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In movimento: una tre giorni di perfomances, workshop e dibattiti. Il Festival "in Movimento" si è tenuto a Rivoli. La compagnia Teatro In Rivolta ha ospitato giovani artisti provenienti dal Mediterraneo. La compagnia ospite "Lab Beckett" non ha potuto essere presente, a causa dei visti che purtroppo sono stati negati dall'Ambasciata italiana in Marocco. Il festival è stato aperto da una performace improvvisata a cui hanno collaborato Haykel Rahali, attore e regista di origini tunisine, Marcello Serafino attore del TIR e il danzatore israeliano Eldad BNen Sasson della compagnia Shimrit Golan Dance. La lettura della poesia " kalimet " (parole) è stata accompagnata dalla chitarra e dai piatti, mentre scorrevano delle immagini che richiamavano la forza e la necessità delle parole. Il primo spettacolo dal titolo " L'ascesa e la caduta di Icarus Gubelkian" ha visto in scena, oltre ai tre attori cechi Jana Kollertova, Tomàs Behal e Tomàs Podrazil, "Icarus" marionetta agile che rappresentava il pattinatore di successo a cui è ispirato il romanzo dello scrittore serbo Borislav Pekic' adattato e rielaborato dalla regista Marija Krstic . Il protagonista a seguito della puntura con l'anestetico si trasforma in marionetta. Da quel momento sono i corpi degli attori ad animare il pattinatore di pezza. Vari flashback ci fanno entrare nel mondo di Icarus, un uomo che ha fondato la sua carriera sull'arte della caduta. Un personaggio strano e ambiguo che nell'epoca dell'occupazione nazista è pagato non per le sue doti di pattinatore artistico, ma per la sua capacità di provocare le risate del pubblico attraverso spettacolari cadute. Un utilizzo della marionetta diverso da quello a cui siamo abituati rende un genere tradiionale anche in Italia, adatto a farsi portatore di racconti ed emozioni che esulano dai temi e dai personaggi per il pubblico dei più piccoli. Uno spettacolo in lingua originale che non ha bisogno delle parole per essere comunicativo, ma che con una successiva lettura del testo diventa ancora più complesso e comprensibile anche al pubblico italiano. Venerdì 10 giugno debutta Christina Kyriazidi con il suo "Origins", frammenti di una vita influenzata da diversi luoghi e diverse situazioni si palesa in sei scene diverse. Un lavoro in cui il linguaggio è suono che produce emozioni, in cui il significato è marginale. Si passa da ricordi infantili della casa del nonno alla camminata rituale delle madri di Palza De Mayo argentine che rivendicano verità e giustizia per i figli desaparecidos all'epoca del regime fascista di Videla. Gli altri frammenti riportano ad altri passati dell'attrice: dalla crisi della pagina bianca al finale in cui è protagonista la tradizione balcanica, greca, iralndese e cinese della moirologia. Si tratta di donne anziane che vengono pagate per piangere e per accompagnare i lutti delle famiglie. La donna interpretata da Christina è una vecchia che canta e piange il dolore degli altri fino a trasformarsi in una giovane che ha perso il figlio mai nato. Uno spettacolo dalla nota intimista in cui i frammenti cadono e si depositano sul lenzuolo bianco lasciando segni e tracce che si confondono nell'intimità e nella personale storia dell'autrice. Le luci e il telo sono gli unici elementi scenografici presenti, capaci di trasportarci in un mondo onirico e fantasioso che mischia diverse sponde del nostro pianeta: dall'Argentina al Giappone, dai Balcani all'Europa occidentale.


Sabato 11 giugno apre la serata il T.I.R con "Giorno 177" la storia della fuga dal campo di concentramento di un uomo che ha compiuto un mancato attentato alla vita di Hitler. Ispirato ad un fatto reale lo spettacolo mette in scena la possibilità che anhce da contesti mostruosi come i lager ci sia la possibilità di evadere o almeno di credere nella possibilità di riconquistare la libertà. Marcello Serafini attore unico in scena ci fa vivere le fatiche, le vessazioni, le torture che cercano di annichilire l'umanità e la dignità di un perosnaggio che fino alla fine riesce a non abbattersi e a fare uno sfrozo che supera la semplice sopravvivenza con la sola forza della determinazione. La seconda perfomance della serata conslusiva del festival dal titolo "Between us and you and me" è della compagnia di danza contemporanea israeliana "Shimrit Golan Dance". Uno spettacolo che mostra i continui cambiamenti degli eventi che possono accadere tra me, te e noi. Tra le persone possono crearsi ostacoli e connessioni, vicinanza e lontananza. L'inizio di un movimento di un danzatore causa il movimento del secondo che a sua volta costituisce l'innesco del movimento del terzo protagonista. L'uscita di scena di Shimrit, la coreografa della compagnia, che prima del finale si siede tra il pubblico ci porta ad un livello di osservazione che si sposta da ciò che avviene sulla ribalta. Lo spettatore riflette sul ruolo di osservatore e intuisce che lo spazio in cui sono rappresentate le relazioni tra "us and you and me" ci coinvolge in prima persona.

(Viola Hajagos)


Festival In Movimento