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Settimanale di

8 giugno 2012

attualitĂ , cultura, spettacolo, musica, sport e appuntamenti ANNO XIII N. 22

coraggio! Chiesa di San Francesco di Carpi Rovereto - Via Pio La Torre / Fratelli Bandiera

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2 Tra le righe...

Coraggio!

S

marriti. Così ci si sente oggi. E’ chi ha perso la casa, perché dichiarata inagibile, a soffrire maggiormente in quanto privato di tutto: manca lo spazzolino da denti, mancano i vestiti e le scarpe, mancano quelle piccole cose che caratterizzano la vita di ciascuno di noi. Anche chi potrebbe rientrare nella propria abitazione, ma preferisce ancora rimanere fuori per sicurezza, vive la stessa precarietà, con la consapevolezza però che si tratta di una situazione temporanea. E’ il senso di abbandono a prevalere e a devastare l’anima, ma è tempo di reagire e di trovare la forza per ricominciare, per superare la paralisi che il terremoto ha provocato. Ripartire da dove? Non certo dalle polemiche, perché per quelle i tempi non sono ancora maturi. Ma dal senso di comunità, dalle nuove relazioni che viviamo ogni giorno nei parchi, in strada, nelle strutture dove dormiamo fianco a fianco con nuove persone, vicine nella sventura. Chiedersi dove sia lo Stato non aiuta a superare questo momento di solitudine ma la solidarietà e il ritrovato senso di comunità possono certo contribuire ad alleviare la pena. Il resto lo farà la voglia di tornare alla normalità.

la Foto della settimana Le chiavi di tutti gli uffici comunali

A pagina 24 la mappa dei luoghi in cui trovare i prossimi numeri di tempo. Ringraziamo i supermercati che ci hanno dato piena disponibilità.

Il graffio

La Iena

Quel gran pezzo dell’Emilia sta dimostrando in questi giorni che non serve avercelo duro, ma grande: il cuore.  Frase della settimana...

“Non ho più nulla. Solo i vestiti che ho addosso”. Un fossolese.

“Spero di poterlo raccontare un giorno e riderci sopra ma oggi mi sembra impossibile tornare alla normalità ”. Una ragazza novese.

attualità, cultura, spettacolo, musica, sport e appuntamenti

DIRETTORE RESPONSABILE Gianni Prandi CAPOREDATTORE Sara Gelli REDAZIONE Jessica Bianchi, Valeria Cammarota, Francesca Desiderio, Enrico Gualtieri, Federico Campedelli, Francesco Palumbo, Marcello Marchesini, Clarissa Martinelli, Chiara Sorrentino.

IMPAGINAZIONE e GRAFICA Liliana Corradini

PUBBLICITA’ Multiradio - 059698555

STAMPA Centro stampa delle Venezie - 049-8700713

REDAZIONE e AMMINISTRAZIONE Via Nuova Ponente, 24/A CARPI Tel. 059 645566 - Fax 059 642110 jessica@radiobruno.it, liliana@radiobruno.it COOPERATIVA RADIO BRUNO arl Registrazione al Tribunale di Modena N. 1468 del 9 aprile 1999 Chiuso in redazione il 6 giugno 2012


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di Jessica Bianchi, Marcello Marchesini e Francesco Palumbo

I

l centro storico di Carpi è spettrale. Chiuso. Ripiegato su se stesso. Ferito. A ogni angolo volontari della Protezione Civile della nostra città lo presidiano, insieme ad alcuni cittadini, 24 ore su 24. Quasi impossibile entrare. Negozi chiusi, case sprangate. Il cuore pulsante di Carpi è disabitato. Chi ha potuto è fuggito. Lontano. Da amici e parenti. Verso il mare, la montagna... Ovunque. Ma non qui. Ampia però la schiera di coloro che affollano le aree di accoglienza allestite da Vigili del Fuoco e Protezione Civile per richiedere un sopralluogo e verificare la stabilità di abitazioni e capannoni (circa 4mila le richieste avanzate). E il numero di fabbricati inagibili - ad oggi, mercoledì 6 giugno, ore 12, sono 220 continua ad aumentare così come quello degli sfollati attualmente 1.600 (600 famiglie). Numerosi coloro che non trovano il coraggio di rientrare tra quattro mura, nonostante periti e ingegneri le abbiano dichiarate sicure. Perchè in questi giorni di scosse continue, paura e incertezza, la casa, da nido e approdo sicuro, si è trasformata in un nemico. Una trappola nella quale quasi nessuno vuole più en-

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Tutti in fila per chiedere un controllo alle proprie abitazioni e aziende

Casa: da rifugio a gabbia

trare, se non per una doccia veloce. Ogni parco o giardino si è così trasformato in tendopoli fai da te. L’atmosfera è surreale: impossibile ancora capacitarsi di quanto è accaduto. Abbiamo raccolto le testimonianze di chi

ha trovato riparo presso la Polisportiva di San Marino, il campo da motocross e Santa Croce e di coloro che invece vivono nei campi spontanei allestiti presso circoli, luoghi di aggregazione e aree verdi.

Zina, giovane badante

Badanti con un vecchietto da loro assistito

Sede della Protezione Civile locale del Comune di Carpi allestita presso le Scuole Leonardo Da Vinci in via Goito/Doria. Per informazioni 059.692148

Persone in fila per ottenere sopralluoghi

Quando c’è stata la prima scossa ero in casa, in un condominio in via Lucrezio, con il ‘nonno’ che accudisco. Lui è su una sedia a rotelle e non può muoversi da solo. Me lo sono dovuto caricare in braccio e fare, da sola, due piani di scale. Per di più mia figlia Alessia, di 12 anni, era a scuola, e non sapere cosa le fosse capitato non ha fatto che aumentare il panico. Quando poi ho saputo che alle Alberto Pio, in centro, era crollato parte del tetto ho sentito montare la rabbia. Mia figlia mi ha detto ‘Mamma, non voglio morire!’ ed è bruttissimo sentire che la tua bambina vive questo terrore. Non ci penso minimamente a rimandare mia figlia in quella scuola. Per fortuna ora siamo qui – al campo della pista di motocross a Budrione – e questi bravissimi volontari ci aiutano dandoci da mangiare e da dormire, perché senza di loro non so proprio cosa avremmo fatto”.

nostri parenti dalla Moldavia ci hanno telefonato perché sono venuti subito a sapere dai giornali la notizia del terremoto”.

Caterina, badante

Olga, badante, madre di Zina

Sono ancora terrorizzata. In Moldavia non abbiamo mai terremoti, ed è la prima volta nella vita che assisto a un evento di questo tipo. Ho paura, voglio tornare

nel mio Paese, perché là ho ancora quattro figli maschi e li voglio rivedere. Sono grandi, sì, ma per una madre i figli

restano sempre i suoi bambini, e questo credo sia un sentimento che provano anche tutte le mamme italiane. Tutti i

Quando è successo ero al Pronto Soccorso perché l’anziana che seguo si era fatta male cadendo. Sono iniziati a cadere pezzi di intonaco e ci hanno fatto subito uscire. Ho lasciato l’anziana presso un centro diurno e ora sono qui con lei a Budrione. Sono in Italia da 5 anni e non ho mai provato tanta paura. Nonostante questo, non intendo andarmene”.


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Marco Reguzzoni

Sonia Vuc

Mio padre ha 86 anni, è stato appena dimesso dall’Ospedale ed è cardiopatico e con problemi respiratori, mia madre, 82enne, ha problemi anche lei e quindi stiamo cercando un posto tranquillo dove poterli sistemare, perché non sono autosufficienti. Per ora sono da mio fratello ma anche lui ha la casa di cui occuparsi, perciò vorremmo portarli in un luogo dove possano stare tranquilli. E’ tutta mattina che giro per i vari centri di raccolta per capire come muovermi”.

Mi trovavo in stazione a Modena mentre la terra ha tremato. Il fatto curioso è che ero al telefono con la mia ragazza, che in diretta mi ha detto che si era scatenato il terremoto. Bene, dopo pochi secondi l’ho sentito anche a Modena, quindi significa che alla scossa è occorso un po’ di tempo per propagarsi dal suo epicentro. E’ stata una sensazione stranissima. Ora siamo qui – nel campo presso il Centro sociale Graziosi - con mio fratello Luca, i nostri genitori e alcuni amici, ma ci stiamo informando perché non riusciamo proprio a stare con le mani in mano quando tante persone hanno bisogno”.

Ivano Cavallotti

Sono il custode dei campi da calcio delle giovanili del Carpi e quando abbiamo capito che le cose sarebbero andate per le lunghe io e mia moglie ci siamo messi immediatamente a disposizone. Lasciamo docce e bagni aperti per chi voglia utilizzarli e io ogni sera accendo i fari di illuminazione del prato dietro il campo da allenamento, perché ci dormono tante persone. Martedì sera ci saranno state 200 auto parcheggiate”.

Mauro Arletti

Quando c’è stata la scossa abbiamo assistito a una scena surreale, da film. Le campane di San Rocco hanno suonato da sole, dando tre o quattro rintocchi”.

Sergio Malavasi, presidente Circolo Graziosi

Abbiamo deciso, su richiesta dell’Amministrazione di Carpi, di tenere aperto il circolo. Serviamo pasti caldi e accogliamo all’interno le persone non autosufficienti o che hanno avuto l’abitazione inagibile. Di notte lasciamo aperti i servizi per chi ne avesse bisogno. I nostri volontari lavorano a tempo pieno, dimostrando ancora una volta come quella dei Centri sociali sia una risorsa preziosa, oserei dire inestimabile in momenti normali, figuriamoci nelle emergenze. Continueremo sin quando ce ne sarà bisogno, ma sono sicuro che Carpi supererà questo brutto momento, come ne ha superati tanti altri”.

Marco Gasparini, Cna

Martina Dodi, 12 anni

Martedì mattina non ero a scuola perché non mi sentivo bene, ma in casa con mia mamma e il mio fratellino più piccolo. Siamo scesi di corsa e non siamo più ritornati su. La sera dopo avremmo avuto la cena di classe, ma l’abbiamo rimandata. Ho avuto tanta paura e per ora non ho proprio voglia di tornare a casa, preferisco stare qui, con la tenda, nel parco”.

La paura è comprensibile, ma non dobbiamo cedere allo sconforto. Soprattutto noi imprenditori abbiamo il compito di ricominciare, di riprendere le nostre attività. Direi che è quasi un dovere. I danni sono tanti ma questa tragedia deve rappresentare un’ulteriore motivazione per affrontare le sfide che ci stanno davanti con ancora più grinta di prima. Se penso che il 2 giugno tanti piccoli imprenditori e commercianti hanno deciso di celebrare la Festa della Repubblica risistemando magazzini e strutture, non posso far altro che darmi da fare anch’io e rimboccarmi le maniche”.


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Stella

Fossoli, la nostra piccola frazione è stata molto danneggiata: solo via Mar Tirreno ha 6 palazzine inagibili e distrutte completamente. Molte case anche se esteriormente sembrano intatte in realtà all’interno sono disfatte. Qui la Protezione Civile non si è vista se non per aver portato due tende in Parrocchia. Siamo tutti accampati al parco

e al campo da calcio e vorrei che tutti i fossolesi sfollati si unissero e venissero qui al campo perchè, forse, solo così  qualcuno si accorgerà di noi. A San Marino è fuori tutto il paese ma non hanno avuto nessun danno. E’ “solo” paura la loro, però hanno ricevuto cibo, brandine e coperte, perchè noi no? A Novi hanno detto a tutti i piccoli proprietari di capannoni che nessuno verrà a fare sopralluoghi e che

5 ognuno di loro dovrà pagare di tasca propria il tecnico per poi poter ricominciare a produrre e a pagare il 60% di tasse. E’ uno schifo! Siamo stanchi moralmente e psicologicamente... almeno voi fate sapere come vanno veramente le cose anche se stupide in rapporto a chi non ha piu niente. Un grazie di cuore ai Vigili del Fuoco di tutta Italia: loro restano veramente le colonne del nostro Paese”.

Margherita Felleti

“ Giacomo Zona

Ho passato la scorsa settimana tra dormite in macchina, accampamenti e non mi sono ancora azzardato a tornare a casa mia dalla scossa di martedì. Sembra di vivere un brutto incubo, inoltre siamo totalmente inermi, in balia di terremoti che sono impossibili da prevedere e che ci rendono ansiosi e tesi”.

Le scosse di martedì scorso, in particolare quelle dell’ora di pranzo sono state il colpo del KO. Non sono riuscita a tornare in casa a dormire, perché nonostante di giorno ci si senta più forti e pronti a reagire, la notte cala la paura e l’ansia di essere svegliati nel peggiore dei modi. La sensazione più annichilente è il senso di totale impotenza che ti accompagna, consapevole di non essere più sicura neanche nella propria casa”.

Lorna Cardia

Abbiamo dovuto dormire fuori: il centro storico è area rossa e quindi i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile ci hanno detto che non potevamo tornare a casa. Mi spaventa moltissimo l’idea che le scosse possano continuare per chissà quanto tempo, non riesco più a sopportare questa situazione già adesso. Non so come faremo”.

Francesca

Nel nostro appartamento ci sono tante crepe e alcuni muri sono a rischio: in attesa della perizia di un tecnico, avendo due bambini, uno di 19 mesi e una di 5 anni, non mi azzardo a dormire in casa. Stiamo meglio in tenda. Qui ci sentiamo più sicuri dal momento che le scosse continuano. Il terremoto fa paura di per sè a ciò però si aggiunge il fatto che nessuno di noi fosse preparato ad affrontare un evento sismico di questa portata. E tale disinformazione ha acuito la paura e il senso di smarrimento e impotenza”.

Elisa Leoncini

Qui - nel condominio Zaffiro di via Cimbaue - vivono una cinquantina di famiglie che ora sono sfollate. Ci hanno detto che sono stati seriamente danneggiati i quattro pilastri portanti e le crepe si possono vedere anche dall’esterno. Devo dire che i muratori hanno iniziato a lavorare sullo stabile pochissimi giorni dopo il sisma, ma tutte queste scosse ‘di assestamento’ di certo non aiutano. Per fortuna io e la mia famiglia abbiamo un altro appartamentino, ma è diverso: tutte le nostre cose sono lì, oggetti, vestiti, ricordi. E probabilmente dovremo passare tutta l’estate fuori. Noi siamo fortunati, ma alcuni non sanno dove andare. Non lasciateci soli”.

SERVONO VOLONTARI Chi volesse dare man forte nel presidiare gli ingressi al Centro Storico di Carpi e dei Centri di Assistenza può rivolgersi al Centro Operativo Civile di Carpi. I volontari possono recarsi direttamente agli uffici del Centro presso la Scuola Leonardo Da Vinci in via Goito/Doria. In questo momento un plauso va anche ai tanti studenti che stanno controllando le entrate degli istituti scolastici superiori.

Erica, insegnante

Elisa Spinola

I momenti vissuti la mattina del 29 maggio in classe con venti bambini terrorizzati sotto i banchi che dicevano: “maestra non finisce! Perché non finisce?”, le mani appoggiate al pavimento che tremava fortissimo, quell’attesa interminabile che tutto si fermasse, il pensiero di riuscire poi a scendere in tempo le scale sani e salvi, il pianto dei bambini preoccupati che i loro genitori stessero bene... impossibile trasmettere l’angoscia e la responsabilità di quei momenti. Per fortuna i bambini stanno bene e si meritano di poter ritrovare la serenità... e l’ambiente scolastico, in questo momento, crea ricordi e insicurezze che non ritengo debbano rivivere così velocemente. Concordo con la chiusura definitiva delle scuole: lasciamo che i bambini possano rimanere con le loro famiglie, magari in un parchetto, all’aperto, a giocare”.

La paura è stata tanta, casa mia per fortuna pare non abbia subito danni a parte soprammobili e vasi rotti. Di sicuro, ora come ora, non rientrerò in casa, ma continuerò a dormire coi miei genitori in auto, almeno fino a quando la situazione non si sarà un po’ calmata. In questi giorni vivo in un continuo stato di tensione, perché purtroppo le scosse di assestamento non possono essere previste”.


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Edolo Vincenzi

Enrico Cattabriga

Sono tornato domenica scorsa dopo sei mesi trascorsi a Istanbul come volontario per lavorare con i bambini. In molti, alla vigilia della mia partenza a dicembre 2011, mi dicevano di stare attento, chiedendomi se non avessi paura di andare in una città e in una nazione famose per essere territori esposti a un forte rischio sismico. Scoprire da là quello che era avvenuto nella Bassa e soprattutto a Cavezzo, il mio paese, è stato terribile. Leggere quotidianamente su Internet delle case distrutte, delle vittime, della disperazione e non poter essere lì a dare una mano mi ha fatto sentire impotente e frustrato. Ora sono qui per contribuire, come posso, alla ricostruzione della mia comunità. Però come è beffarda a volte la vita. A Istanbul neppure una lieve scossa, e a Cavezzo il finimondo”.

Il terremoto è paragonabile a un grosso temporale solo che quest’ultimo lo vedi nascere: dapprima le nubi coprono il sole, i lampi annunciano il tuono e poi arriva la pioggia o la grandine. Eventi atmosferici che non spaventano e che al massimo provocano danni di piccole dimensioni al patrimonio agricolo e allagamenti. Poi il temporale si fa più lieve, per poi scomparire. In lontananza. E torna il sereno. Il terremoto invece non ci dà alcun preavviso, una tenue scossa di assestamento può essere il preludio di un fenomeno devastante. Il rumore cupo del suo arrivo giunge all’improvviso e la terra che trema violenta sotto i nostri piedi ci riempie di sgomento. La paura di morire è una sensazione indescrivibile se non la si vive sulla propria pelle. A ogni scossa successiva lo spavento torna e la paura che tutto ricominci daccapo si legge sui volti di ciascuno di noi. Questa nostra Italia pare ormai star stretta rinchiusa nello stivale e si ribella a fatti e misfatti. Stanca di esser violentata continuamente con viadotti, gallerie, tunnel, trivelle e chi più ne ha, più ne metta. Che Dio ci benedica. Tutti”.


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Campo giochi per i piccoli sfollati alla Patria

Zaheer Anjoun

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omune di Carpi, Uisp e La Patria 1879 hanno allestito un campo giochi gratuito per i bambini sfollati. Il campo giochi è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 11,30 e dalle 14,30 alle 18,30. Giochi e animazione all’interno del pallone del PalaPatria, in piena sicurezza, insieme ai Pionieri della Croce Rossa di Carpi.

T

anti immigrati a Carpi stanno dando una mano in questi drammatici giorni: nel campo da calcio di via Monte Carlo, l’Associazione pakistana Minhaj-ul-Quran – La retta via – ha acquistato, con oltre 5mila euro, 70 tende nelle quali ospita persone di ogni nazionalità, italiani compresi. “Diamo una mano al Comune perché da solo non può fare tutto e poi – spiega il presidente italiano Zaheer Anjoun – nei momenti di difficoltà siamo tutti italiani”.

Emergenza terremoto

Comunicazioni di servizio L a Giunta Comunale e i responsabili del Centro Operativo Comunale hanno incontrato il commissario straordinario e governatore della Regione Vasco Errani, il responsabile nazionale della Protezione civile Franco Gabrielli, l’assessore regionale alla Protezione civile Paola Gazzolo e l’assessore provinciale Stefano Vaccari per affrontare le diverse esigenze dell’emergenza sul territorio carpigiano. Diverse le decisioni prese sia sul fronte delle soluzioni di alloggiamento per i cittadini rimasti senza casa, sull’organizzazione e il presidio dei campi di attesa, sulla sistemazione dei ‘fragili’ (anziani non autosufficienti e disabili) e sulla sicurezza del territorio: 1.300 nuovi posti disponibili in strutture alberghiere, nell’area di Ravenna, 100 nuovi volontari in arrivo dalla Basilicata, 20 agenti di Polizia, pattuglie di agenti di polizie municipali da varie città emiliane e non solo, un percorso che porterà in strutture extraprovinciali 300 persone ‘fragili’. Coerentemente con la strategia adottata sin dall’inizio, cioè

sistemazione in centri di attesa, palestre o tende solo per un periodo di transito, puntando poi a una collocazione più adeguata, alberghi in prima battuta e successivamente appartamenti in affitto, i nuovi 1.300 posti resi disponibili a Ravenna e dintorni dovrebbero rappresentare una soluzione determinante per la prima fase dell’emergenza, consentendo un transito davvero provvisorio nei centri allestiti e nel campo in allestimento.

P

er quanto riguarda il funzionamento e il presidio di questi centri è rilevante l’arrivo di 100 nuovi volontari della Protezione Civile della Regione Basilicata che andranno in parte a gestire il nuovo allestimento nel Piazzale delle Piscine e in parte impiegati sul centro storico. Per quanto riguarda la sicurezza del territorio il controllo antisciacallaggio, sia diurno che notturno, da segnalare la disponibilità di 20 agenti di PS inviati dalla Prefettura, che presidieranno in particolare l’area dell’Ospedale Ramazzini e altri punti critici della città e

di alcune pattuglie di agenti di Polizia Municipale provenienti da Ravenna, Faenza, Forlì, Modena e Verona.

D

a segnalare anche la riunione tra l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Carpi Alberto Bellelli, Mariella Martini, neo-direttore generale dell’Asl di Modena e Claudio Vagnini, direttore Sanitario del Distretto di Carpi per la soluzione di diversi aspetti sociosanitari del territorio di Carpi e Novi.

TUTTI COLORO CHE HANNO RICEVUTO L’ORDINANZA DI INAGIBILITA’ DELLA PROPRIA ABITAZIONE HANNO DIRITTO ALL’ALLOGGIAMENTO. PER FARE DOMANDA O RICEVERE MAGGIORI INFORMAZIONI AL RIGUARDO, I CITTADINI DEVONO RIVOLGERSI AL CENTRO OPERATIVO COMUNALE ALLESTITO PRESSO LA SCUOLA LEONARDO DA VINCI.

Islam e dintorni... Di Francesca Zanni Laureata in Storia, Culture e Civiltà Orientali, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna

Insieme nell’emergenza

I

n un momento tanto difficile per Carpi e per l’Emilia in generale, è difficile scrivere qualcosa che non sia legato al terremoto. E’ doveroso e necessario, e nemmeno questa rubrica mancherà di farlo. Non volendo e non potendo parlare di cose troppo estranee al tema, questo spazio sarà utilizzato per trattare un argomento  che, anche oggi che si contano le perdite umane e materiali, è necessario affrontare. Quando si vivono momenti di difficoltà come questo, sembra assurdo litigare per questioni come “a chi dare prima il posto letto o il cibo”. Eppure avviene. La stessa storia di sempre: “prima gli italiani”, come se il terremoto avesse colpito in modo distinto in base alla cittadinanza. Nella morte e nella disperazione non c’è distinzione di sesso, colore della pelle, forma degli occhi o religione: si soffre insieme e basta. E si stringe il cuore a vedere nelle tendopoli le famiglie che si riuniscono come mai hanno fatto, costrette dalla necessità ma rincuorate dallo starsi vicino. Non importa la loro provenienza, la cooperazione non ha nazionalità. E se gli episodi di scontri per un piatto di pasta al ragù di maiale ci possono anche essere, non devono far dimenticare che non è un litigio a distruggere la convivenza, e non può essere la divisione a risolvere i problemi. Non importa niente alla Natura chi colpisce: colpisce e basta. Perché allora non far fronte comune e aiutarsi a vicenda, come sta accadendo, a prescindere da tutto, ricordandosi soltanto di essere tutti, profondamente e solamente, umani?


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Quattro su cinquanta, le chiese ancora agibili nella Diocesi di Carpi: San Giuseppe Artigiano, Corpus Domini, Quartirolo e la chiesa nuova di Fossoli

Il Torrione degli Spagnoli

Il nostro patrimonio storico e artistico è gravemente ferito T

ra le prime emergenze individuate dopo il terremoto dalla Direzione regionale per i Beni culturali dell’EmiliaRomagna si confermano Carpi e Mirandola, ma decine di segnalazioni interessano paesi e frazioni del modenese. Il senso della devastazione lo dà anche il numero delle Chiese ancora agibili in tutta la Diocesi, 4 su 50: San Giuseppe Artigiano, Corpus Domini, Quartirolo e la chiesa nuova di Fossoli. “Ora la priorità è curare le ferite interiori. Un compito possibile solo con la fortezza intesa come dono dello Spirito”, ha dichiarato il Vescovo Francesco Cavina, che venerdì scorso ha incontrato Benedetto XVI a Milano. Nel Duomo di Carpi è vistoso il cedimento del tamburo alla sommità dell’apertura e ci sono nuove lesioni alla facciata che suggeriscono importanti cedimenti interni, quantomeno delle volte. La Soprintendenza ha promesso di far imbragare quanto prima la cupola che, per le gravi condizioni in cui versa potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza degli edifici circostanti. Anche il Tempio di San Nicolò dichiarato inagibile già dopo la prima scossa del 20 maggio scorso, è fortemente lesionato al pilastro della navata centrale e

La piazza deserta

San Nicolò

20 guardie svizzere a Carpi

H

anno dismesso la celeberrima divisa rossa, blu e arancione che leggenda vuole sia stata disegnata da Michelangelo per vestire pantaloni e polo, abiti più pratici per i compiti che dovranno svolgere. Sulla maglia campeggia tuttavia il simbolo che li rende riconoscibili: il triregno, copricapo papale, tra le due chiavi incrociate. Sono le 20 guardie svizzere arrivate dal Vaticano a Carpi sabato scorso per presidiare gli ingressi dell’Ospedale Ramazzini e prevenire eventuali tentativi di sciacallaggio nella struttura che per ora resta evacuata. Le guardie papali, al comando del Capitano Lorenzo Merga, sono giunte all’indomani dell’incontro, avvenuto venerdì, tra il Papa Benedetto XVI e il Vescovo di Carpi Francesco Cavina. Un segnale di vicinanza tra Monsignor Cavina e la Santa Sede, che speriamo preluda ad altri aiuti anche di natura economica.

all’abside, mentre la Chiesa di San Francesco è a rischio crollo. La furia del terremoto non ha risparmiato nemmeno la vecchia chiesa di Fossoli, tanto amata dai carpigiani per aver ospitato il battesimo di Marianna Saltini (Mamma Nina). Crollata poi la chiesa di Rovereto nella quale ha perso la vita il caro don Ivan. Danni ingenti, ancora tutti da calcolare, al patrimonio storico-artistico, già provato dal sisma del 20 maggio. Vescovado, Palazzo Pio, Torrione degli Spagnoli e Teatro Comunale restano in piedi, in attesa che tutto finisca, per ricevere le cure di cui tanto hanno bisogno.

Don Ivan Martini è morto il 29 maggio sotto la sua chiesa crollata di Rovereto: la parrocchia di Santa Caterina. Proprio come i due frati di Assisi morti nel 1997 insieme a due funzionari della soprintendenza delle belle arti sepolti dagli affreschi di una delle chiese più belle del mondo

Morto per salvare una Madonnina U

n prete di campagna ha solo la sua chiesa. Poco importa se non fa parte della storia dell’architettura, se non ospita grandi capolavori. Ogni statua, ogni arredo, è come se fossero un pezzo del suo cuore. Don Ivan Martini, 65 anni, da nove parroco di Rovereto è morto il 29 maggio dopo la scossa delle 9 nella sua chiesa crollata. Proprio come i due frati di Assisi, padre Angelo Api e il seminarista polacco Borowec Zdzislaw, morti il 26 settembre 1997 insieme ai due funzionari

Don Ivan, in alto la Parrocchia di Santa Caterina e un Vigile del Fuoco che estrae arredi dalla chiesa crollata

della Soprintendenza delle Belle Arti, Claudio Bugiantella e Bruno Brunacci, sepolti dagli affreschi di una delle chiese più belle del mondo crollati durante un sopralluogo all’altare maggiore. Don Ivan voleva bene alla sua chiesa e a ciò che c’era dentro. La Parrocchia di Santa Caterina era stata danneggiata e resa inagibile dal precedente sisma, quello del 20 maggio, ma si doveva fare un sopralluogo per salvare un po’ di arredi che c’erano dentro. Così martedì 29 maggio, accompagnato da due Vigili del Fuoco, è entrato nella

chiesa per cercare di salvare alcune statue fra cui, in particolare, una statua della Madonna alla quale molti dei suoi parrocchiani erano particolarmente devoti. E’ lì che il forte terremoto lo ha sorpreso. Don Ivan è stato colpito dal crollo, di una pietra o di una trave, che non gli ha lasciato scampo. Illesi, invece, i due Vigili del Fuoco che erano con lui e che sono riusciti a mettersi in salvo. Rovereto così, in mezzo a tanti danni riportati dalle strutture, piange la sua unica vittima, il suo parroco, al quale il paese voleva bene.


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Vogliamo rialzarci e ricominciare. Ma vi prego, non lasciateci soli”. All’appello lanciato da Marco Mignacca, che sulla statale Romana Nord gestisce il suo Bar Sport dal 1994, si uniscono tutti gli abitanti di Fossoli. Gli edifici della popolosa frazione a nord di Carpi sono stati seriamente colpiti dal susseguirsi delle scosse. “L’avevamo ristrutturato lo scorso anno – racconta Mignacca indicando le evidenti crepe che costellano un po’ tutta la costruzione – e ora ci troviamo in queste condizioni. Presto allestiremo un chiosco all’esterno per poter continuare in qualche modo, ma qui servono pesanti interventi di messa in sicurezza”. Marco non è il solo a essere preoccupato: basta imboccare via Ivano Martinelli per accorgersi della devastazione. Tanti gli edifici recintati e inagibili, gli abitanti fermi a osservare increduli le profonde crepe, quasi a sperare in un brutto sogno. “Hanno detto che non possiamo assolutamente entrare – racconta Andrea Tinti mostrando la palazzina, costruita trent’anni fa, nella quale vivevano altre sette famiglie – ma noi abbiamo le nostre cose da prendere”. Ma a essere seriamente lesionati sono stati anche edifici più nuovi. Come le palazzine di via Mar Tirreno, praticamente tutte inagibili: costellano il basamento squarci attraverso i quali sarebbe possibile far passare un braccio. “Fortunatamente dopo la prima scossa di lunedì eravamo tutti fuori – dichiara Miriam Contini – abbiamo chiamato una ditta privata che ha puntellato la struttura, su indicazione dei Vigili del Fuoco che ci hanno raccomandato di fare il più in fretta possibile, altrimenti avrebbe rischiato un crollo. Ci serve aiuto, altrimenti qui nulla sarà più come prima”. Anche altre palazzine sulla Statale Romana Nord di soli 15 anni sono completamente compromesse. “Nemmeno i pompieri vogliono entrare. Non abbiamo più niente. Al momento della seconda scossa, quella dell’una, pensavamo ci crollasse tutto addosso, siamo corsi giù e non siamo più potuti entrare. Abbiamo perduto tutto”, dicono gli inquilini spaventati e increduli. Una coppia con due bambini, gli occhi cerchiati di nero, chiede aiuto: “non sappiamo dove andare, la nostra casa ha qualche crepa ma è a ridosso del Circolo La Fontana che è a rischio crollo e non possiamo tornare dentro. E’ un incubo. Non riusciamo a capacitarci”. E’ ancora presto per parlare di ricostruzione. Oggi è il tempo di stringerci insieme, di solidarizzare, di fare gruppo per tentare di superare il trauma ma verrà il tempo in cui ciascuno di noi dovrà prendersi le proprie responsabilità. Progettisti, ingegneri, costruttori... tutti quanti! 26 morti complessivi, migliaia di sfollati, piu’ di 350 feriti. Sono i numeri complessivi dal primo sisma che ha colpito l’Emilia del 20 maggio e dopo 3 scosse di grado superiore a 5 della scala Ritcher che si sono abbattute su tutti noi. Qualcuno dovrà farsi carico della strage degli operai morti sotto capannoni

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Fossoli è la frazione più colpita del carpigiano

“Non lasciateci soli” Chiesa di Fossoli

che sono letteralmente implosi e delle tante abitazioni nuove o seminuove che paiono essere state vittima di bombardamenti. Marcello Marchesini Jessica Bianchi


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La devastazione del terremoto, la perdita di beni e persone care, il senso di angoscia legato alla precarietà in cui stiamo vivendo... tutti questi elementi concorrono a creare stati di ansia e panico nelle persone. Agli psicologi Serena Guerzoni e Nicola Maffini abbiamo chiesto qualche consiglio per tentare di far fronte al difficile momento

“L’ansia? Un meccanismo naturale” L

a devastazione del terremoto, la perdita di beni e persone care, il senso di angoscia legato alla precarietà in cui stiamo vivendo... tutti questi elementi concorrono a creare stati di ansia e panico nelle persone. Ferite da rimarginare nel corso del tempo. Abbiamo chiesto agli psicologi Serena Guerzoni e Nicola Maffini qualche consiglio per tentare di far fronte al difficile momento. Cosa occorre per mantenere, per quanto possibile, la calma in caso di scosse? “Premettiamo che trattare un argomento simile nello spazio limitato di un’intervista richiede necessariamente delle semplificazioni. Avete mai letto un piano di evacuazione? Generalmente il primo punto suona sempre così: “mantieni la massima calma”. Ma cosa si intende con questa affermazione? La natura imprevedibile e intermittente di un terremoto non consente all’organismo umano di abituarsi alle reazioni di allarme innescate dall’evento sismico. Sperimentare ansia, preoccupazione e, a volte, anche panico, è un meccanismo naturale e spontaneo che ci permette di prepararci alle reazioni di fuga. Questi vissuti sono inevitabili e pertanto risulta chiaro come le istruzioni dei piani di evacuazione non si riferiscano alle emozioni di calma, bensì a comportamenti controllati e misurati. Non è necessario sentirsi calmi per agire efficacemente. Piuttosto, è necessario avere buone regole tra cui, per esempio: prima vengono i comportamenti di calma, cioè le azioni fisiche del corpo e soltanto successivamente le emozioni di calma. Altre buone regole possono essere trovate nei vademecum di comportamento stilati dalla Protezione Civile”. Come tranquillizzare i bambini? “I bambini, soprattutto se molto piccoli, vivono le emozioni o le situazioni di pericolo in modo vicario, ovvero prevalentemente leggendolo nelle espressioni e nelle emozioni degli adulti: pertanto i bambini non hanno bisogno di particolari cure, piuttosto gli adulti devono stare attenti a fungere da modello positivo adottando, ad esempio, le regole che abbiamo illustrato in precedenza”.

Le persone si troveranno per giorni e, probabilmente, per settimane a vivere fuori casa, senza le comodità abituali e a contatto con estranei. Come ricostruire una parvenza di normalità in questo contesto? “L’importante in questi casi è ricostruirsi delle routine personali, per esempio an-

Esprimerle o cercare di reprimerle? “Non è necessario reprimere le emozioni di paura o di rabbia, bensì misurare i comportamenti legati a paura e rabbia perché, al contrario delle emozioni - che sono come un’onda che ci può travolgere in qualsiasi momento della giornata - le nostre azioni

cosa è importante per me?”, “Che tipo di persona vorrei essere?”, “Che tipo di relazioni vorrei costruire?”, oppure “Che cosa renderebbe significativa la mia vita in questo momento?”. Rispondere a queste domande può mettere in luce i valori più intimi ai quali aggrapparci in momenti come questi, dove

vissuti: cercare di fuggire dall’angoscia o dalla paura non porta alcun risultato, è necessario stare, portare con noi le nostre emozioni cercando di ristabilire una quotidianità. Le emozioni, poi, quando sarà tempo, eventualmente se ne andranno da sole”. Come una comunità può imparare a convivere con

Serena Guerzoni

Nicola Maffini

Foto dalla Bassa

dare a prendere il giornale ogni giorno o ritagliarsi degli spazi privati. Può essere importante anche costruire delle routine collettive che coinvolgano le persone con cui ci troviamo a stretto contatto, come condividere la cena o un momento conviviale, che permettano così di creare un senso di appartenenza in grado di disinnescare i possibili conflitti”. Emozioni: paura e rabbia.

sono sotto il nostro diretto controllo”. Davanti a eventi traumatici si fatica a dare un senso e quindi a trovare motivazione per andare avanti. Cosa si può fare? “Eventi eccezionali come questi possono essere un buon momento per porci delle domande che normalmente vengono sommerse dalla routine quotidiana, come ad esempio: “Che

abbiamo perso tutti i nostri averi o delle persone a noi care”. E’ più salutare raccontare in continuazione esperienze legate al terremoto o, al contrario, tacerle? “E’ indifferente: non è un problema parlarne o meno, quel che conta davvero è il motivo per cui ne parliamo o non ne parliamo. Fondamentale è il rapporto che abbiamo con i nostri

una situazione totalmente mutata? “Finora gli emiliani hanno pensato di abitare in un territorio a basso rischio sismico, da domani probabilmente queste aree verranno riclassificate. Una volta avvenuto ciò, le percezioni al riguardo si adatteranno molto velocemente sia a livello individuale che comunitario. Nuove norme verranno inserite per regolamentare la mutata situazione e la comunità, molto velocemente, creerà delle rappresentazioni condivise e rielaborerà la propria storia. Man mano che avverrà la ricostruzione degli edifici si ricostituirà anche, di pari passo, il

tessuto sociale”. Allineamento dei pianeti, profezie maya... A quale bisogno rispondono spiegazioni di questo tipo? “La nostra mente ha una predisposizione naturale a cercare spiegazioni degli eventi che accadono nell’ambiente e a creare in relazione a essi storie più o meno credibili. Questo è il suo lavoro, ha sempre fatto questo e ciò, a livello evolutivo, ci ha permesso di ottenere risultati straordinari. Trovare ragioni produce generalmente una sensazione di benessere e ci dà la sensazione di poter controllare gli eventi, e se buona parte della popolazione si affida alle spiegazioni degli organi scientifici, un’altra parte finisce sempre, o per storia personale o per predisposizione, ad attaccarsi a spiegazioni poco credibili o scarsamente verificabili. La natura non verificabile di queste ultime è la ragione per cui permangono nell’immaginario collettivo pur non avendo alcun fondamento”. Molte persone in questi giorni non riescono a dormire tranquillamente a causa della paura del terremoto. Qualche consiglio? “Forse non tutti sanno che è normale manifestare preoccupazione e false percezioni di tremore finanche a due giorni di distanza dall’ultima scossa (gli studi a riguardo non sono esaustivi, ma suggeriscono una media di 48 ore). A maggior ragione se sono ancora in atto numerose scosse di assestamento. In questo caso è importante non lottare contro questi vissuti perché non dipendono da noi, sono emozioni e vissuti che, per quanto sgradevoli, se non alimentati tendono ad affievolirsi col tempo. Nel caso rimanessero inalterati per un periodo superiore a un mese è invece consigliabile consultare uno specialista, psichiatra o psicoterapeuta”. Marcello Marchesini


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’é la paura e c’é chi, probabilmente, ci specula sopra. Nei campi degli sfollati, nei paesi dove il sisma ha fatto più male, ma anche in quelli vicini, hanno cominciato a diffondersi voci incontrollate, già smentite e completamente infondate, forse a opera di ‘sciacalli’, su un presunto ‘big one’, una nuova imminente, fortissima scossa. Moltissime sono state le telefonate al centralino di Radio Bruno e le richieste di informazioni giunte ai centri di Protezione Civile e ai coordinamenti allestiti sul territorio dai Comuni. Qualcuno assicura di aver visto persone che vanno in giro con megafoni, dicendo alla gente di abbandonare le proprie case per imminenti nuove scosse di terremoto. Oppure, indossando false pettorine, si presentano ‘porta a porta’ o telefonano, con lo stesso messaggio da comunicare. La verità è che, a oggi, non è possibile stabilire quante scosse e di quale intensità potranno ancora interessare la stessa area. Forti terremoti sono comunemente accompagnati da altre scosse, ma ogni previsione che indichi con precisione data, ora e luogo, nonché magnitudo di futuri eventi é priva di ogni fondamento. Il timore è che dietro questi veri e propri procurati allarmi non ci sia solamente l’azione di qualche mitomane, ma che possa essere addirittura una strategia funzionale allo sciacallaggio, che permetta cioé ai ladri di aver campo libero in case abbandonate. Altri sciacalli cercano di speculare sui danni da 220 milioni di euro provocati al sistema del Grana Padano e Parmigiano Reggiano, tentando di acquista-

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Terremoto: si moltiplicano gli esempi di coloro che stanno lucrando sul sisma e di chi, al contrario, manifesta solidarietà e generosità

Sciacalli: la peggior specie...

Gianguido Tarabini, figlio della stilista Anna Molinari e amministratore unico di Blufin lancia un appello alle Istituzioni

“Non abbandonateci a noi stessi”

 

Purtroppo è avvilente constatare che, a fronte della paura che tutti noi stiamo vivendo, la sensazione principale è quella dell’abbandono. La confusione regna sovrana e gli sciacalli imperversano. Non lasciateci soli”. Gianguido Tarabini, figlio della stilista Anna Molinari e amministratore unico di Blufin s.p.a., il gruppo di abbigliamento di Carpi, nel cuore della zona colpita dal sisma, a cui fanno capo i marchi Blumarine e Blugirl, dichiara in una nota il suo “sgomento” di fronte al terremoto che sta colpendo la sua terra e “alle devastanti conseguenze” che i suoi conterranei stanno subendo.”Persone che si spacciano per responsabili della Protezione Civile prosegue Tarabini - continuano a dare false direttive di evacuazione alla gente,

re il prodotto a pochi euro, proponendo ai caseifici in difficoltà l’acquisto di stock di prodotto non rovinato. A Carpi coloro che hanno deciso di vivere in tenda, non avendo la possibilità di cucinare, hanno acquistato pranzo e cena presso gastronomie, pizzerie, take away e, se tanti hanno messo a disposizione prodotti a modici prezzi, altri hanno lucrato su questa situazione applicando prezzi esagerati. Gli esempi positivi sono stati davvero tanti. A Riccione i proprietari dell’albergo a cui si è rivolta una famiglia carpigiana hanno messo a disposizione le camere a prezzo stracciato; il Bar Macao ha allestito alcuni tavoli fuori dal locale per distribuire dolci e bevande; la Pizzeria S. Francesco ha offerto un pato completo a 8 euro; il Clorofilla al Parco delle Rimembranze è rimasto sempre aperto offrendo la possibilità di usare il bagno o una sedia su cui dormire, offrendo ghiaccioli a prezzo di costo e pasta con ragù a 4 euro, nonostante la voglia di fuggire e col pensiero rivolto a quei colleghi il cui locale è stato chiuso per motivi di sicurezza. E, ancora Unicredit e Bper hanno tolto le commissioni e Vodafone ha regalato 5 euro a tutti coloro che vivono in zone terremotate... Iniziative spontanee di chi ha offerto un servizio in un momento così difficile: quando tutto questo passerà, ce ne ricorderemo. Sara Gelli

Foto dalla Bassa

minacciando imminenti e forti scosse così da avere via libera ai furti e allo sciacallaggio. Carpi non è una piccola realtà, ma conta 70mila abitanti che hanno bisogno di assistenza e protezione. Le Forze dell’Ordine sono insufficienti per far fronte al caos e a una situazione così destabilizzante, mancano anche i tecnici preposti alle verifiche di abitabilità. Abbiamo bisogno di persone che ci difendano e che garantiscano la nostra incolumià e sicurezza. La mia gente ha

Gianguido Tarabini e la madre Anna Molinari

Un’azienda trentina che produce calze ha offerto ospitalità ai dipendenti di Enerplan, studio di ingegneria di Carpi

Solidarietà dal Trentino

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n’azienda di Avio, in Trentino, che produce calze, ha offerto di dare ospitalità ai dipendenti di uno studio di ingegneria di Carpi, in difficoltà dopo il terremoto. I 35 tecnici emiliani della Enerplan potranno così trasferirsi con i loro tavoli da disegno in una parte non utilizzata dello stabilimento della New Twins di Avio. New Twins

paura. Il mio è un appello di aiuto - conclude l’imprenditore - non lasciateci soli”.

Il suo titolare, Francesco Ruffoli, è stato il primo a telefonare martedì 29, dopo la prima scossa, al collega di Carpi, Corrado Faglioni, che con i suoi tecnici aveva realizzato lo stabilimento trentino. “Il piano superiore di 1.800 metri quadrati è libero e l’abbiamo messo a disposizione, era il minimo che potessimo fare”, dice Ruffoli. “Da noi il terremoto ha picchiato davvero forte - afferma il titolare dello studio - la nostra struttura sarebbe potenzialmente riparabile e operativa, ma c’é l’incognita di altre scosse e la nostra professione richiede grande concentrazione. Non si può andare avanti con 60 scosse al giorno”. I dipendenti - dice Faglioni - hanno accettato di buon grado questa soluzione. Parte di loro sarà alloggiata in Trentino e potranno utilizzare un servizio di navetta.  

Corrado Faglioni


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Dopo le terribili scosse che hanno sconvolto il nostro territorio, in particolare nei comuni della Bassa dove si sono registrati gli epicentri, in molti hanno avanzato una relazione tra le presunte opere di trivellazione nel sottosuolo (fracking) e i sismi. Esiste una correlazione tra le due cose? Lo abbiamo chiesto al geologo carpigiano Gianluca Marcato

“Il fracking non c’entra nulla” I

l 17 febbraio 2012, i Ministri dell’Ambiente e dei Beni Culturali Corrado Clini e Lorenzo Ornaghi hanno decretato la compatibilità ambientale e l’autorizzazione di opere di indagine geologica (cioè trivellazioni con uso di cariche esplosive e pompaggio di acqua ad alta pressione), allo scopo di verificare la realizzabilità di un deposito di gas metano, nel sottosuolo dei comuni di San Felice sul Panaro, Finale Emilia, Camposanto, Medolla, Mirandola e Crevalcore, all’interno di una cavità naturale situata a tre chilometri di profondità e in grado di servire allo stoccaggio di gas metano. Quella contro l’impianto di Rivara è una battaglia iniziata oltre dieci anni fa: enti locali e comitati di cittadini “No gas” da anni si battono con presìdi e manifestazioni contro il progetto. Dopo le terribili scosse che hanno sconvolto il nostro territorio, in particolare nei comuni della Bassa dove si sono registrati gli epicentri, in molti hanno avanzato una relazione tra le presunte opere di trivellazione nel sottosuolo (fracking) e i sismi (nonostante la Erg Rivara Storage srl, società angloitaliana autorizzata alla realizzazione dell’opera, neghi di aver “realizzato nell’area di Rivara nessuno studio o perforazione, tanto meno con l’iniezione di gas”. Esiste una correlazione tra le due cose? Lo abbiamo chiesto al carpigiano Gianluca Marcato, laureato in Geologia all’Università di Modena e oggi ricercatore presso l’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del CNR di Padova. Cos’è il Fracking? “E’una tecnica che crea o apre maggiormente  fratture nelle rocce, solitamente a grande profondità. Si attua iniettando acqua in pressione o aria compressa, è usata soprattutto in campo petrolifero per aumentare la capacità produttiva di giacimenti”. L’area di Rivara (San Felice Sul Panaro) è da anni sotto i riflettori, perché di grande interesse per lo stoccaggio di gas nel sottosuolo, la ERS (Erg Rivara Storage srl) è la ditta incaricata dal Governo per la gestione dello stoccaggio del gas (oggi il progetto è stato bloccato). E’ possibile che terremoto e perforazioni siano collegati? “Si tratta di un’ipotesi progettuale che ad oggi si basa su dati diretti (pozzi esplorativi) e indiretti (sezioni geofisiche) raccolti da Eni e Agip negli

Fenomeni di liquefazione e fratturazione del terreno tra Finale Emilia e San Felice

Gianluca Marcato

Anni ‘70 a scopo di ricerca petrolifera. Questi dati sono poi stati attualizzati da Ers in modelli per valutare la fattibilità di stoccaggio di gas in alcune delle strutture geologiche (cosiddette trappole) non produttive da un punto di vista dell’estrazione degli idrocarburi. Dopo la prima fase, che come detto si è svolta solo su fonti bibliografiche, la commissione VIA ha dato espresso parere favorevole a un approfondimento di indagini per valutare in via esaustiva la fattibilità o meno del progetto. Tali indagini dovevano consistere nel riutilizzo di pozzi Agip-Eni esistenti e approntarne uno nuovo a scopo esplorativo. Ad oggi nessuna di queste indagini è partita. Pertanto, ritengo sia del tutto fuorviante trovare qualsiasi nesso tra lo studio Ers e quanto sta accadendo. A parer mio vi è molta ignoranza nel merito del progetto, in quanto allo stato attuale, senza l’ausilio delle indagini in programma non si possono formulare scenari attendibili”. La vita dell’uomo è infinitivamente breve rispetto

a quella geologica ma è evidente che qualcosa sta cambiando. Come commenta le fuoriuscite di sabbia e melma nelle zone più colpite dal sisma, in particolare tra Finale e Mirandola? “La pianura padana è il risultato del colmamento operato dai sedimenti del fiume Po e dei suoi affluenti. In genere

i fiumi quando arrivano in una zona a minor pendenza perdono energia e iniziano a sedimentare i loro depositi, via via i fiumi tendono così a divagare, abbandonando antichi corsi e aprendone di nuovi. Questo durante i millenni. Il processo naturale si è arrestato a seguito delle bonifiche e da quando i fiumi nei loro tratti di pianura sono stati costretti

in arginature, che di fatto ne impediscono il divagare. Le caratteristiche geomorfologiche dell’area colpita dal sisma e la localizzazione degli effetti osservati (liquafazione) mostra una evidente correlazione con la presenza di paleoalvei dei fiumi Secchia, Panaro e Reno”. In cosa consiste il fenomeno della liquefazione

del terreno? “E’ un fenomeno che può manifestarsi in terreni perlopiù sabbiosi e in cui vi è la presenza di una falda. Lo scuotimento provocato dal terremoto (solitamente deve essere di magnitudo >5) provoca un’immediata perdita di resistenza dei terreni a causa dell’aumento delle pressioni interstiziali. Terreni più pesanti che stanno in superficie o le stesse abitazioni si trovano così a sprofondare in questa melma che, per ridistribuzione isostatica, cerca delle vie di fuoriuscita. La liquefazione è un fenomeno che possiamo riprodurre con semplicità. Al mare se ci mettiamo vicino al bagnasciuga e con una mano proviamo a battere la sabbia, noteremo come nei pressi della nostra mano si abbiano venute di acqua e la sabbia invece sprofondi”. Significa che ci sono delle sacche vuote sotto la Bassa? Dei paleoalvei di fiume? “Un paleoalveo è una traccia di alveo fluviale abbandonato dal corso d’acqua. I depositi all’interno del canale abbandonato sono solitamente più grossolani rispetto alla piana circostante. Per la cartografia dei paleoalvei riconosciuti nella Bassa, consiglio le pubblicazioni del Professor Doriano Castaldini del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università i Modena e Reggio Emilia. Un vero cultore della materia”. In altre aree invece abbiamo assistito a fenomeni di fratturazione provocati dal forte scuotimento del terreno e si sono registrate ampie fuoriuscite di sabbia grigia. Il fenomeno è molto evidente soprattutto nel comune di Sant’Agostino. “Sant’Agostino, San Carlo e Mirabello si trovano lungo il dosso che evidenzia un importante paleoalveo del Reno. Si tratta di un dosso ben rilevato rispetto al territorio circostante. Le fratturazioni del terreno che si sono osservate, sono proprio la conseguenza del riassettarsi degli strati sabbiosi del dosso che, a causa dello scuotimento, si son fatti fluidi; è come se il terreno di superficie (sia esso antropico o vegetale) si sia trovato su di un fluido e pertanto si sia spezzato. Non si tratta di evidenze di superfice di faglie. A scanso di equivoci: due anni fa mi trovavo in Nuova Zelanda durante il sisma di magnitudo 7,2 a Christchurch e ho osservato i medesimi effetti nei campi e in città”. Continua a pagina 13


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13 I lettori ci scrivono

San Felice sul Panaro

“Reagite”

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Perchè il territorio come rilevato dal satellite si è sollevato di 15 centimetri? “Si tratta di fenomeni di rigonfiamento che nel tempo dovrebbero riassorbirsi; non è da escludere che vi siano stati sia innalzamenti che abbassamento in altre zone. Credo sia troppo presto per fare valutazioni. Tali dati dovranno essere studiati in un periodo più lungo, che tenga conto della stagionalità delle misure”.

Tutti hanno sempre pensato che su un terreno alluvionale come il nostro non si sarebbero mai potuti verificare danni tanto disastrosi. Oggi la nostra area come verrà classificata dal punto di vista sismico? “Attualmente il nostro territorio è classificato 3, in una scala da a 1 a 4, dove 4 è rischio quasi nullo. Senz’altro lo studio degli eventi di questi giorni servirà per stilare una mappatura del nostro territorio più dettagliata e consapevole.

Vale la pena ribadire che la zonizzazione viene sempre fatta studiando eventi del passato. Proprio perchè si dispone di un evento di questo genere, rilevato e analizzato con gli strumenti che esistono al giorno d’oggi, si potrà arrivare per la nostra zona a una valutazione del rischio simico al massimo livello”. Gli Appennini “scivolano” verso le Alpi, il territorio sta mutando? “Purtroppo ci troviamo di fronte a questioni che con il tempo umano non sono

confrontabili, sono processi geologici che durano milioni di anni, che però si manifestano durante eventi che durano pochi secondi (terremoti, alluvioni...), probabilmente siamo capitati in uno di questi secondi. Difficile dire ora se il territorio stia mutando, anche perchè ormai parliamo di territorio fortemente antropizzato, dove l’uomo risulta il principale agente modificatore, quindi molto dipenderà da cosa deciderà di fare l’uomo dopo questa tragedia”. Jessica Bianchi

gregio direttore, Carpi e la Bassa emiliana sono state sconvolte da un terremoto che nessuno prevedeva e che nessuno immaginava potesse provocare i danni che ha creato a Finale Emilia, Mirandola, Cavezzo... ma una cosa mi preoccupa: il panico. La paura e la psicosi delle scosse, di certe persone. Posso capire chi ha avuto la casa danneggiata, non più agibile, che allo spavento si sia aggiunto il danno economico, e quindi cade in depressione; ma ciò che mi meraviglia è vedere campeggi improvvisati, auto parcheggiate sotto gli alberi dei parchi pubblici e dei giardini cittadini, preparati per la notte!  Trovo tutto questo esagerato! Soprattutto per Carpi, dove a parte il centro storico, non vi sono case lesionate! Ho sentito notizie tremende su Fossoli, case distrutte, cittadini trasferiti… mi sono andato a fare un giro questa mattina a Fossoli, c’è la vecchia chiesa dove ha ceduto il tetto della navata, vi sono case civili che hanno perso qualche tegola, o avevano i camini pericolanti, sono transennate in attesa delle perizie e dei lavori di ripristino, ma nulla più. Eppure, signor Direttore, ci sono persone accampate in tende, alcuni addirittura con la tenda nel proprio cortile di casa, case nuove, case senza una crepa visibile, eppure c’è tanta paura. Perché? Cosa

dovrebbero fare allora gli abitanti di Cavezzo, di Rovereto, di Mirandola e di Finale? Suvvia un po’ di amor proprio, un po’ di certezze e di coraggio! Ho notato anche un altro aspetto di questa psicosi da terremoto, al senso di paura, si aggiunge l’atteggiamento vittimistico di chi per sua scelta ha deciso di dormire in macchina o in tenda; si aspetta aiuto dalle istituzioni, come se fosse un danneggiato, aspetta un pasto e acqua, e quando arrivano i volontari, ecco l’assalto all’accaparramento, dimenticandosi che esistono e sono aperti i supermercati come sempre!  Il Comune e le associazioni stanno facendo il possibile e anche di più, per portare aiuto e conforto alle persone anziane, inferme  e bisognose, ai veri terremotati;  ma a questi “fifoni”, a questi spaventati per le scosse, diciamogli: “reagite! Invece di starvene tutto il giorno spaparanzati sdraiati sull’erba a oziare, come fossero a un picnic, mettetevi a disposizione, e poi se la casa è ancora sana, tornate a casa per lavarvi, preparare il pranzo e la cena”, poi se la notte preferite stare in tenda, capisco che l’Amministrazione possa chiudere un occhio, anche per la sosta dei veicoli sul tappeto erboso! Scusi il mio sfogo, direttore, ma certe scene che ho visto nei giardini di Carpi, proprio non mi hanno per nulla commosso, anzi indignato! D.


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Novi di Modena - “la torre e’ caduta ma noi siamo in piedi”

In macerie il simbolo della cittadina

La torre è caduta, ma noi siamo in piedi”. Con queste parole il sindaco di Novi, Luisa Turci, fotografa lo spirito della popolazione del paese della Bassa modenese dopo la forte scossa di domenica 3 giugno, magnitudo 5.1, che ha provocato il crollo della Torre dell’orologio, il simbolo della località, già gravemente danneggiata dalle precedenti scosse, ma che non ha provocato feriti. “La scossa non ha fatto del male a nessuno sotto il profilo fisico - ha aggiunto - ma ha fatto certamente male alla nostra comunità, perché la torre era il nostro simbolo. Ora cercheremo di trovarne altri. Ma il vero simbolo sono i bambini, i giovani, il significato di una comunità che comunque si ritrova unita e va avanti”. “In tre secoli di vita (da una memoria dell’Archivio Comunale di Novi la nostra Torre risulta essere stata edificata nel 1712) - spiegava tempo fa il Gruppo storico Novese in un proprio elaborato - la nostra torre è stata testimone delle principali vicende del nostro paese. Dominando quello che è il foro della

Novi - Crolla la torre dell’Orologio con la scossa del 3 giugno delle 21 - magnitudo 5,1

nostra comunità, ne ha viste di tutte le sorti e di tutti i colori: soldatesche straniere d’occupazione e carri armati liberatori, adunate di protesta e di festa, camicie rosse garibaldine e camicie nere, funerali e carnevali, mercati e fiere, palazzi e scuole nascere e morire... Per la sua posizione centrale, l’elegante sviluppo verticale e le connotazioni storiche la torre dell’orologio è così assurta a simbolo civico, quasi stemma araldico, della comunità del capoluogo novese”. Dome-

nica 3 giugno a Novi, come ha fatto sapere il referente dell’Anpas (l’associazione delle pubbliche assistenze), Giancarlo Arduino, il campo sfollati ha accolto nuove persone che non erano già ‘accreditate’ ma che hanno deciso, spaventate, di rivolgersi agli operatori della struttura. Molta gente a Novi è fuori casa, parla e si scambia impressioni e timori, c’é stato allarme ma non panico. “Siamo una comunità fuori casa - rileva il sindaco Turci - ma nella nostra terra”.


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Teniamo botta! a cura di Clarissa Martinelli clarissa.martinelli@radiobruno.it

ideato una maglietta con lo slogan emiliano per eccellenza che invita a tenere duro: “TENIAMO BOTTA!”. Le T-shirt, bianche o nere, taglie S, M, L, XL, si potranno ottenere con un’ofaccogliere fondi a favore ferta minima di 10 euro presso la sede delle popolazioni terremotate. centrale di Radio Bruno in via Nuova Come fare? Come Ponente 24/ a o onmuoversi? Ce lo line utilizzando le insiamo chiesti tra un Conto Corrente Na- dicazioni che trovate zionale e uno locale, sul portale www. tra una Onlus e il nu- radiobruno.it. In  via di definizione anche mero di sms 45500. un grande spettacolo Radio Bruno ha musicale a Modena sposato da subito il Conto Corrente della il 3 luglio con i big Provincia di Mode- della musica: anche na con cui collabore- in quella occasione rà anche sui progetti saranno raccolte da mettere in campo; offerte a favore dei terremotati e saranno per incrementare le donazioni, abbiamo disponibili le T-shirt.

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L’Angolo di Cesare Pradella

Giovanni Taurasi

Taurasi si riduce l’indennità percepita dal Comune di Carpi

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n questo mare di cattive notizie, di tragedie umane, di lutti, di crisi economica sempre più pesante, ve n’è una rassicurante e confortante che, pur nella sua modestia, fa guardare il domani con un occhio

meno negativo e pessimista. Si tratta del dimezzamento dell’indennità che si è autoimposto il presidente del Consiglio Comunale di Carpi, Giovanni Taurasi che, in presenza di una minore mole di lavoro in con-

siderazione del trasferimento di molte deleghe dal Consiglio Comunale a quello dell’Unione Terre d’Argine, ha ritenuto doverosamente e coscienziosamente di prenderne atto e, a fronte di un minore impegno

personale, di ridursi l’indennità percepita. Taurasi è funzionario della Provincia di Modena dalla quale è in aspettativa dopo la sua nomina, due anni fa, a presidente del Consiglio Comunale cittadino.

Tante stelle della musica sul palco dello Stadio Dall’Ara, il 25 giugno, per il bene dell’Emilia devastata dal terremoto

Il grande cuore della musica

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na notte serena a chi non riesce più a dormire. Questo è il claim del Concerto per l’Emilia , l’evento che si svolgerà allo Stadio Dall’Ara, a Bologna, lunedì 25 giugno. Da Emiliani per gli emiliani, musica e solidarietà a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. L’idea nasce dal cuore di tanti operatori dello spettacolo, prima di tutti Beppe Carletti leader della band Nomadi, che dopo il sisma del 20 maggio ha contattato gli artisti amici emiliani. Si è messo in moto un tam tam di telefonate e di passaparola che hanno portato nel giro di poche ore a costituire un cast prestigioso con le voci migliori del panorama musicale italiano. Ogni artista parteciperà a titolo gratuito senza percepire nessuna forma di compenso né rimborso. Parallelamente, gli associati emiliani di Assomusica (l’associazione degli organizzatori e dei produttori di spettacoli di musica dal vivo) si sono mobilitati per organizzare l’evento mettendo a disposizione gratuitamente la

loro opera, le loro conoscenze, le strutture e il personale. La Regione Emilia Romagna, attraverso il consigliere promotore dell’iniziativa Marco Barbieri, è da subito in prima linea per ottimizzare e per coordinare i vari settori dell’organizzazione. La scelta del luogo è obbligata: Bologna, capoluogo della regione. Per prestigio, centralità e capienza, tutti si pensa allo Stadio Dall’Ara. “Il Bologna Football Club 1909 - ha commentato il presidente Albano Guaraldi - è lieto e orgoglioso di mettere a disposizione di questo concerto di solidarietà lo Stadio Dall’Ara e i rapporti con i nostri sponsor, al fine di raccogliere la più alta cifra possibile da dedicare interamente alle terre e ai cittadini colpiti dal sisma”.  Radio Bruno si è messa immediatamente a disposizione per sostenere la campagna di comunicazione, diffondendo tramite i suoi canali il messaggio di solidarietà. Nei giorni successivi ai terremoti del 20 e 29 maggio Radio Bruno ha effettuato dirette no stop di intere giornate dando spazio agli ascolta-

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tori colpiti dal sisma, informandoli in tempo reale sulle situazioni di criticità e sulla necessità di aiuto, mettendoli in contatto con chi si trovava nella possibilità di fornire sostegno. L’apporto fondamentale di Radio Bruno, emittente della regione vicina ai terremotati, non pregiudica però la partecipazione di altre emittenti regionali che

vorranno condividere l’iniziativa e i messaggi promozionali. Concerto per l’Emilia è un collettivo di emiliani, formato da artisti, agenzie ed enti, che si stringono al cuore dell’Emilia più colpita e danneggiata per farla rialzare e ripartire quanto prima. Gli allestimenti saranno importanti, in sintonia con il grande evento e con la caratura degli artisti che vi prenderanno parte. I costi di produzione saranno ridotti al minimo, grazie all’apporto gratuito di persone, strutture e servizi. L’estrema riduzione dei costi di produzione consentirà di devolvere l’intero incasso della biglietteria – eventualmente dedotti gli oneri della Siae – in un fondo della Regione, per la destinazione integrale alle finalità di solidarietà e ricostruzione. Sarà fondamentale il ruolo delle aziende del territorio per far fronte a costi di produzione che si dovranno sostenere per realizzare l’evento, affinché nulla venga sottratto dalla vendita dei biglietti (ad eccezione degli oneri Siae). L’Emilia ha un grande tessuto produttivo di imprese di

piccole medie e grandi dimensioni, Concerto per l’Emilia costituisce per loro e per tutte le aziende italiane la possibilità di compiere un atto concreto di solidarietà  per le persone colpite dal sisma ma anche per le realtà produttive danneggiate, partecipando al concerto con una donazione , con una fornitura di servizi, prodotti, acquisto di biglietti e qualsiasi altra forma di collaborazione.  La line up non è ancora ufficiale, ma si sa per certo che sono stati contattati artisti emiliani di grande rilievo come Luciano Ligabue, Laura Pausini, Gianni Morandi, Nek, Rio, Modena City Ramblers e Francesco Guccini tra gli altri. COSTI Il biglietto costa 30 euro con scelta del settore al momento dell’acquisto: prato, distinti o curva. BIGLIETTI I biglietti sono acquistabili tramite il circuito Ticketone (www.ticketone.it), il circuito Booking Show (www.bookingshow.it) e tramite il circuito Charta-VivaTicket (www. vivaticket.it). Le ticket company hanno rinunciato a percepire ogni tipo di aggio, in sintonia con la filosofia generale del concerto, per destinare il maggior numero di risorse alla beneficenza. Per info: Studio’s 059-454772.


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a 21enne carpigiana Jessica Izzo, studentessa di Lingue e Culture Europee a Modena racconta la sua esperienza di studio e lavoro in Spagna. Prima l’Erasmus ad Alicante e ora il tirocinio a Corralejo. Quando e come hai maturato l’idea di studiare e lavorare all’estero, e perché hai scelto proprio queste due località della Spagna? “Da quando ho cominciato a studiare le lingue straniere durante le scuole medie, ho sempre avuto il desiderio di conoscere altri paesi e le loro culture e, infatti, già prima di arrivare all’università avevo già fatto esperienze all’estero. Ho vissuto per alcune settimane a San Francisco e a Sevilla. Giunta alla fine del secondo anno di università, ho deciso che era arrivato il momento di mettermi alla prova e così ho partecipato al bando Erasmus, ottenendo il posto presso l’Università di Alicante per un periodo di 5 mesi. Tuttavia desideravo vivere un’esperienza all’estero più lunga e quindi ho cercato - e trovato - un’ottima soluzione. Sapendo che l’Università di Modena offre anche possibilità di lavoro come tirocinante, mi sono rivolta all’ufficio competente e ho scelto periodo, tipo di lavoro e località che più mi interessavano, ovvero un lavoro presso un albergo nelle isole Canarie. E così, una volta programmato l’Erasmus, ho organizzato subito anche il mio viaggio qui a Corralejo”. Partiamo dall’esperienza Erasmus. Dove studiavi e come era la vita universitaria lì? “Ad Alicante ho vissuto in uno studentato e cioè in un campus contenente una cinquantina di facoltà, dotato di strutture moderne e personale efficiente. Lì

La 21enne carpigiana Jessica Izzo, studentessa di Lingue e Culture Europee a Modena racconta la sua esperienza di studio e lavoro a Corralejo

La mia vita in Spagna Jessica Izzo

ho frequentato dei corsi di lingua inglese e spagnola che mi hanno consentito di migliorare notevolmente il mio livello di lingua, di relazionarmi con studenti stranieri e di essere inoltre meno inibita nel rapportarmi con altre persone”. E adesso invece che lavori a Corralejo, quali attività stai svolgendo?

Selezione Miss Italia

C’è anche la carpigiana Chiara Bracali

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a macchina organizzativa dell’associazione Amici del Bar Parigi e della Pro Loco di Gualtieri è stata impegnata, sabato scorso, nell’organizzazione della terza edizione di Miss Gualtieri titolo di bellezza assegnato dal concorso Miss Italia. Nonostante il cambio di location da Piazza Bentivoglio, in parte inagibile per il sisma, alla nuova area spettacoli di via Allende, la manifestazione ha avuto un buonissimo riscontro di pubblico, che ha potuto assistere all’evento di bellezza targato Miss Italia. Sei fasce di bellezza in palio e a contendersele 14 aspiranti Miss che hanno aperto la serata sfilando, davanti alla giuria, in eleganti abiti da sera e coi body ufficiali del concorso. A conquistare il prestigioso alloro di Miss Gualtieri 2012 è stata la diciannovenne Federica Vaccaro, residente a Sestri Levante ma domiciliata a Reggio Emilia, in quanto ballerina di danza classica presso l’Accademia di balletto Cosi-Stefanescu. Il secondo posto è andato a Jessica Castelli, 20 anni, di Piacenza (Miss Rocchetta Bellezza) seguita dalla romagnola Elena Brandolini,19 anni, di Cesena, terza classificata con la fascia di Miss Wella Professionals. L’altra fascia Wella è stata assegnata a Chiara Montanari, 22 anni di Reggio Emilia e, infine, sono state premiate la ventitreenne Chiara Bracali (in foto) di Carpi e la diciottenne di Piacenza Samuela Vaccari.

“Qui a Corralejo faccio parte del Dipartimento delle Relazioni Pubbliche del Gran Hotel Atlantis Bahia Real. Il lavoro richiede capacità comunicative, elasticità e spirito di iniziativa, oltre alla conoscenza delle lingue straniere. In pratica, svolgo il mio lavoro presso uno dei ristoranti dell’hotel nel quale i clienti fanno colazione e cenano, occupandomi

dell’accoglienza al loro arrivo e del controllo del rispetto di regole e ordine”. Come si sa la crisi mondiale ha avuto effetti disastrosi anche sull’economia spagnola, soprattutto per quanto riguarda le possibilità occupazionali dei giovani. Tu che la stai vivendo cosa percepisci? In Spagna ci sono ancora opportunità per

i giovani? “Da quando mi trovo in Spagna mi sono resa conto che anche qui è difficile avere prospettive per il futuro. Per fare un esempio: Alicante è situata a un’ora di auto da Valencia, e a poco più di due ore da Barcellona, e si tratta di una città minore rispetto a queste due sia in termini di superficie e densità di popolazione, che per gli aspetti economici. Pertanto si potrebbe pensare che gli abitanti di Alicante abbiano talvolta necessità di spostarsi verso Valencia o Barcellona in cerca di migliori prospettive lavorative, ma non è affatto così. Ad Alicante ho incontrato persone provenienti da Barcellona, Valencia e altre grandi città, che erano venute nella cittadina portuale in cerca di un’occupazione che non erano riusciti a trovare dove vivevano. Il fatto che le persone si dirigano in un centro urbano decisamente meno importante di un altro per cercare lavoro è indice che purtroppo la crisi e il tasso di disoccupazione sono in costante crescita”. Come e soprattutto dove vedi il tuo futuro: in Italia, in Spagna oppure in un altro paese all’estero? “E’ una domanda difficile, al momento potrei rispondere in Spagna perché è un tipo di vita che ho imparato a conoscere e che mi sono cucita addosso, ma sono molto desiderosa di vedere anche altre realtà, per cui la mia idea per ora è quella di concludere la mia carriera universitaria e poi di uscire ancora dall’Italia. Mi piace la vita all’estero e se nel futuro mi si presenteranno altre occasioni io le coglierò. Non ci sono prospettive né a casa né fuori di casa, sicché me le costruirò da sola. Dove non è così importante”. Chiara Sorrentino

A Carpi dovrebbe nascere la Silmar Art Gallery, un vero e proprio spazio espositivo dove gli artisti presenti verrebbero a confrontarsi e a scambiarsi idee

Suggestioni in bianco

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n lungo velo, bianco come lo strascico di una sposa, si libra lievemente nell’aria, impalpabile. Al di sotto, alcuni ventilatori ruotano le loro pale secondo un ordine e una tempistica stabilite da un raffinato software. L’installazione del designer Gianluca Pergreffi, che fa bella mostra di sé dalle vetrine di Silmar che si affacciano, a Carpi, su viale Carducci, è uno degli elementi scenici che corredano la mostra di fotografie di abiti da sposa scattate dal fratello e collega Luciano. “Questa prima esposizione può essere definita come il numero zero di una serie di mostre che vorremmo sviluppare nel nostro spazio, a ca-

denza mensile, per dare la possibilità alla nostra città di conoscere più da vicino l’opera di grandi artisti che vanno dalla fotografia alla pittura, senza tralasciare la scultura”. Una serie di mostre come le altre? No, secondo le intenzioni dei due vulcanici fratelli. A Carpi dovrebbe infatti nascere la Silmar Art Gallery, un vero e proprio spazio espositivo dove gli stessi artisti di volta in volta presenti verrebbero a confrontarsi, a scambiare idee, suggestioni, punti di vista alla presenza di noti galleristi. “Una maniera inedita, qui, per sprovincializzare dall’idea monolitica della mostra frontale e creare un contesto al contempo più informale

e più dialogico”. Il primo ospite sarà probabilmente il fotografo di fama internazionale Franco Vaccari – nato a Soliera ma residente a Modena, anch’egli figlio d’arte, come i fratelli Pergreffi – che sta attualmente esponendo a Palazzo Reale a Milano. “L’idea è nata alla Biennale di Venezia, quando vi esponemmo lo scorso anno. Vorremmo diventasse un punto di contatto stabile tra molteplici e differenti influenze”. Aspettando che venga stabilita la data per la prossima esposizione, è già pronta la seconda installazione che, creata anch’essa da Gianluca, dialogherà con le immagini presenti. M.M.


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Gli eventi sismici che hanno colpito l’Emilia condizionano inevitabilmente l’Assemblea dei Soci di CMB indetta sabato 9 giugno presso la sede centrale di via Marx per la presentazione del Bilancio

2011, un anno difficile Ospedale di Sant’Anna di Ferrara

L’assemblea purtroppo risente dei tragici eventi che si sono verificati in Emilia e hanno colpito tanta parte della popolazione. Sarà un’assemblea particolare, ridotta ai minimi termini, vista la situazione”. Il presidente di Cmb, Carlo Zini, ci tiene a sottolineare i segnali positivi: in questi giorni così difficili infatti, “è diventato operativo l’Ospedale di Sant’Anna di Ferrara, una delle realizzazioni più impegnative di

Cmb, la cui funzionalità ha consentito di alleviare le sofferenze delle popolazioni terremotate e sopperire all’attività di ospedali che sono stati evacuati”. Per quanto riguarda più in generale la situazione, “è evidente - ha detto Zini - che si tratta di fenomeni il cui rischio era abbastanza remoto. D’ora in avanti, il modo di costruire e concepire la sicurezza nelle costruzioni dovrà per forza tenere conto di questa realtà”. L’Assemblea dei Soci

Cmb per la presentazione del Bilancio 2011 si terrà sabato 9 giugno presso la sede centrale di via Marx, 101 a Carpi. Nell’anno appena trascorso Cmb ha consolidato il proprio giro d’affari (620 milioni di euro) mantenendo un livello che la colloca fra i primi costruttori a livello nazionale. “C’è un discreto utile netto - continua Zini - che consente in un anno non particolarmente favorevole per l’economia di remunerare, anche se

molto parzialmente i nostri soci e accrescere il patrimonio”. Il settore delle costruzioni risente di una crisi senza precedenti che Cmb ha affrontato cercando di operare nella tutela del reddito dei soci e del lavoro. Nel 2011 il blocco del turn over e l’impiego della mobilità tra le Divisioni non sono state scelte sufficienti ad assorbire le criticità emerse in merito all’occupazione: in tal senso è stato necessario ricorrere all’utilizzo della cassa integrazione ordinaria per circa trenta lavoratori e alla riconversione professionale di alcune figure. Ad oggi i livelli occupazionali si sono contratti fino a raggiungere la quota di 805 unità a fine 2011 (377 operai e 428 impiegati) con un calo di un centinaio di dipendenti rispetto al 2007. Per quel che riguarda le prospettive più a breve, Cmb punta sull’alleanza strategica con Unieco per intraprendere iniziative più complesse e approdare sui mercati esteri. Inoltre, il colosso cooperativo carpigiano, forte del know how maturato in questi ultimi dieci anni in ambito sanitario, si propone nuove acquisizioni nel settore ospedaliero.Atal proposito, inizieranno nella seconda metà dell’anno i lavori per la costruzione del nuovo Ospedale di Verona. Sara Gelli

Champion Scandicci

“Nessuna risposta”

Sottrarsi al confronto con le istituzioni è un atteggiamento irrispettoso e inaccettabile, che mostra un aperto disprezzo verso i diritti dei lavoratori. E’ un fatto gravissimo, sul quale la Regione non può assolutamente lasciar correre. Chiedo, pertanto, ai vertici dell’azienda di rivedere la propria posizione, permettendo un confronto che tenga conto dei reali problemi dei lavoratori”. Lo ha affermato, in una nota, il presidente della Regione Enrico Rossi in merito alla vicenda Champion di Scandicci (Firenze). L’azienda, si legge ancora, ha infatti annunciato che nell’ambito di una riorganizzazione produttiva trasferirà a Carpi l’attività di Scandicci, il tutto “senza aprire una seria contrattazione con i sindacati con i quali l’azienda ha interrotto i rapporti”. Per tentare di aprire un tavolo sulla vicenda, l’assessore regionale all’attività Gianfranco Simoncini, aveva convocato l’azienda che però non si è presentata. Anche il sindaco di Carpi Enrico Campedelli non ha risposto all’appello lanciato, preferendo il silenzio. Che nessuno oggi si azzardi però a invocare i nefasti effetti del terremoto per giustificare il silenzio di Mambrini & Co. La vicenda Scandicci, infatti, ha radici ben più lontane. E mentre la proprietà latita, da due settimane lo stabilimento fiorentino è chiuso. Alla faccia dei dipendenti. J.B.

L’azienda carpigiana STAR-T, che fornisce servizi per la formazione a distanza (on-line) a scuole, enti di formazione e aziende private, è approdata in Tunisia per un progetto di commercializzazione dei propri servizi “made in Carpi”

Carpi alla conquista della Tunisia A lcuni paesi sono generalmente considerati come fonte di manodopera a basso costo per aziende manifatturiere europee. Questa però è un’altra storia. L’azienda carpigiana STAR-T, che fornisce servizi per la formazione a distanza (on-line) a scuole, enti di formazione I partecipanti alla missione e aziende private, è approed è un riferimendata in Tunisia per un Gianfranchi to sia per gli altri progetto di commerpaesi del Magreb cializzazione dei proche per l’Africa pri servizi “made in sub-sahariana. Il Carpi”. La Tunisia ha tessuto industriale un sistema educativo, inoltre è in via sia pubblico che pridi ammodernavato, di ottimo livello

partnership con un’azienda tunisina e ad affrontare un mercato così nuovo per questo tipo di servizi. La fiera MedAfrica Education, la piú importante del settore per il Continente Africano, che si è tenuta a Tunisi dal

3 al 5 maggio scorsi, è stata l’occasione per consolidare i rapporti con la clientela tunisina e di presentare ai tanti visitatori professionali provenienti da vari paesi africani le possibilità offerte dagli strumenti didattici e

Marco Gianfranchi durante il workshop

mento , la popolazione è in media molto giovane e l’uso delle nuove tecnologie è in rapida ascesa. Questi sono i motivi che hanno spinto i soci di STAR-T, Marco Gianfranchi e Marzia Barbolini, a stringere una

di comunicazione forniti da STAR-T. Marco Gianfranchi, in quanto specialista di e-learning, è anche stato chiamato a condurre un workshop durante il quale sono stati spiegati, tramite l’illustrazione di storie si successo, i vantaggi della formazione a distanza in associazione alle formazione tradizionale in aula. Hanno partecipato al seminario condotto da STAR-T presidi di importanti Università, direttori di centri di formazione professionale e responsabili di associazioni di categoria. J.B. enrico

L’intervento del Comitato Unitario delle Professioni di Modena

Meritiamo un protocollo anti-estorsione!” titolava il Tempo qualche settimana fa, lanciando un appello alla società civile affinché ognuno dia il proprio contributo personale per contrastare le infiltrazioni mafiose, il cui radicamento nel nostro territorio non è più contestato (né contestabile). I professionisti modenesi riuniti nel Cup, Comitato Unitario delle Professioni non possono che condividere questa esortazione perché, come giustamente afferma Marcello Marchesini nell’articolo citato: “Occorre reagire, prendere decisioni importanti, alla luce del sole. Dare segnali chiari, precisi, al di là e oltre le parole”. Anche noi professionisti siamo del parere che il tempo dei convegni e delle dichiarazioni di principio sia ormai scaduto: ora è giunto

Contro le mafie i professionisti modenesi ci “mettono la faccia” il momento di “metterci la faccia”, soprattutto per chi – come i professionisti – ogni giorno, nel proprio lavoro, può trovarsi davanti a un bivio: da un lato il percorso della rinuncia al facile guadagno in nome della legalità, dell’affermazione del principio di trasparenza, della soddisfazione di lavorare rispettando l’etica e la deontologia, tutelando con il proprio operato l’interesse pubblico e le leggi dello Stato. Dall’altro lato ecco la scorciatoia della convenienza personale, del tornaconto immediato che zittisce ogni scrupolo. In fondo basta chiudere un occhio… Da parte nostra, abbiamo deciso di impegnarci direttamente per contrastare l’aggressione della criminalità mafiosa alla nostra economia

e alla nostra comunità. Nessuno di noi, oggi, può sostenere di non sapere o di non vedere che anche a Modena vi sono contatti tra professionisti senza scrupoli ed esponenti della malavita. Gli oltre 10mila professionisti modenesi riuniti nel C.U.P. hanno nel principio della responsabilità un valore fondante e condiviso, che trova sostanza nella Carta Etica delle professioni, sottoscritta e recepita da tutti gli Ordini professionali modenesi e diventata parte integrante dei singoli codici deontologici. La nostra Carta Etica prevede la radiazione del professionista in caso di condanna definitiva per il reato di associazione mafiosa, di favoreggiamento o in caso di confisca definitiva di beni. Per chi è indagato o destinatario di un’ordinan-

za di custodia cautelare è prevista la sospensione, che significa di fatto l’impossibilità di lavorare. La Carta Etica, inoltre, prevede la possibilità per gli Ordini professionali di costituirsi parte civile nei processi in cui sono contestati i reati di associazione mafiosa ai propri iscritti. I principi affermati nella Carta Etica non hanno valore punitivo, ma educativo e culturale: la nostra finalità è quella di formare professionisti responsabili, liberi e fortemente consapevoli del proprio ruolo sociale. E, per accompagnare la crescita e la presa di coscienza del singolo, il Cup organizza periodicamente incontri di formazione e approfondimento, rivolti principalmente agli iscritti ma aperti alla cittadinanza. E’ stata inoltre

attivata una commissione permanente di sostegno ai professionisti che hanno bisogno di confronto e chiarimenti davanti a situazioni “poco chiare”. In questi casi il professionista deve sapere che non viene lasciato da solo, ma può e deve rivolgersi al proprio Ordine per denunciare le situazioni poco trasparenti, che – specie in questi tempi di crisi – possono tentare il singolo con il miraggio di un facile guadagno. L’attività del Cup non si è limitata al territorio modenese, ma ha avviato uno scambio di esperienze con altre realtà italiane nella consapevolezza che nel confronto si accresce la presa di coscienza. Tutto questo può bastare a sconfiggere i clan che cercano di insediarsi nel nostro territorio? Certamente

no, se la presa di coscienza non coinvolge tutti i soggetti sociali, civili ed economici. L’affermazione della cultura della legalità non può essere delegata, ma passa dalla partecipazione attiva del mondo imprenditoriale, associativo, sindacale, della scuola alle iniziative pubbliche di contrasto e alla collaborazione con le istituzioni. Le belle e appassionate parole di solidarietà non bastano più: ora per chi vuole davvero combattere le mafie è tempo di “mostrare la propria faccia”. Il Comitato Unitario delle Professioni di Modena riunisce i seguenti Ordini e Collegi professionali: Agronomi, Architetti, Avvocati, Chimici, Consulenti del Lavoro, Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, Geologi, Geometri, Infermieri, Ingegneri, Medici, Notai, Periti Agrari, Periti Industriali, Veterinari.


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elle giornate di sabato 2 e domenica 3 giugno tanti carpigiani hanno avuto la possibilità di distrarsi un po’ dai gravi disagi e dalle preoccupazioni causate dal terremoto grazie alle attività organizzate dal Circolo Ippico Tre Cerchi al civico 5 di via Caleffi, a Santa Croce di Carpi. Il circolo nasce dalla passione di lunga data di Carlo e Margherita per le attività con gli animali e le persone e dal desiderio di trasmettere conoscenza, rispetto e passione per il cavallo, con la consapevolezza che il rapporto con questi animali ha notevoli effetti positivi, contribuendo al miglioramento dell’autostima e al benessere fisico e psicologico a qualsiasi età. “Abbiamo cercato di creare - spiegano Carlo e Margherita - un ambiente familiare e assolutamente non d’elite dove gli allievi, in maggior parte bambini e adolescenti, possano crescere e confrontarsi, in un clima sereno di rispetto reciproco, e dove poter imparare uno sport che, se svolto con l’approccio giusto, insegna a essere umili, collaborativi e responsabili verso l’animale che ci porta e ci fa divertire, e verso gli altri allievi, che condividono la nostra passione e con i quali ci deve essere a sua volta scambio di conoscenze e aiuto reciproco”. Per questi motivi, l’avvicinamento all’equitazione, presso il Circolo Ippico Tre Cerchi, è svolto prima da terra, imparando ad avvicinarsi all’animale e a cogliere le sue reazioni e comportamenti, e di seguito dalla sella, in base alla preparazione e alle differenze soggettive proprie di ogni praticante. “Gli allievi - proseguono gli insegnanti del circolo - imparano per gradi a prendersi cura del cavallo strigliandolo e pulendolo: attività che stimolano enormemente la responsabilità e l’autostima, specialmente nei bambini che imparano a diventare più indipendenti e hanno riscontro immediato dell’importanza di ciò che fanno, comprendendo il bene che procurano al cavallo e il bisogno che quest’ultimo ha di loro”. Al maneggio Tre Cerchi si

Sabato 2 e domenica 3 giugno è stata inaugurata la nuova Scuola di Equitazione del Circolo Ippico Tre Cerchi, al civico 5 di via Caleffi con tante novità per adulti e bambini

Un cavallo per amico

impara inoltre a sellare e vestire il proprio cavallo nella maniera migliore e nell’arco

dell’anno si partecipa anche a una serie di lezioni di teoria/pratica con il sup-

porto di materiale cartaceo e audiovisivo. “Quella che cerchiamo di costruire ogni

giorno - precisano Carlo e Margherita - è una scuola di equitazione a 360°, dove

Il carpigiano Davide Martinelli è stato considerato dall’Italian Sport Awards miglior atleta dell’anno nella specialità delle Armi da Caccia e di Tiro al piattello

Specialista di tiro al piattello C

’è un altro atleta carpigiano che si sta facendo onore a livello nazionale, oltre a quelli già noti e impegnati nel nuoto, nel tiro a segno e nelle bocce. Si tratta di Davide Martinelli che è stato considerato dall’Italian

Davide Martinelli

Sport Awards migliore atleta dell’anno nella specialità delle Armi da Caccia e di Tiro al piattello. Designato dalla sua Federazione sportiva, Davide Martinelli ha ritirato a Bologna l’ambito riconoscimento nel corso di un galà dello sport

il cavallo non è visto come una macchina da sfruttare al fine di fare gare e vincere concorsi, ma come un amico e compagno di vita che ha molto da insegnarci, e dove il rapporto con gli altri è vissuto con rispetto, all’insegna dell’ascolto e dell’aiuto reciproco. Questo approccio rimane ideale anche per una eventuale carriera sportivo-agonistica e professionale”. Il Circolo Ippico Tre Cerchi svolge anche un’attività di pet therapy e di ippoterapia con ragazzi affetti da disabilità, riscontrando ancora una volta gli enormi benefici di questa attività. Un altro scopo del circolo è di recuperare cavalli agonisti che vengono considerati a fine carriera e di salvare cavalli destinati al macello o provenienti da sequestri per maltrattamenti. “Cerchiamo di dare una seconda occasione - spiegano Carlo e Margherita - a questi animali che hanno ancora così tanto da donare, riaddestrandoli, facendo loro capire che possono ancora avere fiducia nell’uomo e dando loro la possibilità di insegnare tanto ad adulti e bambini in termini di affetto, fiducia reciproca e senso di responsabilità. Le giornate di sabato 2 e domenica 3 giugno sono iniziate con il Battesimo della Sella, un’attività che viene organizzata annualmente per i bambini e i ragazzi minorenni che, accompagnati dai loro genitori, possono venire a visitare il maneggio e fare il loro battesimo montando a cavallo per la prima volta il tutto gratuitamente e con il rilascio di un piccolo attestato-ricordo. Sono poi proseguite con le lezioni dimostrative di equitazione, e i giochi medievali come il Saracino e la Giostra dell’Anello, e si sono concluse con il Carosello degli allievi. Un’inaugurazione quindi all’insegna della spensieratezza - nonostante la tragedia del terremoto che sta colpendo l’Emilia - e della valorizzazione del rapporto uomo-cavallo che rispecchia la filosofia del Circolo Ippico Tre Cerchi e della cultura equestre in generale. Chiara Sorrentino che ha visto premiati altri atleti distintisi in diverse specialità sportive. L’intento dell’Italian Sport Awards, presieduta da Donato Alfani, è infatti quello della valorizzazione delle attività agonistiche come momento di educazione e di crescita umana e sociale. Da sempre appassionato di caccia, Davide è figlio di Giuseppe Martinelli, storico presidente del Tiro a Segno di Carpi. Cesare Pradella


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Calcio – Carpi: nulla di fatto a Vercelli (0-0). Domenica 10, la decisiva gara di ritorno a Modena

L’ultimo chilometro

I biancorossi si giocano la B, la storia, e il futuro in volata, con due risultati su tre. Cabassi nuovamente chiuso. La finalissima trasloca al Braglia: una scelta folle.

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ara-1 non indirizza né sposta nulla. Semplicemente rimanda. Partorisce uno 0-0 che toglie a entrambe la possibilità che avrebbero dovuto sfruttare. Il Carpi conserva il vantaggio del doppio risultato. Ma ha letteralmente omesso l’investimento su un’ora in superiorità numerica. La Pro Vercelli ha scampato il pericolo. Tuttavia, era partita per inseguire, e non è riuscita a profittare dell’esclusivo fattore campo. Aveva di fronte un avversario traumatizzato da una vigilia impossibile, nel lungo ritiro di Novarello dopo il panico del sisma. Non è però riuscita a spaventarlo come invece avrebbe voluto. Dopo mezzora le è stato tolto il palleggio. Si è solo difesa, ne è stata costretta. Di contro, anche i biancorossi hanno corso senza stracciarsi in avanti. Semplicemente rispettando le consegne. Notaristefano non si è fatto sedurre dall’uomo in più. Ha preteso ordine e sacrificio: due linee raccolte in lunghezza e larghezza, e gabbie per Espinal e Germano. Concas e Memushaj li hanno azzerati, rimanendo tuttavia troppo rigidamente in postazione. Solo Boniperti ha recitato a soggetto, uscendo dalla sceneggiatura con qualche buona creazione. In attacco, le riserve hanno avvicendato Eusepi e Ferretti, sfiniti dalla lontananza dei compagni. Raramente hanno guadagnato profondità. Solo Bocalon ha trovato

un corridoio oltre la stanchezza di Masi, sprecando però malamente l’ultima palla piena di destino. RITORNO - E’ una finale equilibratissima e corta, tra squadre complessivamente acerbe. Pochissimi hanno nel curriculum partite di questa posta. Prevale dunque un’attenzione circospetta, che cristallizza facilmente in piattume. Gara-2 comincerà da questo scenario: una guerra fredda a scacchi, in cui i pedoni muovono uno alla volta, e i pezzi grossi rimangono fermi. Decideranno gli errori, la fatica. O le diversità, le differenze improvvise. Il Carpi ne aveva trovata una nell’emergenza, quasi involontariamente. È però durata poco. Gli acciacchi di Pasciuti hanno liberato Di

Gaudio, molto sottovalutato da Braghin. Non gli ha organizzato nemmeno un raddoppio, lasciando Cancellotti in balia di sgasate che non poteva affatto contenere. Ha avuto il merito di respingerlo molto lontano dalla porta. E il torto di steccarlo due volte fuori tempo. Così è finito sotto la doccia. Non molto dopo, anche Di Gaudio l’ha seguito, arrendendosi alle botte e ai crampi. Domenica ricomincerà dalla panchina, insieme a Potenza: possibili carte veloci per l’arrivo in volata. Sarà un ultimo chilometro lungo, in lento ma progressivo crescendo. All’ombra vigile dei supplementari. Nessuna delle due squadre accetterà di scoppiare per prima. Si marcheranno in surplace, preservandosi fino allo

scatto decisivo sullo striscione del traguardo, contando di avere più birra. Su un campo surreale, neutro. La Pro Vercelli sarà accompagnata dal pubblico che conosce. Il Carpi non avrà quello delle grandi occasioni. Giocherà la partita del secolo nell’ultimo dei posti che avrebbe desiderato. E’ ragionevolmente impossibile, non meno che inopportuno, chiedere partecipazione alla gente. Troppi i pensieri d’ordine superiore. Enorme, fin quasi sgarbata ,è la distanza che separa la magia del calcio dalla tristezza del terremoto. L’unico appello possibile va alla squadra. Che non dovrà sentire l’obbligo del trionfo. Semplicemente ne ha diritto. Merita di compiere l’impresa per regalarsi la stima che la storia concede ai grandi eroi di popolo. E per regalare qualcosa che vale molto di più dell’impresa sportiva. Un motivo d’orgoglio e di speranza, oltre che di gioia. Un sogno a una città che se ne ritrova improvvisamente sprovvista. E che da giorni non dorme nemmeno più. Può essere davvero un punto di ripartenza. Per tutti. Forza vecchio cuore biancorosso. Enrico Gualtieri

focus – La Finalissima al microscopio CARPI - Cercasi bomber

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o 0-0 basterà, ma 120’ sono un’infinità non numerabile di accidenti. Troppi per scommetterci sopra. Un gol serve. E’ l’unico problema rimasto a Notaristefano dopo mesi di aggiustamenti delicatissimi verso l’equilibrio perfetto. Appena 2 nelle ultime 5 gare, tra regular e playoff: l’assolo di Boniperti al Foligno e la sassata di Ferretti a Sorrento. Mancano soprattutto quelli facili. Lontano dal proprio sintetico, la Pro Vercelli palleggia inevitabilmente peggio. Dunque difende anche con meno automaticità. Va aggredita con coraggio da palla ferma. Copre male il secondo palo. Sopperisce alla carenza di saltatori con una zona bassa, di cui Ranellucci è unica eccezione sull’uomo (prende naturalmente Cioffi). A palla in movimento occorre più verticalità. I centrali (Ranellucci e Masi) insistono sull’elastico: escono per accorciare, poi scappano indietro. Talvolta, eccedono nella fiducia, o per stanchezza o per colpa. Quando salgono con palla scoperta sono vulnerabilissimi. Dal ritiro di Collecchio non arrivano spifferi. Sono comunque pochi i dubbi della vigilia. Pasciuti rientrerà nell’undici al posto di Di Gaudio. Davanti, solito ballottaggio Eusepi-Kabine. E.G.

pro vercelli – Cercasi novità

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ara-1 testimonia tutta la solidità dei piemontesi. Davvero una cooperativa compiuta. Non dispone d’individualità cardinali. Ma nelle difficoltà ripara in un sistema di calcio estremamente armonico. Possesso corale, coperture reciproche, e ripartenze a 3 o 4 giocatori, mai troppo lontani dal resto dei compagni. Sotto la propria coperta di Linus, la Pro ha retto in 10 per un’ora. E non è una novità: ci era riuscita anche col Taranto, addirittura vincendo in extremis. Non ha però ancora battuto il Carpi, dopo 3 partite. Ora non ha più repliche: dovrà riuscirci. Perciò è probabile che Braghin esca dal pentagramma, e proponga qualche nota diversa. Cambierà la posizione di Espinal a gara in corso. E partirà con qualche novità. Quattro gli indiziati. Sicuramente Bencivenga, al rientro da squalifica. E’ il miglior fluidificante “under” della categoria. Porterà facilità di corsa, e darà ampiezza. Poi, il talentino mattoide Iemmello, tenuto oltremodo in castigo dopo il gestaccio della semifinale. E’ meno generoso di Martini, ma ha più colpi nei piedi. Infine la fisicità di Di Piazza e le intuizioni di Fabiano (vecchia conoscenza), entrambi rigenerati dopo lungo infortunio.

IL CAOS DELLA VIGILIA

Fino a martedì non si è saputo dove giocare

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eggio non é più agibile per l’impasse della videosorveglianza? Allora la sede opportuna andava trovata alle spalle del mare (es.: Cesena, Ravenna), lontano dai guai. Dove peraltro molti carpigiani hanno già traslocato. La scelta del Braglia non è una semplice decisione sbagliata. Bensì una vera e propria follia. Fossi stato nel presidente Claudio Caliumi avrei ritirato la squadra, e trascinato da-

vanti a un giudice colui che ha avuto questa idea che è contraria a ogni criterio di ordine pubblico. Pare sia stata imposta al GOS e alla Lega (dunque anche al Carpi) dal celeberrimo “Osservatorio del Viminale”. Consesso di burocrati che già da tempo avevano dato prova di non esser mai stati in uno stadio in vita loro. Ora dimostrano di capirci non molto più di nulla pure in storia e geografia. Anziché risolvere i pro-

blemi del territorio li moltiplicano. Un bug del sistema, un rimedio peggiore della malattia. Come quando nel vostro Pc entra un antivirus che però è a tutti gli effetti un virus. Gli stessi che due settimane fa hanno chiuso i “Distinti” del Cabassi, oggi spostano la partita a soli 20 chilometri dagli epicentri. Dove non ci potrà essere controllo adeguato nei dintorni dello stadio. Chi se ne occuperà? Polizia, Pompieri,

Croce Rossa, volontari? Sono tutti nelle tendopoli e nelle zone rosse, dove è giusto che rimangano. Il Carpi giocherà nella trasferta più a rischio una gara che gli spetta in casa. Uno sgarbo al buon senso, contro cui gli Ultras biancorossi protesteranno omettendo la coreografia. Non resta che auspicare una grande lezione di responsabilità. Chiunque verrà allo stadio ne approfitti per dimostrare di averne più di quei Lorsignori che hanno sconvolto la logica con questa scelta folle. Enrico Gualtieri

gli appuntamenti Le finali di ritorno sono in programma domenica 10 giugno. Girone A: Carpi-Pro Vercelli (andata: 0-0), ore 15, stadio Braglia di Modena (in differita Tv dalle 17 su Rai Sport 2); Girone B: Trapani-Virtus Lanciano (andata: 1-1), ore 15, stadio Polisportivo di Trapani (in diretta tv).

il regolamento Dopo i due pareggi dell’andata, le due gare di ritorno assumono di fatto i connotati di finalissima. Scompaiono i calcoli, non incideranno gli scarti. Chi vince conquista il posto in B. Il pareggio allo scadere dei 90’ forza due tempi supplementari di 15’ l’uno, oltre i quali non sono previsti i calci di rigore. Qualora perdurasse l’equilibrio, salirebbero nella serie cadetta le meglio piazzate in regular season: Carpi (A) e Trapani (B).

la prevendita Prezzi: • Tribunissima Autorità - 32 euro • Tribuna Coperta Business settore C e Tribunissima Laterale settore D - 27 euro • Tribuna Coperta Carpi settori EF e AB - 22 euro • Distinti laterali Carpi settore F - 14 euro Il circuito utilizzato per la prevendita è Best Union. Punti vendita: • A Modena, presso CASA DEL DISCO Piazzale L.A. Muratori, 204 (tel. 059 210097) • Presso tutte le filiali della Banca Popolare dell’Emilia Romagna • Sabato 9 presso i botteghini dello stadio Braglia dalle ore 11 alle ore 18.30 • Domenica 10 (giorno di gara) presso i botteghini dello stadio Braglia dalle ore 10 fino all’inizio del secondo tempo. E.G.

Handball

Primo colpo di mercato

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n attesa dell’ufficialità del ripescaggio in Elite, la Handball Carpi piazza il primo colpo di mercato. Si tratta di Martin Molina (in foto) terzino destro argentino classe ’92, che nella scorsa stagione ha giocato, fino a gennaio, in Elite con il Mezzocorona Metallsider. Fisico imponente (un metro e 92 per 92 chilogrammi), il mancino Molina è una delle colonne della nazionale argentina Under 18 che ad agosto parteciperà ai Mondiali di categoria e per questo, dopo aver firmato il precontratto con Carpi, è rientrato in patria per preparare la rassegna iridata. “E’ solo il primo  tassello – spiega il d.g. biancorosso Claudio Cerchiari – perché vogliamo costruire una squadra giovane ma competitiva. L’Elite? Manca ormai solo l’ufficialità, ma noi ci stiamo muovendo con l’idea di partecipare al massimo campionato nazionale anche se dobbiamo ancora attendere che la Figh ci comunichi l’ufficialità del ripescaggio”.


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Pallavolo maschile

Cec stoica: è in finale

LA SCHEDA Cec Carpi - Sieco Service Ortona: 3-2 (25-22, 22-25, 25-20, 2025, 15-12) Cec Carpi : Pedron 3, Guerrieri 6, De Marco 15, Lirutti 16, Piccinini 20, Spiga 3, Trentin (L); Possega ne, Busato, Zaghi 2, Hendriks 17, Di Primio. All.: Molinari Sieco Service Ortona: Lanci 6, Cortina 12, Simoni 2, Guidone 13, D’Onofrio, Scio ne, Lipparini 10, Zanette, Di Meo 16, Giani 12, Vallescura (L), Orsini 1. All.: Lanci

U

na grande, commovente, Cec compie un’impresa che i ragazzi di coach Molinari racconteranno ai nipotini. Nella settimana più dura per Carpi, i biancoblu regalano un autentico miracolo sportivo, aggiudicandosi gara 3 della semifinale play-off sul neutro di Cesenatico, strappando così uno storico pass per la finale al via mercoledì (mentre noi andiamo in stampa) contro Bassano. E’ successo davvero di tutto

in Riviera, dove la Cec era in ritiro da venerdì sera dopo il terribile sisma che ha colpito Carpi e l’Emilia. Lirutti e compagni hanno avuto la forza di mettere la testa sul campo, dove hanno conquistato un primo set giocato alla perfezione. Da quel momento è iniziato a succedere di tutto, con il regista biancoblu Pedron costretto a lasciare il campo per una decina di punti a causa di una distorsione alla caviglia. Entra il giovane Di

Primio, entra anche Hendriks (arrivato a Cesenatico solo in mattinata dalle finali di Junior League) per Guerrieri ma il set non si raddrizza più. La Cec peró ruggisce con un Piccinini ancora una volta mvp e i martelli Lirutti e De Marco a menare le danze e anche il terzo set prende la via di Carpi. Ortona, seguita in Romagna da diversi tifosi, non molla e manda tutto al tie-break, dove i biancoblu devono fare i conti anche con l’en-

nesimo infortunio: Trentin si lussa la spalla ma stringe i denti e sta in campo, dove è rientrato anche Guerrieri per un grande Hendriks. E Carpi, con la forza dei suoi concittadini che stanno lottando contro tutto, vola alla conquista della finale. “E’ successo di tutto e credo che si possa parlare di miracolo sportivo, adesso vedremo di fare l’altra metà” è il commento di coach Molinari. A cui segue quello del ds Michelini. “E’ stata una

Note: ace 8/3, b.s. 18/9, muri 14/18, errori punto 35/25; Cec attacco 48%, ricezione 66% (54% prf.), Sieco attacco 41%, ricezione 56% (36% prf.); tempi tecnici e parziali primo set 8-7, 16-10, 2117, secondo set 3-8, 9-16, 14-21, terzo set 8-5, 1613, 21-18, quarto set 5-8’ 13-16, 18-21, quinto set 5-3, 10-8, 12-9; spettatori 300 circa battaglia, durissima, c’era molto caldo, ringraziamo la tanta gente che è venuta da Carpi. Un ringraziamento ai ragazzi che hanno stretto i denti”.

Gruppo Colombofilo Terre d’Argine

Gli arrivi

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l 2 giugno da Termoli sono stati lanciati 635 colombi. Classifica arrivi: Massimo Michelini – Soliera Tommasini e Fregni – Sorbara Germano Sternieri - Soliera Sergio Pellacani - Sorbara Gabriele Bazzi - Soliera Luigi e Piero Pivanti - Balzo-Bruino Luigi Busoli – Soliera Baraldi e Messina– Soliera Bergamini e Michelini – Soliera Giuliano Amedei - Soliera Loschi G.F. F. - Dorando Pietri Giorgio Luppi – Balzo-Bruino Gianpaolo Cozza – Sorbara Luigi Capelli – Balzo Bruino Ennio Cerioli - Sorbara Bozzoli-Dallari - Rinascita Eugenio Medici - Sorbara Lauro Vellani – Sorbara Tonino Bevini – Sorbara Enea Cavallini - Sorbara Gilio Loschi – Rinascita Fernando Marchesini - Soliera Raffaele Bertolucci - Balzo Bruino Martinelli e Bulgarelli - Sorbara Alfonso Meschiari – Sorbara Luciano Rebecchi - Sorbara.

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l 2 giugno da Rimini Sud sono stati lanciati 610 colombi. Classifica arrivi: Bozzoli-Dallari - Rinascita Germano Sternieri - Soliera Giuliano Amedei - Soliera Bergamini e Michelini – Soliera Luigi Busoli – Soliera Martinelli e Bulgarelli - Sorbara Loschi G.F. F. - Dorando Pietri Tonino Bevini – Sorbara Sergio Pellacani - Sorbara Ones Bononi – Sorbara Tommasini e Fregni – Sorbara Fernando Marchesini - Soliera Benito Sala - Rinascita Eugenio Medici - Sorbara Gabriele Bazzi - Soliera Giorgio Luppi – Balzo-Bruino Massimo Michelini – Soliera Aldo Lusetti - Soliera Alfonso Meschiari – Sorbara Euro Bussei – Rinascita.


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