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Autunno Inverno 2021


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Tectona • Autunno Inverno 2021


Editoriale Al seguito del cambio delle stagioni. Ormai l’estate non è altro che un ricordo: il sole non splende più con grande intensità e le temperature vengono gradualmente temperate dalle piogge autunnali. I nostri mobili esterni in teck ne approfittano per passare a dei toni più argentati. Chi ha voglia di fare un’escursione? Adesso è il momento ideale per ammirare le fioriture autunnali al Jardin Plume in Normandia. È prevista neve in montagna? Allora andiamo a scoprire il prestigioso hotel a 5* Hameau Albert 1er a Chamonix dove al confort degli ospiti ci pensano i nostri mobili.

La nostra passione per il design ci porta a collaborare regolarmente con l’ECAL, la prestigiosa scuola di design con sede a Losanna. Condividere le nostre conoscenze con dei giovani designers non solo ci permette di trasmettere la nostra etica, ma anche di far valutare le nostre creazioni. E alla fine abbiamo voluto rendere omaggio ad Alexis de La Falaise che nel 2003 ha concepito la libreria Biblos per Tectona.

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Condividere, trasmettere, creare.

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Savoir-faire

Le virtù del teck LA SUA POZIONE DI BELLEZZA: LA PIOGGIA Ancora oggi la maggior parte delle panche in teck di Tectona ha resistito all’usura del tempo nonostante si trovi all’aperto all’interno di giardini pubblici da più di quarant’anni. Tuttavia, è possibile notare l’effetto del passare del tempo osservando la patina grigia-argentata formatasi sulla loro superficie per effetto dell’olio protettore prodotto dal teck, che non solo le rende più belle, ma anche resistenti agli agenti atmosferici.

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UNA STORIA LEGATA ALL’ACQUA

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Per tornare alle origini del teck e del suo utilizzo dobbiamo fare un viaggio nell’Asia tropicale del 2000 AC dove questo legno veniva utilizzato per costruire templi e palazzi. La sua robustezza e la resistenza alle piogge torrenziali durante la stagione dei monsoni lo avevano reso uno dei legni preferiti dagli architetti di quei tempi. Circa quattro millenni più tardi, nel XVIII secolo, l’arsenale della marina britannica lo usava per costruire i ponti delle navi poiché la resistenza all’acqua marina garantiva una longevità eccezionale dei ponti in teck. Un secolo più tardi, portato a termine il loro scopo, le barche sono state smontate e il teck è stato riutilizzato dai falegnami per realizzare mobili per esterni, tra cui le famose panche che ancora oggi offrono una comoda pausa ai visitatori di parchi e giardini oltremanica.


ADATTATO PER DURARE

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Il teck ha acquisito la sua straordinaria resistenza all’acqua e al tempo nel suo luogo d’origine, ovvero le foreste tropicali caratterizzate dal clima umido. Le fibre del legno del teck sono dritte, rigide e posseggono una grana particolarmente chiusa, ideale per ebanisteria, ma soprattutto producono un olio protettore (anche noto come “olioresina”) che rende il legno imputrescibile e resistente ad acqua, insetti e ruggine. Tutte queste qualità sono riunite in un bell’albero dotato di un tronco verticale e cilindrico che può essere tagliato in sezioni intere, proprio come fa Tectona.

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Giardini di cui innamorarsi

Il Jardin Plume, l’offuscato incontra lo strutturato

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Creato nel 1996 da Sylvie e Patrick Quibel, il Jardin Plume porta i suoi visitatori in un quadro naturalistico in movimento perpetuo all’interno del quale i colori rievocano la stagione in cui ci si trova. Come Alice nel Paese delle meraviglie, è decisamente impossibile immaginare la ricchezza di questo giardino prima di varcarne le porte. Non appena entrati si può subito godere di una vista dall’alto di tutto il giardino.

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Con le sue prospettive rettilinee che fanno da guida al paesaggio circostante, i quadrati disegnati con precisione, i ricami, l’arte topiaria, le siepi di carpino, faggio e, più recentemente, biancospino tagliato e il suo bacino d’acqua a specchio, questo giardino svela il piano classico di un giardino alla francese del XVII° secolo. Prima della sua trasformazione, questo terreno di 3,5 ettari era occupato da un frutteto, un pascolo per i montoni e, nella parte verso la foresta, da un pascolo per i vitelli. Per abbellire il vecchio frutteto sono stati piantati dei meli in modo da punteggiare regolarmente la prospettiva principale del giardino. PIANTE IN LIBERTÀ...VIGILATA Una straordinaria onda intagliata nel bosso si impone allo sguardo con la stessa potenza de L’onda di Hokusai. La sua struttura sembra dover contenere l’esuberanza aerea delle graminacee associate alla moltitudine delle fioriture delle piante perenni e di quelle annuali che popolano il Jardin Plume, l’area del giardino che dà il nome all’intero luogo. È qui che viene rivelato il gesto creativo, unico e innovatore che segna l’originalità e il fascino di questo giardino dallo stile classico e tuttavia contemporaneo. MOVIMENTI E LUCI DELLE GRAMINACEE Sylvie e Patrick Quibel sono stati i primi in Francia ad aver rivelato il potenziale delle graminacee come piante ornamentali, sia per il loro grafismo, il modo in cui contrastano la luce e la grazia con cui si lasciano muovere anche dalla brezza più leggera. Onnipresenti all’interno di tutto il giardino, si esprimono liberamente in tutta la loro diversità. Dalle misure esagerate della Miscanthus che forma un chiostro intorno a un piccolo stagno circondato dalle erbe del frutteto, all’incantevole Melica uniflora albida, i cui fiori bianchi si alzano come una nebbia sospesa nell’aria, passando per le piccole Agrostis tenuis che, una volta in fiore, si trasformano in una nebbia di colore rosa. Tutte queste piante graminacee che provengono da ogni parte del mondo e in questo giardino invitano i visitatori a intraprendere un viaggio immaginario che ha inizio nelle grandi praterie nordamericane, passando per le pianure dell’Eurasia e del Nordafrica per abbinarsi magnificamente al Jardin Plume.

LE TRE STAGIONI DI FIORITURA, MA NON SOLO! Per quanto riguarda le piante perenni, annuali e biennali, la loro disposizione ricorda la tavolozza di un pittore puntinista, poiché ognuna di esse è disposta come un tocco di colore scelto per abbinarsi ai suoi vicini. Grazie all’esposizione a sud, il giardino della primavera, il giardino dell’estate e il giardino dell’autunno sono riparati dal vento dalla facciata dell’edificio e dalle siepi di carpino che li circondano a ovest e a est. Ognuno dei giardini è incorniciato su tre lati da delle piccole siepi di bosso, lasciando un lato libero affinché le piante possano “avventurarsi” fuori dal proprio riquadro. Il passaggio da una stagione all’altra, o meglio da un mese all’altro, avviene con calma e tranquillità, ogni pianta una volta terminata la fioritura, viene sostituita da una seconda con una fioritura più tardiva. PASSANDO PER LE SCORCIATOIE A modo di “bosco colmo di sorprese” come i parchi e giardini alla francese, il Jardin Plume attira l’attenzione dei suoi visitatori con dei luoghi facili da scoprire come il Giardino dei fiori chiuso da una palizzata a giorno e con dei luoghi che si celano all’ombra del sottobosco come il Viale degli epilobi o il Giardino delle felci dove regna la spettacolare felce americana Woodwardia unigemmata con le sue fronde sempre verdi. Quest’anno il giardino si è esteso fino al confine con il bosco, nel vecchio pascolo per i vitelli. Il suo terreno piuttosto povero si presterà alla piantagione di un prato fiorito. Al momento, dei viali sinuosi con l’erba tagliata invitano a perdersi nei propri pensieri, nel silenzio, respirando i profumi di erbe e piante lasciandosi trasportare in uno stato di tranquillità e vicinanza alla natura.

Il Jardin Plume Auzouville-sur-Ry (Seine-Maritime)

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LASCIARSI SORPRENDERE...

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Le nostre location più belle

Hôtel 5* Hameau Albert 1er, Chamonix Dal 1903 ben cinque generazioni della famiglia Carrier si succedono alla guida di questo hotel alpino a cinque stelle situato ai piedi del Monte Bianco.

LA STORIA

IL GUSTO DELL’AUTENTICO Nel 1998 sono state montate tre capriate in legno nello stile architettonico tradizionale che hanno marcato ulteriormente lo stile alpino della struttura. Un giardino alberato grande un ettaro, attraversato da due ruscelli è popolato da piante di montagna e un frutteto, che scandisce le stagioni con le sue fioriture primaverili, i frutti estivi, il foliage autunnale e i suoi alberi e piante su cui si poggia la neve in inverno. Il giardino dedicato alle erbe aromatiche che poi vengono utilizzate

nella cucina dei due ristoranti dell’hotel è uno degli highlight di questo luogo. VALORI CONDIVISI Perrine Maillet-Carrier, alla guida dell’hotel dal 2003, propone ai suoi ospiti di vivere “un’esperienza di benessere” nel rispetto dell’ambiente. Qui il controllo dei consumi di acqua ed elettricità, la gestione dei rifiuti, la valorizzazione e la conservazione del patrimonio naturale della valle di Chamonix testimoniano il nostro impegno per un turismo di tipo sostenibile secondo i criteri del marchio “Clé Verte” (marchio francese che contraddistingue gli stabilimenti turistici sostenibili). Resistenti al disgelo primaverile, il sole estivo, le brezze autunnali e la neve d’inverno, i mobili di Tectona soddisfano a pieno i requisiti di longevità e resistenza dei mobili destinati agli ambienti esterni, tutto nel rispetto dello stile consolidato, tradizionale e al contempo moderno, dell’hotel.

Hôtel 5* Hameau Albert 1er 38 Rte du Bouchet, Chamonix, Monte Bianco

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L’hotel Pension du Chemin de fer, predecessore dell’hotel attuale, è stato inaugurato due anni dopo il collegamento di Chamonix alla rete ferroviaria. Ai tempi, la clientela dell’hotel era composta principalmente da appassionati degli sport di montagna, escursionisti e alpinisti alla scoperta dei bellissimi panorami intorno al Monte Bianco. L’hotel è ben presto diventato una location rinominata per la sua cucina e gli ospiti venivano avvertiti dal suono di una campana ogni volta che i pasti erano pronti per essere serviti. A seguito della crescente popolarità degli sport invernali, l’hotel ha dotato le sue stanze di un sistema di riscaldamento. I giochi olimpici invernali del 1924 tenutisi a Chamonix hanno consacrato la fama internazionale di questo luogo.

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Parliamo di design

Quando creazione fa rima con passione L’ÉCAL (SCUOLA CANTONALE DI LOSANNA) Nonostante sia stata fondata nel 1821, solamente all’inizio degli anni 2000 l’ÉCAL passa dall’anonimato a essere nella top ten delle migliori università per l’arte e il design in tutto il mondo. Tutto cambia nel 1995 con l’arrivo di Pierre Keller (1945-2019) nelle vesti di direttore. È lui a trasformare la scuola in pool di talenti e ambasciatori attraverso delle modalità di insegnamento orientate alle conoscenze e alle nuove tecnologie nell’ambito della creazione. Nel 2007 l’ÉCAL si sposta a Renens, nell’agglomerazione urbana di Losanna, in Svizzera, presso un vecchio sito industriale trasformato dall’architetto Bernard Tschumi. La scuola occupa una superficie di 18’000 m2 e la sua offerta formativa non si limita al design industriale, ma si estende anche alle arti visive, design grafico, cinema, fotografia... Pierre Keller lascia l’ÉCAL nel 2011 cedendo il suo posto ad Alexis Georgacopoulos, il direttore attuale.

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L’ÉCAL & TECTONA

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Nel 2011 Pierre Keller fa visitare l’ÉCAL ad Arnaud Brunel, il proprietario di Tectona, il quale già conosceva la reputazione della scuola grazie ad alcuni dei suoi insegnanti, tra cui il designer Pierre Charpin e i fratelli Bouroullec, che in passato avevano lavorato anche per Tectona. Colpito dalle istallazioni, lo stile formativo e dai lavori degli studenti, Arnaud Brunel affida la creazione di una collezione ad Adrien Rovero, designer svizzero diplomato all’ÉCAL. La collezione in questione è la Tatami del 2013. AFFINITÀ CREATIVE A partire dal 2011 Tectona stringe una relazione privilegiata con lo studio BIG-GAME, tre diplomati dell’ÉCAL e da questa relazione nel 2017 nasce una versione in teck della loro collezione Clubhouse seguita poi nel 2020 da una versione in alluminio. Nel 2015 Tectona accompagna lo studente Anthony Guex nel suo Master Design di Prodotto, il quale, ispirato da Glenwood, la panca icona di Tectona, ne propone una

versione contemporanea dal nome Lausanne, uscita nell’anno 2016. Nel 2017, per celebrare il suo quarantesimo anniversario, Tectona bandisce un concorso per i giovani designer per il concepimento di un ensemble “tavolo e sedie” in legno di teck. Con l’aiuto dello studio BIG-GAME, vengono selezionati undici designer provenienti da tutto il mondo. I cinque membri della giuria, tra cui Pierre Keller e Alice Rawsthorn del New York Times, assegnano il premio al duo tailandese Thinkk Studio per la creazione di Batten, una collezione che non ha mai smesso di arricchirsi dopo il suo primo lancio avvenuto nel 2017. L’anno successivo il Musée National Picasso-Paris stipula un accordo con l’ÉCAL per la realizzazione di sedie e panche per i visitatori del museo. È in questo contesto che nasce la panca Muse di Isabelle Baudraz, adottata e fabbricata da Tectona. Tra i designer che hanno studiato all’ÉCAL che poi hanno lavorato per Tectona si annovera anche Julie Richoz, disegnatrice della collezione Cicala nel 2017 in cui il teck si sposa con l’acciaio inox.


INTERVISTA AD ALEXIS GEORGACOPOULOS, DIRETTORE DELL’ÉCAL

Perché collaborate regolarmente con Tectona? Oltre al suo savoir-faire unico, Tectona ha dimostrato di avere una vera considerazione del ruolo del designer e del suo contributo. L’idea del designer viene sempre rispettata e non viene mai alterata dai vincoli di fattibilità, anzi, al contrario si cercano soluzioni per far evolvere l’approccio tecnico in modo che la realizzazione del progetto corrisponda il più possibile alla volontà del designer. Come definisce questa relazione particolare tra l’ÉCAL e Tectona? Si tratta di una relazione destinata a durare nel tempo, basata sulla fiducia e il rispetto già da diversi anni. Tectona segue la scuola e i suoi diplomati e, oltre alla realizzazione dei mobili, troviamo sempre dei modi per collaborare e favorire lo scambio di informazioni ed esperienze. Direi che il nostro rapporto potrebbe essere definito come un’amicizia plurifunzionale che va oltre la mera relazione tra scuola di design e fabbricatore di mobili.


Classico Contemporaneo

La nostra selezione per la stagione autunno/inverno 2021 Giorno dopo giorno l’intensità del sole si riduce, l’aria nei parchi e nei giardini si arricchisce delle fragranze del terreno e sciarpe e maglioni tornano dai nostri armadi.

Le fioriere della collezione 1800 tornano nel giardino al chiuso o in salone, dove la loro eleganza si presta a decorare con gusto gli spazi interni.

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È il momento ideale per godere della bellezza splendente di alberi e arbusti, comodamente seduti sulla panca Exbury che sembra non essersene mai andata.

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Quanto è bello abbandonarsi ai propri pensieri davanti al camino sdraiati su una panca Muse…

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1. Eleganza discreta. Fioriera 1800

I cuscini e gli accessori estivi possono rimanere sul terrazzo, al riparo delle intemperie dentro la cassapanca Aladin.

2. Sfidare il tempo. Panca Exbury 3. Design ingegnoso. Panca Muse

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4. Completamente ermetica. Cassapanca Aladin

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Il design al centro

Libreria Biblos, per gli spazi interni L’OGGETTO…PERFETTO! Solamente un amante dei libri poteva concepire una libreria come questa. È proprio questo il caso di Alexis de La Falaise (1948-2004), creatore ed esteta motivato dal suo amore per l’arte e il design e appassionato di storia delle arti decorative. A forma di obelisco, Biblos invita chi la osserva a intraprendere un viaggio nell’Antico Egitto rendendo omaggio alla celebre libreria di Alessandria. Realizzata in teck verniciato e satinato, montata su ruote e quindi girevole, permette di trovare e accedere rapidamente ai libri di qualsiasi tipo e dimensione ripartiti nei diversi spazi dalla base alla cima. UN CREATORE “A PARTE”

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Ad eccezione di Biblos, la libreria di Tectona sempre disponibile sul mercato, le creazioni di Alexis de La Falaise, come i suoi famosi divani, sono dei pezzi rari sul mercato dell’arte e restano oggetto di affannate ricerche da parte dei collezionisti. Ispirato dal suo occhio attento, nel 2000 Alexis de La Falaise con alcuni colpi di matita ha ringiovanito alcuni modelli tradizionali. È stato anche tra i primi designer a cui Tectona ha aperto le sue porte.

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Libreria Biblos (2003) Design : Alexis de La Falaise


È ora di rintelare l’ombrellone per la prossima stagione.

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