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Azzurro IL GIORNALE DI TELEFONO AZZURRO

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n. 67 - Novembre-Dicembre 2011- anno XVII bimestrale sped. in abb. postale - comma 20/c art. 2 Legge 662/96 - Bologna aut. Trib. - Bologna n. 6562 del 19/4/96 In caso di mancata consegna restituire all’editore che si impegna a pagare la relativa tassa presso il CMP di Bologna

ANNO XVIII - N° 67 - NOVEMBRE - DICEMBRE 2011

EDITORIALE di Ernesto Caffo

(presidente Telefono Azzurro)

Diritti dei bambini non solo sulla carta

I

l 20 novembre si celebra in tutto il mondo la giornata dei diritti dell’infanzia in ricordo dell’approvazione della Convenzione dei diritti del bambino sancita dall’Onu, nella stessa data, nel 1989. Ad oggi si tratta della Convenzione più ratificata del pianeta. Eppure la realtà è ben diversa, quasi due milioni di bambini nel mondo vedono quotidianamente calpestata la propria dignità. Vittime di abusi e maltrattamenti, di violenza domestica nel contesto familiare e di trascuratezza da parte dei genitori. Ma anche di episodi di bullismo e discriminazioni da parte dei coetanei. A volte la causa sono norme inadeguate. Altre una consapevolezza insufficiente. Spesso l’indifferenza. O ancora l’ignoranza. Il risultato è che per molti infanzia significa esistenze distrutte, sofferenze e traumi indelebili. Per dire basta serve l’impegno di tutti. Per questo Telefono Azzurro insieme ad ICMEC, l’International Centre for Missing and Exploited Children, ha organizzato un importante forum a Roma il prossimo 3 novembre. Con l’obiettivo di arrivare ad aumentare le pene e inasprire le sanzioni, di avere una legislazione transnazionale, di sollecitare governi e istituzioni a fare di più. Ma anche e soprattutto con una chiamata personale perché tutti si mobilitino perché troppe volte ancora oggi milioni di bambini e adolescenti sono vittime di abuso. Ovunque. Perché come recita l’articolo 2 delle Convenzione dei diritti del bambino: “ogni Stato si impegna ad assicurare i diritti sanciti a tutti i minori, senza distinzione di razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione del bambino e dei genitori”. Per questo Telefono Azzurro lavora da quasi venticinque anni, 24 ore al giorno. Dalla parte dei bambini, sempre.

1.96.96

Infanzia Violata Abuso

Scomparsi

Un impegno internazionale Sono migliaia i bambini per dare risposte e gli adolescenti di cui concrete all’emergenza si perdono le tracce

Linea gratuita riservata a bambini e adolescenti adolescenti.

199.15.15.15 Linea istituzionale per adulti e operatori dei servizi.

116000

Linea gratuita per ogni bambino scomparso.

Diffondi la campagna che trovi all’interno

Accendi l’Azzurro

Rete Internet sicuro: il valore della privacy e il rischio dell’anonimato 114

Linea gratuita di emergenza.


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abuso

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abuso

A Roma il 3 novembre un forum organizzato da Telefono Azzurro e ICMEC per fermare la violenza

Quasi 2 milioni i bambini vittime di abuso sessuale L’infanzia deve essere M una priorità per tutti ilioni di bambini nel mondo devono quotidianamente fronteggiare ogni genere di pericolo. Lo dicono chiaramente le cifre: ogni giorno scompaiono, scappano, sono abusati da familiari o da sconosciuti. Minori il cui rischio di essere vulnerabili e di essere sfruttati da parte di malintenzionati cresce in maniera esponenziale. E mentre le nuove tecnologie hanno migliorato la vita di buona parte degli abitanti del pianeta, l’avvento di internet ha invece contribuito a diffondere piaghe come l’abuso e lo sfruttamento dell’infanzia. Per la prima volta nella storia dell’umanità infatti, tutti possono accedere, coperti dall’anonimato, a immagini di abusi sessuali sui bambini in tutto il mondo tramite la rete. Per questo Telefono Azzurro insieme a ICMEC, l’International Centre for Missing and Exploitation Children, si è dato appuntamento a Roma il 3 novembre per un forum che fin dal titolo “The World’s Children and the Abuse of Their Rights” vuole essere una grande chiamata all’azione, un appello a non restare indifferenti cha va dalle alte cariche degli Stati e dell’Unione europea ai singoli cittadini.

“The World’s Children and the Abuse of Their Rights” Roma, 3 Novembre Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Senato della Repubblica

«Una delle grandi sfide che dobbiamo affrontare – osserva Ernie Allen, presidente di ICMEC a proposito dell’appuntamento romano – è il fatto che le duecento nazioni della terra in tema di pornografia infantile e di sottrazioni di minori hanno tutte leggi diverse. Nel 2006 ICMEC ha condotto la prima ricerca relativa alle legislazione relativa alla pornografia infantile. Lo scorso anno abbiamo poi reso noto la sesta edizione del nostro rapporto sulla pornografia infantile e benché siano stati fatti dei progressi i nostri studi evidenziano la necessità di porre ancora più attenzione sul tema». Studi che sono come un pugno allo stomaco. «Una ragazzina su 5 e 1 ragazzino su 10 – prosegue Allen – sono state vittime di forme di violenza prima dei 18 anni e soltanto uno su tre

L’intervista

ne ha parlato con qualcuno. Cifre allarmanti a cui si aggiunge il dato impietoso che nel 2000 almeno 1,8 milioni di bambini nel mondo è coinvolto in prostituzione o nel commercio di immagini pornografiche. Alla mancanza di direttive comuni si aggiunge il fatto che solo 45 Stati nel mondo hanno una legislazione sufficiente per combattere il fenomeno». Tra i problemi da affrontare e discutere anche quello relativo alla scomparsa dei bambini che naturalmente è strettamente legato allo sfruttamento sessuale. «A partire dal fatto che non esiste una definizione unica di cosa significa scomparso – conclude Allen – ma il vero problema è che in molti paesi queste istanze non sono prese nella giusta considerazione o riconosciute come prioritarie da parte dei governi».

Il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, fin dall’inizio del suo Ministero, si è battuta a favore dei diritti dell’Infanzia. Tra obiettivi raggiunti e nuovi traguardi le abbiamo chiesto un bilancio.

I numeri del dramma 2003 2005

Sono state 449.435 le segnalazioni relative a foto e video illeciti di mino­ ri pervenute In soli 2 anni il numero è cresciuto a 1.982.486

2010

Le immagini analizzate ed esamina­ te sono state 13.673.167

Fonte: NCMEC National Center Missing and Exploited Childrem, USA

Cosa fa Telefono Azzurro

Proprio quest’anno Azzurro Child, organo di informazione ufficiale di Telefono Azzurro, compie vent’anni di vita. La ricorrenza coincide con il ventesimo anniversario della ratifica da parte dell’Italia della Convenzione sui Diritti del Fanciullo. In questo lungo e non sempre facile percorso sono stati compiuti molti passi in avanti anche grazie a una maggiore sensibilità per queste tematiche resa possibile dai mezzi di informazione, come quello in cui ho il privilegio di essere ospitato. Iniziative come quelle poste in atto da Telefono Azzurro non possono che vederci pienamente favorevoli, convinti come siamo della straordinaria importanza dell’informazione, in grado di moltiplicare gli effetti dell’opera di tutti coloro che si battono per la protezione dei diritti e la dignità dei bambini e adolescenti dentro e fuori del nostro Paese. L’Italia riserva tradi-

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zionalmente grande attenzione alle tematiche relative ai diritti dei minori e alla loro tutela internazionale. La strategia del Governo per la tutela dei bambini e delle bambine vede il Ministero degli Affari Esteri svolgere un ruolo centrale, sia in termini di iniziativa politica sia attraverso i programmi di cooperazione allo sviluppo. Per quanto riguarda l’ambito multilaterale, l’Italia e l’Unione Europea hanno confermato il loro ruolo di primo piano in tale settore con una serie di iniziative condotte alle Nazioni Unite. Tra queste rileva la risoluzione, presentata ogni anno all’Assemblea Generale insieme ai Paesi del gruppo regionale latinoamericano, sui diritti del fanciullo (c.d. “risoluzione omnibus”). La risoluzione è un atto politicamente importante, perché contiene raccomandazioni di ampio respiro affinché i

minori possano godere di tutti i diritti civili, politici, economici, sociali e culturali, senza alcuna discriminazione. Una delle principali preoccupazioni e, pertanto, una delle priorità della nostra azione è rappresentata dalla necessità di contrastare e porre fine a fenomeni particolarmente abbietti quali la vendita di minori, la violenza sessuale nei confronti dei bambini, la prostituzione infantile e la pedopornografia. Si tratta di orrori purtroppo assai diffusi non solo nei Paesi meno sviluppati, ma anche nel ricco Occidente. Grazie a un’azione sinergica a livello internazionale è stato possibile individuare molte delle reti criminali che controllano tali pratiche e assicurare alla giustizia i responsabili. In questa complessa e delicata attività, l’apporto quotidiano di Telefono Azzurro  è determinante. 

(segue a pag. 15)

ANSA

Il messaggio del Ministro Franco Frattini

Il Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini

Da più di vent’anni Telefono Azzurro è in prima linea nella lotta contro gli abusi sui minori. Per Telefono Azzurro la pre­venzione e il contrasto all’a­buso in tutte le sue forme costituisce un obiettivo prio­ritario, perseguito dall’asso­ciazione attraverso l’impe­gno quotidiano in: ✔ Ascolto e consulenza tele­fonica. Con le linee di ascolto 19696 per bambini e adole­ scenti e 199151515 per edu­catori ed adulti, gli operatori di Telefono Azzurro offrono aiuto e consulenza 24 h su 24 su situazioni di abuso, disagio e violenza che coinvolgono minori. I casi di emergenza sono invece gestiti dal 114 Emergenza Infanzia. ✔ La chat: da dicembre è at­tiva dal sito www.azzurro.it e www.114.it: tutti i giorni dalle 16 alle 20. ✔ Servizio Clicca e Se­gnala: per contrastare la circolazione in rete di conte­nuti illegali e pericolosi. ✔ Attività di prevenzione re­alizzate nelle scuole. ✔ Attività di studio e ricerca realizzate dal Centro Studi. ✔ Attività di sensibilizzazio­ne attraverso convegni e se­minari per favorire la riflessio­ne e il confronto degli esperti su queste tematiche specifi­che. ✔ Documenti e approfondi­menti: Telefono Azzurro pro­duce sul tema diversi mate­riali per genitori ed educatori scaricabili da: www.azzurro.it Telefono Azzurro è inoltre membro dell’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile.

Il suo Ministero fin dall’inizio è sceso in campo con una serie di iniziative a favore dell’infanzia. Quali obiettivi si era proposta? «L’obbiettivo è garantire a tutti una infanzia serena e sicura. I bambini e i ragazzi di oggi sono gli adulti di domani. Quando si parla di loro non ci dovrebbero essere divisioni o schermaglie politiche, è importante badare alla sostanza, conseguire risultati. La normativa italiana che tutela i minori è completa e in Parlamento sono in discussione leggi che rendono ancora più efficaci le azioni per proteggere l’infanzia. Abbiamo quindi voluto potenziare la rete di assistenza e di prevenzione, anche attraverso campagne informative, rimesso in funzione l’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile e, infine, creato il Garante per l’Infanzia». E quali sono i risultati di cui oggi si sente più soddisfatta? «Probabilmente la creazione del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, per il quale ho presentato uno dei miei primi disegni di legge. Una figura che l’Italia attendeva da tempo, che molti Paesi europei già avevano, ma che nessuno era riuscito a istituire. Toccherà al Garante vigilare sulla situazione dei diritti dei più piccoli e sull’attuazione di convenzioni e norme internazionali e nazionali che li riguardano. Questo successo mi riempie di soddisfazione soprattutto per come siamo giunti al traguardo, cioè tutti insieme. In Parlamento

maggioranza ed opposizione hanno votato insieme un testo unico e condiviso».   Quali i prossimi impegni e obiettivi a favore di bambini e adolescenti? «In Italia è necessario innanzitutto fare prevenzione, far conoscere a tutti quali strumenti i minori e i loro genitori hanno già a loro disposizione. Accanto alla cultura del rispetto e alla promozione del dialogo tra bambini e adulti, quindi, abbiamo il compito di far conoscere servizi come il 114, numero di emergenza per l’infanzia, gestito proprio da Telefono Azzurro». Che ruolo pensa possa avere Telefono Azzurro? «Telefono Azzurro non è soltanto un’associazione benemerita che da 24 anni ascolta i più piccoli, li fa uscire dal buio, li rende protagonisti. Telefono Azzurro è, come giustamente dite, “dalla parte dei bambini” sempre, con un’instancabile e capillare presenza sul territorio. L’esperienza da Ministro mi ha consentito di collaborare con il presidente Ernesto Caffo e moltissimi volontari e di apprezzarne ancora di più le doti straordinarie».

Il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna

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bambini scomparsi

Bambini scomparsi

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I dati mondiali rivelano un quadro impressionante. Con migliaia di minori di cui si perdono le tracce ogni giorno

Scomparsi: un dramma in crescita senza confini N

egli Stati Uniti, quasi 2000 bambini ogni giorno spariscono nel nulla. 800mila in un anno. Numeri impressionanti dietro cui si nasconde un fenomeno complesso e in preoccupante crescita. Lo rivelano i dati provenienti da ICMEC, centro internazionale per i bambini scomparsi e sfruttati sessualmente di cui Telefono Azzurro è membro, che oltre alle cifre mostrano anche una realtà dalle diverse sfaccettature. A tutte le latitudini. Con un unico denominatore comune però: le conseguenze sul minore, sempre traumatiche. Anche quando il bambino viene ritrovato nel giro di un breve periodo, come per fortuna avviene nella maggioranza dei casi. Se poi l’allontanamento da casa è prolungato i rischi di cadere nella rete della prostituzione, dello sfruttamento sessuale e della tratta di essere umani crescono esponenzialmente. A volte nell’indifferenza generale. Anche nella civile Italia. Dove secondo una recente inchiesta riportata dall’Osce, ogni notte vagano almeno 7000 bambini. Piccoli provenienti soprattutto dal sud est asiatico che alimentano il traffico di minori adescati per essere sfruttati sessualmente, per il commercio

L’intervista

di armi o droga fino al traffico di organi. Ma anche i casi di bambini nel nostro Paese che fuggono volontariamente sono in costante crescita. Secondo i dati del Ministero dell’Interno l’allontanamento volontario spiega da solo ben il 70% delle scomparse di minori, soprattutto di ragazzi stranieri. Ci sono poi le sottrazioni, nazionali o spesso internazionali, da parte di un familiare o addirittura di un padre o una madre che dopo la rottura con il partner scappa con il figlio (nel nostro Paese rappresentano il 55% dei casi di scomparsa), altre volte si tratta di veri e propri rapimenti. Un quadro allarmante in cui, ancora una volta, va tenuto nella debita considerazione il ruolo ambivalente delle nuove tecnologie. Da un lato risorsa importante per contrastare il fenomeno della scomparsa e dello sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti, dall’altro, in assenza di strumenti di prevenzione adeguati, possono costituire un pericolo concreto con il 40% degli adolescenti pronto a dichiarare di aver ricevuto online richieste di incontro da parte di sconosciuti. Anche di questo si parlerà a Roma il 3 novembre nel convegno organizzato da Telefono Azzurro e ICMEC.

Conoscere le vittime per intervenire subito La parola al criminologo Massimo Picozzi Massimo Picozzi, il criminologo più noto d’Italia, scende in campo a favore dell’infanzia, prestando il suo contributo per la nascita di un Centro nazionale degli scomparsi. «Indispensabile se si vuole arginare il fenomeno». Qui spiega perché. Professor Picozzi, intanto un po’ di chiarezza, che cosa si intende per “scomparsa di minore”? «È un fenomeno variegato. Non solo perché all’interno di questa categoria si considerano dagli allontanamenti volontari ai rapimenti ma anche perché da noi mancano studi specifici». Che cosa intende? «In Italia manca una banca dati. Ed è il primo punto da cui partire. Con i casi raccolti da Telefono Azzurro potremmo mettere insieme uno storico di tutti i casi così da poter intervenire in maniera mirata. Da noi ci si basa ancora sugli studi

La violenza sui bambini si può fermare

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gnato personalmente. Nel giro di un anno eravamo più di 40 e avevamo trovato una sede e finanziamenti. Di lì a poco siamo stati ricevuti da Hillary Clinton che ci ha chiesto di diventare una realtà internazionale, l’International Centre for Missing and Exploited Children».

di ICMEC, oggi è Chairman Emeritus. Non ha smesso di lottare per fermare la violenza sui bambini e il 3 novembre sarà anche lui a Roma per lanciare un appello. Qui spiega le ragioni. Barone Cardon, lei è stato tra i fondatori di ICMEC. Perché? «Quando abbiamo cominciato avevo più di sessant’anni e fino a quel momento avevo fatto il banchiere, ma ho sentito che non si poteva restare indifferenti davanti a quei fatti atroci che stavano scuotendo il Belgio così mi sono impe-

Daniel Cardon

Rispetto ad allora che cosa è cambiato oggi? «Nei Paesi che hanno fatto proprio il nostro appello la situazione è migliorata. Ed è molto importante ribadire questo punto. Bisogna combattere contro l’idea, talvol-

E che cosa cambierebbe? «L’avvio delle indagini sarebbe più rapido. Un’attività di profiling delle vittime aiuterebbe a indirizzare subito gli investigatori nella giusta direzione. Si dice che le prime 48 ore siano fondamentali, ma nei casi di rapimento sono importantissime le prime 3 ore addirittura. Anche se i rapimenti rappresentano una percentuale piccola, è però vero che in più della metà dei casi il rapitore non conosce la vittima». C’è qualcosa che può fare anche la società civile in questo senso? «Sì e la lezione arriva dagli Usa, dove nei supermercati hanno esposto le immagini degli scomparsi con risultati soddisfacenti. Sta partendo un Alert simile, di cui Telefono Azzurro

I primi due anni del 116.000

L’impegno di Telefono Azzurro

Parla il barone Daniel Cardon, fondatore di ICMEC «ICMEC è nato sull’onda dello scandalo pedofilia venuto alla luce in Belgio. Quando nel 1996 il Paese fu scosso dall’affare Dutroux, un elettricista disoccupato, padre di tre figli colpevole di un numero impressionnante di violenze e omicidi su ragazze adolescenti. Ci fu una mobilitazione generale, più di 300mila belgi scesero in Piazza. Le stesse autorità politiche invitarono la società civile a intervenire con azioni concrete. Fu così che venne posto il primo mattone di quella che nel 1997 sarebbe diventata ICMEC». Il Barone Cardon è stato tra i fondatori

americani, ben fatti, ma su una realtà lontana dalla nostra. Va da sé che un ragazzino di Los Angeles è diverso da una ragazzina di Avetrana».

ta di comodo, che la violenza sui bambini non si possa fermare. Si può fermare se tutti si impegnano, ci vogliono le leggi ma soprattutto una presa di coscienza da parte di tutti». Lei il 3 novembre sarà a Roma. Perché? «Intanto perché Roma è la culla della nostra cultura e della cristianità. È un luogo simbolico ma con un forte potere evocativo, vorremmo lanciare forte il messaggio che una società che non tutela la propria infanzia non è degna di questo nome».

Tipologia casi gestiti Telefono Azzurro dal 2009 gestisce la linea 116.000 in collaborazione con il Ministero degli Interni. La linea gratuita è raggiungibile da telefonia fissa e mobile da tutta Italia, tutti i giorni, 24 ore su 24.

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L’aiuto per ogni bambino scomparso è in un numero telefonico: With the support of the European Commission, Daphne Programme.

Fuga da casa/istituto 18%

Sottrazione internazionale 52%

Sottrazione nazionale 15% Scomparsa 15%

Fonte: SOS Il Telefono Azzurro ONLUS, 2011

Da molti anni l’associazione, oltre a raccogliere le segnalazioni di scomparse, svolge anche un lavoro di prevenzione, dando ascolto per le situazioni a rischio, e fornendo aiuto specialistico nella gestione del trauma nei casi di ritrovamento. Il 116000 ha inoltre la funzione di attivare le forze dell’ordine, i servizio sociali attivi sul territorio e le associazioni impegnate a livello internazionale per combattere il fenomeno dei minori scomparsi.

è uno dei promotori, da diffondere in aeroporti, stazioni, autogrill e supermercati».

Massimo Picozzi

Quale può essere invece il ruolo di Telefono Azzurro? «Oltre all’importanza della vostra lunga esperienza, siete imprescindibili nella gestione del trauma dopo il ritrovamento. Come psichiatra so benissimo che restituire il ragazzino ritrovato al contesto da cui è fuggito senza intervenire sulle cause che lo hanno fatto scappare significa solo reiterare la fuga. Con traumi e ferite sempre più profonde e difficili da curare».

La rete internazionale Telefono Azzurro è impegnato in prima linea nel fenomeno degli scomparsi. Membro di MCE (Missing Children Europe), la rete europea e di quella mondiale ICMEC (International Center for Missing and Exploited Children), impegnate a livello internazionale contro la scomparsa e lo sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti.

 ISSING CHILDREN M EUROPE: la federazione europea per i bambini scomparsi e sfruttati sessualmente. Comprende 24 organizzazioni non governative attive in 16 Stati membri dell’Unione Europea. Telefono Azzurro è membro del network dal 2006. 

ICMEC: L’International Centre for Missing & Exploited Children network di cui fanno parte enti e associazioni impegnati nella salvaguardia dei diritti dei bambini è un’organizzazione mondiale di cui fa parte anche Telefono Azzurro, nella persona del Presidente Professor Ernesto Caffo, unico membro italiano del board di direzione dell’ICMEC

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Emergenza 114

Diritti

Il 114 accoglie le chiamate d’emergenza

Il 19 e 20 novembre Telefono Azzurro in più di 1300 piazze

Rispondiamo 24 ore su 24 Storia

l 19 e il 20 novembre torniamo in piazza con le nostre candele. Un momento di condivisione in occasione della giornata mondiale dei diritti per ribadire in un momento pubblico il nostro impegno a favore dell’infanzia. Un gesto che Telefono Azzurro vorrebbe diventasse un impegno di tutti. Non solo a parole. Per questo chiediamo a coloro che hanno a cuore il futuro di bambini e adolescenti, che vogliono affermare con noi il diritto a un’infanzia serena e armonica di partecipare. Come? I modi sono diversi, a secondo di possibilità, competenze e volontà. A partire da un primo semplice gesto che è quello di aiutarci a diffondere la nostra campagna. Per que-

Ho paura che mia figlia si faccia del male

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È sera quando un papà chiama il 114: “Aiutatemi, mia figlia Anna è chiusa nella sua stanza e ho paura”. Racconta di un litigio con la ragazza, 15 anni, avvenuto poco prima. L’operatore cerca di tranquillizzarlo e consiglia di entrare nella stanza. Il padre, al telefono, riferisce di trovarla seduta sul davanzale della finestra e che gli è parso di vedere delle macchie di sangue. Insieme valutano la possibilità che l’operatore possa parlare al telefono con Anna, contemporaneamente un collega del 114 contatta i Carabinieri, perché possano arrivare sul posto. Anna urla contro il padre ma accetta di parlare con l’operatrice. Svela di essere originaria del Brasile; che i suoi genitori sono separati da molti anni e da pochi mesi lei vive con il padre in Italia. Riferisce di soffrire molto per aver lasciato la mamma e gli amici, e di sentirsi sola. L’operatrice riesce a parlare con la ragazza che le dice di essersi fatta un taglio superficiale su un polso. All’arrivo dei carabinieri e del 118 è disponibile a recarsi in ospedale. Risolta l’emergenza Telefono Azzurro con i Servizi del territorio ha fornito un aiuto e un sostegno psicologico ad Anna per superare la situazione.

»

Il nostro intervento

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ietro a tutte le linee di ascolto di Telefono Azzurro c’è un lavoro complesso e delicato. Ma tra tutte ce ne è una che a questa complessità aggiunge il fatto di dover agire con rapidità. È il servizio 114 Emergenza Infanzia, promosso dal Dipartimento Pari Opportunità e gestito da Telefono Azzurro con la finalità di fornire su tutto il territorio italiano assistenza per situazioni di emergenza che possono nuocere allo sviluppo psicofisico di bambini e adolescenti. Un servizio che nei casi più gravi mette anche in collegamemento con le strutture competenti in ambito sanitario, sociale e di sicurezza. Nel periodo compreso tra gennaio e dicembre del 2010, il servizio ha effettuato 1732 interventi segnalati da tutta Italia che hanno coinvolto bambini e adolescenti.

Quando chiamare Il servizio 114 Emergenza Infanzia ha il mandato di intervenire sui casi di emergenza che coinvolgono bambini e adolescenti, quando sono presenti gravi elementi di rischio per l’incolu­mità psicologica e fisica del minore che necessitano di una risposta im­mediata ma anche, e soprattutto, di un’attivazione rapida dei servizi del territorio.

Cosa caratterizza un’emergenza ✔

la presenza di un pericolo reale per il minore;

✔ la necessità di un intervento immediato per sottrarlo a un rischio incombente;

✔ la possibilità di conseguenze immediate sulla salute psichica e fisica del bambino o dell’adolescente.

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I

Accendi l’Azzurro anche tu

Cosa succede chiamando il 114 Il 114 Emergenza Infanzia è attivo 24 ore su 24 su tutto il territorio nazionale. Raggiungibile da telefonia sia fissa che mobile.

Fase 1

sto se girate pagina troverete la locandina dell’evento del weekend del 19-20 novembre che vi invitiamo ad appendere nei luoghi che ritenete più opportuni. Al lavoro, a scuola, in parrocchia e perché no in palestra. Per diffondere il più possibile l’appuntamento che Telefono Azzurro dà nelle piazze di tutto lo Stivale. Ma il fine settimana di novembre può essere anche il modo per conoscerci da dietro le quinte e vivere una due giorni lavorando come volontari al nostro fianco nei chioschi che allestiremo in moltissimi comuni italiani (vedi box). Partecipare non è solo un modo concreto per aiutarci, ma anche una testimonianza tangibile di chi vuole tutelare con noi i più piccoli.

Aiutaci ad aiutare Volontario per un fine settimana. Telefono Azzurro cerca persone che abbiano voglia di scendere in piazza con noi il weekend del 19 e 20 novembre per aiutarci ed essere al nostro fianco per la campagna Accendi l’Azzurro. Un piccolo gesto concreto per prendere parte a una delle più importanti iniziative nazionali dell’associazione e dare un segno tangibile di un impegno concreto a favore dell’infanzia. Chi sceglie di aderire all’iniziativa può inviare una mail a info@azzurro.it. Regalaci un week end, a tutto il resto, materiale e procedure, pensiamo noi.

Un piccolo grande libro Ci saranno le nostre candele, ma nelle piazze il weekend del 19 e 20 novembre ci sarà anche “Il piccolo libro dei perché”, pensato per far sapere a tutti i bambini che Telefono Azzurro è stato inventato affinché tutti i giorni ci fosse qualcuno pronto ad accogliere i loro dubbi, timori, problemi. A misura di bambino, fin dalla grafica, vuole però essere un importante strumento di sensibilizzazione per far sapere che noi ci siamo. Per ascoltare i loro problemi, grandi o piccoli che siano, per offrire strumenti e consigli, per portare il nostro aiuto. Per fargli sapere che noi siamo al loro fianco. Sempre.

Viene accolta la richiesta di aiuto.

Fase 2 Si fornisce da subito un sostegno e un intervento mirato.

Fase 3 Vengono attivati immediatamente i servizi e le istituzioni del territorio con cui si costruisce, a seconda del caso, una rete d’intervento, di cura e di protezione. Affianca il servizio 114 Emergenza Infanzia, la Chat attiva sul sito www.114.it contattabile tutti i giorni dalle 16 alle 20 per tutti coloro che vogliono segnalare una situazione di pericolo e di emergenza che coinvolge un bambino o un adolescente.

Un Natale d’Azzurro È tradizionalmente la festa dei più piccoli. Quest’anno però lo può essere davvero. Telefono Azzurro lancia un invito a tutte le aziende ad aderire alla campagna nazionale di Accendi l’Azzurro, ovvero a scegliere le nostre candele o i nostri biglietti di Natale come gadget aziendali. Un gesto concreto da condividere con dipendenti, clienti e fornitori per comunicare valori di solidarietà e responsabilità sociale. Oltre alle candele e ai biglietti, si possono scegliere le nostre pergamene che comunicano con un messaggio dell’associazione che il budget per i gadget natalizi è stato devoluto a favore dell’infanzia. Un modo per far sapere a clienti, fornitori e dipendenti l’impegno della vostra azienda per sostenere e dare continuità ai progetti avviati da Telefono Azzurro. Un’azione che in un momento di crisi vale ancora di più. Per tutte le info: raccoltafondi@azzurro.it

Un bilancio per tutti Per noi è da sempre un valore assoluto. Fin dall’inizio la trasparenza è stato il principio che ci ha guidato in tutte le nostre azioni, tanto che Telefono Azzurro è stata tra le prime associazioni a pubblicare il Bilancio sociale riassuntivo di un anno d’attività. Sin dal 2005 questo documento è la testimonianza concreta di come vengono destinate le risorse e quanti sono i progetti e le iniziative attivate. Il bilancio sociale 2010 lo trovi online sul sito www.azzurro.it

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Trova la piazza più vicina a te su www.azzurro.it o chiama il numero 800.090.335

Per ogni candela che sarà accesa, un bambino sarà ascoltato.

Fai anche tu la tua parte e accendi l’Azzurro nella tua casa o regala una candela ai tuoi amici.

Le candele di Telefono Azzurro ti aspettano in 1300 piazze d’Italia, per accendere una luce di speranza nella vita di ogni bambino che ha bisogno di aiuto.

Se c’è un bambino in difficoltà, maltrattato o vittima di abuso, Telefono Azzurro è sempre pronto ad ascoltarlo e a intervenire.

Basta una piccola luce per illuminare la vita di un bambino.

19 • 20 NOVEMBRE ACCENDI L’AZZURRO


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DIRITTI

CARCERE

Sono ancora troppi i bambini la cui dignità è calpestata

Sono 50mila i bambini e gli adolescenti con un genitore dietro le sbarre

Per me è importante il diritto ad avere una famiglia, perchè tutti i bambini dovrebbero avere qualcuno che si prenda cura di loro.

Roberto, 9 anni

Avere dei parchi, dei giardini e degli spazi verdi per poter giocare! Potremmo aggiungere il diritto di essere sempre contenti!

Il nostro impegno Il progetto Bambini e carcere è nato nel 1993 a San Vittore con il primo nido (oggi sostituito dall’ICAM), mentre la prima ludoteca risale al 1999. Il progetto “Nido” si propone di accudire i bambini che fino ai tre anni vivono con la mamma: i volontari giocano con loro e facilitano l’accesso alle risorse esterne del territorio. Il progetto Ludoteca è rivolto invece ai minori che entrano nelle carceri per far visita a un genitore. Le attività previste all’interno di questi spazi si basano su tre elementi fondamentali: l’ambiente, il gioco e l’accoglienza. Sono previsti anche alcuni laboratori per facilitare la libera espressione di emozioni e vissuti, anche, inevitabilmente, negativi.

I prossimi passi Tutti devono essere uguali anche se con lingue, religioni e culture diverse!

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Elena, 11 anni

Il diritto al gioco è importante, perchè noi bambini dobbiamo giocare e divertirci!

Eva, 9 anni

I genitori devono curare l’educazione dei bambini, infatti io voglio trascorrere il mio tempo libero a suonare il mandolino con il papà.

Le donne condannate a pene detentive con bambini al di sotto dei sei anni, dal 2014, non saranno più sottoposte al regime di detenzione fino a quando il figlio non avrà compiuto il sesto anno di età (attualmente il limite è di 3 anni di età), se non nella ipotesi in cui vi siano “esigenze di eccezionale rilevanza”, ma in que-

Presenza volontari

Padova

Alessio, 10 anni

Lo racconta il grafico, al momento con i 200 volon- 100% tari impegnati, riusciamo a coprire il fabbisogno di 80% solo la metà delle carceri italiane. Vorremmo invece portare a tutti i bambini e adolescenti che vivo- 60% no questa difficile condizione il nostro aiuto. Per 40% crescere, creando nuove ludoteche in tutto il territorio italiano, togliere i bambini da zero a tre dal 20% carcere, aprire strutture di custodia attenuata dove 0% le detenute possano stare con i propri figli abbiamo bisogno di nuovi volontari. Alla formazione ci pensiamo noi con un weekend e con un affiancamento per i primi mesi di attività nelle carceri.

Dal 2014 nuove norme per le mamme detenute

Bisogno effettivo

Palermo

Nisrine, 9 anni

Pescara

La Convenzione sui diritti dell’infanzia è, ad oggi, la Convenzione Internazionale più ratificata della storia.

SOS Il Telefono Azzurro Onlus dal 1987 si batte affinché gli enunciati della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza divengano realtà concrete, per la costruzione di una società che rispetti i bambini e gli adolescenti. Ecco che cosa pensano i bambini a proposito dei diritti:

Napoli

La parola ai bambini

1993

La ratifica della Convenzione Onu La Conferenza Mondiale di Vienna sui diritti umani propugna la ratifica universale della Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia come obiettivo da raggiungere entro la fine del 1995.

Roma

1991

La Convenzione diventa legge italiana L’Italia ha attuato la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia con legge del 27 maggio 1991.

Massa Carrara

BAMBINO.

1989

Firma della Convenzione Tale Convenzione rappresenta il più importante strumento per la tutela dei diritti del bambino. Si tratta di un documento che introduce un radicale cambiamento culturale e di prospettiva nella concezione dell’infanzia: l’idea che bambini e adolescenti siano soggetti di diritti al pari degli adulti.

Prato

BASTA UNA PICCOLA LUCE PER ILLUMINARE LA VITA DI UN

Le tappe della Convenzione

U

le proprie madri. Un’emergenza che vede Telefono Azzurro impegnata da anni in prima linea con il Progetto Bambini e Carcere che l’associazione svolge in collaborazione con il Ministero di Giustizia e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Da Torino a Napoli, da Milano a Palermo, da Treviso a Pescara sono infatti almeno 200 i volontari che lavorano all’interno di 17 istituti penitenziari italiani. L’associazione lavora su due fronti, da un lato i nidi, due, rivolti ai bambini in una situazione di detenzione, dall’altra le diciotto ludoteche create per chi entra in carcere per gli incontri con i genitori, nel tentativo di rendere meno traumatica l’esperienza di visita. Il progetto si completa poi con il lavoro per l’ICAM (Istituto di custodia attenuata per le detenute madri) di San Vittore, una sorta di casa famiglia protetta che consente alle mamme detenute di crescere i propri bambini in un contesto più adatto all’infanzia.

Modena

19 • 20 NOVEMBRE ACCENDI L’AZZURRO

na questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile». Sono le parole di Giorgio Napolitano sulla situazione della carceri in Italia. È stato questo l’appello del Presidente della Repubblica su una delle grandi emergenze del nostro Paese. Dietro le sbarre vivono, dalle statistiche del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria al 30 settembre 2011, infatti 67.428, in strutture che potrebbero ospitarne al massimo 45.647. Una situazione gravissima di cui si parla troppo poco. Ancor meno si parla del disagio di bambini e adolescenti figli di detenuti. Si stima infatti che circa 24.466 individui, pari al 36% della popolazione detenuta, siano anche genitori e che siano circa 50.000, tra grandi e piccoli, i figli che hanno un genitore dietro le sbarre. Inoltre, sempre secondo i dati forniti dall’amministrazione giudiziaria, al 31 giugno 2011, erano 54 i piccoli da 0-3 anni a crescere in stato di detenzione con

Reggio Emilia

I

l fine settimana del 19 e 20 novembre non è un weekend qualsiasi. Il 20 novembre è la Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia nata per ricordare la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia, che proprio in questa data, nel 1989, venne approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Convenzione, che ancora oggi rappresenta il principale strumento normativo internazionale di riferimento in materia di promozione e tutela dei diritti di bambini e adolescenti. Una carta fondamentale per chi, ogni giorno, come Telefono Azzurro lavora per difendere e tutelare bambini e adolescenti.

Il dramma dei figli dei detenuti

Bologna

La giornata dei diritti dell’infanzia

sto caso la detenzione dovrà essere disposta all’interno di un istituto a custodia attenuata per detenute madri, ovvero un’ICAM. Così almeno dice la legge 21 aprile 2011, n. 62 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale 5 maggio 2011, n. 103) che va a modificare le norme del codice di procedura penale rispetto alla legge 26 luglio 1975, n. 354 sulla detenzione. Tra le novità c’è anche il fatto che le norme entrate in vigore varranno anche per i padri, nel caso in cui la mamma sia morta o impossibilitata all’assistenza della prole. I Passi legislativi significativi e fondamentali, a patto che non restino solo sulla carta come oggi accade. Per questo Telefono Azzurro sarà come sempre in prima linea per far valere i diritti dei più piccoli.

www.azzurro.it


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NUOVE TECNOLOGIE

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NUOVE TECNOLOGIE

Abilissimi nell’utilizzo delle nuove tecnologie, bambini e adolescenti sono inconsapevoli dei pericoli del web

I ragazzi non pensano che quel che appare su internet non si cancella

P

Q u a l e p r i v a c y nella rete?

ubblicare foto e video sul web di una bravata fatta con gli amici, scrivere commenti di tipo politico, lanciare invettive o commenti velenosi. La rete è il luogo della massima libertà di espressione. Chiunque può (almeno in via teorica) far conoscere le proprie opinioni e mostrare le proprie azioni in tutto il mondo. Basta un clic. È vero. Ma è

altrettanto vero che, una volta, postato – che sia un filmato, un messaggio, un’immagine – non si torna indietro. Quel che appare su Internet non si può cancellare. Un fatto di cui i cosiddetti nativi digitali, ragazzi tra i 12 e i 15 anni, sembrano totalmente inconsapevoli. Così chattano con sconosciuti, inseriscono foto e filmati da internet che spesso condividono con tutti, postano messaggi

con informazioni personali. Con una leggerezza impressionante. È il quadro allarmante che emerge anche dall’ultima indagine di Telefono Azzurro ed Eurispes. Bambini e adolescenti, abilissimi e a proprio agio nell’uso delle nuove tecnologie, sono totalmente esposti ai pericoli della rete. Il web è infatti “terra di conquista” per i malintenzionati, dai pedofi-

li ai cyberbulli, tutti protetti dall’anonimato. Spesso infatti l’adescamento avviene da parte di un individuo che finge di essere un coetaneo, cercando un punto di contatto su tematiche di interesse comuni. Cercando le sue potenziali vittime in social network e forum di riferimento. Sarà una delle tematiche di cui si parlerà a Roma il 3 novembre nel corso del convegno organizzato da

Telefono Azzurro e ICMEC. Non a caso, a fine settembre, anche la Commissione Ue ai social network ha lanciato un nuovo appello affinché sia protetta la privacy dei minori: secondo un’indagine condotta da Bruxelles negli ultimi sei mesi, solo due siti sociali su nove si sono infatti dimostrati sicuri per i giovani utenti, mettendo i loro profili al riparo da chi non è nella loro lista di

amici. In pratica l’Unione europea, ha chiesto ai social network di attenersi ai principi stabiliti nella ‘Carta europea per social network sicuri. Un tema davvero scottante se si considera che secondo l’indagine 2010 Telefono Azzurro ed Eurispes oltre 7 adolescenti su 10 hanno un profilo personale su Facebook, ad oggi, la rete sociale più diffusa e frequentata nel mondo.

Storia

– racconta – mio padre utilizzando il mio pc ha trovato le famose email”. Luca ha riportato al genitore l’accaduto e insieme hanno deciso di rivolgersi alla Polizia Postale che ha rintracciato il cyber-bullo, mettendo fine alla brutta avventura. Luca però non nasconde di essere ancora molto preoccupato, di non sentirsi più sicuro nell’utilizzare telefono e pc. Dopo averlo rassicurato, l’operatrice di Telefono Azzurro incoraggia il ragazzo a confidare ai propri genitori i suoi timori e le sue preoccupazioni che sembrano ancora molto vivi. Il ragazzo riconosce l’opportunità e sente la necessità di parlarne con i propri genitori senza per questo sentirsi un bambino e incapace di affrontare le situazioni.

»

CHATTA CON NOI Parlare lo stesso linguaggio di bambini e ragazzi. Da 25 anni Telefono Azzurro ha messo l’ascolto delle problematiche dell’infanzia tra i propri obiettivi. Così nel dicembre 2010 ha dato vita al servizio di chat per offrire un ulteriore strumento di dialogo e di relazione con l’associazione. Un canale attivo tutti i giorni dalle 16 alle 20. Una scelta premiata dal numero di utenti, sempre in aumento, attratti da una modalità a loro consona e che spesso scelgono di contattarci in forma autonoma. www.azzurro.it

U

n aiuto per la sicurezza online arriva da Google. Telefono Azzurro da sempre impegnato su questo fronte, per rimarcare l’importanza che i ragazzi sviluppino una capacità critica per navigare in maniera responsabile, ha collaborato con Google, il motore di ricerca più utilizzato al mondo, per il nuovo Centro per la sicurezza online della famiglia. Il Centro per la sicurezza online per la famiglia è una risorsa a cui tutti possono accedere per avere suggerimenti, consigli e strumenti per muoversi in Rete in modo sicuro consultabili all’indirizzo: www.google.it/familysafety/advice.html.

✔ Inoltre insieme al più famoso motore di ricerca del mondo ha stilato un decalogo di consigli rivolti per insegnanti, genitori e giovani per muoversi nel web in modo sicuro.

✔ A completare il tutto una serie di link attraverso cui è possibile segnalare episodi di abusi e usi scorretti della rete e una sezione con i video-consigli, forniti dai genitori che lavorano in Google e non solo, preoccupati della sicurezza dei loro figli su Internet.

A dicembre nuova indagine sull’infanzia Ma quale è il vero rapporto di bambini e adolescenti con le nuove tecnologie? Uno strumento importante è il Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza curato da Telefono Azzurro ed Eurispes di cui verrà resa nota l’undicesima edizione a dicembre. L’indagine propone, come di consueto, un identikit completo e dettagliato di bambini e adolescenti nel nostro Paese. Da come il rapporto con le nuove tecnologie influenzi stili di vita e nuove modalità relazionali, dai rischi della rete al cyberbullismo. Il Rapporto non si ferma qui ma offre un ampio spettro di tematiche a cominciare dal fenomeno dei minori che scompaiono, alla violenza e all’abuso, al lavoro minorile, a come ragazzi e bambini vivono scuola e famiglia. Per ricevere maggiori informazioni visita www.azzurro.it

Le buone pratiche non hanno confini

Come i ragazzi vedono i social network Sono utili perché consentono di rimanere sempre in contatto con gli amici Sono utili perché permettono di ritrovare vecchi amici

28,7%

Sono utili perché permettono di fare nuove amicizie

14,9%

Sono un ottimo passatempo (test, giochi, gruppi)

10,4%

23,6%

Sono una perdita di tempo

8,0%

Sono pericolosi perché mettono a rischio la privacy

5,0%

Sono utili perché permettono di essere informati su eventi di proprio interesse

2,8%

Altro

3,2%

Non sa/non risponde

3,4% 0

20

40

60

80

100

Fonte: Indagine Telefono Azzurro/Eurispes 2010

A Telefono Azzurro arriva la chiamata di Luca, 14 anni. Un giorno ha cominciato a ricevere mail da uno sconosciuto che sosteneva di conoscere la sua password, il suo indirizzo e numero di cellulare e che possedeva alcune sue foto personali insieme alla fidanzatina, minacciandolo di divulgare tutti i dati personali e mettere in Rete le fotografie se non gli avesse fornito i dati della carta di credito di suo padre. Lì per lì, il ragazzo pensa a uno stupido scherzo e non da troppo peso alla vicenda. Ma le mail vanno avanti, con toni sempre più minacciosi e accompagnate da strane telefonate. Sempre più angosciato, Luca, riferisce di essersi sentito impotente, incapace di interrompere quell’incubo. “Fortunatamente

Per un web senza pericoli

✔ In particolare Telefono Azzurro ha contribuito al progetto con consigli per ridurre i rischi di adescamento online, per combattere il cyberbullismo e contro i siti che incitano all’anoressia, alla bulimia, al consumo di droghe.

Minacce via mail da uno sconosciuto

«

La partnership

Silvia Costa, parlamentare europeo, è stata tra i fondatori di Telefono Azzurro. Da sempre impegnata a favore dell’infanzia sta lavorando ad una direttiva UE per combattere la pedopornografia. Quali sono le novità che la direttiva europea introduce? «La proposta prevede sanzioni più dure per i reati legati alla pedofilia e un controllo più restrittivo su internet e soprattutto leggi transnazionali.».

Quali sono le differenze tra i vari stati? «Più che di differenze è più giusto parlare di Paesi come l’Italia, l’Inghilterra e il Belgio in cui ci sono best practices da condividere. In particolare per quanto riguarda il nostro Paese la collaborazione tra la Polizia delle telecomunicazioni e Telefono Azzurro è stata un’esperienza pilota importante che con la Direttiva potrebbe essere introdotta in tutta la UE. E rispetto a

questo c’è un buon clima e la consapevolezza del valore del rafforzamento di un impegno di capacità di intervento transnazionale».

Silvia Costa, parlamentare europeo e cofondatore di Telefono Azzurro

Quale pensa sia l’impegno della politica per contrastare il fenomeno? «Oltre che portare sui tavoli internazionali le buone pratiche, un punto importante in cui la politica può fare molto, è quello di trovare un linguaggio comune. Nel caso

della Direttiva a cui stiamo lavorando ad esempio era importante accordarsi sulle parole. Dal momento che era difficile trovare un accordo su ciò che poteva rientrare nel termine e dunque nel reato di pedopornografia abbiamo stabilito di definire una serie di reati puntuali come abuso, utilizzo di immagini a sfondo sessuale con minori, commercio delle stesse. Così diventa più semplice perseguire e punire i reati».

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SCUOLA

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SCUOLA

Siglato l’accordo con il Ministero dell’Istruzione per un impegno condiviso negli istituti scolastici

Scuola: cogliere l’opportunità di crescere insieme

È

il luogo in cui i ragazzi trascorrono gran parte del proprio tempo, dove si formano e dove intrecciano molte delle loro relazioni. Ed è anche il contesto in cui più facilmente emergono situazioni di disagio e difficoltà. Per questo Telefono Azzurro, fin dalla sua nascita, ormai 25 anni fa, è sempre stato attivamente coinvolto negli istituti scolastici al fianco di studenti, insegnanti e genitori. Un impegno che nel 2005 è valso all’associazione il riconoscimento da parte del Ministero come ente di formazione. Mentre nel 2010 la collaborazione è diventata ancora più stretta con la firma del protocollo d’intesa che ha sancito l’intensificarsi della presenza di Telefono Azzurro tra le aule con la finalità di migliorare e promuovere la cultura dell’attenzione ai diritti dei bambini e degli adolescenti tra i banchi attraverso iniziative culturali e formative di varia natura sia

a livello nazionale che negli ambiti territoriali locali. Tra i fronti che vedono l’associazione impegnata, come concordato dal Presidente di Telefono Azzurro, il professor Ernesto Caffo e il Ministro dell’Istru-

zione Maria Stella Gelmini, si va dalla sensibilizzazione sui temi della prevenzione del maltrattamento e dell’abuso sessuale fino all’elaborazione di percorsi di educazione alla convivenza civile e solidale

L’indagine

E i ragazzi? La vedono così

U

n’occasione per stare insieme ai compagni e imparare cose nuove, ma anche il luogo dove si verificano con frequenza episodi di violenza e bullismo. È il ritratto della scuola che emerge dai bambini e adolescenti italiani, che in 8 milioni frequentano le aule dello Stivale. Dati elaborati dall’indagine conoscitiva 2010 di Telefono Azzurro ed Eurispes da cui si evince, innanzitutto, come l’esperienza scolastica sia vissuta dai ragazzi come un’opportunità. A patto che le ore trascorse tra i banchi di scuola non si trasformino in un evento traumatico a causa della violenza in aumento. In particolare episodi di bullismo, ovvero atti di prepotenza, di esclusione, di discriminazione verso gli

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alunni, rientrano nell’esperienza dei minori con percentuali numeriche importanti e con lievi differenze tra bambini e adolescenti. Problematiche a cui si aggiunge, seppur con Il posto peggiore dove trascorrere la giornata

percentuali inferiori, il rischio dello spaccio di sostanze stupefacenti negli istituti scolastici e la dispersione scolastica. Per maggiori informazioni: http://www.azzurro.it.

8,0 12,1

Noiosa perché non si fanno mai cose nuove

1,6

Una tappa obbligatoria della vita

14,0

Un’occasione per stare insieme ai miei coetanei

25,9

4,5

Bambini Adolescenti

senza tralasciare né l’attività di formazione in servizio riservata al personale scolastico

né il prezioso apporto delle Consulte Provinciali Studentesche. A ribadire l’intenzione dell’associazione a considerare la scuola, prima di tutto, un interlocutore privilegiato. Per questo Telefono Azzurro e il Ministero si sono reciprocamente impegnati a diffondere attraverso sedi istituzionali e canali di comunicazione i termini dell’accordo in modo da poter dare via a progetti condivisi. Con finalità analoghe è stato poi costituito lo scorso luglio, presso il Ministero dell’Istruzione, un gruppo di lavoro nazionale paritetico per l’elaborazione delle linee strategiche riguardanti l’intesa, favorire e sostenere le forme di interazione più funzionali al consolidamento di sinergie tra i centri territoriali di Telefono Azzurro e le strutture delle amministrazioni scolastiche locali.

Corsi e laboratori L’associazione è al fianco di insegnanti, alunni, genitori nell’offrire formazione e aggiornamento oltre a percorsi educativi ed attività laboratoriali, con un’attenzione particolare a quelle che sono le problematiche più diffuse nell’infanzia e nell’adolescenza, come abusi e maltrattamenti, il bullismo, i rischi legati all’utilizzo di Internet. Gli incontri si diversificano in base alla tematica scelta e alle caratteristiche dell’intervento. Le attività proposte sviluppano le seguenti tematiche: Sensibilizzazione e prevenzione del bullismo La sicurezza e l’uso consapevole di internet Diritti… Che Favola! “Diritti al Cuore” Bambini ed emergenza 116-000: Bambini scomparsi o stranieri. Prevenzione dell’abuso e del maltrattamento all’infanzia ✔ Multiculturalità e integrazione delle varie realtà ✔ ✔ ✔ ✔ ✔ ✔ ✔

Per ricevere maggiori informazioni, scrivi una email a settore.educazione@azzurro.it

33,2

28,6

Interessante perché si imparano cose nuove

48,6

Non sa/non risponde

1,8

19,6

2,0

Fonte: Indagine 2010, Telefono Azzurro Eurispes

Grazie al Settore Educazione, al quale si affiancano i volontari, il cui contributo è indispensabile per assicurare una presenza capillare sul territorio, Telefono Azzurro lo scorso anno ha svolto: 426 laboratori coinvolgendo 10.120 bambini e ragazzi 56 incontri con 2.500 persone tra insegnanti e genitori.

L’intervista

Lo sport serve a veicolare i diritti Intervista al presidente di Aics, Bruno Molea Telefono Azzurro ha stretto un importante accordo di collaborazione con Aics, l’associazione italiana cultura e sport, in un’ottica di far rete con chi condivide i nostri valori. Come racconta il presidente nazionale di Aics, Bruno Molea.

«Come un fatto assolutamente naturale, lavoriamo per garantire un presente e un futuro sereno ai nostri ragazzi. L’accordo nazionale è stata la normale evoluzione di attività nate spontaneamente nelle realtà locali».

Presidente Molea, il 20 novembre si celebra la giornata dei diritti dell’infanzia. Quale ruolo può avere lo sport nella tutela dei diritti? «Un ruolo fondamentale, soprattutto se si pensa allo sport non competitivo, ma come mezzo di socializzazione, attraverso il quale i ragazzi si educano a doveri e diritti».

Quali sono gli ambiti in cui la collaborazione può essere più efficace? «Nella lotta contro il bullismo e nel favorire il multiculturalismo. L’anno scorso Aics ha condotto nelle scuole un’importante campagna anti-bullismo che in alcuni casi ha visto anche la partecipazione di vostri operatori con grande soddisfazione di tutti. Per quanto riguarda il multiculturalismo lo sport è di per sé una grande occasione. I ragazzi condividendo un unico obiettivo dimenticano le differenze e anzi ne imparano il valore. Tutti ambiti nei quali insieme a Telefono Azzurro vogliamo realizzare una serie di iniziative, quasi ipotizzan-

In che modo? «Con lo sport si impara il rispetto delle regole, dell’avversario e dei propri simili ma anche il rispetto di se stessi». Aics e Telefono Azzurro condividono impegni e valori. Ora sono anche partner. Come è nata la collaborazione?

Una settimana contro la violenza

Bruno Molea do che un vostro operatore possa lavorare al fianco di un nostro allenatore. Fare rete tra le diverse realtà è davvero il modo giusto di dare risposte concrete all’infanzia per costruire una società a misura di bambino».

Dal 10 al 15 ottobre si è svolta la terza edizione della Settimana contro la Violenza nelle scuole di tutta la Penisola. Nata su iniziativa dal Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, e dal Ministro alle Pari opportunità, Mara Carfagna, per contrastare ogni forma di prevaricazione da quella fisica a quella psicologica, dai maltrattamenti a fenomeni discriminatori ad episodi di intolleranza di razza, di religione e di genere, oggi purtroppo sempre più diffusi all’interno degli istituti scolastici, ha realizzato tra le aule diversi incontri e lezioni sul tema per studenti, genitori e insegnanti. A questo proposito Telefono Azzurro ha collaborato con un’intensa attività di sensibilizzazione e formazione su temi quali bullismo, violenza e pedopornografia, sicurezza su Internet e multiculturalismo che proseguiranno per tutto il corso dell’anno scolastico.

(segue da pag. 2 - Intervento del Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini)

La tutela dei bambini coinvolti nei conflitti armati rappresenta l’altra direttrice importante dell’azione che l’Italia svolge a favore dei minori a livello internazionale. La piaga dei bambini coinvolti nei conflitti armati rappresenta infatti uno dei fenomeni più preoccupanti dei nostri giorni: in base alle statistiche diffuse da UNICEF, più di 300.000 bambini partecipano ai conflitti nel mondo. Secondo le stime, il bilancio degli ultimi dieci anni relativo ai bambini vittime di guerra è allarmante: due milioni uccisi; da quattro a cinque milioni mutilati; dodici milioni rimasti senza tetto; più di un milione rimasti orfani; circa dieci milioni traumatizzati a livello psicologico. Se l’inclusione di specifiche disposizioni relative alla protezione dei bambini nei mandati delle missioni ONU - a cominciare dal rinnovo del mandato di quella in Costa d’Avorio fino ai mandati di quelle in

Sudan e Afghanistan - è ora pratica ricorrente da parte del Consiglio di Sicurezza, lo si deve anche all’azione svolta dall’Italia allorché, negli anni 2007-2008, da membro del Consiglio, partecipò con impegno e con proposte concrete all’attività del gruppo di lavoro che si occupa delle violazioni commesse nei confronti dei bambini nei conflitti armati. Sempre in questo settore sono numerose le iniziative di diverso genere poste in atto dall’Italia per sensibilizzare i Governi e la società civile dei Paesi in cui il fenomeno è maggiormente radicato. Mi riferisco in particolare all’attiva partecipazione italiana ai seguiti della Conferenza di Parigi del 2007 “Liberiamo i bambini dalla guerra”, che nel corso di questi anni hanno portato alla liberazione e reinserimento sociale di migliaia di bambini vittime di conflitti armati nel mondo.Questa variegata attività a li-

vello mondiale si sposa con il prezioso contributo offerto dal Telefono Azzurro nell’ambito della rete di help lines internazionali di cui fa parte. Inoltre, sul piano interno, i suoi Rapporti Nazionali sulla Condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in collaborazione con Eurispes rappresentano un prezioso punto di riferimento per tutti gli operatori, così come è particolarmente apprezzata l’attività di Telefono Azzurro all’interno dell’Osservatorio nazionale per l’Infanzia. Ringrazio pertanto i responsabili di Telefono Azzurro e l’intera équipe di Azzurro Child per quanto fanno quotidianamente “a difesa degli indifesi”, che pur rappresentano, e non dobbiamo mai dimenticarlo, il vero futuro della nostra società. Franco Frattini, Ministro degli Affari Esteri

Azzurro IL GIORNALE DI TELEFONO AZZURRO

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Organo ufficiale di Telefono Azzurro Onlus. Azzurro Child è diffuso per abbonamento postale. Direttore responsabile Katja Manuela Iuorio Redazione Emanuela Giampaoli, Spartak Ferrollari, Laura Neri, Roberto Roveri Hanno collaborato Elisa Corbari, Alessia Prestifilippo Segreteria di redazione Via Emilia est 421 41122 Modena Tel. 059 9787002 059 9787007 E-mail: azzurrochild@azzurro.it Web: www.azzurro.it

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Azzurro Child n° 67