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CORRIERE DI NOVENTA Notiziario dell’Istituto Comprensivo di Noventa di Piave realizzato dalle classi prime della S. Sec.1° grado

LA DEMOCRAZIA A.S. 2011/12

NUMERO 1

ISTITUTO COMPRENSIVO NOVENTA DI PIAVE

LE RESPONSABILITÀ DEL SINDACO a cura di Elia Buscato

Scuola Infanzia, Primaria, Secondaria 1° Grado Noventa di Piave Via Guaiane 30020 Noventa di Piave Tel. 0421307516 Fax. 0421307814 veic817005@istruzione.it www.icnoventadipiave.it

Sommario: Intervista ad Elisa:

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È stato mitico!!!

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Come parlamentari

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Gita a Bologna

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Il C.C.R. e la sua storia

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Storie d’Italia

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Per finire ...

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Il 17 novembre 2011 abbiamo intervistato Alessandro Nardese, Sindaco di Noventa di Piave. Nato nel 1958 proprio a Noventa, nel 2006 si è candidato alle elezioni comunali vincendo e diventando così Sindaco. Molto gentilmente si è prestato alle nostre richieste e si è offerto di spiegarci in cosa consiste il suo lavoro, portandoci a riflettere sui concetti di libertà e democrazia In che cosa consiste il suo lavoro? Non lo considero un lavoro quello del Sindaco, perché in realtà io faccio un altro lavoro, questo è un incarico. Ogni cinque anni solitamente viene individuato il futuro Sindaco che dura in carica normalmente altri cinque anni (un mandato amministrativo). Il suo lavoro consiste nel formare una squadra e presentarsi alle elezioni con un programma in cui dice ai suoi concittadini: “Guardate, io penso che per il nostro paese serva questo per la cultura, questo per le infrastrutture, (le infrastrutture sono le strade, i parcheggi, i parchi pubblici, etc) questo per le famiglie, questo per i ragazzi, questo per il territorio, non solo del Comune ma, per esempio, anche del Veneto orientale”.

In alcuni casi, si può anche partecipare a dei bandi per ottenere dei soldi per finanziarsi. Quindi, il candidato si presenta e i cittadini dicono: “Il tuo programma mi piace”, oppure :“Il tuo programma non mi piace, mi piace quello del tuo concorrente”. Così si va alle elezioni e si elegge un Sindaco. Cinque anni fa, la gente di Noventa prevalentemente ha detto: “Alessandro, mi piace il tuo programma!” Il Sindaco in seguito forma una squadra di lavoro e quando si presenta alle elezioni ha questo gruppo di riferimento: non c’è il solo Sindaco; lui è l’esponente primo di quel gruppo che intende governare un paese. Governare un paese significa affrontare i problemi di quel paese. In seguito forma la Giunta Comunale. Anche voi con il Consiglio Comunale dei Ragazzi avete eletto una giunta formata dagli assessori, cioè persone che affrontano temi specifici di un settore. Gli assessori aiutano il Sindaco a prendere delle decisioni e a risolvere e affrontare i problemi. Questo è il mio compito. Le piace il suo lavoro? Sì, mi piace molto, perché mi permette, in accordo coi cittadini, di affrontare i problemi del mio paese.

Io sono nato qui, vivo qui e quindi tengo molto a Noventa e al mio territorio, al mio ambiente, ai noventani e credo di poter, insieme, ripeto, ad un gruppo di lavoro, poter fare delle cose molto valide. Mi piace molto il mio lavoro anche perché aiuta a crescere, a imparare tante cose: io ho appreso molto, ho imparato a capire cosa significa “decidere”: prendere delle decisioni significa assumersi delle responsabilità, cosa che permette alle persone di diventare grandi. Voi diventerete grandi nella misura in cui vi assumerete delle responsabilità. Già lo state facendo: andare bene o male a scuola è assumersi delle responsabilità; lo si fa anche col lavoro di Sindaco e ciò mi piace molto. Dunque, pensa di ricandidarsi alle prossime elezioni? Sicuramente mi ricandiderò perché mi è piaciuta questa


DEMOCRAZIA esperienza, anche se non vi nascondo che i periodi che verranno saranno molto difficili e duri. Voi lo sapete che stiamo vivendo in un periodo di crisi economica globale? Tanta gente, per esempio, perde il posto di lavoro e questo è l’elemento che mi preoccupa di più: sapere che esistono persone che, con dignità, chiedono il posto di lavoro che non hanno più. Dunque, l’incarico per chi sarà Sindaco nei prossimi anni sarà particolarmente gravoso, perché vengono a mancare le risorse, quindi ancora di più ci dovrà essere un grosso senso di responsabilità su l l e La politica va scelte da f a r e , sapendo usata per che, se si fanno d ell e risolvere i cose, non se problemi della ne poss o n o f a r e comunità, non d e l l e altre e per risolvere i quindi si potrà accon t en t ar e propri qual cuno, ma non tutti. Questa è la cosa difficile del mio lavoro. Nonostante ciò, credo che l’esperienza che ho fatto in questi anni sia stata molto produttiva. Perciò mi ricandiderò, cioè chiederò ai cittadini se vorranno continuare con me il lavoro fatto fino ad ora e loro decideranno con il voto. Questo è il bello della democrazia! Inoltre, ho in testa dei progetti per questo paese e quello che vorrei fare richiede un tempo più lungo dei cinque anni trascorsi.

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Per esempio, abbiamo fatto 2 anni fa un concorso con dei progettisti per mostrare come potrebbe diventare Noventa in futuro con la sistemazione delle piazze, della viabilità, delle aree pedonali … Ma questi sono programmi lunghi da realizzare, anche perché richiedono un intervento economico notevole (sono ipotizzati oltre 7 milioni di euro). Il nostro Comune non è in grado di affrontarli subito, deve farlo per stralci . Come interverrà il Comune riguardo i casi di bullismo e vandalismo avvenuti nella scuola secondaria? Innanzitutto parlando con la scuola, perché da anni facciamo una serie di progetti con essa che servono a creare una certa mentalità, una certa cultura in voi ragazzi, la “cultura della accoglienza”, dell’ “attenzione verso l’altro”. Questo perché la nostra realtà è composita e a volte succede che a partire da una certa età, 10-14 anni, quando si diventa adolescenti, si cominci ad avere qualche grillo per la testa per varie ragioni e possono verificarsi anche atti di bullismo che vanno ripresi, recuperati sul piano educativo. Così recentemente abbiamo messo delle telecamere per registrare se qualcuno fa del male a qualcun altro oppure si comporta in modo non adeguato. In questo modo i nostri vigili urbani hanno la visione in tempo reale della situazione, anche perché c’è una cassetta che registra le immagini 24/24 ore, per cui si può risalire al giorno e all’ora in cui è stato commesso un eventuale fatto: vengono filmate le persone che commettono quegli atti, per poi mettere in pratica un atto educativo, là dove possa servire. Verrà completata la pista ciclabile di via Guaiane, che per noi studenti è molto importante? Sicuramente sì, e i lavori dovrebbero cominciare a giorni. Tutto il primo tratto

di ingresso, da via Roma fino agli impianti sportivi, lo abbiamo già aggiudicato ad una ditta. Verrà rifatto tutto l’arredo urbano e il marciapiede e su quello esistente si farà la pista ciclabile; sarà inoltre rifatta tutta l’illuminazione nuova. Questi lavori probabilmente comporteranno qualche disagio, specie al mattino, per i vostri genitori che magari vi portano a scuola con l’auto e troveranno l’impresa che sul lato della strada dovrà lavorare. Sono disagi che affrontiamo nella consapevolezza che avremo dei benefici. Come è riuscito a diventare Sindaco? Cioè, se da grande volessi diventare Sindaco, cosa dovrei fare? Io ho fatto così. La mia esperienza è nata cinque anni prima che mi presentassi come Sindaco, nel senso che il Sindaco precedente, il dott. Merli, che conoscevo fin da bambino, mi aveva convocato dicendomi: “Io ti conosco, so che lavoro fai, di cosa ti occupi e ti chiederei se volessi far parte della squadra con me per il prossimo mandato”. Così inizialmente ho fatto l’assessore ai servizi sociali e alle politiche giovanili. E’ stata un’esperienza molto bella, che mi ha permesso di capire come funziona un Comune e cosa fa un assessore. In seguito il Sindaco Merli mi ha detto:“Cosa ne dici se adesso, visto che io ho concluso i miei due mandati (perché un Sindaco più di due mandati consecutivi non può fare, cioè può stare in carica al massimo dieci anni consecutivi) ti presenti tu ai cittadini come Sindaco?” e io ho risposto:“Se tutti quelli del gruppo di questa squadra sono d’accordo, ci sto”. Quindi, come si suol dire, “ci ho messo la faccia”, perché fare il sindaco significa esporsi anche alle critiche, alle osservazioni e assumersi delle responsabilità. Io l’ho fatto, mi è andata bene e quindi sono qui. Secondo lei il CCR è una iniziativa che vale la pena

di portare avanti? Io sono molto soddisfatto di questa iniziativa, che ha compiuto dieci anni. Proprio stamattina ho parlato del CCR con un vice-questore del Comune di Vicenza che è venuto a presentarmi un progetto e, siccome parlavamo di sicurezza e di crescita etica della persona, ho detto: “Guardi, nel nostro Comune abbiamo questa esperienza del Consiglio Comunale dei Ragazzi dove la cittadinanza è attiva”. Credo che sia un’esperienza molto bella, quindi deve andare avanti! D’altronde ho visto che man mano che passano gli anni anche voi siete cresciuti su questo tipo di esperienza e vedo che portate avanti delle proposte sempre molto interessanti, belle e utili, che fanno bene anche a noi adulti, che a volte poco ascoltiamo voi ragazzi. Nel suo discorso agli ateniesi, Pericle circa 2500 anni fa diceva che i magistrati e le leggi-sia quelle scritte che quelle morali- vanno rispettate e affermava :” Un cittadino … non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private”, cioè non entra in politica per trarne guadagno. Lei cosa pensa in proposito? Sono d’accordo, d’accordissimo! Purtroppo a volte abbiamo esperienze che sono rivolte in senso opposto, perché tanti hanno usato la politica per risolvere i problemi loro. Servono correttezza ed onestà. La politica va usata per risolvere i problemi della comunità, non per risolvere i propri. Tuttavia esiste un malcostume che nella politica a volte non dà un bel insegnamento ed è una cosa che va ampiamente combattuta. Secondo lei, il nostro Governo negli ultimi anni ha svolto correttamente il suo lavoro, nel rispetto cioè della libertà di ogni singolo individuo? Secondo me no! Viviamo in un periodo in cui la globalizzazione, che ha sicuramente


a chi ha sempre meno, quindi ai “soliti noti”. Tanto per capirsi, “soliti noti” vuol dire chi ha un lavoro dipendente, non un lavoro autonomo, che è l’area dove facilmente si può evadere il fisco. Evadere il fisco significa non pagare le tasse. Se uno non paga le tasse penalizza tutta la collettività, perché posso offrire meno servizi a chi ne ha più bisogno. Su questo tutti i governi dovevano impegnarsi di più. Il suo lavoro influisce nel rapporto con la famiglia ? Come trascorre il suo tempo libero? Io ho un lavoro mio, che facci o da l 1985: fa cci o l’assistente sociale in un consultorio familiare pubblico. Da cinque anni poi sto facendo il Sindaco, incarico che richiede impegno. Di là ho un lavoro di 38 ore settimanali, di qua non ho un orario fisso, ma vi assicuro che arriviamo ad altrettante ore, distribuite in tutti i momenti della giornata. Fac-

cio un esempio: se e quando ci sono dei dati di allerta, perché, ad esempio, c’è un rischio idrogeologico (il Piave che si alza) io sono 24/24 ore sempre in contatto telefonico con la nostra protezione civile, con la Provincia, il genio per le emergenze. Il mio tempo libero lo trascorro in famiglia e, appena posso, mi reco a fare un bel giro in bicicletta, mezzo che amo molto perchè mi permette di scaricare la tensione, di fare esercizio fisico e di vedere il mio bel territorio. Perché è importante che in un Paese ci sia democrazia? Cos’è per lei e in cosa consiste? La democrazia è importante specie per noi che siamo usciti da un periodo, parlo di quando c’era il fascismo, in cui il Regime non permetteva alla gente di esprimersi: tutti la pensavano

allo stesso modo ed erano costretti a pensarla allo stesso modo oppure venivano confinati o picchiati o allontanati o anche purtroppo uccisi. Quella era una dittatura. Poi nel ’45, dopo la Seconda Guerra Mondiale, la gente fortunatamente ha detto:“Basta, basta ai regimi totalitari! Basta anche alla monarchia!” Abbiamo così scelto la Repubblica, quindi una forma democratica di governo. Avete letto la nostra Costituzione? Leggetevi il primo articolo e capirete che cosa significa democrazia. Democrazia vuol dire che è il popolo che decide … e così è giusto! Come decide? Attraverso le elezioni, attraverso la partecipazione, con il voto che stabilisce chi li rappresenta e chi è delegato a governare il paese. Inoltre abbiamo anche degli

strumenti, ad esempio i referendum, che permettono che su alcune tematiche importanti il cittadino possa esprimere la sua opinione Conosce la canzone “Libertà” di Giorgio Gaber? Le piace? Perché? Mi piace molto, perché è chiara, incisiva, è molto bella e significativa. Spesso la ascolto. La vuole cantare insieme a noi? “La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione …”

INTERVISTA AD ELISA: SINDACO DEL C.C.R. Quanti anni hai? Ho 11 anni e frequento la II C della scuola media di Noventa. E’ la tua prima esperienza nel CCR? No, già lo scorso anno ho partecipato al CCR come consigliere alla cultura. Come hai vissuto il giorno dell’elezione? Con molta ansia, perché tutto si è deciso con le ultime schede ed ho vinto davvero per pochi punti di scarto con il mio avversario Giovanni Gava. Da una parte, nell’attesa del risultato, speravo di essere eletta; dall’altra, temevo che l’impegno da sindaco potesse essere troppo faticoso per me. Quando sono stata eletta, però, la soddisfazione e la contentezza hanno preso il sopravvento sulle mie paure. Ti piace questo compito? E’ difficile? Mi piace molto il compito di sindaco, perché mi permette di partecipare in pri-

ma persona a tutte le manifestazioni più importanti di Noventa: per esempio, ho presenziato alla festa del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, alla festa dell’Avis, alla commemorazione dei caduti di tutte le guerre, al CORN. Ed ogni volta, mi sono trovata ad approfondire il tema della giornata e questo mi ha permesso di imparare molte cose della nostra storia e di conoscere ed apprezzare l’operato di alcune associazioni. Il compito che mi è stato affidato non è difficile, ma ho dovuto imparare a gestire i discorsi in pubblico cercando di non emozionarmi troppo. E’ un ruolo importante? Sì, è un ruolo importante, perché mi faccio portavoce di un intero gruppo, quello del CCR, che propone e realizza progetti per migliorare la vita di noi ragazzi a Noventa. Dunque, ogni volta non parlo solo a nome mio, ma devo rappresentare al meglio le esigenze di tutta la squadra. Quanto tempo impieghi a

scrivere i discorsi? Dipende. Se il discorso è rivolto ad un pubblico di ragazzi, la stesura del discorso risulta piuttosto semplice. Se invece devo presenziare ad un incontro con adulti, allora mi sembra che il discorso non vada mai bene, lo leggo e lo rileggo, lo correggo, lo faccio controllare alla mia mamma, lo invio alla prof. Di Saverio per la supervisione definitiva e, se a tutti va bene, finalmente il discorso è pronto. Funziona bene il tuo gruppo? Sì, mi trovo bene a lavorare con il mio gruppo del CCR. Certo, non mancano le discussioni, ma penso che questo sia naturale e, anzi, credo che ci insegni a prendere le decisioni con democrazia. Ti piacerebbe ripetere l’esperienza di sindaco? A dire il vero, sì, mi piacerebbe, perché quest’anno

da sindaco mi ha insegnato tanto ed ha migliorato il mio modo di esprimermi in pubblico. Inoltre, tante volte è stato divertente essere trattata da grande e, ora che ci sto prendendo gusto, un po’ mi dispiace lasciare l’incarico. Credo, però, che sia giusto lasciare anche ad altri l’opportunità di vivere questa esperienza meravigliosa con entusiasmo ed impegno. ll C.C.R.

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DEMOCRAZIA

È STATO MITICO!!!

Il 21 febbraio 2011 gli alunni delle classi quinte della scuola primaria “G. Noventa” di Noventa di Piave si sono trovati in stazione dei treni a San Donà per partire alla volta di Roma dove dovevano ritirare, in Senato, il primo premio relativo al concorso intitolato “Vorrei una legge che...”. La prima sosta è stata la stazione di Mestre dove i ragazzi hanno preso un altro treno che in sole quattro ore li ha portati nella capitale. Durante il viaggio hanno attraversato: l’Emilia Romagna, la Toscana e l’Umbria per raggiungere finalmente il Lazio. Alcune fermate sono state effettuate a Bologna e a Firenze per consentire ad altri passeggeri di salire sul treno. Giunti alla stazione di Roma Termini gli alunni sono scesi dal treno e si sono incammi-

nati per raggiungere l’albergo Nizza dove, dopo aver consumato nel salone principale un veloce pranzo al sacco, hanno potuto sistemare nelle stanze assegnate le proprie cose. Una volta terminate queste operazioni i ragazzi si sono ritrovati in salone pronti per la prima passeggiata in città. Sono stati visitati monumenti antichi ed importanti fra i quali il Colosseo ed il Foro Romano. La cena è stata consumata al ristorante Condor, situato in via Manin, poco distante dall’albergo. Il giorno successivo, dopo essersi tutti elegantemente vestiti, gli alunni si sono recati in Senato per ritirare il premio vinto. Il ritrovo è avvenuto presso la sala parlamentare alla presenza anche di altre scolaresche e

qui alcuni studenti, fra i quali Stefano Bonato e Mattia Marcuzzo, hanno avuto la possibilità di conoscere personalmente Renato Schifani, presidente del Senato, che ha parlato loro dell’economia dell’Italia e più in generale anche della povertà. La premiazione è stata un’esperienza unica per i ragazzi, che erano tutti molto emozionati specialmente perché sedevano nei posti riservati ai senatori. Terminata la cerimonia di premiazione, vi è stata la p os s i bi l i t à d i fa r e un’ulteriore visita alla città e di vedere così sia la famosa Fontana di Trevi, dove tutti i ragazzi hanno gettato una monetina esprimendo un desiderio, che il Pantheon. Una volta tornati in albergo

e prese le proprie cose gli alunni si sono incamminati verso la stazione per prendere il treno e tornare a casa. Nonostante la stanchezza il viaggio di ritorno è stato molto divertente: tutti hanno potuto chiacchierare e scambiare opinioni sull’esperienza vissuta, ma anche scherzare parecchio; ciò ha costretto, qualche volta, le maestre ad intervenire per calmare un po’ gli animi. Una volta giunti a San Donà i ragazzi hanno potuto riabbracciare con gioia i propri genitori. Mattia Marcuzzo, Enrico Muletto, e Tommaso Pelloia

COME PARLAMENTARI È stato un lavoro duro che ha visto i ragionamenti di tutti i componenti di varie culture intrecciarsi fino a fondersi insieme.

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Nel mese di novembre dello scorso anno le classi quinte della scuola primaria si sono riunite per partecipare e provare a vincere il concorso “Vorrei una legge che ...”. Questo concorso è stato indetto dal Senato della Repubblica per fare cogliere l'importanza delle leggi e del confronto democratico sulla regolamentazione della vita di tutti i giorni e ricordare il 150° anno dell’unità d’Italia. La

partecipazione è stata proposta dalla professoressa Di Saverio. Le classi si sono divise in modo che la 5^A fosse la Camera dei Deputati, la 5^B rappresentasse il Senato della Repubblica e la 5^C la Commissione del Senato. La 5^C ha preparato il disegno di legge “Fatta l’Italia, facciamo gli Italiani” e le quinte A e B l’hanno discusso, inserendo alcuni emendamenti, e hanno approvato il testo di legge formato da tre articoli. Il primo articolo stabilisce e garantisce la libertà di culto: lo Stato allestirà una “grande casa” nella quale ciascuno potrà spiegare agli altri ciò in cui crede. Il secondo articolo ci ricorda i doveri di uso e tutela dell’ambiente in modo da non inquinare, riciclare, recuperare, riusare, non sprecare... per mantenere intatto il meraviglioso ambiente che ci circonda. Il terzo articolo parla della libertà personale che trova il limite invalicabile nel rispetto del proprio prossimo.

La legge così elaborata si conclude ribadendo che ”non si può far tutto, l’importante è far del bene per sé e per gli altri, impegnandosi a mantenere la pace nel mondo”. È stato un lavoro duro che ha visto i ragionamenti di tutti i componenti di varie culture intrecciarsi fino a fondersi insieme. I ragazzi delle classi quinte della scuola primaria, infatti, si sono impegnati per un intero mese, ben due giorni a settimana, per riuscire a portare a termine il progetto. Nonostante la fatica, i ragazzi si sono divertiti, tanto più che l’attività svolta ha regalato loro grandi emozioni: visitare Roma e il Senato della Repubblica, conoscerne il Presidente Renato Schifani, e sedersi sui seggi dell’aula del Senato come veri parlamentari. Alberto Danieli, Stefano Bonato e Mauro Gaiotto


GITA A BOLOGNA Il 18 ottobre 2011 le classi prime della secondaria di primo grado “G. Mazzini” di Noventa di Piave si sono ritrovate alle 7.00 del mattino davanti alla loro scuola: un autobus li aspettava per portarli a Bologna per ritirare un bellissimo premio vinto nel precedente anno scolastico – quando ancora erano in quinta elementare – con il lavoro “Vorrei una legge che …” presentato, oltre che al Concorso indetto dal Senato della Repubblica, anche alla manifestazione Festa della Storia, promossa dall’Università di Bologna. Dopo tre ore di viaggio tra messaggi e telefonate sono arrivati a destinazione. Scesi dall’autobus si sono incamminati verso il Museo Giorgio Morandi, che fa parte del più grande Museo d’Arte Moderna di Bologna: qui sono stati divisi in due gruppi, poiché erano in tanti, e con la guida hanno avuto la possibilità di conoscere la vita del pittore Morandi e le sue opere; hanno visto inoltre i suoi quadri che rappresentano

oggetti della vita quotidiana come bottiglie, vasi, ciotole. Gli studenti hanno anche preso parte a due attività laboratoriali, nel corso delle quali – divertendosi – hanno cercato di disegnare come Morandi, usando vari strumenti: penne, matite, pastelli e carbone. Dopo il pranzo, si sono incamminati ver so l’Università di Bologna, una delle più antiche università italiane, per ritirare il loro premio. Arrivati davanti all’Università e dopo aver ammirato la bellezza di quell’antico edificio, i ragazzi sono stati guidati verso la sala della premiazione, una sala molto ampia con molte poltrone: da una parte quelle dei ragazzi e dall’altra quelle dei professori dell’Università, poste su un palco. All’inizio della cerimonia di premiazione, il discorso di apertura è stato pronunciato da una giovane dotto-

ressa dell’Università, che ha ricordato ai ragazzi come è nato il Concorso Festa della Storia, le modalità di partecipazione e la classifica dei vincitori. Il pubblico ha avuto la possibilità di ascoltare la recita di poesie e l’esecuzione di alcune sonate al pianoforte; infine ha assistito alla premiazione delle scuole che hanno partecipato al Concorso classificandosi ai primi posti, alla proiezione dei video vincitori e ai discorsi tenuti da piccoli gruppi di studenti in rappresentanza della propria scuola, che poi hanno ricevuto in premio un assegno. Finalmente è giunto il momento della Scuola Secondaria di Primo Grado di Noventa. I ragazzi erano tutti molto emozionati, non solo il piccolo gruppo salito sul palco accompagnato dal gran boato di applausi dei compagni, ma anche coloro che per motivi di spazio

IL C.C.R. E LA SUA STORIA

CCR è una sigla: significa Consiglio Comunale dei Ragazzi. Si tratta di un Consiglio Comunale in miniatura, formato da un gruppo di ragazzi che sono stati eletti dalle classi prime e seconde della Scuola Secondaria di Primo Grado “G. Mazzini” e dalle classi quinte della Scuola Primaria “G. Noventa”. Il CCR si propone di migliorare la qualità dell’ambiente, le strutture sportive e il clima culturale di Noventa, con manifestazioni, intrattenimenti e spettacoli teatrali e musi-

cali. In giorni prefissati, infatti, i ragazzi del CCR si riuniscono presso la Scuola Primaria per esporre le proprie idee, discutere dei problemi e trovare soluzioni. Il CCR è composto da diciassette ragazzi che collaborano tra loro con l’aiuto della professoressa A. Di Saverio e dell’insegnante O. De Bortoli. Va comunque precisato che il Consiglio Comunale dei Ragazzi non è un gruppo politico né uno strumento assegnato nelle mani del Preside. Ogni anno si tengono le elezioni per scegliere i rappresentanti degli studenti: vince la lista che ottiene più voti. Il Sindaco rimane in carica un anno, poi ne viene eletto un altro. La lista che ha vinto le ele-

zioni lo scorso anno aveva come motto “Inventi-amo Noventa”. Partecipando al CCR i ragazzi scoprono come funziona il mondo degli adulti, con le sue leggi e i suoi regolamenti; sono perciò entusiasti di partecipare a questo progetto perché, aiutando la comunità a vivere meglio, collaborano a rendere tutti più felici. Marco Gnes, Teresa Pacucci e Andrea Borcini

non ci sono potuti salire. Dopo la proiezione del proprio video, il gruppetto di studenti noventani ha tenuto un breve discorso esponendo il progetto, raccontando le fasi di svolgimento del lavoro e ringraziando per il premio ricevuto: la menzione speciale per il lavoro svolto e un assegno “gigante” del valore di mille euro. Leonardo Dalla Torre , Elisabetta Palumbo e Luca Siviero

“i ragazzi scoprono come funziona il mondo degli adulti, con le sue leggi e i suoi regolamenti”

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DEMOCRAZIA

STORIE D’ITALIA UNA RAGAZZA SOLARE Ha 24 anni, è una ragazza

solare, ha lasciato la famiglia per seguire il sogno di far parte della scorta. Quando è davanti al Magistrato, sorride, è contenta di lavorare per quell'uomo così coraggioso. E' contenta anche perché tra due giorni si deve sposare. Quel giorno, un pomeriggio caldo e afoso, tutti erano molto stanchi. Quel giorno il procuratore, finalmente, andò a trovare sua madre, era domenica. Quel giorno lentamente percorsero tutta via d' Amelio, girarono a destra, si avvicinarono al portone.

LA GENTE ERA TRANQUILLA

Era il 19 Luglio 1992, 16.58. Bastò solamente un secondo affinché l'autobomba piena di tritolo distruggesse gran parte della via. La bomba portò via la vita di Borsellino ma anche tutta la scorta, compresa lei, la ragazza solare che non dimenticheremo mai: Emanuela Loi. Con lei persero la vita Walter Eddie Cosina, Agostino Catalano, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli. Valentina Gava, Luciano Mellinato e Angelica Bagolin

Un popolo di

COPPI E BARTALI

poeti di artisti

Tour de France, un fotografo ciabatta per tutta la salita fino a un rettilineo. Si ferma ansando. E’ stanco perché è da tutto il giorno che cammina per scattare foto dei corridori. Ad un tratto, sente le grida dei tifosi avvicinarsi, controlla gli obiettivi della macchina fotografica: davanti a lui due corridori passano, li riconosce: sono i due campioni italiani. Scatta foto a

di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori

La gente era tranquilla, c'era chi andava in vacanza, chi tornava con i figli, parenti, amici. Tutti pensavano di arrivare a destinazione: a Verona, al lago di Garda, a Rimini o in altri bei posti. Maria Fresu 24 anni era una di quelle che con sua figlia Angela 3 anni e delle amiche, stavano andando in vacanza . Chi era fuori dalla stazione, chi aspettava il treno, tutti videro un ragazzo con una borsa sportiva, alcuni ricordano un signore con una grossa valigia nella sala d'aspetto di seconda classe. (Solo

quel signore sapeva che dentro alla valigia era contenuta una bomba) Due minuti dopo, alle 10:25 la bomba esplose. Era il 2 agosto 1980, a Bologna. Ci furono 85 morti e 200 feriti. Anna Ronchiato e Marco Ostanello

caso, sperando il meglio. Nella sua stanza, alla sera, sviluppa il rullino. Si incanta davanti a un fotogramma: la foto è di Coppi e Bartali, i Rivali, che si passano la borraccia all’Alpe d’Huez. Lui, Carlo Martini il 4 luglio 1952 ha scattato la foto che resterà per sempre nella storia italiana. Agustina Cecilia Tejada e Giulia Lessio

UNA STORIA D’AMORE Era il 14 luglio del 1948, ore 11,30. Usciva da Montecitorio in compagnia della sua ragazza di 28 anni, anch’essa membro del Partito. Era molto più anziano di lei, ma nonostante tutto, avevano intrecciato una relazione da due anni, un amore di grande passione cementato molto dalla vita politica, dalle discussioni e dagli ideali. Lui l’aveva aspettata sulle scale, scendevano insieme … lei lo stava ancora guardando sorridente, quan-

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do tre spari spaventarono i piccioni dei cornicioni e rovesciarono nelle piazze migliaia di uomini e di donne che chiedevano a gran voce giustizia e vendetta. Erano gli spari di una pistola calibro 38, la pistola di Antonio Pallante, un giovane spaventato dalla politica di quell’uomo … spaventato da Palmiro Togliatti, Pallante aveva cercato di ucciderlo. Due colpi andarono a segno, l’altro sfiorò la testa. Togliatti fu operato d’urgenza dal chirurgo Pietro Valdoni. L’operazione ebbe successo ma le piazze ribollivano, e serpeggiava una tensione da guerra civile. Gli operai occupavano le fabbri-

che, bloccavano i tram in mezzo alle strade, i treni arrivavano in stazione e i macchinisti non ripartivano. Quella sera Togliatti parlò alla radio, così la gente ebbe la notizia tanto attesa: non era più in pericolo di vita. Al famoso ciclista Gino Bartali, che partecipava al Tour de France, dai più alti sostenitori di Palmiro Togliatti, fu chiesto di poter rasserenare gli italiani, con la tanto ambita vittoria del Giro di Francia. Il giorno successivo, Bartali arrivò primo al traguardo del Tour de France. Questa notizia aiutò gli italiani a superare il difficile momento di apprensione. Alessandra Bui e Anna Giusto


NUMERO 1

PRIMAVERA A PALERMO Era un bel pomeriggio di primavera, veramente ormai estate a Palermo, odori e profumi riempivano l’aria quel 23 maggio 1992. L’ aereo stava atterrando. In quel momento Antonio spostò la giacca per controllare la pistola; era tutto a posto, sembrava tutto tranquillo. Due uomini da sopra una collina controllavano l’autostrada che porta a Palermo.

Proprio sotto un sottopassaggio di quella autostrada hanno accatastato 5 quintali di tritolo. Un Uomo fuma impaziente con il telecomando in mano. Aspetta il Giudice. Giovanni Falcone guida sereno verso la sua morte a 160 all'ora sull’autostrada. Il tritolo scoppiando farà morire Giovanni e sua moglie Francesca e Antonio e Vito e Rocco, a Capaci. Marco De Nardi e Dario Artico

Un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori

E PER FINIRE ....

Selimi Euglend

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Orizzontali 1 Norma da rispettare

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4 Presidente della Camera dei Deputati 7 Iniziali di uomo

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8 Sigla di Napoli

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9 Iniziali del Presidente della Repubblica 11 Segno a favore

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13 Contrario di metĂ  16 Iniziali di deputato

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17 Racconto

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18 Percorso di una legge 20 Quattro nei numeri romani 21 Sigla di Torino 22 Fonte elettronica di informazioni

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23 Sinonimo di porzione 25 Telegiornale

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26 Noi al contrario 27 Capitale dell’Italia 29 Inizio di nutrire 30 Politici eletti in Parlamento

Verticali 2 Gazzetta Ufficiale 3 Organo che esercita il potere esecutivo 4 Org. delle Nazioni Unite per alimentazione e agricoltura 5 Nuova Guinea 6 Proposte o critiche in Parlamento 8 Finale di Parlamento

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28 Sigla di Massa Carrara

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24 Viaggio a tappe

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23 Misura punitiva prevista da un ordinamento giuridico

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19 Prima capitale dell’Italia

A

18 Iniziali dello Stato in cui viviamo

N

16 Iniziali di democrazia

E

15 Sigla di Terni

S

14 Lo faccio in Internet o in mare

30

12 Metallo prezioso

O

10 Membro del governo

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La Voce di Noventa