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2016 –––– 2017

prosa –––– musica –––– danza

levati ––– più in alto –––––– di un salto


2016 –––– 2017

levati ––– più in alto –––––– di un salto prosa –––– musica –––– danza


25.11 –––– 2016

eugenio finardi racconta 40 anni di musica ribelle con Eugenio Finardi

parole e musica

40 anni fa usciva “Sugo”, disco che ha portato Eugenio Finardi al successo e in cui sono contenuti, oltre alla canzone-manifesto “Musica Ribelle”, alcuni tra i brani più rappresentativi della sua carriera. La lavorazione di “Sugo” aveva coinvolto alcuni tra i migliori musicisti italiani, chiamati a raccolta da Finardi per realizzare, partendo dai brani che aveva scritto, un progetto musicale che prese vita e identità proprio durante le registrazioni. Questo a testimonianza della libertà creativa concessa a ciascun musicista, coinvolto in una sperimentazione continua. Cosa significa fare “musica ribelle”? Chi sono i “ribelli” al giorno d’oggi e nella società civile? Al teatro “Laura Betti” di Casalecchio di Reno andrà in scena un episodio inedito, unico e del tutto particolare di questo intenso capitolo della storia artistica di Eugenio Finardi. Il cantautore milanese incontrerà “Politicamente Scorretto” per discutere di musica, creatività, arte ma anche di libertà, passione ed impegno civile. Un dialogo in cui le parole verranno scandite dall’esecuzione di alcuni brani scelti per l’occasione e proposti in una versione “essenziale” per chitarra e voce.

l’evento è organizzato in collaborazione con Arci Bologna

abbonamento


29.11 –––– 2016 prosa

lacci

di Domenico Starnone con Silvio Orlando, Roberto Nobile, Sergio Romano, Maria Laura Rondanini, Vanessa Scalera e con Giacomo de Cataldo regia Armando Pugliese scene Roberto Crea costumi Silvia Polidori musiche di Stefano Mainetti luci Gaetano La Mela produzione Cardellino

«Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie». Si apre così la lettera che Vanda scrive al marito che se n’è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani, all’inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent’anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza più che di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta e lei a Napoli con i figli. Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è più radicale dell’abbandono, ma niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante e fortissima, il racconto magistrale di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.


03.12 –––– 2016 prosa

come un cane senza padrone

ideato e diretto da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò con Dani Greggio narratrice Emanuela Villagrossi produzione Motus e Théâtre National de Bretagne

in collaborazione con Teatro Mercadante di Napoli – progetto Petrolio e il sostegno di Provincia di Rimini, Regione Emilia Romagna Come un Cane Senza Padrone si incentra su Petrolio di Pasolini, romanzo incompiuto e postumo, ma progettato e pianificato nei particolari dall’autore. Pasolini scriveva a Moravia che Petrolio è “un romanzo scritto più con la lingua dei trattamenti o delle sceneggiature che quella dei romanzi classici”. I frammenti che costituiscono Come un Cane Senza Padrone – una sorta di “film di letteratura” raccontato da Emanuela Villagrossi – sono saturi di coincidenze tra l’artificio e la realtà della vita e della morte dell’autore. Pasolini amava le corse in automobile, le auto sportive, veloci, amava andare in giro di notte solo, “... giro per la Tuscolana come un pazzo, per l’Appia come un cane senza padrone”, sempre in cerca, sempre in attesa, perché sempre gli mancava qualcosa: “Egli cercava - ma nel mondo, fra i corpi - la solitudine più assoluta”. Nell’ambito di HELLO STRANGER | 25 anni di Motus Bologna, ottobre – dicembre 2016. Progetto speciale 2016 promosso da Comune di Bologna e Emilia Romagna Teatro Fondazione con il contributo di Regione Emilia Romagna – Assessorato alla Cultura. hellostranger.it


13.12 –––– 2016 danza

lisbeth gruwez dances bob dylan ideazione e realizzazione Lisbeth Gruwez & Maarten Van Cauwenberghe coreografia Lisbeth Gruwez musica Bob Dylan luci Harry Cole & Caroline Mathieu

produzione Voetvolk vzw in coproduzione con KVS, Rencontres chorégraphiques internationales de SeineSaint-Denis, Ballet du Nord, Théâtre d’Arras/ Tandem Arras-Douai, Les Brigittines & Theater Im Pumpenhaus

Uno spettacolo intenso in cui le canzoni di Bob Dylan, scelte su vinile dal musicista e compositore Maarten Van Cauwenberghe, si trasformano nella personale traduzione fisica di Lisbeth Gruwez, caratterizzata da una stupefacente precisione del movimento e da ripetizione ipnotica. I pezzi degli anni sessanta e settanta si intrecciano con i movimenti in uno spettacolo puro e minimalista, che conduce lo spettatore in un luogo misterioso, dove la sera svanisce nella notte e in cui il ballerino, indisturbato, si perde in un dialogo con la musica. L’esecuzione diventa un momento di compartecipazione tra musica e danza, in cui l’una e l’altra si incontrano e si completano a vicenda, in quell’alchimia speciale che è l’essenza del momento vissuto come condivisione. Questa performance dimostra ancora una volta come ogni idea che Lisbeth Gruwez trasforma in linguaggio del corpo ha una tale forza da colpire ogni spettatore, anche quello che non è un fan di Bob Dylan, creando un’impressione durevole.


31.12 –––– 2016 –––– ore 22

Capodanno di Comunità

nuova barberia carloni

con Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini, Alessandro Mori regia Mario Gumina ProduzioNE Teatro Necessario

in collaborazione con Danzarte progetto Next - Oltre il Palcoscenico, Regione Lombardia grazie a Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti Soltanto mezzo secolo addietro la barberia era nientemeno che il luogo di ritrovo preferito dai signori. Un posto discreto dove discutere liberamente dei propri affari e delle proprie idee. E c’era la musica, c’era il caffè, c’erano gli aneddoti balzani del fidato barbiere. La barberia era, in poche parole, il punto nevralgico del paese. In questo spettacolo tre simpaticissimi barbieri acrobati e musicisti, ricreano l’atmosfera di quei tempi in cui il barbiere cantava, suonava, serviva da bere, consigliava e, naturalmente, faceva barba e capelli. Il palco diventa il luogo in cui i tre divertenti, quanto maldestri aspiranti barbieri, si cimentano in singolari dimostrazioni di abilità, tra gags, musica e comicità, in attesa del primo cliente, il quale, a conti fatti, non può che… temere il peggio! Sciamani e dottori, veri e propri artisti del cuoio capelluto determinati a curare, a suon di lozione, qualunque problema, i barbieri/musicisti ostentano orgogliosi il proprio talento, certi che il cliente uscirà pulito e liscio, rigenerato nel corpo ed elevato nello spirito. A seguire: brindisi di mezzanotte con buffet.


19.01 –––– 2017 musica

ara malikian in concerto

violino Ara Malikian Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna direttore Roberto Polastri musiche dal barocco al rock La forza ritmica, emozionale e il virtuosismo del violino di Ara Malikian incontrano l’Orchestra Regionale dell’EmiliaRomagna, una delle più importanti orchestre italiane, riconosciuta dallo Stato come Istituzione ConcertisticoOrchestrale di rilevanza nazionale. Originale e innovativa presenza nel panorama musicale internazionale, Ara Malikian è uno dei più brillanti ed espressivi violinisti della scena musicale contemporanea. Le sue origini e la sua vasta esperienza in ambito musicale hanno dato vita ad uno stile unico e molto personale. La sua incessante ricerca artistica lo ha portato ad approfondire le proprie radici armene e ad assimilare musiche provenienti da diverse culture: dal Medio Oriente (araba ed ebrea), dall’Europa centrale (gitana e klezmer), dall’Argentina (Tango) e dalla Spagna (Flamenco). La forza ritmica ed emozionale di questi stili musicali si mescola poi al virtuosismo e all’espressività della grande tradizione classica europea. Come interprete vanta un ampio repertorio che include gran parte delle maggiori composizioni per violino e diverse creazioni di compositori contemporanei. Si è esibito con prestigiose orchestre sinfoniche come quelle di Tokyo e di Madrid e con le più famose orchestre internazionali.


27.01 –––– 2017 prosa

la volontà frammenti per simone weil drammaturgia e regia César Brie con César Brie e Catia Caramia scene e costumi Giancarlo Gentilucci musiche originali Pablo Brie disegno luci Daniela Vespa produzione Campo Teatrale/César Brie

“Una donna poggiata contro un muro. Un uomo disegna un letto sul muro. La donna, in piedi e allo stesso tempo coricata nel suo letto, parla con Dio. L’uomo la regge, la accudisce, dialoga con lei, ci racconta di lei. L’unica traccia di quest’uomo sono le sue iniziali incise sotto le parole scritte sulla lapide di Simone Weil al cimitero di Ashford, nel Kent: C.M. L’abbiamo chiamato Carlo Manfredi, gli abbiamo dato il ruolo di infermiere e il compito di accudire Simone Weil nella sua agonia. Il corpo di Simone, morta di stenti a 34 anni, sollevato da questo testimone che abbiamo inventato, danza nell’aria accompagnato dagli echi delle sue parole. Il pensiero di Simone Weil, quasi sconosciuto alla sua morte, oggi ci interroga con una forza sconvolgente. Si occupò dei pensieri e delle azioni degli esseri umani. Fu operaia, sindacalista, insegnante, scrittrice, storica, poetessa, drammaturga, combattente, filosofa, contadina. Morì di stenti, in esilio. Si occupava degli esseri umani, ma dimenticava se stessa.” (César Brie) abbonamento


03.02 –––– 2017 prosa

riccardo III e le regine

da Shakespeare ideazione e regia Oscar de Summa con Oscar de Summa e con Silvia Gallerano, Marina Occhionero e Isabella Carloni produzione La corte Ospitale

Riccardo III è un dominatore. Il suo potere non risiede tanto nella forza fisica quanto nelle sue capacità oratorie, che affascinano i suoi interlocutori e ne influenzano le azioni. Nella scalata per raggiungere il trono, si serve di tutti gli strumenti consueti degli uomini ambiziosi, utilizzando la potenza del segreto, l’arte della dissimulazione, il potere della negazione. Perfino la sua deformità fisica non viene avvertita come una debolezza, è invece sfruttata come elemento che rafforza il carattere di eccezionalità, grandezza, alterità del personaggio, contribuendo così all’ascesa al potere di Riccardo. Nonostante coloro che egli manipola siano consapevoli della sua brama di potere e del suo carattere, non riescono a fare a meno di farsi ammaliare dalle sue abilità persuasive, anche e soprattutto le donne. Come mai? Da questo interrogativo parte una riflessione sulla figura del dominatore e sul potere nelle sue diverse forme, avvalendosi degli strumenti shakespeariani, che nulla hanno a che fare con la teoria, ma molto con la pratica scenica fatta di leggerezza e profondità.


10.02 –––– 2017 prosa

venere in pelliccia

di David Ives con Sabrina Impacciatore e Valter Malosti regia Valter Malosti scene e disegno luci Nicolas Bovey progetto sonoro G.U.P. Alcaro costumi Massimo Cantini Parrini Produzione Pierfrancesco Pisani, Parmaconcerti e Teatro di Dioniso

in collaborazione con Infinito srl e Fondazione Teatro della Fortuna di Fano/AMAT Thomas Novachek è regista e autore di una nuova commedia ed è alla disperata ricerca di una protagonista per il suo adattamento del romanzo Venere in pelliccia. Alla fine di una giornata di inutili audizioni troviamo Novachek al telefono che si sta lamentando dell’inadeguatezza delle attrici: nessuna di loro possiede lo stile necessario per il ruolo da protagonista. Fuori tempo massimo però, arriva come un uragano Wanda Jordan. Su tacchi altissimi, vestita in modo volgare, apparentemente inadeguata e fuori parte, costringe il regista a farle un’audizione. Si scatenerà di fronte a Thomas un vortice di energia, sfrontatezza e ambizione, Wanda è disposta a pagare qualsiasi pegno e a compiere qualsiasi metamorfosi pur di venire ingaggiata per la parte. E non si fermerà di fronte a nulla pur di ottenerla. Tra regista e attrice, vittima e carnefice, inizia un vertiginoso scambio di ruoli, un gioco elettrizzante di seduzione, potere e sesso tra due pure belve del palco, un duello teatrale in cui si sfumeranno pian piano i confini tra realtà e finzione, per giungere a un finale enigmatico e misterioso.


22.02 –––– 2017 prosa

amleto + die fortinbrasmaschine drammaturgia Roberto Latini, Barbara Weigel regia Roberto Latini musiche e suoni Gianluca Misiti scena Luca Baldini luci e tecnica Max Mugnai produzione Fortebraccio Teatro

in collaborazione con L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino, ATER Circuito Regionale Multidisciplinare Teatro Comunale Laura Betti, Fondazione Orizzonti d’Arte Amleto + Die Fortinbrasmaschine è la riscrittura di una riscrittura. Alla fine degli anni ‘70 Heiner Müller componeva un testo che era liberamente ispirato all’Amleto di Shakespeare. Oggi Roberto Latini e Barbara Weigel tentano una scrittura scenica liberamente ispirata a Die Hamletmachine di Heiner Müller. Un ritorno a Shakespeare, ad Amleto, con gli occhi di Fortebraccio e l’architettura di Müller, su un palcoscenico sospeso tra l’essere e il sembrare. Di Heiner Müller viene conservata la struttura, la divisione per capitoli o ambienti, e attorno ad essa si compone un meccanismo, un dispositivo scenico, una giostrina su cui far salire tragedia e commedia assieme. “L’Amleto è una tragedia di orfani, protagonisti e antagonisti di un tempo in cui i padri vengono a mancare. Questo ha a che fare con la nostra generazione, anche pasolinianamente, con la distanza che misura condizione e divenire, con il vuoto e la sua stessa sensazione, fino a Fortebraccio, figlio, straniero, estraneo e sopravvissuto.” (Roberto Latini)


07.03 –––– 2017 prosa

sorry, boys

di e con Marta Cuscunà progettazione e realizzazione teste mozze Paola Villani disegno luci Claudio “Poldo” Parrino disegno del suono Alessandro Sdrigotti animazioni grafiche Andrea Pizzalis coproduzione Centrale Fies

La vicenda, realmente accaduta nel 2008, è iniziata come un pettegolezzo che serpeggiava tra i corridoi della scuola superiore di Gloucester in Massachusetts. C’erano 18 ragazze incinte – un numero 4 volte sopra la media – e non per tutte era stato un incidente. La storia, poi, è rimbalzata in città: alcune delle ragazze avrebbero pianificato insieme la loro gravidanza, come parte di un patto segreto, per allevare i bambini in una specie di comune femminile. In Sorry, boys, terza tappa del progetto sulle Resistenze femminili, Marta Cuscunà cerca di indagare le ragioni di un piano così sconvolgente e lo fa manovrando due schiere di teste mozze, vere e proprie macchine sceniche, appese come trofei di caccia. Da una parte gli adulti: i genitori, il preside, l’infermiera della scuola; dall’altra i giovani maschi, i padri adolescenti. Tutti inchiodati con le spalle al muro da una vicenda che li ha trovati impreparati e che scatena una serie di interrogativi: come stanno oggi i giovani maschi? Che uomini adulti si preparano a diventare? Chi sono i giovani padri della vicenda?

Nell’ambito di

abbonamento


14.03 –––– 2017 prosa

il volo la ballata dei picchettini di Luigi Dadina, Laura Gambi e Tahar Lamri con Tahar Lamri e Luigi Dadina musicisti Francesco Giampaoli, Diego Pasini e Lanfranco-Moder-Vicari regia Luigi Dadina musiche Francesco Giampaoli testi rap Lanfranco-Moder-Vicari scene e costumi Pietro Fenati ed Elvira Mascanzoni coproduzione RAVENNA TEATRO – RAVENNA FESTIVAL

È sulle navi che bisogna cercarli, i picchettini. Sulle navi in porto. E bisogna sapere dove cercarli, perché non sono in vista. Era il venerdì 13 marzo del 1987. Nei doppifondi di una nave cisterna, adibita al trasporto di gas GPL, i picchettini stavano lavorando usando palette, spazzole, raschietti e stracci. Nel soprastante cantiere, un carpentiere usava la fiamma ossidrica. Per fare in fretta, nessuno di loro era stato informato delle operazioni che avvenivano in contemporanea. L’evento fu scatenato da un incendio nella stiva n. 2, le esalazioni della combustione causarono la morte per asfissia di 13 operai. Tahar Lamri e Luigi Dadina hanno deciso di tenere, assieme a tre musicisti, una Conferenza sul Marzo per rievocare quella vicenda e per raccontare di fabbrica, porti, lavoro, cormorani, nebbia, semafori in cammino, morti che continuano a parlarci. abbonamento


31.03 –––– 2017 musica

ciampi ve lo faccio vedere io di e con Bobo Rondelli tastiere Fabio Marchiori tromba Filippo Ceccarini

Il cantautore livornese Bobo Rondelli, artista instancabile e prolifico, dedica un intero spettacolo all’illustre concittadino Piero Ciampi, artefice di capolavori che negli anni ‘70 hanno reinventato la nostra musica d’autore e che lo hanno reso poeta immortale. Uno show scarno e minimale quello di Bobo, un tavolino, un bicchiere di vino e poche luci, accompagnato dagli amici Fabio Marchiori alle tastiere e Filippo Ceccarini alla tromba, con l’unico scopo di enfatizzare al massimo la musica e il genio maledetto di Ciampi, di portare alla ribalta l’ispirazione del poeta anarchico e le storie di un artista schivo e ostinatamente controcorrente. Due vite divise dal tempo, che spesso trovano forti punti in comune. Un’ammirazione mai celata da Bobo, tanto che nell’album ‘Disperati, intellettuali, ubriaconi’, registrato con Stefano Bollani, ha voluto reinterpretare ‘Io e te, Maria’, celebrata canzone di Ciampi che sicuramente non mancherà tra le perle scelte per lo spettacolo. «Oggi più che mai c’è bisogno di poesia, credo sia necessario anche per tutto ciò che sta succedendo nel mondo, c’è bisogno di uscire un po’ da questo “si salvi chi può”». (Bobo Rondelli)


08.04 –––– 2017

traditional future

danzatore, coreografo Anuang’a Fernando musica Maasaï Vocals e composizioni moderne Produzione Pierre Cardin

danza

Come evolvere dalla tradizione verso la modernità senza cancellare le tracce e senza tradire le proprie radici? La proposta di Anuang’a, danzatore e coreografo keniota, autodidatta e atipico nel panorama della danza contemporanea, è sostenuta e ispirata dai Canti Masai, che costituiscono memoria ancestrale e potenza ritmica, “motore essenziale” per la sua gestualità. Un percorso iniziatico che diventa apertura per una tradizione in divenire, in cui il danzatore ricerca un cammino originale affinché la danza Masai viva pienamente la propria epoca. Anuang’a dà vita a Moran, giovane guerriero appartenente alla terra del Villaggio, che partendo da queste radici simboliche va alla ricerca di un’energia più profonda e di un’espressione liberatrice. Lontano dai cliché turistici, Anuang’a recupera dalla tradizione la fede e la forza necessarie per creare una gestualità potente e superbamente amplificata da un movimento ondulatorio. Con un’abilità sconcertante, coniugata alle tecniche della danza contemporanea, l’energia è canalizzata dai salti verticali e l’emozione è autentica e primitiva.


abbonamenti

Amleto + die fortinbrasmaschine; Sorry, boys; Il volo

LAURA BETTI

Unico 100 €

(13 spettacoli) Platea e galleria Intero 140 € Ridotto over 60 130 € Coop 120 € Speciale giovani 90 € (fino a 29 anni, youngERcard, studenti universitari)

Prelazioni

MUSICA E DANZA (5 spettacoli) Eugenio Finardi racconta 40 anni di Musica Ribelle; Lisbeth Gruwez dances Bob Dylan; Ara Malikian in concerto; Ciampi ve lo faccio vedere io; Traditional future Unico 62,50 €

Dal 21 settembre al 30 settembre la vendita è riservata agli abbonati della Stagione

Vendita nuovi abbonamenti Solo Prosa Musica e Danza

2015/16 alla formula Laura Betti.

A partire dal 12 ottobre

Cambio posto

POLITICAMENTE SCORRETTO

Sabato 1 ottobre la vendita è riservata a chi desidera cambiare posto. Cambiando posto non si conserva alcun diritto su quello occupato nella stagione precedente.

Vendita nuovi abbonamenti Laura Betti

(4 spettacoli) Eugenio Finardi racconta 40 anni di Musica Ribelle; La Volontà; Sorry, boys; Il volo Unico 40 €

A partire dal 5 ottobre

Vendita nuovi abbonamenti Politicamente scorretto

SOLO PROSA

A partire dal 19 ottobre

(8 spettacoli) Lacci; Come un cane senza padrone; La volontà; Riccardo III e le regine; Venere in pelliccia;

CARNET

Intero

6 spettacoli a scelta (escluso il Capodanno di Comunità) Il carnet è un abbonamento flessibile che consente la scelta del titolo e del posto al momento della sottoscrizione o nel corso di tutta la stagione. La scelta di titoli e date va effettuata presso la biglietteria del teatro. I posti vengono assegnati in base alla disponibilità. Con ogni carnet si possono acquistare fino a due biglietti per ciascun spettacolo.

platea e galleria 15 €

Unico 78 €

(con la Carta Doc vidimata per l’anno scolastico in corso)

Vendita Carnet A partire dal 26 ottobre

Casalecchio Teatro Card Se acquisti un abbonamento chiedi in biglietteria la tessera del Teatro che dà diritto a sconti e agevolazioni presso diversi esercizi commerciali di Casalecchio di Reno e Istituzioni Culturali di Bologna. Elenco aderenti sul sito del teatro nella sezione “biglietteria”.

biglietti Prezzi per tutti gli spettacoli in cartellone ad eccezione del Capodanno di Comunità

Ridotto platea e galleria 13,50 € Speciale giovani platea e galleria 8 € (fino a 29 anni, youngERcard, studenti universitari) CARTA DOC platea e galleria 7,50 €

SCUOLE SUPERIORI platea e galleria 7,50 € per gruppi di minimo 10 studenti 1 ingresso gratuito per 1 insegnante accompagnatore ogni 15 studenti Diritto di prevendita: 1 € Il diritto di prevendita si applica fino al giorno precedente lo spettacolo. Riduzioni: Over 60, Soci Coop, Arci, Carta Più e Multipiù Feltrinelli; Associazioni e Circoli convenzionati (elenco completo consultabile sul sito www.teatrocasalecchio.it)


Tutte le tessere danno diritto a 1 biglietto ridotto, ad eccezione di Carta Più e Multipiù Feltrinelli che danno diritto a 2 biglietti ridotti. Le tessere vanno esibite al momento dell’acquisto dei biglietti. Le riduzioni non sono cumulabili.

capodanno di comunità

biglietteria@teatrocasalecchio.it nei giorni e orari di apertura della biglietteria. I biglietti prenotati vanno ritirati presso la biglietteria del teatro entro 10 giorni dalla prenotazione e in ogni caso entro il giorno di apertura della biglietteria precedente la data di spettacolo. Non si accettano prenotazioni il giorno dello spettacolo. Le prenotazioni non ritirate vengono automaticamente cancellate.

Biglietto unico 20 € VENDITA BIGLIETTI A partire dal 2 novembre per tutti gli spettacoli della stagione Acquisto online I biglietti sono acquistabili anche online sul circuito Vivaticket, presso Bologna Welcome (Piazza Maggiore, 1/e); Zamboni53 Store (Via Zamboni, 53/c); i punti d’ascolto delle Ipercoop Centro Borgo, Lame, Nova e presso tutti i punti vendita Vivaticket consultabili sul sito www.vivaticket.it Prenotazioni È possibile prenotare i biglietti telefonicamente allo 051/570977 o via e-mail all’indirizzo

orari di biglietteria La biglietteria è aperta il mercoledì, il venerdì, il sabato e nei giorni di spettacolo dalle 15.30 alle 18.30 Apertura per gli spettacoli a partire da un’ora prima dell’inizio. Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 21, ad eccezione dello spettacolo di Capodanno che inizia alle ore 22.

La Direzione si riserva di apportare al programma modifiche che si rendessero necessarie per cause di forza maggiore.

Teatro Comunale Laura Betti Piazza del Popolo, 1 40033 Casalecchio di Reno (BO) Uffici: 051/573557 Biglietteria: 051/570977 info@teatrocasalecchio.it www.teatrocasalecchio.it fb casalecchioteatro


www.teatrocasalecchio.it

Libretto Prosa 2016/17  
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