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PERIODICO

DI

POLITICA, CULTURA, ATTUALITÁ

www.associazionehinterland.it

Cattolici Vs Laici: il Vaticano scende in campo

ANNO VII - N. 4 - Giugno 2007 Distribuzione gratutita

Al fondo

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Nulla salus extra ecclesiam

Cultura e Paesi

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Il ruggito dell’Angelo Pat & CO Il grande jazz arriva a Capurso Le monete di Bari con S. Nicola ARCI Cinquant’anni controvento

Il tema del mese 6 Di Cagno: laicità minata dalla debolezza della politica

Voci di città

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Petruzzelli concerto d’apertura per il 2008 Porti, protocollo tappa fondamentale Coppie di fatto, anche a Bari si può

ADELFIA

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Alveo torrentizio errare è umano, perseverare è diabolico Il senso civico al servizio dell’ambiente

BITRITTO

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“Le tante perdite di tempo non giovano a nessuno” Ancora poca affluenza alla biblioteca comunale

CAPURSO

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PIRP in fumo

CASAMASSIMA

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Un pulmino per disabili in cerca di sponsor

CELLAMARE

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Il “Semino” della legalità da i primi frutti

SANNICANDRO

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Dichiarazione del gruppo di opposizione al Comune

VALENZANO

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I misteri della Giunta Comunale


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AL FONDO

Anno VII n. 4 - Giugno 2007

La Chiesa di Ratzinger non ammette mediazioni

Il tema dei diritti civili infervora le coscienze laiche

di Paolo Covella

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Nulla salus extra ecclesiam

arità, dignità, laicità”: con questo slogan si è svolta a Roma la grande manifestazione del Gay Pride ad un mese da quella del Family Day. Siamo ormai allo scontro, è inutile negarlo, tra chi vuole affermare una società aperta e tollerante e chi intende catechizzarla. Un Paese dall’incerta laicità, dove persino un uomo di governo pensa di togliere Darwin dall’insegnamento scolastico, è chiaro che deve aspettarsi una chiesa che sulle questioni etiche, sa che può ricostruire la sua egemonia e ottenere un ascolto senza precedenti. Anche a costo di mistificare la realtà, confondendo testamento biologico con eutanasia. Purtroppo, i tatticismi della sinistra e le strumentalizzazioni della destra, non aiutano la distensione degli animi. Perché se non definiamo una volta per tutte il valore politico dei diritti di cittadinanza, intesi come possibilità di costruire una nuova etica della convivenza civile, sarà più difficile gestire il conflitto. Guardiamo a cosa avviene nel profondo della

società: delitti, criminalità, violenza nelle mura domestiche. Di fronte ad una fase di innegabile inquetitudine che attraversa la nostra epoca, alcuni pensano di trasformare la famiglia in un fortino buono per tutte le strategie difensive. Ma se laici e cattolici (non clericali) non si mettono insieme per rinnovare le ragioni profondamente umane che tengono insieme questa comunità dissestata, tutto diventerà più difficile. La famiglia sarà un baluardo di cartone e l’incattivimento della società nel suo complesso la travolgerà assieme a tutto il resto. Ecco perché i grandi temi dei diritti civili, non separati da quelli della sicurezza e di un equilibrato e solidale sviluppo economico, possono costituire il nucleo fondante di un grande progetto sul quale aggregare le nuove

generazioni definendo l’identità di una nazione civile. La Chiesa, specie quella di Ratzinger, non ammette mediazioni: e quindi il vecchio detto “Nulla salus extra ecclesiam” tornerà ad imperare con le conseguenze che possiamo immaginare. Il concetto di peccato avrà la precedenza sulle Leggi dello stato e chi ad esempio, non approverà il Family Day, diverrà un nemico della famiglia e della società. Tutto questo, per quanto riguarda l’Europa, avviene solo in Italia. Altrove, infatti, si è molto più tolleranti, solidali, caritatevoli. Un freddo certificato di stato civile sarà preferito ad un legame basato sull’affetto e sulla solidarietà reciproca. Ecco perché diventa urgente porsi l’obiettivo di intrecciare un

nuovo umanesimo laico ad un nuovo umanesimo religioso, nella ricerca di una etica condivisa che, rinunciando ai dogmi, aiuti gli uomini in carne ed ossa a misurarsi con le profonde trasformazioni sociali in atto. Per questo occorre ridefinire il concetto di modernità a partire dalla centralità della persona, della sua dignità e della sua libertà e responsabilità. Tutto questo potrebbe aiutare sia la Chiesa, chiusa nel suo egoismo teologico, che pensa di unificare il Paese con la religione, sia i laici spesso inclini a pericolose semplificazioni, ad individuare un percorso comune per la creazione di una nuova religiosità civile fatta di solidarietà. Altrimenti il tema dei diritti civili continuerà ad infervorare inutilmente le coscienze laiche, mentre il clericalismo continuerà ad imperversare e a farsi beffe persino delle grandi innovazioni della chiesa conciliare che tanto hanno contribuito a migliorare il dialogo tra culture diverse negli ultimi quarant’anni.

Chiarezza sui servizi ferroviari La direzione regionale di Trenitalia ha disciplinato obblighi concreti e reciproche condizioni

Il nuovo Contratto di Servizio rappresenta una svolta decisiva rispetto al passato

di Mario Loizzo

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ua e là si leggono sui quotidiani, continue lamentele da parte dei viaggiatori e dei pendolari, sulle disfunzioni dei servizi ferroviari. Ciò vuol dire che, nonostante le consistenti novità introdotte negli ultimi due anni, la qualità percepita dagli utenti resta ancora relativamente bassa. Proviamo dunque a fare chiarezza. Va innanzitutto precisato che le competenze regionali riguardano esclusivamente il trasporto locale. Il Contratto di servizio sottoscritto con la direzione regionale di Trenitalia, dopo molti anni di pseudo contratti generici quanto inesigibili, ha disciplinato obblighi concreti e reciproche condizioni. E questo rappresenta una svolta rispetto al passato. Le penalità previste sono consistenti e l’azione dei servizi di monitoraggio è facilmente dimostrabile dalla documentazione esistente negli uffici dell’assessorato: si tratta, nel periodo che va da settembre ‘06 ad aprile ‘07 di 54 visite ispettive, (alcune svolte alla mia presenza) con 32 contestazioni per irregolarità ed inadempienze e per un valore sanzionatorio di € 92.000. Per non parlare della multa di € 250.000, notificata a causa delle modifiche dei servizi sulla Bari Taranto, non concordate

Anno VII - n. 4 del Giugno 2007 Reg. Trib. di Bari n. 1509 del 2/3/2001 Direttore Editoriale Giuseppe Luca Basso Coordinamento redazione Angela Candela

preventivamente. Non è poco. Per quanto riguarda la puntualità, oggi Trenitalia in Puglia, vanta i più alti indici a livello nazionale. Ciononostante, grazie proprio alla immissione in servizio di 9 nuovi locomotori, (che entro la fine dell’anno diverranno 17!) è stato possibile persino migliorare quel risultato, raggiungendo il 96% (un dato obiettivamente eccellente). Ciò non toglie che ragioni legate all’andamento del servizio e a deficit organizzativi cronici, talvolta procurino ritardi o addirittura soppressione di treni. Purtroppo non siamo in Svizzera e per garantire un minimo di efficienza nei servizi pubblici nel nostro Paese, occorre lottare ogni giorno con culture e sistemi molto arretrati. Specie in una azienda come le FS sino a ieri sull’orlo del fallimento, dopo anni di tagli alle risorse operate dal precedente governo. Quanto alle pulizie, un tema di rilevanza nazionale duro a risolversi, le nostre continue sollecita-

Redattori Gigi Buonvino, Gianvito Rutigliano, Lillino Patano, Rosa Labellarte, Nicola Catalano, Maria Panza, Annalisa Carone, Vincenzo Macchia, Carmen Lananna, Antonella Gatti Betty Oreste

zioni a mantenere il confronto, anche aspro tra Trenitalia e le aziende di pulizia, hanno prodotto un consistente innalzamento delle prestazioni, come dimostrano i report continuamente effettuati nell’ambito della customer sia aziendale che societaria, che parlano di un innalzamento di 12,7 punti percentuali nel periodo aprile ‘06-aprile ‘07. É inoltre imminente la sottoscrizione di una Convenzione per rimborsare i costi del trasporto biciclette a bordo dei treni, già dotati per oltre il 50% degli appositi vani, allo scopo di incentivare la mobilità ciclistica nella nostra regione. Allora, cosa è cambiato dai tempi di Fitto e del suo assessore? Qualcuno dimentica i dati relativi agli investimenti in materiale rotabile. Erano anni che non si acquistava un nuovo treno: ma la Regione Puglia, impegnando 33 milioni di euro dal proprio bilancio, ha attivato un finanziamento per complessivi 130 milioni di euro,

Redazioni Valenzano, Via Capurso n. 34 Bari, Via Giandomenico Petroni, 33 paeseepaesi@libero.it Editore Associazione Culturale Hinterland Via Giandomenico Petroni, 33 - Bari

con i quali sarà possibile mettere in esercizio, entro la metà del 2008, 17 nuove locomotive, 73 nuove carrozze a piano ribassato e 15 nuove carrozze pilota. Si deve ricordare inoltre, l’importanza che ha assunto il nuovo Contratto di servizio e la svolta attuata in direzione della concertazione con i sindacati e le associazioni dei consumatori. Per non parlare dei 9 milioni di euro stanziati dal bilancio regionale per la riduzione degli abbonamenti ai pendolari che hanno concorso a realizzare un incremento del 15% dei viaggiatori. E della politica degli orari che, pur nei limiti imposti dalla circolazione nazionale, consentiranno nel prossimo autunno, di impostare un nuovo orario cadenzato e una significativa integrazione con le altre ferrovie secondarie della Regione. E tutto questo, a prescindere dai grandi accordi sul potenziamento delle infrastrutture (nodo ferroviario di Bari, velocizzazione della Bari- Napoli ecc.). É bene dunque ricapitolare l’elenco delle tante cose fatte, dei piccoli cambiamenti ottenuti e di quelli più considerevoli che si attendono, per evitare che la scarsa memoria annulli i risultati raggiunti e che il confronto si svolga più sugli effetti annunci che non sui fatti concreti.

Direttore Responsabile Silvestro Paolo Covella Foto Archivio Paese e Paesi Imagic Flickr

Progetto grafico, copertina e illustrazioni Imagic Bari Tel. 080.557.51.22 Stampa Studio Marangio Bari Tel. 080.557.48.70 info@studiomarangio.it


Anno VII n. 4 - Giugno 2007

Conversazione con il grande cantautore barese Angelo Ruggiero di Michele Ciavarella e Cristiano Marti

Un

poeta e insieme un chitarrista; un professore di filosofia; un cantautore al di sopra delle logiche del commercio e del linguaggio comune. Angelo Ruggiero è l’artista senza la foga del produrre; è l’artista della creazione pura, mai contaminato da intenzioni premeditate. Dopo aver vinto la seconda edizione di Recanati col brano “Pinocchio”, nel ’93 esordisce col suo primo lavoro “Regina dei gatti” prodotto dalla BMG. Dopo 10 anni la Sottosuono produce “L’amore che non si può dire”, nato col decisivo apporto del suo produttore Davide Viterbo.” Come e’ nata la tua carriera di cantautore? Devo dire in modo molto curioso: ho vinto la seconda edizione del Festival di Recanati con Pinocchio, un testo scritto a 15 anni,

Il ruggito

CULTURA E PAESI

dell’Angelo

ovviamente rielaborato per l’occasione! Ho comunque iniziato come scrittore di poesie, collaborando con varie riviste, ma per me letteratura, musica e chitarra sono sempre andate di pari passo. Quali sono state le tue influenze musicali e letterarie? Ho da subito colto il fascino di Baudelaire, di Campana e dei poeti maledetti. Amo i testi dei primi De Andrè e De Gregori (che oggi è inascoltabile), di Dylan, di Cohen. Devo dire che il mio lavoro consiste nel leggere e ascoltare molto, per poi riunire il tutto, come nel vestito di Arlecchino. Ne viene fuori un risultato originale, dal quale emerge la mia persona. Cosa pensi della musica sociale? Penso che non sia diversa dalla musica dal testo lirico. Tutto può acquisire una dimensione sociale

se scritto bene e con sincerità. Mi piace pensare che l’ascoltatore possa indossare i miei testi, interpretandoli personalmente. In ogni caso tutto si risolve in una questione di maschere: ognuno di noi ne indossa una! Questo modo di intendere la musica si riversa anche nel tuo modo di scrivere? Certamente! Non sono il cantautore che siede a un tavolo e decide di svolgere un compitino parlando di un preciso argomento. Non credo al dire sistematico, anzi: spesso accade di iniziare a scrivere senza avere una struttura predeterminata. Quando scrivo non so mai dove potrò andare a finire. I miei testi nascono da un’intuizione intorno alla quale costruisco il resto. Ho sempre cestinato ciò che mi è apparso artefatto. Da dove nasce la tua esigenza

artistica? Personalmente avverto il bisogno di trovare un linguaggio al mondo che non sia quello quotidiano, dei gusti comuni; quello di

La letteratura, la musica, la chitarra e l’intelletto di Arlecchino cui purtroppo è pervaso il panorama musicale odierno. Siamo lontani dal primo De Gregori, che emozionava con figure e costruzioni che andavano oltre la semplice poesia scolastica (cito ad esempio il suo disco “La pecora”). La mia esigenza nasce comunque da un modo diverso di vivere e di sentire le cose, e in questo voglio che i miei brani mantengano un senso di purezza. Come immagini il tuo pubblico? Beh, …più o meno attento (sorride). Il problema di oggi è che non esiste più la pazienza dell’ascolto. Oggi si cercano soltanto immediatezza e distrazione! Certo, non gradisco nemmeno il pubblico di critici, gli anatomisti della canzone. A quelli preferisco il mio cane, che almeno non abbaia quando ascolta.

Il cantautore Angelo Ruggiero

Bitritto s’innamora della musica colta

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iunta al termine la terza edizione di “Primavera musicale”, rassegna concertistica organizzata da Assessorato alla cultura di Bitritto e l’associazione culturale “Orizzonti musicali”, con il patrocinio di Provincia e Regione. Oltre seicento presenze registrate nel corso dei quattro appuntamenti in cartel-lone e meritato riscontro mediatico per questa manifestazione che da tre anni ha il compito di portare al grande pubblico una musica, come quella da camera, erroneamente eti-

La qualità che paga Straordinario successo di pubblico per la rassegna “Primavera musicale” chettata come elitaria. Un programma vario per quattro concerti di altissimo livello: mai come quest’anno la rassegna ha evidenziato come ormai la pur bella sala Castello, sia del tutto insufficiente a contenere il gran numero di appassionati e semplici curiosi, provenienti da tutta la provincia, che hanno affollato le serate della rassegna.

L’assessore alla cultura Natuzzi, giustamente entusiasta, commenta con soddisfazione: “Il sostegno dei vari

Enti dimostra la grande attenzione per la manifestazione. Buonissima presenza di cittadini dell’hinterland, del

capoluogo e oltre che di Bitritto, che hanno potuto apprezzare, oltre all’ottima musica, il nostro castello aperto per l’occasione. Al terzo anno continuiamo a vedere sempre di più i frutti dell’ottima sinergia tra Comune e l’associazione Orizzonti Musicali.” D’accordo il presidente di “Orizzonti musicali”, Leonardo Cattedra: “Il folto

Il concerto del 27 maggio

pubblico accorso da fuori è segno di un'apertura al territorio frutto di una buona campagna informativa e di scelte coraggiose per un tipo di manifestazione ritenuta, a torto, riservata a pochi. Bilancio molto positivo, che dimostra quanto competenza e continuità, supportate da lungimiranza politica, portino sempre risultati. All’amministrazione e all’assessore alla cultura va il nostro sincero ringraziamento per la sensibilità e disponibilità. Appuntamento al prossimo anno!” GR

FILOBUS

Odio l’estate

Dalle illusioni degli opuscoli delle agenzie di viaggio alla torrida realtà della statale per Monopoli…

di Cino Cirano

Il

mare cristallino color bianco confetto increspa le coste frastagliate immerse in una natura incontaminata. Il clima temperato favorisce avventure indimenticabili, le donne locali sono di una bellezza incantevole, uomini muscolosi passeggiano sulla spiaggia offrendoti corsi di salvataggio omaggiandoti di rose profumate nell’attesa di una meravigliosa cena a lume di candela sulla spiaggia. Le immersioni subacquee ti permetteranno di ammirare grandi banchi di pesce Nikon, l’unico variopinto esemplare ittico al

mondo che si mette in posa per le foto, ti fa ciao con la pinna e dice “cheese” spalancando le branchiette. La tua vacanza per quest’estate è da noi, al Ricottar Paradise, a pochi chilometri dal tuo sogno e a pochi centimetri dalla tua carta Vesa, e per tutto il resto c’è la Mistercard: consulta il nostro personale depilant, il solo capace di

mostrarti in dettaglio tutte le nostre attrattive e contemporaneamente di eliminare gli inestetismi femminili. Ti aspettiamo. Aloha. Domenica ho portato la mia famiglia al mare: ho capito cosa mi aspetta quest’estate. La coda sulla statale era infinita, però abbiamo approfittato della temperatura infernale per prepararci una frittata prima che mia moglie iniziasse a farcire la torta per mio figlio che ha festeggiato il suo secondo compleanno in macchina. Per tutto il tragitto ho sudato come tre muratori bergamaschi e la mia pelle

era una carta moschicida, ricettacolo per ogni tipo di insetti, compresi quelli che si spalmavano sul mio parabrezza. Arrivati in spiaggia abbiamo contemplato la bellezza del posto. Donne cannone che si aggiravano fasciate in parei acquistati direttamente dai depositi della Folgore, uomini panzuti che spidocchiavano cozze nere sull’arenile tracannando birra e eruttando come il Fujiama, per il divertimento dei piccoli che a dieci anni meriterebbero una fedina penale degna di Al Capone. Il mare aveva un color gianduiotto che invitava al vomito e la schiuma verdastra, che si posava sugli scogli incatramati,

lasciava un residuo simile a una Valda masticata. Ho provato a immergermi e mi si è parato davanti il simpatico pesce goggione, tipico delle nostre parti e famoso per la sua astuzia letale, che ha esclamato “blpplcblu” che in pescesco significa “amami o friggimi e mangiami capa e tutto”. Vieni da noi a Brad & Tomato Beach, l’unico resort sull’Adriatico convenzionato con la Coppon Prestiti, che ti consente di avere la tua vacanza ideale a molti chilometri dai tuoi miraggi e a poca distanza dal tuo ricovero. Odio l’estate, e, chissà perché, mi sento ricambiato...

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CULTURA E PAESI Metheny, Mehldau, Gino Paoli, Rava e altri big del Jazz Internazionale al Multiculturita Summer Jazz Festival

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na 5a edizione da ricordare per il Multiculturita Summer Jazz Festival che si terrà a Capurso dal 17 al 20 luglio. Il direttore artistico Michele Laricchia ha articolato un programma che attesta il festival sicuramente tra i migliori in Italia. D’altro canto, lo spettacolo non potrà mancare con nomi come Pat Metheny e Brad Mehldau, freschi di due nuove incisioni che per la prima volta verranno eseguite dal vivo in Puglia, accompagnati da Jeff Ballard alla batteria e Larry Grenadier al contrabbasso. Un concerto evento per tutto il meridione peninsulare,visto che i due musicisti statunitensi toccheranno oltre Capurso solo la Sicilia nell’ambito del loro tour nel sud Italia. E sempre nell’ottica delle novità discografiche si pone anche Enrico Rava, che presenterà con il suo quintetto (che annovera anche il

Anno VII n. 4 - Giugno 2007

Pat & CO il grande Jazz arriva a Capurso

“pugliese” Gianluca Petrella) The Words and The Days, edito dalla prestigiosa label ECM e vincitore assoluto del premio Top Jazz 2007. Ma probabilmente, lo scettro per le news discografiche in campo al Multiculturita è di Gino Paoli. Il cantautore genovese, infatti, ha da pochissimo licenziato l’album “Milestones – un incontro in jazz”, con gli stessi musicisti che saliranno

con lui sul palco dello stadio comunale di Capurso: Enrico Rava, Danilo Rea, Roberto Gatto e Rosario Bonaccorso. Una vera e propria prima assoluta per la Puglia sarà il large ensamble dei Funk Off a cui spetterà, sia in veste di street band che sul palcoscenico di Piazza Libertà, aprire la kermesse. Uno scatenato gruppo che rilegge ed ammoderna la

Pat Metheny e Brad Mehldau

lezione di New Orleans e delle bande folkloristiche italiane in nome di George Clinton, Maceo Parker, James Brown, Frank Zappa, ma anche alle nuove tendenze hip-hop e jungle, unendo alla musica il movimento e la coreografia. Brand riconoscibile del Multiculturita è prestare particolare attenzione ai musicisti pugliesi che questo anno saranno rappresentati dal gruppo del bassista Pierluigi Balducci con Luciano Biondini, Antonio Tosques e Giuseppe Berlen. Le strade capursesi, per tutta la durata del festival, saranno invase da differenti marchin’band. Oltre ai Funk Off nel primo giorno, a far compagnia al pubblico, ci saranno Extra Dixie Jazz Band, l’Olivoil Jazz Band e i Jazz Moments capitanati da Mino Lacirignola. Un’altra novità del Multiculturita è costituita dall’ufficio festival ubicato nella centralissima via Roma 15. L’idea è quella di tenere a disposizione del pubblico un meeting point che possa fornire informazioni sia sul festival che sui percorsi turistici della Puglia e che possa fungere anche da contenitore culturale. L’ufficio festival osserverà i seguenti giorni e orari di apertura: per i mesi di Maggio e Giugno: lunedì,mercoledì e sabato dalle 10,00

alle 12,00. Il martedì e Giovedì dalle 18 alle 20,30. Nel mese di luglio, invece dal lunedì al sabato dalle 10 alle 12 e dalle 18 alle 20,30. Nel mese di giugno, inoltre, sono previsti due incontri letterari afferenti il mondo jazzistico. P&P

PROGRAMMA 17 luglio: Funk Off - Pierluigi Balducci Ensemble (Piazza Libertà)

18 luglio: Enrico Rava Quintet (Piazza Libertà)

19 luglio: Un incontro di jazz con Gino Paoli, Rava, Rea, Gatto e Bonaccorso (stadio comunale)

20 luglio: Pat Metheny e Brad Mehldau con Ballard e Grenadier (stadio comunale) Infoline: 080.455.32.38 080.455.56.96 - 347.65.04.664 Ufficio Festival: Via Roma, 15 - 70010 Capurso Orari di apertura: lunedì, mercoledì e sabato dalle ore 10 alle ore 12 martedì e giovedì dalle ore 18 alle ore 20.30

“Oltre la porta”

Dall’1 al 12 giugno importante mostra alla cultura Angelo Napittorica a Bitritto tuzzi e l’assessore ai lavori di Monica Mele

Si

è inaugurata venerdì 1 giugno la mostra “Oltre la Porta” del maestro romano Giancarlo Limoni, nella bella e suggestiva sala Castello del castello normanno-svevo di Bitritto. A presenziare la cerimonia inaugurale delle venti opere, realizzate dal 1987 a oggi, erano presenti il sindaco Vito Lucarelli, l’assessore

Le opere del maestro Limoni in sala Castello

pubblici Donato Trotti in rappresentanza del Comune e il critico d’arte Francesco Moschini. Gli oli su tela esposti, per lo più raffiguranti temi floreali, presentano ampie zone sulle quali il colore, nelle più svariate possibilità cromatiche, viene steso, con l’ausilio della spatola, senza quasi lasciare spessore, e altre zone, in palese contrasto con le prime, dove la materia, che raggiunge volumi insospettabili, diventa la prota-

APOCALITTICI INTEGRATI di Stefano di Lauro

Né vizio né pelo Chiesa è nell’angolo, soffre tragicamente il confronto con la modernità. Ma rispetto alle impetuose variazioni del contesto (storico, culturale, sociologico, economico, filosofico, scientifico), non la sfiora neppure l’idea di ritrovare un ruolo e un linguaggio ancora possibili in questa locomotiva lanciata che

La

è l’Occidente; con poco realismo, pensa bensì di poter modificare i suddetti contesti onde riadattarli alla sua taglia etica e alle sue esigenze pastorali. Missione impossibile. I ripetuti attacchi di Ratzinger contro il relativismo; l’assurdo revisionismo posto in essere sui contenuti del Concilio Vaticano II (col chiaro intento di neutralizzarne la por-

gonista indiscussa. Un dualismo, quello dello spessore e della trasparenza, metafora della natura umana. A coronare quest’atmosfera, in cui si respira il profumo di un paese che ringiovanisce attraverso espressioni artistiche, un duetto di archi.

Evento, questo, senza dubbio importante per il paese, che si avvicina alla cultura attraverso tutte le sue ramificazioni, non ultima l’arte visiva. È inoltre un’occasione che dona prestigio a un sito storico di notevole importanza come la sala del già

tata storica d’allora e la cogenza di oggi); i battibecchi tra la Conferenza Episcopale e il Governo italiano sulla questione DICO; ebbene, ecco i sintomi di uno scollamento crescente tra la Chiesa e il resto del pianeta, eccezion fatta per il terzo mondo dove, mancando ancora le ragioni per un contraddittorio, l’integrazione tra etica e antropologia è soddisfacente. Per il resto, c’è tanfo di Pio IX (ovvero del suo Sillabo), di Inquisizione, di irriducibile refrattarietà al confronto. Per fortuna, la macchina del tempo è ancora un’avvincente facezia fantascientifica. Manuali di storia alla mano, ogni qual volta che la Chiesa ha dovuto scegliere tra spiritualità e temporalità, ha sempre optato per la seconda, finendo col disfarsi più o meno

cristianamente della diversità, e finanche delle più ragionevoli istanze autenticamente spirituali che giungevano dalle comunità ad essa organiche. Ma quel che un tempo poteva configurarsi come giustificazione di sopravvivenza di uno Stato (comunque Pontificio), oggi è degradato a ingerenza. Un’ingerenza praticata con ogni mezzo, dagli intempestivi proclami contro l’Islam, alle geometrie non euclidee di Bagnasco: “Se cade l'etica, dopo i DICO saranno legalizzati incesto e pedofilia”. Questo tipo di argomentazione, il buon Aristotele l’avrebbe definita un paralogismo, cioè una stronzata. Duole, altresì, ascoltare un rappresentante della Chiesa sostenere che la medesima ha

citato castello bitrittese, come sottolineano i rappresentanti dell’Amministrazione locale, firmatari della presentazione alla mostra nel catalogo delle opere.

diritto e facoltà di intervenire sui politici cattolici, sfidandoli a ignorare il “sacrosanto” presupposto della laicità dello Stato. Duole che la Chiesa esorti lo Stato a discriminare, duole sentirla parlare degli omosessuali con la stessa ripugnanza di una Mussolini, o di un lumbard. Il paziente e straordinario lavoro compiuto da Giovanni XXIII e Paolo VI per una Chiesa finalmente attenta ai “segni dei tempi” si è polverizzato dapprima nel carisma di Woitila, e ora nell’intransigenza di un ex prefetto dell’Inquisizione. Seppur laico, ho un’infinita nostalgia della Gaudium et spes e della “intima unione della Chiesa all’intera famiglia umana”. Apocalitticamente vostro. www.stefanodilauro.net


CULTURA E PAESI

Anno VII n. 4 - Giugno 2007

di Luca Lombardi

In

Le monete di Bari con San Nicola

questo numero parliamo delle monete con San Nicola battute dalla zecca di Bari durante il periodo normanno. Nel 1137 l’imperatore Lotario scese in Italia e occupò parte dei territori normanni di Puglia e Calabria, tra cui Bari che concesse a Rainulfo conte di Alife. Nel 1139 il re normanno Ruggero II rioccupò tali territori e in questa circostanza fece coniare a Bari follari con l’effigie di San Nicola. Queste monete in rame sono veri capolavori realizzati da abili zecchieri su sottili lamine di forma ottagonale. Presentano al dritto il busto del Santo con barba, nimbo e un omophorion

Anniversario della più importante associazione ricreativa e culturale italiana di Claudio Mundo

L’

Arci ha compiuto 50 anni ma non li dimostra. Un traguardo importante per la principale associazione ricreativa e culturale italiana (oltre un milione di soci) che rappresenta una delle più grandi esperienze di partecipazione popolare e di auto organizzazione civile in Italia. Una rete di migliaia di circoli, case del popolo, centri sociali che offrono occasioni di aggregazione e di impegno sociale contando sulla forza di un’articolazione di attività ampia e originale. Il primo evento della serie di iniziative pugliesi in occasione del cinquantenario è stato un incontro dal titolo “Passato, presente e chissà: 50 anni di associazionismo, cultura e solidarietà” tenutosi il 4 maggio presso l’Auditorium Vallisa di Bari. Oltre ai presidenti dei comitati territoriali pugliesi (Foggia, Bari, Brindisi, Taranto, Valle d’Itria e Lecce) e al presidente dell’Arci di Puglia Alessandro Cobianchi sono interve-

Capolavori dell’arte numismatica realizzati da abili zecchieri

che scende simmetricamente dalle spalle; ai lati le lettere greche: OA / NI K / O / OA. Al rovescio è posta, intorno a un cerchio con al centro una stella o un globetto, la leggenda circolare cufica: “‘umila bi-Bari sanat 534” (fatto in Bari nel 534). L’anno 534 dell’Egira va dal 28 agosto 1139 al 16 agosto 1140. Il santo fu raffigurato sulla moneta forse come elemento di pacificazione tra città e re. Nicola infatti, era un santo famoso e venerato in Puglia come protettore dei naviganti e dei mercanti anche prima

ARCI

che le sue reliquie fossero portate da Mira a Bari, nel 1087. San Nicola, inoltre, fu uno dei principali santi del “santuario” ufficiale normanno in particolare con Ruggero II. Su uno smalto conservato nel Tesoro della Basilica di San Nicola, a Bari, il Santo è rappresentato mentre incorona Ruggero, e nella decorazione della Cappella Palatina di Palermo, rinomata creazione ruggeriana, lo stesso è raffigurato ben due volte. info@lucalombardi.it

Cinquant’anni controvento Il presidente regionale Cobianchi: «la nostra autonomia resta la nostra forza»

nuti Paolo Beni, presidente nazionale, Onofrio Sisto, vicepresidente della Provincia di Bari e il sindaco Michele Emiliano. L’incontro si è rivelato un momento di dialogo sia interno, con un confronto fra le diverse esperienze associative, sia esterno, coi cittadini desiderosi di condividere i percorsi di partecipazione e di protagonismo civile e democratico. «L’Arci – spiega a P&P il Presidente dell’ARCI pugliese Alessandro Cobianchi - ha attraversato questi 50 anni crescendo ed evolvendosi senza mai trascurare l’esigenza basica di dare un’identità nazionale alla libertà d’agire dei circoli, puntando su temi fondamentali come la ricreazione, la pace e la cultura e sulla partecipazione dei cittadini. Ha avuto la forza di mettere assieme le persone,

superandone le solitudini.» E in Puglia che tipo di percorso e di impatto ha avuto l’associazione? «L’Arci arriva in Puglia praticamente subito, tra il 1958 e 1960, puntando soprattutto su elementi catalizzatori come cinema, teatro, musica e rivolgendosi a tutti gli strati sociali; successivamente si sono aperti nuovi fronti e nuovi temi (migrazione, solidarietà, infanzia, adolescenza, pacifismo internazionale) con una partecipazione popolare e associativa durante gli anni 70 e 80 decisamente importante. Gli anni 90 hanno visto diminuire a livello globale il senso di partecipazione ma il bilancio resta positivo: in

Puglia ci sono 152 basi associative e circa 13.000 soci». Quali iniziative sono in programma per il cinquantenario? «Per celebrare il cinquantenario sono in programma dibattiti sulla storia dell’associazione e sulla possibilità d’apertura a nuovi temi di interesse; a partire dall’autunno sarà proiettato il video “50 minuti per 50 anni” che testimonierà la vita quotidiana dei circoli pugliesi; infine una “mostra storica” racconterà i 50 anni dell’associazione attraverso le immagini dei poster, dei volantini, dei gadgets». Che augurio si sente di fare per l’associazione per questo importante compleanno? «L’augurio è quello di potere festeggiare altri 50 anni vivendoli con le stesse modalità indicate da Tom Benetollo, uomo politico, leader del pacifismo italiano e storico presidente nazionale dell’ARCI. L’associazione è cresciuta tantissimo rifiutando sempre la propaganda e fondandosi sullo scambio interpersonale, sul passaparola. Tale indipendenza ha dei costi, anche in termini di rapporti con le istituzioni, ma questa autonomia resta il nostro punto di forza, non la nostra debolezza».

IO, ME E MARIA

Un’altra vita di Maria Panza*

C

iao Maria, cosa guardi così attentamente? Un argiope al lavoro. Un argi… che?! Un ragno, insomma. Sta costruendo la sua tela in modo da procurasi il cibo, così poi… Che schifo, un ragno! E se fosse velenoso? Calma! Che male vuoi che ti faccia un essere che pesa meno di un ciuffo dei tuoi capelli?! Pensa piuttosto che è da animali come lui che l’uomo ha copiato come costruire le tensostrutture, così come dalle conchiglie le scale a chiocciola, dalla rubia il velcro, e così via. E poi che le ragnatele funzionano da insetticidi naturali.

Non crederai di convincermi così facilmente: a cosa può mai servire un essere simile? È anche lui un elemento delle “biodiversità” del nostro Pianeta, ovvero di quella varietà di organismi viventi con cui l’uomo divide la Terra. L’uomo non ha il diritto di estinguere specie viventi, come invece sta facendo a una velocità folle. Ma io amo le piante e gli animali! Certo, come tutti (almeno a parole). Solo che gli animali non sono soltanto leoni e gaz-

Dialoghi con me stessa sul mondo intorno

zelle, coccodrilli e gnu, balene e foche; e le piante non sono soltanto sequoie e querce secolari. Sono anche, e soprattutto, i piccoli fiori, i piccoli insetti, il muschio e i licheni, perché senza di loro crollerebbero interi ecosistemi. Ho capito: devo rispettare tutti gli esseri viventi, grandi o piccoli che siano, compresi quelli che non mi piacciono. Ma la domanda é sempre la solita: che ci guadagno? Conservare la Biodiversità serve a raggiungere obiettivi irrinunciabili per tutti gli uomini,

quindi anche per te: mantenere l’equilibrio climatico del Pianeta perché ne regge la produzione di ossigeno, il controllo delle inondazioni, il bilancio energetico; offrire agli scienziati il modo di studiare i meccanismi biologici che riguardano le interazioni tra le specie, uomo incluso; usare in modo sostenibile le risorse della Terra, dato che ci offre cibo, medicine e altri prodotti indispensabili. Ma anche permettere lo svolgimento di attività ricreative come il campeggio, l’escursionismo e il birdwatching. E soprattutto proteggere la varietà e le bellezze della Natura che ci circonda, senza la quale la qualità della nostra

vita sarebbe ben peggiore. Accidenti! Sembra davvero importante! Figurati se io posso farci qualcosa! Le tue solite scuse... È fondamentale invece, il contributo di tutti se vogliamo porre un freno alla riduzione della Biodiversità mondiale. Tu puoi cominciare col non distruggere le forme di vita che ti capita di incontrare. Poi ci sono grandi studiosi, enti di ricerca, università, associazioni ambientalisti che pensano al resto con studi e ricerche approfondite. Persino l’ONU ha dedicato il 22 maggio al tema della Biodiversità. Se tante persone importanti si stanno mobilitando, possiamo impegnarci a fare qualcosa anche noi, no? *WWF Puglia

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IL TEMA DEL MESE Cattolici VS laici: parla il giurista Gianni Di Cagno, le invasioni di campo della Chiesa e gli errori della politica di Claudio Mundo

Il

principio di laicità, ben delineato e più volte ribadito in numerosi articoli della Costituzione, implica non la indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni, ma la garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione in regime di pluralismo culturale e confessionale. Pertanto uno Stato laico vieta che i cittadini siano discriminati per motivi di religione come pure che il pluralismo religioso limiti la libertà negativa di non professare alcuna religione. Di questi temi abbiamo parlato con Gianni Di Cagno, giurista, già componente del CSM. Di Cagno, è fondata la preoccupazione per la tenuta della laicità dello Stato? Assolutamente no. Il principio di laicità non può essere messo in discussione, se non al di fuori dell’ordinamento costituzionale. La laicità non è una scelta di parte o di partito. Il principio di laicità è uno dei principi supremi, uno dei profili della forma di Stato delineati nella carta costituzionale della Repubblica italiana. Da tempo il dibattito politico, e della società civile, su supposte ingerenze della Chiesa cattolica, si è inasprito. La Chiesa cattolica è libera, certo, di fare dichiarazioni, ma deve tendere ad affermare i propri principi sulla società e non sullo Stato. La Chiesa Cattolica non può pretendere di interferire con atti concreti nelle libere scelte di uno Stato laico. Per atti concreti intendo anche affermazioni del tipo “l’approvazione del disegno di legge sui Dico

di Giuseppe Luca Basso

C

hiedo scusa, ma ci sono un paio di cose che proprio non capisco: migliaia di persone in piazza contro i DICO fanno sparire di colpo tutte le difficoltà quotidiane di quelle coppie che, solo perché non sposate, vivono oggi in Italia diminuite di una parte importante dei propri diritti? O piuttosto questa manifestazione ha avuto il solo effetto di creare nuove divisioni all’interno della società italiana? E mandare a monte i referendum sulla fecondazione assistita ha contribuito alla soluzione de i problemi “familiari” delle giovani coppie senza figli? Oppure semplicemente ha impedito una discussione approfondita e seria su questo argomento? E l’aggressione, fin quasi al limite del linciaggio mediatico, di un comico solo perché, in un paese libero e laico, ha sottolineato alcune significative contraddizioni della Chiesa sul doloroso caso Welby, ha forse facilitato la soluzione dei tanti interrogativi sul tema dell’accompagnamento alla morte dei malati terminali? O invece si è trattato solo di un modo per sfuggire al merito della questione, facendo finta di non ve-

Anno VII n. 4 - Giugno 2007

L’ex componente del CSM a P&P: «La laicità non è una scelta di parte, ma un fondamento della Repubblica»

Di Cagno

«Laicità minata dalla debolezza della politica»

Gianni Di Cagno

segnerà una voragine nella società e nella vita politica italiana” piuttosto che “una voragine nei rapporti fra Stato e Chiesa Cattolica”. Questa è stata un’interferenza inammissibile. Crede che la politica soffra di debolezza o di servilismo nei confronti della Chiesa? La debolezza e la frantumazione della politica odierna la rendono succube di tutti i poteri forti, dalla magistratura, all’imprenditoria per finire alla Chiesa cattolica. Tra l’altro, a riguardo del disegno di legge sui Dico, ritengo sia stato compiuto un errore tattico clamoroso. Il nostro Paese ha bisogno

della realizzazione di tali diritti civili ma sulla base di un dibattito parlamentare che coinvolga tutte le parti, così come avvenne per la legge sul divorzio (1970), e non con un disegno governativo. La politica deve sapersi confrontare con le esigenze della società civile, non cercare di affermare dei principi in astratto, appellandosi, in questo caso, a quello di laicità. È anche suo compito quello di educare la società, porre le basi per una sua crescita graduale, mentre, a quanto pare, al giorno d’oggi tende ad adagiarsi, a specchiarsi nella società civile. Perché altri paesi a maggioranza cattolica sono riusciti a darsi un’impronta meno vincolata alla dottrina religiosa? Qui da noi c’è un vincolo di territorialità e una sovraesposizione mediatica. Il Papa è sentito quasi come un Presidente della Repubblica aggiunto. In altri paesi l’impatto della vita del Papa sull’opinione pubblica è infinitamente inferiore. È anche sulla base di questo che Spagna e Francia hanno potuto legiferare su coppie di fatto e unioni omosessuali. Come si pone l’Unione Europea rispetto al tema della laicità degli Stati membri?

Quel che è di Cesare dere o, peggio, scegliendo deliberatamente di ignorare problematiche complesse e fondamentali per la convivenza civile di una società moderna? Non so; a me pare che questi atteggiamenti miopi, queste reazioni aggressive, così prossime a forme preoccupanti di integralismo religioso, siano davvero poco utili e inibiscano piuttosto il dialogo e il confronto. A me pare che i problemi restino ancora tutti aperti sul tavolo, più evidenti e seri di prima, e che anzi, dopo le asprezze del Family Day, le “scomuniche” e i “boicottaggi”, si siano piuttosto aggravati. È successo infatti che le famiglie di fatto, le coppie senza figli e coloro che vivono quotidianamente l’esperienza di una malattia terminale, abbiano visto aggiungersi alle difficoltà di tutti i giorni, anche un sentimento nuovo di frustrazione e solitudine, nato dalla certezza di non sentirsi capiti, compresi, o addirittura di sentirsi respinti da una

certa parte della società italiana (quella cristiana?) non saprei quanto numerosa, ma certo potente e rumorosa, che non vede le difficoltà del prossimo, bendata da un’intransigenza ottusa che poco ha a che fare con sentimenti di solidarietà cristiana. È deprimente che in questo paese non si riesca mai a entrare nel merito delle cose, che ci si debba dividere ancora in Guelfi e Ghibellini. Che non si riesca insomma a costruire un paese liberale e sereno, in cui la laicità sia avvertita da tutti come un valore, una garanzia di convivenza civile. E allora forse bisogna ripartire daccapo. Ripartire da un paradosso, piccolo e poco consolatorio in verità, ma credo rivelatore: forse in quella piazza del Family Day che

Family Way urlava la propria netta ostilità ai DICO il “partito” delle famiglie di fatto può leggere un primo piccolo segnale positivo.

Sia la Convenzione Europea per i Diritti dell’Uomo del 1950 che la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (2005) prevedono la possibilità, la prima per uomini e donne, la seconda per tutti i cittadini europei, di “contrarre matrimonio o formare una famiglia”. É solo una questione di tempo e l’Italia, già sanzionata per altri temi, sarà ammonita anche riguardo a tali diritti civili che ancora non riesce a garantire ai suoi cittadini. É una situazione limite non felice, ma a quel punto bisognerà necessariamente trovare il modo di adeguarsi ai parametri sovranazionali. Questa polemica sta paralizzando il Paese, che è in crisi civica e culturale. Purtroppo la Chiesa Cattolica, con le sue innumerevoli contraddizioni interne, ha plasmato la coscienza degli italiani a una doppia morale, figlia della necessità di giustificare le storture del proprio antico potere temporale. Tale ipocrisia giunge da lontano, dal mancato attecchimento nel nostro paese della riforma protestante luterana (1517). A mio avviso, ci vorranno ancora generazioni perché la situazione possa cambiare.

L’antica domanda di ascolto da parte del popolo laico, finalmente ha ricevuto una risposta. Una risposta negativa, di chiusura e di rifiuto del dialogo, ma almeno aperta e chiara. Adesso per lo meno ognuna delle due parti riconosce con chiarezza l’altra come interlocutore. Un risultato minimo, d’accordo, ma pur sempre un inizio. Peraltro le famiglie di fatto sono in progressivo e inesorabile aumento; la società non obbedisce ai comizi o alle prediche, ma piuttosto si organizza secondo i propri bisogni, bisogni sempre nuovi, ogni giorno più complessi, che attendono di essere letti, compresi, interpretati, risolti. Certo, conservare è sempre più semplice (e più comodo) che riformare, ed è spesso più redditizio dal punto di vista elettorale, ma il nostro paese ha bisogno di coraggio e di grandi scelte. Forse, per colpa di qualche Senatore, i DICO non passeranno in questa legislatura: nell’Unione un drappello di teo dem tiene in pugno un’intera coalizione, mentre la destra si dimostra una volta di più irresponsabile e sfascista, preferendo come sempre speculare sui numeri risicati del Governo in Senato piuttosto che pensare all’interesse del paese. La classe politica italiana potrà così evitare

ancora per qualche anno di prendersi le proprie responsabilità, dimostrandosi una volta di più gravemente inadeguata. Sarebbe bene però che qualcuno avvisi i signori della politica che, mentre loro sono impegnati nella lettura dei sondaggi e nella preparazione di qualche dispetto parlamentare, fuori dal palazzo c’è un paese reale che chiama, che si organizza da solo, magari in modo scomposto e incontrollato, ma che certo non aspetta che la politica assolva al suo ruolo. Che la politica cioè si faccia carico dei problemi dei cittadini e che orienti lo sviluppo della società guidandola verso approdi condivisi e giusti. Anche per questo, in conclusione, mi preme sottolineare, pacatamente, ma non senza preoccupazione, come il silenzio indeciso e imbarazzato dei dirigenti del nascente Partito Democratico su queste come su altre questioni sia assordante. Né sono accettabili, per chi in quel partito dovrebbe riconoscersi, dichiarazioni tipo: “All’interno di un grande partito convivono posizioni differenti”. Un partito tanto più è forte e credibile quanto più sa operare scelte chiare e nitide. Sembrerebbe un’ovvietà, eppure...


VOCI DI CITTÁ

Anno VII n. 4 - Giugno 2007

Possibile la presenza del maestro Riccardo Muti a Bari dopo l’invito del vicepresidente del Consiglio

Petruzzelli

Concerto d’apertura per il 2008 Il ministro Rutelli ha consegnato il cantiere del teatro alle 2 aziende vincitrici dell'appalto

vicepresidente del Consiglio, e titolare del ministero dei Beni Culturali Francesco Rutelli ha consegnato le chiavi del cantiere del teatro Petruzzelli alle due aziende vincitrici dell’appalto per una spesa di 23,370 milioni di euro con conclusione dei lavori prevista entro novembre 2008. «Ho avuto una conversazione telefonica con il maestro Muti – ha detto il ministro per i Beni Culturali, Francesco Rutelli – che da italiano e anche un pò pugliese, e barese per cittadinanza onoraria, mi ha confermato, non aveva il calendario davanti a sé, la sua gioia, il suo orgoglio di italiano e la sua felicità se il calendario, come io confido, gli permetterà di essere lui a dirigere il concerto di apertura del rinnovato Petruzzelli». Rutelli ha ringraziato il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il presidente della Provincia di Bari Vincenzo Divella, il sindaco della città Michele Emiliano e il prefetto di Bari, Carlo Schiraldi, «perché insieme abbiamo lavorato in questi mesi», e i due vicecommissari, Martines e Nastasi, perché «hanno condotto a regola d’arte questa spettacolare accelerazione della promessa che avevamo fatto insieme, ciascuno secondo le proprie competenze e a partire dal decreto legge 2 ottobre 2006 per il quale il Prefetto sta portando avanti con grande saggezza le procedure, d’intesa

Il

Punta a promuovere le culture, le arti, lo spettacolo, a realizzare stagioni di teatro, musica, danza

È

nata a Bari la Centrale dell’arte, la più grande struttura consortile dell’Italia centro meridionale operante nel settore dello spettacolo dal vivo. La Centrale dell’arte raccoglie dieci tra i più importanti soggetti della produzione artistica del territorio pugliese: le cooperative Gruppo Abeliano, Tiberio Fiorilli, Anonima GR, Fantarca, Eventi - Agenzia per lo spettacolo, Costantiello Entertainment e le associazioni Suoni Visionari, Altra Danza, Il Carro dei Comici, Radicanto.

La

con l’Agenzia per il Demanio, per regolare conclusivamente i diritti ancora da risolvere con la famiglia proprietaria espropriata in base al decreto legge con grande serenità». Il ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli, entrando nel teatro Petruzzelli, ha ricordato l’impegno assunto da lui e dalle istituzioni locali, per l’affidamento del cantiere nei tempi previsti all’impresa che ha vinto la gara ed ha portato «i saluti del presidente del Consiglio che mi ha pregato di trasmettervi – ha detto – la sua personale soddisfazione e gioia per questa pagina e sono lieto di consegnare ufficialmente il cantiere alle ditte che hanno vinto questa gara, molto importante». Rutelli ha riferito che, comunque, tutte le imprese

firma del Protocollo di Intesa fra la Regione Puglia, la Regione Basilicata e le Autorità Portuali di Bari, Brindisi e Taranto, rappresenta una tappa fondamentale della politica del Governo regionale pugliese, sulla via dell’integrazione e dell’effettivo rilancio dei trasporti e della logistica in Puglia”. Lo ha dichiarato l'assessore regionale ai Trasporti, Mario Loizzo, alla firma del Protocollo d'Intesa siglato tra le Regioni Puglia e Basilicata e le Autorita’ Portuali di Bari, Brindisi e Taranto. “Con tale adempimento - ha proseguito Loizzo - si rafforza concretamente la costruzione del sistema portuale pugliese che costituisce uno degli

che si sono presentate «hanno avanzato progetti di estrema serietà, ben documentati e mirati all’obiettivo. Il Consorzio Con scoop di Forlì e la Sac di Roma, con un ribasso di poco più del 2,5% rispetto al prezzo d’asta si è aggiudicata la gara pubblica e ha assunto l’impegno documentato e verificato di far riavere alla città il teatro pronto e funzionante alla fine di novembre 2008. Quindi – ha aggiunto – il completamento di questa prima tappa estremamente impegnativa ed estremamente positiva, una pagina di grandissima positività». Alcuni lavori per il consolidamento della cupola e il recupero strutturale oltre al foyer completamente ristrutturato sono già stati realizzati. Rutelli è stato accolto dinanzi al teatro da alcuni eredi della famiglia Messeni Nemagna con striscioni e cartelli con scritte di protesta. «Ringrazio molto il ministro Rutelli che – ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, – ci accompagna alla conclusione di una vicenda che ha rappresentato una doppia vergogna per la città di Bari e per l’intera regione: la vergogna del rogo che distrusse un pezzo fondamentale dell’anima della città e la vergogna di una ricostruzione interminabile, frammentata, dilazionata, diventata un mito, una leggenda metropolitana». «Oggi – ha aggiunto Vendola – siamo dinanzi alla possibilità che le risorse della Regione, della Provincia, del Comune, del Governo insieme, dentro un unico progetto di recupero integrale, di ristrutturazione del teatro, in tempi certi possa restituire alla città di Bari, non soltanto un teatro ma davvero un’anima profonda e questa è, credo, una bella notizia». c.mor.

Nasce a Bari la Centrale dell’arte

A presiedere il Consorzio Tonino Loprieno, vicepresidente Tiziana Schiavarelli. La Centrale punta a promuovere diffondere le culture, le arti, lo spettacolo, realizzare stagioni di teatro, musica, danza, cinema, arti figurative, costruire progetti speciali attraverso una rete nazionale e internazionale di collaborazioni che guardi ad Est e al

Siglato l’accordo tra la Regione Puglia, Basilicata e le Autorità Portuali di Bari, Brindisi e Taranto

BARI

Mediterraneo, formare nuovi talenti tecnici ed artistici, formare nuovi autori attraverso corsi, in collaborazione con l’Università, per la scrittura e la sceneggiatura, guardare al rapporto con il territorio quale risorsa attiva, promuovere

elementi fondamentali per la crescita della competitivita' regionale, orientata allo sviluppo economico, all'incremento dell'occupazione e al riequilibrio modale del sistema dei trasporti, attraverso l'integrazione delle piattaforme logistiche, con particolare riferimento al legame esistente fra la portualita' e la retroportualita'”. L'assessore regionale ai Trasporti considera “altresì importante e fondamentale, l’adesione al Protocollo della Regione Basilicata, desiderosa quanto la Puglia, di accrescere la competitività dei comparti produttivi attraverso lo sviluppo di un sistema integrato logistico-distributivo che ottimizzi la connessione con le più importanti direttrici internazionali”. “Il primo fondamentale adempimento e' perciò la costituzione dell'Osservatorio del sistema portuale pugliese, che avrà il compito, tra l'altro, di valorizzare le problematiche relative all'urbanistica, all'ambiente, alla salute,

La più grande struttura consortile centro meridionale nel settore dello spettacolo dal vivo

progetti ed iniziative orientate ai giovani, divenire soggetto propulsore del cambiamento. Tra gli obiettivi del Consorzio rientra anche la realizzazione di un grande spazio fisico che accolga la progettualità e le attività della Centrale, uno spazio che disponga di sale multidisciplinari per un approccio all’arte che contempli diversi linguaggi.

Secondo il sindaco di Bari, Michele Emiliano, “questa scelta denota coraggio e determinazione, è una scelta al passo con i tempi, che facilita al tempo stesso il dialogo con le istituzioni. Dar vita a un grande consorzio è un ottimo punto di partenza per realizzare grandi cose in ambito culturale. Mi auguro che questa iniziativa produca emulazione a e si riveli feconda per il futuro della nostra terra”. c.mor.

Porti, Protocollo tappa fondamentale Loizzo: “per l’integrazione e l'effettivo rilancio dei trasporti e della logistica in Puglia” alle attività produttive e al turismo, esaminando congiuntamente gli strumenti di programmazione operativa dei porti, in modo tale da promuovere la specializzazione e la complementarietà dei porti pugliesi, superando una logica di competizione dispersiva per affermare invece, la cultura della collaborazione e della integrazione. La Puglia - ha concluso Loizzo - rappresenta

una delle poche regioni che ha raggiunto questo risultato, se non l’unica”. c.mor.

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VOCI DI CITTÁ BARI

La

delibera, passata al varo della giunta comunale di Bari, è stata pubblicata l’8 marzo 2007, ma non si interseca con un’eventuale novità legislativa nazionale sulle famiglie di fatto perché le competenze del Comune sono diverse. Una precisazione che Enrico Fusco, consigliere sindaco di Bari Pari Opportunità, presidente provinciale Arcigay e componente segreteria provinciale DS, fa per spiegare, invece, il piccolo passo in avanti che si è fatto a Bari nel campo del riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto. Si era partiti con l’idea di costituire un elenco delle unioni civili, ma abbiamo optato per una cosa più leggera e diversa sulla base di quello che dal 1989 è stato fatto a Bologna e due anni fa a Padova: ossia il sindaco, nell’ambito dei propri poteri di ufficiale d’anagrafe, può disporre che l’Ufficio anagrafe disponga la corretta applicazione, sulla base della legge anagrafica del 1956 (con regolamento d’attuazione dell’89) che prevede diverse forme familiari (basate sul matrimonio, vincoli d’affetto e solidaristici). Dopo il passaggio di questa delibera al vaglio del Consiglio comunale, cosa si otterrà? A Padova e a Bologna oltre alla corretta applicazione della legge, il sindaco ha autorizzato anche l’emissione di certificati anagrafici da cui risulti il tipo di vincolo che sottende al rapporto familiare. Con questa corretta applicazione della legge anagrafica si possono ottenere le stesse cose che potreb-

Anno VII n. 4 - Giugno 2007

La battaglia di Enrico Fusco per i diritti delle coppie di fatto

Coppie di fatto: anche a Bari si può

La delibera per la corretta applicazione legge anagrafica del ’56 che riconosce diverse forme familiari bero essere previste dall’istituzione dell’elenco delle unioni civili. Perché è chiaro che il Comune, nel momento in cui riconosce sconti, fa riferimento non solo alla famiglia basata sul matrimonio ma anche alle altre. Questa delibera, dopo il passaggio in Consiglio comunale, farebbe sì che ogni nucleo familiare, sebbene non basato sul matrimonio, possa ricevere sulla propria certificazione anagrafica l’attestazione del vincolo che sottende al rapporto. E’ chiaramente una piccola cosa rispetto a quella che potrebbe fare il Parlamento e che mi auguro che farà prima della fine del mondo, ma sarebbe un segnale forte, di laicità, di libertà, di rispetto verso le persone, al di là delle parole che si dicono. Da quanto tempo l’Unione Europea invita i Paesi membri a legiferare sulle coppie di fatto? E’ dal 2 febbraio del ‘94 che invita a legiferare adottando legi-

slazioni simili o uguali a quelle previste per unioni matrimoniali. Un invito reiterato per altre 6-7 volte dall’UE e, l’ultima, è una risoluzione del Parlamento Europeo contro l’omofobia, votata anche dalla Margherita, che invita ancora i Paesi membri a legiferare sulle famiglie omosessuali”. Oltre a questa delibera sull’anagrafe, è previsto l’ingresso di Bari nella rete delle città Gay friendly, che vuol dire? Grazie all’impegno dell’assessore Laforgia e alla disponibilità del sindaco, è previsto l’ingresso di Bari nella rete città Gay Friendly,

rete di istituzioni a cui partecipa Torino, Venezia, Rimini, Roma etc, e perfino la provincia di Siracusa. Le città mettono in rete i progetti fatti in favore di comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisex, trisex) per poter attivare nelle rispettive popolazioni il rispetto per chi è portatore di una diversità nell’orientamento sessuale. Anche qui a Bari si potranno attivare le campagne già progettate altrove a costi risibili, basta mutuarle. Un provvedimento passato in giunta a metà maggio che non deve passare dal Consiglio, perché non prevede spesa e rientra nella competenza dell’assessore alle Culture. La delibera di marzo per la corretta applicazione della legge anagrafica passerà al vaglio del Consiglio perché? Perché abbiamo voluto inserire un comma con cui, se approvato, il Consiglio inviterà i presidenti delle Camere ad attivarsi affinché il

Parlamento legiferi sulle famiglie di fatto. E’ evidente che nel caso in cui il Consiglio comunale non voterà questa delibera, il Sindaco potrà mostrare il suo coraggio facendo esattamente come ha fatto il sindaco di Bologna nel 1989, eliminando il comma con l’invito ai presidenti delle Camere e disponendo, nell’ambito dei suoi poteri, che l’Ufficio anagrafe rispetti compiutamente la legge anagrafica. C’è quindi la legge regionale Gentile… Si la legge regionale sui servizi sociali del 2006 che prevede l’estensione dei servizi sociali anche alla coppie basate su unioni solidaristiche. Comunque, è evidente ancora una forte difficoltà nella politica di accogliere la comunità Lgbt senza razzismi ideologici e lo dimostra anche l’equilibrismo fatto dalla Regione Puglia quando sono arrivati a definire Unioni solidaristiche quelle che prima erano coppie di fatto, poi sono diventate unioni affettive e poi vincoli solidaristici. Qual è il limite che impedisce di progredire nella legislazione nazionale e, quindi, locale? Il vero problema al riconoscimento dei diritti di fatto sono sicuramente la coppie omosessuali e, tutta la fatica che i politici fanno nel differenziare dalla famiglia fondata sul matrimonio le altre famiglie, è dettata dal fatto che non si vuole riconoscere che nel 2007 la famiglia non è quella che era nel 1960, o ’40, o ’30, che la società naturale cambia con il mutare dei tempi... Nella Costituzione italiana non c’è scritto che la famiglia ha come finalità quella della procreazione... c.mor.

La nuova Segreteria provinciale DS

La

Direzione provinciale dei DS di Bari ha eletto i nuovi organismi dirigenti provinciali dopo la relazione del neo segretario provinciale dei DS di Terra di Bari, Dario Ginefra che ha tracciato il percorso che il partito barese dovrà seguire per l’avvio della fase costituente del Partito Democratico. L’esecutivo è composto da cinque persone: Luca Crispino - vicesegretario, Domenico De Santis - Responsabile Organizzazione, Annamaria Candela - responsabile formazione; Annamaria Monterisi - Innovazione e progetto PD; Enrico Fusco - Coord. prov. Angius, più i componenti di diritto e cioè il segretario prov. della Sinistra Giovanile, Francesco Balducci e la coordinatrice uscente delle donne Teresa Zaccaria. Sono stati altresì eletti la presidente della direzione Provincia-

le, l’ex Sindaco di Ruvo di Puglia, Lia Caldarola, il presidente del comitato dei garanti, Domenico Ranieri ed il Tesoriere Mauro

Vitobello. Attribuite anche esterne alla segreteria: Giovanni Giannini Enti Locali, Claudio Biandolino

- Politiche economiche, Domenico Lapolla - Mobilità e Trasporti, Donato Ferri - Energia ed Ambiente.

Intergruppo DS e DL al comune verso il Partito Democratico Democratici di Sinistra e la Margherita di Terra di Bari e della città capoluogo, per rafforzare l’azione amministrativa provinciale e municipale e contribuire al consolidamento della coalizione di centrosinistra, hanno deciso di promuovere un intergruppo per il Partito Democratico sia nel Consiglio comunale e circoscrizionale che in quello provinciale. D.S. e Margherita rivolgono l’invito ad aderire a questo innovativo progetto politico a tutti i gruppi consiliari e consiglieri provinciali, comunali e circoscrizionali

I

che vorranno costituirlo. Ogni decisione relativa alle forme ed alle modalità secondo le quali si articolerà il lavoro dei gruppi consiliari, è demandata al prossimo incontro che avverrà entro metà giugno in modo da consentire un pieno protagonismo di quanti vorranno eventualmente aderire. D.S. e Margherita in tal modo intendono responsabilmente sostenere la costituzione degli intergruppi affidando, però, da subito ai soggetti costituenti il compito di determinarne il processo politico amministrativo.

E’ stato anche nominato il coordinamento politico provinciale composto da tutti i vertici istituzionali della Quercia barese tra i quali i Sindaci, Consiglieri e gruppo alla provincia, responsabili organizzazioni di categoria, i parlamentari Lavarra e Piglionica, l’assessore regionale Mario Loizzo, il vicepresidente della Fiera del Levante Antonio Ciuffreda, il neo-coordinatore della segreteria regionale Vito Antonacci, rappresentanti dei soggetto cofondatori (repubblicani, socialisti e cristiano sociali) e alcuni tra i segretari delle sezioni più prestigiose (Bitonto, Casamassima, Conversano, Corato e Gravina). Novità assoluta la modalità delle componenti femminili che saranno elette nel pieno rispetto della quota antidiscriminatoria del 40% insieme alla nuova coordinatrice provinciale da un’assemblea delle iscritte che avrà luogo entro la fine del mese.


VOCI DI QUARTIERE

Anno VII n. 4 - Giugno 2007

Il presidente della Circoscrizione, Nichi Muciaccia: “sperimentiamo nel piccolo” per Bari

M

adonnella, uno dei luoghi di Bari che ha il maggior rapporto con il mare, è un quartiere dotato di un mix urbanistico, creativo di intercomunicazione e tra varie stratificazioni sociali anche socio economiche. Un mix a cui si aggiunge secondo il presidente della Circoscrizione Madonnella, Nichi Muciaccia, “in modo preponderante, una popolazione di extracomunitari e quindi con una complicanza di diverse culture e religioni che stiamo cercando di trasformare in una risorsa del quartiere, promuovendo una serie di iniziative”. Quale iniziativa spicca tra tutte per valorizzare le varie culture presenti nel quartiere? Sono già tre anni che mettiamo a concorso un progetto sulla cucina multietnica, seguito da molta gente, ed è appena stato bandito il terzo. Abbiamo messo a confronto cucine arabe, marocchine con le nostre orecchiette e con una nutrizionista che spiegava i principi di cottura e sanità dell’alimentazione. Non solo un insegnare a cucinare ma anche l’origine dei cibi, la potenzialità nutrizionale e il modo di cuocerli per evitare perdita di sostanze. Oltre questo progetto quali sono i principali progetti di un quartiere Laboratorio? Proprio per ciò che dicevo prima abbiamo proposto Madonnella come quartiere Laboratorio, di sperimentazione essendo un quartiere piccolo, monitorabile. L’idea è stata quella di sperimentare nel piccolo le cose e, se funzionano, estenderle alla città. Abbiamo proposto il quartiere per la raccolta differenziata, ma poi fu scelta Japigia e ora stiamo aspettando di

QUARTIERE

Carbonara Ceglie Loseto

Madonnella,

BARI

quartiere laboratorio poterla trasferire anche a Madonnella. Poi sulla multietnicità c’è una forte collaborazione con le Parrocchie, terminali delle problematiche territoriali e punto di riferimento della Circoscrizione, in particolare con San Sabino e Don Angelo. Ci sono progetti, per esempio, culturali, e corsi di alfabetizzazione informatica, con uno sguardo particolare, non privilegiato, agli extracomunitari. Stiamo tentando di fare una sorta di Sportello dell’Accoglienza ma nonostante questa nostra propensione da parte loro non c’è una grande comunicazione con noi. Per l’estate e per avere un maggior rapporto tra mare e l’area di Punta Perotti cosa progettate? Mi sono permesso di lanciare l’idea di unificare il futuro parco Fibronit al parco di Punta Perotti, con l’eliminazione del fascio di binari che oramai pare una questione di tempo, e quindi fare un

unico polmone verde che parta da Japigia fino al mare. Così da crea una passeggiata “motivata” sul lungomare, non solo per fare su e giù, cercando di utilizzare i giardinetti che si estendono da piazza Gramsci fino al Margherita, dedicando ogni giardino ad un’iniziativa. I giardini tematici sul mare diventeranno così un punto di riferimento per quartiere e città… Quello di piazza Gramsci è già vocato ai bambini, perché ci sono le giostre, e pensavo di potenziarlo con un teatrino della Marionette; poi c’è piazza Diaz che oggi è solo un enorme marciapiede e che invece potrebbe essere il luogo delle arti visive, del cinema, del teatro. Ad esempio mettendo un maxi schermo orientato verso il mare, e creando un anfiteatro interrato, per non devastare l’ambiente, dove poter fare spettacoli. Largo Adua, invece, potrebbe essere la piazzetta della musica perché già fre-

quentata dai ragazzi, e poi “n terra a la lanz”, cioè i giardini vicino al Margherita, dove fare il luogo della memoria con mostre fotografiche, pittoriche sulla memoria del quartiere. Fortunatamente abbiamo una stagione favorevole che dura da maggio a ottobre. A ogni occasione utile rilancerò l’idea. State puntando molto sulla riqualificazione dell’arredo urbano … Si con l’alberazione di corso Sonnino, dalla scuola Balilla a largo Monsignor Curi cioè alla Chiesa di San Giuseppe, perché i marciapiedi lo consentono. Questa iniziativa ha suscitato tanto interesse nei cittadini che, per esempio, mi chiedono di alberare anche le traverse verso il mare e che, con il progetto delle fontane a mare, potrebbe creare degli scorci completamente diversi. Tutto questo si unisce alla riqualificazione della case popolari, decisa dalla Regione e dallo Iacp, e di piazza Madonnella. Come Cir-

Park and Ride

Servizio fino a mezzanotte er soddisfare le esigenze degli utenti, in particolare di dipendenti di attività commerciali, professionali, che terminano il proprio lavoro oltre le ore 21.15, l’Amministrazione Comunale di Bari ha stabilito che, a partire da venerdì 1 giugno, nei giorni dal lunedì al giovedì, la fascia oraria di servizio della navetta A (FBN Piazza Massari) del Park and Ride sarà prolungata fino alle ore 00.30. Tenuto conto dell’avvicinarsi della stagione

P

estiva, che comporta una crescente affluenza notturna di visitatori nel centro cittadino, nei giorni di venerdì e sabato lo stesso servizio sarà prolungato fino alle ore 2.15. L’Amministrazione ricorda inoltre che anche quest’anno, nel mese di agosto, sarà attiva la sola navetta B (Pane e Pomodoro - Piazza Massari) del Park and Ride, la cui fascia oraria di servizio sarà prolungata così come sopra indicato.

Uno Sportello per il “lavoro vero”

Grazie al mix urbanistico e creativo e al maggior rapporto con il mare coscrizione abbiamo presentato un progetto per unificare la piazza con la parte antistante la scuola Balilla, dopo aver fatto un monitoraggio per la circolazione stradale degli autobus, attrezzandola con panchine e verde. Il progetto è stato recepito dai Lavori Pubblici. Tra le altre cose? E’ stata spostata la scuola materna dalle Case Popolari in piazza Balenzano, in locali di proprietà comunale e dove vorrei allocare la sede della Circoscrizione, facendo risparmiare al Comune ben 40mila. Significa recuperare luo-

QUARTIERE

Madonnella ghi del quartiere, come abbiamo fatto con la Festa dei Vicini, con concerti in condomini di prestigio, e Musica in Periferia, con un concerto nel salone dell’Aqp. Abbiamo, da un paio d’anni, appaltato una gara che si chiama Giardini in festa proprio per scoprire luoghi poco frequentati come piazza Balenzano e la parte risanata intorno alla chiesa di Sant’Antonio. Resta il parcheggio sotterraneo di corso Cavour… La gara è vinta ma ho verificato che non c’era un piano di viabilità a monte, che è stato fatto recentemente, e da profano dico che devasterebbe il quartiere perché facendo un’isola pedonale Madonnella non avrebbe più sfogo se non sul lungomare, facendo saltare anche completamente l’idea dei giardini tematici. c.mor.

Area bersaglio Carbonara-Ceglie-Loseto. L’Ati: Cna Puglia - Assforseo srl Conforseo

Orientamento alla creazione d’impresa. Misura 5.3 Por. Azioni formative e piccoli sussidi

Si

chiama “Sportello lavoro vero” lo Sportello di orientamento ed accompagnamento alla creazione d’impresa che aprirà presso la IV circoscrizione di Bari Carbonara-Ceglie-Loseto, una delle due aree bersaglio previste dalla Misura 5.3 Azioni formative e piccoli sussidi - Asse V Città enti locali e qualità della vita – Por Puglia 2000/2006 (sottomisura 5.3 b). A realizzarlo l’Ati (associazione temporanea d’impresa) composta dalla CNA Puglia – AssForSeo srl – Conforseo che è una delle due cordate che ha vinto la gara, per un importo pari ad 1.000.000,00 di euro, il bando del Comune di Bari. Il progetto prevede le seguenti attività: animazione e la sensibilizzazione territoriale con incontri con operatori pubblici e privati, seminari informativi epromozionali

rivolti ai diversi target di utenza, un seminario pubblico finale, la funzione di accoglienza, informazione ed orientamento personalizzato, grazie alla presenza sul posto di operatori specializzati ed un centro di documentazione dotato di strumenti di autorientamento e di materiale informativo per la creazione d’impresa, formazione con cicli di seminari di cultura e gestione d’impresa, percorsi specializzati di assistenza tecnica alla creazione d’impresa, tutoring all’avvio attività e gestione delle attività connesse alla concessione di aiuti al reddito e allo start up, con riferimento ai massimali indicati nel bando. L’azione sarà accompagnata in fase iniziale da un’analisi delle opportunità territoriali nell’area di operatività dello Sportello. Dal punto di vista formativo, chi si rivolgerà allo

“Sportello lavoro vero”, acquisirà conoscenze specifiche conoscenze nell’area creazione,gestione d’impresa e, come da bando, si prevede la nascita di 50 nuove iniziative imprenditoriali (limite massimo previsto), con l’erogazione di aiuti al reddito e star-up per 500.000 euro complessivi, a fronte di spese effettivamente sostenute. Un’occasione da non perdere. c.mor.

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PAESE CHE VAI ADELFIA

Anno VII n. 4 - Giugno 2007

Interramento della ferrovia. Il progetto sarà realizzato grazie ai 13 milioni di euro stanziati dalla Regione Puglia

di Vito Mariella

G

iornata storica il 30 aprile 2007 per Adelfia. Finalmente, dopo una lunga attesa che perdura da decenni, è stato approvato dal Consiglio Comunale il provvedimento che, nel giro di due anni, porterà all’interramento e al raddoppio della linea ferroviaria Bari-AdelfiaPutignano, eliminando il passaggio a livello sito in via Vittorio Veneto. La realizzazione dell’opera cambierà radicalmente il volto del nostro paese, apportando una diminuzione sostanziale del traffico cittadino ed un calo dell’inquinamento atmosferico ed acustico. Una discussione dai toni tranquilli e pacati ha preceduto l’approvazione con voti unanimi e favorevoli del provvedimento. Simpatico il tentativo da parte di diversi consiglieri di appropriarsi della paternità dell’opera, figlia ad onor del vero, dei finanziamenti del governo regionale di Centro-Sinistra (13 milioni di euro) e del concreto impegno dell’Assessore ai trasporti Mario Loizzo. Ad interrompere il

Alveo torrentizio

Errare è umano, perseverare è diabolico

clima di serenità ci ha pensato il secondo punto all’ordine del giorno, caduto come un macigno pesante tanto quanto il cemento utilizzato per deturpare l’alveo torrentizio, nuovamente protagonista di un consiglio comunale. È bastata, infatti, l’illustrazione da parte del sindaco Nicassio, della seconda variante al progetto denominato “area attrezzata per mercati, fiera, luna park, verde pubblico urbano, parcheggi” e chi più ne ha più ne metta, per capire che la storia e la magistratura non ha insegnato nulla al primo cittadino e alla sua amministrazione. Ma ripercorriamo le tappe della questione, che si presenta abbastanza ingarbugliata. Nel lontano 2001 l’Amministrazione Nicassio approva un progetto che prevede la copertura dell’alveo per circa 165 m e assegna l’appalto dei lavori alla ditta Ruta. Nel Giugno 2004 i lavori vengono cautelativamente sospesi dalla sovrintendenza per i beni culturali e il consiglio comunale apporta una

prima variante al progetto riducendo la copertura: si passa da 165 m a 50 m. I lavori riprendono nonostante l’assenza dell’autorizzazione paesaggistica della Regione Puglia e vengono definitivamente interrotti a seguito dell’intervento dei Carabinieri del NOE che sequestrano il cantiere ed aprono le indagini. La vecchia opposizione di Centro-sinistra, “emigrati inclusi”, in questi anni ha sempre palesato la disponibilità a realizzare l’opera mettendo, tuttavia, in evidenza i vizi

Il senso civico al servizio dell’ambiente

Poca attenzione alle tematiche igienico-ambientali da parte del Comune di Adelfia

di Giuseppe De Santis

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oca attenzione alle tematiche igienico-ambientali da parte del Comune di Adelfia. È quanto riferisce il Dirigente Responsabile dell’Unità Operativa territoriale Bari Ovest del Dipartimento di Prevenzione della ASL della Provincia di Bari, dott. Donato Crocitto, della cui giurisdizione fa parte il Comune di Adelfia. Nell’ambito dell’attività istituzionale, nonostante la particolare attenzione rivolta dall’Ufficio da lui diretto alle problematiche ambientali del Comune di Adelfia, spesso le segnalazioni rivolte all’Amministrazione Nicassio, riconducibili a risoluzioni di salvaguardia della salute pubblica dei cittadini, rimangono inascoltate. È il caso della proliferazione delle zanzare che, con l’inizio della stagione estiva e con l’aumento della temperatura, rappresenta uno dei problemi più sentiti da parte dei cittadini. Con l’imbrunire, infatti, questi fastidiosissimi insetti prendono di mira persone ed animali causando, con le loro punture, vere e proprie lesioni che, nei casi più gravi, costringono il malcapitato al ricorso delle cure del medico. Le aree più a rischio nel nostro territorio sono sotto gli occhi di tutti: l’area dell’alveo torrentizio e le aree mercatali. Il dott. Crocitto, evidenzia che la ASL nell’ultimo triennio ha proposto, sistematicamente, al Sindaco Nicassio, in qualità di massima autorità sanitaria del Comune, l’emanazione di apposite ordinanze per la disinfestazione dalle zanzare. In tutti questi anni, la proposta avanzata dal dirigente sanitario, non è stata mai

L’alveo ritorna protagonista grazie ad un provvedimento riccodi vizi ed anomalie

accolta. A differenza, invece, degli altri Comuni del comprensorio dell’Unità Operativa diretta dal dott. Crocitto, come nel caso di Triggiano che, invece, hanno accolto l’invito ad emanare un’apposita ordinanza. Ma il problema non riguarda solo le zanzare, ma anche la presenza dei ratti. Anche in questo caso, sono state inviate segnalazioni da parte dell’Ufficio periferico del Dipartimento di Prevenzione, finalizzati alla richiesta ad emanare appositi provvedimenti a tutela della salute pubblica. Un ruolo importante nella tutela ambientale, ricorda il dott. Crocitto, dovrebbe essere svolto dagli stessi cittadini. Infatti, il senso civico dei cittadini, ha un ruolo fondamentale nella difesa dell’ambiente. Per le strade del nostro paese, spesso si assiste a spettacoli indecorosi a causa di rifiuti abbandonati fuori dagli appositi cassonetti, che spingono i cani randagi a cercare il proprio cibo proprio tra quelle buste. Risultato: rifiuti di ogni genere sparsi sull’asfalto. Quanti cittadini riflettono sul semplice gesto di richiudere i cassonetti dopo averli utilizzati che significherebbe evitare il diffondersi di cattivi odori e il proliferarsi di insetti di ogni genere. Senza dimenticare alcuni cittadini che, quando portano fuori di casa il proprio cane per i bisogni, spesso e volentieri dimenticano di portare con se la busta e la paletta, lasciando strade e marciapiedi in condizioni che lasciano poco spazio alla fantasia. Sono i piccoli gesti quotidiani che rendono grande il cittadino e che contribuiscono al miglioramento e alla salubrità dell’ambiente nel territorio di Adelfia.

procedurali che l’accompagnavano. Vizi rilevati anche dalla magistratura che, a conclusione delle indagini, ha emanato un decreto di condanna penale nei confronti del Sindaco, dell’ex capo settore Caldarola e dell’ingegnere della Ditta Ruta. Veniamo ad oggi. La nuova proposta di deliberazione ha portato all’attenzione del consiglio un progetto ricco di anomalie di “celliniana” origine. Infatti, i consiglieri Gianni Gargano e Marisa Valletti (DS) nei loro interventi hanno posto l’accento sull’aumento dei costi dell’opera, nonostante ci sia stata una diminuzione drastica della copertura dell’alveo (da 165m a 14m) ed hanno sollevato dubbi e perplessità, insieme al resto dell’opposizione, sulla non remota possibilità di attuazione di una trattativa diretta con la ditta appaltatrice. Anche il consigliere Pontrelli (Forza Italia) ha attaccato duramente il provvedimento minacciando il Sindaco di non partecipare alla votazione “per non votare contro”. A

seguito di una sospensione della seduta il consigliere Gargano, a nome dell’intera opposizione, ha proposto il “ritiro dell’argomento e la costituzione di un tavolo che chiarisca gli aspetti tecnici e legali al fine di produrre in brevissimo tempo un progetto fattibile, che tenga conto delle diverse osservazioni e che possa essere approvato dall’intero consiglio”. A questa proposta, rigettata immediatamente dal Sindaco, è seguito l’indecoroso intervento del consigliere Stea, che a tratti ha ricordato “Ser Ciappelletto”, protagonista di una novella del Boccaccio e che ha concluso nel peggiore dei modi il dibattito consigliare. L’opposizione si è vista costretta, con grande rammarico, ad abbandonare l’aula ed il provvedimento è stato approvato con 14 voti favorevoli, incluso il voto del consigliere Pontrelli che forse, in preda ad uno sdoppiamento della personalità, ha potuto cambiare idea in così breve tempo.

Un corso di formazione per organizzazioni di volontariato e cittadini

Diversabilità: percorsi di comunicazione alla ricerca di un linguaggio comune Impariamo a conoscere l’handicap di Antonella Gatti

É

questo il titolo della seconda edizione del corso di formazione, organizzato dall’associazione di volontariato “Gemma” onlus di Adelfia. Mentre l’amministrazione comunale vacilla affannosamente tra assessori dimissionari e calcoli sul riequilibrio di potere, lasciando scoperta la gestione di settori, tra cui, oltre l’agricoltura, proprio i servizi sociali, alcune associazioni di volontariato attive del paese, come “Gemma” e Fidas, si sono impegnate per promuovere concretamente l’avvio di un’azione sociale sul territorio. Grazie ai finanziamenti ricevuti dal Centro Servizi al Volontariato San Nicola, queste hanno realizzato un progetto che prevedeva due corsi di formazione consequenziali, orientati ad offrire alle organizzazioni di volontariato esistenti ed operanti nel settore delle disabilità, e ai singoli cittadini interessati, la possibilità di riflettere, fare esperienza, sviluppare abilità, agire attraverso modalità altre di approccio relazionale e comunicativo con le persone diversamente abili. Un totale di 34 ore per imparare tecniche, luoghi e tempi della comunicazione e dell’ascolto, fondamentali nelle relazioni d’aiuto in

favore di persone portatrici di bisogni e fragilità particolari, ma soprattutto per imparare a non avere paura di quella parola causa di emarginazione e discriminazione: l’handicap. “Handicap: il vocabolario spiega HAND IN CAP, tre paroline inglesi per dire MANO NEL CAPPELLO, ovvero DIFFICOLTÀ, LIMITE, IMPEDIMENTO, fisico o psichico, temporaneo o permanente. Ma non è forse vero che abbiamo tutti un limite, un impedimento, una difficoltà, nella vita? Quindi: SIAMO TUTTI HANDICAPPATI!”- è stato questo l’approccio del counselor Erika Errico Agnello. A qualcuno può sembrare esagerato, ma se ci si riflette, non lo è affatto: spostare il nostro punto di vista da osservatore esterno, in quanto presumibilmente sano, a soggetto coinvolto, è il punto di partenza per non allontanare la diversità e costituire le premesse necessarie per lo sviluppo di un linguaggio comune e condiviso. Un’esperienza intensa, utile per sbarazzarsi dei pregiudizi della società cosiddetta civile circa questa tematica, ma soprattutto per entrare in contatto con se stessi e approfondirne la conoscenza: in una parola CONSIGLIABILE… nella speranza che ci sia una terza edizione!


PAESE CHE VAI

Anno VII n. 4 - Giugno 2007

Il lungo termine delle politiche comunali secondo l’assessore alle attività produttive Giuseppe Giulitto (DL)

BITRITTO “Le tante perdite di tempo non giovano a nessuno” Il lavoro dell’assessorato, dopo tre anni di stallo, passa dall’attuazione del piano regolatore

di Gianvito Rutigliano

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opo tanto parlare, il piano regolatore è arrivato. Cosa cambia per il suo assessorato? Il PRG è dedicato a sufficienza alle attività produttive? Cambia moltissimo: è l’occasione concreta per creare un vero insediamento produttivo, mai realizzato a Bitritto. I comparti dedicati prevedono un’ottima area industriale, a ridosso della ASI di Bari – Modugno e di supporto a questa. È positiva anche per la sua zona geografica e per il ruolo per essa contemplato nel piano strategico dell’area metropolitana. Qual è il bilancio del suo assessorato dopo tre anni? Senza il PRG era impossibile fare altro? È un bilancio solo sufficiente, per non aver avuto prima il piano regolatore, presupposto oggettivo per poter attirare investimenti. Ci siamo dovuti limitare ai rapporti locali con i commercianti, anche grazie alla realizzazione dell’associazione di categoria, e gli artigiani. Abbiamo intanto iniziato a prendere contatti con gli imprenditori con i quali domani potremo concretizzare i nostri progetti. Quali sono questi progetti? La strategia che ho suggerito in consiglio comunale per ridurre i tempi di insediamento è di affidarsi a piani particolareggiati per settore e divedere le aree in subcomparti, per attrarre quanti più investitori possibili, da affiancare alle attività già presenti. Possiamo ora cominciare a sfruttare il marketing territoriale, per il quale final-

I bitrittesi ignorano spesso cosa succede intorno a loro di Gianvito Rutigliano

U

no degli aspetti sicuramente migliorabile, se non difettoso, dell’amministrazione in carica e del paese è legato alla comunicazione. Quando si ha fortuna, giornali e media si occupano di Bitritto, magari per gli eventi più importanti, ma i cittadini stessi troppo spesso ignorano cosa succede intorno a loro, in maniera colpevole, certo, ma per la quale bisogna fare qualcosa. I bitrittesi, infatti, continuano imperterriti a soffrire di un male cronico e inarrestabile: il menefreghismo. Per batterlo serve l’apporto di tutti e un grande miglioramento della rete di informazione. Ciò che constatiamo da qualche anno

Assessore Giuseppe Giulitto

mente possiamo fornire tempistiche precise agli investitori. I contatti con piccoli, medi e grandi imprenditori (nel terziario avanzato) sono già partiti. Però i tempi sono stati molto lunghi... La Regione ci ha fatto perdere un sacco di tempo nell’approvazione della prima bozza e delle modifiche del piano regolatore. I momenti morti nei rapporti tra gli Enti non ci hanno permesso di creare prima un programma serio per “aggredire” il marketing territoriale delle imprese. Questione storica nel paese è quella legata alla zona artigianale. A inizio legislatura sembravano esserci i presupposti per sbloccarla, ma ora ancora non c’è nulla. Perché? Nelle scorse legislature non c’è mai stato un confronto serio tra istituzioni, associazioni di categoria e imprenditori. Il mio lavoro è stato, fin dai tempi dell’amministrazione Carone, di trovare un’area per le imprese artigianali e di suggerire uno strumento straordinario di legge, in mancanza del PRG: riunire degli imprenditori seri che acquistassero i terreni, la Confartigianato per raggruppare gli

imprenditori stessi in un consorzio giuridicamente riconosciuto e le istituzioni. È una strategia che, da quanto ho visto nel mio lavoro di vice-presidente della zona industriale, è risultata vincente nell’avvio del polo di Molfetta e della zona artigianale di Modugno. E poi cosa è successo? Non si è riuscito a creare il consorzio, per poca dimestichezza con certi metodi e per lungaggini amministrative, e si è perso ancora tempo; nel frattempo è arrivato il piano regolatore rendendo impossibile utilizzare quel metodo straordinario di legge. A questo punto preferisco affidare agli artigiani uno dei quattro sub-comparti previsti, corrispondente a quei terreni da loro già acquisiti e partire subito col loro piano particolareggiato. Forse, per essere arrivati a questo punto, la colpa è un po’ di tutti. Da parte loro, gli imprenditori del mezzogiorno, di natura, sono un po’ restii a novità come quelle proposte, e questo non ha giocato a favore di nessuno. Non c’erano i presupposti per soluzioni più immediate? A Bitritto i rapporti, specie con l’associazione degli artigiani, non sono stati buoni. La non abitudine a realtà più ampie e a largo raggio anziché a piccole zone artigianali o zone PIP è stata la causa di

questo. In passato, proprio con la PIP, il Comune si limitava ad espropriare i terreni ed affidare i vari lotti ai diversi rami economici, tra cui quello artigianale; è una soluzione a cui oggi sono contrario perché comporterebbe alti costi, eventuali contenziosi e tempi ancora più lunghi che Bitritto non si può più permettere. Il progetto dei sub-comparti, invece, è molto più importante, essendo legato ad una seria compartecipazione dei tre attori principali. Massimiliano Oro, presidente della cooperativa Giovanni Paolo II, le chiede: “Con l’approvazione del PRG, con le numerose risorse non utilizzate sul territorio (vedi terreni agricoli, strutture non utilizzate), con i numerosi giovani bitrittesi che si trasferiscono al Nord per lavoro, quali sono le politiche di sviluppo attuate dall’amministrazione per incentivare l’imprenditoria giovanile che cerca di emerge per un efficace sviluppo del territorio?” Sinceramente avrei preferito incontrare personalmente questa cooperativa. Ci deve essere maggior coinvolgimento e confronto. Imprenditoria giovanile e progetti per lo sviluppo del territorio possono e devono entrare nei piani di attuazione del PRG, ma preferirei pianificarle seriamente con i diretti interessati. Potrei farlo anche da solo, ma sarebbe diverso: meglio un “vestito” a dimensione del territorio, costruito anche tenendo conto delle idee dei cittadini.

Comunicazione e consulta che tornino a parlare Le associazioni possono fare la differenza i protagonisti a questa parte è l’esistenza di belle realtà operanti sul territorio, ma nella maggior parte dei casi, per un motivo o per l’altro, chiuse in piccole cerchie d’utenza. Il fattore comunicativo, a tutti i livelli, ha bisogno di una scossa. Con questo articolo vorremmo lanciare un sasso, senza nascondere la mano ovviamente. Un invito alle associazioni di tutti i tipi, culturali, di volontariato, musicali, ricreative, centri di incontro, cooperative e chi più ne ha più ne metta ad incontrarsi, a serrare i rapporti già esistenti e a crearne di nuovi. E all’amministrazione, in particolare all’assessore De Letteriis, la cui delega alla trasparenza e

partecipazione potrebbe essere mai come oggi utile per aiutare le parti a ritrovarsi e coordinarsi. Serve una seria consulta delle associazioni, indipendente ma che dialoghi con il Comune, come negli altri paesi ma con maggiore condivisione, serve un’organizzazione vera, una spalla su cui contare costantemente e non all’occorrenza, servono programmi condivisi di sviluppo del tessuto sociale. E con il clima che oggi si respira, con le tante occasioni che le manifestazioni pubbliche offrono, l’ambiente c’è tutto. L’ideale sa-

rebbe la creazione di un sito internet della consulta, di un vero portale di approfondimento di ciò che succede in paese, utile per i cittadini come per i media interessati agli eventi. Serve un bollettino informativo comunale di largo raggio. Una serie di strumenti, insomma, per raggiungere tutti i target di utenza possibili. Un lavoro visibile e trasparente. Ma serve prima di tutto ritrovarsi. Tutti insieme, con tutti coloro che

non vogliono consegnare questo paese alla solita apatia e abbandono a se stesso. Oggi ci sono i presupposti, domani non si sa. Vale la pena pensarci e tentare ora, perché i risultati graduali che Bitritto sta raggiungendo vanno massimizzati, hanno bisogno di una fortissima virata. Se singolarmente si è riusciti in qualcosa, insieme si possono toccare obbiettivi davvero importanti.

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PAESE CHE VAI BITRITTO

Anno VII n. 4 - Giugno 2007

Servono attività di valorizzazione e buona volontà

Ancora poca affluenza alla biblioteca comunale di Antonio Valerio

A

ncora una volta il nostro giornale si occupa della biblioteca comunale di Biritto e del problema della poca affluenza da parte dei cittadini, nonostante tutti i cambiamenti che sono stati effettuati. D’altra parte rimangono ancora dei limiti che non giovano alla biblioteca di Via Bonghi. Nell’ottobre 2006 il Comune ha decretato un bando per concederne a terzi la gestione, in base al d.lgs. 22 gennaio 2004, per tutelare e valorizzare il patrimonio culturale; il tutto dettando particolari criteri per forme di gestione delle biblioteche, per avere orari più vasti e flessibili e una migliore funzionalità. La gestione è oggi affidata all’associazione “Il filo del discorso”, ma i risultati in termini di presenze sono deficitarii. L’adesione al progetto d’ampliamento al polo SNB Terra di Bari, col quale si potrà accedere ad un all’allacciamento

Luci ed ombre sulla giornata dedicata ai diversamente abili di Alessio Onorato

Il

24 maggio è dedicato alla giornata per i diversamente abili, in base alla L.R. n.24/2003. Il Comune di Bitritto, che ha voluto sfruttare l’occasione per sensibilizzare la cittadinanza, ha organizzato “Una giornata di sensibilizzazione sui problemi dei diversamente abili”. Si è iniziato già dal pomeriggio del 23 con la proiezione in sala Castello del film “Il figlio della Luna”, momento curato dall’associazione “Arcobaleno Bitritto O.N.L.U.S.”, alla presenza delle autorità cittadine. Il film, ispirato ad una storia vera, parla di un ragazzo nato con una gravissima forma di handicap e che tuttavia riesce a terminare brillantemente gli studi fino a diventare un fisico nucleare. L’operato svolto nei tre anni di vita

a internet delle postazioni multimediali presenti, risulta ancora vano: il Comune di Bari, capofila, non lo ha ancora sbloccato. E neanche questo ha giovato alla biblioteca. Si sono susseguiti tanti cambiamenti per sfruttare la biblioteca,

Interno della biblioteca comunale

Giornata regionale per i disabili

I servizi sociali avrebbero dovuto coinvolgerli maggiormente

dell’Arcobaleno si è concentrato sull’integrazione del disabile e sull’attività ricreativa pomeridiana. Inoltre, nuovamente grazie al supporto del Comune, si organizzerà la stagione estiva. Nonostante i progressi fatti, il lavoro da svolgere è considerevole: basti pensare che si è dovuto montare una pedana apposita, senza la quale i ragazzi utilizzanti la sedia a rotelle avrebbero avuto molte difficoltà nell’accesso. Il nuovo scivolo rimarrà nella sala per ogni necessità. Nella giornata del 24 i servizi sociali hanno mostrato invece, a nostro personale avviso, una scarsa capacità di progettazione. Inopportuna la decisione di svolgere le attività in programma in mattinata, quando nella maggior parte dei casi si è occupati tra scuola e lavoro e oltretutto nella cornice del

centro diurno “S. Francisco” anziché nella piazza centrale, sottraendo così parecchia visibilità. Ancora peggiore la scelta delle attività che ha portato i diversamente abili a non essere coinvolti attivamente, come nella proposta regionale; proprio loro che dovevano essere gli attori di questa giornata hanno finito con l’essere solo gli spettatori delle performance in programma. Attori e non spettatori, concetto minimo e basilare che avrebbe dovuto farsi largo tra i cittadini e che invece non è stato la chiave di lettura utilizzata dagli organizzatori. Sintomatico che si è dovuto assistere ad un trasferimento dei ragazzi dell’associazione Arcobaleno in serata nel comune di Grumo Appula, che da anni ben interpreta lo spirito della giornata, con i diversamente abili a

Chi non muore si rilegge di Gianvito Rutigliano

T

re volantini nel giro di quindici giorni. L’opposizione ricomincia, dopo una lunga e sospettosa assenza, a farsi sentire a mezzo cartaceo. E pensare che si pensava a un interesse di Bitritto Futura a far parte della maggioranza... E invece, eccola qua. Un po’ misera, un po’ deludente l’offensiva nei confronti dell’amministrazione, devo dire la verità. Denuncia di adeguamenti ISTAT (quindi non certo inventati di sana pianta) dei costi per i box del mercato coperto, variazioni sul regolamento per

ma ottenuti pochi risultati concreti. Crediamo che per trovare la svolta si debba partire dall’ampliamento degli orari d’apertura che aumenterebbe la L’ipogeo sotto la biblioteca possibilità di utilizzo degli studenti, o attività come proiezione di film o promozione di libri al suo interno, utilizzare il pretesto del bell’ipogeo sottostante per rimetterla al centro dell’attenzione del paese. Gli studenti universitari dovrebbero ricordarsene, anziché recarsi apposta nelle rispettive facoltà per studiare, sprecando tempo e danaro. La nostra biblioteca è in possesso di numerosissimi testi dei più svariati temi, oltre che dei più importanti quotidiani italiani e locali. E un silenzio ideale per la concentrazione. Per questo vederla poco utilizzata dai cittadini è davvero un peccato. Le biblioteche sono luoghi per eccellenza di ricerca, non fanno spettacolo e clamore, anzi amano il silenzio, non attendono file di turisti alle porte, non fanno incassi. Forse proprio per questo, mentre le politiche legate allo spettacolo finiscono sulle prime pagine come evento, quelle che riguardano la valorizzazione di questi luoghi sembrano suscitare poco interesse. Come succede a Bitritto.

la disciplina dell’ICI (solo sui valori venali) dopo tre anni, a fronte della chiarificazione dei comparti data dal PRG, e la solita solfa dell’assenza della presentazione delle linee programmatiche e degli attacchi sterili alla figura del sindaco. Un po’ poco da politici presenti sul territorio da quasi vent’anni. Già, quasi vent’anni anni a bazzicare attorno al Comune e si piange oggi per una politica di crescita del territorio deficitaria. Nonostante questo, proviamo ad ispirarci a qualche contenuto dei suddetti volantini. Sono tre anni che la compagine ulivista è in Comune: è il momento giusto

per cominciare a tirare qualche somma sull’operato. Da questo numero proveremo ad analizzare, assieme agli assessori competenti, vizi e virtù dell’amministrazione Lucarelli. Se nelle questioni immediate e quotidiane i risultati sono buoni, i problemi si riscontrano nella politica di lungo termine, in particolare quella occupazionale ed economica. Le parole pronunciate dal presidente della locale Confartigianato Donato Carone, in un incontro di qualche estate fa organizzato in sala consiliare, riecheggiano ancora nelle nostre orecchie. “Se finalmente Bitritto riuscirà ad avere la sua

fare da mattatori in piazza. Inutile descrivervi la felicità dei ragazzi, raccontataci dal presidente Mangialardi. Chi opera nel volontariato, come l’Arcobaleno, sopravvive grazie alle donazioni spontanee. Questi sono i dati per poter far giungere il vostro contributo: codice 5 PER MILLE: 93297620721 oppure sul C/C POSTALE numero: 53627311 Il ricavato sarà usato per l’acquisto di un pulmino attrezzato. Attualmente i responsabili dell’associazione possono contare sul pulmino comunale, che non viene mai negato, compatibilmente agli impegni. Avere un mezzo personale potenzierebbe i servizi, eliminando il problema di incastrare gli impegni con quelli del Comune.

BELVEDEREBITRITTESE zona artigianale, diventerà il paese più bello del mondo”. Simpatica esagerazione, ovvio. Ma quanto mai azzeccata. Si aspettava il piano regolatore. Eccolo. Aspettiamo il cambiamento, o ci dovremo adeguare ai risultati di tutte le passate amministrazioni? Accanto alle politiche abitative, nettamente favorite dal nuovo piano regolatore, bisognerebbe porre quelle economiche e di sviluppo del territorio, per i giovani e per il paese in generale, aspetto oggi ancora lacunoso. Un polo artigianale serio, coordinato, funzionante. Accompagnato, senza dubbio, ad un serio impegno nel settore agricolo.

Ovvero, puntare sulle risorse locali per poi svilupparsi in un paese dalla particolare collocazione geografica come il nostro, equidistante da capoluogo, paesi della provincia e autostrade. Maggior occupazione, investimento per il futuro e un segno importante per gli anni a venire. La richiesta, in linea con le dichiarazioni di inizio insediamento, è chiara e lecita. Cerchiamo di capire insieme da dove nascono gli ostacoli a un definitivo decollo del paese. Quali gli amministratori, quali i livelli interessati, quali le organizzazioni implicate, quale il lavoro ancora incompiuto. Ma soprattutto, comprenderne i motivi.


PAESE CHE VAI

Anno VII n. 4 - Giugno 2007

PIRP in fumo:

Capurso perde i fondi per riqualificare “Periferie le periferie Carella: abbandonate, un molto triste osservare come le cattive abitudini siano dure a morire e quanto poco i nostri amministratori siano disposti non dico ad ascoltare i nostri modestissimi consigli, ma almeno a imparare dai propri errori. Lo scorso ottobre su P&P pubblicammo un lungo e dettagliato articolo dal titolo “Finanziamenti: quanti soldi ha perso Capurso?” in cui passavamo in rassegna tutte le occasioni di finanziamento (erano parecchie già allora…) mandate in fumo dall’Amministrazione De Natale. L’articolo si concludeva segnalando al Sindaco e ai suoi collaboratori una “buona occasione di riscatto”: i finanziamenti regionali per i Piani integrati di Riqualificazioni delle Periferie (PIRP), fino a 2 milioni di euro messi a dalla Regione a disposizione dei Comuni con meno di 20.000 abitanti per riqualificare le periferie. A Capurso potevano essere impiegati per il Centro storico e per

È

Finalmente finanziato il progetto per la Strada Statale 172

Per…correndo la vita sulla statale della morte di Lucrezia Mallardi

Si

è svolta domenica 29 aprile la seconda edizione della manifestazione "Per...corriamo la vita" organizzata dal comune di Casamassima con i comuni di Turi, Putignano, Alberobello, Locorotondo e con l'associazione turese "500 Mon Cherry". Auto e moto d'epoca hanno percorso a tappe la statale 172, da Locorotondo sino a Casamassima. La manifestazione, accreditata presso l’ONU, nell’ambito della settimana mondiale della sicurezza stradale, è stata promossa per portare, ancora una volta, all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni il problema di una strada con il più alto tasso di incidenti stradali, spesso mortali, tanto da guadagnarsi il triste appellativo di “strada della morte”. Dell'allargamento della Statale 172 se ne parla da anni. Ne sanno qualcosa i sindaci dei cinque comuni che da oltre quindici anni stanno chiedendo al governo e alla regione i finanziamenti necessari per l’ammodernamento e la messa in sicurezza della strada. Quest’anno però, a differenza degli altri anni, c’è una buona notizia: il progetto per la messa in sicurezza della strada è stato finalmente finanziato. Lo hanno annunciato gli assessori regionali Mario Loizzo e Onofrio Introna in occasione della conferenza di presentazione della manifestazione, svoltasi presso la LUM. di Casamassima. La Regione Puglia ha, infatti, sottoscritto l'accordo con il Ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, per il finanziamento del progetto che è già stato inserito nel Programma Operativo nazionale “reti e mobilità” e nel Programma Nazionale per il Mezzogiorno. Sono stati già stanziati ben 35 milioni di euro. Si comincerà dal tratto Casamassima-Turi-Putignano per poi proseguire con il tratto Putignano-Alberobello-Locorotondo. Appuntamento, dunque, alle prossime edizioni di “Per…corriamo la vita” per sfilare tutti insieme su una strada finalmente più sicura.

CAPURSO

L’opportunità di questo finanziamento segnalata a ottobre da P&P

la zona 167. Ora noi sappiamo da fonte certa che, anche a costo di qualche mal di pancia, in molti in sala Giunta fatto grave. leggono P&P, e Sono preoccupato, sappiamo anche che quell’articolo questo gruppo non era passato non ha idee” inosservato. Eppure, appena pochi mesi dopo, ci risiamo… Gioacchino Carella, grande esperto di POR e progetti comunitari, oggi consigliere comunale di opposizione, ma in passato grande cacciatore di fondi extracomunali, e che nei suoi nove anni da vicesindaco ha portato a Capurso molti soldi provenienti dall’Unione Europea, non nasconde sconcerto e disappunto: “Si tratta di un fatto molto grave. Come immagina per me, che sono un uomo di sinistra, le periferie, le zone popolari, quelle in cui solitamente abitano i nostri concittadini più deboli, sono il primo pensiero: aver perso l’occasione di ridare dignità al quartiere 167 e al centro storico è uno schiaffo ai Capursesi meno fortunati.”

In concreto cosa poteva cambiare per Capurso? Il bando si rivolgeva a quelle famiglie che avevano intenzione di ristrutturare la prima casa e ai privati che volessero ristrutturare case da concedere in fitto per almeno 12 anni con canoni previsti dalla normativa sull’edilizia convenzionata. Il contributo massimo era di 25mila euro a intervento; un buon modo per recuperare case a fitti contenuti e offrire alloggi di qualità in quartieri svantaggiati come il nostro Centro storico, che spesso ospitano famiglie di anziani o famiglie svantaggiate, magari anche numerose. E invece ? E invece questa possibilità è andata in fumo, e anzi la maggioranza, con una variazione di bilancio, ha autorizzato la realizzazione nella Zona 167 di un nuovo ipermercato. Mentre, forse sarebbe stato più utile, attraverso la concertazione con l’impresa e con i cittadini, i commercianti del quartiere, le associazioni e i sindacati, realizzare un’attività commerciale condivisa da tutti e proprio attraverso il PIRP ottenere il finanziamento per riqualificare il Centro Storico. Invece si vuole realizzare un opera con finanza di progetto (finanziato da privati),

CASAMASSIMA

Un pulmino per disabili in cerca di sponsor

Un

Andrea Palmieri

per un importo presunto 5.500.000 di euro, per realizzare cosa ? Lo decide il privato, né il Comune né i cittadini del quartiere A mio avviso si tratta di una grave carenza di programmazione del territorio della giunta De Natale. Crede che le dimissioni dell’assessore al commercio Crudele siano collegate alle lamentele dei commercianti sul costruendo ipermercato alla Zona 167? Non credo. Penso che le ragioni siano altre e spero di sentirle in Consiglio Comunale, certo non credo alla “scusa” degli impegni lavorativi, piuttosto penso che Crudele abbia lasciato per non “compromettersi” con un gruppo politico che sta deludendo il paese. Personalmente, comunque, voglio dire che condivido le critiche mosse all’Amministrazione dal rappresentante dei commercianti Massimo Centrone per aver autorizzato la realizzazione di un nuovo supermercato in un territorio già “accerchiato” da ipermercati come Auchan, Bariblu e Ipercoop. I commercianti locali hanno a disposizione strumenti amministrativi, legali e democratici per far cambiare posizione all’Amministrazione.” E un consiglio? Un consiglio e un auspicio.

PAESE CHE VAI

Progetto a costo zero per gli utenti e per l’amministrazione comunale

pulmino da nove posti, attrezzato per il trasporto dei disabili, potrebbe essere nei prossimi mesi a disposizione dei cittadini di Casamassima, nell’ambito delle attività sociali sul territorio. Questo grazie alla convenzione che l’amministrazione comunale ha stipulato con la società Mgg Italia s.r.l. (Mgg sta per mobilità garantita gratuitamente). L’aspetto più originale di questo progetto è che l’operazione sarà a costo zero per gli utenti e per l’amministrazione comunale, che non dovrà sostenere costi, ad eccezione della spesa del carburante. Il servizio sarà, infatti, finanziato dalla pubblicità affissa sull’automezzo. Un incaricato della Mgg Italia sta per incontrare i titolari delle aziende e degli esercizi commerciali di Casamassima che aderendo all’iniziativa potranno vedere il proprio logo stampato sul mezzo, come pubblicità. I proventi delle sponsorizzazioni serviranno, quindi, a finanziare l’acquisto del pulmino ed i costi di gestione del progetto stesso. Una pubblicità itinerante, dunque, che farà viaggiare contemporaneamente messaggi promozionali e persone in difficoltà. Un’opportunità, secondo l’assessore ai servizi sociali Michele Loiudice, offerta alle imprese locali per farsi conoscere da un maggior numero di clienti, per sostenere i servizi sociali del proprio territorio, per contribuire a far sviluppare la cultura della solidarietà. Uno strumento che si aggiunge a quelli già esistenti per rispondere al bisogno di mobilità delle persone diversamente abili. Speriamo che le imprese casamassimesi partecipino numerose alla realizzazione di questo importante obiettivo.

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Prima edizione del festival dell’opera buffa

Festivalatilla di Domenica Acito

Il

comune di Casamassima promuove, per l’estate 2007, la prima edizione del festival dell’opera buffa denominato “FESTIVALATILLA”. La Kermesse musicale, incentrata sull’opera buffa, l’intermezzo musicale e l’operetta, è dedicata a Gaetano Latilla, compositore del ‘700 appartenuto all’abbiente famiglia casamassimese Latilla, nonché zio, maestro e contemporaneo di Niccolò Piccinni. Gli eventi si realizzeranno nel territorio di Casamassima e dei Comuni di Santeramo, Valenzano, Noicattaro, Conversano, Cellamare che hanno aderito al progetto. Si svolgeranno in luoghi e strutture storiche locali nonché nei centri storici delle diverse cittadine. La manifestazione, che sarà inaugurata il 9 agosto, prevede la messa in scena de “La Dirindina” di Domenico Scarlatti e “Il Filosofo di Campagna” di Baldassarre Galluppi. Seguirà la mostra di Cartoline d’Epoca con scene di opere liriche “E lucean le stelle”; la Master Class Internazionale per giovani cantanti lirici tenuta dal celebre soprano Katia Ricciarelli, con il Gran Concerto Finale; la rappresentazione de “Il Barbiere di Siviglia”. Concluderà la rassegna il Premio Europeo di Esecuzione Musicale “Gaetano Latilla” . Sono previsti, inoltre, seminari ed incontri tematici sull’opera buffa e la scuola napoletana del ‘700. Il progetto, che si riproporrà annualmente, vuole mettere in luce artisti e compositori locali, riscoprire i tesori e il valore artistico dei musicisti della Terra di Bari, diffondere la cultura musicale ed avvicinare il maggior numero di cittadini e di giovani. Un programma ambizioso che troverà sicuramente il favore del pubblico e dei tanti giovani artisti pugliesi.


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PAESE CHE VAI

CELLAMARE Educazione alla legalità e cittadinanza attiva: arriva un finanziamento di 131mila euro

Il

Anno VII n. 4 - Giugno 2007

Il “Semino” della legalità da i primi frutti

Comune di Cellamare, partecipando al bando dell’Assessorato Regionale alle Attività Produttive, relativo alle iniziative per la legalità e la sicurezza, (Misura 6.5 del FESR) ha presentato a gennaio scorso la propria proposta progettuale, denominata “SEMINO”. Il Progetto è stato accolto con favore dalla Regione Puglia, attestandosi addirittura al decimo posto in tutta la Puglia e guadagnandosi un finanziamento di 131.020,00 euro. L’assenza di un qualunque accento rispetto alla parola “SEMINO” è sicuramente voluta, poiché l’Amministrazione ha inteso dare sia il significato di “piccolo seme” sia quello di “io sèmino, in prima persona, prima che si muovano gli altri”. Ed è con la logica del piccolo seme educativo che darà i suoi frutti e del protagonismo giovanile che l’Assessorato ai Servizi sociali e alle politiche giovanili di Cellamare si è impegnato nell’elaborazione del Progetto. “SEMINO” vedrà il coinvolgimento della popolazione cellamarese compresa fra i 6 e i 18 anni, ma anche di quegli adulti che vorranno partecipare come protagonisti

attivi (magari insieme ai propri figli) o semplici osservatori. Le attività previste dal Progetto saranno orientate alla sensibilizzazione e alla prevenzione (con manifestazioni, focus, conferenze condotte da personaggi impegnati in

Cellamare dentro un click opo l’istituzione del bollettino di informazione comunale “Il Comune informa” vede la luce anche il nuovo sito del Comune di Cellamare www.comune.cellamare.ba.it.

D

La soddisfazione dell’Assessore Marzo: “La Regione ha compreso la bontà del nostro progetto” prima persona nei temi della legalità a livello nazionale) rivolte anche alle popolazioni dei comuni limitrofi, e alla realizzazione di cinque laboratori dedicati ai ragazzi cellamaresi. Si tratta di laboratori relativi alla “Cultura e pratica della mediazione”, “Educazione alla legalità ambientale”, “Partecipazione e cittadinanza attiva”, “Riflessione critica”, “Cultura di genere e pari opportunità”, da realizzare in collaborazione di Associazioni e Cooperative sociali. «Per la comunità di Cellamare – ha commentato l’Assessore Patrizia Marzo – si tratta di una grande opportunità di crescita e di attivazione dei processi di cittadinanza attiva. Per l’Amministrazione comunale è un nuovo successo e un’altra dimostrazione della cura e dell’impegno con i quali ci si sta adoperando per il territorio». «In relazione ai temi della sicurezza e della legalità – prosegue la Marzo – abbiamo visto giusto, come confermano i recenti incresciosi episodi avvenuti ai danni della comunità locale. È la dimostrazione che, per quanto un territorio possa apparire sicuro non ci si può permettere di adagiarsi sugli allori e si deve continuare a perseguire la prevenzione. E questo aspetto del lavoro della nostra Amministrazione è stato perfettamente compreso anche dalla Regione Puglia”. P&P

PAESE CHE VAI SANNICANDRO

Dichiarazione del gruppo di opposizione al Comune

Al Presidente, al Sindaco, al Consiglio Il risultato elettorale del 27 e 28 maggio assegna alla coalizione di cui siamo espressione il ruolo di opposizione, ruolo essenziale nella dinamica democratica e indispensabile per assicurare trasparenza e confronto. Tale ruolo, che noi desideriamo svolgere nell’interesse non solo dei Sannicandresi che ci hanno dato il consenso, ma dell’intera collettività, ci vedrà impegnati nell’essere attenti osservatori degli atti amministrativi e consiglieri disposti al dialogo propositivo e non sterile. Riteniamo che, come più volte ricordato in questi mesi, sia indispensabile un recupero pieno del senso civico, del rispetto delle regole del vivere in comunità, del rispetto pieno delle istituzioni che sono espressione di questa comunità. In questo clima vogliamo muoverci, un clima nel quale il rispetto per le istituzioni, prima fra tutte quella Comunale, passi dalla trasparenza degli atti amministrativi. Questo obiettivo, che noi riteniamo appartenga ad entrambi gli schieramenti, deve vederci quindi partecipi per ritrovare modalità condivise perché si realizzi. Dobbiamo essere capaci di tradurre le dichiarazioni di principio in fatti concreti, dobbiamo cioè condividere regole per la trasparenza e insieme decidere di rispettarle: questo pensiamo possa essere un concreto contributo a ridare autorevolezza e rispetto all’attività amministrativa e più in generale alla vita politica locale, che necessita di ritrovare toni e rapporti distesi scambievolmente rispettosi di ruoli e di persone. A tal proposito pensiamo nel concreto che l’istituzione e il funzionamento della Conferenza dei Capigruppo e della Commissione Consiliare, possano contribuire a ristabilire rapporti e regole, nel doveroso rispetto dei ruoli, e nell’obiettivo del buon funzionamento del contesto istituzionale che siamo chiamati noi tutti a rappresentare. In tale direzione tutti quanti noi, maggioranza ed opposizione, dobbiamo sentirci impegnati, e per quanto ci riguarda dichiariamo il nostro fermo impegno a richiamarci per il seguito del nostro mandato a questa

impostazione. Allo stesso modo riteniamo vada prestata attenzione a tutte quelle forme di partecipazione, previste dallo Statuto e dal regolamento, che andrebbero incontro alle numerose e sincere spinte che il mondo delle Associazioni e del Volontariato, e più in generale i cittadini avanzano, i quali non possono tornare ad occuparsi della vita amministrativa locale tra cinque anni. Siamo convinti di interpretare in tal senso un’opinione trasversale che supera gli schieramenti e riteniamo quindi che dobbiamo insieme trovare i modi affinché tale partecipazione risulti efficace e democratica. A queste brevi note di natura procedurale e comportamentale, che consegniamo alla vostra riflessione e vorremmo conservare agli atti di questa seduta, desideriamo aggiungere una nota sintetica di natura politica in riferimento al gruppo. Il gruppo, del quale mi onoro di esserne portavoce, dichiara la sua unità e coesione sul percorso amministrativo locale e sulle scelte che il confronto su Sannicandro ci suggerisce ora e nel prosieguo.Tale unità la stiamo realizzando su un progetto politico ampio e lungimirante, che porta la nostra coalizione a pieno titolo in quel fermento propositivo rappresentato dal dibattito e dalla costruzione del Partito Democratico. Tale scelta, a nostro avviso, rappresenta un elemento di chiarezza nello scenario anche locale, e soprattutto dà prospettiva sicura a quanti hanno collaborato con entusiasmo al percorso della coalizione “Scegli Sannicandro Unita”. Conclusi i meccanismi e le alleanze elettorali, riteniamo che debba prevalere la chiarezza degli schieramenti e la coesione sugli obiettivi, se vogliamo davvero uscire, come dichiarato anche dalla maggioranza, dagli schemi sterili della dimensione locale. Nel desiderio che tale invito alla chiarezza aggiunga serenità e rispetto al confronto delle posizioni, rivolgiamo al Presidente, al Sindaco, agli Assessori e all’intero Consiglio l’augurio di un proficuo e sereno lavoro. Sannicandro 14 giugno ’07

Vito Michele Domenico Novielli Antonio Picardi Giuseppe Giannone Giovanni Turchiano Massimo Zuccaro

“LISTA BACCELLIERI” Candidato Sindaco “Antonio Baccellieri” BEATO VINCENZO BELLINO VITO CLARIZIO VITANTONIO GIANNONE VITO NICOLA GIANNONE ALBINA GIGANTE GIACOMO LOIACONO GIUSEPPE MARTINELLI GAETANO MICHIELLI GIOVANNI VITO PICCOLO MICHELE RACANELLI NICOLA RIZZI PASQUALE SACCHETTI MICHAELA SANNA ROSARIO ANTONIO SCALERA TERESA SILLETTI NICOLA Totale Voti

267 233 192 293 282 230 269 89 160 286 196 245 106 64 129 481 3891

“SCEGLI SANNICANDRO UNITA” Candidato Sindaco Vito Michele Domenico Novielli ANNESE FELICE CORRADO CHIMIENTI MICHELE GIANNONE GIUSEPPE LOPRAINO NICOLETTA IN TOSCANO MAGISTRALE DOMENICO MARZILIANO ANTONIO MICHIELLI FRANCESCO PICARDI ANTONIO PIPINO CATERINA PISTILLI FRANCESCO TORITTO ISABELLA TRAVERSA ANNA TURCHIANO GIOVANNI VALERIO GIUSEPPE ZONNO FRANCESCO SAVERIO ZUCCARO MASSIMO Totale Voti

136 94 542 141 68 77 119 310 133 79 57 101 199 145 106 162 2667


PAESE CHE VAI

Anno VII n. 4 - Giugno 2007

Negata la costituzione di una Commissione speciale, nessun accenno sui costi per gli ambulanti per il mercato coperto

I misteri della Giunta Comunale

di Natale Castrovilli

Il

proprio vero che a volte il lupo perde il pelo ma non il vizio. Un’ulteriore prova della veridicità di questo assunto popolare la si è avuta durante il Consiglio Comunale di Valenzano dello scorso martedì 5 giugno 2007, quando è stata negata per l’ennesima volta la possibilità di istituire una Commissione per approfondire meglio la conoscenza dei meccanismi di affidamento di appalti attuati dagli uffici dell’Amministrazione comunale. Una circostanza simile era già avvenuta ai tempi del progetto di riqualificazione di Largo Plebiscito, dove la maggioranza nulla ha voluto dare a sapere sui procedimenti di selezione delle ditte appaltatrici dei lavori. La questione, è noto, è finita sui tavoli della magistratura. La questione, questa volta, è incentrata sulla situazione contrattuale e contabile del vigente servizio di igiene urbana, in particolar modo sulle perplessità di un sistema di gestione della pulizia pubblica spartita fra Lombardi Ecologia e Manutencoop. Tutti i componenti dell’opposizione, ovvero i consiglieri Vincenzo Macchia, Vito Calè, Michele De Sario, Tonio De Nicolò, Nicola Favia, Michele Lampignano, Antonio Perilli e Antonio Cannone, hanno sottoscritto una richiesta per la costituzione di una preposta Commissione Speciale atta ad ispezionare e conoscere l’attività del settore “Appalti

Finale col batticuore per l’assegnazione del riconoscimento per il miglior attore

N

ella suggestiva cornice del Castello Baronale di Valenzano si è tenuta domenica 10 giugno la cerimonia di premiazione del Premio nazionale di Letteratura e Teatro Nicola Martucci – Città di Valenzano. La quinta edizione dell’evento, organizzato dal gruppo teatrale “Compagnia del Mulino”, ha salutato festosamente la partecipazione di artisti provenienti da tutta Italia, da Milano a Catania. La serata ha visto premiati Francesca Pietrocola (sezione Poesia italiana), Alfonso Maria Zerbo (Testi teatrali), Vittorio Rainone (Narrativa), Giuseppe Angiuli (Vernacolo), Maria Gabriella Genisi (Libro edito) e Luca Mondelli (Premio attore). A questi riconoscimenti vanno aggiunti il Premio Speciale Valenzano per la migliore selezione di Poesie consegnato alla poetessa lucana Donatina Summa e le tante Menzioni d’onore e Segnalazioni di merito rilasciate a chi s’è distinto nella selezione dei materiali senza comunque giungere fra i “magnifici 5” di ogni categoria. Con la conduzione del presentatore Ninni Matera, il pubblico ha potuto ascoltare ed apprezzare i testi finalisti,

VALENZANO

Ancora una volta la Maggioranza dimentica il principio della trasparenza nella propria azione e contenzioso” dell’Amministrazione di Valenzano. Detta richiesta è compatibile con l’art. 15 del vigente Regolamento sul funzionamento degli Organi, che prevede la possibilità di istituire commissioni ad hoc per controllare e monitorare l’effettiva esattezza, congruità e trasparenza degli atti e delle procedure amministrative. La possibilità di costituire la Commissione speciale richiesta è stata opportunamente negata dalla Maggioranza, che ancora una volta ha dimostrato chiusura al dialogo nonché mancanza di trasparenza. Ci si chiede per quale motivo un’Amministrazione che ha sempre proclamato la propria onestà nell’operato, possa temere o comunque impedire l’istituzione di una commissione atta al controllo della legittimità. Ci si chiede il significato politico dell’astensione del Sindaco Tangorra durante la votazione e soprattutto del Presidente della Giunta Comunale, Dott.ssa Maria Cicirelli, la quale in passato aveva invece votato a favore una richiesta simile con al centro l’allora Assessore all’Igiene Vincenzo Macchia. I misteri, però, non finiscono qui. La stessa seduta consiliare ha visto l’approvazione del piano commerciale,

che vedrà tra le altre cose lo spostamento del mercato giornaliero nella nuova sede coperta di Via Di Vittorio. Per quanto la maggioranza parli di un mercato coperto gradito ai commercianti, c’è da registrare il malcontento di questi dovuto agli spazi angusti previsti per ciascuno di loro all’interno del plesso (circa metri 3x3). Cosa che desta ancora più sospetto è la mancanza, all’interno del regolamento approvato, di alcuna voce di spesa. Non è dato sapere, infatti, quanto dovrà pagare ciascun commerciante per l’uso di ogni singolo box. E la ciliegina sulla torta è consistita nei gettoni di presenza per i consiglieri comunali ancora da liquidare, passati da spesa prevista a debiti fuori bilancio. Con il candido interrogativo del consigliere Cannone rimasto senza risposta “ma come, i soldi per pagare gli assessori ci sono e quelli per i consiglieri no?”

Il Castello Baronale regno della Letteratura e del Teatro favorito anche dalla bella e fresca serata pre-estiva. I primi a scendere in campo sono stati i finalisti della sezione Narrativa. I cinque brani scelti sono stati interpretati dagli attori della “Compagnia del Mulino” (Alessia Matera, Sara Leuzzi, Annalisa Quero, Pietro Matarrese, Roberta Cascione, Aldo Berardi e Rossella Calabria), prima della relativa premiazione che ha visto la vittoria del racconto “La parola fantasma”

dell’autore barese Vittorio Rainone. La sezione Vernacolo ha visto vincere “l’enfant du pays” Giuseppe Angiuli, che ha strappato più di qualche sorriso per la sua “La serenate”, poesia celebrativa di un’arte propria dell’innamorato che quasi non esiste più, soppiantata ormai da sms, dediche telefoniche e quant’altro. Gioca in casa anche la vincitrice della sezione Poesia Italiana, Francesca Pietro-

Assegnati i premi Nicola Martucci agli artisti della penna e del palcoscenico cola, che trionfa con la sua “Sospese restarono le parole”, tributo ad una figura paterna ormai lontana nel tempo ma sempre viva, vivissima nella memoria. Il morbo d’Alzheimer è il nucleo narrativo dell’opera di Maria Gabriella Genisi “Fino a quando le stelle”, edito dalla Manni, vincitrice della sezione Libri editi. Fra le opere teatrali la spunta “Dopo l’oscuro giorno” di Alfonso Maria Zerbo. Il frammento dell’opera proposto dagli attori della compagnia organizzatrice ci dà un assaggio del tema dell’opera, ambientato in un mondo parallelo che ha origine nel momento stesso in cui ciascun personaggio passa, per forza maggiore, a miglior vita. Il momento più emozionante della serata è coinciso con l’esibizione degli attori. Nel derby del celebre monologo del Principe Antonio De Curtis, Totò per i più distratti, la spunta il giovane Luca Tondelli ai danni di Nico Siciliano (giunto terzo presentando lo stesso monologo), di Mina Albanese (che ha presentato “Grandangolo” di Alfredo Balducci, seconda classificata) e Andreina Labombarda (quarta classificata nonostante il simpatico monologo presentato, “Grimilde” di Stefano Benni). Lino

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Anno VII n. 4 - Giugno 2007

Magazine_Paesi_06_2007  

Voci di città P ERIODICO DI P OLITICA , C ULTURA , A TTUALITÁ A NNO VII - N . 4 - Giugno 2007 Petruzzelli concerto d’apertura per il 2008 Po...

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