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Periodico del Comprensorio del Miscano

“L’informatore” Registrazione Tribunale di Ariano Irpino n. 2/2013 del 12-04-2013. Organo ufficiale del Club Centro Storico - Stampato da “la Tipografia” di Atripalda n.5/2013 - Direttore responsabile: GianPaolo Palumbo - Direttore editoriale: Alfonso De Cristofaro - Vice direttore: Antonio Stiscia - Capo redattore: Mario Aucelli

Il Consiglio di Stato penalizza la Valle del Miscano Montecalvo: proiettato con successo il film sulla vita di San Pompilio

A Montecalvo le paleeoliche arriveranno ad invadere anche la collina di Pagliaro

MONTECALVO - Ai primi di sempre accese e intermittenti. agosto la stampa provinciale Una vera maledizione se la ha dato notizia della bocciatu- cosa si dovesse concretizzare. ra del ricorso presentato dalle Già nella zona di Corsano sono Amministrazioni Comunali di state alzate delle pale. Forse la Casalbore e Montecalvo avver- produzione di energia eolica so la “volontà” di una ditta di potrebbe ritornare utile per le gestione di impianti eolici di casse dei Comuni, ma il terriAvellino di invadere il territo- torio ne risulterebbe sconvolrio dei due comuni con pale to. eoliche. Il Consiglio di Stato Il 13 giugno 2011 gli abitanti avrebbe accettato il ricorso della Malvizza, per una richiedella ditta avellinese che, con sta fatta dalla società C & C questa sentenza, sarebbe auto- Energy che voleva installare rizzata a n e l con titerr inuare le tor io procedupale re per eoliche, aprire i scesecantieri. ro sul Sta ndo pi ed e alle notid i zie di guerstampa ra. Fele pale cero eoliche, un’afoltre ad follata altri siti, maniLa collina di Pagliaro vista con le pale eoliche festacambierebbero zione, il volto della collina di Pagliaro raccolsero firme e riuscirono, di Montecalvo. Aggiungeva- grazie alla regia e alla mediano di più: i tralicci, alti 80 me- zione del consigliere provintri e di un diametro di 90, po- ciale avvocato Giuseppe trebbero lambire addirittura il Stiscia, a bloccare l’invasione muro perimetrale del cimitero dei campi. nonché ossessionare, con il Sempre dalle notizie di stampa loro rumore, i tanti abitanti si apprende che, congiuntamendella zona. La notte poi la col- te, i due primi cittadini si stanno lina potrebbe diventare un al- attivando per far modificare la bero di Natale permanente con decisione del Consiglio di Stato. le luci rosse di segnalazione Mario Aucelli

L’estate sta finendo... Il maltempo ha rovinato parte del programma estivo, ma nel complesso le manifestazioni hanno accontentato tutti Anche l’estate 2013 si avvia punto da impedire lo svolgialla conclusione, un’estate mento di molte manifestaziobalorda come non era mai ni programmate. Si è salvata capitato, almeno da quando ci solo qualche serata. è dato ricordare per esperien- L’estate era cominciata bene za diretta. Non era mai capi- con “Be Folk Irlanda” e “Baltato che in agosto ci fossero lando sotto le stelle”. Anche tanti temporali e che le tem- la “Festa della Birra” dell’8 ... a pagina tre perature si abbassassero a tal

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Un popolo di santi, di poeti... e di attori

Un paese in festa per il suo grande santo che, con la partecipazione al film, ha ritrovato l’unità nel nome delle indiscusse virtù del suo più illustre concittadino merò sempre”: un lungometraggio riuscito e sorprendente, fotografia e scenografie perfette e un Teodoro Rapuano regista attento e dal tocco delicato, con una visione della storia mai lontana dalla fede, che aleggia sull’intera opera in modo costante e aggraziato. L’emozione palpabile negli occhi della tantissima gente (accorsa numerosissima la sera del 19 Agosto 2013 in uno stadio comunale illuminato da una luna splendente nella sua pienezza argentea, accorsa anch’ella a visionare l’opera), è andata crescendo con lo svolgersi della pellicola, come la bravura di Gianfranco Carbone (San Pompilio) in alcuni momenti pervasa di vera fede. Splendide le riprese esterne e la cura dei particolari, l’amIl mercato del contadino di A. Stiscia a pag. 5 Banana Split e Una vita di corsa di G.L. Cardinale a p. 3 Storia di Montecalvo di G.B.M. Cavalletti a pag. 4 40 anni fa la paura del colera di M. Aucelli pag 5 Un museo degli antichi mestieri di A Caccese pag. 5 Il pellegrinaggio a Medjugorje di C. Caggiano a pag. 6 Chiedilo al medico dott. Felice Cusano a pag. 7 La morgia di Corsano di Dario De Pasquale Buonalbergo di A. Stiscia a pag. 8

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bientazione e il corum populi, vera ricchezza del nostro paese. Tante le facce da prete e tante le miserie umane, che sono quasi sempre le stesse. Indovinatissimi i personaggi e le somiglianze con i protagonisti del tempo (cfr Papa Leone XIII). Un po’ troppo lungo per essere un film, magnifico come sceneggiato, da integrarsi con le tante scene tagliate, che meritano un loro recupero artistico e devozionale. La figura di San Pompilio ne esce ingigantita e superbo appare il suo forte messaggio di umiltà nell’ubbidienza e di

vera fede nell’abbraccio costante all’Amante Bello. Un uomo libero, esiliato e perseguitato per le sue idee, un montecalvese in tutto e per tutto, schietto e sincero, forte e determinato, incapace ai compromessi e colto, con quella cultura che rende liberi e che avvicina ancor più alla santità.

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Una proposta per ricordare due nostri eroi sconosciuti

Finalmente aperto al pubblico il Palazzo Pignatelli

Mario Aucelli

Alfonso De Cristofaro

Negli anni ’40 del 1900 ci furono a Montecalvo due giovanissimi studenti che, contrari al fascismo, andarono volontari all’estero a combatterlo. I loro nomi sono sconosciuti alla massa. Vorrei farli rivivere solo a livello di ricordo. Si tratta di Giuseppe Cristino e Felice Sanità. Giuseppe Cristino, figlio

Montecalvo. Dopo decenni di incuria e di abbandono finalmente il restaurato “Palazzo ducale”, come è stato sempre chiamato dai Montecalvesi il palazzo Pignatelli, trova un po’ di pace e diventa attrazione turistica e luogo di convegni. Fino al terremoto del 1962 era ancora utilizzato nella parte superiore come scuola di Av-

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n.5 - settembre 2013 DALLA PRIMA PAGINA

Un popolo di santi, di poeti... e di attori

Un montecalvese emigrato, che non dimentica la patria natìa e ne anela al ritorno, almeno come ultima dimora, ricordandola nei suoi scritti con quei teneri particolari di chi ama con nostalgia, da cui si attinge la forza per proseguire nel difficile cammino esistenziale. Il gemellaggio di fede e d’arte (cinema) con Campi Salentina, sembra riuscitissimo. A quando il gemellaggio civico? Un messaggio riuscito che spero trovi fortuna non solo negli ambienti religiosi, ma raggiunga le famiglie e le comunità dove ha operato il nostro Santo. Nel pensare agli splendidi costumi di scena e alle musiche indovinatissime e a tutto quello che è servito per ambientare la storia, non può che nascere una proposta:

Facciamo che il 29 Settembre di ogni anno il paese si rivesta con gli abiti e con le scenografie del lontano 1710 , per ricreare quel momento straordinario della nascita del nostro Santo, mantenendo in tal modo viva la tradizione e la memoria del film e creando un richiamo turistico forte al sol fine di promuovere il paese che, avendo dato i natali ad un grande Santo, merita qualche attenzione in più. ….Benedico tutti e tutto il paese (Padre Pompilio Maria di San Niccolò) Antonio Stiscia

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Taccuino ed Eventi Questo spazio è dedicato alle notizie che ci pervengono direttamente dai lettori. Recapiti: “L’informatore” Piazza San Pompilio,5 - 83037 Montecalvo Irpino (AV)tel. 3771326049 email: infomiscano@libero.it

Culla Palumbo Una splendida bambina a cui è stato dato il nome di Elena Sofia è giunta attesissima ad allietare la casa dei coniugi Simona e Giancarlo Palumbo, figlio del direttore responsabile del nostro giornale dott. Gianpaolo Palumbo e della dott.ssa Liliana Matarazzo. Ai raggianti nonni vanno gli auguri più affettuosi di tutta la redazione.

PROMOZIONE CORCETTO Il montecalvese Mario Corcetto, Capo Reparto Corsi   dell’Istitutio  Geografico Militare di Firenze, con alle spalle una carriera militare in crescendo  e con varie missioni all’estero, è stato promosso al grado di colonnello. Gli amici di Montecalvo augurano al neo ufficiale superiore sempre maggiori successi.

Ultim’ora Iniziato lo smantellamento delle casette asismiche del Rione Giardino che faranno posto alla Villa Comunale. Nel prossimo numero i dettagli.

MATURITÀ Anche se con ritardo dovuto al periodo feriale, apprendiamo che la dolce e solare Orsola Parrella, del medico dott. Franco e della professoressa Maria Giovanna De Cillis, presso il Liceo classico “Giannone” di Benevento, ha conseguito con 98/100 la maturità. Ad Orsola, seriamente impegnata nel volontariato presso la parrocchia dei Cappuccini di Benevento, prossima a frequentare i corsi dell’Università La Sapienza di Roma, gli amici e parenti di Montecalvo augurano successi sempre al top.

La redazione accetta la collaborazione di tutti, ma chiunque invia testi o foto non potrà richiedere nulla a titolo di prestazione d’opera in quanto l’iniziativa editoriale de “L’informatore” non ha alcuno scopo di lucro.

Comune di Montecalvo Irpino Determine a seguito di delibere di giunta Det. n. 75 del 26.08.2013- 289 AG Gestione e manutenzione degli impianti elettrici per l’illuminazione votiva occasionale e permanente del Cimitero Comunale. Liquidazione fattura alla ditta Galdo Gerardo di Pratola Serra € 1.026,00 Det. n. 74 del 20.08.2013- 288 AG Servizio Trasporto scolastico 2013-‘14. Rinuncia Canaglia e aggiudicazione appalto a De Michele, Molinaro e Bongo con ribasso del 15,01 %, prezzo netto € 65.857. Det. n. 134 del 22.07.2013- 287 AP Contratto di locazione con il Ministero dell’Interno per l’uso dell’Edifi.Com. di Via dei Mille sede Caserma dei Carabinieri. Rinn.spese contratto. Det.n. 73 del 20.08.2013- 286 AG Servizio Trasporto scolastico 2013-‘14. Aggiudicazione provv. dell’appalto Caraglia Mario di Ariano ribasso del 22.04%, prezzo netto € 60.419,00 Det. n. 133 del 16.08.2013- 281 AP Banche dati dedicate agli Enti Locali. Formula 4 moduli offerta dalla Soc. MyO srl per il tramite del distributore EDK Editore. Abbonamento portale web “EDK Editore” somma complessiva di € 907,50. Det. n. 132 del 16.08.2013- 280 AP Patrimonio Comunale. Alloggi E.R.P. di Rione Pietro Cristino. Acquisto e messa in esercizio di caldaie mancanti a servizio degli alloggi. Liquidazione fomitura alla ditta Fioriello Antonio € 7.986,00. Det. n. 131 del 13.08.2013- 279 Allestimento spazio museale istituenda “Sala Pignatelli” posta all’intemo del Castello Ducale di Montecalvo Irpino. Attività di ricerca storica e fomitura servizi su supporto infomatico del materiale araldico dei Feudatari di Montecalvo a cura del Prof. Giovanni Bosco Maria Cavalletti, Storiografo locale. Liquidazione € 1.100,00 Det. n. 130 del 13.08.2013- 278 AP Acquisto di materiale vario per la pulizia dei locali comunali nonché buste per i cassonetti stradali. Impegno spesa e liquidazione a favore della ditta Vemacchio Pablo € 1.179,61. Det. n. 72 del 14.08.2013- 275 AG Liquidazione compenso per “indennità festiva” dall’1.1.2013 al 30.06.2013 agli Operatori di Polizia Municipale Blundo, Riccio, Gelormini, Dotolo Tot. € 1.906 lordi Det. n. 129 del 13.08.2013- 274 AP Liquidazione fatture Telecom Italia S.p.A. per le utenze telefoniche 0825 ,819281 - 0825 818527 -0825 818019- 0825 819422- 0825 818458 e linee dati 0825 13045207 e 0825 13045104 spesa complessiva di € 2.189,00 Det. n. 71 del 13.08.2013- 273 AG Interventi nel settore sociale, Acquisto di beni di prima necessità per le famiglie indigenti. Liquid. fatt. alla ditta Fioriello Gabriella. Liq. € 1.153,17 Det. n. 128 del 33.08.2013- 272 AP Attività di manut. di spazi ed aree verdi mediante il taglio delle erbe infestanti e/o diserbo. Liquidazione interventi alla “Pluriservice” € 4.840,00. Det. n. 127 del 13.08.2013- 271 Attività di rip. straord. con sostit. anche dei pneumatici della autovettura in dotazione al Com. di Pol. - Liquid. alla ditta Vernacchio Domenico € 2.195,00. Det. n. 126 del 12.08.2013- 270 AP Attività dei servizi manutentivi. Liq. a ditte fornitrici: M.A., Fioriello Sandro, MCM, Tedesco Carlo e Caccese Marco. sp. compl. di € 7.581,44 Det. n. 47 del 9.08.2013- 269 UTC “Servizio di gestione integrata, manutenzione ordinaria dell ‘impianto di pubblica illuminazione” Liquidazione fattura LUGLIO 2013 € 13.403,27 Det. n. 46 del 9.08.2013- 268 UTC Lavori per la realizzazione di una rotatoria all’incrocio tra Viale Pini-Via Roma e Viale Vittorio Veneto. LIQUIDAZIONE l° SAL ditta “CMS srl” con sede in Ospedaletto di Alpinolo (AV) -somma complessiva di € 21.163,52 Det. n. 70 del 6.08.2013- 267 AG Assegno per maternità art 66 l. 448/’98. A Verdino Anna, Genua Maria, Sicuranza Immacolata, Lo Casale Daniela € € 1.672,65 cad. Det. n. 125 del 6.08.2013 – 266 AP Polizza assicurativa per Fiat Panda in dot. al Comando di P.M.. Milano Assicurazioni S.p.A.Agenzia di Montecalvo Irpino, la somma di € 622,00 Det. n 124 del 6.08.2013- 265 AP Organizzazione “Artisti nel borgo antico - terza festa degli artisti di strada”. Artisti di strada € 2.800. più spese organizzazione tot. € 4.400. Det. n. 123 del 6.08.2013- 264 AP Manutenzione di spazi ed aree verdi. Liquid. fatture per acquisto piante e materiale vario Grasso Enzo di € 797,50+ I. ; Argese Sarnantha di € 234,12. Det. n. 122 del 6.08.2013- 263 AP Nuovo applicativo: “Protocollo Informatico”. Liquid. Halley Campania € 471,00. e a Cartomatica per l’acquisto apparecchiature inform. € 701,45 Det. n. 121 del 6.08.2013- 262 AP Assistenza hardware e software, installazione antivirus, controllo rete e attività manutentive varie per le attrezzature informatiche in dotazione all’Ente. Liquidazione 1° semestre 2013 alla ditta Cartomatica € 1.445,01 Det. n. 120 del 30.07.2013- 261 AP Rete civica wireless denominata “Internet Montecalvo”. Liquidazione canone connessione ADSL alla ditta Lo Conte WIFI srl di Ariano Irpino la somma complessiva lorda di € 1.212,57 a saldo delle fatture gennaio-aprile 2013 Det. n. 69 del 30.07.2013- 260 AG Liquidazione saldo del contributo economico alla Associazione Generazione Donna per il funzionamento del Centro Prima Infanzia € 5.000 a compl. contributo concesso di € 12.000. Det. n. 68 del 30.07.2013- 259 AG Castello Ducale Pignatelli. Dotazione di strumentazione multimediale della Sala Pignatelli. Liquidazione saldo alla ditta FC Impianti € 3.146,00 Det. n. 67 del 30.07.2013- 258 AG Lavori di messa in sicurezza delle strutture in cemento armato dell’edificio scolastico di Via Roma. Liquidazione per transazione ing. Sergio Paciello di Mercato S. Severino € 8.353,79 Per ricevere una copia del giornale in digitale o cartaceo basta comunicare il proprio recapito a “L’informatore” Piazza San Pompilio,5 - 83037 Montecalvo Irpino (AV) email: infomiscano@libero.it - pagine facebook: http://www.facebook.com/infomiscano www.facebook.com/telemontecalvo - sito web: www.telemontecalvo.it Sarà gradito un contributo volontario per le spese di spedizione e per la gestione della piattaforma web: C/C postale n 10910834 intestato a De Cristofaro Alfonso, Piazza San Pompilio, 5 Montecalvo Irpino (AV) - Tel. 3771326049

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n.5 - settembre 2013

L’antica trebbiatura rivive in casa De Rosa Un tuffo nel passato. Ecco la sensazione che ha provato chi, in un tardo pomeriggio di fine agosto, è stato ospite presso l’Azienda Agricola De Rosa, situata in c.da Isca delle Rose di Montecalvo. Il motivo? Una rievocazione, in forma privata, della trebbiatura del tempo che fu. Ad accogliere tutti, il sorriso di Carmine (il titolare), della moglie e dei figli. Da subito si è respirato un clima di allegria e tanta è stata la meraviglia quando, il trattore cingolato situato sull’aia ha cominciato a far suonare gli ingranaggi. La puleggia ha cominciato a ruotare, il cintone ad essa collegato ha azionato la trebbia e la rievocazione ha avuto inizio. Le “gregne”, prelevate dal “pignone”, venivano man mano immesse nella macchina con la sapiente maestria di chi tante volte ha ripetuto l’arcaico rito nella propria vita, sudando tante camicie e mangiando tanta polvere. E dopo poco tempo, ecco finalmente, il frutto di tanta fatica e sudore: il grano, dal dorato colore e magico profumo. Dalla parte posteriore della trebbiatrice, invece, veniva DALLA PRIMA PAGINA

espulsa la paglia, che raccolta in un lenzuolo, veniva trasportata da infaticabili donne, laddove sarebbe sorta, a poco a poco, la “reglia”. Mani sapienti, prelevavano un pugno di grano per costatarne la qua-

lità ed occhi attenti vigilavano sul corretto funzionamento della trebbia. Da lontano si vede-

va arrivare una giovane fanciulla, con in mano il tipico “cicinu cu l’acqua”, per dare sollievo a chi instancabilmente aveva lavorato, per trasportare tutti i presenti indietro nel tempo, seppur solo per poche ore. Il lavoro si è concluso, come tradizione vuole, con una bella tavolata in compagnia, all’insegna degli antichi sapori, del buon vino e del genuino gusto di vivere la vita con le persone più care. Un infinito grazie a Carmine e alla sua famiglia per la cordiale ospitalità e a tutti i trebbiatori che portano avanti la cultura popolare dei nostri territori. G . Cardinale

Successi sportivi

Qui a sinistra Andrea Cauteruccio (figlio della nostra conterranea Ida Tedesco) durante una gara del campionato “European Championship Riders” di motociclismo su pista. Ne parleremo dettagliatamente nel prossimo numero.

L’estate sta finendo...

agosto era partita bene, ma il carico dell’organizzazione del- aspettative ed interessi e, non giorno dopo la pioggia ne ha l’Estate montecalvese e con avendo potuto soddisfarli, hanimpedito la  prosecuzione. alterne vicende ha sempre no cominciato a contestare e, Nemmeno “Artisti al Borgo” mantenuto fede agli impegni adducendo le più banali scuse, ed “Expo Motori Irpinia” sono presi. Da qualche tempo si non hanno mantenuto fede agli stati risparmiati. Si sono svol- sono attivate anche altre Asso- impegni presi. Sono riusciti a te regolarmente “Notte al Ca- ciazioni che hanno arricchito il convincere anche coloro stello”, “La festa della Malviz- programma delle manifestazio- che erano  in  buona  fede za”, la “Sagra dei Cicatielli”, ni estive (grazie anche alla pos- ed hanno fatto di tutto per boiil “Baby Festival” , la proiezio- sibilità di autofinanziarsi). Per cottare le iniziative in ne del Film su San Pompilio e quanto riguarda le attività del- calendario con il preciso intenla “Festa del Cacciatore”. Han- la Pro Loco, che mi onoro di to di dimostrare che la dirigenno invece risentito del maltem- rappresentare, occorre fare za rimasta in carica era “incapo la “Festa del pane“del 14 qualche distinguo e precisazio- pace”. (È lo sport più praticaagosto, la “Festa di San Pom- ne, a fronte delle tante consue- to a Montecalvo, lavorare non pilio” del 20, “Estate insieme te maldicenze che in qualche per dimostrare di essere bravi al Convento” del 21 e la “Fe- caso hanno forse rasentato la e utili alla collettività, ma per sta di Fine Estate” del 24. Peg- calunnia.  Abbiamo avuto iscri- fare terra bruciata e convincergio di così nemmeno il più pes- zioni alla Pro Loco da parte di si di essere indispensabili: simista avrebbe mai potuto un gruppo di persone che, con “mors tua, vita mea”). immaginare. EpSi sono serviti pure il cartellone persino di di quest’anno era alcuni Organi di particolarmente informazione ricco, anche perper screditare e ché si sono attid if f on d e re vate tutte le Asnotizie al limisociazioni   prete della calunsenti in paese. nia, con l’inPer la verità l’initenzione ziale rivalità tra p ro b a bi alcune di quele di occupare ste aveva  fatla Pro Loco, to supporre che i al solo presuproblemi potesmibile scopo sero nascere solo di servirsedella Sagra dei Cicatielli con zi’ Liberato, le pacchiane e ne come paraa causa dei con- Un momento la giornalista Daniela Apuzza che intervista Antonio Stiscia trasti e delle cadute dei incomprensioni. I soliti “gua- il loro atteggiamento e con il propri insuccessi in altri statori” avevano seminato ziz- loro argomentare, sembra- campi. Alcuni di loro si sono zania in abbondanza, e ancora va pretendessero di non dover tirati indietro poco prima di non si sono stancati, ma sono rispettare alcuna regola o “li- agosto, per cui è st ato rimasti spiazzati in quanto, gra- mitazione” a fronte del proprio difficile predisporre un squazie al saper fare dei dirigen- impegno. Per questo moti- dra ben amalgamata che fati ed all’accorta  mediazione vo avrebbero posto l’aut-aut, il cesse funzionare al meglio la dell’Assessore al Turismo Mi- cui senso potrebbe essere così macchina organizzativa. Norko Iorillo, c’è stata un’ottima esplicitato: “O facciamo tutto nostante ciò, solo il maltemcollaborazione tra tutti. ciò che vogliamo o te lo fai po ha creato qualche probleAbbiamo chiesto al Presiden- tu da solo”. Al diniego ricevu- ma e la Pro Loco è uscita a te della ProLoco di Montecal- to o a seguito di qualche incom- fronte alta dalla sfida disfatvo Alfonso De Cristofaro di prensione, hanno preferito tista. Ora c’è in programma la fare il bilancio delle manifesta- aderire ad  altre Associazioni, giornata dedicata ai festeggiazioni estive, e ci ha fatto avere dove, probabilmente, sono menti per i 40 anni dalla fonla seguente dichiarazione: state accettate tali semplici re- dazione dell’Associazione con “La Pro Loco, da quando è sta- gole. Coloro che sono suben- il coinvolgimento dei soci fonta fondata, si è sempre fatta trati a loro volta avevano altre datori e... poi si vedrà”.

Una vita di corsa, “Alduccio” Gallo Lo abbiamo visto correre per le strade di Montecalvo. Lo hanno visto correre in tante città d’Italia. Di recente, lo abbiamo visto correre anche tra le antiche mura del centro storico montecalvese, nella maratona a lui doverosamente intitolata. Una vita di corsa e di corse. Parliamo di Aldo Gallo, storico maratoneta locale conosciuto in paese con il diminutivo di Alduccio. Atleta da tanti anni, ha partecipato a quasi 200 competizioni in tutta la penisola, riscuotendo sempre complimenti e soddisfazioni. Tanti i chilometri percorsi nel corso della sua vita così come tante sono le persone che hanno avuto il piacere di conoscerlo prima come sportivo e poi come persona. Roma, Milano, Cesenatico, Castel Fiorentino, ecc…quante volte il nostro conterraneo ha calpestato le strade di queste e tante altre città. Ed è stato proprio nella suddetta cittadella toscana che, durante una gara nel periodo carnevalesco, una signora del luogo ha acconciato il nostro concittadino con un fazzoletto sulla testa ed un curioso gonnellino intorno alla vita. Quest’ultimo particolare lo ha reso nel corso degli anni, facilmente riconoscibile in tutte le gare cui ha preso parte. Innumerevoli le volte in cui, partendo dal paesello alla volta di una nuova competizione, ha provveduto a fare scorta di

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pane montecalvese, da portare in dono ai tanti amici sparsi per lo stivale. Potremmo parlare di lui per ore, di maratone ed ultra maratone, di interminabili chilometri per giungere al traguardo, ma lo spazio purtroppo è limitato. Doveroso comunque scrivere (anche se poco), della recente gara in quel di Montecalvo, dove tanti atleti sono giunti da tutta Italia per rendergli omaggio. Il gonnellino d’ordinanza, una simpatica cresta tricolore sulla testa e la folta barba bianca facevano assomigliare il nostro campione ad un corridore mitologico dell’antica Grecia. Sotto un caldo sole pomeridiano estivo, abbiamo sentito più volte i vari partecipanti esclamare “Vai Aldo” dopo avergli dato un’affettuosa e rispettosa “pacca” sulla spalla. Ma il particolare più simpatico che ha colpito tutti è stata la scritta che Aldo esibiva sulla schiena. Infatti, su un foglio bianco si leggeva: “Sono il nonno di Aldo, nato ieri”. Ebbene sì, il maratoneta locale diventato nonno da appena ventiquattro ore, ha dedicato la sua corsa al nipotino da poco venuto al mondo. Cogliendo l’occasione per porre i nostri più sinceri auguri ad Aldo e famiglia, esprimiamo il desiderio di vedere un giorno, tanti giovani del luogo seguire le sue orme… Naturalmente di corsa! Gianluca Cardinale

Signore e signori, ecco a voi i “Banana Split”! Inserisco un CD nell’impianto stereo e premo il tasto Play. Parte un bel pezzo di Zucchero “Sugar” Fornaciari che alcuni mesi fa ha scalato le classifiche nazionali ed estere. Il ritmo è ammaliante e la canzone si lascia ascoltare con grande piacere. Ad eseguirla però, non è il cantante di Reggio Emilia, bensì una band quasi interamente montecalvese. Riconosco da subito il “giro” di basso di Luca Fierro, la graffiante ed energica voce di Angelo Luisi, la batteria pestante di Carmine Savino e la chitarra “rockettara” di Antonio Romano. Signore e signori, ecco a voi i “Banana Split”! Una formazione giovane, formatasi soltanto da pochi mesi, ma che in poco tempo si è esibita in un impressionante numero di spettacoli. Irpinia, Sannio, Daunia… il gruppo è sempre in movimento da un posto all’altro, pronto a sistemare in poco tempo gli strumenti e a dare vita ad una nuova serata di grandi emozioni in musica. Loro arrivano e magicamente le piazze ed i locali cominciano a muoversi sotto l’effetto del loro sound. Ci si chiede il perché di un nome così curioso ma che allo stesso tempo rimane indelebilmente impresso nella mente delle persone. A risponderci è Luca Fierro (bassista e voce della band), che ci dice: pensiamo come gruppo di dare ener-

gia al pubblico come le banane, mentre “split” perché il nostro repertorio accarezza molti generi, ed ecco pronta la “Banana Split” con i nostri ingredienti, ovviamente la buona musica… Il pubblico locale (soprattutto quello più giovane) aveva già avuto occasione di ascoltarli durante l’annuale edizione del “Liberamente Rock Festival”. Ma di recente, la band ha fatto il bis in quel di Montecalvo. Infatti, la tradizionale “Sagra dei Cicatielli” di quest’anno, li ha visti nuovamente protagonisti sul palco, laddove in una calda serata estiva, hanno eseguito il meglio del loro repertorio e raccolto i complimenti dell’intera piazza. Tanti gli apprezzamenti, anche da parte dei tanti emigranti rientrati in paese per le ferie estive. Gianluca Cardinale


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STORIA DI MONTECALVO

Finalmente il restaurato Palazzo Il Castello ducale Pignatelli è stato aperto al pubblico nelle vicende feudali dal XII al XVII Secolo (1a parte) viamento professioGiovanni Bosco Maria Cavalletti

Quella che segue è la sintesi di una inedita ricostruzione della cronologia feudale di Montecalvo, fino ad ora conosciuta in modo frammentario, incompleto, e spesso inesatto, a partire dalla seconda metà del XII Secolo. E’ il frutto di vari anni di ricerca archivistica che, nella sua interezza, sarà parte integrante del Primo volume (fascicolo 2) della Storia di Montecalvo, in corso di allestimento e che, unitamente alle altrettanto inedite illustrazioni degli stemmi feudali, sarà da me pubblicato nei prossimi mesi. Nel 1132, durante le guerre che si conclusero con la costituzione del Regno Normanno di Puglia e Sicilia, Ruggiero il Normanno si accampa, con il suo esercito, ai piedi del castello di Montecalvo. E questo è, al momento, il primo riferimento documentale che cita espressamente il castello di Montecalvo. Tralasciando, quindi, le argomentazioni, pure probanti, che proietterebbero ancora al di là del tempo, andando a ritroso fino alle epoche longobarda e romana, la nascita del castello montecalvese, ho concentrato la ricerca storico araldica dal periodo normanno ad oggi. In una sorta di viaggio nel tempo, attraverso l’estensione iconica delle figure araldiche, possiamo rivivere le varie epoche, dense di eventi e sconvolgimenti, ottavae scena politici sociali, che si sono succeduti, nel nostro territorio, come nel resto d’Europa, dal XII secolo in poi. E così la forma ovale dello scudo contente le insegne normanne ci dice che le prime feudatarie storiche di Montecalvo furono due donne, due sorelle sposate a Roberto e Guglielmo Potofranco, molto verosimilmente, fratelli. Secondo taluni storici le due baronesse erano figlie di Brienus e sorelle del conte Gerardo di Greci. Io non sono d’accordo ritenendo, invece, che siano le sorelle del conte di Buonalbergo. Non sto ad illustrare le due tesi, ma che

Roberto e Guglielmo Potofranco siano, come a mio avviso è indicato nelle fonti, cognati del conte di Buonalbergo, patria di Alberada, figlia del conte Gerardo, moglie di Roberto il Guiscardo e madre di Boemondo d’Altavilla, eroe della Prima Crociata e principe di Antiochia; o che siano, come ritiene qualche altro, i cognati di Gerardo conte di Greci, si tratta, in entrambi i casi, di due prestigiosi cavalieri del tempo. Roberto Potofranco, fedele di re Ruggiero II, era annoverato, nel 1137, tra i baroni del conte Ruggiero di Ariano. I documenti attestanti la revisione generale dei feudi, operata da re Carlo I d’Angiò, all’indomani della battaglia di Benevento che il 26 febbraio del 1266 aveva segnato, di fatto, la fine del dominio svevo nell’Italia Meridionale, ci danno preziose informazioni sulle famiglie feudatarie avvicendatesi nei nostri castelli dalla fine del periodo normanno, attraverso la pausa sveva, fino all’insediamento angioino nel Regno di Napoli. La restituzione, da parte di Carlo I d’Angiò, dei castelli di Corsano e Buonalbergo al nobile Matteo di Tocco, che li aveva ricevuti, unitamente al castello di Monte Malo (l’odierna S. Arcangelo Trimonte), dall’imperatore Federico II di Svevia, indica il cambio di alleanza della famiglia Tocco che durante il conflitto svevo angioino era schierata con la casata guelfa. Tra gli anni 1274–1277, re Carlo rassicura più volte, con una serie di suoi atti, Margherita di Tocco, legittima erede di Matteo di Letto, ed il consorte, il milite salernitano Giovan-

ni Mansella, circa i loro diritti feudali sia su metà Montecalvo, sia su Montefalcone riconoscendo, al contempo, la legittimità del possesso di una porzione di Montecalvo da parte di un altro suo fedelissimo, il milite francese Pietro di Mortmarant, venuto al suo seguito direttamente dalla Francia e che il sovrano aveva dato in marito alla baronessa Isolde di Molinara, signora di Molinara e di Roseto, figlia di Guglielmo (Potofranco?) e proprietaria, altresì, di una parte del feudo di Montecalvo. Alla morte di Isolde, proprietario della porzione feudale già appartenutale diviene Pietro de Beviners, altro cavaliere francese milite e familiare del re. Proprietari, nello stesso anno, della restante quarta parte del feudo di Montecalvo erano Francesco e Gualtiero de Rocca. Il 2 luglio 1294 re Carlo II concede a Giovanni Mansella, trasmissibile ai suoi eredi in pepetuum, una porzione del feudo già appartenuta a Bartolomeo di Capua e restituita alla regia curia. Nel 1305 signore di Montecalvo, Buonalbergo e Roccagloriosa era Matteo Mansella, figlio di Giovanni e Margherita di Tocco. Notizie della frazione territoriale del feudo giungono fino al 1387 allorché proprietario della seconda metà risulta essere il barone Tommaso Boccapianola, signore, altresì, di Pietracatella, Rotello, Monacileoni, Pesco e d’altre Terre in Capitanata. L’altra metà, con il possesso del castello, era tenuta, in quell’anno, dai Sabran conti di Ariano. Continua

nale e vi abitava pure la famiglia di Massimo Sorrentino che svolgeva il lavoro di bidellocustode. Il terremoto dell’ ’80 ne decretò la quasi distruzione: alcuni Am m i n i s t r a t or i molto lungimiranti ne abbattettero le strutture superiori rimaste in piedi, fecero radere al suolo il campanile della chiesa Madre strutturalmente sano e permisero l’utilizzo dell’adiacente chiesa di San Gaetano come stalla. Fortunatamente qualche anno fa l’allora assessore Antonella Panzone prese a cuore l’antico maniero e l’Amministrazione riuscì a trovare i fondi per il restauro. Dopo una prima inaugurazione della struttura non ancora ultimata, il 10 agosto scorso, grazie all’interessamento dell’assessore Mirko Iorillo, c’è stata la vera apertura al pubblico con un convegno organizzato dall’Amministrazione comunale in cui sono stati presentati gli stemmi araldici frutto di un’approfondita ricerca dello storico GiamBosco Cavalletti (leggi qui a sinistra) e la mostra fotografica sugli ultimi abitanti del Trappeto dello stu-

dioso prof. Mario Sorrentino allestita a cura di Angelo Corvino e Franco Cardinale. Dopo la presentazione del sindaco Pizzillo i due studiosi hanno relazionato sul loro lavoro riscuotendo il convinto applauso dei numerosi presenti accorsi anche da fuori Montecalvo. Cavalletti ha messo in risalto l’importanza delle casate che sono state proprietarie del ducato montecalvese e Sorrentino ha restituito dignità e valore storico all’antico nucleo abitativo del Trappeto, ancora adesso trascurato e poco valorizzato anche ai fini turistici. Il castello e la mostra permanente saranno visitabili su prenotazione, anche se non è stato chiarito ancora se per le visite si potrà usufruire di personale competente che fungerà da guida. Alfonso De Cristofaro

Scatti di Storia Relizzazione del basolato di Piazza Carmine e corso Umberto, 1898.

Il lettore che vuol vedere pubblicata una foto significativa legata alle vicende umane e sociali dei nostri paesi, può prendere contatto con la redazione (vedi indirizzi e modalità a pag. 2). A richiesta sarà possibile anche fornire una copia ingrandita delle foto pubblicate.

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n.5 - settembre 2013

Idea per la nascita di un “Museo degli antichi mestieri” Il progressivo lento ed inesorabile spopolamento dei nostri paesi e la conseguente fuga in massa verso mete più allettanti ed industrialmente avanzate, l’introduzione di nuove tecnologie e di nuovi modelli di sviluppo hanno fatto sì che l’esistenza e il tramandarsi di arte e mestieri secolari, si sia interrotto e, di fatto, sia andato perduto ed eliminato dalla memoria collettiva nell’arco di qualche decennio. Una grave perdita dal punto di vista antropologico ma anche dal punto di vista identitario della nostra storia e cultura. Il progresso non può fermarsi ma la crescita culturale e una nuova generazione può di certo tentare il recupero di quello che è stata la umile condizione di vita dei nostri padri e del nostro paese. Ad alcuni potrebbe sembrare un operazione complessa ma,oggi, ci sono tutte le condizioni necessarie per un progetto nuovo che ne inverta la tendenza. Partendo da queste premesse di ordine generale l’idea per la creazione di un “Museo degli antichi mestieri”, unita ad altre iniziative di promozione locale, potrebbe rappresentare una svolta ed un cambio di passo per uscire dalle secche in cui è impantanato il paese. Ne è testimone la presenza attiva e massiccia di giovani nelle varie associazioni operanti sul territorio, che con la forza e la voglia della loro fresca età potrebbero svolgere la funzione di traino per il lancio di questa operazione mediatica di importanza strategica per

un nuovo riposizionamento del paese nel contesto turistico-culturale dell’Irpinia e del Sannio, lanciandoci verso la modernità dei tempi nuovi non dimenticando il passato recente. La prima fase dovrebbe prevedere la creazione di percorsi tematici all’ interno dei quali inserire materiali come i prodotti e gli strumenti di lavoro artigianali dei singoli mestieri dove far rivivere, all’interno dell’area museale, le antiche botteghe artigiane come il calzolaio, fabbro, maniscalco, carrozzaio, falegname, secchiaio, cestaio, sarto, barbiere, mugnaio, sellaio,ecc., accanto alle attività lavorative della casa rurale e agli attrezzi dei mestieri ambulanti con il coinvolgimento eventuale degli ultimi rappresentanti di queste artigianalità ancora presenti nel paese. I luoghi interessati a ciò di intesa con gli enti amministrativi territoriali, comune, provincia, regione, potrebbero essere individuati nel centro storico con la creazione di singole aree tematiche, in ambienti dove effettivamente venivano svolte alcune di queste attività nel passato. Un modo questo per rivalutare la zona compresa tra le due antiche porte di ingresso al paese: Piazza Porta della Terra e la Porta del Monte, non dimenticando i vicoli e vicoletti, assicurando una riqualificazione e un rinnovamento dell’interesse turistico verso la parte alta del paese altrimenti destinata ad un lento ed inesorabile oblio. Quelle indicate sono solo

delle linee guide ma il tutto potrebbe compiersi in altri modi e in altre forme. È importante, dunque, sottolineare di nuovo la grande valenza antropologica e il giovamento che una operazione di tale portata potrebbe dare al nostro paese. Il progetto, se realizzato, interesserebbe non solo la riqualificazione del borgo, ma sarebbe orientato alla realizzazione di un aggiornamento tecnologico, di un miglioramento delle infrastrutture, funzionali alla promozione del territorio, attraverso un recupero sostenibile che tenga conto del patrimonio storico, artistico, architettonico e naturale. La nascita di un “Museo degli antichi mestieri” rappresenterebbe, quindi, l’ambizione di favorire la conoscenza delle nostre tradizioni anche al di fuori della zona e allo stesso tempo di stimolare un incremento del turismo, senza tralasciare il recupero del degrado in cui versa attualmente la parte storica del paese. Idea irrealizzabile? Certamente no. Sicuramente potrebbe essere realizzabile se si incominciasse a pensare in modo più aperto, con lo sguardo rivolto al futuro indicando un percorso di vita diverso alla nuova gioventù, passando loro il testimone di una ideale staffetta generazionale che partendo dal passato arrivi al futuro attraversando la dignitosa storia del nostro paese in modo da potere andar fieri della loro identità e appartenenza alla cultura Montecalvese. Alfonso Caccese

40 anni fa la paura del colera a Montecalvo

La vaccinazione collettiva effettuata sotto la spinta emotiva si rivelò inutile per tanti e letale per pochi

Spesso, per le precarietà igieniche, nei primi anni del dopoguerra, vi furono a Montecalvo (e nell’intera regione Campania) epidemie di tifo e di colera (quest’ultimo tipo di virulenza particolare). L’ultima “pandemia” di colera in Campania la si è avuta nella tarda estate del 1973. A Montecalvo, all’edificio scolastico di via Fano, i medici del posto fecero le vaccinazioni di massa. Mi ha riferito da un medico, oggi libero professionista, collaboratore volontario degli altri sanitari locali, che in una di quelle tristi occasioni (1973), furono fatte tremila punture (dosi di vaccino). Le siringhe non erano monouso. Bisognava “bollire” continuamente quelle in vetro. Gli aghi, che non si trovavano facilmente (e costavano), venivano affilati dall’arrotino in continuazione e poi sterilizzati, con la bollitura, per ulteriori usi. Alla fine si riducevano a niente. Ci fu pure, indirettamente, qualche vittima. Il 5 settembre 1973, il povero Giuseppe De Cristofaro, noto commerciante, dopo essersi sottoposto alla vaccinazione anti-

colera, ritornando a casa, forse per lo choc anafilattico provocato dal siero iniettato, ebbe un infarto fulminante. Peppino soffriva di ipertensione: gli affetti da quella patologia, a sentire i sanitari, non dovrebbero essere vaccinati perché non “sopportano” il siero. Questo si è scoperto dopo. Troppo tardi per recriminare. Altra vittima, questa sì per colera, nell’Ospedale Cotugno di Napoli, dov’era ricoverato per la frattura del femore, fu Oreste Franco, un italo americano che, ritornato in patria a Montecalvo, si costruì, a Via dei Mille, una bella villetta che si godette poco. Ci furono anche degli altri malori (mancamenti) dovuti al vaccino. Ne furono particolarmente colpite le donne che, forse, erano allergiche al siero. A Napoli, per le precarie condizioni igieniche della città, vi furono vari contagi. Arrivarono, anche dalla Germania, un milione di dosi di vaccino. Chi all’epoca individuò l’origine dell’epidemia fu Giulio Tarro, allora primario di virologia al Cotugno, che isolò il

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“vibrione”. Furono accusate di aver diffuso l’epidemia le cozze che venivano coltivate nelle acque luride del Golfo. Si tenne nascosto che la causa vera dell’epidemia furono le fogne a “giorno” che esistevano nei quartieri più popolosi e degradati. La stampa nazionale, all’epoca, aveva infierito su Napoli e sui napoletani. Epica la foto della visita al Cotugno del presidente della Repubblica Giovanni Leone che, da buon napoletano, per scongiurare il pericolo di eventuale infezione, fece il gesto delle corna “a parafulmine”, “con la mano sinistra alzata verso il cielo e la destra verso terra per scaricare le energie negative”. Mario Aucelli

L’agricoltura in ginocchio per colpa della speculazione

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Destiniamo il sabato al mercato del contadino Un forte grido di disperazione si alza dalle inascoltate voci degli agricoltori, sui quali ricade, come sempre, la crisi economica del paese, voluta dai grandi speculatori. Le grandinate e il mal tempo dei mesi scorsi, avevano preannunciato un aumento del costo dei prodotti agricoli, notizia rilevatasi priva di fondamento e che però ha scatenato la speculazione.(Frutto di una Tv saprofìta e di una stampa ansa-tica). La diversità territoriale e la capacità produttiva del nostro paese ci rende indenni da ogni crisi di approvvigionamento, la sola Puglia potrebbe sfamare l’intera Europa. Ebbene è successo l’inverosimile: I prezzi dei prodotti agricoli sono letteralmente crollati! Le zucchine, di cui Montecalvo vanta una cospicua e qualitativa produzione sono passate in pochi giorni dai 30 Cent al Kg ai 10 cent. al Kg, rendendo di fatto inutile e antieconomico la loro raccolta, da parte dei nostri coltivatori. Questo, segue la vicenda delle Ciliegie e delle tante altre nostre eccellenze collinari, non ultimo il pomodoro-ino che si deprezza ogni giorno che passa. I prezzi al consumo rimangono alti e al produttore si da sempre di meno, come se si volesse favorire l’importazione e il consumo di prodotti esteri, stimolando la produzione di quantità(frutto degli ormoni) a scapito della qualità. Personalmente mi è capitato, sul Gargano, di acquistare limoni provenienti dalla Spagna, nonostante la presenza di ettari ed ettari di limoneti, i cui frutti, tra i più ricercati nel mondo, giacevano marciscenti senza che alcuno li raccogliesse. Stiamo tradendo la nostra nazione e la speculazione finanziaria si sta vestendo di abiti alimentari, con conseguenze pericolose e imprevedibili. Se viene tolto ai cittadini lo sfogo lavorativo in agricoltura si aprono le porte della rivoluzione, venendo a mancare anche il sostentamento primario. L’Europa matrigna, ha arrecato colpi durissimi alla nostra Agricoltura, diversificata e

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ricca di biodiversità, imponendo regole lunari e prescrizioni da piani quinquennali riconducibili all’ex Unione Sovietica. Le quote latte, le quote tabacco, le quote per le vigne… hanno mortificato i nostri agricoltori che, per continuare a vivere, sono stati assoggettati a contributi e indennità, diventando in tal modo schiavi di faccendieri, di improvvisati prezzolati esperti e consulenti, e di organizzazioni parasindacali che, in nome degli agricoltori, hanno gestito solo i propri interessi economici, forti di una delega in bianco firmata da uno Stato incapace di gestire la nazione e che negli ultimi anni ha saputo solo svendere la propria ricchezza e la propria immagine. La lezione di Guido Dorso e di Giustino Fortunato e di tanti illustri meridionalisti, sulla necessità dell’acculturamento delle classi contadine per sottrarle al giogo della famelica borghesia terriera, è stata disattesa da una nuova classe di Imprenditori agricoli che sentendosi più prenditori, sfruttano gli agricoltori a loro vantaggio, creando una nuova e più perfida forma di caporalato, travestita da un falso cooperativismo che si pervade della comune origine contadina. Di tutto ciò non gliene frega niente a nessuno! La Regione pensa a Napoli per i voti e all’Irpinia per la monnezza, le pale e le perforazioni. La Provincia pensa a trovare un sistema per sopravvivere contando sulla difficoltà dei cittadini a rapportarsi con Napoli e con Roma. I comuni si interessano solo dei centri abitati, assecondando le manie di qualche assessore con gran consenso ma privo di buon senso. E mentre degustiamo l’insipida zucchina proveniente dall’Egitto, condita con olio algerino e con sale greco, in piatti di ceramica cinese, innaffiati da vino californiano o di cartella, non ci rendiamo conto del perché non stiamo bene in salute e ci sentiamo fiacchi e indolenti, vitelloni da macello, colpiti dal virus della pazzia per non poter cambiare il mondo. Antonio Stiscia

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n.5 - settembre 2013

“GRAZIE PER AVER RISPOSTO ALLA MIA CHIAMATA”

24 luglio 2013,ore 9.00, nella Chiesa di San Bartolomeo in Montecalvo Irpino 36 fedeli si apprestano ad onorare quella giornata solenne con la stessa puntualità con cui sono stati chiamati a compiere uno dei pellegrinaggi più importanti della loro vita: quello che li avrebbe condotti a Medjugorje. Andare ad incontrare qualcuno, più che a vedere qualcosa, questa la consapevolezza che in cuor suo ognuno di noi ha avuto ben saldo prima di lasciare i propri cari ad aspettarli con ansia e commozione. Serenità e costruttivo senso di solitudine, sono queste le sensazioni che si percepiscono assaporando l’aria di queste terre miracolose. Tutto fermo, immobile e tanto inconsapevolmente immune dallo sporco ed effimero egoismo terreno che assimila intanto tutto il mondo attorno, è così che si presentano le colline di Medjugorje. “C’è un’altra aria, c’è un altro sole, sulle colline di Medjugorje, un’altra luce sopra le case e tanta pace dentro le chiese”, cantava Vittorio Gabassi;

resterebbero semplici ed inutili parole, queste, se non ci fossero persone come quelle che ne hanno constatato il senso a farne di esse veridicità. Pellegrini provenienti da ogni lato del globo per rendere omaggio alla Regina della Pace, probabilmente ognuno egoisticamente con un desiderio nel cuore da chiedere, per poi suberbamente pretenderne la grazia ma metter piede su quelle terre è molto di più di tutto questo, è consapevolezza che al di là di qualsiasi desiderio terreno ci sia molto di più a cui decidere di concedersi per tutto il resto della propria vita, e non vi è nessun principio dimostrabile, dimostrato e razionale che possa dissolvere questa solida certezza. Con un velo di tristezza ma con animo commosso dedico questo articolo alle numerose coppie di coniugi e di fidanzati che si sono impegnati a compiere questa perenigrazione affiancandosi e sostenendosi a vicenda nei dolori e nelle gioie che questa tappa della loro vita ha in qualche modo comportato, certi che questo sacrificio li abbia resi piu’ forti a sostene-

Notizie, informazioni e curiosità

Settembre è il nono mese dell’anno secondo il calendario gregoriano, conta 30 giorni e si colloca nella seconda metà di un anno civile. É il mese durante il quale le giornata si accorciano e l’aria diventa via via più fredda, la natura si prepara al lungo sonno dell’inverno; è il mese dei colori, dei profumi, degli ultimi frutti estivi. Il nome deriva dal latino september, a sua volta da septem, “sette”, perché era il settimo mese del calendario romano, che iniziava con il mese di marzo. Nel 37 l’imperatore Caligola mutò il nome del mese in “Germanico” in onore dell’omonimo padre, ma alla morte dell’imperatore il nome tornò quello originale. Nell’89 il nome fu nuovamente cambiato in “Germanico”, questa volta per celebrare una vittoria dell’imperatore Domiziano sui Chatti, ma anche Domiziano fu assassinato e il nome del mese ripristinato. Destino breve ebbe anche la riforma del calendario operata da Commodo, nella quale il mese di settembre prendeva il nome di Amazonius. Nel medioevo, settembre era rappresentato da un gruppo di persone intente alla vendemmia, mentre nell’antica Grecia si celebravano feste in onore di Demetra, dea delle messi (identificata con la dea latina Cerere).

del Miscano

MISCANO IN ROSA

Anche Settembre abbonda di detti e proverbi. Tra questi: Settembre caldo e asciutto maturare da ogni frutto. A Settembre che è esperto non viaggia mai scoperto. Settembre, per il povero è già inverno. Se in Settembre senti tonare, tini e botti puoi preparare. Di settembre e d’agosto, bevi il vin vecchio e lascia stare il mosto. Di Settembre l’uva rende e il fico pende. Pioggia in Settembre poco acquista e nulla rende Chi lavora di settembre, fa bel L’uva settembrina è fragola zuccherina. A settembre pioggia e luna, è dei funghi la fortuna. Quando la cicala canta in settembre, non comprare grano da vendere. Aria settembrina fresco la sera e fresco la mattina. Brache, tela e meloni in settembre non son buoni. Se fa bello per San Gorgone (6 Settembre) la vendemmia va benone. Santa Croce (14 Sett.) pane e noce. San Matteo (21 Sett.) addolcisce i grappoli. Per San Michele (29 Sett.) l’uva è come il miele. Nell’ORTO: Si dà terra alle carciofaie. Attenzione ai parassiti soprattutto su cavoli e rape. SEMINE E TRAPIANTI IN TERRENO APERTO: spinaci, ravanelli, rucola, prezzemolo, valeriana, cipolle, indivia, lattughe. Nel GIARDINO: Si interrano

© Carol Caggiano

re e divenire croce l’uno per l’altro. “A tutti coloro i quali si stanno evitando affinchè ricevano la grazia di aprire il cuore al perdono, perché ognuno abbia il coraggio di guardare l’atro negli occhi, di porre la mano sulle sue spalle, toccare il suo volto e dare nuovi segni di riconciliazione” Carol Caggiano

© Carol Caggiano © Carol Caggiano

a cura di Annarita MASCIA

i bulbi a fioritura primaverile. Si segue la rifioritura delle rose, bagnando e ridando terra. Si ritoccano le siepi. Si Ripuliscono i cespugli di lavanda. Si seminano primule, margherite, violacciocche e le qualità rustiche di fiori per il prossimo anno. Si semina il tappeto erboso. Nel FRUTTETO: agli inizi del mese, si possono fare innesti a gemma dormiente, purchè il portainnesto sia ancora in vegetazione. Si raccolgono pere, mele, uva, fichi. Per la raccolta di mele e pere, bisogna organizzarsi in due riprese, a distanza di 8-10 giorni, a seconda del grado di maturazione dei frutti , sospendendo la raccolta per 4/5 giorni in caso di pioggia. Nella VIGNA, bisogna preparare il tutto per la vendemmia imminente, la pigiatura dei grappoli e la fermentazione dei mosti. Nella CANTINA, bisogna eliminare dalla cantina i cattivi odori. Il vino vecchio deve essere lontano dal luogo dove avviene la fermentazione e deve essere messo in contenitori a chiusura ermetica o coperti con olio. Enologico. Giorni adatti per i travasi:1-5 e 19-30 settembre. Spesso, veniamo vinti dalla stanchezza e l’unica cosa che desideriamo è quella di isolarci e prenderci un attimo di pausa. Quando mi capita, mi sento egoista perché le cose da fare sono tantissime e le persone attorno a me continuano a correre e lavorare, ma per far

bene una cosa, occorre riprendere fiato per essere in ottima forma al fine di affrontare ogni difficoltà, impegno e fatica. Ma non sempre riposarsi è possibile, a volte quando ti isoli, c’è sempre qualcuno che viene a cercarti, a chiederti qualcosa, a prendere un po’ di affetto o di attenzioni, a sfogarsi con te. Mi viene a mente l’immagine delle leonesse nel deserto, vinte dalla fatica dopo la caccia, accaldate dal sole africano che si riposano sotto uno dei pochi alberi, ma il relax dura poco perché i loro cuccioli reclamano attenzioni e vanno a mordere quando un orecchio, quando una zampa o saltano sulle pance. E’ un momento bellissimo quando la madre realizza che non è possibile riposarsi e acconsente a giocare con loro. Dobbiamo prendere esempio da quello sguardo, cogliere la gioia che i nostri ragazzi ci danno ed anche se una sera ci viene da piangere o, come diceva la mia mamma, “rotolarsi per la terra”, raccogliere le forze e andare avanti. Facile? No davvero, ma questo ci richiede la vita, questo necessitano i nostri figli. Quanti papà e mamme abbandonano i figli per seguire i propri interessi, stanchi della routine, della quotidianità, in cerca di un po’ di riposo, ignari del dolore che provocano ai propri bambini. (Riccardo Ripoli). I SANTI DEL MESE DI SETTEMBRE 8 - Natività della Beata vergine - Nella tradizione cattolica la festa è celebrata in tante località. Nella tradizione agricola il ricordo della nascita di Maria coincide con il termine dell'estate e dei raccolti. Molte chiese hanno come titolo la

Natività di Maria. 10 - San Nicola da Tolentino, il Santo nel predicato di San Pompilio. 12 - Santissimo Nome di Maria - La sua introduzione venne promossa da papa Innocenzo XI. Doveva servire a commemorare la messa celebrata a Vienna il 12 settembre del 1683 per suggellare l'alleanza fra l'imperatore Leopoldo I d'Austria e il re di Polonia Giovanni III Sobieski: quel giorno, i due sovrani cattolici diedero il via alla controffensiva che portò alla liberazione della capitale austriaca dall'assedio dei Turchi. 19 - San Gennaro- Nato a Benevento nel 272, è il Santo patrono di Napoli 23 - San Pio da PietralcinaAl secolo Francesco Forgione È stato destinatario, ancora in vita, di una venerazione popolare di imponenti proporzioni, anche in seguito alla fama di taumaturgo. 29 - Madonna della Libera Preziosissima statua lignea del 300 che rappresenta la Vergine gestante e orante. Si festeggia l’ultima domenica di settembre ed è oggetto di particolare devozione da parte di tutte le donne in stato interessante o che anelano ad avere un figlio. Si racconta che la regina di Napoli M. Carolina di Borbone abbia chiesto l’intercezione della Vergine della Libera per assicurarsi l’erede maschio al trono delle offerte dei fedeli (1480-1547).A San Gaetano è dedicata una chiesa di Montecalvo che ora versa nel più assoluto degrado e una cappella in C/da Malvizza. 29 - SS Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele29 - Nascita di San Pompilio Maria Pirrotti (29 settembre 1710).


del Miscano

n.5 - settembre 2013

DOMANDALO AL MEDICO

IL MAL DI TESTA (seconda parte) a cura del dott. Felice Cusano

3. Cefalea a grappolo E’ una forma di mal di testa che colpisce prevalentemente il sesso maschile e si presenta sia in forma episodica che cronica: il nome deriva dall’osservazione che gli attacchi si presentano in periodi attivi (grappoli) alternati a periodi privi di mal di testa. Sulla base di questi periodi si distingue la cefalea a grappolo episodica (attacchi concentrati in periodi lunghi tra 7 giorni ed 1 anno, con periodi di pausa di almeno 14 giorni) e la cefalea a grappolo cronica (periodi di almeno 1 anno o con sospensioni inferiori ai 14 giorni). Un attacco è caratterizzato dai seguenti sintomi: un dolore molto intenso, che compare molto rapidamente, con una durata compresa tra i 15 minuti e le 3 ore, ma spesso più volte al giorno; nei periodi attivi si possono contare da 1 a 3 attacchi al giorno, spesso di notte. Il dolore si concentra su un unico lato della testa, di norma attorno all’occhio, con lacrimazione, ostruzione nasale, rimpicciolimento delle pupille, sudorazione in viso, naso che cola. Il paziente colpito da cefalea a grappolo manifesta irrequietezza ed incapacità di stare fermo; in alcuni casi l’attacco può essere scatenato da fattori esterni come alcool, stress od eventi stressanti, sonno, …… 4. Altre cefalee Mal di testa e stress Lo stress è il fattore scatenante diagnosticato con maggior frequenza, può essere fisico o emotivo, “buono” o “cattivo”, ma è ormai è una componente imprescindibile della vita moderna. Gli eventi che provocano lo stress emotivo sono in grado di scatenare l’emicrania. Si ritiene che chi soffre di emicrania abbia reazioni emotive più accentuate e reagisca velocemente alle situazioni di stress. Nei periodi di stress emotivo vengono rilasciate diverse sostanze chimiche che causano cambiamenti a livello vascolare, provocando l’emicrania. Gli attacchi sono quindi più frequenti nei periodi di maggiore stress. Tra i fattori collegati allo stress ricordiamo l’ansia, la preoccupazione, lo shock, la depressione, l’agitazione e

L’angolo della poesia

l’affaticamento mentale. Anche reprimere le emozioni può far peggiorare l’emicrania, e la tensione muscolare causata dalle situazioni stressanti può rendere il mal di testa ancora più doloroso. Dopo un periodo stressante si può avere un periodo in cui ci si sente giù di morale che, a sua volta, è in grado di scatenare l’emicrania: si tratta di una delle possibili cause di quei mal di testa che si ripresentano puntuali solo durante il fine settimana. Il mal di testa è generalizzato (normalmente è distribuito come una fascia intorno al capo) e spesso è accompagnato da disturbi del sonno. È impossibile evitare completamente lo stress, ma se si impara a gestirlo si potranno diminuire gli episodi di mal di testa. Mal di testa e gravidanza Nell’80 percento circa delle donne incinte che soffrono di mal di testa gli attacchi cessano prima della fine del terzo mese e non si ripresentano fino al momento del parto. Si ritiene che questo fatto sia causato dalla stabilizzazione ormonale. Durante la gravidanza è consigliabile non fare uso di farmaci, a meno che siano assolutamente indispensabili. Prima di usare qualsiasi tipo di farmaco contro il mal di testa, vi consigliamo di consultare il medico. Durante la gravidanza si possono rivelare efficaci i programmi terapeutici non farmacologici. DALLA PRIMA PAGINA

del farmacista Pietro, socialista, perseguitato storico dal fascimo e di Donna Chilina Capozzi. Giuseppe, studente universitario all’Orientale di Napoli, classe 1918, ad un certo punto della sua vita, non sopportando le angherie a cui veniva sottoposto la famiglia per le idee contrarie al regime, abbandonò gli studi e gli affetti e andò, esule, in Spagna durante la Guerra civile di quel Paese. Fu fatto prigioniero dai franchisti. Fu rinchiuso nel duro campo di concentramento di Burgos nella Vecchia Castiglia. Fu sottoposto a sevizie continue. Le sue condizioni di salute furono compromesse subendo gravi danni cerebrali. Si aggravò e fu ricoverato nell’ospedale di Valencia dove morì, come risulta dal certificato di morte redatto da “Don Eduardo Rodriguez Quevedo, tenente medico e direttore della Clinica Militare della Piaz-

Bruxismo Molte persone hanno l’abitudine di digrignare i denti, durante il giorno o durante la notte, e non si rendono conto di quello che stanno facendo. Questo disturbo, detto bruxismo, può essere provocato da una malocclusione dentale, dallo stress o dalla preoccupazione eccessiva. L’eccessiva attività muscolare a volte dà origine a spasmi muscolari e al mal di testa. Il dentista spesso è in grado di alleviare i sintomi, applicando un piccolo apparecchio all’arcata superiore, che dovrete indossare solo durante il sonno. In determinati casi possono rivelarsi utili i farmaci, la ginnastica e tecniche di riduzione dello stress. Negli ultimi anni, l’aumento della consapevolezza che i dolori del volto e il mal di testa possono essere causati da problemi dentali ha permesso a molte persone di trarre benefici da cure dentistiche appropriate. Mal di testa del weekend Chi soffre di emicrania e nel

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SONETTO Per Ben condurre la Vita Chiunque sei, che hai di goder vaghezza Stato di vita avventuroso e degno A divinir felice or io t’insegno E t’addito il sentier d’ogni grandezza. Fa duopo aver d’ogni saper contezza A tempo usar, non affittar l’ingegno. Servir senza speranza e con impegno Stimar chi stima, e non curar chi sprezza. Goder nel ben, non ti smarrir nei guai Pensieri pria, per non perderti poi Meritar sempre e non pretender mai Non ricercar quel che saper non vuoi.

fine settimana riferisce episodi di mal di testa provocati dall’eccessivo numero di ore di sonno, dovrebbe cercare di svegliar- Non palesar quel che cercando vai si sempre alla stes- E non bramar quel che ottener non puoi. sa ora, sia nel fine settimana sia nei Montecalvo 1821 circa giorni feriali, e di Abate Nicola Chiancone Poeta Arcade in mantenere un rit- Montecalvo mo sonno-veglia regolare per tutta la settimana. to improvviso delle caratteristiInoltre è fondamentale che chi che del mal di testa dovrebbero soffre di emicrania dorma a mettere in allerta il medico. La sufficienza, perché l’affatica- maggior parte dei tumori al cermento eccessivo può essere un vello, comunque, è accompagnafattore scatenante del mal di te- ta, oltre che dal mal di testa, ansta: l’affaticamento, in realtà, che da altri sintomi neurologici, è il fattore scatenante più co- come le convulsioni, il cambiamune dell’emicrania. mento della personalità o la deTumore al cervello bolezza generalizzata. In rari casi il mal di testa è pro- Caffè e mal di testa vocato da un tumore al cervello. Se si cessa improvvisamente di Il mal di testa può essere uno dei fare uso di caffè, si può verifiprimi sintomi del tumore al cer- care una vasodilatazione imvello, oppure può comparire in provvisa e un mal di testa da fase più avanzata, a seconda del- astinenza da caffeina. La cafla collocazione del tumore. L’au- feina è anche uno stimolante, mento progressivo e inesorabile quindi ci si può sentire giù del dolore oppure il cambiamen- quando cessa il suo effetto.

Gli eroi sconosciuti za di Valencia”, il 19 agosto 1941 a soli 23 anni. In riconoscimento dell’erosimo e della fede dimostrati il rettore dell’Orientale di Napoli, Elio Vittorini, il 25 agosto 1945, prot. 6366, fascicolo 4, concesse alla memoria di Giuseppe Cristino, studente di quell’Università, la laurea honoris causa. Per il coraggio dimostrato in vita gli fu conferita, nel dopoguerra, la “medaglia d’oro riservata agli eroici partigiani antifascisti”Felice Sanità: figlio del maestro Alessandro e di Maria Manzelli. Classe 1912. Studente universitario di Economia e Commercio. Intollerante al fascismo, nel 1939 va esule in Boemia (parte occidentale della Cecoslovacchia). Dopo l’armistizio rientrò in Italia e si arruolò nelle formazioni partigiane. A Fontana Liri in provincia di Frosinone, dagli anglo-americani, fu scam-

biato per una spia fascista e, dopo un processo sommario, fu fucilato nella piazza principale del paese ciociaro, il 4 gennaio 1944, a soli 32 anni. Il suo corpo fu abbandonato nel luogo dell’esecuzione affrettata. Una pietosa signora del posto, tornata la calma, dai documenti che il povero Felice aveva addosso, riuscì a contattare la famiglia a Montecalvo. Il fratello Mario, il noto maestro elementare, con mezzi di fortuna riuscì a recuperare il cadavere del congiunto che oggi riposa nella tomba di famiglia nel nostro cimitero. Ritornata la normalità nel Paese la memoria di Felice Sanità fu riabilitata. Un suggerimento, per quel che può valere, ai nostri Amministratori: perché non apporre due semplici targhe, ripeto: solo ed esclusivamente delle targhe-ricordo che costano poco e rendono tanto in sensi-

bilità (senza il complicato iter per l’intitolazione di slarghi, piazze e vie), in punti centrali del paese (piazzetta, pineta, giardini di piazza Carmine), a ricordo di questi nostri concittadini che di meriti ne hanno acquisiti assai. Quest’estate recandomi a Vasto ho constatato che quegli amministratori hanno “sistemato” nelle aiuole delle piazze cittadine, targhe a ricordo (ripeto solo quelle) dei vastesi immolatisi per i loro ideali (vedi foto). Un discorso a parte meriterebbe il “ricordo” dell’eroico avvocato Gustavo Console, montecalvese costretto ad emigrare per le sue idee politiche e per cercare lavoro, ucciso a Firenze dai fascisti. Il capoluogo toscano ha omaggiato la memoria dell’on. Console intitolandogli una strada e ogni anno, in occasione del martirio, ufficialmente lo ricorda con pubbliche manifestazioni Mario Aucelli

PATREVITA PAOLO Impianti termici - idrici - gas - antincendio tel. 348 466 9985 Via Boccaccio,26 - Montecalvo Irpino (AV) C.da Mauriello, Montecalvo Irpino (AV) tel: 0825 819296 - 338 4632796


DAL COMPRENSORIO DEL MISCANO 8La Morgia di Corsano Inferiore: un Menhir?

del Miscano

n.5 - settembre 2013

BUONALBERGO

Non molto distante dal letto del torrente Miscaniello, in contrada Corsano Inferiore, si erge un maestoso complesso roccioso noto ai locali con il nome di “La Morgia.” Piuttosto scomodo da raggiungere a causa della sua posizione impervia e per l’assenza di strade, (ci si può arrivare solo a piedi o con il trattore) esso è un luogo particolarmente ambito dai locali cercatori di asparagi per l’abbondanza di questa pianta nel sottobosco circostante. La Morgia colpisce il visitatore non solo per la sua grandezza ma anche per le pareti lisce e ripide e per una strana scalinata naturale composta da varie pietre che provvidenzialmente poste una sull’altra permettono di salire sulla sommità da cui si gode una bella veduta della valle. Difficilmente in Corsano si può trovare qualcuno che non si sia mai recato e non sia mai salito almeno una volta su questa roccia. Nonostante la sua notorietà, ai molti visitatori credo siano sfuggiti o non siano mai stati presi in considerazione, quelle particolari incisioni, che se avvallassero l’ipotesi che stiamo per dare, darebbero alla Morgia una unicità che andrebbe oltre la sola bellezza natu-

rale. Domenico Cambria, storico arianese, diversi anni or sono anni nel libro “I misteri del Sannio irpino”, descrive i Menhir, luoghi di culto sanniti da lui scoperti, dove venivano offerti sacrifici alle divinità, nei presi di Montella. Le foto dei Menhir e dei graffiti su essi presenti pubblicati nel libro presentano una fortissima somiglianza con quelli presenti

sulla Morgia, che a questo punto fanno pensare che non si tratta di solchi formati a seguito delle intemperie ma di segni volutamente fatti dall’uomo nei tempi che furono. Se la Morgia fosse un Menhir sannita, si spiegherebbe anche l’esistenza di quella strana scaletta di pietre la quale risulterebbe anch’essa opera dell’uomo e non della natura. Un’ulteriore prova a favore di questa ipotesi proviene dai ricordi degli anziani i quali racconta-

no che nei pressi della Morgia durante i primi anni in cui si iniziò ad arare i terreni con i trattori, con stupore vedevano affiorare dalla terra diversi cocci, tipo vasellame, il quale inevitabilmente veniva frantumato dai cingoli del trattore. Supposizione fantasiosa? Semplice casualità della natura? Lasciamo ai competenti ai lavori e agli esperti di storia sannita il verdetto finale. Il pensiero che nell’antichità questa contrada potesse costituire un importante luogo di ritrovo religioso fa un po’ da contrasto con quella che oggi è la realtà. Corsano disastrata nelle comunicazioni viarie, dimenticata dall’amministrazione provinciale che dovrebbe intervenire, e in un tardo passato, poco considerata anche da chi avrebbe potuto fare qualcosa in favore di un suo sviluppo, continua a spopolarsi di anno in anno senza sosta perdendo i suoi figli migliori, costretti ad emigrare altrove in cerca di un futuro migliore. Ma chissà, forse un giorno il vento della storia tornerà a cambiare direzione ed una migliore conoscenza di un passato ritrovato potrà spingere chi è rimasto ad essere più motivato nel contribuire a quel riscatto di cui per tropo tempo si è atteso invano. Dario De Pasquale

Salumificio Artigianale Vittoria di Montecalvo Irpino (Alla fiera del gusto) Sulle colline di C/da Mauriello in Montecalvo Irpino si trova uno dei fiori all’occhiello della nostra realtà produttiva: Il Salumificio Vittoria . Il titolare Nicola Parzanese coadiuvato dalla moglie Rosa e dalle figlie Vittoria e Mariangela, con orgoglio, ci parla della sua creatura, che consegue sempre nuovi successi e nuovi mercati. La bontà del prodotto si fonda nella ricercata cura delle carni, provenienti dai maiali allevati direttamente dalla stessa azienda in una apposita tenuta alla C/da Corsano, per essere avviati alla macellazione con la stessa ritualità di un tempo. I prodotti sono i più disparati e si va dalla salsiccia al capicollo, dalla soppressata al prosciutto, senza dimenticare la ricercatissima lonza. Specialità è la Salciccia di Pignata, una prelibatezza tipica della tradizione montecalvese,

di Antonio STISCIA

Un po’ di storia e qualche curiosità di 2 secoli fa

Un piccolo tributo ad un grande paese, ricco di storia e di tradizioni, frugando tra vecchie carte e vecchi libri, con l’intento di far ridestare un assopito orgoglio Si accedeva alla mitica Buo- cio, nel periodo natalizio, fu nalbergo medioevale tramite vero vanto per la cittadina. le sue 3 porte: Le professioni erano variegate Porta Beneventana, Porta di e indicavano un buon grado di Puglia e Porta Nuova. benessere: Aveva 3 Fontane, appena fuo- 2 Medici, 2 Farmacisti, 2 Leri dell’abivatrici, 1 tato : Scultore, 2 La Fontana Agrimensodel Lomri, 16 Sarti, 6 bardo, la Scalpellini , Fontana del 2 Canestrai , Carmine e 4 Bottai la Fontana Tipica e oridel Ponte ginale la alle quali si produzione aggiungedi scialli che vano le 2 adornavano sorgenti di acqua minerale- le donne del circondario, a volsulfurea:alla C/da Lombardo te ricamati a motivi floreali e per curare i reumatismi e lo dai colori sgargianti, chiaro restomaco e al Toppo del Nota- taggio della tradizione spagnoro per i suoi effetti lassativi. la. Una cittadina di circa 4.000 La fiera più importante, quella abitanti e con una florida eco- di San Donato, si svolgeva il nomia: 6, 7 e 8 Agosto. Una fabbrica di maccheroni e Tipico di Buonalbergo il giopasta e la presenza di ben 13 co delle Fossette, forse, riconforni, una tradizione che con- ducibile all’abilità a far cadetinua con successo ancora re, lanciandola, una palla in oggi. una piccola fossa posta ad una Pregevole il complesso edili- certa distanza, premiando con zio dedicato alla Madonna punti chi vi si avvicinava magdella Macchia, nel quale si giormente in caso di non riuvenera, ancora oggi, una anti- scita. chissima statua del XIII seco- Gioco a squadre? lo, il tutto circondato da un Non è dato sapere, sarebbe utivasto ameno parco e dove nel le recuperarne la tradizione mese di maggio si onora la con un apposito Torneo da tepreziosissima e miracolosa nersi in Estate. immagine della Vergine col Proverbi: Bambino in uno al corpo di Chiano Merola(merlo) che la San Feliciano martire, giunto via è petrosa ! da Roma nel 1823. Cane di chiazza è Buonalbergo, attraversato dal trivolo(tribolazione) di casa fiume Miscano sul quale si af- Dimmi con chi vai e ti saccio faccia e dal quale pescava le a dì che fai anguille che, un tempo, veni- Tante vote va la langella (brocvano allevate nel Torrente Val- ca) allo puzzo fino a che ce lone e il cui florido commer- lascia le mmaniche !

La statua della Madonna di Medjugorje collocata nei giardini del Palazzo Pirrotti

con l’utilizzo delle carni più pregiate del maiale, lavorate a punta di coltello e insaccate con particolare cura e rigidamente a mano, (come tutti i prodotti di nicchia viene fatta su ordinazione e a pochi esclusivi clienti per particolari oc-

casioni). Una bella azienda che non tradisce il suo nome, perché assaggiandone i prodotti si ha la conferma della Vittoria del Gusto e l’appagamento del palato. Buon Appetito! Antonio Stiscia

Sabato 11 agosto 2013, in un caldo pomeriggio estivo, ha avuto luogo presso l’Ente “Cristini” di Montecalvo, l’inaugurazione della statua raffigurante la Regina della Pace di Medjugorje. Promotore, il parroco don Teodoro Rapuano coadiuvato da tanti fedeli che hanno collaborato attivamente, soprattutto per la collocazione del pesante masso roccioso (circa 30 quintali) che funge da basamento per la scultura. La tradizionale funzione religiosa seguita dalla benedizione, ha visto la partecipazione di un centinaio di fedeli circa, che al

termine della Santa Messa hanno potuto ammirare da vicino e dedicare una preghiera alla sacra immagine della Madonna. Gianluca Cardinale

Informatore 5 2013  

Il numero di settembre de "L'informatore del Miscano"

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