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PERIODICO

DI

POLITICA, CULTURA, ATTUALITÁ

ANNO VII - N. 1 - GENNAIO 2007

www.associazionehinterland.it

Distribuzione gratutita

La Puglia al lavoro

Bilanci e previsioni per l’anno 2007

Al fondo

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La Puglia: politicamente parlando

Gente di Puglia

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La Regione sulla bilancia

Cultura e Paesi

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Premio “Giolitto”, Bitritto capitale della letteratura per ragazzi La poesia è la libertà dell’arte

Voci di città

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Nodo ferroviario, spediti verso la svolta ICI, agevolazioni per le fasce più deboli

Voci di quartiere

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La ex Fibronit ora fa meno paura Aperto il mega parcheggio interrato del Policlinico

Acquaviva

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“Miulli”: gli obiettivi chiari e gli interessi nascosti

Adelfia

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Adelfia: poco attenta al futuro dei suoi figli “Pianificare il futuro”? É possibile...

Bitritto

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Sicurezza, i problemi e le soluzioni di Bitritto

Capurso

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Cineteatro, la parola alle associazioni

Casamassima

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De Tommaso: “Presepe vivente e l’arte dei cartapestai: così il centro storico torna vivo”

Cellamare

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Zona PIP, la proposta è ok L’Istituto Comprensivo “Ronchi” cresce

Valenzano

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Igiene urbana: rifiuti nel caos Commercianti in rivolta: no al regolamento comunale per le medie strutture di vendita Parchi fantasma: sette aree attrezzate per giochi e verde Illustrazione Tempesta & Marangio

DIREZIONE COMMERCIALE C.da San Giuliano - 70038 Terlizzi (Ba) Tel. 080.354.24.11 - Fax 080.354.24.96 SEDE AMMINISTRATIVA Via S. Rocco, 45 - 71036 Lucera (Ba) Tel. 0881.527.111 - Fax 0881.527.248 www.fantiniscianatico.it info@ fantiniscianatico.it


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AL FONDO

Anno VII n. 1 - Gennaio 2007

La Puglia: politicamente parlando di Paolo Covella

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on rispetto parlando, il 2006 per la politica italiana, è stato un po’ come la carne del maiale: non si è buttato via niente.

La sconfitta della destra, la vittoria al Referendum costituzionale, l’elezione al Quirinale di un autentico galantuomo: non è roba da poco. Ma, si può dire la stessa cosa per la politica regionale? No: qualcosa, nella politica regionale dell’anno appena trascorso, non è andato per il verso giusto. Ed è stato lo stesso Vendola che lo ha ammesso senza peli sulla lingua, nella conferenza stampa di fine d’anno. In quella occasione, il Presidente, assieme ai suoi assessori, ha illustrato i risultati conseguiti nell’anno appena trascorso. Ne è venuto fuori un caleidoscopio assai interessante di provvedimenti e azioni politiche che nel complesso attesta la buona salute della sua giunta. Vediamone i principali argomenti: la programmazione, con la piena utilizzazione dei fondi Por 2000-2006; la formazione, che è passata dai 218 corsi del 2003 (con 89 addetti) ai 1.694 del 2006 (con 39 addetti); i servizi sociali, che hanno impegnato 38 milioni di euro per “rifondare” lo stato sociale nella regione; la pianificazione urbanistica dopo anni in cui ha prevalso la politica delle deroghe; i trasporti, con i contratti di servizio stipulati

con le Ferrovie regionali, l’acquisto di nuovi autobus e nuovi treni, la riconferma del taglio del costi degli abbonamenti dei pendolari, l’avvio delle Autostrade del mare, il progetto del Nodo di Bari e il collegamento veloce tra Bari e Roma; l’ambiente, con 9 parchi istituiti e la presentazione del Piano energetico ambientale; le nuove borse di studio e gli alloggi per gli studenti; i progetti Interreg e i nuovi fondi per la cultura; la promozione e la tutela dell’agroalimentare; l’avvio del Piano regionale dei Porti turistici. E così via.

La priorità tuttavia, negli impegni del Presidente, resta la sanità, oberata da costi ingenti e da situazioni storicamente ingestibili, con il piano regionale della salute che partirà tra breve con un’ampia consultazione, con l’avvio dei distretti socio sanitari e la costruzione dei nuovi grandi ospedali. E perché non si dica che in questi mesi tutto è stato fermo, il Presidente ha promesso una mappatura per “rendere percepibile ciò che è stato fatto” in campo sanitario.

“Tutto bene, dunque?” chiedevano i giornalisti presenti, dandosi di gomito e ammiccando sia alle vicende dell’Acquedotto, (dove nonostante le polemiche con i vertici, si sono registrati notevoli incrementi degli investimenti), sia a quelle della sanità e dell’esercizio provvisorio. Vendola li ha anticipati: “Governare è difficile – ha affermato - chi non fa non sbaglia e noi abbiamo fatto molto”. Poi un’altra delle sue parabole (per non parlare delle citazioni di Pasolini e di Gramsci): “Governare è ascoltare, non comandare” ha detto riferendosi al fatto che la Giunta gli aveva imposto il dietro-front sull’aumento delle tasse regionali e dei ticket, ricorrendo all’esercizio provvisorio.

L’opposizione ha naturalmente sminuito questi risultati, preferendo parlare di un “disco rotto”. Ma Vendola è stato convincente soprattutto quando ha affermato che ora “la regione esce da una condizione di minorità e inverte il trend del declino, della depressione e dello scoraggiamento ”. Per chi ricorda come è stata disamministrata la Puglia in questi anni, è difficile dargli torto. E forse è per questo che, se Vendola ha guarito la depressione alla sua Puglia, sicuramente l’ha fatta venire alla sua opposizione…

Una finestra sulla regione

In questa nuova rubrica riportiamo una breve selezione dei provvedimenti presi nell’ultimo mese dal Governo della Regione Puglia a favore dei cittadini e delle imprese. Maggiori informazioni si possono avere consultando il sito www.regione.puglia.it o dal Bollettino Ufficiale.

Per il lavoro Sono stati assegnati 193 “Buoni di Formazione” per corsi di formazione esterna rivolti alle persone assunte con contratto di apprendistato professionalizzante, dalle imprese che svolgono attività in Puglia. L’intervento, ha lo scopo di favorire l’occupazione degli apprendisti sviluppando le competenze lavorative ed una crescita professionale utile anche nel caso del cambiamento di occupazione e viene riconosciuto un “Buono di formazione”, del valore di ¤ 20,00 per ogni ora di formazione esterna prevista dal proprio “Piano Formativo Individuale”. Nell’ambito delle azioni di formazione connesse alla realizzazione dei Contratti di Programma, sono

stati finanziati n.66 progetti formativi per il personale delle imprese selezionate.

tiche sociali, servizi socio - assistenziali).

Per la Famiglia E’ stato approvato il Regolamento Regionale di attuazione della Legge 10 luglio 2006, n. 19, sulla "Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia" ribadendo il principio della universalità del sistema integrato dei servizi sociali, favorendo i soggetti che soffrono di particolari condizioni di fragilità. Il Regolamento è articolato in 5 aree: Esigibilità dei diritti, Orga-

Anno VII - n. 1 del Gennaio 2007 Reg. Trib. di Bari n. 1509 del 2/3/2001 Direttore Editoriale Giuseppe Luca Basso Coordinamento redazione Angela Candela

nizzazione, Rapporti tra enti pubblici e altri attori del sistema integrato, Autorizzazione e controllo delle strutture e dei servizi sociali, Strutture e servizi sociali riconosciuti (per minori, per diversamente abili, per anziani, per persone con problematiche psicosociali, per adulti con problema-

Redattori Gigi Buonvino, Gianvito Rutigliano, Lillino Patano, Rosa Labellarte, Nicola Catalano, Maria Panza, Annalisa Carone, Vincenzo Macchia, Carmen Lananna, Antonella Gatti

Sono state impegnate le risorse finanziarie per la “Prima dote per i nuovi nati fino al 36° mese di vita”, per la somma complessiva di euro 5.000.000, da ripartire tra i Comuni pugliesi. E’ stato approvato inoltre lo schema di Avviso pubblico, quale riferimento per i Comuni che devono pubblicare, entro 60 giorni dal 18 gennaio 2007, l'Avviso per la raccolta e la selezione delle richieste di contributo.

Per la Scuole e la Sicurezza stradale. E’ stata approvata la graduatoria

Redazioni Valenzano, Via Capurso n. 34 Adelfia, Piazza Galtieri n. 42 paeseepaesi@libero.it

del concorso di idee “Crea il tuo percorso” per il finanziamento di 18 progetti pilota sui percorsi casa-scuola”. L’intervento nell’ambito del progetto “La Strada” varato dall’Assessorato alle Opere pubbliche e Trasporti, è rivolto alle scuole primarie e secondarie della Puglia, per sensibilizzare i più giovani ai temi della sicurezza stradale. Tra le scuole che riceveranno euro 10.000 per l’attuazione del progetto presentato, abbiamo la S. Giovanni Bosco di Terlizzi, la Dante Alighieri di Cassano Murge, la D. Santomauro di Bari, la G. Falcone di Conversano, la Laterza di Putignano e la Rodari di Polignano a Mare.

Editore Associazione Culturale Hinterland Via Capurso n. 34, Valenzano (Ba) Direttore Responsabile Silvestro Paolo Covella

Progetto grafico, copertina e illustrazioni Imagic Bari Tel. 080.557.51.22 Stampa Studio Marangio Bari Tel. 080.557.48.70 info@studiomarangio.it


GENTE DI PUGLIA

Anno VII n. 1 - Gennaio 2007

La Regione sulla bilancia Considerazioni sulle azioni di governo nell’anno appena concluso

Una chiara inversione di rotta in tutti i settori della vita regionale

asterischipersonali

di Mario Loizzo tempo di bilanci e, quello del governo regionale, lo ha fatto il Presidente Vendola, con la sua solita schiettezza, macinando dati, proponendo paragoni, riflettendo anche autocriticamente, com’è giusto che faccia il leader di una coalizione impegnata nel buon governo e non nella propaganda.

É

Cosa ha significato il 2006 per la Puglia? Certamente una chiara inversione di rotta in tutti i settori della vita regionale, certificata dagli indicatori economici e agevolati dalle scelte politiche del nuovo governo nazionale. Ma soprattutto una decisa inversione del clima. Questa affermazione è tanto più vera, in quanto non sono mancate, nel corso di questi mesi, contraddizioni e tensioni nella stessa maggioranza e tra questa e le forze sociali della regione. Tuttavia, questa vivacità, testimonia l’esistenza di una reale dialettica tra le forze vive della regione, in quanto il Governo Vendola, rinunciando ad ogni accomodante solidarietà di cordata, presenta i fatti per come realmente sono: e i fatti confermano lo sforzo considerevole che il nuovo governo regionale ha profuso per rimuovere le cause che hanno appiattito (ma è solo un eufemismo) la nostra Regione nel corso di tutti questi anni. Anche qui il riferimento alla svolta intervenuta in campo nazionale è d’obbligo: nel settore delle infrastrutture, tanto

L’Assessore Regionale Mario Loizzo

per fare un esempio, i vecchi risanatori avevano tagliato tutto il tagliabile, bloccando progetti, investimenti e sviluppo. Ora invece, è possibile guardare con più fiducia al futuro, anche perché il piano strategico regionale, in vista dei finanziamenti europei 2007-2013, ha individuato con concretezza e tempestività gli obiettivi per lo sviluppo della Puglia, rinunciando alla frammentazione e ai progetti di corto respiro. Sono incomprensibili quindi, le polemiche spesso fuori tono della opposizione, la quale tenta disperatamente di far dimenticare i guasti delle sue passate gestioni e rivendica i miracoli, qui e subito, da parte del nuovo

Dolce casa

governo regionale. Vogliono la svolta nella sanità e tacciono sui disastri del loro Piano di riordino; chiedono le medaglie per le opere in via di completamento e dimenticano di dire che esse erano state abbandonate alla inerzia delle varie burocrazie ministeriali ed aziendali; esigono una Puglia come lo spot del Mulino Bianco, e nascondono gli scempi operati in materia ambientale ed urbanistica. Ma se i rapporti con l’opposizione sono tutto sommato fisiologici, è il nodo della riqualificazione dell’azione di governo che va assolutamente rilanciato nella agenda politica delle prossime settimane. In molti settori della vita regionale, infatti, le complesse liturgie di governo che sono tipiche di una coalizione peraltro numerosa, debbono dare come risultato finale almeno il buon funzionamento della macchina regionale e dei servizi: se questo non dovesse avvenire, nell’opinione della gente può rimanere soltanto la sgradevole sensazione di una idea di governabilità fine a sé stessa, punto e basta. La concertazione sociale quindi, rimane sempre il metodo più efficace per allargare le maglie della partecipazione e perseguire una maggiore apertura tra politica e società civile. Per questo l’impegno più urgente da rilanciare, è quello di accompagnare le tante iniziative già avviate, con un più alto profilo di governo che sia più chiaramente leggibile e quindi in grado di essere percepito come tale dalla popolazione pugliese.

Io, me e Maria: dialoghi con me stessa sul mondo intorno

di Maria Panza*

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iao Maria! Anno nuovo, vita nuova, cominciamo con una buona notizia! D’accordo: qualcosa di nuovo e di buono ci sarebbe… Buone notizie? Allora è davvero un anno nuovo! Prima che cambi idea, ricordati di quello che ti ho detto sull’importanza dell’efficienza energetica in casa. Certo: che faceva bene all’ambiente e mi faceva risparmiare… Benissimo. Mi voglio fidare (anno nuovo, vita nuova: l’hai detto tu) e pensare che i tuoi comportamenti diventeranno più virtuosi. Ma potrebbe esserci qualcuno che invece è più pigro di te o – più spesso di quanto non si creda – non ha i soldi per rendere la propria casa più efficiente e “risparmiosa”. E allora arrivano gli incentivi.

Vuoi dire che qualcuno è disposto a darmi soldi per risparmiare? In estrema sintesi, sì. Chi? Come? Perché? Quando? Calma, ora ti dico tutto. Dunque: un punto strategico sono gli infissi, perché o le ante non combaciano perfettamente lasciando uscire l’aria riscaldata ed entrare quella fredda oppure i vetri lasciano disperdere troppo calore. La soluzione è sostituire le vecchie finestre con altre dotate di doppi vetri e a chiusura isolante (fra l’altro così restano fuori anche i rumori). E così risparmio? Fino al 30% ! Questo vuol dire bollette meno salate, meno gas o

petrolio consumato (ovvero prelevato dall’ambiente), meno scarichi inquinanti nell’aria e così via. Ma per farlo bisogna investire somme, non certo esorbitanti, ma magari proprio chi è più attento all’ambiente ha meno soldi per

farlo e ha bisogno di un aiuto, un incentivo, appunto. Si fa così: si presenta la fattura dei lavori eseguiti con la dichiarazione dei redditi e si può recuperare fino al 46% della spesa. Cos’altro si può fare? Cambiare la caldaia, per esempio,

con una più efficiente (e spesso anche più sicura). Anche questa installazione potrà essere defiscalizzata inserendola nella dichiarazione dei redditi. O ancora cambiare il vecchio frigorifero con uno di classe A+: il vantaggio in questo caso è doppio perché consumi molto meno in energia e puoi avere un incentivo all’acquisto fino a 200 euro. Mica lo sapevo! Ma chi ha deciso questi “aiuti”? Gli ambientalisti? No, non è questo il compito degli ambientalisti; a loro piuttosto tocca il compito di sollevare i problemi davanti all’attenzione pubblica, fornire informazioni e punti di vista. Ma sono le Pubbliche Amministrazioni, Stato e Re-

gioni, a poter dare – se c’è attenzione verso questi problemi disposizioni e sono queste che hanno l’autorità di farle rispettare. Infatti è proprio nella Finanziaria 2007 e in alcune leggi regionali che trovi le indicazioni per gli incentivi di cui parlavamo e altri ancora. Un ulteriore esempio? I Comuni imporranno, per le nuove costruzioni, l’installazione di pannelli fotovoltaici e la valutazione del valore delle case dovrà tener conto anche della loro efficienza energetica, ovvero della capacità di risparmiare energia per il loro riscaldamento/rinfrescamento o per la loro illuminazione. Comunque il tuo commercialista può certamente indirizzarti verso le soluzioni più vantaggiose. Ma, secondo te, qual è la migliore forma di efficienza energetica? La nostra intelligenza: pensare prima di consumare. Ricordalo sempre.

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Puglia

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CULTURA E PAESI

Anno VII n. 1 - Gennaio 2007

Premio “Giulitto”, Bitritto capitale della letteratura per ragazzi Buon successo dell’ultima edizione del premio “Giacomo Giulitto – Città di Bitritto” di letteratura per l’infanzia

Tredicesima edizione tra teatro, mostre, musica e un incontro con Dacia Maraini di Gianvito Rutigliano premio nazionale di letteratura per l’infanzia “Giacomo Giulitto – Città di Bitritto” è ormai sinonimo di qualità e di successo assicurato per cittadini, curiosi e organizzatori. Questa tredicesima edizione ne è stata l’assoluta conferma, con numerosi eventi da ricordare, sicuramente più degli altri anni. Tante le manifestazioni, ne ricordiamo alcune. Su tutte il delizioso incontro del 3 dicembre con la grande scrittrice Dacia Maraini che ha presentato, assieme al coautore Paolo di Paolo, il suo libro “Ho sognato una stazione”, soffermandosi sul rapporto umano e linguistico adulto/bambino. Soddisfatte con estrema disponibilità le numerose curiosità del folto pubblico, moderate dalla brillante giornalista Annamaria Minunno. Sorprendente e immersa in un dimensione quasi onirica la mostra bibliografica “Il confine permeabile”, introdotta dalla direttrice Anna Cantatore e da Antonio D’Itollo, orgogliosi con merito del lavoro svolto. All’interno della biblioteca della scuola primaria “Giovanni Modugno” si è parata un illuminante mondo di colori, libri, raffigura-

Il

APOCALITTICI INTEGRATI

Dacia Maraini con Annamaria Minunno

zioni di cartapeste delle favole e delle fiabe più famose, il tutto a dimensione di lettore. Un tempio di una letteratura, come quella per ragazzi, erroneamente sottovalutata La serata dell’8 è stata come al solito dedicata alle premiazioni. Quest’anno è toccato ai lavori di Antonio

Ferrara, Silvia Roncaglia e Vittoria Facchini rispettivamente con “Anguilla”, “Facciamo che eravamo” e “La recitina del Santo Natale”, esempi lampanti, per i temi affrontati, di quel codice attuale e chiaro che dev’essere la letteratura per ragazzi. Alla presenza delle autorità cittadine, provinciali e regionali e della vice-presidente della Commissione cultura della Camera on. Alba Sasso, oltre che delle autorità di Conselice, il paese nel ravennate gemellato a Bitritto, sono stati recitati al numerosissimo pubblico alcuni frammenti dei libri vincitori dagli ottimi Gianna Grimaldi e Nicola Masciullo, accompagnati dal pianoforte jazz di Mirko Signorile.

Un’altra grande occasione per confermare il ruolo formativo della lettura, l’importanza di un genere troppo snobbato, l’uso di un linguaggio diretto e preciso per i ragazzi, non sottovalutandoli. Per scommettere ancora sul futuro. Dei giovani e della cultura nel nostro paese.

Orgoglio e pregiudizi

di Stefano di Lauro

Il

romanzo di Jane Austen non c’entra niente. Peraltro pregiudizi qui è al plurale, e non è un refuso. Consigliare “A beautiful mind” nella scorsa rubrica è stata una buona idea, almeno per quel che mi riguarda.

Ben due conoscenti, prontamente retrocessi al rango di sconosciuti, hanno deplorato il mio pezzo, polemizzando sulla proposta del meglio cooperare che competere. Alle ultime elezioni uno di questi ha votato per il centrodestra e l’altro per il centrosinistra. Tra loro sono molto amici. Presenterò il caso a Travaglio, in guisa di biografia congiunta, per un’eventuale appendice sociologica a L’Inciucio. “Via, che mondo sarebbe, – mi ha detto c.s. – sei un buonista! e c.d. – Guarda le cooperative rosse, altro che cooperazione… le tasse, ecco il vero problema dei cittadini… dammi un solo motivo perché un imprenditore debba pagare le tasse…”

Pizza idea

Sono andato via senza neppure salutarli. Di motivi per pagare le tasse ce ne sono a bizzeffe, ma dopo aver abbandonato la strana coppia al suo miserando destino, riflettevo sul fatto che in questa società dell’avanspettacolo, anche solo per riflettere sull’evidenza, occorre fare uno spot. Il caso mi ha servito il testimonial su un piatto d’argento, complice involontaria una mia amica, pennacchiana doc, che mi ha stanato dal malessere d’un’orrida festività dicembrina, proponendomi mirabilia culinarie e la visione in dvd di Monsieur Malaussène di Daniel Pennac, con Claudio Bisio. (Per inciso, la serata ha avuto un epi-

logo degno di nota. Non qui, non ora, morbosi.) Pennac non è solo uno dei più bei cervelli in circolazione, non è solo un romanziere con gli attributi, non è solo un autore da milioni di copie, non è solo un uomo molto ricco; è anche l’unico scrittore che abbia dedicato un suo libro (La fata Carabina) alla Previdenza Sociale. Sissignori, avete capito bene, alla Sécurité Sociale. Tra i contributi del dvd c’è un’intervista con lui, spassosissi-

ma. A un certo punto però, Pennac fa una dichiarazione molto seria, che merita la riproduzione integrale. “Sono a favore delle tasse. La Previdenza Sociale è la più alta forma di civiltà che si possa immaginare, persino le cattedrali e le piramidi sono sciocchezze al confronto. Il fatto che tu possa ammalarti e farti curare senza pagare grazie alle mie tasse è un segno di alta civiltà. Amen.” Ecco. Finalmente qualcosa che odora di civiltà in tanta sedicente civiltà che odora di sterco e di sangue. Chapeau bas, Monsieur Pennac. Apocalitticamente vostro. www.stefanodilauro.net

Filobus Racconto semiserio di un nostalgico della pizza

di Cino Cirano

ricordate le pizzerie di una volta? Tovaglia a quadri rossi e bianchi (i più progressisti osavano qualche fiorellino), posate col manico di plastica, il coltello con lama seghettata (che tagliava…), bicchiere da raccolta premi con dentro una birra così fredda da surgelare un husky.

Vi

E i nomi? Erano tutta una poesia: “Bella Napoli”, “Mamma Pizza” o “Cr4#p^st%re8” che solo dopo anni ho intuito essere “Da Ciro o’ Piscatore”, solo che nessuno si

era mai ricordato di aggiustare l’insegna al neon. I menù erano semplici e chiari: margherita, capricciosa, i più audaci proponevano “la quattro stagioni”, per un danno complessivo non superiore alle diecimila lire. E magari ci scappava pure un limoncello in omaggio.

dall’indulto che ti fanno accomodare a un tavolo con tovaglie di chiffon, di bicchieri di cristallo boemia e posate di argento (e i coltelli non tagliano) e non ci sono sedie, al più amache o pali con le cinture di sicurezza della 600.

Oggi invece le pizzerie sono posti tristi, a metà tra un caffè parigino, una discoteca e un lupanare. Nomi incresciosi, “La boutique della pizza”, il “Pret a porter del calzone”, dove ti accolgono camerieri in livrea appena beneficati

La cosa più spettacolare sono questi nuovi menù. Pizza alla kitemm…: con salame piccante, nduja e cipolla di Acquaviva; pizza alla vafamm…’: con ossicini di pollo tritati e bulloni da 13 nascosti in un magma di mozzarella di bufala;

pizza alle rape: con le cime di rapa (che fanno tanto radicalchic); pizza alle arrape: con ingredienti afrodisiaci come zampina di Sammichele, aragosta del Baltico e purea di viagra; pizza vattene via! con gorgonzola, aglio, chiodi di garofano e filetto di cefalo (chi l’ha mangiata, al primo ingurgitare si è ritrovato improvvisamente solo al di fuori del locale col tovagliolo ancora al collo); e poi la summa per dare libero sfogo alla creatività: pizza Fantasia dello Chef. I bastardi non vi svelano gli ingredienti, per cui se lo chef è di buzzo buono vi ritrovate una cofana di

prosciutto, gamberi, astice e salmone, ma se avete la fortuna di trovarlo con le cose girate vi beccate una sozzura di cozze, porchetta e nutella e così andare. Naturalmente non pagherete il conto ma stipulerete direttamente un mutuo con il proprietario che, fosse anche vostro cognato, giurerà sulla testa dei suoi figli di non avervi mai visto prima e il limoncello omaggio rimarrà un miraggio. E i pochi spiccioli di resto serviranno a comprare i cornetti caldi in quel nuovo locale del centro. A proposito, qual è la specialità della casa?


CULTURA E PAESI

Anno VII n. 1 - Gennaio 2007

Seconda edizione di “Una scintilla che accende l’universo”

La poesia è la libertà dell’arte Presso la Biblioteca Nazionale Sagarriga Visconti Volpi a Bari, lettura di poesie con gli autori di Rosa Capozzi Associazione Culturale Hinterland, l’Associazione Sviluppo Sostenibile, la Biblioteca Sagarriga Visconti Volpi e il Centro Teseo, organizzano una serata dedicata alla cenerentola della letteratura: la poesia.

L’

La poesia è una ricchezza per tutti noi, è una forma d’arte, un mezzo di comunicazione, una scelta consapevole delle parole. E’ libertà, come tutte le forme d’arte, e nasce da un'esigenza interiore di andare alla ricerca della verità, del significato delle cose, della vita, degli avvenimenti e della storia che ci circonda. In questa seconda edizione di: “Una scintilla che accende l’Universo” ho chiesto ai poeti che saranno presenti di leggere delle loro poesie solo alcune di quelle dedicate alla pace e/o all’amore. In un mondo che cambia, travolto sempre più dal vortice del sistema, che giustifica la guerra e l'uso delle armi come unica risoluzione alla pace, diventa più urgente alzare forte la voce, dare uno scossone e risvegliare la coscienza dell'uomo. Bisogna vincere il male col bene, l'ingiustizia con la giustizia, la menzogna con la verità, la vendetta col perdono, l'odio con l'amore. I cinque poeti presenti sono Mario Apice, Maria D’Apolito Conese, Elena Diomede, Francesca Pietrocola e Francesco Tanzi. Mario Apice è un dirigente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, giornalista, scrittore, sceneggiatore cinematografico, esperto di pubbliche relazioni e di problemi della comunicazione. Svolge attività di consulenza scientifica per numerose riviste e per la trasmissione GAIA il pianeta che vive della RAI. La Presidenza del Consiglio dei Ministri gli ha conferito il Premio della Cultura nel 1982 e nel 1985. Nelle sue poesie esprime la voglia di evadere e il male di vivere. La sua poesia è dominata dal tema dell’amore e della femminilità ed esalta il fascino sottile. Maria D’Apolito Conese conquistata dal fascino della lingua dialettale, ha cominciato a usare questo linguaggio per dare voce al suo

Una scintilla che accende l’universo seconda edizione

Elena Diomede ha insegnato con grande passione e professionalità nella Scuola Primaria e per un decennio ha rivestito il ruolo di ricercatrice c/o l’IRRE Puglia. E’ Accademica Tiberina ed è la fondatrice e presidente dell’associazione “Comunicazione Plurale”. La sua poesia è libera da schieramenti culturali e nutrita da un grande e femminile amore, da un’ansia di giustizia sociale, dall’amore per la propria terra e di tutta la natura, dal terrore per la violenza. E questo sentimento panico è felicemente risolto in un linguaggio equilibrato in un dosato ed attento gioco di chiaroscuri che conserva sempre, senza contaminazioni di carattere esortativo, una musicalità ed un ritmo di estrema delicatezza, un’infinità di suoni, emozioni e sentimenti.

Martedì 13 Febbraio, ore 17.30 Biblioteca Nazionale Sagarriga Visconti Volpi Via Pietro Oreste, 45 – Bari Poesie di Mario APICE, Maria D’APOLITO CONESE, Elena DIOMEDE, Lia Leda LEONARDI, Francesca PIETROCOLA, Francesco TANZI

Le poesie saranno lette dagli Autori Al bandoneon Michele TANGORRA e alla chitarra Pasquale QUERO

Ingresso libero

Adelfia, Sabato 10 Febbraio 2006 - ore 18

cuore. Ha partecipato a numerose trasmissioni culturali su televisioni e radio locali. La sua è una poesia semplice, diretta, che parla della vita e dei problemi della gente comune. E’ una poesia originale, schietta, ricca di umanità e che riesce a farti sorridere. Ha vinto diversi premi tra cui il Premio nazionale Giovanni Falcone, nel 2005.

ne parlano

Francesca Pietrocola per molti anni ha svolto un lavoro che le consentiva di stare a contatto con la gente, un osservatorio ideale per conoscere gli altri e soprattutto se stessa. Ha scritto cinque raccolte di poesia e per questa manifestazione uscirà la pubblicazione della prima raccolta. Spesso le sue poesie non hanno un titolo, sono scritte di getto e sono uno sfogo dell’anima. Francesco Tanzi è stato sino a qualche mese fa preside in una scuola superiore. Partecipa da sempre attivamente al dibattito civile, politico e professionale. Per tanti anni ha tenuto nel cassetto le sue poesie sino a quando non è stato convinto a pubblicarle. Tanzi rispecchia ed esprime i tratti che lo contraddistinguono: esuberanza, incontenibile creatività, entusiasmo alla vita. Sentimenti che per l’Autore trovano sfogo nella sua poesia, per superare i troppo stretti confini del sé e lanciare piccole provocazioni, per alcuni scomode o pericolose, ma per altri, irresistibili occasioni di riflessione.

Mario Loizzo

ASSESSORE REGIONE PUGLIA

Auditorium Biblioteca Comunale - Corso Umberto I

Teresa Massarini

Partito Democratico

DOCENTE UNIVERSITÀ BARI

Guglielmo Minervini ASSESSORE REGIONE PUGLIA

Enzo Persichella

DOCENTE UNIVERSITÀ BARI

SI

NO

NON SO

(barrare la casella che interessa)

Alba Sasso

PARLAMENTARE DS modera

Paolo Covella

DIRETTORE “PaeseePaesi”

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Anno VII n. 1 - Gennaio 2007 VOCI DI CITTÁ BARI Determinante l’intervento dell’assessore regionale ai Trasporti, Mario Loizzo

Nodo ferroviario, spediti verso la svolta Soluzione entro Gennaio. Numerose le migliorie per il trasporto a Bari e nell’hinterland

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razie all’impegno dell’assessore regionale ai Trasporti, Mario Loizzo, l’annosa questione del Nodo ferroviario di Bari sta trovando una rapida soluzione e si evolverà a breve in via definitiva con la firma dell’accordo del ministro alle Infrastrutture, Antonio Di Pietro. Il repentino sviluppo è maturato alcune settimane fa con l’ulteriore efficace intervento dell’assessore Loizzo che ha dato l’input alla segreteria del ministro per attivare la procedura. La soluzione del Nodo ferroviario porterà un cambiamento consistente per Bari e il suo hinterland con notevoli agevolazioni per il trasporto locale, poiché l’intesa prevede l’interramento dei binari a Nord della città,

tra Santo Spirito e la stazione centrale, mentre quelli a Sud, dalla stazione centrale a Torre a Mare, subiranno una variante di percorso. Tra i diversi stadi di avanzamento in materia del Nodo c’è, in fase avanzata, anche il progetto della linea del treno metropolitano per Loseto, Adelfia e Bitritto che è in parte già realizzata e che entrerà direttamente nella stazione ferroviaria centrale, condividendo la trincea di rete ferroviaria italiana da Santa Caterina per via Glomerelli e verso piazza Moro. Si tratta del nuovo tratto della linea Bari-Taranto di Rfi e, grazie al seminterramento dei binari, consentirà l’eliminazione di tre passaggi a livello: Santa Caterina, via Capruzzi e viale delle Murge. Previsto anche

Decise dal Comune una serie di riduzioni sull’ICI

ICI, agevolazioni per le fasce più deboli

Previste sulla prima casa, per gli anziani, nuove coppie ed altre categorie

iminuisce l’Ici sulla prima casa nel 2007. La giunta comunale di Bari ha, infatti, stabilito una variazione delle tariffe: l’aliquota sulla prima casa scende dal 4,5 per mille al 4,25, quella sulle seconde sale invece dello 0,5, passando dal 6,5 al 7. Confermata al 3 per mille l’aliquota per l’abitazione affittata con contratti “a locazione agevolata” e quella per le case locate agli studenti universitari fuori sede. Resta al 9 per mille l’imposta sugli alloggi sfitti ed aumentano le classi di detrazioni: gli ultraottantenni non pagheranno l’Ici purché “l’abitazione principale costituisca l’unica abitazione posseduta” e purché l’appartamento non sia occupato. Nell’atto della giunta Emiliano sono state anche inserite una serie di categorie che usufruiranno del raddoppio dell’esenzione tradizionale, da 103 a 206 euro; i pensionati, i portatori di handicap, i disoccupati. Usufruiranno della dop-

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pia esenzione anche le nuove coppie, nei primi due anni di matrimonio: se poi, entro il primo anno di matrimonio, avranno un figlio usufruiranno del bonus per ulteriori 24 mesi. Stesso vantaggio anche per le famiglie che ospitano minori ospitati, adottati o in affido, per le ragazze madri, i lavoratori atipici o le famiglie numerose e monoreddito. Potranno usufruire dello sconto sull’aliquota i nuclei familiari che non hanno un reddito superiore ai 10mila euro, o di 22mila qualora si tratti di una famiglia numerosa. Secondo l’amministrazione, Bari applica la tariffa più bassa d’Italia.

il riassetto definitivo di tutta la tratta ferroviaria da Bari ad Altamura e, quindi, a Matera. Intanto, nell’area Sud di Bari, a ridosso della zona di grande espansione tra via Amendola e la sede della strada statale 100, è prevista la realizzazione della stazione di formazione treni delle Ferrovie del Sud est nei pressi dell’Ikea, dove le Ferrovie del Sud est effettueranno il servizio di treno metropolitano nella tratta che entra a Bari da Triggiano e Capurso. “L’obiettivo strategico del riassetto del nodo ferroviario di Bari, trova oggi finalmente una positiva e definitiva conclusione – ha dichiarato l'assessore ai Trasporti Mario Loizzo - il nuovo progetto prevedendo la correzione del tracciato ferroviario a sud

di Bari e l’interramento dei binari nella tratta Palese e S. Spirito, libererà aree importanti che le autonome scelte urbanistiche della città di Bari sapranno valorizzare al meglio negli interessi della popolazione barese. La soluzione che a sud di Bari vede la correzione del tracciato, anche a seguito dell’avvenuto abbattimento degli edifici di Punta Perotti, apre davvero – ha concluso Loizzo - una occasione storica per ricucire la città con il suo mare, dimostrando che la difesa della legalità e degli interessi generali del territorio, prevedono non solo le demolizioni ma anche le grandi progettazioni necessarie allo sviluppo delle comunità”. c.mor.

Ben 135mila passeggeri nel 2006. La Msc Crociere potenzia la flotta in Puglia

Bari leader delle crociere nel mediterraneo Importante il ruolo di raccordo del capoluogo con l’area metropolitana

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unta a diventare leader nel Mediterraneo la Msc Crociere che ha tratto un bilancio estremamente positivo della stagione turistica 2006, con gli oltre 135mila passeggeri transitati in Puglia attraverso il porto di Bari. Lo ha sostenuto Domenico Pellegrino, direttore generale Msc Crociere, che ha condiviso il successo della compagnia di navigazione italiana con il sindaco di Bari, Michele Emiliano, il presidente della provincia di Bari, Enzo Divella, il presidente dell’Autorità portuale di Bari, Franco Mariani, ed i rappresentanti della società Aeroporti di Puglia. Msc conferma il ruolo strategico di Bari nelle crociere verso il Mediterraneo Orientale grazie ai 46 scali effettuati dalla Msc Armonia e dall’ammiraglia Msc Musica. L’Armonia attraccherà nel capoluogo il 29 marzo, inaugurando la stagione croceristica 2007

che si chiuderà a novembre, confermando l’importanza della destagionalizzazione dell’offerta turistica a cui ambisce la Puglia. A Bari giungerà anche la Msc Orchestra, futura ammiraglia, e la Msc Opera. Dall’1 febbraio la compagnia di navigazione ha aperto in città anche un nuovo ufficio vendite, rafforzando la sua presenza sul territorio con l’obiettivo di incrementare gli scali e il traffico passeggeri del 30%. Il sindaco, condividendo gli obiettivi della Msc per la crescita turistica della città, ha anche ricordato che la presenza di Enzo Divella all’incontro, dà il senso che la città è consapevole della forza dall’area metropolitana. Si può competere, secondo il sindaco, solo se Bari si immagina oltre i propri confini cittadini. Emiliano ha, così, ha auspicato una collaborazione tra Comune e Provincia. c.mor.

L’assessore Loizzo: “Una straordinaria opportunità per la Puglia con questo volo”

Mosca e la Puglia ora sono più vicine Il nuovo collegamento aereo della Alpieagles con la Russia parte da Bari

Puglia ha una straordinaria opportunità con questo volo perché da mesi la Regione, la Provincia, il Comune di Bari, hanno attivato una serie di rapporti con le realtà moscovite e russe, di carattere commerciale, culturale, scientifico e religioso, relazioni che per potersi sviluppare, consolidare e strutturare avevano bisogno di un collegamento aereo rapido e per questo consideriamo questo collegamento un’opportunità straordinaria, perché consente di dare slancio a queste relazioni, di poterle sviluppare”. Così l’assessore ai Trasporti e Infrastrutture

“La

della Regione Puglia, Mario Loizzo, sul nuovo collegamento aereo, low cost con prezzi concorrenziali, che la compagnia Alpieagles effettua tra l’aeroporto “Karol Wojtyla” di Bari ed il terminal “Sheremetyevo” della capitale russa. “Attraverso questo collegamento – ha detto Loizzo – pensiamo non solo di strutturare e migliorare le relazioni con la Russia, per l’allargamento degli orizzonti economici della Puglia, ma pensiamo che attraverso questo collegamento aereo noi possiamo costruire una calamita fondamentale per attrarre questi flussi turistici e commerciali”.

La realtà moscovita, secondo Loizzo, “sia pur con contraddizioni, vive dal punto di vista economico un momento importante. Da quelle realtà si muovono input di iniziative imprenditoriali verso l’Europa che sono giunte anche in Puglia, per il settore trasportistico e turistico. Ovviamente occorrerà – ha aggiunto l’assessore ai Trasporti – con intelligenza sviluppare in quelle realtà un marketing e promozione delle nostre bellezze straordinarie dal punto di vista paesaggistico, culturale e ambientale, in modo tale da orientare in maniera intelligente quel turismo

verso di noi e per offrire alle relazioni religiose frequenti un collegamento più rapido”. c.mor.


VOCI DI CITTÁ BARI A Bari dal 27 gennaio all’ 8 febbraio presso la Cittadella della Cultura. Numerosi altri eventi Anno VII n. 1 - Gennaio 2007

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Shoah, una mostra per non dimenticare L’evento sarà itinerante, multimediale e perno centrale delle iniziative di “Mai Più”

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orna “Mai più, per la Memoria, i diritti umani, la pace”, con una mostra multimediale, seminari, incontri, concerti e altre iniziative culturali e didattiche per non dimenticare la Shoa. E parte da Bari la con la mostra itinerante, “Shoah,”, realizzata con il contributo scientifico di Vito Antonio Leuzzi, che sarà inaugurata il 27 gennaio presso la Cittadella della Cultura, dove resterà fino all’8 febbraio. Subito dopo sarà trasferita in altri quattro comuni pugliesi: a Leporano (Ta), nel Castello Muscettola, dal 12 al 19 febbraio, a Trani nel Castello Federico II, dal 23 febbraio al 2 marzo, a Nardò nella Villa Vescovile, dal 6 al 13 marzo, a Man-

Japigiea Torr e a Mar

fredonia, nel Palazzo dei Celestini, dal 17 al 25 marzo, a Latiano nel Palazzo Imperiali, dal 29 marzo al 5 aprile. “La Puglia ha spesso sopportato una narrazione un po’ caricaturale, edulcorata della sua vera storia. Quanti pugliesi – si è chiesto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, presentando la mostra – conoscono esattamente la realtà dei campi di concentramento pugliesi, quanti conoscono la realtà delle vittime pugliesi delle Fosse Ardeatine?. Bisogna riorganizzare la memoria in maniera strutturata e non episodica. Non si tratta di mettere in piedi un eventificio ma un percorso auto educativo”, per costruire “anticorpi e una trama di

consapevolezza”. La mostra è divisa in 28 sezioni con 400 fotografie e 150 documenti e video storici, testimonianze della deportazione militare, politica e civile italiana, agli eccidi nazisti in Puglia e all´accoglienza ai profughi ebrei. Nel progetto sono stati coinvolti gli attori pugliesi Rino Cassano, Cosimo Cinieri, Brizio Montinaro, Michele Placido ed Emilio Solfrizzi che sono i protagonisti di una video installazione curata da Fredy Franzutti nella quale interpretano alcuni brani dal libro di Primo Levi "Se questo è un uomo". Nella tappa barese sarà allestita, nella Cittadella della Cultura, la mostra "Fascismo e leggi razziali. Libri e documenti" organizzata in collaborazione

con la Biblioteca nazionale Sagarriga Visconti Volpi e l´Archivio di Stato. Il 29 gennaio alle 19.30, al Kursaal Santalucia di Bari, si terrà il Concerto per la memoria diretto da Carlo Tenan con la partecipazione del clarinettista Alessandro Carbonare, prodotto dalla Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari in collaborazione con l´Associazione musicale Accademia dei Cameristi di Bari. Organizzata dall’assessore alle Culture del Comune di Bari, Nicola Laforgia, anche una mostra che sarà inaugurata il 25 gennaio, nella sala Murat, dedicata ai bambini morti nell’Olocausto, accanto ad altre pregnanti iniziative cittadine. c.mor.

VOCI DI QUARTIERE Il torrino è già in sicurezza. Sopralluogo degli assessori Losappio e Maugeri

La ex Fibronit ora fa meno paura

I lavori avviati grazie all’intervento della Regione Puglia, d’intesa con il Comune di Bari opo cinque mesi di lavoro, il recupero di 60 tonnellate di amianto e una spesa di 360mila euro, il padiglione D8 della ex Fibronit di Bari, dove l’amianto veniva miscelato al cemento quando la fabbrica era in funzione ed il “torrino” sono stati finalmente messi in sicurezza grazie all’intervento della Regione Puglia e del Comune di Bari. L’accordo tra il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ed il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha sbloccato una situazione di stallo che durava ormai da tempo ed ha consentito che anche la dire-

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zione dei lavori al padiglione D8, di competenza regionale, fosse affidata agli stessi esperti che lavorano per il Comune. Gli ingegneri Claudio Tedesi e Salvatore Adamo hanno assicurato un’unica regia ai due diversi cantieri all’interno della ex Fibronit. Il padiglione D8 è quello che pre-

sentava maggiori problemi tecnici per gli interventi di bonifica in quanto a rischio crollo; il “torrino” in particolare era considerato il punto più pericoloso dell’intera area. Ora il rischio è stato scongiurato e la vernice, una specie di collante che impedisce la dispersione delle microscopi-

che particelle, ricopre quasi tutte le strutture della ex fabbrica della morte. Il 4 gennaio scorso l’assessore Regionale all’Ecologia Michele Losappio e l’assessore all’Ambiente del Comune di Bari, Maria Maugeri, con Nicola Brescia, presidente del Comitato Fibronit, hanno effettuato un sopralluogo congiunto sul cantiere. I lavori di messa in sicurezza sono iniziati ad ottobre 2005 e termineranno a giugno prossimo, dopo la scoperta di ulteriori 4mila metri quadri di intercapedini in amianto da bonificare. L’ex fabbrica della

morte, che ha smesso di produrre eternit nel 1985, è inserita nell’elenco dei siti inquinati di interesse nazionale del programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale del Ministero dell’Ambiente e Tutela Territorio. Il passo successivo sarà la messa in sicurezza definitiva della zona con la demolizione dei capannoni e la copertura del terreno per consentire finalmente la realizzazione del parco, deliberata dal Consiglio comunale. Una commissione individuerà il progettista che curerà tutti gli ulteriori interventi che partiranno da settembre.

Cerimonia commossa al Comune di Bari in onore dell’ex sindaco e senatore

Intitolata una via al Sindaco Laforgia

Emiliano: “Ti faceva venir voglia di fare politica e di lottare contro soprusi ed ingiustizie” stata una cerimonia commossa quella che si è svolta in sala consiliare del Comune di Bari per l’intitolazione di una strada al senatore Pietro Leonida Laforgia, Sindaco di Bari per nove mesi dal novembre 1993, nei pressi dell’Ospedale Giovanni XXIII. Il sindaco Emiliano, ha ricordato il senatore Laforgia come un uomo unico, “che ti faceva venir voglia di fare l’avvocato, ti faceva venir voglia di

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fare politica e di lottare contro i soprusi e le ingiustizie”. “Mi chiedo - ha detto Emiliano come sarebbe la mia esperienza da sindaco se avessi la possibilità di confrontarmi con lui, di ascoltare i suoi consigli e le sue valutazioni”. Pietro Leonida Laforgia, è stato Sindaco di Bari dal febbraio al novembre 1993, eletto nel Collegio senatoriale di Bari Centro il

27 marzo 1994 nella lista del centrosinistra, aderì al Gruppo Federativo dei Progressisti e fu nominato segretario della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari e componente del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa e della Commissione giustizia del Senato della Repubblica. Come avvocato è stato difensore dei lavoratori, degli studenti, degli esponenti sindacali e della sinistra

democratica nei più importanti processi penali celebrati a Bari e in Puglia sin dagli anni ’50. Fu difensore di parte civile nel giudizio contro la ricostituzione del partito fascista e per l’omicidio di Benedetto Petrone ed ha rappresentato il Comune di Bari nel primo maxi-processo alla criminalità organizzata del capoluogo. Come parlamentare ha presentato

quale primo firmatario numerose proposte di legge, anche per il recupero e la valorizzazione del centro storico. c.mor.


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Anno VII n. 1 - Gennaio 2007 VOCI DI QUARTIERE BARI Terzo anno di attività: bilancio positivo della VI Circoscrizione. Si va verso il Decentramento

Migliora la qualità della vita nei due rioni Il presidente Scorza: “Possiamo essere moderatamente soddisfatti, e rinnovare il nostro impegno”

terzo anno di attività, Leonardo Scorza, presidente della del VI Circoscrizione, Carrassi–San Pasquale, una delle più popolose della città, traccia un bilancio delle attività svolte dall’insediamento ad oggi. “Tra il 2004 ed il 2005, in collaborazione con la Provincia di Bari, il Centro territoriale per l’impiego, la Camera di Commercio abbiamo avviato l’attività di formazione di un anno per undici minori a rischio presso aziende baresi che ha visto l’inquadramento di alcuni dei minori al termine del tirocinio. Dal 2005 abbiamo attivato la Consulta dei minori della VI Circoscrizione, come spazio a più voci in grado di discutere e progettare gli interventi sul disagio minorile. Dallo stesso anno siamo parte integrante della rete del Centro Risorse per la Prevenzione del disagio sociale avente come capofila l’Istituto Professionale “Gorjux” di Bari. Sul piano culturale durante i mesi estivi il Parco 2 Giugno è stato al centro della vita dei quartieri… Con l’iniziativa “Il Parco in festa” articolato in più giornate abbiamo offerto momenti di crescita culturale a tutte le fasce d’età. Occorre precisare che la nostra attenzione nei confronti del Parco2 Giugno ha visto oltre che la sostituzione delle panchine, l’abbatti-mento delle barriere architettoniche, la

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d e l territorio, e quello per la raccolta dell’umido presso gli esercizi di ristorazione e quello per la raccolta dei cartoni. C’è anche una novità per i matrimoni… e per il gas?

bitumazione dei viali, il ripristino dell’impianto d’illumi-nazione, la sottoscrizione di una convenzione con la Polizia di Stato. Importante è stata la collaborazione con i Poliziotti di Quartiere ed i Carabinieri di Quartiere, ma non va sottaciuto che le risorse umane in rapporto alla vastità del territorio andrebbe migliorato per rendere la prevenzione e la repressione rispondenti al fabbisogno anche in relazione agli effetti negativi prodotti dal provvedimento d’indulto di recente approvazione. Su quali altri attività la Circoscrizione ha posto la propria attenzione in particolare? Si è anche rivolta all’Istituto Fornelli ed alla casa Circondariale che ci ha visto e ci vede impegnati a proporre iniziative culturali (abbiamo raccolto e donato 380 nuovi libri per arricchire la loro biblioteca), miranti a garantire momenti di solidarietà ed integrazione. Abbiamo attivato dal 2004 un pro-

getto estivo rivolto ai bambini e bambine di quelle famiglie (che nella nostra Circoscrizione di 61.000 abitanti sono numerosissime) che al termine della scuola hanno la necessità, per motivi lavorativi, di impegnare i propri figli in attività ludico-formative nel periodo Luglio, Agosto e Settembre. Numerose ed articolate sono state le attività sportive extrascolastiche dedicate agli adolescenti, ma anche ai diversamente abili ed agli anziani; progettato in collaborazione con la Consulta dei minori. E’ stato avviato il sostegno scolastico per gli adolescenti in difficoltà nonché le attività di tutoraggio per i minori a rischio. E per le famiglie? Abbiamo attivato in collaborazione con la Consulta ed il Centro famiglie il Germoglio il progetto Genitori in rete che però si è interrotto dal Luglio 2006 e che a breve dovrebbe essere riattivato; un’altra iniziativa che si è interrotta è stata l’attivazione dello Sportello dei

piccoli lavori, in collaborazione sempre con il Centro Famiglie il Germoglio; con tale progetto abbiamo provato a far incontrare la domanda e l’offerta tra cittadine e cittadini in grado di fornire o ricevere prestazioni lavorative per piccoli lavori di casa. In collaborazione con l’Aures ( Centro di mediazione familiare) e la Scuola Media “G. Laterza” abbiamo attivato un progetto di mediazione interculturale indirizzato ai minori extracomunitari che la frequentano , ma dal Luglio 2006 è scaduta la convenzione tra il Comune di Bari ed il Centro di mediazione nella prospettiva dell’attuazione del Piano Sociale di zona che a breve dovrebbe essere avviato. Per un’attenta pulizia dei due quartieri come è intervenuta la Circoscrizione? Abbiamo realizzato con l’Amiu e l’assessorato all’Ambiente un progetto sperimentale per la rilevazione e l’abbattimento dell’inquinamento da polveri sottili in prossimità di due scuole elementari

Dal Gennaio 2006 presso la Chiesa Russa vengono celebrati i Matrimoni con rito civile, e da Maggio 2006 è attivo nello stesso luogo uno Sportello dell’AMGAS e un Totem Informatico per garantire un servizio Urp decentrato. Siamo consapevoli che quest’anno abbiamo di fronte a noi impegni ancor più gravosi . Allo scopo di raccogliere suggerimenti e proposte dai cittadini sia sulle iniziative culturali sportive e sociali che sui problemi strutturali dei quartieri sono stati distribuiti circa 15mila questionari e raccolto circa 3mila schede compilate discutendone con i cittadini in tre incontri pubblici. Possiamo essere moderatamente soddisfatti, e rinnovare con maggior vigore il nostro impegno; se il Decentramento Amministrativo seguirà la progressione temporale prevista nel Regolamento approvato di recente dal Consiglio Comunale, avremo poste le premesse per la creazione dei Municipi, che con una maggiore autonomia, potranno meglio rispondere ai bisogni dei cittadini. c.mor.

Riconoscimento per la tutela del patrimonio culturale italiano. La consegna a Mantova

In Piazza Giulio Cesare, disposto su tre livelli e dotato di 770 posti auto

Assegnato alla città per aver dato “un segnale assai importante a tutto il Paese”

Contribuirà a risolvere il problema della viabilità e del traffico cittadino

baresi. È stato il segno di ari vince il Premio quel rispetto della legalità Federico Zeri, per QUARTIERE che guida il nostro modo di la tutela del patriintendere l’amministrazione monio culturale italiano, per del bene comune”. Il premio la demolizione di Punta Pesarà consegnato a fine gennaio rotti.. Nella motivazione del premio la giuria rileva che, con la a Mantova, nel Teatro Scientifico del demolizione di Punta Perotti “la città Bibiena, alla presenza del sindaco della di Bari ha dato un segnale assai imporcittà Fiorenza Brioni e della Giuria tante a tutto il Paese: che davanti al composta da Salvatore Settis, direttore sopruso, all'illegalità, all'offesa alla della Scuola Normale Superiore di Pisa Costituzione della Repubblica e ai prine neo-presidente del Consiglio Supecipi della tutela non bisogna rassegnarriore dei Beni Culturali; dal fotografo si, ma occorre reagire”. Grande la Oliviero Toscani e da Klaus Wagenbach, soddisfazione del Sindaco Michele Emiuno dei maggiori editori tedeschi, che liano nell’apprendere dell’assegnazione ha in catalogo molti narratori e saggisti del premio: “E’ un riconoscimento italiani. Vincitore ex aequo anche Pietro importantissimo - ha dichiarato il sinGiovanni Guzzo per la sua azione alla daco - l’abbattimento di Punta Perotti guida della Soprintendenza di Pompei. è stato un atto dovuto alla giustizia, alla bellezza, alla dignità di Bari e dei c.mor.

stato inaugurato il Gestipark di Piazza Giulio Cesare, il nuovo parcheggio interrato nei pressi del Policlinico di Bari, costruito in tempi record, distribuito su tre livelli sotterranei e dotato di 770 posti auto che contribuirà a risolvere il problema della viabilità e del traffico, specie nel centro della città. I residenti e gli impiegati della zona possono usufruire dei 290 posti auto fissi, avvalendosi di comode agevola-

Punta Perotti, Bari vince il premio Zeri

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Japigia

Aperto il mega parcheggio interrato del Policlinico

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zioni . Originale la QUARTIERE scelta da parte del Gestipark di regalare ai 290 titolari dei posti fissi la Bicipark, l'esclusiva bicicletta da utilizzare per muoversi liberamente in città, evitando quindi l'uso della propria auto. Particolari agevolazioni sono previste per i disabili. Garantito comunque il 60% circa dei posti disponibili al parcheggio a rotazione.

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PAESE CHE VAI 9 ACQUAVIVA Intervento dei democratici di sinistra di Acquaviva sul locale ospedale Anno VII n. 1 - Gennaio 2007

“Miulli”: gli obiettivi chiari e gli interessi nascosti L'entrata in funzione del nuovo monoblocco è una grande occasione per la comunità, ma attenzione a strumentalizzazioni e doppi fini…

entrata in funzione del monoblocco ha segnato una tappa decisiva nella lunga storia dell'Ospedale "Miulli". Grazie alla nuova struttura, l'Ente ecclesiastico non soltanto rientra ampiamente, a differenza del passato, negli standards richiesti dalla legge Bindi per l'accreditamento, ma può legittimamente proporsi come una realtà d'eccellenza all'interno del sistema sanitario regionale.

L’

Eppure, questa importante realizzazione ha suscitato, nella città e fra gli stessi operatori del "Miulli", reazioni tutt'altro che compiaciute. I contraccolpi del trasferimento del plesso ospedaliero sull'economia locale, i prevedibili disagi di alcune fasce di utenti (soprattutto gli anziani), il mutamento delle abitudini di vita e di lavoro dei dipendenti, infine l'agitazione portata avanti da alcuni sindacati aziendali stanno creando attorno al nuovo ospedale un clima di ostilità. Se le cause dei malumori e delle insoddisfazioni non saranno prontamente e positivamente rimosse, rischiano di essere vanificate, almeno nel breve periodo, le prospettive di benefica ricaduta sul tessuto sociale e produttivo cittadino che la creazione del monoblocco lasciava intravedere e sperare. Poiché siamo da sempre sostenitori dell'autonomia del sindacato, rispettiamo le rivendicazioni delle sigle che hanno promosso l'azione di protesta, ma anche le ragioni di quelle che non hanno ritenuto di aderirvi: e non siamo disponibili a schierarci con nessuna delle parti impegnate nel confronto. Perciò stigmatizziamo le posizioni e i comportamenti di quanti stanno cinicamente approfittando della vertenza sindacale in corso per regolare vecchie pendenze, per consumare tardive vendette o per far valere un tornaconto personale. Per quest'ultimo aspetto, è ancora una volta il Sindaco a distinguersi. Nel 2001 scriveva al Prefetto di Bari perorando la causa dell'ecclesiasticità del "Miulli"; due anni dopo, in Consiglio Comunale, elogiava sperticatamente la dirigenza dell'Ospedale, impegnata nella attuazione del progetto del monoblocco (in proposito esistono

prove documentali facilmente reperibili); ora, improvvisamente folgorato sulla via di Damasco, con spregiudicato opportunismo riapre l'antica questione della natura giuridica dell'Ente, e si erge a implacabile accusatore dei responsabili della sua gestione. I DS di Acquaviva si sono mossi, e continuano a muoversi, in coerenza con due obiettivi fondamentali: la crescita del "Miulli", ispirata a criteri di qualificazione, di efficienza, di funzionalità dei servizi, ma anche di efficacia e di trasparenza del governo della struttura, affinché l'Ospedale sia posto in grado di corrispondere sempre più e sempre meglio ai bisogni e alla domanda di salute espressi dal territorio; un dialogo costruttivo fra l'Amministrazione ospedaliera e le istituzioni comunali, con il concorso delle forze politiche e sociali della città, affinché, nell'ambito delle rispettive competenze e prerogative, lo sviluppo

del nosocomio si traduca in vantaggi di ordine economico, sociale e culturale per la comunità acquavivese. Il raggiungimento di questi obiettivi, a giudizio dei DS, comporta: - una programmazione dello sviluppo dell'Ente che, d'intesa con la Regione e senza rinunciare alla pluralità e alla qualità delle prestazioni finora erogate, concentri investimenti e risorse sui settori specialistici per i quali si registra un insufficiente livello di offerta all'interno del sistema ospedaliero regionale, o per i quali le rilevazioni epidemiologiche segnalano una tendenziale crescita della domanda; - una politica di qualificazione professionale e di aggiornamento del personale (sia medico che paramedico e amministrativo); - una oculata e razionale gestione del budget, che elimini sprechi, privilegi corporativi e rendite parassitarie di ogni genere, e che assicuri una utilizzazione ottimale delle moderne e sofisticate apparecchiature diagnostiche e terapeutiche di cui la struttura dispone;

- una valutazione equa, ovvero garantita da regole certe, delle professionalità e della produttività degli operatori ospedalieri, affinché la mobilità verticale risponda a criteri meritocratici, e venga dissipato ogni sospetto di agevolazioni familistiche o clientelari; - una politica degli organici adeguata agli obiettivi che l'Ente si propone di raggiungere; - un effettivo, permanente coinvolgimento del personale nelle scelte di programmazione e di gestione, affinché sia superato ogni vizio di dirigismo autocratico e siano scongiurati rischi di disaffezione al lavoro, con inevitabili cadute di produttività e di efficienza; - l'organizzazione, in ambito locale, di gruppi di imprese che siano in grado di fornire all'Ospedale beni e servizi a condizioni competitive, sotto il profilo sia quantitativo che qualitativo.

In questo modo, e senza riesumare lo strumentale e sterile (se non addirittura nocivo) contenzioso sulla natura giuridica dell'Ente, che non condividiamo in alcun modo, riteniamo che le attese e le aspirazioni - di carattere sia economico sia professionale - dei lavoratori dell'Ente possono trovare piena soddisfazione entro un quadro di crescita dell'Ospedale: una crescita che può peraltro, apportare anche cospicui benefici all'economia locale. Ma il futuro del "Miulli" dipende anche, in larga misura, dal senso di responsabilità di tutti, autorità, operatori, istituzioni e amministratori dell’Ente in primo luogo. I DS intendono confrontarsi su questi temi con tutti i cittadini; in più, chiedono con forza che non sia operata discriminazione alcuna verso l'Ente "Miulli", che venga riconosciuto il ruolo di primo piano da esso assolto nel sistema ospedaliero regionale, e che la Regione Puglia provveda, per conseguenza, alla erogazione di tutti i finanziamenti previsti dalle leggi vigenti e dai contratti collettivi di lavoro. Inoltre, i DS confidano che il Governatore dell'Ente, mons. Mario Paciello, manifesti la sua disponibilità a

una proficua interlocuzione sulle questioni in precedenza e sinteticamente illustrate. Un primo, positivo segnale è venuto dall'iniziativa di interpellare i soggetti istituzionali, sociali e politici del territorio affinché si trovi una concorde soluzione alla destinazione del vecchio plesso del "Miulli". Anche in questa occasione il Sindaco, invece di vergognarsi di aver trascurato colpevolmente un problema di interesse collettivo, ha trovato il modo di montare una sciocca, pretestuosa polemica contro il Vescovo, rimproverandogli di averlo trattato da chierichetto. Ma il dott. Pistilli, si sa, ha un'altissima opinione di sé, e soprattutto non ha cura del bene comune: si preoccupa soltanto della sua carriera. E forse immagina che essa possa concludersi, a colpi di intimidazioni e di ricatti, con una bella, ben remunerata poltrona nella dirigenza del "Miulli".

DS Unità di Base “M. Coccioli” Acquaviva


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PAESE CHE VAI ADELFIA

Anno VII n. 1 - Gennaio 2007

Comprendere gli interessi generali dei cittadini, cercando di cogliere ed interpretare i loro desideri: questo il dovere di chi governa.

Adelfia: poco attenta al futuro dei suoi figli Intervista al Consigliere comunale dei DS Francesco Cafarchia di Marisa Valletti* oche battute sono ormai sufficienti per esprimere un malcontento generale per la qualità della vita alla quale siamo costretti; cosa fare allora per migliorare? So bene che mi accingo a rispondere ad un quesito troppo generale, che sicuramente non troverebbe risposta nelle poche righe di questo articolo; per tale ragione, nell’osservare ciò che mi circonda, preferisco scegliere una precisa angolazione che è quella, in fondo, che più mi appartiene: quella di donna e di mamma. Ebbene, cercando di interpretare il pensiero di altre donne, non posso che augurarmi per i nostri figli un Paese migliore, che li segua attentamente durante il percorso di crescita, partendo con l’offrire loro uno spazio sicuro e tranquillo ove giocare, continuando con il creare spazi in cui socializzare, formare le loro coscienze, le loro personalità di uomini, lavoratori, finendo con il garantire loro una serena vecchiaia, forti della certezza di non essere soli e, soprattutto, di avere ancora qualcosa da offrire. Certamente non viviamo più nell’epoca in cui tutto ciò rappresenta un sogno di difficile realizzazione: diversi sono ormai gli incentivi statali che possono dar voce alle nuove forze che pullulano, bramose di realizzare i loro progetti. Perché allora non assistiamo ancora a quel salto di qualità della nostra cittadina che tanto auspichiamo? Credo che la causa sia il mancato perseguimento dell’interesse collettivo da parte di chi ci governa. Un rimedio potrebbe forse essere quello di porre fine ai finanziamenti a pioggia che mettono a tacere singoli e personali interessi, senza soddisfare invece quelli più generali, più grandi che ci permetterebbero per l’appunto di realizzare quel sogno per i nostri figli.

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Ho assistito recentemente ad un dispendio di danaro per rendere il parco di Adelfia-Canneto più gioioso per i nostri bambini. Operazione lodevole e, sicuramente, degna di apprezzamento! Peccato che dopo poco più di un mese, quelle stesse giostrine testimoniavano il passaggio di chi è libero di distruggere anche ciò che appartiene alle anime più indifese. Sarebbe allora ancor più apprezzabile l’impegno della nostra Amministrazione volto a garantire la persistenza dei beni che costruisce, assicurando al tempo stesso vigilanza e l’incolumità dei nostri stessi piccoli; in tal senso, tornerebbe utile anche un servizio di pubblica sicurezza più efficiente che permetta, peraltro, a tutti – anche ai più adulti – di circolare per le strade del nostro Paese con la stessa spensieratezza che ci accompagnava in tempi non troppo lontani. La sicurezza è davvero diventata un’emergenza che vede distratta la Giunta in carica! Ed ancora. Perchè mai non consentire alla molteplicità delle mamme di poter contare su di una efficiente e ben organizzata struttura pubblica che accolga i bambini di età inferiore ai tre anni? Certamente non vantiamo, rispetto a numerosi altri Paesi che ci circondano, un asilo nido strutturato e funzionante secondo le vigenti norme di legge; solo oggi, dopo più di 20 anni dalla sua esistenza, assistiamo all’esecuzione in tale sede di opere di “ordinaria” manutenzione. E non si dica che tale colpa non sia imputabile all’attuale Amministrazione. Lo scorso anno – e non voglio andare oltre – quando il governo del nostro Paese era nelle mani della medesima amministrazione, i bambini che frequentavano quella struttura soffrivano spesso il freddo ed erano lavati con acqua fredda a causa del cattivo funzionamento del sistema termico ed idraulico. Per non parlare, poi, della situazione di “sovraffol-

lamento” della scuola dell’infanzia in Via Conella. Ed in ultimo. Osservando l’evolversi dei tempi, tutti noi vorremmo che i nostri figli trovassero nel nostro stesso Paese luoghi ove formarsi culturalmente, ove percepire messaggi utili e funzionali al loro slancio nel lavoro. All’uopo, occorrerebbero maggiori occasioni di incontro e confronto tra le intelligenze del nostro stesso Paese, o tra le stesse e chi ha un sapere da offrire, per soddisfare quello che oggi, più che mai, è un insopprimibile bisogno di conoscenza; occorrerebbero più efficienti servizi di informazione. La presenza di questi luoghi e dei progetti che li animerebbero, peraltro, non solo eviterebbe l’ormai sempre più frequente fuggi-fuggi dei nostri figli, ma consentirebbe a chi rimane nella nostra cittadina, di contrastare – o quanto meno evitare – disagi sociali, superare difficoltà relazionali, attesa per di più la clamorosa assenza di servizi di mediazione familiare e di consulenza per famiglie e minori. Molto andrebbe fatto, non in termini però di quantità, bensì di qualità. Un esempio su tutti in questa direzione la c.d. biblioteca comunale. Un luogo nato per finalità specifiche ed oggi destinato ad altro. Per quale ragione avviene tutto ciò? E quanto realizzato recentemente, può definirsi “biblioteca”? Ecco perché occorre “qualità” e francamente, quella manifestata dai nostri “governanti”, specie a tal riguardo, mi sembra assai bassa. Ed allora, perché mai non meditare sulle nostre scelte, onde investire le energie ed il nostro danaro per soluzioni strutturali e non di mero “tampone”? Questa tensione morale porto in questa mia nuova esperienza e spero di confrontarla e trasferirla in Consiglio Comunale. *Consigliere comunale Ds

“Pianificare il futuro”? É possibile… La pianificazione urbanistica del territorio è patrimonio di tutti. di Antonella Gatti er fortuna vi è ancora qualcuno che si dedica alla politica nella sua accezione originaria, la cosiddetta “arte di governo della cosa pubblica”, per perseguire quello che dovrebbe per tutti essere l’obiettivo principale, ovvero l’interesse collettivo. Con l’iniziativa “Pianificare il futuro” organizzata dai Ds il 21 dicembre, presso l’Aula Consiliare di Adelfia si sono affrontati i temi della pianificazione e sviluppo del territorio nel rispetto dell’ambiente che ha visto partecipare i cittadini, le forze politiche del centrosinistra, i sindaci di Casamassima e Bitritto, tecnici locali del settore e docenti del Politecnico di Bari. Per l’occasione sono intervenuti il consigliere comunale Ds Gianni Gargano, l’architetto Porzia Pietrantonio, l’assessore regionale all’urbanistica Angela Barbanente ed il consigliere provinciale Ds Vito Antonacci. Alla base una sfida di carattere culturale: la volontà d’invertire la tendenza a ritenere la pianificazione urbanistica del territorio una materia per tecnici

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e provando invece a riappropriarci del territorio in cui viviamo. Distogliendo l’attenzione dai problemi insiti in questa amministrazione, completamente appiattita su vani tentativi di risolvere le lotte al suo interno e del tutto assente sul piano di governo, i Ds hanno voluto riprendere la discussione politica per condurla lontano dalla polemica spicciola e più vicina e attenta alle necessità ed esigenze del paese e dei cittadini. Priorità assoluta della discussione la volontà di risolvere una questione assai seguita dall’opinione pubblica adelfiese, nonostante le poche e confuse informazioni a riguardo, ma purtroppo ormai da lungo tempo lasciata in sospeso dal governo cittadino: l’alveo torrente Montrone. Due i principali deficit d’impostazione dell’iter seguito dall’amministrazione comunale per la realizzazione del progetto riguardante l’alveo: l’assenza di un’idea precisa di urbanizzazione e il mancato coinvolgimento della popolazione. I Ds, attraverso il confronto e

l’illustrazione di esempi di rivitalizzazione del territorio nel rispetto delle caratteristiche ambientali, hanno tentato di sopperire a tali mancanze. Il progetto di urbanizzazione della Lama S. Giorgio - nel tratto che attraversa Noicattaro - presentato dall’architetto Pietrantonio, ha dimostrato che si può intervenire su un patrimonio ambientale come le Lame, senza deformarne l’aspetto e stravolgerne peculiarità e funzioni. Infatti pur risolvendo problemi idraulici e d’ingegneria, e prevedendo anche una nuova struttura architettonica, si può coniugare il rispetto della natura con il bisogno della società di vivere il territorio. Dall’idea di progettazione e urbanizzazione di una parte speciale del paese, quale può essere l’alveo, si è poi giunti a discutere di quanto sia importante attuare un’attenta politica d’urbanizzazione dell’intero territorio. “Pianificare il territorio significa pianificare il futuro della popolazione che in esso vive” - ha spiegato il capogruppo alla provincia Vito Antonacci, aggiungendo

Vito Antonacci, Angela Barbanente, Gianni Gargano e l'Arch. Porzia Pietrantonio

che - “la progettazione urbanistica è quindi patrimonio di tutti ma affinché i cittadini possano realmente incidere sulle decisioni che riguardano tale ambito, è necessario che, in virtù del principio di sussidiarietà, vi sia un decentramento delle funzioni in materia di pianificazione urbanistica all’ente più vicino ai Comuni: la Provincia, o la futura e probabile Città Metropolitana - alla luce delle modifiche normative messe in atto dal governo nazionale. In particolare, attraverso il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, il cosiddetto PTCP, tale ente eserciterebbe il controllo sulla gestione affidata ai singoli Comuni, non rappresentando un limite alla pianificazione comunale, bensì un momento di incontro fra le varie progettazioni, un

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superamento della frammentazioni e il recupero di una visione d’insieme.” Sottolineando l’importanza dell’istituto della delega all’ente più vicino al cittadino, l’intervento dell’assessore regionale Angela Barbanente ha infine chiarito che il rispetto del territorio è una priorità imprescindibile. “La Puglia per troppo tempo è stata aggredita dall’inosservanza di norme che disciplinano la tutela dell’ambiente. Il paesaggio è una risorsa e, in quanto tale, un bene al di sopra degli interessi particolari”- ha aggiunto l’assessore, concludendo che, relativamente al problema alveo, è possibile adottare qualsiasi forma di soluzione, a partire dalla scrupolosa conformità dei progetti alle norme esistenti.


PAESE CHE VAI BITRITTO Diversi episodi di criminalità con al centro dei bitrittesi impongono una riflessione Anno VII n. 1 - Gennaio 2007

Sicurezza, i problemi e le soluzioni di Bitritto Com’è valutata la situazione all’interno del paese di Michele Lampignano di Gianvito Rutigliano correndo le pagine dei quotidiani regionali degli ultimi mesi non è difficile imbattersi in bitrittesi balzati allo sconveniente onore della cronaca per importanti episodi di delinquenza, più gravi dell’ordinario. Un aumento rilevante negli ultimi anni che pare essere stato ravvisato dall’amministrazione, tanto da imporre nel periodo natalizio la programmazione di un piano di sicurezza di concerto con le autorità locali e presentato a cittadinanza e commercianti. Per far fronte all’ormai nota carenza numerica di elementi, soprattutto all’interno della locale polizia municipale, si è pensato a rimpinguare le forze dell’ordine mediante una convenzione con un istituto privato di vigilanza notturna, specie per i punti nevralgici come la villa comunale. Qui è

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stata inoltre installata una telecamera per la videosorveglianza, i cui nastri saranno utilizzati solo in caso di atti vandalici e ne sono previste di nuove appena il bilancio sarà approvato. Insieme a una migliore organizzazione degli orari di servizio di vigili e carabinieri, si è anche pensato all’organizzazione di servizi di sorveglianza popolare presso siti municipali come le scuole e la sala Castello. Un’occasione per creare qualche piccola possibilità di lavoro, ma un ulteriore segno di aumento della necessità di sicurezza. “Dopo un incontro in Prefettura ho avuto l’assicurazione che la situazione di Bitritto non è critica”, ci dice il sindaco Lucarelli, “anzi è persino migliore di altri paesi. Non significa certo che possiamo abbassare la guardia, ma voglio rassicurare i cittadini sul nostro impegno. Garantisco anche in virtù dei miei contatti quotidiani col

A un anno e mezzo da una nostra intervista, una sguardo all’ecologia

Ranger d’Italia e Autorità di Bacino, novità per i rifiuti

Diana: “Gli ingredienti per un vertice unico ci sono tutti” Lo stato del partito e della coalizione in tre domande

di Antonio Valerio

Luglio 2005 l’assessore all’ambiente Costantino Sacino ci parlò della politica che l’amministrazione intendeva attuare per la questione rifiuti. Qualcosa in giro si è visto, ma importanti iniziative come le isole ecologiche e la tassa sui rifiuti solidi urbani a punti (la quale avrebbe garantito un discreto risparmio ai cittadini più “ecologisti”) sembrano dimenticate. Apprendiamo che ogni iniziativa è stata sospesa per attendere l’instaurazione dell’Autorità di Bacino. Il suddetto ente (per la operatività bisognerà attendere marzo-aprile) gestirà le politiche sui rifiuti di diversi comuni, con la conseguenza che per ora ogni nuova iniziativa è bloccata. Forte del suo vecchio progetto l’amministrazione lo porterà all’attenzione della nuova realtà. Per adesso si è reso necessario ancora il rinnovo contrattuale con la Lombardi Ecologia per altri tre mesi, al termine dei quali bisognerà ricominciare seguendo le direttive dell’Autorità di Bacino, allora operativa. Con il nuovo anno è nato inoltre una collaborazione tra amministrazione e i Ranger d’Italia.

L’ass. Sacino ci spiega che si tratta di una ditta incaricata dal comune di verificare che il cittadino faccia un corretto uso dei bidoni per la spazzatura. Tale esigenza è nata da quando ci si è resi conto che nonostante l’esistenza di una fascia oraria in cui è possibile gettare i propri rifiuti (dalle 19 alle 7), i bidoni sono comunque pieni 24 ore su 24. I Ranger quindi hanno il compito di: notificare ai vigili urbani le generalità dei trasgressori da multare; controllare se i padroni dei cani siano in possesso di sacchetti per ripulire le strade dagli escrementi; segnalare alle forze dell’ordine eventuali attività sospette, andando così ad incrementare il servizio di sicurezza cittadina, sofferente ancora di forti carenze di organico. A chi è preoccupato per un’eccessiva rigidità, va detto che con i “primi trasgressori” si è adottata una certa indulgenza con un avvertimento/ultimatum, pronto a trasformarsi in multa in caso di recidiva. Il comune di Bitritto usufruisce di questo servizio per due giorni alla settimana, con una spesa annua di 7000 euro, utili per coprire il costo del carburante per le auto dei Ranger.

Tutto (a)normale di Gianvito Rutigliano itritto è un paese normale. Normalità odierna. Incredibile ma vero, il piano regolatore ha completato il suo iter di granitica burocrazia ed è in mano agli amministratori locali. Come in un paese normale. Anche se in realtà sono passati venticinque anni, come succede normalmente in tutti i comuni. E dopo la cronistoria della sua approvazione regionale ora ci sono tutte le intenzioni di

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Le difficili situazioni economico-sociali di alcune famiglie portano nella maggioranza dei casi allo sviluppo di devianze come il bullismo scolastico, il cui quasi naturale sbocco è quello della criminalità. Quella seria, quella dei grandi. È per questo che è necessaria, di pari passo ai percorsi sulla legalità intrapresi e i tentativi di limitare problemi già evoluti, una seria pianificazione da parte dell’assessorato ai servizi sociali per monitorare e fornire un concreto aiuto ai nuclei familiari più in difficoltà. Per prevenire all’origine i problemi di domani e per dare un futuro sicuro a quei giovani e alle loro problematiche e a un paese in crescita e a tratti timoroso per il proprio avvenire.

Intervista al segretario dei DS bitrittesi Giovanni Diana

di Alessio Onorato

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comandante dei carabinieri Esposito”.

raccontare quella della realizzazione dello sviluppo economico e residenziale previsto sul PRG e per accogliere il conseguente aumento demografico. Il paese a fine 2006 si è dotato, come da legge, di un piano triennale di opere pubbliche, il completamento del quale coinciderà con la conclusione dei cinque anni di amministrazione ulivista. Si tratta di lavori concreti, legati a rifacimento di stra-

ra assemblee e lavoro in piazza per il tesseramento 2007, il partito a Bitritto ha ripreso vigore. La situazione della sezione e del partito in generale attualmente qual è? Veniamo da un periodo di non campagna elettorale, grazie al quale abbiamo potuto concentrarci su noi stessi per poter interagire meglio col territorio. Allo stato attuale il lavoro dei DS è concentrato su progetti utilissimi ai cittadini, come quello per il piano regolatore anche grazie al vicesindaco Angelo Natuzzi e a livello regionale con il nostro rappresentante Mario Loizzo. Un altro importante obiettivo raggiunto è stato la creazione di un’agenzia per il lavoro a Bitritto, beneficiato dall’appoggio del nostro rappresentante alla Provincia Vito Antonacci, in collaborazione con altri esponenti della coalizione. Un’idea che permetterà la nascita di veri e propri centri polifunzionali per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Ancora a livello locale voglio ricordare il passo importante compiuto sullo sviluppo culturale e dello sport che ha reso il paese più vivo, in primis grazie al vicesindaco. L’Ulivo bitrittese è nato come una coalizione della maggior parte del centro-sinistra, per cercare di dare

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un’identità comune e un’amministrazione forte nel paese. Attualmente lo stato di salute qual è? Come detto in una recente assemblea, con i compagni della sezione abbiamo deciso di continuare con la strada della collaborazione. La costruzione di una coalizione è un processo che non si improvvisa. Perviene da un lungo percorso che, come sta accadendo, va per tappe e si consolida giorno per giorno. Con le ultime amministrative sono cambiate le vecchie logiche del paese. Abbiamo creato un nuovo modo di amministrare, grazie alla collaborazione di tutti i partiti di centro-sinistra e alla personalità del sindaco che riesce a mantenere uniti i partiti con la sua simpatia e la sua spiccata capacità di centrare obiettivi importanti. Qual è la sua posizione sul Partito Democratico anche nel nostro comune? Ci sono buone possibilità che l’unione avvenga. Ho personalmente avanzato al presidente de ‘La Margherita’ la proposta di creare un gruppo federato al Comune con i DS e altri soggetti politici disponibili, per creare una base concreta su cui lavorare. Credo che sia la strada giusta per un’unione che risolva veramente le esigenze di ogni cittadino.

BELVEDEREBITRITTESE de, a manutenzione di fogna bianca, a realizzazione di verde pubblico e al rifacimento della pavimentazione nelle zone perimetriche del centro storico. Lavori estremamente utili che in ogni comune normale bisognerebbe assicurare, che rientrano nelle normali mansioni di una buona amministrazione. La normalità si concretizza anche in negativo. Con discreta frequenza la cronaca riporta episodi di criminalità con dei bitrittesi arrestati. Capita normalmente in tutti i paesi, è un dato di fatto. Ma se succede nel proprio comune, piccola isola felice

della provincia barese, ci si allarma. Come è giusto che sia, quando non si è abituati alle cronache di quotidiana delinquenza del capoluogo o di centri più importanti come grandezza. Ma bisogna farci il callo. Non certo per accettare passivamente, ma per non meravigliarsi nello scoprire che un’isola felice probabilmente Bitritto non lo è mai stata. Il PRG parla, perlomeno in una prospettiva di amplissimo respiro, di un aumento di popolazione fino a 16/17mila unità. Se è vero che aumentando la grandezza di un paese ne aumentano i problemi ci si deve

cominciare a preoccupare? Bisogna far fronte ai problemi quotidiani, che un centro in crescita come il nostro deve affrontare, e lavorare prevenendo e dando aiuto nelle situazioni più complicate. Per poter avere un paese come davvero lo vorremmo. Normale in questo senso.

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Anno VII n. 1 - Gennaio 2007 PAESE CHE VAI CAPURSO I rappresentanti di “Mores”, “Maschere e tamburi” e “Porta del lago” discutono su P&P del futuro del Cinema

Cineteatro, la parola alle associazioni Tutti d’accordo: “Il paese ha bisogno di un contenitore culturale per crescere”

di Annalisa Carone

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Cineteatro ENAL è ora di proprietà dei Capursesi, dopo l’acquisizione dell’immobile da parte del Comune è ora il tempo delle riflessioni. L’argomento ha appassionato l’intera comunità; particolarmente vivace è la discussione all’interno delle diverse associazioni Culturali del paese, per le quali avere a disposizione un contenitore, uno spazio pubblico all’interno del quale progettare i propri eventi e le proprie iniziative sarebbe un fatto importante. L’occasione, dunque, è buona per un giro d’orizzonte nell’associazionismo capursese e per portare sulle pagine di P&P uno stralcio di questo dibattito. Alle nostre domande hanno risposto Johnny Calabrese presidente di Mores, Giacomo Santorsola presidente di Porta del Lago e Vito Laricchia presidente di Maschere e Tamburi. Cosa fare del cinema? Calabrese: “Il cinema deve tornare a essere una struttura culturalmente valida e a disposizione della collettività capursese; un contenitore culturale che non si fermi alla sola proiezione di film, ma che possa ospitare anche rappresentazioni teatrali e spettacoli in genere. Si può ben pensare a un cineteatro gestito da una cooperativa formata da giovani disoccupati capursesi, su cui attentamente vigili l’Amministrazione comunale attraverso un apposito comitato di gestione.” Santorsola: “Parere unanime della nostra associazione è quello

L’ex cinema ENAL di Capurso di vedere il cinema come un contenitore culturale dove poter sviluppare e incentivare iniziative associative”. Laricchia: “L’acquisizione del cinema è per noi un momento positivo, rappresenta la possibilità di realizzare i nostri progetti, è il luogo che cercavamo da tempo. Il cineteatro deve essere il luogo deputato per svolgere le attività culturali.” Proviamo ad immaginare il futuro: se la vostra associazione avesse a disposizione un cine teatro cosa potrebbe realizzare? Calabrese: “La nostra associazione non si è mai cimentata col teatro, per tanto penso all’utilizzo del cinema come auditorium o come luogo di aggregazione, dove poter realizzare spettacoli o manifestazioni, soprattutto invernali”. Santorsola: “È noto come la nostra programmazione di eventi, il Multiculturita necessiti di un

Cineteatro: quali proposte? di Vito Prigigallo

In

principio fu il dopolavoro. Dopo, venne il cinema. E in ultimo l’abbandono e il degrado. Attorno alla recente acquisizione dell’ex cinema il sindaco De Natale ha voluto costruire un notevole battage. E questo è un fatto legittimo da parte dell’establishment. Il tira e molla con la Regione – ente proprietario dell’immobile, acquisito all’indomani dello scioglimento dell’ENAL, uno degli “enti inutili” – rischiava di diventare stucchevole. L’accelerazione conferita alla procedura è dunque risultata positiva. Ora, la domanda è: che fare? Nel corso di una conferenza cittadina, presenti i soliti noti, avanzai due proposte. La prima, il concorso di idee. Essa può seguire due strade. Una è quella, diciamo così, istituzionale. Cioè: il Comune stabilisce tempi e modalità, nomina la commissione giudicante e fissa i premi per un vero e proprio procedimento a evidenza pubblica.

contenitore ideale per contenere una mole di gente, soprattutto nella stagione invernale.” Laricchia: “Organizzare attività teatrali accanto a rassegne invernali è quello che da sempre cerchiamo. Inoltre si potrebbero programmare corsi di teatro, poesia, dizione, o provini di giovani talenti artistici. Abbiamo molti sogni, ma non ci danno la possibilità di sognare. Le idee non mancano, bisogna ottenere i mezzi”. A proposito di politiche culturali: cosa serve al paese? Calabrese: “Innanzitutto si dovrebbe dialogare di più coi cittadini in modo da renderli sempre più partecipi alle tante iniziative. Per quella che è l’attuale gestione della cultura a Capurso i calendari di iniziative oggi sono ormai piatti e standardizzati. Non condivido la politica adottata di delegare totalmente ad associazioni e simili la cura e l’organizzazione di eventi, perché a mio parere tutto ciò che in un certo senso appartiene

al patrimonio culturale della collettività non può essere gestito da poche mani. Dovrebbe esserci più sinergia, più forze che si applicchino per la sola crescita del territorio”. Laricchia: “Sono più o meno dello stesso parere. Bisogna unire le forze di tutte le associazioni e dell’amministrazione comunale per costruire qualcosa di importante e innovativo per Capurso. Pur essendo un’associazione con quindici anni di storia, risulta difficile operare in singole realtà, la cooperazione culturale rappresenta il perfetto connubio per un grande progetto comune.” Santorsola: “Il mio pensiero è un po’ differente. Da anni a Capurso sono venute fuori molte realtà associative che hanno colmato vuoti presenti nel passato. Le numerose idee e proposte servono per incrementare lo sviluppo territoriale, ben vengano tutte le nuove realtà associative.” Un cineteatro attivo cosa si-

gnificherebbe per Capurso? Calabrese: “Un cineteatro attivo sarebbe sinonimo di rilancio culturale, un punto di aggregazione collettivo. Spero sia tutto ciò e non solo un modo come un altro per riempire una pagina sulla Gazzetta del Mezzogiorno”. Santorsola: “Il cineteatro porterebbe maggior sviluppo a livello culturale e commerciale. Il flusso di gente dai comuni limitrofi porterebbe economia, utilizzata anche per la conversione e organizzazione di strutture pronte al recepimento di molta gente.” Laricchia: “Sono d’accordo, siamo vicini alla città e a molte realtà demografiche proficue.” Come pensate che finirà questa storia del cinema? Calabrese: “Pensando da sognatore mi piacerebbe pensare a un “ciak” si gira, che apra nuove frontiere. Mettendo i piedi per terra ho seri dubbi che tutto ciò possa realizzarsi fattivamente, difficile far capire alla gente che abbiamo qualcosa in più che potremmo sfruttare tutti. Ai posteri l’ardua sentenza.”. Laricchia: “Concordo abbastanza. Questa storia durerà nel tempo, spero comunque in un esito positivo per l’associazione e per tutto il paese” Santorsola: “Tutto andrà per il meglio, anche se ci vorrà tempo. Siamo stati anni ad aspettare qualcosa che adesso sembra essere molto vicina” Difficile aggiungere altro, il tempo parlerà da se…

BELVEDERECAPURSESE Il concorso di idee potrebbe altrimenti scaturire da una proposta di un’associazione culturale. A questo soggetto privato si unirebbe l’ente pubblico. In tal caso la procedura sarebbe indubbiamente più snella, più mirata (per esempio – ripeto: è solo un esempio – consentire la partecipazione solo ai laureati in architettura, residenti in Capurso, di età inferiore a quarant’anni), ma non avrebbe i crismi dell’ufficialità. Fondamentale stabilire cosa ne sarà dell’idea vincitrice (stavo per dire vincente). Sarebbe interessante richiedere la presentazione di un plastico (magari solo per i progetti migliori); sarebbe affascinante organizzare una mostra aperta al pubblico dei progetti. La seconda proposta. Nella sala convegni della biblioteca D’Addosio, prima di Natale, affermai che era assai interessante seguire la strada del progetto di finanza (projectfinancing) o dell’appalto-concessione. In quest’ultimo caso, l’esempio del centro polivalente per anziani nella zona San Carlo (eredità Venisti) e l’affidamento ad una impresa dei lavori di completamento e della successiva gestione. Ragionare ora sul futuro della destinazione dell’ex dopolavoro può essere utile ma può rivelarsi parente stretto del gioco del parlarsi addosso. Un teatro? Un cinema? Un centro polivalente culturale? Tutto questo

contemporaneamente? Sul giornale della amministrazione comunale ho parlato - e indubbiamente si tratta di una forzatura -, di “officina della cultura”. Ipotesi intrigante. E tuttavia realizzata a Noicattaro con l’ex municipio divenuto Palazzo della Cultura, sede di uffici pubblici e della Galleria d’arte. Ma in questo momento è irragionevole pensare che il Comune possa avere la capacità economico-finanziaria di gestire l’opera dopo la sua realizzazione. Per i lavori di ristrutturazione si possono anche trovare fondi (che ne direste dell’imposta di scopo, anche per verificare se l’ICI è davvero simpatica ai cittadinicontribuenti?) Non va scartata a priori (non mi sono simpatici i ragionamenti moralistici, specialmente del moralismo acquistabile negli ipermercati) l’ipotesi di uno sfruttamento da parte di privati che garantiscano un utilizzo pubblico della struttura senza tuttavia disdegnare la ricerca dell’utile d’impresa. Attraverso qualunque tipo d’impresa, compatibile con la zona in cui sorge l’ex Jolly. Dappertutto vi sono esempi di produttive sinergie tra pubbico e privato. L’errore da non compiere, nel cammino per far risorgere il “Costanzo Ciano” dalle sue ceneri, è quello di abbandonarlo al proprio destino.


Anno VII n. 1 - Gennaio 2007

L’intervento: la soddisfazione del primo cittadino per la buona riuscita delle manifestazioni natalizie

PAESE CHE VAI 13 CASAMASSIMA

De Tommaso: “Presepe vivente e l’arte dei cartapestai: così il centro storico torna vivo” Un fatto importante per tutta la comunità, il “castello” riscoperto da migliaia di visitatori di Domenico Vito De Tommaso* "castello" di Casamassima, negli anni passati, non ha mai goduto di buona fama, anzi sembrava destinato a rappresentare il simbolo della marginalità sociale. Ma da un po' di tempo a questa parte, grazie a giovani casamassimesi interessati e a una classe politica più attenta, il centro storico è tornato a vivere; soprattutto durante le "Estati Casamassimesi", ma anche con il Corteo Storico, con il Pranzo Medievale e altre iniziative tese a incentivare un ritorno di vita e di attività in quei vicoletti, su quei vignali e in quei chiassi, che tanta storia del nostro passato possono ancora raccontare. Molto interessanti, nel periodo Natalizio, sono state due iniziative realizzate dall' "Associazione Cartapestai Casamassimesi" e dall'Oratorio "FRASSATI" della Chiesa Madre, con il sostegno dall'Amministrazione. I giovani cartapestai, oltre a voler dar vita a questa antica arte povera locale, hanno voluto riscoprire e dare nuova vitalità ai "sottani" del centro storico, abbellendoli con presepi di pregevole fattura, che hanno attirato visitatori

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da tutta la provincia nonostante il brutto tempo. È stato stabilito un percorso ornato di luminarie, stelle natalizie e lumini, per consentire ai visitatori di aggirarsi per queste stradine e ammirare quei piccoli capolavori di pazienza e fantasia, mentre nell'aria risuonavano le dolci note dei canti natalizi. Proprio un gruppo di visitatori baresi mi ha suggerito una bella espressione: "tanti presepi nel presepe". Essi pensavano che il paese "vecchio" terminasse alla Porta Orologio, mentre, al contrario, è proprio da lì che inizia, e mai si erano spinti in quei vicoli, ancora lastricati dalla nostre antiche “chianche". Per questo hanno potuto esaminare, lungo tutto il percorso, "solo" una ventina di presepi (ce n’erano ancora tanti, ma gli organizzatori mi hanno detto

che non potevano accoglierne di più), ammirando, allo stesso tempo, quel " grande presepe permanente " che è il borgo antico. Un pienone (migliaia di persone) c'è stato poi nelle due serate del "Presepe vivente" organizzato dall'Oratorio "FRASSATI". È stata una vera e propria rievocazione storica, con costumi e scenografie di gran pregio, che ha riscosso un ottimo successo di pubblico. Grandissima soddisfazione da parte degli organizzatori, ma anche dell'Amministrazione Comunale, che con gioia ha visto il centro storico rivivere grazie a giovani che amano il loro paese e vogliono riscoprire le proprie radici, non per una nostalgica rivisitazione, ma per una coraggiosa proiezione verso il futuro. Il Natale è stato dunque anche un'occasione per riscoprire valori antichi che costituiscono le basi per un futuro di pace, laboriosità e coesione sociale. *Sindaco di Casamassima

La proposta: lanciamo un censimento dei nostri giovani talenti artistici

Casamassima e l’arte che non conosciamo Sono decine gli artisti, spesso di valore, che vivono nel nostro paese, ma cosa sappiamo di loro? di Gregorio Bizzoco parlavamo alcuni giorni fa, alla buona, come si fa tra amici, dopo cena con in mano un bicchiere di “quello buono”, sincero, genuino… nero… primitivo d’annata; parlavamo dei molti giovani artisti di Casamassima, dell’esigenza di farli conoscere, di accompagnarli nella loro difficile carriera nel mondo, parlavamo della opportunità di censire questi nostri giovani talenti, senza voler redigere una classifica di valori, ma per cominciare a conoscerli prima di tutto tra noi; s’è deciso così di partire alla scoperta delle molte risorse artistiche di Casamassima; cominciavano a venire fuori i nomi di pittori, di ceramisti, di scultori, di orafi… e qualcuno l’ha buttata giù, simpaticamente parlan-

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do anche di un talento che è rimasto giovane nel cuore, malgrado i suoi ottanta anni trascorsi portando attraverso il mondo il fascino delle proprie creazioni dedicate a misteriose, affascinanti e conturbanti bellezze muliebri esotiche. E così all’inizio di questo censimento dei talenti nati e cresciuti a Casamassima desidero rendere doveroso omaggio ai decani degli artisti di questa città, cominciando dall’ultraottantenne Antonio Mirizio, impegnato negli ultimi anni a dipingere una gigantesca tela nella quale, una “summa” del proprio amore per “il Vicino Oriente” con calligrafica precisione e con profonda conoscenza della storia di quei Paesi, trasfonde il sogno dei racconti di Sheherezade nelle novelle de “Le

Mille ed una Notte”. Con il decano Mirizio desidero qui ricordare alcuni artisti che da qualche decennio operano con grande professionalità e passione a Casamassima: artisti come Elena Netti, Rossella Petronelli, Giuseppe Busco, Angelo Campanella, Luigi Colapietro, Giuseppe Nitti,. Voglio ribadirlo qui, all’inizio, questo non è un lavoro di esperti che selezionano e fanno graduatorie di merito; l’obiettivo è quello di censire le risorse artistiche esistenti, in ogni campo; perciò chiedo aiuto: segnalatemi i giovani talenti di cui conoscete l’attività, sarà mia cura contattarli e successivamente scrivere delle loro opere, delle loro aspirazioni. Quando mi sono imbarcato in que-

Depuratore: giallo burocratico o telenovela levantina? di Giuseppe De Leonardis uesta è una storia esemplare. Un vero giallo, con colpi di scena e misteri che vale la pena raccontare. Verso la fine degli anni ottanta l’Amministrazione Comunale di Casamassima decide di dotarsi di un impianto di depurazione delle acque. Non ci sono soldi, ma confida nell’essenzialità dell’opera e in qualche santo protettore in Regione o a Roma. Il Comune indice l’appalto/concorso, individua l’impresa a cui affidare i lavori (per circa 11 miliardi di lire) e riceve un primo finanziamento regionale di 1,2 miliardi. Il Comune chiede all’impresa di redigere un primo stralcio di pari importo.

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È i1 19/11/1992 e viene stipulato il primo contratto per iniziare i lavori. Di lì a poco una buona notizia: la Regione aumenta lo stanziamento a 2,3 miliardi. Il Comune ci mette altri settecento milioni e commissiona all’impresa un secondo stralcio. Tutto sembra andare liscio, ma ecco il primo colpo di scena: a causa della proclamazione dell’emergenza ambientale regionale il Prefetto requisisce tutti i fondi e, nonostante infiniti tentativi per recuperarli, alla fine non torneranno più a casa. Si torna al punto di partenza. Pazientemente allora, il Comune, chiede di accedere ai finanziamenti POP nel triennio 1994-96. Arrivano

circa 3,5 miliardi che, con i settecento milioni comunali, fanno 4,2 miliardi. È il 26/05/98 e viene stipulato, a quattro anni dal primo, un secondo contratto con l’impresa. Questa volta i lavori hanno inizio. Si costruisce un pezzo del collettore di collegamento dal vecchio impianto di depurazione al nuovo. Ma ecco un secondo colpo di scena. Un Decreto Ministeriale vieta di scaricare in falda le acque, ancorché depurate. I lavori vengono mestamenti sospesi in data 10/12/98. Si cerca una non facile alternativa allo scarico in falda: subirrigazione? Campi di spandimento? Sversamento in qualche lama?

sta ricerca pensavo: ’mbhè, saranno una decina, me la caverò con un paio di cartelle. Poi, soltanto l’amico Nicola, il barbiere che dipinge (non c’è bisogno di dirne il cognome, lo conoscono tutti) mi ha segnalato una decina di nomi, altri hanno dato il loro contributo e siamo arrivati a diciotto. Ho cominciato così a riflettere: come si fa a parlare di tanti giovani artisti in un articolo di una cartella? Ne vien fuori un arido elenco di nomi con poco ovvero nessuno spazio per parlare della loro arte, di come essi vedono il mondo in cui vivono… ed infine come evitare di urtare la sensibilità di chi – per la mia colpevole mancanza di informazioni - risultasse assente da questa panoramica? Ed allora ecco

Casamassima - Il Borgo antico

l’idea: faccio appello a tutti coloro che conoscono un artista, giovane, maturo, nato ovvero residente a Casamassima, per favore chiamatemi al 334 2190980 oppure scrivetemi all’e.mail e segnalatemi nome cognome e numero telefonico e specializzazione del talento che desiderate segnalare. Che fare dopo il censimento? Potremo deciderlo insieme, qualcosa verrà fuori; che ve ne pare? Attendo le vostre segnalazioni; grazie sin da ora.

BELVEDERECASAMASSIMESE Viene redatto un progetto di variante compatibile con le ipotesi in campo, ma nel frattempo l’impresa comincia a chiedere i danni (settecento milioni) per il prolungarsi della sospensione dei lavori. È l’11/07/2001. La lunga trattativa si chiude con una transazione che accorda all’impresa 224.000 (siamo passati all’euro). Tutto risolto? No: terzo colpo di scena. Si scopre che l’AQP ha progettato per suo conto un altro depuratore, da costruire non lontano da quello approvato da tante delibere regionali, e se lo è anche fatto finanziare dalla Regione. Sono in campo quindi non uno, ma due depuratori… Dopo una serie di riunioni in Regione, alla fine si giunge a una soluzione ragionevole: il Comune avrà il compito (e i soldi per) di realizzare il solo collettore di collegamento e viene tolto il finanziamento

per la costruzione del depuratore che quindi sarà costruito dall’acquedotto pugliese. Quanto al recapito finale, si costruirà un collettore intercomunale che convoglierà le acque depurate al mare. Siamo arrivati al 2005 e, a tredici anni dal primo, viene stipulato un nuovo contratto con l’impresa per realizzare il collettore; i lavori riprendono nel 2006 e termineranno ad aprile 2007. Una storia a lieto fine? Mai dire mai. L’acquedotto pugliese non ha ancora iniziato i lavori per l’impianto di depurazione, col rischio di perdere i relativi finanziamenti. La Regione pare stia cambiando idea sulla costruzione del collettore intercomunale ed è ancora alla ricerca di siti alternativi, ma intanto, pur sollecitata dal Comune tace ancora. Il giallo continua.


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Anno VII n. 1 - Gennaio 2007 PAESE CHE VAI CELLAMARE Via libera della Commissione Tecnica al progetto per realizzare una zona da destinare a insediamenti produttivi

Zona PIP, la proposta è ok Interessata un’area di circa 160.000 mq. Prevista anche la realizzazione della cittadella dello sport

La

Commissione Tecnica nominata dalla Giunta Comunale per la valutazione delle proposte pervenute dai promotori partecipanti alla gara indetta con avviso indicativo per Project Financing relativa alla realizzazione di un’area da destinare a insediamenti produttivi e artigianali, ha concluso nei giorni scorsi i suoi lavori dando parere positivo alla realizzazione del progetto presentato dalla società Niro Costruzioni srl. Il progetto prevede la realizzazione della zona PIP su un’area di circa 160.000 mq, situata nella zona ovest del Comune di Cellamare, che confina a nord e a ovest con Capurso, a est con il centro abitato e a sud con la SP n. 98 che collega Cellamare alla SS n.100. La proposta per la realizzazione della zona PIP prevede: - ingresso mediante una rotatoria dalla SP 98 prima dell’ingresso nel centro abitato: - 162 capannoni a schiera singola e doppia, per una superficie di circa 35 ha (forma del lotto rettangolare, con rapporto 1 a 3 tra il lato affacciato sulla strada di accesso e la profondità laterale),

articolati in maglie funzionali a seconda della tipologia delle attività (produttive e commerciali); - opere di urbanizzazione primaria: impianto idrico, rete fognante, sistema di raccolta delle acque meteoriche che permetterà, tramite un bacino di depurazione, il suo riutilizzo per uso irriguo, impianto di pubblica illuminazione alimentato dall’impianto fotovoltaico che servirà inoltre le unità produttive; - opere di mitigazione ambientale per contenere l’impatto del PIP a realizzarsi con gli eventuali nuovi insediamenti limitrofi che potranno sorgere nel futuro; - opere di urbanizzazione secondaria: a scomputo degli oneri, il proponente offre la realizzazione del 1° lotto della cittadella dello sport in viale Olimpia (campo di gioco in erba sintetica,tribuna, area a parcheggio, area a verde attrezzato) previsto nel programma triennale delle OO.PP. (importo dei lavori di circa 2,2 milioni);

- viabilità: strade interne di sezione pari a 14 mt e strade di servizio di larghezza pari a 10 mt. È evidente quindi come la proposta prevede il raggiungimento di un primario obiettivo legato alla realizzazione della cittadella dello sport, a cura del soggetto proponente e senza onere alcuno a carico dell’Ente; con positivi benefici in termini sociali ed occupazionali legati allo sviluppo infrastrutturale ed aziendale del centro abitato con la realizzazione dell’area PIP. Viene ipotizzato un investimento di oltre 27 milioni di euro. La Giunta Comunale ha preso atto del lavoro della Commissione, ha evidenziato il Sindaco Michele Laporta, condividendo che la proposta sia , “fattibile sotto il profilo costruttivo, ambientale e urbanistico (previa variante), nonché compatibili i tempi di realizzazione con la programmazione imposta dall’Ente e che si possa considerarli di pubblico interesse per l’Amministrazione”.

Nuovi servizi e percorsi formativi per la scuola cellamarese: presto in funzione la mensa scolastica per la materna

L’Istituto Comprensivo “Ronchi” cresce Avviato il corso a indirizzo musicale della scuola media. Indispensabile la collaborazione del Comune

C

ompletato l’adeguamento alle norme di sicurezza degli edifici di scuola materna, elementare e media, avviate le procedure di gara per l’affidamento dei lavori, importo circa 1 milione e mezzo di euro, per la costruzione della nuova scuola elementare, l’Istituto Comprensivo Statale Nicola Ronchi, prosegue nella sua “crescita” in termini di offerta di nuovi servizi e percorsi formativi. Infatti oltre la disponibilità di una palestra coperta moderna e fun-

zionale e di un auditorium recentemente rinnovato, nelle scorse settimane è stata completata la procedura per l’affidamento del servizio di mensa scolastica. Infatti la ditta aggiudicataria ha provveduto all’installazione nel locale a piano terra dell’edificio di scuola materna, delle attrezzature necessarie per la preparazione dei pasti. Il servizio mensa, in via sperimentale, per questo anno scolastico, su indicazione del dirigente dell’Istituto Comprensivo, servirà gli alunni quinquenni della scuola

dell’infanzia. Infatti l’ufficio regionale scolastico ha autorizzato, per l’anno in corso, il tempo pieno solo per due classi di scuola materna. Per il prossimo anno sarà richiesta l’estensione del servizio a tutti gli alunni della scuola materna, con la prospettiva di allargare anche alla scuola elementare. Intanto l’Istituto Comprensivo, diretto dal Prof. Ferdinando Brienza, ha ampliato la sue proposte formative istituendo, presso la scuola media, il corso a indiriz-

Il borgo antico e la memoria A

Il borgo antico si affaccia con i suoi resti su larga parte del perimetro del centro cittadino. Là dove sembra ritrarsi in ovattati silenzi, lungo la strada lascia traccia di sé nei gradini rampanti verso porticine che paiono nicchie d’api e impone la sua presenza, a dispetto dei tentativi di ammodernamento e ripulitura delle facciate. Un arco robusto, tuttora malamente restaurato, è l’antica porta del borgo che ti introduce nel cuore di questa storia. In una dimensione diversa, in cui dimentichi il trambusto quotidiano, non senti rumori, non provi assilli. Un silenzio quasi religioso ti accoglie, a tratti interrotto dal suono tenace della campana o dal litaniare sommesso che vien fuori dal bronzeo portale della

zo musicale offrendo agli alunni la possibilità di coltivare la loro propensione alla musica attraverso l’accostamento ai vari strumenti musicali quali pianoforte, violino e chitarra. Da sottolineare, inoltre “il progetto lettura” in collaborazione con il Presidio del libro Cartesio, che prevede l’incontro tra gli alunni e diversi autorevoli scrittori, la rea-

lizzazione di un giornalino scolastico, la realizzazione di una mostra permanente della civiltà contadina. Determinante anche in questo caso la disponibilità e la collaborazione dell’Amministrazione Comunale, diretta dal Sindaco Michele Laporta, sempre attenta ai bisogni ed alle necessità del mondo della scuola. MC

BELVEDERECELLAMARESE

di Agostino Costanza nche Cellamare ha il suo centro storico. Senza risonanze enfatiche, ma carico della storia della gente. Una storia fatta di prelati in fuga precipitosa dinnanzi a nemici del feudo e della fede, di nobiltà spodestate e poi risorgenti, di eroismi impensati e generose battaglie. Una storia soprattutto piena del lavoro della povera gente del tempo in cui, già vigile, aspettava il sole all’orizzonte e tornava dai campi col sole calante. A casa, ad attenderlo, il ciocco vivo del focolare, per riscaldar le mani callose e dure, il tepore di una minestra e il calore della massaia silenziosa, in paziente attesa. La storia che non puoi dimenticare. La storia che non devi dimenticare.

Cellamare - L’Istituto “Ronchi”

Cellamare - Borgo antico

chiesa della Santissima Annunziata, un’opera modesta e decorosa come la gente che ci vive accanto. A lato la torre campanaria dalle finestre bifore a vegliar guardinga su quella pace. La piazza è ampia per i tempi in cui fu centro di vita. Basole nuove accompagnano una larga striscia di “chianche” antiche, quasi un tappeto che porta dritto al “castello”, il palazzo Giudice Caracciolo, un tempo, forse, fortificazione muraria, poi sede di vacanza della nobiltà. Tutt’intorno si appoggiano

piccole finestre e ballatoi. Quello a sinistra della chiesa, magnifico per fattura, pare reclamare, inascoltato, vasi e fioriere. Nonostante sbavature di anticorodal, marmi e colori insensati, segno di passate incurie, lo spettacolo conserva un certo incanto e la luce calda e soffice dei lampioni aggiunge quasi un tocco di magia a sera. Il cammino verso il “castello” non è difficile. Una sola strada è affiancata da pochi vicoli e viuzze che, queste sì, quasi si imbrigliano su se stesse. Se ti ci addentri, godi il fascino del vecchio mondo, linde corti, spazi minuscoli sereni e raccolti, fiancheggiate e protette da muri dritti e porticine strette, a conservarne gelose l’intimità. I gradini delle scale, non quelli freddi di marmo, ma quelli di tufo vivo, siedono gli uni di fronte agli altri. Sembrano favorire gli incontri, conservare il ricordo, sembrano dire della necessità del dialogo, del confronto, sembrano esaltare la bellezza dello stare insieme. E ci puoi vedere ancora, lì dentro,

vecchi loquaci, seduti sull’ultimo scalino a intrattenere nipotini, ci puoi trovare vecchiette arzille, col pensiero rivolto ai tempi belli, quando “tutto era diverso”, a sferruzzare su calde lane, a cicalare anche, a spargere intorno qualche pettegolezzo. Ma a continuare quella vita vissuta dai padri, a non dissipare la ricchezza della memoria. Addentrati da solo in queste viuzze. Annusa l’odore fresco dell’erba sui muri antichi. Ammira il colore vecchio delle mura solide dietro le stradine. Partecipa così al giorno della memoria e falla rivivere. Al centro della piazza troneggia la torre dell’orologio, quasi una regina in veste bianca. I suoi rintocchi hanno segnato i giorni dei nostri padri. Quell’orologio continua a battere i nostri tempi. Quel tocco è monito, per tutti noi, a non dimenticare il nostro passato. Quando, all’ultimo rintocco, ritorni a casa, non lasciarti solo. Coltiva la memoria. Per te e per il futuro.


PAESE CHE VAI VALENZANO

Anno VII n. 1 - Gennaio 2007

Sanzioni amministrative per il comune di Valenzano

Igiene urbana: rifiuti nel caos

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Ennesima interrogazione consiliare per verificare la gestione della “spazzatura valenzanese” di Rosa Labellarte

ncora scontri all’interno del Consiglio comunale sulla questione rifiuti ed igiene urbana. Si alza la voce dell’opposizione e soprattutto dei Ds, che con i consiglieri Vincenzo Macchia e Vito Rocco Calè sferrano un attacco a tutto tondo all’amministrazione comunale guidata da Tangorra. Dalla loro interrogazione si evince un’inadempienza del comune nell’aver aggiudicato una gara per l’affidamento del servizio di spazzamento in contrasto con le disposizioni A.T.O. (Ambiti Territoriali Ottimali). Tra l’altro, una sentenza del Consiglio di Stato, vieta esplicitamente il rinnovo di contratti di appalto scaduti, fermo restando che le determinazioni del commissario delegato per l’emergenza rifiuti in Puglia (Nichi Vendola), sottraggono ai singoli comuni la titolarità giuridica per la gestione del ciclo integrato, affidandola all’A.T.O. Quali provvedimenti sono stati posti in essere da questa amministrazione al fine di evitare l’insorgere di provvedimenti sanzionatori? Con quali atti contrattuali sono

A

attualmente regolate le fasi operative della gestione R.S.U (spazzamento, raccolta e smaltimento), ed a quale capitolato d’oneri le ditte appaltatrici devono far riferimento? Nell’interrogazione si chiede altresì giustificazione della perdurante mancanza di pulizia del canalone, della costante mancanza di lavaggio dei cassonetti R.S.U., di come verrebbe assicurata la raccolta/smaltimento dei rifiuti speciali (pile esauste, medicinali scaduti, ecc). Inoltre, come mai tutti i contenitori forniti dalla ditta Lombardi sono privi di regolamentare dispositivo di chiusura a pedale dei coperchi? E quelli a servizio della raccolta carta inadeguati perché originariamente costruiti per la raccolta plastica? (bocche di conferimento circolari). Macchi e Calè evidenziano anche come l’attuale disposizione sul territorio dei vari contenitori non è più quella originariamente stabilita con atto consiliare. Ad oggi non sono ancora pervenuti i dati ufficili di raccolta/conferimento dei rifiuti da differenziata riferiti alla gestione post Tradeco. A ciò si aggiungono i numerosi

reclami di cittadini e commercianti che lamentano l’inopportunità dell’erogatore ad aria compressa utilizzato dalla ditta Manutencoop per la pulizia delle strade, che genera il sollevamento di polveri e detriti con ovvi pericoli per la salute e l’incolumità pubblica. La situazione appare incontrollata e rischiosa per i negativi risvolti economici ed ambientali che potrebbe intraprendere a breve. Anche su questo si attendono risposte dall’amministrazione Tangorra che si muove nel silenzio e nell’ombra.

Commercianti in rivolta: no al regolamento comunale per le medie strutture di vendita Nove costruzioni per soffocare i piccoli esercenti locali

di Rosa Labellarte

innalza la protesta contro il Consiglio comunale di Valenzano, reo di aver approvato a fine anno un “nuovo regolamento medie strutture commerciali e di vendita” che divide il paese in tre zone ed individua nove aree dove far sorgere “discount” alimentari e non, di cui due con una superficie pari a 1.500 mq. Questo spazio viene reperito, prelevando il contingente dell’esistenza, ossia quote che rivengono da chiusure o cessazioni di attività preesistenti. I consiglieri di opposizione Vincenzo Macchia (Ds) e Nicola Favia (Rc) hanno chiesto ufficialmente all’Autorità di indirizzo la revoca a modifica del regolamento in questione, che “ si attiene ad un

S’

piano di fabbricazione ormai vetusto (1974). Inoltre, non risponde ai criteri di urgenza, un provvedimento adottato con un autentico “blitz natalizio”, approvato in spregio di qualsiasi partecipazione o accordo con le parti sociali, esercenti ed operatori locali. Una raccolta di firme è stata sottoposta all’attenzione del sindaco e dell’assessore al ramo (De Filippis) per invitare l’amministrazione ad una forma di concertazione più ampia democratica, valutando a fondo le necessità non solo dei commercianti, ma anche della cittadinanza. Infatti, il regolamento non incontra neppure le esigenze dei consumatori, in quanto punta sulla quantità e non sulla qualità della

merce venduta. Il basso costo, non tutela il cliente, perché tra traffico cittadino, assenza di parcheggi e mancanza di fiducia tra venditore e clientela, di benefici reali per la collettività ce ne saranno pochi. In un manifesto – lettera aperta, il neonato comitato dei commercianti valenzanesi, invita il sindaco a tornare sui propri passi e revocare il regolamento approvato, puntando invece su una politica commerciale di sostegno ai piccoli esercenti. L’opposizione di centro-sinistra, dal canto suo, ha informato la categoria sulla partita che si sta giocando, favorendo la formazione del comitato e mettendosi a disposizione per qualunque consultazione tecnico-legale. Per Favia

l’approvazione del regolamento è l’ennesimo atto di arroganza amministrativa, il secondo in pochi mesi a danno dei commercianti, se si considera la beffa incassata sull’allargamento dei piani di vendita del mercato coperto. Nella fattispecie gli esercenti lamentavano posteggi troppo piccoli e scomodi per lavorare, chiedendo che venissero ingranditi. Ma l’amministrazione comunale piuttosto che concedere più spazio ha chi già deteneva il posteggio, ne ha aumentato il numero, lasciando invariata la dimensione. Uno stratagemma per intascare altro denaro e coprire gli enormi buchi finanziari delle casse comunali - sottolinea Vincenzo Macchia – annunciando nuove iniziative

per impedire l’adozione del regolamento incriminato. I commercianti, stufi della situazione valenzanese, dove da anni si registra un calo delle vendite, soprattutto a causa dell’apertura degli ipermercati limitrofi, chiedono giustizia e rispetto. Bariblu a Triggiano e l’Ikea di Mungivacca, saranno i colpi mortali per l’economia locale già provata e stanca. È inutile costruire nuove strutture di vendita, se non c’è un bacino di utenza adeguato. L’offerta sarebbe di gran lunga superiore alla domanda dei consumatori. La palla passa ora al Sindaco, che nell’arco di pochissimo tempo, dovrà fornire risposte e soluzioni adeguate al caso, in modo chiaro e trasparente.

Parchi fantasma: sette aree I Ds interrogano l’amministrazione attrezzate per giochi e verde comunale di Rosa Labellarte

apevate che all’interno delle zone di via Bari, esterne al centro urbano, sono state realizzate ben sette aree attrezzate per giochi vari e verde?

S

Le troviamo in via C. Giaquinto, via S. Martini, via S. Mercadante, via Bari (complanare sinistra, ang. via Vivarini e via Caracciolo), via Cartesio, via Rosselli ang. vie Euclide. I consiglieri diessini, Vincenzo Macchia e Vito Rocco Calè, fanno notare in un’interrogazione, che tali interventi sarebbero stati rea-

lizzati su relitti di aree rinvenienti da urbanizzazioni secondarie, e che tali relitti (ceduti nel tempo al comune dai vari lottizzanti) “si appalesano stranamente distinti tra loro e non già accorpati per incrementarne la possibilità di utilizzo.” Peraltro le suddette aree risultano posizionate all’interno dei vari parchi residenziali (già dotati di verde privato e con tipologie strutturali di pregio e lusso), tali da poter essere oggettivamente fruibili solo dalla popolazione circostante e

con gravi difficoltà da parte della restante utenza cittadina. Il gruppo consiliare Ds chiede (in data 20 dicembre), con risposta scritta (ad oggi ancora non pervenuta) idonea informativa in merito ai criteri politici, oggettivati da precise necessità che hanno motivato tali scelte e spese necessarie per il mantenimento, la cura e la manutenzione di quanto realizzato. Inoltre richiede la documentazione e gli atti amministrativi relativi alla progettualità di ognuna delle sette aree, al tipo di finanziamento uti-

lizzato, gli atti di approvazione relativi alle gare di appalto, i verbali di consegna e ultimazione dei lavori e l’esistenza di un regolamento comunale che disciplina l’accesso e l’uso di tali strutture. Da precisare che, allo stato attuale, alcuni interventi si evidenziano fermi ed incompleti ed altri già ultimati, ma in una situazione di degrado e completo abbandono, che genera pericolo per eventuali danni a terzi, in quanto l’accesso

Valenzano - Una delle aree adibite a Parco

non è opportunamente impedito con idonei mezzi di protezione. L’esistenza di tali strutture è in molti casi totalmente sconosciuta ai cittadini di Valenzano, nonostante l’impegno economico rilevantissimo che non appare motivato da reali necessità di esigenze pubbliche o, quanto meno, si dimostra sovradimensionato alle reali esigenze pubbliche.


Magazine_Paesi_01_2007  

Bitritto Voci di città La Puglia: politicamente parlando Nodo ferroviario, spediti verso la svolta ICI, agevolazioni per le fasce più deboli...