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Anno scolastico 2010-2011

direttore : Prof. Vassalli Mirco

Scuola media di Ceggia

CeggiaMedia2011

L’ITALIA COMPIE 150 ANNI Tutte le iniziative alla Scuola media “Marconi”: auguri cara patria! Col coraggio dei Mille

CEGGIA - Proprio il caso di dire: “Auguri, Cara Italia!”. 150 anni fa il parlamento riunito aTorino proclamava il primo Re d‟Italia. Era il 1861 e le camicie rosse erano appena tornate da Quarto, Marsala, Calatafimi, Palermo, Volturno, ecc. La scuola media ha festeggiato in molti modi questa straordinaria ricorrenza. Con due spettacoli presso il teatro cittadino, dedicati al processo di

unificazione, e al regalo più bello della nostra storia nazionale: la Costituzione, elaborata ta partire dal „46, dopo il referendum che sancì la nascita della Repubblica: il sogno di Mazzini. Abbiamo appreso il valore della Costituzione, che all‟articolo 1 recita: “L‟Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo….” Abbiamo approfondito i temi del

lungo processo verso l‟Unità attraverso le eroiche vicende del Risorgimento; abbiamo studiato i simboli del Paese, dal tricolore, all‟inno scritto dal giovane Mameli. Per condividere la nostra gioia con tutti voi, abbiamo infine esposto nel cortile uno striscione e nell‟atrio un pannello con le nostre foto sparse sulla Penisola. Viva l‟Italia!

Matteo Doretto, classe 1^C

Concorso letterario, il vincitore è… Sara Sara Pivetta si è aggiudicata il primo premio al concorso letterario Dante Alighieri Premesso che mi piace moltissimo leggere, non mi sarà difficile svolgere questa traccia: adoro tutti i libri, ma mi appassionano soprattutto quelli che raccontano storie verosimili, reali ma con un pizzico di magia, e ne basta veramente poca per indurmi a leggere senza sosta decine e decine di pagine, trattenuta da un sottile filo invisibile, che non mi permette di abbandonare l‟incanto dell‟atmosfera che si crea attorno a me. C‟è un proverbio che dice: “Non giudicare il libro

dalla copertina” e, in questo caso, non voglio utilizzarlo in senso figurato, l‟oggetto di cui intendo parlare è proprio il libro. Spesso un lettore ne sceglie uno, piuttosto che un altro, perché attirato dalla copertina, pensando che magari sia migliore di quello che gli sta accanto. Questo è un errore che commetto anch’io, ma di certo non posso discolparmi affermando che i miei occhi scorrono velocemente sui cosiddetti libri “incolori” e si soffermano su un‟opera, magari di uno

Laboratorio di giornalismo

L’innocente sangue di molti giovani, che insieme han sognato, combattuto e creduto in un mondo migliore, in un paese unito. Con le camicie scarlatte, rosse come il coraggio. Come la passione e il sogno di essere uniti, finalmente: insieme forti, insieme potenti. E contare qualcosa, nuovamente, come ai tempi dell’Aquila di Roma: avere una patria, poter dire: “Sono italiano!”. Con l’orgoglio, con la felicità di sapere che c’è un’Italia. Che esiste, e non si scioglierà come neve al sole, in un attimo. Perché l’unione e l’amicizia sono vita, e la vita è impegno. Bisogna lottare, fino alla fine. Quegli impavidi ragazzi hanno lasciato fidanzate, madri, padri. Ma continuano a vivere nell’ideale di unità e di amicizia che rende persino le formiche, nel loro piccolo mondo, un esercito potente e imbattibile. Perché se una persona è come un’effimera libellula di fronte al mondo, mille e più persone, insieme, sono un leone che non esita a ruggire per difendere il proprio paese.

Giada Tonetto 1^C

scrittore famoso con una copertina particolare, e così tralascio l‟opportunità di leggerne altri. Per fortuna ci sono altre fonti diverse dalle quali il mio “fiuto” per i buoni libri può prendere ispirazione, e nel caso del testo di cui voglio parlare si è trattato di una trasmissione televisiva, “L‟eredità”. Durante una puntata di questo quiz, c‟era una domanda su “Il ritratto di Dorian Gray”, del grande Oscar Wilde, la quale ha suscitato talmente la mia curiosità che, qualche giorno dopo, sono andata in biblioteca a prenderlo.

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Ecologia e ambiente

Laboratorio di giornalismo

Amico albero, adotta il verde Gli alunni delle medie protagonisti della piantumazione di 7 alberi

Caro Diario, negli ultimi mesi c'è stato un grande cambiamento, devo raccontarti quello è successo il 14 Gennaio. La mattina presto 4 uomini hanno cominciato a grattare le mie radici, e tira e tira, mi hanno catapultato su di un camion, assieme a sei miei amici (Olmo siberiano, Acero Campestre, Acero Saccarino, Frassino, Farnia, Olmo). Cosa ci sarebbe accaduto? Dopo un lungo viaggio, ci hanno scaricati in un grande giardino, era la Scuola "G.Marconi" di Ceggia! Che cosa avrebbero fatto di noi? Legna da ardere? Nooo, niente di tutto questo!!! Ragazzi e insegnanti hanno chiesto al Comune di piantare 7 grandi alberi – e io, modestamente, sono già bello alto – vicino alla scuola per fare ombra e fresco quando nella tarda primavera il sole batte forte,

nelle aule fa molto caldo, ed è proprio dura stare in classe a studiare! Da Gennaio, fino ad ora ho visto le esperienze che hanno vissuto i miei ragazzi. Qualche giorno fa, Olmo e Farnia mi hanno sussurrato che ci sarebbe stata, a breve, una festa in giardino per accoglierci con tutti gli onori. Ho pensato: " Vuoi vedere che quei monelli cominceranno a spezzarci i rami, a rovinarci la corteccia?" Invece, Caro Diario, questa mattina, prima dell'intervallo, tre ragazzi di terza, con una professoressa, ci hanno imbandierato (chi le avrà fatte tutte quelle bandierine?): bellissimo! Ognuno di noi è stato affidato a una classe, e abbiamo ognuno un cartello con inciso il proprio nome, epure una foto, ognuno con la sua classe. Meno male! Via i brutti pensieri: qui ci sono persone che ci vogliono davvero bene! Certo, da soli ce la faremo

a crescere, ma se i ragazzi si prenderanno cura di noi diventeremo sicuramente più grandi, più forti e ci sentiremo al sicuro. Oltre all‟ombra, fresco, regalare ossigeno in grande quantità, magari ci troveremo fra i rami anche qualche nido, fra un po'... Io sono stato affidato alla classe 2^B: li ho visti stamattina, mi dicono siano vivaci, ma curiosi e interessati a prendersi cura dell'ambiente, adesso e anche da grandi: starò a vedere! Alla festa c'erano naturalmente i Professori, la Preside e perfino l'Assessore all'ambiente del Comune di Ceggia! Adesso sono davvero stanco, anche per me è ora di riposare dopo questa giornata davvero UNICA! Un abbraccio dal tuo... Carpino Bianco

Debora Margherita Veronica 2^B

Che cos’è l’hammam? Ce lo spiega un compagno di Rabat L'Hammam è un luogo dove la gente si può fare la doccia, ce ne sono per uomini, e per donne. Devi pagare 10 drem (1 euro). Ci sono tre stanze grandi: una è fredda, la seconda è tiepida e la terza è molto calda. Nella stanza fredda e in quella tiepida la gente si rilassa e chiacchiera. Nella stanza calda c'è l'acqua calda e l' acqua fredda, inoltre ci sono dei catini e dei mestoli per versarsi l' acqua e così lavarsi. Sulle panchine devi mettere un tappeto oppure ti devi portare una sedia da casa. Finita la doccia si può uscire con l' asciugamano e ritornare nello spogliatoio. Quando ti fai la doccia, puoi mettere una crema che si chiama Rasul che rende la pelle molto morbida. Io metto il Rasul anche sui capelli.

ASMA' OUKHALAK IIIA

Le scritte indelebili invadono i parchi

Per primo abbiamo

scritte indelebili di tutti i generi e per contorno una moltitudine di giochi rovinati e rotti formano un bel piatto intitolato “questi sono i nostri parchi” che creano pianti, lamenti e tristezza a quei poveri “angioletti” che vogliono giocare e divertirsi ma non possono perché dei ragazzi si divertono a danneggiare le cose che non gli appartengono solo perché vogliono prendere in giro persone o per farsi notare dagli altri. Questa storia va avanti per troppo tempo ormai, è ora di farla finita una volta per tutte!!! Beatrice Borrelli e Rebecca Base 1^A

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Diritti umani e ONG

Laboratorio di giornalismo

Mercatino di Natale, 1.000 euro a Medici Senza Frontiere Successo del tradizionale appuntamento natalizio. Scuola, più genitori

Com’è consuetudine ogni anno a Natale viene allestito un mercatino per ricavare denaro da devolvere ad associazioni no-profit. I fondi vengono raccolti con la vendita di oggetti gentilmente forniti dagli studenti e dai docenti, si tratta, in genere, di addobbi per l’albero, presine e strofinacci, candele profumate, ghirlande, centrotavola e i famosissimi biscottini alla cannella

della nostra prof. Borlina! La gestione del mercatino è affidata ai ragazzi di terza, che alternandosi quotidianamente vendono all’intervallo a genitori, insegnanti e studenti. Il ricavato è stato donato a Medici senza frontiere: 1392, 13 euro; una parte della somma, 392,13 euro, è stata trattenuta per aiutare i ragazzi della scuola in difficoltà economiche e i restanti 1000 donati all’associazione. 3^B

Msf, la storia di un Nobel Medici Senza Frontiere (MSF) è la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo creata da medici e giornalisti in Francia nel 1971.

stenza indipendente e imparziale a coloro che si trovano in condizioni di maggiore bisogno.

MSF si riserva il diritto di denunciare all‟opinione pubblica Oggi MSF fornisce soccorso ule crisi dimenticate, di contramanitario in più di 60 paesi a popo- stare inadeguatezze o abusi nel lazioni la cui sopravvivenza è misistema degli aiuti e di sostenere nacciata da violenze o catastrofi pubblicamente una migliore qualidovute principalmente a guerre, tà delle cure e dei protocolli epidemie, malnutrizione, esclusione medici. dall‟assistenza sanitaria o cataNel 1999 MSF ha ricevuto il strofi naturali. MSF fornisce assi- premio Nobel per la Pace.

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I RAGAZZI GRIDANO: SCUOLA NUOVA! E’ da cinquant’anni che la scuola di Ceggia “Marconi” si regge in piedi su due pilastri. Per questo i ragazzi gridano “vogliamo una scuola nuova!”. Allora genitori e parenti, non volete bene ai vostri figli?, aiutiamoli, non facciamoli piangere, poverini! Pensate, voi starete comodi mentre i vostri figli a scuola si divertono e tornano a casa più intelligenti di prima. Noi l’abbiamo visitata e ci siamo fatti dei pareri confermati dai ragazzi, essi infatti ci hanno illustrato i problemi della scuola media, i bagni sono scritti e non hanno acqua calda, quello delle femmine è addirittura stretto; la palestra è piccola, ha un buco nel soffitto e ha gli attrezzi rotti; la scuola andrebbe ampliata per i ragazzi futuri e con banchi non scritti. I ragazzi vi stanno dicendo che vorrebbero più sicurezza, come l’adeguata sistemazione dei banchi rispetto alle finestre causata dalla dimensione della classe, più studio, più divertimento. Allora parliamo da adulti seri e ragioniamo su questo articolo, non mi interessa cosa ne pensiate ma la scuola G.“Marconi” è così!!! IL BELLO DELLA VITA Per me il “bello della vita” è esplorare la natura: le piante, le lumache, i fiumi. Mi piace osservare la terra con il microscopio e lavorare insieme al nonno, guidare il trattore per trasportare la legna. Il “bello della vita” è correre con la moto quad e guardare i cartoni, mangiare la pastasciutta con la pancetta della nonna. E’giocare con la playstation; stare con il mio cane Spugna. Mi ricordo una sera bellissima quando sono nati suoi piccoli. Ero emozionatissimo e ho preso in braccio un cucciolo che aveva gli occhi chiusi, ma Spugna mi ha guardato male e l'ho rimesso giù. Il bello della mia vita è stare con gli amici. Nicolò Bragato 2^a

MUSEO FERRARI. Nell‟ambito del progetto SPORTIVAMENTE, LUCA CITTON propone un museo del Cavallino di Maranello

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CEGGIA

Laboratorio di giornalismo

Laboratorio teatrale alla Scuola Media CEGGIA (Venezia) - Tre anni fa, noi,

alunni dell‟attuale 3B, abbiamo scelto di fare 36 ore settimanali, ovvero due rientri. Il programma iniziale prevedeva che nelle sei ore pomeridiane ci fossero dei professori in compresenza, e per un anno è stato così: svolgevamo attività di recupero e potenziamento di matematica, italiano e inglese e laboratori di informatica e musica, per non parlare del fantastico laboratorio teatrale! È stato un periodo fantastico! Tutto ciò, però, non si è più potuto realizzare l‟anno successivo, durante il quale ci siamo trovati costretti ad affrontare i pomeriggi con un solo insegnante. Quest‟anno, invece, abbiamo ottenuto ben 2 ore di compresenza, che stiamo dedicando alla fantastica attività teatrale. Questo progetto è

curato dalle professoresse Piccinin e Testaverde, le quali si sono occupate di preparare la maggior parte del copione, ispirandosi, in qualche caso, a delle nostre idee, inoltre le insegnanti, durante le prove, ci correggono e ci consigliano il miglior modo per recitare le nostre battute, allo scopo di renderci più espressivi e realistici. Tratteremo un tema impegnativo, parleremo infatti della storia di un bambino pakistano, Iqbal Masih, che, come altri, veniva sfruttato per fabbricare tappeti, ma che, grazie al suo coraggio, fece valere i diritti dei minori. Speriamo che lo spettacolo sia di vostro gradimento e ci auguriamo di farvi riflettere su un problema purtroppo ancora tristemente attuale. Sara Pivetta, Susanna Ajazi 3^B

Lettera d’addio alla scuola Cara Scuola, Fra poco dovrò dirti addio, ormai non sono più quella ragazzina timida e poco esperta, sono cresciuta di statura, ma soprattutto di conoscenze. Mi hai insegnato la storia del nostro passato, per conoscere meglio il presente e il futuro. Mi hai fatto conoscere le ingiustizie e le disuguaglianze che ci sono ancora nel mondo … così da intervenire per cercare di migliorare. Con te ho passato tre anni meravigliosi, ho imparato tantissime cose e soprattutto, mi sono affezionata a te e i/le tuoi/e professori/esse, che hanno veramente dedicato tantissimo a noi alunni. Ci hanno punito, premiato, si sono arrabbiati perché non studiavamo, si sono commossi perché avevamo preparato una piccola sorpresa per loro … e non dimentichiamo la gita a Rovereto, dove abbiamo visitato il Museo della Guerra e dell’Arte Moderna, oppure lo spettacolo in inglese su I Beatles, o ancora le iniziative sull’unità d’Italia … Tutto sfila ancora davanti agli occhi. Purtroppo i tre anni sono già passati. Ora, porterò i preziosi ricordi lungo le vie della mia vita. Non mi dimenticherò mai che, un tempo, alla scuola secondaria di primo grado Guglielmo Marconi, c’erano tanti/e studenti/esse e professori/esse, che sembravano una famiglia felice e unita, e nonostante gli scontenti e i “litigi”, si volevano tanto bene. Addio, cara Scuola Francesca Hu di 3^A

Progetto diritto dovere

Il progetto “Diritto e Dovere”si è svolto presso il Centro di formazione professionale presso il CFP “Don Bosco” di San Donà di Piave.Per otto lezioni noi alunni, abbiamo svolto dei laboratori nei vari settori professionali -seguiti anche dalle prof.sse E.d'Elia e M. Moccagatta che son venute a trovarci, a sorpresa, mentre eravamo lì. I settori principali che abbiamo visitato e dove abbiamo anche lavorato sono stati i seguenti: settore meccanico lavorazione dei metalli), settore elettrico ( impianti elettrici), settore motoristico (lavorazioni meccaniche – motori). Abbiamo lavorato alla fresatrice e abbiamo modellato un portapenne in metallo disegnato da noi, abbiamo realizzato un circuito elettrico ad interrutore semplice e deviato con accensione da due punti di una stanza e poi siamo arrivati in officina motori!!! Ci siamo divertiti ed abbiamo imparato un sacco di cose utili anche per il futuro! Un ringraziamento speciale lo mandiamo all'istituto Don Bosco che ci ha accolti con grande simpatia dal primo giorno; quindi grazie al tutor Pasqualetto e ai docenti. Gli alunni: Rocchi Nicolas, Sartorello Riccardo, Verdone Emmauele, Troka Indrit - sez. B e gli alunni Dervishaj Radion, Furlanetto Alberto, Onisii Lucian - sez. A.

Le terze a Rovereto: tra trincee e arte Il 12/04/2011 3° A e 3° B si sono recate a Rovereto per visitare il museo della Grande Guerra. Qui abbiamo visto diverse testimonianze di vita in trincea: l‟ospedale da campo con i suoi utensili, come le forbici da chirurgo, il cotone e le saponette, le divise, le foto, i giornali originali, i piatti in porcellana commemorativi e tanto altro ancora. All‟ora di pranzo, dopo esserci abbuffati di cibo, ci siamo recati presso il Museo di Arte Contemporanea. Una collezione di quadri di impressionisti e artisti contemporanei: futuristi, postimpressionisti, opere a prima vista incomprensibili, ma con un fascino particolare. Finita quest‟ultima visita, siamo ritornati in pullman stanchi e stremati, ma in fondo felici. E‟ stata un‟esperienza bella, ma soprattutto divertente! Sushma, Giulia Mar., Car-

lotta, Classe III A.

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Laboratorio di giornalismo

SPAZIO GIOVANI. Svago e divertimento

Basta pregiudizi! lo skate, Il gioco più bello del Mondo Per praticare lo sport PREDILETTO, i ragazzi chiedono nuovi spazi Io e Rezi facciamo skate da 2 anni e ci piace perché possiamo esprimerci sulla tavola facendo trick. Lo skate è composto da 4 ruote (wheels), un paio di trucks, una tavola che si divide in tail e nose. Nello skate esistono molti trick (numeri, acrobazie freestyle) tipo: ollie, il trick base, cioè un salto, kickflip che consiste nel far girare la tavola sul suo asse, hellflip, hardflip, backsidefilps, noseslide, olliepressureflips, 180 ollie, 360 ollie, nollie, faky, fakyflips, 360 show-it, pop show-it, 50-50 grind, eccetera. Esistono due luoghi per fare skate: Half pipe, una rampa a semicerchio; Street, cioè la strada. Per sfidarsi si usa il game of skate, che consiste nel ripetere i trick dell'av-

versario; ad ogni trick sbagliato, si aggiunge una lettera al punteggio com-

plessivo del singolo sfidante: perde chi arriva per primo a comporre la parola SKATE. Questo gioco è nato in America negli anni Sessanta, perché i surfisti d‟inverno non potendo surfare si allenavano sulla terraferma usando le tavole. E‟ considerato purtroppo uno sport per ragazzacci, perché gli skateboarder vengono ritenuti dei vandali, ma in realtà chi lo pratica vuole solo divertirsi per dimostrare coraggio e abilità. Peccato che a Ceggia non ci sia un luogo idoneo e attrezzato per praticare lo skate. Il parchetto di Via Pola non è adatto perché troppo sassoso. Chissà che presto l‟Assessore allo sport provveda a soddisfare le necessità di noi skateboarder!

Lorenzo Rotili e Rezarto Cepele

BEATLES IN INGLESE PER LE TERZE. Il 16 marzo noi delle terze siamo andati a Mestre per vedere uno spettacolo in inglese dedicato ai Beatles. Abbiamo avuto in anticipo il copione in modo da giungere preparati. La prima scena raccontava la morte di Lennon avvenuta nel 1980: l'assassino motivò il gesto dicendo che non credeva più nelle idee di John. Ed è la stessa voce di John che ci ha accompagnato, voce fuori campo, per tutto lo spettacolo, chiarendo i passaggi più complessi. Prima di studiarlo, conoscevamo il gruppo e sapevamo che era formato da Lennon, McCartney, Harrison e Ringo Star. Il loro primo successo è stato “Please, Please Me”. Si sciogleranno nel 1970. E' stato bellissimo: una decina di attori che hanno ballato, cantato e suonato dal vivo. Ora spesso ci mettiamo a cantare molte delle loro canzoni, come ad esempio “Twist and Shout” e “Hey Jude”. Alla fine alcune di noi sono corse a chiedere l'autografo all'attore che impersonava Brian, la cui foto campeggia su alcuni sfondi di cellulare.....come una vera pop star. Alessia Trevisiol, Francesca Alessandrelli, Orkida MerKaj IIIA

TWILIGHT , IL PIU’ AMATO

Il film più amato tra gli adolescenti è “Twilight e la sua saga”, tratto dai romanzi di Stephenie Meyer (Twilight; New Moon;Eclipse e Breaking Dawn). Il film racconta la storia d‟amore tra un attraente vampiro e una semplice bella ragazza, le lotte tra vampiri e licantropi ed è ambien-

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tato in Alaska. La trama è avvincente ed emozionante, in certi momenti ti lascia con il fiato sospeso ma soprattutto ci piace perché è una storia d‟amore. Lo consigliamo a tutte le ragazze che amano avventura e intrecci amorosi.

Giulia Trevisan, Martina Facchin, Giorgia Carnieletto II A

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Giochi e conoscenza

CRUCI CEGGIA ISTRUZIONI Inserisci nelle righe orizzontali le parole corrispondenti alle seguenti definizioni, se l'esecuzione sarà corretta, nella colonna più scura apparirà il nome dell'artista che affrescò l'Oratorio Bragadin. 1- Luogo sul quale affaccia la pentafora del Municipio. 2- Corso d'acqua che attraversa il paese. 3- Via nella quale affaccia l'Oratorio Bragadin. 4- Proprietari della Villa, dell'Oratorio e di molti terreni circostanti dopo i Bragadin. 5- Stile della merlatura del municipio. 6- Un "serenissimo" nominato nella Lastra Daziaria. 7- Serviva ad attraversare il Piavon. 8- Nella Villa Pugnalin-....... C'è la Lastra Daziaria. 9- Alberi ai lati del viale dell'ingresso secondario di Villa Bragadin. 10- Nome del primo Sindaco di Ceggia. 11- Pianta ornamentale presente nel parco di Villa Bragadin. 12- Cognome dell'attuale proprietario di Villa Bragadin. 13- Altra pianta ornamentale presente nel parco di Villa Bragadin. a cura di anna perazza (sei in difficoltà? rivolgiti agli alunni della 2'B)

DIALETTO VENETO

nelle classi prime Nella palude la “casa granda”, identità, curiosità e poesia! Nell‟ambito del progetto DIALETTO VENETO, realizzato nelle classi 1^A e 1^C, dopo alcune riflessioni sull‟identità, sull‟ambiente di palude, ormai scomparso, sulla lingua degli abitanti del Basso Piave nella prima metà del XX secolo, gli alunni hanno realizzato diversi elaborati, tra i quali si distinguono la rappresentazione grafica della casa colonica (abitazione, stalla, silo, ecc.) disegnata dagli alunni Giovanni Carrer e Giacomo Facchin della classe 1^A. Inoltre, dopo aver imparato a memoria il nostro piccolo testo sulla Laguna Veneta, il 3 Maggio 2011 l‟abbiamo filmato davanti alla telecamera… Tutti quelli che lo vedranno ammireranno la bellezza della scuola “G.Marconi”!!!!!=)

Valentina Baradel 1^A


Laboratorio di giornalismo

Architettura e fonti rinnovabili

Albero fotovoltaico, tu che pensi? Una città intera dibatte sugli spazi urbani, ecologia e... bellezza CEGGIA (Venezia) - Tutti saranno concordi sul fatto che la società occidentale, e quella italiana in modo particolare, devono applicare nuove tecnologie per produrre energia allo scopo di inquinare l‟ambiente il meno possibile. Oltre a ciò, si presenta l’esigenza di coniugare il rispetto per l‟ambiente, la produzione energetica e la cura dell‟estetica urbana. Gli spazi devono essere puliti, e altresì belli. Alla nostra città, Ceggia, e ai nostri concittadini vogliamo dunque proporre di approfondire il dibattito che si è da poco acceso, incandescente, nel nostro piccolo comune: il nuovo albero fotovoltaico. Nel mese di Marzo 2011, infatti, a Ceggia è stato installato un albero fotovoltaico nel piazzale davanti il Municipio e, da allora, non si sente

parlare che di quello. C‟è chi sostiene che abbruttisce oltremodo la piazza. Chi, al contrario, che è grazioso da vedere. Chi sostiene che si tratti di un‟offesa ai monumenti storici e chi ancora afferma che potevano metterlo presso la scuola secondaria. Altri ancora erano giunti a programmare, addirittura, di fare una raccolta di firme per “abbatterlo”, ma tutto questo non è ancora avvenuto. Raccogliendo tra amici e conoscenti dei pareri e intervistando alcune persone, si capisce che, su quattro persone, tre di queste sono contrarie all‟albero fotovoltaico in piazza. Come andrà a finire? Resisterà l‟albero a tutti questi malumori? Staremo a vedere!

Francesca Colosso e Gaia Guernelli, 1^A

Piazza. Nella immagine sopra, una foto da noi scattata relativa all‟albero fotovoltaico che ha acceso il dibattito in città su energie e estetica urbana

Luca: la mia passione per la fotografia… e una città Vicenza è conosciuta come la città di Andrea Palladio perché il famoso architetto vi realizzò numerosi palazzi nel XVI secolo. Per

questo motivo, la città è stata inserita, nel 1994, tra i Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Simbolo di Vicenza è la Basilica Palladiana, riedificata a partire dal 1549 dal Palladio. L'edificio si affaccia sulla piazza principale della città, Piazza dei Signori. Nella foto panoramica ho ritratto la città dal monte Berico. La basilica si riconosce dal tetto a carena rovesciata verde.

Luca Citton

TIRO CON L’ARCO, SUCCESSO NAZIONALE Il 27 e 28 maggio si è svolta a Chianciano Terme la fase nazionale dei Giochi Studenteschi della Federazione Italiana Tiro con l‟Arco. Vi hanno preso parte le squadre di 17 Regioni, 171 atleti provenienti da 57 scuole,. Gli alunni Canali Edoardo, Rossi Andrea, Zorzetto Simone, Bragato Giulia, Marin Beatrice e Perazza Anna, accompagnati dal prof. Grasso Gianluca, hanno rappresentato il Veneto per la categoria Cadetti/e conseguendo ottimi risultati: Nella classifica a squadre maschili si sono piazzati al 5° posto Nella classifica a squadre femminili al 6° posto. Nelle classifiche nazionali individuali, l‟alunna Perazza Anna si è classificata al 2° posto, mentre Zorzetto Simone al 4° posto. L‟Istituto “Marconi” si distingue anche nello Sport, dopo gli ottimi risultati conseguiti nel concorso letterario “Dante Alighieri”. Vivissime congratulazioni ai partecipanti! Matteo Sartor

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Laboratorio di giornalismo

Patrimonio dell’Umanità.

GEO: Conosci e tutela il paesaggio

Le prime in viaggio di istruzione nella Vicenza di Palladio La città veneta - colpita dall’alluvione - patria di Andrea di Pietro CEGGIA - Noi ragazzi delle prime A e C ci siamo recati il 4 maggio in viaggio di istruzione a Vicenza, la città di Andrea di Pietro, meglio noto come Palladio. La nostra guida è stata la prof.ssa Tovo Monica, organizzatrice della gita in quanto originaria della città berica. Abbiamo iniziato il percorso dal Santuario della Madonna di Monte Berico, uno splendido belvedere da cui farsi un‟idea della città veneta. Da qui lungo un portico di 700 m del XVIII secolo siamo scesi in centro. Raggiunta Piazza dei Signori, abbiamo pranzato e consumato un gelato, non senza soddisfare la voglia irresistibile di souvenirs. Il capolavoro della piazza è senza dubbio la famosa Basilica palladiana (foto). Più tardi una guida esperta ci ha introdotti nel castello medievale che ospita il magnifico Teatro olimpico: modello greco… ma coperto. Dopo una pausa al lussureggiante parco cittadino, abbiamo fatto una sosta alla “Rotonda”. Quindi, tutti a casa felicissimi con negli occhi l‟architettura del più influente tra gli architetti occidentali, le sue costruzioni patrimonio dell‟Umanità. Tra l‟latro, avevamo appena letto che il Congresso americano ha da poco eletto Palladio “padre dell‟architettura americana” e … il prof Vassalli ci ha annunciato che il prossimo anno al rientro studieremo il Rinascimento, l‟epoca in cui visse il maestro vicentino, e per la quale l‟Italia è ammirata nel mondo intero. Davide Furlan, Classe Prima C Di fianco, dall’alto (1) il Teatro olimpico, 1580 circa, opera di Palladio, come (2) la basilica, palazzo di governo e tribunale, (3) Villa Almerico Capra, detta la “rotonda” prototipo della scuola palladiana.

Cara scuola, tu che ci hai visto crescere... Cara scuola, tu che ci hai visto crescere … quest’anno dobbiamo salutarci e sappiamo bene che non sarà facile. All’interno delle tue vecchie mura ci sentiamo bene, è l’unico posto in cui tutti i giorni possiamo trovarci con gli amici; in te sono racchiuse le sofferenze, le soddisfazioni, i divertimenti, le delusioni e i momenti felici di tutti noi. Grazie a te abbiamo imparato a vivere, che, come dice la nostra professoressa, vuol dire sapersi adeguare alle varie situazioni che la vita ci pone davanti, quindi, per ora cercheremo di affrontare l’idea del distacco con ironia, visto che, quando arriverà il momento di salutarti, non riusciremo a trattenere le lacrime. Ci mancherà tutto di te, ogni singo-

la stanza: l’aula di scienze, dove il prof. Giurgola ci ha fatto ispezionare quei poveri insetti, che facevano tenerezza, ma allo stesso tempo tanto disgusto! L’aula di musica, dove, durante una nevicata, abbiamo suonato xilofoni e tamburelli e “cantato” disastrosamente “Oh Maggio Ridente”. L’aula di arte, sede dei nostri capolavori astratti composti da pennellate a caso di ogni colore e testimone delle immancabili macchie di tempera sui vestiti (che poi mamma lava!). La palestra! Quante pallonate abbiamo preso … che abbiamo però “accolto” con una fragorosa risata! Per non dimenticare le rampe di scale che dobbiamo fare ogni mattina e che sembrano non finire mai a causa della nostra stanchezza! Sono Numero 1

state tante e varie le cadute! E’ perfino volato un flauto dalla ringhiera e una di noi ha perso una scarpa come cenerentola. Il fatto è che tu scuola, pur essendo un vecchio edificio e non uno sfarzoso castello, sei ricca dei nostri bellissimi ricordi e delle nostre tante risate. Inoltre non sei abitata da principesse ma da persone come noi, che agli occhi di tanti possono apparire come “nessuno”, ma nessuno sarà mai come noi. Cara scuola hai lasciato un segno nei nostri cuori e speriamo che ognuno di noi lasci un po’ di sé inciso nelle tue mura… Non dimenticarci Sara Agugiaro, Giulia Acciaroli, Giulia Bragato, Aurora Trevisan, Eleonora Mancuso III A Pagina 8


RUBRICHE

SOLUZIONI GIOCHI

Corso di Latino Il corso di latino facoltativo per gli alunni di terza media, è stato tenuto dalla professoressa Riccobono Dorotea e seguito da: Abinanti Sushma, Acciaroli Giulia, Agugiaro Sara, Ajazi Susanna, Ave Silvia, Alessandrelli Francesca, Beqjia Elda, Boer Stefano, Bragato Giulia, Canali Edoardo, Favaro Carlotta, Franzin Vittorio, Grandin Giulia, Guiotto Giada, Mannino Giulia, Mulato Valentina, Pasetto Inge Brigitte, Pinel Francesca, Pivetta Sara, Rossi Andrea, Vidali Alessia.

GIOCA col LATINO Divertitevi a tradurre queste semplici frasi latine: I vitelli dei romani sono belli/ Si vis ire ad scholam, para capsam./

Soluzioni giochi pag. 11 CALCIO : Barcellona, Paraguay, Football, Francesco, Owen, Nesta CEGGIA : Ceneda, Eridanea, Genovese, Garfield, Idrovora, Austria

Si vis calculos facere, cape calculos./ S.P.Q.R. (Sono pazzi questi romani) FRATELLI D’ITALIA 150 son già passati/e con Garibaldi furono iniziati/ Egli da Quarto coi Mille partì/ E a Marsala in poco tempo finì/ A Teano “RE D’ITALIA” chiamò/ E lo stivale al re donò/ Tutta la corte potè festeggiare/ E sua maestà finalmente governare/ Il regno a lui appartenne/

IL FILOSOFO PORTOGHESE E’: Josè Mourinho

Come a winnie the pooh/ Il suo miele/ Bando agli scherzi cari amici/di questa Italia siamo felici/ Tutti contenti siamo adesso/ “grazie Garibaldi hai fatto un bel gesto”. GIULIA MARCHESIN,CHIARA MANZATO,CARLOTTA FAVARO E ANGELA TREVISAN IIIA

UNA GRANDE PASSIONE: CELINE DION! Celine Dion è una tra le più grandi cantanti al mondo. L’estensione della sua voce è molto ampia. Inoltre ha delle note abilità tecniche esecutive, che nelle canzoni esprime attraverso difficili gorgheggi e scale veloci della voce. Il suo più grande successo è in assoluto “My heart will go on” tratto dal film “Titanic”, che vi consigliamo di ascoltare. Altre canzoni famose sono: “Because you loved me” e “I want to you need me”. Come avrete già capito Celine Dion è una tra le nostre cantanti preferite e vi consigliamo vivamente di ascoltare la sua musica, non ve ne pentirete!!! Sushma Abinanti & Alessia Vidali IIIA IO E GLI ANIMALI. Avevo solo un anno. Vivevo in un ambiente accogliente, dove tutti mi volevano bene e ne volevano a lui. Era un maschio di pastore tedesco, magro e con poco pelo, in certi punti marrone, in altri nero, ed un po‟ vecchiotto. Lo avevamo preso da una famiglia che lo maltrattava, dandogli poco cibo. Si chiamava Agi, ero stata io a dargli il nome. Era tranquillo, ringhiava poche volte, forse mai. Io a quel cane ero molto legata, di solito giocavamo in tre: io, Agi e Gassosa, quella che a quel tempo era la mia gattina. Io pedalavo sul mio bel triciclo e loro mi seguivano. Quando tornavano a casa mio nonno ed i miei familiari, lui faceva le feste come per dire:„Voglio giocare, voglio giocare!‟, e subito mio zio gli lanciava la sua palla. Non era il classico; quando vedeva un gatto lo lasciava stare. Quando mio nonno andava sull‟orto per zapparlo, o piantare qualche ortaggio e io andavo con lui, ci seguiva e veniva ad aiutarci, o ancora, quando in estate andavo con mio nonno nell‟orto a cogliere angurie e meloni, lui mi seguiva. Con il passare degli anni io crescevo e, per lui, si avvicinava l‟ ora di abbandonarci, finché, quando io avevo tre anni, morì. A me dispiacque molto; per me era il cane più bello e speciale di tutto il mondo, perché era il mio cane. Adesso ho un altro cane, Lucky, un giocherellone, che però non potrà mai occupare il posto di Agi.

Greta Pasqualini, 1^B

OMNIBUS TUTTI IN PASSERELLA! La moda è in trasformazione, ma la globalizzazione, che tende ad uniformare gli stili. Le nostre mamme usavano pantaloni a vita alta, gonne a campana, occhiali a civetta ecc; tutte cose tornate oggi nei nostri armadi. Questo modo di vestirsi si chiama vintage, un aggettivo che definisce un capo di abbigliamento di moda di 20 anni o più. Molto più comunemente un capo vintage viene definito di seconda mano o usato. Però la caratteristica che differenzia un campo vintage all’usato non è il fatto che sia già stato utilizzato, ma che l’oggetto ha acquistato valore, perché non trovandolo più in vendita è quasi sicuramente un pezzo unico. La moda condiziona, quindi, sempre di più il nostro modo di essere da adolescenti, detta regole su come vestirsi, ma dobbiamo essere noi con la nostra personalità e il nostro buon senso ad evitare di eccedere e di cadere nella volgarità. Giada G. Greta T. IIIA


TI PRESENTO LA SCUOLA CINESE Conosciamo la scuola italiana, ma com’è fatta la scuola cinese? Prima di tutto, c’è l’asilo nido, destinato ai bimbi sotto i tre anni i cui genitori non hanno tempo sufficiente da dedicare a loro. Poi c’è l’asilo per i bambini dai tre ai sei anni ed è diviso in tre sezioni. Negli asili i bambini stanno tutto il giorno. Lì imparano a scrivere parole semplici, delle filastrocche e, oltre alla lingua madre, imparano anche l’alfabeto e qualche parola in inglese. La scuola elementare dura sei anni. Le lezioni hanno la durata di quaranta minuti e c’è un intervallo di quindici minuti fra ogni lezione. Di solito si comincia alle otto e si finisce alle undici di mattina. Alle dodici e mezzo si ricomincia a far lezione e si finisce alle sedici. Quando le lezioni pomeridiane finiscono, gli studenti delle varie classi, divisi in gruppi, a turno, puliscono le proprie aule e i posti destinati a loro, perché si ritiene che l’impegno sia amico del successo. Quest’attività è controllata e valutata e, ogni settimana, alle classi che si sono comportate meglio, viene distribuita una bandierina d’onore. Di mattina, quando suona il campanello, gli studenti devono uscire dagli edifici

scolastici e fare un po’ di ginnastica, ovviamente guidati e tutti insieme, indossando, chi vuole, l’uniforme. Di lunedì è consigliato mettersi l’uniforme, perché, oltre alla ginnastica quotidiana, c’è la cerimonia dell’alzabandiera e si canta l’inno nazionale. Ogni giorno si deve portare al petto il simbolo della propria scuola e legare al collo, come una cravatta, un fazzoletto rosso triangolare, che simboleggia l’angolo della bandiera cinese ricordando l’amor per la patria. Oltre alla ginnastica quotidiana, sia di mattina che di pomeriggio, all’inizio della seconda ora, si fa il cosiddetto “massaggio degli occhi”, per alleviare la stanchezza dopo un lungo periodo di concentrazione. Questo “massaggio”, segue i metodi di terapia della medicina cinese, che punta molto sulla prevenzione delle malattie. Gli studenti non devono aspettare che l’insegnante arrivi per entrare in classe, però, una volta entrati, non possono chiacchierare e girare per la classe, ma stare al proprio posto leggendo il libro o ripassando le proprie materie. Quest’attività è controllata dagli aiutanti degli insegnanti, il capoclasse. L’organizzazione scolastica segue una precisa

gerarchia: in cima ci sono la scuola e il preside, poi c’è l’insegnante che collabora con gli studenti, quindi ci sono gli studenti che controllano e valutano le attività di pulizia e il comportamento di ogni classe, infine gli studenti che controllano solamente le attività della propria. Dopo le elementari c’è la scuola media che dura 3 anni. Di solito in Cina la maggior parte degli studenti va al liceo, e non dà tanta importanza agli istituti dove insegnano un lavoro preciso, però, nonostante ciò, gli iscritti a queste scuole stanno aumentando. I licei non si dividono in classico o scientifico ecc., poiché in Cina non si studiano latino e greco. Questi durano tre anni, dopodiché si ha un esame per accedere all’università che dura quattro anni. Per questo, a differenza degli Italiani, i giovani Cinesi cominciano a lavorare presto. Le diverse culture suscitano sicuramente diversi modi di capire le cose, questo succede anche per le scuole. Ma è proprio questo confronto culturale che ci incuriosisce, ci attrae e ci può far migliorare. Francesca Hu classe IIIA

DIZIONARIO... del CELESTE IMPERO vocaboli sulla scuola in cinese

tuō ér suǒ yòu ér yuán ASILO NIDO=托儿所 ASILO=幼儿园 xué xiào xiǎo xué SCUOLA=学校 SCUOLA PRIMARIA=小学 zhōng xué chū zhōng SCUOLA SECONDARIA=中学 MEDIA=初中 gāo zhōng dà xué SUPERIORE=高中 UNIVERSITA'=大学 CONCORSO LETTERARIO ALIGHIERI. Dalla prima. L’opera è ambientata in Inghilterra durante l’età vittoriana. Il protago-

nista, Dorian Gray, è un giovane appartenente al ceto nobile di quel tempo ed è meravigliosamente bello: occhi di un azzurro intenso, labbra scarlatte finemente disegnate, volto di porcellana e capelli biondi e riccioluti. Come si può capire dal titolo, il ra cconto gira intorno al ritratto del protagonista, dipinto dall’artista Basil Hallward. Continuamente sedotto dalle teorie e dai pensieri dell’ami co lord Henry Wotton, il cui spirito cinico e decadente richiama quello dello stesso Wilde, Dorian Gray rimane particolarmente colpito dal discorso che celebra la giovinezza e che allo stesso tempo la ammonisce per la sua brevità. In seguito all’invidia che prova per il suo stesso ritratto, ottiene che i segni del tempo non compaiano sul proprio volto, ma sul dipinto. Successivamente si abbandona ai piaceri e ai vizi più sfrenati, arrivando fino all’omicidio. Rendendosi conto che i suoi ultimi vent’anni di vita sono stati dominati dalla corruzione e vedendo gli orrendi segni comparsi sull’effigie durante quel periodo, prende in mano un coltello, ma, nel momento in cui cerca di affonda rlo nella tela, l’incantesimo si scioglie: a terra giace un vecchio con il viso logorato dal tempo e il quadro torna a rappresentare Dorian Gray nel fiore dei suoi anni. Questo libro non sarebbe adatto alla mia età, perché, alcune volte, presenta degli aspetti difficili da comprendere, però le teorie che espone continuamente lord Henry Wotton sono uniche; certe le condivido, come, ad esempio, quella sulla giovinezza, su altre, invece, non sono d’accordo, come ad esempio, su quella in cui Wilde definisce le donne il sesso debole e decorativo. Nonostante questo, ed altro, questo romanzo rimarrà, a mio parere, unico e inimitabile per sempre.

Articolo di Susanna Ajazi Testo di Sara Pivetta


Rubriche, annunci, lavori individuali

Ceggia,

Biscotti della nonna In un vecchio libro di mia nonna ho trovato questa ricetta che voglio farvi conoscere: Ingredienti per 20/25 biscotti: 200 g di farina “00”, 150 g di cereali per colazione, 140 g di zucchero semolato o normale, 100 g di gocce di cioccolato (a piacere), 125 g di burro, 2 uova, ½ bustina di lievito per dolci, scorza di 1 limone grattuggiato, sale. In una ciotola sbattere le uova con lo zucchero, un po' per volta aggiungere la farina, il lievito, un pizzico di sale, la scorza di limone e il burro sciolto. Aggiungere (a piacere) le gocce di cioccolato e far riposare 1 ora. Versare a cucchiaiate l'impasto, amalgamarlo assieme ai cereali, mettere i dolcetti con un cucchiaio sopra una teglia foderata di carta, cuocerli in forno a 170° per 15 minuti. Fateli raffreddare e cospargeteli di zucchero a velo. Sono un ottimo dessert per tutte le occasioni! Provare per credere! Francesca Della Nora 2^A

una poesia di ….

Cari ragazzi, noi MASCHI di III A vorremmo festeggiare insieme la fine della scuola. La festa si svolgerà in palestra e nel giardino dietro la scuola in data da destinarsi. Proponiamo tornei di calcio, pallavolo e altro. A ritmo di musica (DJ HARRY alias Enrico). Se avete idee, riferitele all‟organizzazione: Alberto Furlanetto (The Panino), Fabio Boer (L‟olandese), Edoardo Canali (Il secchione), Redion Dervishaj (Zohan), Lucian Onisii (The Big Lucian)

Una chiesa, un municipio, una piazza, una scuola media con un grande giardino, una scuola elementare rotonda, due scuole materne graziose, tre giardini pubblici, un palazzetto dello sport, due campi sportivi, un percorso vita, tante piste ciclabili, case,palazzi, condomini, ville antiche vuote, due palazzi signorili abitati, fornai e pasticcerie, una macelleria, tante piccole fabbriche, due supermercati luccicanti, un ortofrutta, uno zuccherificio cadente.

LE MERAVIGLIE DI YOU TUBE. Crookers: storia di due dj italiani. Francesco Barbaglia (Phra) e Andrea Fratangelo (Bot) meglio conosciuti come Crookers dal 2003, si occupano di musica elettronica in particolare electro e fidget e non disdegnano l'hip-hop. Phra è sempre stato un grande estimatore della musica hip-hop mentre Bot ha sempre prediletto la musica Techno. Hanno composto diversi remix di canzoni di artisti quali: Jovanotti, Britney Spears, U2, AC/DC, The Chemical Brothers e altri ancora ma il remix più rilevante è quello della canzone Day'n nite di Kid Cudi. Il loro album di debutto, il disco “Tons of friends” uscito all'inizio del 2010 ha ottenuto subito riscontri positivi da parte della critica. L'album è stato preceduto dal singolo Festa festa di Fabri Fibra e Dargen D'Amico, il cui video musicale è stato presentato in anteprima su MTV. All'album inoltre hanno collaborato: Kelis, Pitbull, will.i.am e Cardinal Offishall. Francesco Doretto 2^A FILASTROCCA SUL CARNEVALE Viva i carri di cartapesta, quando sfilano è una festa! Viva i bambini mascherati, colorati, con i cappelli dorati. Viva i nonni che in allegria, guardano i carri in compagnia. Viva dei carri i costruttori, che mettono l'anima per i loro lavori. Con coriandoli,schiuma e stelle filanti, giocano e ballano tutti quanti. Nell'olio bollente rotolano le frittelle, tanto fragranti quanto belle. Viva, viva il carnevale dei ragazzi, che dalla gioia fa diventare tutti pazzi! FABLEHAVEN: IL RIFUGIO DELLE CREATURE FANTASTICHE Ogni libro è speciale, è come un “amico”, quando mi annoio ne prendo uno e inizio a leggere così appassionatamente che mi sembra di essere la protagonista. Recentemente ho letto una bellissima storia che mi ha fatto letteralmente sognare ad occhi aperti. Essa parla di Kendra e Seth, due fratelli ospiti del nonno che, a loro insaputa, è il custode di un regno magico chiamato FABLEHAVEN. I due bevono il latte prodotto dalla fattoria anche se il nonno glielo aveva impedito e, di colpo si ritrovano a FABLEHAVEN dove le libellule sono fate, i cavalli sono centauri e ci vivono anche streghe, troll e draghi. La vita scorre a lungo tranquilla ma, un giorno KENDRA e SETH si ritrovano a dover salvare FABLEHAVEN e, forse, anche l'intero mondo da un'enorme catastrofe... Quale? Non vi voglio rovinare la sorpresa. Affascinante? Altroché. Tranquillo? Non proprio... Lo consiglio a tutti perché è fantastico ed emozionante!!! Brandon Mull, FABLEHAVEN, Mondadori Silvia Cester 2^A

ANNUNCI CORSO DI KARATE A CEGGIA. Il Karate è una disciplina che ti permette di difenderti. Ogni anno si cambia colore di cintura e ciò sta a significare che hai raggiunto un altro livello. Le cinture sono nell'ordine: bianca, gialla, arancione, verde, bl u, marrone e nera. A Karate s'imparano due diverse specialità: il kumitè, ovvero il combattimento e il katà, una serie di tecniche particolari di difesa personale, molto semplice da imparare. Il punteggio da raggiungere è due: si ha mezzo punto se si colpisce con il pugno o con il calcio dalla cintura fino alle spalle e un punto se si colpisce invece la testa. Il Karate è una disciplina armoniosa che si basa sul rispetto e la correttezza assoluta. Per questo invito tutti a provarla. Chi è interessato può trovarmi al palazzetto dell o sport il martedì il giovedì verso le 18:30. Vi aspetto. Ilaria 2^A NUVOLARI Nuvolari è un canale televisivo dove si parla di motori: macchine sportive, eleganti, monoposto da competizione, truck potenti, moto. Lo si prende sul digitale terrestre al n° 450. A me piacciono tutti i programmi di Nuvolari ma in partic olare uno mi stupisce ogni volta: Hod Rod, che viene trasmesso alle 18:00 ed illustra delle più potenti macchine d'epoca (mustercar ) che vengono elaborate per poter partecipare ai concorsi. Quella più bella e veloce vince. Cerco appassionati di motori come me pe r confrontarmi su questi tipi di automobili più particolari: Chevrolet Camaro SS, Ford Cobra, Hemi Cuda. Gabriel Stingaciu 2^A

Giochi:

Definizioni:

U

1 Squadra più forte d' Europa. 2 Squadra 4^ ai mondiali. 3 Nome del calcio in inglese. 4 Grande giocatore italiano. 5 Talento inglese. 6 Difensore più forte d' Italia.

F O N

LATINO. Vai o Vitellio al suono del dio romano della guerra/Se vuoi andare a scuola, prepara la cartella/ Se vuoi fare i calcoli, prendi i calcoli/Senatus popolusque romanus REBUS. 1 Tre ragazze normali 2 Lastra daziaria

Ipse dixit: “Chi sa solo di calcio, di calcio non sa niente!” Qual è il filosofo portoghese?

B

F

SOLUZIONI giochi di Pagina 9

1

C

Definizioni:

2

E

3

G

1 Ceggia anticamente apparteneva al feudo di.....

4

G

3 Villa prestigiosa in centro

5

I

4 Parchetto popolare

2 Nome dello zuccherificio

5 Struttura del comune che serve ad abbassare il livello dell'acqua 6 Nome dello stato al quale Ceggia apparteneva prima dell'unità d'Italia Lorenzo Rotili 6

A


Storia linguistica: indagine sul Basso Piave Ceggia fa parte del territorio chiamato “Basso Piave”. I paesi che ne fanno parte, Ceggia, Fossalta di Piave, Musile di Piave, San Donà ai Piave, Torre di Mosto, Eraclea, Jesolo, Noventa di Piave hanno molti elementi in comune, che sono significativi della loro identità: fino a 50 anni fa la maggior parte delle persone faceva il contadino, le famiglie erano molto numerose (nella stessa casa vivevano anche 60 persone!), il territorio bonificato e prosciugato dall‟acqua etc. Un elemento importante è anche il fatto che, fino a circa 50 anni fa (1960) tutti parlavano il dialetto locale, e anche oggi molti adulti parlano il “dialetto del Basso Piave”, che è la loro lingua madre. In classe , anche alcuni di noi, si esprimono in dialetto. Che cos’è la lingua madre? E’ la lingua che si usa quando si impara a parlare, quella in cui si pensano i pensieri! Per capire meglio la situazione, e osservare le trasformazioni nel tempo, abbiamo fatto una piccola indagine in classe sulla

lingua madre nostra, dei nostri genitori, dei nostri nonni.

letto della loro terra. Oggi quanti alunni della classe 2^ B sanno parlare in dialetto? Solo uno bene; undici alunni ALUNNI: su 22 alunni, 19 hanno sempre abitato a Ceggia; 17 sono di lin- conoscono alcune espressioni e le usano, molti altri generalmente comprendono il gua madre italiana, 1 di lingua madre albanese, 1 di lingua madre dialetto na- significato di molti termini e di molte poletano;1 di lingua madre arabo maroc- espressioni, ma non le utilizzano per chino, 1 di lingua madre swahili/inglese; esprimersi. solo 1 alunno ha come lingua madre una Conclusioni: Oggi l‟italiano è diventato lingua mista italiano/dialetto del Basso la lingua di tutti, quella che è importante conoscere per comunicare bene. Per Piave. questo la studiamo a scuola con passioGENITORI: su 44 genitori, 14 sono di Ceggia; la maggior parte dei rimanen- ne! Molti di noi non parlano il dialetto, ma lo capiscono, e sono incuriositi da ti è originaria di paesi come San Donà, Maserada, Concordia, Cessalto, Noventa tante parole diverse, anche nel loro di Piave, Torre di Mosto; alcuni genitori suono e nella loro struttura dalle corrisono nati e vissuti per un breve periodo spondenti parole in italiano. Conoscere il dialetto locale, anche se non si diventa in Svizzera, figli di genitori emigrati lì da Ceggia per lavoro e poi tornati. Tutti buoni parlanti, aiuta a comprendere i genitori, a parte 4, hanno avuto come quale fosse il modo di vivere a Ceggia e lingua madre il dialetto o del Basso Pia- nel Basso Piave fino a circa 60 anni fa (Seconda Guerra Mondiale), e anche a ve o del loro paese di origine. capire meglio la realtà in cui oggi viviaNONNI: tutti i nonni, di qualsiasi mo. Classe 1^B luogo fossero originari, parlavano il dia-

Laboratorio: Cora, Ho adottato una cagnolina... Mia madre, circa quattordici anni fa, ha adottato una una cagnolina, che ha chiamato Cora. Lei, Cora, anche se è di mia mamma, ha sempre vissuto a casa di mia nonna e lì vive attualmente, perché a casa nostra non abbiamo spazio sufficiente per tenerla. La nonna ha sempre detto che Cora, da piccola, era bruttina, invece, secondo me, lei doveva essere carinissima. Dico questo, anche se io non l'ho vista quando era ancora un cucciolo, perché allora non ero ancora nato. Cora è un incrocio tra un barboncino e un bracco. Il suo pelo è molto morbido, color beige; il naso è piccolo e nero, i suoi occhi sono grandi e di un bel castano luminoso. La coda è di media lunghezza e abbastanza sottile. Il suo carattere è un po' ruvido , ma contemporaneamente molto dolce. Difende sempre il territorio, abbaiando in continuazione. Sono molto legato a Cora e ora vorrei raccontare un fatto, accaduto poco tempo fa. Era circa metà Gennaio, se non sbaglio, ed era ricominciata la scuola da un po'. Io e mio fratello Nicolò, alcuni giorni della settimana, finita la scuola andiamo a pranzo dalla nonna. Quel giorno, mio fratello ed io, ben pasciuti, ci stavamo riposando sul divano e Nicolò, fece cenno a Cora di saltare sul divano e di mettersi vicino a lui. E questo, accadeva ogni volta che andavamo da mia nonna! Le prime volte, questo fatto mi infastidiva parecchio, perché non potevo stare comodo e non non potevo muovermi; dovevo stare raggomitolato su me stesso e poi dovevo stare ancora più piegato, visto che all'altro capo del divano c'era mio fratello, quindi dovevo dare un po' di spazio anche a lui. Per questo, rivolgendomi al cane, dicevo sempre: “Cora! Per favore, vai nella tua cuccia!” Ma lei rimaneva lì immobile, perchè Nicolò ormai l'aveva viziata. Allora ho provato a spostarla con le mani, ma lei tornava sul divano, oppure si scostava di un solo centimetro: io non volevo farle del male spostandola! Niente da fare! Quasi quasi avrei voluto avere la possibilità di usare la catapulta, o il sedile a molla per le fughe, come nei film, e farla volare e poi cadere, giusta giusta, nella sua cuccia morbida. Poi, con il tempo, a questa situazione mi ci abituai. E un altro pomeriggio, come gli altri, lei era distesa dolcemente sul divano, con gli occhi semichiusi: era bellissima da vedere! La nonna, che era lì con noi, seduta su una sedia, ci disse: “Cora sarà anche vecchia (ha quasi quattordici anni da cane!), ma sembra una tenera bambina!” Io risposi: “E' proprio vero!” E' bellissimo, secondo me, tenerla tra le gambe e accarezzarla. E mi fa quasi piangere, ma soprattutto arrabbiare, il fatto che ci sono persone che maltrattano e abbandonano gli animali: esseri così dolci, teneri, speciali che ci regalano così tante emozioni. Tommaso Zago 1B FILASTROCCA “CARNEVALE dei RAGAZZI” A Ceggia il “Carnevale dei Ragazzi” rende tutti un po‟ più pazzi. I bambini festeggiano travestiti con i loro costumi preferiti. Quando i grandi vedono i carri sfilare, anche loro cominciano a sognare.

1^B

Tutti mangiano crostoli e frittelle e non stanno più nella pelle: ballano,cantano e fanno capriole fino al tramonto del sole. Verso sera, dritti o storti, tornano a casa stanchi morti, aspettando il Carnevale venturo non certamente a muso duro!


Concorso FAI “Fratelli d’Italia” La nostra classe quest'anno, ha partecipato al Concorso nazionale indetto dal F.A.I., che quest'anno, si intitola “FRATELLI D'ITALIA. Che cosa prevedeva? Di presentare il territorio in cui viviamo - a una classe di un'altra scuola italiana alla quale saremmo stati gemellati a sorpresa – producendo un cartellone illustrativo e la tessera del puzzle “della fratellanza”. All'inizio ci sembrava che il nostro paese avesse poche bellezze da illustrare: non è una grande città, sembrava non ci fosse nulla. Ma, cominciando ad osservare e a compiere ricerche approfondite sul territorio, abbiamo visto che anche Ceggia ha beni storici, naturali e culturali importanti, di cui andare fieri e di cui è necessario prendersi cura. A dicembre 2010 il FAI ci ha

comunicato che eravamo stati gemellati con la classe 2^A della Scuola Media del Comune di Grassano, un centro grande all'incirca come il nostro, in provincia di Matera, distante quasi 1000 km! Ricevere la prima lettera è stato molto bello, è cominciata una corrispondenza (che dura tutt'ora) fra le nostre classi, e con entusiasmo ci siamo impegnati ancora di più nelle ricerche e nella realizzazione dei lavori richiesti (con le nostre prof.sse Guiotto e Romanin), che siamo riusciti e completare nel tempo stabilito. Nel corso di questo progetto abbiamo potuto lavorare in gruppo e sviluppare in classe nuove relazioni, conoscerci meglio e anche scoprire abilità individuali poco utilizzate e nascoste. A scuola, qualche volta, non è stato

semplice trovare tempo per queste attività di laboratorio durante le normali ore scolastiche. Ci siamo impegnati molto, abbiamo avuto molte scadenze da rispettare, ma è stato molto piacevole svolgere le varie attività richieste dal concorso; siamo davvero soddisfatti di aver partecipato a questo progetto nazionale del F.A.I. Anche per questa ragione, il giorno 26 Marzo, una delle giornate di Primavera del F.A.I., ci siamo iscritti come classe al F.A.I, presso la Delegazione di Portogruaro (VE). Lo abbiamo fatto per partecipare in modo attivo a questa Associazione e per migliorare la nostra conoscenza del territorio e del paesaggio italiano.

Classe 2^B ACROSTICI : a partire da “CEGGIA”

La classe che ha partecipato al concorso FAI

Cieli E Gonfie Gocce Irradiano Alberi e acque Ceggia E Grassano Giocano Insieme Amichevolmente Carnevale E' il Giorno dei Giochi Insieme Agli amici


FIABA: IL LAGO SENZA FONDO C’era una volta un giovane, che viveva in una vecchia casa con i genitori e il fratello minore. Voleva diventare ricco, compiendo un’impresa grandiosa, per salvare la sua famiglia dalla miseria. Purtroppo non aveva i soldi né per un’armatura né per un cavallo. In più c’era il padre a fermarlo: ”Figlio mio, Noi siamo nati poveri e moriremo poveri”. Piano piano stava per convincersi che era meglio lasciar perdere. Un giorno qualcuno bussò alla porta e il giovane andò ad aprire. Si trovò davanti un gigante: ”Se non pagate le tasse entro domani sarò costretto a schiacciarvi per ordine del re!” Il giovane rispose: ”Pagheremo! Non si preoccupi!” Quando il gigante se ne fu andato e scese la notte, il giovane decise di partire per trovare la somma. Arrivato ad un villaggio trovò un mercante che gli promise soldi a volontà se gli avesse

portato una pietra, che si trovava nel fondale del misterioso “lago senza fondo”. Il giovane, preoccupato ma allo stesso tempo incuriosito, decise di accettare. Arrivato al lago dopo un lungo viaggio, vide un cigno, dalle piume bianchissime, che gli disse: ” Prendi questa pozione: trova un rospo e versane tre gocce sul suo corpo. Così diventerà come un tuo servo.” Il giovane prese la pozione e cercò un rospo, gli versò sul capo le tre gocce. Subito questi si trasformò in una bellissima tartaruga che gli ordinò: ” Versane tre gocce della pozione sul tuo braccio destro e potrai seguirmi sott'acqua! Non aver paura!” Il giovane seguì le istruzioni e, in un batter d’occhio, si ritrovò a respirare sott’acqua. Si strinse alla corazza della tartaruga e si fece trasportare fino in fondo al lago. Ci volle molto tempo per arrivarci, la tartaruga iniziava ad avere difficoltà a

muoversi, perché c'erano correnti molto forti. Il fondo del lago, quasi irragiungibile, era ricoperto di pietre blu, rosse e gialle. Il giovane ne prese tre: una blu, una rossa e una gialla. Ritornò in superficie e portò le pietre al mercante; che, come promesso, gli diede soldi a volontà. Così si incamminò verso il castello con un bel sacco di monete in mano. Arrivato al castello, scoprì che il gigante aveva rinchiuso il re e la principessa sua figlia nelle prigioni del castello e li voleva mangiare! Allora il giovane sfidò il gigante a duello e, dopo aver lottato furiosamente con lui, riuscì a vincere. Con la pozione rimasta trasformò il gigante in un topo e lo rinchiuse in una gabbia, distruggendo la chiave. Il re, al colmo della gioia, diede in sposa la figlia tanto amata al giovane, e i due innamorati vissero per sempre felici e contenti. Giulia Sorgon 1^B

Una carta d’Italia speciale alcune opinioni: Per me questo pannello simboleggia il fatto che l'Italia è unita e costruiremo noi il suo futuro. E anche che fra di noi non ci devono essere barriere, perché formiamo un'unica entità. Dobbiamo portare avanti il TRICOLORE! Lorenza Secondo me questa carta dice ad alta voce che noi ragazzi siamo tutti fratelli e che apparteniamo tutti alla nostra patria, senza differenze di età e di classe. La festa per i 150 anni dell'Unità d'Italia ci fa sentire ancora più uniti. Luca D. Siamo tutti figli dell'Italia e apparteniamo ad un'unico paese! Nei festeggiamenti per i 150 anni dell'Italia unita siamo anche noi importanti: siamo quelli che porteranno avanti e miglioreranno la nostra bella Italia. Anna classe 2B

Limerick: C‟è un vecchio di Ceggia Che diventa matto quando parcheggia. Tutti lo stanno a guardare E molti cominciano a scappare. Quell‟imbranato vecchio di Ceggia. C‟era un ragazzo di Ceggia che viveva in una reggia. Nuotava sempre in piscina e un giorno gareggiò con una gallina. Quel birichino ragazzo di Ceggia. C‟era un calciatore di Ceggia che correva come una scheggia. Quando in campo dribblava gli avversari forte tormentava, Quel fenomenale calciatore di Ceggia C‟è una ragazzina a Ceggia che fra i campi sempre volteggia, pensando al suo amato che un regalo le ha portato! Quella romantica ragazzina di Ceggia!!!. C‟era un bambino di Ceggia che correva come una scheggia: un giorno si ruppe il ginocchio e si dette alla coltivazione del finocchio, quell'irrequieto marmocchio di Ceggia!!! C‟era una volta a Ceggia una vecchia che viveva in una reggia. Ai suoi gatti dava da mangiare e lei aveva imparato a miagolare, quella stramba vecchia a Ceggia!!!. C‟é una barca azzurra a Ceggia, sul Piavon pigramente galleggia: un capitano lei non ha e libera ondeggia qui e là. Quella piccola barca azzurra di Ceggia!!!.

(alcune delle “Poesie per gioco”, attività di gruppo del Laboratorio “Conosco il mio paese: Ceggia”, Classe 2^ B)


Silvia De Bortoli

88

70

la narrazione biografica e la presentazione della pallavolista Taismary Aguero (foto sotto). La classe prima C dal canto suo ha realizzato una indagine statistica sullo sport, in tutto l‟istituto. Gli alunni hanno elaborato al pc delle presentazioni con istogrammi e aerogrammi dei dati raccolti.

60 50

MASCHI FEMMINE

40 30 20 10 0

60 58 56

FEMMINE

54 52

MASCHI 53

TAZIONE. La fase saliente del corso ha visto la realizzazione di alcune uda (unità di apprendimento) centrate sull‟innovativa metodologia didattica che mette l‟accento sull‟acquisizione delle competenze indicate della UE. Tra i molti risultati eccellenti si segnala il lavoro di Doretto Angela, 1^A, per l‟originalità del-

80

71

Long life education. Espressione ormai consueta per designare il bisogno di apprendimento di ognuno nel corso di “tutta la vita”. Ed è vero ancor più per i docenti dell‟IC di Ceggia, molti dei quali hanno aderito al progetto di formazione protrattosi per tutta la durata dell‟anno, incentrato su COMPETENZE e VALU-

SANI

59

SPORTIVAMENTE

90

50 1° Trim .

70

62 57

30 20 10 0

PRINCIPIAN TI

21

60 50 40

AGONISTIC O PROFESSIO NE

La prima A ha narrato le più positive tra le biografie sportive La prima C ha svolto l’indagine sulla pratica sportiva alla Marconi

Nella foto sopra la classe 1^C, autrice dell‟indagine statistica e della relativa elaborazione grafica dei dati raccolti nel progetto Sportivamente.

GIOCATORE BANDIERA. L‟originale elaborato di Avdulay Ardisen, classe prima A. Prima i valori, poi il denaro. Anche nel calcio!!!


NEL PARCO INTERREGIONALE VENETO DEL DELTA DEL PO

e dall‟attuale famigerata Romea (Mestre-Ravenna). Abbiamo studiato le zone umide, da quelle più vicine sino ai Le classi prime della media Marconi quest‟anno hanno studiato con particola- margini della nostra regione: Caorle, re attenzione l‟area che da Grado giun- Laguna Veneta e Parco regionale del ge a Ravenna, unita dall‟antica via Annia Delta del Po. Qui gli uomini fanno bird

watching, pescano mitili, coltivano il riso e il radicchio, prendono il sole in spiagge come quella di Boccasette. Seguiteci! E… dimenticavo, la nostra guida sarà il nostro amico BEP… uno splendido germano reale. Francesca Gabbana 1^C

Editing di: Guiotto Luca, Edoardo Zago, Alessio Mutton, Yordan Nazario, Matten Alì, Sharon Billotto, Angela Tiepolato, Samuele Teso, Angelica Baesse, Adelisa Zenjli, Miriana Vidali, Dei Vecchi Francesca, Giulia Basso, Bronzetti Carlotta.

L’amico BEP, il Germano reale che ci fa da guida … e i suoi simili I germani reali (foto a destra) vivono nell’Europa del Nord, ma anche in Asia e in America. Non arrivano mai al freddo intenso del Polo Nord. Durante l‟inverno, quando il freddo è insopportabile, si spostano nelle aree più a sud. In Italia il germano è più stazionario, non gli piace tanto viaggiare. Vive e nidifica nelle località paludose, proprio come quelle del Delta del Po. Se ne possono vedere a bizzeffe da settembre a novembre e da febbraio a marzo. Il maschio a una colorazione intensa e variopinta, con capo verde e becco giallo, mentre la femmina è completamente marrone, per mimetizzarsi meglio tra le canne. Margherita Magnolato 1^C

PROGETTO “Giornalino Scolastico” Redazione: 1^A e 1^C ; Coordinatore: Prof. Vassalli Mirco Docenti coinvolti: 1^A Trivellato Aldo, 1^B e 2^B Guiotto Annalisa, Tovo Monica, 2^A e 3^A Bragato Maria Luisa e Riccobono Dorotea, 2^B A 3^B Piccinin Michela e D’Elia Elena Alcune immagini di questa pagina sono tratte da “Il delta del Po spiegato ai bambini” speciale della “Voce di Rovigo”

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Giornalino scuola secondaria Marconi Ceggia pagine singole

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