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TEMPI NUOVI ANNO 1 - NUMERO 3 - OTTOBRE 2011

IN QUESTO NUMERO: IDENTIKIT DEL FUTURO SINDACO DI ARDEA Da sinistra a destra, tra nomi che circolano e smentite, il panorama politico a sei mesi dalle elezioni pag. 8-9

L’INFORMAZIONE GRATUITA A POMEZIA E ARDEA

NO!

ALLA LEGGOE!

BAVAGLI

ALLOGGI E POLEMICHE A Pomezia due edifici in odore di speculazione. E c’è chi vive in un cantiere. pag. 18-19

Pomezia RIM AN Ardea BOCCI DATA A Lo stato d i st TA! ruttu e ser vizi a un re mese dall’inizio de lle lezioni


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POMEZIA E

A E D R A

SOTTO ESAME

e insegnanti I genitori premiano didattica stretture ma rimangono i disagi per le 2 Antonello Serani e i tanti disservizi

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etto in poche parole e rimanendo in tema si potrebbe sintetizzare: Pomezia rimandata, Ardea bocciata. E’ lo scenario che si apre parlando degli istituti scolastici che si trovano sui due territori: tante difficoltà, derivanti dai tagli governativi ma anche da una programmazione inefficace a livello locale, con servizi non sempre funzionanti e strutture che in qualche caso non risultano esattamente a norma. La città delle scuole? Di una cosa almeno a Pomezia non ci si può lamentare. Pomezia è la Città delle scuole, il comune nel quale, come orgogliosamente rivendica l’amministrazione, sono presenti tutte le scuole per ogni ordine e grado: dal nido all’Università. Grazie. Certo però che questi ringraziamenti avrebbero potuto essere maggiori. A questi si sarebbero potuti aggiungere quelli delle coppie che non sono rientrate nella graduatoria del nido comunale e che non si possono permettere un nido privato, o avrebbero potuto aggiungersi quelli di quei genitori che pensavano d’iscrivere i figli al Campus Universitario, da dove La Sapienza sta sgattaiolando via, forse correttamente, lasciando il posto ad Istituti di altro lignaggio. Soprattutto la questione dei nidi è davvero singolare, dato che questo tipo di struttura, insieme alla materna, può essere direttamente presa in carico dalle amministrazioni locali e diventare, spesso, motivo di vanto. Questo purtroppo non sembra essere accaduto a Pomezia, dove la struttura comunale è matematicamente insufficiente ad accogliere la domanda e dove le strutture private che sono sorte, pur con la buona volontà delle operatrici, strutturalmente vanno dalla villetta stile svedese a strutture riadattate ad uso nido. Inoltre, l’ultima legge regionale firmata dalla Polverini, approvando la riduzione interna dei mq necessari, ha già fatto insorgere le proteste di molti addetti, che vedono profilarsi all’orizzonte il rischio di nidi-pollaio. Tornando a casa nostra, è singolare notare come diverse amministrazioni abbiano continuato ad approvare cubature

edilizie a quattro zeri, senza pensare a potenziare questo fondamentale servizio. Forse i nuovi quartieri partoriti (Mezzaroma, DiMario etc.) saranno solo dei grandi centri anziani o quartieri pieni di quelli che l’Eurisko chiama nei suoi sondaggi “empty-nesters” ( nidi-vuoti, ndr), quartieri di coppie senza figli. Speriamo di ricevere presto sorprendenti (piacevoli) notizie o in alternativa ci toccherà raccogliere solo le testimonianze di quanti vorranno raccontarci dove lasciano i loro bambini da 0 a 3 anni, anche perché questa città ha saputo dimostrare, in altri settori, ben altri risultati. Pomezia infatti è diventata un fondamentale polo scolastico per il territorio, non soltanto per una sua vocazione ma anche per la sconfortante situazione delle comunità vicine, a cominciare da quella del comune di Ardea. Ad Ardea ci sono troppe poche scuole. E’ la prima cose di cui si accorge parlando di scuola. La città infatti è (per fortuna) uno di quei pochi casi in cui mancano completamente strutture scolastiche comunali. Mettendo da parte gli isti-


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Ardea Scuola Virgilio

tuti aè problem vero il medie, superiori e le scuole elementari e e “statali” tutte sono che , materne scuole rappresentato dalle o, territori del à necessit reale alla no rispondo non peraltro tanto che decine di famiglie sono costrette a mandare i propri figli nelle scuole di Pomezia. E per passare alle scuole superiori torna alla memoria l’iter tormentato del primo edificio, che si annuncia ormai da dieci anni ma che, visti anche i tagli agli enti locali, non sembra essere così vicino alla realizzazione. Con i suoi 42.879 abitanti il comune di Ardea non dispone infatti di nessuna scuola seconda ria e questo nonostante abbia una popolazione nella fascia d’età 14-18 di 2.192 ragazzi, il 34,6 % della sua potenziale popolazione studentesca. La situazione pometina da questo punto di vista è di gran lunga migliore . Con i suoi 61.106 abitanti, Pomezia dispone nella stessa fascia d’età di una popolazi one poten-

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ziale di 3.028 ragazzi, ai quali può offrire una gamma di istituti secondari che spazia dall’Istituto Professionale al Liceo Classico. Ciò ovviamente non riduce la captazione d’importanti quantitativi di giovani da parte degli istituti della Capitale ma comunque offre alle famiglie ed ai ragazzi di Pomezia delle valide alternat ive per il prosegu imento degli studi. L’Università, che rappresenterebbe l’ideale completamento a questa offerta, vive purtroppo una fase movimentata non essendo ancora riuscita a legarsi, nel suo mainstre am formativo, alle vocazioni industriali più significative del territorio. Fa specie che in un’area che ospita alcune tra le più importanti concentr azioni nazional i di aziende dei compart i chimico-far maceuti co e dell’elet tronica avanzata , non si sia riusciti a creare qualificate relazioni tra Università e mondo del lavoro, impiantando dei corsi specifici.

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Scuola materna Trilussa

Pomezia


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Quanto ci costa questa scuola? Cresce di anno in anno l’esborso delle famiglie per l’acquisto di libri e cancelleria

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omplice un ottobre clemente, le strade cittadine si sono ripopolate di giovani che sciamando colorano i mattini pometini. I Vigili Urbani hanno riguadagnato le loro consuete postazioni, per evitare che qualche rombante genitore investa i bambini altrui e per ricordare, a qualcun altro, che stando in doppia fila blocca gli scuolabus. Tutti insomma ai loro posti, a cominciare dagli attori più importanti, i ragazzi, per proseguire poi con gli insegnanti e gli altri lavoratori della scuola, senza i quali i cancelli degli istituti non potrebbero neanche aprirsi. Dall’altro lato delle cancellate e dei parabrezza noi adulti, a seguire con lo sguardo, per qualche attimo, la nostra creazione più importante, i nostri figli, affidati al sistema scolastico nazionale e ai suoi operatori, con fiducia e in qualche caso con rassegnazione, poiché contro le avversità sistemiche la lotta è impari, si può solo patteggiare. Solleveremo di nuovo zainetti da 15kg, chiedendoci come facevamo, ai nostri tempi, ad andare a scuola con metà del peso. Assisteremo impotenti ai decreti della Gelmini e alle repliche dei presidi che, loro malgrado, ci chiederanno il “contributo carta” e dovranno spiegarci perché saltano i posti per gli insegnanti di sostegno. Faremo la fila nei centri commerciali, dove una volta compravamo solo il prosciutto e dove adesso compriamo i libri con lo sconto, per alleviarne l’impatto sui nostri risicati bilanci. Per il 2011, Il tributo culturale per le tasche dei pometini, solo per i libri, è stato rispettivamente pari a circa 230 euro per l’ingresso in una prima

media e a 270 euro per una prima superiore. Chi è andato al Liceo, invece, ha avuto il privilegio di superare quota 300 euro. A tutto questo va aggiunto il costo del kit studente: zainetto, cancelleria, quaderni, vocabolari,… dai 50 agli 80 euro, in funzione di quello che ci si è potuti permettere. Per le famiglie con due figli teenagers l’esborso ha superato i 500 euro, al netto dei servizi mensa e scuolabus, quasi la metà di uno stipendio medio. Numeri che fanno riflettere in un momento di profonda e conclamata crisi e che dimostrano, invece, quanto le lobby edito-

riali e alcuni settori della Pubblica Istruzione continuino allegramente a ballare, mentre il Titanic affonda, in barba ai proclami estivi della Gelmini sul contenimento del caro-libri. Tra gli esempi di questa politica dello sperpero indotto, ne vengono in mente due, spesso citati: la pronta proposizione, da parte degli editori, di manuali “teorici” di educazione fisica, all’indomani dell’inserimento del suo voto nella media per la valutazione finale (prezzo dai 18 ai 22 euro) e il mancato rispetto, in alcune scuole, del mantenimento dei testi per l’intero ciclo (5 anni), rendendo vana la ricerca di libri usati da parte delle famiglie. Tra le cure prospettate per l’abbattimento del caro-libri, la ministra Gelmini ha riproposto quest’estate l’introduzione degli e-book, dimostrando nuovamente di essere “fuori contesto”, ignorando non solo la situazione delle famiglie italiane e del mercato editoriale, ma anche quella delle scuole. L’introduzione degli e-book d’ufficio significherebbe, di fatto, aver già attrezzato ogni aula con una presa per banco (per tutte le scuole), aver portato il costo dei lettori ben al disotto della soglia attuale (circa cento euro ) oltre ad aver definitivo una chiara normativa sul copyright e sulle limitazioni imposte dai Digital Rights Managment per queste opere. Insomma, per il momento è il caso ancora di dire “Carta canta!” sopratutto quella cartamoneta dei soldi delle famiglie.

TN Antonello Serani

Trasporto scolastico “off limits” del servizio messo La denuncia di Rifondazione sulle inefficienze Ardea a disposizione degli studenti dal comune di icolare sulle scuole ella lunga lista di inefficienze, in part piuttosto bizzarra. e zion situa comunali, Ardea segna una hioz zo». A desing a stico scola orto Vale a dire il trasp a del circolo Prc di Ardea. nunciarlo Barbara Tamanti, segretari l’ufficio addetto ai tra«Pare infatti - si legge in una nota - che di compromesso con la a form sporti si sia piegato a una strana di pullman per accomite forn sono ditta incaricata. Alcune zone scuola media, altre, non pagnare e riprendere gli studenti della se, tanto che gli studenti si sa bene per quale motivo, sono esclu limits’, sono costretti ‘off mo residenti nelle zone che chiamere quindi devono sotlico, pubb orto trasp ad utilizzare pullman di li della scuola. Ma, cosa tostare agli orari pubblici e non a quel ento per il trasporto pubancor più buffa, pagano un abbonam blico”. 'off limi ts' sem bran o, a Le zone che Rifo ndaz ione ha defin ito più popolari, come Marina quanto ci dice la segretaria, anche le scelta politica'. L'attacco di Ardea, tanto che si parla di 'precisa un serv izio com e il liere «Tog : all'a mmi nistr azio ne è evid ente

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enti non sign ifica solo trasp orto scola stico a fami glie con stud si trovano costretti ad che i creare un disagio agli studenti stess tta gli orari di entrata rispe non che usare il trasporto pubblico e di un attacco alle tasche ed uscita delle scuole, si tratta anch a pagare un abbonamento dei cittadini che si vedono costretti zion e in caso di più figli, ridu più caro e a non usuf ruire della stico». scola orto trasp il come previsto invece per porti Dei Santi, la Tras ai re esso l'ass con ntro Richiesto un inco che, come devisto le, questione sembra ricadere anche sul socia i' il trasporto pied a asti 'rim enti nunciato dai genitori degli stud invece l'atdove io' risch a nte alme 'soci è stato tagliato per zone ebbe ro dovr e ne com unal tenz ione e la cura dell' amm inist razio Talude conc ta ques è esse re più elev ata. «Ora la dom anda serZone e? sion deci rda assu manti - come si è proceduti a tale considerati tutti uguali, vite e zone no? Non dovremmo essere residenza»? qualunque sia il nostro certificato di

TN Martina Parisi


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UNA DIFFICILE INTEGRAZIONE Le voci dei docenti della scuola media statale Virgilio di Tor San Lorenzo

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na realtà multiculturale, luoghi di ritrovo per giovani che mancano e una scuola che ha difficoltà a coniugare offerta formativa con realtà territoriale: queste le principali problematiche sollevate da alcuni professori della Scuola Media Statale Virgilio di Ardea, che insegnano nella sede di Tor San Lorenzo, terra di immigrazione e (mancata) integrazione. Ne abbiamo parlato con tre insegnanti.

numero di insegnanti per alunno, numero che si è ridotto a 1 ogni 4. È importante sottolineare che laboratori e spazi sarebbero molto utili per aiutare gli insegnanti nel ruolo di educatori.

PROF. FIGLIUZZI EDUCAZIONE TECNICA

PROF. CERRI RELIGIONE

Prof. Figliuzzi, cosa vuol dire essere un insegnante alla Scuola Media Statale Virgilio? Occorre innanzitutto fare una distinzione tra la situazione di Ardea e quella di Tor San Lorenzo dove attualmente insegno. A Tor San Lorenzo la popolazione è molto eterogenea e capita spesso che le persone si fermino per brevi periodi. Alcuni genitori degli studenti locali considerano Tor San Lorenzo un dormitorio: lavorano durante l’intera giornata, spesso a Roma, e solo la sera rientrano. I figli sono poco seguiti e per certi versi poco integrati. A questo si aggiunge il fatto che all’aumento della popolazione che si è verificato negli ultimi anni non è corrisposta alcuna crescita dei servizi. Alle volte ci sono stati interventi tampone, come i centri d’ascolto, che sono però risultati poco efficaci perché si è sempre trattato di provvedimenti a troppo breve termine e non radicati sul territorio. Talvolta i comitati di quartiere hanno provato ad aiutare senza però ottenere risultati effettivi. In questo contesto la scuola è l’unico punto di riferimento o ritrovo per i giovani. Quali sono i principali problemi che ha riscontrato? Purtroppo le attività pomeridiane scolastiche sono spesso lasciate alla bontà degli insegnanti, nonostante la risposta dei ragazzi sia sempre stata positiva negli anni. Un problema fondamentale è l’assenza dei laboratori perché, a causa del crescente affollamento (dovuto a flussi migratori sempre più consistenti), vengono utilizzati come aule per gli studenti. Dal punto di vista della didattica non ci sono attività diversificate per gli alunni disabili e l’efficacia dell’insegnamento è limitata dal

Prof. Cerri, da alcuni anni si parla di come la realtà sociale di Tor San Lorenzo si stia trasformando in una realtà multietnica. Cosa può dirci a riguardo? Il primo compito dei docenti in una realtà complessa come quella di Tor San Lorenzo, sta proprio nel capire le dinamiche della società locale. L’edificazione selvaggia a cui si assiste da qualche anno ha portato al crollo dei prezzi che a sua volta ha fatto sì che arrivassero a Tor San Lorenzo persone da tutto il mondo, dalle varie regioni d’Italia all’Europa dell’Est, dall’Africa al sud America. I conflitti che si sono andati a creare non riguardano però lo scontro tra civiltà, piuttosto tra chi abita in determinate zone o palazzi: gli stranieri e gli italiani sono dunque uniti contro un obiettivo esterno al gruppo. I ragazzi hanno una loro lingua comune, fatta di commistioni di linguaggi e vocaboli eterogenei. Allo stesso tempo è saltata la comune credenza per cui gli italiani hanno una carriera scolastica migliore degli immigrati. Alcuni di questi eccezionali, con alle spalle famiglie che li stimolano e li seguono nello studio e che gli insegnano che il successo nella vita dipende da quanto ci si è impegnati. Di contro molti studenti italiani credono nella prassi per cui per trovare un lavoro è sufficiente essere raccomandati e che per questo sono svogliati. Come reagiscono la scuola e, soprattutto gli insegnanti a tali cambiamenti? Considerato che non c’è una grossa identità religiosa, tolti i singoli soggetti con impostazioni più o meno accentuate, la realtà multietnica dà vita a nuove identità. La scuola dà un contributo alla

creazione di queste nuove identità attraverso dei progetti (ad esempio nel precedente anno scolastico ne è stato attivato uno sulla legalità). I ragazzi rispondono ai progetti senza entusiasmo, ma a volte partono da vissuti e retroterra disastrosi che rendono difficile una risposta significativa. Tanto più che la scuola media ha durata di soli tre anni, un periodo troppo breve per definire una nuova identità.

PROF. NESPOLI ITALIANO, STORIA E GEOGRAFIA

Prof.ssa Nespoli, come insegnante di lettere ha la possibilità di passare molte ore con i ragazzi. Cosa può dirci delle principali problematiche che si trova ad affrontare? Le classi sono numerose di conseguenza non si possono seguire i ragazzi bene. La presenza di stranieri che non conoscono la lingua italiana costituisce uno dei principali problemi che mi trovo ad affrontare. Per quanto esistano dei corsi di alfabetizzazione, che vengono regolarmente svolti nel corso dell’anno, il problema sussiste laddove in ambiente familiare i ragazzi continuano a parlare la lingua del loro paese. Nei precedenti anni scolastici, tramite la scuola, sono stati attivati corsi di alfabetizzazione riservati agli adulti, ma la partecipazione è stata parziale. I corsi di alfabetizzazione saranno attivati anche per questo anno scolastico con l’ausilio di personale esterno. Per favorirne l’accesso da parte degli alunni, si è deciso che si svolgano durante l’orario scolastico. Dal mio punto di vista, la scuola dovrebbe rimanere aperta nel pomeriggio e offrire agli alunni non solo corsi di alfabetizzazione, ma attività di ogni genere volte a formare e a educare il ragazzo. In che modo le problematiche legate della precarietà si riflettono sulla scuola di Tor San Lorenzo? In un contesto complesso e difficile come quello di Tor San Lorenzo, la scarsa presenza di personale stabile (la maggior parte dei docenti non è di ruolo) costituisce un ulteriore aggravio. Da un lato i docenti nuovi non conoscono le problematiche del territorio, dall’altro i ragazzi ogni anno devono creare nuovi punti di riferimento.

TN Cecilia Prati


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La scuola vista da chi ci studia

Un gruppo di studenti del Liceo Pascal racconta la scuola tra problemi e opportunità

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ome vivono la scuola gli studenti? Ce lo raccontano Giulia, Francesco e Claudia del liceo Pascal nonché membri dell'Unione degli Studenti. I problemi del liceo sono in parte gli stessi da anni e sono legati soprattutto alle rotazioni. Una situazione che si sarebbe potuta aggravare vista la chiusura per i lavori di ristrutturazione della succursale di Via del Mare ma che il taglio di alcune classi e l'accorpamento di altre ha in parte alleviato. Ma in cosa consiste la rotazione? Praticamente quando un'aula si libera perché quella classe è impegnata in palestra o in un laboratorio un'altra classe ci si trasferisce. Problemi ovviamente indipendenti dalla scuola ma legati alla politica scolastica dei Governi che da anni ormai hanno smesso di investire nella politica scolastica (sia didattica che infrastrutturale). E poi c'è il contributo dei genitori che, oltre ad essere passato da 50 a 100 €, da volontario e divenuto quasi obbligatorio se non si vuole rimanere senza soldi già a metà anno. E poi ci sono quei problemi che sicuramente accomunano tutte le scuole. I libri di testo

scal si possono rintracciare in alcune esperienze didattiche alternative (come ad esempio la cogestione). Gli scambi culturali con classi di altri paesi europei (anche se questi sono dovuti alla buona volontà di alcuni docenti e dunque a non tutti gli studenti è data questa possibilità). Attività dovute anche all'interessamento e all'apertura al dialogo della dirigente scolastica. In più da quest'anno sono partiti anche dei corsi alternativi (archeologia di Pomezia, percorso storico artistico Pomezia-Ardea, senza distinzioni di che sesso, applicazioni matematiche ogni anno cambiano. Professori diversi con excel) per chi non svolge l'ora di reliche hanno una stessa sezione e che adot- gione. Anche qui il problema è che questi tano testi differenti, così che anche ven- corsi sono tenuti dagli stessi docenti in dere e comprare libri usati diviene ruolo. Ciò significa che se uno studente voimpossibile. Ma anche il fatto che molti lesse svolgere una di queste attività deve docenti, essendo precari, cambiano di sperare che la sua ora di religione coincida anno in anno, non garantendo così quella con l'ora di buco del docente che la tiene. necessaria continuità didattica che invece Una situazione migliorabile, ma per cui il una insegnamento degno di questo nome problema è sempre uno: i soldi. E i contirichiederebbe. nui tagli, purtroppo, non vanno di certo A fronte di tutti questi disagi e difficoltà ci d'accordo con il miglioramento dell'atTN A.O. sono però anche delle cose positive. Al Pa- tuale situazione.

L’abbandono scolastico sul territorio

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arlando di scuola, un fenomeno che non può essere tralasciato è quello legato all'abbandono scolastico. Un fenomeno complesso e da non sottovalutare anche per la portata sociale che spesso nasconde. Infatti non è un segreto che spesso le persone che abbandonano gli studi provengono da realtà disagiate e la mancanza di istruzione non fa che aumentare questi disagi. Altre volte il motivo dell'abbandono dipende dalla mancata integrazione di un ragazzo all'interno della realtà scolastica o nella classe o ancora può dipendere da atti di bullismo di cui uno studente può essere vittima. L'abbandono scolastico è un fenomeno complesso anche dal punto di vista delle leggi. Infatti se fino a 16 anni si è nell'età dell'obbligo scolastico e nel

caso di evasione intervengono i carabinieri che hanno il compito di ricondurre il ragazzo a scuola, dai 16 ai 18 anni si entra invece nell'età dell'obbligo formativo e, nel caso di evasione intervengono invece i centri per l'impiego che, su segnalazione della scuola, hanno il compito di ri-orientare i ragazzi verso delle alternative formative che possono essere corsi di formazione professionale, l'apprendistato o l'alternanza scuola/lavoro. Un lavoro non semplice però questo dei centri per l'impiego. Spesso, ci raccontano infatti i responsabili di quello di Pomezia, accade che non si riesca a contattare la famiglia del ragazzo per avere un colloquio con loro. Altre volte invece, anche quando si riesce ad avere un incontro, il ragazzo arriva fortemente demotivato perché già più volte

Un fenomeno dai forti risvolti sociali. Le soluzioni per contrastarlo bocciato e diviene difficile convincerlo a proseguire, fosse anche con un corso di formazione. Una soluzione ci sarebbe ed è quella di intervenire a valle dei problemi. Con un più incisivo orientamento in uscita dalle scuole medie o, nel caso di bocciature alle scuole superiori, intervenendo subito per offrire alternative allo studente evitando che successive bocciature possano portarlo all'abbandono. Soluzione che richiederebbe però interventi strutturali, visto che ad oggi, quel poco di orientamento che c'è lo offrono gli stessi professori, volontariamente nel poco tempo a loro disposizione. E si torna dunque al problema dei problemi che interessa l'istruzione in Italia: i continui tagli.

TN Andrea Oleandri


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Ottobre 2011 “Se tutto deve rimanere com’è, è necessario che tutto cambi. ” Giuseppe Tomasi di Lampedusa

INDOVINA CHI FARA’ IL SINDACO? Si avvicina per i partiti di Ardea il momento della scelta dei candidati sindaco

LE POLEMICHE NEL CENTROSINISTRA

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a sinistra di Ardea compatta a sostegno della candidatura di Antonino Abate in vista delle elezioni comunali del 2012. In una nota congiunta sottoscritta da Api, Sel, Verdi, Socialisti e Rifondazione Comunista i partiti mandano un messaggio chiaro all’Italia dei Valori (che nei giorni scorsi aveva annunciato la volontà di una propria candidatura autonoma) e soprattutto al partito Democratico, che dopo aver votato e sottoscritto la candidatura di Abate (consigliere comunale in carica del Pd) ora attraverso alcune correnti interne sembra voler rimettere tutto in discussione. «Prima dell’estate – affermano - tutti i partiti di centrosinistra, compresi Pd e Idv, stabilirono che il candidato a sindaco lo dovesse scegliere il Pd. Questi successivamente presentò la candidatura di Abate e tutti i partiti l’accettarono firmando anche un documento in tal senso. L’Idv non espresse riserve o giudizi negativi, ma annunciò che avrebbe pensato ad una propria candidatura, cosa che ha fatto recentemente e che comunque è in contrasto con i precedenti accordi volti a condividere la scelta operata dal Pd. E’ necessario rammentare – sottolineano dai cinque partiti guardando anche al passato politico della città - che dopo tante sconfitte elettorali, dovute alla presenza di più candidati sindaci del centrosinistra, questa potrebbe essere la prima volta di una coalizione unita e in grado di vincere le elezioni della primavera 2012».

possa e non debba essere messo alla berlina, prima candidato e poi revocato immotivatamente e soltanto per assecondare tardive richieste di primarie di coalizione. Al riguardo non riteniamo di partecipare alle primarie, per la semplice ragione che abbiamo già delegato il PD a proporre un proprio candidato e poi perché solo tre mesi fa i candidati all’interno del PD erano soltanto due, Abate e Sarrecchia».

LE MANOVRE NEL PD Antonino Abate

IL DIBATTITO SULLE PRIMARIE

Quindi il riferimento al Pd, che dopo averle a lungo rifiutate ora sembra voler spingere – attraverso alcune correnti interne – per svolgere le primarie di coalizione. «In linea di principio ci dichiariamo assolutamente favorevoli alle primarie quale strumento di selezione democratica dei rappresentati del popolo, ma non possiamo condividere, poiché incomprensibile, quanto sta accadendo nel PD con riguardo alla candidatura di Abate. Senza entrare nelle dinamiche di gestione di quel partito, siamo però persuasi che un candidato che è l’unico consigliere comunale del centrosinistra e appartenente al PD, che è del territorio e ne conosce tutte le problematiche, non

«Non vorremo pensare – concludono i partiti che l’irrazionale e contraddittorio comportamento, principalmente del PD, ma anche dell’IDv, possa nascondere obiettivi poco chiari e per noi inaccettabili, quali ad esempio candidare taluno in grado di recuperare personaggi fuoriusciti dal centrosinistra, che hanno governato col centrodestra». A creare confusione dentro il centrosinistra è principalmente il ruolo del Pd, dapprima sostenitore della candidatura di Abate ed ora suo primo avversario. Una soluzione potrebbe aprirsi dopo la decisione del direttivo provinciale del Pd di commissariare il circolo locale: la notizia è arrivata per voce del segretario proviciale Daniele Leodori, che indicato Rocco Maugliani nell’incarico. Con il commissariamento però è arrivata anche la conferma delle primarie.

TN Stefano Mengozzi

L’IDV “IN SOLITARIA”

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pochi mesi dalle elezioni comunali di Ardea, il direttivo cittadino dell’Italia dei Valori è convinto che si debba imprimere per il bene del Comune una spinta radicale di rinnovamento. Novità nei programmi e nelle candidature, con la proposta di una candidata sindaco in vista delle elezioni del prossimo anno: donna e giovane. «Riteniamo infatti – affermano dal partito - che un consiglio comunale con una maggioranza di 19 consiglieri su 20 sia un’anomalia che va sradicata: questo può avvenire soltanto attraverso scelte politiche forti e responsabili, volte al cambiamento. In linea dunque con questa convinzione, nella ferma volontà di ragionare su quanto c’è da fare per questo territorio, durante la riunione del direttivo del 26 settembre si è presentato il lavoro svolto fin qui, durato più di 6 mesi, intorno ad idee e a programmi: combattere il malaf-

fare e le lobby che inchiodano lo sviluppo armonico e positivo di Ardea – sottolinea dall’Idv - è la nostra priorità, abbattere un muro fatto di silenzi e compromessi in favore della cricca e ritrovarci noi, con tutti i partiti del centro sinistra, intorno a volti nuovi è l’esigenza». Nasce così l’idea di una candidata che sia di “rottura” rispetto al passato. «Nodo fondamentale del nostro percorso – spiegano dal partito - è cercare la persona che ci rappresenterà dal 2012: una scelta che deve essere volta a costruire un nuovo futuro per il nostro Comune. In quest’ottica, pur consapevoli di voler concordare con il centro sinistra la scelta, proponiamo la dr.ssa Cristina Capraro, giovane donna e mamma, da sempre impegnata attivamente in politica e già segretaria delle donne IDV della Provincia di Roma, quale candidato Sindaco». La proposta di un proprio candidato non

Cristina Capraro ferma però il partito davanti alla necessità di una convergenza di tutti i partiti del centrosinistra. «Siamo assolutamente disponibili a riunire tutte le forze di centro sinistra per un tavolo che si confronti con idee, programmi e candidati, provenienti anche dalla società civile, che incarnino le caratteristiche di freschezza, novità, responsabilità e impegno di cui riteniamo Ardea abbia bisogno».

TN S.M.


LA BREVISSIMA

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L’APPELLO DEi VERDi – «Le rivalità politiche e personali nei partiti, ma più di tutto la non capacità di offrire all’elettorato un candidato libero e capace di far “palpitare” i cuori dei cittadini elettori». E’ il problema che i Verdi di Ardea invitano a superare per ritrovare unità a sinistra.

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A DESTRA SCENARI APERTI Riccardo Iotti

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d Ardea lo hanno già ribattezzato, con un nome azzeccato e che rimarrà nella memoria di molti, il “patto dell’ombrellone”. Si tratta dell’accordo, sottoscritto con la firma di un corposo documento politico, che sancisce il futuro politico, in vista delle elezioni amministrative del 2012, dentro il centrodestra rutulo. Patto dell’ombrellone perché l’accordo, presentato a metà settembre durante la conferenza stampa del sindaco Carlo Eufemi, era stato in realtà già sottoscritto dai consiglieri comunali del Pdl, Udc e lista Eufemi già il 30 agosto scorso. Un documento ricco di contenuti che detta la linea sia per gli ultimi mesi della gestione Eufemi (il sindaco completerà il suo mandato in primavera e non potrà poi essere ricandidato) che per le elezioni del 2012.

Massimiliano Giordani

IL DOCUMENTO POLITICO

«Al fine di non disperdere il buon lavoro fin qui effettuato dalle forze politiche rappresentate dalla maggioranza – si legge tra le premesse del documento - si ritiene opportuno proporre un documento politico organizzativo che possa consentire una nuova coalizione, con ampia rappresentanza delle forze politiche del territorio». Tra i punti salienti la volontà che il candidato sindaco futuro sia scelto dentro i due partiti più grandi, Pdl e Udc, con l’ipotesi anche di lanciare una consultazione tra la base degli iscritti dei due partiti per designare il futuro candidato. L’intesa programmatica tra le tre forze politiche di maggioranza apre però anche all’in-

Fulvio Bardi

gresso di nuovi soggetti politici interni al centrodestra. Il dato di fatto, a qualche settimana dalla sottoscrizione dell’accordo, è che i giochi non sembrano affatto chiusi nell’area di centrodestra. Tanti i malumori (specie sulla sponda vicina al sindaco Eufemi e agli esponenti Fli Magliacca e Petrella) e le incertezze. E così diventa difficile anche fare previsioni su chi potrebbe essere il futuro candidato sindaco del centrodestra di Ardea. Al momento in cima ai nomi “caldi” per la carica di candidato sindaco c’è quello di Massimiliano Giordani (capogruppo Pdl e promotore del documento politico), ma non sono escluse altre sorprese legate ai nomi di Riccardo Iotti o Fulvio Bardi.

LA PROPOSTA DE LA DESTRA

E se fosse Mauro Porcelli l’uomo giusto per fare il sindaco di Ardea dopo la scadenza del mandato di Carlo Eufemi? Ad avallare la proposta, partita dalla società civile, è il partito de La Destra di Ardea, che in un comunicato stampa del segretario cittadino, Si-

Mauro Porcelli mone Centore, si dice favorevole alla candidatura di Porcelli. Centore fa di più, lanciando anche un invito «per un futuro incontro per ottenere la disponibilità a volersi candidare come sindaco di Ardea nelpartito di Francesco Storace. Ardea – afferma il segretario de La Destra - ha bisogno di persone come Mauro Porcelli che già in passato hanno dimostrato professionalità, alto senso di responsabilità, lasciando ai concittadini un ottimo ricordo, specialmente quando da solo con zelo, ha ricoperto come dirigente tutte e tre le sezioni urbanistica, lavori pubblici e ambiente dell’ufficio tecnico comunale».

TN S.M.


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POLITICA

Pomezia

Ottobre 2011

Tributi, verso la revoca della Andreani Un odg firmato Busti-Schiumarini sulla lotta all’evasione agita la maggioranza

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oveva essere un consiglio comunale di passaggio, convocato con all’ordine del giorno la sola discussione sugli equilibri di bilancio 2011, ma in realtà quello andato in scena il 4 ottobre scorso a Pomezia rischia di segnare un tappa decisiva nel prosieguo dell’amministrazione De Fusco e forse l’apertura di una prima crisi politica. Già dalla discussione in aula si era capito dai toni che la maggioranza sarebbe andata verso una resa dei conti tutta interna, con posizioni alternative che rischiano di minare alla base la convivenza tra Forza Pomezia, Pd, Idv e Socialisti. Una coalizione nata tra musi lunghi e qualche recriminazione, fattori che ora riemergono a determinare uno scenario che potrebbe avere conseguenze critiche per il centrosinistra. Al centro della discussione un ordine del giorno presentato a fine assise dal capogruppo di Forza Pomezia Omero Schiumarini e condiviso anche da Sergio Busti del Psi. Un documento con il quale si evidenziano le difficoltà finanziarie in cui versa il comune di Pomezia e la lentezza con la quale si sta organizzando la lotta all’evasione tributaria. Ma

nella sostanza l’obiettivo dell’ordine del giorno (che sarà discusso nel prossimo consiglio comunale) è la società Andreani, che da prima dell’estate si occupa degli accertamenti tributari con agio sul riscosso pari al 18 per cento. Un affidamento, figlio della precedente amministrazione, che non va giù a molti degli esponenti dell’attuale maggioranza di centrosinistra. Non a caso nel documento Schiumarini e

Busti chiedono «la costituzione di un gruppo tecnico composto da dirigenti del comune di Pomezia per il monitoraggio di tutte le fasi che hanno portato all’affidamento del servizio». Una sorta di commissione per valutare anche eventuali azioni di rescissione del contratto, visto anche che è pendente al Tar del Lazio un ricorso sulla graduatoria che ha portato all’affidamento alla società Andreani degli accertamenti tributari. D’altronde le indicazioni che per tutta la discussione di ieri mattina sono arrivate da Forza Pomezia, Pd e socialisti sono state chiare nella direzione di revocare l’appalto alla società (che opera anche nel comune di Aprilia) «per evitare una nuova A.Ser» come è stato detto da alcuni esponenti in aula e riportare il servizio dentro l’ambito comunale, magari affidandolo proprio alla Pomezia Servizi. Il problema del Pd non è quindi sulla sostanza ma per le modalità con le quali è stato presentato l’ordine del giorno: a loro insaputa e con un blitz teso a disorientare in particolar modo il gruppo dell’Idv, tra i promotori dell’affidamento del servizio nella preceTN S.M. dente amministrazione.

QUANTI SOLDI BUTTATI Gli sprechi dei consigli comunali andati deserti

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osti troppo alti per lo svolgimento dei consigli comunali a Pomezia. A gettare luce sulla questione è il Movimento 5 Stelle attraverso il consigliere comunale Fabio Fucci. Calcoli e analisi per dimostrare come la tattica della richiesta del numero legale e soprattutto le continue e ripetute assenze dei consiglieri comunali non fanno altro che aumentare i costi delle assisi. «I Consigli Comunali – spiega Fucci in una nota hanno un costo per l’amministrazione che deve corrispondere, tra le altre cose, i gettoni di presenza ai Consiglieri presenti all’assemblea. Nel caso in cui fossero presenti tutti e 24 i Consiglieri Comunali, il costo derivante dai soli gettoni di presenza sarebbe di circa 1.600 euro a seduta (circa 70 euro a consigliere). In presenza del numero legale sarebbe pos-

sibile avviare la discussione dei punti all’ordine del giorno fino a loro esaurimento (a meno di richieste di verifica del numero legale in corso di seduta). Quello che sta accadendo da qualche settimana a questa parte ha invece dell’incredibile. In una sola settimana sono saltati ben due Consigli Comunali in prima convocazione per mancanza del numero legale. Il Consiglio del 27 Settembre è durato poco più di 5 minuti, quello del 30 Settembre una decina di minuti in tutto. Assenti a quest’ultimo Consiglio Comunale sono risultati De Fusco (PD), Mirimich (PD), Antonini (PD), Mesturini (PD), Valle (Forza Pomezia), Barone (IDV), Celori (PDL), Puggioni (?). Costo per l’Amministrazione (e quindi per i cittadini): circa 2.400 €. Preziose risorse andate in fumo in due assemblee infruttuose a causa delle assenze

di molti Consiglieri di maggioranza e dell’uscita dall’aula di quasi tutti i Consiglieri di minoranza. La maggioranza consiliare sembra non farcela già dopo pochi mesi dall’esito della tornata elettorale e gran parte della minoranza (ad esclusione di noi del Movimento 5 Stelle) ritiene di dover fare ostruzionismo anche su temi come l’adozione di regolamenti».

TN Andrea Doria


POLITICA

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Pomezia

A un documento dell’Unione comunale rispondono i segretari dei circoli, ed è polemica dentro il Partito Democartico pometino

LA POLEMICA

BOTTA E RISPOSTA NEL PD

L’UNIONE COMUNALE

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on un documento politico approvato pochi giorni fa il partito Democratico di Pomezia torna a parlare dopo le elezioni di primavera e lo fa indicando le linee programmatiche, obiettivi e principi, per il buon operato dell’amministrazione. Un documento che non vuole essere critico (anche se in alcuni passaggi lo è) ma piuttosto, come lo definiscono, «un contributo concreto». «Riteniamo – si legge nel testo approvato dall’unione comunale del Pd - che il partito di maggioranza di governo abbia la responsabilità di riportare tutti alla coerenza delle linee del programma sottoscritto, correggere la rotta se questa venisse smarrita e restituire slancio all'azione amministrativa. Noi sentiamo il dovere di riportare tutti alla coerenza degli impegni che insieme abbiamo preso nei confronti dei cittadini, non permettendo a nessuno di strumentalizzare il nostro pensiero». Gli argomenti toccati sono molti: la scuola, i servizi sociali, i tributi. E poi ancora i concorsi pubblici, l’ambiente e l’urbanistica». Un primo rilievo arriva sulla gestione dei rapporti con la Federazione della Sinistra, «una grave perdita» per il Pd. «Non possiamo permetterci di trascurare l’importanza politico-strategica che un partito di sinistra può avere nella nostra azione amministrativa» sottolineano. «Riteniamo fondamentale – proseguono - fare una serie di osservazioni che coinvolgono oggi gli incarichi di personale in staff. È importante che nelle scelte del personale ci siano le giuste motivazioni e la necessaria efficacia ed efficienza legati ad una qualità professionale, in grado di soddisfare la domanda cittadina. Non condividiamo l’uso eccessivo dello strumento, poiché tale abuso sarebbe finalizzato alla soddisfazione delle varie richieste personali». Poi il riferimento ai concorsi pubblici, che secondo il Pd devono essere fatti, ed il richiamo all’impegno su temi essenziali come le famiglie, la scuola, la sanità e le politiche sociali». Quindi il richiamo al tema dei tributi. «La gestione dei tributi affidata a società esterne all’amministrazione oggi rappresenta un notevole dispendio economico. Affidarlo alla Pomezia Servizi, che ne ricaverebbe dei vantaggi in termini di professionalità e di competenza, rappresenta secondo noi l’unica soluzione in grado di coniugare risparmio ed efficienza». L’ultimo richiamo all’urbanistica, «tema centrale per il territorio». «I servizi, il sociale, la scuola, il verde – concludono - sono tutte priorità, che riteniamo siano fondamentali per un qualsiasi ragionamento urbanistico. Siamo fortemente contrari a ragionare in termini di business commerciale».

LA RISPOSTA DEI CIRCOLI U

n documento di risposta a quello protocollato dall’Unione comunale del Pd di Pomezia che certifica lo scontro tutto interno al primo partito cittadino. E’ arrivato a distanza di un solo giorno – a firma dei segretari dei due circoli cittadini, Dino Spagnoli e Massimo Mesturini – ed è il segnale delle divisioni interne al partito. «Siamo convinti che il ruolo del Pd, come forza di maggioranza relativa a sostegno dell’amministrazione, sia quello di avanzare proposte concrete che aiutino la nostra azione di governo – scrivono i due -. Perché questo avvenga, non servono sterili divisioni, ma la costruzione di una forte unità del Partito. Per questo avevamo chiesto

di non chiudere la discussione sul documento poi inviato alla stampa come “linea del Pd”. Riteniamo che siano stati compiuti gravi errori sia di metodo che di merito. Avevamo chiesto di aggiornare la discussione entro tempi brevi, durante cui erano presenti solo quattordici dirigenti del Pd, per permettere agli amministratori, ai direttivi dei circoli, ai simpatizzanti, di portare il proprio contributo positivo alla discussione. Comunque la si voglia vedere – sottolineano - l’impostazione di chi ha pensato “al voto, al voto” ha di fatto indebolito quel documento, che oggi appare come la volontà di dodici dirigenti del Partito. Nel merito poi, riteniamo che si sia posto troppo l’accento su questioni secondarie (si veda la questione degli staff al servizio della giunta) e poco a questioni assolutamente prioritarie come, per citarne solo una, la riorganizzazione del servizio di riscossione dei tributi». «E’ evidente – concludono - che questi atteggiamenti danneggiano l’immagine del partito e creano inutili tensioni. E’ necessario dunque aprire una riflessione che, coinvolgendo il Sindaco, gli amministratori, tutto il gruppo dirigente del Pd, ponga fine ad atteggiamenti e metodi figli di cultura politica del passato che già tanti danni ha fatto alla nostra città, per poter davvero assolvere al nostro ruolo di forza politica protagonista dello sviluppo e della crescita del nostro territorio». TN Stefano Mengozzi


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Pomezia

Ottobre 2011 “Ospedali, galere e puttane: sono queste le università della vita. Io ho preso parecchie lauree. Chiamatemi dottore.” Charles Bukoswski

PROSTITUTE, TORNANO LE MULTE Rinnovata dal sindaco De Fusco l’ordinanza che colpisce anche i clienti

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n fenomeno in continuo aumento, forse davvero l’unico che davanti al crollo delle Borse non ha conosciuto crisi. Stiamo parlando della prostituzione, che tra Pomezia ed Ardea negli ultimi mesi ha visto una crescita esponenziale: sempre più ragazze costrette alla strada da protettori insaziabili che ormai fanno da “decoro” a interi quartieri cittadini. A Pomezia in particolare il fenomeno sembra inarrestabile: prima era solo Santa Palomba, con la via Ardeatina a fare da luogo prediletto, la meta di clienti alla ricerca di ragazze pronte a prestazioni sessuali. Oggi però lo scenario è cambiato completamente: dalla via Laurentina, all’altezza di Santa Procula, fino al lungomare di Torvaianica sono centinaia le ragazze che si prostituiscono in strada (ne abbiamo parlato approfonditamente nel numero precedente di Tempi Nuovi). Anche per questo il sindaco di Pomezia Enrico De Fusco ha voluto rispondere all’incremento del fenomeno rinnovando ancora una volta (è il terzo anno consecutivo) l’ordinanza anti-prostituzione. L’annuncio è arrivato dal comune di Pomezia: «Il sindaco di Pomezia Enrico De Fusco, dopo essere stato sollecitato più volte dai cittadini di S.Palomba e dalle realtà industriali presenti sul territorio, ha emesso oggi 19 Settembre 2011 una nuova ordinanza per tutelare la sicurezza urbana in merito alla prostituzione su strada» si legge nella nota. Un provvedimento che trasferisce alle forze dell’ordine presenti sul territorio (compresi gli agenti della Polizia Locale) la possibilità di emettere sanzioni amministrative nei confronti di clienti e prostitute. «Visti gli effetti devastanti del suddetto fenomeno sulla sicurezza e sull’ordine pubblico, determinati da episodi criminali legati allo sfruttamento della prostituzione (anche minorile) – si legge nella nota del comune di Pomezia - il sindaco

Pomezia e Ardea: crimini in aumento

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De Fusco ha ritenuto opportuno agire in prima linea per evitare che si continuasse ad alimentare il senso di insicurezza percepito dalla cittadinanza, che determinava concretamente conseguenze negative per l’ordinata e sicura convivenza civile». Le sanzioni per i clienti partono da un minimo di 166 euro e possono portare fino al sequestro dell’automobile. «Il problema della prostituzione – afferma De Fusco elencando le ragioni che lo hanno spinto a rinnovare l’ordinanza - continua ad essere particolarmente diffuso nella località di S.Palomba e ciò crea problematiche anche per gli utenti della stazione ferroviaria, i quali ritengono pericoloso e problematico l’utilizzo delle aree di parcheggio adiacenti alla Stazione a causa della presenza, a tutte le ore del giorno e della notte, di soggetti dediti all’attività di meretricio. E’ stato quindi interesse primario dell’Amministrazione comunale rendere accessibile, sicura e di facile utilizzazione l’intera area della Stazione ferroviaria di S.Palomba, in modo da evitare che questo triste fenomeno prenda il sopravvento».

TN Francesca Tarantino

cco i comuni con più crimini del Lazio: oltre a Roma, anche Pomezia, Fiumicino, Latina e Ardea. È quanto emerge dal primo rapporto sulla criminalità nel Lazio presentato in Regione dalla presidente della Regione Renata Polverini, dall'assessore regionale alle Politiche per la Sicurezza e dal presidente dell'Osservatorio regionale per la legalità Rosario Vitarelli. L'analisi ha calcolato il tasso di criminalità dei singoli Comuni dividendo il territorio in sei classi di rischio. “Il quoziente – spiegano – si ottiene dal rapporto tra il numero dei delitti e l'ammontare della popolazione media degli abitanti e consente di rilevare il numero di reati commessi ogni 10mila abitanti”. A margine del rapporto, i commenti dell’osservatorio evidenziano come l’ammontare dei reati denunciati ogni anno nelle singole province del Lazio “si attesta attorno a valori che non denotano particolari fluttuazioni nell’ultimo quinquennio, fatto salvo il caso della provincia di Roma” dove c’è, dal 2006 al 2010, “un rilevante calo (di circa il 14%) degli atti criminosi”. Dato, quest’ultimo, che trova conferma anche nei territorio di Pomezia ed Ardea. C’è un però: “un recupero nell’ultimo anno, complice la crisi economica che alimenta tensioni che sfociano in gravi episodi di violenza”. Si spiegano così gli aumenti delle denunce per TN F.T. danneggiamenti.

Auto GPL in fiamme, una tragedia sfiorata La donna al volante si è salvata senza riportare conseguenze. Auto da rottamare

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n episodio inquietante, con una donna che ha rischiato la propria vita su via dei Castelli Romani a causa di un corto circuito della propria automobile. E’ accaduto il 20 settembre scorso a Pomezia: la donna era alla guida della sua Peugeot 207, si ferma a prendere un caffè e poi riparte. E’ in questo momento che avviene il fatto: l’automobile inizia a non rispondere ai comandi, sul display si accendono le spie e dal cofano anteriore esce fumo. La donna riesce a non farsi prendere dal panico neanche quando il vetro del parabrezza va in mille pezzi, lo sportello del guidatore non si apre e lei, dopo aver frenato l’auto con il freno a mano, riesce ad uscire da quello del passeggero.

Una disavventura che come fin qui descritta sembra già assurdo, ma il fatto inquietante è che la Peugeot 207 della donna era alimentata a Gpl ed ha quindi rischiato seriamente di esplodere. Non a caso i vigili del fuoco sono subito accorsi sul posto e per prima cosa hanno protetto il serbatoio con la schiuma isolante. Alla fine l’automobile è andata interamente distrutta ma la donna non ha riportato conseguenze. L’interrogativo che rimane in sospeso però è come sia possibile che una macchina, acquistata in concessionario solo un anno fa, possa andare in autocombustione.tradizioni più durature del nostro territorio.

TN S.M.


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Pomezia

Sportello disabili: un “raggio di sole” inaugurato a Pomezia un nuovo servizio di inserimento lavorativo per disabili

Le attività del centro di via Buozzi T

eatro, cinema, giardinaggio, musica, lettura. Sono solo alcune delle attività che si svolgono quotidianamente presso il centro diurno di Pomezia Raggio di Sole, centro dedicato ai disabili adulti, inaugurato nel 2006 e gestito dalla Pomezia Servizi. Una struttura d'eccellenza, frequentata da 18 persone, che si propone un percorso educativo pensato ad hoc per ciascun utente e finalizzato a promuovere la cultura e la pratica della socializzazione, a facilitare la progressiva emancipazione dalla famiglia e a contribuire ad una migliore integrazione sociale

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naugurato sabato 1 ottobre lo sportello di informazione e orientamento al lavoro per i diversamente abili, attivato nell’ambito del progetto “Percorsi di inserimento e orientamento” del Comune di Pomezia. Ha aperto l’incontro, che si è svolto presso il Centro Diurno Raggio di Sole, sede dello sportello, l’Assessora alle Politiche Sociali Rosaria Del Buono: “Voglio ringraziare l’Assessora che mi ha preceduto, Anna Mirarchi, perché questo è un suo progetto a cui io metto solo l’ultimo tassello”. Tassello che significa apertura dello sportello per due volte a settimana - il mercoledì dalle 15 alle 19 e il sabato dalle 8.30 alle 12.30 – che accoglierà i cittadini diversamente abili di Pomezia e li orienterà nel mondo del lavoro. Si tratta di una novità assoluta per il nostro Comune e di un’iniziativa che ha pochi eguali a livello nazionale: si tratta di una concreta possibilità di inserimento occupazionale per i cittadini diversamente abili. Il progetto prevede 13 inserimenti, di cui 7 riservati alle donne, per 3 persone con disabilità psichica e 10 con disabilità fisica. “Lo sportello sarà aperto per due anni – ha continuato Del Buono – il Comune di Pomezia invita tutti i cittadini con disabilità a recarsi al Centro diurno nei giorni indicati”. Ad accoglierli le operatrici del sociale e le coordinatrici del Consorzio sociale Coin, partner del Comune nel progetto, uno sportello tutto al femminile che saprà valutare ed indirizzare gli utenti verso un percorso formativo ed occupazionale accompagnandoli dalla stesura del curriculum all’inserimento in azienda. Dall’altra parte, il progetto prevede una mappatura delle aziende del territorio che per legge sono chiamate a riservare posti di lavoro per gli iscritti alle liste speciali. 130 mila euro per un progetto biennale che ha la presunzione di non volersi concludere con soli 13 inserimenti al lavoro, ma che apre le porte ai circa 700 cittadini di Pomezia iscritti alle liste speciali del Centro per l’impiego. TN Martina Parisi

sul territorio. Operatrici, educatrici e psicologhe che per ogni ospite del centro predispongono un progetto individuale e personalizzato. Una sorta di scuola per diversamente abili, che li aiuta a farsi spazio nel mondo ed ora - grazie allo sportello di orientamento appena inaugurato - nel mondo del lavoro. Una risorsa per Pomezia e per tutti i cittadini, uno spazio d'integrazione socioculturale, un luogo educativo per i diversamente abili, ma che può diventare occasione educativa per tutti.per danneggiamenti.

TN M.P.


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Pomezia

Ottobre 2011

Campetti polifunzionali, presto aperti? in attesa che il Comune li inauguri ufficialmente, i ragazzi già li utilizzano

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opo l'articolo sulle percorso ciclopedonale in zona Nuova Lavinium il nostro giornale, su segnalazione di alcuni lettori, si occupa questa volta dei campetti polifunzionali sorti negli ultimi mesi in Via Don Sturzo, Via Santorre di Santarosa e (ancora in costruzione) in Via Singen. La domanda che molti lettori ci hanno posto è: «come mai due dei campetti, sebbene finiti, sono ancora chiusi, mentre la costruzione di quello di Via Singen è ferma?». Domanda che abbiamo girato al dirigente ai Lavori Pubblici del Comune, l'ing. Renato Curci. «Per quanto riguarda i due campetti finiti – ci dice l'ingegnere – li abbiamo consegnati all'assessorato alla Pubblica Istru-

zione e Sport che ora deciderà le modalità con le quali dovranno essere fruiti. Mentre per quanto riguarda il terzo campetto, il ritardo nei lavori dipende dalla Regione Lazio che ha finanziato in buona parte questo progetto e che, ad oggi, non ha ancora liquidato le somme dovute, così che la ditta – prosegue Curci – nonostante abbia effettuato circa 200 mila euro di lavori, non ha ancora incassato nulla». Questa la situazione all'inizio di ottobre, quando abbiamo effettuato l'intervista, per quanto riguarda il settore Lavori Pubblici. Ma, visto l'interessamento anche dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione e Sport, siamo andati a chiedere anche all'Assessore Rosaria Del Buono notizie in merito. «Come affermato dal-

S.Michele, giardini nel degrado

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a anni i residenti segnalano i disagi ed il degrado, lanciando richieste d’aiuto che però sono rimaste fino ad oggi inascoltate. Il riferimento è ai giardini che si trovano alle spalle di via Roma, compresi tra il corso principale e la via del Mare nei pressi di piazza Federico II e della chiesa di San Michele. Un parco cittadino completamente abbandonato, meta di cani randagi e padroni poco attenti e ricovero di senza tetto. A riportare d’attualità la gestione di questa area verde è un episodio accaduto a fine settembre: un sabato mattina infatti i residenti di zona sono stati svegliati dal rumore di un ramo che si è staccato da un pino abbattendosi sul marciapiede, a pochi centimetri dalle automobili in sosta e con il rischio reale per i passanti che attraversano il parco per raggiungere via Roma. Un fenomeno che denota le cattive condizioni in cui si trovano le alte piante, mai curate: il problema alla base riguarderebbe la proprietà dell’area che non sarebbe mai stata presa in carico dal comune di Pomezia nonostante la convenzione sottoscritta per la realizzazione dei palazzi che si trovano tutti intorno lo avrebbe richiesto. Così da più di trent’anni questi giardini pubblici sono rimasti nell’abbandono totale, senza che il personale comunale addetto alla manutenzione si sia mai fatto veTN Giulia Abbate dere.

l'ing. Curci i campetti ci sono stati recentemente consegnati. Le possibilità che si stanno valutando in merito alle

modalità d'uso di questi spazio sono due ed entrambe tendono verso la possibilità che questi spazi siano liberamente fruibili da tutti i ragazzi. La prima è che la gestione venga affidata ai comitati di quartiere o alle parrocchie. La seconda invece prevede l'affidamento al Consorzio Pomezia Sport che li utilizzerebbe per le proprie attività in alcuni giorni, mentre in altri giorni tutti potranno giocarci sotto la sorveglianza del Consorzio stesso». Dunque ora non resta che attendere gli sviluppi e le scelte che verranno prese. Fatto sta che molti ragazzi non hanno aspettato il Comune e i due campetti ultimati sono già da diverso tempo utilizzati dai ragazzi.

TN Andrea Oleandri

Università e campi sportivi: la replica dell’A.S.Nuova Florida

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ubblichiamo di seguito la lettera di risposta al nostro articolo sui costi di gestione degli impianti sportivi presenti all’interno del campus Selva dei Pini. La lettera arriva dalla società sportiva A.S. Nuova Florida. «Nel 2005 all ‘associazione sportiva nuova florida viene concesso in affitto un terreno nell’università al prezzo di 1300€ +iva al mese dove l’associazione (e non il comune o l’università) investe soldi privati (400000 € per fare due campi di calcetto ed uno di calcio a 8 e relativi spogliatoi). Dando anche in uso gratuito agli studenti universitari degli spazi per attività sportiva ed ospitando anche manifestazioni gratuitamente per la popolazione (nazionale italiana sordomuti di c/5 provincia in palla ,week dello sport dove i cittadini di Pomezia hanno praticato sport gratuitamente). Oggi dopo tutto questo dobbiamo subire dei continui attacchi su giornali ed interviste di pseudo politici che dicono un mare di falsità dicendo che i centri sportivi sono un regalo dell’università e del comune che gli affitti sono bassi che il buco di circa tre milioni di euro è colpa dei centri sportivi, quando noi il nostro canone concordato è stato sempre pagato. Il comune di Pomezia ha una sua rappresentanza nel C.D.A del consorzio universitario perciò sa benissimo da dove deriva il buco di A.S. Nuova Florida tre milioni di euro».


CRONACA

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Pomezia

Mercato cittadino, cresce la protesta

i cittadini denunciano una situazione di caos invivibile. il sindaco: “Presto spostato”

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’ del 24 settembre scorso la notizia che degli operatori del 118, accorsi per soccorrere un uomo colpito da malore nel mercato pometino, siano stati costretti a raggiungerlo a piedi rinunciando all’ambulanza, bloccata dai banchi dei commercianti. Da tempo ci si chiedeva come sarebbe stato possibile il passaggio dei mezzi di soccorso nelle strade occupate dalle bancarelle. I fatti hanno fornito la prevedibile risposta. D’altra parte si tratta di situazioni tutt’altro che eccezionali all’interno di un mercato, dove le condizioni di affollamento e concitazione possono facilmente dar luogo ad episodi di questo genere. Le vecchie polemiche sul mercato comunale di Pomezia non hanno fatto altro che inasprirsi: la grande area commerciale, infatti, ormai da diversi anni si estende su una larga parte del centro cittadino – sebbene dovesse trattarsi di una sistemazione provvisoria in seguito ai lavori in Piazza San Benedetto da Norcia, ex sede del mercato – e col passare del tempo ha generato malumori sempre più forti, soprattutto tra chi risiede nelle vie occupate dagli ambulanti. La conseguenza diretta dell’attuale posizione centralissima è quella del congestionamento del traffico nelle zone circostanti ma, a detta dei cittadini, sono ben altri i disagi forse sottovalutati. Se è inevitabile che nel montare i banchi si produca un po’ di rumore – ma non è certo piacevole essere svegliati alle 6 del sabato mattina – ben più irritante è la lotta al parcheggio nelle strade laterali che, già il venerdì sera, costringe i residenti ad appostarsi alle finestre per avvistare un posto libero. Non solo: chi tiene la macchina in cortile o in garage lamenta una condizione di sostanziale reclusione che dura fino al sa-

L’esposto in Procura di un cittadino

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i seguito l’esposto che un cittadino di Pomezia ha presentato presso la Procura della Repubblica di Velletri nei giorni scorsi proprio in merito ai problemi del mercato cittadino. «Il sottoscritto Valentino Valentini si rivolge a codesta Procura della Repubblica, ritenendo che un caso di mala amministrazione metta a repentaglio la sicurezza di un consistente numero di concittadini. A questo scopo, invia in allegato la documentazione comprovante tale stato di pericolo, documentazione composta da articoli di stampa corredati da foto, copia dell'esposto indirizzato al Sindaco e per conoscenza al locale Comando Compagnia dei Carabinieri. Il Sindaco, replicando a mezzo stampa, sposta nel futuro la soluzione di tale problema ( che sottende a una operazione immobiliare giuridicamente corretta, ma criticabile sotto il profilo della pubblica utilità e convenienza) senza prendere in considerazione aree pubbliche disponibili e fruibili in totale sicurezza. Dimentica di dire che, essendo al suo secondo mandato consecutivo, avrebbe potuto gettare le basi per la soluzione di un problema che, se aveva una giustificazione nella realtà socio economica degli anni 50/60, sembra essere ormai diventato ingovernabile stante la incontrollata e ingiustificata crescita dell'area mercatale. Intende, pertanto, investire codesta Procura della Repubblica affinché voglia accertare, se ce ne sono i presupposti, eventuali profili di responsabilità». TN

bato pomeriggio, finché la pulizia delle strade non viene ultimata. Sull'argomento mercato, proprio all'indomani del difficile intervento dei medici del 118, è intervenuto il Sindaco che in un comunicato stampa ha assicurato che in breve tempo verrà data attuazione a quanto stabilito nel Piano particolareggiato di Pomezia Centro (provvedimento approvato già nel gennaio scorso) che prevede il trasferimento del mercato in via della Tecnica, su un’area privata in convenzione, rispondendo così alle sollecitazioni provenienti dalla cittadinanza. Al di là delle pole-

miche, sebbene la proliferazione locale di supermercati e centri commerciali renda forse superflua la presenza di questo ampissimo mercato, è un fatto che ogni sabato le strade si riempiano di clienti alla ricerca della migliore offerta per prodotti di buona qualità. L’antica abitudine di fare la spesa settimanale al mercato è ancora molto comune ed impone all’Amministrazione la necessità di un intervento che di certo garantisca la tranquillità dei cittadini ma che salvaguardi anche la sopravvivenza di una delle tradizioni più durature del nostro territorio.

TN Martina Zanchi

Ambulanti: “No in periferia” C

osa ne pensano i commercianti della dichiarazione del Sindaco a proposito dello spostamento del mercato? Lo abbiamo chiesto a Sergio, commerciante che da oltre 40 anni lavora in un banco ortofrutticolo. «L'attuale posizione – dice – ci soddisfa molto in quanto raggiungibile da tutti, anche se credo ci dovrebbe essere più controllo. Se si vigilasse meglio sul rispetto dello spazio tra i banchi e tra questi e il marciapiede, si garantirebbe un minimo di viabilità almeno ai residenti». «Un trasferimento del mercato in zone non centrali – prosegue Sergio – non penso troverebbe d’accordo molti di noi. Chi viene a fare la spesa settimanale al mercato, di media, ha dai 40 anni in su e credo che gli anziani o comunque chi viene a piedi non arriverebbe fino a via della Tecnica. Trasferirci in periferia è sensato solo se si forniscono altri servizi come una grande area di parcheggio e una navetta almeno ogni mezz’ora, servono anche fontanelle e servizi igienici. Senza questi elementi, spostare il mercato in periferia significherebbe farlo morire del TN M.Z. tutto».


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CRONACA

Ardea

Ottobre 2011

ARDEA, UFFICI COMUNALI INAGIBILI Un’ispezione della Asl ha messo in luce irregolarità e degrado degli immobili

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Un comune “fuori dalle regole”, sia urbanistiche che per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro. Questa è Ardea, dove l’ufficio tecnico sorge in un immobile che non solo non è agibile ma è anche, paradosso tra i paradossi, abusivo. Dove gli impiegati lavorano senza avere una scrivania (un computer neanche a dirlo) e con le sedie intrecciate tra i cavi volanti. Ma soprattutto un comune che è proprietario solo di una piccolissima parte degli immobili (sparsi in zone diverse) in cui si trovano i propri uffici. Uno spaccato di quanto sia critica la situazione degli uffici comunali rutuli, confermata peraltro dall’ultima ispezione che le Asl hanno inviato nei giorni scorsi presso i locali dell’ufficio tecnico di via Laurentina e gli uffici di via Francesco Crispi. Gli ispettori dell’azienda sanitaria, che prima dell’estate avevano eseguito un altro sopralluogo al comando della Polizia Municipale di via dei Rutuli, hanno eseguito controlli in tutti i locali della palazzina di Rio Verde verificando di-

verse irregolarità che vanno dalla violazione delle legge per la sicurezza sui luoghi di lavoro ad un degrado dei locali stessi, con pezzi di intonaco a terra o porte e finestre mal funzionanti. L’ispezione proseguirà anche per verificare tutte le irregolarità che erano state segnalate in passato da sindacati e personale dipendente per il mancato rispetto della legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. E’ un

I disagi vissuti dai dipendenti

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ono stati anche gli episodi avvenuti nell’ultimo anno ad attirare gli ispettori della Asl RmH all’interno degli uffici comunali di Ardea. Il primo controllo fu conseguenza di una chiamata dei vigili urbani, costretti a convivere con odori nauseabondi presso il comando di via dei Rutuli. Per non parlare dello stato di abbandono dell’ufficio tecnico (tanto che l’ultima decisione è quella di trasferire l’ufficio Ambiente presso i locali ceduti dai proprietari dell’ex Patio, a Tor San Lorenzo) e dell’ufficio Tributi. Qui lo scorso anno gli impiegati si ritrovarono a galleggiare dopo un alluvione che provocò l’allagamento degli uffici finanziari e commercio e lunghe infiltrazioni d’acqua sui muri che sono rimaste poi per diverse settimane. E da ultimo fu proprio in quest’ufficio, la primavera scorsa, che un albero cadde (dopo che erano state molte le segnalazioni sulla pericolosità) abbattendosi sul tetto della struttura, fortunatamente senza conseguenze per il personale. TN S.M.

fatto evidente che il problema del degrado degli uffici comunali è diretta conseguenza del “caos” che ruota attorno alla proprietà degli immobili. Diverso sarebbe se tutti gli uffici fossero di diretta proprietà del comune (molti sindaci in passato avevano anche parlato dell’obiettivo di unificare il lavoro della macchina amministrativa in un unico stabile) ma la situazione ad Ardea è esattamente

l’opposto. Solo il municipio di via Garibaldi – anche se qualcuno sospetta che il passaggio di proprietà non sia stato registrato in conservatoria – e l’ufficio Tributi/Commercio di via Crispi sono dell’ente. Tutti gli altri invece sono stati presi in affitto dal comune, senza una vera e propria logica visto che si trovano distanti anche diversi chilometri l’uno dall’altro, e a costi importanti visto che ogni anno il comune rutulo spende circa 700 mila euro solo per le locazioni. E non solo gli uffici, anche le farmacie comunali sono state aperte in negozi presi in affitto. L’ultima novità in termini di spostamenti degli uffici dell’ente rutulo arriva dalla disponiblità, ottenuta in convenzione, dei locali che si trovano nella struttura ex Patio di Tor San Lorenzo. All’inizio sembrava certo che qui sarebbero stati trasferiti i dipendenti dell’ufficio Ambiente, ma l’ultima novità è che forse anche l’ufficio Tributi potrebbe essere spostato nei nuovi locali.

TN Stefano Mengozzi


LA BREVISSIMA

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iNCONTRO PUBBLiCO - Un incontro pubblico che si terrà domenica 16 ottobre (parco di via Reno) insieme al comitato civico per la riqualificazione di Tor San Lorenzo per discutere delle problematiche del quartiere e delle soluzioni da proporre all’amministrazione comunale.

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Tor San Lorenzo senza marciapiedi Un reportage nel quartiere in cui camminare a piedi è diventato quasi un’impresa

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ono poco più di due chilometri di strada, dovrebbe essere – in assenza di altro – il “cuore” commerciale di Tor San Lorenzo, in realtà però viale San Lorenzo è piuttosto l’emblema dei disservizi e del degrado che da anni attacca questo territorio. Percorrere il viale dall’inizio del centro abitato (dall’incrocio con via dei Tassi) e fino al nuovo incrocio con via Campo di Carne è praticamente impossibile senza rischiare incidenti o disavventure. Ci abbiamo provato a piedi, riscontrando quello che da tempo i cittadini fanno notare: esistono solo pochi pezzi di marciapiede e peraltro solo su un lato della strada. Per il resto una lunga sequenza di alberi che con le radici arrivano a sfondare anche l’asfalto della strada e ogni tanto anche tratti sterrati. Vicino a noi c’era una donna con un passeggino, abbiamo deciso di fotografarla per far capire fino a che punto si deve arrivare per attraversare il paese: passare dal marcia-

piede fino a camminare direttamente sulla strada, anche in presenza di curve angolate che mettono a serio rischio le persone. Poi c’è il fattore “pini”, i giornali tornano a parlarne periodicamente per un albero che cade (almeno tre negli ultimi due anni) o pezzi di ramo (come accaduto solo un mese fa) che

si staccano abbattendosi sui marciapiede. Quest’ultimo caso solo per pura fortuna non ha avuto conseguenze sui passanti, ma è il segnale evidente che la situazione è insostenibile ed un quartiere di oltre quindici mila residenti non può restare in queste condizioni.

TN Andrea Oleandri

Il comitato: “Un quartiere abbandonato da troppi anni” D

opo le bagarre interne alla compagine del sindaco Eufemi, anche all’interno del partito di centro sinistra cominciano le lotte intestine pre-elettorali. I grandi partiti cominciano intanto le prime velate campagne elettorali, com’è normale che sia, e chi rimane tagliato fuori è sempre il cittadino che ora non ha voce , ma verrà sicuramente “ascoltato” quando dovrà mettere la sua croce all’interno dell’urna elettorale». Inizia così l’amaro sfogo del comitato civico Tor San Lorenzo. «Ad Ardea – afferma la presidentessa Sara Cavicchia - non c’è partecipa-

zione popolare, l’abbiamo ripetuto quasi alla nausea, il cittadino non ha voce, chi riesce a tirarla fuori si rassegna presto di fronte all’immobilismo che lo circonda. Il comitato civico di Tor San lorenzo si propone di alzarla quella voce, e di partire da un territorio lasciato ormai al degrado e all’abbandono, quale quello di Tor san Lorenzo e nuova California, per arrivare alla realizzazione di un progetto ambizioso ma non impossibile: la riqualificazione dell’area di Tor San Lorenzo. Da troppi anni ormai questa frazione, che rappresenta il vero motore economico del comune di Ardea,

viene lasciato ai margini, una vera e propria periferia, lasciato in balia dei vari problemi che le amministrazioni si “scaricano” l’un l’altra, trascinando disagi ai cittadini da anni ormai; in questo territorio non ci sono investi-

menti nel sociale, non viene posta attenzione sulla sicurezza, non vengono promossi elementi di valorizzazione, non vengono forniti ai cittadini i servizi primari. Dalla mancanza e dal degrado di complessi scolastici adeguati, alla mancanza di servizi quali gas e acqua, alla mancanza di un polo di primo soccorso, alla delinquenza – concludono dal comitato - che ormai la fa da padrona trasformando questa frazione in una città fantasma, alla mancanza di investimenti nel turismo e nel lavoro, tutti questi elementi hanno contribuito a rendere Tor San TN A.O. Lorenzo una discarica».


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18 01

Pomezia

Ottobre 2011

sulla C’era una volta il social housing Terra pista ciclabile Due edifici in costruzione in via Pietro Nenni, ma sembra speculazione edilizia

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ue palazzine che dovevano accogliere le richieste di “housing sociale” all’interno del comune di Pomezia ma che ogni giorno che passa sembrano sempre più una semplice speculazione edilizia. Stiamo parlando degli edifici in costruzione nel quartiere Nuova Lavinium di Pomezia, in via Pietro Nenni, finiti nell’occhio del ciclone per le modalità di vendita che sono state approntate. Partiamo dall’inizio: le licenze edilizie per le due palazzine sono state approvate in consiglio comunale lo scorso anno per rispondere alla richiesta di nuovi alloggi per giovani coppie. Nasce così l’idea dell’housing sociale (una forma di edilizia convenzionata realizzata dal privato per il quale lo stesso mantiene il diritto di proprietà ma allo stesso tempo si impegna alla cessione delle unità abitative ad un prezzo convenzionato) e l’autorizzazione a realizzare gli alloggi in quell’area specifica, in piana zona 167. Ma quello che era stato autorizzato (con la cessione dell’area ad un prezzo ridottissimo, circa 41 euro a metro cubo) non troverebbe riscontro nei prezzi di vendita attuati

dalla società titolare della convenzione. A denunciare la situazione in consiglio comunale sono stati gli esponenti del Pdl Raimondo Piselli e del Pd Renzo Antonini. «E’ assurdo – hanno detto in due distinti interventi con contenuto analogo – che si cedano aree a prezzi così bassi per poi rivenderle a costi praticamente di mercato». Ecco perché si configurerebbe una speculazione: la formula per il social housing avrebbe dovuto prevedere che tutti i soggetti nelle condizioni di poter accedere all’alloggio (non a caso è stato fatto un bando per formulare una graduatoria) sarebbero entrati in casa con un affiitto convenzionato per un certo numero di anni (dieci) e poi avrebbero contratto un

mutuo per finire di pagare l’alloggio. La realtà però è un'altra perché la società pare richiedere ai soggetti interessati un primo anticipo pari quasi a 50 mila euro in fase di realizzazione degli edifici, poi un affitto convenzionato e quindi, come ultimo step, un mutuo per finire di pagare l’alloggio. Alla fine un appartamento di 58 metri quadri, secondo quanto riferito dal consigliere Antonini, «finirebbe per essere pagato più di 160 mila euro, quando le cooperative edilizie per un appartamento di 65 metri quadri hanno previsto esborsi di circa 150 mila euro pur avendo pagato le aree più del doppio rispetto a quest’ultima società».

TN Stefano Mengozzi

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’altra denuncia in merito ai lavori di realizzazione degli edifici di via Pietro Nenni arriva dal comitato di quartiere Querceto-Colli di Enea. Da qualche giorno infatti i residenti dei quartieri che affacciano in direzione 167 hanno notato che le ruspe al lavoro all’interno del cantiere hanno movimento centinaia di metri cubi di terra spostandola a ridosso della pista ciclabile del quartiere. «Un fatto assurdo – spiegano – perché appena arriveranno le prime piogge autunnali la terra riposta ai lati si riverserà lungo la pista ciclabile, rendendola inutilizzabile e TN sporca».


FOCUS

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02 19

Pomezia

“Vivere in un cantiere aperto” La testimonianza di quei cittadini che oggi abitano a Parco della Minerva

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tarrabba marchese di Rudinì, uomo politico dell’800 italiano, è da qualche mese sulla bocca di molti pometini. E non tanto per il ruolo ricoperto a suo tempo (Ministro dell’Interno e deputato della Destra), sconosciuto ai più, quanto perché il Comune di Pomezia gli ha dedicato una strada, via Starrabba di Rudinì appunto, che ha cominciato a popolarsi da pochi mesi. E’ una delle vie del Parco della Minerva, centro residenziale nato tra le polemiche (la battaglia anti lottizzazione Parnasi) e che da esse non è mai riuscito ad uscire, soprattutto dopo l’arresto dell’imprenditore Raffaele Di Mario e il fallimento del gruppo Di.Ma che del Parco aveva in carico buona parte delle costruzioni. Il cantiere Di.Ma Costruzioni si è bloccato lo scorso marzo, ma per il resto dei costruttori il

lavoro è andato avanti e per alcuni si è concluso in primavera. Ed ora Parco della Minerva comincia a popolarsi, perlopiù di coppie e famiglie giovani che ora vivono – inevitabilmente – in un cantiere, con tutti i disagi che questo comporta. “Viviamo qui da agosto – ci dice Claudia – tra cumuli di terra e palazzi in costruzione. Senza concentrarmi troppo sull’estetica di un quartiere che è ben lontano dall’essere concluso, ciò che più mi preoccupa è che rischi di rimanere così, che si trasformi in un dormitorio senza quei servizi e quelle strutture che ci avevano presentato inizialmente nel progetto”. In effetti il Parco veniva presentato, dallo stesso gruppo Di.Ma sul sito web fino a pochi mesi fa, come “un progetto di ampio respiro che comprende appartamenti e ville, ma anche tutta una serie di servizi che hanno come obiettivo principale la qualità della vita ovvero vivere naturalmente”, e che ipotizzava la realizzazione di un centro commerciale, di impianti sportivi, di scuole e di un ospedale pediatrico. Niente di tutto questo è ad oggi in programma, ma ciò che più preoccupa gli ancora pochi abitanti del Parco è l’assenza di servizi base, quali la luce e i trasporti. “La nuova strada che collega Pomezia e Torvaianica Alta e che di fatto è l’unica via di ingresso al Parco – ci dice Tiziana – è fornita di lampioni dell’elettricità

ma è ancora al buio, senza parlare dei trasporti: basterebbe un servizio pubblico di circolazione degli autobus”. Non si sono fatti attendere invece i cassonetti dei rifiuti, due per sei palazzine. Vero è che i disagi di un quartiere giovane sono noti, per di più in una zona ancora poco abitata e che ha subito una condizione “straordinaria” date le vicende che l’hanno vista protagonista, ma è anche vero che non esistono cittadini di serie A e di serie B, e che quella che doveva essere la “Nuova Pomezia” rischia di trasformarsi in un quartiere alla periferia della periferia. “Mi auguro – conclude Claudia – che una volta completati i palazzi già in piedi si smetta di costruire e si lascino ampi spazi verdi”. Un augurio che noi TN M.P. tutti facciamo all’intera città.


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Ottobre 2011 “Il professore che trucca un concorso, il commerciante che non emette lo scontrino, l’imprenditore che fa lavorare in nero i suoi operai non sono vittime della politica, ma semmai beneficiari della sua assenza.”

Luca Ricolfi*

*giornalista de La Stampa

Nuovo CdA, il rilancio della Sigma-Tau Rinnovati i vertici societari e riorganizzati gli obiettivi per il gruppo farmaceutico

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opo il dolore per la scomparsa del fondatore del gruppo, Claudio Cavazza, deceduto il 6 giugno scorso, la Sigma Tau ha varato il nuovo consiglio d’amministrazione rinnovando i vertici societari e organizzando l’intero gruppo per quella che sembra essere una ri-partenza importante. L’Assemblea Ordinaria degli azionisti di Sigma-Tau si è riunita il 12 settembre per la prima volta dalla scomparsa del presidente e fondatore Claudio Cavazza, nominando il nuovo Consiglio di Amministrazione. «Il Consiglio – si legge in una nota - ha proceduto alla nomina del Presidente nella persona del Dott. Mario Artali e, preso atto delle dimissioni del Dott. Ugo Di Francesco, ha nominato Amministratore Delegato Andrea Montevecchi, manager di comprovata esperienza nel settore farmaceutico che già in passato ha collaborato con il Gruppo». «A Ugo Di Francesco – affer-

mano da Sigma Tau – vanno i ringraziamenti per il contributo portato al Gruppo in tutti questi anni». Il nuovo consiglio di Amministrazione sarà così composto: Mario Artali (Presidente), Andrea Montevecchi (Amministratore Delegato), Enrico Cavazza, Silvia Cavazza, Francesca Cavazza, Maurizio Martinetti, Marco Cerrina Feroni, Guido Tugnoli, Trevor Mervyn Jones. Oltre

alla riconferma di alcuni dei consiglieri, nel nuovo Consiglio sono stati nominati Enrico, Silvia e Francesca Cavazza a rappresentare la continuità della famiglia nel controllo dell’azienda. Una mossa decisa dall’azienda anche per rispondere alle voci che erano circolate ad inizio estate, subito dopo la scomparsa di Claudio Cavazza, su un’ipotesi di vendita del gruppo. Le scelte del CdA, con l’arrivo di un manager come Andrea Montevecchi, dovrebbero confortare i dipendenti sulla ferma volontà della famiglia di proseguire con la guida diretta del gruppo. Sigma-Tau ha sede centrale a Pomezia e filiali in Francia, Svizzera, Belgio, Olanda, Portogallo, Germania, Regno Unito, India, Stati Uniti e Spagna – dove in queste ultime è presente con due stabilimenti produttivi. Il Gruppo ha oltre 2400 dipendenti e un crescente network di licenziatari TN Stefano Mengozzi a livello mondiale.

Pomezia, tracce di Ogm in un campo di mais La scoperta dei tecnici dell’Arsial in un’azienda agricola della zona

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el corso della passata estate, i tecnici dell'Arsial hanno effettuato dei campionamenti in campo rinvenendo in un paio di aziende (per altre fonti sarebbero tre) tracce di genetica Ogm in campi di mais dichiarati esenti. Nello specifico, avrebbero trovato tracce genetiche corrispondenti all’ibrido "DAS 1507", più noto come "Herculex", al "DAS 59122", all'anagrafe "Herculex RW", e all'"NK 603". Il primo porta in sé la resistenza alla piralide, il secondo quella verso la Dia-

brotica, in inglese Rootworm, mentre il terzo conferisce resistenza al glifosate. Tutti e tre gli ibridi, per inciso, hanno ottenuto nel 2007 da Bruxelles l'autorizzazione al commercio. La presenza delle tre genetiche Ogm sarebbe però stata rinvenuta su "coltivazioni derivanti da sementi dichiarate esenti da Ogm dalla casa produttrice Pioneer Hi-Bred", la quale fa capo a DuPont de Nemours. Il primo reperimento ricadrebbe nel comune di Roma, l'altro in TN S.M. quello di Pomezia.

Uffici mobili anche a noleggio


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Ottobre 2011 “Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe ” Mark Twain

L’Ardea dei più giovani

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hiunque creda che le nuove generazioni siano prive di iniziativa e incapaci di mettersi in gioco dovrebbe fare una passeggiata ad Ardea dove ormai da due anni opera l’associazione “Foro Giovanile”. Il “Foro Giovanile” nasce il 3 marzo 2009 dall’esigenza di un gruppo di giovani ardiesi di dar vita ad una associazione in grado di favorire l’aggregazione giovanile del territorio. L ‘organizzazione, oltre a riunire una grossa fetta della popolazione di Ardea compresa tra i 16 e i 35 anni, promuove diverse attività aventi l’obiettivo di valorizzare e rendere accessibili anche ai più giovani le strutture cittadine di Ardea e non solo. “L’idea del Foro”, spiega il presidente dell’associazione Serena Costantini ” è stata partorita al fine di favorire lo sviluppo non soltanto del territorio rutulo ma anche dei comuni limitrofi grazie all’utilizzo delle idee che provengono dai più giovani. “Lo statuto dell’organizzazione non prevede infatti vincoli territoriali anche se, nella maggioranza, è all’interno del comune di Ardea che si svolgono le attività e le iniziative sostenute dal consiglio direttivo dell’associazione. Il foro, il cui nome rimanda volontariamente al luogo d’incontro più comunemente utilizzato nell’antica Roma, negli ultimi due anni ha perseguito con costanza un obiettivo comune a molte feste di piazza e iniziative comunali: il rallentamento dell’esodo di giovani e meno giovani fuori Ardea, verso Roma e Ostia

concepite come uniche mete di svago. Giochi a quiz come il DR WHY, divenuto un consueto appuntamento estivo, ma anche eventi dedicati all’ambiente come la pulizia del canale idrovora ( al fine di sensibilizzare la popolazione alla raccolta differenziata e di promuovere la conoscenza della flora e della fauna del canale), hanno tentato di favorire l’abbandono del vecchio cliché che descrive da molti anni Ardea come un “comune dormitorio”. Numerose sono le iniziative dell’associazione ancora in cantiere: una serie di novità, tra cui incontri pratici tra le associazioni al fine di scambiare esperienze e tecniche, che vengono utilizzate dalle diverse organizzazioni operanti sul territorio e una rivisitazione di una precedente iniziativa che ha visto protagonisti scrittori e musicisti emergenti nel comune. A detta del presidente dell’associazione giovanile “ sarebbe interessante nel futuro vedere all’opera e dare la possibilità di mostrare il proprio talento ad artisti che utilizzano le” nuove forme di comunicazione.” Il “foro giovanile” invita chiunque volesse ad iscriversi all’associazione, che attualmente conta 170 membri, oppure a partecipare semplicemente ai progetti e a sostenere le attività di un gruppo di giovani che, grazie al rapporto continuativo istaurato con l’ufficio alle politiche giovanili di Ardea, tenta ogni giorno di farsi tramite tra le istituzioni e i cittadini.

TN Francesca Tarantino

info aziende

Happypingua, eventi per bambini

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appypingua Animazione si occupa dell’intrattenimento dei bambini in ogni tipo di evento (compleanni; comunioni; festività; matrimoni...) e nasce dall’idea imprenditoriale di Giada D’Andria, giovane pometina, che per il nome della sua attività si è ispirata al nomignolo affettuoso - “pinguina”- con cui sua madre la chiamava da piccola. Giada ha sempre avuto una grande passione per i bambini ed ha imparato a divertirsi con loro quando frequentava i Boyscout, occupandosi dei “lupetti”, ma ha alle spalle soprattutto una grande esperienza maturata lavorando nei centri estivi. I risultati hanno premiato l’intraprendenza di Giada, che oggi organizza eventi in tutto il Lazio. Happypingua ha un organico fisso di quattro animatrici e può contare su preziose convenzioni con alcuni locali di zona: la palestra “Olimpia”, la pizzeria “Al Colle” di Pomezia e la ludoteca “Bimbo club” di Tor San Lorenzo. Il punto forte di Happypingua sta nella varietà dei servizi (consultabili sul sito www.happypingua.it) con cui i festeggiati possono personalizzare il proprio evento: Giada e le sue collaboratrici creano splendide feste a tema grazie ad un’ampia scelta di allestimenti, mascotte dei cartoni animati e tantissime attività con cui i bambini possono divertirsi in completa sicurezza, mentre mamma e papà si rilassano con gli amici o partecipano a loro volta. Se avete voglia di conoscere lo staff di Happypingua seguitelo nel mese di ottobre: “I prossimi eventi riguarderanno Halloween – dice Giada – il 28 ottobre saremo alla ludoteca “Bimbo club” mentre il 31 ottobre parteciperemo con tanti giochi ad una festa a tema nella pizzeria “Al Colle”. Vi aspettiamo in tanti!”. TN Martina Zanchi


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INFO AZIENDE

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I primi cinquant’anni della GMS di Pomezia Per festeggiare l’anniversario la famiglia Pozzi si è regalata una nuova pasticceria

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n ritorno quasi alle origine per una delle tradizioni più dolci di Pomezia. Era infatti il 1961 quando Giorgio Pozzi (nelle foto a destra) aprì la prima pasticceria a Pomezia. Dopo 50 anni la GMS rappresenta ancora un'eccellenza del nostro territorio. Era la fine degli anni '40 quando Giorgio, allora poco più che dodicenne, inizia a svolgere l'attività di pasticcere a Roma. Il suo mestiere, oltre che nel lavoro di laboratorio, consisteva anche nel fare consegne per alcuni bar di Roma e del circondario. Tra le sue mete c'era anche Pomezia. Ed è durante una di queste consegne che conosce Livia, la sua futura moglie. Giorgio si trasferisce così a vivere a Pomezia dove, poco

della pasticceria e non solo questo. Infatti, con l'ingresso nell'attività dei suoi figli Massimo e Stefano, la pasticceria diventa anche gelateria e si trasforma in “GMS”. Oggi, nel 2011, per festeggiare il proprio 50° anniversario, la famiglia Pozzi si è regalata ed ha regalato ai proprio clienti una nuova pasticceria. Anche in questo caso ci si trasferisce e anche in questo caso questa non è l'unica novità. Per quanto riguarda il dove, si tratta quasi di un ritorno alle origini. Infatti il nuovo negozio, inaugurato pochi giorni fa, si trova ora in via Filippo Re, a poche decine di passi da dove cinquant'anni fa tutto ebbe inizio. Ma come dicevamo questa non è l'unica novità. Infatti, alla pasticceria e alla ge-

tempo dopo, apre in Largo Plinio la sua pasticceria “Da Giorgio”. Il primo cambiamento importante arriva nove anni dopo, nel 1970, quando trasferisce la sua attività in Via Roma. Negli anni '80 poi arriva un’altra novità importante. Stavolta non è il luogo a cambiare ma il nome

lateria, si va ad aggiungere anche la caffetteria con annessi cornetti fatti in casa, dalle sapienti mani di chi da cinquant'anni porta avanti l'arte pasticcera a Pomezia. Un vero luogo d’eccellenza per le golosità, dal dolce al salato, dal caffè fino al gelato.

TN Andrea Oleandri

Tutte le attività di GMS

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ltre alla pasticceria, la gelateria e la nuova caffetteria, la GMS è rinomata anche per i suoi rinfreschi e buffet (sia dolci che salati), per le sue torte matrimoniali, per i compleanni ed ogni altro evento speciale. Inoltre, all'interno del negozio, potrete trovare anche una piccola selezioni di vini, spumanti e champagne da abbinare perfettamente ai cibi che sceglierete.


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24 01

Pomezia Ardea

Ottobre 2011 “La cultura rende un popolo facile da guidare, ma difficile da trascinare; facile da governare ma impossibile a ridurre in schiavitù”. Henry Brougham

ARTE - CINEMA - LIBRI - DISCHI - FUMETTI - ILLUSTRAZIONE - TECNOLOGIA

SUGHERETO DA “FAVOLA” I

l percorso ludico-didattico voluto, teorizzato, preparato per il Sughereto di Pomezia è ora una realtà. Domenica 24 Settembre è stato inaugurato, intorno al bosco, il primo itinerario ludico-didattico destinato ai ragazzi, alle famiglie, alle scuole e a quanti amano la natura. I volontari dell’Associazione Culturale Tyrrhenum, promotrice dell’iniziativa (che si rifà alla manifestazione internazionale “Clean up the Word”), hanno piantato, lungo gli ottocento metri del percorso, dodici cartelli che consentiranno, mentre si fa una bella passeggiata, di leggere lo svilupparsi di una favola ambientata nel nostro territorio, avere informazioni sul bosco

La Tyrrhenum promuove un percorso ludico-didattico nel bosco di Pomezia

del Sughereto e giocare con i propri bambini. Circa un centinaio i partecipanti e tanti bambini, ai quali è stato delegato il compito dell’inaugurazione ufficiale, che non a caso era stato posto al termine dell’itinerario, vicino ad una giovane Sughera. La manifestazione si è poi, sviluppata con una visita guidata del simpatico esperto di botanica, Marcello, e con la raccolta dei rifiuti lasciati nei mesi estivi dagli immancabili maleducati (per lo più avanzi di pic nic e cartucce). «Se l’iniziativa è riuscita e tutti i presenti sono tornati a casa soddisfatti avendo passato una bellissima giornata nella natura – affermano dall’associazione Tyrrhenum - ora ci aspettiamo

che diventi una giornata importante. Ci aspettiamo che altri soggetti facciano la loro parte. Il bosco c’è, un percorso ludico-didattico gratuito c’è, le associazioni che possono fare da supporto senza scopo di lucro non mancano. Adesso le scuole e le famiglie debbono riprendersi il bosco, ed il Comune – concludono - deve consentire a tutti il corretto uso di questo bene pubblico e non lasciarlo alle attività più o meno legali di caccia, addestramento cani da combattimento, guerre simulate, corse di quad, motorini e mountain bike, baracche per extracomunitari, pascolo, raccolta indiscriminata di sughero ed altro ancora». TN Francesca Zannella


CULTURE

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02 25 Le colonne del Rock

Il blues nel sangue

Samuel Stella, il futuro nella musica

BLACK SABBATH

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ono tempi nuovi a Pomezia anche in ambito musicale. Molto si sta muovendo in città sotto questo punto di vista. Diversi giovani musicisti sono stati capaci di attirare su di loro l'attenzione grazie alla qualità dei loro lavori e delle loro performance. Tra di loro c'è un giovane chitarrista di 17 anni, Samuel Stella. Di lui avevamo già parlato indirettamente nel primo numero, quando pubblicammo un'intervista con Emilio Stella – cugino di Samuel – che pochi giorni dopo avrebbe presentato il suo primo lavoro “Panni e scale”. Album questo in cui la musica di Samuel è ben presente, avendovi partecipato nell'arrangiamento dei pezzi oltre che suonando la chitarra e l'armonica a bocca, strumento questo imparato completamente ad orecchio. Abbiamo pensato di dedicare uno spazio a lui dopo averlo sentito suonare al “Full News Party”, festa del nostro giornale, sia in compagnia di Emilio che con il suo gruppo, la “Samuel Stella's Blues Band”. Ed è proprio il blues il genere che più di ogni altro ha influenzato la formazione del giovane chitarrista che, ad appena 12 anni, ha iniziato ad ascoltare assoluti geni musicali del calibro di Ray Charles, Elvis Presley ed Eric Clapton, solo per dirne alcuni. Il blues, la musica dell'anima per eccellenza. «Fare blues per me non è solo suonare, ma significa mettere

L sopra lo strumento la propria anima» ci dice Samuel, il cui sogno – musicalmente parlando – è quello di poter suonare un giorno proprio al fianco di Sir Clapton. Nel frattempo oltre a suonare Samuel studia, con ottimi profitti, all'istituto d'arte nell'indirizzo grafica, fotografia e pubblicità. Ma il suo futuro è la musica. E in questo senso i progetti presenti continuano a chiamarsi Emilio Stella e Samuel Stella's Blues Band. Mentre per il futuro è in procinto di nascere un gruppo country-blues. E gli estimatori già non mancano. Tra di loro Dino Nardi, fondatore della band pometina per eccellenza, quei Niente di Precyso che hanno portato il loro soul e rhythm&blues in giro per mezza Italia e, ultimamente, anche in Irlanda.

TN Andrea Oleandri

Arte e territorio al Manzù

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i ripete anche quest'anno il ciclo di incontri organizzati presso il Museo Manzù curate da Giosué Auletta e Michele Zuccarello per la rassegna “l'Arte e il Territorio”. Quest'anno gli incontri, completamente gratuiti e che si

terranno ogni venerdì dalle ore 18.30 alle ore 19.30 fino a maggio 2012, verteranno sull'Eneide “Alla ricerca della tradizione locale”. Per informazioni ed iscrizioni; 06/0136597 – 328/3639221.

TN F.Z.

a storia di Tony Iommi, Ozzy Osbourne, Geezer Butler e Bill Ward inizia ad Aston,un sobborgo di Bimingham,alla fine degli anni ‘60. L’album di esordio omonimo vede la luce nel 1970 ed è il manifesto sonoro della band. Supportato dalla voce luciferina di Ozzy, il blues originale viene incupito e appesantito creando un dark sound unico e irripetibile. Negli anni di Woodstock e del ‘Peace & Love’, i Black Sabbath si presentano nichilisti, eretici, profanatori, sconvolgendo la scena musicale. E’ il secondo lavoro però, ‘Paranoid’, pubblicato nello stesso anno, a dargli la celebrità. Musicalmente è una prosecuzione del primo album con il sound che si fa ancora più pesante ed i testi che risultano più maturi (‘War pigs’ ne è un esempio). L’anno successivo esce ‘Master of Reality’, un album di transizione, probabilmente il più cupo ed introspettivo della band. Il suono comincia a farsi un po’ più statico con meno spazio per improvvisazioni e jam. Nel successivo ‘Volume IV’(1972), appaiono le prime contaminazioni di progressive rock. Iommi comincia a sperimentare arrangiamenti più complessi e compaiono per la prima volta le tastiere. Le atmosfere progressive rock si fanno ancora più marcate l’anno seguente con ‘Sabbath Bloody Sabbath’ dove compare alle tastiere (in incognito per motivi contrattuali) Rick Wakeman degli Yes. Questo è forse l’album più riuscito della band con i riff duri e pesanti tipici dei Sabbath squarciati da inserti barocchi dei sintetizzatori di Wakeman. Tra i primi dissidi interni, dovuti anche all’eccessivo uso di LSD, escono ‘Sabotage’(1975) e ‘Technical Ecstasy’(1976), di certo non al livello degli album precedenti ma comunque degni di nota. Nel 1977 Ozzy abbandona il gruppo per poi ritornare l’anno dopo per l’uscita di ‘Never Say Die’ (da molti giudicato il peggiore album dei Sabbath). Nel 1979 lascia definitivamente la band per intraprendere la carriera solista e viene rimpiazzato da Ronnie James Dio, ex cantante dei Rainbow. L’entrata del vocalist inietta nuovo vigore alla band e lo trascina verso un tipo di sound ancora più potente. Vengono pubblicati ‘Heaven and Hell’(1980), una vera resurrezione (soprattutto commerciale) e ‘Mob Rules’(1981). Dopo l’album dal vivo ‘Live Evil’(1982) anche Dio lascia il gruppo e da qui in poi inizia una vorticosa serie di cambi di line-up con il solo Iommi a fare da denominatore comune. Escono ‘Born Again’(1983), ‘Seventh Star’(1986), ‘The Eternal idol’(1987), ‘The Headless Cross’(1989), ‘Tyr’(1990). Nel 1992 per la realizzazione di ‘Dehumanizer’ c’è il rientro di Dio, ma sarà solo per questo album. ‘Cross Purposes’(1994) seguito da ‘Cross Purposes Live’ e da ‘Forbidden’ l’anno seguente, precederanno la reunion tanto attesa dai fans che avverrà nel 1998 con la pubblicazione di ‘Reunion’ un doppio live con due canzoni nuove registrate in studio. I Black Sabbath sono stati gli antesignani del metal e da loro tutte le band heavy metal dagli anni ’80 in poi hanno attinto a piene mani.

TN Andrea Faeti


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INFO AZIENDE

Ottobre 2011

I sapori della maremma a Torvaianica Tradizione, qualità e creatività: gli ingredienti del ristorante La Cepponaia

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a Maremma è un luogo magico, una zona che racchiude miti e storie cullandoli dentro il proprio territorio, capace di tenere insieme il mare e gli Appennini e due regioni italiane, il Lazio e la Toscana. Intere distese di boschi e borghi antichi che sono stati da sempre la culla di sapori unici arrivati sulle tavole di tutti gli italiani. Ma questo non è un servizio per invitarvi ad andare a visitare la maremma (anche se un viaggio lo merita davvero). Rievocare i sapori e la magia di questa terra meravigliosa è possibile anche dalla nostre parti perché esiste un luogo, precisamente a Torvaianica, capace di ricreare la stessa atmosfera portando in tavola i piatti della tipica cucina maremmana. Stiamo parlando del ristorante La Cepponaia (Torvaianica, via Dublino 42-44), nato da una sfida della proprietaria Franca Cavalieri. Un ristorante capace di trasferire i sapori e la magia della Maremma direttamente a Pomezia, all’interno di sale accoglienti e personale amichevole. Basta prendere in mano il menù per capire che non ci si trova nel solito ristorante. «La Maremma – scrivono nell’introduzione ai piatti – è ancora uno dei pochi luoghi dove gli animali crescono in modo naturale, pascolando in terreni incontaminati. Grazie anche all’antica sapienza dei butteri – uomini che passano la vita a cavallo, tra il verde e le mandrie, coltivando la terra con la tradizione degli antenati – nel ristorante potete ancora trovare la genuinità delle carni di cacciagione, degli oli e dei vini di questa terra». Questa è forse la prima caratteristica da sottolineare, la quasi totalità dei piatti serviti ai tavoli de La Cepponaia sono frutto dell’abilità dello chef, chiamato ad unire insieme prodotti (tanto la carne quanto il pesce) che settimanal-

Cepponaia. Ci spingiamo anche oltre, con qualche consiglio gastronomico. Una visita al ristorante di via Dublino richiede l’assaggio dell’antipasto La Cepponaia, un mix di salumi e formaggi tipici dell’alto Lazio e della Toscana che lasciano il segno in quanto a bontà. Piatto irrinunciabile le pappardelle al ragù di cinghiale, al top del gradimento insieme al Tortellaccio al ragù maremmano. Ora che arriva l’inverno poi si apre un capitolo a parte per tutti gli amanti delle zuppe, che in questo locale troveranno la propria meta ideale gustando una ribollita oppure la più classica “acqua cotta” o la più profumata zuppa di funghi por-

La fidelity card per i clienti

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na delle novità introdotte dalla proprietaria del ristorante La Cepponaia, Franca Cavalieri, è la fidelity card. Una tessera magnetica con tanto di microchip che viene omaggiata ai clienti affezionati del ristorante di Torvaianica e consente di accumulare un punteggio al termine di ogni pranzo o cena per formare uno sconto di cui si può usufruire in qualsiasi momento, una volta raggiunto il minimo previsto dalla promozione. Un’idea nuova, come mai se ne erano viste in zona, che merita di essere segnalata. Quindi correte a La Cepponaia, diventate possessori di una fidelity card e organizzate una bella tavolata per accumulare più punti possibile!

L’olio extravergine di Canino

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’ l’ingrediente segreto che si nasconde dietro ogni piatto che Franca e Sandro servono ai tavoli del ristorante La Cepponaia, l’elemento che garantisce un tocco in più di qualità: stiamo parlando del rinomato olio extravergine di oliva di Canino. Direttamente dalla maremma laziale, un olio di qualità certificata e dal sapore unico. Canino è un piccolo borgo che si trova in provincia di Viterbo, nella terra degli etruschi a pochi chilometri dal confine tra Lazio e Toscano. Un luogo d’arte immerso nella natura, che trae la sua fama proprio dalla produzione di olio. Non è un caso se ogni anno, a dicembre, migliaia di turisti raggiungono il paese per assistere alla ormai cinquantennale sagra dell’olivo. mente arrivano dalla Maremma. Tre i principi che animano lo staff de La Cepponaia: la qualità e la tradizione della Maremma, abbinati alla

creatività dello chef. Noi lo abbiamo provato e possiamo affermare senza ombra di dubbio che vale la pena provare la cucina de La

cini. Poi c’è il capitolo delle carni, tutte scelte e di alta qualità. Si parte con la classica bistecca alla buttera, piatto forte della tradizione maremmana, passando per il filetto “alla Cepponaia” e per finire a prodotti ancor più ancorati alla tradizione come il buglione di agnello o il capriolo alle olive. Gusti e sapori introvabili nel nostro territorio prima dell’apertura del ristorante La Cepponaia. E per finire un consiglio ai più golosi: assaggiate tutti i prodotti, ma lasciate uno spazio per il gran finale. La pera affogata nel Morellino è un dessert da provare ad ogni costo!

Redazionale


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28 01

Pomezia Ardea

Ottobre 2011 “Ho speso quasi tutti i miei soldi in alcol, donne e macchine veloci. Gli altri, li ho sprecati.” Sir George Best

GOLF, UNO SPORT PER TUTTE LE ETA’ Golf club Mare di Roma a Marina di Ardea, un circolo in costante crescita

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rrivandoci, da via Campo Selva o dal lungomare degli Ardeatini, si dimentica subito che ci si trova ad Ardea: un piccolo pezzo di paradiso diviso dal mare da centinaia di palazzine fatiscenti. Eppure il golf club Mare di Roma è veramente un angolo di bellezza inaspettato che si sviluppa su 25 ettari e nasconde un microcosmo tra flora e fauna davvero unico. Attivo da molti anni, è dall’inizio del 2000 che il golf club ha trovato un nuovo sviluppo grazie ad una nuova gestione che pian piano ha tentato di aprire il circolo ai curiosi di questa disciplina che in Italia ancora stenta a prendere piede. Il primo mito da sfatare rispetto al golf è che si tratti di uno sport solo per ricchi, con ambienti “snob” e ristretti. A spiegarlo è il presidente del circolo di Ardea, Fabio Cristofari. «Se con il tempo è passato questo concetto – afferma – è certamente per le caratteristiche della disciplina, le molte regole ed i comportanti a cui ci si deve attenere, ma senza dubbio anche per come sono gestiti alcuni circoli in Italia, chiusi ai principianti ed anche elitari». Quel che è certo è che al golf club Mare di Roma l’ambiente è decisamente diverso. «Ci piace definirci “informali” – afferma Cristofari – e soprattutto aperti a tutte le persone che scelgono di avvicinarsi al golf. Le regole ci sono, non si può soprassedere, ma il nostro circolo è aperto a

tutti». E poi c’è un vantaggio, nel praticare il golf, che si trova difficilmente in ogni altra disciplina sportiva, ovvero il fatto che non esiste un limite di età per iniziare a giocare. «Tra i nostri soci – sottolinea il presidente del Mare di Roma – ci sono giocatori che hanno impugnato per la prima volta un “ferro” quando sono andati in pensione e da allora non hanno più smesso di giocare». Non a caso il circolo ha anche ideato un pacchetto di lezioni individuali per avvicinarsi alla disciplina potendo usufruire del campo pratica e dell’insegnamento di tecnici fede-

rali (info www.golfmarediroma.it o 06 9133250). Accanto all’avviamento alla discipline c’è poi un settore agonistico in veloce crescita. L’ultima affermazione da parte dei ragazzi del Golf club Mare di Roma è del 9 settembre, quando hanno centrato la qualificazione al Trofeo Pallavicini, il torneo giovanile più importante che si disputa ogni anno in Italia. «Una gran bella soddisfazione – conclude Fabio Cristofari – che testimonia la crescita sportiva del nostro circolo nel tempo». TN Stefano Mengozzi

Testa e fisico, ecco l’arciere

I

l Tiro con l’arco nell’immaginario comune viene associato alla natura, agli spazi aperti, al silenzio. Elementi esterni che trovano ideale raccordo con quelli interni, metafisici come la concentrazione e la proiezioni del sé. Proprio come proiezione fisica di oggetti, l’arco nacque racchiudendo in sé quella scintilla originaria dell’intelligenza dell’uomo, come strumento pensato per “allungare” i limiti delle proprie dimensioni corporee. A seguito di molte trasformazioni chi si avvicina oggi al Tiro con l’Arco ha davanti a se la possibilità di percorrere diversi tipi esperienza. Può impugnare un Longbow di legno, attuale erede dell’arco ricurvo che gli inglesi utilizzarono nella battaglia di Azincourt o il moderno Arco Olimpico, oppure un compatto Compound, in lega leggera, carrucolato e con mirino di precisione, come un arciere del XXI secolo. Nel nostro territorio l’arceria è ben rappresentata dalla Compagnia degli Arcieri Pomezia, società che dal 1993 si occupa della promozione di questa disciplina, sul

campo di tiro della Macchiozza.Qui, corsi svolti con istruttori federali consentono a giovani e non di avvicinarsi a questa disciplina, grazie anche alla possibilità di usufruire delle attrezzature sociali per una prova gratuita o per il successivo corso. Il presidente Rossano Senesi, tra i fondatori storici dell’arceria pometina, insieme a Vincenzo Colangeli, ci raccontano dei tanti che si avvicinano all’arceria: gli adulti cercano la calma, la concentrazione, il riappropriarsi del senso del tempo e del rapporto con gli elementi, per i ragazzi è un importante mezzo per lo sviluppo della concentrazione e delle abilità logico-spaziali , utilizzando costantemente la percezione visiva, il controllo della postura e della sincronicità dei movimenti muscolari per eseguire, valutare e ripetere le sequenze di ogni tiro. Inoltre è uno sport che spesso riesce a riunire per qualche ora all’aperto padri, madri e figli, dato che questa disciplina non ha limitazioni di sorta, anzi spesso anche le persone con diversa abilità, ci si avvicinano trovandone

beneficio.Per tutti coloro che volessero contattare la compagnia degli Arceri Pomezia la modalità più semplice è visitare il campo di tiro in località Macchiozza, dove previo appuntamento sarà possibile poter svolgere una prova, oppure contattare direttamente l’associazione (www.arcieripomezia.com) al 3356702330 o via e-mail all’indirizzo senesirox@tiscali.it.

TN A.S.


LA BREVISSIMA

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SETTE iN CAMPO - Una partita che dire eccezionale è dire poco, quella di seconda categoria disputata a Pomezia tra il Nuova Florida e l’Unipomezia. Quest’ultimi rimasti in campo solo con 7 giocatori e sotto di un gol sono riusciti a pareggiare nonostante l’incredibile inferiorità numerica.

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Ciclismo di scena a Pomezia

S

i è svolta sul finire di settembre a Pomezia un'importante corsa ciclistica, giunta ormai alla sua 16° edizione. Si tratta del “5° memorial Pietro Angelucci, 3° memorial Fabio Musolino, 3° memorial Giuseppina Bellotti” che, organizzato dall'A.S.D. Conti D'Angeli Edifer Pomezia, quest'anno era valevole anche per il campionato regionale laziale udace. La corsa, tenuta su un circuito di 10 km da ripetere 7 volte, si è svolta completamente all'interno del territorio pometino con arrivo e partenza su Via Roma. La gara è stata molto movimentata e ha visto trionfare per quanto riguarda la prima fascia (dai 17 ai 44 anni) Trovarelli che ha regolato in volata Forte, Pecorilli e Simonetti. Le maglie di campioni regionali sono andate dunque allo stesso Trovarelli, a Pecorilli e ai due atleti pometini Nardini e Romualdi (c'è da dire infatti che all'interno di ogni fascia esistono di-

verse categorie divise in base all'età). Per quanto riguarda la seconda fascia (45-75 anni) invece la vittoria è andata a De Angelis che ha regolato un gruppetto di cinque atleti, usciti dal gruppo a circa 500 metri dal traguardo, dopo una gara velocissima ad una media di oltre 43 km/h. De Angelis che ha dunque vestito anche la maglia di campione regionale assieme a Di Salvo (atleta della Edifer Pomezia), Marsella e Bortolotto (campionessa regionale donne). Una corsa resa possibile anche grazie all'apporto di carabinieri, vigili urbani, dell'ambulanza messa a disposizione dagli “sos Angeli del Soccorso”, oltre che ad una nutrita stuole di volontari. Ed è a loro che va il ringraziamento di Nazareno Conti, presidente del gruppo sportivo pometino. Ringraziamento che Conti rivolge anche ad alcuni degli sponsor dell'iniziativa: Colavita s.p.a., Caffé Moca, Caffé Trombetta,

Banca di Credito Cooperativo, Edifer Pomezia, Amalattea, Usini ristorante, Mobilificio Bianchi, Seda impianti elettrici e l'Autoscuola Clazzer, che hanno permesso la riuscita di questa importate evento.

TN Andrea Oleandri

Basket, la Romasistemi scende in campo Presentata la squadra femminile di A2 del Presidente Massaroni

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o scorso 29 settembre presso il Museo di Pratica di Mare, il presidente della Romasistemi So.Se.Pharm Pomezia Mario Massaroni presentando la nuova squadra di A2 femminile ha rinnovato il suo impegno per portare il basket, anche per questa stagione, ad essere un punto di riferimento per lo sport agonistico pometino. Un dato questo, ribadito anche dal sindaco Enrico De Fusco, presente alla conferenza stampa, il quale nell’illustrare le nuove maglie sociali sulle quali campeggia l’effige della Minerva Tritonia, ha colto l’opportunità per rimarcare l’unicità del nostro territorio e per ringraziare il trentennale impegno del presidente Massaroni in questa disciplina. Nonostante il contesto economico difficile la società è riuscita, infatti, a creare una nuova formazione con le carte in regola per ambire ad un piazzamento dignitoso e soprattutto in grado di offrire tante emozioni ai tifosi locali, tagliati fuori dai campionati degli sport “maggiori”, per le note vicende societarie del calcio e del volley femminile.

Il presidente Massaroni, a conclusione della conferenza stampa, aveva auspicato che ogni giocatrice sentisse propria questa responsabilità, portando con dignità questa nuova maglia e domenica 2 ottobre sul parquet del Pala Lavinium il

“miracolo” sembra esserci stato: le ragazze della Romasistemi sono uscite vittoriose dalla prima di campionato, superando la formazione del Viterbo, nel primo derby regionale di questa stagione. Per i numerosi tifosi le emozioni non sono mancate, sebbene la manovra delle pometine abbia a tratti mostrato la necessità di rifiniture, soprattutto nella difesa sottocanestro, lo spettacolo offerto è stato complessivamente una piacevole sorpresa, soprattutto per la precisione di tiro del quintetto biancoblu, che speriamo continui a migliorare. Al rimbalzo, la Romasistemi prende subito il via, pressando le viterbesi. Laura Perseu e il nuovo acquisto Carolina Scibelli, ex Saces Napoli, dimostrano subito di essere in serata e, supportate dalla precisione della Morgagni e dalla statura della Gelfusa, portano in vantaggio la formazione di casa chiudendo il primo quarto su 16-9 e andando successivamente ad incrementare questo margine, sino alla chiusura del secondo quarto, che vede le biancoblu ancora al co-

mando con un secco 30-14. La reazione delle viterbesi non si fa attendere. La Richter continua a spronare le compagne e ad inanellare punti dalla lunetta con una invidiabile precisione nei tiri liberi, alleggerendo il gap accumulato dalle gialloblu. Il match però continua ad essere, dal punto di vista delle realizzazioni, a senso unico, complice la poca precisione al tiro delle viterbesi e anche il terzo quarto si chiude con la Romasistemi in testa per 47-34. Il quintetto pometino gioca l’ultimo quarto tentando di amministrare il vantaggio e provando a sfruttare in contropiede qualche incertezza delle tusce, pronte però a rispondere con la Boi e la Yordanova e sempre brave dalla lunetta ad accorciare la distanza. A metà tempo la Gelfusa lascia il parquet per 5°fallo, tra gli applausi del pubblico. La partita è oramai decisa. A 2’dalla fine, Carolina Scibelli mette a segno l’ultimo canestro della serata e al suonare della sirena di campo il tabellone chiama il risultato finale di 66-53.

TN Antonello Serani


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Ottobre 2011

Senza Parole

L’ULTIMA

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Bacheca per immagini e parole

Scriveteci a: redazione@tempinuovi.info

Energie rinnovabili, la via per il futuro U

na multa pari a 555 milioni di euro. Ecco cosa spetta all'Italia a causa della mancata applicazione degli interventi per la riduzione delle emissioni di CO2, conseguenza degli accordi relativi al protocollo di Kyoto. E la multa potrebbe salire a 840 milioni se nel 2012 i livelli continueranno a superare i limiti consentiti. L'attuale governo si limita a dichiarare che la responsabilità di tale situazione è da ricondurre ai governi passati; il ministro Prestigiacomo ha tentato nei mesi scorsi, con una serie di piagnucolose proteste, di mercanteggiare le quote di emissioni del pacchetto clima 20/20/20 portando a casa un risultato che pone di nuovo il nostro Paese in ridicolo di fronte al mondo: rinviati

alla conferenza Copenhagen, e quel che è peggio è che non si è posto il problema di come abbattere l'emissione di CO2, ma cosa barattare per ottenere uno sconto sull'emissione. Intanto le multe sono state comminate all'Italia, anzi a noi italiani, e non resta che pagare. Le associazioni dei consumatori hanno già fatto i conti: ad ogni italiano spetterà una quota pari a circa 40 euro, mentre il governo vuole continuare a farci credere che la nostra politica energetica è e resta molto efficacie. In questa drammaticità ognuno sarà chiamato a svolgere il proprio compito. Alla luce delle ultime manovre finanziarie che tagliano risorse economiche ai comuni, diviene ancora più necessario che i comuni assumano un ruolo propo-

COME ERAVAMO

sitivo nella programmazione e nello sviluppo del territorio: lavoro, ambiente, trasporto, conoscenza, trasparenza, partecipazione, welfare, finanza saranno gli ambiti in cui il comune dovrà investire le proprie risorse. Il nostro comune - Pomezia - si trova ubicato in un territorio che offre una risorsa naturale infinita: l'energia solare e marina. Potremmo cominciare a pensare al fotovoltaico veramente come energia alternativa; potremmo istallare panelli solari su tutti gli edifici comunali, sui tetti delle aziende private e sui parcheggi (la stazione ferroviaria di Santa Palomba, Torvaianica, solo per citare alcuni esempi). Con un guadagno su tre diversi aspetti: innanzitutto un risparmio energetico, poi un abbatti-

mento delle tasse nei confronti dei cittadini (se non addirittura un risparmio sulle bollette di energia elettrica), e ultimo ma non meno importante l'abbattimento delle emissioni di CO2. Immaginiamo una scelta saggia del nostro comune: modificare i piani di sviluppo e pensare al fotovoltaico e al geomarino, ma più complessivamente all'economia verde, come uno dei volani del nuovo sviluppo di Pomezia. Si tratterà di avviare una nuova fase che coinvolga le aziende del territorio e i cittadini, ipotizzando anche la pratica di un azionariato popolare per la realizzazione dei progetti volti allo sviluppo di energie alternative.

Claudio Iannilli

Numero 3 - Anno 1 Ottobre 2011 - Distribuzione gratuita Tiratura: 11.000 copie EDITORE: Associazione Culturale Durango DIRETTORE RESPONSABILE: Stefano Mengozzi E-MAIL: redazione@tempinuovi.info IN REDAZIONE: Stefano Mengozzi, Andrea Oleandri HANNO COLLABORATO: Martina Parisi, Andrea Doria, Andrea Faeti, Martina Zanchi, Giulia Abbate, Francesca Zannella, Francesca Tarantino, Antonello Serani, Cecilia Prati. PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE: Studio Grafico Durango

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il bivio di Pom

CHIUSURA REDAZIONALE: 10/10/2011 STAMPA: Arti Grafiche Reg. Trib. di Velletri N. Reg. 13/11 del 22 Luglio 2011


Tempi Nuovi n.3 - 2011  

Tempi Nuovi. L'informazione gratuita a Pomezia e Ardea. Anno 1 Numero 3 - Settembre 2011

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