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Settimanale di

8 febbraio 2013

attualità, cultura, spettacolo, musica, sport e appuntamenti ANNO XIV N. 05

Spedizione in Abbonamento Postale Regime libero Modena tassa riscossa, Tax percue. Autorizzazione della Filiale di Modena Poste Italiane spa

a soli € 0.50 in edicola

noi vogliamo votare! Francesca Sabattini

Esclusi dalle elezioni politiche, i ragazzi italiani ,temporaneamente all’estero con il progetto Erasmus, non ci stanno. La carpigiana Francesca Sabattini a Cork, sta cercando forme di autofinanziamento per la realizzazione dei seggi

Una casa Abita Vegher

Bruno Generators acquista zadi per 15 milioni di euro

allarme lavoro a carpi: 2.000 i disoccupati

ricostruzione: il mattone è duro a morire

Chiara

pendolari: continuano ritardi e disagi


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Libri

da non perdere!

Tra le righe...

Premi in natura per tutti!

I due bugiardi di Isaac B. Singer

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i è da poco celebrato il Giorno della Memoria in ricordo dei milioni di vittime dell’Olocausto. Se, anno dopo anno la conoscenza degli orrori perpetrati dal nazi-fascismo nei confronti della popolazione ebraica d’Europa si fa sempre più articolata – sino a diventare, in alcuni casi, semplice prassi - poco o nulla si conosce della vita delle popolazioni che dall’Europa furono spazzate via. Quasi che la barbarie hitleriana fosse riuscita nel compito di cancellare, oltre alle tracce visibili di un popolo, anche il suo ricordo. Perché se dell’ebreo non resta che l’immagine del prigioniero dalla logora e sporca divisa a righe, figura scheletrica dal volto emaciato, il capo rasato e gli occhi spenti, se si riduce a questo e questo soltanto, allora lo sterminio è stato doppio. I due bugiardi, questa raccolta di quattordici tra i più bei racconti del premio Nobel per la letteratura Isaac Bashevis Singer (Guanda, 206 pp.), ebreo polacco trasferitosi negli Stati Uniti per sfuggire alla deportazione e scomparso nel 1991, è per ricordare a noi stessi – o scoprirlo per la prima volta – che, accanto alla morte dei campi di sterminio, occorre ricordare la vita degli shtetl, gli insediamenti ebraici dell’Europa orientale; accanto ai prigionieri con il numero tatuato sul braccio, che sono muto sgomento, la folla di mercanti, rabbini, eretici, folli, dybbuk, saggi, mogli, violinisti, scopini, viandanti, sensali che rappresentano la gioia, i colori, gli odori di un popolo straordinario, la cui voglia di vivere è riuscita nell’impresa apparentemente senza speranza di fondare la propria identità non su di uno Stato – che dai tempi dell’imperatore Adriano non aveva più – ma sulle pagine dei propri testi sacri – Torah, Talmud, Zohar - e della tradizione. Dagli incredibili racconti di Singer - che scelse, anche una volta emigrato negli Usa, di non scrivere mai in inglese, restando fedele allo yiddish, la lingua miscuglio di ebraico, polacco e tedesco capace, come gli ebrei che racconta, di mescolarsi al mondo dei ‘gentili’ pur restando sempre se stessi - trasuda un’inestinguibile sete di vita, una vita perennemente affamata di sensazioni, sentimenti e ricerca. Una vita che non rifugge sofferenza, dubbio, dolore, ma che anzi sembra cercarli, nella consapevolezza che è solo nel movimento perenne che può darsi una sempre provvisoria domanda sul senso. Senso che i personaggi dell’autore de La famiglia Moskat ricercano senza requie, dal primo all’ultimo, che si tratti di saggi o di umili ciabattini. Sempre senza mai smettere di parlare: a Dio o a se stessi, ai demoni o alla moglie. Perché, se la parola dà la vita, è invece il silenzio, per Singer, il peggior modo per essere uomo.Lui, come ricorda Alessandro Piperno: “non segue la massima di Adorno: ‘dopo Auschwitz non è più possibile la poesia’ né il tuffo suicida di Paul Celan nella Senna, e neanche crede come Primo Levi che ‘se c’è Auschwitz, dunque non può esserci dio’. Pur avendo il fratello più piccolo e la madre inghiottiti dalla deportazione, Singer coltiva ancora la voce come una resistenza contro l’odio”. Ne I due bugiardi vi è uno spicchio di quel mondo pieno di umile gioia e stupore dell’esistenza, ricco di un fascino indescrivibile. Un universo di lucidissima follia intellettuale e creativa che fu spazzato via dall’Europa, dalla follia di uomini che credevano niente di meno che nella purezza. Una lettura in attesa del prossimo Giorno della Memoria. Perché occorre sì ricordare i morti, ma ricordarli vivi. Marcello Marchesini

Il graffio I terremotati organizzano una manifestazione davanti al palazzo della Regione. Tutti possono partecipare, tranne i politici! Più chiaro di così.

La Iena

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’idea di una levataccia e, perdipiù, di domenica mattina non è entusiasmante ma si tratta di una delle poche occasioni per tentare di redimere i peccati di una vita sedentaria con un’ora di sofferenza mensile. L’occasione è la 31esima Maratonina Città di Carpi, “manifestazione a carattere ricreativo, ludico e motorio” è scritto nel volantino che indica il ritrovo, l’ora della partenza e i quattro diversi percorsi che si possono affrontare in base alla propria preparazione fisica. Un po’ di movimento non può far che bene per recuperare uno stile di vita sano ma questo non spiega la corsa a iscriversi che si è scatenata: decine e decine di telefonate hanno intasato i centralini. “A tutti i partecipanti sarà consegnato un premio in natura” si legge sul depliant. Deve essere stato proprio quel “premio in natura” a solleticare la curiosità di chi non vuole perdersi l’occasione garantita “a tutti i partecipanti”. Ci vediamo domenica 10 febbraio alle 8 all’Asd Atletica Cibeno in via Lago Maggiore.

S.G.

Frase della settimana...

“Non si può pretendere che l’Alta scuola di studi politico strategici Kalinka insegni a operare sottili distinguo”. Da Voce del 31 gennaio.

Foto della settimana


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3 sisma e ricostruzione

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er settimane, tra le tante beghe irrisolte sollevate dal sisma di maggio, una domanda serpeggiava tra gli sfollati: ma il canone della Rai dobbiamo pagarlo oppure no? E mentre la mamma di tutti gli italiani taceva in materia, pur ricordando con una campagna mediatica alquanto aggressiva che ciascuno deve ottemperare al pagamento del canone entro il 31 gennaio, all’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli, probabilmente intento a compiere il proprio dovere civico, si è accesa la lampadina. I terremotati non devono pagare! Così, con grande tempestività, il 25 gennaio, ha inviato anche lui una lettera ai vertici Rai per chiedere loro la sospen-

“Chi è ancora interessato dall’ordinanza di sgombero e quindi versa in una situazione di mancata detenzione di apparecchio tv - ha spiegato per iscritto la Rai - non deve provvedere al pagamento del canone per l’anno 2013”. Peccato che gli sfollati lo avessero già pagato

Il pasticcio di Mamma Rai... sione del pagamento del canone Tv per il 2013 per tutti coloro che, a causa del sisma, avendo un’abitazione seriamente danneggiata e inagibile, risiedono provvisoriamente in altri luoghi. “Tale provvedimento - scrive Muzzarelli - rappresenterebbe un segnale importante di attenzione nei confronti delle famiglie residenti nei territori colpiti dal terremoto”. Peccato che l’accorato appello sia arrivato fuori tempo mas-

Smaltimento macerie

Sisma e ‘ndrangheta: Aimag interviene

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imag, impegnata nella rimozione delle macerie nel post terremoto, interviene sul presunto affidamento del trasporto di questi materiali ad aziende vicine alla ‘ndrangheta, come sostenuto dall’articolo di Giovanni Tizian su L’Espresso. “Nella situazione di grave emergenza determinata dal sisma - si legge nella nota della municipalizzata - Aimag ha prodotto uno sforzo eccezionale per la rimozione delle macerie. I lavori sono stati affidati ai gestori dei servizi pubblici secondo quanto disposto dal Decreto 74/2012, convertito in legge 122/2012. Aimag ha indetto una gara da cui è emersa la graduatoria di cui le prime cinque imprese hanno svolto attività di raccolta e trasporto delle macerie. Per tutte le aziende partecipanti alla gara è  stata regolarmente accertata la presenza dei requisiti previsti dalla normativa vigente. In particolare, per tutte è stato acquisito, dalla Camera di Commercio, il certificato antimafia. Nell’ambito delle misure previste dal Protocollo Regionale sulla legalità a cui Aimag ha aderito - continua il comunicato - in data successiva all’aggiudicazione è stata pubblicata la white list, che individua le aziende autorizzate ad operare nell’ambito della ricostruzione post sisma. Tutte le aziende che hanno operato nella raccolta e rimozione macerie nel territorio Aimag erano presenti. Il 28 dicembre Aimag ha ricevuto una comunicazione  dalla Prefettura di Modena in cui si dichiarava che le istanze di iscrizione alla white list da parte delle società GE.CO srl e Fratelli Baraldi erano state respinte. A seguito di tale provvedimento Aimag ha sospeso immediatamente l’affidamento dei lavori alle due società e tutti i pagamenti non ancora effettuati”.

40 milioni dalle Regioni all’Emilia

Lavoro al centro

U

n nuovo bando per progettare opportunità per le persone, per le imprese e le comunità dell’Emilia colpite dal terremoto: è una misura per la formazione e il lavoro messa in campo dalla Giunta regionale, che anticipa gli interventi previsti nei 54 Comuni del ‘cratere sismico’ grazie ai 40 milioni e 714 mila euro del contributo di solidarietà proveniente dalle Regioni italiane, costituito da risorse del Fondo sociale europeo. L’obiettivo delle azioni individuato dalla Regione Emilia Romagna è sostenere la crescita delle competenze dei lavoratori e degli imprenditori, favorire nuova occupazione, qualificare e ampliare l’offerta di formazione tecnica e professionale di giovani e adulti per creare nuovi e migliori posti di lavoro e promuovere la mobilità internazionale.

simo così come la risposta della Rai d’altronde... Dopo centinaia di proteste e tante richieste di informazioni, la direzione della Rai ha così deliberato: “chi è ancora interessato dall’ordinanza di sgombero e quindi versa in una situazione di mancata detenzione di apparecchio Tv - ha spiegato per iscritto la Rai - non deve provvedere al rinnovo per l’anno 2013, ma inviare all’Agenzia delle Entrate - SAT, una richiesta di chiusura dell’abbonamento con la documentazione comprovante la situazione di cui sopra. Il termine ultimo per il paga-

I lettori ci scrivono

“Non riesco a digerire l’atteggiamento della Rai”

A

distanza di mesi, come tutti i cittadini della nostra zona, sto cercando di dimenticare e di guarire le mie ferite. Ciò nondimeno non riesco a digerire l’atteggiamento della Rai che lascia palesemente capire dalla sua pubblicità sul

canone televisivo che l’unica cosa che interessa loro è che si paghi il suddetto canone. Neanche una parola... signori, siete nelle vostre case? Avete ancora un televisore funzionante? Il mio, poichè abito al 4° piano, è caduto sul pavimento sia il 20 che il

29 maggio. per il resto, la vita continua: crisi economica, terremoto... la vita deve andare avanti. Più invecchio, più conosco l’avidità, la cattiveria e l’insensibilità dell’essere umano, più mi piacciono gli animali. Silvana

mento era il 31 gennaio, ma la documentazione relativa allo sgombero può essere inviata anche successivamente”. Grazie, quanta solerzia. Ma vediamo se ho capito bene: il canone è scaduto, la comunicazione

ufficiale è stata diramata, casualmente, il 31 gennaio, ergo, la gente - con o senza casa, con o senza Tv - ha pagato il canone per evitare more. Che stile Mamma Rai: prima ti volti dall’altra parte e poi, messa alle

strette, raccomandi ai tuoi figli più “sfortunati” di non pagare. Peccato l’abbiano già fatto, furbetti a parte naturalmente, ma a quelli di certo non è “tremata” nemmeno la poltrona... Jessica Bianchi

In goal per il futuro

L’incasso cresce a 69mila euro

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’incasso di In goal per il futuro, l’evento di sport, spettacolo e solidarietà che ha visto fronteggiarsi il 1° novembre scorso la Nazionale Cantanti e il Teniamo Botta Team allo Stadio Cabassi, ha raggiunto i 69mila euro. All’incasso del match già consegnato ai sindaci di Carpi e Finale Emilia poco prima di Natale (66 mila euro) e che serviranno al progetto di ripristino urgente e miglioramento sismico del Centro socio riabilitativo residenziale e diurno L’Abbraccio di Carpi e alla realizzazione della Palestra polifunzionale del nuovo polo scolastico di Finale Emilia, si sono infatti ora aggiunti altri fondi. Nei giorni scorsi infatti attraverso bonifici bancari il Comune di Monghidoro e un locale pubblico della cittadina bolognese, l’Ombelico del mondo, hanno donato altri 3mila euro, 2mila dei quali per Finale e altri mille per Carpi. L’evento del 1° novembre scorso è stato reso possibile grazie alla collaborazione di Conad (main sponsor della Nazionale Cantanti), Unicredit, Confindustria Modena, Radio Bruno, Carpi FC e Blumarine.

L’Associazione genitori scuole cattoliche ha fatto una donazione al Sacro Cuore di Carpi per sostenere i lavori di ristrutturazione post sisma

10mila euro all’Istituto Sacro Cuore di Carpi

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’Associazione Genitori Scuole Cattoliche (Agesc) ha deciso di sostenere la Scuola paritaria Sacro Cuore di Carpi, dopo gli ingenti danni causati dal sisma, donando, sabato 2 febbraio, 10mila euro per i lavori di ristrutturazione dell’istituto. “A causa della tragedia che ha colpito l’Emilia Romagna, Agesc ha dichiarato il presidente dell’associazione, Roberto Gontero, nella cornice del cinema Eden - ha deciso di fare una donazione al Sacro Cuore, pur consapevole di non poter risolvere con questo gesto la gravità della situazione creata dal sisma del maggio scorso. Siamo certi che la comunità della scuola di Carpi saprà valorizzare al meglio anche questo contributo seppure modesto. Auspichiamo che altri possano concorrere ad aiutare realtà così preziose per la società civile, che svolgono una funzione sussidiaria indispensabile a servizio di tutti i cittadini”.

attualità, cultura, spettacolo, musica, sport e appuntamenti

DIRETTORE RESPONSABILE Gianni Prandi CAPOREDATTORE Sara Gelli REDAZIONE Jessica Bianchi, Francesca Desiderio, Enrico Gualtieri, Federico Campedelli, Francesco Palumbo, Marcello Marchesini, Clarissa Martinelli, Chiara Sorrentino.

IMPAGINAZIONE e GRAFICA Liliana Corradini

PUBBLICITA’ Multiradio - 059698555

STAMPA Centro stampa delle Venezie - 049-8700713

REDAZIONE e AMMINISTRAZIONE Via Nuova Ponente, 24/A CARPI Tel. 059 645566 - Fax 059 642110 tempo@radiobruno.it COOPERATIVA RADIO BRUNO arl Registrazione al Tribunale di Modena N. 1468 del 9 aprile 1999 Chiuso in redazione il 6 febbraio 2013


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sisma e ricostruzione

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’Associazione AnaaoAssomed, sindacato che rappresenta i medici dirigenti, ha donato all’Ospedale Ramazzini di Carpi 20mila euro, somma con la quale saranno acquistati 9 letti elettrici, progettati per agevolare gli operatori sanitari nelle loro funzioni di assistenza e cura, per fornire al paziente massima sicurezza e autonomia e prevenire i danni da carico durante la movimentazione dei pazienti. Le nuove attrezzature saranno in particolare destinate ai Reparti di Lungodegenza e Urologia. Un gesto di generosità, quello di Anaao-Assomed Emilia Romagna, che è stato fortemente voluto sin dai primi giorni dopo il sisma e che ha interessato oltre all’Azienda Sanitaria modenese anche quella di Ferrara. All’Ausl di Modena, che ha subito maggiori danni, sono andati 20mila euro, mentre all’Ausl di Ferrara sono stati destinati 6mila euro che saranno impiegati per mettere in funzione otto carrelli per il Reparto di Ostetricia e Gine-

Il sindacato che rappresenta i medici dirigenti, ha donato all’Ospedale Ramazzini di Carpi 20mila euro

In arrivo nove letti elettrici per l’Ospedale di Carpi

Da sinistra: Paolo D’Aquino, Francesco Melandri, Claudio Aurigemma, Mariella Martini e Alfonso Anania

cologia dell’Ospedale di Cento. “Il terremoto ha innescato una ‘gara’ di solidarietà per favorire la ricostruzione – hanno spiegato Claudio Aurigemma, Paolo D’Aquino, Francesco Melandri, Beniamino Lo Monaco e

Giampaolo Papi, rappresentanti di Anaao-Assomed – e noi, in rappresentanza dei medici a livello locale, regionale e nazionale, abbiamo voluto partecipare con un contributo per manifestare solidarietà e vicinanza alla

popolazione e ai colleghi. Si tratta di un gesto che ha anche un forte valore simbolico, perché mai come in circostanze così drammatiche è importante richiamarsi allo spirito di solidarietà e attenzione per gli altri,

I lettori ci scrivono

valori fondanti nella professione di medico”. “Quello di oggi - ha aggiunto il direttore generale dell’Azienda Ausl di Modena,  Mariella Martini - è l’ennesimo segnale di un’attenzione straordinaria nei confronti di un’intera comunità che ha subito ferite profonde. Per restituire al territorio servizi pienamente efficienti è necessario l’aiuto di tutti. Il generoso gesto di Anaao-Assomed è per noi un ulteriore stimolo per lavorare al meglio e cercare di superare definitivamente le tante difficoltà che da mesi stiamo affrontando, potendo contare sul lavoro di tanti operatori che hanno dato prova di professionalità e abnegazione”.  

Mass media, io mi rivolgo a voi, aiutateci! E’ questo l’appello di un’adolescente di Rovereto

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i chiamo Gloria, ho 14 anni e sono una sopravvissuta del terremoto. Abito a Rovereto, il secondo comune maggiormente colpito, ma nessuno parla di noi. Alcuni ci conoscono per Don Ivan, che ha perso la vita nel crollo della sua chiesa. Altri per l’arrivo del Papa. Ma chi ci conosce per quello che è successo davvero? Chi ci conosce per i cuori straziati, per le case crollate o per le scuole che sono esplose? Bene, questo è il vero racconto, le vere emozioni di una ragazzina che ha visto crollare il suo paese. Il 20 maggio 2012 non ho sentito la scossa. Mi trovavo a Cesenatico a una gara, ma mi sono comunque sentita crollare il mondo addosso quando ho visto la macchina dei miei genitori di fronte alla mia fermarsi, e vedere la mamma scendere in lacrime dicendo: ‘Ci siamo in mezzo, casa nostra è un macello’. Nessuno immagina di sentire queste parole nel corso della propria vita. Nessuno immagina che un ‘ladro’ si intrufoli sotto la propria casa e vi sorprenda in piena notte. Tornati a casa, nulla era al suo posto. Bottiglie di vino e aceto a terra. Rotte. I miei libri sporchi di vino. Tutte le mie medaglie e i miei quadri a terra. Ma questo è nulla se paragonato a tutto quello che stava per accadere. A novembre c’erano state solamente due piccole scosse una un mattino, in cui avevo preso della pazza a scuola perchè avevo detto che secondo me c’era stata una scossa e una tre giorni dopo. Era un avver-

timento, ma nessuno avrebbe mai immaginato cosa ci stava riservando la terra. Mercoledì 23 maggio, mi trovavo a scuola. Ma non nella mia, alle medie, bensì alle elementari già per metà inagibili. Ero lì di pomeriggio per un corso di potenziamento di inglese per l’esame. Nel bel mezzo del silenzio, si sentì un rumore inconfondibile: il boato del terremoto. Il primo istinto è stato quello di andare sotto il banco. Aspettammo che la scossa finisse. Sarà durata 4 o 5 secondi, ma non potete immaginare quanto siano lunghi 4 o 5 secondi quando ti senti impotente contro tutto. Scendemmo le scale e ci ritrovammo tutti in strada. I telefoni non prendevano e riuscii a chiamare mia mamma solo 15 minuti dopo. Stava bene anche se era bloccata a letto. Da quel giorno in poi abbiamo sempre dormito con il telefono, le chiavi della macchina e una pila vicini, coperte e maglie pesanti in macchina e le ciabatte accanto al letto così da poter scappare immediatamente. Lunedì 28 iniziavano i ‘turni con le elementari’. A noi toccava andare a scuola di pomeriggio anche se a nostro parere era la cosa peggiore del mondo. L’esame era vicino e anche se svogliatamente, la mattina del 29 alle 8:50 iniziai a scrivere la mia tesina. Alle 9:00 vidi ondulare il computer. Mi buttai subito sotto alla piccola mensola su cui era appoggiato e guardai la mia cucina. Tutto oscillava i mobili si spostavano e io mi sentivo schiacciare tra i muri. Appena vidi la televisione cadere capii che era arrivato il momento di scappare. La

forza del terremoto mi faceva cadere, ma tra tutto quel rumore riuscii a riconoscere solo una cosa: l’abbaiare del mio cane. Io mi trovavo al piano terra, mentre lui era al primo. E’ anziano e non riesce a scendere le scale, così senza pensarci nemmeno un secondo, raccolsi tutto il coraggio che avevo e mi infilai su per le scale. Credevo fosse arrivata la mia ora. Fulmine mi aspettava lì davanti alla porta. Lo afferai e mi precipitai giù dalle scale mentre la scossa non era ancora finita. Riuscii a uscire. Nella casa di fianco alla mia abitano mio nonno e mia zia. Mio nonno è molto anziano e mia zia, affetta da sclerosi multipla, non riesce a camminare. Il suolo non smetteva di tremare e non vedevo uscire il nonno e la zia. Pure in quell’occasione non riflettei e mi buttai in casa loro anche se il terremoto continuava a spingermi nell’altro senso. Il nonno non riusciva ad aprire la porta così lo aiutai, la sbloccammo e, finalmente, ci ritrovammo tutti in strada. C’era una confusione pazzesca. Appena finita la scossa vidi arrivare i miei genitori e scoppiai in un pianto a dirotto quando mi accorsi della gravità della situazione e pensando che il mio fidanzato e mio fratello erano a scuola. Papà si fermò lì con me, mentre la mamma scappò da Lorenzo, mio fratello. Non riuscivo a smettere di piangere. Non mollai Fulmine per un secondo nella paura che iniziasse un’altra scossa e dovessi correre a riprenderlo. Andammo a scuola, passammo sulle macerie delle case lì vicino e poi finalmente una cosa

ci rallegrò: vedere tutti i bambini in strada, sani e salvi. Mio fratello corse ad abbracciarmi in lacrime e mia mamma essendo la prima a essere arrivata abbracciava tutti i bambini che erano soli senza la loro mamma. Arrivò anche la nonna. Quando ci vide sani e salvi si buttò a terra e scoppiò a piangere pure lei. Andai a Carpi per vedere il mio fidanzato. Avevo tutta la faccia rigata dalle lacrime e il cuore che non smetteva di battere. Stava bene e ora potevamo tornare a casa. Decisi di andare con mio papà. Dovevamo accompagnare una signora in sedia a rotelle a casa del figlio. Erano le 12:50,10 minuti prima dell’altra grande scossa. Eravamo in macchina e sentii il furgone quasi appoggiarsi per terra, la terra fare un’onda e le case di fronte a me crollare come se fossero fatte di carta. La strada era solo polvere. Intanto si era sparsa la voce: il don era morto per salvare la Madonna. Intanto continuavamo a chiamare la mamma, la nonna, chiunque, per sapere come stavano. Non trovarsi vicino alle persone che ami mentre succedono queste cose è come se ogni volta che la terra trema, un pezzo di cuore ti si stacca. Quel pomeriggio lo passai in giardino. Cercavo di dormire ma era un continuo tremolare e stare in casa ti faceva salire un’ansia senza eguali. Ero abituata a camminare scalza nel giardino della nonna, ma quel giorno la terra scottava. Sembrava di camminare sui carboni. La nostra fortuna fu avere a disposizione una roulotte con la sua veranda. Prima l’aveva-

mo sempre usata per le vacanze, quest’anno per una vera e propria emergenza. Le scosse non finivano mai, era un continuo oscillare. Ma poi, arrivò la notte. Andammo tutti a dormire, ma penso che nessuno abbia davvero dormito. Appena chiudevi gli occhi avevi la sensazione di traballare così, mi rassegnai e mi alzai. Uscii dalla roulotte e fuori c’erano la mamma e la nonna che guardavano il computer e leggevano gli articoli sul terremoto. Nei giorni seguenti cercammo di riprendere la vita in modo più normale possibile. Domenica 3 giugno il terremoto ci sorprese ancora. Eravamo in giardino, nel mezzo del giardino (questo giardino è di 4mila metri quadrati) e sentimmo di nuovo un’altra scossa, tutti a correre. Non sapevamo dove, non sapevamo perchè, ma l’istinto ci diceva di scappare. Questo è il terremoto. Questo è quello che provoca. Questo è quello che lascia dentro i cuori. Mass media, io mi rivolgo a voi: AIUTATECI! Nessuno parla della piccola Rovereto, dove nonostante il campanile e malgrado le case da abbattere, la vita va avanti. Dove non abbiamo rinunciato alla nostra sagra di S. Luigi, con anche i fuochi artificiali. Rovereto c’è, Rovereto vive. Queste sono semplici parole, per chiunque lo legga, fatelo leggere ai vostri amici, ai vostri figli ai vostri genitori, a chiunque, perchè tutti si ricordino di quello che ci è successo. Grazie di cuore a chiunque condividerà per farci aiutare, noi non perdiamo la speranza!

Gloria


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5 sisma e ricostruzione

Continuano gli interventi a favore delle aree terremotate finanziati grazie a Teniamo Botta di Radio Bruno

Noi non molliamo!

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ontinuano gli interventi a favore delle aree terremotate finanziati grazie a Teniamo Botta di Radio Bruno. La Scuola dell’infanzia Statale G.Rodari di San Possidonio sta riprendendo l’attività e dal 7 gennaio è stato possibile accogliere anche la parte di bimbi che era ancora a casa. Grazie a Teniamo Botta, su richiesta delle stesse insegnanti, sono state donate le tende oscuranti per l’intero plesso per consentire ai bimbi di riposare al pomeriggio senza essere disturbati dalla luce. Ancora a San Possidonio è stata donata la nuova tagliaerba comunale con funzione anche di spalaneve; quella utilizzata fino a maggio è rimasta schiacciata nel crollo del magazzino comunale. Sul portale www.radiobruno.it la rendicontazione puntuale di tutti gli interventi già effettuati e di quelli in corso. Grazie ancora a tutte le persone generose che hanno scelto Teniamo Botta.

Bper e Banca di Ravenna

Microcredito per le zone del terremoto

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razie alla collaborazione fra Banca popolare dell’Emilia Romagna, Banca Popolare di Ravenna e Microcredito per l’Italia, famiglie e imprese colpite dal sisma possono accedere al microcredito e chiedere un finanziamento senza dover presentare garanzie patrimoniali o personali, a condizione che abbiano residenza o sede nei Comuni danneggiati e siano soggetti esclusi dall’accesso al credito tradizionale. Il finanziamento può arrivare a 10mila euro per i privati, mentre, se a beneficiarne sono imprese, cooperative o imprese sociali (comprese start-up di nuove attività), l’importo può salire a 50mila euro. Il tasso è agevolato, non ci sono spese accessorie e sono previsti tempi di risposta brevi. L’iniziativa è sostenuta anche dall’imprenditore Renzo Rosso, patron di Diesel, che ha costituito un apposito Fondo di garanzia per il microcredito. Microcredito per l’Italia raccoglierà le domande dei richiedenti, farà una selezione e una preistruttoria. Le banche aderenti (attualmente BPER e BPR) valuteranno le richieste e in caso di esito positivo provvederanno all’erogazione dei finanziamenti approvati.

Regione, Comune, Onlus di Rovereto e Alpini di Trento

Rovereto avrà una nuova palestra

Il contatto avuto tra l’Amministrazione di Novi e gli Alpini di Trento, grazie alla Onlus Tutti Insieme a Rovereto e Sant’Antonio, si tradurrà in un nuovo spazio a disposizione dei roveretani”, ha affermato il sindaco di Novi, Luisa Turci. “Come Alpini ci siamo impegnati per raccogliere i fondi e realizzare la nuova palestra di Rovereto danneggiata dal sisma, un luogo che potrà dare spazio alle attività delle associazioni e dei volontari che gravitano intorno all’area sportiva”, ha aggiunto Maurizio Pinamonti, presidente del sodalizio trentino. “Il progetto verrà diviso in due parti: la palestra verrà realizzata dalla Regione - conclude la Turci - mentre la parte dei servizi verrà costruita e finanziata dall’Associazione Alpini di Trento insieme alla Onlus di Rovereto”.

Il trentino Sergio Vegher specializzato nella realizzazione di costruzioni dalla struttura portante in acciaio, antisismiche e all’insegna del risparmio energetico, malgrado numerosi contatti con l’Emilia terremotata, non ha ancora realizzato alcunché. Troppe, nella nostra terra, le lobby legate a cemento e mattoni

Il mattone è duro a morire...

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e origini di Abita Vegher risalgono al 1950: in un piccolo laboratorio in Val di Non, in Trentino Alto Adige, Emilio Vegher si dedica all’arte della lavorazione del metallo. Con la collaborazione del figlio Sergio l’attività cresce e i manufatti assumono il volto di grandi opere in acciaio. Nel 1989, dalla collaborazione tra Sergio e la moglie Michela, che ha vissuto il terremoto del Friuli, la piccola carpenteria diventa una società all’avanguardia dove si progettano e si costruiscono case ad alto risparmio energetico con proprietà antisismiche. “Trovare delle istituzioni - commenta Sergio Vegher - che non tutelano i cittadini consigliandoli o mettendoli a conoscenza del fatto che il settore edile non è fatto solo di mattoni e cemento, mi sconforta moltissimo. Il silenzio delle istituzioni - di fronte a tante famiglie giovani che vorrebbero realizzare la propria casa, le quali si vedono negare il mutuo dalle banche - è davvero vergognoso”. Non ha peli sulla lingua il trentino Sergio Vegher che, malgrado numerosi contatti con l’Emilia terremotata, non ha ancora realizzato alcunché. Troppe, nella nostra terra, le lobby legate a cemento e mattoni. Passati i primi istanti di panico in cui tutti volevano case in legno, ora tutti optano per cemento e mattoni.  “L’errore non è dei terremotati bensì dei tanti tecnici fossilizzati solo sul cemento e mattoni. Una miopia che impedisce loro di valutare altri sistemi costruttivi più sicuri. Potrà sembrare strano che un produttore come me dica queste cose sui tecnici, ovvero i nostri primi referenti, ma è terribile che le persone si fidino di parole e rassicurazioni tese unicamente a salvaguardare cemento e mattoni, quando i fatti dicono il contrario. Basta guardare cosa è accaduto nelle vostre terre per rendersi conto che qualcosa non quadra”.  Quali soluzioni abitative proponete? “La struttura portante, ancorata con delle piastre cementate nelle

fondazioni, è in acciaio, materiale ineguagliabile per quanto riguarda l’antisismica e la durata centenaria senza alcuna manutenzione. Per ottenere una casa antisismica però, occorre prestare una cura particolare anche ai tamponamenti che, in caso di terremoto, non si devono staccare, nè frantumare, mentre le colonne portanti si muovono. Per ottenere tale stabilità applichiamo esternamente, mediante centinaia di viti zincate, un pannello di OSB marino che crea un naturale taglio termico tra l’acciaio e l’esterno, dove si applica il cappotto termico e consigliamo di rivestire internamente le pareti perimetrali con cartongesso: questi materiali infatti, oltre a essere leggeri non si frantumano cadendo.  Le nostre solette normalmente sono in acciaio e hanno dieci centimetri di cemento unito a ferro di armatura ben inserito su nostro brevetto, ma per chi volesse si possono fare anche in legno, seppure con qualche accortezza dal momento che le viti, con il movimento, tendono a mangiare il legno, allargando il foro. La copertura della casa invece è in acciaio, il quale potrà essere rivestito in legno lamellare nelle parti sporgenti, per una questione estetica e, soprattutto, di risparmio energetico”. Qual è la differenza tra le vostre costruzioni e quelle interamente in legno? “La prima differenza è che la nostra struttura portante non brucia mai. Sono praticamente ignifughe e non propagano l’incendio. Nelle vostre città molti stanno proponendo case in legno ignifughe Rei Centoventi: in realtà, o sono ignifughe - e il le-

“L’errore non è dei terremotati bensì dei tanti tecnici fossilizzati solo sul cemento e mattoni. Una miopia che impedisce loro di valutare altri sistemi costruttivi più sicuri”.

“Trovare delle istituzioni che non tutelano i cittadini consigliandoli o  mettendoli a conoscenza del fatto che il settore edile non è fatto solo di mattoni e cemento, mi sconforta moltissimo”. gno non lo è - o sono Rei Centoventi ovvero resistono per 120 minuti protette dal cartongesso prima di bruciare. Fandonie belle e buone basti pensate che qui in Trentino, ogni settimana in inverno bruciano case o mansarde in legno... Il problema degli incendi da corto circuiti è reale nelle case in legno: quelle fatte bene dovrebbero avere un’intercapedine in cartongesso che separa il legno dai cavi elettrici, ma ciò aumenta notevolmente i costi. Nelle nostre l’incendio non aggredirà mai la struttura portante nè i materiali che la compongono essendo tutti ignifughi. L’unico materiale inserito è un pannello esterno in OSB marino, talmente isolato dalla lana minerale che il fuoco non ci arriverà, mai. Un’altra differenza è la straordinaria durata in caso di umidità: le nostre costruzioni infatti non temono la pioggia diretta sulle pareti, nè l’umidità della pianura o, peggio, le piccole perdite a goccia all’interno delle pareti. Altra differenza non sottovalutabile è l’antisismicità: l’acciaio è ineguagliabile, basti pensare che in America e in Giappone ci sono palazzi alti centinaia di metri in acciaio. Le nostre case poi, non sono commestibili, non verranno mai attaccate dagli insetti (in Friuli purtroppo le termiti hanno iniziato il loro pranzo nelle case di legno, esattamente come accade da tempo inAmerica e in Canada). Nelle costruzioni Abita Vegher poi le pareti interne non sono portanti e non devono supportare il peso della soletta del primo piano. In tante case in legno

invece, le pareti divisorie dei locali sono portanti e ciò non consente di apportare alcuna modifica”. Oltre alle proprietà antisismiche quali sono i vantaggi legati al risparmio energetico? “Le nostre case e quelle in legno sono ineguagliabili sotto questo punto di vista: certo anche le costruzioni tradizionali possono arrivare agli stessi parametri ma i costi sono molto maggiori. Per il risparmio energetico si parte dalle fondazioni, dove ogni componente ha il suo valore energetico. Noi usiamo solo materiali naturali che lasciano traspirare le pareti, rendendo la casa priva di umidità, muffe, materiali atossici o allergici ma, soprattutto, senza chimica”.  Quanto dura una casa con la struttura portante in acciaio rispetto a una di legno o in cemento e mattoni? “Gli esperti in una trasmissione televisiva della Rai hanno detto che, mediamente, una casa in legno dura 70 anni, una in cemento - terremoto a parte - 250/300 anni e una casa in acciaio dai  400 ai 450 anni. Una casa in legno dev’essere rifatta sei volte per arrivare alla durata di una delle nostre”. State incontrando ostacoli o resistenze in Emilia? “Contatti con l’Emilia ne abbiamo avuti, finora però non abbiamo realizzato alcuna costruzione. Sono pochi i tecnici in grado di consigliare come dev’essere una casa antisismica, che sappiano spiegare la differenza tra un materiale e l’altro e che mastichino davvero di risparmio energetico. Soprattutto sono pochi i professionisti in grado di tagliare quel cordone ombelicale che li lega ciecamente alle imprese, pur valide, che spingono solo il mattone. Manca la voglia di imparare nuovi metodi costruttivi e la consapevolezza che in zona sismica, non si può continuare a costruire come si è sempre fatto. Invece di ragionare, molti restano fermi su case che crollano, su abitazioni piene di muffe e su case che di risparmio energetico hanno solo la certificazione cartacea. Ci sono tecnici che dicono di poter costruire una casa antisismica e a risparmio energetico di Classe A, con 1.050 euro a mq. Fandonie: i costi si aggirano tra i 1.400 e i 1600 euro a mq. Certo è più semplice credere a un tecnico del posto che a uno sconosciuto come me, anche se le nostre costruzioni sono certificate da un ente terzo al di fuori delle parti”. Quali sono i vostri costi? “Un chiavi in mano di un condominio arriva a 1.050 euro a mq, per una casa si va dai 1.250 ai 1.400 euro. Volendo forniamo anche solo il grezzo avanzato, ovvero l’esterno finito che va dai 350 ai 750 euro, per gli interni chi compera può dotarsi di artigiani di propria conoscenza. Una casa dev’essere scelta con convinzione. Una casa non è come un paio di scarpe che se non va bene si può buttare, una casa deve durare per generazioni e non si può certo comperare su un catalogo”. Per info: www.abitavegher.com Jessica Bianchi


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6 Registro imprese: nel 2012 calano le iscrizioni e aumentano le cessazioni

Manifatturiero ed edilizia in discesa libera

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a Camera di Commercio ha elaborato i dati di Infocamere relativi alle iscrizioni e cessazioni al Registro Imprese nell’anno 2012. In provincia di Modena sono presenti 75.389 imprese registrate al 31 dicembre 2012, con una diminuzione rispetto alla stessa data del 2011 del -0,15%. Nel corso dell’anno il saldo tra iscrizioni e cessazioni è stato di +26 imprese, ed è derivato da 4.697 iscrizioni e 4.671 cessazioni (escluse le cessazioni d’ufficio, pari a 191). Rispetto alla movimentazione dell’anno 2011 le cessazioni hanno registrato un incremento del +10,8%, mentre le iscrizioni sono diminuite del -4,4%. Modena si posiziona al 45° posto nella classifica delle province italiane per tasso di crescita, con un valore prossimo allo zero (+0,03%), che rimane comunque superiore alla media regionale (-0,29%). Le imprese artigiane modenesi hanno risentito maggiormente della crisi, infatti mostrano un saldo negativo fra iscritte e cessate di -349 posizioni, con una diminuzione pari al -1,52%. In provincia le imprese attive sono pari a 67.778 a fine anno 2012, con una diminuzione di -518 unità rispetto alla stessa data dell’anno precedente, che in termini percentuali si traduce in una variazione del -0,76%. Per quanto riguarda la forma giuridica, si stabilizza il numero delle società di capitali (+0,4%), mentre diminuiscono del -2,2% le società di persone e del -0,8% le imprese individuali. Continua la crescita delle ‘altre forme giuridiche’ (+3,6%) che comprendono al loro interno cooperative, consorzi e associazioni non economiche. Esaminando l’andamento delle imprese attive a livello settoriale, emerge che quasi tutti i macrosettori sono in diminuzione, in particolare l’agricoltura perde il -1,2%, le attività manifatturiere il -2,0% e le costruzioni il -1,3%, mentre pressoché stabili rimangono i servizi (-0,1%). Più nel dettaglio, quasi tutti i settori del manifatturiero presentano diminuzioni dal 2% al 4%, con in testa la fabbricazione di mobili (-4,4%), la stampa/editoria (-4,1%) e la fabbricazione di carta (-4,0%). Unico settore che registra un incremento è la riparazione e manutenzione di macchinari (+7,0%). I servizi hanno un andamento migliore, con alcuni settori in aumento come la sanità e assistenza sociale (+4,0%) e i servizi di supporto alle imprese (+3,6%), mentre risultano in calo le attività finanziare e assicurative (-2,2%), il commercio al dettaglio (-0,8%) e il trasporto e magazzinaggio (-0,7%).

Nel 2012, nel Distretto di Carpi sono 1.966 i disoccupati iscritti al Centro per l’Impiego (erano 1.972 nel 2010 e 1.841 nel 2011) di cui 1.459 solo nella nostra città. E il 2013 non promette nulla di buono

Allarme lavoro a Carpi: 2.000 i disoccupati U

n 2012 che si chiude col segno meno per il mercato del lavoro che è tornato ai minimi del 2009, annullando la ripresa registrata nel 2011 a causa dell’aggravarsi della crisi economica e delle gravissime conseguenze del sisma di maggio, il quale ha pesantemente inciso sulle voci dell’export, unico elemento di crescita dell’economia provinciale. Preoccupante è l’aumento della disoccupazione: nel 2012 sono stati persi quasi 4.000 posti di lavoro in Provincia di Modena, cinquecento nel tessile abbigliamento, 700 nella meccanica e circa 600 nella ceramica. 3.700 le attività cessate sul territorio provinciale, di cui 334 nei comuni colpiti dal sisma. Anche il Distretto di Carpi non è uscito indenne dall’annus horribilis: nel 2012 sono ben 1.966 i disoccupati iscritti al Centro per l’Impiego (erano 1.972 nel 2010 e 1.841 nel 2011) dell’intero distretto (Carpi, Novi, Soliera e Campogalliano) di cui 1.459 nella nostra città (816 uomini e 643 donne). A questi numeri, però, deve poi aggiungersi un altro fronte popoloso: quello costituito dai lavoratori in mobilità. Secondo il Report 2012 sul mercato del lavoro modenese, curato dalla Provincia di

Il Distretto di Carpi non è uscito indenne dall’annus horribilis: nel 2012 sono ben 1.966 i disoccupati iscritti al Centro per l’Impiego (erano 1.972 nel 2010 e 1.841 nel 2011) dell’intero distretto (Carpi, Novi, Soliera e Campogalliano) di cui 1.459 nella nostra città (816 uomini e 643 donne).

Modena, nel Distretto di Carpi sono iscritti alle liste di mobilità 1.698 persone, di cui 1.091 solo nel Comune di Carpi (555 uomini e 536 donne). Ciò significa che, ad oggi, circa 3mila persone che vivono nel nostro territorio sono inoccupate o disoccupate. Un esercito che, dif-

Jungo e dintorni...

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ggi introduciamo una parola nuova: Co-Housing, ovvero Co-Abitare. Per chiarire il concetto vi servo sul piatto un esempio che troviamo già nel quotidiano. Il condominio. Come potrete notare, la preposizione “CO”, è presente anche in questo caso. Può essere vista come l’abbreviazione di condividere. Condividere il dominio – Condominio. Condividere l’Abitare – Co-Housing. Parrebbe logico pensare siano la stessa cosa, in realtà sono concetti agli antipodi. In condominio infatti, nella maggior parte dei casi, non hai idea di chi abita al tuo fianco, mentre nel Co-Housing è tutto diverso. Si crea una comunità allargata di famiglie. Il riassunto è: abitazioni private con spazi e servizi in comune. Ogni famiglia ha la propria autonomia di azione, ma nella consapevolezza che, unendo gli sforzi e condividendo tempo e servizi, la vita diventa un po’ più leggera. Un concetto che ci riporta alla mente la famiglia allargata, struttura sociale fondante delle nostre zone fino a qualche anno

Piscina Comunale: inizio dei lavori entro l’anno

Il progetto deve ancora ricevere l’ok

ficilmente, potrà essere riassorbito da un mercato del lavoro stagnante e in gravissima difficoltà. Il 2013, infatti, non offre, al momento, alcun segnale di speranza: durante la prima settimana dell’anno è stato registrato un raddoppio delle domande di disoccupazione che sono passate

da 61 (prima settimana del 2012) a 113. Una situazione gravissima confermata anche dal dato di metà mese che porta un aumento sul 2012 del 45% di domande presentate per interruzione del rapporto di lavoro. Nella seconda settimana di gennaio infatti le domande sono 177 (122 nello stesso periodo dell’anno precedente). Se il buongiorno si vede dal mattino, di certo il 2013 non promette nulla di buono... Jessica Bianchi

by Luca “Locco” Severi

Co-housing: un nuovo modo di abitare! fa. Provate a pensare unità abitative di 5, 10 o 20 famiglie, ognuna con la propria vita ma con una cucina in comune ad esempio. Una persona torna a casa e trova tutto pronto. Moltiplicalo per 20 e ci salta fuori un miracolo! Una o due persone della comunità hanno organizzato tutto. Non è stato necessario andare a fare la spesa, cuocere in piccole porzioni, lavare pochi piatti. Si ottimizzano gli sforzi. Se nella comunità poi, ci sono diversi pargoli, cosa c’è di più comodo di organizzare all’interno di un altro spazio comune un piccolo asilo? Soldi e tempo risparmiati per tutti. Un servizio di Car sharing per diminuire la necessità di numero di automobili degli abitanti della comunità. Biciclette “condominiali”. La comunità diventa automaticamente un GAS (Gruppo di acquisto solidale) perché è una massa critica. Può operare scelte di consumo che una famiglia da sola forse non è capace di abbracciare. L’orto. Questi sono solo i risvolti pratici del Co-Housing, ma anche dal lato umano si generano delle

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a concessione di costruzione e gestione della nuova Piscina Comunale è stata aggiudicata al Raggruppamento temporaneo di imprese Cmb, Unieco e Coopernuoto. Attualmente è in corso la predisposizione dei documenti da inviare ai vari enti per i pareri di competenza (Coni, Vigili del Fuoco, Usl...) poichè dai vincitori della gara sono state presentate modifiche migliorative al progetto che devono ancora ricevere l’avvallo. Successivamente si provvederà alla redazione del progetto esecutivo per poi poter dar luogo all’inizio dei lavori entro l’anno.

dinamiche relazionali sorprendenti! La necessità di condividere al meglio la propria vita con quella degli altri si tramuta in una continua evoluzione del proprio essere. Questa, però, è una scelta di vita. E’ un percorso che deve nascere con il tempo e le esperienze. Io sono ancora un po’ indietro su questa cosa ma, nel mio piccolo, sto facendo il possibile. Condividere i miei spazi con gente sempre nuova, riempie il cuore come non credereste mai! www.couchsurfing.org è una web-community nata per chi vuole viaggiare incontrando persone del luogo e, perché no, essere ospitati tastando nel profondo la vita del posto che si visita. Potrebbe anche essere un modo per far conoscere la nostra bella città. Ci sono tante persone che amano i piccoli centri da visitare. A me ne sono capitate alcune e posso dire che ne vale la pena! Un altro interessante sito è www.airbnb.it: se hai una stanza e la vuoi condividere, ci sono persone disposte a corrispondere qualcosa per il disturbo. Ma, tornando

al Co-Housing, cosa c’è di tanto incredibile in questa nuova concezione di abitare? Una volta stabiliti i rapporti nella comunità, non sarà una chimera per alcuni dei residenti iniziare a ridurre la propria necessità di lavoro salariato. Come è possibile? Semplice: se si eliminano gli sprechi, la comunità abbisogna di minori risorse. Quindi una o più persone potrebbero essere impiegate nel rendere la routine della comunità ancor più leggera. Spesa, commissioni, pasti, asilo e chi più ne ha, più ne metta. Questo genererebbe un vortice virtuoso che riporterebbe veramente le persone a lavorare per il proprio benessere e non per aumentare gli introiti di chicchessia.

Remesina chiusa al traffico

Finalmente parte il cantiere della Rfi

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’Amministrazione Comunale di Carpi comunica che un cantiere di R.F.I. (Rete Ferroviaria Italiana) verrà aperto dall’11 al 20 febbraio in corrispondenza del passaggio a livello di via Remesina. I lavori, come detto di competenza della società R.F.I., consisteranno nell’allargamento del passaggio in modo da consentire il collegamento ciclo-pedonale tra i due tronchi di pista esistenti e comporteranno la chiusura della strada nel tratto interessato (tra S.Antonio e il passaggio a livello) per l’intera durata dell’intervento. Le opere da realizzarsi comprendono anche successivi interventi di moderazione della velocità nelle vie Remesina esterna-interna (da via Rossetti a via S.Antonio), S.Antonio (da via Remesina esterna a via Pola esterna) e in via Pola esterna da via S.Antonio a via XII Luglio 1944. La promessa da mantenere, a lavori terminati, sarà quella di ripristinare il doppio senso di marcia sull’asse di via Remesina. Sarà davvero così?


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n tutto il mondo, aziende, enti pubblici, strutture ospedaliere a basi militari si affidano ai gruppi elettrogeni Bruno. A Carpi, Bruno Generators ha comprato il Gruppo Zadi, un’operazione onerosa e complessa, giunta dopo una lunga serie di accordi sfumati con altri partner. Un’acquisizione che ha fatto levare un sospiro di sollievo ai lavoratori rimasti per mesi sul filo del rasoio, senza sapere quale sarebbe stato il proprio futuro. Sgomberato lo spettro del fallimento, ora per Zadi si apre una nuova pagina. A raccontarci quel che accadrà all’interno dello stabilimento carpigiano è il dottor Renato Bruno, general manager della Bruno Generators di Grottaminarda, in provincia di Avellino. Dottor Bruno di cosa si occupa il vostro gruppo e da quanto tempo è sul mercato? “Fondato da mio padre nel 1977 come ditta individuale, il gruppo si occupa di generatori elettrici. In oltre trent’anni di attività Bruno Generators ha realizzato 100mila gruppi elettrogeni con una potenza complessiva in grado di alimentare metropoli come New York o Londra. Attualmente la produzione annua supera le 10mila unità, destinate a oltre 50 paesi del mondo. Abbiamo tre sedi

“Ci siamo assunti un rischio rilevante, l’acquisizione comporta infatti un investimento di circa 15 milioni di euro”.

Sgomberato lo spettro del fallimento, per Zadi, acquisita dal Gruppo Bruno Generators con un’operazione di 15 milioni di euro, si apre una nuova pagina

Grottaminarda salva la Zadi

produttive in Italia, una in Inghilterra e numerose filiali distributive all’estero. Siamo il secondo produttore italiano di generatori elettrici e tra i primi dieci a livello europeo. Il gruppo consolida 65 milioni di fatturato nel settore, con un patrimonio netto di 40 milioni di euro”. A quanto ammonta il giro d’affari del Gruppo? “Il volume d’affari complessivo del Gruppo che si occupa anche di distribuzione di macchine agricole si aggira intorno ai 100 milioni di euro”. Numeri che ben sintetizzano il percorso in crescita che ha portato una piccola attività artigianale a diventare uno dei leader nel settore dei gruppi elettrogeni malgrado la gravissima congiuntura economica.

Presentati lista e candidati alla Camera di Scelta Civica con Monti per l’Italia in Emilia Romagna

Quattro i modenesi in corsa

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ella splendida cornice di Palazzo Isolani, a Bologna, è avvenuta la presentazione della lista e dei candidati alla Camera di Scelta Civica con Monti per l’Italia in Emilia Romagna. 45 i candidati: ci sono imprenditori, liberi professionisti, medici, bancari e impiegati. Quasi tutti volti nuovi alla politica e comunque alla loro prima campagna elettorale per la corsa al Parlamento. Tra di loro spiccano 4 modenesi: 7° in lista è Valentina Ferraboschi; al 15esimo posto troviamo il presidente provinciale di Italia Futura, l’avvocato Massimiliano Mariani; 17esima è l’avvocato Barbara Manferdini; 43esimo in lista è Luca Cuoghi. “Cercheremo di raccogliere le istanze del nostro territorio, della società civile, in un momento difficile per l’economia e con un occhio di riguardo per l’area terremotata” hanno detto i candidati modenesi, la cui età media è di 38 anni. Capolista alla Camera in Emilia Romagna, è una 38enne, la professoressa Irene Tinagli, docente presso l’Università Carlos III di Madrid. “Anche in Emilia – ha sottolineato la Tinagli - le priorità di Scelta Civica riguarderanno occupazione e rilancio dell’imprenditorialità. In particolare è urgente una riforma del mercato del lavoro orientata a rilanciare l’occupazione giovanile e in particolare femminile. Il nostro Paese (e anche l’Emilia terremotata) deve poi tornare ad attrarre investimenti e per questo bisogna velocizzare l’accesso al credito e ridurre la burocrazia”.

“In Zadi abbiamo visto tecnologia, innovazione e competenza: lasciarla fallire sarebbe stato un peccato”. Come è nata la volontà di acquisire Zadi? “Non siamo stati guidati da una logica di integrazione del prodotto. Pur avendo piccoli elementi di contatto dal punto di vista produttivo - Bruno Generators ha una società che si occupa di illuminazione a led e Zadi è tra i pionieri del settore e, ancora, una controllata di Zadi produce componenti che potenzialmente potremmo utilizzare nelle

dossier del gruppo, e dopo le opportune valutazioni e varie visite in loco mi sono convinto vi sia un grande potenziale. Ho trovato un’elevata consapevolezza relativamente alle proprie capacità, una tecnologia all’avanguardia, professionalità da valorizzare e una dirigenza di tutto rispetto. Il settore automotive è in fortissima sofferenza e siamo a cavallo della peggior crisi conosciuta dal mondo occidentale dopo il 1929, malgrado ciò noi abbiamo deciso di acquistare Zadi perchè lo spirito imprenditoriale ci porta a fare operazioni che molti giudicherebbero da pazzi! In queste decisioni ogni imRenato Bruno prenditore è solo. Scommettere sul futuro è difficile, i prossimi anni ci diranno se abbiamo avuto ragione. In Zadi abbiamo visto tecnologia, innovazione e competenza: lasciarla fallire sarebbe stato un peccato”. A quanto ammonta il vostro investimento? “Ci siamo assunti un rischio rilevante, l’acquisizione comporta infatti un investimento di circa 15 milioni di euro”. chiusure delle cofanature A oggi Zadi ha problemi dei generatori - ciò non di liquidità e mancanza di giustificherebbe di certo commesse. Come intenl’entità dell’investimento. dete farvi fronte? Un amico, consulente di “Oltre a esternalizzare alZadi, mi ha fatto avere il cune attività per immettere

Sabato 9 febbraio, alle 10, alla Camera del Lavoro

Confronto a Carpi dei candidati alle elezioni

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’ promosso dalla Cgil e dall’Anpi di Carpi per sabato 9 febbraio, il confronto dei candidati alle prossime elezioni politiche sul Piano per il Lavoro della Cgil. L’iniziativa si svolge presso la Camera del Lavoro di Carpi, in via III Febbraio 1, alle 10. Il segretario provinciale della Cgil Tania Scacchetti e il presidente dell’Anpi di Carpi Francesco Lioce formuleranno le loro proposte ai candidati al Parlamento, mettendo l’accento sulle politiche industriali e gli investimenti per creare prospettive occupazionali, soprattutto per i giovani, che contrastino la precarietà e l’illegalità. Altri argomenti oggetto del confronto saranno quale modello di welfare per il nostro paese, come rendere il fisco più equo nei confronti di lavoratori e pensionati e quale tipo di rappresentanza democratica dare ai lavoratori in azienda. Cgil e Anpi hanno invitato i candidati di tutte le forze politiche, di tutti gli schieramenti, e sinora hanno garantito la loro presenza Davide Baruffi (PD), Giuseppe Morrone (SEL), Carlo Valmori (Movimento 5 Stelle), Andrea Bizzarri (Rivoluzione Civile), un esponente PDL. L’incontro è aperto al pubblico.

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all’11 febbraio saranno disponibili i moduli per partecipare all’edizione 2013 dei Premi di Studio, iniziativa istituita dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi per sostenere il merito di laureati, diplomati e ragazzi delle superiori, che si sono distinti negli studi. L’ammontare del premio raggiunge gli

“Quintavalla mi affiancherà nella gestione come amministratore delegato della società”.

liquidità in cassa, stiamo contattando i prestigiosi clienti di Zadi per rassicurarli relativamente alla stabilità finanziaria dell’azienda, nessun acquirente infatti comprerebbe un prodotto da una società dal futuro incerto. Oggi però le cose sono cambiate e la nostra speranza è quella di avere presto degli utili”. La produzione cambierà nello stabilimento carpigiano? “Spero migliori ulteriormente, ma non cambierà. Noi siamo un partner industriale, non facciamo finanza”. Lo stabilimento di Carpi conta 162 lavoratori, saranno mantenuti? “I lavoratori, che sto lentamente conoscendo uno ad uno, sono riconfermati e alcune professionalità ulteriormente valorizzate”. Il dottor Aldo Quintavalla ricoprirà un ruolo nel futuro management aziendale? “Quintavalla mi affiancherà nella gestione come amministratore delegato della società. Conoscendo perfettamente il meccanismo, rappresenta una risorsa preziosa e indispensabile”. Jessica Bianchi

Mercoledì 13 febbraio, alle 21, alla Fenice

Incontro con Carlo Galli

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ercoledì 13 febbraio, alle 21, nei locali della libreria La Fenice, il Partito Democratico di Carpi - Segretaria Circolo Carpi Ovest organizza un incontro con Carlo Galli (in foto). Durante la serata dal tema Carlo Galli, dalla teoria alla prassi: perchè scelgo il Pd? il professore ordinario di Storia delle dottrine politiche presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna nonché candidato PD nella lista dell’Emilia Romagna spiegherà perché è importante oggi occuparsi di politica attraverso le pagine del suo ultimo libro: Sinistra. Per il lavoro, per la democrazia.

Al via l’edizione 2013 dei premi di studio della Fondazione Crc

88mila euro per gli studenti del territorio 88mila euro ed è così ripartito: 80 premi da 400 euro per studenti delle scuole superiori e 30 premi da 800 euro per diplomati delle scuole superiori nell’anno scolastico 2011/12; più 12 premi da 1.000 euro per laureati di primo livello, 10 pre-

mi da 1.000 euro per laureati di secondo livello magistrale  e 5 premi da 2.000 euro per laureati di secondo livello magistrale a ciclo unico nell’anno 2012. La partecipazione al bando è riservata ai residenti dei comuni di Carpi, Novi e Soliera. Il bando

e i moduli, da compilare per la presentazione delle domande, sono disponibili sul sito www. fondazionecrcarpi.it, oppure, il martedì e il giovedì dalle 8.30 alle 13 e dalle 15 alle 17, presso la segreteria della Fondazione n via Sardegna, 2.


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Il termine dei lavori della nuova Scuola di Cibeno è prevista per settembre, appena in tempo per l’inizio del nuovo anno scolastico. Ma nonostante il periodo per le iscrizioni termini il 28 febbraio, le famiglie non sanno ancora nulla

Chi andrà nella nuova scuola di Cibeno? L a fine dei lavori della nuova Scuola di Cibeno in via Canalvecchio sarebbe prevista per settembre, appena in tempo per l’inizio del nuovo anno scolastico. “Terminata la parte strutturale sono in corso gli interventi di tamponamento in laterizio e in fase di avvio i lavori impiantistici”, riferiscono dall’Amministrazione Comunale. Al sovraffollamento delle Scuole medie O. Focherini e A. Pio si potrà dunque porre rimedio grazie all’apertura di questo nuovo quarto plesso scolastico destinato a ospitare una scuola secondaria di primo grado nella quale verranno indirizzati i bambini di quinta elementare residenti nella zona compresa tra via Pezzana e via Canalvecchio. Nascerà un nuovo comprensivo, dunque, che sarà retto dall’attuale dirigente del Terzo Circolo, Tiziano Mantovani. Nella nuova scuola media troveranno posto anche le classi seconde e terze dei corsi I, L, M oggi ospitate nei container allestiti accanto alle Focherini. I genitori degli studenti però non hanno ricevuto ancora nessuna comunicazione e, in considerazione del fatto che si è già svolto l’ incontro per illustrare alle famiglie la scuola in vista delle iscrizioni di prima media, cominciano a chiedersi che fine faranno i loro ragazzi il cui percorso alle medie

Il cantiere della nuova scuola di Cibeno

Focherini è iniziato nei locali delle Scuole elementari Saltini, con la prospettiva di entrare in breve tempo nella nuova scuola media, ed è poi proseguito nei container dove gli studenti sono tuttora. “Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione – ci dice Barbara, mamma di Veronica – non siamo stati convocati per essere informati sul futuro percorso scolastico delle seconde e terze classi dei corsi I, L, M. Non sappiamo se e come la scuola verrà servita dai mezzi di trasporto e come sarà raggiungibile dalle altre zone della città. A dir la verità molti di noi cominciano a

pensare che non è male nemmeno finire la terza media nei container perché sono confortevoli e i ragazzi si trovano molto bene. Il dubbio è che nella nuova scuola al momento dell’inaugurazione non ci sia posto per tutti”. Il problema del trasporto riguarda anche alcuni studenti iscritti alle A. Pio nelle sezioni della succursale. “Abitiamo a due passi dalla succursale – spiega Serena, mamma di Maddalena – e oggi mia figlia si reca a scuola da sola in bicicletta. Il trasferimento nella nuova scuola di Cibeno presuppone che io la debba accompagnare in auto, se non ci saranno

alternative. La sorella, invece, frequenterà la prima media in sede alle medie Pio in base allo stradario. Sono situazioni di cui non hanno tenuto conto”. “Nella classe di mia figlia alle Pio – prosegue Sabrina, mamma di Cecilia – stanno effettuando un sondaggio per capire se i genitori dei ragazzi che attualmente frequentano le classi prime e seconde sono favorevoli al trasferimento nella nuova scuola media o preferiscono rimanere in succursale: vince la maggioranza. Entrambe le opzioni comportano comunque, pare, il trasferimento delle competenze al nuovo comprensivo che nascerà a Cibeno per cui mia figlia non sarà più comunque studentessa delle Pio”. L’incognita, a questo punto, riguarda i professori disposti a garantire la continuità didattica trasferendosi con gli studenti nella nuova scuola media. “Abbiamo già cambiato tutti i professori nel passaggio dalla prima alla seconda media. Addi-

rittura, abbiamo avuto due diverse insegnanti di matematica in prima media e altre due in seconda media. L’idea di dover cambiare nuovamente è terrificante. Che cosa potrà suggerire l’ennesima nuova docente di matematica a mia figlia nel momento in cui ci saranno i colloqui per l’orientamento in vista delle iscrizioni alle superiori?”. A complicare ulteriormente le cose quest’anno c’è l’esordio dell’iscrizione on line: “servono – spiega Serena – almeno tre o quattro giorni perché occorre collegarsi al sito attraverso un codice per ottenere lo user name utile per l’iscrizione alla quale procedere compilando una decina di pagine e rispondendo a un sacco di domande”. “Il 18 febbraio è stata convocata una riunione coi genitori disponibili ad andare a Cibeno, ma il periodo per le iscrizioni terminerà il 28 febbraio e resta poco tempo alle famiglie per organizzarsi”. “Avremmo voluto risposte per tempo, ma ancora non sappiamo nulla” concludono i genitori rassegnati e frastornati dalle informazioni che circolano nel cortile della scuola e che ingenerano sempre una comprensibile apprensione, ma per l’assessore all’Istruzione Maria Cleofe Filippi “i tempi non sono ancora maturi per un comunicato ufficiale”. Sara Gelli


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Abbonamento gratuito in aprile 

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n abbonamento ferroviario gratuito valido per il mese di aprile. E’ quanto deciso dalla Regione che, anche quest’anno, destina ai pendolari dell’Emilia Romagna parte delle penali applicate alle imprese ferroviarie per il mancato rispetto di quanto previsto dal contratto di servizio. Per la quinta volta a partire dal 2006, gli abbonati alle ferrovie potranno quindi usufruire di un mese di viaggio gratis a parziale compensazione dei disagi subiti. “In questo modo rispettiamo l’impegno assunto lo scorso anno a seguito dei disagi derivanti dalla nevicata”, sottolinea l’assessore regionale a Mobilità e trasporti, Alfredo Peri. “Un mese gratuito è stato riconosciuto nel 2012 e l’altro lo sarà ad aprile 2013. Come già detto anche in passato, queste iniziative non risolvono tutti i problemi ma, quanto meno, riaffermano il principio del riconoscimento del disagio e le relative responsabilità”. Solo nell’ultimo anno sono stati 38 mila (34.500 di Trenitalia e i restanti di Tper) i pendolari con abbonamento annuale o mensile che hanno beneficiato dell’iniziativa, per un valore medio di 55 euro ognuno. Le modalità per avere il bonus saranno analoghe a quelle del 2012. Le imprese ferroviarie Trenitalia e Tper comunicheranno entro febbraio i dettagli operativi, intanto la raccomandazione é di conservare gli abbonamenti mensili dei mesi tra gennaio e marzo 2013 e gli abbonamenti annuali scaduti o che scadranno entro i primi tre mesi del 2013. A partire dalla seconda metà di marzo con questi documenti ci si potrà recare presso le biglietterie delle stazioni ferroviarie e ottenere il rilascio del biglietto mensile gratuito.

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La tratta Carpi-Modena raccontata dai pendolari: il servizio negli ultimi tempi pare essere un po’ migliorato ma l’insoddisfazione è sempre presente

“Il treno dei miei desideri all’incontrario va…”

Chiara

T

utte le mattine lavoratori e studenti si armano di buona volontà ed escono di casa per raggiungere le città dove svolgono le proprie attività. Una routine che anche i pendolari tra Modena e Carpi si trovano a dover affrontare quotidianamente. Ma purtroppo per chi lascia a casa l’auto e decide di utilizzare il treno, la situazione è decisamente più complessa. Infatti non basta essere ben informati su orari e coincidenze per potersi muovere su questa tratta con tranquillità, poiché soppressioni non annunciate e ritardi sono, purtroppo, all’ordine del giorno.

Giorgia

Marco

“La settimana scorsa – ci spiega Marco, 25 anni, universitario – sono stati cancellati un numero impressionante di treni, lasciando tante persone come me in difficoltà. Preferisco muovermi col treno piuttosto che con la macchina, per evitare il traffico e i costi della benzina ma, a volte, ricorrere a mezzi propri è inevitabile a causa dei numerosi disservizi che si registrano su questa tratta”. La pensa allo stesso modo anche Irene che però ha notato un miglioramento nell’ultimo periodo. “Sono anni che percorro questa tratta e con l’utilizzo dei nuovi treni la situazione,

fortunatamente, è migliorata. I guasti sono molti e, nelle ultime settimane, le corse cancellate sono state davvero troppe, ma il numero dei ritardi è diminuito e adesso le carrozze sono molto più comode. Capitava spesso, negli anni passati, che ci fosse così tanta gente che alcuni pendolari erano costretti a rimanere in stazione”. Giorgia e Chiara, studentesse, da tre anni viaggiano tra Carpi e Modena e ne hanno viste davvero di tutti i colori. “Per fortuna i ritardi sono molto meno frequenti – ci raccontano ma non è possibile che con i mezzi nuovi siano già capitati così

Irene

tanti guasti”. E’ quindi opinione diffusa che il servizio negli ultimi tempi sia migliorato, ma l’insoddisfazione generale è sempre presente. “Nel 2012 - replicano le Ferrovie - la percentuale dei treni arrivati a destinazione in orario (o con un ritardo non superiore a 5 minuti) è stata del 93 per cento, risultato pressoché in linea con quello dello scorso anno. Sempre nel 2012 la percentuale dei treni cancellati è stata circa del 3 per cento”. Da queste percentuali sono però escluse le “cause esterne” sulle quali però, nessuno pare voler fare chiarezza. Francesco Palumbo

DOCUMENTO REDATTO AI SENSI DELL’ART. 7 COMMA 2 DELLA LEGGE 22 FEBBRAIO 2000 CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE IN MATERIA DI ATTUAZIONE DEL PRINCIPIO DEL PLURALISMO, DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DELLA DISCIPLINA IN MATERIA DI COMUNICAZIONE POLITICA E DI PARITA’ DI ACCESSO AI MEZZI DI INFORMAZIONE Il sottoscritto Prandi dott. Gianni in qualità di legale rappresentante di RADIO BRUNO società cooperativa con sede legale in Carpi (MO) Via Nuova Ponente 24/A, codice fiscale 00754450369 quale titolare dell’impresa del periodico denominato “TEMPO” con riferimento al proprio intendimento di diffondere messaggi politici autogestiti a pagamento per le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 RENDE NOTO quanto segue: a) condizioni temporali di prenotazione degli spazi per messaggi politici autogestiti a pagamento con l’indicazione del termine ultimo entro il quale gli spazi medesimi possono essere prenotati: - inizio 11 gennaio 2013 - termine ultimo 15 febbraio 2013 b) modalità di prenotazione degli spazi per i suddetti messaggi politici autogestiti a pagamento: - tramite telefono, fax o e-mail alla ns. sede di Carpi tel. 059.645.566 fax 059.642.110 c) Le tariffe per l’accesso agli spazi di cui ai punto a) e b), come determinate dalla scrivente sono le seguenti:

LISTINO ELEZIONI 2009

Listino Listino elezioni MESSAGGI AUTOGESTITI E/O INTERVISTE E FOTO scontato Pagina Intera 280 x 425 a colori € 600 € 420 1/2 Pagina 280 x 210 a colori € 450 € 315 1/4 Pagina 140 x 210 colori € 300 € 210 Piede di prima pagina 280 x 68 colori € 350 € 245 Ultima pagina 280 x 435 a colori € 750 € 525 Le tariffe sopra esposte sono valide per il periodico TEMPO come sopra descritto. d) I testi contenenti messaggi politici autogestiti e relative foto, devono essere recapitati, alla sede del periodico TEMPO non oltre il lunedi’ mattina di ogni settimana, per l’uscita del venerdì. Il testo deve essere redatto in WORD e le foto devono essere in formato JPG. e) Le interviste devono essere rilasciate entro il lunedì della settimana inerente la pubblicazione.

In fede

Radio Bruno società cooperativa (Prandi dott. Gianni)


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Esclusi dalle elezioni politiche, i ragazzi italiani temporaneamente all’estero con il progetto Erasmus non ci stanno. La carpigiana Francesca Sabattini a Cork, sta cercando forme di autofinanziamento per la realizzazione dei seggi

Diritto di voto: non per tutti! 2 4 anni, carpigiana, studentessa della laurea magistrale in Geografia e processi territoriali della Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Bologna. Questo è il ritratto di Francesca Sabattini, partita con il progetto Erasmus nel settembre scorso, per trascorrere 9 mesi nella cittadina di Cork, in Irlanda. Francesca come mai sei voluta partire? “L’opportunità di poter usufruire di un programma di studio all’estero credo sia una delle rappresentazioni più realistiche di una società avanzata. L’Erasmus è un’opportunità incredibile per approfondire la conoscenza della lingua inglese, studiare ciò che più mi interessa secondo punti di vista e metodologie didattiche diverse, ma anche e soprattutto, un arricchimento del mio bagaglio culturale e sentimentale. Qui a Cork ho incontrato molti ragazzi, provenienti dall’Europa e anche tanti italiani. Ciò che mi sta regalando questa esperienza è di inestimabile valore e voglio continuare a viverla fino in fondo; amo la mia vita qui e credo che tutto ciò possa riservarmi qualcosa anche in futuro. Non posso però dimenticarmi della mia città e del mio Paese ai quali sarò sempre legata, qualsiasi siano le mie prospettive future e da questo punto di vista non posso non essere amareggiata e delusa per quello che sta accadendo a discapito mio e di tanti Erasmus italiani”. Francesca si riferisce infatti all’impossibilità

Francesca Sabattini

di votare alle prossime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio per gli studenti Erasmus italiani all’estero. Delusione e amarezza per il fatto di non poter esercitare il diritto di voto, sono i sentimenti che pervadono la nostra giovane concittadina all’estero. Cosa significa per te non poter votare? “La notizia della nostra esclusione dalle elezioni è arrivata con il decreto legge 223 del 18/12/2012, con il quale vengono ufficialmente esclusi gli studenti

“La nostra esclusione dal voto è la conferma del fatto che siamo un Paese obsoleto e privo di considerazione per i più giovani”.

italiani temporaneamente all’estero. La questione mi lascia allibita e delusa e dà la conferma del fatto che siamo un Paese obsoleto e, per quanto mi riguarda, senza alcuna considerazione dei giovani. Ho acquisito il diritto di voto sei anni fa e, da allora, ho sempre adempiuto al mio dovere civico. Votare non è solo un diritto ma un dovere, al quale tutti dovremmo moralmente rispondere. L’opportunità che ci è stata data diventa così una limitazione: chiunque voglia votare deve rientrare in patria, e a spese proprie ovviamente. Su questo il ministro Cancellieri è stato chiaro: “difficoltà insuperabili” e così i 25mila studenti che si trovano al di là dei confini italiani vengono tagliati fuori senza alcuna remora”. Da qui l’idea di mobilitarsi

per svolgere delle elezioni simboliche. Francesca ci racconta come lei e altri italiani all’estero abbiano deciso di organizzare le elezioni: “da gennaio 2013 alcuni ragazzi hanno iniziato a creare gruppi su Facebook invitando i giovani Erasmus e non solo, anche tirocinanti e lavoratori privati del diritto di voto, a programmare le elezioni politiche nelle città europee nelle quali temporaneamente vivono. Io mi sono mobilitata circa una settimana fa e ho creato il gruppo per Cork. Insieme ad altri studenti e amici abbiamo deciso di fare una riunione per cercare di organizzare il tutto in vista delle prossime elezioni, ciò vuol dire farsi pubblicità, in modo che più gente possibile sappia cosa sta accadendo e in tantissimi vengano a

Il fine ultimo sarà diffondere i risultati delle elezioni attraverso i principali mezzi di comunicazione.

votare e trovare forme di autofinanziamento per la costruzione dei seggi. In questo senso provvederemo alla stampa di fac-simile delle schede elettorali per Camera e Senato e sarà sufficiente presentare un documento di identità per votare. Il fine ultimo sarà diffondere i risultati delle elezioni attraverso i principali mezzi di comunicazione. Il mio ruolo è quello di organizzatrice degli incontri per far sapere delle elezioni a più persone possibile. Avrò un ruolo attivo anche

nello svolgimento delle elezioni simboliche qui a Cork. Ho organizzato un primo meeting e insieme agli altri studenti mi sto mobilitando al fine di trovare una location adeguata e in posizione strategica per le elezioni. Abbiamo pensato, ad esempio alle strade più trafficate del centro città, in modo da attirare l’attenzione di tutti. Abbiamo bisogno della partecipazione del più alto numero di italiani ma anche del sostegno della popolazione locale”. Le preoccupazioni non sono però finite e nemmeno le difficoltà per gli studenti Erasmus: il progetto infatti, rischia in futuro di essere soppresso. “L’Unione Europea ha terminato i fondi. Ciò significa che il programma Erasmus rischia di morire giovane, dopo solamente 25 anni di esperienze, opportunità e progresso. Il problema viene essenzialmente dal buco del Fondo sociale europeo il quale non sarebbe più in grado di rimborsare gli Stati. La notizia è arrivata sei mesi fa e ci ha spiazzati. Fortunatamente chi è partito il primo semestre non ha corso rischi ma la preoccupazione è stata tanta, anche perchè fino all’ultimo non vi erano certezze. Rimangono alcune perplessità relativamente al futuro anche se la Commissione Europea è fiduciosa di poter salvare il programma Erasmus. Questo ci fa capire quanto si investa poco sull’istruzione e sui giovani e che bisognerebbe cambiare marcia per una società più equa”. Francesca Zanni


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3mila pensionati iscritti al Sindacato della Cisl residenti nei quattro Comuni di Carpi, Campogalliano, Novi e Soliera, si riuniranno a congresso sabato 9 febbraio, dalle 9 alle 13, alla Sala Congressi di viale Peruzzi, per il rinnovo delle cariche ma anche per dibattere alcuni temi caldi relativi all’attuale situazione politica e sociale. Sarà il segretario uscente Gianni Maestri, nella sua relazione, a fare il

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L’Angolo di Cesare Pradella Congresso del sindacato pensionati della Cisl punto della situazione e a ribadire le richieste del sindacato pensionati della Cisl in riferimento alla Riforma Fornero delle pensioni, alla ricostruzione delle case e delle fabbriche danneggiate o distrutte dal terremoto (operazione che va a rilento a causa

della burocrazia statale e regionale), alla valorizzazione del volontariato la cui presenza si dimostra ormai fondamentale per la salvaguardia dello stato sociale e per tutta una serie di servizi alla persona che Comune, Provincia e Stato da soli faticano a garantire.

9 febbraio: celebrazione davanti al monumento di via Baden Powell

La giornata del ricordo

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profughi giuliano-dalmati residenti da decenni a Carpi si ritengono ancora ‘esuli dimenticati’, vittime in fuga dalle foibe, dall’orrore, dalla sopraffazione e dall’odio. E ricordano con tristezza l’ostilità con cui vennero accolti, nel 1954, qui in Emilia, dai comunisti locali che non si rendevano conto del perché fossero fuggiti da un regime che la propaganda del Pci descriveva come ‘la società migliore’. Quella che si celebrerà a Carpi sabato 9 febbraio

Di qui il lancio di un progetto di accoglienza per una società maggiormente solidale basato appunto sull’apporto generoso dei tanti volontari che, nel caso della Cisl, si dimostrano disponibili a fornire parte del loro tempo libero al prossimo, alle persone

in stato di necessità e di disagio conseguente alla grave crisi economica. Il tutto con la finalità di raggiungere una migliore qualità della vita. Al Congresso di sabato porteranno il loro saluto le autorità e i rappresentanti degli altri sindacati, cui seguirà

la relazione del segretario Maestri, quella di Giovanni Bursi sulla gestione regionale dei fondi del volontariato, il dibattito, le conclusioni del segretario provinciale del sindacato pensionati Cisl, Luigi Belluzzi e l’elezione delle cariche direttive.

sul cippo inaugurato lo scorso anno in via Baden Powell, nell’ambito della Giornata del ricordo (istituita dal Parlamento italiano per commemorare e non dimenticare la tragedia dei morti nelle foibe carsiche per mano delle truppe del generale Tito e l’esodo di 250mila italiani abitanti in Istria e Dalmazia) vuole appunto ricordare a distanza di 60 anni quella terribile esperienza. Per gli esuli che giunsero a Carpi si aprirono le baracche del campo di concentramento di Fossoli, che sino al 1944 avevano ospitato detenuti ebrei, antifascisti, militari inglesi, quasi tutti diretti verso i lager nazisti. Molti esuli o i loro figli invece abitano ancora nei condomini di via Nuova Ponente e via Brunete, dove negli Anni ’70, l’Opera nazionale Profughi giuliani

e dalmati fece costruire appartamenti popolari per permettere a questi sfortunati di lasciare le baracche del campo offrendo loro un alloggio dignitoso. Luciano Bussani, abitava a Capodistria e, dopo gli accordi internazionali che assegnavano alla Jugoslavia l’Istria, fu messo di fronte alla scelta: diventare a tutti gli effetti jugoslavo o venire in Italia. Scelse la seconda strada e venne a Carpi portando con sè una sola valigia di effetti personali. Dopo una prima sosta in un campo di raccolta di Trieste, quei profughi vennero dirottati in alcune regioni italiane, tra cui l’Emilia e giunsero al Campo di concentramento di Fossoli ricevuti dal vescovo Della Zuanna. Si sistemarono alla meglio nelle baracche e col loro lavoro le resero vivibili dando al campo il nome

di Villaggio San Marco in ricordo della Repubblica veneziana. Solo nel 1970 entrarono negli appartamenti di via Nuova Ponente. Tra gli esuli anche Antonio Zappador, che abitava a Vertemelio, in Istria, Maria Giani proveniente da Isola in Slovenia, Francesca Rocco giunta da Orsera che ha ora raggiunto il traguardo dei cento anni. “E’ stata una pagina brutta, dolorosa e drammatica della nostra esistenza – dicono in coro – che cerchiamo, senza tuttavia riuscirci, di dimenticare. Non capivamo l’ostilità dei carpigiani comunisti che ci faceva sentire stranieri in Italia, persone da ghettizzare e combattere. Una sorta di discriminazione ante litteram insomma, quella stessa che colpì per altri versi anche la popolazione ebraica”. Cesare Pradella


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12 Il romanticismo di Anna Molinari

Un bouquet di rose per Blugirl

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a stilista Anna Molinari non poteva non dedicare al suo fiore preferito, la rosa, una sofisticata stampa fotografica multicolor, protagonista della prossima collezione Blugirl primavera/estate 2013. Un insieme di colori vivaci e brillanti si mixano fino a creare un effetto bouquet estremamente realistico, declinato in stampe all over di maxi rose per un intero guardaroba: dagli abiti in chiffon ai pantaloni in cotone, dal classico blazer alla maglieria, dalla gonna a ruota sino ad arrivare alla camicia in habutai di seta. Questa particolare capsule è una vera e propria celebrazione dello stile, dell’allegria e joie de vivre, caratteristiche distintive delle collezioni Blugirl.

Bisogna sempre mettersi in gioco e avendo intorno anche delle belle persone si può arrivare dove si vuole, perchè se ha funzionato per uno come me...”. Parola del cantante e conduttore televisivo carpigiano Paolo Belli, in occasione della presentazione del suo libro autobiografico: Sotto questo sole. Come mi è successo tutto quello che mi è successo, edito da Aliberti. Sotto questo sole non è solo il libro della sua vita, ma è la storia di ogni uomo che quotidianamente combatte per ottenere quello che vuole, passando per il successo e l’insuccesso, cadendo in un baratro profondo per poi risalire, rinascere e continuare a combattere. Proprio come recita il ritornello della canzone che l’ha reso celebre in tutta Italia all’inizio degli Anni Novanta, e che ha scritto insieme a Enrico Prandi e Franceso Baccini: “sotto questo sole è bello pedalare sì, ma c’è da sudare”, per tentare di realizzare le proprie aspirazioni, c’è da impegnarsi e lavorare tanto. Correva l’anno 1984 quando Paolo Belli fondava il gruppo Ladri di Biciclette, in omaggio all’omonimo film di Vittorio De Sica, insieme

UNA VITA DEDICATA ALLA MUSICA E ALLE PERSONE, DAI LADRI DI BICICLETTE ALLA NAZIONALE CANTANTI, DALLE INIZIATIVE UMANITARIE ALL’ADOZIONE DI SUO FIGLIO VLADIK. QUESTO E ALTRO ANCORA È IL LIBRO AUTOBIOGRAFICO DI PAOLO BELLI

Sotto questo sole... con la mia musica

Foto di Max Pecoraro

al tastierista Enrico Prandi, e al sassofonista Andrea Gandolfi. Da allora, il cantautore carpigiano di strada ne ha fatta, sempre a ritmo di musica e simpatia, e cercando di superare le difficoltà con il sorriso, lo stesso sorriso con cui lo scorso 1° febbraio presso l’Auditorium della Biblioteca A. Loria, si è raccontato dialogando con il sindaco Enrico Campedelli, con Pierluigi Senatore, caporedattore di Radio Bruno e, soprattutto,

con il pubblico presente in sala, che l’ha accolto con il consueto calore, perchè

Paolo Belli è una di quelle persone che sa farsi voler bene, con la sua spontaneità

e il suo altruismo, in nome del quale è spesso coinvolto in eventi di natura solidale, come l’ultimo In Goal per il Futuro con la Nazionale Cntanti a sostegno della sua Emilia segnata dal sisma dello scorso maggio. Pagine colme di storie, persone e aneddoti. L’autobiografia di Paolo Belli è un pomeriggio al bar, una partita a briscola in cui il lettore gioca in coppia con lui, mentre ascolta la storia

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13 Inaugura sabato 9 febbraio, a partire dalle 18.30, presso la Dark Room Silmar Art Gallery di viale Carducci, la mostra del pittore Andrea Saltini

Da sinistra Campedelli, Belli e Senatore

L’amore infedele

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di un personaggio che si ostina a rimanere persona. Seduti o in piedi, intorno al tavolo, ci sono molti amici e artisti che parlano, si intromettono, descrivono: entrano nella scrittura e ci si mettono in mezzo perché ne fanno parte nel modo migliore e le storie che ne scaturiscono sono molteplici. Dai Ladri di biciclette al Giro d’Italia; dalla Nazionale Cantanti all’inno della

Juventus; dalle iniziative umanitarie all’adozione di suo figlio Vladik; dalla bomba alla stazione di Bologna all’amore trentennale per sua moglie; dai giri di valzer nelle balere a Ballando con le stelle; dalla vita di provincia alle tournée nel mondo. La presentazione del libro, con la prefazione di Gabriele Corsi del Trio Medusa e l’amichevole partecipazione, tra gli altri, di Milly Carlucci, Giorgio Panariello, Stefano Disegni, Enrico Ruggeri e Red Ronnie, è avvenuta nell’ambito della rassegna di incontri Ne vale la pena, incentrata sulla forza di volontà delle tante persone che conti-

nuano a impegnarsi per un progetto, a spendersi per un ideale, nonostante la crisi, le ingiustizie e le avversità. Per Paolo Belli ne vale sempre la pena, perchè i sogni bisogna cercare di realizzarli, come racconta: “ho studiato e lavorato tanto per arrivare a fare il musicista di professione e adesso, ogni

volta che lo faccio, dico che è veramente un miracolo”. Oltre alla musica, le cose più importanti nella vita per Belli sono l’amore e l’amicizia. “Occuparsi degli altri arricchisce sul serio. Può sembrare strano ma è proprio così: più sei generoso e più ti arricchisci”. Chiara Sorrentino

opo il successo della personale di Adriano Pompa inaugura sabato 9 febbraio, a partire dalle 18.30, presso la Dark Room Silmar Art Gallery di viale Carducci, L’amore infedele, la mostra del pittore Andrea Saltini. Un titolo apparentemente contraddittorio, se non fosse che, come dichiara l’artista: “la pittura è il mio amore, la pittura mi ama ma ha corrotto ogni aspetto della mia esistenza. Con questi presupposti come posso esserle fedele? Occorre un grande sforzo, tutto ciò che si dice di negativo sulla pittura è vero... è anacronistica, fuori moda, decadente, ma è anche unica”. Quel che occorre, secondo Saltini, è una revisione del nostro statuto di esseri umani all’interno della contemporaneità, per cercare di trovare una collocazione, un punto di vista prospettico che lasci ancora spazio alla comprensione: “rivederci come esseri umani dentro a questa storia contemporanea che prosegue ‘sobbalzando’ e ha abbandonato la sua linearità per confonderci, distrarci dai nostri obiettivi e darci nuovi input. Occorrono comprensione e conoscenza; comprensione di sé in rapporto alla percezione soggettiva del mondo esterno”. Dai ritratti che presentano l’eccessivo, l’altro, il diverso, l’elemento che destabilizza l’ordine precostituito - nella serie del Teatro du Gran Guignol, ispirata alle rappresentazioni orride e farsesche del celebre teatro di marionette creato sul finire dell’Ottocento da André de Latour, a Parigi – alla serie dei Canti di Maldoror, ispirata dall’omonimo poema del Conte di Lautréamont che narrano di un malvagio personaggio e del suo amore apparente del ‘male’, le tele di Saltini inscenano una trama dove tutto sembra permesso: amore, orrore, cupio dissolvi, buffoneria. In un percorso artistico ed ermeneutico alla ricerca dell’eterno irraggiungibile: l’Altro. L’esposizione continuerà fino al 20 marzo. Marcello Marchesini


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14 Il comico e funambolo della parola sarà a Carpi, mercoledì 13 febbraio alle 21, presso il Centro sociale Guerzoni, per un’inedita conversazione

Alessandro Bergonzoni ospite alla Corte dei Pio

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itornano, mercoledì 13 febbraio alle 21, presso il Centro sociale Guerzoni, al civico 1 di via Genova, gli incontri con alcuni tra i più talentuosi personaggi dello spettacolo e della cultura. Parte integrante della rassegna Una serata in San Rocco, organizzata da San Rocco Arte & Cultura, grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, le ‘chiacchierate a più occhi’ con i grandi artisti italiani esordiscono con il funambolo della parola Alessandro Bergonzoni. Un appuntamento davvero imperdibile e unico, con il pensatore più veloce del west, una serata che rivelerà prospettive tanto originali quanto sorprendenti su un personaggio che ha fatto del caleidoscopio – di parole e pensieri – una delle sue ragioni di vita, e d’arte. Non uno spettacolo, dunque, ma un’occasione, per i suoi numerosi spettatori, di incontrarlo al di fuori dei palcoscenici che abitualmente frequenta per scoprire, magari, qualche curiosità mai rivelata: la suggestione particolare dal quale sono germogliati i suoi spettacoli; il metodo di lavoro; le passioni letterarie o artistiche... Mercoledì 13 il pubblico potrà entrare nella ‘cucina’ di un autore davvero senza eguali, la cui attenzione al linguaggio non dev’essere affatto interpretata come anacronismo. Bergonzoni, infatti, è talmente al passo coi tempi da aver dichiarato: “Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno”. L’incontro con poliedrico artista bolognese, insieme comico, scrittore, autore e attore – ospite di prestigiose cornici come quella del Festival Filosofia e della Oxford University Italian Society – sarà a ingresso gratuito, sino a esaurimento dei posti disponibili.

Fino al 1° aprile, è possibile partecipare al contest on line postando una foto del proprio comodino d’autore sulla pagina Facebook del Premio Loria

Comodini d’autore L

a vita moderna costringe molti di noi a vivere in uno stato di perenne frenesia. Tanto che, purtroppo, molti lettori si trovano costretti, loro malgrado, a dedicare alla loro passione non più di qualche manciata di minuti a settimana. Così i libri – che si tratti di romanzi, saggi, manuali, fumetti – ricevono spesso udienza, tra un impegno e l’altro, nelle ore serali: ogni lettore che si rispetti infatti ha sul proprio comodino, accanto a bicchiere d’ac-

qua, sveglia e fazzoletto, anche un tascabile pronto a essere sfogliato, prima che il sonno sopraggiunga. La letteratura si conferma così, ancora una volta, faccenda dannatamente intima. E’ per dare spazio alle letture notturne, spesso ingiustamente bistrattate, che lo Staff del Premio Loria ha deciso di dare la possibilità a ogni lettore di condividere questo rito serale. Per questo ha indetto un contest dedicato agli utenti di Facebook, accanto al Concorso nazionale dedicato alla narrazione breve - il cui bando è scaricabile dal sito www. bibliotecaloria. it - per partecipare al quale c’è ancora tempo sino a sabato 23 febbraio. Comodini d’autore, questo il titolo del concorso, dà la possibilità a ogni lettore

di postare una foto del libro che attualmente occupa la sua camera da letto sulla pagina Facebook Premio Arturo Loria, accompagnandola con una citazione dello stesso. Essendo il Premio Loria dedicato anche alla graphic novel, pure gli appassionati di fumetti potranno condividere i loro albi. Il possessore del libro – e del comodino – che riceverà più Mi piace dagli utenti sarà premiato con buoni acquisto di libri e dvd e con un volume dei finalisti della presente edizione del premio dedicato allo scrittore di origini carpigiane Arturo Loria. Non occorre che le fotografie rispettino dei parametri stilistici o tecnici rigorosi: possono essere scattate anche dal proprio telefono cellulare, se dotato di fotocamera. Un suggerimento: condividere e invitare amici e conoscenti

a cliccare la famosa icona del pollice alzato potrebbe rappresentare un’arma in più per scalare la vetta del gradimento. Insomma, se la letteratura occupa i comodini dei lettori aiutando a sognare, il Premio Loria vuol dare la possibilità di vivere un sogno collettivo, d’autore, creando così un affollato comodino virtuale dal quale ricevere, perché no, anche qualche spunto di lettura in più. Per informazioni: http://www.facebook.com/ premioarturoloria?fref=ts


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Lincoln: Grande film, con tanti meriti, ma una “piccola” lacuna ce l’ha. non ci dice che mentre si liberavano i neri dalla schiavitù, si combattevano le guerre contro i nativi americani. Risultato: Pellerossa quasi estinti e costretti nelle riserve.

Duelli di parole, intrighi e sotterfugi a fin di bene

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ono passati anni dal debutto cinematografico di Steven Spielberg. Era il 1971 quando sugli schermi apparve Duel e tutti ci appassionammo alla lotta tra un automobilista e un feroce camionista. Da allora la filmografia del regista americano si è arricchita di nuovi capolavori, alcuni votati allo spettacolo e all’intrattenimento, altri diretti a rivedere la storia del proprio Paese e non solo. Si può dire che l’interesse per la storia, quella con la S maiuscola sia per il cineasta americano davvero un’esigenza ineludibile, anche nei titoli apparentemente meno espliciti. Penso al Colore viola e a L’impero del sole. Ma è certamente con Schindler’s list che Spielberg affonda la propria macchina da presa nel vivo degli eventi umani più complessi e in questo caso anche più tragici. Dopo di allora dirige Amistad che affronta le vicende dello schiavismo. Quindi torna sulla seconda guerra mondiale con Salvate il soldato Ryan. Poi è il turno di Munich, coraggiosa rivisitazione dell’attentato

alle Olimpiadi di Monaco in cui persero la vita alcuni giovani atleti israeliani. Infine War horse ancora sulla guerra. Oggi, ispirato dal libro della storica Doris Kearns, Goodwin Team of Rivals: The political Genius of Abraham Lincoln, mette in scena un altro duello, tutto giocato sulla parola, tra il presidente degli Stati Uniti, i suoi famigliari, i suoi collaboratori, i suoi avversari politici e i suoi nemici sul terreno insanguinato della Guerra di Secessione. Si tratta di convincere (o corrompere) alcuni onorevoli del Partito Democratico affinché votino il tredicesimo emendamento alla Costituzione, che il presidente è determinato a ottenere, anche a costo di prolungare la guerra che intanto furoreggia tra gli Stati Confederati del Sud e quelli Unionisti del Nord. Davvero una bella serie di conflitti, sotterfugi e intrighi, risolta per la maggior parte in ambienti chiusi, la Casa Bianca in particolare e il Parlamento subito dopo. Il film si apre e si chiude sul campo di battaglia, tra mas-

sacri fratricidi alla baionetta e distese di cadaveri sovrastate da due bandiere contrapposte. Ma sono parentesi brevi che racchiudono un racconto estremamente articolato. Allora si potrebbe pensare che lo spettacolo sia altrove, invece l’ottima sceneggiatura di un grande Tony Kushner (lo stesso di Munich e di Angels in America) sfodera duelli verbali avvincenti e coloriti, ironici e feroci. E così la souspence tipica delle opere del regista stavolta è tutta concentrata sull’epilogo, sebbene sia già conosciuto: la battaglia per far approvare il tredicesimo emendamento alla Costituzione americana, quello che il 31 gennaio 1865 abolì la schiavitù, ebbe infatti esito positivo. L’abilità consiste nella resa cinematografica di come si arrivò a quello storico risultato. E qui entrano in campo prima di tutto gli attori. Lincoln inizialmente fu proposto a Liam Neeson ma poi lo si considerò anagraficamente inadeguato al 16esimo presidente americano. Quindi la scelta cadde su Daniel Day Lewis, che però

non accettò immediatamente, ma solo dopo aver letto la seconda stesura della sceneggiatura con l’intervento del citato Kushner. L’immagine di Lincoln è strafamosa, soprattutto il suo profilo, con quel mento proteso e ingigantito da un ciuffo di barba, le sopracciglia spesse e il naso importante. Caratteri somatici che Spielberg intende esaltare riprendendo Day Lewis quasi sempre in tre quarti e con luce laterale, proprio per richiamarne il celebre profilo. Determinanti anche i comprimari, a impersonare uno stuolo di congressmen dai modi burberi e dal lessico tagliente. Su tutti Tommy Lee Jones, che dà corpo al più radicale dei sostenitori dell’emendamento, il senatore Stevens, dal ridicolo parrucchino sempre un po’ storto e dai silenzi più fulminanti di qualsiasi aggressione verbale, di cui peraltro non si priva. Personaggio chiave che riserva la vera unica sorpresa del film, che non è certo il caso di rivelare, e tenuta in serbo fino alle ultime inquadrature. Ciò che però davvero

rende questo film interessante è il continuo rimando al presente. La vicenda si svolge nell’arco di pochi mesi del 1865, ma è facile leggere in quella battaglia di civiltà quella che, ancor oggi, la parte più accorta e consapevole della classe politica americana (e non solo) combatte per affermare la completa parità delle persone con l’acquisizione di uguali diritti civili. Suona davvero sarcastico sentire le paure di quel tempo relative al voto alle donne, ai negri (come li abbiamo chiamati anche noi fino a poco tempo fa). Impossibile non pensare alle ultime affermazioni di Obama in materia di uguaglianza e rispetto ai gay. E paradosso della storia o, forse, inevitabile e giusta conseguenza di quell’emendamento, il presente è governato da un presidente nero. Un presidente che, come Lincoln, ha ottenuto due mandati. L’augurio è che Obama non faccia la fine del suo illustre predecessore, che pagò con la vita la sua ostinazione egualitaria. Suona poi curioso il fatto che fosse un

repubblicano (Lincoln fu il primo presidente repubblicano) a vestire i panni del progresso e della modernità. Oggi i ruoli sembrano invertiti, i repubblicani sono i conservatori mentre è il Partito Democratico a formulare proposte progressiste e a proclamare il primo presidente nero. Il film, in poche battute, svela anche con chiarezza le vere ragioni dell’opposizione alla soppressione della schiavitù. E cioè che gli Stati del Sud basavano la loro economia prevalentemente sul lavoro degli schiavi. E anche qui il richiamo al presente, a questo mondo globalizzato dove il lavoro in molti paesi è ancora “schiavizzato”, senza diritti, è evidente. Grande film, con tanti meriti, ma una “piccola” lacuna ce l’ha: Lincoln non ci dice che mentre si liberavano i neri dalla schiavitù, si combattevano le guerre contro i nativi americani. Risultato: Pellerossa quasi estinti e costretti nelle riserve. Speriamo nel prossimo film. Intanto buona (ottima) visione. Ivan Andreoli


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Il Centro Val di Non è una realtà

Al dimè dialètt... Massimo Loschi di Massimo Loschi

Il settimo comandamento dice: “Non Rubare”.

di Clarissa Martinelli

GNINTA RUBÊR

NON RUBARE

Al paéš ed Bengôdi i l’ivèn tôlt sêrt galantòm; e i érèn sfìlarêdi d’còngrês in di post più bée d’Italia, e têvli tôndi, e pranš ed lavór, cun al sò vacansi mêritêdi. A spètêri… riuniôun ministêriêl, inaugurasiôun ed strêdi, d’uspidée, cumisiôun per al taj dal spéši e l’éra un trìbùlêr, mò ‘na fadiga che da bôuni lani ivèn pinsèe ch’fùss al chêš ed salvêrsèn… ‘na quêlch briša. A gl’idèi érèn sincéri sól, invìdióš un d’cl’êtêr dal briši n’ivèn fat dal ciôpi intéri. Mô a l’ušêl dal bêch ingórd a s’diš ch’a gh’crèpà al gôš! “Magna e magna sêinsa cugnisiôun” a sé alvèe al quêrç dla pgnata e… a s’dév tór dal dêcišiôun per scànšlêr dal tùtt la rasa! Ed prémi, a fùssss véra… ai magna pan a tradimêint pan, aqua, spàvirêdi e butêr al ciêvi dla galéra.

Il paese di Bengodi lo avevano scambiato certi galantuomini; ed erano congressi a non finire nei luoghi più belli d’Italia, e tavole rotonde, e pranzi di lavoro con le loro vacanze meritate. Ad attenderli… riunioni ministeriali, inaugurazioni di strade, di ospedali, commissioni per tagliare spese ed erano tribolazioni, faticate che da buone lane avevano pensato fosse il caso di salvarsene qualche briciola. Le idee erano sincere solo, invidiosi uno dell’altro, delle briciole fecero pani interi All’uccello dal becco goloso si dice gli scoppi il gozzo! “Mangia e mangia senza creanza” si è alzato il coperchio della pentola e… occorre prendere decisioni per cancellare tutta la stirpe! Di premio, se fosse vero… ai mangia pane a tradimento pane, acqua, legnate e… gettare le chiavi della galera.

Islam e dintorni... di Francesca Zanni Laureata in Storia, Culture e Civiltà Orientali, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna

Ama il tuo sogno

L

o scorso 18 gennaio al locale La Tenda di Modena si è svolto un incontro con l’autore del libro: Ama il tuo sogno. Lo scrittore di questo testo è Yvan Sagnet, giovane camerunese di quasi 28 anni che ha raccontato in questo libro autobiografico, e a coloro che hanno voluto partecipare, la sua storia. Yvan nasce in un paese africano, il Camerun, ma è dai Mondiali del 1990 che nutre una forte passione per l’Italia. Con gli anni questo interesse cresce: Yvan studia la lingua e la cultura italiana, fino a vincere una borsa di studio per il Politecnico di Torino nel 2007. Giunto in Italia però, si scontra con la dura realtà dei fatti: il nostro Paese non è come lo sognava, o almeno non totalmente. Per mantenersi gli studi si trova a lavorare nei campi di pomodori di Nardò, in Puglia. Lì la condizione dei migranti in alcuni casi è davvero critica. Costretti a lavorare fino a 16 ore al giorno in condizioni para-schiavistiche, obbligati a pagare l’acqua, il cibo e il trasporto a prezzi esorbitanti ai cosiddetti “caporali”, che gestiscono il lavoro migrante in maniera irregolare, i lavoratori sfruttati decidono di ribellarsi insieme a Yvan, nel 2011. Lo sciopero dei lavoratori immigrati e sfruttati dura un paio di settimane, fino a mettere in ginocchio la produzione del pomodoro nella città pugliese. La rivolta suscita un grande interesse, tanto che viene istituito il reato di caporalato e la situazione della criminalità organizzata nelle campagne pugliesi ottiene rilievo nazionale. La storia di Yvan ha dell’incredibile, ma non sono rari, ancora oggi, i casi di sfruttamento nei confronti dei migranti. Dopo tanti anni dall’abolizione della schiavitù, sembra assurdo sentir parlare ancora oggi di situazioni assimilabili a essa. Eppure oggi, tristemente, nel 2013 e in un paese come l’Italia, ci rendiamo conto di come invece, non sia per nulla anacronistico. PER APPROFONDIRE Yvan Sagnet, Ama il tuo sogno. Vita e rivolta nella terra dell’oro rosso. Fandango, 2012.

clarissa.martinelli@radiobruno.it

Ciao Clarissa come ben sai a Rovereto subito dopo il terremoto si è avvertita la necessità di essere parte attiva e diretta nel collaborare con le istituzioni, prima fra tutte la nostra Amministrazione Comunale, alla ricostruzione dei Servizi. Da subito abbiamo costituito l’Associazione Tutti insieme a Rovereto e S. Antonio – Onlus, quale veicolo di raccolta fondi, elaborazione di progetti e soprattutto quale momento di condivisione e partecipazione dei roveretani. La prima urgenza sentita è stata quella di ripristinare la Delegazione Comunale quale punto di riferimento per tutti noi. Inizialmente pensavamo a una modesta costruzione a carattere semitemporaneo, poi cammin facendo, confrontandoci con l’Amministrazione Comunale e con l’Asl, che ci hanno sempre sostenuto, abbiamo aggiornato e focalizzato il progetto sino a farlo diventare un punto di riferimento e un modello provinciale per quanto attiene ai servizi socio-sanitari integrati in una struttura di alto impatto qualitativo e a basso costo gestionale. Come realizzare una struttura che inizialmente stimavamo valesse 360.000 euro e che poi ha visto incrementare il proprio valore stimato ora in 664.000 euro? L’incontro con Marco Rizzardi, originario della Val di Non e ora abitante a Carpi è stato decisivo. Abbiamo allora, insieme, pensato a un progetto molto innovativo e sapendo che nessuno di noi si era mai cimentato in alcunché di analogo, si poteva pensare un grande azzardo o forse solo un’utopia. E invece no! Eccolo ora in fase avanzata di realizzazione. Nei fatti abbiamo subito raccolto il sostegno degli artigiani della Val di Non che ci hanno garantito la mano d’opera necessaria, purché fossimo in grado di aprire il cantiere entro Natale. Questo ci garantiva circa il 50 % di riduzione dei costi degli oneri diretti. Poi abbiamo raccolto il sostegno tecnico di importanti produttori della regione (ad oggi sono oltre una trentina) tra cui vorrei citarti Wienerberger, Caparol, Falegnameria Fanti, Riwega, Saint-Gobain. Poi i comuni della Valle e diversi consorzi ortofrutticoli ci hanno garantito parte della copertura finanziaria. Ma ancora non sarebbe stato sufficiente. In luglio abbiamo iniziato il progetto e sino alla fine di novembre è stato un continuo incontrarsi (in Val di Non) tra

il pool di tecnici che a Rovereto seguivano il progetto e gli artigiani stessi per rendere la costruzione più aderente alle metodologie impiegate in Trentino e per schedulare il crono-timing delle diverse attività. Quindi abbiamo costituito un pool tecnico in Val di Non dove cinque artigiani si sono fatti capofila per le loro specificità di organizzare le rispettive squadre; Marco Rizzardi e Silvano Brentari (un altro splendido ragazzo che ha svolto e svolge tuttora il ruolo di catalizzatore degli artigiani) hanno raccolto adesioni di oltre 100 artigiani (a oggi già ne sono arrivati 35); a Rovereto abbiamo costituito un gruppo tecnico, guidato dall’Ingegner Sandro Franzoso che lavora presso la Cmb, a sostegno di tutte le attività necessarie al corretto svolgimento del lavoro in cantiere; la nostra Associazione ha poi stipulato la convenzione con il Comune che, a sua volta, ci ha messo a disposizione il terreno; abbiamo costituito un gruppo di nostri volontari a supporto di quelle attività che sarebbero risultate antieconomiche se eseguite dagli artigiani; abbiamo raccolto l’adesione tecnica di diverse aziende locali, tra le quali segnaliamo Cmb, Rocchi Deles e Andrea Panza e il sostegno economico di altrettante importanti aziende tra le quali Zanichelli Editori, Radio Bruno e Brevini riduttori; abbiamo costituito una squadra per organizzare l’accoglienza degli artigiani nelle nostre famiglie e per fornire loro degli ottimi pasti tipici emiliani, e ti assicuro che tutto il Paese si sente pienamente coinvolto, moltis-

simi sono coloro che ci chiedono di partecipare a questo progetto; abbiamo aperto un conto corrente presso la Cassa Rurale d’Anaunia (in Val di Non) che sta sponsorizzando direttamente la costruzione del Centro e promuovendo la raccolta fondi nel proprio bacino di utenza. A metà dicembre, dopo un lungo e impegnativo lavoro di preparazione, abbiamo aperto il cantiere delimitandone l’area e predisponendo lo scavo. Il 2 gennaio, sotto una intensa pioggia la prima squadra di artigiani trentini ha cominciato a stendere le reti metalliche e… dopo un mese il tetto è già stato montato. Proseguendo con questo ritmo con ogni probabilità anticiperemo i tempi programmati di duetre settimane e cosa estremamente importante ridurremo l’impegno economico sotto il 40% del valore complessivo. Questo significa che indicativamente con 280.000 euro (di cui la parte preponderante viene raccolta in Val di Non) riusciremo a costruire il Centro che ora intendiamo intitolare proprio alla Valle. Questa come tutte la altre costruzioni di cui ti racconterò, è fortemente sentita propria da tutta la nostra popolazione che, orgogliosamente, sente di essere partecipe della ricostruzione di Rovereto. Credo infine sia molto difficile rendere l’evidenza di quanto di splendido sta accadendo intorno alla costruzione del Centro Val di Non, e per questo invito tutti coloro che lo desiderano a venirlo a vedere. Venanzio


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18 L’aforisma della settimana...

“In guerra e in amore sono le ritirate che scatenano le avanzate”. Antonio Fogazzaro appuntamenti

Teatro CARPI

10 febbraio – ore 17 Concerti aperitivo Chen Guang, pianoforte L. van Beethoven - Sonata op. Sala dei Mori

Mostre CARPI

Fino a domenica 24 febbraio In palmo di mano mostra di Franco Vaccari Loggia di primo ordine di Palazzo dei Pio Fino al 28 febbraio L’umorismo ai tuoi piedi Personale di Giovanni Sorcinelli O&A Centro Affari Fino al 28 febbraio Memoria d’infinito. Opere di Tobia Ravà Mostra realizzata nell’ambito del progetto Non più nome ma numero In collaborazione con IBC, Musei Civici e Liceo M. Fanti Museo Monumento al Deportato politico e razziale Fino al 1° aprile Matematica ad arte Il Rinascimento tra tecnica e scienza Appartamento nobile Fino al 28 aprile Alfabeto delle fiabe Un grande alfabetiere e un itinerario poetico tra i personaggi, i luoghi e i simboli della fiaba popolare Sala Cervi di Palazzo dei Pio

Eventi CARPI

Fino al 10 febbraio Mercatino dell’usato Vendita d’abbigliamento, articoli per la casa, libri Orari d’apertura: tutti i giorni ore 10/12 – 16/19 Ingresso libero Il ricavato sarà usato per le attività in difesa dei diritti umani Sala espositiva della Fondazione CRC 8 febbraio - ore 21.15 Concerto del Coro Le Nuvole del Gruppo Parkinson e del Coro Arcobaleno dell’Ushac Diretti dalla Maestra Francesca Canova Centro di promozione Gorizia 8 febbraio - ore 22 Little Taver Festa in maschera Kalinka Arci Club

Il Rinascimento tra tecnica e scienza è il titolo della mostra che i Musei di Carpi propongono nelle sale dell’Appartamento nobile di Palazzo dei Pio, fino al 1° aprile

Matematica e arte a Palazzo Pio I

l Rinascimento non è stato solo un periodo che ha dato lustro solo alle arti ma anche un periodo fecondo per la matematica e le materie scientifiche in genere. Proveranno a spiegarcelo i ragazzi che frequentano il Liceo scientifico statale Fanti di Carpi, grazie alla mostra Matematica ad arte - Il Rinascimento tra tecnica e scienza che i Musei di Carpi propongono nelle sale dell’Appartamento nobile di Palazzo dei Pio, fino al 1° aprile (a cura di Nadia Garuti, Margherita Pivetti, Tania Previdi, Manuela Rossi e Daniele Tettamanzi). La sezione aurea, il numero aureo, la divina proporzione sono solo alcuni dei nomi attribuiti a un rapporto matematico speciale, rivelatore di proprietà numeriche incredibili, associato sin dall’antichità all’idea di equilibrio, perfezione e armonia. Nel Rinascimento la riscoperta della geometria ha portato a un modo diverso di vedere il mondo, anche nell’arte, con l’invenzione della prospettiva prima e dell’anamorfosi poi. Albrecht Dürer (1471-1528) affermò che la struttura prospettica di un quadro non deve essere disegnata a mano libera, ma ricavata con procedimenti matematici. Nelle splendide sale rinascimentali del Palazzo dei Pio i ragazzi condurranno i visitatori alla scoperta di questi affascinanti legami, con l’augurio che anche coloro che si considerano ‘allergici’ alla matematica e la considerano una materia ‘arida’ possano provare l’entusiasmo che gli organizzatori ammettono di aver provato preparando questa iniziativa. Senza dimenticare il rapporto tra numeri e arte che in pieno Rinascimento Leonardo da Vinci porta alle estreme conseguenze dopo la teorizzazione del canone policleteo realizzando il celebre Uomo vitruviano, simbolo non solo geometrico e artistico dell’epoca. E’ infatti a partire dal

tardo Quattrocento, con la pubblicazione di trattati geometrici e matematici, che sono codificate le regole che gli artisti seguono per rappresentare la realtà secondo modelli prospettici e numerici (la divina proporzione) in pittura, architettura e scultura. I concetti teorici vengono applicati alla realtà che nell’arte diventa spesso rappresentazione ideale di armonia e simmetria. Non è un caso dunque che il più importante trattato di applicazione delle regole matematiche alla pittura, De prospectiva pingendi, sia opera di uno dei maggiori artisti del Rinascimento, Piero della Francesca. Come tutto questo si traduca in opera concreta, lo si può vedere anche a Carpi, nel Palazzo dei Pio: il Cortile d’onore di ispirazione urbinate, le grandi logge con l’infilata prospettica degli archi, le architetture dipinte della Sala dei Mori. Che sono diventati parti integranti di questa mostra. L’organizzazione della mostra, curata dai Musei di Palazzo dei Pio, dal Liceo scientifico stata-

le Manfredo Fanti, dall’Università degli studi di Modena/ Piano Lauree Scientifiche, dall’Associazione Macchine Matematiche di Modena in collaborazione con il Castello dei ragazzi di Carpi, rientra nel progetto Io Amo i Beni Culturali, promosso da Istituto Beni Culturali e Assessorato Scuola della Regione Emilia-Romagna. Attraverso il progetto, l’educazione al patrimonio culturale viene utilizzata come strumento per acquisire competenze sociali e civiche, spirito di iniziativa, consapevolezza ed espressione culturali. Ai giovani studenti si offre l’occasione così di sperimentare il museo come luogo di apprendimento attivo, spazio ideale non solo per apprendere conoscenze legate al curricolo scolastico attraverso esperienze pratiche. I Musei, a loro volta, possono trovare nei giovani coinvolti lo stimolo per valorizzare in modo innovativo il loro patrimonio. Infatti le attività collaterali alla mostra, visite guidate e attività didattiche per le scuole, sono condotte dagli studenti del Liceo Fanti, che da ottobre a gennaio hanno seguito un percorso di formazione, sui contenuti e sui metodi, per rendere esperienza pratica l’apprendimento culturale. Le visite guidate a cura dei ragazzi del Liceo Fanti sono programmate in particolare per: domenica 17 febbraio, ore 17, Prospettiva e prospettografi; domenica 3 marzo, ore 17, Anomorfosi e giochi di illusione; domenica 17 marzo, ore 17, Matematica ad arte.

Al Teatro delle Passioni di Modena, il 13 febbraio alle 15 e dal 14 al 16 febbraio alle 21, va in scena Karamazov. Adattamento e regia di César Brie

Un Dostoevskij contemporaneo e intenso

K

aramazov è uno spettacolo di assoluta godibilità che mette in scena un Dostoevskij contemporaneo e intenso. Nei personaggi del romanzo César Brie rintraccia tutti gli aspetti dell’animo umano – la passione e l’istinto (Dmitrij), la ragione e il dubbio (Ivan), la bontà e la purezza (Aleksej), il risentimento e la vendetta (Smerdjakov), la cattiveria, il sentimentalismo, l’egoismo e l’edonismo (Fëdor il padre), la santità (lo Starets) – e tematiche profonde come la delusione verso il mondo cattolico, i dogmi sulle idee del divino, la giustizia sociale e il fallimento dei miti della salvezza dell’uomo, tutti affrontati con estremo umorismo e delicatezza.

appuntamenti

9 febbraio - ore 16 Laboratori che passione! Il mio drago mi piace perchè... Con ali, pelle, denti e corna potrai creare il drago che più ti somiglia A cura di equiLibri Bambini dai 5 ai 8 anni, a iscrizione Castello dei Ragazzi 9 febbraio - ore 14.30 Carnevale 2013 Il Guardiano della Foresta Giochi, gare e divertimento in semplicità Ore 16.30 Proiezione del film di animazione Lorax Spazio riservato con giochi e animazione per bambini fino ai 5 anni La manifestazione si terrà anche in caso di maltempo in locali al coperto Oratorio Eden 10 febbraio - ore 16 Ciclo di conferenze: Il viaggio Un Rabbi itinerante Gesù indurì il volto per andare a Gerusalemme (Lc 9,51) Relatore: Ermenegildo Manicardi, rettore dell’Almo Collegio Capranica Roma Auditorium Biblioteca Loria 10 febbraio - dalle ore 10 Celebrazione del 68° Anniversario della Battaglia di Budrione Ricordando il sacrificio di tutti i nostri Caduti in guerra, l’Associazione Partigiani, le Parrocchie di Budrione e Migliarina celebrano unitamente questa data storica per riaffermare l’impegno alla Pace e Libertà Programma Ore 10 Ritrovo delle Autorità, dei familiari dei Caduti e dei cittadini presso il Piazzale del Bocciodromo di Budrione Ore 10.15 Formazione del corteo e intera cerimonia accompagnati dalla Filarmonica Città di Carpi Ore 10.30 Deposizione di una corona d’alloro da parte delle Autorità Benedizione del cippo da parte del Parroco di Budrione Don Andrea Wiska Discorso ufficiale di Simone Tosi, assessore all’Urbanistica, Edilizia privata e Ambiente Città di Carpi Ore 11.15 Celebrazione S. Messa Ore 12.30 Pranzo presso il Circolo Rinascita di Budrione aperto a tutti Polisportiva Rinascita


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Fino al 28 aprile, lettere, parole e colori sul mondo delle fiabe in Sala Cervi

L’alfabeto delle fiabe A lfabeto delle fiabe propone un percorso tra lettere, parole e colori che si intrecciano tra termini antichi e nuovi, rimandando a personaggi e simboli delle fiabe. E’una mostra originale quella inaugurata in Sala Cervi di Palazzo Pio. Si tratta di una proposta espositiva che presenta su grandi pannelli le pagine del libro Alfabeto delle fiabe di Bruno Tognolini e Antonella Abbatiello, pubblicato nel 2011 con il patrocinio delle Biblioteche di Roma. Tra i tanti libri sull’alfabeto e sulle fiabe questo spicca per l’originalità dell’invenzione grafica, ideativa e ludica; un percorso circolare tenuto assieme dalle poesie di Bruno Tognolini e dalle splendide immagini di Antonella Domenica 10 febbraio, alle 20.30, al Cinema Ariston, proiezione del film Oltre le colline di Cristian Mungiu

Amore soffocato

Abbatiello che rimandano di volta in volta alla riscoperta delle Fiabe popolari raccolte da Italo Calvino. I pannelli del percorso espositivo riproducono infatti le lettere,

le parole e i colori del libro con un accattivante gioco di rimandi e un sapiente intreccio di parole antiche e nuove che ripercorrono dall’A alla Z alcuni oggetti-simbolo

della fiaba. Grandi e coloratissime immagini di anelli, castelli, draghi, orchi, fuochi, giganti, streghe e incantesimi accolgono il visitatore in un susseguirsi di forme, rime e colori e lo invitano a ri-scoprire la bellezza dei più antichi racconti della nostra tradizione popolare. Completano l’esposizione (che si chiuderà il 28 aprile prossimo) le tavole originali dell’artista, grandi sagome che esaltano i particolari delle illustrazioni e un tappeto con il classico gioco dell’oca, ispirato al libro e agli oggetti protagonisti delle fiabe. La mostra è aperta sabato, domenica e festivi con orari 10-13 e 15-19 e a ingresso gratuito. Sono previste visite guidate per le scuole dell’infanzia e primarie su prenotazione.

Dal 20 al 27 febbraio al Teatro Asioli di Correggio, va in scena lo spettacolo di Paola Berselli e Stefano Pasquini

Teatro da Mangiare?

V

oichita e Alina sono cresciute insieme in orfanotrofio fino alla maggiore età. Successivamente, la prima è stata accolta nel monastero locale mentre la seconda è stata affidata a una famiglia adottiva, dalla quale è scappata per andare in Germania. Ora Alina torna per portare via con sé anche l’amica, l’unica persona che abbia mai amato e da cui sia mai stata amata. Ma Voichita non è certa di voler lasciare la comunità religiosa. Intanto l’irrequietezza di Alina porta il prete e le sorelle a credere che sia malata o indemoniata. Oltre le colline è prima di ogni altra cosa una storia d’amore, ed è da qui che il film trae la sua potenza. Un amore soffocato dalle regole imposte dal luogo che in una delle ragazze, l’estranea, emerge drammaticamente e istericamente, come ogni sentimento forte rigidamente represso. Il regista Cristian Mungiu è partito da un fatto avvenuto in un convento sperduto della Moldavia, nel quale una ragazza ha trovato la morte in seguito a un esorcismo, e ha trasformato la cronaca dell’evento in evento cinematografico, (ri)aprendo grazie agli strumenti del cinema ciò che la Storia aveva chiuso. Lo fa mantenendo lo stile della cronaca, ma entrando in essa in profondità, fino a farne un racconto seguendo il quale sentiamo il passare dei giorni, delle ore, dei minuti. Oltre le colline, per la scrittura del quale il regista si è rifatto alle ricerche romanzate di Tatiana Niculescu Bran, interroga le conseguenze di una scelta, senza mancare di illuminare quanto ristretto possa essere lo spazio del libero arbitrio quando il peso della storia culturale e famigliare di una persona è così grande. La critica all’ideologia religiosa nei suoi estremi di cecità e ignoranza è evidente, ma il regista, con intelligenza, lascia parlare i fatti ed evita di trasformare il racconto in una ricerca di colpe e colpevoli, così come evita, a livello filmico, i toni del sensazionale o del melodrammatico.

S

ì, al Teatro da mangiare? si mangia davvero, si mangiano le cose che facciamo da ventuno anni, da quando è cominciata la nostra vita di contadini. Si mangiano le cose che coltiviamo e trasformiamo nella nostra azienda agricola, che tiriamo fuori dalla nostra terra. Seduti attorno a un tavolo, preparando e consumando un vero pasto, raccontiamo a modo nostro la nostra singolare esperienza di contadini-attori: dieci anni di vita in campagna e di

teatro fatto fuori dai teatri. Teatro da mangiare? è stato concepito in una cucina, la cucina della nostra casa delle Ariette. Noi facevamo le tagliatelle e intanto parlavamo con Armando Punzo e Cinzia de Felice che si erano fermati a dormire a casa nostra dopo lo spettacolo della sera prima. Teatro da mangiare? ha debuttato a Volterrateatro il 18 luglio 2000 e in questi anni si è comportato come un vero e proprio organismo vivente crescendo, maturando e

arricchendosi dell’esperienza di oltre 600 repliche in giro per l’Italia e l’Europa. Da allora tante cose sono cambiate nella nostra vita, ma la forza contagiosa di questo “autoritratto”, di questa pubblica confessione autobiografica, continua a sorprenderci. Siamo indubbiamente noi gli autori-artefici di questo spettacolo, ma c’è qualcosa che ci sorpassa, che lo rende autonomo, libero, di tutti e di nessuno. Intorno al grande tavolo dove ci ritroviamo, attori e spettatori, a condividere il tempo di un pranzo o di una cena, succede qualcosa che non siamo in grado di spiegare. Si compie un rito così profondamente umano da catapultarci nel cuore del nostro presente, nell’attimo assoluto del “qui e ora”, senza mediazione, nell’evidente e disarmante verità delle nostre vite.

appuntamenti

10 febbraio - ore 16 Cinema che passione! Dragon Trainer Bambini dai 6 ai 10 anni Circolo Guerzoni 10 febbraio - ore 15./18 CarpiCarnevale 2013 Musica, giochi, maghi, truccabimbi, dolci, pizza... e per finire lo spettacolo All’arrembaggio di Capitan Bryan Omaggio a tutti i partecipanti Sottoscrizione volontaria 5 a favore del Comitato A cura di: Comitato Progetto Chernobyl di Carpi, Novi e Soliera, Legambiente, Circolo Graziosi Circolo Graziosi 10 febbraio - ore 15.30 La reditae dal sijo canônich Compagnia Teatrale Dialettale Qui’d Puianell Commedia in tre atti di Antonio Russo Giusti Adattamento, traduzione e regia di Gianfranco Boretti Cinema Tetro Ariston 10 febbraio - ore 8 31ª Edizione Maratonina Città di Carpi Percorsi 31ª Maratonina Città di Carpi 20 chilometri circa non competitiva tempo massimo 2.30 ore 35ª Caminata non competitiva Percorsi di 4 - 6 - 10 - 15 chilometri circa Ore 8 Ritrovo presso sede Atletica Cibeno, via Lago Maggiore Ore 9 Partenza Quota iscrizione 1,50 euro A tutti i partecipanti sarà consegnato un premio in natura Tutti i gruppi con un minimo di 10 iscritti saranno premiati con salumi Sede Società Atletica Cibeno 12 febbraio - ore 15 I martedì del The Festa di Carnevale in allegria Centro Sociale Gorizia 14 febbraio - ore 15.30 Varsavia non è la Normandia La storia dell’Europa vista da Est è un’altra storia? Obiettivo dell’incontro è riflettere sulle vicende della Seconda Guerra Mondiale nell’Europa dell’Est, per cogliere la complessità dei soggetti coinvolti: popolazioni dei vari paesi, minoranze ebraiche, invasori tedeschi, armata rossa. Quanto accaduto ha provocato, all’interno dell’Unione Europea, una “memoria non condivisa” della Seconda Guerra Mondiale Conferenza del professor Francesco M. Feltri A cura dell’Università Mario Gasparini Casari Sala Bianca di Palazzo Corso


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Calcio – Il Carpi perde a Cremona nel più bruciante dei modi: 2-3 al 94’

classifica

Sepolti vivi

La crisi continua, solo un punto in quattro partite e 8 gol subiti. Dal mercato esce una squadra più velenosa. Ma non sarà semplice equilibrarla. Domenica al Cabassi un altro scontro diretto: arriva il Sudtrol.

F

uori tempo massimo, il Carpi viene rimontato dalla Cremonese dopo averla rimontata a sua volta. Esce vivo, con nuove certezze importanti. Ma anche sepolto da una partita persa in modo molto pericoloso per almeno due ordini di motivi. Il primo è che riporta a tutti gli effetti dentro al campionato di vertice un avversario formidabile, da troppo tempo discontinuo, ma ora parecchio rinforzato dal mercato. Il secondo è che può costare contraccolpi psicologici qualora la beffa non venga assorbita immediatamente. La dirigenza biancorossa ha protestato duramente a fine partita. In modo tutto sommato legittimo, ma anche un po’ scomposto. La tensione sintomatizza il momento più difficile della stagione. Il Carpi ha vinto solo una delle ultime 8 partite; nel 2013 ha raccolto appena un punto e ben 8 palloni nella propria porta. Cioè il passivo dell’intera andata. È chiaro che il problema arbitri non è l’unico. SQUILIBRI - E’ stata una sfida bellissima, ancorché quasi solo emozionante. Splendide prodezze individuali dentro spazi talmente vasti da risultare inesatti. Nessuna delle due squadre ha mai avuto il controllo dall’altra. Si è avvertita l’urgenza di vincere da parte di entrambe, non un piano bilanciato per riuscirci. Qualche fischio casalingo ha orientato il finale. Ma, in generale, ha vinto la squadra che ha avuto più qualità a disposizione per coprire gli scompensi. Le due migliori difese del campionato si sono concesse 5 gol. E’ evidente il peso delle novità di gennaio: i nuovi arrivi elevano la cifra dei colpi, però tolgono complessivamente equilibrio. Così è stato anche sugli altri campi: si è segnato moltissimo, 27 reti totali, più di tre per gara. CREMONESE - La Cremonese è adesso molto complessa da affrontare. Quasi impossibile da arginare se lasciata avanzare fino al limite dell’area. Concede ripartenze comode sui lati, ma attacca in sette, con tre playmaker veri, difficilmente pressabili: Buchel davanti alla difesa, più due trequartisti che valgono una Serie B d’elite,

Lecce 37 Trapani 36 Sudtirol* 33 Carpi 31 Virtus Entella 31 San Marino 31 Lumezzane 29 Pavia 29 FeralpiSalò 27 Cremonese (-1) 25 Cuneo 24 Albinoleffe (-6) 23 Como* (-1) 21 Portogruaro* (-1) 21 Reggiana 19 Tritium* 9 Treviso (-1) 8 * una gara in meno

prossimo turno Domenica 10/2/2013, 22a giornata, ore 14.30. Carpi-Sudtirol; Como-Reggiana; Cuneo-Trapani; Lumezzane-Cremonese; San Marino-Portogruaro; Treviso-Albinoleffe; Tritium-Lecce; Virtus Entella-Pavia.

Pinardi e Caridi. Non è esagerato concludere che buona parte della gara sia stata una loro invenzione. Giocano un calcio simile, partono tutte e due

da sinistra con passi diversi. Il primo è più lento e sinuoso, dà energia alla palla senza averne troppa nelle gambe. L’altro cambia il ritmo. Hanno

PROSSIMO AVVERSARIO: sudtirol

La differenza è Vecchi

A

rriva l’avversario sicuramente più difficile da affrontare sul piano dell’organizzazione. Da sorpresa nemmeno annunciata a solidissima realtà di vertice: l’evoluzione del Sudtirol è la vera storia incredibile di questo campionato. Non perde colpi, ha superato la crisi di Natale senza troppi danni (due ko e un pari a cavallo della sosta). Continua dimostrare costanza e maturità. E’ l’unica squadra imbattuta in casa (23 punti complessivi, secondo miglior rendimento interno dietro il Lecce), segna molto (27 gol, quinto attacco) e con continuità (solo in tre partite su 19 non c’è riuscita). Ha perso solamente su campi difficilissimi (Lumezzane, Trapani, Pavia, San Marino). Tra le 7-8 squadre in orbitapromozione esprime decisamente la qualità media individuale più bassa, ma altresì il collettivo migliore. Non ha stelle di prima grandezza, solo ottimi giocatori di ruolo disegnati per la categoria (i più importanti in difesa: Iacoponi, Bassoli e Kiem) mescolati a una batteria di giovani in eccellente crescita (su tutti: il portiere Marcone, il centromotore pensante Uliano, la mezzala creativa Branca e la gazzella senegalese Thiam, giustiziere biancorosso all’andata). Non c’è dubbio che l’unico fuoriclasse sia Stefano Vecchi: probabilmente il miglior allenatore dell’intera Lega Pro. Nel giugno 2011 fu a un passo dal Carpi, ma si negò, firmò provvisoriamente l’estensione con la Tritium e si ritrovò a Ferrara in piena tempesta. Adesso, dopo la retrocessione con la Spal, vive l’anno del pieno riscatto. Allena un 4-3-3 veloce, corto, vivace. Sempre ben coperto e vario, ricco di soluzioni offensive: massima densità sulla palla, ripartenze immediate, circolazione pratica e ampia, grande sviluppo sulle catene laterali. A gennaio ha avuto un grande rinforzo: Emanuele Testardi, centravanti romano, classe ‘90, proprietà Samp (5 presenze in A), 190cm x 85 kg scolpiti. E’ un concentrato di forza e prepotenza tecnica. Al debutto con il Lumezzane ha impiegato 3 minuti per andare in gol. Se saprà inserirlo in pianta stabile senza stravolgersi troppo, il Sudtirol può davvero acquisire l’ultima dimensione e ambire al primo posto. E.G.

trovato subito il modo di convivere, recitando a soggetto. Credo che in questo impatto ci sia parecchia della scienza di Gigi Simoni, neo direttore tecnico: quando hai tanti grandi giocatori, spesso sovrapponibili, serve la cultura di un illuminato del calcio per convincerli che esiste un modo per stare insieme. Forse è proprio lui la miglior correzione in corsa della Cremonese. NEW ENTRY- Sicuramente il Carpi l’ha trovata nel peggior momento. Non era possibile studiarla, si è svelata anche a sé stessa. E non era granché logico posticipare i primi esperimenti. Melara, Della Rocca e Viola sono solisti troppo forti per essere tenuti fuori. Soprattutto nelle grandi partite. E in effetti ognuno di loro ha fatto vedere quel che sa fare. Il primo è una personalità fisica e tecnica impetuosa, aggiunge almeno due marce alla catena di destra. Ciononostante, dovrà immagazzinare i tempi per proteggerla secondo i principi di Cioffi. Gli altri due sostituiscono Kabine, cioè il salvavita del centrocampo. Tolgono copertura, ma sono esattamente quegli interpreti dello stretto di cui s’è a lungo avvertita la mancanza. Generano pericolo mettendosi

in proprio. Entrano nel gioco, senza necessariamente parteciparvi. SINTESI - Con loro, il Carpi cresce assolutamente di livello, e deve ripensarsi. Non cambia sistema, ma sì struttura: acquista veleno perdendo solidità. La via del gol si accorcia, però il campo si allunga per tutti. Urge perciò ricalibrare l’architettura, conquistare una collezione di piccole sintesi in ogni zona del campo. Sarebbe un processo molto più rapido se fosse possibile disporre del miglior Letizia (caviglia ancora a pezzi) e del filtro un mediano duro, adeguatamente forte di gamba e di spalla per coagulare gli squarci. Tuttavia, Carotti è rimasto a Benevento. E Papini è ancora in netto ritardo di condizione. Non c’è dubbio che gran parte del futuro giri intorno al suo pieno recupero. NUOVO VERTICE - Intanto la classifica si rimescola e si complica. Il Lecce ritrova Giacomazzi e la vetta; il San Marino si iscrive ufficialmente alla corsa grazie all’ennesimo gol decisivo di Coda: nessuna squadra ha fatto altrettanti punti nel girone di ritorno (12 su 12); l’Entella si conferma invulnerabile costringendo il Trapani a resisterle in dieci; il Sudtirol torna autorevolissimo surclassando il Lumezzane. E domenica scenderà al Cabassi per un altro big-match dalle molteplici risposte. Enrico Gualtieri

Pallanuoto cabassi - I risultati Cus Bologna - Cabassi: 17 - 7 Quinta partita di campionato che vede i Master della Cabassi giocare in trasferta contro la squadra del Cus di Bologna presso l’impianto Sterlino. Partenza sofferta per i carpigiani che non ingranano, non producono gioco e, disattenti, prendono molte controfughe dagli avversari che vanno a rete. Il primo parziale si chiude 8 a 1 e la rimonta è difficile. Nel secondo parziale invece, c’è il riscatto della squadra di Carpi che segna 4 reti e si avvicina agli avversari con delle ottime girate del centro-boa. Nel terzo tempo gli ospiti amministrano il risultato e nel quarto la stanchezza fisica si fa sentire pesantemente. Peccato perché, per l’ennesima volta, la squadra cabassina si presenta in trasferta con una squadra rimaneggiata, nonostante sia già la quinta partita di campionato infatti, il tecnico Sgarbi non è ancora riuscito a schierare al

completo i 7 titolari, che per infortuni e impegni lavorativi non sono riusciti mai a giocare insieme. Pol. Coop Parma - Cabassi: 13 - 3 Seconda giornata di campionato per la Serie C della Cabassi che, purtroppo, ripete un copione già visto la scorsa settimana. Nel bellissimo impianto di Parma del Centro Negri i carpigiani giocano una partita a senso unico in cui i padroni di casa della Pol. Coop Parma hanno letteralmente asfaltato una Cabassi Carpi priva di stimoli e voglia di fare. Modena Nuoto - Cabassi: 9 - 2 Pesante sconfitta per l’Under 15 in casa del Modena che ha meritato ampiamente la vittoria. Il Carpi era irriconoscibile, troppi gli errori sotto porta, ben 9 azioni in superiorità

numerica di cui una sola realizzata, bloccato e incapace di reagire sul pressing pesante dell’avversario. Una sconfitta che deve far ritornare tutti coi piedi per terra e dovrà servire per Under 13

migliorare. Cabassi - Reggiana Nuoto: 13 - 5 Prima partita giocata dal 2013 per

i giocatori carpigiani che sottovalutando troppo la compagine Under 13 della Reggiana Nuoto male si comportano in fase difensiva, non riuscendo mai a fare cambi di marcatura, per fortuna il portiere Raimondi ha parato praticamente tutto. L’attacco c’è e per fortuna le giocate ci sono e vanno a segno, sette giocatori della Cabassi Under 13 fanno goal. Da segnalare il giocatore numero 4 della Reggiana, Samuele Orlandini. Complimenti a Mister Andrea Delmonte che ha un buon gruppo di atleti e sotto la sua guida sta migliorando di partita in partita. Per i carpigiani la strada da percorrere però è ancora lunga, soprattutto a livello di concentrazione e grinta agonistica. “Nonostante non siamo stati particolarmente attenti siamo riusciti a mantenere il controllo per tutta la durata della partita, lo spunto in fase offensiva non ci manca, speriamo di migliorare in difesa”, ha commentato Mister Sgarbi.


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Pallavolo maschile: la Cec esegue il compito alla perfezione ed espugna il campo dell’Energy Orte con un perentorio 3-0

Cec vince facile a Orte L

a Cec esegue il compito alla perfezione ed espugna il campo dell’Energy Orte con un perentorio 3-0. Partita aperta solo nei primissimi palloni di ogni set, poi è stato un monologo carpigiano, con performance altissime da tutta la squadra ma soprattutto Bigarelli (top scorer con 16 punti col 67% di positività in attacco) e  Raimondi (13 con un mostruoso 77%). Con Lancellotti tenuto precauzionalmente in panchina per un acciacco, è stato Zaghi a fare coppia al centro con Rau, mentre Raimondi e Lirutti hanno agito sulle bande e Astolfi-Bigarelli sulla diagonale principale. C’è stata partita solo in avvio di

ogni set e il primo è stato l’unico in cui i padroni di casa si sono seduti in vantaggio a una sosta

Un’iniziativa del Csi per lo sport nei Comuni colpiti dal sisma

Adotta una squadra: raccolti 45mila euro

I

l Coordinamento per il terremoto dei Comitati Csi ha già raccolto 45.947 euro da tutta Italia con la campagna nazionale di solidarietà Adotta una squadra, a favore delle popolazioni colpite dal terremoto del 20 e 29 maggio. Lo rende noto il Centro sportivo italiano, sottolineando che “con queste risorse, con altri 100mila euro messi a disposizione dalla Presidenza Nazionale, e con un ulteriore sforzo economico e organizzativo dei Comitati terremotati (Carpi, Mantova, Rovigo, Reggio Emilia, Ferrara, Bologna, Modena), il Csi ha già assicurato gratuitamente 312 affiliazioni, 14.350 tesserati e 254 quote d’iscrizione alle attività sportive di base, sia per gli sport individuali che per gli sport di squadra. Inoltre, il sostegno locale si è esteso alle attività dei centri estivi (quasi 20.000 bambini coinvolti) e alla donazione di una grande quantità di materiale e attrezzature sportive”. L’obiettivo ora è raddoppiare i 45mila euro già raccolti.

tecnica (8-6). Ma la Cec si è presto presa la redini della gara, impattando subito con un muro

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omenica 24 febbraio, dalle 14.30 alle 19, presso la Palestra dell’Istituto Vallauri, si terrà la prima edizione di Calcettiamo, una manifestazione sportiva dedicata ai ragazzi classe 2005 e 2006. La giornata è pensata come momento di divertimento e aggregazione e, pertanto, in base al numero di squadre partecipanti, verranno organizzate partite di quindici minuti l’una ma non saranno stilate classifiche. In campo si avvicenderanno squadre di 7 giocatori (6 + il portiere) che potranno partecipare gratuitamente all’evento patrocinato dal Comune

di Astolfi e poi allungando fino all’8-12 con Lirutti due volte, Bigarelli e Zaghi. Quando Raimondi mette a terra il pallone del 10-16 è già scritto l’epilogo di un set chiuso formalmente sul 16-25 da un ace dello stesso Raimondi.  Copione identico nel secondo parziale, con Carpi però avanti 7-8 alla prima sosta e nuovamente 10-16 alla seconda con due strappi dal 7-8 a 8-11 e da 10-13 a 10-16 firmati da Lirutti e Raimondi. E proprio come nel primo set è un ace, questa volta di Astolfi, a chiudere la contesa 14-25. Parziale bissato nel terzo e ultimo set, iniziato con la Cec subito avanti 6-8 e capace poi di accelerare dal 9-13 al 9-19, con un parziale complessivo di 1-10.

Tabellino Energy Orte: Madonna 4, Gemmi 8, Di Muzio 7, Nullipero 6, Torre 1, Ricci 1, Giuliani (L); Bondini 4, Ruggiero ne. All.: Mosca Cec: Astolfi 4, Bigarelli 16, Lirutti 12, Raimondi 13, Zaghi 8, Rau 7, Trentin (L); Lancellotti ne, De Marco 1, Possega ne, Zanon, Di Primio. All.:  L.Molinari Arbitri: Nampli e Ambrosi Note: ace 1/4, battute sbagliate 5/7, muri 2/13, errori punto 13/18; Energy Orte attacco 30%, ricezione 45% (prf 20%), Cec Carpi attacco 59%, ricezione 71% (prf 49%); tempi tecnici e parziali primo set 8-6, 10-16, 15-21, secondo set 7-8, 10-16, 11-21, terzo set 6-8, 9-16, 12-21; durata set 25’, 23’, 26’

E’ allora del subentrato De Marco l’onore di chiudere la partita con la “tesa” del 14-25.  Un 3-0 che apre alla grande un girone di ritorno che proseguirà domenica prossima con il big-match contro Motta. Finalmente al PalaFerrari di Carpi.

Domenica 24 febbraio - palestra del Vallauri

Calcettiamo 2013

di Carpi. E’ consentito iscrivere tutti i bimbi regolarmente tesserati che desiderano partecipare. Per ottimizzare l’organizzazione dell’evento si chiede di confermare la partecipazione tramite mail o fax (indicando nome della società e due responsabili con relativi recapiti) entro e non oltre venerdì 15 febbraio. Al termine della giornata verrà offerta ai partecipanti una merenda e un simpatico gadget. Per info: Csi Carpi - 059.685402 csicarpi@csicarpi.it


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Bocce - Bel momento per la MP Filtri Rinascita Budrione che coglie la seconda vittoria consecutiva in campionato. Paolo Luraghi trionfa al trofeo Cral Combattenti

Modena sorride, Treviso si arrende S econda vittoria consecutiva della Rinascita MP Filtri Budrione sul non facile campo della Monastier Treviso nell’ottava giornata di andata del campionato di Serie A. A decidere la partita, giocata in parità fino a quel momento, è l’ultimo incontro delle coppie: Paleari-Signorini hanno la meglio (8-0; 8-2) sugli av-

versari Scicchitano-Mauro. Troppa la differenza in campo: la coppia di casa nostra non sbaglia niente e vince facilmente le due partite ottenendo il punto della vittoria. Il campionato di Serie A osserverà un sabato di riposo e riprenderà il 16 febbraio con Rinascita - Cacciatori Salerno per l’ultima di andata). Seconda vittoria consecu-

Campionati Italiani Assoluti Indoor 2013 di tiro con l’arco

Natalia Valeva

66esimo oro per la Re Astolfo

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a Re Astolfo ottiene il suo 66esimo oro ai Campionati Italiani Assoluti di Tiro con l’Arco al chiuso. Il merito di questo risultato è dovuto, ancora una volta, a Natalia Valeva. I campionati si sono svolti nei padiglioni della Fiera di Rimini durante lo scorso fine settimana e hanno fatto registrare ottimi risultati che hanno evidenziato la crescita delle

nuove leve, anche nel settore giovanile, tanto che perfino Natalia ha dovuto cedere il titolo di classe nelle Seniores femminile. E’ la prima volta che succede da quando si iscrisse alla società carpigiana 15 anni fa. La partenza di Natalia non è stata brillante tanto che, a metà gara, si trovava soltanto in quinta posizione ma, nella seconda parte, è cominciata la rimonta

e pian piano è risalita fino a essere alla pari con la prima, Claudia Mandia, ma proprio all’ultima serie di tre tiri, un piccolo errore l’ha fatta scivolare seconda per un solo punto. In ogni caso un Argento ben meritato. Nessuna atleta che ha partecipato alle Olimpiadi, nelle varie classifiche, è riuscita a superare i risultati di Natalia in questa competizione. Nella gara per il

titolo assoluto ancora scontri impegnativi, in particolare con le giovani che, non avendo niente da perdere nei confronti della Valeva, potevano tirare molto più rilassante. Si arriva alla finale per l’oro e Natalia Valeva si ritrova davanti Claudia Mandia, ma questa volta non molla una freccia e raggiunge una meritatissima vittoria, aggiudicandosi così il titolo assoluto femminile.

tiva per i colori modenesi anche nelle gare nazionali: dopo Paolo Signorini a Villafranca, domenica 3 febbraio è stata la volta di Paolo Luraghi. L’atleta della MP Filtri Rinascita Budrione si è aggiudicato a Legnano il Trofeo Craal Combattenti battendo in semifinale e finale due atleti lecchesi, Guerra e Mambrini.


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