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Settimanale di

3 febbraio 2012

attualità, cultura, spettacolo, musica, sport e appuntamenti ANNO XIII N. 04

Spedizione in Abbonamento Postale Regime libero Modena tassa riscossa, Tax percue. Autorizzazione della Filiale di Modena Poste Italiane spa

a soli € 0.50 in edicola

“non siamo una casta” Andrea Taschini e Argio Alboresi

Flavia Fiocchi

“nella lega nord di carpi non ci sono fratture”

Disappunto in galleria per le aperture domenicali

Come hanno accolto i notai la decisione del Governo Monti di liberalizzare ulteriormente la professione? Lo abbiamo chiesto al notaio carpigiano Flavia Fiocchi

le proposte di cna per mitigare il peso dell’imu


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Libri

da non perdere!

Tra le righe...

Più luci e meno “muretti”!

Bestiole e bestiacce di David Sedaris

S

e per letteratura si intende un’entità in un certo senso unica, ciò che ogni lettore conosce come La legge è che i libri, certamente, unici non lo sono per niente. Tra gli scaffali di una biblioteca, tra i ripiani di una libreria, si possono infatti trovare libri appartenenti a specie talmente diverse tra loro da non avere in comune che l’aspetto esteriore: un numero variabile di fogli di cellulosa incollati tra due copertine. Ci sono libri scritti per far sognare; altri, invece, ci aiutano a scavare dentro noi stessi; altri ancora ci parlando d’amore; alcuni di morte; altri di coraggio. Al giorno d’oggi, poi, ce ne sono tanti semplicemente brutti. C’è chi ritiene, come Donald Barthelme, che: “Scopo della letteratura è la creazione di uno strano oggetto coperto di pelo che vi spezza il cuore”. Bene, prendete questa impareggiabile definizione, e dimenticatela immediatamente. Perché aprendo Bestiole e bestiacce (Mondadori, 2011, 167 pp.) vi accorgerete come scrivere libri sia, per David Sedaris, simile a trasformare il nostro cervello in una lavagna su cui sfregare le unghie. Producendo suoni davvero fastidiosi che nessuno di noi, però, ha mai sentito prima. E che, proprio per questo, pur infastidendoci, ci piacciono. Ed è esattamente questo che il geniale autore di Diario di un fumatore fa con questa sua ultima, crudelissima opera: ripercorrere quella grandiosa tradizione della favola che - da Fedro a Esopo passando per La Fontaine - utilizza gli animali per parlarci di noi stessi, aggiornandola, per riscriverla alla luce di un umorismo sadico e impietoso. Sedici storie cattive è il sottotitolo del libro. E più crudeli di così, non si vede davvero come potrebbero esserlo. Si va dal dialogo tra la Topolina new age - che, appena arrivata nella gabbia abitata da un Topo usato per esperimenti medici di ogni tipo, lo ammonisce su come “Siamo noi ad attirare le malattie, con la nostra negatività”, per poi agonizzare dopo che le è stato inoculato un virus letale – alla Babbuina, parrucchiera pettegola e falsa che, dopo aver avuto come cliente una gatta, si chiede cosa ci sia di male a “Superare il sottile confine tra il leccarsi il culo e il leccarlo agli altri”. Brevi storielle corrosive che ci parlano di noi e delle nostre miserie, lasciandoci con una risata dal retrogusto decisamente amaro. Non leggetelo ai vostri bambini.

U

na strada sicura è quella che non presenta insidie e che, in qualche modo, in caso di errore per disattenzione o comportamento scorretto, “corre” in nostro aiuto. Tra i dispositivi di sicurezza stradale vi sono certamente le barriere spartitraffico per impedire i salti di carreggiata e reindirizzare il veicolo in caso di sbandamento. Il problema però si pone, laddove tale isola diventa un pericolo stesso per gli automobilisti in transito. Alcuni giorni fa un’auto, a causa della densa nebbia, è finita contro lo spartitraffico da poco realizzato in via Roosevelt, tra le due carreggiate. L’isola di piccole dimensioni, ma non sormontabile, è collocata in uno degli assi viari più trafficati della nostra città, quasi a ridosso di un attraversamento pedonale. Via Roosevelt, nonostante sia purtroppo stata teatro di incidenti mortali (ricordiamo la suora falcidiata pochi mesi fa) non è ancora stata messa in sicurezza. Il problema più grave? La scarsa illuminazione. Non sarebbe preferibile illuminare attraversamenti pedonali e alcuni punti particolarmente in ombra della strada, come la curva in prossimità della chiesa, piuttosto che erigere “muretti”?

Jessica Bianchi

condoglianze

Di Marcello Marchesini

Arrivederci Pippo...

Frase della settimana...

“Non nascondiamocelo, nel nostro intimo suona strano sentir parlare di commercio in chiave esclusivamente economica. In particolare oggi, che i principi etico – morali – religiosi appaiono travolti da un relativismo il cui vuoto non è colmato dall’applicazione del diritto naturale, mentre vengono sfornate leggi semplificatorie”. Eh?

I

l carpigiano Antonio Pippo Prandi è scomparso domenica scorsa, all’età di 87 anni, dopo una lunga malattia. Cattolico e politicamente impegnato, Pippo Prandi era molto amato in città: tra le fila dei consiglieri comunali dal 1960 al 1964 per la Democrazia Cristiana, fu il fondatore del Movimento della Terza Età.

la Foto della settimana

Dichiarazione di Carlo Ganassi, presidente provinciale di Confcommercio circa le liberalizzazioni degli esercizi commerciali.

Il graffio

La Iena

Mercoledì 25 gennaio, alle ore 9.10, Carpi è stata l’epicentro di una bufala del 24esimo grado della scala Mediaset...

1° febbraio - Carpi si sveglia sotto la neve

attualità, cultura, spettacolo, musica, sport e appuntamenti

DIRETTORE RESPONSABILE Gianni Prandi CAPOREDATTORE Sara Gelli REDAZIONE Jessica Bianchi, Valeria Cammarota, Francesca Desiderio, Enrico Gualtieri, Federico Campedelli, Marcello Marchesini, Clarissa Martinelli, Chiara Sorrentino.

IMPAGINAZIONE e GRAFICA Liliana Corradini

PUBBLICITA’ Multiradio - 059698555

STAMPA Centro stampa delle Venezie - 049-8700713

REDAZIONE e AMMINISTRAZIONE Via Nuova Ponente, 24/A CARPI Tel. 059 645566 - Fax 059 642110 jessica@radiobruno.it, liliana@radiobruno.it COOPERATIVA RADIO BRUNO arl Registrazione al Tribunale di Modena N. 1468 del 9 aprile 1999 Chiuso in redazione il 1° febbraio 2012


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Come hanno accolto i notai la decisione del Governo Monti di liberalizzare ulteriormente la professione? Lo abbiamo chiesto al notaio carpigiano Flavia Fiocchi

Notai: “non siamo una casta” C

arburanti, mutui, professioni. Tra i professionisti colpiti in pieno dal vento liberalizzatore del nuovo esecutivo vi sono anche i notai. Ma come si diventa notaio? Quanti sono i notai figli di notai? Come funziona nei Paesi dove la tradizione del notariato latino non esiste? Ma, soprattutto, come hanno accolto i notai la decisione del Governo Monti di liberalizzare ulteriormente la professione? Lo abbiamo chiesto al notaio carpigiano Flavia Fiocchi. Come si dichiara di fronte al vento liberalizzatore del Governo Monti? “Il notariato è da tempo favorevole alle liberalizzazioni. L’aumento delle sedi disponibili deciso dall’attuale Governo è infatti arrivato secondo, rispetto all’aumento richiesto dal Notariato al Ministero di Giustizia, che, già dallo scorso anno, in tempi “non sospetti”, aveva risposto individuando, su segnalazione dei vari distretti notarili, circa 500 nuove sedi, che garantissero un servizio capillare su tutto il territorio, compresi luoghi disagiati o non facilmente raggiungibili”. Un ampliamento nel numero dei notai potrebbe consentire un abbassamento delle tariffe oggi salatissime? “Le tariffe dei notai da tempo sono di fatto liberalizzate, nel senso che il mercato, e la normale concorrenza tra professionisti in una società civile, ha limato concretamente tutti i costi, compresi quelli dei notai, che mi permetto di dire non essere affatto carissimi, certa di poter dimostrare quanto affermo. Il cittadino è portato a credere che il costo del notaio corrisponda alla somma complessiva che egli paga al professionista. Mito da sfatare. In realtà, poichè il notaio, pubblico ufficiale, escute le tasse dell’atto per conto dello Stato, il conto finale che presenta al cliente comprende anche tutte le tasse, le imposte e i balzelli a cui sono soggetti i vari atti. Per una compravendita tra privati di medio valore (ad esempio 200.000 euro) il costo del notaio corrisponde circa allo 0,60% del valore della pratica. Tutto il resto va allo Stato. In tale compenso, ovviamente regolarmente fatturato, è compresa l’attività di studio della pratica e la redazione della stessa, l’espletamento, successivo alla stipula, anche via internet, di tutte le formalità di registrazione, trascrizione, volturazione...

pare evidente che questa flessione negativa, unitamente all’aumento delle sedi e all’abolizione delle tariffe già minime, non può che portare all’esigenza di contenere i costi, non ultimo quello del lavoro dipendente, a oggi in esubero rispetto alle reali esigenze dello studio”. Un notaio mediamente dichiara 300.000 euro all’anno. Pur non volendo demonizzare la ricchezza in quanto tale, non potete certo piangere miseria. Di questi tempi non pensa che tutti debbano fare la propria parte per tentare di sanare il deficit del Paese? “Preciso che la somma riportata rappresenta, come detto, una media nazionale, ma che le varie realtà locali sono ben diverse, il più delle volte abbastanza lontane da tali valori. La flessione negativa dei repertori ha registrato una forte percentuale di notai in condizione di dover chiedere l’integrazione prevista dalla Legge Notarile. Ciò premesso rimane comunque fermo l’intento dei notai di fare quanto lo Stato chiede, anche in termini di sacrifici economici. Poichè ogni notaio è prima di tutto un pubblico ufficiale e poi un libero professionista, nessuno è sceso in

Flavia Fiocchi

Notai: “non siamo una casta” Leggi la notizia su: www.temponews.it

richieste dallo Stato, la cui durata non si risolve certo nell’ora trascorsa davanti al notaio e comporta il coinvolgimento di un numero elevato di collaboratori, da addestrare a livelli professionali molto alti, l’utilizzo di mezzi e impianti sofisticati e costosi, il mantenimento di un’organizzazione complessa e altamente specializzata. E assicura infine una cosa fondamentale: l’esistenza di un’assicurazione professionale del notaio obbligatoria e di un Fondo Nazionale di Garanzia (unico al mondo), che paga ogni qual volta l’assicurazione non copra l’eventuale danno, i cui costi sono integralmente e direttamente a carico del notaio”. Quanti sono, a oggi, i Notai a Carpi? “Le sedi notarili a Carpi sono attualmente 7, di cui 6 occupate e una vacante. Diventeranno 8, e presumibilmente 2 vacanti, a seguito dell’aumento dello scorso dicembre. E’ bene ricordare che esiste una sede notarile, occupata, nella vicina Soliera e una, pure regolarmente occupata, a Novi di Modena”. Con la crisi economica, di quanto sono calati gli atti notarili e cosa comporta tale flessione per la categoria? “Negli ultimi quattro anni gli onorari di repertorio nel Distretto Notarile di Modena sono diminuiti del 40% e tale pesantissima diminuzione ha purtroppo registrato

un aumento costante dei costi, ma anche, e sopratutto, un aumento delle formalità richieste dallo Stato al cittadino nell’ambito di un rogito (certificato energetico, conformità dell’immobile alle piantine catastali...) del cui adempimento si fa carico il notaio per conto del proprio cliente, esercitando anche un’attività di controllo. Mi

piazza a protestare, nessuno ha smesso, neppure per un momento, di riscuotere tasse per conto dello Stato, nessuno ha smesso di esercitare la propria funzione pubblica al massimo della propria disponibilità e competenza”. Come funziona nei Paesi dove non esiste la tradizione del Notariato Latino? “Sono 21 su 27 i Paesi dell’Unione Europea in cui esiste il Notariato, spesso con competenze addirittura maggiori di quelle del notaio italiano. Alcuni degli Stati Uniti d’America, dopo l’enorme scandalo dei subprimes, la Cina e, recentemente, la Russia, hanno creato un Notariato del tutto simile a quello latino, al fine di garantire la certezza e la sicurezza nei trasferimenti e nella circolazione dei beni, sia immobili che mobili (quote societarie e simili) e al fine di assicurare un controllo di legalità. Il tutto a costi veramente esigui, rispetto a quelli che il cittadino dovrebbe sopportare, e nei paesi di common law in effetti si trova a sopportare, al fine di assicurarsi il proprio buon acquisto, avvalendosi inevitabilmente dell’opera di un avvocato che curi tutti gli aspetti legali e fiscali della transazione e sopportando poi i costi di un’assicurazione che garantisca la bontà dell’acquisto, tutte cose che in Italia e in molti paesi dell’Europa fa il notaio a costi limitati e del tutto trasparenti”. Si sente parte di una

casta? “Assolutamente no. Ho superato un concorso nazionale altamente selettivo, che rimane ancor oggi tra i più difficili in Europa, per poter esercitare questa professione, che non si compra e non si eredita, nonostante qualcuno ancora stupidamente dice. I notai figli o parenti di notai sono solo il 17%, percentuale che fa comprendere come sulla categoria si raccontino strane favole”. Cosa pensa della liberalizzazione? “Sono favorevole alla liberalizzazione, come concetto progressivo e democratico. La liberalizzazione però non deve mai divenire deregolarizzazione, non deve cioè mai portare a un’assenza di regole, soprattutto in un Paese dove disattendere le regole passa, spesso, per sport nazionale. La liberalizzazione delle professioni poi deve avvenire per gradi, per non intaccare l’eccellenza e la qualità delle prestazioni professionali. E, infine, una cosa semplice, che riempie facilmente la bocca: potrà mai servire liberalizzare il numero dei taxi, quello dei notai, l’orario delle farmacie , senza poi - o prima - procedere a una rivisitazione del sistema bancario e assicurativo e di tutto quello che blinda veramente e concretamente lo spirito del nostro Paese?”. Domande lecite a cui speriamo vengano date risposte concrete dal nuovo Esecutivo. Jessica Bianchi

La parola a Giorgio Cariani, presidente del Consiglio Notarile di Modena

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ottor Cariani, chi è il notaio e q uali sono le sue funzioni?  “Il notaio è un esperto di diritto civile e commerciale, selezionato attraverso uno dei sistemi più rigidi ancora funzionanti in Italia. E’ soggetto alla vigilanza dello Stato attraverso la struttura degli Archivi Notarili del Ministero della Giustizia, che ne controlla il rispetto delle regole stringenti rivolte a tutela della pubblica fede alle quali è sottoposta la sua funzione. Tutti gli atti pubblici e scritture autenticate conservate da ogni notaio sono soggette a ispezione ogni due anni, ispezioni per lo più severe ed efficaci. Oltre alla vigilanza dello Stato, i notai sono soggetti al controllo - sotto il profilo deontologico dei consigli notarili distrettuali. L’organo di giudizio disciplinare ha competenza regionale ed è presieduto da un magistrato della Magistratura ordinaria. Il notaio è l’unico professionista esercente una professione legale, soggetto alla diretta vigilanza dello Stato. La funzione del notaio consiste nell’adeguamento della volontà dei cittadini che vogliono stipulare un contratto relativo a immobili, compiere operazioni societarie, trasferire aziende o partecipazioni societarie, fare testamento... all’ordinamento

dello Stato. Questo compito ha una rilevante ricaduta nell’interesse della collettività perchè garantisce la tenuta dei registri pubblici immobiliari e del registro delle imprese fungendo da filtro di legalità. La stampa ha più volte riportato l’affermazione del ministro Severino secondo cui i notai sono “pezzi di certezza legale” e “presidio di legalità in tante zone del Paese”. Ruolo che lo stesso Parlamento Europeo ci riconosce”. Che i notai siano figli di notai è una leggenda metropolitana? Quanti sono in percentuale? “Sì, la percentuale è del 17%, inferiore largamente a quella che si riscontra in professioni più aperte, oltre che, per ovvi motivi, nelle famiglie imprenditoriali”. A quanti anni, mediamente, si diventa notai? “Intorno ai trentacinque anni, con progressivo aumento dell’età. Il fenomeno è da imputarsi prevalentemente alla crescente selettività del concorso, che necessita di un lunghissimo periodo di preparazione teorica”. Più uomini o più donne? “Ormai quasi fifty-fifty. Nel mio Consiglio Notarile siedono quattro donne su un totale di nove membri”.

Giorgio Cariani

Gabriele Noto, Consigliere Nazionale del Notariato ha dichiarato “la cosa importante da mettere in chiaro è che non siamo contrari alle liberalizzazioni, ma vorremmo che qualunque modifica si decida di fare venga concertata intorno a un tavolo con i diretti interessati”. Lei come si dichiara di fronte alle liberalizzazioni del Governo? “Se la liberalizzazione significa dare di più ai cittadini a condizioni meno onerose per gli stessi, migliorare le relazioni tra una una categoria “chiusa” e la società, ben venga. Credo che la maggior parte di noi sia preparata ad accettare la sfida.

Quello che sarebbe devastante sarebbe un mercato senza filtri, nel quale la qualità dei servizi offerti ai cittadini, invece di migliorare, divenga più scadente. Occorrono strumenti per sorvegliare efficacemente che la concorrenza non faccia saltare il sistema nel quale il notaio ha un ruolo rilevante solo se rimane la selezione nell’accesso, il radicamento territoriale, l’obbligo di dare prestazioni qualitativamente determinate, soggetto a una vigilanza efficace”.    E’ vero che le tariffe dei notai sono alte? “Per le tasche di cittadini impoveriti, forse sì. Ma ciò che non costa, non vale. C’è spazio per riproporzionare i compensi al valore effettivo delle prestazioni. Ma non lo si può fare finchè una certa parte dell’opinione pubblica ci giudica un balzello inutile. Forse quello che facciamo lo potrebbero fare anche altri: sicuramente non meglio e non con minor costo”. Quanti sono i notai a Modena e quanti ce ne saranno in più dopo la manovra Monti? “I posti in tabella, dopo l’ultimo aumento sono 72. Dopo la manovra, se verrà applicato lo stesso criterio dell’ultimo aumento, ci saranno quattro o cinque notai in più”.


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oop Estense dice sì alle nuove chance offerte dal pacchetto di liberalizzazioni varato dalla Manovra Monti e terrà aperte le proprie strutture di vendita sette giorni su sette. “Nel mercato modenese alcuni operatori, compresi i nostri maggiori concorrenti diretti - spiega in una nota la dirigenza di Coop Estense - hanno scelto di avvalersi delle nuove possibilità date dalla manovra, mantenendo aperte le proprie strutture di vendita sette giorni su sette. Comportamento che viene confermato anche per le prossime domeniche da operatori quali Esselunga, Unes, Panorama, cui si è aggiunto l’ipermercato Leclerc-Conad. La cooperativa, prendendo atto delle scelte che il mercato sta facendo, non può che organizzarsi per reagire in un quadro competitivo sensibilmente mutato”. La Consulta Sociale e il Consiglio di Amministrazione di Coop Estense hanno quindi licenziato la pianificazione di un calendario di aperture domenicali per le strutture di vendita modenesi, con cui la cooperativa vuole rispondere a “un’aumentata pressione competitiva, nell’interesse dei lavoratori e dei consumatori. E’ urgente, in questo momento, creare le condizioni per garantire la redditività dell’impresa, difendendo le quote di mercato, con l’obiettivo primario di tutelare l’occupazione e assicurare ai nostri soci il miglior servizio possibile”. La scelta di Coop è quindi quella di sperimentare nei prossimi mesi l’apertura domenicale, secondo criteri funzionali legati alla tipologia delle strutture e alle sfide competitive, in tutti i territori in Meno uno...

Risdorando non ce l’ha fatta

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abato 28 gennaio è stato il suo ultimo giorno. Risdorando, il self service del Borgo non ce l’ha fatta e ha abbassato definitivamente le serrande. “Rivoluzioneramo la food court”, ha spiegato il direttore del centro Guido Lugli. Al momento però non resta che l’amarezza di fronte all’ennesimo fallimento commerciale cittadino.

Coop Estense dice sì alle nuove chance offerte dal pacchetto di liberalizzazioni varato dalla manovra Monti e terrà aperte le proprie strutture di vendita sette giorni su sette. A storcere il naso però sono gli esercenti della galleria del centro commerciale Borgogioiso di Carpi, “costretti” ad alzar serranda contro la propria volontà

Malcontento in Galleria...

borgo: negozianti contrari alle aperture domenicali Leggi la notizia su: www.temponews.it

cui opera, Carpi compresa. A restare sacre e inviolabili soltanto 7 date: 1° gennaio, domenica di Pasqua e lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1° maggio, 25 e 26 dicembre. Durante tali festività ogni supermercato e ipermercato Coop resterà chiuso! A storcere il naso però di fronte a tale posizione sono gli esercenti della galleria del centro commerciale Borgogioiso di Carpi, “costretti” ad alzar serranda contro la propria volontà. “Noi non abbiamo parola. Non possiamo scegliere cosa fare. Decidono loro e basta. Non contiamo niente”, ci dice una commerciante, a cui ne fa eco un altro: “stiamo vivendo le liberaralizzazioni come un’imposizione. Noi lavoriamo all’interno del centro e, di conseguen-

za, dobbiamo adeguarci e subire inderogabilmente tali decisioni. A differenza nostra, un esercente del territorio può invece scegliere quando e come abbassare le serrande”. E nel caso in cui decidessero di tener chiuso, cosa accadrebbe? “Da contratto dovremmo pagare una sanzione per la mancata apertura che ammonta a 500 euro al giorno”. “Insomma siamo costretti ad aprire, - aggiunge un’altra commerciante - anche se non siamo d’accordo”. E’ così infatti che funziona il contratto che hanno firmato: le aperture le decide chi ha la maggioranza in millesimi, “come se si fosse in un condominio”, ci spiega il direttore del Borgogioioso, Guido Lugli. “Tutto funziona per quote millesi-

Guido Lugli

mali e il fondo immobiliare tedesco, proprietario della galleria e socio maggioritario, è favorevolissimo alle aperture. Una volontà che coincide con quella di Coop Estense. “Di fronte a un cambiamento, rapido e diffuso, non ci sono alternative e come ogni azienda dobbiamo continuare a presidiare il mercato per tutelare gli attuali posti di lavoro. Col mese di febbraio il centro commerciale rimarrà aperto in via sperimentale tutte le domeniche, alle 9 alle 20, questa fase ci permetterà di verificare la risposta dei consumatori e fornirà gli elementi per le successive decisioni. Per ora una cosa sola è certa, lo scenario è cambiato e sul commercio si gioca la possibilità di una ripresa

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di un gruppo di lavoratori del Centro Commerciale il Borgogioioso

Gli Indignados del Borgo

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l Centro Commerciale il Borgogioioso al momento dovrebbe cambiare tipologia di aggettivo magari borgo incivile, autoritario, irrispettoso... La denuncia che vi volevamo sottoporre riguarda l’arroganza, la mancanza di rispetto per noi poveri lavoratori da parte della Coop che, data la maggioranza di cui vanta nel centro commerciale, pretende che tutti gli altri si adeguino al suo volere (senza un minimo di colloquio e di confronto) pena ammende varie... ovviamente sto parlando della liberalizzazione degli orari e

delle aperture domenicali. Da diversi giorni girava la voce che le domeniche sarebbero aumentate in base al calendario 2012 che avevamo ricevuto a fine anno, ma lunedì sera (23 gennaio) all’improvviso arriva una comunicazione che dice che questa domenica saremo aperti ed eventuali modifiche agli orari e domeniche di apertura saranno comunicate di volta in volta! Bello vero? Tanto noi dobbiamo solo lavorare e sottostare alle loro decisioni! Sì, lo sappiamo che Monti ci ha messo il carico da novanta e il Comune non ci può fare nien-

te, ma almeno uno straccio di calendario possono darcelo? Tutti sanno che le domeniche di febbraio e marzo saremo sempre aperti, lo dicono gli stessi dipendenti Coop, i giornali e addirittura Radio Bruno inoltre sicuramente (siamo preparati al peggio) si parla di quaranta domeniche di aperture: alla faccia della crisi. La realtà dei negozi non è tanto felice, alcuni punti ristorazione stanno per chiudere con una serie di licenziamenti, quelli che lavorano come il nostro (e nonostante questo siamo in sottorganico) ci fanno capire che eventuali

nuove assunzioni sono impensabili, quelli che sopravvivono per colpa delle spese enormi di gestione non ci pensano nemmeno ad assumere... le grandi catene peggio, ci sono ragazze che a novembre e dicembre hanno persino saltato i recuperi: e adesso? Con le aperture domenicali serve personale per poter recuperare infrasettimanalmente e farci fare le ferie. E poi, quando ci comunicheranno il calendario? Tante di noi hanno famiglia e figli: avevamo un unico giorno per poter stare con loro e adesso? Mamme separate che

“Un centro aperto alla domenica fa spendere soldi anche a chi non ne ha”. Così gli esercenti invitano al boicottaggio. più generale dell’economia quantificabile in un punto percentuale di PIL, obiettivo importante per un Paese in recessione”. Ogni domenica quindi, tutti gli esercizi della galleria di Borgogioioso - a esclusione di Risdorando che da sabato 28 gennaio ha chiuso definitivamente i battenti - dovranno alzare le proprie serrande, pena una multa decisamente salata. Sanzioni che, in questo momento di crisi, sono in pochi a potersi permettere... A serpeggiare poi vi è anche un altro dubbio: “a fronte di un notevole sacrificio da parte di chi conduce un’attività a livello famigliare e di un aumento di costi per chi, invece, ha dipendenti che dovranno essere pagati doppio nei giorni festivi conclude un commerciante - dubito profondamente che gli introiti possano aumentare”. Jessica Bianchi

RETTIFICA

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i scusiamo coi nostri lettori, per l’errore: il nuovo negozio Sweet - Bomboniere, idee regalo e creazioni in libertà ha aperto in via Ugo da Carpi 70/A e non in via Marx come annunciato sullo scorso numero di Tempo. Per informazioni contattare Monica Marchi al 339.6457880. hanno problemi di organizzazione come faranno senza un calendario per organizzarsi? Beh, considerato l’elevato salario sai quante baby sitter ci possiamo permettere? Nemmeno lo straordinario di domenica pagano più. Sinceramente me ne frega ben poco dello straordinario, ci tengo di più a stare con la mia famiglia e chi non ha la fortuna di averla ha il diritto di farsela! Tali aperture comportano grandi sacrifici... con l’incertezza dei risultati: un centro commerciale aperto la domenica fa spendere soldi anche a chi non ne ha! Indignate-i Galleria Centro Commerciale Borgogioioso

raio b b e f a o l o s


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l Comune di Carpi non ha intenzione di rinnovare l’appalto di una parte del servizio della Biblioteca Loria, dove attualmente lavorano 17 persone. Il tema è stato anticipato al tavolo di confronto sul bilancio di previsione 2012, e confermato al tavolo di trattative tra il Comune di Carpi e le organizzazioni sindacali. Dal 1° aprile il servizio verrà ulteriormente ridimensionato, con la probabile chiusura domenicale e sarà gestito da dipendenti del Comune provenienti da altri servizi. La Biblioteca era nata

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on voglio entrare nel merito di meccanismi che forse non conosco, rischierei di parlare a sproposito,ma leggendo gli articoli in merito ai provvedimenti previsti nei confronti della Loria,un paio di domandine me le sono fatte. Innanzitutto, l’origine: perché la gestione della Biblioteca è stata affidata a una cooperativa esterna, davanti a una previsione di costi di mantenimento faraonici sicuramente valutati e approvati sin dall’inizio, se c’erano dipendenti comunali in grado di sostenerla? Ad oggi, quegli stessi dipendenti (in esubero in altri settori, a quanto leggo),vengono ritenuti adatti allo scopo. Per contro, se erano così indispensabili nel ruolo che hanno ricoperto finora, tanto da costringere ad affidare la Biblioteca a un ente esterno, come mai adesso possono essere tranquillamente dislocati altrove? Mi viene da pensare, forse erroneamente, che chi ha distribuito incarichi e competenze in passato, l’abbia fatto con scarsa lungimiranza. Il risultato è che

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ono in calo significativo gli ammortizzatori sociali attivati dalle aziende modenesi nel corso del 2011. Lo scorso anno infatti le aziende coinvolte da processi di Cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) sono state 68 con un sostanziale dimezzamento rispetto alle 150 del 2010 e sensibilmente meno delle 163 del 2009. Ed è calato anche il numero di ore di Cigs autorizzate dall’Inps che si sono fermate a circa cinque milioni e mezzo con una diminuzione del 36 per cento rispetto al 2010. Sono infine 1.866 i lavoratori interessati da ammortizzatori sociali in deroga presi in carico dai centri per l’impiego modenesi nel corso dell’ultimo anno. I dati sono contenuti nel report dedicato all’andamento della cassa integrazione guadagni straordinaria e degli ammortizzatori in deroga nel 2011, elaborato dall’Osservatorio provinciale

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il servizio della Biblioteca Loria verrà ulteriormente dimensionato e si riaccende la polemica

In arrivo 17 licenziamenti

nella prospettiva di essere il fiore all’occhiello della cultura carpigiana e non solo. Dal 2010 è cominciato il ridimensionamento dell’appalto e la riduzione del servizio gestito dalla Coop Euro&Promos. Forti sono state le contestazioni del Sindacato e dei lavoratori ai continui tagli portati al loro reddito, già ridotto in quanto per lo più si tratta di part-time. I lavoratori sono in cassa integrazione dal marzo

2010 e, nell’aprile 2011, hanno subito ulteriori tagli di ore di lavoro e

di retribuzione. Già nel 2010 vi erano state avvisaglie, più volte smentite

dall’Amministrazione, sull’intenzione di reinternalizzare il servizio.

“Spero che tutti i cittadini carpigiani facciano sentire la loro voce”

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ono uno dei dipendenti della cooperativa “in esubero”. Io e i miei colleghi eravamo in prima linea quel lontano giorno del novembre 2007 in cui la Biblioteca fu inaugurata. Abbiamo dato il massimo giorno dopo giorno (domenica compresa sin dal primo giorno) per fare crescere e migliorare il servizio. Ci sentivamo e ci sentiamo parte integrante di quel sistema biblioteca che solo qualche giorno fa è stato elogiato dai vertici comunali e oggi riceviamo un sonoro “tutti a casa” dalla stessa Amministrazione di Centrosinistra che fa della tutela dell’occupazione una priorità (evidentemente solo a parole). Se infatti dovessero continuare contributi per feste, mostre, concerti o cosulenze, l’Amministrazione Comunale lo farebbe con quindici licenziamenti sulla coscienza e tutto ciò non sarebbe francamente accettabile. Si sceglie l’apparenza, si penalizza il lavoro. Spero che tutti i cittadini carpigiani facciano sentire la propria voce pubblicamente (tra l’altro si parla di ulteriore limitazione del servizio) o almeno silenziosamente (alle urne se ancora qualcuno avesse tanta fiducia nella classe politica da pensare di recarvisi). Davide

Non è accaduto allora, ma accade oggi. La scelta dell’Amministrazione porterà al licenziamento di 17 uomini e donne per lo più carpigiani. Le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori coinvolti hanno richiesto un incontro urgente all’Amministrazione Comunale e all’assessore per valutare strade alternative che tutelino l’occupazione dei lavoratori dell’appalto Biblioteca Loria.

Su temponews.it fioccano i commenti di solidarietà ai lavoratori della Biblioteca ci troviamo di fronte a uno sconcertante sistema di vasi comunicanti dove le gocce in eccesso vengono travasate da un contenitore all’altro, fino a disperdersi a terra quando la catena si esaurisce. In questo caso l’ultimo anello è rappresentato dagli attuali dipendenti dell’appalto che perderanno il lavoro non a causa di un’eventuale incompetenza o di una chiusura inevitabile, ma solo per fare spazio a chi li sostituirà. La loro unica colpa, a quanto pare, è quella di risultare personale esterno: la Biblioteca è comunale, quindi la salvaguardia del posto di lavoro per i dipendenti comunali ha la precedenza. E se questo va a discapito di un eventuale merito o demerito effettivo delle parti in causa, pare che poco importi. Banalissima mancanza del cosiddetto “peso politico”. Almeno è questo, quello che si percepisce leggendo le notizie. Se così non fosse, allora occorre che, chi di dovere, si attivi al più presto per debellare i dubbi su una gestione poco

chiara e su un metodo a dir poco sconvolgente di risolvere la questione. Stiamo parlando di persone, non di numeri. Stiamo parlando di individui che meritano rispetto e dignità, cosa che il lavoro dovrebbe garantire; di persone che meritano risposte concrete e non un deprecabile benservito e che rischiano di andare a ingrossare le fila già mastodontiche dei disoccupati. Eliana

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a anni lo stato non garantisce più le stesse risorse agli Enti Locali e la progressione sarebbe stata sicuramente rivolta al ribasso. Quindi un intelligente lavoro di pianificazione avrebbe dovuto prevedere la sostenibilità di questa struttura da tempo. Se le scelte fossero inevitabili, non ci sarebbe bisogno di disporre di dirigenti per prenderle. Il dirigente alla cultura di Carpi quest’anno incasserà il suo premio produttività per questa e altre decisioni “inevitabili”? Simone

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n cittadino carpigiano dovrebbe chiedersi: perchè gestire adesso la Biblioteca con risorse interne quando poteva essere fatto in passato? La risposta è che fin dall’inizio la Biblioteca di Carpi è nata con intenti faraonici, si guardava con invidia alla Delfini di Modena (che funziona molto meglio) e si è cercato di offrire tanto di più, senza averne i mezzi o prevederne l’aggravio di spese. Si sono illusi 17 ragazzi, li si è pagati poco o niente e ora li si butta fuori dalla finestra senza alcun ritegno. I soldi per lo Stadio, per la piscina e per mille altre iniziative il Comune di Carpi li ha sempre trovati, ma per la cultura, di cui lor signori del PD parlano a vanvera mai, se non per motivi cosmetici o elettoralistici. Soluzioni? Prevedere un pagamento per l’account di Internet e per il suo rinnovo, bloccare la tessera della Biblioteca a livello provinciale a chi ne danneggia il patrimonio, per costringere gli utenti maleducati a rifondere le

spese; penali in denaro a chi restituisce documenti con ritardi particolarmente gravi; trasformare queste sanzioni pecuniarie facoltative in vere e proprie multe, riscosse financo da Equitalia, se non dovessero essere incassate, essendo i libri beni demaniali; sponsor sugli arredi e nei frontespizi di libri donati da enti o privati alla Biblioteca; affitto dei locali della Loria anche per scopi extraculturali, cosa che il Codice Urbano prevede esplicitamente. Cosa succede quando va in crisi un’azienda? I sindacati intervengono e di solito accusano le imprese di imboccare la soluzione più facile. Il Comune di Carpi ha scelto la soluzione più facile e il suo assessore alla cultura, dell’Idv, con un curriculum sicuramente poderoso non è stato in grado di ricercarne altre. Stefano

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apisco che la scelta sia molto dolorosa per chi la vive. La situazione è difficile come non mai

In Provincia di Modena sono state 68 le aziende che, lo scorso anno, sono ricorse alla Cassa integrazione guadagni straordinaria, rispetto alle 150 del 2010. Il clima però rimane incerto

Per quanto tempo ancora dureranno gli ammortizzatori?

del mercato del lavoro. Il quadro generale che emerge dal report indica la sostanziale stabilità del mercato del lavoro nella Provincia di Modena nel 2011 rispetto all’anno precedente. Emerge tuttavia uno scenario variabile dove, all’andamento relativamente stabile della prima parte dell’anno fa seguito un clima di incertezza. Dall’analisi risulta infatti che a

un primo semestre 2011 che aveva fatto registrare un calo sensibile delle Cigs, con solo 27 procedure attivate, e che aveva alimentato la speranza di un’attenuazione degli effetti della crisi, si è invece contrapposto una seconda parte dell’anno nuovamente in crescita con 41 procedure attivare, 25 delle quali concentrate tra settembre e dicembre.

La Cassa integrazione straordinaria (a differenza di quella ordinaria che ha carattere temporaneo e non prevede il licenziamento dei lavoratori) si riferisce alla sospensione dal lavoro dei dipendenti per crisi strutturale, cessazione e ristrutturazione e prevede la possibilità di applicazione della mobilità collettiva. “Interessa quindi un’area grigia di persone – spiega Francesco Ori, assessore provinciale alla Formazione e Lavoro – per le quali ci sono dubbi sulla capacità del sistema di riassobirle nel mercato del lavoro. E questi dati dimostrano quanto sia

urgente arrivare in tempi brevi a una riforma del mercato del lavoro che sappia coniugare difesa dell’occupazione e rilancio delle nostre imprese”. Sul totale delle Cigs, 50 sono state attivate per crisi aziendale (11 delle quali per cessazione dell’attività), sette per procedure concorsuali (4 per fallimento e 3 per concordato preventivo) e sette per processi di ristrutturazione, riorganizzazione o riconversione aziendale (le 4 restanti per altri motivi). A oggi, a fronte dell’attivazione dell’ammortizzatore sociale, i dipendenti licenziati sono 96, poco meno del 2 per cento dell’organico complessivo, pari a 4.988 persone, interessato dal procedimento. Il maggiore ricorso alla Cigs nel 2011 è stato nel settore della

per il Comune, le entrate sono calate e credo che non torneranno per almeno un decennio ai livelli del passato. Per 3 ragioni: i trasferimenti statali sono destinati a calare a causa del grande debito dello Stato; la pressione fiscale e tariffaria è al massimo e non può continuare ad aumentare senza strozzare le famiglie e le aziende; infine gli oneri di urbanizzazione sono destinati a calare perchè non si può continuare a cementificare il territorio per costruire immobili che il mercato non richiede. Quindi il Comune, come le tante famiglie alle quali è calato il reddito, deve ridurre i costi, facendo scelte dolorose. Penso che il Comune debba concentrare i campi di intervento nel settore dell’infanzia e della formazione scolastica, anche per sostenere l’occupazione, oltre al sostegno ad anziani, disabili e a coloro che sono caduti in povertà. Per il resto deve lasciare il campo alle iniziative del mondo associativo e alle attività private. Non c’è scelta. Valter ceramica e della produzione per l’edilizia (calce, cementi e prodotti in calcestruzzo) con oltre 1 milione 800mila ore e un calo del 41 per cento rispetto al 2010. Oltre il milione anche le ore di cassa nel settore metalmeccanico ma anche in questo caso con un calo significativo del 37 per cento rispetto all’anno precedente. In grande sofferenza invece il settore delle costruzioni che fa segnare una crescita delle ore di Cigs di oltre il 200 per cento, sfiorando le 236mila ore. Sul totale dei lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali in deroga, la maggioranza, 468, si trova nel settore tessile mentre 306 sono gli operatori dei servizi alle imprese. Le persone sospese dall’attività lavorativa in seguito a procedure di cassa integrazione ordinaria e straordinaria in deroga e prese in carico dai Centri per l’Impiego della Provincia di Modena sono 1.866.


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Cna avanza alcune proposte per tentare di mitigare l’impatto dell’Imu che, secondo alcune simulazioni, potrebbe subire aumenti del 100% rispetto alla vecchia Ici

L’Imu? Una stangata per le imprese

L’associazione invita i sindaci a determinare le aliquote evitando di penalizzare chi produce e prevedendo agevolazioni.

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ntro il 31 marzo i comuni dovranno preparare il regolamento di applicazione dell’Imu, ovvero la fetta più grande delle entrate previste dalla Manovra Monti (11 miliardi, di cui 9 allo Stato e appena 2 ai comuni). Tre sono le caratteristiche fondamentali dell’Imu: la sua estensione alla prima casa (che dal 2008 era stata esentata), l’aumento della base imponibile del 60% rispetto a quella dell’Ici, infine le caratteristiche “distributive” di questa imposta, che avrà un ritorno municipale piuttosto limitato. Infatti, ai comuni rimarranno per intero solo gli introiti relativi alla prima casa, mentre dovrà essere stornato all’Erario lo 0,38% - la metà dell’aliquota base - dell’imponibile teorico di seconde case, negozi, uffici, vale a dire proprio quegli immobili che rappresentano la base più cospicua per l’applicazione del tributo. Quanto peserà sulle imprese la nuova Imu? Quanto è concreto il rischio che i comuni facciano leva sul prelievo a carico degli immobili produttivi per salvaguardare la prima casa e le fasce sociali più deboli? Cna, attraverso alcune simulazioni, chiarisce che, a seconda dell’aliquota utilizzata e della tipologia di immobile produttivo, quest’anno il prelievo potrebbe anche raddoppiare rispetto all’Ici pagata nel 2011. Aumenti che, in questo periodo di instabilità economica gravissima, rischiano di pesare sulle casse del-

“Ci pare di viaggiare in curva ai 200 all’ora, su una panda. Mettere benzina nel motore del lavoro è doveroso”.

Da sinistra Emer Pacchioni, Barbara Bulgarelli, Roberto Zani, Marco Gasparini e Loris Goldoni

le aziende quanto un secondo affitto, portandole al collasso. Prime case a parte, i sindaci possono modificare l’aliquota aumentandola o diminuendola fino a un massimo di 0,3%: rispetto alla aliquota base dello 0,76%, l’Imu può scendere allo 0,46% o salire fino all’1,06% (la vecchia Ici toccava un massimo dello 0,7%, elevabile di altri due decimali in situazioni particolari). Se i 4 comuni dell’Unione delle Terre d’Argine decidessero di intervenire pesantemente su immobili produttivi e commerciali, questi ultimi rischierebbero di subire rincari che, rispetto alla vecchia Ici, potrebbero arrivare all’86% per i negozi, all’82% per i laboratori artigiani e al 112% per i capannoni a uso industriale. “Chiediamo ai nostri amministratori

di essere cauti e usare il bilancino ha commentato Emer Pacchioni, presidente Cna Area di Soliera - per addolcire l’impatto che l’imposta avrà sul tessuto produttivo locale già in forte difficoltà. E’ giusto che ognuno di noi faccia la propria parte per salvare il Paese ma l’equità è d’obbligo”. Il terreno su cui molte attività imprenditoriali si muovono è estremamente delicato: “le pubbliche amministrazioni non pagano in tempi utili le imprese per i servizi erogati e il sistema bancario non elargisce liquidità. Siamo in

una morsa”, continua Pacchioni. Tra le proposte vi è allora quella di “ridurre il patto di stabilità per dare alle amministrazioni la possibilità di attingere ai fondi che hanno a disposizione per pagare artigiani e imprenditori” e, al contempo, aggiunge Roberto Zani, vice presidente Cna Area di Carpi, “favorire insediamenti produttivi sul nostro territorio, dando nuovo slancio ad aree industriali oggi semideserte. Da anni la nostra zona è stata ostile a tali insediamenti e la scarsa diversificazione del lavoro è ciò che oggi

“Con la valorizzazione del mercato di Piazza Martiri incrementerebbe l’attrattività di tutto il centro storico, comprese le attività in sede fissa”, dichiara Alberto Guaitoli, presidente di Anva - Confesercenti Modena

Il mercato fa bene al centro storico

Un’adeguata valorizzazione del mercato nei giorni di giovedì e sabato, ma anche di domenica, nel cuore storico di Carpi concorrerebbe ad aumentare l’attrattività del centro oltre che avere ricadute positive per tutte le realtà commerciali comprese quelle in sede fissa”. L’osservazione arriva da Anva-Confesercenti Modena, dopo certe dichiarazioni relativi agli appuntamenti col mercato di Piazza Martiri, ‘che soprattutto al sabato, impedirebbe di fare qualsiasi cosa contribuendo al mortorio generale’. “Siamo consci – dichiara Alberto Guaitoli, presidente di Anva-Confesercenti Modena – della situazione vissuta, a causa della crisi economica e della ridotta capacità di spesa delle famiglie, dagli operatori commerciali della Piazza e dell’asse Fanti-Cabassi. Ci sono troppe chiusure e la sensazione è che le attività ubicate in questo lato del centro siano alle prese con un periodo di sofferenza più accentuata che altrove. Tuttavia, riteniamo che il mercato, ben lungi dall’essere

un impedimento allo sviluppo commerciale della Piazza, rappresenti un importante fattore attrattivo. E’ l’unico evento in grado di richiamare continuativamente in centro storico un elevato numero di persone, potenziali consumatori non solo per le attività ambulanti del mercato, ma anche per negozi in sede fissa e pubblici esercizi”. L’esempio più evidente, sottolinea Guaitoli sono i mercati domenicali che continuano a riscuotere grande successo. “Da una recente indagine – continua il presidente pro-

Alberto Guaitoli

vinciale - risulta che in queste occasioni la maggior parte dei negozi che si affacciano sulla zona ritiene utile tenere aperto. Si tratta evidentemente di una

marcata inversione di tendenza rispetto alle altre domeniche, quanto il numero di negozi in attività è piuttosto esiguo. E’ del tutto evidente quindi che il mercato è un importante fattore di sviluppo per tutto il centro storico. Per questo sarà utile evitare anche solo considerare eventuali spostamenti dell’area mercatale dal cuore cittadino. Sarebbe opportuno compiere ogni sforzo per potenziare e qualificare i mercati esistenti. Al sabato ad esempio lo spazio disponibile sia sulla piazza che sull’area rialzata è tanto. Potrebbero quindi essere pianificate iniziative tali da coesistere col mercato: l’attrattività sarebbe maggiore e andrebbe a benefico di tutta l’area storica, negozi, bar, ristoranti compresi. Da parte degli ambulanti c’è la volontà di intensificare ogni sforzo verso la riqualificazione e la valorizzazione del mercato, così come è accaduto in occasione delle recenti festività natalizie, quando la realizzazione del “mercatino alimentare” in Corso Fanti, ha contribuito ad animare anche vie solitamente poco frequentate”.

ci mette maggiormente a rischio. Ricordiamo che l’occupazione crea sviluppo, quindi: riempiamo quelle aree”. Cna rilancia anche il tema della semplificazione della macchina amministrativa locale. “Per farlo occorre ridurre la burocrazia come andiamo sostenendo da tempo con un progetto già presentato ai sindaci dell’Unione”, ha ribadito Marco Gasparini, presidente Cna Area di Novi. “Non vogliamo porci in antitesi alle amministrazioni locali - continua Gasparini - bensì fare squadra, stringere un patto in un’ottica dialogante, per il bene di tutti. Perché ricordiamolo: la sopravvivenza delle aziende è sinonimo di sopravvivenza per l’intero territorio”. E a ribadire l’importanza delle piccole imprese, degli artigiani e del piccolo commercio è anche Loris Goldoni presidente, Cna Area di Campogalliano: “queste categorie sono il motore dell’Italia e devono essere tutelate”. Cna denuncia la stanchezza degli imprenditori: siamo reduci - continua Zani - di vent’anni di balzelli sul mondo del lavoro. Oggi ci pare di viaggiare in curva ai 200 all’ora, su una panda. Mettere benzina nel motore del lavoro credo sia a dir poco doveroso”. Vedremo se i comuni del nostro territorio avranno la forza e il coraggio di dare una boccata d’ossigeno a un tessuto imprenditoriale e commerciale sempre più indebolito dalla morsa della crisi economica, salvaguardo così non solo lo sviluppo delle nostre città, ma tanti posti di lavoro, perché pochi decimali valgono centinaia di euro e, oggi, centinaia di euro possono rappresentare la sottile linea di confine tra la sopravvivenza e il fallimento. Jessica Bianchi

Consiglio Comunale

Lamiz: nessuna novità

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el corso del Consiglio Comunale del 19 gennaio l’assessore all’Urbanistica Simone Tosi ha risposto a un’interrogazione del consigliere Roberto Benatti (PdL) sulla vicenda Lamiz. Benatti, ricordando l’odg del Pd votato a fine 2010 e chiedendosi tra l’altro se si potesse costruire una fonderia nell’area in questione, sita in via Lama di Quartirolo, ha domandato se vi fossero novità nella vicenda. Tosi ha replicato che la novità più rilevante “è il mancato accordo tra la proprietà della fonderia e il comitato di cittadini sorto in zona contro la sua costruzione” E, circa la regolarità della costruzione, ha aggiunto che “la realizzazione del manufatto e le attività che si svolgeranno al suo interno sono in regola con le nostre norme tecniche di attuazione e che Arpa e Usl hanno rilasciato il permesso di costruire”.

L’abc del sistema fognario

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el corso del Consiglio comunale è stato discusso anche un odg sullo stato fognario cittadino, firmato dai consiglieri Giuseppina Baggio e Antonio Russo (PdL). Il documento impegnava sindaco e Giunta a presentare al Consiglio un rendiconto della situazione in cui si trova la rete fognaria cittadina, le zone a rischio e gli interventi che si intende mettere in atto per evitare criticità e allagamenti come quelli verificatisi il 5 giugno scorso. L’assessore all’Ambiente Simone Tosi ha ricordato che la Regione ha riconosciuto lo Stato di emergenza a seguito del nubifragio del 5 giugno “causato da una situazione eccezionale tale per cui il nostro sistema fognario non poteva reggere. Mi spiace - ha aggiunto - che non siano stati attivati i contributi del Fondo nazionale di Protezione Civile. Sono state circa 170 le segnalazioni di danni che sono arrivate ai nostri uffici, tra privati e aziende”. La Baggio ha poi chiesto se fosse stato messo in campo un gruppo di lavoro tecnico ComuneAimag per capire le cause di quanto avvenuto il 5 giugno e se sì di invitarlo a intervenire in zone come via Remesina e via Lama che di solito vanno sott’acqua. Tosi ha risposto che il gruppo esiste e già ha dato in parte risposte, che porteranno ad alcune scelte da parte dell’Ente Locale. “Porteremo in Consiglio il piano dei lavori”.


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Maroniani o bossiani? E’ una faida interna quella scoppiata all’interno del Carroccio. E a Carpi, cosa succede? Lo abbiamo chiesto al segretario cittadino Andrea Taschini e al segretario di circoscrizione, Argio Alboresi

Bobo contro Bossi: 1 a 0 I

l dito medio di Umberto Bossi non fa più ridere. O per lo meno, così pare. La Lega Nord è infatti sempre più fratturata e mentre una nuova leadership scalcia, cercando di scalzare il Senatur, il Carroccio arranca tra due diverse fazioni. Nonostante gli abbracci. Gli aficionados della prima ora, sono infatti schierati contro la new generation leghista, quella che tifa per Roberto Bobo Maroni. L’ex ministro è sulla breccia dell’onda; ospite dei salotti “sinistroidi” di Fazio, della Bignardi... sembra voler - e dover - redimere l’immagine della Lega agli occhi del mondo. Della serie “noi padani, bianchi e cristiani” non siamo mica tutti come Minonzio... E a Carpi la “nascente” star del Carroccio convince? I leghisti di casa nostra per che squadra giocano: quella di Bossi e il suo cerchio magico (Reguzzoni e Rosi Mauro su tutti) o quella dell’ala movimentista vicina all’ex ministro dell’Interno (a partire dagli emergenti Cota e Tosi)? Lo abbiamo chiesto al segretario cittadino Andrea Taschini e al segretario di circoscrizione dell’Unione delle Terre d’Argine, Argio Alboresi che, all’unisono, sgombrano il campo da equivoci: “a Carpi non esistono fratture interne, nessuno vuole tagliare la testa a Bossi. Non stiamo assistendo a nessun colpo di stato, Bossi può continuare a essere una figura leader ma deve dare dare spazio ad altri”. L’egemonia del Senatur è quindi finita? “Noi optiamo per il rinnovamento

la lega nord di carpi vuole più democrazia Leggi la notizia su: www.temponews.it

- spiega Alboresi - perchè all’interno della Lega c’è bisogno di più democrazia. Al momento si è messo in moto un meccanismo inarrestabile: occorre gestire i cambiamenti con intelligenza per farsi meno male possibile”. Meno morbido Taschini che ribadisce la centralità dei congressi e il raccoglimento delle istanze della base della lega, l’elettorato. “A Milano - commenta - la piazza ha parlato, ha espresso il suo parere, gridando il nome di Maroni”. Ma la vecchia Lega, quella che usa la pancia, esiste ancora? “La Lega non è cambiata nei contenuti continua Alboresi, tra i fondatori, alla fine degli Anni ‘80, del Carroccio a Carpi, insieme a Roberto Terzi - continua a essere vicina alla gente, ad ascoltarla. Si fa portatrice dei bisogni e delle esi-

Andrea Taschini e Argio Alboresi

genze dei cittadini”. A cambiare sono però i toni, più “miti”, meno gridati e ampiamente adottati da tanti sindaci leghisti, “i veri eroi della Lega”, sottolinea Taschini, come “Flavio Tosi, sindaco di Verona che ha ridato slancio alla città e Alan Fabbri, ad esempio, primo cittadino della piccola Bondeno. Uomini che fanno del loro meglio per il bene comune, radicati al territorio, che conquistano la fiducia dei propri cittadini a prescindere dal loro colore politico”. Le divisioni intestine però restano evidenti: “è il vertice del partito che non ha ancora fatto chiarezza, la base è molto meno confusa. Occorre dar spazio alla democrazia, a partire dai congressi. Non ci sono due linee interne al partito, bensì discussione”, commenta Alboresi. Ma la Lega

di Carpi che conta una trentina di sostenitori, una ventina di militanti e tre consiglieri comunali (Alboresi, Euro Cattini ed Enrico Gasparini Casari) e che alle scorse elezioni amministrative aveva conquistato quasi il 10% dei voti, come si sta preparando all’appuntamento elettorale del 2014? “Il 2014 è ancora lontano - continuano Taschini e Alboresi - noi comunque continueremo a fare del nostro meglio, senza grilli per la testa, all’insegna del dialogo e del confronto interno, come sempre abbiamo fatto. La gente ci giudicherà di conseguenza”. E i fronti su cui la sezione carpigiana del Carroccio si sta muovendo, quali sono? “Insieme al PdL e a Loris Vincenzi ci stiamo battendo per confermare l’illegittimità del comportamento

dell’Amministrazione Comunale sul fronte del mancato rispetto delle fasce cimiteriali. In tal senso ci siamo già rivolti al Procuratore Capo della Repubblica di Modena e siamo in attesa di risposte. Ci siamo schierati dalla parte dei residenti e dei negozianti di via Remesina, affinché venga al più presto ripristinato il doppio senso di marcia. Sosteniamo il consigliere Paluan che si sta battendo per la tutela dei pozzi di Aimag a Modena e vigileremo affinchè Aimag non venga venduta a Hera in modo tale che il Comune di Carpi possa continuare a esercitare un controllo reale sui prezzi e sui servizi erogati ai cittadini. Inoltre rivendichiamo la necessità che la nostra città cresca in modo sostenibile, dicendo no all’inarrestabile cementificazione del territorio. Questa amministrazione è miope, non ha una visione della Carpi del futuro e sta dando priorità a progetti costosi e fuori dal tempo. Pare vivano avulsi dalla realtà. La realtà però è un’altra ed è quella che ci raccontato tanti uomini e donne, giovani e meno giovani, che si rivolgono anche a noi in cerca di lavoro e che non arrivano a fine mese. La situazione è drammatica: non è tempo di pensare a progetti da 11 milioni di euro (ndr piscina comunale), è il momento di restare vicino alle famiglie. Le nostre famiglie”. Come sarà la Lega del futuro? Bossi si riconfermerà leader maximo o i seguaci del barbaro sognante, alias Bobo Maroni, scalzeranno quelli del padre fondatore? Chi vivrà, vedrà... Jessica Bianchi

Primo discorso pubblico da candidata alla segreteria dei Giovani Democratici di Carpi per la ventenne Jessica Vellani

Giovani e politica: un binomio possibile L a spessa montatura nera degli occhiali ‘da intellettuale’ non riesce a nascondere un fatto palese: è davvero emozionata. Lei è Jessica Vellani, 20enne carpigiana diplomata in Ragioneria, frequenta il secondo anno di Giurisprudenza all’Università di Modena. Il momento è davvero di quelli capaci di far tremare i polsi, soprattutto per chi non è abituato a parlare davanti a tante persone: il suo primo discorso pubblico da candidata alla segreteria dei Giovani Democratici di Carpi – la giovanile del PD – tenutasi domenica scorsa al Circolo Kalinka. Prima di lei hanno preso la parola due ‘veterani’ della politica: il sindaco Enrico Campedelli e l’onorevole Manuela Ghizzoni. Subito dopo le ha espresso il suo in bocca al lupo il segretario del Pd Davide Dalle Ave, segretario della Sinistra giovanile prima di Jessica, dal 2001 al 2004. A ricoprire l’incarico c’era, prima ancora, l’assessore Alberto Bellelli, che ora siede tra il pubblico. In un’epoca nella quale tanti imbonitori sono quasi riusciti a ridurre la politica da più alto dei doveri a indecoroso spettacolo, scoprire che una giovane ragazza ha ancora voglia di impegnarsi volontariamente e gratuitamente, spinta solo dalla pas-

Jessica Vellani

litica perché c’è un mondo di valori da difendere. Tutti dicono che sono ormai acquisiti, grazie alla guerra di

liberazione e alle lotte sindacali, ma oggi ci stiamo scontrando con altri tipi di difficoltà, quindi farci sentire è importante. Occorre prendere in mano il nostro futuro, altrimenti per noi che siamo giovani oggi, un futuro è proprio quello che ci mancherà”. Ma come mai scegliere di impegnarsi in politica quando questa è così screditata a livello nazionale?

Chi di burocrazia ferisce...

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sione e dal desiderio di partecipare, è un dato da non sottovalutare. Ad ascoltarla poi, oltre alle ‘personalità’, più giovani di quanti, francamente, ci si aspetterebbe di trovarne oggi a un incontro politico. “Ho scoperto i GD tramite Facebook circa un anno e mezzo fa – racconta Jessica - ho mandato una mail e sono stata accolta subito con grande entusiasmo. E’ importante che i giovani facciano po-

ongresso o convention? Questo il dilemma che, per qualche giorno, ha attanagliato i giovani del Pd di Carpi che, domenica scorsa, desideravano riunirsi per discutere di politica ed eleggere il loro segretario. Ma queste non erano, evidentemente, motivazioni sufficienti per poter derogare alle procedure del Regolamento nazionale, che ha costretto i Giovani Democratici a mutare la dizione della loro assemblea, appunto, da Congresso a Convention. Questioni di lana caprina, direte voi, del tutto ininfluenti se non per qualche burocrate, con la passione per il sudoku, che nel tempo libero voglia sfogare il suo lato masochistico passando al setaccio commi e codicilli. Se non fosse che, a causa di una variazione del suddetto Regolamento, l’elezione del segretario è stata rimandata di due settimane – sino ad allora Jessica Vellani rimarrà formalmente soltanto la candidata. Questa tanto intricata quanto superflua vicenda fa sorgere due riflessioni. La prima: maggior onore a quel gruppo di ragazzi che ha deciso di andare avanti e presentarsi alla città, invece di mandare al diavolo chi, con i suoi bizantinismi, ha impedito loro di tenere l’elezione. Seconda: di formalismo si può vivere, ma anche morire. Ed è bene che il Pd lo capisca in fretta. Certo, le procedure sono importanti, soprattutto dopo anni di ‘Ghe pensi mì’ e politica in cui, in nome della spontaneità, si sono combinati i disastri che sono sotto gli occhi di tutti. Allora, un po’ di formalismo in più e qualche barzelletta in meno avrebbero giovato al Paese. Allo stesso tempo, però, fare delle procedure l’idolo cui immolare il desiderio di partecipazione dei pochi giovani che vogliono ancora credere nella politica sarebbe davvero insensato. Le regole servono a facilitare la vita democratica all’interno di un’organizzazione. I tecnicismi autoreferenziali ottengono invece, sugli elettori, lo stesso effetto di una puzzola in mezzo a un gruppo di campeggiatori: li fanno scappare a gambe levate.

“Credo si debba partire dal basso per cambiare le cose che in alto non vanno bene. Noi ci troviamo ogni lunedì sera, perché abbiamo capito che essere dentro le cose è meglio che esserne fuori. Non mi piace che i politici siano visti come coloro che pensano unicamente all’interesse personale. Generalizzare è sbagliato”. Sui tagli ai costi della politica Jessica è d’accordo, affinché torni a essere missione e vocazione – piuttosto che professione: “è possibile farla anche con un po’meno denaro”. Per Carpi, concretamente, vorrebbe che un numero crescente di giovani partecipasse di più, informandosi su cosa avviene nella propria città. “Mi piacerebbe anche veder scomparire la mentalità secondo la quale il Liceo è la scuola per antonomasia, mentre le altre sarebbero tutte di Serie B. Un ragazzo deve sentirsi libero di scegliere l’istituto superiore che crede, senza per questo essere giudicato, e va sottolineata con forza l’importanza che professionali e tecnici hanno avuto nello sviluppo dell’economia del nostro territorio”. E’ presto per dire se, a Carpi, stia tornando voglia di partecipazione tra le nuove generazioni. Alcuni segnali, però, qualche speranza la destano. Marcello Marchesini


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8 Martedì 7 febbraio gli Amici del Cuore ci aspettano

Le noci del cuore

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volontari dell’Associazione Gli Amici del Cuore, con i loro sacchetti di deliziose noci, saranno presenti martedì 7 febbraio, presso il Cup - Ausl Carpi, all’ingresso dell’ospedale Ramazzini in via Molinari e nella galleria commerciale del Borgogioioso per raccogliere fondi da destinare al Pricam, Promozione Ricerca Cardiovascolare Modenese. “Vorremmo ringraziare dice il presidente degli Amici del Cuore di Carpi, Gianni Ronchetti  - tutti gli amici carpigiani e non solo che, con la loro disponibilità all’acquisto delle noci, hanno reso possibile l’assegnazione di tre Borse di Studio a giovani ricercatori della nostra Provincia. Un sentito ringraziamento va anche ai dirigenti dell’ospedale e del centro commerciale cittadino per la loro sensibilità e la concessione di spazi per la raccolta fondi”.

Inaugurazione della nuova Scuola primaria Colonnello Lugli. costo dell’opera: 2,7 milioni di euro

Santa Croce ha una nuova scuola A un distratto automobilista di passaggio, la costruzione che fa bella mostra di se tra le vie Chiesa e Manara potrà sembrare un’astronave. In effetti, per chi non conoscesse la frazione di Santa Croce, l’avveniristico edificio poco ha a che spartire con le case circostanti. Forse è anche grazie alla sua innegabile bellezza, che i visi presenti sabato scorso all’inaugurazione della nuova Scuola primaria Colonnello Lugli erano così sorridenti. A presenziare, oltre alle autorità e ai bambini, sembrava esserci davvero tutta Santa Croce, tanto che i 360 metri quadri dell’ampia palestra quasi non riuscivano a contenere tutti. La scuola sorge su una superficie complessiva di quasi 6mila metri quadri, nei quali trovano spazio l’edificio di due piani, la palestra - che si può utilizzare anche al di fuori dell’orario scolastico - dal momento che è fornita di un ingresso separato e ha un campo da pallavolo regolamentare - e un’area verde per il gioco e la ricreazione.

Gli edifici sono stati realizzati secondo moderne tecniche non solo antisismiche e antincendio, ma anche con un’attenzione particolare al risparmio energetico. Sul tetto della palestra sono collocati diversi pannelli, fotovoltaici e solari, a supporto della produzione di energia elettrica e acqua calda. L’impianto di riscaldamento poi, alimentato da una caldaia a condensazione, è a pavimento per l’intera superficie. I materiali utilizzati, mattoni compresi, sono bioecologici. La scuola accoglie cinque classi con tempo scuola a 27 ore, ed è composta da 12 aule tra cui una biblioteca, un moderno laboratorio

di informatica e due laboratori di scienze e immagine, un’aula speciale e un’aula insegnanti, oltre a servizi igienici e deposito su entrambi i piani. Il costo complessivo dell’opera è stato, per l’Unione delle Terre d’Argine, di 2,7 milioni di euro. Alla cerimonia d’inaugurazione presenti Giuseppe Schena, assessore alla Politiche educative e scolastiche dell’Unione delle Terre d’Argine, il vescovo Monsignor Elio Tinti, Attilio Desiderio, dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo Carpi 2 e l’assessore all’Istruzione del Comune di Carpi Maria Cleofe Filippi. Tra loro anche il sindaco Enrico Campedelli che, salutando i bambini e augurando una serena e proficua esperienza di apprendimento, ha ringraziato la presente deputata carpigiana Manuela Ghizzoni: “perché esterno della casa. La famiglia è stata condotta al Pronto Soccorso per accertamenti ma a parte una lieve intossicazione, sono tutti fuori pericolo. “Lì abita Ottaviano Ausoli, di 79 anni, con le figlie Cinzia, di 50, e Sandra, un po’ più giovane – commenta Adriano Pastorelli, un vicino – lo conosco perché ho lavorato con lui molti anni. Aveva una

Incendio in via Lama di Quartirolo

Tanto fumo ma... col lieto fine!

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ella serata di giovedì 26, intorno alle 19.30 circa, i Vigili del Fuoco di Carpi sono intervenuti in risposta a una chiamata proveniente da una casa monofamiliare in via Lama di Quartirolo interna. Quattro persone – padre, due figlie e un’altra donna, probabilmente una governante – si erano rifugiate al primo piano per sfuggire all’incendio divampato nella cucina. “Stavano cucinando e – ha raccontato un Vigile del Fuoco presente sul

luogo – non si sa come ma il pentolino ha preso fuoco, incendiando prima la cappa, poi tutto il vano cucina”. A quel punto gli inquilini, spaventati, hanno deciso di scappare al piano superiore. “Purtroppo però – ha spiegato il pompiere – in quel modo hanno respirato molto fumo, che dal basso tende a salire in alto”. Arrivati nei pressi dell’abitazione con due automezzi pesanti, i Vigili hanno fatto scendere le quattro persone con una scala appoggiata al muro

Corso Pio e Piazza Martiri, Controlli della Polizia Municipale dell’Unione Terre d’Argine in pieno centro storico a Carpi. Sono stati decisi per verificare la regolarità del transito all’interno della zona pedonale. Molte sono infatti le segnalazioni che giungono al Comando di via Tre Febbraio circa l’intenso

traffico di veicoli che nelle prime ore della giornata percorre le vie del centro a elevata velocità, magari in senso contrario ai sensi unici di marcia e in assenza delle necessarie autorizzazioni all’accesso alla ZTL. Gli agenti, disposti in corso Pio e in Piazza Martiri, hanno proceduto a elevare 4 verbali a carico di altrettanti conducenti sprovvisti di autorizzazione e anche a un ritiro di patente,

scaduta da oltre un anno. Tale attività di controllo, che viene svolta con una certa sistematicità, serve, spiegano al Comando di via Tre Febbraio, a far rispettare le norme di circolazione anche in orari di non intenso traffico ma che comunque vedono spostamenti di pendolari, di giovani studenti, di residenti che transitano in centro soprattutto a piedi o in bicicletta.

Stazione ferroviaria, gli anarchici guastano la festa Mercoledì 25 gennaio, davanti alla stazione dei treni di Carpi, il bel tempo non lasciava presagire che, di lì a poco, un gruppo di anarchici modenesi avrebbe tentato di ‘guastare la festa’ alle 650 persone pronte a partire per il viaggio della memoria ad Auschwitz. Mentre nel piazzale antistante la stazione si svolgevano i saluti di rito, davanti a una folla di studenti delle scuole superiori modenesi accompagnati dai loro docenti, sono iniziati a circolare alcuni volantini. Grande lo stupore quando, nel leggere il corposo testo, ci si è accorti che si trattava di una dura contestazione nei confronti di Daniele Giovanardi e Luca Caselli, sindaco di Sassuolo, che si apprestava a salire sul treno. Nel testo si assimilava la follia nazifascista. “All’opera propagandistica dell’odio verso il diverso che è tuttora in atto. Senza quell’infame carta che è il permesso di soggiorno, gli immigrati vengono internati nei nuovi lagher: i Centri di identificazione ed espulsione gestiti dalla confraternita cattolica della misericordia presieduta da Daniele Giovanardi”. L’accusa degli anarchici – uno sparuto gruppo – proseguiva accusando il fratello dell’esponente del PdL modenese di arricchirsi sulle spalle degli immigrati. “Guadagnando fino a 75 euro al giorno per ogni internato”. Dalle frasi al vetriolo non è stato risparmiato neppure Luca Caselli. Oltre

a definirlo fascista e a vituperarlo, il volantino avvertiva i passeggeri: “sappiate che sul vostro treno c’è chi fomenta l’odio razziale e appoggia i movimenti neofascisti”. Oltre a sconcerto e stupore, va detto che, nel momento dei saluti delle autorità non si sono verificati momenti di tensione e disturbo. La sortita degli anarchici sembra però sia stata originata come ‘rappresaglia’ per le perquisizioni e gli arresti avvenuti il 6 aprile scorso a Bologna a carico di cinque militanti anarchici tra i più attivi in Italia contro i C.I.E. “La nostra resistenza non si è fatta e non si farà

aspettare” proclama il volantino, paventando altre azioni. Una volta che il piazzale si è svuotato per l’arrivo del treno la Polizia è intervenuta, fermando e identificando sei anarchici. “Se andare ad Auschwitz significa ricordare il genocidio commesso da chi al dialogo preferiva lo sterminio - ha commentato Caselli, che si riserva di sporgere querela – allora, in questo caso, per i contenuti del volantino, i nazisti sono sicuramente loro, che non si confrontano con nessuno e lasciano prevalere l’odio ideologico al dialogo”. M.M.

ditta che installava barriere ai caselli autostradali e porte di sicurezza”. L’intervento dei pompieri è durato in tutto non più di una quarantina di minuti.

Jungonauta made in Carpi...

sicurezza a carpi - I fatti della settimana 4 verbali ad automobilisti indisciplinati

è riuscita a farci ottenere qualcosa di più dal Governo centrale, fondi necessari alla costruzione di questa scuola. Ooggi, possiamo smentire quanti ritenevano che questa fosse un’operazione non necessaria dal momento che Santa Croce aveva già una scuola”. Il nuovo spazio ha infatti mantenuto il nome della vecchia scuola della frazione, costruita nel 1927 e ormai vetusta. Nel corso della mattinata i bambini hanno presentato i loro disegni, realizzati insieme all’artista Mauro Filippini, che ha anche donato alla scuola un quadro che ritrae il dolore di una madre palestinese. Marcello Marchesini

Cronache di viaggio!

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Jungo è il sistema che rivoluzionerà il nostro modo di spostarci (in città e fuori città): è un modo agile e flessibile per ridurre o anche azzerare la nostra dipendenza dall’auto. Come? Semplice: sfruttando le correnti naturali di traffico! Ci sono milioni di sedili vuoti che ti passano davanti, ti ci puoi imbarcare direttamente, con tempi di attesa che tendono a zero! Quando un automobilista qualsiasi vede uno “jungonauta” che fa il segnale - mano alzata con la card in mano - accosta volentieri, perché sa di poter viaggiare in compagnia, in sicurezza reciproca, guadagnando il ticket. Lo jungonauta a sua volta saltella da una direttrice all’altra, risparmiando e divertendosi! Tutto su www.jungo.it 

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iao a tutti! Anche queste settimane sono passate perfettamente. Imbarchi puntuali, tempo splendido, le giornate si allungano. Non potrei ricevere

di più! Venerdì esco per dirigermi verso la mia consueta postazione e mentre cammino mi suona il telefono. Chi sarà? Mi chiedo. Prendo il cellulare. E’ una collega. Rispondo. “Dove sei?”. “Sono appena uscito”. “Sono fuori anch’io, dai che ti do un passaggio”. Fantastico! La attendo sulla strada, “insceno” anche un pollice da autostoppista, in modo da rendere più credibile la Jungata e salgo. “Oggi è un avvenimento incredibile! Sono uscita presto, mi sono ricordata che potevi essere nei paraggi e il mio cellulare non è stato fagocitato da qualche essere mitologico (la borsa, ndr)”. Direi che la settimana, non sarebbe potuta finire meglio! Alla prossima!


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ià da alcuni anni, in occasione della Giornata della Memoria, il 27 gennaio, la Scuola dell’Infanzia Bollitora coinvolge tutti i suoi alunni in un bellissimo progetto che viene caratterizzato, di volta in volta, da attività differenti. Punto di partenza è la lettura di libri sul tema guerra/pace che accompagna per tutto il percorso maestre e bambini e da cui scaturiscono conversazioni, scambi di idee, pensieri e parole dei piccoli: il desiderio è che diventino a loro volta “memori” di quanto accaduto in passato – una devastante guerra – e di conseguenza soggetti attivi di pace, perché ciò che è stato non si ripeta più. Tutto viene poi raccolto in pubblicazioni, pannelli e depliant

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I piccoli della Scuola dell’Infanzia Bollitora hanno celebrato come di consueto la Giornata della Memoria nel Cortile delle Steli

Piccole fiammelle di pace che restituiscono ai genitori le tappe principali del progetto. A Carpi, tra i luoghi simbolo, il Cortile delle Steli rappresenta la meta finale del percorso scelto dalla Scuola Bollitora: esso è infatti il luogo della memoria dove insegnanti e bambini sono soliti lasciare un segno visibile della loro presenza in una giornata tragicamente speciale. Così è stato anche lo scorso 27 gennaio, quando i piccoli hanno deposto una piccola candela davanti a una delle lapidi. “Proteggete la fiammella – ha esortato una delle maestre – perché questa è fragile, come lo è la pace: basta un niente a spegnerla”. I bambini si sono poi soffermati per osservare un minuto di silenzio in ricordo di chi soffre ancora la guerra e per augurare un futuro di pace a tutta l’umanità. Dolcissimi come solo i bimbi sanno essere, composti e con lo sguardo assorto, hanno intensamente pensato, lungo i 60 secondi, alla pace e alla guerra. Al termine, un grido liberatorio e un lungo applauso hanno infranto il silenzio. Una giornata che rimarrà sicuramente impressa anche nella loro memoria. Valeria Cammarota


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tilisti, modellisti, manager di eventi, hair stylist, make-up artist e modelli. Sabato 28 gennaio alle 16,30 e in replica alle 18, nello spazio-galleria del centro commerciale Il Borgogioioso, gli studenti dell’indirizzo Abbigliamento e Moda dell’Istituto professionale Vallauri hanno dato un’eccellente prova di tutte le competenze e capacità acquisite nel settore della moda nel corso dei loro studi. Su un’elegante passerella allestita con cura dagli stessi docenti e allievi proprio al centro della galleria del Borgo, e con un selezionato sottofondo musicale, le ragazze dell’istituto hanno sfilato davanti agli occhi di decine di spettatori ammirati ed entusiasti. Il defilé di sabato è il risultato di un grande lavoro che gli alunni delle classi quarte e quinte hanno svolto nei mesi precedenti sotto la supervisione degli insegnanti Roberta Righi, Silvana Passarelli e Marco Galli, partecipando a tutte le fasi di progettazione e produzione dei capi che hanno successivamente presentato. L’evento che rientra nell’ambito del progetto Alternanza Scuola-Lavoro si è svolto in collaborazione con Lapam Moda di Carpi e ha visto coinvolte diverse aziende tessili del distretto che hanno accolto gli allievi in stage, affiancandoli con personale esperto e metten-

Grande successo di pubblico per il defilé di moda organizzato dagli studenti dell’indirizzo Abbigliamento e Moda dell’Istituto Professionale Vallauri sabato 28 gennaio all’interno della Galleria del Borgogioioso

Sfila il futuro della moda

le ragazze hanno indossato frizzanti abiti colorati e maxi maglie con motivi jacquard in abbinamento a leggins, mentre per la sera hanno dato sfoggio di tutta la loro creatività, proponendo creazioni dalle raffinate geometrie e con preziosi ricami di strass e paillettes. Gli studenti si sono rivelati non solo innovativi creatori di stile, ma anche meticolosi pianificatori di eventi che concorrono a dare enfasi al prodotto e al marchio di ogni realtà aziendale che voglia conquistarsi una visibilità e una market share adeguati. Con l’evento si è voluto sottolineare come l’istituto carpigiano Vallauri

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sfila il futuro della moda Guarda la photogallery su: www.temponews.it

do a loro disposizione il materiale per la realizzazione dei modelli. Le studentesse dell’Istituto G. Vallauri si sono improvvisate modelle per un giorno, e con portamento elegante e disinvolto hanno portato in passerella le loro creazioni per il giorno e per la sera: capi che si ispirano alle ultime tendenze in fatto di moda ma con un occhio di riguardo alla scelta dei tessuti e alla vestibilità. Per l’outfit da giorno


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I lettori ci scrivono

sia in stretto contatto con la realtà del distretto tessileabbigliamento, e garantisca ai giovani che vogliono entrarvi a far parte una valida offerta formativa in cui gli alunni oltre a studiare la teoria, possono esprimere il proprio estro impegnandosi anche in attività pratiche e con la soddisfazione di vedere le proprie idee e i propri progetti prendere progressivamente forma e realizzarsi compiutamente sotto ai loro occhi. Nonostante le difficoltà attuali delle imprese che hanno investito anche il settore moda, da sempre uno dei più fiorenti della città, l’impegno dei corpi docente e studentesco testimonia come le generazioni future

A proposito di Vigili Urbani...

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proposito del vostro servizio sui vigili autoritari, voglio segnalare due chicche che sono esattamente l’una il contrario dell’altra. Un’Audi sportiva è parcheggiata davanti a un portone con due segnali di passo carraio: i residenti chiamano una vigilessa che stava passando; appena arriva, il proprietario dell’auto, un uomo

abbiano le potenzialità e la grinta per emergere e vincere la sfida di un mercato del lavoro sempre più selettivo e di un settore, quello della moda, che richiede standard elevati di competenza, creatività e capacità organizzative. Chiara Sorrentino

Gli studenti e i docenti del Team ZeroC, dell’Itis Leonardo da Vinci di Carpi, hanno centrato un altro importante obiettivo

Escorpio approda al Motorsport Expotech

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l prototipo Escorpio dell’Itis Leonardo da Vinci di Carpi ha centrato un altro importante obiettivo: gli studenti e i docenti del Team ZeroC sono stati invitati a presentare il veicolo alla quarta edizione di Motorsport Expotech, l’evento professionale dedicato al motorismo da competizione che riunisce le migliori realtà imprenditoriali del settore a ModenaFiere. Tra le novità dell’edizione in corso in questi giorni vi sono la sezione legata al veicolo e al motore ad alte prestazioni e numerosi focus inerenti a temi innovativi come veicoli elettrici e nuovi campionati, green mobility, racing e ancora compositi, na-

di circa 40 anni,  esce dal bar e comincia una scenetta stupita, per il fatto di non essersi accorto dei due cartelli e dei segni sulla carreggiata, scusandosi profondamente. La vigilessa finge di credergli, gli spiega come sono fatti i segni dove si può parcheggiare e non lo multa. Domenica verso mezzogiorno, Piazza Martiri è deserta per il vento fred-

Se questa è diligenza...

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o notato che avete parlato di diligenza degli agenti di Polizia Municipale. Avrei qualcosa da obiettare. Nel 2011 ho preso 3 multe: una per divieto di sosta (lavorando in centro può capitare); una per non aver appiccicato al vetro il tagliando dell’assicurazione (che avevo pagato); una terza per aver dimenticato a casa la patente. Tutte e 3 multe legittime, però... La multa per mancata esposizione dell’assicurazione (che mi farà rientrare nella statistica riportata nell’articolo) mi è stata comminata il 28/10/2011. Preciso che il 12 ottobre mi è scaduta l’assicurazione che ho provveduto a rinnovare ma che (sono distratto) non ho esposto. Come si sa ci sono 15 giorni dalla scadenza per pagare ed esporre il tagliando. La macchina era parcheggiata in via Fontana, dove c’è il disco orario. Sono stato multato il 16° giorno. Alcune domande nascono spontanee:

1) Sfortuna o avevo la macchina sotto controllo? 2) E se casualmente la mia macchina fosse stata parcheggiata dove non c’è il disco orario, avrei preso la multa lo stesso? 3) I controlli sui tagliandi di assicurazione vengono fatti anche fuori dalle zone disco (magari a campione in periferia dove abitano molte delle persone che potrebbero avere problemi a pagare una RCAuto carissima come in Italia? La terza multa (aver lasciato a casa la patente) l’ho presa durante un controllo in via Alghisi (di fronte ad Aimag) dove due zelanti agenti di PM mi hanno fermato per un controllo nonostante non andassi veloce, avessi i fari accesi e avessi le cinture allacciate. L’agente fa un giro intorno alla macchina, controlla le gomme, le luci di posizione, il tagliando dell’assicurazione (sembrava cercasse un motivo per multarmi, dando così un senso al prendere pioggia e fred-

do, solo un gruppo di turisti sta uscendo dal Museo al Deportato e sta andando verso il pullman che si trova parcheggiato sul lato opposto della piazza, dove una vigilessa stava facendo una contravvenzione all’autista. Faccio presente che in piazza, a parte i turisti e due persone a piedi, non c’erano nè bici nè auto. Contravvenzione assegnata. I turisti ringraziano.  Francesco do in una serata uggiosa). Non avendo trovato niente, mi chiede patente e libretto (normale prassi); io consegno il libretto e non avendo la patente (mi ero cambiato per andare in palestra e avevo lasciato il portafoglio nei pantaloni) dichiaro quello che ho appena scritto. La risposta dell’agente ligio al dovere (anche quella di prassi): “mi dispiace ma devo farle la contravvenzione“. Fatto il controllo sulla patente che esisteva ed era perfettamtnte valida, l’agente donna redige il verbale e mi fa una ramanzina da brava maestrina. Alla fine mi chiede: “ha qualcosa da dichiarare”? Se anche l’avessi avuto non avrei potuto scriverlo perchè questa sarebbe stata una lettera dal carcere.Mentre venivo redarguito per la mia mancanza, sono sfrecciati due Suv (guidati da Sub-Umani-al-Volante) a ben più dei 50 km/h: pensate che i due zelanti agenti abbiano messo fuori la paletta? Avevano già fatto giornata. Maurizio

Un po’ di iniziativa non guasterebbe! nomateriali e nanotecnologie, oltre a quello della sicurezza. Capacità tecnico-progettuali e attenzione ai temi della sostenibilità ambientale da parte

del gruppo guidato dai docenti Stefano Covezzi e Marco Vidoni: questi i motivi che hanno suscitato l’interesse degli organizzatori dell’evento.

A

lcuni giorni fa, nel tornare a casa, a ridosso dell’argine del Secchia, a Novi, ho notato che sull’argine vi era un piccolo fuocherello; accanto tre persone, tra cui un paio di uardie preposte a vigilare

la zona. Tutti attendevano senza far nulla l’arrivo dei Vigili del Fuoco che erano già stati chiamati. Mio suocero, con un ramo, ha soffocato il piccolo rogo, probabilmente causato da una sigaretta. Mi domando ma c’è bisogno

di scomodare i pompieri (che tanto hanno da fare, con pochi uomini a disposizione tra l’altro) per una sciocchezza? Un po’ di senso pratico e di iniziativa non guasterebbero di certo! Giancarlo


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Il regista Nicola Nannavecchia, nato a Bari ma carpigiano d’adozione, racconta 60 anni di storia emiliana

Lo sguardo del regista “

L’arte del cinema consiste nell’approcciarsi alla verità degli uomini, non di raccontare delle storie sempre più sorprendenti”. Così scriveva il regista e sceneggiatore francese Jean Renoir mezzo secolo fa, e così la pensa anche Nicola Nannavecchia, il regista e film-maker di origini baresi che, dopo varie esperienze lavorative nella produzione di fiction e documentari a Barcellona, Vienna, Roma, e Reggio Emilia, è approdato a Carpi dove vive da ormai due anni. Il suo profondo amore per la cultura emiliana traspare con mirabile forza espressiva nel suo ultimo documentario Il segno e la voce: vita d’artista, “il quale - spiega Nannavecchia, che ha alle spalle un diploma in Design e Comunicazione all’Università del Progetto di Reggio Emilia, e un master europeo in Gestione di Produzione Cinematografica e Televisiva - è un roadmovie che ruota intorno alla figura di Alfredo Gianolio, avvocato, giornalista e scrittore reggiano, classe 1927. Nei 90 minuti di pellicola Gianolio, con la sua straordinaria intensità scenica, accompagna lo spettatore in un suggestivo cammino, al fianco di numerosi e celebri

se in questo caso si tratta delle memorie delle donne che hanno vissuto in prima persona la guerra che ha insanguinato l’ex-Jugoslavia fra il 1991 e il 1999 e le sue devastanti conseguenze. Nel documentario del 2004, che è stato trasmesso anche all’estero dalle televisioni svizzere, danesi e finlandesi, sono le vittime femminili, con le loro testimonianze raccolte a Belgrado, Sarajevo, Zagabria e Vukovar a dirci, ancora una volta, quanto sia distruttivamente assurdo trovare nei conflitti armati una soluzione alle tensioni. Nel 2010 il suo documentario Maserati: storia di un mito è stato proiettato a Pechino e Shangai nell’ambito di DocExpo 2010 con un riscontro di pubblico

Nicola Nannavecchia

talmente positivo al punto da valergli la commissione per un nuovo progetto attualmente in corso d’opera - da parte di una provincia cinese: un chiaro segnale di positivo scambio culturale. “Un altro progetto a cui ho appena iniziato a lavorare aggiunge Nannavecchia - si ispira a una storia vera e ha per protagonisti Yaguine e Fode, due ragazzi della Nuova Guinea che tentarono una disperata fuga verso Bruxelles nascondendosi nel vano carrello di un aeroplano, portando con sé una lettera di denuncia delle insostenibili condizioni di vita della popolazione africana che diventa un grido di dolore indirizzato ai potenti della Comunità Europea”. Memoria e speranza,

Sul set cinematografico

artisti e intellettuali emiliani, guidandolo alla scoperta del territorio e della gente, e rendendolo partecipe delle sue illuminate conversazioni, visioni ed emozioni”. Il film, un analitico ed emozionante amarcord emiliano che ripercorre la nostra storia locale dal dopoguerra ad oggi, ha debuttato lo scorso

19 gennaio al Cinema Alcorso di Reggio Emilia, e sarà presto in scena anche a Carpi e in altri teatri di Modena e provincia. “Il tema del ricordo - prosegue Nannavecchia che nel 2003 ha fondato la Nicola Nannavecchia Doc/ film - ritorna anche nel documentario Perchè le donne non fanno la guerra? anche

coraggio e consapevolezza. L’umanità che descrive Nannavecchia è multietnica e multiesperienzale ma condivide lo stesso bagaglio affettivo e valoriale. “Per me - precisa il regista - il cinema è emozione ma anche logica e costruzione. La libertà stilistica non può prescindere da una solida base tecnica, e poi, nonostante scuole di pensiero contemporanee prediligano uno stile fotografico “sciatto”, io sono ancora uno strenuo sostenitore dell’importanza estetica delle immagini”. Come tutti gli artisti e i professionisti dotati di spiccata sensibilità, Nannavecchia non può prescindere dall’esternare una personale riflessione sulla situazione presente. “In questi tempi di grande difficoltà generale non bisogna cedere alla tentazione di chiudersi a riccio, ma occorre aprirsi a nuove idee e prospettive, poichè è proprio nei periodi di crisi che la spinta verso la creatività e l’inventiva deve essere ancor più forte e decisiva”. Chiara Sorrentino

Nulla da fare per il Supercinema 70. La sala cinematografica inaugurata a Carpi negli Anni Venti è ormai smembrata. Grazie al prezioso materiale fornitoci dal dottor Dante Colli, ricercatore, collezionista ed esperto di storia locale, abbiamo ripercorso la storia del cinema in città: un amarcord in bianco e nero

Sipario calato sul Supercinema ‘70 I l primo locale cinematografico di Carpi è il Fanti, aperto tra il 1918 e il 1919 dal signor Riccardo Rossi. Il Fanti è una piccola sala con platea e un rialzo sul fondo servito da panche di legno. Nel 1921, il proprietario lo vende alla famiglia Mailli per costruire il cinema Modernissimo. Del Fanti si occupa l’ultimo fratello, Erio, sino alla morte nel 1967, poi il testimone passa alla sorella Ines. Nel ricordo di tutti la magra figura della madre Enrichetta, instancabile al botteghino. Si migliora il locale e si costruisce la galleria, prima del Trenta, con un prestito bancario di 100.000 lire e si possono così vantare tre ordini di posti. Il riscaldamento è a stufe e bisogna tenerle rifornite per evitare che facciano fumo. Nella seconda metà degli Anni Trenta, i Mailli prendono in gestione anche il Cinema Teatro Lux, proiettando spettacoli pomeridiani per i bimbi dell’Oratorio, nei quali eccellono i burattini di Emilio Preti & Figli. Arriva poi il periodo della guerra e l’atmosfera si fa

La sala d’attesa del Supercinema in Piazza Martiri, inaugurato nel 1927

tragicamente insostenibile. Il 26 marzo, alle 20,45, mentre vendeva i biglietti nell’atrio del Cinema Lux, è stato ucciso, con quattro colpi di rivoltella sparatigli da uno sconosciuto, Vincenzo Leonardi, vice reggente del fascio locale e marito della sorella dei Mailli. La tragedia segna la fine della gestione del Lux. Quella del Fanti prosegue prima con la veterana Enrichetta poi con Ines fino al 28 marzo 1993. Riccardo Rossi nel 1924 completa invece il cinema Modernissimo. Nel 1926 poi,

si affacciano alla ribalta cinematografica che ha una sua forte capacità attrarre ed esaltare fantasia e fiuto commerciale, Alfredo ed Emilio Gibertoni, operatori nel settore vinicolo. L’occasione è offerta dal Banco di Roma, sede di Bologna, che mette in vendita la porzione di caseggiato che va dalla piazza sino a via Ciro Menotti, già proprietà dei Franciosi. L’acquisto è concluso per 170.000 lire. Iniziano così i lavori del Supercinema Teatro su progetto del professor Umberto Forti. La Coo-

perativa Muratori brucia i tempi e il 14 aprile 1927, giovedì, si inaugura privatamente, su invito, il locale. Il professor Forti, da buon latinista, pone sul frontone del palcoscenico un verso di Ovidio: Ducere sollicitae iucunda oblivia vitae” che costringerà la maggior parte dei carpigiani a chiedersi cosa mai veramente significhi. Il locale è straordinario, nella sinuosa armonia della galleria, con le due braccia che si spingono verso lo schermo e i sottili pilastri che si levano

dalla platea consentono a tutti una buona visione, ma la crisi economica non perdona e all’inizio di quel fatidico ‘29, il locale è ceduto per 39.000 lire annue in gestione a Rossi che forse, fidando nella sua maggiore esperienza spera di cavarsela. Nel 1932 Riccardo Rossi getta la spugna. La gestione del cinema con il suo grande atrio (un caleidoscopio colorato ove sono appesi i manifesti delle future programmazioni) è ceduta alla

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L’entrata del Supercinema ‘70 aperto nel 1969 dopo il cambio di sede da Piazza Martiri a via Rodolfo Pio


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Società Galli & Pivetti di Bologna. Il Modernissimo è messo all’asta. I Gibertoni che non sanno rassegnarsi, un po’ come succede agli eroi delle pellicole in proiezione, partecipano alla gara indetta dal Banco San Geminiano e la loro offerta è quella definitiva. L’anno dopo 1933, anche il Modernissimo è recuperato e si avvia una stagione eccezionale per i cinema carpigiani. E’ l’ora dei tre figli di Alfredo, ma l’uomo chiave tra loro è Alfredino, personaggio immedesimato con i due cinema tanto che non si può pensare a questi locali, oggi scomparsi, senza collegarli alla sua immagine. Nel 1935 i Gibertoni comprano l’area compresa tra via Rodol-

fo Pio e viale Carducci e avviano i lavori del Gran Cinema Italia all’aperto che si inaugura nel 1936. Si offre anche il gelato per incentivare le presenze. Sono previsti due ordini di posti, sotto il telone con panche di legno e più arretrate le poltroncine di ferro, per un totale di 2mila posti... ma c’è sempre qualcuno che scavalca la transenna. I Gibertoni non lasciano il cinema malgrado le difficoltà del settore. Il 4 dicembre 1968 si inaugura il Nuovo Supercinema sull’area del vecchio cinema all’aperto che ha chiuso a fine estate precedente già circondato da pilastri e strutture. Nel 1984 chiude invece definitivamente il Modernissimo. Il Supercinema 70 aperto nel 1969 dopo il cambio di

13 sede da Piazza Martiri a via Rodolfo Pio sarà poi completamente ridisegnato e, riaperto dopo sei mesi di ristrutturazione il 18 dicembre 1998, con due nuove sale: la sala gialla e la sala azzurra, ciascuna con 450 posti. Una storia, quella del Supercinema ‘70 che, dal 1927 si è ormai tristemente conclusa. Da tempo il locale ha abbassato le serrande e, pezzo dopo pezzo, viene inesorabilmente smembrato. Alcune settimane fa, un camion ha caricato alcune poltrone e un sacerdote di Ferrara ha acquistato un pezzo della cinepresa per il cinema storico del suo oratorio. Insomma su un pezzo di storia di Carpi si è ormai inevitabilmente calato il sipario. L’happy end però ci è stato negato. 1998 - Immagini del nuovo Supercinema ‘70

Nuovo look per la sede dell’Anpi in via San Bernardino

Una casa nuova per i nuovi “partigiani”

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a cosa più bella, entrando nella sala sabato scorso, è stato vedere, in mezzo a tanti giovani che ascoltavano rapiti i suoi racconti, Mario Marchi, l’anziano carpigiano del quale, la scorsa estate, raccontammo la travagliata storia di soldato durante il Secondo conflitto mondiale. Un incontro tra generazioni tanto più prezioso quanto, al giorno d’oggi, sempre più raro. L’occasione è stata fornita dall’inaugurazione della sezione dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – A.N.P.I. – in via San Bernardino, nel cuore del centro storico di Carpi, riaperta alla cittadinanza in una nuova veste, rispettosa del valore storico culturale del passato e riallestita dal grup-

po giovani come laboratorio di idee, pensieri, discussioni e iniziative politico-culturali: “Con lo scopo – come dichiarato da Andrea Santoiemma, membro dell’associazione - di sperimentare tutti i volti dell’antifascismo ai giorni nostri. Ci piacerebbe collaborare per costruire uno scambio creativo con tutte le associazioni e i singoli che si ritrovano in queste tematiche, perciò siamo aperti a tutti, tenendo presente che le nostre bussole sono la Costituzione repubblicana e i principi democratici in essa contenuti. Principi di eguaglianza e libertà che non sono assolutamente negoziabili”. La storia della sezione carpigiana viene da lontano, per l’esattezza dal giugno del 1945 quando, a

guerra appena conclusa, un gruppo di partigiani decise che, per proteggere quei valori in difesa dei quali tanto sangue era stato versato, occorreva vigilare costantemente. Così nasce l’Anpi che, da qualche anno, permette l’adesione anche dei non partigiani, permettendo così il passaggio di testimone ormai necessario a causa del trascorrere degli anni. Ma che senso ha dichiararsi, oggi, antifascisti? “In Italia, mentre non c’è nessuno della Sinistra che sia disposto a parlare bene dello stalinismo, c’è una parte della Destra che non ha mai fatto i conti col suo passato – spiega il presidente Francesco Lioce – e ancora guarda con nostalgia a esperienze tragiche del nostro passato. Penso per esempio a realtà come Casa Pound o Forza Nuova. Ma qui gli anticorpi sono buoni e, in ogni caso, continueremo a vigilare”. Marcello Marchesini


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na messa solenne concelebrata in una Cattedrale gremita di fedeli alla presenza dei parroci della Diocesi, del prefetto, dei sindaci di Carpi, Novi, Soliera, Mirandola e Concordia, del presidente del Consiglio provinciale, delle autorità cittadine, ha di fatto sancito l’uscita di monsignor Elio Tinti dalla Diocesi carpigiana, dopo undici anni di intensa attività pastorale, in attesa dell’arrivo, domenica prossima, del nuovo presule monsignor Francesco Cavina. In precedenza monsignor Tinti aveva avuto altri significativi appuntamenti: nella chiesa di Quartirolo quando aveva concelebrato la messa, insieme al parroco don Claudio Pontiroli in occasione della Festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, al successivo pranzo insieme ai rappresentanti della stampa cittadina e la presentazione in Sant’Ignazio del volume Perché nulla vada perduto, dedicato ai suoi anni ‘carpigiani’, insieme al curatore Alessandro Albertazzi. Sentite e affettuose le parole di saluto alla città pronunciate dal vescovo Tinti in Cattedrale, interrotte più volte dalla commozione che gli attanagliava la voce, sottolineate dai caldi applausi dei presenti. Parole non di circostanza, pronunciate con affetto e simpatia, non senza un pizzico di nostalgia e rammarico per lasciare l’incarico “che ha costituito una parte importante della mia vita di sacerdote”. E, rispondendo all’indirizzo di saluto rivoltogli dal vicario don Massimo Dotti, ha detto: “lascio la Diocesi dopo essere stato per undici anni in mezzo alla gente, con la

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L’Angolo di Cesare Pradella Il saluto della Diocesi di Carpi a Monsignor Tinti ferito in un attentato. Nella celebrazione in Cattedrale, monsignor Tinti ha salutato il suo prossimo successore, il vescovo Cavina, invitando i fedeli “ad accoglierlo con calore, amore e affetto, così come io sono stato accolto”, facendo poi un annuncio che è stato anche questo sottolineato dagli applausi della folla presente.

gente e per la gente. E ringrazio il Signore per quanto ho imparato e ricevuto da credenti e non credenti e dalle tante associazioni del volontariato, dall’Azione cattolica, dall’Agesci, dalla Caritas e dalle aggregazioni ecclesiali e laicali. Come vescovo ho cercato di favorire la crescita umana, spirituale e sociale di questo territorio, l’accoglienza degli stranieri e l’assistenza ai bisognosi, rimuovendo il più possibile indifferenza e

individualismo”. Nell’incontro con i giornalisti a Quartirolo, salutato dal direttore di Notizie Luigi Lamma, da Silvia Cabri e dal presidente dell’associazione modenese della stampa Roberto Righetti, Tinti aveva avuto parole di solidarietà per il giornalista modenese Giovanni Tizian, sotto scorta per i suoi articoli sulla criminalità organizzata ed espressioni di ringraziamento per la collaborazione ricevuta dai

sindaci che si sono succeduti, dalle autorità civili, militari e politiche, ricordando, in particolare, la proficua collaborazione col sindaco

Enrico Campedelli col quale fece anche un viaggio in Brasile per incontrare il sacerdote carpigiano don Francesco Cavazzuti,

Domenica 5 febbraio l’ingresso del nuovo vescovo

Monsignor Cavina incontra la città

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omenica 5 febbraio monsignor Francesco Cavina, ordinato vescovo di Carpi lo scorso 22 gennaio presso la Cattedrale di Imola, farà il suo ingresso in città e prenderà possesso della Diocesi. Ad attenderlo i fedeli che, alle 16.30, si riuniranno in Duomo per accoglierlo e partecipare alla celebrazione eucaristica. La Messa sarà preceduta da tre tappe nel cuore della città, tre momenti

di incontro pieni di significato. Il primo momento, alle 14.30, si terrà presso la Casa della Divina Provvidenza, luogo di carità e accoglienza. Qui sosterà in preghiera al sacello della Venerabile Mamma Nina Saltini e incontrerà per un breve saluto le suore Figlie di San Francesco, le mamme e i bimbi ospiti della Casa Agape, i volontari del Centro di aiuto alla vita. Alle 15 Cavina si recherà presso la pieve di Santa Maria

La Schola Cantorum Regina Nivis promuove anche quest’anno l’ormai tradizionale rassegna dedicata alla musica sacra

La musica sacra nella terra dei Pio

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on due concerti per coro e orchestra, l’Associazione culturale Schola Cantorum Regina Nivis promuove anche quest’anno l’ormai tradizionale rassegna de La musica sacra nella terra dei Pio. Protagonisti di questa quinta edizione saranno il Coro S. Francesco da Paola di Bagnolo in Piano, accompagnato dall’ensemble di voci bianche dei Piccoli Cantori di S. Francesco e dall’Orchestra NonSoloNote e l’Orchestra giovanile Marija Judina di Modena, che affiancherà la Corale Regina Nivis nell’esecu-

zione integrale del Magnificat di Vivaldi. Il Coro S. Francesco da Paola svolge, a partire dal 1995, un’attività concertistica intensa e di

qualità, con numerose partecipazioni canore in ambito nazionale e internazionale, in un costante impegno artistico e umanitario che

lo ha visto collaborare con prestigiosi solisti e istituzioni. Sabato 4 febbraio, presso la Chiesa Madre e la nuova Aula Liturgica della Parrocchia di Quartirolo, il coro guiderà gli ascoltatori in un concerto itinerante fra ars antiqua e ars nova, intonando a cappella un repertorio sacro ispirato alle forme espressive medievali,

che culminerà nell’esecuzione integrale dell’album Infinitamente piccolo di Angelo Branduardi, con l’indispensabile apporto delle voci bianche dei Piccoli Cantori e dell’ensemble strumentale NonSoloNote. L’antico si alterna al moderno, la tradizione si fonde nella contemporaneità, le melodie delle abbazie incontrano le armonie novecentesche. L’Orchestra Marija Judina nasce nel 2011 per iniziativa dei giovani musicisti che la compongono e vanta già diverse importanti esecuzioni sul territorio nazionale. Diretto

“Ora torno a Bologna ma alla mia morte vorrei essere sepolto qui, in Cattedrale, al fianco degli altri vescovi che mi hanno preceduto”. in Castello, dove verrà accolto dai giovani che hanno preparato un momento di preghiera e festa. La terza tappa del cammino verso la Cattedrale è nel Cortile d’onore di Palazzo Pio. Qui ad attenderlo ci saranno le autorità civili e militari ed è previsto il saluto del sindaco Enrico Campedelli e del presidente della provincia di Modena Emilio Sabattini. Da qui il corteo muoverà verso la Cattedrale dove, alle 16.30, avrà inizio la solenne concelebrazione per l’inizio del ministero episcopale del vescovo. dal maestro Giovanni Paganelli, organista e giovanissimo direttore d’orchestra, l’ensemble si esibirà sabato 11 febbraio presso la chiesa di San Bernardino da Siena, con l’esecuzione integrale della Stabat Mater di G.B. Pergolesi e del Magnificat RV610 di A. Vivaldi, interpretato dalla Schola Cantorum Regina Nivis di Quartirolo e dai soprani Sara de Matteis ed Erica Rompianesi. Entrambi i concerti, che come ogni anno hanno il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, il patrocinio della Diocesi e del Comune di Carpi, avranno inizio alle ore 21 e sono a ingresso libero.


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Fino al 31 marzo, nel Ridotto del Teatro Asioli di Correggio, una mostra fotografica di Tiziano Ghidorsi, a cura di Stefano Daolio

Altra scena

Magrezza non fa rima con professionalità

a cura di Clarissa Martinelli

 

clarissa.martinelli@radiobruno.it

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a inaugurato al Teatro Asioli di Correggio Altra scena, mostra fotografica di Tiziano Ghidorsi (fotografo dell’archivio dell’Asioli) a cura di Stefano Daolio. La mostra, allestita in occasione del decennale della riapertura del Teatro, restituisce allo spettatore la memoria vivida degli spettacoli e dei loro grandi interpreti che ne hanno calcato le scene in queste ultime stagioni. D’altra parte, come scritto nel catalogo, “quasi sempre, esplorando gli scatti di Tiziano siamo sorpresi e affascinati: nel continuum temporale dello spettacolo sembrano isolare momenti decisivi - espressioni degli attori, composizioni sceniche, figurazioni plastiche, tagli

di luce… - che non avevamo notato dalla platea. Queste immagini sono già viste e mai viste, appartengono a un vecchio spettacolo e a un nuovo spettacolo, ci restituiscono la memoria della scena che conoscevamo e, allo stesso tempo, creano un’altra scena”. Tiziano Ghidorsi ha iniziato a fotografare diversi anni fa; da alcune stagioni è il fotografo ufficiale del Teatro Asioli e le sue foto di scena ne costituiscono l’archivio. E’ socio fondatore dell’Associazione Fotografi per lo Spettacolo, che organizza, a Correggio e altrove, workshops, corsi, incontri. La mostra - promossa da Teatro Asioli, Comune di Correggio ed Ert - resterà aperta fino al 31 marzo.

Il 16 febbraio, alle 21.30, concerto di Roberto Gatto 5et, in Remembering Shelly al Baluardo della Cittadella di Modena

Jazz al Baluardo

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uesto quintetto è l’omaggio di uno dei migliori batteristi del presente, Roberto Gatto, a un grande drummer del passato, Shelly Manne. Un progetto nato dall’amore per un certo tipo di jazz, quello di metà Anni ‘50, imbevuto di swing vertiginoso e basato sulla coralità impreziosita da fenomenali slanci solistici. Il batterista romano ha affidato il suo lavoro di trascrizione (non esistono spartiti dei brani proposti) a musicisti capaci di calarsi con precisione assoluta in un gioco di squadra millimetrico, ma anche e soprattutto di personalizzare con interventi di ottima incisività un live che concede pochissimo ai momenti di pausa e che lascia il segno.

Ciao Clarissa, ho letto che le hostess di Meridiana si sono arrabbiate perchè sono obbligate a indossare una divisa taglia 40-42. Secondo me è sbagliato che si arrabbino: quando voli è bello che la hostess sia una ragazza sorridente e carina e mi sembra normale che non sia grassa, se no ci sono molti altri mestieri. Paolo

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ei  lavori a contatto col pubblico essere curati e sorridenti è certamente un importante valore aggiunto. La taglia 40-42 imposta non ha nulla a che fare con l’essere “curati e sorridenti”.  E’ una discriminazione stupida, come stupide sono tutte le discriminazioni; l’Aga Khan è uno sceicco arabo e sappiamo che considerazione abbiano gli arabi delle donne. Personalmente

Non ci sono pesci rossi nelle pozzanghere, il libro di Marco Truzzi conquista il Premio Bagutta Opera Prima 2012

Esordio col botto

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l Premio Bagutta Opera Prima 2012 è stato assegnato quest’anno a Marco Truzzi (in foto) e al suo romanzo d’esordio Non ci sono pesci rossi nelle pozzanghere, edito da Instar Libri. Come di consueto il più antico premio letterario italiano (fondato a Milano nel 1927) è stato assegnato nella cena del 29 gennaio all’omonimo ristorante, tradizionale ritrovo per tutto il mondo culturale milanese e non solo. Il mondo di Damian è diviso in due: zingari e non zingari, romanè e gaji, dentro e fuori del campo alle porte di Correggio dove ormai da anni è stanziata la sua comunità. C’è Gioiele che alleva pesci immaginari nelle pozzanghere, c’è nonno Roman

che armeggia con la pipa e, fra un silenzio e l’altro, gli racconta di tempi remoti e luoghi lontani. Quando, un mattino di marzo, Damian si incammina verso il suo primo giorno di scuola, il confine tra le due realtà comincia a incrinarsi; e ci si mette anche la fortuna - la mitica fortuna zingara - che fa sì che due pubblicitari di passaggio scelgano proprio il padre di Damian come protagonista della campagna promozionale di una nota marca di trapani elettrici, rendendolo lo zingaro più benestante della zona. Crescere, uscire dal campo e passare sempre più tempo tra i gaji,

non volerò con Meridiana. E non prenderei un caffè con chi ragiona come te neanche se somigliasse a Brad Pitt, anche se sono abbastanza sicura che non gli somigli perchè non sono poi così tanti gli uomini perfetti. Ragionando come te direi che mi piacerebbe avere vicino solo uomini favolosi e sorridenti, anche in aereo... ma riflettendoci (e ti invito a farlo) la stupidità fa più paura e danni della bruttezza. complici la scuola e il rapporto con la coetanea Elisa, si trasformano in una fuga dalle radici e nella ricerca di una nuova identità, per poi scoprire, a proprie spese, che voler essere altro da ciò che si è, rappresenta una scommessa perdente in partenza. E’ questo il valore dei fogli ingialliti del diario che nonno Roman lascia in eredità al nipote. Perché la memoria è qualcosa da custodire tenacemente dentro di sé: è il peso della storia, del nostro esserci stati, e si potrà solamente raccontare. Marco Truzzi è nato nel 1975 a Correggio dove vive e lavora coma addetto stampa. Dopo un bootleg editoriale apparso qualche anno fa, Non ci sono pesci rossi nelle pozzanghere è il suo primo romanzo.

Tempo... di quiz! Sudoku Come si gioca

PALINDROMO Frase (“3” 2 6) Salutava alla maniera antica Ave ci diceva Un professore chiede a un alunno: Giovanni, indica sulla mappa, dov’è l’America. Giovanni va e puntando il dito sulla mappa mostra a tutti la posizione esatta. Bene, risponde il professore, ora che sapete dov’è l’America sapreste dirmi chi lo ha scoperto? E la classe risponde: Giovanni!

Questo gioco di logica propone una griglia di 9×9 celle, ciascuna delle quali può contenere un numero da 1 a 9, oppure essere vuota; la griglia è suddivisa, da bordi in neretto, in 9 sottogriglie, chiamate regioni, di 3×3 celle contigue. Le griglie proposte al giocatore hanno da 20 a 35 celle contenenti un numero. Scopo del gioco è quello di riempire le caselle bianche con numeri da 1 a 9, in modo tale che in ogni riga, colonna e regione siano presenti tutte le cifre da 1 a 9, e pertanto senza ripetizioni.


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18 L’aforisma della settimana...

“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare”.  A.  Schopenhauer

appuntamenti

Teatro

Dal 3 al 5 febbraio, alle ore 21, nella cornice del Teatro Comunale di Carpi, va in scena l’opera di Michael Frayn, con Lunetta Savino ed Emilio Solfrizzi. Regia di Leo Muscato

Due di noi

CARPI

3 - 5 febbraio - ore 21 Stagione Prosa Due di noi di Michael Frayn con Lunetta Savino ed Emilio Solfrizzi Regia di Leo Muscato Teatro Comunale 6 febbraio - ore 20.30 17° Premio Carpi Città dello Sport 2012 Ingresso libero A cura di Assessorato allo Sport e Benessere Città di Carpi e Radio Bruno Teatro Comunale

Mostre CARPI

Fino al 5 febbraio Nuvole. Personale di Marco Demis Spazio Meme Fino al 12 febbraio Immagini dal silenzio La prima mostra fotografica nazionale dei lager nazisti attraverso l’Italia 1955-1960 A cura di Marzia Luppi ed Elisabetta Ruffini Sala Ex Poste di Palazzo dei Pio Fino al 26 febbraio La casa dei suoni Sala Estense di Palazzo dei Pio Fino al 29 febbraio L’umorismo ai tuoi piedi Personale di Antonio Guarene O&A Centro Affari Fino al 3 marzo I Libri per Ragazzi che Hanno Fatto L’Italia Mostra bibliografica e documentaria dal 1861 agli anni 2000 curata dall’Associazione Culturale Hamelin Libri, fumetti, illustrazioni che hanno contribuito a creare l’iimaginario italiano Un modo per rileggere la nostra storia attraverso una lente nuova, il ritratto di una nazione a partire da Pinocchio, Cuore, gli eroi di Salgari, Gian Burrasca, Il Corriere dei Piccoli, fino ai grandi autori e protagonisti di oggi Biblioteca Il falco magico

Eventi CARPI

Fino al 5 febbraio Circo Darix Togni Zona Fieristica 3 febbraio - ore 22 Rumatera in concerto Opening act Lace Up A seguire Matteo Borghi Dj Kalinka Arci Club

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he two of us fu rappresentata per la prima volta a Londra nel 1970: fu l’esordio teatrale di Michael Frayn, che, allora sconosciuto, sarebbe in seguito diventato famoso in tutto il mondo grazie al successo di Rumori fuori scena. La commedia racchiude tre atti unici -recitati in questo allestimento da tre attori- che mostrano situazioni matrimoniali al limite

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el 2009 il romanzo di Gesualdo Bufalino viene messo in scena al Teatro Verga di Catania grazie all’ottimo adattamento di Vincenzo Pirrotta, regista e attore. Il protagonista del romanzo, “colui che dice Io”, come viene definito nell’adattamento teatrale, è interpretato da un bravissimo Luigi Lo Cascio, che sembra trovarsi perfettamente a suo agio nella lingua onirica e complessa di Bufalino. Vincenzo Pirrotta, oltre alla parte di regia, ha ritagliato per sé il pomposo e surreale ruolo del Gran Magro. Dopo alcune stagioni dedicate ai monologhi, Lo Cascio torna a lavorare in una compagnia, ma anche in questo caso è assoluto protagonista della scena, l’anima dello spettacolo, che rivive e ricostruisce la storia sul palco. Le luci vengono curate da Franco Buzzanca, i costumi e le scenografie da Giuseppina Maurizi, le coreografie da

del paradosso. Ci sono due coniugi esasperati (Lunetta Savino ed Emilio Solfrizzi) da un neonato insonne che tornano in vacanza a Venezia, nella stessa camera dove erano stati in viaggio di nozze, e il confronto con il passato risulta comico e amaro; quindi si passa a un secondo ménage, in cui vive una coppia che non comunica più e nella quale la moglie si consola

dialogando con il piede del marito, l’unica parte del corpo di lui che ancora mostra qualche sprazzo emotivo; nella terza scena il caos è totale, poiché marito e moglie si ritrovano a aver invitato a cena, per errore, una coppia di amici da poco separati ed il nuovo compagno di lei: un tour de force incredibile per gli attori che dovranno interpretare più ruoli, cambiandosi

velocemente e inserendosi in un frenetico meccanismo di entrate ed uscite senza sosta, che lo stesso Frayn considerava l’aspetto più divertente della commedia. Una pièce dinamica dunque, fatta di colpi di scena e di quadretti familiari non proprio idilliaci ma credibili, spassosi, ironici, allietati dalla naturale simpatia di due dei volti più amati del piccolo schermo.

Il 3 e febbraio al Teatro Asioli di Correggio torna in scena la Diceria dell’Untore, dal romanzo di Gesualdo Bufalino, per la regia di Vincenzo Pirrotta

Lo Cascio, anima dello spettacolo

Alessandra Luberti. Degne di nota anche le musiche composte da Luca Mauceri, che affida l’esecuzione a 4 ottimi musici: Michele Marsella (chitarra classica, basso, tastiere), Mario Gatto (sax, clarinetto, fisarmonica, basso, tastiere), Salvatore Lupo (violino, violoncello, basso) e Giovanni Parrinello (percussioni, basso). Orchestrato magnificamente, con una una scenografia quasi viva, musiche e  movimenti scanditi dal ritmo degli strumenti suonati dal vivo, Diceria dell’untore è uno spettacolo da non perdere, anche per conoscere un testo meraviglioso, che contiene in sé già molte caratteristiche evidentemente teatrali, di un autore italiano ancora poco conosciuto e valorizzato.

Il 9 febbraio, alle 21,15, al Nuovo Cinema Teatro Italia di Soliera, protagonista il clown Roberto Abbiati in uno spettacolo ispirato al Riccardo III di William Shakespeare

Il mio regno per un pappagallo Drammaturgia Francesco Niccolini e Roberto Abbiati. Idee, musiche e suggerimenti di Bano Ferrari e Carlo Pastori.

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ognano i clown? E hanno mai incubi? E che incubi può avere un clown? Come in un film: dopo il successo di un personaggio, come si fa a ucciderlo? Ecco dunque che dall’ultimo spettacolo dei Clown del Teatro d’Artificio, The Clown Shakespeare Company, resuscita uno dei cadaveri eccellenti,

quel Riccardo III che a tanti spettatori, a fine spettacolo, uscendo dalla sala, ispira la canzoncina che Riccardo disperatamente cerca di cantare mentre accoppa Falstaff… è un delirio? forse, ma siamo nel mondo dei clown, dove tutto è concesso. Così, Roberto Abbiati, clown milanese, reinterpreta le gesta del più sanguinario degli eroi shakespeariani: Riccardo di Gloucester, alias quello “piscinin, brut e catiff”: saltando da Londra alla

Brianza, dall’inglese al dialetto delle campagne lombarde, “Il mio regno per una pappagallo” mischia brandelli shakesperiani alla storia quotidiana di un attore/clown, con le sue paure e gli incontri, quelli veri, con le persone, con la malattia, con chi ieri c’era e stamani al risveglio non c’è più. Un lungo sogno, un po’ buffo e un po’ malinconico, destinato a coinvolgere il pubblico più di ogni ragionevole immaginazione…


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appuntamenti

4 febbraio - ore 21 In tempore Francisci Concerto itinerante tra ars antica e ars nova Chiesa Madre ars antica - Cantate Domino in chordis et organo Nuova Aula liturgica ars nova - Infinitamente Piccolo di Angelo Branduardi Piccoli Cantori di San Francesco Corale San Francesco da Paola - Bagnolo in Piano NonSoloNote Orchestra Direttore: Primo Iotti A cura della Schola Cantorum Regina Nivis Chiesa della Madonna della Neve di Quartirolo 5 febbraio - ore 18 Incontro con Guido Catalano Presentazione e reading del libro Ti amo ma posso spiegarti (Miraggi Edizioni) e incontro con l’autore Spazio Meme 5 febbraio - ore 15 Insieme per Chernobyl Maratona di Aerobica, Funky, Hip-Hop... Con la partecipazione di scuole e palestre: Surya Dance Company S.G.La Patria 1879 Carpi Polisportiva Nazareno Carpi Pantheon Club Carpi Space Dance Arci Taverna Novi Virtual Fitness Polivalente Arci Uisp Soliera Polisportiva La Torre Medolla Ingresso a offerta 5 euro Il ricavato sarà destinato alla copertura dei costi per un soggiorno di risanamento per 30 bambini presso il centro specializzato Nadiejda, in territorio non contaminato bielorusso Palazzetto dello Sport Dal 5 febbraio al 18 marzo ore 17 Carpi, la piazza. Prima della mostra Programma 5 febbraio Paesaggi e vedute urbane negli affreschi di Palazzo dei Pio A cura di Tania Previdi 19 febbraio La piazza di Carpi nella veduta di Luca Nasi A cura di Manuela Rossi 4 marzo Il Palazzo dei Pio. Sette secoli di architettura e arte A cura di Tania Previdi 18 marzo Un monumento per la piazza, la statua di Manfredo Fanti A cura di Natascia Arletti I Musei di Palazzo dei Pio 5 febbraio - ore 16 Astro Boy Per bambini da 8-10 anni L’incontro è condotto da I ragazzi del Circostrass e dall’Associazione Culturale Aporie Circolo Guerzoni 5 febbraio - ore 12.30 Festa del cotechino e Festa di Cantarana Street

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A Modena, sabato 4 e domenica 5 febbraio al Foro Boario arrivano cento editori da tutta Italia. Oltre 60 appuntamenti, seminari, incontri e presentazioni di libri. Due nuovi concorsi nazionali

Torna l’appuntamento con Buk Festival N el fine settimana del 4 e 5 febbraio, al Foro Boario di Modena in via Bono da Nonantola, ritorna Buk, il festival della piccola e media editoria, giunto quest’anno alla quinta edizione e organizzato da Progettarte con la collaborazione del Comune e il sostegno della Fondazione cassa di risparmio di Modena. Nella due giorni, ideata da Rossella Diaz e Francesco Zarzana, troveranno visibilità e spazi espositivi oltre 100 case editrici che arrivano da tutta Italia (una anche dalla Germania) per presentare la loro offerta culturale. Il programma, oltre a ospiti di primo piano, prevede decine di iniziative collaterali, oltre 60 e tutte gratuite, tra conferenze e dibattiti sui grandi temi dell’attualità, reading e atélier letterari creativi, incontri con autori e personalità della cultura, piccoli eventi musicali e spettacoli dal vivo. Come ogni anno l’ingresso a Buk sarà gratuito a orario continuato dalle 9.30 alle 19.30 e le sale per gli incontri e le presentazioni saranno dedicate a tre premi Nobel per la letteratura: Luigi Pirandello, Giosuè Carducci e Grazia Deledda. Due concorsi rappresentano le principali novità di quest’anno al festival modenese della piccola e media editoria: la prima edizione del concorso

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2 eventi di cui 5 in contemporanea, 55 giorni di fiera, 207 giorni di occupazione del quartiere di viale Virgilio, tra allestimento e disallestimento. Sarà un anno ricco di appuntamenti il 2012 di ModenaFiere: alle manifestazioni ormai consolidate si affiancano eventi nuovi. L’obiettivo è quello di portare nel quartiere fieristico ancora più espositori rispetto ai 2.510 del 2011 e incrementare l’afflusso di pubblico che lo scorso è stato di 332.120 visitatori. Gli appuntamenti inediti sono quattro, tutti altamente specializzati: Precollezioni, il salone del tessile e degli accessori moda, che si svolge due volte l’anno; Unica Denim, interamente rivolto alla filiera tessile del denim; iSenza è il forum dedicato agli alimenti specifici per intolleranze, allergie e salute, mentre Medtech si focalizza sugli apparecchi medicali. Il nuovo anno di ModenaFiere si apre sotto la guida di un presidente altrettanto nuovo, eletto all’unanimità dall’assemblea dei soci nell’ottobre scorso: Alfonso Panzani, imprenditore ceramico con un’esperienza ultratrentennale, è presidente e amministratore delegato del Gruppo Ceramiche Ricchetti e per due mandati consecutivi è stato al vertice di Confindustria ceramica, dove ora ricopre la carica di Consigliere. Il neopresidente guarda al futuro con ottimismo: “in questo momento di difficoltà generalizzata dei mercati il nostro calendario per il 2012 riconferma tutti gli appuntamenti dell’anno appena concluso a cui si aggiungono quattro proposte inedite: abbiamo infatti scelto

nazionale di giornalismo scolastico Prima pagina promosso dall’Assessorato all’Istruzione e riservato alle scuole superiori (la premiazione si svolgerà sabato 4 febbraio alle 21 all’Auditorium del San Carlo) e il nuovo premio letterario Due Vittorie, suddiviso in due sezioni per  racconti editi e inediti. A Buk 2012, inoltre, ritorna con la terza edizione Parole digitali, concorso a premi per giovani creativi dai 15 ai 25 anni di età, sul tema: L’ho letto su Wikipedia!. Con un tweet di soli 140 caratteri i partecipanti possono vincere tecnologie di ultima generazione per la lettura e buoni acquisto da spendere all’interno

della manifestazione. L’iniziativa è della rete Net Garage dell’Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Modena che con Buk promuove anche un seminario sul tema della pertinenza e autorevolezza delle fonti su Internet intitolato Cinguettii e Rumori, la verità viaggia su Internet?, in programma sabato 4 febbraio alle 10 con la partecipazione di esperti tecnici e istituzionali. Sempre più festival letterario, Buk ha conosciuto nelle edizioni passate un crescente successo di pubblico (10mila visitatori nel 2008, 12mila nel 2009, 15mila nel 2010 e 20mila nell’ultima edizione del febbraio 2011).

appuntamenti

Il ricavato sarà devoluto a favore di Ushac A cura del Comitato Amici del Parco di Carpi in collaborazione col Centro Sociale Graziosi Circolo Graziosi 5 febbraio - ore 15.30 Cun i sold e stà ben ach’i puvrett Spettacolo presentato dalla Compagnia Dialettale Reggiana Il Buffone di Corte Commedia in due atti di Claudio Martelli Regia di Fausto Zuccheri Cinema Teatro Ariston San Marino 7 febbraio - ore 9.30 Carezze e coccole L’incontro è condotto da: Roberta Losi, psicologa del Centro per le Famiglie Alessandra Mioni, educatrice del Centro Giochi Scubidù E’ possibile portare il proprio bambino Centro Giochi Scubidù 7 febbraio - ore 20,30 I martedì sera al Gorizia Orchestra di archi dei piccoli allievi dell’Istituto Musicale Vecchi-Tonelli Centro Sociale Gorizia 8 febbraio - ore 21 Ecuador e Galapagos Di Marcello Oliva A cura di L’Angolo dell’Avventura in collaborazione con Libreria Mondadori Sala Congressi

Quattro nuove manifestazioni arricchiscono il calendario di Modena fiere che ha in programma 22 eventi per un totale di 55 giorni di fiera

Tessile protagonista a ModenaFiere

di investire in nuove e originali opportunità. Vogliamo proseguire nello sviluppo del piano industriale impostato in maniera lungimirante dal presidente uscente Luigi Verrini, puntando su manifestazioni specializzate, per creare occasioni di incontro e confronto tra gli operatori. Le nuove fiere in programma vanno proprio in questa direzione, cercando di cogliere le esigenze che vengono espresse dal mondo professionale e, al contempo, di valorizzare le risorse del territorio”. Le quattro manifestazioni al debutto nel 2012 sono eventi professionali rivolti principalmente agli addetti ai lavori. E’doppio l’appuntamento con Precollezioni (17-19 gennaio e 10-12 luglio) che propone le anticipazioni

del tessile e degli accessori moda per la stagione estiva e quella invernale: il salone vuole portare le aziende produttrici di tessuti nel territorio dove operano le più importanti industrie di confezioni, per creare un confronto in anteprima sulle tendenze moda che anticiperanno l’uscita delle collezioni. Unica Denim (5-6 giugno) è la prima e unica fiera in Italia dedicata alla filiera tessile del denim, seconda in Europa dopo Parigi: gli espositori sono industrie tessili del denim, di accessori moda, laboratori e lavanderie legate a questo comparto. iSenza (21-22 settembre) si propone come un forum dedicato agli alimenti per intolleranze, allergie e salute; l’evento nasce per creare un appuntamento nazionale a carattere scientifico e informativo sulla crescente domanda di prodotti specifici: lo conferma l’aumento di corner dedicati all’interno della grande distribuzione. Il salone Medtec (26-27 settembre) si tiene ogni anno in Gran Bretagna, Germania, Francia, Irlanda, Cina e Giappone, Sud-Est asiatico e ora approda in Italia: è una vetrina per le soluzioni di design e le tecnologie per la fabbricazione di apparecchi medicali; espongono fornitori di materie prime, fabbricanti di macchinari e subfornitori di servizi, provenienti in

parte dall’estero. La forza attrattiva del quartiere fieristico modenese si basa sulla qualità dell’offerta: molte manifestazioni sono conosciute oltre confine, come Motorsport Expotech, l’unica mostra convegno internazionale per il mondo dei veicoli ad alte prestazioni, prossima fiera in programma (2 e 3 febbraio), o Modenantiquaria, terza in Europa nel settore dell’alto antiquariato, con i suoi tre saloni riuniti nel nuovo payoff Unica Fine Art Expo. Non mancano i primati nazionali: Skipass, con quasi 100mila visitatori ogni anno, è il marketplace della neve più grande d’Italia, Play è la ludoteca più estesa sul territorio nazionale, 7.8.Novecento è al secondo posto nella sua categoria di antiquariato, così come Expo Elettronica è il secondo salone in Italia di elettronica professionale e di consumo. Molti eventi in programma, poi, sono le uniche fiere di riferimento per i rispettivi settori: Children’s Tour per il turismo 0-14, Sicura per la sicurezza alimentare, Ambiente Lavoro Convention per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, Oil&nonOil per il mondo delle stazioni di servizio. Non manca un record di anzianità: la Fiera Campionaria con i suoi 74 anni si colloca tra le fiere più longeve.


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Calcio – Il Carpi rimonta il Pavia con i gol dei leader Memushaj ed Eusepi: 2-1

L’orgoglio di una squadra adulta La classifica illustra un campionato diverso, rimodellato dal mercato. Sfumano in extremis Melara e Arma. Arriva Bocalon dalla CremoneseDomenica il big-match con la Ternana (ghiaccio permettendo).

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ient’affatto bellissimo, ma ormai adulto. Il Carpi supera il Pavia annullandone il pericolosissimo vantaggio. Vince di rincorsa la partita più incognita, poiché facile in apparenza ma estremamente complicata dalle trappole ben disperse da un avversario in disperata urgenza di risultato. La seconda rimonta consecutiva è senza dubbio un certificato di crescita. I biancorossi ora conoscono la strada per uscire dal bosco. Hanno perso il vizio di smarrirsi negli svantaggi. Sanno cambiare marcia. Sono capaci d’ingranare quella utile a ribaltare sé stessi e le partite. L’orgoglio acquisito è sintomo di forza. Traduce una consapevolezza nuova, che discende indubbiamente dalla definitiva presa di comando dei leader eletti. LEADER - Memushaj è soffio vitale e pastore del gregge. Inverte i momenti difficili, scaraventando in porta gol pesanti (sale a quota 5). Con rabbia chirurgica, e cieca precisione. Comunica con il linguaggio del corpo e dei gesti tecnici. Nella confusione, gli basta una singola giocata per infondere tranquillità. Nella calma piatta, suona la sveglia con un blitz. Dà i tempi, i modi, le speranze, e le destinazioni: in pratica, la squadra respira con lui. Concas è la classe generosa. Macina chilometri di qualità, con la fiamma ossidrica in mano ed il sassofono ai piedi. Continua ad accumulare nuovi compiti, senza sottrarsene. Ora viene sperimentato nella centralità del gioco quando il campo s’allunga. Non conosce le geometrie ottimali per l’uscita della palla. Predilige cavalcarla. Andrà perciò rivalutato, volta per volta, a

seconda dell’avversario. Ma intanto si propone come sintesi tra due necessità competitive: aggiungere forza alla mediana, senza modificare l’equilibrio faticosamente raggiunto da Notaristefano in un 4-4-2 stretto e verticale. Eusepi è la furia istintiva del toro che uccide. Si conferma imperfetto, ma essenziale. Pensa da solo, bada poco ai compagni, se non quando avverte la convenienza di sfruttarne i movimenti. Ma è comunque la loro fortuna, perché sa decidere. Laddove non riesce con la tecnica, mette corpo ed astuzia. Ha una sola bussola: corre tutta la partita verso la porta. Ogni palla è buona per l’agguato. Vive esclusivamente per il gol (4 nelle ultime 5 gare, 3 dei quali da match-winner). Sa sbagliarne, ma sa anche dimenticare gli errori: attorno a questa personalità cristallina cresce uno splendido progetto di grande centravanti. CLASSIFICA - Il girone di ritorno illustra un campionato già molto diverso. Il mercato ha sensibilmente spostato equilibri. La classifica rimane strappata al vertice, ma si è

Calcio a Cinque - Virtus

accorciata in coda. Si sta alzando la quota salvezza. Le piccole hanno provveduto a ripararsi. Le medie pagano l’immobilismo e vengono smascherate. Escono rapidamente dal giro playoff: Como, Lumezzane, Tritium e Pisa. Torna invece fortissimo, come previsto, il Benevento. Che ha blindato i gioielli, corretto qualche squilibrio, e ricevuto un congruo sconto di pena (ben 4 punti su 6 amnistiati). E’ ora ufficialmente iscritto ad una corsa che mette in palio tre posti per quattro squadre. BIG-MATCH - Prim’ancora che sulla stagione del Carpi, la gara di domenica produrrà indizi significativi sul futuro dell’intero campionato. La Ternana è virtualmente fuggitiva (in attesa della penalizzazione del Taranto: congelata misteriosamente, dunque molto italicamente). E comincia al Giglio il suo trittico decisivo. Subito dopo scenderà a Benevento. Poi ospiterà proprio gli ionici. Se resiste, mette una seria ipoteca sulla B. Se allunga, ha praticamente vinto. Se cede, tutte le inseguitrici avranno una chance per rimettersi femminile carpi

Antidepressivo Parma, la Virtus batte un colpo.

Femminile Carpi - Coppa Emilia Serie D

ramontati repentinamente i sogni di coppa (giovedì una Virtus garibaldina ingurgitava a S. Felice un 4-3 alla cicuta, senza spargimento di sangue ma mortifero per le velleità gialloblù), i ragazzi di Mister Caleffi si sbarazzano di un Cus Parma tutt’altro che irresistibile al termine di un match di fatto mai in discussione. La contesa non si annuncia entusiasmante, ma gli spalti, ancora moralmente tramortiti dalla scoppola infrasettimanale, sono subito infiammati da Nosari (in foto), il cui missile su azione d’angolo ricorda a tutti che abbandonarsi allo psicodramma è da folli. Una Virtus che democraticamente si adegua al ritmo ospite chiude la prima frazione senza sussulti, forse disorientata dalla necessità di restituire significato a una marcia sino ad ora frustrata dal ritmo serrato del San Felice pigliatutto. Alla ripresa dei giochi, i gialloblù cambiano piglio e prima la rapace deviazione di un Grazioli sul pezzo, quindi la segnatura di Stassi e il secondo botto griffato Nosari imprimono l’ineluttabile epilogo al match. Un nuovo acuto del 14 virtussino (5-0) si concretizza poco prima che gli ospiti conficchino la propria sbiadita bandiera alle spalle di Ascari (ottimo a rilevare l’infortunato Accomando). I gialloblù si regalano un timido sorriso al termine di una settimana poco felice, ma la capolista non perde un colpo nemmeno in campionato: banditi i pianti infruttuosi conviene non riflettere troppo, Virtus; i calcoli ragionati cedano il passo al fatalismo, avanti fino in fondo poi sarà quel che sarà. Federico Campedelli

Virtus Team - Carpi: 0 - 0

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Nulla di fatto

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n primo tempo abbastanza equilibrato fra le due squadre. Il Virtus Team prevale nella prima metà del tempo, guadagna qualche bel calcio d’angolo, ma non riesce a finalizzare, anche grazie alla bravura dell’estremo difensore biancorosso, che più di una volta salva il risultato. Nella seconda metà del primo tempo è il Carpi che invece comincia a rinvigorirsi dal torpore iniziale e mette in campo un po’ di gioco, senza però riuscire a concludere. Nel secondo tempo le biancorosse continuano a ingranare. Dopo pochi minuti un bell’assist per Lupos, ma la palla esce a lato. Poi è Bergamini a sfiorare per più di una volta il gol. La squadra di casa perde tono e per il Carpi continuano le occasioni, ma manca un pizzico di fortuna. Sul finire del secondo tempo un rigore negato alle biancorosse, che lottano con grinta fino alla fine senza centrare il risultato. Chiara Bonanni

in gioco. Gli umbri non dispongono della rosa migliore. Ma esprimono la squadra più compiuta. Ha pochi difetti, e grande equilibrio. Più un vero fuori-categoria che ne è l’uomo-schema: Nolè (al rientro da squalifica). Ha grandi tocchi e facilità di corsa. Parte largo, da destra. Sfonda per razzie, di volata. Sul suo lato il Carpi ha problemi cronici. Notaristefano vorrà neutralizzarlo in controtempo. Quasi certamente farà debuttare Donnarumma, ordinandogli d’aspettarlo sull’interno. E si riaffiderà a Pasciuti per togliergli campo in primissima battuta. L’assenza di Cioffi (stangato: 3 turni di ferma) indebolirà gli equilibri generali. Non necessariamente quelli di reparto. Mancherà la guida vocale, l’autocrate fisico, ed il garante emotivo. Terigi e Poli, tuttavia, hanno buoni scatti da spendere: potranno dunque rischiare la linea un po’ più alta, in modo da abbreviare i collegamenti. La Ternana ha grande organizzazione, ma talvolta si dilata. Per segnare ha bisogno di partecipazione ed inserimenti. Soffre le squadre corte. Foggia e Tritium sono le uniche che hanno trovato il modo di superarla. Prendendola in contropiede. Non esiste infatti un centravanti regolare: Litteri e Docente sono riferimenti di manovra,

classifica Ternana 47 Taranto* (-1) 46 Carpi 39 Pro Vercelli 37 Benevento (-2) 35 Sorrento (-2) 35 Avellino 31 Tritium 29 Foggia* (-1) 28 Como* (-1) 28 Lumezzane 28 Pisa 26 Reggiana (-2) 25 Spal* (-2) 20 Monza 17 Viareggio (-1) 14 Foligno (-4) 11 Pavia 9 * Su Taranto, Foggia Como e Spal pendono deferimenti della Procura Federale su segnalazione Co.Vi.Soc. per inadempienze e violazioni alle disposizioni relative ai pagamenti degli emolumenti, delle ritenute Irpef, e dei contributi Enpals.

prossimo turno Domenica 5/2/2012, ore 14.30, 22a giornata. Carpi-Ternana; Foggia-Como; Foligno-Reggiana; LumezzaneSpal; Pavia-Monza; Pro VercelliBenevento; Sorrento-Avellino; Tritium-Pisa; Viareggio-Taranto.

non realizzatori. Lavorano per le ali, e per i mediani che cominciano il gioco e finiscono spesso per concluderlo a rimorchio (Miglietta e Carcuro). Dei due, si sgancia chi se la sente. A turno, ma qualche volta anche in tandem. Quando accade, il centrocampo si svuota. Concedendo i favori del pronostico alla capolista, non si sbaglia di molto. Il Carpi però non parte affatto battuto. Deve attendere lo squarcio del canyon e ripartirvi deciso, verticalizzando veloce. Se attaccherà la profondità correttamente e senza troppi sprechi, può anche far saltare il banco. Enrico Gualtieri

mercato – Il ripiego last minute è Riccardo Bocalon: un predestinato

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essun big, tutti i sogni rimangono nel cassetto. Il mercato si chiude senza l’attesa magia di Giuntoli, che nelle ultime due giornate milanesi ha fallito gli assalti decisivi a Melara (insuperabile la concorrenza della Reggina) e Arma. A mezzora dalla chiusura, il centravanti marocchino era vicinissimo. Poi il rilancio folle della Spal (500mila Euro più Di Gaudio per metà cartellino) ha rotto il tavolo. Nei 10 minuti successivi è stata imbastita e chiusa l’operazione di ripiego. Il colpo last-minute è dunque Riccardo Bocalon: arriva in presto dalla Cremonese (18 presenze -14 dalla panchina - e 3 reti). Lo scorso anno contribuì alla salvezza del Viareggio aggregandosi a Gennaio (14 gettoni e 5 centri). Attaccante universale, profondo di forza e velocità. Ricorda Iaquinta per stazza, incisività di corsa e facilità di coordinazione. Non nasce titolare, si qualifica da ottima riserva: sa mettersi in partita a gara in corso. Veneziano doc, classe’89, misurato oltre il metro e ottanta cm, pesato sotto gli ottanta kg. E’ un predestinato del gioco. Cresce nel Treviso, poi matura i requisiti del Primavera top-class passando all’Inter (’08-‘09). L’anno successivo consuma la prima esperienza di categoria a Portogruaro, riscrivendone la storia. Gioca 33 partite (quasi sempre subentrando) e sigla 4 gol. L’ultimo dei quali al Bentegodi, all’ultimo minuto dell’ultima partita. Ed è quello che porta in B una società che non c’era mai stata. Hai visto mai, a volte, le coincidenze…

provinciali – Strepitoso Pederielli: l’unica gioia è del S.Marino Seconda. Una buona Cabassi s’arrende al Ravarino solamente a 10’ dal termine, peraltro in virtù d’un rigore molto dubbio (1-2). Di Ripa il primo gol dell’anno solare. Altrettanto amaro è il rientro della Fossolese, lanciata dal solito Martinelli e poi raggiunta allo scadere dalla Modenese (1-1). Terza. Il campionato riparte con la prima fuga significativa: la capolista Young Boys stende la Carpine (0-2) e stacca tutte le rivali (+5 sulla seconda). Stecca la Cortilese, bloccata dal Villadoro (0-0). Crolla il Limidi, travolto dal Mirandola nella ripresa (0-3). L’unica gioia è del S.Marino che sorprende la quotatissima Possidiese a tempo scaduto. Decisiva una strepitosa giocata dell’immarcescibile Pederielli.

Regionali – Avanti tutte, avanti piano Eccellenza. Finisce senza vincitori né vinti lo spettacolare derby del Borelli, tra due cugine in ottima salute: 1-1. Il Rolo vince la sfida dei legni (tre traverse a una); alla Correggese resta il rimpianto del vantaggio firmato dalla novità Cervellin, vanificato nel giro di pochissimi minuti. Domenica prossima, i Belletti-boys saranno di scena a Crevalcore. Promozione. Costretta in 10 per oltre un’ora (censurabile rosso all’ultimo arrivato De Simone), la Solierese resiste a Fabbrico e strappa lo 0-0 aggrappandosi alla grande giornata del motorino Agazzani (l’uomo ovunque del centrocampo di Nannini). Nel prossimo turno, i gialloblu ospiteranno la Folgore Bagno, grande favorita per la vittoria finale. Prima. Piccolo passo avanti per la Virtus, che comincia il girone di ritorno dividendo la posta con il Gattatico (0-0) e rosicchia una lunghezza sulle principali concorrenti-salvezza (Massese e Medolla). E.G.


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BlueRedgroup e Liu Jo Volley uniti da un’unica strategia: lottare per lo stesso fine

BlueRedgroup: un’unica azienda, più anime B lueRedgroup.it - in via Testa, 3/F a Sorbara di Bomporto – è il gruppo specializzato nella progettazione e allestimento di punti vendita delle divisioni food. Nasce dalla fusione di piccole imprese attive dagliAnni ’80 nel settore della grande distribuzione: Comprimaf, specializzata nelle attrezzature in acciaio inox e Space, specializzata negli espositori e negli arredi. Negli anni successivi avviene la fusione di queste due realtà nel gruppo BlueRed, a cui si è aggiunta l’area manutenzione e assistenza Brgservice, che accompagna il cliente in un percorso completo,

dalla progettazione all’esecuzione del punto vendita. BlueRedgroup. it annovera tra i suoi clienti, i maggiori gruppi della grande distribuzione e si avvale di un sistema efficiente di partner e aziende selezionate, anche partecipate, che aggiungono  sapere e competenze specifiche al progetto generale. Così BlueRedgroup.it riesce a offrire, con efficacia ed eleganza, il servizio specializzato per il settore food (GDO, ristorazione, bar etc), proprio come Liu Jo volley, efficaci ed eleganti le nostre tigri bianconere! “Teniamo molto alla nostra collabo-

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uadrata, pratica, anche bella: la Cec non fallisce l’appuntamento col PalaFerrari, dove contro Mantova coglie la settima vittoria sulle sette gare giocate nel fortino di casa. Contro i virgiliani è un 3-0 di forza, di squadra, con gli acuti di un Guerrieri che dopo una settimana di allenamenti alla corte di Molinari chiude con 20 punti e il 50% in attacco e la bellezza di 16 muri punto. Primo set. Al via c’è dall’inizio proprio Guerrieri in diagonale al regista classe ‘92 Pedron, capitan Lirutti e De Marco in “4”, Piccinini e Spiga al centro e Trentin libero; in panchina torna a disposizione Busato, mentre è ancora fuori Zaghi. La Cec parte con il piede sul gas e con 2 punti a testa di De Marco, Piccinini e Guerrieri è 8-4 al primo stop. Quando entrano in gioco anche Lirutti e Spiga diventa un autentico show

no in poco tempo per dimensioni e competenze. Comprimaf, Space sono ancora realtà indipendenti quando, in seguito a una serie di fusioni strategiche si integrano in un nuovo modello di business: nasce così BlueRedGroup.it. Sembra quasi che ci sia la stessa logica nel mondo del volley… giocatrici indipendenti che lottano per un unico fine! La strategia raccontata da Blueredgroup.it Il consumatore Cosa si aspetta? Cosa vuole? Comrazione con Liu Jo Volley Modena, in quando squadra fortemente radicata nel territorio di appartenenza, esattamente come lo è il nostro gruppo, e con un’importante storia di successi non solo locali, nella speranza che questi successi continuino nel futuro e possano coincidere anche con i nostri BlueRedgroup.it srl”.    Le origini Emilia Romagna -Anni ottanta.Alcune aziende iniziano a fornire servizi specializzati alla GDO, settore che registra i primi e significativi tassi di crescita. Piccole imprese che cresco-

prare, certo. Ma non è tutto. Nel punto vendita nascono idee, sensazioni. Si prendono decisioni. Il 70% delle scelte di acquisto riguardanti la marca avviene qui. Un 25% di spese aggiuntive viene deciso nel punto vendita. Poi c’è il colpo di fulmine: il cliente impiega dai 3 ai 7 secondi per notare un prodotto e innamorarsene. Si chiama “Primo momento di verità”. II punto vendita è un luogo che parla. Nasce un gruppo per creare shopping experience. Per questo nasce BlueRedgroup.it, il gruppo che crea il punto vendita secondo le esigenze dei clienti. Con una concezione allargata e integrata. Occupandosi di tutto quel che è punto vendita, dall’espositore alla comunicazione; seguendone la parte tradizionale, come gli arredi, le attrezzature e il layout; aggiungendovi le tecnologie e la comunicazione. E l’emozione: la stessa emozione che Liu Jo volley dà ai suoi tifosi e al nostro sponsor che crede nello sport come impegno sociale. Michela Sferrazza

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rande successo domenica 29 gennaio per il primo concentramento ufficiale ospitato sul campo di casa per i Falchetti del Rugby Carpi. Sono giunti a Santa Croce anche il Modena junior Rugby, il Vignola Rugby e le Scuole Lanfranco di Modena per un totale di circa 130 bambini pronti, nonostante il freddo e il vento gelido, a sfidarsi a colpi di mete e placcaggi. Ad avere la meglio, complessivamente, sono state le esperte squadre del Modena junior ma ognuna delle partecipanti si è resa onore: i Falchetti hanno rivaleggiato con grande costanza in tutte le categorie, in particolare l’Under 10 è uscita imbattuta nel suo girone chiudendo con 2 vittorie e 1 pareggio. L’Under 8, dopo un’ottima partenza, ha fatto i conti con l’astuzia e la rapidità degli amici di Modena. L’Under 12 ha tenuto il campo contro tutte le avversarie, chiudendo al terzo posto nel girone a 5 squadre. Notevole la partecipazione al seguito delle squadre della provincia e di curiosi carpigiani che hanno assistito all’evento: tra questi segnaliamo la vivace tifoseria dei nonni carpigiani che hanno fatto il tifo per i nipotini impegnati sul campo. A riscaldare i presenti ci ha pensato il punto di ristoro curato da un instancabile team di genitori, che si sono prestati anche a molti altri servizi tra cui la preparazione del terzo tempo per atleti e ospiti: circa 200 ottimi pasti preparati e serviti! Anche a loro, oltre che ai piccoli rugbysti va il merito di una giornata speciale. Lo staff del Rugby Carpi ringrazia infine il Conad Pile e il Circolo Arcobaleno per avere collaborato all’ottima riuscita dell’evento.

Cec show: 3-0 al Top Team Mantova biancoblu, col secondo stop che arriva sul 16-9 messo a terra da De Marco. Sul 20-14 sembra fatta, ma Mantova è ancora viva e poggiandosi su Mosaner risale fino al 20-17, quando Lirutti e Guerrieri suonano la carica e Carpi chiude 25-19 il primo set. Nel secondo si riparte punto su punto, con Mantova che grazie a Peslac e Tognazzoni resta nella scia di una Cec che dopo essere stato sotto fino al 7-8 soprassa sul 10-9 e guida 16-14 al secondo tempo tecnico. Nel finale di set sale in cattedra Guerrieri, che mette a terra di forza prima il 19-15, quindi il 22-17, prima che Mantova con il servizio di Conti risalga fino al 23-20, quando coach Molinari stoppa il gioco. Guerrieri viene murato (23-21), poi è lo stesso opposto pugliese a trovare il cambiopalla a cui segue il diagona-

Ottimi risultati per gli atleti di casa

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Carpi terra di Rugby

cec - pallavolo maschile

Pesistica - Fase interregionale del Campionato Italiano Juniores

abato 28 gennaio si è svolta a Carpi, presso il Palapatria la Fase Interregionale del Campionato Italiano Juniores di Pesistica. I primi classificati di ogni categoria di peso fra tutte le fasi regionali saranno ammessi alla Finale Nazionale che si svolgerà a Coppertino (Lecce) i prossimi 25 e 26 febbraio. Presenti 8 società della Toscana e dell’Emilia Romagna per un totale di 32 atleti (5 femmine e 27 maschi). La

Grande successo per la manifestazione organizzata dal Rugby Carpi

S.G. La Patria 1879 ha partecipato con 6 atleti che hanno ottenuto ottimi risultati e numerosi primati personali (pp). Valerio Bertazzi (1997) - Classe Under 17 - categoria kg 50 - 2° classificato; Marco Franchini (1983) - Classe Senior - categoria 77 kg - 2° classificato; Davide Guaitoli (1993) - Classe Junior - categoria 77 kg - 5° classi-

le vincente di De Marco per il 25-21 che chiude il set. Terzo set. C’è Mantova avanti al primo stop (7-8) ma il muro carpigiano gira a mille e proprio con un block di Lirutti la Cec mette la freccia sul 13-12. Lo stesso capitano mette fuori la parallela e Mantova è di nuovo avanti (13-14), ma ancora Lirutti e il muro di Guerrieri rimettono a posto le cose (15-14) prima del fallo mantovano che vale il 16-14. Ancora Guerrieri fa vedere le mani a Peslac (17-14), Spiga spara l’ace del +4 (20-16) e la Cec vola verso il 3-0, trasformato da un muro ancora di Spiga. Sabato prossimo difficilissima trasferta sul campo di S.Antioco. ficato; Luca Malpighi (1991) - Classe Senior - categoria 77 kg - 4° classificato; Lorenzo Rossetto (1993) - Classe Junior - categoria +105 kg - 3° classificato; Fabio Ventriglia (1993) - Classe Junior - categoria +105 kg 2°classificato. Sabato 18 febbraio a Bologna si terrà la Fase regionale del Campionato Italiano Senior, dove Franchini e Malpighi proveranno a qualificarsi per la Finale Nazionale.


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Lunedì 6 febbraio, torna la tradizionale cerimonia Carpi città dello sport, in Teatro Comunale. Numerosi gli ospiti prestigiosi: da Eddy Ottoz a Ivano Brugnetti, da Panagiotis Giorgios Kone ad Alessandro Diamanti, a Christa Deanne Harmotto

Nel segno delle Olimpiadi...

Colli Ciclo Velo Sport Pedalare Rosa Premio Benessere

L

’Italia è un paese che può vantare una tradizione sportiva da sempre molto viva. Se si avesse qualche dubbio, sarebbe sufficiente consultare le classifiche delle medaglie vinte dai nostri atleti ai giochi olimpici dal 1896 al 2008 che, con 190 ori, 157 argenti e 174 bronzi, collocano il nostro Paese al sesto posto nel mondo, subito dopo la Francia e tallonati dalla Cina. In questa prospettiva Carpi non fa che confermare il legame del suo territorio con lo sport, a tutti i livelli e in tutte le discipline. Come da diciassette anni a questa parte, anche quest’anno si terrà infatti, lunedì 6 febbraio, la cerimonia di assegnazione dei premi della manifestazione Carpi città dello sport. L’appuntamento è per le 20.30 al Teatro Comunale ma, essendo i posti disponibili già tutti esauriti, il Comune – che organizza la manifestazione insieme a tanti sponsor, tra cui Radio Bruno – sta valutando se concedere la possibilità di proiettare la serata, contemporaneamente, anche all’Auditorium della Biblioteca Loria. Questa edizione non è però come tutte le altre: coincide infatti con la vigilia dei Giochi Olimpici di Londra 2012. Esattamente 104 anni fa, in quella stessa città, il più famoso tra i carpigiani – Dorando Pietri – vincitore ‘morale’ della maratona, con il suo sudore e la sua fatica si guadagnava l’ingresso nella storia dello sport mondiale.

Sarà dunque questo anniversario il filo conduttore di una manifestazione che, come ricorda l’assessore allo Sport del Comune di Carpi Carmelo Alberto D’Addese. “E’ stata realizzata a costo zero per l’Amministrazione, visto il contributo dei tanti sponsor che, nonostante la crisi, hanno voluto dare il proprio sostegno, e dal momento che tutti gli ospiti parteciperanno in forma assolutamente gratuita. In momenti difficili come quello che stiamo attraversan-

do, il pericolo che prende forma è che lo sport possa essere considerato un’attività non indispensabile, della quale si può tranquillamente fare a meno”. Non è così per un Comune che dello sport per tutti ha fatto, in questi anni, una delle sue bandiere. Come ricordato dal sindaco Enrico Campedelli, “nella nostra città la pratica sportiva è, ogni anno, in costante aumento. Rispetto al 2010 abbiamo registrato un più 20% di iscritti globali, con l’exploit

Gregorio Paltrinieri, Sportivo dell’anno

di volley, tennis, basket – oltre 600 praticanti – e baseball. Da ricordare, inoltre, la nuova realtà del rugby, che a Carpi è iniziato dal piccolissimo ma in due anni è già stato in grado di organizzare un torneo molto partecipato”. I vari premi – tra i quali quello al Benessere, alla Carriera, ai Giovani Emergenti, all’Integrazione, ai Risultati Sportivi, allo Sportivo dell’anno – non andranno soltanto agli sportivi, ma anche a chi ha dedicato il proprio tempo – spesso in forma gratuita e spinto solo dalla propria passione – a organizzare un gruppo, ad allenare i ragazzi: a chi non gareggia sul campo ma senza il cui costante lavoro dietro le quinte nessuna competizione sarebbe possibile. La serata vedrà la presenza di due ‘miti’ dell’atletica leggera: Eddy Ottoz, due volte campione europeo nei 110 metri ostacoli - oggi un simpatico signore di sessantotto anni – e membro del Coni, grazie al quale si potrà comprendere meglio quale sarà il futuro degli investimenti sportivi in Italia e Ivano Brugnetti, oro nella marcia 20 chilometri alle Olimpiadi di Atene. Uno spazio importante sarà riservato, naturalmente, al calcio. Saliranno sul palco del Teatro due giocatori del Bologna: il centrocampista Panagiotis Giorgios Kone e il trequartista Alessandro Diamanti. Il quarto e ultimo ospite di riguardo – ma tra gli organizzatori c’è chi promette

Christian Daghio Premio ai Risultati Sportivi

una sorpresa dell’ultimo momento – sarà la pallavolista statunitense Christa Deanne Harmotto, centrale nell’Universal. Questa edizione vede però la nascita di un’altra importante iniziativa a sostegno dello sport di base. Social sport è il nome del progetto – realizzato in collaborazione con l’A.S.D. Maratona d’Italia Sport presieduta da Cristiana Barbolini – per la raccolta di fondi da destinare alla famiglie in difficoltà che intendono far svolgere ai propri figli attività sportiva. I contributi raccolti saranno erogati attraverso un bando specifico, che verrà pubblicato nel mese di marzo. “Per ora abbiamo già 10mila euro – spiega D’Addese – ma contiamo di superare questa cifra, perché la possibilità di effettuare una donazione continua ancora per due mesi”.

A condurre il galà del 6 febbraio sarà la Strana Coppia composta da Enrico Gualdi e Sandro Damura, coadiuvata da Clarissa Martinelli. Nell’avvicendarsi degli atleti, tanti i momenti di puro spettacolo: dal sosia di Michael Jackson alle danze latinoamericane dei Latin Fuego, sino all’ironia del Miglio Comico. Nella conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, il sindaco ha colto l’occasione per porgere uno speciale ringraziamento a Radio Bruno. “A volte capita che, quando si diventa molto importanti, ci si dimentichi da dove si è partiti. Non è così per Radio Bruno, che ha sempre fatto tanto per la città in cui è nata, e lo testimonia ancora una volta contribuendo a questa bellissima serata di sport e spettacolo”. Marcello Marchesini


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Domenica 5 febbraio, a partire dalle 15, presso il Palazzetto dello Sport di Carpi prenderà il via la tradizionale Maratona di Aerobica organizzata dal Comitato Progetto Chernobyl di Carpi, Novi e Soliera

Sabato 11 febbraio, dalle 15 alle 19, presso il Palapatria, stage di Ritmica diretto dall’ex atleta Fabrizia D’Ottavio. L’ingresso per il pubblico è gratuito

Insieme per Chernobyl F N el mese di febbraio si concentrano, ormai storicamente, quasi tutte le iniziative di raccolta fondi del Progetto Chernobyl di CarpiNovi-Soliera. Iniziative necessarie per raggiungere gli obiettivi che l’associazione vuole condividere insieme a tutti coloro che, negli anni, hanno dato il proprio sostegno: dai progetti di accoglienza sul nostro territorio degli anni passati all’ospitalità in loco, quest’anno alla sesta esperienza, dalle collaborazioni con strutture sanitarie bielorusse a progetti di cooperazione internazionale. “Anche nel 2012 - spiega il presidente Luciano Barbieri - i nostri sforzi saranno finalizzati in particolare al Progetto Rugiada che consiste in un periodo di risanamento di circa un mese presso un centro specializzato in Bielorussa, per 30 bambini, provenienti dalle regioni più contaminate, del loro Paese, dove le conseguenze dell’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl, di 23 anni fa, regolano la vita quotidiana di tantissima gente sia dal punto di vista sanitario che economico”. La prima delle iniziative a favore dell’associazione si svolgerà domenica 5 febbraio. A partire dalle 15 infatti, presso il Palazzetto dello Sport di Carpi prenderà il via Insieme per Chernobyl, la tradizionale maratona di aerobica organizzata dal

L’ex farfalla azzurra fa volare Carpi ederica Gariboldi, allenatrice della Sezione Ritmica della Patria ha organizzato un allenamento del tutto particolare, insieme a una stella del firmamento di questa affascinante disciplina. Sarà a Carpi, sabato 11 febbraio, dalle 15 alle 19, presso il Palapatria, l’ex farfalla Azzurra Fabrizia D’Ottavio (in foto). La ginnasta, per anni nella nazionale italiana, condurrà lo stage, aiutando le giovani allieve a volare sempre più in altro.

Curiosi e appassionati potranno accedere liberamente e gratuitamente nei locali del Palapatria per assistere a questo speciale allenamento.

S.G. La Patria 1879

Campionati regionali di Cross

A

lcuni atleti della S.G. La Patria 1879 hanno partecipato con grande determinazione alla prima prova del Campionato Regionale Individuale di Cross a Imola, domenica 22 gennaio. Buona prestazione per Gianluca Mazzi che ha percorso i 5 chilometri del percorso col tempo finale di 18’09’’ terminando così al 2° posto nella categoria Master MM40. Nella stessa categoria 25° posto per Andrea Cassanelli (20’50”). Nella categoria Master MM50, altro buon risultato con Carlo Gabbi, giunto 8° (20’45’’). Atleti biancorossi protagonisti, sempre nel Cross, anche a Scandiano nella prima prova del Campionato Regionale di Società sull’impegnativa distanza di 10 chilometri. Nicola Galli, classe ’92, è arrivato all’ottimo 6° posto nella categoria Promesse mentre Stefano Faccini, classe ’81, si è classificato al 20° posto nell’altrettanto difficile categoria Senior. Stefano Faccini

Comitato Progetto Chernobyl di Carpi-Novi e Soliera. Giunta alla 14° edizione la manifestazione prevede la presenza di numerose associazioni e gruppi sportivi dei Comuni di Carpi, Novi e Soliera (Surya Dance Company, S.G. La Patria 1879, Polisportiva Nazareno, Palestra Virtual Fitness,

Space Dance Arci Taverna Novi, Polivalente Arci Uisp Soliera e Polisportiva La Torre Medolla). Gli atleti eseguiranno una ventina di esibizioni che vanno dalla ginnastica ritmica alla danza del ventre, dall’hip hop al free style, dai balli latini alla danza moderna. L’ingresso è a offerta di 5 euro.

Andrea Cassanelli



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