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2, n. 2 stagione 2017/2018 • trimestrale a distribuzione gratuita di teatro i • direttore renzo martinelli • www.teatroi.org • stampa: monzastampa srl - tel. 03928288201


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LOST IN TRANSLATION L ost in translation è un modo di dire, una formula idiomatica, un espediente linguistico la cui interpretazione è strettamente legata ad una cultura di riferimento.

di dire e ciò che gli altri comprendono di quello che abbiamo detto (tendenzialmente poco, molto poco, anche quando parliamo la stessa lingua). Entrambi abitano un luogo straniero, una città che non è Lost in translation è una frase la loro, stanze d’albergo in cui intraducibile, ma è anche il cercano qualcosa di famigliare. titolo di un famoso film con Bill Murray e Scarlett Johansson. Il film è bello e il suo senso oriBill è un creativo scontento ginale lo è ancora di più. Ma della “traduzione” che gli attori nella versione italiana il titolo fanno delle sue parole, Scarlett diventa: L’amore tradotto. Robetta cerca una “traduzione” alla sua da fotoromanzo, commediola solitudine, perdendosi in lun- per romanticoni. Una noia, ghissime telefonate. Sostano in insomma. quella zona di passaggio che intercorre tra ciò che pensiamo Il problema è la tradu-

Dodici anni fa è entrata a far parte di Teatro i Francesca Garolla, questa giovane autrice che, allora, aveva solo ventitre anni. Molte sono le cose accadute e trascorse in questo tempo, ma solo ora credo di poter davvero dire che è cambiata un’era. Non è più il tempo in cui io e Federica Fracassi, ancora prima della nascita di Teatro i e dell’arrivo di Francesca, condividevamo anche tanto lavoro di scrittura ‒ drammaturgie originali, ispirate e nascoste anche in materiali non necessariamente teatrali ‒ pur non essendo, nessuno dei due, un autore. Oggi è il tempo in cui ciascuno di noi tre ha trovato la sua più consona e peculiare dimensione: un regista, un’autrice ed un'attrice, accumunati da una progettualità artistica che travalica i singoli spettacoli e le singole esperienze. Dodici anni fa non lo sapevo, non lo sapevamo, perché in effetti è così: tutto ha sempre inizio come un’avventura sconosciuta e in modo mai visto prima. Ogni volta che qualcosa comincia è così. Ed anche ogni volta che si affronta un testo si potrebbe dire che è così. È così ogni volta che Francesca inizia a raccontarmi un’idea: io so sempre che comincia quell’avventura sconosciuta di cui all’origine non è possibile prevedere, né descrivere, quale sarà l’azione.

zione, come quasi sempre. Quello che volevamo dire non è quello che gli altri hanno capito. Quello che avevamo chiesto non è la domanda a cui hanno risposto. Quello che abbiamo ordinato non è arrivato. E chi aspettavamo non ha mai suonato alla nostra porta. Siamo persi. Lost. E non solo in quella costante linea di buio che esiste tra noi e l’altro da noi, ma persi anche tra noi e noi stessi. Tra il pensiero e l’azione. Tra l’intenzione e l’atto. Tra la convinzione e il gesto.

Ed è proprio questo infinitamente grande e infinitamente piccolo che cerco in ogni lavoro e così anche in ogni testo di Francesca che ho portato sulla scena, da N.N. Figli di nessuno, a Solo di me e Non correre Amleto, fino a Tu es libre, trovando di volta in volta frammenti di una Francesca che cerca di svolgere, articolare, sperimentare mondi, o universi, Il mio ruolo, e il mio lavoro, è possibili. proprio individuare quell’azione e darle una direzione. Con- Ed è solo nel compiersi di questa durla e mantenerla, guidarla. ricerca condivisa che, insieme, Definirla in modo differente in possiamo comprendere se quel ogni progetto. Costruirla. Senza che in scena si concretizza è poi

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dal 24 al 29 gennaio 2018 di Teatro i senso, che tradisce il senso. Persi nel tentativo di trovare ovunque un alfabeto conosciuto.

E nessuno pare trovarlo. Non riescono gli studiosi, faticano i filosofi, non possono gli Siamo confusi. storici, non si trovano i saggi. E persi. Nessuno, proprio nessuno semPersi nel tentativo di tradurre bra in grado di dare una traduuna realtà che non può fare zione della realtà. riferimento ad un’unica lingua, ad un’unica cultura, ad Ed è qui, in questo vuoto di traun’unica religione e nemmeno duzione, che arrivano i poeti. ad una sola tradizione. Persi in Io non sono razzista, però mi senti- una lingua che cambia di senso, Lost in traslation, andiamo alla rei meglio se non ci fosse tutta questa continuamente, che modifica il ricerca di poesia.

dimenticare di domandarmi, davvero quello che abbiamo costantemente, da dove si sia immaginato. partiti e dove si arriverà. Senza dimenticarmi che il mio è, e Renzo Martinelli non può essere diversamente, un lavoro che è necessario condurre insieme all’altro, agli altri, nella difficoltà e nella bellezza di essere in comune e di creare, insieme, un unico corpo creativo. Un corpo i cui confini si perdono e in cui le distanze tendono all’infinito. Un corpo cosmico e libero, proprio come quello di cui parla Haner, e di cui parla Francesca attraverso le parole di Haner. E per farlo, per intuire, immaginare e creare questo corpo, ho bisogno di utilizzare un telescopio molto potente, che mi permetta di avvicinare quello che è lontano e trovare nell’infinitamente grande oggetti antichi e preziosi ‒ stelle appena nate e attimi prima di un qualsiasi big bang ‒ e contemporaneamente di scovare, nell’infinitamente piccolo, frammenti di materia incandescente e misteriosa.

gente di cui occuparsi. Io non ho nessun problema con i musulmani, ma siccome sottomettono le donne trovo che siano retrogradi. Io sono contro la pena di morte, ma ucciderei Donald Trump. Io credo che il voto sia diritto di tutti, ma è pieno di idioti che non dovrebbero votare.

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Tu es libre, testo finalista al Premio Riccione per il Teatro 2017, è stato scritto da Francesca Garolla all’interno di due residenze artistiche realizzate a La Chartreuse – Centre National des écritures du spectacle di Villeneuve Lez Avignon.Tradotto anche in francese, è pubblicato da Cue Press. In vendita su www.cuepress.com

DELIRIO BIZZARRO Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi Cinzia Muscolino scenotecnica Pierino Botto disegno luci Roberto Bonaventura aiuto regia Veronica Zito, Eleonora Bovo di e con

scene e costumi

collaborazione artistica

Ivana Parisi, Simone Carullo, Giovanna La Maestra con la collaborazione del

Centro Diurno di Salute Mentale “Il Camelot”, del Teatro Vittorio Emanuele e della “Casa del Con” di Messina produzione Carullo-Minasi e La Corte Ospitale

PROGETTO VINCITORE FOREVER YOUNG 2015/2016

Un Centro di Salute Mentale e due personaggi: uno, in condizione di “pazzo per attribuzione”, trascorre la propria vita a interrogare le stelle, discorde con il tempo presente; l’altra, donna perfettamente integrata, ossessionata dalla carriera, ma che avverte un’insania incipiente. Né pazzi né sani, Mimmino e Sofia in un dialogo serrato ‒ braccio di ferro tra due esperienze di vita completamente opposte ‒ si scopriranno simili, umani, sorridenti, autoironici, sebbene parti inconsapevoli di un sofisticato meccanismo congegnato per rendere l’uomo prigioniero di se stesso. Si incontrano in una terra di frontiera, il Centro Diurno di Salute Mentale “il Castello”, in cui il confine tra coloro che stanno dentro e coloro che

ma che ‒ violento ‒ ancora dimentica, respinge e separa. Una scultura quale metafora della società solo protetta da un pannello come fosse una Cattedrale ultima dell’identità maschera che non comprende alienata e interrotta dell’uomo (mette insieme) le parti che contemporaneo, il “Castello” tutte le appartengono. rimbomba dei dialoghi di due solitudini, nella logica d’un L’elaborazione drammaturgica mondo che continua a catego- del testo è partita da confronti rizzare e che quindi esclude. L' e scambi avuti con pazienti di organizzazione sociale, nella strutture psichiatriche, dialosua invadente assenza, è la ghi che hanno consentito di protagonista indiscussa dello raccogliere quadri di vita visspettacolo. Non rimangono suta. L’esperienza della cura che le mura d’un “Castello” del male mentale s’è trasforideale alla cui forma non cor- mata in pretesto per racconrisponde la sostanza: non uno tare la società e le sue disfunpsichiatra, non un pranzo, zioni, approdando ad una non un bagno. Due impo- follia tutta contemporanea, lì nenti pareti sconnesse, un dove è folle la struttura non labile confine per raccontare coloro che la abitano. Dietro il un sistema che legifera l'aper- semplice obiettivo di condivitura delle porte dei Manicomi dere esperienze di vita, s’è svistanno fuori sfuma in un indistinto resistere tra protocolli da rispettare e vite da normalizzare.

Chissà forse che i malati non esistano. Chissà forse che i malati siamo noi. L’oggi attende d’essere storicizzato, non resta che essere affetti da un delirio bizzarro che tutti ci coinvolge. “La follia libera dagli affanni” Elogio della follia, Erasmo Rotterdam_1511

luppata una ricerca assai singolare lì dove la vera sorpresa è stata la difficoltà d’operare nette distinzioni tra il sano e il malato, tra il certificante e il certificato. Nulla accade se non viene registrato, fuori dall’elenco non esiste nulla, non esistono gli operatori, non esiste la cura.

sala #Teatroi mer-sab 19.30 gio-ven-lun 21.00 dom 17.00

“Il folle <sragiona> spesso molto meno di quanto si creda, forse addirittura non sragiona mai” Eugène MinKowski_1998


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dal 7 al 12 febbraio 2018

Antonio Tarantino

un progetto di Gilda Deianira Ciao, Matteo Salimbeni, Fulvio Vanacore con Vincenzo Giordano, Alice Spisa musiche dal vivo Alberto Sansone primo spettatore Arianna Bianchi produzione Teatro i in collaborazione con Sementerie Artistiche

e dai modi spicci, essa riesce a conciliare amicizia, convenienza, rispetto e gerarchia in un crescendo di parole che esprimono un'umanità che sempre dovrebbe governare le nostre intenzioni. Antonio Tarantino

sala #Teatroi mer-sab 19.30 gio-ven-lun 21.00 dom 17.00

"Vediamo di capirci." Che in fondo non è difficile. Basta avere la stessa idea, perseguirla fino a raggiungere "ciò che si era divisato di fare". La rivoluzione Sandra De Falco

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testo, regia, suono, grafica collettivo snaporaz

Azio Corghi Carlo Di Maio, Paolo Giovannucci, Sebastiano Tringali, Giulia Valenti coreografie Valentina Carpitella scene e costumi Roberto Crea direzione musicale Enrico Arias sarto Marco Gioacchini per H2opera regia Sandra De Falco con

Da una parte vi è convenienza reciproca e dall'altra c'è la gerarchia. A mediare tra i due personaggi c'è Caterina: donna del popolo priva di timori reverenziali

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HEARTBREAK HOTEL STANZA 207

drammaturgia musicale

Giuseppe Verdi è certamente stato in più occasioni a Napoli. Ed è altrettanto certo che abbia fatto visita al suo librettista Salvatore Cammarano. Esiste un carteggio tra i due, tuttavia noi per scrivere questa commedia abbiamo dovuto immaginare un dialogo tra un musicista ricco e famoso e un poeta povero.

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dal 21 al 26 febbraio 2018

GIUSEPPE VERDI A NAPOLI di

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sala #Teatroi mer-sab 19.30 gio-ven-lun 21.00 dom 17.00

Heartbreak Hotel del collettivo snaporaz torna, per la seconda volta in questa stagione 2017/18. L’Hotel è il contenitore di una serie di creazioni e la cornice narrativa di vari episodi, diversi per linguaggio e contenuto. Il progetto attualmente si compone di Heartbreak Hotel primo soggiorno, l’installazione Stanza numero 13, Heartbreak Hotel room 304 e Taccuino d'appunti n. 1 - la camera di Daisy e Douglas.

altri a noi vicini. Una finzione spietatamente plausibile che rende possibile un’autocritica del presente. Veronica e Brad. Una coppia. La sera del 31 dicembre. Mesi di progetti, fantasie, speranze su dove passare l’ultima notte dell’anno. E invece eccoli lì. In un alberghetto tetro, affacciato su un immobile lago. Butta male, questo è sicuro. La loro storia è giunta a un binario morto, e non sembrano profilarsi soluzioni. Ma c’è qualcosa che i due non sanno... L’Heartbreak Hotel è una presenza viva. E per loro, per questa maldestra coppia di provincia, ha in serbo un progetto che va ben oltre una banale vigilia di capodanno.

Heartbreak Hotel è un progetto che aspira a scardinare dei confini, personali e di gruppo. A conoscere i propri limiti per ridisegnarli, sporcando il tratto privato con quello altrui. Un luogo in cui il dolore – quello che ti dà l’opportunità di capire un po’ di più chi sei – diventa un personag- Brad e Veronica stanno per gio: una presenza viva con la intraprendere un viaggio iniquale dialogare. ziatico che li porterà negli antri più bui della loro relaAl centro della narrazione zione. Perché quando l’Hedi Stanza 207 una coppia artbreak Hotel ti chiama, in crisi. Personaggi piccoli, riattaccare la cornetta non è affini, che conosciamo bene. un’opzione. Che somigliano a noi e ad


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FABULAMUNDI

Playwriting Europe: Beyond Borders? Un progetto per la promozione e il sostegno della drammaturgia contemporanea in Europa a cura di PAV Fabulamundi. Playwriting Europe è un progetto di cooperazione che vede coinvolti teatri, festival e organizzazioni culturali in Europa, con lo scopo di sostenere, promuovere e divulgare la drammaturgia contemporanea. Nel 2017 ha vinto il Premio Speciale Ubu. Il progetto è stato finanziato tre volte dalla Commissione Europea, grazie ai fondi del Culture Program 2007 – 2013 e di Creative Europe 2014 – 2020, e nel 2017 ha vinto la Call di Creative Europe 2017 – 2020 come progetto di cooperazione su larga scala. Sin da principio la principale finalità di Fabulamundi è stata quella di disegnare un processo che fosse replicabile e che si fondasse su 3 pilastri: sinergia, formazione e professionalizzazione dei drammaturghi e audience development.

Theatre Company; in Bosnia Erzegovina il MESS Festival; in Turchia la Platform Theatre Company; in Ungheria il National Theatre di Miskolc e il Vigsinghaz Theatre; in Slovacchia il Slovack National Theatre; in Islanda il Reykjavik City Theatre; in Finlandia il Nordic Drama Corner.

TEMATICA

Fabulamundi, giunto alla terza edizione, allarga di molto le sue partnership e sceglie come tematica Beyond Borders ‒ oltre i confini ‒ selezionando un totale di 160 testi che affrontano i moltissimi confini, politici, sociali e culturali con cui l’Europa è chiamata oggi a confrontarsi, e moltiplicando le attività previste a sostegno della diffusione della drammaturgia, della crescita professionale dei 120 PARTNER autori coinvolti e dell’attività di networking con le DEL PROGETTO altri reti di promozione di drammaturgia contempoNel 2017 accanto alle già pre- ranea presenti in Europa. senti Italia, Germania, Francia, Romania e Spagna si sono Da questa selezione di autori aggiunte le drammaturgie di e drammaturgie nasceranno Austria, Polonia e Repubblica numerose attività, suddivise in tre principali aree di interCeca. Attualmente i partner di Fabu- vento, che toccheranno, tra il lamundi sono 15, in 10 paesi 2017 e il 2020, ciascuno dei paesi coinvolti. europei; in Italia: • • •

PAV – Project Coordinator Area06/Festival Short Theatre Teatro i

in Francia La Mousson d’Été e Théâtre Ouvert; in Germania InterkulturelleS Theaterzetrum Berlin E.V.; in Spagna Fundació Sala Beckett/Obrador Internacional de Dramaturgia; in Romania University of Arts Târgu-Mureș e Teatrul Odeon; in Austria Wiener Wortstaette; in Polonia Teatr Dramatyczny m.st. Warszawy; nella Repubblica Ceca Theatre Letì; in Belgio Culture Action Europe; in Inghilterra Creative Skillset. Oltre alle strutture partner del progetto, sono numerosi anche i partner associati: in Portogallo il Teatro Nacional D. Maria II; in Scozia il Royal Liceum

Il terzo meeting internazionale organizzato a Roma da Fabulamundi. Playwriting Europe per promuovere l’incontro tra i drammaturghi che partecipano al progetto

La lezione conclusiva del laboratorio condotto da Francesca Garolla, in collaborazione con la Statale di Milano, sul testo di Roxana Marian: "Medea ovvero della felicità coniugale" IL NOSTRO RUOLO

getto è fondamentale, al fine di rispettare le linee culturali, teatrali, drammaturgiche di ogni singolo partner e di ogni contesto di fruizione. Una volta individuati, gli autori sono invitati a partecipare a residenze, a collaborare con gli attori e i registi che lavorano sui loro testi, a prendere parte con loro agli incontri con il pubblico, a tenere delle masterclass per gli studenti in collaborazione con accademie, scuole e università. Tali attività contribuiscono a creare un network di giovani artisti che durante il progetto hanno la possibilità di incontrarsi, di discutere e confrontarsi, di rafforzare le relazioni ed eventualmente creare nuove collaborazioni.

A fare da fil rouge il tema del progetto: Beyond borders? ATTIVITÀ – oltre i confini – declinato ARTISTICHE: in ogni direzione possibile, DALLA SELEZIONE con l’obiettivo di offrire ai DEGLI AUTORI partecipanti un’esperienza di AL FESTIVAL FINALE teatro che si contamini con la vita; nella convinzione che il teatro sia uno strumento di Le attività di Fabulamundi lettura del proprio tempo. hanno preso il via nel 2017 con la selezione dei dram- FABULAMUNDI PLAYWRImaturghi e dei relativi testi. TING EUROPE – Beyond La selezione avviene attra- borders?, che prevede nel verso un monitoraggio delle quadriennio la traduzione e realtà nazionali da parte messa in scena di circa dei partner coinvolti, siano 100 testi e la pubblicazione essi teatri, festival o orga- in più lingue di almeno 40 nizzazioni. Spetta a loro, testi, si concluderà con un infatti, il compito di indivi- Festival finale che restituirà duare 10 drammaturghi per le produzioni più efficaci ogni nazionalità. Il criterio del progetto e coinvolgerà dell’autonomia della scelta tutti i direttori e i programdegli autori e dei testi da matori delle 23 organizzaparte dei partner del pro- zioni coinvolte.

NETWORKING E COMUNICAZIONE INTERNAZIONALE Creative Skillset, partner strategico del progetto, svolge un ruolo chiave nell’implementazione di strumenti di condivisione e nella messa a punto di attività che consentano di rafforzare la sinergia tra i partner e le altri reti di promozione di drammaturgia contemporanea presenti in Europa. Fondamentale per le attività di networking sarà lo sviluppo di una piattaforma web che, oltre a promuovere le diverse attività di Fabulamundi, costituirà un catalogo online delle drammaturgie dei diversi paesi.

FORMAZIONE Sempre Creative Skillset, società inglese leader nel settore della formazione culturale, è impegnata anche a disegnare un metodo di formazione dei drammaturghi che possa rappresentare un modello da diffondere in tutta Europa. Al contempo, tenuto conto della peculiarità del lavoro artistico, e sulla base dell’esperienza delle organizzazioni partecipanti, il progetto si avvarrà di un approccio di apprendimento tra pari, creando momenti di confronto e collaborazione tra gli autori coinvolti. Il metodo di formazione proposto da Fabulamundi combinerà dunque le competenze e la guida dei professionisti con un sistema di

apprendimento fondato sullo scambio tra pari realizzando una serie di meeting internazionali pensati per portare i drammaturghi di diverse nazionalità a confrontarsi sulla tematica Beyond Borders e con il tessuto culturale e produttivo dei vari paesi.

AUDIENCE DEVELOPMENT L'audience development è un tema cruciale nell’ambito delle politiche culturali europee degli ultimi anni. Per questo motivo, la nuova edizione prevede un’attività trasversale e specifica sul tema dell’audience development, che sarà svolta dal partner Culture Action Europe (CAE), rete europea che raccoglie più di 100 organizzazioni attive in tutti i settori dell’arte e della cultura e circa 50 soci individuali, nell'ottica di rendere la drammaturgia contemporanea sempre più accessibile al pubblico, sia esso nuovo o già frequentatore abituale del mondo teatrale. Questa attività sarà svolta in particolare attraverso la collaborazione con Università, scuole di teatro e drammaturgia e altre realtà legate alla drammaturgia contemporanea. Al termine del progetto, CAE produrrà un documento dal titolo “AD strategies for drama organization – Fabulamundi case study”, nel quale si darà conto del processo svolto durante i quattro anni di lavoro, delle criticità emerse e dei risultati conseguiti.

Renzo Martinelli, che pre- • senteremo ai Cantieri Florida di Firenze il 19 e 20 gennaio

ner italiani, l’unico sulla • Medea – ovvero della città di Milano, che si declifelicità coniugale, un • nerà concretamente in una laboratorio condotto lo Italia, Spagna, Francia, Gran serie di eventi. scorso dicembre in collaBretagna, Belgio, Germania, borazione con il DiparAustria, Polonia, Repubblica Molte sono le nostre protimento di Filosofia Ceca e Romania: buona parte poste all'interno di quedell’Università Statale d’Europa è quindi coinvolta in sto progetto: laboratori, di Milano a partire dall’oun processo teso a creare un letture, produzioni e meemonimo testo dell’autrice solido network internazio- ting internazionali; nel 2017 rumena Roxana Marian nale, che possa relazionarsi abbiamo presentato: • con gli altri attori del panoIl progetto diventerà semrama culturale promuovendo • Tu es libre, un testo di pre più tangibile nel 2018, Francesca Garolla scritto la drammaturgia come quando ospiteremo un intero durante una residenza strumento per parlare del focus primaverile dedicato alla francese a la Chartreuse contemporaneo. drammaturgia europea, che de Villeneuve Lez AviUn progetto ambizioso, all’inproseguirà fino al 2020. In gnon, andato in scena a terno del quale Teatro i rapparticolare, nei prossimi mesi Teatro i per la regia di presenta uno dei tre partci aspettano:

Monologo della buona madre, un testo di Lea Barletti, di cui l’autrice proporrà una lettura scenica il prossimo 5 marzo

Ma non è finita, perché tanti altri saranno gli appuntamenti a Milano, da seguire tutti sul sito internet www.fabulamundi.eu, e in tutta Europa. Tutti preziosi momenti di confronto, per scoprire davvero il panorama culturale europeo e una visione sul contemporaneo sempre più internazionale.

Tristezza & malinconia, o il più solissimo George di tutti tutti i tempi, un testo di Bonn Park, che sarà portato in scena, dal 7 al 12 marzo, dalla Compagnia Barletti Noi, insieme a tutti i par/ Wass tner con cui lavoreremo, Il Ringhio della via proveremo a gettare le basi lattea, un altro testo per rendere sempre più stadi Bonn Park, di cui bile e sostenibile lo scambio Barletti e Wass propon- culturale tra diverse realtà gono una lettura scenica il europee. 14 marzo

Una scena di "Tu es libre", lo spettacolo scritto da Francesca Garolla, andato in scena a Teatro i con la regia di Renzo Martinelli. Il 19 gennaio debutta ai Cantieri Florida di Firenze


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Monologo della buona madre è una confessione, una confessione in pubblico. Una confessione e un’ammissione di incapacità. Incapacità di vivere tout court, forse, o comunque incaore 21.00 pacità di vivere al di fuori dello sguardo dell’altro. Ed è l’ammissione di quanto proprio la ricerca, nello sguardo altrui (che sia lo sguardo degli spettatori o lo sguardo della comunità umana cui si appartiene), di una sorta di "permesso d'esistere" possa essere il motivo per cui si va in scena: "Guardami, ascoltami, amami; fa' che io sia!" è la richiesta, più o meno esplicita, più o meno sottintesa. Dunque, non si tratta solo di una donna,

MONOLOGO DELLA BUONA MADRE

di

Lea Barletti Barletti /Waas Fabulamundi – Playwriting Europe

lettura scenica di nell’ambito di

di una madre, che ha sempre voluto essere amata, ma anche di un’attrice, e del motivo profondo del suo agire in scena.

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possibile riscriverlo? Essere "Madre" è un ruolo, ma un ruolo che non può essere assunto nella stessa maniera da ogni donna. Ci sono tanti modi di essere madri quante donne ci sono che lo diventano. E ci sono tanti modi per essere una buona madre. Ma questo non te lo dice nessuno, prima, e nemmeno durante: è una cosa che si scopre da sole, dopo, e dolorosamente, sulla propria pelle, a costo di enormi sensi di colpa, a costo di errori, passi falsi, dubbi, fallimenti. E a costo di sogni, tempo, energia, amore: a costo della vita.

Monologo della buona madre affronta uno degli ultimi Tabù della società occidentale: quello della maternità. Cosa vuol dire essere una "buona madre"? Quale madre non si è sentita, almeno una volta, inadeguata e insicura? E se un giorno si dovesse scoprire di non corrispondere, o di non voler corrispondere, al modello di "buona madre" vigente e richiesto? Di non essere adatta al ruolo così come è stato scritto? E da chi è Monologo della buona madre stato scritto, questo ruolo, è la storia di un corpo a e per chi? E perché non è corpo: un corpo a corpo di una donna con se stessa ed il proprio corpo, con la propria coscienza, con il proprio ruolo di madre, con i figli, con l’immagine di sé, con i propri modelli, con le proprie aspettative, con la propria inadeguatezza, con la propria fallibilità, con la propria creatività, con il tempo, con la vita, con la lingua, con l’amore. Una donna, da sola in scena. Seduta in mezzo alla gente, al pubblico. Inizia il suo discorso dichiarando la propria intenzione di andarsene. Non se ne andrà, perché non c’è vita, per lei, come persona e come attrice, al di fuori dello sguardo altrui. Perché non c’è mondo se non quello che si crea nel discorso tra simili, e il teatro è questo discorso, come bene avevano capito i greci. Il mondo, la vita, è quello che succede tra le persone mentre si parlano: quello che succede tra l’attore e lo spettatore. Il mondo è qui, è adesso, è il teatro.

"Guardami, ascoltami, amami; fa' che io sia!"

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dal 7 al 12 marzo 2018

Lea Barletti e Werner Waas Antonio Vilella traduzione di Alessandra Griffoni prodotto dalla Compagnia Barletti/Waas nell’ambito di Fabulamundi – Playwriting Europe e in coproduzione con AREA 06 e ItzBerlin e.V. un progetto di e con

TRISTEZZA & MALINCONIA O IL PIÙ SOLO SOLISSIMO GEORGE DI TUTTI TUTTI I TEMPI di Bonn Park

"Un testo che tesse un’elegante riflessione sulla vita e la morte, sull’unicità dell’esistenza, sul narcisismo dell’amore e sul disincanto di un impegno che si sgretola quando ci si sente addosso il peso di miliardi di anni. Una mise en espace esemplare … Un’altra delle perle di questa edizione del decennale di Short Theatre."

e con la partecipazione di

sala #Teatroi mer-sab 19.30 gio-ven-lun 21.00 dom 17.00

C’era questa tartaruga alle Galapagos chiamata Lonesome George. Fu l’ultima della sua specie. Non ha più nulla da fare. Non biologicamente perché non c’è nessuno con cui riprodursi né politicamente o né per qualsiasi altra cosa. Solo due settimane dopo che Bonn Park ha iniziato Alessandro Paesano la scrittura di questo testo, cultura.gaiaitalia.com nella vita reale Lonesome George è morto.

"...una performance che sembra un paradosso continuo con le sue situazioni sempre al limite, con la placida indolenza delle sue espressioni mai consolidate, anzi quasi buttate lì per caso ad ogni scambio ma, invece, profondamente centrate… Una drammaturgia intelligente ed esuberante che molto bene si accorda alle semplici ed efficaci soluzioni sceniche adottate, e che è valorizzata dalla sintonia dei capaci interpreti." Valentina de Simone paneacquaculture.net

Narratrice: Come ti si può rendere felice, George? George il Solo: Vorrei tanto morire. Nella conca di sabbia in cui sono nato. Con vista sul mare. In pace e al tramonto. Narratrice: Purtroppo non è possibile. George il Solo: Okay.

principesse o si abbandona ad osservazioni filosofiche che girano su se stesse. Questo racconto parla di tempo, di mondo, di temi caldi, di amore, di odio, di lacrime, di tutto.

Forse si tratta di un elogio della depressione, forse il tutto è un depressivo divertissement o un depressivum filosofico. Certo è che mentre George traccia i suoi sentieri, il tempo passa e Nel testo, invece, George apparentemente non sucvorrebbe tanto morire, cede nulla. ma questo appunto non è possibile: così almeno gli È un ritratto della nostra dice la sua compagna in comune apatia tutta conscena, nonché narratrice temporanea dell’essere, del e demiurga. È dialogando disincanto di noi animali con lei che George forni- umani svagati e filosofici sce informazioni su di sé e perché coscienti, fin troppo, sulla sua vita lunga quanto della nostra innata precail mondo, che intraprende rietà. Una vera e propria tentativi di nuovi esordi, specie in estinzione. nuovi accoppiamenti forzati, nuovi viaggi, mentre cambia forma e identità o contempla ripetutamente favole eterne di principi e


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TRAINSPOTTING

Lea Barletti e Werner Waas Marco Della Rocca nell’ambito di Fabulamundi – Playwriting Europe interventi sonori e musicali di

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dal 21 al 26 marzo 2018

Bonn Park

traduzione e lettura scenica a cura di

IL RINGHIO DELLA VIA LATTEA

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sala #Teatroi mer-sab 19.30 gio-ven-lun 21.00 dom 17.00

Wajdi Mouawad Welsh traduzione Emanuele Aldrovandi uno spettacolo di Sandro Mabellini con Marco Bellocchio, Valentina Cardinali, Michele Di Giacomo, Riccardo Festa, costumi Chiara Amaltea Ciarelli drammaturgia scenica Bellocchio, Cardinali, Di Giacomo, Festa produzione Viola Produzioni S.r.l. versione di

sul romanzo di Irvine

ore 21.00

Un´astronave attraversa il teatro! Brilla in modo spettacolare e produce rumori avveniristici. Poi atterra sul palcoscenico. Piovono schede elettorali (…) Dall´astronave esce un minuscolo, ma veramente minuscolo Mini-mini-Alien. (…)

È ancora possibile salvare il denaro. Veramente! E che mondo? Il piccolo alieno non dire dei buoni propositi di lo sa. Davvero. Heidi Klum? O della donna che vuole salvare la SocialdeKim Jong Un intraprende mocrazia? Cosa va cercando finalmente un tentativo. una giraffa fumatrice sulla Vorrebbe riunificare le due scena? E chi diavolo è questo Coree. Alle brutte anche Bonn Park, che si è infilato con una bomba atomica. nel proprio stesso testo? Un disilluso Donald Trump, licenziatosi, vorrebbe tanto Anche gli spettatori trovefondere tutte le armi rac- ranno di sicuro il proprio colte e disfarsi del proprio posto, in questa strabordante

disposizione sperimentale. E, nel migliore dei casi, alla fine si sentiranno più vicini ai propri vicini di poltrona. Una dichiarazione d'amore agli ultimi esseri umani. Una serata per persone pronte ad assumere su di sé l'eccessivo peso del mondo, e a smettere di camminare sui cadaveri. Bonn Park

Trainspotting (T) è cono- adattato dall’autore di sciuto al grande pub- origine libanese Wajdi blico come il film di Mouawad. Danny Boyle, uscito nel 1993, e interpre- La storia di T è la storia di tato da Ewan McGre- quattro ragazzi e una ragazza. gor; ma T è soprat- Mark Renton, disoccupato tutto un romanzo come la maggior parte dei giovani scozzesi della sua genescritto da Irvine Welsh razione, ha trascinato nella poi adattato per il tea- confusione e nella dedizione tro, che è stato poi ad ogni tipo di droga i suoi tradotto in francese e amici d'infanzia.

"Io non appartengo alla classe media, così come la borghesia. Io sono un gentiluomo del piacere. Scrivo. Mi siedo alla mia finestra e guardo il mio giardino. Amo i libri. Mi piace lo spessore e la complessità di Jane Austen e di George Eliot. Ascolto musica, viaggio. Posso andare a qualsiasi festival del cinema ogni volta che ne ho voglia". Irvine Welsh autore del romanzo Nonostante questa dichiarazione, Irvine Welsh è nato in una famiglia modesta: sua madre era domestica; suo padre, venditore di tappeti,

muore quando Irvine ha 25 anni. La famiglia vive prima a Leith, dove nasce l’autore. Nel 1962, si trasferisce nel centro di Edimburgo.

Sick Boy, un appassionato di cinema e sciupafemmine, Begbie, un pericoloso outsider sempre alla ricerca della rissa, Tommy, un seguace del bodybuilding, e Alison, fidanzata di Sick Boy, che cerca di conciliare la sua dipendenza dalla droga con il suo ruolo di madre. Per ingannare la noia, i personaggi rubano, e si distruggono di eroina, tutti tranne Tommy, che vive un'altra forma di dipendenza.

nella tribuna dello stadio d’Ibrox). Contemporaneamente, lavora per il Sindaco di Londra e studia Informatica. È stato dipendente da eroina dal 1981 al 1983, Welsh riceve la sua istru- periodo in cui scrive le basi zione secondaria alla scuola di Trainspotting. Ainslie Park; lascia il sistema scolastico all'età di 16 anni e Verso la metà degli anni 80, si diploma come elettricista. grazie al boom causato dalla borghesizzazione del nord Nel 1978, dopo aver svolto di Londra, diventa agente vari "lavoretti", lascia Edim- immobiliare. Poi torna ad burgo per Londra dove cerca Edimburgo, dove lavora di inserirsi nella scena punk. presso il Dipartimento degli Diventa chitarrista e can- affitti del Comune. Queste tante in band come The diverse esperienze gli danno Crabs e Stairway 13 (nome strumenti di analisi per la riferito al tragico incidente sua riflessione sociale.

La società s’inventa una logica assurda e complicata, per liquidare quelli che si comportano in un modo diverso dagli altri. Ma se, supponiamo, e io so benissimo come stanno le cose, so che morirò giovane, sono nel pieno possesso delle mie facoltà eccetera eccetera, e decido di usarla lo stesso, l’eroina? Non me lo lasciano fare. Non mi lasciano perché lo vedono come un segno del loro fallimento, il fatto che tu scelga semplicemente di rifiutare quello che loro hanno da offrirti. Scegli noi. Scegli la vita. Scegli il mutuo da pagare, la lavatrice, la macchina; scegli di startene seduto su un divano

a guardare i giochini alla televisione, a distruggerti il cervello e l’anima, a riempirti la pancia di porcherie che ti avvelenano. Scegli di marcire in un ospizio, cacandoti e pisciandoti sotto, cazzo, per la gioia di quegli stronzi egoisti fottuti che hai messo al mondo. Scegli la vita. Beh, io invece scelgo di non sceglierla, la vita. E se quei coglioni non sanno come prenderla, una cosa del genere, beh, cazzo, il problema è loro, non mio. Come dice Harry Lauder io voglio andare dritto per la mia strada, fino in fondo… Trainspotting


LOST IN TRANSLATION 2017/2018 - settembre / giugno il teatro fuori dal teatro 15 settembre 2017 dalle 18.30 PRESENTAZIONE DELLA STAGIONE 2017/18 a seguire concerto SOUNDPAINT YOUR CITY diretto da Giancarlo Nino Locatelli dal 16 al 21 settembre 2017 dalle 18.00 Heartbreak Hotel Taccuino d’appunti n°1

“La camera di Daisy e Douglas”

di collettivo snaporaz produzione Teatro i Sala #TeatroiDomani2

dal 18 al 19 settembre 2017 ore 21.00 PLAYLIST di e con Annabella Di Costanzo, Manuel Ferreira, Elena Lolli produzione Alma Rosé Sala #TeatroiDomani3

dal 20 al 25 settembre 2017 ore 21.00 SI STAVA MEGLIO #3 NOSTRA MEDEA di Coperte Strette produzione Teatro i Sala #TeatroiDomani1

dal 7 al 9 e dall’11 al 19 ottobre 2017 lun/mar/gio/ven ore 21.00 mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 TROPICANA un progetto di Frigoproduzioni coproduzione Teatro i – Associazione Culturale Gli Scarti Sala #Teatroi

dal 25 al 30 ottobre 2017

dal 7 al 12 febbraio 2018

lun/mar/gio/ven ore 21.00 mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 TO BE OR NOT TO BE ROGER BERNAT conferenza spettacolo produzione E / Fanny & Alexander

lun/gio/ven ore 21.00 – mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 GIUSEPPE VERDI A NAPOLI di Antonio Tarantino regia Sandra De Falco

Sala #Teatroi

dal 15 novembre all’11 dicembre 2017 lun/gio/ven ore 21.00 - mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 - mar riposo TU ES LIBRE di Francesca Garolla regia di Renzo Martinelli produzione Teatro i

Sala #Teatroi

14 dicembre 2017 ore 20.00 BASTARDA di Noemi Bresciani, Desirèe Sacchiero, Irene Petra Zani produzione Fragile Artists in collaborazione con Fattoria Vittadini Sala #Teatroi

Sala #Teatroi

dal 21 al 26 febbraio 2018 lun/gio/ven ore 21.00 – mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 HEARTBREAK HOTEL | STANZA 207 di collettivo snaporaz produzione Teatro i Sala #Teatroi

FOCUS FABULAMUNDI PLAYWRITING EUROPE: BEYOND BORDERS? marzo aprile 2017

Progetto internazionale per la promozione e il sostegno della drammaturgia contemporanea in Europa. Reading, workshop, light production e stage presentation.

14 marzo 2018 ore 21.00 IL RINGHIO DELLA VIA LATTEA di Bonn Park lettura scenica di Barletti / Waas dal 21 al 26 marzo 2018 lun/gio/ven ore 21.00 – mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 TRAINSPOTTING nella versione di Wajdi Mouawad regia Sandro Mabellini produzione Viola Produzioni S.r.l. Sala #Teatroi

dal 23 maggio all’11 giugno 2018 lun/gio/ven ore 21.00 – mer/sab ore 19.30 – dom ore 17.00 – mar riposo ERODIÀS di Giovanni Testori, regia di Renzo Martinelli, dramaturg Francesca Garolla con Federica Fracassi produzione Teatro i

Sala #Teatroi

il teatro fuori dal teatro

5 marzo 2018

dal 15 al 17 dicembre 2017

ore 21.00 MONOLOGO DELLA BUONA MADRE di Lea Barletti lettura scenica di Barletti / Waas

ore 20.00 A PORTE CHIUSE DENTRO L’ANIMA CHE CUOCE uno spettacolo di Andrea Adriatico dal 7 al 12 marzo 2018 produzione Teatri di Vita, Akròama lun/gio/ven ore 21.00 – mer/sab ore T.L.S. con la collaborazione di  19.30 - dom ore 17.00 Teatri di Bari TRISTEZZA & MALINCONIA Sala #Teatroi o il più solo solissimo George di tutti tutti i tempi dal 24 al 29 gennaio 2018 di Bonn Park un progetto di e lun/gio/ven ore 21.00 con Lea Barletti e Werner Waas mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 coproduzione Compagnia Barletti/ DELIRIO BIZZARRO Waas - AREA 06 - ItzBerlin e.V. di e con Giuseppe Carullo e Sala #Teatroi Cristiana Minasi produzione Carullo-Minasi – La Corte Ospitale Sala #Teatroi

SOGGETTO CONVENZIONATO

Con il sostegno di Next - Laboratorio di idee per la produzione e distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo

dal 15 al 18 giugno 2018 ore 20.00 RICETTARIO PER UN NOIR di e con Annabella Di Costanzo, Manuele Ferreira, Elena Lolli produzione Alma Rosé Sala #Teatroi

dal 20 al 23 giugno 2018 ore 20.00 SOLARIS drammaturgia di Fabrizio Sinisi regia di Paolo Bignamini produzione CTB Centro Teatrale Bresciano in collaborazione con ScenAperta Altomilanese Teatri Sala #Teatroi

INFO E PRENOTAZIONI: 02 8323156 - 366 3700770 www.teatroi.org - biglietteria@teatroi.org Biglietti Sala #Teatroi Intero 18 euro / Convenzionati 12 euro / Under 26 - Scuole di teatro 11,50 euro / Over 60 9 euro / Amici di i 5 euro sulla seconda replica e 12 euro per tutte le altre repliche / Giovedì a teatro in bicicletta 7 euro Biglietti Sala #TeatroiDomani1 Intero 12 euro / Under 26 8,50 euro / Over60 6 euro / Amici di i 6 euro Biglietti Sala #TeatroiDomani2 Intero 12 euro / Under 26 8,50 euro / Over60 6 euro / Amici di i 6 euro Biglietti Sala #TeatroiDomani3 Intero 12 euro / Under 26 8,50 euro / Over60 6 euro / Amici di i 6 euro ABBONAMENTO FriCard 5 ingressi a scelta tra 12 titoli in cartellone in Sala #Teatroi (tranne Bastarda e gli spettacoli di Città Balena) da ottobre a giugno a 60€. Non nominale, utilizzabile da più persone anche contemporaneamente. COME RAGGIUNGERCI: Tram 2, 3, 14; Bus 94; MM2 (S. Ambrogio, S. Agostino, P.ta Genova); BikeMI (Conca del Naviglio / Cantore / S.Eustorgio); Parcheggio custodito in via Ariberto

Teatro i via Gaudenzio Ferrari, 11 20123 Milano - tel. 02 8323156 366 3700770 biglietteria@teatroi.org www.teatroi.org

Lost in translation - Stagione 2017/2018 - N.2  

Lost in translation è un modo di dire, una formula idiomatica, un espediente linguistico la cui interpretazione è strettamente legata a una...

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