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Lo spettacolo, pensato per i bambini, sarà domani a Merano e martedì arriverà al Cristallo di Bolzano L'educazione nella nostra società rimuove completamente il fatto che la nostra vita è preziosa proprio perchè ha un termine e questo ha grandi conseguenze

di Luigi Bortoli • MERANO

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Interessante lavoro teatrale, "Magonza", allestito da "Teatro Zappa Theater" in calendario domani, alle 16.30, presso il Centro della cultura di Merano e il 2 febbraio, alle 16.30, presso il Teatro Cristallo di Bolzano. Una rappresentazione per bambini e adulti al centro della quale ci si confronta con uno dei temi più rimossi della nostra società edonistica: la morte. Un lavoro che il regista Giovarmi Zurzolo (assieme ai suoi attori, Evi Unterthiner, lordi Beltrarno, Claudia Bellasi e i collaboratori Zita Pircher, Elmar Dirler, Giuseppe Prinzo e Tayana Prunster) ha realizzato attraverso incontri con diverse classi elementari per sviscerare icontorni, ma soprattutto le sensibilità e intuizioni dei bambini attorno al tema dato. Nasce così "Magonza". Da una serie di domande tanto elementari, quanto inconsuete, soprattu tto in una società nella

Sul palco gli attori del Teatro zappa Theater

quale tutti ci sentiamo immortali senza esserlo. Cos'è la morte? Esiste una vita dopo la morte? Come si parla ai bambini della morte? Queste sono anche le domande centrali dello spettacolo.nate da un confronto serrato con i bambini delle scuole elementari tedesche e italiane, anche perché la rappresentazione è concepita in forma bilingue. L'allestimento scelto dalla regia si affida a mo-

Claudia Bellasl e Jordi Beltramo

menti ricchi di comicità e immagini poetiche, trattando in modo originale quello che è un tema assolutamente tabù. Il lavoro è a misura di bambino, ma mai come in questo caso si rivolge anche agli audulti. "Magonza", non dà e non vuole dare risposte, ma condurre il pubblico alla considerazione che la morte è l'altra faccia della vita. Il testo dello spettacolo, oltre ad aver attinto a testi letterari'

come "Il libro tibetano dei morti", ma anche da testi di psicanalisi, ha raccolto proprio tra i bambini spunti colti dalle loro reazioni e considerazioni emerse nei diversi incontri. Con "Magonza", Teatro Zappa Theater intende sviluppare un progetto che lo porterà anche oltre i confini regionali, in altre località ìtaJiane, ma anche all'estero, in Austria e Germania (con i te-

sti rispettivamente adattati in una sola lingua). Per iniziare, a maggio parteciperà al Kinderfestival di Bolzano, mentre il regista ha avviato contatti con lo Stabile di Bolzano per cercare d'inserire il lavoro nel calendario di "Tetroscuola" .. "il concetto che ci ha guidati - illustra il regista Giovanni Zurzolo- prende spunto dalla considerazione che nel mondo odierno si dà mol-

ta rilevanza all' efficienza, si valorizza il rendimento e il "fare" a discapito dell'affettività. Spesso attraverso i media la morte viene rappresentata spettacolarmente come lontana, qualcosa che non ci riguarda, mentre resiste il tabù della morte nell'intimità, di quella morte che ci tocca da vicino, che toccherà ciascuno di noi e che ci ferisce nel profondo», «Se come esseri umani - prosegue Giovanni Zurzolo - guardiamo la realtà della morte, il nostro sguardo vede al di là della superficie e dell'apparenza e si sposta verso l'interiorità e l'autenticità delle relazioni, ci avvicina ai nostri senti-o menti, permettendoci di riflettere sul senso della vita e sui nostri valori. Questo è ciò che a mio avviso la società tenta di nascondere, evitare e mascherare e che si riflette anche nell'educazione dei barnbinì e dei giovani. Queste le ragioni che ci hanno spinto a realizzare quest'allestimento».

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