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anno

2, n. 3 stagione 2017/2018 • trimestrale a distribuzione gratuita di teatro i • direttore renzo martinelli • www.teatroi.org • stampa: monzastampa srl - tel. 03928288201


2 FABULAMUNDI

aprile

Cosa significa Beyond Borders? In una Europa in cui il tema dei confini, reali e metaforici, è sempre più attuale, in cui le migrazioni sono fenomeno inarrestabile con cui ancora fatichiamo a convivere, in cui la cultura, la società, la lingua diventano concetti fluidi su cui riflettere Fabulamundi diventa un'occasione per scoprire sguardi, visioni, linguaggi inediti. 120 autori, per un totale di 200 testi, verranno coinvolti nelle attività del triennio: incontri, letture, presentazioni, pubblicazioni, produzioni. La drammaturgia contemporanea non solo esiste, ma fa sentire la sua voce, affrontando i moltissimi confini, politici, sociali e culturali con cui oggi siamo chiamati a confrontarci. La selezione avviene attraverso un monitoraggio delle

2018

Tristezza & Malinconia e Il ringhio della via lattea di Bonn Park

Un progetto per la promozione e il sostegno della drammaturgia contemporanea in Europa a cura di PAV

BEYOND BORDERS?

giugno

GERMANIA

Playwriting Europe: Beyond Borders?

Fabulamundi. Playwriting Europe è un progetto di cooperazione che coinvolge teatri, festival e organizzazioni culturali in tutta Europa, con lo scopo di sostenere, promuovere e divulgare la drammaturgia contemporanea attuando tre linee di intervento: sinergia, formazione e ingaggio di nuovo pubblico. Nato su iniziativa di Pav, che ne è capofila, dopo essere stato finanziato già due volte dalla Commissione Europea, grazie ai fondi del Culture Program 2007 – 2013 e di Creative Europe 2014 – 2020, nel 2017 ha vinto la Call di Creative Europe 2017 – 2020 come progetto di cooperazione su larga scala e successivamente ha vinto il Premio Speciale Ubu 2017. Italia, Germania, Francia, Romania, Spagna, Austria, Polonia, Repubblica Ceca, Belgio e Gran Bretagna sono le nazioni coinvolte, per un totale di 15 partner in 10 paesi europei; Teatro i è partner del progetto in Italia, insieme a Pav e ad Area06/Festival Short Theatre.

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ROMANIA

FRANCIA

Medea, ovvero della felicità coniugale

Penthy sur la bande di Magali Mougel

di Roxana Marian

ITALIA

Tu es libre

di Francesca Garolla SPAGNA

Fascination

di Helena Tornero

PAESI GIÀ RAPPRESENTATI PAESI CHE RAPPRESENTEREMO ALTRI PAESI DEL PROGETTO PRODUZIONE TEATRO I

realtà nazionali da parte dei partner: sono loro ad individuare drammaturghi e testi e l’autonomia della scelta è requisito fondamentale per rispettare le linee culturali, teatrali, drammaturgiche di ogni contesto andando a coltivare un reale network di giovani artisti che durante il progetto hanno la possibilità di incontrarsi, di discutere, di confrontarsi e di creare, Beyond Borders, oltre i confini, declinando, in ogni direzione possibile, il tema del progetto, con l’obiettivo di offrire un’esperienza di teatro che si contamini con la vita e nella convinzione che la drammaturgia sia uno strumento di lettura del proprio tempo. Buona parte d’Europa è quindi coinvolta in un processo volto a creare un solido progetto internazionale, che possa promuovere la drammaturgia come strumento per parlare del contemporaneo. Un progetto ambizioso, all’interno del quale Teatro i può esprimere il suo focus principale: un’attenta ricerca attorno a ciò che è emergente, non necessariamente affermato, inedito, da sperimentare.

PARTNER INTERNAZIONALI Francia: La Mousson d’Été e Théâtre Ouvert - Germania: InterkulturelleS Theaterzetrum Berlin E.V - Spagna: Fundació Sala Beckett/ Obrador Internacional de Dramaturgia Romania: University of Arts Târgu-Mureș e Teatrul Odeon Austria: Wiener Wortstaette Polonia: Teatr Dramatyczny m.st. Warszawy - Repubblica Ceca: Theatre Letì - Belgio: Culture Action Europe Inghilterra: Creative Skillset

We’ve already started! TEATRO i FABULAMUNDI – 2017

We are already working for! TEATRO i FABULAMUNDI – 2018

Molte sono le proposte all'interno di questo progetto: laboratori, letture, produzioni e meeting internazionali. Nel 2017 abbiamo realizzato:

Nel 2018 è in fase di realizzazione un intero focus dedicato alla drammaturgia europea e dopo la presentazione di due testi del giovane autore tedesco-coreano Bonn Park, Tristezza & malinconia, o il più solissimo George di tutti tutti i tempi e Il Ringhio della via lattea, messi in scena per la prima volta a Milano da Werner Waas e Lea Barletti, nei prossimi mesi ci aspettano:

PARTNER ASSOCIATI Portogallo: Teatro Nacional D. Maria II - Scozia: Royal Liceum Theatre Company - Bosnia Erzegovina: MESS Festival - Turchia: Platform • Theatre Company - Ungheria: National Theatre di Miskolc e Vigsinghaz Theatre - Slovacchia: Slovack National Theatre - Islanda: Reykjavik City Theatre Finlandia: Nordic Drama Corner.

Tu es libre, di Francesca Garolla scritto durante una residenza a la Chartreuse de Villeneuve Lez Avignon, presentato per la prima volta come mise en espace in francese ai Rencontres d’été de la Chartreuse durante il • Festival d’Avignone, finalista al Premio Riccione 2017, pubblicato in versione bilingue per i tipi di Cue Press e andato in scena a Teatro i per la regia di Renzo Martinelli. Medea – ovvero della felicità coniugale, un laboratorio condotto lo • scorso dicembre in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia dell’Università Statale di Milano a partire dall’omonimo testo dell’autrice rumena Roxana Marian.

Fascination, un pluripremiato testo dell’autrice spagnola Helena Tornero, di cui Teatro i produrrà un primo studio con la regia di Roberto Rustioni, artista particolarmente attento alla scrittura contemporanea soprattutto catalana, in scena ad aprile. Penthy sur la bande di Magali Mougel, talentuosa autrice francese, che propone una attenta riflessione sul forte legame che c’è tra violenza e amore, un testo originale, corale, a cui Teatro i darà voce grazie ad una mise en espace curata da Renzo Martinelli e con in scena Viola Graziosi.


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We’ve already started!

Roma - Novembre Teatro i - Dicembre

Vienna - Gennaio Università Statale Milano - Marzo

Berlino - Gennaio Praga - Febbraio

Varsavia - Novembre

Bucarest - Dicembre

Teatro i Tu Es Libre – Lugano

Teatro i - Marzo

Barcellona - Ottobre

Teatro i - Marzo

Parigi - Settembre

We are already working for!


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aprile

dal 18 al 23 aprile 2018 // short residence

FASCINATION

Fascination (latino) 1. f. illusione o allucinazione 2. f. Irresistibile attrazione

Lavorano tutto il giorno. Un mer-sab 19.30 lavoro stressante, impegnagio-ven-lun 21.00 tivo e incompreso. Ma tre dom 17.00 notti alla settimana si incondi Helena tornero trano lì e danzano. Cha-chatraduzione a cura di annabella canneddu cha. Rumba. Waltz. Lezioni adattamento alla traduzione a cura di Francesco Fava di danza per tutti. Pagate drammaturgia e messa in scena di roberto rustioni dalla compagnia. Pasodoble. coreograFie e moVimenti scenici pieradolFo ciulli Bolero. Salsa. Perché la comcon valeria angelozzi, alessandro bruni ocaÑa, pagnia li ama. La compagnia miriam podgornik, roberto rustioni è come una grande famiglia. assistenti alla regia viola marietti e alessandro savarese Una grande famiglia unita Video a cura di rapHael tobia vogel dalla stessa idea. E le famiVoce oFF maria pilar pérez aspa glie fanno di tutto per rimaproduzione teatro i nere unite. Fox-trot. Tango. nell’ambito di Fabulamundi. Nulla può alterare l’armonia plaYwriting europe – beYonde borders? famigliare. Swing. Niente. Uno, due, tre, Mambo. WorK in progress

(Figueres, 1973) Laureata in regia e drammaturgia all’Institut del Teatre, ha lavorato come regista, attrice, cantante, sceneggiatrice, traduttrice e insegnante di scrittura e letteratura teatrale. Per il teatro ha scritto “El Vals de la Garrafa” (Premio “Joan Santamaria” del 2002), “Submergir-se en l’aigua” (Premio “SGAE” 2007), “Suplicants” (2008), “De música i d’homes” (2009), “Apatxes” (14 d’Abril Premio per il teatro, 2009), “Your’e pretty and I’m drunk” (2011), “Ahir” (2012), “Don’t Talk to Strangers” (2013), “Love & fascism” (Istanbul,

Fascination è un testo che viene letto con il ritmo e i movimenti dei corpi che danzano. Che provano a ballare, nonostante le loro menti, paure e pregiudizi. Perché il corpo non inganna. Le idee sono barriere, muri, frontiere. Il corpo, comunque, è sempre un passo avanti. Il corpo si muove. Il corpo danza. I gesti rivelano sempre quelle storie che la mente cerca di nascondere. Testo vincitore del Premio Lope de Vega 2015 Fabulamundi. Playwriting Europe – Premio speciale Ubu 2017

2014), “disPLACE” (2015), “Una conferència ballada” (2016), “Fascinaciòn” (Premio “Lope de Vega” nel 2015), “Vingt-trois avril mille-six-centseize”, basata sulle opere di William Shakespeare (Ginevra, 2016) e “Estiu” (2016). È membro fondatore di PARAMYTHÁDES, un gruppo di professionisti delle arti dello spettacolo che offrono workshop di danza, teatro e musica nei campi profughi. Il suo ultimo lavoro drammaturgico è “Kalimat” (2016), basato sul report del testimone oculare dal campo Nel Kavala, e premiato al Teatro Nazionale della Catalogna come parte di un progetto di teatro sociale.

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Note di regia «Con Helena Tornero continua la mia esplorazione – cominciata due anni fa con Jordi Casanovas e Pau Mirò – all'interno della nuova drammaturgia catalana: a Barcellona da tempo è presente un movimento teatrale che, a dispetto di ideologie e separatismi vari, è uno dei più interessanti ed aperti in Europa. […] In Fascination tutto accade in una sala da ballo e gli incontri/ scontri vengono portati avanti attraverso la danza: ritmo e respiro della vicenda. La storia procede e pian piano emerge qualcosa di segreto e minaccioso, senza mai perdere di vista, in ogni caso, la leggerezza tragi-comica delle danze». Roberto Rustioni

CHI È L'AUTRICE?


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9 maggio 2018 // stage presentation

PENTHY SUR LA BANDE

Questo è quel tipo di storia che la gente, a volte, racconta alle feste, quando si beve troppo e la situazione sfugge di mano.

di

magali mougel

renzo martinelli viola graziosi traduzione di silvia accardi reVisione drammaturgica di Francesca garolla produzione teatro i nell’ambito di Fabulamundi. ore 20.00 plaYwriting europe – beYond borders? mise en espace a cura di

con

Una festa finita male, Ma, contemporaneamente, distrutta da mazze da base- altrove, un uomo viene colball lanciate in aria, teste pito da un tale che vive nel colpite e visi schiaffeggiati, suo stesso paese, un’amazcon la faccia di qualcuno zone è ferita al petto dalla che appare all’improvviso. lancia del suo nemico, un’aUna di quelle feste in cui gli Ci si può riconoscere un dolescente si beve una birra invitati – ragazzi e ragazze fratello, tra quelle facce, un in cantina, mentre un’altra – indosserebbero abiti vin- figlio o un amante. legge per la prima volta tage, di un’altra epoca. e, in sottofondo, si sentirebbe della musica, Blasmüsik per esempio: musica per banda d’ottoni al limite del Magali Mougel è drammaturga e docente di dramma“sublime”. turgia a ENSATT, a Lione, dove lei stessa ha studiato Potrebbe essere estate. E la dal 2008 al 2011. I suoi testi sono stati messi in scena da festa si svolgerebbe da qualJean Pierre Baro, Anne Bisang, Philippe Delaigue, Eloi che parte, nel bel mezzo Recoing e molti altri. Dal 2011 lavora assiduamente con del nulla: proprio dove, di diversi teatri e compagnia. Ha scritto Elle pas princesse, solito, ci sono le feste. lui pas héros per Johanny Bert del National Dramatical Center of Montluçon, Poudre Noire per Simon Delattre Ma tutto questo non è (Rodeo Theatre), Je ne veux plus e La Nuit où le jour s’est levé per Olivier Letellier (Theatre du Phare / National quello che accadrà. Theater of Chaillot). I suoi lavori – Erwin Motor, Devotion Rimarranno soltanto le (finalista Grand Prize of Drama Literature, 2013), Gueriltracce di una festa, che forse una volta è avvenuta, ma che non si ripeterà mai più.

“Etica” di Alan Badiou. Ed è da questa scena di devastazione, che qualcuno – un coro, una voce sola nella notte – inizia a raccontare la storia.

CHI È L'AUTRICE? lères ordinaires, Suzy Storck (finalista Grand Prize of Drama Literature, 2013), Penthy sur la Bande, The Lulu Projekt – sono tutti pubblicati da Edizioni Espaces 34. I suoi testi per il teatro ragazzi - Elle pas princesse, Lui pas héros and We just wanted you to love us – sono pubblicati invece da Editions Actes Sud – Heyoka Jeunesse. Alcune pieces sono state tradotte in inglese, tedesco, italiano e spagnolo. Dal 2017 al 2018 è artista associata con the Scènes du Jura and the National Dramatical Center of Sartrouville.


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dal 23 maggio all’11 giugno 2018

ERODIÀS

E CIVILE E NUOVI LINGUAGGI

dramaturg

finalista premio ubu 2017

assistente alla regia irene

COME MIGLIORE ATTRICE

FranCesCa garolla petra zani suono Fabio CiniCola luci mattia de paCe consulenza artistica sandro lombardi creazione costume d’epoca Cesare moriggi consulenza e realizzazione oggetti di scena

laura Claus

teatro i regione lombardia / neXt

“Jokanaan!” Erodiàs, il più violento dei Tre Lai, inizia così, con un urlo reiterato che si fa gioco di parole, musica che parte dal nome ebraico del Battista e che giunge a poco a poco a conficcarsi nella carne lombarda dilaniata. Giovanni Testori ha dedicato a Erodiade più di un testo. Noi scegliamo Erodiàs, l’Erodiade spodestata, posseduta, ossessiva, che balbetta. Noi partiamo dalla rabbia che smangia l’essere umano quando si trova davanti al limite, alla finitudine, quando il discorso s’incaglia e resta solo la potenza del grido. Perché affrontare Erodiàs? Che cosa rappresenta oggi questa donna dilaniata d’amore per Giovanni Battista? Che cosa raccontano le sue parole di lussuria verso il profeta, simbolo di una religione che lei non riesce a comprendere né a definire? Erodiàs incarna un tempo in cui la ragione non è ancora arrivata: una zona d’ombra

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premio nazionale franco enriQuez 2017 federica fracassi CATEGORIA TEATRO DI IMPEGNO SOCIALE

FederiCa FraCassi regia di renzo martinelli

con il contributo di

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miglior attrice

con

produzione

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non illuminata dalla luce dello spirito, un eterno purgatorio in cui la conoscenza/ coscienza non trova spazio. Un personaggio “sottovuoto”, una figura bidimensionale che vive dietro un vetro. Un manichino che a noi si mostra da una vetrina di sbarlusc: il suo è un mondo inevitabilmente separato dal nostro, ma ora del tutto compromesso e scardinato dall’arrivo di un Dio che si è fatto carne: il verbum.

sala #Teatroi mer-sab 19.30 gio-ven-lun 21.00 dom 17.00

tezze, una maschera nella maschera, da lui prende parole che non conosce, che non stanno ancora nella sua bocca, di lui cerca segni in ogni dove. Da lui, dall’amore per lui, nasce il suo tormento: che fare? Come andare avanti? Questa domanda risuona. Anche oggi.

“ Fe d e r ic a Fr a c a s s i, d ire tt modo su a d a Re p e r b o la n zo M a r pa ma uma ti n e ll i, c n a , d is p e ro la te s to r ia n a i mos ch e n o n r ata a lt e z z e, s è m a i s ta tr a in e n ti m e n to m e n te u m a n a ta c a s ta , nel suo e c a r n a li m e s c o la r tà .” e a b is s i e (M a r ia G r a z ia G r e g o r i, d el Tea tro ) “L’immagine iniziale di “Erodiàs” di Giovanni Testori nella messinscena di Renzo Martinelli è fulminante: un manichino di donna senza testa in costume, seduta sul trono, dal cui ventre spunta una testa femminile barbuta. Sono tutt’uno Erodias e l’assassinato Giovanni Battista, la regina innamorata, «infoiata» e colui che l’ha rifiutata.” (Magda Poli, Corriere della sera)

Che fare di un Dio che è diventato uomo e che, come ogni uomo, può anche sbagliare? Che fare di un mondo che ha perso il suo centro? Che fare di un amore che si sapeva di carne eppure ha l’odore dell’anima? Lo spettatore assiste. Guarda e aspetta, non può fare altro. Per l’ennesima volta vede, davanti a sé, una dicotomia senza tempo: corpo e mente, ignoranza e conoscenza, sesso e morte. Infinite declinazioni della stessa cosa. Di una vita che cerca, non trova, e allora attende. Attende. Come se non ci fosse altra possibilità che questa.

Sulla scena un quadro che prende vita e, al contempo, un negozio o uno schermo: l’unica dimensione in cui Eròdias può ancora sopravvivere, seppur confusa da quel conzerto e conzertino di dubbi e domande che il profeta ha in lei provocato. Non è abbastanza averlo messo a tacere con un atto cruento e blasfemo: la testa di Giovanni, separata da corpo, continua a parlarle, la provoca, le impone interrogativi a cui non trova risposta. Erodiàs non è più l’Erodiàs che era, ormai è il Battista Ma è così? Oggi, è davvero stesso. Di lui prende le fat- così?

“Federica Fracassi con estrema coerenza interpretativa smonta lo stereotipo dell’attrice in vendita ed allo stesso tempo costruisce una figura di donna che rifiuta l’archetipo disonorante e ferocemente distruttivo dell’oggetto esposto alle politiche degli uomini e alle costrizioni sociali. Ancora una volta, Federica Fracassi dimostra che il teatro è un atto d’amore e non l’inchinarsi di un manichino per riverire e fare accomodare pubblico o critica.” (Irene Gianselli, Oubliette Magazine) o u q e a x e U bu 2 0 1 1 n d i” , ià P re m io g i, ss a c a ” e “ In c e d ra il F H a “ c ri li e o d c ri , Fe tt a i c o n Te st o p e r g li sp e o – sp ie g a rm to ta la n e e M im c la “ D a te m p vo nge in e ll i, vo le n d e M a ri a e n z o M a rt c o n la g ra R n te » .” i te d o p ia è g di me r la re su le a u tt e se m p re p e ll rn a le ) a z io n e in te tt u so, Il G io a G io c c la c u i fa sc in u (Fe rr


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dal 15 al 18 giugno 2018

RICETTARIO PER UN NOIR

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ore 20.00

liberamente ispirato al romanzo “Il Cadavere Impossibile” di J.P. Feinmann Annabella Di Costanzo, Manuel Ferreira, Elena Lolli Alessandro Pozzetti scene Stefano Zullo costumi Martina Dimastromatteo luci Beppe Sordi progetto musicale Mauro Buttafava di e con

collaborazione alla messa in scena

“Ricettario per un Noir” è una Commedia nera, piena di colpi di scena, di misteri, scomparse, sotterranei labirinti. Una caustica e divertente messa in scena sul ruolo dell’artista oggi, prigioniero delle mode e del mercato come qualsiasi merce. Il protagonista è un aspirante scrittore. Per convincerlo a pubblicare il suo nuovo romanzo, ha invitato un editore importante e i suoi collaboratori in una sala teatrale. Lì gli racconterà il suo manoscritto servendosi di

due attrici che “cercheranno di dargli vita e di restituirne la forza espressiva”. È così che il suo romanzo comincia a prendere forma davanti ai nostri occhi. È lui che tiene le redini della narrazione ora incarnandosi in uno dei suoi personaggi, ora commentandone la struttura, lo stile, parlandoci delle motivazioni che lo hanno portato a scrivere, in un dialogo continuo con un editore immaginario, fatto di momenti di delirio, di sogno, di vanità, di disperazione.

“Egregio signor editore nessuno le offrirà altrettanto sangue, altrettanti morti, altrettante mutilazioni di quanto farò io…”

La protagonista del suo romanzo è una bambina, la piccola Anna, che dopo avere ucciso la madre viene rinchiusa in un Riformatorio disperso nella Pampa argentina, popolato di personaggi caricaturali. Qui si avvicendano fatti di sangue, di sesso, colpi di scena, momenti di amore, telenovelas: tutti quegli ingredienti che attirano il lettore e con i quali lo scrittore vorrebbe sedurre l’editore.

Note di regia Con questo spettacolo vogliamo fermarci e soffermarci a guardare, a pensare come oggi gli artisti, costretti a muoversi dentro le logiche del mercato, rischino di ritrovarsi distanti da quell’arte fine a se stessa che avevano immaginato di realizzare all’inizio del loro percorso. Manuel Ferreira, Elena Lolli, Annabella Di Costanzo


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dal 20 al 23 giugno 2018

ore 20.00 Un astronauta proveniente dalla Terra giunge sulla stazione orbitante che ruota intorno al misterioso pianeta Solaris. Il solo ospite drammaturgia di Fabrizio Sinisi dell’astronave appare angoda Solaris di Stanislaw Lem (Sellerio editore) sciato e stravolto: un suo e da Andrej Tarkovskij collega è appena morto in e con il contributo dell'atelier d'écriture circostanze oscure, mentre diretto da Laura Tirandaz all'Université d'Avignon spaventose presenze popocon Debora Zuin, Giovanni Franzoni, Antonio Rosti lano le stanze. L’astronauta, regia di Paolo Bignamini costretto a confrontarsi con assistente Gianmarco Bizzarri il fantasma della giovane scene e aiuto regia Francesca Barattini moglie morta anni prima, costumi Gerlando Dispenza deve interrogarsi: queste disegno luci Fabrizio Visconti “apparizioni” hanno una con le musiche originali di P.I.G. qualche spiegazione? Sono organizzazione e produzione Carlo Grassi reali o mentali? Immagini foto di scena Stefania Ciocca della memoria o del desideproduzione CTB Centro Teatrale Bresciano rio? E in che rapporto sono in collaborazione con ScenAperta Altomilanese Teatri con “l'oceano pensante” che ricopre il pianeta? si ringraziano: Claudio Martino per la consulenza musicale; Ciò che (ci) manca è ciò che Barbara Negrini; INAF – Osservatorio Astronomico di Brera più incombe su di noi: sono proprio le rappresentazioni dei nostri fantasmi ad apparirci più vere della realtà. L'assenza diventa così pre-

SOLARIS

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2018 senza ed è quello che è irrimediabilmente perso a chiamarci. Scritto da Stanislaw Lem nel 1961 e portato sul grande schermo nel 1972 da Andrej Tarkovskij, “Solaris” è senza dubbio il capolavoro della fantascienza filosofica. Un mistero che turba e destabilizza lo spettatore sui temi dell’identità, del soggetto, del rapporto fra le percezioni dei sensi e quelle della memoria, ponendo la sempre radicale domanda su cosa sia veramente la realtà – e su chi siano davvero le persone che amiamo: ciò che esse sono, o ciò che vogliamo che siano? Inquietante eppure intensamente lirico, visionario e poetico, “Solaris” ci conduce nel punto più remoto dello spazio così come nell’abisso più profondo del nostro essere.

Note di regia Raccontare questa storia a teatro significa per noi innanzitutto provare a riflettere sul valore di verità della rappresentazione: cosa è “vero” sulla scena? E quanto? Che natura hanno i misteriosi “visitatori” che compaiono sulla stazione orbitante agli astronauti? E per lo spettatore che sta assistendo a una messinscena, sono meno “veri” degli altri “veri” personaggi? Paolo Bignamini


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“Quest'ordine universale, non lo fece nessuno degli dei né degli uomini, ma sempre era ed è e sarà, fuoco sempre vivente.” Eraclito

C

’era una volta un bambino. Che aveva proprio un bel visino. Guardava il mondo cima a fondo camminando tutto a tondo. “M’han detto che il mondo si fa rotondo,” diceva a gran risate “ma sia mai che poi m’accorgo che di tondo non c’è niente ed è un di quelle cose che s’inventa un po’ la gente. Ché poi il cerchio è anche banale e fa sempre tutto uguale, quindi devo camminare per poter verificare se davver come finisce è com’anche va a iniziare. Allor dunque salgo salgo passo passo ora arrivo fin sul monte, proprio proprio sulla cima. Da lassù avrò visione di quel mondo largo largo che se cerchio non sarà sarà forse un grande telo grande quasi come il cielo”. E così pianin pianino s’avviò quel bel bambino. Camminava canticchiando: “Vado vado arrivo arrivo. Ma che bello che è scoprire,

non c’è fretta di salire né bisogno di dormire: pur se vo pianin pianino il tempo corre a me vicino e se guardo il mio orologio giran giran le lancette: van veloci son saette!”

E di colpo arrivò su ed allora guardò giù ma all’ingiù non c’era niente, solo terra solo gente. “Non sia mai che hanno ragione: è davvero tutto tondo: se tu arrivi anche quassù fa lo stesso ch’esser giù!” Ed insomma era un po’ triste che non c’era novità: “Pur se il tempo è un po’ diverso, e sembra forse più veloce,

niente cambia poi mi pare. Cosa resta da imparare?” Si sedette tutto solo in quel mondo un po’ più su a sbirciare con tristezza la sua casa un po’ più giù. E fu allor ch’ebbe l’idea “Ho capito non importa: posso sempre ritrovare una cosa da guardare.” E così aguzzò la vista, aprì gli occhi spalancati. Ma le orecchie ancor di più. Grandi grandi grandi grandi. E fu soltanto un sussurrare: “Stai a sentire bel bambino.” Disse il cielo ormai vicino, “Quel che sai è poca cosa, prova a dirlo e poi riposa.” “Quel che so è poca cosa.” Disse il bimbo assai ubbidiente “Alla fin il ciel mai mente. Forse allora devo andare ed ancora continuare: salir su pianin pianino fare il cielo più vicino. Ecco questo è un bel pensiero, camminare fino al cielo. Andar dritto fino in fondo fino in fondo per guardare e poi ancor ricominciare! Tutto il mondo è poca cosa


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se si guarda dalle stelle. Un puntino o poco più, non vedo l’ora d’esser su!” E così il bel bambino quel che fa è un gran buchino. Un buchino in mezzo al cielo: scava scava scava scava. Quel che fa è una scia di buio: nera nera lunga lunga. Dove il tempo non è più e lui può salire su. Alto o basso non importa. Avanti o dietro lui non sa. Quel che sa è che tra le stelle lui si sente trascinare. Tra i pianeti rotolare. E poi luce ancor di più: salta fuori ma è all’ingiù. “Ecco vedi ora son qui dove il sole è alla rovescia, eppur se voglio posso stare senza paura di volare!” Poi guardò tutto d’attorno. Cieli-mare e terra-fuoco. Buio-luce e niente terra. Là non c’era gravità. Niente peso. Niente noia. Ma soltanto un al di là. La memoria là non c’era, c’era solo una beltà. La bellezza delle cose che non si conoscon già. E fu allor che un altro vide, un piccino come lui, che correva svelto svelto su nell’aria

della scia. “È un bambino che cammina. È un altro come me!” E allor chiese: “Ciao che fai?” E quell’altro “Iaf ehc oaic?” E il bambino continuò: “Io perlustro tutto in tondo E lo faccio cima a fondo! Se vorrai verrai con me, bello esser io e te!”

E insomma in quel momento il bambin fu assai contento. Nella notte delle stelle quel che vide fu lealtà. La lealtà di quei bambini che a ogni gioco san giocare, che hanno sempre da imparare e che vogliono inventare anche un mondo un po’ più in là e una nuova religione fatta per tornare qua ma con occhi nuovi e belli. E non importa più la lingua, non importano i confini, non importa neanche il tempo: quel che importa è un’azione. Un’azion di libertà. S’avviaron i bambini stando sempre assai vicini s’avviaron pianin pianino verso nuove novità. Non si sa dove sian ora ma di certo assai lontano e guardando da lassù sbircian noi, che siam quaggiù.

E allor l’altro gli rispose: “Onos ic oi!” Il Cosmopoeta Non parlava la sua lingua. Non aveva la sua faccia. Non sapeva del suo mondo e nemmen della realtà della guerra della pioggia e di quella crudeltà che per noi è così vicina alle cose che abbiam qua.


LOST IN TRANSLATION di Teatro i

L

ost in translation è un modo di dire, una formula idiomatica, un espediente linguistico la cui interpretazione è strettamente legata ad una cultura di riferimento.

ghissime telefonate. Sostano in quella zona di passaggio che intercorre tra ciò che pensiamo di dire e ciò che gli altri comprendono di quello che abbiamo detto (tendenzialmente poco, molto poco, anche quando parliamo la stessa lingua). Entrambi abitano un luogo straniero, una città che non è la loro, stanze d’albergo in cui cercano qualcosa di famigliare.

Lost in translation è una frase intraducibile, ma è anche il titolo di un famoso film con Bill Murray e Scarlett Johansson. Bill è un creativo scontento della “traduzione” che gli attori fanno delle sue parole, Scarlett Il film è bello e il suo senso oricerca una “traduzione” alla sua ginale lo è ancora di più. Ma solitudine, perdendosi in lun- nella versione italiana il titolo

diventa: L’amore tradotto. Robetta Tra la convinzione e il gesto. da fotoromanzo, commediola per romanticoni. Una noia, Io non sono razzista, però mi sentiinsomma. rei meglio se non ci fosse tutta questa gente di cui occuparsi. Io non ho nesIl problema è la tradu- sun problema con i musulmani, ma zione, come quasi sempre. siccome sottomettono le donne trovo Quello che volevamo dire non è che siano retrogradi. Io sono contro la quello che gli altri hanno capito. pena di morte, ma ucciderei Donald Quello che avevamo chiesto Trump. Io credo che il voto sia diritto non è la domanda a cui hanno di tutti, ma è pieno di idioti che non risposto. Quello che abbiamo dovrebbero votare. ordinato non è arrivato. E chi aspettavamo non ha mai suo- Siamo confusi. nato alla nostra porta. E persi. Siamo persi. Lost. Persi nel tentativo di tradurre E non solo in quella costante una realtà che non può fare linea di buio che esiste tra noi e riferimento ad un’unica linl’altro da noi, ma persi anche tra gua, ad un’unica cultura, ad noi e noi stessi. Tra il pensiero e un’unica religione e nemmeno l’azione. Tra l’intenzione e l’atto. ad una sola tradizione. Persi in

una lingua che cambia di senso, continuamente, che modifica il senso, che tradisce il senso. Persi nel tentativo di trovare ovunque un alfabeto conosciuto. E nessuno pare trovarlo. Non riescono gli studiosi, faticano i filosofi, non possono gli storici, non si trovano i saggi. Nessuno, proprio nessuno sembra in grado di dare una traduzione della realtà. Ed è qui, in questo vuoto di traduzione, che arrivano i poeti. Lost in traslation, andiamo alla ricerca di poesia.

LOST IN TRANSLATION 2017/2018 - settembre / giugno il teatro fuori dal teatro 15 settembre 2017 dalle 18.30 PRESENTAZIONE DELLA STAGIONE 2017/18 a seguire concerto SOUNDPAINT YOUR CITY diretto da Giancarlo Nino Locatelli dal 16 al 21 settembre 2017 dalle 18.00 Heartbreak Hotel Taccuino d’appunti n°1

“La camera di Daisy e Douglas”

di collettivo snaporaz produzione Teatro i Sala #TeatroiDomani2

dal 18 al 19 settembre 2017 ore 21.00 PLAYLIST di e con Annabella Di Costanzo, Manuel Ferreira, Elena Lolli produzione Alma Rosé Sala #TeatroiDomani3

dal 20 al 25 settembre 2017 ore 21.00 SI STAVA MEGLIO #3 NOSTRA MEDEA di Coperte Strette produzione Teatro i Sala #TeatroiDomani1

dal 7 al 9 e dall’11 al 19 ottobre 2017 lun/mar/gio/ven ore 21.00 mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 TROPICANA un progetto di Frigoproduzioni coproduzione Teatro i – Associazione Culturale Gli Scarti Sala #Teatroi

dal 25 al 30 ottobre 2017 lun/mar/gio/ven ore 21.00 mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 TO BE OR NOT TO BE ROGER BERNAT conferenza spettacolo produzione E / Fanny & Alexander

Sala #Teatroi

dal 15 novembre all’11 dicembre 2017 lun/gio/ven ore 21.00 - mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 - mar riposo TU ES LIBRE di Francesca Garolla regia di Renzo Martinelli produzione Teatro i

FOCUS FABULAMUNDI PLAYWRITING EUROPE: BEYOND BORDERS? marzo-maggio 2017

Progetto internazionale per la promozione e il sostegno della drammaturgia contemporanea in Europa. Reading, workshop, light production e stage presentation.

Sala #Teatroi

14 dicembre 2017 ore 20.00 BASTARDA di Noemi Bresciani, Desirèe Sacchiero, Irene Petra Zani produzione Fragile Artists in collaborazione con Fattoria Vittadini

5 marzo 2018 ore 21.00 MONOLOGO DELLA BUONA MADRE di Lea Barletti lettura scenica di Barletti / Waas dal 7 al 12 marzo 2018

lun/gio/ven ore 21.00 – mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 dal 15 al 17 dicembre 2017 TRISTEZZA & MALINCONIA o il più solo solissimo ore 20.00 George di tutti tutti i tempi A PORTE CHIUSE di Bonn Park un progetto di e DENTRO L’ANIMA CHE con Lea Barletti e Werner Waas CUOCE uno spettacolo di Andrea Adriatico coproduzione Compagnia Barletti/ produzione Teatri di Vita, Akròama Waas - AREA 06 - ItzBerlin e.V. Sala #Teatroi T.L.S. con la collaborazione di Teatri di Bari 14 marzo 2018 Sala #Teatroi

Sala #Teatroi

dal 24 al 29 gennaio 2018

ore 21.00

IL RINGHIO DELLA VIA LATTEA

di Bonn Park lun/gio/ven ore 21.00 stage presentation mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 lettura scenica di Barletti / Waas DELIRIO BIZZARRO di e con Giuseppe Carullo e dal 21 al 26 marzo 2018 Cristiana Minasi produzione Carullo-Minasi – La Corte Ospitale lun/gio/ven ore 21.00 – mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 Sala #Teatroi TRAINSPOTTING nella versione di Wajdi Mouawad dal 7 al 12 febbraio 2018 regia Sandro Mabellini lun/gio/ven ore 21.00 – mer/sab ore produzione Viola Produzioni S.r.l. 19.30 - dom ore 17.00 Accademia Artefatti GIUSEPPE VERDI A NAPOLI Sala #Teatroi di Antonio Tarantino regia Sandra De Falco PROSSIMI EVENTI Sala #Teatroi

dal 21 al 26 febbraio 2018 lun/gio/ven ore 21.00 – mer/sab ore 19.30 - dom ore 17.00 HEARTBREAK HOTEL | STANZA 207 di collettivo snaporaz produzione Teatro i Sala #Teatro

SOGGETTO CONVENZIONATO

9 maggio 2018 ore 20.00

PENTHY SUR LA BANDE

di Magali Mougel stage presentation a cura di Renzo Martinelli Sala #Teatroi

dal 23 maggio all’11 giugno 2018 mer/sab ore 19.30 gio/ven/lun ore 21.00 – dom ore 17.00

ERODIÀS

di Giovanni Testori, regia di Renzo Martinelli, dramaturg Francesca Garolla con Federica Fracassi produzione Teatro i Sala #Teatroi

dal 15 al 18 giugno 2018 ore 20.00

RICETTARIO PER UN NOIR

di e con Annabella Di Costanzo, Manuele Ferreira, Elena Lolli produzione Alma Rosé Sala #Teatroi

dal 20 al 23 giugno 2018 ore 20.00

SOLARIS

drammaturgia di Fabrizio Sinisi regia di Paolo Bignamini dal 18 al 23 aprile 2018 produzione CTB Centro Teatrale Bresciano in collaboramer/sab ore 19.30 zione con ScenAperta Altomigio/ven/lun ore 21.00 – dom ore 17.00 lanese Teatri FASCINATION Sala #Teatroi di Helena Tornero short residence a cura di Roberto Rustioni

Con il sostegno di Next - Laboratorio di idee per la produzione e distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo

INFO E PRENOTAZIONI: 02 8323156 - 366 3700770 www.teatroi.org - biglietteria@teatroi.org Biglietti Sala #Teatroi Intero 18 euro / Convenzionati 12 euro / Under 26 - Scuole di teatro 11,50 euro / Over 60 9 euro / Amici di i 5 euro sulla seconda replica e 12 euro per tutte le altre repliche / Giovedì a teatro in bicicletta 7 euro Biglietti Fascination Intero 12 / Under 26 8 euro / Over60 6 euro / Amici di i 5 euro Biglietti Penthy sur la bande Posto Unico 8 euro / Amici di i 5 euro ABBONAMENTO FriCard 5 ingressi a scelta tra 12 titoli in cartellone in Sala #Teatroi (tranne Bastarda e gli spettacoli di Città Balena) da ottobre a giugno a 60€. Non nominale, utilizzabile da più persone anche contemporaneamente. COME RAGGIUNGERCI: Tram 2, 3, 14; Bus 94; MM2 (S. Ambrogio, S. Agostino, P.ta Genova); BikeMI (Conca del Naviglio / Cantore / S.Eustorgio); Parcheggio custodito in via Ariberto

Teatro i via Gaudenzio Ferrari, 11 20123 Milano - tel. 02 8323156 366 3700770 biglietteria@teatroi.org www.teatroi.org

Lost in translation - Stagione 2017/2018 - N.3  

Lost in translation è un modo di dire, una formula idiomatica, un espediente linguistico la cui interpretazione è strettamente legata a una...

Lost in translation - Stagione 2017/2018 - N.3  

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