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anno

2, n. 1 stagione 2017/2018 • trimestrale a distribuzione gratuita di teatro i • direttore renzo martinelli • www.teatroi.org • stampa: monzastampa srl - tel. 03928288201


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LOST IN TRANSLATION L ost in translation è un modo di dire, una formula idiomatica, un espediente linguistico la cui interpretazione è strettamente legata ad una cultura di riferimento.

di dire e ciò che gli altri comprendono di quello che abbiamo detto (tendenzialmente poco, molto poco, anche quando parliamo la stessa lingua). Entrambi abitano un luogo straniero, una città che non è Lost in translation è una frase la loro, stanze d’albergo in cui intraducibile, ma è anche il cercano qualcosa di famigliare. titolo di un famoso film con Bill Murray e Scarlett Johansson. Il film è bello e il suo senso oriBill è un creativo scontento ginale lo è ancora di più. Ma della “traduzione” che gli attori nella versione italiana il titolo fanno delle sue parole, Scarlett diventa: L’amore tradotto. Robetta cerca una “traduzione” alla sua da fotoromanzo, commediola solitudine, perdendosi in lun- per romanticoni. Una noia, ghissime telefonate. Sostano in insomma. quella zona di passaggio che intercorre tra ciò che pensiamo Il problema è la tradu-

zione, come quasi sempre. Quello che volevamo dire non è quello che gli altri hanno capito. Quello che avevamo chiesto non è la domanda a cui hanno risposto. Quello che abbiamo ordinato non è arrivato. E chi aspettavamo non ha mai suonato alla nostra porta. Siamo persi. Lost. E non solo in quella costante linea di buio che esiste tra noi e l’altro da noi, ma persi anche tra noi e noi stessi. Tra il pensiero e l’azione. Tra l’intenzione e l’atto. Tra la convinzione e il gesto.

gente di cui occuparsi. Io non ho nessun problema con i musulmani, ma siccome sottomettono le donne trovo che siano retrogradi. Io sono contro la pena di morte, ma ucciderei Donald Trump. Io credo che il voto sia diritto di tutti, ma è pieno di idioti che non dovrebbero votare.

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di Teatro i senso, che tradisce il senso. Persi nel tentativo di trovare ovunque un alfabeto conosciuto.

E nessuno pare trovarlo. Non riescono gli studiosi, faticano i filosofi, non possono gli Siamo confusi. storici, non si trovano i saggi. E persi. Nessuno, proprio nessuno semPersi nel tentativo di tradurre bra in grado di dare una traduuna realtà che non può fare zione della realtà. riferimento ad un’unica lingua, ad un’unica cultura, ad Ed è qui, in questo vuoto di traun’unica religione e nemmeno duzione, che arrivano i poeti. ad una sola tradizione. Persi in Io non sono razzista, però mi senti- una lingua che cambia di senso, Lost in traslation, andiamo alla rei meglio se non ci fosse tutta questa continuamente, che modifica il ricerca di poesia.

PROGRAMMAZIONE 2017/2018 LOST IN TRANSLATION

L

a stagione 2017/2018 di Teatro i indagherà, attraverso gli spettacoli proposti e le produzioni realizzate, come diverse forme di rappresentazione – scrittura di scena, drammaturgia italiana e straniera, riscrittura, autorialità, teatro di regia, multidisciplinarietà dei linguaggi, per citarne alcune – rispecchino, oggi in particolare, il tentativo di tradurre, attraverso un atto artistico, la complessità del reale. A partire da istanze individuali e collettive, attingendo dai classici come dalla contemporaneità, storie e linguaggi differenti possono, nella loro complessità, contribuire a disegnare una nuova mappa del mondo in cui viviamo? In un momento storico in cui il confronto tra culture (etnie, razze, religioni...) è tema di attualità e di cronaca, nonché motore di conflitti che ancora fatichiamo a comprendere – e che certo non riusciamo a risolvere – l’arte si presta ad essere chiave interpretativa di una possibile “traduzione” della realtà? Teatro i tenta di rispondere a

queste domande, da una parte ancorandole alla contemporaneità, dall’altra indagando le forme artistiche con cui, proprio oggi, questa contemporaneità viene interpretata, alla ricerca di un alfabeto comune, se non universale, che permetta un dialogo tra diversità. La nuova stagione si presenta quindi ricca di suggestioni, a partire dalle produzione a marchio artistico Teatro i: Tu es Libre di Francesca Garolla con la regia di Renzo Martinelli, una sconcertante riflessione sulla libertà di scegliere anche qualcosa di molto distante dalla nostra etica o dalla nostra morale, e, dopo il grande successo dello scorso anno, Erodiàs di Giovanni Testori, regia di Renzo Martinelli, con Federica Fracassi, fresca vincitrice del premio Franco Enriquez per la sua interpretazione in questo spettacolo. Teatro i si impegna producendo anche progetti di compagnie già formate, come per Tropicana di Frigoproduzioni, coprodotto con l’Associazione Culturale Gli Scarti, e nel caso delle due nuove stanze dell’ambizioso progetto Heartbreak Hotel del collettivo snaporaz Teatro i

decide inoltre di accompagnare il percorso Si stava meglio della giovane compagnia Coperte Strette producendo il nuovo lavoro Nostra Medea, la storia di una Medea contemporanea costretta a lasciare la propria terra. Numerose e interessanti le ospitalità: torna a teatro Fanny & Alexander con To be or not to be Roger Bernat, conferenza spettacolo sulla figura di Amleto, in cui l’ingombrante personaggio inesorabilmente ingloba il relatore. Un’altra personalità, quasi mitica, è al centro di Giuseppe Verdi a Napoli di Antonio Tarantino, in cui si racconta l’incontro tra il grande musicista e il suo librettista Salvatore Cammarano. Il disorientamento è il tema di A porte chiuse, Dentro l’anima che cuoce, uno spettacolo di Andrea Adriatico prodotto da Teatri di Vita e ispirato a Jean-Paul Sartre, e di Delirio bizzarro, della compagnia Carullo-Minasi, in cui i protagonisti sono un malato mentale e una donna “sana”. In entrambi i casi il confine tra i vivi e i morti, tra i malati e i sani, è labile: lo spettatore è “perso”, senza i punti d’orientamento abituali. Ritroviamo lo stesso cortocircuito in Solaris, il capolavoro di

fantascienza di Stanislaw Lem portato al cinema da Andrej Tarkovskij, a Teatro i con l’adattamento di Fabrizio Sinisi e la regia di Paolo Bignamini: la terra è lontana e l’astronauta deve confrontarsi con visioni, ricordi, fantasmi, che appaiono più reali della realtà.

anche della nuova produzione di Alma Rosè: Ricettario per un noir, una caustica riflessione sul ruolo dell’artista, spesso prigioniero delle mode del mercato. Alma Rosè incontrerà per la prima volta il pubblico di Teatro i a settembre, proponendo anche lo spettacolo Playlist: un racconto su Milano che ben si Trainspotting di Irvin Welsh, nella adatta allo spirito e all’atmoversione di Wajdi Mouawad, sfera di Città Balena. tradotto da Emanuele Aldrovandi, è in stagione con la regia La stagione di Teatro i, come di Sandro Mabellini, al cen- ormai è consuetudine, inizia e tro della piéce la vita di quattro si conclude con Città Balena, outsider che costringono il pub- il teatro che fagocita la città: blico a farsi domande scomode spettacoli realizzati in spazi su questa società. La scelta tra non teatrali, accostamenti ineun’esistenza senza emozioni e la diti e incontri inaspettati. Città morte a causa di una vita peri- Balena è realizzata con il concolosa (“Scegli la vita” è la famosa tributo di Fondazione Cariplo. frase con cui inizia Trainspotting, Si segnala, inoltre, che Teatro citando una campagna anti- i rappresenta uno dei tre partdroga degli anni 90,) è anche ner italiani di Fabulamundi. al centro di Tristezza & Malinco- Playwriting Europe: un nia o il più solo solissismo George di progetto di cooperazione che tutti tutti i tempi di Bonn Park vede coinvolti teatri, festival e prodotto dalla Compagnia organizzazioni culturali di 10 Barletti/Waas nell’ambito di nazioni europee, con lo scopo Fabulamundi: George, il prota- di sostenere, promuovere e gonista della surreale pièce, è divulgare la drammaturgia una tartaruga delle Galapagos, contemporanea. Lungo tutta l’ultima della specie, il cui unico la stagione molte saranno le desiderio è farla finita. proposte: laboratori, letture, La riflessione sul senso della cre- produzioni e meeting internaazione artistica è una costante zionali. della stagione ed è al centro


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15 settembre 2017

dalle 18.30

Presentazione della stagione 2017/18

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2017 Soundpaint your City Una serata di festa e musica per inaugurare la nuova stagione di Teatro i spalancando le porte del teatro verso la città. Attraverso la tecnica del Soundpainting, il coro di voci bianche piccolo SPICH diretto da Giancarlo Nino Locatelli, realizzerà un gioco musicale per il pubblico di Teatro i. Il Soundpainting è un metodo

di composizione istantanea: il direttore, attraverso un repertorio di gesti codificati, comunica con i performer. In questa struttura fluida si innesta il dialogo con il regista Renzo Martinelli, direttore artistico e fondatore di Teatro i, che ha scelto questo “strumento” per proseguire un percorso di apertura a nuove forme di espressione artistica pluridisciplinare. A seguire brinderemo alla nuova stagione!

il teatro fuori dal teatro dal 16 al 21 settembre 2017

sala #TeatroiDomani2 dalle 18.00

Heartbreak Hotel

Ingresso ogni ora per un massimo di 6 spettatori

Taccuino dʼappunti n°1 “La camera di Daisy e Douglas”

PRODUZIONE

un progetto di collettivo snaporaz

“Heartbreak Hotel” di Erik Maelstrøm Mirco “Mizu” Avitabile performer Gilda Deianira Ciao produzione Teatro i ispirato al romanzo

scene ed allestimento

Nel 2011 lo scrittore svedese Erik Maelstrøm pubblica un libro intitolato Heartbreak Hotel. È un romanzo non fiction nel quale viene raccontata la storia di Douglas Duvall, un giovane scrittore americano che nel 1945, sulla scia del successo a Broadway di una sua opera teatrale, sbarca a Hollywood per lavorare allʼadattamento del romanzo Il Grande Orologio di Kenneth Fearing. Dopo un breve periodo di intensa attività, lo scrittore comincia a procrastinare le consegne, evita di rispondere al telefono alla Paramount, la casa di produzione del film, smette progressivamente di dar segni

di vita. All’epoca la questione fu liquidata come l’ennesimo caso di scrittore in ansia da prestazione, schiacciato dalle pressioni e distratto dalle sirene hollywoodiane. Maelstrom, nel suo libro, ci dimostra che questa è solo una parte della verità. Al blocco creativo si mischia l’amore per Daisy, una giovane aspirante starlette, e a quest’amore impossibile si mischia un’altra presenza, ancora più eterea: una seconda, misteriosa sceneggiatura. Nell’inverno del 1946 Duvall inizia infatti a scrivere un progetto non richiesto ed intitolato proprio Heartbreak Hotel. La produzione protesta. Nel giro di poco tempo il gio-

vane scompare, senza lasciare traccia. Nel 2015 collettivo snaporaz inizia il progetto Heartbreak Hotel. Un enorme taccuino dʼappunti che inizialmente si condensa nelle 18 pagine del Primo Soggiorno che debutta a Teatro Litta. Da li il progetto decolla, diventa un susseguirsi di stanze, per ogni storia un codice linguistico diverso: prosa, danza, radiodramma, installazione. Dopo cinque opere ambientate all’Heartbreak Hotel il collettivo decide che è giunto il momento di classificare l’immensa e tentacolare mole di materiali, personaggi, intuizioni, scenari accumulati nel corso degli anni.

Durante questa fase di riordino ci si imbatte in un personaggio secondario, abbandonato fra i faldoni, e saltato fuori chissà quando e chissà come dalla fantasia (dalla memoria?) di uno dei tre: Daisy, ballerina squinternata ma che pare saperla lunga, anzi lunghissima. Poco dopo, avviene una di quelle coincidenze impossibili da ignorare: i tre snaporaz si imbattono nel libro di Maelstrom, ovvero nella Daisy di Douglas Duvall. Da questa sorprendente e junghiana “casualità non casuale” nasce il progetto Taccuino dʼAppunti. A partire dal libro di Maelstrøm gli snaporaz decidono di ricostruire la sceneggiatura

dal 18 al 19 settembre 2017

Playlist con

perduta di Douglas Duvall mettendo sul tavolo materiale originale e spunti per la costruzione di materiale nuovo. Un gioco di ruolo dove il pubblico maneggia in prima persona i testi, immerso in una “scena del crimine”: quella della sceneggiatura scomparsa. Perché come scrive Douglas Duvall in una delle sue ultime note “I personaggi soffrono a non venire completati. Sento le loro urla dalla cantina. Chi si occuperà di loro?”. Chi sarà il coraggioso che scenderà nelle cantine dellʼHeartbreak Hotel per scrivere la parola fine alla storia di Douglas e Daisy?

sala #TeatroiDomani3 ore 21.00

Annabella Di Costanzo, Elena Lolli, Manuel Ferreira Mauro Buttafava produzione alma rosé

chitarra

Alma Rosé incontra Città Balena, incontra un quartiere che grazie al teatro si fa piazza, si fa ritrovo e invita il proprio pubblico, quello del quartiere e del Teatro i, a conoscere il proprio teatro. Lo fa con quella voglia di raccontare la città, le sue stanze segrete, i suoi respiri che si ritrova in tutti i suoi spettacoli, con la voglia di incontrarsi con gli spettatori in una dimensione intima in cui lo spettacolo è una costruzione che coinvolge il pubblico.

All’ingresso ogni spettatore riceverà una playlist, una lista di titoli di brani della compagnia. Saranno gli spettatori a scegliere di volta in volta quello che vogliono vedere e ascoltare interagendo con gli attori, decidendo i sentieri da percorrere. I titoli richiamano persone, luoghi, voci, destini personali e collettivi della nostra città e del mondo, che fanno parte di quel repertorio che è inventario del nostro vivere metropolitano

restituiti con parole e musiche. Un filo invisibile li collega, lo stesso che ci collega tutti in modo permanente, destinato a estendersi all’infinito nel tempo e che ci fa sentire parte di una stessa città, quartiere, piazza e contemporaneamente del mondo.


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Si Stava Meglio #3 – Nostra Medea un progetto di di

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2017

PRODUZIONE

il teatro fuori dal teatro dal 20 al 25 settembre 2017

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sala #TeatroiDomani1 ore 21.00

Coperte Strette

Christian Gallucci con Anna Sala

produzione teatro i

Una donna straniera, vissuta in uno dei tanti teatri di guerra contemporanei, che per amore di un uomo lascia la sua terra. Rifiutata, abbandonata e senza più nulla da perdere concepisce un tragico disegno per il quale sarà disposta a sacrificare tu tto, anche i propri figli. Questa è la nostra Medea. Una donna contemporanea che con la sua bacchetta da maga e da direttrice d’orchestra, possiede il fanatismo di una figura clas-

sica. La nostra Medea, animata da un’eccezionale lucidità, è consapevole di essere l’unica possibile artefice del proprio destino. Non può essere altrimenti, in una contemporaneità dove di Dei da incolpare o da temere non ne esistono più; dove il fanatismo, spesso seguito dall’attributo religioso, ha ben poco a che fare con la giustizia divina. La nostra Medea si trova all’interno di un luogo che è allo stesso tempo prigione e confessionale o pubblica piazza.

La vediamo ripercorrere la sua storia; per noi, ci sembra di intendere, alla ricerca di un‘assoluzione. Ma è soprattutto per se stessa che questa donna la cui parola è simile a un canto frammentato e frammentario, ci conduce, attraverso il refrain brutalmente ironico “non succede nulla”, all’interno della storia di una e mille donne scappate, imbarcate e naufragate in un paese straniero con la speranza di una prospettiva di vita migliore.

"Una giovane compagnia milanese che Teatro i vuole sostenere e accompagnare nel percorso di rilettura del classico e di attenzione alla contemporaneità."

Materia Oscura

Cinque drammaturghi/autori, Elisabetta Bocchino, Allegra Demandato, Giulia Tollis, Irene Petra Zani e progetto speciale Michelangelo Zeno, si sono confrontati su questo tema, hanno dialogato, pensato, La stagione 2016/2017 ha inaugurato un scritto appunti sparsi, parlato di società, di originale percorso di ricerca attorno alla media, d’arte, di scienza e di filosofia. drammaturgia: il tentativo di indagare un tema attraversando e utilizzando, quanto Francesca Garolla (Teatro i), Chiara più possibile, linguaggi differenti. Boscaro e Marco Di Stefano (La Confraternità del Chianti), ideatori di questa Questo “esperimento” si è strana materia, un confronto a più mani

chiamato: Materia Oscura.

e a più pensieri per riflettere sulla parte oscura del nostro presente, hanno assistito e coordinato il lavoro, in attesa di capire che cosa sarebbe successo: ci sarebbe mai stato un esito finale? In effetti sì, qualcosa c’è. E allora eccoci qui, dopo quasi un anno. Lunedì 23 ottobre tutti gli autori coinvolti proveranno a dire la loro su cosa sia, in effetti e per davvero, la Materia Oscura.


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dal 7 al 9 e dall’11 al 19 ottobre 2017

sala #Teatroi mer-sab 19.30 gio-ven-lun-mar 21.00 dom 17.00

FRIGOPRODUZIONI

TROPICANA

PRODUZIONE

Frigoproduzioni Francesco Alberici, Salvatore Aronica, Claudia Marsicano, Daniele Turconi scenografia Alessandro Ratti in collaborazione con Sara Navalesi disegno luci Daniele Passeri con il supporto di PimOff / Teatro Excelsior di Reggello / Teatro San Teodoro di Cantù / Residenza Idra e Settimo cielo nell’ambito del progetto CURA 2016 coproduzione Teatro i – Associazione Culturale Gli Scarti un progetto di con

INSERITO IN INVITO A TEATRO

Tropicana è un brano del Gruppo Italiano. Su un calypso orecchiabile e ritmato si innesta un testo di tutt’altra natura: la canzone descrive infatti un’apocalisse, alla quale i presenti assistono senza quasi rendersene conto, perché si sentono “come dentro un film” e in televisione sta passando la pubblicità di una bibita: la Tropicana, appunto. La dimensione ossimorica del brano, basata sul contrasto tra musica e testo, rispecchia la fortuna del brano stesso: dopo aver dominato le classifiche dell’estate 1983, anno di uscita, è diventato un brano simbolo dell’estate tout-court, passando alla storia come inno alla leggerezza estiva, ballo di gruppo per eccellenza e immancabile colonna sonora di ogni villaggio

turistico. Mentre l’angosciante tematica del testo è passata completamente in secondo piano. Tutti l’hanno ballata, nessuno l’ha mai veramente ascoltata. In questo fallimento comunicativo consiste la magia di quest’opera.

fanno una ricerca, cercano un senso che sfugge: il significato del proprio agire. E lo fanno indagando l’essenza di una canzone apparentemente leggera e disimpegnata. Con affanno cercano uno svelamento.

Di che parla davvero questa canzone? Perché nessuno ci ha mai fatto caso? Perché in così pochi ascoltano? E a che serve indagare questo brano? In quest’era utilitaristica se qualcosa non serve a niente è inutile, dunque non ha senso. Che senso ha dunque il nostro lavoro di ricerca, il nostro lavoro teatrale e culturale? Tropicana è un’immersione negli abissi, nel nero nascosto di una canzone. È la ricerca di un punto di Tropicana è prima di tutto uno contatto tra quel nero e questo studio su delle persone che attuale che ci sommerge. L’inquietudine nascosta di questo brano è quasi inafferrabile, avvolta com’è in una confezione leggera e ridente, ed effettivamente sfugge. Il concetto di un’angoscia, di un problema, di cui si percepisce la presenza, ma che non si riesce a identificare con chiarezza, tocca un nostro nervo scoperto. Per questo abbiamo scelto di lavorare su questo brano.

«La lava incandescente gremava gli hula hoop l’uragano travolgeva i bungalow» estratto di Tropicana, Il Gruppo Italiano

dal 25 al 30 ottobre 2017

TO BE OR NOT TO BE ROGER BERNAT Una conferenza spettacolo di Fanny & Alexander

Luigi de Angelis e Chiara Lagani Marco Cavalcoli drammaturgia Chiara Lagani regia Luigi de Angelis produzione E / Fanny & Alexander ideazione con

Parte del testo deriva dal rima- tità di un altro artista contemneggiamento di una serie di poraneo, Roger Bernat. interviste fatte a Roger Bernat. Nel tentativo di illustrare la sua “Chi sei tu che usurpi quest’ora della teoria, il nostro viene coinvolto notte e insieme questa forma bella e in una serie di sprofondamenti guerriera con cui la maestà del defunto sempre maggiori nella storia re di Danimarca a volte marciava?” di Amleto, e al contempo nell’i(Amleto: scena I, atto I) dentità del suo avatar, tanto da esserne modificato profonda“Essere o non essere, questo è il pro- mente nelle attitudini, nei gesti, blema.” (Amleto: scena I, atto III) nella voce e nell’essenza. Un artista contemporaneo tiene al pubblico una conferenza sull’Amleto di Shakespeare. Coerentemente alla questione che espone (l’identità e la trasmigrazione dell’identità nel lavoro dell’attore) da irredimibile camaleonte il relatore usurpa fin dal principio l’iden-

In una parossistica e paradossale galleria di esemplificazioni di Amleti che hanno abitato la storia, il protagonista propone a se stesso e all’uditorio il tema di un’identità infedele e in costante metamorfosi, quello dell’usurpazione e dell’essenza, ma anche una riflessione inces-

sala #Teatroi mer-sab 19.30 gio-ven-lun 21.00 dom 17.00 sante sul teatro e la sua funzione nella vita umana. Primo studio per un progetto più ampio dedicato ad Amleto, la performance nasce da un giocoso incontro tra l’artista Roger Bernat e Fanny & Alexander nel corso di una residenza/workshop condivisa in Polonia. È una riflessione sulla presenza e sull’essenza dell’attore, sulla sua ombra e la sua luce, sull’attività e la passività, ma al contempo è un divertissement sull’arte, e in definitiva un paradossale omaggio agli artisti di tutti i tempi.


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SI DICE: Faire la chose, S vre de chair, Faire crac crac, Jo marguerite, Faire zizi pan pan Déguster la foufoune, Fricote tie de traversin, Tremper le bi carton, Calibrer l’entonnoir, E le flageolet à la portière, Tronc rure, Piquer une tête, Faire r ler la minouche, en prendre u à dame, Buriner la trappe, la touffe, Faire pleurer le gamin, All erla salle des fêtes, Prendre son f trésor, Fourrer la bourgeoise, Enqui per le lardon dans le lèche frite, Cro la brèche, Mener le petit au cirque.


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S’envoyer en l’air, Faire oeuouer à touche pipi, Effeuiller la n, Faire la bête à deux dos, er le bijou, Fiare une pariscuit, Tater la truite, Tirer un Eponger le petit frère, Mettre cher la Mémère, Ajuster la serrevenir à feu doux, Caramboun coup dans le beignet, Aller Ramoner le conduit, Bouffer ler au gratin, Polir le tunnel, Récurfade, Limer la culasse, Bricoler le iller Popaul, Brosser le tuyau, Tremroquer la praline, Verger, Ravauder e... MA COSA VUOL DIRE?


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il teatro di Teatro i

Lela Talia Andrea Maltagliati

di

organizzazione

regia

distribuzione

Haner è libera di scegliere, semplicemente mette in atto la propria libertà. Una libertà che si mostra in tutta la sua violenza. Una libertà feroce, che non si fa controllare, definire o interpretare, che va oltre il valore della morte e della vita, oltre la comprensione e al di là di qualsiasi previsione. In sette giorni, la madre, il padre, un innamorato e un’a-

2017

sala #Teatroi mer-sab 19.30 / gio-ven-lun 21.00 dom 17.00 / mar riposo

TU ES LIBRE

Haner è partita per la Siria. Si è unita a Daesh e, così, ha aderito ad un sistema sociale, culturale, etico del tutto differente da quello a cui noi apparteniamo. Ma Haner non ha origini mediorientali, non è un’immigrata, non è un’emarginata, non è stata manipolata e non è pazza. Haner è una giovane donna francese che può fare, ed essere, tutto ciò che vuole.

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Création réalisée dans le cadre des Résidences de la Chartreuse de Villeneuve lez Avignon, Programme Odyssée – ACCR, avec le soutien du Ministère de la culture et de la communication Iniziativa realizzata con il sostegno del progetto DE.MO. - Movin’Up seconda sessione 2015 e del PREMIO SPECIALE DE.MO./MOVIN’UP promossi dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane – Direzione Generale Spettacolo insieme a GAI Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani con il sostegno di Fabulamundi Playwriting Europe – Beyond Borders

dal 15 novembre all’11 dicembre 2017 Francesca Garolla Renzo Martinelli con Liliana Benini, Maria Caggianelli, Francesca Garolla, Viola Graziosi, Alberto Malanchino, Alberto Onofrietti luci Mattia De Pace suono Beppe Ielasi progettazione scenica Teatro i assistente alla regia Riccardo Motta

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Produzione Teatro i Fabulamundi Playwriting Europe – Beyond Borders? e di Next – Laboratorio delle idee per la produzione e la con il sostegno di

distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo

TESTO FINALISTA PREMIO RICCIONE PER IL TEATRO Inserito in Invito a Teatro

mica di Haner tentano di dare un senso alla sua storia e attraverso le loro parole la stessa autrice, in scena, cerca una possibile definizione all’improbabile, oscena, incredibile libertà di Haner. Bastano sette giorni per cercare di comprendere il perché della scelta di Haner? Esiste questo perché? Solo sette giorni – sette

come sette sono i giorni della creazione, nella Bibbia e nel Corano – e solo il tempo dello spettacolo per capire quanta e quale libertà siamo davvero in grado di tollerare.

Una libertà per cui l’individuo non è bene prezioso da difendere, ma solo funzione o frammento di una comunità? Una libertà che uccide?

Tu es libre significa: “tu sei libero”. Perché, al di là di tutto, Haner, Ma se sei libero dovresti riuscire quando sceglie, è libera. ad accettare la libertà dell’altro. Ma noi sappiamo accettare In ogni caso. una libertà per cui la vita non è necessariamente un valore?


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Premesse La storia è materia magmatica, che si delinea con lo scorrere del tempo. La storia non ammette se e non ammette ma. La storia determina e definisce. Si presta ad essere letta, analizzata. Ma chi realmente determina il corso della storia? E se la storia che noi conosciamo non fosse l’unica possibile? Un nuovo testo teatrale che prende spunto da due riferimenti fondamentali, uno legato alla contemporaneità e l’altro alla classicità. Il riferimento al contemporaneo prende spunto dal cambiamento epocale – individuale, sociale, politico, economico e di pensiero – che il movimento

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2017 islamico sta portando nel contesto occidentale, cambiamento che si attua sia in maniera diretta ed evidente sia soprattutto attraverso figure “secondarie”, personaggi in qualche modo insospettabili, che non ricoprono ruoli di potere né sono significativi a livello mediatico, persone qualunque che, in nome di un ideale, sacrificano se stesse e la loro vita diventando protagonisti della Storia. Il riferimento classico è invece nell’Iliade di Omero e, in particolare, nella figura di Andromaca, che ispira il nome della protagonista. Il nome Andromaca deriva dai due termini greci ἀνήρ (uomo, combattente) e μάχη (battaglia), un nome del

tutto maschile per una figura in apparenza così femminile, ed è proprio questa la sua caratteristica: Andromaca nasconde, nel suo apparente ruolo secondario, l’essenza dell’eroe tragico, la sua forza e la sua straordinaria violenza. Chi potrebbe essere Andromaca oggi? Andromaca, apparentemente, non ha una funzione determinante nello svolgersi degli eventi, eppure è figura necessaria alla guerra, parte nascosta ma essenziale della storia. Andromaca combatte una battaglia silenziosa ed è motore dell’azione drammatica: principio intoccabile, nodo bruciante

di tensione e forza che accudisce e al contempo sprona alla guerra. Molte sono le giovani donne occidentali che si sono unite ai fondamentalisti islamici, giovani donne che combattono una guerra che diventa la loro vita. Si parla di diverse decine di donne che sono andate a vivere nel Califfato islamico. Si tratta di un fenomeno di cui si è cominciato a parlare dopo che alcune donne occidentali sono state arrestate per reati legati alle attività terroristiche dell’IS e, ancora di più, dopo i fatti del 7 gennaio 2015 a Parigi, con la comparsa alle cronache di Hayat Boumeddiene compagna di Amedy Coulibaly.

La maggior parte delle donne che si sono unite all’IS provengono da Francia e Regno Unito, ma anche da Austria, Belgio e Spagna. Non si può definirne con precisione il numero. La maggior parte di loro ha tra i 18 e i 25 anni. Nella maggioranza dei casi le giovani donne che cercano il jihad non provengono da famiglie particolarmente religiose: sono semplicemente buone studentesse, che vogliono andare in Siria per sposare un musulmano devoto o fornire aiuto. Giovani donne, andromache contemporanee, che cercano la vita nella morte e spesso nella morte trovano la loro nuova vita.

Il testo è stato scritto all’interno di due residenze artistiche realizzate a La Chartreuse – Centre National des écritures du spectacle di Villeneuve Lez Avignon, centro di drammaturgia francese che promuove la creazione artistica degli autori teatrali e che per il 2016 e il 2017 ha sostenuto il percorso di Francesca Garolla. Il testo è tradotto in francese ed è stato presentato come mise en espace all’interno dei Rencontres d’été de la Chartreuse durante il Festival d’Avignone 2017.


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14 dicembre 2017

Fragile Artists in collaborazione con Fattoria Vittadini

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sala #Teatroi ore 20.00

BASTARDA concept e drammaturgia

Irene Petra Zani regia, coreografia e interpretazione

Noemi Bresciani aiuto regia Desirèe Sacchiero e Irene Petra Zani ideazione e creazione dell’opera

PELLE Desirèe Sacchiero musiche Giacomo Cella e Desirèe Sacchiero fotografia e art direction

Desirèe Sacchiero disegno luci Andrea Rossi

Bastarda è un’indagine sul tema dell’identità ibrida. Siamo tutti ibridi. Lo siamo nella nostra identità: non coincidiamo con noi stessi. Siamo l’insieme di tutte le persone che abbiamo amato, odiato, conosciuto, perso, lasciato, dimenticato. E non coincidiamo nemmeno con un luogo: il nostro dna dice che in noi ci sono tracce provenienti da parti del mondo diverse e lontane.

Nessuno è uno. Nessuno è puro. Fulcro visivo e semanstraordinaria di tico della performance è un Paola Tintinelli mantello fatto di cozze, pelle con il sostegno di di un corpo venuto dal mare, Spazio Teatro Invito (Lecco); composto da tanti pezzi cuciti El Otto - espacio de creaciòn insieme tra di loro. Pezzi di de circo y teatro (Barcellona), scarto, residui del pasto di qualManifattura K (Milano) cuno. Qualcun altro. Questa produzione Fattoria Vittadini pelle è anche una corazza con con la partecipazione

cui difendersi, nascondersi; un carapace dentro cui preservarsi molli e inermi. Un confine. Separazione dall’Altro.

portare via? Oppure identità e cultura sono il risultato di quel continuo processo di ibridazione tra esseri umani? Anche il mantello è una pelle Se lo si allarga, il mantello in continuo divenire: al terdiventa la mappa di un unico grande continente, come era la Terra nella sua origine: la Pangea, l’unione delle terre emerse. Prima della separazione dei continenti, prima delle divisioni razziali e culturali, prima della creazione dei confini, della nascita degli Stati. Prima. Dopo. L’ Altro, soprattutto se è straniero, quando vuole occupare uno spazio territoriale che il destino non gli ha assegnato, è visto come una minaccia. Qualcuno che vuole portare via la “nostra” identità, la “nostra” cultura. Ma esiste una cultura? Esiste una identità da

dal 15 al 17 dicembre 2017

A PORTE CHIUSE DENTRO L’ANIMA CHE CUOCE Andrea Adriatico Jean-Paul Sartre drammaturgia di Andrea Adriatico e Stefano Casi con Gianluca Enria, Teresa Ludovico, Francesca Mazza e con Leonardo Bianconi con l’amichevole partecipazione di Angela Malfitano e Leonardo Ventura scene e costumi Andrea Barberini tecnica Salvatore Pulpito uno spettacolo di ispirato a

con il supporto tecnico di

I fiori di Marisa, Lady Rose una produzione Teatri di Vita, Akròama T.L.S. con la collaborazione di Teatri di Bari con il sostegno di Comune di Bologna – Settore Cultura, Regione Emilia-Romagna – Servizio Cultura, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

a Giulio

Due donne e un uomo, rinchiusi in un salotto per l’eternità. Quel salotto elegante e perbene è l’aldilà, e la loro convivenza è la condanna dopo la morte, perché “l’inferno sono gli altri”. Jean-Paul Sartre scrive A porte chiuse (Huis clos) nel 1944, firmando uno dei capolavori della drammaturgia europea: un serrato dialogo fra tre morti che protraggono la loro pena semplicemente rigettandosi in faccia verità scomode. Una metafora delle relazioni sociali e della stessa identità, formata dalla prospettiva degli altri.

Un’intuizione che rimane sempre potente per la sua capacità di descrivere i rapporti umani, e dunque le aberrazioni e forzature del giudizio altrui, anche 70 anni dopo, nell’epoca in cui il “controllo” dell’altro passa impietoso e violento attraverso i media e i social network, definendo un “inferno globale” che è l’ambiente in cui viviamo. Dopo gli “inferni” di Copi, Elfriede Jelinek, Koltès, Beckett o Pasolini, Andrea Adriatico approda all’opera più esplicita riguardante la pressione sociale come fonte di sofferenza per l’uomo della nostra epoca.

mine di ogni performance, qualche cozza si stacca e servono altri mitili per comporla. Nuovi pezzi, residuo del pasto di altri, che non conosciamo, che incontreremo.

sala #Teatroi ore 20.00

E lo fa in una coproduzione che vede coinvolti Teatri di Vita, Akròama T.L.S. e Teatri di Bari. Lo spettacolo rientra nel progetto Atlante: “progetto cervicale per chi soffre di dolori al collo, dolori da peso del mondo”, che si sviluppa attraverso gli spazi urbani. Dopo Bologna, 900 e duemila, prima tappa di Atlante negli spazi monumentali del capoluogo emiliano, ecco lo spazio tutto interiore e domestico di A porte chiuse, seconda parte del progetto.


settembre

-

dicembre

FABULAMUNDI

Playwriting Europe: Beyond Borders?

Un progetto per la promozione e il sostegno della drammaturgia contemporanea in Europa a cura di PAV Fabulamundi. Playwriting Europe è un progetto di cooperazione che vede coinvolti teatri, festival e organizzazioni culturali in Europa, con lo scopo di sostenere, promuovere e divulgare la drammaturgia contemporanea. Il progetto è stato finanziato tre volte dalla Commissione Europea, grazie ai fondi del Culture Program 2007 – 2013 e di Creative Europe 2014 – 2020, e nel 2017 ha vinto la Call di Creative Europe 2017 – 2020 come progetto di cooperazione su larga scala. Sin da principio la principale finalità di Fabulamundi è stata quella di disegnare un processo che fosse replicabile e che si fondasse su 3 pilastri: sinergia, formazione e professionalizzazione dei drammaturghi e audience development. Nel 2017 accanto alle già presenti Italia, Germania, Francia, Romania e Spagna si sono aggiunte le drammaturgie di Austria, Polonia e Repubblica Ceca. Attualmente i partner di Fabulamundi sono 15, in 10 paesi europei: in Italia PAV – Project Coordinator, Area06/ Festival Short Theatre, Teatro i; in Francia La Mousson d’Été e Théâtre Ouvert; in Germania InterkulturelleS Theaterzetrum Berlin E.V.; in Spagna Fundació Sala Beckett/Obrador Internacional de Dramaturgia; in Romania Teatrul National Targu Mures e Teatrul Odeon; in Austria Wiener Wortstaette; in Polonia Teatr Dramatyczny m.st. Warszawy; nella Repubblica Ceca Theatre Letì; in Belgio Culture Action Europe; in Inghilterra Creative Skillset e Performing Arts Network and Development Agency – PANDA. Oltre alle strutture partner del progetto, sono numerosi anche i partner associati: in Portogallo il Teatro Nacional D. Maria II; in Scozia il Royal Liceum Theatre Company; in Bosnia Erzegovina il MESS Festival; in Turchia la Platform Theatre Company; in Ungheria il National Theatre di Miskolc e il Vigsinghaz Theatre; in Slovacchia il Slovack National Theatre; in Islanda il Reykjavik City Theatre; in Finlandia il Nordic Drama Corner.

11

2017 izione. Una volta individuati, gli autori saranno invitati a partecipare a residenze, a collaborare con gli attori e i registi che lavorano sui loro testi, a prendere parte con loro agli incontri con il pubblico, a tenere delle masterclass per gli studenti in collaborazione con un network di accademie, scuole e università. Tali attività contribuiranno a creare un network di giovani artisti che durante il progetto abbiano la possibilità di incontrarsi, di discutere e confrontarsi, di rafforzare le relazioni ed eventualmente creare nuove collaborazioni. A fare da fil rouge il tema del progetto: Beyond borders? che verrà declinato in ogni direzione possibile, con l’obiettivo di offrire ai partecipanti un’esperienza di teatro che si contamini con la vita; nella convinzione che il teatro sia uno strumento di lettura del proprio tempo.

Fabulamundi giunto alla terza edizione, allarga di molto le sue partnership e sceglie come tematica Beyond Borders − oltre i confini − selezionando un totale di 160 testi che affronteranno i moltissimi confini, politici, sociali e culturali con cui l’Europa è chiamata oggi a confrontarsi, e moltiplicando le attività previste a sostegno della diffusione della drammaturgia, della crescita professionale dei 120 autori coinvolti e dell’attività di networking con le altri reti di promozione di drammaturgia contemporanea presenti in Europa. Da questa selezione di autori e drammaturgie nasceranno numerose attività, suddivise in tre principali aree di intervento, che toccheranno, tra FABULAMUNDI PLAYWRIil 2017 e il 2020, ciascuno dei TING EUROPE – Beyond paesi coinvolti. borders?, che prevede nel qua-

ATTIVITÀ ARTISTICHE: DALLA SELEZIONE DEGLI AUTORI ALLA SCENA, FINO AL FESTIVAL FINALE

driennio la traduzione e messa in scena di circa 100 testi e la pubblicazione in più lingue di almeno 40 testi, si concluderà con un Festival finale che restituirà le produzioni più efficaci Le attività di Fabulamundi parti- del progetto e coinvolgerà tutti i ranno nel 2017 con la selezione direttori e i programmatori delle di drammaturghi e relativi testi 23 organizzazioni coinvolte. che avverrà attraverso un monitoraggio delle realtà nazionali da NETWORKING E parte dei partner coinvolti, siano COMUNICAZIONE essi teatri, festival o organizzaINTERNAZIONALE zioni. I partner si impegneranno a individuare 10 drammatur- Panda, società di comunicaghi per ogni nazionalità. Il zione e networking che ha base in criterio dell’autonomia della Gran Bretagna, svolgerà un ruolo scelta degli autori e dei testi da chiave nell’implementazione di parte dei partner di progetto è strumenti di condivisione e nella fondamentale, al fine di rispet- messa a punto di attività che contare le linee culturali, teatrali, sentano di rafforzare la sinergia drammaturgiche di ogni singolo tra i partners e le altri reti di propartner e di ogni contesto di fru- mozione di drammaturgia con-

temporanea presenti in Europa. Fondamentale per le attività di networking sarà lo sviluppo di una piattaforma web che, oltre a promuovere le diverse attività di Fabulamundi, costituirà un catalogo online delle drammaturgie dei diversi paesi. FORMAZIONE Altro partner strategico è Creative Skillset, società inglese leader nel settore della formazione culturale, che si impegnerà nel disegnare un metodo di formazione dei drammaturghi che possa rappresentare un modello da diffondere in tutta Europa. Al contempo, tenuto conto della peculiarità del lavoro artistico, e sulla base dell’esperienza delle organizzazioni partecipanti, il progetto si avvarrà di un approccio di apprendimento tra pari, creando momenti di confronto e collaborazione tra gli autori coinvolti. Il metodo di formazione proposto da Fabulamundi combinerà dunque le competenze e la guida dei professionisti con un sistema di apprendimento fondato sullo scambio tra pari realizzando una serie di meeting internazionali pensati per portare i drammaturghi di diverse nazionalità a confrontarsi sulla tematica Beyond Borders e con il tessuto culturale e produttivo dei vari paesi.

svolto durante i quattro anni di lavoro, delle criticità emerse e dei risultati conseguiti. Italia, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Germania, Austria, Polonia, Repubblica Ceca e Romania: molta parte dell’Europa sarà quindi coinvolta in un processo volto a creare un solido network internazionale, che possa relazionarsi con gli altri attori del panorama culturale promuovendo la drammaturgia come strumento per parlare del contemporaneo. Un progetto ambizioso, all’interno del quale Teatro i rappresenta uno dei tre partner italiani, l’unico sulla città di Milano, che presto si declinerà concretamente in una serie di eventi. Molte saranno le nostre proposte all’interno di questo progetto − laboratori, letture, produzioni e meeting internazionali − e in particolare nei prossimi mesi ci aspettano: - Tu es libre, un testo di Francesca Garolla scritto durante una residenza francese a la Chartreuse de Villeneuve Lez Avignon, in scena dal 15 novembre all’11 dicembre a Teatro i per la regia di Renzo Martinelli;

- Medea – ovvero della felicità coniugale, laboratorio condotto da Francesca Garolla durante il AUDIENCE mese di dicembre in collaboDEVELOPMENT razione con il Dipartimento di Filosofia dell’Università L’audience development è tema Statale di Milano a partire cruciale nell’ambito delle poli- dall’omonimo testo dell’autrice tiche culturali europee degli rumena Roxana Marian. ultimi anni. Per questo motivo, la nuova edizione prevede un’at- Tanti altri saranno gli appuntatività trasversale e specifica sul menti a Milano, da seguire tutti tema dell’audience develop- sul sito www.fabulamundi.eu, e ment, che sarà svolta dal partner in tutta Europa: per cominciare Culture Action Europe (CAE), ci aspettano Parigi, a settembre, rete europea che raccoglie più di Barcellona, ad ottobre, e Buca100 organizzazioni attive in tutti rest in dicembre! i settori dell’arte e della cultura e Tutti preziosi momenti di concirca 50 soci individuali, nell’ot- fronto, per scoprire davvero il tica di rendere la drammatur- panorama culturale europeo e gia contemporanea sempre più avere una visione sul contemaccessibile al pubblico, sia esso poraneo sempre più internazionuovo o già frequentatore abi- nale. tuale del mondo teatrale. Questa Il progetto diventerà poi sempre attività sarà svolta in particolare più tangibile a partire dal 2018, attraverso la collaborazione con quando ospiteremo un intero università, scuole di teatro e altre focus primaverile dedicato alla realtà legate alla drammaturgia drammaturgia europea. Noi, contemporanea. Al termine insieme a tutti i partner con cui del progetto, CAE produrrà un lavoreremo fino al 2020, provedocumento dal titolo “AD stra- remo a gettare le basi per rentegies for drama organization dere sempre più stabile e soste– Fabulamundi case study”, nel nibile lo scambio culturale tra quale si darà conto del processo diverse realtà europee.


LOST IN TRANSLATION 2017/2018 - settembre \ giugno il teatro fuori dal teatro 15 settembre 2017 dalle 18.30 PRESENTAZIONE DELLA STAGIONE 2017/18 a seguire concerto SOUNDPAINT YOUR CITY diretto da Giancarlo Nino Locatelli dal 16 al 21 settembre 2017 dalle 18.00 Heartbreak Hotel Taccuino d’appunti n°1

“La camera di Daisy e Douglas”

di collettivo snaporaz produzione Teatro i Sala #TeatroiDomani2

dal 18 al 19 settembre 2017 ore 21.00 PLAYLIST di e con Annabella Di Costanzo, Manuel Ferreira, Elena Lolli produzione Alma Rosé Sala #TeatroiDomani3

dal 20 al 25 settembre 2017 ore 21.00 SI STAVA MEGLIO #3 NOSTRA MEDEA di Coperte Strette produzione Teatro i Sala #TeatroiDomani1

dal 7 al 9 e dall’11 al 19 ottobre 2017 lun/mar/gio/ven ore 21.00 mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 TROPICANA un progetto di Frigoproduzioni coproduzione Teatro i – Associazione Culturale Gli Scarti Sala #Teatroi

dal 25 al 30 ottobre 2017

dal 7 al 12 febbraio 2018

lun/mar/gio/ven ore 21.00 mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 TO BE OR NOT TO BE ROGER BERNAT conferenza spettacolo produzione E / Fanny & Alexander

lun/gio/ven ore 21.00 – mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 GIUSEPPE VERDI A NAPOLI di Antonio Tarantino regia Sandra De Falco

Sala #Teatroi

dal 15 novembre all’11 dicembre 2017 lun/gio/ven ore 21.00 - mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 - mar riposo TU ES LIBRE di Francesca Garolla regia di Renzo Martinelli produzione Teatro i

Sala #Teatroi

14 dicembre 2017 ore 20.00 BASTARDA di Noemi Bresciani, Desirèe Sacchiero, Irene Petra Zani produzione Fragile Artists in collaborazione con Fattoria Vittadini Sala #Teatroi

Sala #Teatroi

dal 21 al 26 febbraio 2018 lun/gio/ven ore 21.00 – mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 HEARTBREAK HOTEL | STANZA 207 di collettivo snaporaz produzione Teatro i Sala #Teatroi

FOCUS FABULAMUNDI PLAYWRITING EUROPE: BEYOND BORDERS? marzo aprile 2017

Progetto internazionale per la promozione e il sostegno della drammaturgia contemporanea in Europa. Reading, workshop, light production, e stage presentation.

14 marzo 2018 IL RINGHIO DELLA VIA LATTEA di Bonn Park lettura scenica di Barletti / Waas dal 21 al 26 marzo 2018 lun/gio/ven ore 21.00 – mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 TRAINSPOTTING nella versione di Wajdi Mouawad regia Sandro Mabellini produzione Viola Produzioni S.r.l. Sala #Teatroi

dal 23 maggio all’11 giugno 2018 lun/gio/ven ore 21.00 – mer/sab ore 19.30 – dom ore 17.00 – mar riposo ERODIÀS di Giovanni Testori regia di Renzo Martinelli dramaturg Francesca Garolla con Federica Fracassi produzione Teatro i

Sala #Teatroi

il teatro fuori dal teatro

5 marzo 2018

dal 15 al 17 dicembre 2017

ore 21.00 MONOLOGO DELLA BUONA MADRE di Lea Barletti lettura scenica di Barletti / Waas

ore 20.00 A PORTE CHIUSE DENTRO L’ANIMA CHE CUOCE uno spettacolo di Andrea Adriatico dal 7 al 12 marzo 2018 produzione Teatri di Vita, Akròama lun/gio/ven ore 21.00 – mer/sab ore T.L.S. con la collaborazione di  19.30 - dom ore 17.00 Teatri di Bari TRISTEZZA & MALINCONIA Sala #Teatroi o il più solo solissimo George di tutti tutti i tempi dal 24 al 29 gennaio 2018 di Bonn Park un progetto di e lun/gio/ven ore 21.00 con Lea Barletti e Werner Waas mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 coproduzione Compagnia Barletti/ DELIRIO BIZZARRO Waas - AREA 06 - ItzBerlin e.V. di e con Giuseppe Carullo e Sala #Teatroi Cristiana Minasi produzione Carullo-Minasi – La Corte Ospitale Sala #Teatroi

SOGGETTO CONVENZIONATO

Con il sostegno di Next - Laboratorio di idee per la produzione e distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo

dal 15 al 18 giugno 2018 ore 20.00 RICETTARIO PER UN NOIR di e con Annabella Di Costanzo, Manuele Ferreira, Elena Lolli produzione Alma Rosé

INFO E PRENOTAZIONI: 02 8323156 - 366 3700770 www.teatroi.org - biglietteria@teatroi.org Biglietti Sala #Teatroi Intero 18 euro / Convenzionati 12 euro / Under 26 - Scuole di teatro 11,50 euro / Over 60 9 euro / Amici di i 5 euro sulla seconda replica e 12 euro per tutte le altre repliche / Giovedì a teatro in bicicletta 7 euro Biglietti Sala #TeatroiDomani1 Intero 12 euro / Under 26 8,50 euro / Over60 6 euro / Amici di i 6 euro Biglietti Sala #TeatroiDomani2 Intero 12 euro / Under 26 8,50 euro / Over60 6 euro / Amici di i 6 euro Biglietti Sala #TeatroiDomani3 Intero 12 euro / Under 26 8,50 euro / Over60 6 euro / Amici di i 6 euro ABBONAMENTO FriCard 5 ingressi a scelta tra 12 titoli in cartellone in Sala #Teatroi (tranne Bastarda e gli spettacoli di Città Balena) da ottobre a giugno a 60€. Non nominale, utilizzabile da più persone anche contemporaneamente. COME RAGGIUNGERCI: Tram 2, 3, 14; Bus 94; MM2 (S. Ambrogio, S. Agostino, P.ta Genova); BikeMI (Conca del Naviglio / Cantore / S.Eustorgio); Parcheggio custodito in via Ariberto

Sala #Teatroi

dal 20 al 23 giugno 2018 ore 20.00 SOLARIS drammaturgia di Fabrizio Sinisi regia di Paolo Bignamini produzione CTB Centro Teatrale Bresciano in collaborazione con ScenAperta Altomilanese Teatri Sala #Teatroi

Teatro i via Gaudenzio Ferrari, 11 20123 Milano tel 02 8323156 366 3700770 biglietteria@teatroi.org www.teatroi.org

Lost in translation - Stagione 2017/2018 - N.1  

Lost in translation è un modo di dire, una formula idiomatica, un espediente linguistico la cui interpretazione è strettamente legata a una...

Lost in translation - Stagione 2017/2018 - N.1  

Lost in translation è un modo di dire, una formula idiomatica, un espediente linguistico la cui interpretazione è strettamente legata a una...

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