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Settimanale di

22 febbraio 2013

attualità, cultura, spettacolo, musica, sport e appuntamenti ANNO XIV N. 07

Spedizione in Abbonamento Postale Regime libero Modena tassa riscossa, Tax percue. Autorizzazione della Filiale di Modena Poste Italiane spa

a soli € 0.50 in edicola

continua a crescere il numero di cittadini che dicono no all’impianto a biomasse annunciato da garc. “Quei fumi sono cancerogeni: nessun impianto sorgerà a Fossoli”, parola del Comitato No inceneritori Carpi.

In foto Galli, Rustichelli, Fregni, Lodi, Righi e Vescovi

“noi non ci stiamo”


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Libri

da non perdere!

Tra le righe...

Maledetta lavatrice

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Emilia la dolce di Andrea Biavardi

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ndrea Biavardi è il direttore di For Men Magazine, In Viaggio e Airone, riviste di Cairo Editore. Biavardi è stato anche direttore della Nazione di Firenze e del Giorno di Milano, dopo aver cominciato la carriera nella redazione modenese del Giornale di Montanelli di cui ha diretto anche la redazione di Carpi. Nel suo ultimo romanzo, Emilia la dolce, Biavardi descrive e narra le vicende di alcuni personaggi tipici del suo paese Spilamberto - ma rintracciabili in ogni luogo del modenese; artigiani, ristoratori, meccanici, farmacisti, un’Italia di provincia insomma, laboriosa e ospitale, dove la gente brinda a lambrusco, mangia volentieri tortellini e zampone e non perde mai la voglia di ridere. Gente che sa rimboccarsi le maniche nei momenti difficili come ha dimostrato col terremoto del maggio scorso. Un’Emilia che chiede alle autorità e alla burocrazia di essere lasciata libera di fare a suo modo. Uno specchio dell’Italia solidale e generosa, con la sua cultura del fare, che non è scomparsa ma è stata oscurata dai media. E, parlando proprio del sisma, Andrea Biavardi dice di essere stato colpito dallo spirito con cui hanno reagito gli emiliani “perchè siamo meglio di quanto pensiamo, molto meglio dei politici che ci amministrano”. Cesare Pradella

Foto della settimana

uota tutto intorno a quel particolare e lei è diventata ‘la mamma che ha messo il suo bambino in lavatrice’. Forse un cassonetto non avrebbe avuto la stessa risonanza mediatica. I particolari sono affidati alla cronaca sempre più ricca di dettagli giorno dopo giorno per soddisfare gli appetiti di chi non resiste e deve assolutamente dire la sua. Ancora poco si sa e già la mannaia del giudizio si è abbattuta: non è una madre! Devastante, agghiacciante, dolorosa, mostruosa, sconcertante: si sprecano gli aggettivi per definire il fatto della settimana che è avvenuto proprio qui, a Carpi. Impossibile, dunque, resistere alla tentazione di commentare perché “è una notizia che mette tutti in discussione” e via a parlare di solitudine, mancanza di speranza, disagi economici, disagi relazionali, disagi sociali. Siamo nel 2013 e non mancano certo le alternative per evitare gesti estremi che hanno conseguenze penali. Eppure, c’è chi ancora crede che disfarsi di un neonato sia la via più semplice e la soluzione più facile. Il dubbio, allora, è che il sommerso racconti di una verità ben più grave di quel che non si possa pensare: se accade che 1 carico di droga su 10 sfugga ai controlli, così è verosimile che ci siano casi di infanticidio che non vengono scoperti perché quei piccoli corpicini non sono stati ritrovati. Ed è probabile che non sia stata scelta la lavatrice per occultarli.

S.G.

Frase della settimana...

“Solo dopo una lunga via crucis siamo riusciti ad assumere 170 dipendenti pubblici in più”per far fronte al carico di lavoro legato alla ricostruzione post sisma. Dichiarazione del commissario Vasco Errani durante l’incontro con i roveretani del 13 febbraio.

Il graffio Talita è la nuova cavallina nata nella tenuta devastata dal sisma della Famiglia Garzetta di Fossoli. “Dopo tanta distruzione - ci racconta la figlia, Linda finalmente un raggio di sole”.

La Iena

Quaresima di lacrime e sangue. Dopo mesi di duro esercizio, mai come quest’anno la sobrietà e il rigore quaresimali non costituiranno un sacrificio.


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3 sisma e ricostruzione

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gni terremotato, purtroppo, conosce a menadito gli acronimi nati durante la gestione dell’emergenza e nel successivo periodo della ricostruzione. Uno di questi è il Cas: il Contributo di Autonoma Sistemazione, il versamento al quale ha diritto ogni nucleo familiare che, avendo l’abitazione temporaneamente inagibile, è costretto a trasferirsi in un nuovo alloggio, in attesa che nella propria casa vengano svolti i necessari lavori di ripristino. Un aiuto ragionevole e sacrosanto, del quale molti usufruiscono. Pare però che non sempre sia così facile riceverlo: ne è un esempio la vicenda capitata a Maurizio Loiola, residente a Novi di Modena con la moglie e i tre figli. Con un appartamento danneggiato

Maurizio Loiola, residente a Novi di Modena con la moglie e i tre figli non ha ancora ricevuto il Contributo di Autonoma Sistemazione

Cas: ritardi ingiustificabili Maurizio Loiola

e inagibile, è dal 20 maggio scorso che Maurizio non dorme in casa sua. “Prima siamo stati in tenda poi, quando hanno progressi-

Nemico pubblico

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essuna contestazione sostanziale ha accolto il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani, lo scorso 13 febbraio nella sala civica De André di via Mazzini, a Rovereto. Il nemico numero uno, per la gente, continua a essere lo Stato. Un Governo ragionieristico, padre padrone che non allenta il pugno di ferro nemmeno sui comuni terremotati. “Il prossimo Governo - tuona Errani - pensi ai Comuni del cratere, riveda il Patto di Stabilità e poi le assunzioni, affinché gli enti locali siano nelle condizioni di gestire la ricostruzione. Non è giusto trattare i nostri Comuni come gli altri”. Ma il “nemico pubblico” ha contorni ben più ampi. A chi, tra i roveretani, chiedeva conto di inaccettabili lentezze burocratiche e nebulose ordinanze, Errani ha risposto: “il commissario può operare solamente attraverso le ordinanze. Per il resto continuiamo a fare quanto possibile: tutto ciò che possiamo semplificare noi lo semplificheremo”. Ad oggi sono state emesse “solo” 109 ordinanze: alla faccia del poche ma buone... “Il processo funziona e via via si velocizzerà”, chiosa il commissario. Sì, sì... la speranza infatti è l’ultima a morire, d’altronde il processo funziona talmente bene che i “risarciti” dalle banche, finora, si contano sulle dita di una mano! “Abbiamo spostato in avanti alcune date di presentazione delle domande di rimborso”, rassicura Errani. Ci pare il minimo, considerato che i tecnici ingaggiati per ricostruire le nostre case e le nostre aziende non trovano ancora risposte chiare e referenti pubblici preparati per poter dar gambe ai progetti. E intanto il tempo passa. Così come le promesse della campagna elettorale. Jessica Bianchi

vamente svuotato i campi, in camper. Da novembre, invece, siamo in affitto”. Sin qui tutto, relativamente, bene. Se non fosse che, da

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l Comitato ideatore e di indirizzo di Agenda Digitale Giustizia ha consegnato ai sindaci dei Comuni di Carpi e Moglia i fondi raccolti a beneficio delle popolazioni terremotate carpigiane e mogliesi. Complessivamente sono stati versati nelle casse dei due comuni 48.707 euro, frutto del contributo dei sostenitori e promotori di Agenda Digitale Giustizia. Ordini degli Avvocati, loro associazioni distrettuali, giudici, addetti di cancelleria e professionisti di tutta Italia si sono riuniti a Carpi il 19 e 20 ottobre scorso sotto il segno della solidarietà e per confrontarsi sull’innovazione del Settore Giustizia. “L’idea del Convegno Nazionale sulla Giustizia Digitale nasce dall’esigenza di innovare la Giustizia italiana, di rilanciare e rendere prioritario per il Paese lo sviluppo dell’e-Government nel sistema Giustizia, ma dopo i terribili fatti del 20 e del 29 maggio scorso abbiamo subito pensato di contribuire anche alla ricostruzione e di aiutare questi territori portando centinaia di operatori di Giustizia a Carpi e di chiedere a tutti un segno

novembre fino al momento in cui scriviamo, del bonifico che attesta il rimborso delle spese d’affitto, la cui prima rata dovrebbe coprire i costi sostenuti da agosto a novembre – ancora nessuna traccia. “A dicembre mi è arrivato un messaggio sul telefonino: l’sms diceva che avrei ricevuto il bonifico entro il 10 dicembre. A quella data, però, non si è visto nulla. Così mi sono recato in Comune, dove mi hanno garantito che sarebbe arrivato tutto entro metà gennaio”. Ma il Cas in data stabilita non è arrivato. Altro giro per gli uffici comunali, con promessa di rimborso entro il 30 gen-

naio. Ancora nulla. “Allora sono tornato per l’ennesima volta e mi è stato detto che sarebbe arrivato senza dubbio i primi di febbraio”. Secondo voi, il bonifico è stato effettuato? Certo che no. Almeno sei visite agli uffici comunali e una decina di telefonate non sono bastate. “Mi hanno garantito che domani arriverà, ma questa volta se non sarà così mi piazzerò in Comune finché non lo invieranno davanti ai miei occhi. Mi hanno spiegato che c’è stato un errore che ha lasciato in attesa, insieme a me, altre 90 famiglie. Mi sembra che sia una presa in giro, perché io ho fatto

anche qualche debito per provvedere alle spese, che ammonteranno ad almeno 5mila euro, a cui vanno sommati i costi del trasloco dei mobili che si sono salvati. Dovrebbero sistemare i cittadini prima di tutto, poi pensare al resto. Anche perché da parte nostra si pretendono sempre puntualità nei pagamenti, con la minaccia di multe e penali. Allora che penale dovrebbe pagare l’ente pubblico, per un disagio e un ritardo di questa portata?”. Certo, uno Stato che “esige” contribuenti responsabili e puntuali, dovrebbe ripagarli con la stessa moneta. Marcello Marchesini

Agenda Digitale Giustizia sostiene la ricostruzione post terremoto

Oltre 48mila euro per Carpi e Moglia

ziali come le Case protette. Abbiamo lavorato alacremente - ha commentato il sindaco Enrico Campedelli - ma non ci siamo mai illusi di poterne uscire da soli e per questo ogni gesto di generosità è per noi fondamentale”.

attualità, cultura, spettacolo, musica, sport e appuntamenti

tangibile di solidarietà”, ha spiegato Claudio Castelli, magistrato del Tribunale di Milano e componente del Comitato ideatore e di indirizzo di Agenda Digitale Giustizia. Un successo anche dal punto di vista sociale, hanno affermato Simone Rossi, Filippo Pappalardo e Luca Verzelloni, che hanno seguito in prima persona la realizzazione di Agenda Digitale Giustizia, “per noi è un grande orgoglio essere riusciti a raccogliere circa 60mila euro da devolvere a sostegno delle popolazioni terremotate”. Nella due giorni del convegno, infatti, sono stati raccolti oltre 10mila euro

a beneficio della sistemazione della sede dell’Avis di Carpi e poco più di 48.700 per interventi sulle strutture pubbliche dei Comuni di Carpi e Moglia. Agenda Digitale Giustizia e il Comune di Carpi hanno concordato di destinare i fondi raccolti all’ampliamento dei posti letto della casa protetta comunale, che ancora accoglie anziani provenienti dai comuni limitrofi colpiti dal sisma. “I danni arrecati agli edifici pubblici s’aggirano sui 20 milioni di euro e oltre. Il sisma ha impegnato l’Amministrazione in numerosi interventi di ripristino su plessi scolastici, edifici monumentali e strutture socio-assisten-

DIRETTORE RESPONSABILE Gianni Prandi CAPOREDATTORE Sara Gelli REDAZIONE Jessica Bianchi, Francesca Desiderio, Enrico Gualtieri, Federico Campedelli, Francesco Palumbo, Marcello Marchesini, Clarissa Martinelli, Chiara Sorrentino.

IMPAGINAZIONE e GRAFICA Liliana Corradini

PUBBLICITA’ Multiradio - 059698555

STAMPA Centro stampa delle Venezie - 049-8700713

REDAZIONE e AMMINISTRAZIONE Via Nuova Ponente, 24/A CARPI Tel. 059 645566 - Fax 059 642110 tempo@radiobruno.it COOPERATIVA RADIO BRUNO arl Registrazione al Tribunale di Modena N. 1468 del 9 aprile 1999 Chiuso in redazione il 20 febbraio 2013


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sisma e ricostruzione

Teniamo Botta sulla vetta più alta dell’Africa Simone Botti

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a maglietta Teniamo Botta ideata da Radio Bruno ha ormai fatto il giro del mondo. A gennaio è giunta anche in Africa, sulla sua vetta più alta, il Kilimanjaro. Giovedì 10 gennaio con una targa del Premio Elio Botti - Come Acqua Saliente nelle mani e “griffato” Teniamo Botta, Simone Botti, studente di Adria, è approdato, insieme a una piccola spedizione, a Uhuru Peak, a quota 5895 metri, tra quelle nevi africane che diventeranno acqua preziosa per la vita del continente nero e dell’intero pianeta. La spedizione sul Kilimanjaro, che si è avvalsa dell’aiuto della guida Emmanuel, del vice Barak e di dodici portatori, era composta da Simone Botti, M. Antonietta Carnevali, medico dentista a Pavullo e a Sassuolo, Fabrizio Guerrieri, informatico di Modena e Guido Paltrinieri, titolare dell’omonima Acetaia di Sorbara. A quest’ultimo il merito di aver portato la nostra maglietta sulla vetta più alta del continente africano. Il gruppetto rientra nel novero di coloro che sono riusciti nell’impresa, solo poco più di 257.000 persone nel mondo.

Avviato dall’Azienda Usl insieme alla Facoltà di Psicologia di Bologna un percorso per affiancare il personale socio-sanitario nel reinserimento all’interno delle strutture sanitarie dopo il sisma

Un aiuto per rientrare in ospedale M “

olto si è parlato e si parla delle ferite che il terremoto del maggio 2012 ha causato alle strutture dell’Emilia Romagna, molto meno delle ferite interiori delle persone. L’attenzione, superata la fase acuta dell’emergenza, è andata via via affievolendosi eppure le conseguenze negative sugli individui e le organizzazioni di cui sono parte, spesso, si manifestano nel medio-lungo periodo e richiedono un’attenta azione di ascolto, affinché la gestione degli “effetti collaterali” sia effettuata in modo organico. Tutti gli studi scientifici dimostrano infatti che dopo un evento traumatico, come quello causato dal terremoto, la maggior parte degli individui passa attraverso una fase “eroica”, una fase di disillusione, sino ad arrivare alla vera e propria ricostruzione volta e ripristinare la situazione esistente prima che si verificasse l’evento catastrofico. Il progetto di Supporto organizzativo post-sisma rivolto agli operatori degli ospedali e dei distretti sanitari di Carpi e Mirandola – messo a punto dall’Azienda Usl di Modena con la supervisione scientifica della Facoltà di Psicologia dell’Università di Bologna, che ha donato il proprio sapere, mettendo a disposizione le competenze dei docenti a titolo gratuito – è stato avviato a partire dal luglio scorso con l’obiettivo di affiancare, passo dopo passo, il personale socio-sanitario nel progressivo reinserimento all’interno delle strutture sanitarie d’origine, con un’attenzione specifica per la dimensione individuale e le dinamiche di gruppo all’interno delle quali i lavoratori sono chiamati a operare. “Quando ci è stato chiesto se potevamo fare qualcosa per

La testimonianza

Il 29 maggio ero a casa – racconta Anna, nome di fantasia di un’infermiera dell’Ospedale di Carpi che ha partecipato al progetto di Supporto organizzativo post-sisma per gli operatori sanitari – e ho sentito la scossa in modo violento. Dovevo andare a lavoro, in ospedale, ma appena ho compreso quanto stava succedendo mi sono lanciata sulle scale e sono corsa a prendere i miei figli che erano a scuola. In quei momenti pensi subito al peggio e arrivi con il cuore in gola. Fortunatamente i miei figli stavano bene, a parte la paura. A quel punto, senza neppure pensarci, sono andata in automobile davanti all’ospedale, dove lavoro da anni. Ero in pensiero per tutti i miei pazienti, per le persone che già dalla prima scossa del 20 maggio erano accampate dentro tende e ricoveri di fortuna. In quei momenti terribili si sentono emozioni difficili da raccontare e oggi, che coi colleghi del reparto siamo rientrati in ospedale, non è facile superare ansie e insicurezze. Il lavoro di squadra e il confronto di gruppo è uno dei modi migliori per tirare fuori i propri stati d’animo. Solo insieme, infatti, è davvero possibile ricostruire. Se ci si isola, invece, si rischia di andare a fondo”.

favorire il ritorno alla normalità organizzativa nelle strutture colpite dal sisma, siamo stati lieti di poter dare il nostro contributo scientifico e professionale. Esistono circostanze in cui la solidarietà deve tradursi in comportamenti concreti” sottolinea il direttore del Dipartimento di Psicologia dell’ateneo bolognese, professor Bruno Baldaro. Per sintetizzare in una parola la capacità di risposta che il sistema sanitario ha saputo dare dopo il terremoto, potrebbe essere usato il termine resilienza. Un concetto, spiegano i docenti universitari che hanno lavorato al progetto che indica la capacità di far fronte, in modo positivo, agli eventi traumatici e riorganizzare la propria vita davanti alle difficoltà. Dalla ricerca, condotta attraverso oltre 140 questionari individuali e 50 incontri di gruppo, emerge infatti che, se il sisma ha avuto un forte impatto su l’80% degli operatori

I lettori ci scrivono

Facciamo qualcosa per i nostri Vigili del Fuoco!

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pettabile redazione, vi scrivo dopo aver letto l’articolo di Jessica Bianchi sul n° 6 di Tempo relativo alla disastrosa situazione dei Vigili del Fuoco di Carpi. Io ho 39 anni e vivo e lavoro a Carpi e durante i difficili giorni del sisma i Vigili del fuoco vennero anche da noi a Cibeno per visionare i danni alla palazzina (in via Tre Ponti) e per rassicurare famiglie e persone anziane. Per farla breve trovo sconvolgen-

te che oggi costoro dopo tutto il lavoro svolto non abbiano i fondi per acquistare la benzina, figuriamoci riammodernare e/o riparare il loro parco mezzi. Conosciamo tutti la situazione dello Stato Italiano e la difficile crisi che stiamo attraversando legata al lavoro e all’impoverimento del ceto medio. Nonostante ciò mi chiedevo se non si potesse fare qualcosa per i nostri Vigili del Fuoco, tipo la

Evacuazione del 29 maggio

classica raccolta fondi. Sono a conoscenza della vostra campagna legata al sisma Teniamo Botta e pertanto credo possiate mettermi in contatto oppure indicarmi persone e/o istituzioni che forse già si occupano della cosa. Nel ringraziarvi per la cortese attenzione e in attesa di un vostro gentile cenno di riscontro vi porgo i miei più cordiali saluti. Samuele

socio-sanitari dell’Area Nord, dopo l’evento catastrofico oltre a paura e insicurezza è stato avvertito anche un maggior “coinvolgimento affettivo” nell’organizzazione del lavoro e un miglioramento delle relazioni coi colleghi. L’indagine ha inoltre messo in luce che la prima preoccupazione del personale ospedaliero, dopo il sisma, è stata quella di mettere in sicurezza i pazienti ricoverati, evi-

denziando la forte identificazione degli operatori con il loro ruolo professionale. Il supporto del gruppo di lavoro si è rivelato il fattore più importante e determinante per il superamento positivo del trauma. La maggioranza degli intervistati ha ammesso di aver dovuto “riorganizzare e adattare il proprio lavoro” e che questo cambiamento ha creato “l’occasione per riflettere sul proprio operato” e “per trovare nuove soluzioni organizzative”. Conoscere altri contesti lavorativi ha rafforzato i legami esistenti prima del sisma e ha portato gli operatori a definire una nuova scala di valori e di priorità anche a livello lavorativo. Oltre l’85% degli operatori ha dichiarato di risiedere in un comune terremotato e il 70% di loro era al lavoro durante le scosse del 20 e del 29 maggio scorso. Sul territorio di Carpi e Mirandola, dopo il sisma, il 14% del campione di operatori intervistato ha continuato a vivere nella propria abitazione mentre il 7,9% si è trasferito in tenda, il 2,1% all’interno di una tendopoli, il 9% presso amici e familiari, l’1,4% in un’altra abitazione. Il 41%, invece, ha dichiarato di aver vissuto in auto per alcuni giorni.

Aimag - In arrivo la terza rata per i rifiuti

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partire da questa settimana saranno consegnate ai cittadini le fatture di igiene ambientale: per coloro che hanno ricevuto regolarmente la fattura di settembre (seconda rata 2012) la terza rata avrà competenza esclusiva del terzo quadrimestre mentre per molti altri la fattura comprenderà la terza rata 2012 ed eventuali importi relativi al secondo quadrimestre, per il quale non è stata emessa fattura a seguito del sisma. Aimag, a settembre, aveva deciso di sospendere la fatturazione per gli utenti che occupavano immobili in condizione di inagibilità o indisponibilità, anche temporanea. Successivamente sono stati condotti accertamenti per rilevare l’indisponibilità effettiva dell’immobile e la durata. Di tali situazioni si è tenuto conto sottraendo il relativo importo nel conguaglio 2012.

Enel - Riprende la fatturazione

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l Gruppo Enel informa che riprenderà da maggio la fatturazione nei comuni interessati dal terremoto applicando le agevolazioni tariffarie e i criteri di rateizzazione previsti dalla normativa dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Le agevolazioni si applicano in modo automatico a tutte le utenze che già esistevano nei comuni colpiti dal sisma e a quelle dei moduli abitativi temporanei. Le agevolazioni dovranno invece essere esplicitamente richieste dai clienti titolari di forniture (o residenti) in immobili dichiarati inagibili e ubicati in uno dei comuni del cratere, per forniture diverse da quelle originarie. Le agevolazioni sia per la fornitura di energia elettrica che per il gas prevedono la riduzione del 50 per cento dei corrispettivi di rete e gli oneri di sistema per il periodo dal 20 maggio 2012 al 19 maggio 2013; la riduzione per i corrispettivi di rete sarà sempre del 50 per cento per il periodo dal 20 maggio 2013 al 19 maggio 2014 mentre del 40 per cento per gli oneri di sistema. Tutti i clienti interessati dalla sospensione della fatturazione, riceveranno una bolletta contenente il calcolo dei consumi con tariffa agevolata dell’intero periodo interessato dalla sospensione, opportunamente rateizzato. Enel ha previsto la rateizzazione automatica per un periodo di 24 mesi senza interessi; il cliente potrà chiedere la rateizzazione per un periodo più breve o scegliere di pagare l’importo in un’unica soluzione. Tutte le nuove connessioni entro i 6 kW per i moduli abitativi temporanei saranno effettuate senza costi per il cliente, come tutte le eventuali disattivazioni, riattivazioni e/o volture. Ugualmente non avranno costi tutte le connessioni, volture o subentri per le utenze domestiche entro i 3 kW richieste dagli utenti la cui abitazione è inagibile.


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er vincere la sfida non basterà conservare l’esistente perché per mantenere i servizi educativi così come sono servirà un ripensamento complessivo delle modalità di accesso e di contribuzione da parte delle famiglie. Da Carpi si guarda con attenzione critica all’esperienza di Reggio Children, alla Fondazione Cresci@mo che è stata fatta nascere a Modena, al Quoziente Parma che è stato cancellato dall’Amministrazione a 5 stelle. Esperimenti che possono insegnare qualcosa a chi oggi guarda al futuro come l’assessore all’Istruzione dell’Unione Terre d’Argine, Giuseppe Schena. Come funziona il sistema delle rette? “In attesa del nuovo Isee al quale ha lavorato il sottosegretario Guerra per rinnovare uno strumento vecchio ormai di dieci anni, si è cercato di rendere il sistema il più equo possibile. In base alla situazione patrimoniale e al reddito, ogni famiglia calcola la propria retta che, per l’asilo nido, da una minima di 85 euro al mese per un nucleo familiare con un Isee a 9mila e, quindi, un reddito lordo sotto i 24mila euro, può arrivare a una massima di 470 euro per un nucleo familiare che ha un Isee di 35mila e un reddito lordo di 93mila euro circa.Alla Scuola d’infanzia si va da una minima di 71 euro a una massima di 155 euro. Ogni nucleo familiare calcola la retta in base al propro Isee all’interno di un range che va dalla minima alla massima superando il concetto degli scaglioni e approdando a un calcolo

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Fino a quando sarà destinata al sistema educativo una parte consistente della fiscalità generale si riuscirà a mantenere il servizio ma, in considerazione del calo delle entrate e dei vincoli, bisognerà presto inventarsi qualcosa. Oggi le rette che le famiglie pagano coprono il 22% del costo di un bambino all’asilo nido e il 28% di uno alla scuola d’infanzia

Gli asili secondo Schena

 

Le rette in pratica... Famiglia con quattro componenti: entrambi i genitori che lavorano e due figli (uno al nido e uno alla scuola d’infanzia). L’Isee è calcolato in tutti i casi in assenza di patrimonio. * Isee a 15mila (reddito lordo di circa 40mila euro) 114 euro per la scuola dell’infanzia 180euro per il nido (compreso lo sconto multiutenza) * Isee a 20mila (reddito lordo di circa 53mila euro) 150 euro per la scuola dell’infanzia 280 euro per il nido (compreso lo sconto multiutenza) * Isee a 30mila (reddito lordo di crica 79mila 800 euro) 155 euro per la scuola dell’infanzia 380 euro per il nido (compreso lo sconto multiutenza

più preciso e proporzionale della retta in relazione alla situazione familiare”. Siamo vicini al sistema del Quoziente familiare? “Il Quoziente familiare è un innovativo strumento di welfare che rimodula l’Isee in base ai carichi familiari di chi chiede i servizi stessi. In pratica, in base al Quoziente familiare se una famiglia ha più figli, o genitori anziani a carico, o un componente disabile paga meno, a parità di reddito, rispetto a chi questi carichi di famiglia non li ha. C’è una riflessione in corso sulla sua applicazione e sulla sostenibilità del sistema: a Parma l’ applicazione del Quoziente familiare è costata abbastanza cara alle casse pubbliche. Nell’Unione è stata fatta la Giuseppe scelta di arrivaSchena re a un calcolo

il più preciso possibile della retta, in base alla situazione patrimoniale e reddituale, di tener conto della presenza di più figli applicando sconti oppure di effettuare riduzioni basate sull’effettiva presenza del bambino. Comunque anche nell’Isee attuale, indicatore ottenuto in base a reddito e patrimonio, si tiene conto del peso della famiglia attraverso un fattore ponderale (la scala di equivalenza) che misura il numero di componenti e l’eventuale presenza di membri con disabilità”. Le rette dell’Unione risultano tra le più basse in Regione ma le minime sono tra le più alte. Perché? “Alzare di dieci euro la minima a chi pagava 70 euro ci ha consentito di non alzare la retta alle famiglie che già oggi faticano a corrispondere 300-400 euro per il servizio. Stiamo parlando di quelle famiglie composte da due genitori, entrambi lavoratori, e con due figli: co-

Famiglia con tre componenti: entrambi i genitori che lavorano e il figlio al nido o alla scuola dell’infanzia * Isee a 15mila (reddito lordo di 33mila 600 euro) 114 euro per la scuola d’infanzia 257 euro per il nido * Isee a 20mila (reddito lordo di 44mila 800 euro) 150 euro per la scuola d’infanzia 400 euro per il nido * Isee a 30mila (reddito lordo di 67mila 200 euro) 155 euro per la scuola d’infanzia 447 euro per il nido

stituiscono la maggioranza e sono in forte difficoltà a causa della crisi”. A che punto sono le liste d’attesa per un posto al nido? “Oggi riusciamo a rispondere al 96% delle richieste che sono comunque calate a causa del terremoto e della crisi”. Cosa si può migliorare? “E’tempo di rivisitare i servizi oggi poco flessibili in termini di orari allargati. Si è fatto avanti negli ultimi tempi anche il tema del sabato e dei mesi estivi di luglio e agosto. A que-

sto proposito voglio precisare che le risposte di questa Amministrazione non perderanno mai di vista il profilo educativo: non incentiveremo ciò che va contro la famiglia”. Fino a quando il sistema sarà sostenibile da parte del pubblico? “Fino a quando sarà destinata al sistema educativo una parte consistente della fiscalità generale si riuscirà a mantenere il servizio ma, in considerazione del calo delle entrate e dei vincoli, bisognerà presto inventarsi qualcosa. Oggi le

rette che le famiglie pagano coprono il 22% del costo di un bambino all’asilo nido e il 28% di un bambino alla scuola d’infanzia: il resto è a carico delle casse comunali. Fino a quando il pubblico riuscirà a farsi carico di questa spesa? I vincoli nell’assunzione del personale ci impediscono di far fronte al turn over: ogni cinque pensionamenti possiamo procedere con due sole assunzioni. Finora abbiamo dirottato personale sugli asili togliendolo dai servizi di staff ma così facendo abbiamo ‘tolto cervello’ ai servizi. Senza personale come sarà possibile garantire il servizio?”. Così si apre anche nel territorio delle Terre d’Argine la riflessione sul futuro dei servizi educativi di cui il Comune manterrebbe il controllo senza più occuparsi della gestione diretta. A Reggio Emilia accade ormai da anni con Reggio Children, a Parma è in atto la sperimentazione con Parmazerosei, mentre a Modena non senza polemiche è partita Cresci@mo. Di esternalizzazione Schena non parla sottolineando il buon lavoro dell’Amministrazione “che è riuscita, pur in questi anni di difficoltà e con alcuni interventi mirati di efficientamento della spesa e di riorganizzazione interna, a mantenere la gestione diretta e l’alta qualità di tutti i suoi nidi e tutte le sue scuole di infanzia” ma ribadisce l’importanza di “governare certi processi”. Sara Gelli

In mostra i lavori dei bambini della scuola d’infanzia Andersen, della primaria Rodari e dei ragazzi della scuola media Fassi che partecipano a un progetto europeo insieme a studenti del Portogallo, della Polonia e della Turchia

A scuola di diritti e di doveri P resso l’aula magna della Scuola secondaria G. Fassi è allestita la mostra dei lavori dei bambini della Scuola d’infanzia Andersen, della Primaria Rodari e dei ragazzi della Scuola secondaria Fassi realizzati nell’ambito del progetto Different cultures, different ideas the same human rights in the voice of young students (Culture diverse, idee diverse, gli stessi diritti umani nella voce di giovani studenti) partendo dall’analisi della Convenzione dei Diritti del fanciullo. I più piccoli hanno documentato i diritti dei bambini proponendo scatti fotografici inseriti in un grande cartellone con al centro il mondo circondato da un girotondo: si abbracciano per illustrare il diritto dei piccoli di essere amati e di amare oppure

sono ritratti sorridenti al lavandino della scuola, per illustrare il diritto di tutti i bambini a lavarsi. Nei totem della scuola elementare Rodari ogni immagine è

corredata da una poesia frutto del lavoro dei bambini, supportati dalle insegnanti e dal lavoro dei genitori che hanno collaborato approfondendo gli aspetti tecnici e le potenzialità della fotografia. Infine, ci sono i disegni e gli elaborati dei ragazzi delle Medie Fassi. “E’ l’inizio di un cammino ha spiegato il loro professore di inglese Enea Storchi Incerti - nell’ambito del Partenariato Multicultu-

rale Scolastico Comenius approvato e finanziato per 20mila euro dall’Unione Europea. Collaborano con noi scuole del Portogallo, della Polonia e della Turchia. Per tutti l’obiettivo è quello di partecipare più attivamente alle attività scolastiche e acquisire consapevolezza sociale dei propri diritti e responsabilità. Unirsi agli altri e capire diverse culture ci farà cre-

scere e diventare migliori”. Il preside della Scuola secondaria G. Fassi, Attilio Desiderio, presente all’inaugurazione della mostra, ha sottolineato poi l’importanza di diritti e doveri: “voi bambini avete diritto all’istruzione, alle cure, a una famiglia e a una casa dignitosa, ma dovete essere consapevoli di avere anche dei doveri e delle responsabilità”.Il progetto

Da sinistra Storchi e Desiderio

ha, infatti, l’obiettivo specifico di incrementare tra gli studenti la consapevolezza di diritti e responsabilità per essere cittadini attivi, tolleranti e partecipativi nelle rispettive comunità e in Europa. Durerà due anni e prevede che gli studenti delle scuole dei diversi Paesi si confrontino sul web dove è stato creato un sito che funzionerà come punto di incontro: ad aprile ci sarà la prima mobilità studentesca e Carpi ospiterà gli studenti polacchi, portoghesi e turchi mentre a settembre è previsto un secondo momento di incontro in Polonia. Tutta la documentazione verrà progressivamente resa disponibile sul sito web mentre il resoconto finale verrà steso nell’ultimo incontro in Turchia nel maggio del 2014. S.G.


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Viviamo in uno dei luoghi più inquinati della terra: come si può anche solo concepire l’idea di costruire qui, a Fossoli, in pianura padana, un impianto di cogenerazione a biomasse? E non facciamoci prendere in giro. Di bio, in questo caso, non c’è proprio nulla”. Si è aperta così l’affollatissima e accesa assemblea pubblica organizzata lo scorso 17 febbraio, al Circolo la Fontana di Fossoli, dal neonato Comitato No inceneritori Carpi, formato da un gruppo di cittadini che non hanno alcuna intenzione di restare a guardare, bensì intendono rendere manifesto il loro dissenso al progetto presentato da Garc: l’azienda prevede la creazione di un impianto di cogenerazione a biomasse in via dei Trasporti. Assenti, malgrado l’invito ricevuto, sia gli esponenti della Giunta cittadina che i vertici dell’azienda fossolese. “Un inceneritore di scarti legnosi - ha commentato Paolo Galli, attivista del comitato - avrebbe delle evidenti conseguenze sia sull’ambiente che sulla nostra salute. Nei fumi derivanti dalla combustione del legno sono presenti numerose sostanze tossiche e cancerogene: benzene, formaldeide, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), diossine, polveri fini e ultrafini. I fattori di emissione dimostrano come, a parità di energia prodotta, le centrali termoelettriche alimentate a legna inquinino molto più di quelle a gas naturale”. Numerose le sostanze residue che finirebbero nell’aria e nei nostri polmoni, cui si aggiungono il problema legato allo smaltimento delle ceneri prodotte e l’aumento di smog derivante dai trasporti su gomma del materiale legnoso necessario al funzionamento dell’impianto. E non lasciamoci ingannare dal cosiddetto principio del saldo zero (ovvero l’obbligo di ridurre le emissioni in misura uguale a quelle prodotte, conditio sine qua non per la realizzazione dell’impianto) ha poi aggiunto Galli, “perchè nel progetto presentato da Garc è assente la possibilità di una rete di teleriscaldamento, unica prerogativa che consentirebbe di ottenere un reale bilancio vantaggioso tra emissioni della centrale ed emissioni risparmiate e un beneficio per la collettività. Questo impianto gioverebbe solo alle tasche dell’impresa”. Peccato anche che il principio del saldo zero non valga dal momento dell’attivazione dell’impianto, bensì dopo tre anni dall’avviamento, un periodo iniziale in cui sarà ‘a

Conviene bruciare legno? Quali sono le sostanze residue della combustione che si liberano nell’ambiente? Quanto sono pericolose per la salute dei cittadini? Questi i temi discussi durante l’accesa assemblea pubblica organizzata lo scorso 17 febbraio, al Circolo la Fontana di Fossoli, dal Comitato No inceneritori Carpi per cercare di fermare la realizzazione di un impianto di cogenerazione a biomasse in via dei Trasporti. Il gruppo di cittadini promette battaglia: “nessun impianto sorgerà a Fossoli”.

“Noi non ci stiamo”

Assenti i rappresentanti della Giunta Comunale e i vertici di Garc.

debito’. “E noi dovremmo forse rischiare la pelle per aumentare il conto in banca di pochi?”, ha poi tuonato il dottor Marco Fregni, attivista del comitato. I promessi monitoraggi e controlli dei fumi sono una bufala poiché, prosegue Fregni, “bruciare biomasse non è come bruciare gas. La centralina monitorerebbe solo le pm10, ma le polveri ultrafini sono talmente miniaturizzate da non poter essere bloccate da alcun filtro esistente e arrivano dritte negli alveoli dei nostri polmoni”. Garc dice di agire nel pieno rispetto della legge ma, legalità può non far rima con salubrità: “basti

“L’impianto gioverebbe solo alle tasche dell’impresa”.

pensare a quanti morti di tumore ha fatto l’eternit. Noi oggi non siamo in grado di sapere esattamente quali effetti provocheranno queste emissioni, così come negli Anni ‘60 non si conoscevano le conseguenze devastanti dell’amianto sulla salute umana”. Servono leggi più limitative ma, invita Fregni, “è fondamentale ascoltare i numerosi medici ed esperti che consigliano di ridurre al massimo il riscaldamento da fonti come le biomasse poiché ritenute inquinanti”. Ma allora perchè, anche in presenza di un solo dubbio circa la salubrità di questi impianti, il sindaco di Carpi, Enrico Campedelli, garante della salute di tutti noi, ha liquidato la questione scaricando la responsabilità sulla Provincia? (ndr “sarà la Provincia a valutare il progetto dal punto di

di Jessica Bianchi

“Nei fumi derivanti dalla combustione del legno sono presenti numerose sostanze tossiche e cancerogene”.

in piazza al fianco dei cittadini per dire no alla proliferazione di queste nuove tecnologie”. Tra loro anche il sindaco di Monterenzio (Bologna) che, a fronte di una richiesta di privati di realizzare un impianto di cogenerazione a biomasse, si è immediatamente rivolto a un esperto, il professor

vista tecnico e a rilasciare l’autorizzazione. Il Comune non ha la potestà per bloccare l’impianto”). “Come può l’Amministrazione Comunale di Carpi, per tutelare un interesse privato, non manifestare alcuna preoccupazione per la salute dei propri cittadini? Ci sono sindaci - commenta il portavoce del comitato, Giulio Righi - che si stanno opponendo con forza all’apertura di impianti di questo tipo. Primi cittadini in ogni parte d’Italia che scendono

“Oggi non siamo in grado di sapere esattamente quali effetti avranno queste emissioni, così come negli Anni ‘60 non si conoscevano le conseguenze devastanti dell’amianto sulla salute umana”. Federico Valerio, dell’Istituto nazionale per la ricerca sul cancro di Genova, per una consulenza. “Nella sua relazione - ha spiegato il dottor Marco Fregni - il professor Valerio scrive che tutti gli studi sinora condotti confermano la pericolosità delle emissioni di nano polveri e che, nel 2010, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato

In foto Galli, Rustichelli, Fregni, Lodi, Righi e Vescovi

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le emissioni legate al processo di combustione del legno come cancerogene”. “La centrale - si legge nelle conclusioni del professor Federico Valerio - peggiorerebbe la qualità dell’aria immettendo inquinanti e agenti cancerogeni e incrementerebbe, a fronte di soli interessi personali, il rischio sanitario della popolazione esposta”. Risultato? A Monterenzio, l’Amministrazione Comunale e il Comitato Monterenzio Pulita hanno osteggiato, insieme, la realizzazione dell’impianto e il progetto è stato ritirato. Toni pacati fino all’intervento in sala di Marco Reggiani, segretario del Pd di Fossoli che nell’annunciare la disponibilità del sindaco al confronto ha scatenato l’ira dei presenti in sala. “Se è tanto disponibile perchè non è qui oggi?” “Perchè ha preso le mazzette”, rispondono dalle retrovie. “Il sindaco - prende la parola Roberto Galantini di Carpi a 5 stelle, movimento che ha portato alla ribalta della cronaca la vicenda dell’impianto in questione presentando un’interrogazione in Consiglio Comunale - può ostacolare progetti di questo tipo. In quanto difensore della salute pubblica, il suo è un parere vincolante. Campedelli può dire: no, nel mio Comune questo impianto non si fa. Ed è proprio in un’apertura da parte dell’Amministrazione Comunale carpigiana che confido. La Giunta deve confrontarsi apertamente su questo tema perchè anche in presenza di un solo dubbio sulla pericolosità di questi impianti occorre

Perchè in presenza di dubbi circa la salubrità di questi impianti, il sindaco di Carpi, garante della salute di tutti noi, ha scaricato la responsabilità sulla Provincia?

Incontro col sindaco Campedelli a Palazzo Scacchetti, sabato 2 marzo

Tutti in piazza

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“Nel 2010, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato le emissioni legate al processo di combustione del legno come cancerogene”. mettere in atto il principio di precauzione: se non si è sicuri delle conseguenze che esso potrebbe provocare, ci si deve astenere dal farlo”. Le proposte avanzate da Galantini sono chiare: “a questo punto dovremmo chiedere un incontro coi vertici di Garc e in Provincia. Allo stesso tempo chiedere una consulenza tecnica a medici disponibili e offrire un’informazione attenta, puntuale e capillare alla cittadinanza”. Tutta. Poiché questo impianto non è solo affare dei fossolesi, ma di tutti noi.

he fare allora per fermare l’impianto e allontanare lo spettro di un ulteriore aggravamento della qualità dell’aria? I presenti inneggiano a un “atto di forza”, come la presa “della sala consiliare”. “Raccogliere delle firme non serve a nulla”, grida una signora. “Tuti ciavedi: il sindaco, la Giunta... dicono sono delle falsità. E’ inutile fidarsi delle loro promesse, basti guardare quello che è accaduto per la Remesina”. “Dobbiamo essere tempestivi, rompere le scatole. Non importa se ci sono le elezioni, dobbiamo fare in fretta e organizzare una manifestazione”. “La nostra unica arma è restare uniti”, riprende la parola Giulio Righi, di fronte a una sala scomposta e infuocata. Il prossimo passo sarà incontrare il sindaco Enrico Campedelli. L’appuntamento è stato fissato per sabato 2 marzo a Palazzo Scacchetti, alle ore 12. L’invito del Comitato è quello di aderire alla manifestazione che si terrà lo stesso giorno in piazza, a partire dalle ore 11.

“Questa è una battaglia per la nostra salute”, ha commentato Maurizio Lodi, esponente del Pd e presidente della Commissione consiliare sulle biomasse a Galliera

Mal d’aria...

“Più piccole sono, maggiore è la loro patogenicità”

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spite dell’incontro al Circolo La Fontana, anche Maurizio Lodi, esponente del Pd e presidente della Commissione consiliare sulle biomasse a Galliera, comune simbolo nella lotta contro le centrali a biomasse. “Questa - ha commentato - non è una battaglia politica, bensì una battaglia per la nostra salute. Ammettere di aver preso un granchio non è un peccato imperdonabile: i vostri amministratori benché siano del mio stesso partito dovrebbero fare marcia indietro. E’ davvero grave che oggi qui non ci sia nessun rappresentante della Giunta”. Non usa mezzi termini Lodi che rincara: “dal punto di vista delle emissioni si calcola che, a parità di energia prodotta, per assurdo, un impianto a metano produce un inquinamento atmosferico nettamente inferiore rispetto a quello prodotto da un impianto a biomasse legnose. Come si fa a incoraggiare la nascita di questi impianti proprio qui in pianura? Un territorio che, essendo privo di correnti ascensionali, ha un tasso di inquinamento dell’aria tra i più alti del mondo e un’incidenza altissima di patologie tumorali. Di certo non ci servono ulteriori emissioni inquinanti. Queste centrali, a solo vantaggio degli interessi di pochi, possono avere invece conseguenze drammatiche per la collettività”. E per dare ulteriore forza alle sue parole, Lodi cita i risultati del ricercatore Stefano Montanari, secondo il quale, “il processo di combustione produce micro e nano particelle. Più piccole sono, maggiore è la loro patogenicità”. Ed è qui che sta l’inganno “Più moderna è la tecnologia impiegata (nelle centrali a biomasse così come negli inceneritori e nei filtri antiparticolato delle auto nuove) minore è la dimensione delle particelle ottenute”. Dal momento che nessun sistema di filtraggio è in grado di bloccare le micro e le nano particelle, la legge non stabilisce controlli su tali emissioni. In soldoni: non potendole rilevare, queste particelle non esistono! “In realtà con l’evoluzione della tecnologia la situazione sanitaria si è fortemente aggravata e gli inceneritori di oggi, paradossalmente, fan peggio di quelli più obsoleti”, conclude Lodi.

al 2009 a oggi nella maggior parte dei grandi centri urbani dell’Emilia Romagna si è registrata una vera e propria escalation dei livelli di PM10: nel 2012 la centralina dell’Arpa posta in via Remesina a Carpi ha registrato oltre 80 sforamenti (quelli consentiti per legge sono 35). Numeri che parlano chiaro: le misure finora adottate per ridurre gli inquinanti atmosferici limitandone le cause non sono state efficaci per porre rimedio alla grave situazione delle nostre città. E l’inefficacia della campagna Liberiamo l’aria passa anche per le minuscole dimensioni dell’area sottoposta, il giovedì a Carpi, al provvedimento di restrizione alla circolazione, ovvero il primo anello intorno al centro storico, sostanzialmente un fazzoletto di terra, in larga parte pedonale. “L’inquinamento atmosferico – ha affermato Cristina Bondavalli di Legambiente Emilia Romagna – continua ad avere caratteristiche di una vera e propria emergenza ambientale e soprattutto sanitaria: è ormai certo che nel particolato atmosferico urbano siano contenuti anche agenti cancerogeni che possono modificare geneticamente il DNA cellulare conducendo a eventi tumorali. Ed è giusto ricordare che i soggetti più a rischio sono i bambi-

ni, le cui cellule in continua divisione durante la crescita e fino alla pubertà sono più suscettibili all’azione cancerogena da parte degli agenti genotossici. Il rischio più grave quindi è dato dalla elevata probabilità che in questi soggetti i tumori si manifestino dopo 15-20 anni dall’inizio dell’esposizione alle sostanze cancerogene”. E’ innegabile: l’inquinamento atmosferico provoca danni alla salute umana e allora perchè nella nostra città, limitazioni al traffico a parte, i nostri amministratori chiudono gli occhi di fronte all’impianto che dovrebbe nascere a Fossoli, il quale contribuirebbe pesantemente a peggiorare la qualità (già da maglia nera) dell’aria? Come mai la Zona C e la zona industriale di Carpi sono completamente prive di piste ciclabili, scoraggiando i lavoratori a preferire la due ruote all’auto? Lo sappiamo, i denari sono finiti ma, la lungimiranza, non è mai stato il nostro forte, nemmeno in tempo di vacche grasse. E ora, perchè mai il nostro sindaco dovrebbe scendere in piazza e schierarsi al fianco dei suoi cittadini per dire no all’impianto di Fossoli? Per un sindaco a fine mandato, è certamente meglio concentrarsi su una nuova piscina da inaugurare. Evitando di inimicarsi chi potrebbe essere utile a un suo prossimo rimpasto.


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n milione e 500mila. Questo il numero di posti di lavoro persi in Italia dal 2007 al 2012. Un Paese, il nostro, con un tasso di disoccupazione che supera il 37% tra gli Under 35 (il distretto carpigiano conta invece circa 2mila disoccupati e 7mila persone in mobilità). Difficile, a fronte di questi dati, guardare al futuro con ottimismo. Eppure c’è chi si impegna a porre le condizioni affinché i nostri giovani possano costruire un domani migliore, come i promotori di Entriamo in azienda, il progetto di collaborazione tra mondo dell’impresa e scuola, fortemente voluto, tre anni fa, da Maurizio Lusvardi e Stefano Cestari, rispettivamente presidente e segretario di Lapam Carpi. E sono i volti, tra gli altri, di Birkam Kayadivi – che sogna di vivere a Istanbul e lavorare nel commercio internazionale tra Turchia e Italia – e di Eleonora Boselli Bassi – che grazie alle simulazioni di colloquio di assunzione ha scoperto l’importanza dei dettagli, dal modo in cui si gesticola allo sguardo, al tono di voce

Il progetto Entriamo in azienda, nato dalla collaborazione tra mondo dell’impresa e scuola, fortemente voluto da Lapam, si propone di mostrare agli studenti cosa significhi fare impresa

La scuola entra in azienda

– quelli a cui spetterà tracciare il futuro del Paese. Saranno le loro idee, come quelle degli altri 500 studenti del triennio dell’Istituto tecnico commerciale Meucci, il quale partecipa al progetto con Lapam, a tracciare, in futuro, il

discrimine tra benessere e declino. Per aiutarli in questo arduo compito il progetto si propone di mostrar loro cosa significhi fare impresa: dalla compilazione del bilancio fiscale alla contabilità e all’Iva attraverso casi aziendali,

dall’approfondimento sui contratti a termine e l’apprendistato, fino alle tecniche per la ricerca attiva del lavoro e la visita a Carpi Hotel, dove incontreranno il direttore, i responsabili di un’agenzia di viaggi – per la tematica legata

alle prenotazioni on-line – e un manager del turismo sostenibile. In questo percorso di formazione parallelo alla didattica quotidiana saranno affiancati dai tecnici dell’associazione di categoria e da Gina Benson, madrelingua inglese che terrà simulazioni di colloquio in lingua. “Crediamo che istruzione e formazione abbiano un ruolo fondamentale nello sviluppo economico – ha commentato Alessandra Baroni, insegnante e coordinatrice del progetto – e cerchiamo, a piccoli passi, di creare una scuola che non sia statica ma dinamica, un sistema in evoluzione che sappia formare profili professionali coerenti con il contesto economico di riferimento”. Nella scommessa per il futuro, progetti come questo contribuiscono ad aumentare le probabilità di vittoria. Marcello Marchesini

Per due settimane, i ragazzi delle quinte dell’Istituto Leonardo da Vinci escono dalle aule per fare il loro ingresso nel mondo del lavoro. Un’esperienza fondamentale per la loro formazione come sottolinea la professoressa Simona Montorsi

Tempo di stage al Leonardo da Vinci P

er tanti istituti superiori questo periodo coincide con l’organizzazione e la realizzazione delle attività di alternanza scuola-lavoro. Attività che consentono ai ragazzi di verificare la corrispondenza tra la propria rappresentazione del mondo del lavoro e la realtà concreta, mettendo alla prova la capacità di utilizzare le proprie conoscenze in nuovi contesti, in situazioni impreviste e diverse da quelle richieste a scuola: “l’alternanza scuola-lavoro è, a tutti gli effetti, vero apprendimento”, sottolinea la professoressa Simona Montorsi, collaboratrice della dirigente dell’Itis Leonardo da Vinci, Maria Capone. Alla base dell’impegno che muove insegnanti e imprese a investire tante energie, umane e materiali è la consapevolezza sempre più diffusa che uno dei gravi limiti del nostro Paese nella competizione internazionale è rappresentato dalla mancanza di profili tecnici e professionali intermedi e superiori. “La fiera Job Orienta, tenutasi a Verona, in collaborazione con i Ministeri dell’Istruzione e del Lavoro - prosegue Montorsi - ha evidenziato proprio queste limite: il deficit di tecnici intermedi è stimato in 180mila unità. L’istruzione tecnica di buon livello, aggiornata e attenta alle esigenza del territorio circostante, rappresenta un’opportunità per i giovani e per le imprese, ma soprattutto una necessità per il Paese. La ripresa economica non potrà prescindere dalla ri-valorizzazione del settore manifatturiero, anche di elevata specializzazione, e del made in Italy che sono storicamente collegati agli istituti tecnici”. Dal 18 febbraio, per due settimane, i ragazzi delle quinte del da Vinci usciranno dalle aule per

fare il loro ingresso nel mondo del lavoro, grazie agli stage che i docenti Stefano Covezzi, Marco Vidoni, Francesca Munari, Giuseppe Di Bianco, Paolo Bussei, Tonia Bellino, Franco Bonaccini e Floriana Fantuzzi hanno predisposto, in collaborazione con alcune aziende del territorio. Quanto sono importanti le attività di alternanza scuola-lavoro per i ragazzi? “Siamo convinti - prosegue Montorsi - della necessità di rafforzare l’integrazione con il mercato del lavoro, per consentire l’acquisizione di professionalità realmente spendibili, per educare i giovani ad affrontare con senso critico la realtà che li circonda, per superare il tradizionale percorso formativo rigido e standardizzato, a favore di percorsi di studio flessibili, dinamici e aperti alle sollecitazioni esterne, a partire proprio dall’istruzione secondaria. E siamo altrettanto convinti che un atteggiamento multitasking fornisca l’opportunità di individuare percorsi capaci di intervenire

nel curricolo scolastico aggiornandone metodi e contenuti. Mai come in questo periodo storicoeconomico, infatti, è necessario porsi da un lato il problema della lotta alla disoccupazione e dall’altro l’obiettivo di uno stabile inserimento nel mercato del lavoro; per questo i processi formativi e di orientamento delle scuole tecniche e professionali

devono trovare anche percorsi paralleli alla trasmissione tradizionale del sapere. Seminari tenuti da tecnici e ingegneri esterni e visite in azienda rappresentano un indispensabile collegamento tra l’offerta formativa curricolare e lo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio”. Un percorso di alternanza implica uno stretto raccordo tra

scuola e tessuto produttivo locale. Crisi e terremoto lo hanno compromesso? “Le difficoltà esistono, per gli insegnanti del corso FASE (con la Riforma assume il nome di Chimica e biotecnologie ambientali) ad esempio, il problema si è presentato in modo sensibile, poiché molte delle aziende di riferimento sono nella Bassa (e quindi gravemente danneggiate), come la Gambro, oppure lavorano ancora nei container, come i laboratori dell’Aimag a Fossoli. Nonostante ciò, tutti i 16 studenti avranno l’opportunità di mettersi alla prova, qualcuno di loro addirittura nei laboratori dell’Università di

Modena. Analogo impegno è stato richiesto per l’organizzazione degli stage per tutte le altre specializzazioni: Meccanica (34 studenti), Informatica (16) ed Elettronica (29 studenti). Ma, dopo alcune settimane di lavoro frenetico e di telefonate per confermare o aprire contatti con nuove aziende, alla fine la macchina-stage si è messa in moto e le convenzioni con ditte e Università sono state sottoscritte. Prossimamente sarà la volta delle classi quarte”. E per i più giovani? “Una promozione della cultura del lavoro e dell’organizzazione aziendale, anche a partire dal primo biennio della scuola superiore, può generare un sistema di formazione continua davvero efficace, aumentando i benefici per i (futuri) lavoratori e per le imprese. Grazie alla proficua collaborazione con le associazioni di categoria del territorio e attraverso il ruolo riconosciuto al neonato Comitato Tecnico Scientifico molto si sta facendo in questa direzione. Le uscite sul territorio poi, sono possibili anche grazie alla collaborazione con l’Ufficio scuola delle Terre d’Argine che, a livello locale, fornisce il trasporto gratuito degli studenti. In questo modo, attraverso la sua estensione agli alunni più giovani, l’alternanza scuola-lavoro assumerà una durata sempre più significativa e diventerà un asse fondante di tipo didattico e metodologico nel percorso di ciascuno studente”, conclude Simona Montorsi. J.B.


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vere 21 anni, frequentare l’università con ottimi risultati ed essere circondati da amici e famiglia, sembra essere una realtà dalla quale nessuno vorrebbe allontanarsi ma Margherita Sacchetti, giovane carpigiana, ha deciso di rischiare e vivere l’avventura di un Erasmus a Granada. “Credo che un’esperienza del genere possa influire su tutta la mia vita, aiutarmi a confrontarmi con un altro Paese e, soprattutto, con me stessa”, spiega Margherita. Cosa ti ha spinto a lasciare tutto e partire per l’Erasmus? “Ho deciso di vivere quest’avventura perché  l’ho sempre desiderato. Inoltre credo sia una grande opportunità per apprendere un’altra lingua, visitare un nuovo Paese, conoscere persone

“Il fatto di non votare mi dà fastidio, mi sento privata di un diritto. Non capisco perché questa volta non si possa dare il proprio voto via Internet”.

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La carpigiana 22enne Margherita Sacchetti, partita alla volta di Granada per un’esperienza di studio all’estero, non potrà votare in occasione delle elezioni politiche

“Mi sento privata di un diritto” Margherita Sacchetti

e cercare di far qualcosa con le mie sole forze”. Quanto starai via e perché la tua scelta è ricaduta proprio su Granada? “Resterò a Granada per circa cinque mesi, tornerò a metà luglio. Ma quando si parte per questi viaggi la data di ritorno non è mai certa... Inizialmente avevo pensato a Madrid e a Barcellona, ma  mi ha attratto di più l’Andalusia e città come Sevilla, un po’ più piccole, a misura d’uomo”. Che università frequenti? I tuoi studi ne risentiranno? “Studio Scienze della Formazione a Bologna. In parte so già che rimarrò un po’ indietro con gli esami, ma credo non sarà un problema recuperarli una volta tornata. In compenso ciò che apprenderò vivendo all’estero, sarà un bagaglio culturale che porterò sempre con me”. Hai pensato al fatto che non potrai votare alle politiche? Ti senti privata di un dirittto?

“Non mi pare giusto non poter votare dal momento che l’Erasmus è un’esperienza temporanea al termine della quale tornerò in Italia, da un Governo che non ho nemmeno potuto scegliere”.

“Il fatto di non votare mi dà proprio fastidio e sì, mi sento privata di un diritto! Non capisco perché questa volta non si possa esprimere il proprio voto via Internet e non mi pare giusto dal momento che l’Erasmus è un’esperienza temporanea al termine della quale tornerò in Italia, dove troverò un Governo che non ho nemmeno potuto scegliere”. Francesco Palumbo


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10 Lions Club Alberto Pio

Il sogno ecologico di Lisa Casali

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o scorso 15 febbraio il Lions Club Alberto Pio ha incontrato Lisa Casali, esperta di rischi ambientali ed eco-food blogger, nonché volto conosciuto di Uno Mattina in Famiglia e di Gambero Rosso Channel. Casali ha trattato il tema: Dalle bucce alle stelle - Il sogno Eco di Lisa Casali. La brava Lisa Casali ha insegnato alle numerose donne presenti come cucinare evitando gli sprechi in cucina, come riciclare le parti più Lisa Casali e Angela Facchini esterne delle verdure invernali che vanno spesso buttate ed elargito saggi consigli su come fare la spesa e conservare gli alimenti per ridurre a zero il consumo di cibo, acqua ed energia.

Goldoni si internazionalizza ma non delocalizza e punta a espandersi in due mercati del valore di 14 milioni di euro. Fatturato 2012 del gruppo (Goldoni e Cermag): 63 milioni di euro

La Goldoni sbarca nella ex Jugoslavia

Verrà presentato mercoledì 27 febbraio, alle 21, presso il Cinema Corso, il volume edito dalla Fondazione CR Carpi

Novecento a Carpi

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opo le edizioni degli ultimi anni che hanno proposto un quadro aggiornato di studi del nostro territorio, dai primi insediamenti umani alla prima guerra mondiale, con Novecento a Carpi, edito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi s’inaugura una nuova serie monografica che approfondisce singoli aspetti della storia cittadina nel corso del tempo. In particolare, l’opera in questione traccia un quadro delle trasformazioni dell’economia avvenute sul territorio, nel secolo scorso. Oltre al ricco apparto iconografico, due sono i saggi di cui si compone: il primo estende per la prima volta, in modo sistematico, l’indagine sulle modalità attraverso cui gli avvenimenti e le istanze culturali della grande storia mondiale si sono riflessi sulle mentalità e le scelte dei carpigiani. Il secondo illustra il pro-

liferare di iniziative imprenditoriali, in campo agricolo, industriale e commerciale, attraverso una ricerca non solo sulla documentazione ufficiale, ma anche sulla stampa locale, sulle carte intestate e sulle inserzioni pubblicitarie, per restituirci il modo di autorappresentazione di chi li ha prodotti: come si vedeva o come avrebbe voluto vedersi. L’ingresso al Cinema Corso è libero fino a esaurimento posti. Al termine della presentazione, il volume sarà consegnato in omaggio a ogni nucleo famigliare. La distribuzione continuerà in corso Cabassi, 4 dove, per poterlo ricevere, è richiesta una donazione di 7 euro che la Fondazione devolverà interamente per il ripristino delle scuole del territorio colpite dal sisma. Dalla distribuzione dei precedenti volumi sono stati raccolti oltre 10mila euro che sono stati destinati all’Ospedale di Carpi.

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a Goldoni di Migliarina cercherà di fronteggiare la crisi andando alla conquista di nuovi mercati. Per farlo ha avviato una ristrutturazione produttiva e organizzativa, coinvolgendo anche i suoi 300 dipendenti, con l’obiettivo immediato di piazzare le proprie macchine in un mercato in espansione come la ex Jugoslavia. Senza però delocalizzare la produzione: “Ci internazionalizziamo, ma restiamo dove siamo nati”, assicura Leo Goldoni. Il 22 febbraio la Goldoni SpA inaugurerà un nuovo punto vendita diretto in Croazia, a Buje - Plovanija. Si chiamerà Goldoni Machina Tractoria e, secondo le previsioni, immatricolerà 100 macchine l’anno in Croazia, per un fatturato

di 2 milioni di euro; stesse previsioni anche per la vicina Slovenia, raggiungendo così nel 2013 un fatturato complessivo di 4 milioni di euro. Ma non è tutto: il progetto slavo dell’azienda modenese prevede che, nell’arco dei prossimi tre anni, circa 500 trattori all’anno siano venduti nei Paesi della ex Jugoslavia, per un fatturato complessivo di 9 milioni di euro. In ex Jugoslavia il marchio Goldoni è conosciuto da anni, con rapporti commerciali in Serbia, Bosnia, Macedonia, Montenegro e Kosovo, dove l’agricoltura è ancora un settore fondamentale dell’economia

e del Prodotto Interno Lordo. La Serbia è anche la porta d’ingresso nel vero, enorme mercato dell’Est europeo: la Russia, dove Goldoni, grazie anche alla caduta dei dazi doganali fra i due Paesi, già dal 2013 prevede di poter vendere dai 250 ai 300 trattori l’anno, per un valore di 5 milioni di euro.

Leo Goldoni


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Raccolti a Carpi 5.707 chili di alimenti

Grazie a tutti!

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L’Angolo di Cesare Pradella “La Sanità è in attesa di una riforma globale”

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abato 16 febbraio l’associazione Porta Aperta ha collaborato con Rock no war nella raccolta di alimenti presso una trentina di supermercati della provincia di Modena. “A Carpi - spiega Stefano Facchini di Porta Aperta (in foto) - ci siamo concentrati su 4 supermercati: Borgogioioso, Coop Magazzeno, Conad Pile e Conad Marx, raccogliendo 5.707 chili di alimenti. Desideriamo ringraziare coloro che hanno aggiunto alla loro spesa qualcosa per chi è in difficoltà. Poi ringraziamo i 4 volontari di Rock no war che ci hanno aiutato a svolgere il servizio di raccolta nei supermercati; gli scout del Noviziato del Gruppo Carpi 4 e dei Clan dei Gruppi Carpi 3 e Carpi 5, che ci hanno fornito un supporto indispensabile e, infine, i 38 volontari di Porta Aperta, che hanno raccolto gli alimenti donati, trasportandoli in sede. Un ringraziamento anche a Chimar che ci ha fornito 16 palletts per immagazzinare i cibi raccolti”.

La Sanità è in attesa di una riforma globale”. E’ questo il parere del dottor Enzo Cacciatore, libero professionista carpigiano che aggiunge: “come la scuola, anche la Sanità non ha mai potuto godere del privilegio di una riforma globale. Si è andati avanti a colpi di riformine parziali, spesso slegate tra loro, con progetti irrazionali a volte fatti su misura per aiutare i cosiddetti compagni di merende”. Qualche critica precisa? “Vale per tutti i partiti di Destra e di Sinistra e per tutti i Governi che si sono succeduti. Le ultime riforme globali che l’Italia ha conosciuto sono quelle Gentile per la scuola e, per la sanità, quella promossa dal deputato carpigiano Carra che abolì le mutue sostituendole con le Usl, i cui vertici, però, sono da allora di nomina dei partiti. In pratica i professionisti della Salute sono stati del tutto esautorati e messi da parte”. Con quali conseguenze?

Enzo Cacciatore

“Che ogni nuovo Ministro della Sanità buttava a mare i provvedimenti del suo predecessore, di qualunque colore politico fosse. E così, con l’era dei direttori generali e dei manager nominati dalla Regione,

in accordo con Province e Comuni, la politica è entrata di prepotenza negli ospedali e nelle università. E l’epoca dei ‘baroni’ è stata sostituita con quella dei politici, spesso ex deputati o ex sindaci alla ricerca di

un posto. La prova? Basti guardare quanto è accaduto a Modena per la direzione generale dell’Azienda e del Policlinico e quello che sta avvenendo alla clinica oncologica. A Carpi invece abbiamo assistito alla spoliazione del Ramazzini che ha perso molti primari dirottati a Baggiovara, Vignola e Sassuolo”. Ma cosa è emerso dalla recente Conferenza territoriale socio-sanitaria della Provincia di Modena? “Un documento vuoto e privo di conseguenze pratiche e così gli ospedali della Bassa (quello di Carpi e Mirandola) restano le cenerentole della sanità pubblica modenese a tutto vantaggio di Policlinico, Baggiovara e Sassuolo. E, purtroppo, il direttore generale dell’Azienda, Mariella Martini, ha affermato che si dovranno compiere altri dolorosi tagli per i servizi di ristorazione e di pulizia e la riduzione delle spese per il personale, alla stregua di quanto ha già fatto il Go-

verno Monti. Nel frattempo però sono stati nominati tre nuovi direttori per le tre maxi aree, Pietrantonio per Baggiovara e Castelfranco, Donati per Pavullo, Vignola e Sassuolo e Pesi per Carpi, Mirandola e Finale. Ma il direttore del Policlinico Petropulacos ha detto di volere l’integrazione delle due aziende sanitarie modenesi, Policlinico e Baggiovara, ma si guarda bene dal rinunciare a uno dei due direttori coi loro lauti stipendi. Con Pighi e Sabbadini che hanno definito il piano, un’occasione per potenziare la rete sanitaria. Incredibile. Inoltre il Poliambulatorio del Policlinico è stato dichiarato pericoloso perchè pieno di amianto, come se non si sapesse da sempre... Occorre imboccare la via di una riforma seria nella quale i direttori generali rinuncino a premi e stipendi d’oro, con nomine meritocratiche fatte alla luce del sole e non con la suddivisione degli incarichi tra le due anime del Pd come avviene tuttora”.


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’acquerello è una tecnica molto nota e praticata anche perchè apparentemente semplice. In realtà è tra le più complesse dal momento che si materializza con l’acqua mista a pochissimo pigmento. L’acqua è fuggevole, si dispone, si mescola, si disperde all’istante, ed è solo l’abilità unita alla sensibilità dell’artista, che può cogliere l’attimo giusto in cui intervenire. La carpigiana Lorena Ghizzoni è un’abile acquerellista, capace di usare la tecnica con straordinaria sensibilità. I temi proposti nell’esposizione sono: scorci della città di Correggio, la ‘Gatta’ e i fiori. Nei paesaggi presenta notturni con scorci prospettici, porzioni di architetture, particolari. Le tenebre sfumano nei molti toni del grigio, mentre un lampione, con un volo di luce, illumina di colori caldi e soffusi i viali alberati e, radente, descrive le architetture. Lo spazio prospettico bene organizzato, i particolari suggeriti più che descritti, le tonalità dei colori ci rimandano a un’atmosfera un po’ surreale, come un abbandono alla poesia. Il monumento ad Antonio Allegri, più conosciuto con il nome della sua città ‘Correggio’ è interpre-

Lorena Ghizzoni

Sabato 23 febbraio si apre a Correggio, nella cornice di Palazzo Contarelli, la mostra dell’acquerellista carpigiana Lorena Ghizzoni

Dipinti d’acqua tato, nella costruzione del volume, a colori anche abbastanza vivaci anziché a chiaroscuro monocromo, così da condurci subito alla pittura e al suo grande interprete, vanto della città. Ma è nella “Gatta” forse il soggetto piu amato,

che l’artista riesce a sintetizzare spazio, linea, colore, in mdo tale da cogliere il significato complessivo dell’animale: il carattere dato dalle movenze, dallo sguardo magnetico, dalle abitudini, dagli umori. Infine il tema dei fiori, così diffuso in chi pratica questa tecnica, è solo apparen-

temente semplice. Nelle composizioni di Lorena il rapporto spazio colore, volume, è tanto equilibrato da apparire naturale. Spesso la luce è rappresentata da uno spazio lasciato bianco, così che i colori intorno, dialoganti, creano il volume. L’effetto è leggiadro tanto da farci percepire la fragranza del profumo. Vernissage con aperitivo, sabato 23 febbraio, alle 18, nella cornice di Palazzo Contarelli a Correggio.

Orari di apertura: mercoledì e giovedì dalle 10 alle 12,30; venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 16 alle 19,30. Anna Ferrarini


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Jungo e dintorni...

Rassegna di Musica Sacra nella terra dei Pio

Il fascino della polifonia

by Luca “Locco” Severi - info@overflowstyle.com

Se dall’equazione “Mobilità” si rimuove la variabile “Automobile”, il sistema funziona

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nche questa volta, dati alla mano, vi dimostrerò come una mobilità basata sull’auto sia una piaga sociale infinitamente grande. Due piccoli aneddoti - e un ragionamento, che potrei chiamare “illuminazione” - si sono palesati sulla mia strada e hanno chiarito un concetto: se dall’equazione “Mobilità” se si rimuove la variabile “Automobile”, il sistema inizia a funzionare perfettamente. Il primo episodio risale al 31 gennaio. A Modena è il patrono, festa molto sentita, durante la quale pochissime persone vanno al lavoro. A Medolla il patrono non è mai stato un giorno di stop lavorativo, quindi ci siamo portati la tradizione anche nella nuova sede. La mattina del 31 arrivo in stazione a Modena e mi ritrovo davanti a una situazione surreale. Il piazzale è praticamente vuoto. Capito “l’inghippo” del patrono, noto con interesse che gli autobus hanno un comportamento strano. Tentennano, come spaesati. La variabile mancante era appunto il traffico. Qualche minuto e arriva il mio bus, salgo e arrivo al lavoro. Timbro e mi accorgo di una cosa sconvolgente. Sono le 7.38. Ma come? Di solito timbro alle 7.48. Dieci minuti di differenza. Il secondo episodio risale alla

nevicata di lunedì scorso. Io adoro la neve per il suo effetto calmante. Alle 17.50 mi metto in cammino - in verità è quasi una ciaspolata cittadina - verso la stazione ferroviaria: il traffico aveva bloccato la città. Il mio bus era disperso da qualche parte sulla tratta, probabilmente imbottigliato con le altre macchine. Dopo 40 minuti di auto in fila col motore acceso che mi intossicavano, arrivo in stazione e noto felicemente che il treno delle 18.34, seppure con 15 minuti di ritardo, sta arrivando! Alle 18.50 circa arriva il convoglio, felicissimo di entrare in un posto caldo, salgo, quando arriva il controllore e dice: “Questo treno è soppresso, dovete scendere”. Sorvolo su tutto quel che è stato pronunciato da quel momento fino al treno successivo delle 19.30... Dopo una bella sciata in bicicletta, arrivo a casa alle 20.10. Tempo totale per il trasferimento lavoro - casa, con neve, è stato pari a 2 ore e 20 minuti. Una passeggiata rispetto a quello degli automobilisti. Percorrenza media 3 ore per Modena-Carpi, con tutti i rischi connessi. Infine, l’illuminazione, relativa all’impianto luci della bici che, a volte, è difficile tenere in totale efficienza sui nostri amati velocipedi. Premettendo che la ritrovo doverosa

come precauzione, mi son chiesto: ma a cosa servono le luci? Per non farmi investire da una macchina. Eccola. Ancora lei. Se non ci fossero le auto, non esisterebbe il problema. Quindi, eliminando l’automobile dal sistema mobilità, la possibilità di fare il doppio delle corse con lo stesso autobus che viaggia agilmente sarebbe un notevole miglioramento del servizio a costo quasi paritario. La pericolosità della strada andrebbe a diminuire drasticamente e la socialità aumenterebbe in modo incredibile! Concludo con una piccola chicca che mi è giunta all’orecchio proprio parlando di queste cose. Nel 1940 persone pagate 2 lire erano addette alla pulizia dei binari, in modo da non far accumulare i ritardi ai treni in caso di neve. Allora, nessuno possedeva uno smartphone e le persone non rimanevano imbottigliate in macchina o ferme a gelare in stazione. Facciamo in modo che la nostra amata equazione contenga sempre meno quella benedetta variabile che ci porta solo problemi.

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plendida serata quella vissuta sabato 16 febbraio nell’Aula Liturgica di Quartirolo in occasione della  sesta edizione della Rassegna di Musica Sacra nella terra dei Pio. Il Coro Euridice di Bologna, magistralmente diretto dal maestro Pier Paolo Scattolin, ha fatto immergere i presenti nella storia del canto occidentale, dal gregoriano al XXI secolo, facendo comprendere al pubblico come Il canto sia il mezzo più efficace e più comune di cui le persone si servono per mettere in comunicazione i propri sentimenti con la vita esteriore. Una serata da non dimenticare, anzi da riascoltare in internet alla pagina  http://www.m-gasparini.it/SalaRegistrazioni/ReginaNivis/ ReginaNivis.html


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14 Marco Mengoni

Radio Bruno protagonista a Sanremo. appuntamento domenica 24 febbraio, alle 10, con il controfestival sulle frequenze della vostra radio del cuore

Il nostro Festival... Leonello, Georgia e Mario

Kekko dei Modà

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’ stata un’avventura bellissima quella vissuta nella nostra postazione all’Hotel Londra, dalla quale abbiamo intervistato tutti i protagonisti in gara: i 14 Campioni e gli 8 Giovani in gara. Un dato di fatto è certo: Radio Bruno porta bene ai vincitori perchè sia Antonio Maggio, venerdì 15, sia Marco Mengoni

il pomeriggio del sabato, hanno rilasciato proprio a noi le loro ultime interviste della giornata, prima di cercare la giusta concentrazione pre-gara. E hanno vinto entrambi! La più agitata: Sicuramente Chiara Galiazzo che è arrivata nella nostra postazione con un’espressione a dir poco aggrottata. “Più si avvicina l’esibizio-

ne e più mi si arriccia la faccia, capisci?” continuava a ripetere, come in un mantra ossessivo. E’ stato molto difficile intervistarla perché era davvero spaventata dall’esibizione che l’aspettava da lì a poco e rispondeva a monosillabi. “Hai l’influenza?” Chiedeva a tutti di continuo, terrorizzata all’idea di ammalarsi. “No? Allora

posso baciarti”. E’ stata molto buffa. I Tranquilli: In questa categoria metterei di sicuro due grandi della musica italiana Max Gazzè e Daniele Silvestri. Sono stati gentili e sereni nel parlarci dei loro progetti futuri e dal nostro divano (comodissimo) non se ne volevano più andare. Prosegue a pagina 15


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I Carismatici: Quando incontri alcuni artisti, capisci che provengono da un’altra dimensione, riempiono la stanza quando entrano e attraggono come calamite gli sguardi e i pensieri di tutti. Questo è successo quando sono venuti a salutarci i Modà, grandi amici di Radio Bruno e Marco Mengoni. Debbo ammettere che le gambe mi tremavano un po’, ma loro sono Simone Cristicchi

Max Gazzè

riusciti a raccontarsi e a descriverci le loro emozioni a poche ore dal debutto, per poi tornare nuovamente da noi per commentare le sensazioni della finalissima. Sono stati davvero generosi. L’emozione più grande: E’ stata quella di assistere alle prove generali lunedì pomeriggio. Eravamo pochi giornalisti presenti in sala, all’Ariston, e tutti i 14 Campioni in gara si sono esibiti nelle 28 canzoni in gara, stabilite dal nuovo regolamento di Fabio Fazio. Tra tutti i cantanti chi mi ha davvero fatta ridere sono stati Elio e Le Storie tese con la Canzone Mononota. Quando nel bel mezzo della canzone, Elio si è seduto al tavolino a bere il caffè, ho pensato: “Son proprio matti, in linea con la Terra dei Cachi di 17 anni fa”. Gli Emiliani: Tanti i cantanti in gara emiliani o provenienti dalla nostra Regione. Tra questi il cantautore Paolo Simoni di Bologna (accompagnato dal bellissimo bassotto Renoir), che ha avuto l’onore di collaborare, prima che ci lasciasse, con il grande Lucio Dalla. Simoni si è esibito nell’intenso brano Parole ma non ha avuto accesso alla finale. Peccato, ma credo ne sentiremo

15 parlare ancora a lungo di questo nuovo talento. Emiliano-romagnolo anche il gruppo Blastema che, dopo tanti concerti e una lunga gavetta, è stato notato da Dori Ghezzi e dalla figlia Luvi, che li hanno prodotti. Nel nostro salotto hanno raccontato con entusiasmo il loro album e il tour che li aspetta. Bolognese è Andrea Nardinocchi, giovane che ha portato una ventata di innovazione sul palco dell’Ariston grazie ai suoi suoni pop-elettronici. Super Team: Senza Leonello Viale e Mario Ribba mi sarei persa. Indispensabili per tutti i 4 collegamenti giornalieri dal Festival e per tutte le interviste realizzate. Tra l’adrenalina delle interviste e il poco riposo (si dormiva 4 ore a notte), alle volte non capivo più dov’ero o che giorno fosse. In questo ringrazio Leonello che ogni tanto mi dava i tempi e mi ricordava cosa fare. Grazie anche alla supervisione del nostro presidente Gianni Prandi che ci ha aiutato nel coordinare le interviste e tenendomi sempre aggiornata sulle novità, le polemiche e i dati di ascolto del Festival. Grazie a tutti, è stata una settimana meravigliosa. Georgia Passuello

Antonio Maggio

La disavventura sanremese del carpigiano Massimiliano Azzolini

“Non sono un contestatore”

Chiara Galiazzo

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Daniele Silvestri

l carpigiano Massimiliano Azzolini è stato tacciato di essere uno dei contestatori che, al Festival di Sanremo, hanno pesantemente fischiato l’esibizione del comico Maurizio Crozza. Azzolini, amante del festival, anche quest’anno si è recato nella città dei fiori per seguire la kermesse musicale dove è stato intervistato. Ai microfoni degli operatori di Canale 5, Azzolini è stato invitato a esprimere le proprie impressioni circa le accese proteste relative all’imitazione di Berlusconi da parte di Crozza. “Il mio assistito - ha spiegato l’avvocato Sandra Antoniazzi - ha esposto in modo molto cordiale la sua opinione, affermando che in un contesto di spettacolo “leggero” di divertimento, incentrato su musica, cantanti e ospiti nazionali e internazionali, la satira politica e le imitazioni di personalità politiche da parte del comico, potevano forse sembrare eccessive, ma vi erano già state analoghe situazioni in passato; quindi, non sembrava un episodio così grave”. Il 13 febbraio l’intervista presentata come L’Intervista di un contestatore - “circostanza assolutamente falsa”, dichiara l’avvocato - è stata trasmessa in tre occasioni, durante Pomeriggio 5, presentato dalla conduttrice Barbara D’Urso, in Tgcom 5 e in Mattino 5. Il legale ha già formalmente diffidato “i direttori responsabili dal mandare in onda l’intervista con una tale definizione di contestatore, poiché non corriponde in alcun modo a verità e nuoce alla persona di Azzolini, non schierato politicamente, bensì titolare di un’attività commerciale e organizzatore di eventi di rilievo provinciale con finalità di beneficienza”. Il legale chiede poi la possibilità di una formale e pubblica “replica” o “smentita” nelle sedi delle trasmissioni in cui è avvenuta la messa in onda dell’intervista non veritiera. J.B.


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I carpigiani chiedono maggiore sicurezza

Al dimè dialètt... Massimo Loschi di Massimo Loschi

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otare, una conquista da non sottovalutare…

di Clarissa Martinelli VUTASIÔUN

VOTAZIONI

S’a pruvòm a fêr al cunfrôunt la sèmbràrèv ancòrà un gnint cun cla tòrr famôša, quèla ed babéle… in dò ôgnun dèscùriva a sò mód fènd un mùçç ed cunfušiôun. E lé un gnint a paragôun ed n’Italia pina ed guai ed giùstìsìi ch’a n’vin mai. E tra pôch a duvrèvèn fêr cun ‘na matita su tant fój bêin culurèe, a duvrèvèn fêr ‘na bêla cróš. Lé ‘na rôba ch’a m’invida per dècidêr chi và al guêrèn, sól per dêrgh un gir ed vida sól per càstìghêr chi ha rubèe. Un dùbì sól, bêl grôs al mè turmêinta: in tùtà stè babéle a s’prèv cunfòndèr tùtt la gint, a gh’prèv èsr’anch chi n’capìss più gnint. Tra un mùçç ed bandéri, fiami, élbêr, nòm e fiór, tra tanti schédi culurêdi ch’van dal griš, al vérd a quèlì rôša, ópure vióla… vliv scùmètèr che la cróš cùmè sèmpèr, a la catòm d’sóvr’al spali ed chi lavóra.

Se proviamo a fare il confronto sembrerebbe ancora un nulla con quella torre famosa, quella di Babele… dove ognuno parlava a modo suo facendo un’enorme confusione. Ed è un nulla a paragone di un’Italia colma di guai di giustizie che non arrivano mai. Tra poco dovremmo fare con una matita su tanti fogli ben colorati dovremnmo fare una bella croce. È una cosa chi m’invita per decidere chi va al governo solo per dare un giro di vite solo per castigare chi ha rubato. Un dubbio solo, molto grande mi tormenta: in tutta questa babele potrebbe confondersi tutta la gente, potrebbero esserci chi non capisce più nulla. Tra una quantità di bandiere, fiamme, alberi, nomi e fiori, tra tante schede colorate che vanno dal grigio, al verde a quelle rosa, oppure viola… volete scommettere che la croce come sempre, la ritroviamo sulle spalle di chi lavora.

Islam e dintorni... di Francesca Zanni Laureata in Storia, Culture e Civiltà Orientali, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna

L’Islam in Italia

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a religione islamica è oggi professata da un numero piuttosto alto di persone. In Italia, secondo il rapporto Caritas Migrantes 2011, ammontano a circa 1 milione e mezzo, i fedeli che appartengono a questa professione religiosa, costituendo quindi l’1,9% della popolazione. Nella storia italiana però occorre andare indietro nel tempo per rilevare la prima grande presenza musulmana in Italia: si tratta infatti del periodo che va dal 965 al 1061, quando la Sicilia era governata dai musulmani, che resistettero come comunità corposa fino al 1300, e lasciarono un inestimabile patrimonio culturale in eredità, prima di essere sostituiti dal governo dei Normanni. Ritornando ai giorni nostri e lasciando da parte la storia medievale, è da rilevare che i dati di oggi invece, sono legati al fenomeno dell’immigrazione, principalmente dal Nord Africa e, in particolare, dal Marocco. La comunità marocchina è infatti nel nostro Paese la prima per grandezza, relativamente al numero di immigrati di fede musulmana. Non tutti i fedeli islamici sul suolo italiano però provengono dal Maghreb o dai paesi arabi: una percentuale importante proviene anche dal Pakistan, stato a religione prevalentemente musulmana a seguito del suo distaccamento dall’India nel 1947. I fedeli musulmani in Italia, essendo una comunità corposa, si sono riuniti in diverse associazioni locali e centri di preghiera come i Centri Culturali Islamici, o le varie moschee. Inoltre, esistono associazioni giovanili come i Giovani Musulmani d’Italia (GMI), una realtà molto attiva e unita. La presenza musulmana in Italia è spesso stata oggetto di polemiche, legate in particolare ad alcuni usi tipici delle comunità in questione: come il velo femminile (hijab) o le abitudini alimentari che vietano il consumo di carne di maiale. 

clarissa.martinelli@radiobruno.it

Ciao Clarissa, ti scrivo per raccontarti una cosa che onestamente mi ha lasciata un po’ amareggiata. Abito in via Svizzera a Carpi. Purtroppo a causa della nevicata della scorsa settimana, abbiamo dovuto posteggiare l’auto di mio padre nel parcheggio adiacente alla nostra abitazione. Conseguenza? Un vetro rotto dell’auto per rubarci un pacco da 24 rotoli di carta igienica e 1 pacco di tovaglioli di carta (la radio ben visibile l’hanno lasciata lì). Mi sono recata in Comissariato per sporgere regolare denuncia dell’accaduto e gli agenti mi hanno detto che non possono fare molto perché hanno solo un’auto garantita sulle 12 ore, mentre i Carabinieri ne hanno solo una sulle 24 ore. Ciò significa che le Forze dell’Ordine non riescono a controllare il territorio. Se per caso capita un furto di sera e i Carabinieri si recano sul posto e dall’altra parte di Carpi rapinano un’anziana e non c’è l’auto della Polizia che si fa? Mi pare assurdo che in una città come la nostra venga garantita solo un’auto alle Forze dell’Ordine: è ovvio che i ladri la facciano

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franca. Ma la Polizia Municipale interviene per la sicurezza o fa solo multe? Vorrei sollevare il problema non tanto per i 4 euro di furto, nè per i 152 euro del vetro rotto, ma nel nome della sicurezza di tutti noi. Serena   ara Serena, mi spiace per quanto ti è accaduto; i dati nazionali parlano di un incremento massiccio di furti e rapine nel 2012 e anziché poter contare su maggiore efficienza e prevenzione, ci ritroviamo a fare i conti con uomini e mezzi insufficienti. Ti risponde l’assessore Carmelo Alberto D’Addese. “I casi di microcriminalità, seppur non numerosi, si sono verificati nella nostra città in modo particolare in alcune aree specifiche. Per questi motivi abbiamo avviato, già dallo scorso anno, interventi finalizzati a combattere questo fenomeno, causato anche dalla crisi economica. Gli interventi di

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competenza della Polizia Municipale tendono alla prevenzione e sono basati soprattutto sull’implementazione del sistema di videosorveglianza e su interventi mirati a migliorare il decoro urbano. La lettera di Serena ci induce a una riflessione relativamente agli aspetti strettamente legati alla sicurezza che competono alle Forze dell’Ordine, le quali hanno subito negli ultimi anni ingenti tagli con forte riduzione di personale, mezzi e attrezzature. Una  collaborazione seppure fattiva del Corpo di Polizia Municipale non può sopperire, nè per competenza nè per struttura organizzativa, a queste criticità. Per questo tendo a interpretare la risposta data dai Carabinieri come l’esigenza di condividere con i cittadini i propri problemi.Auspichiamo che il prossimo Governo sia capace di dare risposte concrete sui temi della sicurezza, senza che questa venga utilizzata solo come  propaganda elettorale come è purtroppo è avvenuto negli ultimi anni”.

’Angolo di Amo compie due anni di attività e, in occasione del suo secondo compleanno, il negozio solidale gestito da pazienti e volontari dell’Associazione Malati Oncologici di Carpi, ha organizzato un’iniziativa davvero deliziosa. Nel punto vendita di via Fassi, 11/E infatti, è stata allestita una mostra mercato di elefanti. Proprio così: elefantini di tutte le dimensioni e realizzati coi materiali più disparati. In numerose culture, l’elefante rappresenta la forza, la longevità, la dignità ed è un simbolo di fortuna... Tutti gli oggetti fanno parte di una collezione che è stata donata da un carpigiano ad Amo.

L’Angolo di Amo, via G. Fassi, 11/E a Carpi

l Centro Culturale della Fondazione San Carlo inizia la XIII edizione del seminario di cultura europea, nel corso del quale continuerà la riflessione sulla scienza. Le lezioni analizzeranno il tema non più da un punto di vista storico, come avvenuto nella prima fase dei lavori, ma mettendolo in relazione con le questioni aperte nella vita delle società contemporanee e in una prospettiva europea. Il seminario sarà articolato in vari incontri, tra febbraio e marzo, con docenti e intellettuali di fama internazionale. Il 22 febbraio appuntamento con la lezione di Franca D’Agostini, docente di Filosofia della scienza al Politecnico di Torino, intitolata Verità. Le forme dell’argomentazione filosofica e scientifica. Venerdì 1° marzo Michele Boldrin, professore di Economia alla Washington University of Saint Louis, parlerà di Innovazione. Il caso della proprietà intellettuale; il 15 marzo Vito Mancuso (in foto) teologo ed editorialista di Repubblica, terrà una lezione intitolata La questione dell’umanesimo. Le scienze dello spirito e la conoscenza della natura. Il ciclo si chiuderà il 22 marzo

Centro Culturale della Fondazione San Carlo di Modena

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Un portafortuna a forma di elefante

Scienza e contemporaneità con la conferenza I processi mentali e la conoscenza. Dall’etologia alle neuroscienze a cura di Giorgio Vallortigara, direttore del Center for Mind/Brain Sciences dell’Università di Trento. “Nella storia delle società occidentali la scienza è stata artefice di progresso – afferma Carlo Altini, direttore scientifico della Fondazione – e ha contribuito allo sviluppo della libertà e del benessere. Tuttavia, anche la scienza ha i propri lati oscuri in quanto anch’essa è una forma di potere: soprattutto nel mondo contemporaneo, infatti, scienza e tecnologia costituiscono una modalità di governo della società, proprio come la politica o l’economia. Da questo punto di vista, scienza e tecnica non possono essere considerate neutrali e non necessariamente costituiscono forme di verità. Il nostro ciclo di incontri ha proprio lo scopo di evidenziare la complessità che è alla base delle concezioni

attuali di scienza”. Tutti gli incontri si terranno nel Teatro settecentesco della Fondazione alle 17,30, saranno a ingresso libero e a tutti coloro che ne faranno richiesta, potrà essere rilasciato un attestato di partecipazione. Per informazioni: 059.421240.


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18 L’aforisma della settimana...

“L’amore è l’attesa di una gioia che quando arriva annoia”. Leo Longanesi appuntamenti

Teatro CARPI

24 febbraio - ore 16 Stagione teatrale Claudia Penoni In attesa di pensione Una carrellata dei personaggi più noti della simpatica attrice comica, intervallati da racconti di vita quotidiana che toccheranno temi cari a tutti: dalla “pensione” al rapporto con gli animali nella nostra vita, ai pomeriggi dal parrucchiere... Circolo Graziosi 27 febbraio - ore 21 Stagione teatrale Paolo Triestino, Nicola Pistoia, Raffaella Di Vita Ben Hur Di Gianni Clementi Rgia di Nicola Pistoia Cinema Teatro Eden

Mostre CARPI

23 febbraio - 23 marzo La fotografia come deposito di senso Mostra del workshop con Franco Vaccari e Luca Panaro Sala espositiva Biblioteca Loria

Sabato 23 e domenica 24 febbraio al Cinema Ariston di San Marino, alle 20,30, proiezione del film Amour, di Michael Haneke

L’ultimo concerto

Fino al 1° aprile Matematica ad arte Il Rinascimento tra tecnica e scienza Appartamento nobile

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nne e Georges hanno tanti anni e un pianoforte per accompagnare il loro tempo, speso in letture e concerti. Insegnanti di musica in pensione, conducono una vita serena, interrotta soltanto dalla visita di un vecchio allievo o della figlia Eva, una musicista che vive all’estero con la famiglia. Un ictus improvvisamente colpisce Anne e collassa la loro vita. Paralizzata e umiliata dall’infarto cerebrale, la donna dipende interamente dal marito, che affronta con coraggio la sua disabilità. Assistito tre volte a settimana da un’infermiera, Georges non smette di amare e di lottare, sopportando le conseguenze affettive ed esistenziali della malattia. Malattia che degenera consumando, giorno dopo giorno, il corpo di Anne e la sua dignità. Spetterà a Georges accompagnarla al loro ‘ultimo concerto’. Diventare vecchi è insopportabile e umiliante scrive Philip Roth in Everyman, uno dei suoi romanzi più dolenti e implacabili intorno alla senilità e alla malattia, argomenti temuti e tenuti ai margini del discorso pubblico. Ci voleva un regista rigoroso come Michael Haneke per contemplarli, mettendo in scena una coppia di ottuagenari che guarda in maniera diretta la propria estinzione.

Fino al 28 aprile Alfabeto delle fiabe Un grande alfabetiere e un itinerario poetico tra i personaggi, i luoghi e i simboli della fiaba popolare Sala Cervi di Palazzo dei Pio

Eventi CARPI

22 febbraio - ore 21 Avventure nel Mondo Immagini di viaggio In giro per il mondo Di Antonio Barretta Circolo Gorizia

A Modena Fiere, sabato 9 e domenica 10 marzo, sono di scena orto e giardino, frutti antichi e piante ornamentali con i loro misteriosi abitanti, dal gufo alla coccinella

Verdi Passioni

23 febbraio - ore 22 Rock antifascista! Pangea + Minnie’s A seguire Ufo Dj set (Zen Circus) Kalinka

Fino a domenica 24 febbraio Specchio riflesso. Opere di Virginia Mori A cura di Francesca Pergreffi Spazio Meme

Fino al 28 febbraio Memoria d’infinito. Opere di Tobia Ravà Mostra realizzata nell’ambito del progetto Non più nome ma numero In collaborazione con IBC, Musei Civici e Liceo M. Fanti Museo Monumento al Deportato politico e razziale Fino al 28 febbraio Il confine più lungo Affermazione e crisi dell’italianità adriatica Mostra storico documentaria che ricorda l’esodo istriano Sala Ex Poste di Palazzo dei Pio Fino al 20 marzo L’amore infedele Di Andrea Saltini Dark Room Silmar

22 febbraio - ore 21 Le serate della fotografia al Cai Gasherbrum 2011 Emozioni e Immagini Di Nicola Campani, Massimo Ruffini, Fabrizio Silvetti e Samuele Sentieri Coordinatore Alfredo Iori Club Alpino Italiano Carpi 22 febbraio - ore 22 The Death of Anna Karina Prima e dopo il live Asfalto Dj-set Kalinka

Fino al 24 febbraio In palmo di mano mostra di Franco Vaccari Loggia di primo ordine di Palazzo dei Pio

Fino al 28 febbraio L’umorismo ai tuoi piedi Personale di Giovanni Sorcinelli O&A Centro Affari

appuntamenti

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iante ornamentali e orticole, fiori e bulbi, sementi e frutti antichi, attrezzi per la cura dell’orto, arredi e decorazione per l’allestimento del giardino sono solo alcune delle proposte di Verdi Passioni, la mostra mercato in programma a Modena Fiere il secondo weekend di marzo. Orto, giardino e campagna è il sottotitolo scelto per caratterizzare la manifestazione, che si propone come panoramica completa sugli hobby e le pratiche della vita all’aria aperta. Dal giardinaggio all’agricoltura amatoriale e biologica, Verdi Passioni fornisce spunti e informazioni sulle novità e sulle tecniche di cura e manutenzione del verde, sulla conservazione dell’habitat del giardino e dell’orto di casa, e sull’allestimento di balconi fioriti e di micro orti domestici. Uno spazio speciale sarà riservato alla conoscenza e alla promozione dei frutti antichi. Piccoli, non lucidi, non perfetti, i frutti antichi rappresentano un’eredità preziosa di forme, colori, profumi e sapori autentici. In mostra si potranno ammirare ed acquistare i frutti antichi dell’Azienda Agri-

cola Maioli Enzo di Salvaterra in Provincia di Reggio Emilia, che al recupero e alla salvaguardia di varietà autoctone, dimenticate o in estinzione, ha dedicato oltre 80 anni di attività. La collezione, insignita del premio FlorMagazine 2009, conta oggi 1.200 varietà di frutti e viti. Grazie alla ridotta necessità di trattamenti fitosanitari e di cure colturali, queste piante straordinarie e generose sono adatte anche a spazi ridotti come balconi, terrazzi e pergole. Per tutta la durata della manifestazione, esperti del settore saranno a disposizione del pubblico per consigli e suggerimenti. I tecnici dei Consorzi Fitosanitari di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, e del Servizio Fitosanitario della Regione Emilia Romagna, risponderanno alle domande dei visitatori sulla difesa delle piante ornamentali e or-

ticole, e sull’utilizzo sostenibile degli agrofarmaci. Mentre nello stand di Vita in Campagna, l’esperto di orticoltura Lorenzo Roccabruna terrà corsi gratuiti aperti al pubblico,  sui lavori da eseguire nell’orto di casa e sulla coltivazione in vaso degli ortaggi e delle piante aromatiche.  Gufi, farfalle e coccinelle saranno invece i protagonisti dello spazio gestito da Noctua (www.noctua.it), dove mostre fotografiche, proiezioni di documentari naturalistici e video amatoriali, dimostrazioni pratiche e mini corsi di birdwatching, condurranno il visitatore alla scoperta della natura e degli animali che popolano giardini e orti domestici.

23 febbraio - dalle 9 Autonomia in famiglia e dalla famiglia Il progetto, che punta a sostenere i disabili adulti e le loro famiglie nella costruzione di un percorso di graduale e progressivo distacco e vita autonoma attraverso la sperimentazione, in piccoli gruppi, della vita in un luogo diverso dalla propria abitazione familiare durante i fine settimana, sarà affiancato da una fase più prettamente teorica e di confronto, che si concretizzerà in una serie di incontri serali Intervengono al convegno: Giorgio Magnani, psichiatra presso il Centro di Salute Mentale Carpi e responsabile del Centro Diurno e dei Gruppi Appartamento; Vanda Menon, medico specialista in Geriatria per i Disturbi Cognitivi del Distretto Ausl di Carpi; Rossana Cattabbriga, responsabile Settore Disabili Adulti del Distretto di Carpi; Sabrina Tellini, responsabile


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Al via una nuova serie di incontri tenuti dal professor Alfonso Cornia che affronteranno i cambiamenti avvenuti nelle nostre vite grazie all’applicazione tecnica delle ricerche scientifiche durante il Secolo breve

I grandi del Novevento C

ontinuano i cicli di conferenze sulla storia della scienza organizzate dall’Università Libera Età Natalia Ginzburg e tenute da Alfonso Cornia, docente di matematica presso l’Itis Leonardo da Vinci di Carpi. Gli appuntamenti di Novecento, questo il titolo della nuova serie di incontri che affronteranno i cambiamenti avvenuti nelle nostre vite grazie all’applicazione tecnica delle ricerche scientifiche durante il Secolo breve, si terranno il 22 febbraio, il 1° e l’8 marzo, dalle 15 alle 17, presso il da Vinci. “Parlare di scienza a docenti, studenti e pubblico esterno – spiega Cornia, commentando l’andamento delle conferenze - è stata un’esperienza molto gratificante. Gran parte dei partecipanti non metteva piede in una scuola da molto tempo; grazie a questa iniziativa sono entrati in un’aula, si sono confrontati con degli insegnanti e hanno assistito a qualche piccolo esperimento di elettromagnetismo e di rilevazione delle radiazioni”. Dalle biciclette agli aerei, dalle navi ai voli spaziali, dai radar alla bomba atomica, dalla radio a Internet. Negli ultimi 100 anni ne è stata fatta di strada. “La prima risposta che mi viene spontanea è che la mia vita è molto diversa da quella dei miei nonni; ma la vita dei miei nonni non è stata molto diversa da quella dei loro nonni, bisnonni, trisavoli. Le modifiche, nel corso di una, due generazioni, sono state nel Novecento più rapide di tutte quelle precedenti. Vorrei però sottolineare che parleremo non solo delle applicazioni tecnologiche, ma anche delle nuove visioni del mondo che le scoperte dell’ultimo secolo hanno aperto: la cosmologia, la genetica, la relatività, affrontano questioni di grande importanza anche concettuale. E in futuro mi piacerebbe parlare di altri temi: la medicina, la demografia, l’istruzione”. La tecnica - già lo segnala il pensiero greco - ha sia risvolti positivi che nefasti. La velocità degli spostamenti in auto ha prodotto un inestimabile progresso, accompagnato però da un enorme scempio ambientale. Così come la ricerca sull’atomo: energia ‘civile’ da un lato, ha come contraltare terribili armi nucleari. Vede ambivalenze simili anche nelle ultime frontiere delle ricerche genetiche?  “Gli interrogativi sulle conseguenze delle scoperte e delle invenzioni hanno da sempre accompagnato il cammino della scienza, ma negli ultimi decenni i dilemmi sono diventati ancor più drammatici, le contraddizioni e le ambivalenze si sono accentuate. Mi limiterò a fare alcuni esempi. Nel 1900 Marie Curie decise di non depositare il brevetto per il processo di isolamento del radio, ritenendolo patrimonio della comunità scientifica e, indirettamente, dell’umanità. Metteva al primo posto non

la propria carriera bensì il bene comune. Cinquant’anni dopo, in piena Guerra Fredda, alcuni scienziati hanno colto il drammatico salto di qualità che i nuovi tipi di armamenti comportavano. Albert Einstein, Bertrand Russell, Frédéric Joliot Curie e altri fisici, biologi, chimici, sottoscrissero il Manifesto Pugwash in cui, oltre al grido d’allarme per i pericoli che l’umanità correva, proponevano di mantenere aperta la collaborazione fra scienziati di diverse nazionalità, di favorire il lavoro comune, lo scambio di esperienze e di risultati: un modo di ridurre i pericoli. Meno barriere, meno segreti, più sicurezza. Direi che la via da seguire non è tanto quella della proibizione, del segreto, delle rivalità personali e di gruppo ma, al contrario, la condivisione, lo scambio e la verifica reciproca del risultati. Certamente il senso di responsabilità e il civismo degli scienziati sarebbero incentivati. E avremmo meno schegge impazzite del tipo dottor Stranamore”. Ma quali sono i caratteri peculiari del pensiero scientifico? “Anche se non può essere isolato dagli altri aspetti della personalità, degli interessi, dei desideri e delle paure umane, credo che le caratteristiche che lo contraddistinguono siano da un lato l’intersoggettività, vale a dire un insieme di regole comuni che riguardano la conduzione delle ricerche, la verifica o la falsificazione dei risultati e la

23 febbraio - ore 16 Laboratori che passione! Figure fantastiche popolano i sogni Personaggi fantastici e immaginati, eroi vicini e lontani da rappresentare con un grande quadro materico A cura di cooperativa sociale Giravolta Castello dei Ragazzi Alfonso Cornia

collaborazione fra diversi soggetti. Dall’altro la consapevolezza, molto viva nei grandi scienziati, che la conoscenza delle leggi della natura non esaurisce la complessità della realtà. Vorrei riportare un’altra citazione di Marie Curie, personaggio che ho imparato ad apprezzare ancor di più preparando l’incontro a lei dedicato. Uno scienziato nel suo laboratorio non è solo un tecnico, è anche un fanciullo posto di fronte a fenomeni naturali che lo impressionano come un racconto di fate. Dobbiamo avere un mezzo per comunicare questo sentimento all’esterno, non dobbiamo lasciar credere che ogni progresso scientifico si riduca a macchine e ingranaggi. L’umanità ha bisogno di uomini d’azione, ma anche di sognatori per i quali perseguire disinteressatamente un fine è imperioso quanto è per loro impossibile pensare al proprio profitto”. Marcello Marchesini

Comicità Musicale a Chilometri Zero

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area della non autosufficienza dei Servizi sociali dell’Unione; Spazio anche alle psicologhe e psicoterapeute Raffaella De Santis e Vera Morselli, responsabili del progetto; Modera Nelson Bova, giornalista e presidente de Il Tesoro Nascosto Casa del Volontariato 23 febbraio - dalle 15.30 alle 17 Il rito del Despacho Pomeriggio esperenziale sulle tradizioni delle comunità native delle Ande del Perù Conduce Katia Frattini Circolo culturale L’Albero

Sabato 23 febbraio, alle 21, al Teatro Carani di Sassuolo erzo appuntamento con la rassegna Arte a chilometri zero, voluta, ideata e promossa dell’assessorato al Comune di Sassuolo. Sabato 23 febbraio, alle 21, il Teatro Carani vedrà di scena Borghi’s Angels se i Borghi fanno Bros gli Angels fanno Prut, uno spettacolo unico nel suo genere, l’incontro tra la musica dei Borghi Bros e la comicità surreale del gruppo comico degli Angels Prut. Le due band, dopo essere salite agli onori della cronaca televisiva con le loro partecipazioni a Xfactor e Italias’ Got Talent, si uniscono per

appuntamenti

la realizzazione di uno show inedito, un mix di esibizioni e interazioni che porteranno il pubblico nel magico mondo della comicità musicale, gag e performance musicalteatrali sempre in bilico tra la risata e la pausa di riflessione condivisa con gli spettatori. Alessio e CarloAlberto Borghi assieme a Gino Andreoli, Leonardo Cagnolati, Andrea Tanzi e Marcello Savi, saranno i 6 assoluti protagonisti di questa inedita serata, per scoprire i loro talenti l’appuntamento è per sabato 23 febbraio alle 21 presso il Teatro Carani di Sassuolo. Per info e biglietti: 0536.811084.

23 febbraio - ore 16 Cosmesi naturale per il bambino Preparazione di prodotti naturali per la pelle del neonato e del bambino Laboratorio condotto da Sabrina Musi, mamma del Gaam e operatore di discipline bionaturali E’ richiesto un contributo di 5 euro per i materiali necessari Prenotazione: 370.3052341 Casa del Volontariato 23 febbraio - ore 21 Tola dolsa Di Antonella Sassi Compagnia teatro dialettale Gli Amici di Mandrio Circolo Loris Guerzoni 24 febbraio - dalle 14.30 1° Calcettiamo 2013 Torneo di calcetto giovanile Palestra Vallauri 26 febbraio - ore 15 I martedì del The Gara di briscola Centro Sociale Gorizia 27 febbraio - re 15 Allergie e intolleranze Relatrice dottoressa Franca Aquila, medico Ausl Modena Distretto di Carpi Casa del Volontariato 27 febbraio - ore 21 Novecento a Carpi, Istituzioni, comunità, impresa Volume di Carlo De Maria e Fabio Montella Introduzione di A. Maria Ori Edito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi Cinema Corso 27 febbraio - 15.30 La Terrasanta A cura di Giorgio Medici Sala Bianca di Palazzo Corso


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Calcio – L’Albinoleffe rifila ai biancorossi il terzo ko consecutivo (0-1) e condanna Cioffi: arriva Fabio Brini

Anatomia di una scelta estrema La decisione dell’esonero matura nella serata di Lunedì. Giuntoli cede, Bonacini riprende in mano la squadra e punta su un tecnico navigato. Il nuovo Carpi debutta Lunedì sera al Cabassi, nel posticipo col Pavia dell’ex Cesca.

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on meravigliatevi mai del Carpi. Tutto quello che pare impossibile, alla fine succede sempre.

Fa abbastanza sorridere scriverlo, ma la realtà è questa: la traiettoria di Cioffi in panchina è finita prima ancora che diventas-

IL RIPOSIZIONAMENTO DI GIUNTOLI

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a prima riguarda Giuntoli. Quello che ha iniziato la stagione ed ha conquistato il titolo d’inverno è stato il suo Carpi. Più ancora degli altri quattro che aveva allestito in precedenza. Lo ha costruito a mani legate, quasi solo con le rendite dell’anno prima. Cioffi ne è stata l’intuizione principale. Utilitaristica, e anche particolarmente felice, almeno fino a un certo punto. Ha rappresentato la sua scommessa finale, la sublimazione di sé stesso. La protesi esecutiva di una creatura che ha imparato, nel tempo, a respirare insieme al creatore. Giuntoli lo ha difeso finché ha potuto, con ogni mezzo. La “serata dei lunghi coltelli” di lunedì scorso è stata, di fatto, l’ultima battaglia ideologica. Esonerarlo ha significato rinunciare a una profonda conquista, un pezzo importante della sua centralità, della sua concezione auto-centrica del calcio. C’è anche l’aspetto umano che pesa tanto: un conto è lasciare a casa un dipendente; un altro è dire ad un fratello germano che non fa più parte della famiglia. È chiaro che adesso Giuntoli dovrà retrocedere, riposizionarsi. Il neo-mister Fabio Brini ha personalità in abbondanza per smarcarsi da altre ombre. Conosce la categoria, l’ha vinta tre volte. Sa come si fa, e sa di giocarsi il proprio futuro entro pochi mesi. Non accetterà ingerenze. Giuntoli dovrà quindi rinunciare al ruolo di federatore dell’area tecnica, di capo del governo. E tornare a fare semplicemente l’etologo del gruppo, il ministro degli interni. S’inventerà un modo per riuscirci, ne sono certo. Perché per lui il successo non è la sola cosa. È tutto. Ma senz’altro questa novità molto radicale è un vero salto nel vuoto.

IL ritorno DI bonacini

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l paracadute è Stefano Bonacini. La scelta di Brini è una sua riaffermazione. Scegliendo la via drastica, si è ripreso il Carpi. In parte, lo doveva a sé stesso.

Dopo molti mesi da osservatore passivo, torna definitivamente a esserne il protagonista. È sceso dall’Aventino per dare un messaggio alla squadra, che sembra scomparsa: “Io non ho speso un milione e mezzo per arrivare sesto, sono qui per andare in B. E voi?”. La conclusione del lavoro di Cioffi è ambigua: non è del tutto chiaro chi sia mancato. È lui che non aveva più niente da dare al gruppo? O viceversa il gruppo che non riusciva più a contraccambiare? Fatto sta che Bonacini ha smesso di farsi bastare le attenuanti. Non poteva più accettare questa situazione: un mercato di riparazione interamente seduto in panchina; l’assenza di creatività in attacco, zero palle-gol; l’ostinazione conservativa, l’incapacità di cambiare sistema di gioco. Così, non percependo alcuna scossa, l’ha data lui. Rientrando in scena di forza, a modo suo.

se formalmente un tecnico. Lo condanna il terzo ko consecutivo con l’Albinoleffe, a valle di una durissima crisi di risultati

a cura di Enrico Gualtieri e gioco. Come tutte le scelte estreme e complesse, ha molte conseguenze e implicazioni.

gli errori DI cioffi

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ioffi se ne va con il grande merito di aver ridato una missione ambiziosa a un gruppo uscito a pezzi dallo spareggio del Braglia. Il compito di farsi generale e maestro dei suoi Fabio Brini vecchi compagni gli è riuscito fino a dove non ha dovuto intervenire troppo sulle partite. È stato sorprendente durante la settimana, talvolta invece molto limitato alla domenica. Ha preparato meravigliosamente la stagione. Non è però riuscito a leggere altrettanto bene i singoli momenti. Ha chiesto e ottenuto molto dal punto di vista atletico. Probabilmente ha caricato troppo, gli infortuni sono sfortune ma anche sintomi. Soprattutto ha mancato di sviluppare un modulo alternativo, quando la nave rigava a memoria e la corrente era abbastanza buona e docile per aiutarlo. Una volta sorpreso dalla tempesta, si è ritrovato senza le vele migliori e senza una bussola di scorta. Ha dovuto perciò procedere sulla rotta che riteneva sicura, per sensazioni e minimi tentativi di correzione. Ma sinceramente è andato in confusione. I grandi allenatori si distinguono nella gestione di una doppia sconfitta consecutiva. Cioffi ha molto per diventare un top: scienza, passione, intuito, tante cicatrici di campo, meticolosità, credibilità, physique du rol. Ma, almeno per il momento, non completezza: la sua terza partita è stata assente. Di nuovo, anche all’ultimo appello, i giocatori sono scesi in campo senza urgenza. Facendosi domande anziché dare risposte.

le novità DI brini

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unedì contro il Pavia non semplicemente comincia un nuovo Carpi. Inizia un esperimento nucleare. Non c’è più il progetto, dunque serve immediatamente un prototipo. Un’idea di gioco asciutta. Che, per quanto approssimativa possa essere, funzioni subito. E sia in grado di accelerare la squadra verso i playoff, dentro un piccolo campionato lungo 10 partite. In cui avrà lo svantaggio di non potersi più fermare, ma altresì il vantaggio di essere una novità pure per le avversarie. Brini non ha molto tempo, né per rinsaldare i cocci, né per riqualificare gli equivoci. Deve quindi trasfigurare il Carpi. Renderà metodo ciò che Cioffi ha omesso di sperimentare. Quasi certamente difenderà a 3. Userà Poli come libero a zona, Terigi da stopper mancino d’assalto e Letizia sul centrodestra, terzino di volata e prima impostazione. Collocherà correttamente Perini da centromotore pensante tra due mezzali verticali (Concas e Bianco), con Papini spendibile eventualmente in tutte e tre le posizioni. Davanti, naturalmente, l’investimento più importante sarà su Viola e Della Rocca. Non c’è dubbio che la rincorsa dipenderà da loro. Brini è un ottimo allenatore, medio proporzionale tra il classico e l’innovativo. Risoluto, muscolare ma anche di grande umanità. Ha lasciato un ottimo ricordo ovunque è passato. Ad Ancona ha vinto due volte. A Salerno, ha indovinato una splendida cavalcata di rimonta e una salvezza in B eroica, in condizioni impossibili. Crede in un calcio d’attacco, ricco di soluzioni. È stato buon portiere, tra gli anni Ottanta e i primi Novanta. Ha cioè visto tra i pali la trasformazione del Catenaccio in Sacchismo. Viene da Porto S. Elpidio, costa marchigiana. Dunque un luogo di mare, dove s’impara presto a capire il vento. Tutto questo, senz’altro, lo faciliterà. Dovrà rincorrere di bolina, e non potrà sbagliare troppe strambate. Non ci resta che fargli un grosso in bocca al lupo. Interessato, dunque non meno che sincero.

classifica Lecce 43 Trapani* 39 Sudtirol* 37 San Marino 35 Virtus Entella 34 Lumezzane 33 Carpi 31 Pavia 30 FeralpiSalò* 28 Cremonese (-1) 28 Albinoleffe (-6) 26 Como* (-1) 24 Portogruaro* (-1) 24 Cuneo 24 Reggiana 22 Treviso (-1) 11 Tritium* 10 * una gara in meno

prossimo turno Domenica 17/2/2013, 24a giornata, ore 14.30. Como-Feralpisalò; Cuneo-Sudtirol; San Marino-Albinoleffe; Trapani-Lumezzane; Treviso-Cremonese; TritiumPortogruaro; Virtus Entella-Lecce. Lunedì 25/2/2013, ore 20.45, diretta RaiSport: Carpi-Pavia.

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prossimo avversario Pavia. “In riflessione”

unedì va in scena il terzo posticipo televisivo della stagione, dopo quello vincente col Treviso (1-0) e l’amaro derby di Reggio Emilia (1-2). Arriva il Pavia, non esattamente il più affabile tra tutti gli ospiti possibili. Vanta infatti il secondo miglior rendimento esterno (15 punti, tanti quanti il Lecce). Ha vinto su campi molto tosti (San Marino, Cremona). Con le big, in generale, non è mai andata sotto. Concede pochissimo (mai più di due gol in una partita, nel 50% dei casi nemmeno uno), è la terza difesa del campionato. E pur non essendosi rinforzata granché in gennaio, punta deliberatamente ai playoff. Attualmente è in reflusso: un punto e un solo gol all’attivo nelle ultime quattro gare. “Siamo in flessione”: questo il lapidario commento di mister Giorgio Roselli dopo il misero 0-0 con la Tritium di domenica scorsa. La frenata in classifica coincide con la stanchezza di Giacomo Beretta, che ha improvvisamente smesso di segnare dopo un grande momento a cavallo della sosta (8 reti). Fondamentalmente è una squadra fisica, spigolosa, molto coperta. Oppone aggressività a centrocampo e si ripropone quasi solo coi rilanci lunghi. Risulta fra l’altro tra le più nervose e fallose: sono ben 8 le espulsioni collezionate fin qui, addirittura 68 le ammonizioni, oltre 3 per gara. Al Cabassi torna per la prima volta da ex Alessandro Cesca, che all’andata (0-0) mancò per squalifica. E.G.

Pallanuoto cabassi - I risultati Cabassi - Nuotatori Ravennati: 4 - 13 Partita a senso unico quella che ha visto la Serie C del Cabassi, all’esordio nelle acque amiche della Piscina Dogali di Modena, soccombere sotto i colpi del blasonato Ravenna. I romagnoli partono bene e approfittano di qualche disattenzione difensiva dei carpigiani per portarsi avanti 2 a 0 grazie al loro bomber Sesena. Poi, i padroni di casa accorciano le distanze con Sammarini, ma il Ravenna chiude il primo parziale segnando altre tre reti che lo portano sull’1 a 5. Nel secondo e terzo tempo la Cabassi prova a costruire qualcosa, lo dimostrano le tante espulsioni, ma il Ravenna si difende bene e dimostra di avere le carte in regola per il salto di categoria. Nel quarto tempo segnano un gol per parte e i romagnoli tornano a casa con 3 punti in più. CN Persiceto - Cabassi: 4 - 10 Dopo il passo falso con Modena Nuoto ci si aspettava subito un partita con-

Pallanuoto Cabassi

I risultati

vincente dai ragazzi dell’Under 15 del Carpi. La reazione, anche se parziale c’è stata, portando a casa i 3 punti su un campo difficile come quello di San Giovanni in Persiceto. Nei primi due tempi il Carpi è apparso timoroso concedendo troppo agli avversari, ma nella terza e quarta frazione di gioco è emersa la netta superiorità tecnica e tattica dei carpigiani. Concentramento Acquagol: Cabassi terza Domenica 17 febbraio è andato in scena il secondo Concentramento Acquagol nell’impianto di Parma. Ben quattro i campi preparati per la manifestazione che ha visto scontrarsi 9 formazioni di sei società diverse. La Cabassi Carpi si presenta forte del secondo posto di Modena e intenzionata a migliorare ancora. I piccoli Acquagol vincono contro CN

Persiceto, Modena A, Reggiana, Adria B ed entrambe le formazioni di casa del Parma, si arrendono solo a Modena B e Adria A. Alla fine i piccoli carpigiani si piazzano al terzo posto dietro proprio ad Adria e Modena. “Sono piuttosto soddisfatto della prestazione della squadra anche se ha commesso troppi errori difensivi che abbiamo pagato caro. C’è ancora tanto da fare, ma il buon inserimento Acquagol

dei nuovi arrivi e la continua crescita dei veterani lasciano ben sperare”, ha commentato Mister Colarusso al termine della manifestazione. Da segnalare la solita maiuscola prestazione di capitan Alessio Dondi e del vice Federica Moretti che hanno trascinato la squadra a suon di gol e controfughe. Tra gli ultimi arrivati si confermano su ottimi livelli il portiere Leonardo Losi e il futuro centro Adriano Valenti.

Da segnalare l’esordio con gol di Davide Tosi (classe 2002) e il gol del giovanissimo Matteo Medici (classe 2004). Pol. Centese - Cabassi: 13 - 7 Sesta partita di Campionato che vede i Master della Cabassi giocare in trasferta contro la squadra di PN Pol. Centese di Ferrara presso l’impianto comunale di Occhiobello. Bella partita per i primi due tempi, che hanno visto i carpigiani contrastare i padroni di casa, che sono una squadra massiccia, grazie anche alla presenza di atleti di esperienza che hanno militato in Serie. Peccato che nel terzo e quarto tempo, la lucidità sia mancata e qualche espulsione di troppo non ha certamente aiutato. Comunque il gruppo c’è e la continuità nella preparazione sta portando a un gioco lineare e regolare durante le azioni. Il girone di andata si è concluso, sicuramente quello di ritorno consentirà ai cabassini di racimolare più punti.


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Pallavolo Serie B2: Texcart batte Grissinbon 3 a 1

Texcart in corsa per la salvezza

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Pallavolo maschile: biancoblu battuti 3 a 0

La Cec cade a Monselice

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artita che vedeva le ultime possibilità per la Texcart Città di Carpi di rimanere in corsa per la salvezza. Formazione obbligata quella schierata da coach Amari con Lanza e Bettini non ancora recuperate al 100% e la rientrante Garuti alla prima partita dopo l’infortunio e, forse, proprio la consapevolezza di non poter contare sul supporto di tutte le compagne ha responsabilizzato la squadra che ha sfoderato una buona prestazione. Dopo essere stata avanti tutto il primo parziale, la Texcart si fa beffare nel finale e perde, come già successo troppe volte, per 25 a 23. La reazione delle padrone di casa è veemente, troppo importante la posta in palio e nel secondo parziale non c’è scampo per le reggiane che soccombono nettamente 25 a 15. Da qui in poi la Texcart Città di Carpi, a parte qualche black out che ha consentito al Giovolley di rimanere in corsa fino a metà, non ha più lasciato grandi spazi alle avversarie e nel finale ha messo a segno quei piccoli break che le hanno consentito di aggiudicarsi rispettivamente il terzo e il quarto parziale per 25 a 19 e 25 a 20. Tre punti preziosissimi per Carpi che ora attende qualche notizia positiva dagli altri campi consapevole che il prossimo incontro sarà davvero complesso. Proprio qualche punticino nei match con le prime della classe potrebbe essere però quello che farà pendere l’ago della bilancia “salvezza” a fine campionato.

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na Cec più infortunata che sfortunata ma anche brutta, cede 3-0 sul campo di Monselice. Una partita nata male già durante la settimana, quando è arrivato il referto di frattura al malleolo per Luca Zaghi (out almeno un mese e mezzo) e lo stop per un affaticamento muscolare dell’opposto Luca Bigarelli, e finita peggio sul campo, dove “i reduci” non sono riusciti a mostrare quella pallavolo brillante applaudita una settimana fa nello scontro diretto con Motta. Proprio il concomitante stop di Motta (0-3 nel derby con Bassano) è allora l’unica nota positiva di un sabato nero per la Cec, schierata inizialmente da coach Luciano

Molinari con Daniele Zanon opposto al regista Astolfi, Lirutti e De Marco sulle bande, Lancellotti e Rau al centro e con Trentin in maglia gialla. Uno schieramento che non ha dato i frutti sperati, perchè, già nel primo set, i biancoblu hanno dovuto sempre rincorrere, con Monselice avanti 8-6 e 16-12 alle soste tecniche. Proprio su quella rotazione Carpi riapre il set, con due attacchi di Lirutti, tre muri di Rau, del capitano e Astolfi e un errore di Suman (16-18 con un parziale di 6-0). Non é peró abbastanza per vincere il set: un muro su Lirutti riporta avanti Monselice, che poi chiude ai vantaggi grazie agli errori del capitano e di

Rau (26-24).  Nel secondo set c’é Raimondi per Lirutti ma il copione non cambia: Monselice guida 8-7 e 16-15, Molinari prova a cambiare lo scacchiere reinserendo Lirutti per Zanon e spostando Raimondi opposto al palleggiatore ma sul 20-22 la Tmb strappa e chiude 2521. Si riparte con lo schieramento confermato e la Cec riesce finalmente a prendere il comando delle operazioni: 7-8 con Lancellotti, poi due ace di Astolfi e un attacco di Raimondi valgono l’11-14. Ma Monselice impatta subito e alla sosta guida 16-15. La partita della Cec finisce di fatto su quel break: Monselice ne piazza un altro fino al 20-15, antipasto del 25-18 finale.

Tabellino TMB Monselice: Ferrioli 3, Drago 10, Cibin 12, Suman 8, Frizzarin 8, Canazza 2, Bertazzo (L); Migliorini L2 ne, Bordin ne, Perciante, De Grandis 7, Azzolini ne,Ferraro ne. Allenatore: Bergo. Cec Carpi: Astolfi 3, Zanon 6, Lirutti 4, De Marco 9, Lancellotti 6, Rau 10, Trentin (L); Bigarelli ne, Possega ne, Zaghi ne, Di Primio, Raimondi 7. Allenatore: L.Molinari Arbitri: Santoro e Semeraro Note: ace 6/2, battute sbagliate 9/12, muri 10/5, errori punto 18/26; Tmb Monselice attacco 40%, ricezione 75%, Cec attacco 44%, ricezione 61% (prf 34%); tempi tecnici e parziali primo set 8-6, 16-12, 21-20, secondo set 8-7, 16-15, 21-19, terzo set 3-8, 16-15, 21-16; durata set 29’, 27’, 26’


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La 23enne carpigiana Sandra Pascucci, insegnante professionale di Zumba, ci parla dell’attività che sta rivoluzionando il modo di fare fitness

Zumba: fa bene al corpo e allo spirito L

’entusiasmo con il quale la 23enne carpigiana Sandra Pascucci racconta dell’innovativa formula di allenamento che furoreggia in Italia ormai da tre anni attraendo schiere di fan, è talmente coinvolgente che viene subito voglia di provarla. Si tratta dello Zumba, la lezione di fitness-party che intervalla fasi di allenamento aerobico, essenziale per il miglioramento del sistema cardiocircolatorio, a momenti di allenamento specifico per la tonificazione, al fine di garantire un training completo ed estremamente efficace. In una lezione di Zumba infatti non vi è parte del corpo che non venga attivata e allenata: esercizi di squat, affondi, addominali in posizione eretta, movimenti delle braccia in sincronia con le gambe e molti altri esercizi. La fatica fisica ovviamente è attenuata dall’incredibile carica energizzante che proviene dalle trascinanti melodie atipiche rispetto all’aerobica: Salsa, Merengue, Cumbia, Reggaeton, Samba, ma anche Rock’n & Roll e Country. Quando e come è nata la tua passione per lo

Sandra Pascucci

Zumba? “La mia passione per Zumba più che nata, si è sposata con la mia passione per la danza e la musica latinoamericana che ho coltivato fin da piccola, partecipando anche a gare regionali, fino a vincere nel 2010 il Campionato italiano di Salsa

Portoricana a Rimini”. Da quanto tempo pratichi Zumba e dove insegni? “Ho ottenuto il diploma di Zin ovvero istruttore Zumba qualificato nel gennaio 2012 . Ho insegnato l’anno scorso in una palestra e in un circolo Arci, poi, quest’anno, ho avuto

l’occasione di iniziare una nuova esperienza al Circolo Arci Arcobaleno a Santa Croce di Carpi con due serate dedicate a Zumba tutti i lunedì sera dalle 18.20 alle 19.20 e i mercoledì dalle 20.30 alle 21.30, conoscendo tante ragazze e nuove amiche”.

Tutti ormai sappiamo cos’è Zumba, ma se dovessi darne una tua definizione come lo descriveresti? Che sensazioni ti dà? “Zumba è divertimento puro adatto a uomini e donne di tutte le età. Per me Zumba è lasciarsi trasportare dal ritmo della musica, attraverso una danza-fitness brucia calorie grazie alla quale, senza troppi sforzi e sacrifici, si possono ottenere ottimi risultati divertendosi insieme a un gruppo di allieve unite e affiatate, senza il timore di sbagliare un movimento”. Le tue allieve cosa pensano dello Zumba? Hanno riscontrato miglioramenti a livello sia fisico che mentale? “La prima volta che le mie allieve hanno seguito una mia lezione non hanno smesso un istante di sorridere. Nessuna di loro è una ballerina provetta e poche hanno seguito in passato corsi di danza, ma non

avrebbero mai pensato di potersi divertire così tanto in 60 minuti dimenticando la fatica e abbandonando a casa lo stress della giornata. Sicuramente il miglioramento dell’umore è immediato, ed è quindi il primo traguardo che grazie a Zumba è possibile raggiungere. La costanza nel partecipare alle lezioni, insieme a uno stile di vita sano ed equilibrato, incrementa sicuramente la tonicità muscolare, favorendo la perdita di peso senza bisogno di diete severe”. Tre validi motivi per cui consiglieresti di fare Zumba. “Lo consiglierei a tutti per sentirsi parte di un gruppo di amici con cui condividere le serate, per rimettersi in forma con il sorriso e riacquistare fiducia in se stessi e nel proprio corpo. Ci sarebbero ancora tante altre valide motivazioni, ma per scoprirle bisogna provare”. Chiara Sorrentino


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Raffa Serie A - Risultati della nona giornata

La Mp Filtri Rinascita vola al 4° posto

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abato 16 febbraio si è disputato il Campionato Italiano di Raffa Serie A. La squadra Mp Filtri Rinascita si è confrontata con Cacciatori Salerno. Nell’Individuale ha vinto l’atleta di casa Signorini su Santoriello. Nella Terna, per la Rinascita vincono i due incontri Paleari - Luraghi - Viscusi sugli atleti dei Cacciatori, Ferrentino Scolleta - Ferrara. Nella Coppia, per la Rinascita vincono Signorini - Paleari su Ferrentino - Scolleta e Viscusi - Luraghi su Santoriello - Ferrara. Risultato finale: Mp Filtri Rinascita 4, Cacciatori Salerno 0. Sabato 23 febbraio sempre alla Rinascita di Budrione si terrà il primo turno di ritorno che vedrà la squadra di casa misurarsi col Montegranaro

Maria Losorbo

Ascoli Piceno. Classifica Finale Asd Pinetina 22 punti L’Aquila 21 punti Montegranaro 15 punti Fashion Cattel e Mp Filtri 14 punti Asd Cacciatori 10 punti Ancona 2000, Ciar Colbordolo e Montegridolfo 9 punti Fontespina 5 punti.

Carpi si distingue nella ginnastica Ritmica Giardino

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l 17 febbraio, a Montello di Bergamo si è svolto il primo Trofeo San Valentino, una gara nazionale individuale che ha visto scendere in campo la campionessa europea Maria Losorbo in forze alla Mp Filtri. L’atleta ha conquistato il secondo gradino del podio, dopo aver battuto Angela Rota (Orobiga) 12 a 4, Eleonora Tommasi (Coccaglio) 12 a 4 e la campionessa del mondo Loana Capelli (Canova) 12 a 6. Losorbo dopo aver vinto la semifinale contro la campionessa del mondo Elisa Luccarini (Olimpia) 12 a 2, è stata battuta in finale dalla coetanea campionessa europea Agnese Aguzzi (Fossombrone) col risultato di 12 a 6. Classifica Finale 1 - Agnese Aguzzi (Fossombrone) 2 - Maria Losorbo (Rinascita) 3 - Sefora Corti (Verbano) 4 - Elisa Luccarini (Olimpia).

La Patria - Sezione Atletica

I risultati

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restazioni di primissimo ordine per gli atleti carpigiani de La Patria all’incontro tra rappresentative regionali svoltosi a Modena domenica 10 febbraio. Chiamati a rappresentare la Squadra A Emilia Romagna, Simone Pettenati con 6’’90 (ancora miglior prestazione personale) domina i 60mt un antipasto della finale che speriamo di vedere ad Ancona nei Campionati Italiani; Cecilia Artioli domina i 60mt con 7’’80 ed Elena Venturi Degli Esposti migliora ancora nei 60hs arrivando 4° con 9’’16. Hasnain Abbas invece, non in buonissima giornata, contribuisce comunque alla vittoria della squadra davanti a Veneto, Toscana e Piemonte. Sempre a Modena, sabato 9, nel Meeting Fidal provinciale, 1° Saverino e 2° Michele Calò con 7’’33 di personale nei 60mt, mentre sul versante femminile vince Valentina Sanguedolce seguita al 3° posto da Rosaria D’agostino nei 60mt. Nel Campionato regionale a squadre di Formigine di cross, 4° posto di Gianluca Mazzi e 5° di Carlo Gabbi rispettivamente nelle proprie categorie MM40 e MM50.

Nuoto - Master Csi

Bene i carpigiani!

La squadra carpigiana

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Gare di ginnastica artistica e ritmica domenica 17 febbraio a Carpi presso il Palazzetto dello sport

omenica 10 febbraio, nella piscina comunale di Carpi, si è svolta la terza prova Master del circuito Csi. In vasca sono scesi gli atleti di 16 società della Regione che si sono dati battaglia nelle gare dei 50 rana, 400 stile libero, 100 dorso, 50 farfalla e 100 misti. Non male i risultati degli atleti carpigiani che, su 80 tipi di gare, si sono classificati sul podio con 41 atleti. In luce Greta Marani M25, 2° nei 50 farfalla e nei 400 stile libero, rientrata in Italia dopo un anno trascorso all’estero per studio. Nicola Martinelli M30 vincitore dei 50 farfalla (29”2) e dei 100 dorso (1’07”2), Samanta Berni vincitrice pure lei dei 100 dorso (1’12”0) e 100 misti (1’13”8). Hanno fatte registrare altre prestazioni di buon livello atleti che in età giovanile gareggiavano per le due società carpigiane: Massimo Caprara M50 2° nei 50 rana con 41”5, Fausto Tonini M40 nei 50 farfalla con 36”8, Filippo Giovannetti M45 3° nei 100 dorso con 1’30”8. Alla fine della manifestazione la classifica di Società del circuito Regionale Csi ha visto la Scuola Nuoto Csi Carpi riconquistare il primo posto davanti alla Società Imola Nuoto.

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i è svolta domenica 17 febbraio a Carpi presso il Palazzetto dello Sport la gara di ginnastica Trofeo principianti 2a prova fase provinciale organizzata dalla Polisportiva Nazareno a cui hanno partecipato le società di ginnastica carpigiane: Ritmica Giardino, La Patria e Nazareno. Ginnastica artistica maschile Ottimi risultati della S.G. La Patria Carpi col primo posto di Mattia Coluccia seguito da Marco Montersino nella seconda fascia e il primo posto di Elia Lesman seguito da Salvatore Schisano nella terza fascia. Da segnalare anche il secondo posto di Nicolas Michelini in prima fascia. Nella categoria Cuccioli si sono distinti i piccoli atleti della Nazareno Matteo Baraldi e Marco De Finis, rispettivamente secondo e terzo in classifica generale. Ginnastica artistica femminile E’Alice Benetti della Pol. Nazareno a salire sul gradino più alto del podio nella categoria Giovanissime. Nella categoria Giovani 2° e 3° posto ancora per due atlete della Nazareno: Giulia Tusberti ed Elisa Santini. Infine, in prima fascia, sale sul podio al terzo posto l’atleta della Nazareno Mariastella Mustone. Ginnastica Ritmica La Ritmica Giardino, allenata da Federica Gariboldi, fa man bassa di risultati ottenendo il 1° posto in classifica e aggiudicandosi il titolo di Campionesse provinciali in tutte le categorie. Nella categoria Giovani ottimo piazzamento per Nicole Casini che si aggiudica il gradino più alto del podio; insieme a lei l’altra atleta della Ritmica Giardino Chantal Chighini al terzo posto. Primo posto in classifica per la Ritmica Giardino anche nella categoria Prima fascia con Iolanda Di Tella e nella categoria Seconda Fascia con Sofia Casini.



Tempo n°7