se, leggendo i vari brani, riesce a riconoscere quello uscito dalla mia penna”. Ma che ricordi ha della scuola Holden? “E’ stata un’esperienza impegnativa e, per me, forse un po’ tardiva, nel

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i è concluso presso la sede carpigiana di Lapam, il 6 novembre, il corso di Anch’IO PC organizzato dall’ente di formazione FORMart e sostenuto e patrocinato dal Comune di Carpi. Durante la serata finale erano presenti accanto ai partecipanti anche l’assessore all’ambiente Simone Tosi,

il curatore della Rete civica Roberto Rebecchi e Sandra Meschieri, coordinatrice dell’Urp. A tutti i corsisti è stato donato un PC - rigenerato all’interno del laboratorio di FORMart - con il quale potranno continuare a mettere in pratica le nozioni informatiche acquisite durante il corso.  


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I coniugi Liviana e Luciano Ferrari che da oltre 20 anni si dedicano ad attività di volontariato, raccontano la loro missione in Africa

Tanzania: la nostra terra di missione “

Le attività che svolgiamo, le facciamo non per loro, ma con loro”. E’ con questo spirito che i coniugi carpigiani Liviana e Luciano Ferrari, dall’inizio degli Anni Novanta svolgono attività di volontariato presso la Parrocchia di San Giuseppe Artigiano e sono partiti per una missione diocesana in Tanzania. “Nel 1990- ha raccontato Liviana- io e altri volontari abbiamo dato vita al gruppo parrocchiale L’isola che non c’è: un progetto che coinvolge 20 ragazzi disabili provenienti da tutta la città, e un uguale numero di animatori, finalizzato allo svolgimento di attività di socializzazione per ragazzi portatori di deficit di varia natura. Ogni anno, noi animatori seguiamo un progetto educativo ben strutturato, realizzato attraverso la collaborazione di tutto il gruppo, e che costituisce il filo conduttore di tutte le attività che vanno dalle recite, alle gite, dai mercatini alla catechesi e altro ancora. Attività completate da un campo estivo durante il quale si crea un’ambientazione e vengono ideate attività manuali e creative che coinvolgono direttamente tutti i membri del gruppo. Ogni ragazzo nelle attività è affiancato da un animatore con il quale stabilisce un rapporto alla pari, e così facendo l’arricchimento personale, da entrambe le parti, è davvero grande. Quest’anno ci è sta-

La politica è bella”: è questa la frase che Ciccio Torrenuova, il padre del protagonista di Baaria, film di Giuseppe Tornatore, pronuncia in tre flebili sussurri poco prima di spegnersi. Quella voce così stentata verrebbe oggi probabilmente ridotta al silenzio dalle grida di indignazione e protesta che si levano da tanti cittadini cui, quella stessa politica (che tanto scaldava il cuore dei contadini siciliani che, nella pellicola, lottavano duramente per una società più equa) riesce a scaldare soltanto gli animi di rabbia. Ma c’è chi ha deciso di credere ancora in una politica che non sia soltanto malaffare, corruzione e privilegi. Sono i Gdj, acronimo di Giovani Democratici Junior, un gruppo di ragazzi dai 14 ai 19 anni. L’idea è dei loro ‘fratelli maggiori’, i Giovani Democratici. “Il nostro movimento giovanile - afferma la segretaria dei GD carpigiani, Jessica Vellani

ricche di carboidrati, come polenta e riso, ma povere di sostanze nutritive, e infatti uno dei principali problemi da cui sono afflitti è la malnutrizione che colpisce prevalentemente le donne e i bambini. Il 59% della

Primo a destra Luciano Ferrari, al centro Liviana

che hanno anche piccoli allevamenti di galline, conigli, capre e mucche. Nonostante le loro condizioni di vita, gli abitanti di Usokami sono sempre allegri e pronti ad offrirti quel poco che hanno, come i bambini che, mentre Luciano

to chiesto di partire per una missione in Africa, e così, io, mio marito e mia sorella Claudia abbiamo deciso di aggregarci a un gruppo della diocesi di Bologna guidato da Don Paolo, e diretto alla missione di Usokami in Tanzania, per il progetto di cooperazione tra la diocesi di Bologna e la diocesi

Liviana

Liviana tra i bimbi

di Iringa. Gli abitanti del villaggio di Usokami vivono senza acqua potabile, senza luce e senza strade asfaltate. Le abitazioni sono capanne solitamente di 4 metri per 4 al cui interno non vi è alcun

genere di mobilio, ma solo stuoie sopra le quali coricarsi alla sera, e nel periodo delle piogge. Negli altri mesi dell’anno, vivono perennemente in strada, cucinando su alcune pietre pietanze

popolazione della Tanzania mangia solo una volta al dì, e vive con meno di uno scellino al giorno. Le loro occupazioni sono fondamentalmente rurali: coltivano i campi, e poi ci sono alcuni fortunati

le madri lavorano i campi, trascorrono le loro giornate seduti sul terriccio accanto agli orti, succhiando una canna da zucchero, per poi porgertela con gran sorrisi al tuo passaggio. Luciano è stato il tuttofare della missione. Si è infatti adoperato da idraulico, elettricista, falegname e meccanico. Invece, io, mia sorella e le altre 7 persone che hanno partecipato al progetto, abbiamo pulito e tinteggiato le camere dei bambini dell’orfanotrofio. Lo scopo primario della missione non è evangelizzare, ma lavorare concretamente insieme a queste persone, per realizzare strutture e servizi, e insegnare loro un mestiere. In effetti, il risultato più positivo della missione è stato

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Nascono i Gdj, acronimo di Giovani Democratici Junior, un gruppo di ragazzi dai 14 ai 19 anni ideato dai loro ‘fratelli maggiori’ Giovani Democratici

A Carpi la politica è junior

- riunisce tutti i giovani dai 16 ai 29 anni, senza riservare un’attenzione particolare nei confronti degli adolescenti che si avvicinano alla politica. In realtà le esigenze e le prospettive di questi ultimi sono profondamente

diverse. Il nostro obiettivo è stato quindi quello di creare un’occasione per fare formazione politica e umana, puntando sulla costruzione della persona e non solo della sua coscienza politica, perché prima di essere

politici in gamba occorre essere ragazzi in gamba”. Secondo i Giovani Democratici, insomma, i giovani non possono essere visti soltanto come i cittadini di domani ma, innanzitutto, come quelli di oggi. “Dopo 30 anni di spontaneismo e individualismo, urge un’inversione di tendenza, a partire dagli adolescenti. E’ importante notare che gli attuali leader politici nazionali sono cresciuti tutti all’interno dei movimenti giovanili dei rispettivi partiti. Evidentemente qualcosa non ha funzionato. I movimenti devono essere luoghi di formazione reale e di impegno concreto, partendo proprio dalla formazione della persona, non delle fabbriche di futuri parlamentari”. Marcello Marchesini


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quello di aver reso completamente autosufficiente la popolazione del villaggio. Nonostante la Tanzania sia una Repubblica, in realtà trovo che ci sia ben poca democrazia da quelle parti, in quanto al di fuori dei grandi centri abitati come Dar Es Saalam e Dodoma, la gente è abbandonata a sé stessa, senza assistenza da parte del governo. Nella missione del piccolo villaggio dove siamo stati noi, l’ospedale, la scuola, l’orfanotrofio e le altre strutture pubbliche sono state create dai volontari, così come i meccanismi di approvvigionamento dell’acqua e della corrente elettrica. Nonostante queste carenze da parte dello Stato, i tanzaniani non si lamentano mai, bensì cantano. In effetti, io e mio marito siamo molto contenti di aver fatto questa esperienza con persone così piene di gioia di vivere, e con una grande dignità”.Un proverbio africano dice: “se tu sei lontano il tuo bestiame muore, non perchè non abbia la possibilità di mangiare, ma perchè soffre della tua mancanza”. Da lontano si può fare qualcosa, ma andare sul posto, come hanno fatto, tra i tanti, anche Liviana e Luciano è l’unico modo per vivere davvero l’Africa. Chiara Sorrentino

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Monica Severi, titolare, insieme al marito, del bar-pasticceria Le follie del pasticcere in viale Peruzzi ha deciso di cambiare gestore telefonico per risparmiare ma...

Quando una telefonata ti complica la vita Q ual è il colmo nell’era di internet, delle mail, dei social network? Non riuscire neppure a fare una telefonata. Questa è la disavventura capitata a Monica Severi, titolare, insieme al marito, del bar-pasticceria Le follie del pasticciere in viale Peruzzi. Tutto è iniziato quando, allo scopo di risparmiare una ventina di euro mensili, Monica ha deciso di cambiare gestore telefonico. “E’venuto in negozio il rappresentante di una ditta di Bologna che, dopo avermi ripetutamente garantito che non ci sarebbero stati problemi di sorta, ci ha convinti a firmare il contratto”. Questo accadeva il 30 agosto scorso. Dopo 15 giorni circa dalla data della stipula del contratto sarebbe poi dovuto arrivare il materiale tecnico necessario all’attivazione. “L’11 di settembre effettivamente è arrivata l’apparecchiatura – continua Monica – e, verso fine mese, sono giunti anche i tecnici. Peccato che, poco dopo, intorno al 6 ottobre, la compagnia che avevamo deciso di abbandonare abbia ‘staccato’ tutto: telefono e

Monica Severi

bancomat”. Da allora il telefono è muto: chi compone il numero sente il classico segnale di linea libera, senza però che nel bar si avverta alcuno squillo. Una situazione a dir poco spiacevole, per chi deve portare avanti un’attività commerciale e ha la necessità di parlare con i clienti. “Ho richiamato subito la compagnia iniziale, che mi ha risposto che per loro il passaggio era già avvenuto e noi non risultavamo più clienti. Allora ho richiamato chi mi aveva sot-

toscritto il nuovo contratto, giurando e spergiurando che nulla sarebbe andato storto. Bene, dopo avermi detto che non poteva farci nulla e dopo avermi fornito un altro numero di assistenza che, puntualmente, mi ha rimpallato a quello di un tecnico, non mi ha più risposto, né per telefono né alle numerose mail che gli ho inviato”. Ed è a questo punto che Monica, sentendosi esasperata e presa in giro, si arrabbia. “E’ dal 31 di ottobre che mi arrivano sms

sul cellulare annunciandomi l’arrivo imminente di tecnici, sebbene sia dal 10 dello stesso mese che ho richiesto un intervento. Questo tecnico ha avuto il coraggio di dirmi che sarebbe venuto lunedì scorso, e a quel punto mi sono rifiutata, decidendo di ritornare al vecchio gestore”. Oltre al danno, la beffa: uno dei tanti tecnici contattati da Monica le ha spiegato che la sua attività necessita di un cablaggio, che richiederebbe, per essere portato a termine, una spesa aggiuntiva di 200 euro: “ma questo non mi era stato minimamente paventato nel momento in cui ho sottoscritto il contratto, bella correttezza”. Non si tratta, in questo caso, soltanto di tempo sprecato, bensì della prova che, a volte, le tecnologie che dovrebbero migliorarci la vita, se unite alla scarsa professionalità di qualche operatore, possono al contrario contribuire a rendercela molto più difficile. “Ho detto a tutti i clienti che potevano contattarmi sul cellulare o tramite mail – chiosa la barista – ma ovviamente non ho potuto raggiungere tutti. Domenica

scorsa, per esempio, ci sono arrivate 30 richieste di torte tramite posta elettronica, e così è da quando il telefono non funziona che siamo costretti a lavorare fino alle 11 di sera per rispettare consegne che, se tutto funzionasse come dovrebbe, potremmo ultimare più agevolmente e con calma. Inoltre qualche cliente ha sicuramente rinunciato, mentre ad altri ho dovuto dire di pagare più avanti, perché ora il lettore di bancomat e carte di credito è inservibile”. E la persona che ha proposto il contratto, cosa replica? “Non ho proprio nulla da dichiarare – commenta al telefono con voce infastidita, minacciando azioni legali – io sono soltanto un commerciale, non un tecnico. In questo caso si tratta di un problema di natura tecnica, che nel 90% dei casi non si presenta. Ho dato il numero dell’assistenza alla signora, non potevo fare altro. E non è vero che non abbia risposto alle sue telefonate o mail”. Morale della favola: in alcuni casi una telefonata ti allunga la vita. Te la complica decisamente, in altri. Marcello Marchesini


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er chi insegue il sogno della carriera diplomatica, la strada da percorrere è lunga e complessa, ma inizia sempre da una prerogativa assoluta: viaggiare. Ed è per questo che la 23enne carpigiana Martina Po, laureata in Scienze Diplomatiche e Internazionali, e iscritta al penultimo anno di Giurisprudenza, ha scelto come meta del suo progetto universitario Overseas, Montreal, la città più popolosa del Quebec con i suoi due milioni di abitanti. Una metropoli cosmopolita e crocevia di due grandi culture, quella francese e quella inglese, che fanno di essa una grande finestra del mondo nord-americano sull’Europa. Martina, sono ormai due mesi che vivi a Montreal. Puoi tracciare un bilancio positivo di questa esperienza? “Ero già stata a Montreal nel 2007 durante il Liceo per un’esperienza di scambio interculturale, e la città mi aveva lasciato un ottimo ricordo. Ci sono voluta tornare nell’ambito di questo progetto, innanzitutto per perfezionare la mia conoscenza della lingua francese anche se qui si parla una sua leggera variante, il famoso “quebecois”, e poi perchè nonostante sia una metropoli dal carattere internazionale, è estremamente vivibile e a misura d’uomo. Le persone sono molto affabili e disponibili, tuttavia, essendo una grande città, occorre ovviamente abituarsi a tempistiche, trasporti, e organizzazione, ma sto imparando e soprattutto sto vivendo appieno tutto ciò che la città può offrire. Vivo a Outremont, un quartiere bellissimo e residenziale a due fermate

LA STUDENTESSA DI GIURISPRUDENZA, MARTINA PO, CLASSE 1989, DAL 21 AGOSTO VIVE A MONTREAL PER APPROFONDIRE GLI STUDI DI DIRITTO INTERNAZIONALE

A Montreal sognando un futuro in diplomazia

Martina Po

di metrò dall’università, in un appartamento che condivido con altre 4 studentesse, ma ciò non rappresenta un problema poichè è davvero molto spazioso, e con un’ampia terrazza. Sono la più giovane di un bel gruppo, che è un poutpourri di diverse nazionalità e culture”. Cosa ti sta dando questa esperienza dal punto di vista delle conoscenze e in rapporto alla loro spendibilità nel mercato del lavoro? “All’università sto frequentando 4 corsi: Diritto dell’Ambiente Internazio-

nale, Diritto Internazionale dei Diritti Umani, Diritto del Cyberspazio e Transazioni Commerciali Internazionali. In definitiva, il leitmotiv del mio piano di studi è sempre Diritto Internazionale, proprio allo scopo di avere competenze ad ampio raggio nell’ambito, e imparare il linguaggio tecnico anche in un’altra lingua. Inoltre, qui si respira un’atmosfera più internazionale rispetto all’Italia”. Si sente la crisi? Da quello che ti raccontano, i ragazzi del posto incontrano difficoltà a trovare il la-

voro per il quale hanno conseguito la laurea? Qual’è la situazione occupazionale in generale, e in particolare dei giovani? “La crisi si sente anche qui, ma in modo diverso, e probabilmente meno gravoso. A Montreal la maggiore preoccupazione ha riguardato i movimenti studenteschi della primavera e dell’estate scorse, nel corso dei quali si è arrivati quasi alla guerriglia per un programma dell’ormai passato governo, che prevedeva l’aumento delle tasse universitarie in

modo spropositato. Alle elezioni della provincia del Quebec di un mese fa ha ovviamente vinto il partito che ha promesso di non fare questo aumento, e adesso la situazione si è quindi normalizzata, ma nei primi giorni di agosto mi è capitato di trovare in un corridoio dell’università la squadra antisommossa per controllare che non vi fossero subbugli”. Quali differenze hai riscontrato rispetto all’Italia, dal punto di vista del sistema universitario? “Il sistema universitario è profondamente diverso: le

università italiane offrono agli studenti un’ampia e approfondita base teorica, per poi giungere a far fare loro anche qualcosa di pratico, concreto, e indubbiamente più utile dal punto di vista delle future esperienze lavorative. Invece, qui il metodo è esattamente l’opposto: la teoria pura rappresenta solo un breve assaggio della materia, perchè, poi, la maggior parte dell’apprendimento si raggiunge con la pratica, lavorando in autonomia su casi specifici, in modo da entrare già nell’ottica lavorativa in cui conta fare e non solo sapere. Inoltre, gli esami hanno modalità open-book, perché non è nei libri che si trovano le risposte ai peculiari problemi di diritto, ma il libro può comunque servire per rileggere una determinata convenzione o un trattato da applicare poi al contesto specifico. In effetti, il sistema open-book, come suggerisce il termine stesso, consente agli studenti di consultare il libro in sede di esame, in quanto quest’ultimo non prevede domande nozionistiche, ma di ragionamento e applicazione”. Il tuo futuro lo vedi in Italia o all’estero? “Per l’ambito che ho scelto e che mi piacerebbe portare avanti, cioè il diritto internazionale puro, almeno agli inizi dovrò essere disposta a viaggiare molto, e a fare molte esperienze al di fuori dei confini italiani. Poi penso e spero di tornare in patria, per riuscire garantirmi un po’ di stabilità lavorativa nel nostro territorio, anche se al momento, purtroppo, non sembra offrirne molta, soprattutto a noi giovani”. Chiara Sorrentino


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Sfoglia lo speciale dedicato alla partita tra Nazionale Cantanti e Teniamo Botta Team e leggi le interviste ai protagonisti.

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a 8. E’ terminata così la partita In goal per il futuro, che ha visto scendere sul prato verde dello Stadio Cabassi di Carpi, lo scorso 1° novembre, la Nazionale Italiana Cantanti e il Teniamo Botta Team. Di fronte agli spalti gremiti, la solidarietà è stata la protagonista indiscussa di una soleggiata e bellissima giornata di sport e musica. “Non importa come sia finita - ha dichiarato un emozionato Paolo Belli - quel che conta è il denaro che siamo riusciti a raccogliere grazie al contributo prezioso di tutti, oltre 65mila euro (45mila derivanti dalla vendita dei biglietti, 20mila raccolti durante la cena di autofinanziamento organizzata da Confindustria Modena e 3mila euro provenienti dal Comune di Monghidoro)”. Una somma che contribuirà a ridare vita e speranza alle nostre città ferite dal terremoto, sostenendo la realizzazione di una palestra polifunzionale per la Scuola Primaria Elvira Castelfranchi e la Scuola Secondaria di I grado Cesare Frassoni, entrambe nel Comune di Finale Emilia e la ristrutturazione del centro per disabili L’abbraccio a Carpi. “La nostra gente è straordinaria. Gli emiliani - continua il cantante e showman Paolo Belli - si autofinanziano, si stringono gli uni agli altri, facendosi solidarietà a vicenda. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, dello Stato, ma noi ci facciamo comunque riconoscere. Siamo gente che non si abbatte. Gente che sorride e mi auguro con tutto il cuore di non rivedere più tanta paura negli occhi delle persone come è

Sold out al Cabassi per un pomeriggio di sport e spettacolo che rimarrà nel cuore degli emiliani! Sotto un sole straordinario e alla presenza di due madrine d’eccezione, Noemi e Luisa Corna, gli oltre 4.000 presenti hanno applaudito i propri beniamini durante la partita, diretta dall’arbitro Nicola Rizzoli

Tutto esaurito al Cabassi: raccolti 65mila euro

accaduto cinque mesi fa”. E tra gli applausi calorosi di un pubblico che “Tiene

Botta” e non ha alcuna intenzione di mollare malgrado le difficoltà

quotidiane, abbiamo visto colorare le tribune di tanti cartelli e striscioni che ci

hanno riempito il cuore di gioia. “Radio Bruno forever, vi amiamo”, “Teniamo

Botta”, “Giù le mani dalle nostre case, 100% per la ricostruzione”... espressioni di un’Emilia che resiste e, malgrado i morti, i crolli e la paura sente ancora il desiderio di sorridere. Unita. A dare il via al pomeriggio di festa, alla presenza di due madrine d’eccezione, Noemi e Luisa Corna, un prespettacolo ricco di ospiti organizzato da Radio Bruno, condotto da Clarissa Martinelli, Robby Mantovani e Luca Abbrescia, mentre a bordo campo, la diretta radiofonica con le interviste ai protagonisti è stata invece curata dalla Strana Coppia, formata da Enrico Gualdi e Sandro Damura, con la regia di Angelone. Sul palco si sono così susseguite le performance di Controtempo, Nearco e i Ragazzi della Zona Rossa. E sull’erba del Cabassi oltre alle spettacolari acrobazie delle Cheerleader c’è stato spazio anche per la premiazione di alcuni studenti del Liceo Scientifico Manfredo Fanti, Riccardo Pierobon, Alessandro Valisi e Riccardo Bertacchini, nell’ambito del progetto Educazione alla salute, organizzato da Alice Sezione Carpi e Amici del Cuore, col sostegno di Azienda Usl, Consulta del Volontariato di Carpi e Centro Servizi per il volontariato. Grande emozione poi per il momento piú solenne, quello dell’esecuzione dell’inno di Mameli, affidata al tenore Fabio Armiliato e al soprano Daniela Dessí. Durante l’intervallo sono stati invece i Sonhora e Matteo Macchioni a tenere caldo il pubblico con due interpretazioni di grande livello. Tanti i


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cantanti e i personaggi del mondo dello spettacolo che hanno risposto presente all’invito di Paolo e sono venuti qui per dare il loro contributo. Simbolico, ma fondamentale per ridare speranza a una popolazione colpita al cuore e alle ginocchia. Ad aggiungersi in corner alla lista dei volti noti che hanno preso parte al grande evento anche il mitico Albertone Tomba: “sono onorato d’essere qui. In questi momenti serve l’aiuto di tutti ed è importante mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica per garantire a chi ha subito danni di potersi risollevare il più in fretta possibile”. Un’ovazione ha accolto i beniamini delle due squadre: Roberto Angelini, Fabio Armiliato, il commosso ex biancorosso del Carpi Salvatore Bagni, Luca Barbarossa, Daniele Battaglia, Matteo Beccucci, Paolo Belli, l’attesissimo Paolo Bonolis, Alessandro Borghese direttamente dai fornelli di Real Time, Beppe Carletti, l’idolo delle ragazzine Alessandro Casillo, Pier Cortese, Hernan Crespo, Niccolò Fabi, il mister della Nazionale Cantanti Sandro Giacobbe, lo straordinario Pippo Inzaghi che, ai microfoni di Radio Bruno ha dichiarato con grande semplicità: “oggi ognuno di noi sa perchè è qui. Sono contento di essere a Carpi perché queste zone necessitano del sostegno di tutti noi”, l’infortunato Kekko dei Modà che pur non potendo giocare non si è sottratto ai suoi fan, firmando autografi e regalando sorrisi dietro gli occhiali scuri, Salvatore Lanna, Matteo Macchioni, l’istrionico Neri Marcorè,

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Marco Masini, la punta di diamante dell’attacco della Nazionale Italiana Cantanti Paolo Meneguzzi, Andrea Mingardi, Carlo Molfetta, Nearco, i Ragazzi della Zona Rossa, Ruggero Pasquarelli, i Ridillo, Red Ronnie, Enrico Ruggeri, i due fratelli Diego e Luca Fainello, in arte Sonhora, Marco Spaggiari leader dei Controtempo, l’ex campione dello sci Tomba, Raimondo Todaro direttamente da Ballando con le stelle, Paolo Vallesi e il mitico e applauditissimo comico Checco Zalone. Tra le fila del Teniamo Botta Team, accanto ai due sindaci Enrico Campedelli e Fernando Ferioli, rispettivamente di Carpi e Finale Emilia, l’impeccabile primario di Cardiologia dell’Ospedale Ramazzini, Stefano Cappelli, il comandante dei Carabinieri di Finale, Luca Cappello, autore di una bellissima tripletta, Giorgio Amadessi, presidente dell’associazione Rock no War, i Vigili del Fuoco Arturo Panzanini di Finale e Francesco Sangerardi di Carpi, Davide Stassi per Unitalsi, Enrico Davolio titolare di Focherini sport, Filippo Avellino, direttore area commerciale Carpi di UniCredit e tanti altri... Un grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questa manifestazione, in particolare: Antress, Conad, UniCredit, Confindustria Modena, Radio Bruno, Carpi FC, Blumarine, Givova, Citrosodina, Volvo, Hotel Touring, Ushac e Sporting Club. Ma, soprattutto, grazie al pubblico presente! Grazie a loro un altro pezzetto della nostra città sarà ricostruito. Jessica Bianchi

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Noemi - “Sono una fan della Roma e una trequartista di natura. Sarebbe bello costituire anche una squadra di calcio femminile con le cantanti per fare qualcosa di bello”.

Pippo Inzaghi -“Sono contento di giocare oggi perchè queste zone necessitano del sostegno di tutti noi”.

Paolo Belli -“Oggi sono felicissimo perchè faccio parte di un gruppo straordinario che ha reso possibile tutto questo”. Enrico Campedelli -“Questa è stata una di quelle giornate che fanno bene, riempiono il cuore di speranza e fanno tornare il sorriso. Ce ne vorrebbero di più per ricordarci una cosa, che dobbiamo continuare a rimanere uniti, perché finchè rimarremo uniti non saremo mai soli”.

Fernando Ferioli -“Il calore degli artisti che han partecipato, del pubblico e di tutta l’organizzazione hanno fatto sì che questa giornata risultasse un trionfo dello sport e della solidarietà. Eventi come questo servono a ricordarci che l’emergenza non è finita, il terremoto non è sconfitto ma insieme possiamo raggiungere grandi risultati”.


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Neri Marcorè - “In campo ognuno dĂ quello che può, meno male che con noi c’era Inzaghi, è stato la nostra salvezza, altrimenti il Teniamo Botta ci avrebbe stracciato. A me piace correre, mi impegno e il mister mi fa giocatore come difensore perchè sono un tipo diligente...â€?.

Kekko -“Sono orgoglioso di far parte della Nazionale Italiana Cantanti, un collettivo che da anni si dĂ da fare concretamente in favore di progetti davvero meritoriâ€?.

Beppe Carletti - “A me piace correre e so che la palla è rotonda... sono queste le regole del calcio, no? Questa è stata una bella giornata di sport e solidarietĂ , tutto il resto non contaâ€?. Checco Zalone - “Io volevo bene agli emiliani prima del terremoto, ora ancor di piĂš e non sto scherzando, per questo motivo non potevo mancare su questo campoâ€?. Alberto Tomba - “Sono onorato di prendere parte a questo evento che, attraverso lo sport, continua l’opera di supporto alle popolazioni colpite dal terremoto. In questi momenti serve l’aiuto di tutti ed è importante mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica per garantire a chi ha subito danni di potersi risollevare il piĂš in fretta possibileâ€?.

Filippo Avellino - “E’stato un onore e un piacere indossare la maglia del Teniamo Botta Team e giocare in squadra con i sindaci e gli altri attori del nostro territorio, una bella metafora di quello che è stato fatto e di quello che si sta facendo insieme per la ricostruzione. Al di lĂ del risultato della partita quello che conta davvero è avere riempito lo stadioâ€?.

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Italian Fashion Selection, la nuova iniziativa per supportare le aziende del Tessile-Abbigliamento

Il futuro della moda? A New York e Nuova Delhi

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egli ultimi anni il mercato della moda ha subito cambiamenti radicali e repentini; i mercati occidentali, penalizzati dalla crisi hanno raggiunto la saturazione mentre quelli emergenti, che richiedono un prodotto made in Italy di buon livello, offrono una crescita costante. Per affrontare nuovi mercati, occorre conoscere profondamente la cultura, le necessità e le caratteristiche sociali e territoriali; non è più sufficiente inviare merce, ma diventa essenziale curare gli aspetti qualitativi della proposta e soprattutto adattare l’attività a quella serie di esigenze che ha il mercato. E’ indispensabile agire utilizzando selezioni di prodotti ben assortiti, complementari ed allineati tra loro per tipologia, target di clientela e fascia di prezzo. Nell’ambito del progetto Carpi Fashion System, le associazioni imprenditoriali del territorio e la Fondazione CRC, in collaborazione con il Comune di Carpi, propongono il progetto Italian Fashion Selection, iniziativa volta a fornire supporto alle aziende interessate ad avviare un processo di sviluppo nei confronti del mercato indiano e statunitense. L’iniziativa consiste nell’apertura di due showroom multibrand, collocati in primarie location di New York e Nuova Delhi, all’interno dei quali poter promuovere le produzioni di eccellenza del tessile-abbigliamento del distretto carpigiano. Al fine di illustrare l’iniziativa, venerdì 16 novembre, alle 14.30, si terrà un incontro presso la sede di Carpiformazione, in via Marx, 131/C. Interverranno, in qualità di relatori, Alessandro Fichera, Amministratore delegato di Octagona (www.octagona.com) e Paolo Galli, Managing director di Jolty (www.jolty.it).

Concorso per giovani stilisti di Moda e Design

Libera la creatività

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econda edizione del Premio Giovani Stilisti di Moda e Design, iniziativa che coinvolgerà Modena e Carpi. Carpi Fashion System, Cna, Lapam, Confindustria e Apmi hanno ritenuto importante prevedere la propria partecipazione all’iniziativa promossa da Modenamoremio e patrocinata dall’Assessorato al centro storico del Comune di Modena, dall’Assessorato all’Economia di Carpi e dalla Camera di Commercio di Modena. L’iniziativa prevede la realizzazione di una mostra di maglieria dello stilista Giovanni Cavagna che sarà allestita dal 1° dicembre nel ridotto del Teatro Pavarotti a Modena. L’idea è di dare cadenza annuale a eventi che, coinvolgendo nomi della moda prestigiosi possa portare alla ribalta le collezioni donna e uomo di giovani stilisti della nostra provincia di Modena. La richiesta di partecipazione dovrà essere inoltrata a Carpi Fashion System entro il 20 novembre.

21 Il 15 giugno 2013 a Carpi appuntamento con la beatificazione di Odoardo Focherini

Focherini finalmente beato

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onsignor Francesco Cavina ha ufficializzato la data della Beatificazione di Odoardo Focherini, che si terrà in Diocesi a Carpi sabato 15 giugno 2013 e sarà presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. L’annuncio è stato dato dal vescovo in apertura dell’incontro del Gruppo di lavoro costituito per far conoscere la figura di Focherini anche oltre i confini della Chiesa locale.

Da sinistra Trionfini, Baraldi, Cavina e il rabbino Beniamino Goldstein

“Questa beatificazione è una notizia che suscita grande gioia in me, in tutta la comunità diocesana di Carpi e non solo – ha detto Cavina – Focherini è segno indiscusso della fecondità della chiesa locale: la sua capacità di amare il Signore e

Dal 9 al 19 novembre il pittore carpigiano Enrico Davolio espone all’Ex Poste

Il principe Ranocchio va a Palazzo

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on ce ne voglia il pittore carpigiano Enrico Davolio se, pensando alla sua attività artistica, ci viene in mente il Principe Ranocchio dei fratelli Grimm che, come è noto, baciato da una bella principessa, si trasformò in principe... E’ la storia di Davolio: il sogno d’artista che era in lui rimase nascosto dalla necessità di lavorare col padre, noto edile di Rio Saliceto, manipolando terra, sabbia, calce, cemento... finché una principessa, la moglie Milvia, una decina di anni fa lo rese libero di essere se stesso e poter così realizzare i suoi sogni. Guardando le sue opere, notiamo che Enrico Davolio è rimasto talmente legato alla materia nella sua primitività che ne fa la messaggera di quei sogni:

mettersi a servizio dei fratelli è per noi un forte richiamo a non lasciare inaridire la nostra fede”. Il vescovo, che ha evidenziato la testimonianza di vita coerente, l’integrità, la bellezza, l’eroicità di questa figura, ha poi ricordato come la celebrazione della

Il fotografo carpigiano Silvano Piccinini, insieme a Franco Bulfarini e Marino Lecchi, espone presso la Sala della Fondazione CRC di Corso Cabassi

Poeti dell’immagine in mostra

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appunto arte materica, arte gestuale, in cui, a ben guardare, appaiono fantasmi di figure umane quasi suggeriti. “Come artista non faccio nulla di diverso dall’uomo che è in me, trasformo i miei istinti in materia in movimento. Questa è la magia dell’arte come la intendo io”, spiega il pittore. La mostra di Davolio inaugura venerdì 9 novembre, alle 19, alla Sala Ex Poste di Palazzo Pio, come si conviene appunto, a un... principe! Romano Pelloni

beatificazione di Focherini sia “un dono e una responsabilità: il Signore ci chiederà conto di come abbiamo saputo far fruttare questo dono”. A seguire, lo storico Paolo Trionfini ha illustrato le principali tappe del percorso di beatificazione di Focherini e le iniziative che hanno contribuito a mantenere viva la sua memoria. A don Luca Baraldi, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano, il compito di coordinare il Gruppo di lavoro che ha visto tutti i partecipanti intervenire per portare il proprio contributo in un fecondo intreccio di sensibilità e attenzioni.

ranco Bulfarini di Ravarino espone insieme al pittore Marino Lecchi di Bergamo e al fotografo carpigiano Silvano Piccinini, presso la Sala della Fondazione CRC di corso Cabassi, fino al 12 novembre, in una collettiva, dal titolo, Indeterminismo estetico. Ogni teoria dell’estetica aggiunge e toglie agli stili che la precedono, per dare risposte più efficaci al bisogno di arte che è insito nel cuore di ogni uomo. Così è anche per il termine indeterminismo estetico che, come per altri ricercatori, si fa attento al concetto di spazio, che è la base di ogni composizione estetica e vuol essere, in sostanza la liberazione da ogni regola spaziale, lasciando che sia il gesto irrazionale a rivelare spazi inconsci della psiche. Allora ecco che le composizioni pittoriche di Bulfarini e di Lecchi, come le fotografie di Piccinini, vere e proprie energie di luce, ci offrono l’occasione per una lettura delle realtà inedite che vagano in angoli riposti e segreti della nostra mente. Le loro opere sono stimoli a sollecitare la nostra memoria ed è per questo che ogni volta che le vediamo possiamo provare sempre nuove sensazioni e ognuno di noi piò conoscere più profondamente se stesso. Una mostra di tre poeti dell’immagine che non si può perdere. R.P.


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22 In occasione della ricorrenza di Sant’Uberto, si è svolta la benedizione di cacciatori e cani sul sagrato della Chiesa di Santa Croce

Toma di&Massimo Tomi Loschi

Don Rino benedice la caccia

di Loanna Giroldi

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i è svolta nei giorni scorsi la cerimonia organizzata da Federcaccia ed Enalcaccia di Carpi, della benedizione di cacciatori e cani sul sagrato della Chiesa di Santa Croce, in occasione della ricorrenza di Sant’Uberto. Il rito ufficiato da Don Rino Barbieri è stato anche l’occasione per illustrare la storia del Santo e richiamare l’importanza del rispetto del creato e dell’etica. Più di 30 i cacciatori che hanno partecipato alla cerimonia con 25 cani appartenenti a

L’oro di Fossa: un tesoro da gustare!

una decina di razze impiegate nelle varie specializzazioni richieste dall’attività venatoria. Alla fine della cerimonia, ha suscitato grande ilarità l’augurio di “Buona Caccia”

- il peggiore che si possa fare a un cacciatore - lanciato da Don Rino a tutti i presenti. Gaffe alla quale ha rimediato con un più ben augurale “In bocca al lupo”.

Grande festa domenica 11 novembre al Borgogioioso a partire dalle 16

San Martino si festeggia al Borgo

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’autunno con i suoi paesaggi dorati porta con sé feste e tradizioni del mondo contadino, l’antica radice della modernità di cui, più che la nostalgia, sopravvive la memoria nei sapori semplici del più antico cibo da strada, le caldarroste, un tempo cibo dei poveri oggi street food ricercato. Domenica 11 novembre, in occasione di San Martino, nella galleria del centro commerciale Il Borgogioioso di Carpi si svolgerà a partire dalle 16, La festa della Castagna con una grande degustazione di specialità a base di farina di castagne: grissini e biscotti frollini, Mont Blanc con passatelli di castagne con panna montata, castagnaccio, torta di castagne e le immancabili caldarroste. Chef della festa gli allievi, della classe seconda D, del Centro di formazione professionale alberghiero

Nazareno, che forma figure professionali chiave nel settore della ristorazione, mentre i ragazzi della seconda A si occuperanno dell’allestimento e del servizio. La cucina del cibo da strada, cultura gastronomica economica e veloce, allegra ed easy going oggi prevalente nelle città del mondo, è nata in Italia con prodotti tipici tra cui spiccano i maccheroni, considerati cibo dei poveri che non potevano certo permettersi di sedersi a un ristorante, ma anche crispelle, arancini e pane e panelle in Sicilia, piadina in Emilia e altri prodotti tipici italiani come il gelato (messo anche in una brioche), la pizza al taglio, la farinata o torta di ceci e naturalmente le caldarroste. In particolare In Europa prima della scoperta dell’America, e della successiva importazione di alcuni alimenti base come

le patate, molti piatti erano a base di farina di castagne, priva di glutine e ricca di carboidrati e sali minerali, veniva ottenuta dall’essiccatura e dalla macinatura delle castagne, e forniva la base per la preparazione di gnocchi, torte e biscotti. Durante la festa della castagna al Borgo verranno riproposte alcune ricette dolci e salate che oltre a deliziare il palato saranno l’occasione per riscoprire con un assaggio il patrimonio gastronomico della nostra terra. Allora mangiare diventa fare esperienza di un luogo. La riscoperta degli antichi sapori è oggi uno degli strumenti per conservare e diffondere la memoria, che passa anche attraverso la cucina, della storia e della cultura locale e questo permette soprattutto ai giovani di acquisire consapevolezza delle proprie radici.

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i avvicina il periodo dell’aperture delle fosse da dove usciranno preziosi formaggi gelosamente custoditi per oltre 90 giorni da esperti affinatori. La nostra generosa regione ci offre un prodotto antico, il formaggio di fossa di Sogliano al Rubicone. Nel 2009 ha ottenuto il marchio Dop con la denominazione Formaggio di Fossa di Sogliano Dop. Il processo necessario per ottenerlo è lungo e laborioso. In osservanza al rigido disciplinare di produzione, il formaggio deve provenire esclusivamente da latte ovino, vaccino o misto di alta qualità, di allevamenti dei territori collinari e montani delle Marche e della Romagna. Le forme già

stagionate vengono messe in antiche fosse a forma di fiasco, scavate nella roccia arenaria per una profondità di circa tre metri. I contadini già in epoca medievale conferivano il formaggio agli infossatori per proteggerlo da guerre e razzie; veniva custodito nelle fosse per oltre 90 giorni, quando i contadini tornavano a ritirarlo per far fronte all’inverno. Le fosse vengono preparate bruciandovi paglia all’interno, in modo da togliere l’umidità e creare una sorta di ambiente sterile. Successivamente viene infossato il formaggio in sacchi bianchi di panno fino all’imboccatura della fossa coperta da teli che evitano la traspirazione. La fossa viene chiusa con coperchio di

legno e sigillata. Il formaggio nelle fosse stagiona per circa 90 giorni in particolari e uniche condizioni microclimatiche, perdendo la tradizionale forma rotonda per via del peso delle forme. Dopo la stagionatura il formaggio viene estratto dai sacchetti e le fosse osservano un periodo di riposo di tre mesi necessari per ripristinare le condizioni climatiche e di umidità di partenza. L’apertura tradizionale delle fosse ha luogo il 25 novembre, giorno di S. Caterina d’Alessandria, martirizzata all’inizio del IV secolo. Toma & Tomi Viale Carducci 19/A - Carpi 059.698087


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Cara Clarissa, perfino una barca a vela Teniamo Botta? bbene sì, Teniamo Botta cavalca anche l’Oceano. Alla Traversata Atlantica ARC 2012 il gennaker (la vela più grande, circa 200 metri) della barca Bellarofonte III-Lungarotta riporta proprio il logo di Teniamo Botta  per simboleggiare nel mondo i terremoti di maggio. 270 equipaggi provenienti da 45 Paesi potranno esporre sull’albero maestro una piccola bandiera con i loghi dei Comuni di Modena, Finale Emilia e di Teniamo Botta-Radio Bruno. L’operazione prevede una raccolta fondi a favore del Comune di Finale Emilia per rimettere in sesto la piscina. L’impresa sportiva, fatta da persone con una grande passione per la vela capeggiate dallo skipper Marco Bruzzi, non prevede marinai professionisti; 6

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i nastri di partenza la quarta edizione della rassegna - 17 le proposte in cartellone che andranno in scena dall’11 novembre al 23 febbraio 2013 - di spettacoli teatrali, film e laboratori creativi Pomeriggi animati, pensata per i più piccoli e le loro famiglie, e organizzata da Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, San Rocco Arte&Cultura, Castello dei ragazzi e Università Libera Età Natalia Ginzburg, in collaborazione con il Comune di Carpi e i tre Circoli Guerzoni, Gorizia e Graziosi. “Questa rassegna è quattro volte importante, - ha commentato Alessia Ferrari, assessore alle politiche culturali del Comune di Carpi - poiché contribuisce a dare continuità, anche dopo il sisma, a un progetto dimostratosi valido e amato dai bambini; e, ancora, perché gli spettacoli, i film e i laboratori rappresentano una delle modalità migliori per stare insieme, ed è appunto facendoci ancor più comunità che potremo superare al meglio questo difficile frangente; non secondario è poi il fatto che, per realizzare Pomeriggi animati, è stato necessario un lavoro con e sul territorio, sia per ampliare - e in alcuni casi rinnovare - i luoghi della divulgazione culturale, sia per coinvolgere un pubblico sempre più ampio e diversificato; inoltre vorrei sottolineare il vincente modello organizzativo che ha portato alla realizzazione della rassegna, con sinergie e scambi di professionalità, competenze e strumenti tra i diversi attori della programmazione culturale del territorio”. La rassegna infatti, a causa dell’attuale inagibilità dell’Auditorium San Rocco, sul quale si aprirà presto un cantiere, si è spostata nei circoli che si dimostrano sempre più “centri nevralgici dei vari quartieri, a disposizione dell’intera città”, come ha sottolineato Ada Menozzi, presidente di Ancescao Carpi. “I centri hanno spalancato porte e finestre pur di garantire il proseguimento di Pomeriggi animati, accogliendo ciò che le istituzioni propongono, senza dimenticare il valore della cultura sin dalla tenera età. Una collabo-

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Teniamo Botta cavalca anche l’Oceano

di Clarissa Martinelli

clarissa.martinelli@radiobruno.it

persone a bordo tra cui un medico veterinario. La traversata

sarà seguita da Radio Bruno nel programma de La Strana Cop-

pia. Partenza da Las Palmas il 25 novembre prossimo, arrivo una

ventina di giorni dopo a Santa Lucia, nei Caraibi.

Torna la rassegna riservata ai bambini, Pomeriggi animati. Teatro, cinema, e laboratori creativi all’insegna di divertimento, valore formativo e occasione di aggregazione per tutta la famiglia

Domenica in famiglia!

Da sinistra Lazzaretti, Malavasi, Dotti Dondi, Menozzi, Ferrario, Ferrari e Righi

razione - ha commentato Emidia Dotti Dondi - preziosa e fondamentale che rende i centri sociali luoghi di aggregazione per tutta la famiglia”. “Il nostro desiderio - ha ribadito Sergio Malavasi, presidente del Graziosi - è quello di essere vicini alla gente. Lo sforzo integrato dei tre circoli di offrire i propri spazi renderà questa rassegna ancor più capillare, comoda e alla portata di tutte le famiglie”. “In questi momenti difficili - ha proseguito Giulio Lazzaretti, del Guerzoni - l’unità è l’unica forza che abbiamo a disposizione. La nostra speranza è che questo lavoro condiviso con le istituzioni possa divenire la regola. Istituzioni che, da semplici sostenitrici, si trasformano in veri e propri soggetti partecipanti”. Pur con l’Auditorium San Rocco inagibile a causa del sisma, ha aggiunto Sandra Righi, direttore artistico di San Rocco Arte&Cultura, “non abbiamo voluto rinunciare a organizzare la rassegna Teatro che passione!. Speriamo, anzi, che questi spettacoli possano rappresentare uno strumento in più per quel ritorno alla normalità

che tutti ci auguriamo sia il più rapido possibile. Oltre a questo, non volevamo far perdere ai più giovani l’abitudine a frequentare il teatro. Per questo, pur tra grandi difficoltà, abbiamo voluto continuare a proporre eventi di qualità, con compagnie del più alto livello e di comprovata esperienza, suddividendo le due consuete fasce d’età – dai 3 ai 7 e dai 6 ai 12 anni – e proponendo un po’ tutti i generi del teatro per ragazzi: da quello d’attore a quello di figura, passando per quello d’ombre e d’oggetti. Dato il momento particolare, abbiamo anche cercato di andare incontro alle scuole, riproponendo repliche gratuite di tutti gli spettacoli il lunedì mattina, garantendo anche il trasporto”. Il programma di appuntamenti gratuiti, sarà inaugurato domenica 11 novembre, alle 16.30, da La pecora nera – una performance di teatro d’attore e d’oggetti per bambini dai 3 ai 7 anni, messa in scena dalla Compagnia Teatrodistinto di Alessandria – e si concluderà domenica 17 febbraio con uno dei classici per antonomasia, Il gatto con gli stivali,

della Compagnia La Piccionaia I Carrara di Vicenza. Le domeniche saranno quella dell’11 e del 25 novembre, del 2 e 9 dicembre, 13 e 27 gennaio e, per finire, 3 e 17 febbraio. Accanto al cartellone di teatro, sono poi previste altre due rassegne parallele, Cinema che passione! e Laboratori che passione!, curate rispettivamente da Vera Sighinolfi per l’Università Ginzburg e da Emilia Ficarelli, direttrice de Il castello dei ragazzi. I sei pomeriggi dedicati al cinema si svolgeranno, sempre a partire dalle 16: presso il Graziosi di via Sigonio nelle giornate di domenica 2 dicembre e 3 febbraio; al Gorizia in via Cuneo sabato 8 dicembre e domenica 6 gennaio quando, dopo la proiezione di Animals united arriverà, come per magia, la Befana; infine presso il Guerzoni, domenica 20 gennaio e domenica 8 febbraio con Fantastic Mr. Fox e Astro Boy. Ogni domenica ci saranno, oltre alle proiezioni, merende e sorprese per tutti. Al castello dei ragazzi sarà invece attraverso tre laboratori creativi – tutti di sabato, a partire dalle 16 – che i piccoli artisti potranno dare

libero sfogo alla propria fantasia. Sabato 26 gennaio Chiara Armellini aiuterà i giovani a ricostruire i loro animali ‘da sogno’ con timbri di gomma e tempere colorate in Ti faccio a pezzetti. Sabato 9 febbraio si potrà davvero dare ali alla fantasia, creando il proprio drago con ali, pelle, denti e corna. Sabato 23 febbraio, invece, toccherà ai personaggi fantastici, agli eroi che popolano i sogni chiudere il ciclo di Pomeriggi animati, con la creazione di un grande quadro materico a cura della Cooperativa sociale Giravolta. “Le proposte del Castello dei Ragazzi - ha concluso la direttrice Emilia Ficarelli - si collegano per tema e contenuto di volta in volta a film o spettacoli teatrali, in modo da avvicinare i bambini e i ragazzi a diverse forme narrative e differenti linguaggi: teatrale, filmico, letterario e ludico-creativo. In particolare i laboratori permettono di sperimentare nuove tecniche artistiche e di favorire la scoperta di novità librarie e l’incontro con illustratori e animatori capaci di coinvolgere e interagire con i ragazzi”. Jessica Bianchi


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“L’amicizia fra due persone di sesso diverso o non è nulla o è amore”. Alphonse Karr appuntamenti

Teatro CARPI

9 novembre - ore 21 Stagione Teatrale 2012-2013 Viviana Toniolo, Vittorio Viviani Oh Dio mio! Di Anat Gov Regia di Nicola Pistoia Teatro Edeen

Appuntamento con L’Artigiano in Fiera dall’1 al 9 dicembre a Fieramilano. Un’occasione straordinaria per una gita fuori porta e per i vostri regali di Natale

Un viaggio tra le culture di 110 Paesi del mondo

Mostre 11 novembre - 13 gennaio Primo Levi - I giorni e le opere Mostra documentaria a 25 anni dalla scomparsa Sala dei Nomi Museo Monumento al Deportato

Fino al 30 novembre L’umorismo ai tuoi piedi Personale di Andrea Righi O&A Centro Affari Fino al 9 dicembre A silent dialogue Mostra di Amalia Mora e Daniela Tieni Curata da Francesca Pergreffi e Filippo Bergonzini Galleria Spazio Meme Fino al 6 gennaio Cose di donne Sala Cervi

Eventi CARPI 9 novembre - ore 22.30 Massimo Zamboni Kalinka Arci Club 10 novembre - ore 22.30 Giacomo Fusari A seguire Dj Carlos Kalinka Arci Club 9 - 11 novembre Cioccolato in piazza Artigiani e cioccolatieri provenienti da tutta Italia invaderanno la città e presenteranno le loro opere più golose: dalle famose praline alle tradizionali tavolette, dal cioccolato fuso alla cioccolata calda, crepes alla nutella si alterneranno al torrone al cioccolato e tanto altro ancora... Inoltre, proposte vere e proprie sculture di cioccolato realizzate direttamente dai maestri artigiani presenti in

manifestazione Piazzale Re Astolfo 10 novembre - ore 10 Mamma mangio anch’io! Quando, perché, cosa e come: tutto ciò che deve sapere una mamma sull’introduzione di alimenti diversi dal latte Con Margherita Guidetti, ricercatrice di psicologia sociale e mamma Casa del Volontariato 10 novembre - ore 20.30 Festa di San Martino Teatro Ariston

CARPI

Fino all’11 novembre Immagini per ricostruire Mostra mercato fotografica i cui proventi saranno destinati alla ricostruzione del Teatro Comunale di Carpi Ex Sinagoga

appuntamenti

10 e 17 novembre - ore 21/24 Dove Carpi gioca Settimana del gioco di società Castello dei Ragazzi e Spazio Giovani Mac’è organizzano due serate per ritrovare il piacere di stare insieme alla scoperta del variegato mondo dei giochi di società Programma Sabato 10 novembre Castello dei Ragazzi Ludoteca La ludoteca propone una elezione di giochi di società, dai più classici ai meno noti, con particolare attenzione ai più originali, curiosi eì divertenti. Ogni gioco sarà proposto da un animatore Per bambini, ragazzi e famiglie Sabato 17 novembre Spazio Giovani Mac’è Una serata all’insegna del gioco e della creatività per far sorridere la nostra città. Grandi e piccini potranno sfidarsi allegramente nell’accogliente contesto dello Spazio Giovani Mac’é!

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onto alla rovescia per la diciassettesima edizione di AF – L’Artigiano in Fiera, mostra-mercato dedicata all’artigianato di qualità, in programma dall’1 al 9 dicembre a Fieramilano. La manifestazione, organizzata da Ge.Fi. - Gestione Fiere SpA e promossa insieme a CNA, CLAAI, Casartigiani e Confartigianato, radunerà quest’anno più di 2.900 espositori, in rappresentanza di 110 Paesi, distribuiti su 150.000 metri quadri. Ancora una volta il meglio dell’artigianato mondiale sarà protagonista assoluto per nove giorni, all’interno di uno spazio espositivo organizzato in tre aree geografiche (Italia, Europa e Paesi del Mondo), ognuna suddivisa in settori dedicati alle diverse regioni, nazioni, continenti. Presenti anche 51 ristoranti tipici, italiani e internazionali, e 4 aree di degustazione con specialità enogastronomiche di tutto il mondo. “Tradizione, innovazione, originalità sono tre parole d’ordine che accomunano i prodotti artigianali – afferma Antonio Intiglietta, presidente Ge.Fi. SpA - espressione creativa di una cultura del lavoro che appartiene alla storia del territorio e del popolo di provenienza. La nostra fiera, visitata lo scorso anno da più di tre milioni di persone, rappresenta un momento d’incontro unico tra chi produce e chi compra. L’Artigiano in Fiera non è solo una fiera, ma un villaggio mondiale dove si compra, si degustano cibi, si respirano profumi, si ascoltano storie, si toccano con mano i prodotti, ci si lascia affascinare dalle tradizioni”. Tra le aree tematiche dell’edizione 2012 di AF – L’Artigiano in Fiera si segnalano: AF - Abitare la Casa, interamente dedicata all’arredamento artigianale su misura e di qualità, AF - Moda,

11 novembre - ore 15.30 Ho spesso vertigini e temo di cadere Problemi dell’equilibrio, come affrontarli e gestirli con l’età che avanza Relatore: Dottor Giorgio Guidetti Centro Giliberti

con il meglio della sartoria artigianale, AF - Giovani e Design, per scoprire le produzioni dei talenti emergenti, AF - Passione Creativa, regno dell’hobbistica e delle arti manuali. Novità assoluta: AF - Festival del Cake Design, per incontrare gli artigiani della pasticceria e scoprire le tecniche

per realizzare dolci artistici. Anche quest’anno sono disponibili l’applicazione gratuita iAF, per iPhone e iPad, e il sito mobile.artigianoinfiera.it per gli altri smartphone, attraverso cui individuare espositori e aree d’interesse. Artigiano in Fiera sarà aperto dalle 10 alle 22.30 il sabato e nei giorni festivi (1-2-7-8 e 9 dicembre) e per quest’anno, con lo stesso orario, anche giovedì 6 dicembre. Apertura dalle 15 alle 22.30 lunedì 3, martedì 4 e mercoledì 5 dicembre. Tutte le informazioni sulla manifestazione sono sul sito www.artigianoinfiera.it L’ingresso è gratuito.

11 novembre - ore 9/19 Giornata Mondiale del Diabete E’ possibile effettuare gratuitamente esami di screening glicemico e pressorio. Iniziativa che rientra fra gli scopi statutari primari dell’Associazione Adica che si propone di fare vera prevenzione con l’informazione e la formazione sul diabete dichiarata e ormai riconosciuta “patologia sociale cronica” in continuo aumento A cura di Adica, in collaborazione con Croce Rossa Italiana Piazza Martiri


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a sofferenza e la capacità di reazione, la distruzione e la rinascita. E’ un racconto appassionato di una terra e di una comunità colpite dal terremoto ma determinata a ricominciare quello che emerge da Magnitudo Emilia, un volume promosso dal Consorzio Banche Popolari, con il patrocinio della Provincia di Modena. Servirà anche per raccogliere fondi per la ricostruzione. Il volume, interamente realizzato da modenesi, nasce dall’iniziativa dei due autori, il fotografo Luigi Ottani e la giornalista Annalisa Vandelli dall’agenzia di comunicazione Labirinto e dall’editore Artestampa, che hanno condiviso il progetto di solidarietà e visto nel materiale, fotografico e testuale, la possibilità di creare un libro con un valore artistico e un taglio diverso dalla semplice documentazione di reportage. Magnitudo Emilia è un volume fotografico corredato da scritti originali in vario stile che, attraverso le immagini di Ottani e altrettante “immagini” costituite dai testi diAnnalisa Vandelli, racconta le ferite provocate dal sisma nella bassa modenese per fissare quei tragici momenti. Il volume - 160 pagine più copertina, formato 24x30 cm, 85 fotografie in bianco e nero e 46 testi originali - sarà disponibile nelle principali librerie dell’Emilia Romagna dal mese di novembre e può essere acquistato on-line dal sito dell’editore www.edizioniartestampa.

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Magnitudo Emilia è il volume promosso dal Consorzio Banche Popolari, con il patrocinio della Provincia di Modena, che servirà anche per raccogliere fondi per la ricostruzione

Sguardo d’autore sul sima

com o tramite tutte le librerie on-line della rete, da Ibs a Amazon, al prezzo di 23 euro comprensivi della quota che sarà devoluta a scopo benefico. Nelle 85 immagini selezionate, il fotografo formiginese Luigi Ottani racconta in bianconero a forti contrasti le

geometrie spezzate dei paesi colpiti dal sisma. I racconti sono diAnnalisa Vandelli, inviata del ministero degliAffari Esteri e della Cooperazione Italiana in Africa, Medio Oriente, Sudamerica. “Dalle macerie – scrive nella prefazione Francesco Genitoni - ha tirato

fuori testi brevi ma densi e ossigenati nei quali ridà anima alla storia dei paesi feriti, alle attività umane e ai loro prodotti, alle cose e, naturalmente, all’infinita varietà degli uomini. Il terremoto assieme alle forze oscure della terra ha messo in libertà le potenzialità più luminose del sottosuolo umano: umiltà e forza ideale individuale e collettiva, cultura e fede, memoria e volontà. Collanti che possono rimettere insieme tutte le cose, specchi compresi, e trasformare gli anni non in sette di disgrazie ma in “sette volte sette” di rinnovate opportunità”. La collaborazione delle banche coordinate dal Consorzio Banche Popolari ha consentito di creare un progetto di solidarietà più ampio, mettendo a disposizione un conto corrente gratuito dove verranno versati 2 euro per ogni libro venduto a privati e aziende. Lo stesso conto corrente sarà

al Basso nella Bassa è la mostra fotografica dedicata all’emergenza terremoto inaugurata alla Tenda di viale Molza (a Modena). Si apre con un racconto fotografico di Giuseppe Gottardi la programmazione del mese che la struttura gestita dall’assessorato alle Politiche giovanili del Comune dedica ai diritti. La mostra curata da Don’t Be Blind è il racconto di come un campo autogestito possa essere più di un punto di rifugio e di raccolta: a Mirandola sono i bisogni a essersi incontrati, primo fra tutti quello di ricreare socialità in un momento di crisi. Gottardi ha catturato momenti di quotidianità, si è immerso nella collettività evitando, con cura, le pose. Il progetto Dal Basso nella Bassa nasce immediatamente dopo il sisma per dare un aiuto concreto alle popolazioni della bassa modenese colpite dal terremoto. L’obiettivo del Collettivo

Inaugurata alla Tenda di Modena la mostra Dal Basso nella Bassa che racconta la vita nel campo autogestito di via Confalonieri a Mirandola

siste una tragedia inaudita, rimossa dai libri di storia, consumata fino a qualche giorno fa a pochi chilometri dalle nostre case. Alla fine della seconda guerra mondiale, migliaia di soldati e civili italiani rimangono intrappolati in Albania con l’avvento del regime dittatoriale, costretti a vivere in un clima di terrore e oggetto di periodiche e violente persecuzioni. Con l’accusa di attività sovversiva ai danni del regime la maggior parte viene condannata e poi rimpatriata in Italia. Donne e bambini vengono trattenuti e internati in campi di prigionia per la sola colpa di essere mogli e figli di italiani. Vivono in alloggi circondati da filo spinato, controllati dalla polizia segreta del regime, sottoposti a interrogatori, appelli quotidiani, lavori forzati e torture. In quei campi di prigionia rimangono quarant’anni, dimenticati. Come il “nostro” che vi nasce nel 1951 e vive quarant’anni nel mito del padre e dell’Italia che raggiunge nel 1991 a seguito della caduta del regime. Riconosciuti come profughi dallo Stato italiano, arrivano nel Belpaese in 365, convinti di essere accolti come eroi, ma paradossalmente condannati a essere italiani in Albania e albanesi in Italia. Ispirato a storie vere. Info e prenotazioni: 3476511439.

Sabato e domenica 8 e 9 dicembre, alle ore 21, al Teatro Tempio di Modena arriva lo spettacolo di Saverio La Ruina, nell’allestimento del carpigiano Davide Bulgarelli

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Scatti di vita quotidiana in una tendopoli autogestita

Autonomo, che cura il progetto, è gestire la situazione di concerto con la popolazione locale, considerando le vittime prima come persone che come sfollati. L’attenzione del Collettivo si è concentrata sulla tendopoli spontanea nata nel parco di via Confalonieri: condizioni di vita precarie, necessità di tende, gazebo, fornelli per cucinare e bagni chimici in attesa di quelli della Protezione Civile. Il Collettivo vi crea un magazzino, come un punto di raccolta facilmente raggiungibile, sviluppa una rete di contatti con diversi paesi in cui distribuire materiali di prima necessità e organizza attività ludiche e di socialità. Le foto della mostra sono in vendita e il ricavato sarà devoluto all’associazione no profit Comitato Popolare Mirandolese.

Italianesi

Interpreti: Monica Amaduzzi, Elisa Belli, Bianca Bianconi, Adriano Casari, Ivan Figliolo, Raffaele Fusilli, Mina Larocca, Silvia Malavolti, Alessandro Marazzi, Marisa Marsciani, Enrico Solmi. Una produzione di Davide Bulgarelli per Sted Modena

messo a disposizione del pubblico anche per raccogliere ulteriori donazioni volontarie. Per garantire la massima trasparenza sulla destinazione dei fondi raccolti sul sito www.magnitudoemilia.it, dedicato al progetto, sarà visibile e costantemente aggiornato il flusso dei versamenti. La destinazione finale dei fondi raccolti sarà indicata dai volontari della Protezione Civile. Attraverso le banche del territorio, il Consorzio Banche Popolari ha acquistato un quantitativo di copie utile a consentire una prima stampa del volume. “Abbiamo deciso di sostenere il progetto – spiega Fabrizio Togni, presidente del Co.Ba.Po e vice direttore generale della Banca popolare dell’Emilia Romagna – consapevoli del suo alto valore culturale, che si proietta oltre l’emergenza per rinsaldare radici e legami di una realtà duramente provata dal sisma, ma che ha dimostrato volontà e forza per ripartire. Il sistema bancario è ogni giorno a fianco di imprese e famiglie con gli interventi specifici della propria attività, cui si aggiungono iniziative come questa, non meno importanti sul piano sociale”. appuntamenti

12 novembre - ore 20,45 Settimana biblica diocesana Beati quelli che non hanno visto eppure hanno creduto: Fede e visione in Gv.20 Relatore: Don Maurizio Marcheselli, vicepresidente della Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna Parrocchia di S. Agata 15 novembre - ore 16.30 Essere_VOCE Incontri per mamme e papà in attesa per scoprire la bellezza e l’utilità del racconto e della voce prima della nascita Biblioteca Il Falco Magico 15 e 22 novembre - ore 16.30 La solitudine oggi e i suoi vari risvolti Relatori: dottor Giorgio Magnani e dottoressa Serena Forghieri Centro Sociale Graziosi Dal 15 al 18 novembre PalaComieco Torna nelle piazze italiane il PalaComieco, la struttura itinerante ideata da Comieco, il Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, per raccontare a ragazzi e adulti il ciclo del riciclo di carta e cartone e spiegare l’importanza della raccolta differenziata Piazzale Re Astolfo Fino al 23 dicembre - 15/19 La torre dell’Uccelliera Apertura straordianaria il sabato e la domenica Ingresso libero e gratuito Palazzo dei Pio


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In arrivo nelle nostre sale cinematografiche Acciaio del fiorentino Stefano Mordini, tratto dal romanzo omonimo di Silvia Avallone, vincitore del Premio Campiello

Ragazze d’acciaio in cerca di futuro N on capita spesso che il tema del lavoro sia trattato nel cinema italiano, ma alle Giornate degli autori, rassegna collaterale della Mostra del Cinema di Venezia, figurava un titolo decisamente emblematico: Acciaio del fiorentino Stefano Mordini, alla sua seconda regia di un lungometraggio dopo Provincia meccanica del 2005. Occorre dire che il soggetto come è intuibile dal titolo, non è originale, ma tratto dal romanzo omonimo di Silvia Avallone, vincitore del Premio Campiello come opera prima e finalista allo Strega. La scrittrice ha collaborato alla preparazione del film e ne ha apprezzato il risultato. Così racconta l’autore: “per scrivere il film siamo stati a Piombino per fare un lavoro di verifica in loco. Silvia è stata con noi, ci ha fatto da guida. Poi dopo aver discusso insieme dei contenuti del film si è defilata affidandosi alle nostre scelte rispetto a un ruolo che sapeva non essere il suo”. Il film mantiene fede al racconto e allo spirito dell’opera letteraria, pur trasportandola ai giorni nostri anziché a quel 2001 segnato dal crollo delle torri gemelle. Dalle pagine allo schermo, troviamo due ra-

gazze quattordicenni, Anna e Francesca, interpretate rispettivamente da Matilde Giannini e Anna Bellezza. La loro grande amicizia si dipana in quel territorio incerto tra una città fatta di scuola, genitori, conflitti e amori, nel momento di passaggio tra la scuola media e le superiori. Abitano nel quartiere più popolare, quello costruito per gli operai dell’acciaieria, che lottano per non perdere un lavoro duro e pericoloso, ma che rimane pur sempre ancora di salvezza e sostegno di una vita. Tra loro Alessio, interpretato da Michele Riondino, fratello di Anna, dallo spirito particolarmente combattivo anche nei confronti della fidanzata (Vittoria Puccini) una coetanea che, ritornata dopo gli studi fatti altrove, trova occupazione nell’acciaieria ma come dirigente. Uno sfondo fatto di anonimi casermoni ingrigiti dal tempo e dal fumo mostra impietoso famiglie disgregate, adolescenti ribelli ma ormai privi di quella coscienza di classe che ha caratterizzato le generazioni operaie dei padri e dei fratelli maggiori. Giovanissimi in cerca disperata di se stessi e di un futuro meno opaco. E allora irrompe l’illusione: lontana, all’apparenza irrag-

Domenica 11 novembre alle 20,30 per la Rassegna Prima all’Ariston, al Cinema di San Marino proiezione del film Il pescatore di sogni, per la regia di Lasse Hallstrom

Risveglio alla vita

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lfred Jones è uno scienziato introverso occupato presso il Ministero della Pesca e dell’Agricoltura. Vessato da un superiore ottuso e da una moglie algida e in carriera, il dottor Jones riceve una mail e una curiosa proposta: introdurre la pesca al salmone nello Yemen. Contattato da Harriet ChetwodeTalbot, funzionario commerciale che gestisce ricchezze e interessi di uno sceicco yemenita col vizio della canna e della fede, Jones scoraggia il progetto e declina il lavoro. L’intervento aggressivo e autoritario di Patricia Maxwell, portavoce del primo Ministro britannico, determinato a ‘pescare’ good news nel marasma mediorientale, costringerà Jones ad accettare suo malgrado. Contagiato molto presto dalla visionarietà dello sceicco e dalla grazia di Harriet, il ragionevole esperto in scienze ittiche risalirà fiume e corrente per trovare finalmente il vero amore e un’acqua più dolce in cui bagnarsi. Trasposizione del romanzo Pesca al salmone nello Yemen, Il pescatore di sogni è una commedia romantica in trasferta esotica. Affrontando le complicazioni ambientali di cinquantamila salmoni dislocati fuori dalle acque e dalla loro area di comfort, Jones imparerà a risolversi, (ri)scoprendo la propria natura e (ri)trovando il proprio ‘torrente natio’. La dinamica di questa conoscenza è allora il vero soggetto de Il pescatore di sogni, ritratto di (ri)formazione personale e di risveglio alla vita, sospeso tra sentimento, sentimentalismo e satira politica. A incarnare il buon scienziato, impensierito da dighe e popolamento ittico, c’è Ewan McGregor.

giungibile, appena di là dal mare, l’Isola d’Elba, piena di turisti e priva di problemi. Indubbiamente, per loro, il luogo del sogno, della fuga dalla quotidianità, dalla povertà, da quelle famiglie disgregate con padri maneschi, violenti o prigionieri del gioco d’azzardo. E’ il

racconto di un’estate o forse dell’estate per eccellenza, quella pausa sospesa che segna il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, fatta di legami profondi, intimità anche sessuali e conflitti duri da affrontare. Vite che scorrono parallele ma anche sempre più lontane fra loro.

Domenica 11 novembre alle 15, al Cinema di San Marino proiezione del film di animazione, Seafood - Un pesce fuor d’acqua

Una favola ecologica

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elle profondità marine, due pescatori di frodo si appropriano di alcune uova di squalo bambù alla cui specie appartiene anche Pup. Dopo aver assistito impotente al rapimento, l’indomito pesciolino decide di mettersi alla ricerca dei suoi potenziali fratellini per salvarli dalle grinfie degli spietati bracconieri, benché siano ormai sulla terraferma. Ad aiutarlo in quell’universo sconosciuto arriveranno più tardi il grande squalo pinna bianca Julius e altri abitanti degli abissi all’interno di uno strano trabiccolo escogitato dal polpo inventore Octo. Anche un gruppetto di polli e un granchio del cocco faranno la loro parte. A differenziare questa pellicola, a renderla adatta anche a un pubblico di non soli bambini, ci sono alcuni elementi di solito assenti dai grossi titoli del genere: a titolo di esempio si pensi all’ambiguità di molti personaggi oppure al taglio forte delle sequenze più drammatiche (tra cui la cattura di Julius sulla barca oppure i dettagli delle pinne tagliate in bella mostra). Anche il forte messaggio ecologico sotteso alle vicende raccontate si muove, in realtà, su due diversi fronti, l’uno interno e l’altro esterno alle acque. Se, sulla terraferma, Pup e soci devono vedersela con uomini dediti alla pesca di frodo, intanto, negli abissi, ci sono oscure creature marine decise ad invadere il paradiso della barriera corallina, lasciata libera dall’assenza degli squali; opportunamente i pesci cattivi, guidati da una murena dagli occhi di fuoco, sono tutt’uno con l’oscuro di un oceano in cui la sporcizia (dovuta a spaventose fabbriche che scaricano in acqua i materiali di scarto) rischia di cambiare per sempre il volto di un paesaggio straordinario.

Mordini padroneggia la materia con molta sensibilità, adattare un romanzo è operazione complessa e la realtà che la cronaca ci pone di fronte carica di ulteriore responsabilità. Commenta l’autore: “l’acciaieria, se ne parla molto in questi giorni, ma a Piombino la realtà è

molto diversa da quella di Taranto… ovvio che una fabbrica di quel genere abbia comunque un impatto sul territorio”. Il regista spiega di aver “ristretto il campo a un quartiere e alla fabbrica, quesi eliminando il resto della città.. in fondo la vita dei personaggi è scandita da quei ritmi, i percorsi, i turni. Girando poi nello stabilimento, la maggiore difficoltà è stata avere a che fare col terribile fumo di fondo, e con la polvere che non ti abbandona mai” perché “il ciclo continuo dell’acciaio è metafora del ciclo della vita”. Conseguentemente il film disegna un affresco realistico che conferma le intenzioni progettuali, grazie anche agli aspetti formali, fotografia e colonna sonora. Particolarmente efficaci le protagoniste, anche loro acciaio purissimo, due giovanissime ragazze, classe 1995, che, selezionate dopo una lunga ricerca davanti alle scuole e lungo la costa, sono risultate casualmente entrambe proprio di Piombino. La sceneggiatura e la recitazione restituiscono con rigore ed essenzialità la difficoltà del crescere, la voglia di cambiare, di buttarsi allo sbaraglio, di giocare con la vita. Ivan Andreoli

Mercoledì 14 novembre, alle 15, al Corso, proiezione del film Miracolo a le Havre, di Aki Kaurismaki. Commento di Roberto Chiesi e Federico Baracchi

Pomeriggio al cinema

I

l lustrascarpe Marcel Marx vive a Le Havre tra la casa che divide con la moglie Arletty e la cagnolina Laika, il bar del quartiere e la stazione dei treni, dove esercita di preferenza il proprio lavoro. Il caso lo mette di fronte a due novità di segno opposto: la scoperta che Arletty è malata gravemente e l’incontro con Idrissa, un ragazzino immigrato dall’Africa, approdato in Francia in un container e sfuggito alla polizia. Con l’aiuto dei vicini di casa - la fornaia, il fruttivendolo, la barista - e la pazienza di un detective sospettoso ma non inflessibile, Marcel si prodiga per aiutare Idrissa a passare la Manica e raggiungere la madre in Inghilterra. Un cast di attori franco-finlandesi, con le facce e le fogge da polar melvilliano, interagiscono in quel di Le Havre in un quartiere dove ancora “buongiorno vuol davvero dire buongiorno”, per usare - assolutamente non a caso - una frase di Miracolo a Milano di De Sica e Zavattini. Eppure, la battuta più bella ed emblematica del film è proprio: “restano i miracoli”, dice il dottore, “non nel mio quartiere”, chiosa Arletty. E’ tutto qui il miracoloso nodo di poesia e disincanto, ottimismo e amarezza di cui è fatto Le Havre, uno dei migliori Kaurismaki. Il finale si preoccuperà poi di illuminare il concetto, con uno splendido e improbabile ciliegio in fiore: un altro mondo è possibile o ci vorrebbe davvero un miracolo perché una storia come quella di Idrissa accadesse nella realtà? Entrambe le cose, sembra dire il regista: il cancro che affligge il nostro modo di vivere e di agire è a un livello più che mai avanzato, ma “restano i miracoli”.


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educi dall’Uragano Sandy e dalle nuove elezioni, i newyorkesi si apprestano a tornare alla normalità. I lavoratori della Grande Mela hanno varie consuetudini, una fra tutte il rapporto con il cibo che, dopo essere stato a lungo tormentato, sembra aver trovato una nuova fase di serenità. Sono passati ben otto anni da quando il docu-film Super Size Me mise a nudo le scorrette abitudini alimentari legate alla cultura dei Fast Food (in particolare riguardanti le catena McDonald’s), che ovviamente sono ancora presenti. Nella trendy New York però, tutto questo cibo spazzatura sembra essere  passato in secondo piano, soppiantato, almeno in apparenza, dalla moda del “salutismo”. Le parole salute e organico sono le vere protagoniste, stampate su insegne ed etichette dei supermercati o dei ristoranti che, ovviamente, si professano green e biologici. Anche l’aggettivo italiano è indice di qualità e ognuno cerca di accaparrarsi questa denominazione. La sempre crescente generazione di Hipster, nuova ondata di hippie, freak che professano una vita sostenibile e a basso impatto ambientale, aiuta a sdoganare e a sostenere questo nuovo modo di vivere. Così, alcuni supermercati come Whole Food o Trader’s Joe, vengono presi d’assalto quotidianamente, grazie anche

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Lady Marty in the City New Yorkers ? Nuove e vecchie manie

ad alcuni servizi davvero utili, specialmente per i lavoratori con poco tempo da dedicare alla cucina. Generi alimentari già pronti per essere consumati. E’possibile comporsi direttamente il piatto, evitando lo spreco di cibo. Una volta consumato il pasto, il piatto viene lavato e riposto nuovamente all’interno del supermercato.

La pausa pranzo diviene un vero e proprio mezzo di socializzazione, un momento di piacere e condivisione, specialmente perché, all’interno della città, molti spazi pubblici sono

dedicati a questo momento della giornata. Parchi, piazze o piccoli spazi di residuo nel tessuto urbano, provvisti di panchine munite di prese elettriche. Si tratta di luoghi attrezzati a dovere, dove consumare la propria pausa pranzo o dei break più o meno veloci. Altro aspetto che contraddistingue il lavoratore medio della città di NY è l’educazione alla fila. Sono in grado di attendere in modo ordinato davanti a qualsiasi situazione! Si attende uno dietro l’altro davanti al su-

permercato chiuso, davanti all’ascensore in arrivo e pure per uscire dalla metropolitana. Non è tutto oro quel che luccica però… dietro alla dinamicità di questa città infatti, si nasconde il rovescio della medaglia. Non tutti i lavoratori riescono a sostenere, senza su-

birne i danni, ritmi e standard prestazionali molto elevati. Per sostenere queste persone sono nati dei call center gratuiti; il più famoso è LiFeNet, che riceve in media cento telefonate al giorno (dato decisamente allarmante) da persone con problemi legati all’ansia e spesso correlati all’abuso di sostanze stupefacenti o tentativi di suicidio. La tendenza sembra essere quella di vivere in modo troppo “maniacale” ciò che la vita propone, dal cibo al lavoro. L’aspetto positivo è però la tendenza ad aiutare e a preoccuparsi del prossimo. Passando per situazioni estreme e fuori dal comune, esiste, ad esempio, un servizio che è possibile trovare lungo le strade e che, alla modica cifra di 25 dollari, “vende consigli”: nessuno con cui parlare? Chiedi a loro, ti daranno la risposta. Tralasciando questi esempi (di dubbia credibilità), è sempre piacevole, invece, assistere alle lunghe conversazioni che alcuni lavoratori newyorkesi tengono con gli homeless, lungo il ciglio della strada. Sembrano amici di vecchia data… eppure si stanno solo scambiando opinioni; forse trovandosi a condividere più in quel momento che in altri della giornata! Davanti a queste situazioni è proprio il caso di dire: Well done New York! Martina Guandalini


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Calcio – Il Carpi esce più ricco dal turno di riposo. Lunedì una prima storica: arriva il Treviso, in notturna

Campionato ai raggi X

I biancorossi meritano il secondo posto, sembrano i meno imperfetti tra i terrestri. Sorpresa nella classifica del pubblico: il Cabassi è da corsa.

L

a decima arricchisce il Carpi, che guadagna una giornata sulle concorrenti playoff rimanendo a guardare. Sono avvenute molte cose importanti. Praticamente, solo conferme. E proprio per questo, non hanno spostato niente. Quasi a dirci, una volta in più, che l’equilibrio di questo campionato è talmente scheletrico da non ammettere movimenti. LECCE - Il Portogruaro ha perso l’imbattibilità al “Via del Mare”, pur avendo provato a comandare il gioco. Il Lecce sta dimostrando di saper vincere tutti i tipi di partite: di goleada e di misura; in agilità, però anche dentro la sofferenza; palleggiando, ma pure in contropiede. Ha segnato più di chiunque: un terzo dei gol (21) con il capocannoniere (Foti, 7), il resto con tutti i migliori. Soprattutto ha incassato pochissimo in trasferta (4), si è distratta solo a Como. Oltre ad essere una corazzata, è anche una grande organizzazione. Va detto che finora è stata più temuta che aggredita. Quando costretta in so-

praritmo, ha mostrato qualche breccia a centrocampo. Ma fin qui è stata spietata: ha lasciato 1 solo punto alle 9 avversarie incontrate. Insomma, è davvero un torneo a 16+1, in cui ogni domenica si fermano due squadre: chi riposa, e chi l’affronta. LE ALTRE - Altrove, non si registra continuità. Torna a vincere il Trapani, dopo ben 35 giorni. Rallenta il Sudtirol, con il secondo pari consecutivo che affonda la Reggiana in piena zona playout. Zauli resiste, ma la sua panchina è sospesa sulla coda di una lepre. Il sostituto pare già eletto, e risponderebbe al nome dell’ultima grande leggenda biancorossa: Stefano Sottili. Finisce senza vincitori, nè gol, né svolte il derby tra due lombarde in crescente difficoltà: Como e Cremonese. I lariani giocano probabilmente il calcio più gradevole, che nasce dal miglior playmaker giovane della categoria: Luca Tremolada, classe ’91, scuola Inter. Il suo sinistro euclideo asseconda gli inserimenti di molti buoni percussionisti (Giampà,

Cia, Verachi, Lisi). Ma resta inespresso se non passa per le stoccate di Donnarumma, che digiuna da 4 turni. La Cremonese non segna da tre partite, in trasferta fatica tremendamente. Continua ad accumulare infortuni, squalifiche, pareggi e ritardo. Scienza eredita molta confusione dalla gestione Brevi. Non ha ancora un sistema di gioco che consenta a Buchel di liberarsi in trequarti, e a

Lenoci e Marotta di coesistere correttamente. Prosegue l’involuzione dell’Entella che riacciuffa il Lumezzane per i capelli. Sconta la batosta di Lecce, che ha generato contraccolpi e riflessioni. Da allora: 3 pareggi e 2 reti all’attivo, contro le 17 realizzate in precedenza. Cioè: una trasformazione nettamente al ribasso. Ma non meno che necessaria: è la penultima difesa del campionato, subisce un gol

REGIONALI – Correggese di nuovo al comando Eccellenza. La Correggese esce bene dal doppio impegno, e torna in testa. Nel big-match infrasettimanale con la nobile decaduta Lupa Piacenza dell’ex biancorosso Franzese, i ragazzi di Salmi conquistano un pari importantissimo (2-2). Segnano Pecorari e Napoli, che poi si ripete a Bibbiano (2-0) firmando la doppietta decisiva. Il Lentigione crolla due volte. Torna forte il Fiorenzuola e risale il Rolo, capolista virtuale con una gara in meno. Campionato aperto, bello e intrigante: ora nei primi posti sgomitano sei squadre in cinque punti. Promozione. Guarisce la Solierese. Nannini si ristabilizza a comando della truppa, legittimato dalla franca conferma del presidente Neri, e da due risultati utili che scacciano i fantasmi della crisi. I gialloblu piegano il Fiorano di mister Zanotti, ex di turno (3-1: reti di Azzouzi, Lusvardi e Troncone); tre giorni dopo, fermano la S.Michelese, terza forza del torneo (1-1). Si sblocca finalmente Pannullo.

Lecce° 25 Carpi 17 Virtus Entella* 16 Sudtirol 15 Portogruaro 14 Trapani 14 Como (-1) 13 Pavia* 13 Cremonese* (-1) 12 Lumezzane° 11 Feralpisalò 11 San Marino 10 Reggiana 9 Cuneo* 9 Tritium 4 Treviso* (-1) 1 Albinoleffe (-10) 0 * una gara in più. ° Lumezzane-Lecce verrà recuperata il 14/11

prossimo turno Domenica 11/11/2012, ore 14.30, 11a giornata. Como-Trapani; Lumezzane-Cuneo; Pavia-Lecce; Portogruaro-Virtus Entella; San Marino-Reggiana; Sudtirol-Feralpisalò; Tritium-Albinoleffe. POSTICIPO: Lunedì 12/11/2012, ore 20.45, diretta Rai Sport 1: Carpi-Treviso.

PROVINCIALI – Si riscattano S.Marino, Carpine e United Seconda. E’ ormai irreversibile la crisi della Fossolese, che capitola anche nella settimana delle ultime verità. I blues perdono entrambe le sfide con Novese e Virtus e restano solissimi in coda, staccati di 5 lunghezze dalle penultime. Viceversa, al vertice gli aquilotti tengono la scia della lepre Rosselli, grazie ai gol di Martinelli e Barletta che valgono il successo sul S.Prospero e il derby del “Frignani”. La Cabassi corregge la classifica strappando due pareggi a Manzolino (1-1, Forti) e 4Ville (0-0). Nel girone reggiano, risorge il S.Marino, che espugna Mandrio e poi batte anche il Tricolore. Sempre decisivo il solito Pederielli. Terza. Frena bruscamente il Limidi, tradito dalla difesa e fagocitato a centroclassifica: solo un punto e ben 7 gol al passivo in due gare nelle due gare con Campogalliano (2-3) e Invicta (4-4). Bilancio identico per la Cortilese, che sinora ha vinto solo una volta ed è ormai molto lontana dai quartieri alti. Si rilanciano, invece, Carpine e United, dopo il bel derby d’Ognissanti terminato senza vincitori né vinti: 1-1 (Molesini e Sabbadini). Nella domenica del riscatto, le “furie rosse” di Bacchelli schiantano il Castelnovo (3-0), trascinati da un Lombardo in stato di grazia; mentre i Tarlombani-boys regolano la Gualtierese con un gol di Gavioli allo scadere (2-1).

classifica

* I dati sono aggiornati alla DECIMA giornata di campionato e si riferiscono alla somma abbonati+paganti nelle sole gare interne. Fonte: www.stadiapostcards.com ° Calcolata la differenza tra il dato attuale e quello conclusivo della scorsa stagione

A

ll’intergiro di metà andata, abbozziamo una prima ricognizione sui numeri del tifo. Anche qui, il Carpi corre per i playoff. Proponiamo due classifiche: una assoluta, con le medie abbonati+paganti aggiornate al decimo turno; e una relativa al differenziale con la stagione 2011/2012. Nella prima, il Cabassi risulta il sesto stadio del campionato. Certamente staccato rispetto ai due catini bollenti del Sud. Ma nemmeno troppo dalla grande provincia che ha un passato recente in A (Cremona, Reggio Emilia e Como). Addirittura, sopravanza il Tenni di Treviso, neo-promosso. Ed è altresì primo per “attività”, cioè per numero di spettatori guadagnati rispetto alla passata stagione. Conta oltre 600 unità nuove, quasi il doppio. Regge il confronto solo il Paschiero di Cuneo, sull’onda entusiasta della doppia scalata D-C1. Il dato è una misura pesante di quanto effettivamente sia costato l’esilio a Reggio Emilia. In tempi di massiccio abbandono degli stadi, è di enorme orgoglio. Tanto più, se si considera che il pubblico di Carpi deve rinunciare per ragioni burocratiche ai Distinti: il più capiente, pratico e popolare dei sei settori previsti. E che l’umore dell’ambiente è viziato dalla delusione del Braglia. Si noti il fenomeno uguale e opposto: il Trapani condivide il medesimo destino di una finale buttata via, e sta smarrendo oltre 1000 appassionati ogni domenica. Va infine sottolineata un’altra componente statistica: le graduatorie sono dopate dall’ “effetto Lecce”. Che, da un lato, è stato abbandonato dal 40% del popolo che la seguiva nella massima serie; ma dall’altro, è l’unica squadra significativamente accompagnata in trasferta. Del “bonus salentino” hanno già usufruito Como (2528 i paganti per l’occasione), Cuneo (2480), Trapani (3714) e Treviso (1687), i cui numeri sono perciò destinati a normalizzarsi verso il basso. Al Cabassi, la capolista arriverà il 16/12. E qualcuno ne avverte già la febbre. C’è curiosità anche per la gara di lunedì, prima storica in notturna. Un’altra bella occasione per confermare il nuovo profilo del vecchio Cabassi. uno stadio da corsa. E.G.

e mezzo a gara. Non può rimanere a lungo in alto senza correggersi. Però, non ha grandi mediani in grado di reggere tre attaccanti poco collaborativi (Rosso, Guerra e Vannucchi). Sta perciò disperdendo certezze su tutto il campo nel tentativo di guadagnare un equilibrio difficile. SECONDI - Così, nel campionato “terrestre” solo il Carpi corre intorno alla media inglese. Che, in anni normali, è più che sufficiente per vincere la C1. All’intergiro di metà andata, i biancorossi sono meritocraticamente secondi, pur essendo stati alterni. Talora anche molto pallidi, specialmente lontano dal Cabassi. Hanno perso Lollini, riscoperto da poco Ferretti, non ancora goduto del miglior Arma. Ma, fin qui, sono sembrati i più solidi e i più pratici tra gli imperfetti. Coprono a memoria, ripartono sugli esterni con una velocità che a tutti gli altri è sconosciuta. E hanno margini, stanno per acquistare un modulo di riserva coi rientri di Concas e Papini. Che lunedì sera debutterà in console, al posto di Bianco (squalificato). Dietro, conferma obbligata per il tandem centrale Letizia-Poli. Davanti, staffetta Arma-Ferretti con quest’ultimo favorito per la maglia da titolare. Enrico Gualtieri


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a rispettato le attese la grande sfida fra le Tigri Bianconere e l’Asystel Mc Carnaghi Villa Cortese. Vincono 3-0 le ospiti, ma al termine di una partita giocata in grande equilibrio con Modena che in ogni parziale ha avuto la chance di imporsi. Ha dovuto fare a meno di Harmotto e anche di Tai Aguero coach Cuello. Al posto dell’italocubana, che poco si è allenata in settimana a causa di una botta a un gomito, esordisce in bianconero Natalia Brussa in diagonale con Glass. Spasojevic e Horvath sono le attaccanti di posto quattro, Barazza e Paggi le centrali con Croce libero. Come successo anche nelle scorse gare l’approccio alla gara per Modena è ottimo. Le tigri scendono in campo determinatissime. Glass trova il primo ace della gara per il 3-1, poi l’opposta argentina prende il comando delle operazioni propiziando il primo strappetto con 5 punti sui primi 10 di squadra. A lei si uniscono Horvath, con il secondo ace di giornata, e Folie che spara out due fast consecutivi. E’13-8 per Modena, ma Villa con un time out ritrova la calma e la lucidità necessaria. L’Assicuratrice Milanese, però, si blocca con un paio di errori e si torna in parità sul 14-14. Villa Cortese riesce a mettere anche la testa avanti sul 16-17 con Barun, poi da qui si innesca uno

S

econda trasferta di campionato e seconda battuta d’arresto al tie-break per la Cec, che cede 3-2 alla Foris Index Conselice al termine di una partita “pazza”, ricca di ribaltamenti di fronte e filotti impossibili. Il più eclatante è quello del quinto set, quando la Cec vola dal 5-1 fino al 14-12 ma non sfrutta due match-ball e con un parziale di 0-4 lascia vittoria e 2 punti ai romagnoli. In avvio, Molinari parte con il 6+1 che aveva battuto Monselice nell’ultima uscita e la sua Cec sembra voler ripartire proprio da lì: 2-5 dopo i primi sette palloni, 8-7 Foris Index al primo stop. La

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Ha rispettato le attese la sfida fra le Tigri Bianconere e l’Asystel Mc Carnaghi Villa Cortese. Vincono 3-0 le ospiti, ma al termine di una partita giocata in grande equilibrio con Modena che in ogni parziale ha avuto la chance di imporsi

Tigri battute in casa 3 a 0

spettacolare testa a testa nel finale di set. Barazza sale in cattedra per Modena, Rinieri, subentrata a Spasojevic, trova un attacco importante e sul 22-23 coach Cuello chiama il suo secondo time out per organizzare gli ultimi palloni. Non porta bene, però, questo stop perché due errori di Modena decideranno il set al rientro in campo. Prima Barazza viene murata, poi Rinieri attacca out per il 22-25 finale. Dopo il ko in volata nel primo set, Cuello ripropone il

sestetto che aveva chiuso il parziale con la conferma di Rinieri in luogo di Spasojevic. Modena si porta 3-1 e trova qualche lunghezza di vantaggio anche al time out tecnico sull’8-6. Bene la solita Brussa e Barazza che a muro tocca tutti i palloni possibili. Quando anche Rinieri mette a terra due palloni importanti, l’Assicuratrice Milanese riprova l’allungo arrivando sul 13-9. Villa rientra con il 15-16 firmato dal muro subito da Brussa. E’ di nuovo testa a testa, con Bosetti che fa quasi tutto da sola. Cuello si gioca il primo time out discrezionale sul punteggio di 2021, ma al rientro in campo trova il break Veljkovic con un ace. Sarà un pallone decisivo perché la pressione che sale porta Brussa a subire il muro del 21-24. Chiude poi Viganò con lo stesso punteggio del parziale precedente: 22-25. Per la terza volta nel terzo set partono forte le Tigri Bianconere con la capitana Paggi che sale in cattedra: un muro e due fast per il 7-3 che poi diventa 8-5 al time out tecnico sancito dall’attacco dell’altra centrale bianconera, Ba-

Pallavolo Maschile

Cec, assurdo 3 - 2 a Conselice seconda sosta vede Carpi avanti di un’incollatura (14-16) ma Conselice pareggia subito e sorpassa sul 18-17. Si arriva in volata con i romagnoli avanti di un punto e nel finale decide l’errore in ricezione di De Marco sul servizio di Tosi che vale il 25-23 ai padroni di casa. La Cec non si perde d’animo e riparte 1-5, ma al tim-out tecnico è ancora Conselice 8-7. La Foris Index scappa 11-8 e 16-13 al secondo stop obbligato, e quando allunga fino al

21-16 i giochi sembrano chiusi; Molinari getta nella mischia Raimondi per De Marco e Zaghi per Rau e Carpi rimonta, arrivando in un sol boccone al 21-22 grazie a Lirutti, Lancellotti, Bigarelli e due ace di Astolfi. Sul 22-23 l’opposto di casa Egidi sbaglia e allora tocca a Lancellotti murare Bertacca per l’1-1 (22-25). Una rimonta che ha dell’incredibile, una fiammata a cui Carpi non riesce però a dare continuità nel terzo set: ancora 8-7 e 16-

Al via la stagione di gare a Fusignano per quindici ginnaste allenate da Federica Gariboldi

Esordio vincente della Ritmica Giardino

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omenica 4 novembre si è svolta a Fusignano la Prova Regionale del Torneo Principianti, facente parte del Calendario F.G.I. per la sezione Ginnastica per Tutti (GpT). La Ritmica Giardino, dell’istruttrice Federica Gariboldi, si è presentata con ben 15 ginnaste: hanno esordito alcune new entry e atlete al loro solo secondo anno di attività. La gara prevedeva la presentazione di tre diverse progressioni ai tre attrezzi (Fune – Cerchio – Palla), la

classifica assoluta (data dalla somma dei punteggi delle tre progressioni presentate) per la categoria di 1^ fascia ha visto primeggiare Elisabeth Bianco mentre al terzo posto si è piazzata Elena Fulgeri. Per la categoria delle più piccole Giovani un buon secondo posto se lo è aggiudicato Eleonora Barasso, terzo posto per Alexandra Naclerio. Buona la prestazione di tutte le altre ginnaste che si sono spartite i gradini dei podi nelle diverse specialità: Vittoria Ve-

roni, Erika Mujaric, Valeria Chiti, Beatrice Veroni, Aurora Montanari, Noemi Basile, Ilaria Gialdi, Silvia Zanotti, Valeria Gandolfi e Alessia Gialdi. I prossimi appuntamenti della Ritmica Giardino saranno sabato 1° dicembre con lo Stage diretto dalla plurimedagliata ed ex Farfalla Azzurra, Fabrizia D’Ottavio, il 9 dicembre con la Prova Regionale del Torneo Allieve GR e, per concludere festosamente, sabato 15 dicembre si svolgerà il Saggio di Natale!

razza. Per l’Assicuratrice Milanese rientra Spasojevic che firma la diagonale del 16-15 per il secondo time out tecnico. E’ l’ennesima battaglia che si articola in sorpassi e controsorpassi fino a quando Dora Horvath trova due punti consecutivi e Bosetti spara out, dopo una brutta ricezione, per il 22-20. Caprara chiama il suo secondo time out, al rientro Bosetti trova un fortunoso attacco che tocca il nastro e mette fuori causa il muro. Risponde Spasojevic con un pallonetto in pipe poi Brussa si brucia il possibile 24-21 trovando il muro. Secondo time out discrezionale anche

per coach Cuello, ma anche questa volta manca qualcosa per chiudere il parziale a proprio favore e Villa, con grandissima concretezza, trova la zampata che chiude l’incontro. “Sono stati tre set equilibrati - ha dichiarato a caldo Coach Cuello ed è stata una grande partita, punto a punto, dove a noi è però mancato qualcosa. Sotto pressione abbiamo commesso qualche errore non forzato, ma il 3-0 non rispecchia i valori in campo. Voglio fare un grande plauso alla squadra che ha dovuto rimediare ad assenze importanti e ha messo in campo un cuore enorme”.

Palestre: accordo tra Comune e privati

In attesa della Regione

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’Assessorato allo Sport del Comune di Carpi, per far fronte ai ridotti spazi disponibili causa l’inagibilità di alcune palestre, ha raggiunto un accordo con il Club Giardino e lo Sporting Club di Carpi per aumentare la dotazione di ‘spazi palestre’ delle scuole e delle società sportive. “Inoltre – spiega l’assessore Alberto D’Addese - in attesa che le palestre di proprietà della Provincia (Liceo Fanti, Istituto Da Vinci, Palazzetto dello sport Ferrari) vengano sistemate (data prevista di fine lavori febbraio 2013) e che si possano avviare i lavori di sistemazione delle palestre comunali Focherini e Fassi, l’Assessorato ha programmato la copertura del campo da basket posto presso le Focherini con una tensostruttura fissa: tutto questo in attesa di ricevere da parte della Regione la struttura a usi sportivi che sarà sistemata presso la pista di atletica”. 15 Conselice alle soste, rientra Rau per Zaghi, entra anche Zanon per Lancellotti ma dal 17 pari i padroni di casa scappano 20-17, un vantaggio che difendono fino al 25-21 che li riporta in vantaggio. Tutto da rifare allora per la Cec, che si trova ancora a inseguire e con la certezza di aver perso almeno un punto: capitan Lirutti suona la carica e con 3 vincenti guida i suoi all’8-5, Rau e Bigarelli girano a meraviglia e il 16-9 del secondo stop racconta di un set già chiuso (17-25 il finale). E’ tie-break, e i biancoblu voglio andare fino in fondo. La partenza non può far pensare a un epilogo

diverso dalla vittoria della Cec, che vola 1-5 e 4-8 al cambio campo. Sul 5-9, Egidi sveglia i romagnoli, Lirutti viene murato da Bernard e il vantaggio è dimezzato (7-9). Bigarelli strappa un 13-9 che lascia intravedere il traguardo, davvero ad un passo quando lo stesso giovane opposto modenese infila anche il 14-12. Sono due match ball per la Cec, ma succede l’impossibile: accorcia Bertacca, Astolfi e Raimondi sbagliano in attacco e quando Bertacca colpisce ancora è 16-14 Conselice. Un finale incredibile che lascia a Carpi l’amaro in bocca e un solo punto per la classifica.


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resso la palestra Body Village Club al civico 36 di via Bramante a Carpi è arrivata la Pole Dance Carpi, la prima scuola ufficiale della disciplina nel nostro territorio, associata alla Pole Dance Italia. A insegnare le tecniche di Pole Dance è la 27enne carpigiana Giada Paone che ha raccontato gli inizi della sua passione per la danza e questa attività: “da sempre coltivo l’amore per il ballo e lo spettacolo in generale. Ho iniziato il mio percorso sportivo da piccolissima, dedicandomi ad attività inerenti l’armonizzazione del corpo tra cui il pattinaggio artistico, la ginnastica ritmica e la danza classica. Nel 2006 mi sono avvicinata ai balli latino americani, manifestando una naturale propensione e ottime capacità, al punto che, dopo solo un anno e mezzo di pratica, ho cominciato a insegnarli presso la palestra La Patria e l’ex Palaspace, quando ancora era sotto la vecchia gestione. In quest’ultima palestra mi hanno poi proposto di introdurre il corso di Pole Dance. Per garantire un allenamento professionale ai miei allievi, ho frequentato un corso presso la Pole Dance Reggio Emilia. Entusiasta della disciplina ho iniziato a studiarla approfonditamente sia in palestra che a casa, installando un palo nel mio salotto. Dopo circa un anno di corso, mentre il Palaspace passava sotto la gestione di Motus - che ho abbandonato in quanto mancava di un approccio professionale che per me è un requisito fondamentale - in seguito alle richieste di alcune amiche ho iniziato a insegnare loro i primi rudimenti di Pole Dance, frequentando in contemporanea un corso specifico finalizzato all’insegnamento presso la Pole Dance Bologna, sede principale della FIPD. Successivamente mi sono trasferita con altri pali in una struttura privata a Carpi, dove il gruppo di interessate si è allargato, e finalmente oggi, dopo oltre 2 anni di sfrenata passione e grande dedizione, sono riuscita ad aprire la Pole Dance Carpi. Per

A Carpi è arrivata la prima e unica scuola ufficiale di Pole Dance, il mix di ginnastica e acrobazie che ha rivoluzionato il mondo della danza

Arriva il ciclone Pole Dance Giada Paone

continuare a migliorare le mie competenze seguo tuttora il corso a Bologna della mia insegnante Elisa Di Chello e partecipo a vari workshop in giro per l’Italia con campionesse internazionali al livello di Anastasia Skukhtorova, Alethea Austin e Sara Brilli”. La Pole Dance è una disciplina innovativa e unica nel suo genere, che non va assolutamente confusa con la Lap Dance. Infatti, nonostante la consonanza, e la condivisione del palo, si tratta di due attività completamente diverse, poichè la seconda è di fatto un ballo erotico, dove non sono richieste doti atletiche, ma in cui la ballerina, davanti a spettatori abitualmente maschili, dà il via a una serie di movimenti provocanti. La Pole Dance invece non solo è una forma di attività sportiva riconosciuta, ma è anche considerata una performance artistica e, da anni, nel mondo si tengono molteplici campionati di questa disciplina. Nello specifico,

ha spiegato Giada: “la pole dance consiste in una serie di figure realizzate con l’ausilio di una pertica che può essere utilizzata in maniera statica o girevole (spin). L’allenamento dura complessivamente 1 ora e si suddivide in quattro fasi: la prima di riscaldamento, la se-

conda di rafforzamento del corpo e della muscolatura profonda, la terza di studio delle figure intorno al palo (nomi, prese, passaggi, varianti, combo...) e l’ultima, breve, fase di defaticamento e stretching. Si tratta di una tipologia di allenamento che non prevede limiti

di età, peso o preparazione fisica, perchè l’allenamento è progressivo e graduale, quindi tutta la muscolatura che viene interessata si sviluppa man mano, col progredire della difficoltà didattica. Al di là del rafforzamento muscolare di tutto il corpo e della tonificazione soprattutto a livello addominale, la Pole Dance offre la possibilità a chi la pratica di sentirsi appagata nel raggiungimento degli obiettivi. Spesso infatti, figure che sembrano dapprima impossibili, risultano essere di facile esecuzione, se fatte con la giusta tecnica sportiva. La Pole Dance è inoltre un’ottima soluzione non solo per mantenersi in forma, ma anche per acquisire maggiore sicurezza, migliorare il portamento ed esaltare la propria femminilità senza scadere nella volgarità”. Alla palestra Body Village Club sono accorse in questi giorni donne di varie fasce di età come ha sottolineato Giada: “le mie allieve hanno dai 18 ai 45 anni, ma l’attività può essere svolta tranquillamente anche da donne più mature. L’unica controindicazione riguarda le donne in gravidanza e quelle che soffrono di patologie croniche a livello di schiena e spalle, dal momento che sono due zone che vengono molto sollecitate durante gli esercizi. Solitamente le ragazze cominciano il corso per curiosità, ma poi si appassionano immediatamente, perchè la progressione didattica consente loro di riuscire sin da subito a realizzare figure che, seppur complesse a prima vista, in realtà possono essere completate in maniera fluida e senza particolari difficoltà”. Connubio di danza e ginnastica, la Pole Dance è quindi il modo più divertente per mantenersi in forma, dando spazio alla propria dimensione femminile. Chiara Sorrentino


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Tempo n° 40  

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