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Azzurro IL GIORNALE DI TELEFONO AZZURRO

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child

n. 58 - Giugno 2010- anno XVII bimestrale sped. in abb. postale - comma 20/c art. 2 Legge 662/96 - Bologna aut. Trib. - Bologna n. 6562 del 19/4/96 In caso di mancata consegna restituire all’editore che si impegna a pagare la relativa tassa presso il CMP di Bologna

Infanzia invisibile

EDITORIALE di Ernesto Caffo

(presidente Telefono Azzurro)

Storie sommerse che richiedono il nostro intervento

B

1.96.96

Inserto: Le inchieste di Azzurro Child Parliamo di lavoro minorile: sono moltissimi anche nel nostro paese i bambini italiani e stranieri precocemente strappati all’infanzia e costretti a fare un mestiere. Un tema attuale, ma troppo spesso ignorato dalle istituzioni.

Linea gratuita riservata a bambini e adolescenti.

199.15.15.15 Linea istituzionale per adulti e operatori dei servizi.

116000

Linea gratuita per ogni bambino scomparso.

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S L p ma e v in o ci o roal r e il e

ambini che soffrono, bambini che lavorano, bambini che scappano e scompaiono, spesso nell’indifferenza generale. L’infanzia di oggi è sempre più un’infanzia invisibile e dimenticata, vittima di situazioni che restano nel sommerso. Manca una coscienza collettiva – degli attori sociali, delle istituzioni, dei media – capace di far emergere queste gravissime situazioni di disagio che restano nell’ombra. Dal lavoro minorile (che, è il caso di sottolinearlo, non riguarda soltanto i figli di stranieri) agli abusi e violenze, dai bambini e ragazzi che spariscono (spesso per sfuggire volontariamente a condizioni di emarginazione e disagio: i cosiddetti runaways) ai minori stranieri non accompagnati, e quindi facile preda di organizzazioni criminali, tante sono le storie che richiedono attenzione per uscire dall’ombra e trovare finalmente giustizia. L’ìnfanzia che soffre è insoma un problema che ci riguarda tutti, nessuno escluso. Occorre, prima di tutto, conoscere a fondo tutte queste realtà, effettuando un monitoraggio costante per poter avere un quadro esaustivo del problema. Quindi, mettere a punto gli strumenti per poter intervenire concretamente. Per far questo non è più il tempo delle parole. Occorre l’impegno concreto di ognuno di noi per richiamare l’attenzione sul mondo dimenticato dell’infanzia, e sollecitare l’instaurarsi di buone pratiche: di sensibilizzazione, prevenzione e intervento sul territorio. Solo con l’aiuto di tutti (istituzioni, forze dell’ordine, operatori sociali, educatori, insegnanti e genitori) sarà possibile restituire un volto e un sorriso anche a questa infanzia invisibile: bambini e ragazzi veri, che hanno il diritto di essere aiutati e tutelati.

ANNO XVII - N° 58 - GIUGNO 2010

Linea gratuita di emergenza.


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allarme scomparsi

Oltre mille i casi segnalati in Italia nel 2009: accanto a quelli più eclatanti, tante storie di ordinaria solitudine e disagio

Emergenza bambini scomparsi L

a mattina del 25 maggio 1979 il piccolo Etan Patz, 6 anni, usciva dalla sua casa di Soho, a Manhattan, per prendere l’autobus che lo avrebbe portato a scuola. A scuola però non arrivò mai, e la sua scomparsa provocò grande clamore, mobilitando forze dell’ordine, organi di stampa e privati cittadini. In ricordo del caso di sparizione più famoso (e mai risolto) di New York, dal 1983 il 25 maggio è la Giornata dei Bambini Scomparsi. Nel 2009 sono stati segnalati in Italia 1.033 casi relativi a bambini e adolescenti italiani e stranieri (dati della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato). Dal 1° gennaio al 4 marzo 2010 risultano già 222, ma è difficile avere dati certi anche perché vi rientrano i casi più diversi: i rapimenti da parte di estranei o di uno dei genitori, ma anche e soprattutto le sparizioni volontarie dei cosiddetti “runaways”, giovani generalmente tra i 15 e i 18 anni che fuggono di casa o da strutture di prima accoglienza, e ancora bambini sequestrati per essere sfruttati nel lavoro o nella prostituzione. Le vittime, comunque, sono molto spesso soggetti già vulnerabili, perché non hanno il supporto dei genitori, vivono in contesti disagiati o soffrono solitudine ed emarginazione. La scelta di Telefono Azzurro è da sempre quella di prevenire le emergenze, anche creando punti di ascolto per i ragazzi in difficoltà: in questo modo è riuscita spesso ad aiutare bambini già decisi a scappare di casa a risolvere diversamente il suo problema. Quando l’emergenza è in corso, d’altra parte, è importante agire tempestivamente: collaborare con forze di polizia e associazioni di tutta Europa serve allora

a condividere informazioni e muoversi in maniera più rapida, anche su scala internazionale. Non a caso, Telefono Azzurro fa parte del network Missing Children Europe, che coordina le ricerche di bambini scomparsi in tutta l’Unione e cerca di sensibilizzare sull’argomento su scala internazionale. Il Prof. Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, è inoltre membro del board di direzione di ICMEC, l’International Centre for Missing & Exploited Children, network globale di organizzazioni che combattono la sottrazione e lo sfruttamento sessuale dei minori. È sulla base di questa esperienza internazionale che l’anno scorso l’Associazione è stata incaricata dal Ministero dell’Interno della gestione della linea 116.000. Proprio al convegno di Roma, inoltre, Telefono Azzurro ha annunciato che è in via di attivazione nella sede romana dell’azienda ospedaliera “San CamilloForlanini” il primo Centro Nazionale per i Bambini Scomparsi e Sessualmente Sfruttati. «Il centro, analogamente a quanto sta accadendo anche a livello internazionale, avrà come obiettivi primari la prevenzione e la sensibilizzazione», ha commentato il Prof. Ernesto Caffo.

Le vittime sono spesso soggetti vulnerabili, privi del dovuto supporto del contesto sociale

P  Runaway child: minore (in genere di più di 11 anni) che si allontana volontariamente dalla propria famiglia o dalla struttura in cui vive (casa-famiglia, centro di accoglienza); i casi di sparizione sono in maggioranza di questo tipo. P  Legal kidnapping: sottrazione del minore da parte di uno dei coniugi, che teme di perderne l’affidamento o vuole farlo crescere secondo i suoi principi; spesso il genitore vive in un Paese diverso da quello in cui si trova il minore e lo porta con sé. P  Sequestro di persona: rapimento del minore da parte di estranei che vogliono abusarne sessualmente o sfruttarlo a livello sessuale o lavorativo, oppure per ricattare i genitori. www.azzurro.it

Per consultare i video del convegno, i messaggi istituzionali pervenuti, e per ricevere maggiori informazioni visita il sito

www.116-000.it Per segnalare la scomparsa o l’avvistamento, il ritrovamento di bambini e adolescenti

Cosa si intende per SPARIZIONE di MINORE

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allarme scomparsi

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Minori italiani e stranieri scomparsi in Italia ancora da ricercare

Motivazione scomparsa (dal 1° Gennaio 2009 al 31 ottobre 2009)

112 11%

108 11 10% 1%

265 25%

Allontanamento da istituto/comunità Allontanamento volontario

567 53%

Non determinata Sottrazione da coniuge o altro congiunto Possibile vittima di reato

Fonte Dati C.E.D. - Elaborazione effettuata dalla DCA - SCO - Divisione Analisi

25 Maggio 2010

“La scomparsa e lo sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti. Quali strategie e interventi?” L’impegno di Telefono Azzurro sul tema di bambini ed adolescenti scomparsi e la necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica, ha portato l’associazione ad organizzare a Roma, alla Sala Zuccari di palazzo Giustiniani (Senato della Repubblica) il convegno “La scomparsa e lo sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti. Quali strategie e interventi?”, moderato dal giornalista Francesco Giorgino. L’evento è stato l’occasione per fare il punto della situazione e mettere a punto delle strategie di intervento, e ha visto la partecipazione di esponenti delle istituzioni, associazioni e operatori impegnati su questo fronte. A testimonianza che solo attraverso una condivisione di politiche reali e concrete per la tutela dei soggetti più deboli, si può affrontare un problema tanto grave quanto quello delle decine di bambini che scompaiono ogni mese. Tra gli interventi: P Roberta Angelilli, vicepresidente del Parlamento Europeo P  Alessandra Mussolini, Presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza   P Carlo Giovanardi, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio P  Giovanni Maria Flick, ex presidente della Corte Costituzionale P il prefetto Franco Gabrielli, vice capo dipartimento della Protezione Civile,   P Antonio Apruzzese, direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni P  Chiara Giacomantonio, della Direzione Centrale Anticrimine del dipartimento della Pubblica Sicurezza P  Elisa Pozza Tasca, presidente dell’Associazione Penelope   P Simonetta Matone, capo di Gabinetto del Ministro per le Pari Opportunità P  Giuseppe Procaccini, capo di Gabinetto del Ministro dell’Interno P  Michele Penta, commissario straordinario del Governo per le persone scomparse   P Melita Cavallo, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Roma P Federica Sciarelli, conduttrice del programma di RaiTre “Chi l’ha visto?”

Napolitano: “Intervenire tempestivamente”

Sono stati tanti i messaggi istituzionali fatti pervenire in occasione della giornata del 25 Maggio organizzata da Telefono Azzurro, a testimonianza dell’importanza dell’impegno di tutta la società nell’affrontare una vera emergenza che spesso colpisce i bambini più deboli. Per esigenze di spazio, possiamo riportarne solo alcuni. anea, «La scomparsa, anche solo tempor e è fonte di un bambino o di un adolescent ri. di tremenda angoscia per i famiglia intervenire nte orta imp e ent È perciò estremam evitare gli esiti tempestivamente, se si vogliono dalla fuga drammatici che possono derivare ori […]. min dei e volontaria o dalla sottrazion e tutt a o Rivolgo un sentito ringraziament per le organizzazioni che si impegnano questa meritoria battaglia». Giorgio Napolitano

(Presidente della Repubblica)

«Vi ringrazio per quanto fa la vostra associazione da anni in questo campo, ricordandoci che non sono mai sufficienti gli appelli affinché rimanga vigile la coscienza di ciascuno di noi quando chi non ha alcuna possibilità di difendersi viene attaccato […]. Con profonda gratitudine verso tutti coloro che quotidianamente offrono il proprio impegno per Telefono Azzurro invio i miei più cordiali saluti». Renato Schifani

(Presidente del Senato)

o plauso «Desidero esprimere il mi si propone e ch per questa iniziativa pubblica sul e ion di sensibilizzare l’opin dei minori…. fenomeno della scomparsa tiva odierna Sono certo che con l’inizia irà a far Telefono Azzurro contribu dignità prevalere le ragioni della tutela di tutti i minori, dalla cui manità l’u i cu di uro dipende un fut possa sentirsi più fiera». Gianfranco Fini

(Presidente della Camera)

«L’opinione pubblica come le famiglie devono sapere che noi Chiesa faremo di tutto per meritare sempre, e sempre di più, la fiducia che generalmente ci viene accordata anche da genitori non credenti o non frequentanti. Non risparmieremo attenzione, verifiche, provvedimenti; non sorvoleremo su segnali o dubbi; non rinunceremo a interpretare, con ogni premura e ogni scrupolo necessari, la nostra funzione educativa». Cardinale Angelo Bagnasco (Presidente della CEI)

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allarme scomparsi

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allarme scomparsi

Le sparizioni di bambini e adolescenti sono spesso fughe volontarie: quali sono le ragioni del gesto?

Ragazzi che scappano Scappano da casa soprattutto i giovani tra i 15 e i 18 anni

Una linea pronta ad aiutarti Molti sono i segnali che si possono cogliere per prevenire la fuga di un bambino o adolescente. P Non sottovalutare il problema “minori scomparsi” pensando che la scomparsa non riguardi l’età adolescenziale;   P Comunicare loro chiaramente che possono chiamarvi per andarli a prendere, a qualsiasi ora ed in qualsiasi posto si trovino, e che mai devono fare l’autostop; P Insegnare loro a riconoscere eventuali “inganni” da parte di adulti che chiedono indicazioni stradali, offrono loro passaggi o lavoro, chiedono i loro dati o di poterli fotografare;   P Usare il gioco “Cosa farei se” per verificare la prontezza del proprio bambino nel prendere decisioni in diverse situazioni. Ad esempio: «Cosa faresti se fossi in ritardo nel venire a prenderti a scuola e qualcuno ti offrisse un passaggio?»; «Cosa faresti se avessi deciso di tornare a casa a piedi con un amico/a, che però quel giorno non è venuto a scuola? Cosa faresti per non tornare a casa da solo?»; «Cosa faresti se un adulto ti chiedesse di aiutarlo a portare in casa sua un pacco?» Queste alcune brevi indicazioni, siamo sempre pronti ad ascoltarti 24 ore al giorno, al numero 116-000 Linea telefonica per ogni bambino scomparso o attraverso le altre nostre linee.

un sistema di allerta per i bambini scomparsi Il 22 giugno il Polo Anagnina della Polizia Criminale di Roma ospiterà una conferenza in cui verrà illustrato il progetto ICAAS (Italian Child Abduction Alert System). Il progetto, cui partecipa anche Telefono Azzurro, intende creare un sistema di allerta rapido nei casi di sparizione di minore basandosi su alcuni punti fermi: • coordinamento dei diversi attori coinvolti nelle ricerche (forze dell’ordine, organi di stampa, istituzioni e ONG); • autorità centrale in grado di gestire in maniera efficace il caso; • diffusione tempestiva di notizie e segnalazioni, anche mediante un portale web dedicato; • applicazione di procedure già attuate con successo, in casi analoghi, negli altri Paesi dell’UE. La conferenza del 22 avrà anche l’obiettivo di trovare partner interessati a partecipare al progetto. www.azzurro.it

R

unaways: letteralmente “scappati via”. È il termine con cui si identificano i ragazzi che si allontanano volontariamente da casa: fuggono da famiglie in cui si sentono incompresi o abbandonati, da familiari che se li contendono come una loro proprietà quando il matrimonio entra in crisi, da storie di violenza ed emarginazione o semplicemente per affermare la propria identità. I numeri dicono che in Italia i casi di allontanamento volontario sono di gran lunga i più numerosi: su 1.065 scomparse segnalate nel 2009, 265 riguardano ragazzi che

si sono allontanati volontariamente da casa, e 567 da istituti o comunità (dati della Direzione Centrale Anticrimine). La decisione di andarsene è in buona parte dei casi un gesto impulsivo, non programmato, e ciò da un lato facilita il ritorno a casa del fuggitivo, dall’altro lo espone a rischi anche gravi. Se infatti le conseguenze del gesto si fanno ben presto evidenti e in questo senso possono spingere chi fugge a un ripensamento, è altrettanto vero che dopo la “fuga” ci si ritrova in strada, in stazione o

in altri luoghi non conosciuti che per un minore possono essere molto pericolosi. Un bambino solo e spaesato è infatti una preda fin troppo facile per chi voglia approfittarne: le cronache di tutti i giorni, con le notizie di ragazzini abusati, costretti a prostituirsi, mendicare, lavorare come schiavi sono lì a ricordarcelo. Ma perché scelgono di scappare di casa? Le ragioni sono molteplici. La fuga può essere,

Una fuga può essere prevenuta cogliendo i segnali di disagio

per esempio, un atto di ribellione all’autorità familiare e un modo per affermare la propria indipendenza: si tratta infatti di un fenomeno che riguarda soprattutto adolescenti (in prevalenza ragazze) tra i 15 e i 18 anni. All’origine del gesto, allora, si nascondono spesso motivazioni profonde come un rapporto difficile con i genitori o, peggio, la vera e propria assenza di una relazione. Paradossalmente, infatti, scappare è anche un modo per manifestare la propria presenza e reclamare attenzione. Ci sono poi i casi più gravi, quelli in cui la fuga diventa la sola scelta possibile in man-

canza di un aiuto dall’esterno: sono i casi in cui i bambini subiscono abusi e violenze in famiglia, o sono costretti a vivere in condizioni di miseria, degrado e sfruttamento. Situazioni in cui si sentono doppiamente abbandonati, perché oltre a non avere figure di riferimento in casa, non le trovano neppure nell’ambito scolastico o negli altri contesti di socialità. Favorire il dialogo e l’ascolto con gli adulti, a scuola e in altri ambiti, diventa allora una misura fondamentale di prevenzione, utile a fornire un “punto di appoggio” agli uni e agli altri e ad intervenire in tempo quando situazioni già delicate stanno per degenerare.

Storie... Dietro ad ogni fuga, si nascondono sofferenza e disagio

«Far vedere che esisto» Giulia telefona a Telefono Azzurro una mattina d’estate: ha deciso di scappare di casa perché non tollera l’assenza di comunicazione in famiglia. A casa, sostiene, «nessuno di noi figli dice nulla [...], nessuno parla anche se succede qualcosa, a cena stiamo “tutti in silenzio”». Questa cappa di freddezza e incomunicabilità la preoccupa perché potrebbe condizionare la sua crescita personale. L’unico modo per reagire, cambiare strada e scalfire l’indifferenza dei familiari diventa

allora la fuga: scomparire per «far vedere che esisto». In un caso del genere, già potersi aprire a qualcuno e confidare le proprie paure è una buona medicina: parlare con l’operatrice di Telefono Azzurro è liberatorio perché permette a Giulia di esprimere finalmente le proprie emozioni. L’operatrice le suggerisce allora di cercare un supporto psicologico sul territorio, cercando di coinvolgere gradualmente nel suo percorso anche la famiglia.

Fargliela pagare Martina, 14 anni, ha preso il primo treno e se ne è andata di casa, ma ora si sente smarrita e ha paura. Anche se all’operatore del 114 racconta storie di violenza e disagio, basta poco per capire che la situazione è diversa: con qualche reticenza ammette che i propri genitori in fondo «la trattano bene» e la amano, ma che la «considerano ancora una bambina», mentre invece è «già una donna»; quelle che a Martina sembrano odiose imposizioni da parte dei suoi (in particolare della madre), sono in effetti tentativi di indicare regole di comportamento. L’episodio che scatena la fuga della ragazzina si verifica quando la madre la sorprende in atteggiamenti intimi

con il fidanzatino e le fa una scenata davanti a lui: Martina decide allora di farle prendere un bello spavento. Ora però è anche lei spaventata perché non sa che cosa fare. Parlando con l’operatore, la ragazzina si rende presto conto che esistono maniere più costruttive di risolvere il conflitto, che in fondo questi dissidi sono comuni nel periodo adolescenziale e che, anche se è capace «di cavarsela da sola», la situazione in cui si trova adesso non è sostenibile. Dopo le prime titubanze si convince allora a contattare la polizia ferroviaria e quindi a tornare dai genitori; alla fine ammette che avrebbe voglia di abbracciare sua madre e chiederle scusa.

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Le inchieste Bambini in fuga S Bambini che lavorano 6

minori stranieri non accompagnati

Soli in un Paese straniero: vite spezzate e senza tutele

Fragili e indifesi, diventano facile preda di circuiti criminali e di sfruttamento

cappano dalle guerre, dalle violenze, da situazioni di estrema povertà o di sfruttamento, oppure partono spinti dalle proprie famiglie a cercare lavoro in un Paese straniero. Sono i “minori stranieri non accompagnati”: i loro arrivi in Italia negli ultimi anni sono cresciuti esponenzialmente, con una media di 7.700 all’anno. La loro partenza non è quasi mai una libera scelta, ma una “fuga”, guidata dalla speranza di poter vivere un’infanzia che fino a quel momento è stata loro negata. La realtà dei fatti è che si ritrovano condannati a vivere un’esistenza spezzata (una “generazione involontaria”, come li ha definiti il 10° Rapporto Infanzia di Telefono Azzurro ed Eurispes), in un Paese che non conoscono e nel quale non hanno punti di riferimento. Si tratta di bambini e adolescenti fragili e indifesi, che diventano facile preda di circuiti criminali, di sfruttamento (come nel caso del lavoro minorile) e devianza. Non a caso, una larga parte dei minori che spariscono rientrano proprio in questa categoria. La legge italiana definisce minore straniero non accompagnato “il minorenne non avente cittadinanza italiana o di altri stati dell’Unione europea che, non avendo prestato domanda di asilo, si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato privo di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili”. Telefono Azzurro chiede che le istituzioni facciano di più per l’accoglienza e la protezione di questi bambini: mancano infatti adeguate politiche di sostegno, sia da parte del governo centrale che delle amministrazioni locali.

Fasce d’età bambini e adolescenti non accompagnati (anno 2008)

Un fenomeno diffuso anche in Italia, che tocca non solo minori stranieri

0,96%

10,85% 11,39% 50,58% 26,22%

17 anni 16 anni 15 anni

7-14 anni 0-6 anni

Fonte: Elaborazione rapporto infanzia su dati Comitato per Minori Stranieri

Cosa fa Telefono Azzurro

Tramite il suo Centro Studi, Telefono Azzurro opera attivamente per mettere a punto procedure e protocolli per l’accoglienza, la tutela e la protezione dei minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio italiano, lavorando a stretto contatto con le amministrazioni locali e con gli orga-

ni istituzionali, come il Comitato per i minori stranieri. Attraverso i “Tetti Azzurri”, inoltre, l’Associazione mette a disposizione spazi e risorse umane per la consulenza sui singoli casi e, per quanto riguarda la struttura di Roma, offre servizio di valutazione ed ascolto protetto

I diritti dei Minori stranieri non accompagnati Alla pari di tutti i minori stranieri, anche quelli non accompagnati devono poter vivere un’infanzia tutelata e protetta. In particolare, hanno diritto: P  all’istruzione P  all’assistenza sanitaria P  al lavoro (solo dopo il 15° anno d’età e l’assolvimento dell’obbligo scolastico)   P a non essere espulsi P  al permesso di soggiorno P  a presentare richiesta di asilo P  alla protezione e assistenza, quindi al collocamento in un luogo sicuro. www.azzurro.it

di Azzurro Child

I

bambini peruviani coltivano i campi, in Nepal impastano mattoni e costruiscono muri, in Birmania lavorano nelle miniere, in Cina nelle fabbriche e in Zimbabwe fanno pure la guerra, con fucili attorno al collo più grandi di loro. Ma i casi di infanzia rubata alla scuola, strappata al gioco e alla spensieratezza non si incontrano solo nei Paesi in via di sviluppo. Il lavoro minorile esiste ovunque, anche nel nostro mondo industrializzato: Italia compresa.

La stragrande maggioranza lavora per la propria famiglia Nelle nostre città i bambini fanno i pizzaioli, i baristi, i camerieri, ma anche i muratori o gli artigiani, oppure lavorano nelle campagne, soprattutto nel periodo estivo quando la necessità di manodopera cresce. E poi ci sono tutti i minori sfruttati in attività illegali o vittime di tratta: spesso comperati e venduti da organizzazioni criminali, sono costretti a mendicare, a prostituirsi e perfino a picchiarsi nei combattimenti clandestini. Eppure sui giornali e in tv non se ne parla spesso, se non in eclatanti casi di cronaca o in

particolari occasioni come la Giornata internazionale contro il lavoro minorile voluta dall’Ilo (l’International Labour Organization dell’Onu, l’organizzazione incaricata di promuovere i diritti dei lavoratori), che si celebra ogni anno il 12 giugno. Ma per avere un’idea delle dimensioni e della gravità del fenomeno è necessario dare un’occhiata ai numeri: secondo l’ultimo rapporto dell’ILO, “Accelerating action against Child Labour”, il lavoro minorile è complessivamente in diminuzione, ma a ritmi troppo lenti e con una riduzione di appena il 3% tra il 2004 e il 2008. I dati del Rapporto 2010 registrano infatti un passo indietro rispetto a quelli del 2006, in cui la diminuzione viaggiava intorno al 10%. Nel mondo, dunque, i minori lavoratori sono 215 milioni. La maggior parte dei bambini lavora nel settore dell’agricoltura (60%) e solo uno su cinque riceve un salario: la stragrande maggioranza lavora per la propria famiglia, senza alcuna retribuzione. Allo scenario, poi, si aggiunge anche la crisi economica globale. È ancora troppo presto per fare una valutazione, ma guardando a quanto accaduto durante precedenti crisi, ci si deve senz’altro aspettare un aumento del lavoro minorile, almeno nei Paesi a basso reddito e tra le

SOMMARIO focus

L’Italia tra sommerso e degrado

12 giugno

La giornata contro il lavoro minorile la scuola

La storia di Lee: cosa può fare la scuola

le conseguenze

Il trauma di un’infanzia negata la legge

La convenzione Onu e il caso USA prevenire

L’ìmpegno sul territorio di Telefono Azzurro

famiglie più povere. «Sono necessari nuovi sforzi su più ampia scala. La situazione richiede una campagna contro il lavoro minorile più energica. Dobbiamo intensificare l’azione e accelerare il ritmo» ha sottolineato Juan Somavia, direttore dell’Ilo, in occasione del-

la recente Conferenza globale sul lavoro minorile che si è tenuta all’Aja. Secondo l’Ilo, infatti, il costo globale dell’eli-

minazione del lavoro minorile è compensato dai suoi vantaggi economici in un rapporto di 6,7 a 1: si tratta, quindi, solamente di una questione di volontà politica e di maggiore impegno da parte dei Governi di tutti i Paesi, a partire da quelli industrializzati.

“ Contro il lavoro minorile sono necessari nuovi sforzi su più ampia scala ”

I dati dell’ILO sul lavoro minorile • Il numero di bimbi che svolgono lavori pericolosi sta diminuendo, ma il tasso complessivo di riduzione ha subito un rallentamento: sono ancora 115 milioni.

• Si è registrata una diminuzione del 15% del numero delle bambine lavoratrici e del 24% di quelle impiegate in lavori pericolosi.

• È invece aumentato il lavoro minorile tra i bambini maschi, sia in termini percentuali sia in termini assoluti. Nella fascia di età 15-17 anni, è stato registrato un allarmante aumento del 20%: da 52 milioni a 62 milioni. • La maggior parte dei bambini/e lavorano nel settore dell’agricoltura (60%). Solo un bambino/a lavoratore su cinque riceve un salario. La stragrande maggioranza lavora per la propria famiglia senza alcuna retribuzione.

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II

INCHIESTA

Diritti negati Le conseguenze: un futuro compromesso

Un fenomeno sommerso ma diffuso, dalle attività criminali ai lavori svolti tra le mura domestiche

Adulti troppo in fretta

Se il lavoro uccide D.

ha 13 anni, è di origine croata e racconta di non voler più tornare al campo nomade dove vive: «i miei genitori mi maltrattano, mi costringono a chiedere l’elemosina e non mi fanno andare a scuola, la mamma dice che tanto non serve a niente. Insieme ai miei fratelli stiamo in strada tutti i giorni dalla mattina alla sera, e se alla fine della giornata non abbiamo raccolto abbastanza soldi ci menano sulla schiena».

In molti casi i genitori pensano che per i figli sia più utile lavorare che andare a scuola F. invece ha 10 anni, è italiana e lavora per una compagnia teatrale: da due anni vive lontano da casa, circondata da soli adulti, insieme alla madre che fa la sarta. Non ci sono altri bambini che possano giocare con lei o sostituirla sul palco e non va scuola: ha solo una tutrice che la segue per due ore al giorno. S., 13 anni, è originaria dell’India: «i miei geni-

Ai bambini che lavorano viene negato un diritto fondamentale: quello all’infanzia. Telefono Azzurro denuncia da anni la situazione in Italia: «Le leggi sono chiare – sottolinea il presidente dell’associazione, Ernesto Caffo –, ma devono essere ulteriormente implementate, come pure affiancate da maggiori interventi ispettivi e misure sanzionatorie. È necessario inoltre combatterne i tanti fattori di rischio, come la povertà materiale e quella culturale, aiutando soprattutto i genitori di questi bambini a comprenderne meglio, e a rispettarne, i bisogni, le attitudini, i diritti». Ma quali sono i danni del lavoro minorile sui bambini? Secondo l’esperienza decennale di Telefono Azzurro le conseguenze possono anche essere irreversibili: il lavoro preco-

l’infanzia tori hanno deciso di non farmi più andare a scuola - racconta - perché la mamma ha trovato lavoro e io devo fare le faccende di casa e prendermi cura dei miei fratellini più piccoli. Ma a me piace studiare e stare con i miei compagni». E ancora L., 14 anni, figlio di un imprenditore edile del Nord-Est: lavora col padre ogni sabato e domenica, ma anche qualche giorno della settimana, in condizioni di sicurezza spesso precarie. L’elenco potrebbe proseguire a lungo: sono le telefonate che arrivano ogni giorno al servizio 114 Emergenza infanzia di Telefono Azzurro. Ma quanto è diffuso il lavoro minorile nel nostro Paese? I dati sono contrastanti: non è semplice avere numeri esatti, soprattutto perché il fenomeno si manifesta nell’ambito del sommerso, dell’immigrazione irregolare, di attività criminali oppure tra le mura domestiche. Secondo una ricerca condotta dall’Osservatorio sui fenomeni sociali dell’Unione generale del lavoro, il lavoro minorile coinvolge 120.000 bambini tra i 6 e i 15 anni. Secondo i dati dall’Ires (Istituto ricerche economico sociali), invece, in Italia lavorano tra 200 e 400

mila minori. I lavori svolti dai bambini sono i più vari e, contrariamente a un luogo comune molto diffuso, non coinvolgono solo i giovani stranieri: sono vittima sia ragazzini italiani che non. Con una distinzione: c’è chi svolge piccole attività, in famiglia o da conoscenti, e riesce comunque ad andare a scuola, e chi invece non può studiare ed è coinvolto in attività illegali, nel nero del settore della ristorazione, dell’artigianato o dell’edilizia, nell’elemosina e

80 70 60 50 40 30 20 10 0

coinvolge 120.000 bambini tra i 6 e i 15 anni”

anche nella prostituzione. In molti casi poi i genitori – e qui si parla di povertà culturale – pensano che sia più utile per i figli lavorare che andare a scuola. Ne sono un esempio tutti i minori spinti a entrare precocemente nel mondo dello spettacolo: le famiglie a volte trascurano il fatto che anche questo spesso è lavoro minorile e può danneggiare lo sviluppo dei propri figli.

• •

• • • 1 2-14 anni: è lavoro minorile qualsiasi attività economica 5-11 anni: è lavoro minorile qualsiasi attività economica; esclusi i lavori leggeri;

• 1 5-17 anni: sono lavoro minorile le attività classificate come peggiori.

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Per “lavoro leggero” si intendono invece tutte le attività che non impediscono la frequenza scolastica,l’istruzione e le attività di svago che non durano più di due ore al giorno.

59,8

54,4 45,6

5-11 Maschi

40,2

12-14 Femmine

66,2

33,8

15-17 Fonte Rapporto ILO, 2008

Il ruolo dei consulenti del lavoro

Un po’ di chiarezza sui termini •

mentali». E anche quando il lavoro è svolto all’interno di un’attività familiare, non viene lasciata ai ragazzini la possibilità di decidere: sono altri che scelgono per loro. Che cosa si può fare per prevenire tutto questo? Innanzitutto, secondo Telefono Azzurro, è necessario favorire il dibattito sul lavoro minorile, sensibilizzando sui danni che provoca ai bambini; poi, rafforzare il percorso per sconfiggerlo, attraverso un approccio coordinato da parte del Governo, delle parti sociali, delle organizzazioni internazionali, degli Enti locali e delle Ong. È inoltre indispensabile sostenere politiche di intervento per le famiglie povere e a rischio di povertà, con azioni di integrazione del reddito, ma anche di sostegno per garantire il percorso formativo dei figli.

(Anno 2008)

“ Il lavoro minorile

Per “forme peggiori di lavoro minorile” si intendono: schiavitù o pratiche simili, come la vendita o la tratta di minori, la servitù per debiti, il lavoro forzato, il reclutamento forzato di bambini nei conflitti armati; l’impiego di bambini a fini di prostituzione, di produzione di materiale o spettacoli pornografici; l’impiego dei bambini in attività illecite, come il traffico di stupefacenti; qualsiasi altro tipo di lavoro che possa compromettere la salute o la sicurezza dei bambini.

ce comporta infatti diventare adulti troppo presto e priva il bambino dell’educazione e della possibilità di svilupparsi pienamente, sia fisicamente che psicologicamente. Gli viene cioè negata la possibilità di essere protagonista del proprio avvenire, di scegliere, di scoprire il mondo, di socializzare con i coetanei, di apprendere, di giocare, di sognare cosa fare da grande. «Non di rado – precisa Telefono Azzurro nel suo Rapporto annuale sull’infanzia e l’adolescenza - il bambino che lavora è vittima di trascuratezza, maltrattamenti e abusi. Tutto questo influisce sul suo benessere, sul suo sviluppo cognitivo, emotivo e comportamentale, e sulla sua salute mentale, potendo le forme di sfruttamento più gravi produrre anche gravi patologie

Lavoro Minorile: distribuzione per sesso ed età

Non uno, ma tanti lavori minorili: è l’età che fa la differenza Definire il lavoro minorile non è semplice: è un fenomeno complesso, in continua evoluzione, che cambia a seconda dei modelli economici, culturali, sociali, familiari e territoriali in cui avviene. È quindi più corretto parlare di “lavori minorili”, al plurale. Il parametro che viene preso in considerazione (articolo 32 della Convenzione internazionale sui diritti del Fanciullo dell’Onu) è l’età minima che distingue il lavoro lecito da quello illecito:

III

INCHIESTA

Gli obiettivi della giornata mondiaLE

I

l 2010 segna i dieci anni dall’entrata in vigore della Convenzione dell’ILO sul lavoro minorile (la numero 182 del 2000): la principale convenzione internazionale e la più ratificata nel mondo. L’obiettivo del documento è quello di eliminare le “forme peggiori di lavoro minorile” entro il 2016. Il 12 giugno, Giornata mondiale contro il lavoro minorile, vengono ribaditi i passi necessari per raggiungere l’obiettivo di un mondo più attento e sensibile, che tuteli i diritti dei bambini anche rispetto al lavoro. Sono tre le richieste dell’ILO: aumentare gli sforzi per combattere le peggiori forme di lavoro minorile; incrementare l’impegno a livello globale, nazionale e locale, perché la lotta contro tutte le forme di lavoro minorile diventi parte integrante delle politiche di riduzione della povertà, di protezione sociale e di pianificazione scolastica; creare una volontà politica e popolare per combattere il lavoro minorile attraverso il coinvolgimento delle parti sociali e della società civile.

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Il loro compito è quello di promuovere e diffondere la cultura del rispetto della legalità nel lavoro, tutelando i dipendenti e mediando con datori e pubblica amministrazione. Sono i consulenti del lavoro che, in tutta Italia, gestiscono nei loro studi oltre un milione di imprese e circa otto milioni di lavoratori. Telefono Azzurro ha avviato una collaborazione con il Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro (più di 22.000 professionisti) per sensibilizzare e informare sul dramma dello sfruttamento del lavoro minorile. I consulenti, radicati nel territorio, sono infatti una risorsa fondamentale per sradicare la “cultura del lavoro minorile” e affermare quella dei diritti e dell’infanzia: a partire dalla promozione della legalità tra i datori di lavoro, informando sui diritti dei bambini e sull’importanza di rispettare il diritto-dovere dell'obbligo di istruzione. L’intesa prevede prima di tutto percorsi di formazione, in un'ottica di rete con i consulenti, ma anche con il ministero del Lavoro: per la piena attuazione delle normative e delle raccomandazioni internazionali sul lavoro minorile, per la diffusione di informazioni sul lavoro minorile e i suoi rischi (con il coinvolgimento dei ragazzini, delle famiglie, delle scuole e degli operatori del settore), per controlli accurati e continui sull’applicazione delle leggi che regolano il lavoro dei più piccoli e per un monitoraggio dei percorsi di dispersione scolastica o del rientro a scuola nei casi di bambini con esperienze di lavoro precoce.

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INCHIESTA

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impegno sul territorio

Il lavoro di ogni giorno con bambini, ragazzi ed insegnanti

Sempre al loro fianco Un anno di presenza nelle scuole

Promuovere il rispetto dell'infanzia sul territorio Sei interessato ai nostri corsi o laboratori? Per conoscere le date e le sedi dei corsi, visita il sito www.azzurro.it, sezione Scuola e formazione

IlImportante ruolo della scuola è cogliere i segnali del disagio T

L’impegno di Telefono Azzurro

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olo a Roma il 28% dei ragazzini sotto i 15 anni ha lavorato almeno una volta durante la scuola. I dati arrivano dall’Osservatorio sull’occupazione e le condizioni del lavoro del Comune: dei ragazzi che hanno fatto un’esperienza professionale il 41% ha tra i 14 e i 15 anni e il 27% è di nazionalità italiana. Svolgono soprattutto una professione manuale o attività nel settore dei servizi e del commercio. Quasi il 37% è impegnato solo alcuni giorni al mese, mentre il 34% ha un impiego con frequenza settimanale. Dati significativi, che mostrano come la famiglia e la scuola siano i luoghi nei quali si gioca la partita decisiva nella prevenzione

del lavoro minorile. «Lee è un ragazzino di 14 anni, di origine cinese – racconta un’insegnante di scuola media che si è rivolta al servizio 114 emergenza infanzia di Telefono Azzurro per chiedere aiuto -, ha iniziato a frequentare la scuola con un mese di ritardo e in questo ultimo periodo viene in classe un giorno su tre».

co del figlio. Ho così deciso di affrontare direttamente l’argomento con Lee: gli ho chiesto se fosse costretto a lavorare e lui, per la prima volta, ha ammesso che qualche giorno a settimana viene portato in un laboratorio e costretto a cucire dei maglioni». In accordo con la scuola, Telefono Azzurro ha contattato l’Ufficio Minori della Questura, che ha cominciato le prime indagini, e sono stati attivati i servizi sociali per strutturare un percorso di tutela per il ragazzo. «Ora Lee viene di nuovo regolarmente in classe – conclude l’insegnante – e durante il pomeriggio frequenta un centro diurno per adolescenti. Per la sua famiglia, invece, è stato previsto un sussidio economico».

Occorre l’impegno di tutti “per garantire il rispetto dei diritti dell’infanzia ” L’insegnante non è mai riuscita a incontrare i genitori: «lui si chiude in se stesso – prosegue – e prende come scusa la scarsa conoscenza della lingua; i genitori non sono mai venuti a scuola né mi sembrano molto interessati all’andamento scolasti-

elefono Azzurro è impegnato da anni per combattere il lavoro minorile in Italia. Quattro, in particolare, le modalità di intervento: 1. Le linee di consulenza telefonica: dal servizio 114 Emergenza Infanzia (vedi box in basso) alle linee 19696 per i bambini e adolescenti e 199151515 per gli adulti. Si tratta di un servizio di ascolto, consulenza, orientamento ed eventuale attivazione dei servizi del territorio su situazioni di disagio e difficoltà che coinvolgono bambini e adolescenti, anche legate a situazioni di lavoro minorile. 2. L’intervento di presa in carico e di prevenzione attraverso le attività dei Centri territoriali: strutture che collaborano con i servizi socio sanitari, le Forze dell’ordine, le istituzioni e le scuole, promuovendo una gestione integrata dei casi di disagio e di abuso, anche nelle situazioni di lavoro minorile e di sfruttamento lavorativo. 3. La formazione, dedicata soprattutto agli insegnanti, sul fenomeno del lavoro minorile, su come riconoscerlo, sull’adozione di strumenti di sensibilizzazione, di prevenzione e di contrasto che possono vedere come protagonista la scuola. 4. Il lavoro di ricerca e divulgazione svolto dal Centro in merito Studi, con la pubblicazione di testi come il Quaderno minorile sul Lavoro Minorile.

raccolte

Linea 114: riconfermata la gestione a Telefono Azzurro

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in dalla sua istituzione, nel 2002, il 114 Emergenza Infanzia è anche uno strumento di intercettazione e di intervento per le situazioni di lavoro minorile, sfruttamento sul lavoro, riduzione in schiavitù e tratta. Tramite il bando di gara del Ministero per le Pari Opportunità, la gestione del servizio è stata recentemente riconfermata a Tewww.azzurro.it

lefono Azzurro, che da sempre ne garantisce l’accessibilità 24 ore su 24 per tutti i giorni dell’anno, senza oneri per il chiamante e con addebito della telefonata a carico del Servizio Universale. L’obiettivo è continuare a fornire a chiunque si trovi sul territorio nazionale assistenza psicologica, nonché consulenza psicopedagogica per situazioni di emergenza

www.114.it

che possono nuocere allo sviluppo psicofisico di bambini e adolescenti e fornire gli occorrenti collegamenti con le strutture territoriali competenti in ambito sanitario, sociale e di sicurezza. Tutto questo in un’ottica di rete e grazie anche all’ormai consolidata esperienza nell’ascolto maturata da Telefono Azzurro in oltre vent’anni di attività.

S

i chiude in questi giorni l’anno scolastico 2009-2010: un anno che ha visto Telefono Azzurro impegnato come sempre in prima linea nel lavoro con le scuole. Centinaia di operatori e volontari si sono attivati quotidianamente per promuovere una cultura della prevenzione e del rispetto dell’infanzia presso le scuole del territorio. Lo staff multidisciplinare del Settore Educazione dell’Associazione, ha dato vita a laboratori per i ragazzi e corsi di formazione per gli insegnanti su temi che vanno dai bullismo alla sicurezza su Internet. Sin dal 2005 l’Asso-

ciazione, infatti, è riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca come Ente di formazione. Un anno trascorso insieme per ascoltare i bisogno dei più piccoli e condividere con insegnanti e genitori un percorso comune, un anno di lavoro ed impegno ma anche di grandi soddisfazioni. Per questo vogliamo ringraziare tutti gli studenti, gli insegnanti e le scuole che ci hanno invitato ed ospitato: solo lavorando insieme, si possono affrontare i piccoli e grandi problemi che coinvolgono i nostri ragazzi. A tutti quindi, un arrivederci a settembre!

cosa è stato fatto Il lavoro di Telefono Azzurro con le scuole ha visto nel 2009 un impegno su tre fronti: 1. Attività di laboratorio - 287 laboratori in tutto il territorio nazionale - 6.212 bambini e adolescenti coinvolti 2. Corsi di formazione per insegnanti 832 insegnanti coinvolti in corsi interregionali e giornate di formazione nelle sedi territoriali di Telefono Azzurro 3. Attività di sensibilizzazione 671 insegnanti, 1835 studenti e 200 genitori coinvolti nelle campagne di sensibilizzazione e prevenzione sui temi dei diritti dell’infanzia e dell’abuso.

I commenti degli insegnanti ai laboratori gli «pensiamo che uto av o an bi alunni ab su re te et rifl di o mod uti en nt co e situazioni loro la r pe ti an rt impo crescita» essione «gli spunti di rifl mento di on of pr ap e di per ili ut i at sono st ne cu al re ta on fr af sse; re eg pr e dinamich o inoltre mi hann le e ch o at insegn o soluzioni rispett i od is ep i al tu ad even dal vanno trovate in e ss cla gruppo un autonomia con to en rv te in o minim dell’adulto»

Nasce Azzurro Child Digital In contemporanea con l’arrivo in Italia dell’Ipad, Telefono Azzurro ha sviluppato la propria versione digitale di Azzurro Child. L’investimento della Onlus in questa direzione testimonia, quindi, la costante attenzione per i cambiamenti della comunicazione. Telefono Azzurro da sempre infatti è attento alle nuove tecnologie e il loro utilizzo, ponendo sempre l’attenzione sui rischi, ma anche sulle tante opportunità che soprattutto i gio-

vani possono sfruttare. Come afferma il Presidente dell’Associazione, Prof. Ernesto Caffo, «per Telefono Azzurro significa evolversi di pari passo con i giovani, per i quali le nuove tecnologie rappresentano un elemento di grande attrattiva». Pur avendo gli stessi contenuti del giornale cartaceo, in aggiunta nella versione digitale si possono scaricare approfondimenti sulle tematiche affrontate, arricchiti con video e immagini di qualità. www.azzurro.it


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RAPPORTO INFANZIA

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RAPPORTO INFANZIA

Le crescenti difficoltà economiche si ripercuotono sulle famiglie italiane, lasciate troppe volte sole dalle istituzioni

Quando la crisi economica schiaccia l’infanzia Il 25% dei bambini italiani è a rischio di povertà

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n dieci anni in Italia molte cose sono cambiate e molti di questi cambiamenti, riferiti in particolare alle condizioni di vita dei bambini, sono stati raccontate nelle dieci edizioni del Rapporto sull’Infanzia e l’Adolescenza che Telefono Azzurro ed Eurispes hanno pubblicato

dal 2000 ad oggi. Tra i dati che balzano agli occhi, c’è quello che vede: il 25% dei bambini italiani a rischio di povertà. Percentuale che pone il nostro Paese al terzo posto, dopo Romania e Bulgaria, e decisamente sopra la media europea che si attesta al 20%. Dati preoccupanti,

considerato che sono relativi al 2008, anno in cui la crisi non era ancora esplosa in tutto il suo potenziale. Nell’arco di un decennio ad avere accusato in particolare i colpi della recessione sono state le famiglie del cosiddetto ceto medio. E ancor di più hanno sofferto le famiglie con figli.

Secondo il monitoraggio che Telefono Azzurro ed Eurispes hanno condotto nei Rapporti sull’infanzia e l’adolescenza, la presenza di bambini o ragazzi ha di anno in anno pesato sempre di più sulle spese ‘ordinarie’ che vanno dagli alimentari all’abbigliamento, dai trasporti al tempo libero.

Nel tempo è anche cresciuta esponenzialmente l’attenzione degli strateghi del marketing nei confronti dei giovani e giovanissimi, che così sono diventati succubi di mode, trend e “must have”. Come detto, però, la crisi ha spazzato via molti lussi, anche piccoli, delle famiglie italiane

e in particolare quelle con figli. Lasciate sole dalle istituzioni, che non hanno messo in campo politiche sociali adeguate, oggi le famiglie con figli sono le prime vittime di una crisi senza precedenti. Ed è proprio qui, tra le famiglie ‘normali’ che costituiscono l’ossatura del nostro Paese

che il disagio minorile rischia di insinuarsi se non si interviene con concrete iniziative di aiuto. Iniziative delle quali Telefono Azzurro si è fatto da tempo promotore lanciando un appello a governo e istituzioni ai quali chiede, tra l’altro, di rivedere il sistema di pressione fiscale.

Spesa mensile per tipologia familiare: valori medi e complessivi 4000 3000 2000 1000 0

Senza 1 figli figlio 2003

2 3 e più figli figli

Spesa mensile complessiva (mln euro)

Spesa mensile media (euro)

(Anni 2003-2007 - Valori assoluti)

15.000 10.000 5000 0

Senza 1 figli figlio

2 3 e più figli figli

2007 Fonte: Elaborazione Eurispes su dati Istat.

Storia... Mirko compirà tra poco 16 anni e chiama Telefono Azzurro in un forte stato di agitazione a causa dell’ennesima discussione avvenuta tra i genitori. La sua è una famiglia modesta; il papà di Mirko ha perso da qualche mese il lavoro di operaio a causa del fallimento dell’azienda. Lo stipendio del padre è l’unico sostentamento della famiglia che in questo momento sta attraversando un periodo di grande apprensione e gravi difficoltà economiche. La famiglia di Mirko è composta anche da Andrea, il fratellino di 8 anni, che da qualche tempo è diventato sempre più taciturno e, nonostante la tenera età, comprende di non poter

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più chiedere come ricompensa il sacchetto di patatine per aver completato tutti i compiti in poche ore. Mirko racconta di una situazione familiare molto tesa e pesante caratterizzata da un’elevata conflittualità tra i genitori che, esasperati e preoccupati per le condizioni economiche, continuerebbero a litigare incolpandosi a vicenda: «mio papà è sempre nervoso, irritabile e triste, mia mamma è sempre triste e piange spesso», racconta all’operatore. Dopo settimane di pensieri, di sofferenze ingigantite dalla solitudine e dal silenzio nel quale si è chiuso, ha pensato di lasciare l’istituto tecnico per cercarsi un lavoro al fine di contribuire al supporto economico della famiglia. Mirko ha pensato di chiamare Telefono Azzurro per avere un consiglio e per sapere se legalmente può lasciare la scuola senza creare ulteriori problemi in famiglia.

10 anni di Rapporto Infanzia

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l Rapporto sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza realizzato da Telefono Azzurro e da Eurispes ha compiuto dieci anni nel 2009. A partire dal primo volume, nel 2000, ha monitorato con attenzione costante le condizioni di vita ed il rispetto dei diritti delle giovani generazioni nel nostro Paese. L’evoluzione dei modelli di consumo e il loro peso sull’economia familiare è soltanto uno dei temi affrontati nelle dieci schede del dossier che viene presentato il 17 giugno, in occasione dei 10 anni del Rapporto sull’infanzia e l’adolescenza. L’obiettivo del dossier realizzato da Telefono Azzurro ed Eurispes è quello di analizzare e fotografare l’evoluzione e i cambiamenti della condizione dell’infanzia e dell’adolescenza nel nostro Paese. Tante le tematiche che sono state analizzate ed i grandi temi affrontati, tra i quali: P Modelli di riferimento P Nuove tecnologie P Infanzia a rischio: nuovi volti per vecchie problematiche P Pedofilia, pedopornografia e adescamento on line P Bullismo e cyberbullismo P Alcol, droghe e fumo

Per maggiori informazioni o per ricevere materiali, scrivi una email a info@azzurro.it

Quali impegni concreti per i ragazzi e le famiglie? Come sottolineato nei Rapporti sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 2002 e del 2007, l’Italia è stata governata negli ultimi cinque decenni da una classe dirigente che ha sempre dichiarato la assoluta priorità non solo economica, ma anche culturale e sociale della famiglia, ma che nei fatti ha collocato le politiche familiari italiane agli ultimi posti in Europa per quantità e per qualità degli interventi.

Telefono Azzurro si batte per P la modifica dell’attuale sistema di

deduzioni e detrazioni fiscali per figli a carico, con una più significativa riduzione dell’Irpef per famiglie numerose

P il rafforzamento delle politiche di

sostegno alle famiglie più numerose e che versano in condizioni economiche disagiate e delle risorse pubbliche

ad esse destinate;

P l’introduzione nel sistema fiscale italiano

del modello francese del “quoziente” familiare, nel qual l’unità impositiva di base non è l’individuo, ma l’intero nucleo familiare al quale appartiene e che consentirebbe di ridurre, a parità di condizioni reddituali, il carico fiscale che grava sulle famiglie con più figli a carico.

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senza di te, telefono azzurro non c’è

senza di te, telefono azzurro non c’è

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I volontari sono una risorsa indispensabile per Telefono Azzurro: persone in prima linea per i diritti dell’infanzia

Diventa anche tu uno dei nostri In prima persona: un’occasione unica di crescita umana e professionale

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nche tu puoi contribuire in prima persona a regalare un sorriso a un bambino o a un adolescente in difficoltà, dedicando un po’ del tuo tempo, del tuo impegno e della tua professionalità alle attività svolte da Telefono Azzurro. I volontari rappresentano una risorsa fondamentale per l’associazione, che al di là di progetti, idee

Testimonianze

Bilancio di un anno di servizio civile «Un’esperienza che ti cambia la vita»: è questo lo slogan pubblicitario utilizzato dai media per incentivare i giovani ad avvicinarsi a questa realtà. Noi il nostro Servizio Civile l’abbiamo già portato a termine e non c’è frase più vera; perché Telefono Azzurro ha cambiato profondamente noi e le nostre vite. Nel breve ma intenso volgere di un anno ha saputo coinvolgerci, come un turbine, all’interno del suo mondo permettendoci di sperimentare questa grande macchina che, da ormai 20 anni, lotta

per i diritti dei bambini e degli adolescenti, ascoltandone i bisogni e costruendo, per loro, una nuova cultura dell’infanzia. E noi questi bisogni li abbiamo sentiti, e abbiamo contribuito a soddisfarli collaborando, giornalmente, con un’equipe di operatori e responsabili che lavorano con entusiasmo per migliorare la vita di tutti i bambini che chiamano chiedendo aiuto o chiedendo semplicemente di essere ascoltati. I volontari del servizio civile di Telefono Azzurro

e tecnologie, è fatta prima di tutto di persone piene di passione, che condividono l’impegno a tutelare i diritti dell’infanzia. Persone su cui Telefono Azzurro crede e investe, attraverso percorsi di formazione e valorizzazione mirata: ecco perché scegliere di essere volontari significa intraprendere un cammino di crescita umana e professionale, mettendo alla prova le

proprie motivazioni e competenze, acquisendo gli strumenti per valutare il proprio lavoro e la propria abilità, imparando a collaborare con un’équipe di professionisti che opera in questo campo da oltre 20 anni. Dai progetti con le scuole alle attività nelle carceri, fino alle campagne di sensibilizzazione e prevenzione, sono tantissimi i progetti che coinvolgono i

volontari sul territorio: un lavoro quotidiano che necessita dell’impegno di tutti. Perché all’interno di Telefono Azzurro tutti sono necessari: per lottare in prima persona contro gli abusi di cui sono vittima ogni giorno i più indifesi e realizzare il sogno di città e società a misura di bambino, dove sia possibile vivere pienamente la propria infanzia.

I primi quattro volumi della collana

Telefono Azzurro ha lanciato una collana di libri appositamente ideata per genitori ed educatori. I primi quattro titoli affrontano tematiche molto attuali: la sicurezza in Internet, i social network, il bullismo e la separazione/divorzio dei genitori. Per informazioni scrivi a info@azzurro.it o chiama 800.090.335

Servizio Civile Volontario: i bandi del 2010

Per il Servizio Civile a Telefono Azzurro di nel 2010/11, sono stati presentati ban relativi a 4 aree diverse: eam emergenza PT P L inee di ascolto a scuola dell’obbligo P Interventi educativi nell  rogetto bambini e carcere PP e Vuoi essere aggiornato sulle prossim ? scadenze per il scv a Telefono Azzurro Contatta la nostra infoline al numero ivici 800.090.335 (lun-ven h. 9-18) o scr o.it. a: serviziocivile@azzurr Civile Per informazioni generali sul Servizio .it ivile zioc ervi w.s ww Volontario visita il sito ite tram oppure tieniti aggiornato www.azzurro.it

Sorrisi che non hanno prezzo «Molti volti e molte cose sono cambiate in quasi dieci anni di volontariato al Telefono Azzurro, ma una cosa è rimasta sempre la stessa: l’entusiasmo delle persone che ci lavorano e di quelle che, come me, hanno deciso di dedicare due o più ore a questo progetto. Un progetto tanto semplice quanto ambizioso: aiutare i bambini e i ragazzi, nel senso più ampio del termine. Con la professionalità di personale altamente qualificato, giovane e dinamico. Durante le migliaia di telefonate accolte in questi anni nel centro nazionale di ascolto di Milano, un aspetto mi ha sempre colpito e sorpreso. Non pensavo potesse essere vero, quando durante la formazione me lo spiegavano, ma ogni telefonata è sempre diversa e particolare. Nelle sfumature dei suoni, nell’intensità dei toni, nei contenuti, nella forma talvolta particolare e ricercata ma pur sempre unica. Sebbene le tematiche affrontate si siano

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dimostrate spesso (ma fortunatamente non troppo) serie e toccanti, c’è sempre stata una telefonata giocosa a regalarmi un sorriso e a ripagarmi degli sforzi compiuti. Nel Telefono Azzurro ho trovato qualcosa di più di un’associazione di volontariato: una grande famiglia».

Azzurro IL GIORNALE DI TELEFONO AZZURRO

(Massimo)

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Anche quest’anno gli operatori e i volontari di Telefono Azzurro saranno al Giffoni Film Festival, la rassegna di cinema per ragazzi in programma dal 18 al 31 luglio, con uno stand informativo e laboratori dedicati ai ragazzi. Per maggiori info: www.giffoniff.it

Direttore responsabile Katia Manuela Iuorio Realizzazione

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www.artspa.it Deborah Dirani, Samuele Galassi, Pietro Genna, Leonardo Torchi Inchiesta a cura di Elisabetta Norzi Hanno collaborato Barbara Forresi, Valeria Iacch Fotografie Tips Images Foto di copertina Tips Images

Segreteria di redazione Laura Neri Via Emilia est 421 41100 Modena Tel. 059 9787002 059 9787007 E-mail: azzurrochild@azzurro.it Web: www.azzurro.it Questo numero è senza pubblicità

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Azzurro Child - Giugno 2010