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Numero 3 23 dicembre 2010

43 Pagine

NEWS

MOTOGP

SUPERBIKE

MOTOCROSS

Comparativa: Ducati Multistrada 1200S vs Yamaha XT1200Z Super Ténéré | Pag. 12

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Nico Cereghini:

“I cinque marchi più belli”. Parlo dei marchi delle case motociclistiche | Pag. 18

Arriva la Norton:

Attualmente in fase omologazione le nuove Commando 961 sono quasi pronte | Pag. 22

| PROVA ANTEPRIMA |

Suzuki GSX-R 600 Un bel regalo per il 25° da Pag. 2 a Pag 11 articolo e foto

All’Interno

MOTOGP: Rea sviluppa la Honda di Stoner | MOTOCROSS: Honda Martin entro tre anni campioni | SPORT: BMW tripletta storica nel 2010 | NEWS: Prima si prova, poi si parla di M. Tanca | La Suzuki e Mitsuo Itoh di M. Tanca


PROVA NOVITA’

SUZUKI GSX-R 600

NEL SEGNO DELLE CORSE di Francesco Paolillo | Chi si aspettava un lifting del vecchio modello rimarrà certamente deluso. Questa GSX-R 600 2011 è una moto, e che moto, completamente nuova! L’abbiamo provata in pista ad Almeria

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la nuova Gixxer. Niente stravolgimenti, il family feeling rimane inalterato, le linee in generale perdono qualche spigolo, ma soprattutto si nota una maggiore compattezza. Via 55 mm di cupolino e 35 mm di codone, ed ecco che la 600 giapponese appare più raccolta e centrata, con il vantaggio ulteriore di aver diminuito il numero di componenti della carena (8 parti in meno) che oltre tutto pesano anche la bellezza di 3,4 kg in meno. In totale sulla supersport Suzuki i kg lasciati a casa sono ben 9, adesso pesa 187 kg in ordine di marcia, un lavoro certosino che ha riguardato tutti i componenti.

Estetica La prima cosa che balza all’occhio è sicuramente la linea del-

Ciclistica Il telaio doppio trave in alluminio perde spessore e anche

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SPORT

risparmiare 405 gr di peso rispetto al precedente modello. La pinza posteriore Nissin è la stessa che monta la GSX-R 1000, -262 grammi … tanto per cambiare.

na moto completamente nuova Pochi si sarebbero aspettati un modello completamente nuovo, sia per il periodo di recessione che ha colpito principalmente il settore delle supersportive, sia per la concorrenza che è al palo da parecchio tempo, con piccole migliorie di modelli esistenti, ma nessuna evoluzione particolarmente intrigante. Suzuki stupisce e tira fuori dal cilindro una GSX-R 600 totalmente nuova, dalla testa ai piedi. Telaio, motore sospensioni , sono stati rivisti in maniera profonda e con risultati che, come leggerete sotto, sono decisamente positivi.

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1.350 grammi di massa, ma soprattutto vede accorciarsi le dimensioni in lunghezza (l’interasse perde 15 mm arrivando a 1.385 mm). Stesse dimensioni, ma 900 gr in meno per il forcellone. Sospensioni Arriva la forcella Showa BPF da 41 mm, se ne vanno 850 gr di peso, dietro il mono e relativi cinematismi smaltiscono 780 gr di peso pur mantenendo le caratteristiche di personalizzazione dell’assetto (si può intervenire sul precarico, compressione alte-basse velocità, lunghezza interasse e ritorno).

Motore Questo componente, oltre ad aver beneficiato di un calo di peso di ben 2 kg, ha ricevuto cure ricostituenti prese a piene mani dal mondo delle corse. La ricerca tecnologica sviluppata per la MotoGp, pur non risultando particolarmente positiva per il Team Suzuki, ha portato una serie di innovazioni nel settore delle moto di produzione. La progettazione dei pistoni e degli alberi a camme ha usufruito della tecnologia di analisi

usata nel massimo campionato, così come la centralina ECM (Engine Control Module) che controlla l’accensione. Il sistema di scarico (sempre dotato del sistema Set- che apre e chiude una valvola a farfalla in funzione dei giri motore) con collettori in acciaio e terminale in titanio oltre ad essere più leggero di 1,7 kg ha visto diminuire gli ingombri totali grazie ad un catalizzatore più piccolo ed al silenziatore di dimensioni contenute. 92,5 KW a 13.500 giri, con una coppia di 69,6 Nm a 11.500 giri ( sulla versione precedente erano rispettivamente 92 e 68,6 agli stessi regimi), garantiscono il migliore rapporto peso potenza della categoria!

Due le mappature selezionabili per la gestione del motore, una full power, mentre la seconda prevede un taglio netto di cavalli e coppia, per un utilizzo ottimale e sicuro su superfici scivolose… o magari quando si esce dal gommista con un nuovo treno di pneumatici bello luccicante. Finiture A dispetto di un calo generalizzato del livello di finitura sui prodotti giapponesi (il cambio sfavorevole dello Yen deve essere ammortizzato in qualche maniera per mantenere concorrenziali i prezzi), questa nuova Suzuki è decisamente ben fatta, anche se ad oggi non si è ancora a conoscenza del

92,5 KW a 13.500 giri, con una coppia di 69,6 Nm a 11.500 giri ( sulla versione precedente erano rispettivamente 92 e 68,6 agli stessi regimi), garantiscono il migliore rapporto peso potenza della categoria

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Freni La Gixxer perde l’impianto Tokiko, per un più leggero e prestazionale Brembo con pinze monoblocco radiali, che fanno 5


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3 1 Ben leggibile la strumentazione in parte analogica (contagiri) mentre le altre funzioni sono visualizzate all’interno di due display. 2 Perde l’impianto Tokiko, per un più leggero e prestazionale Brembo con pinze monoblocco radiali. 3 Le plastiche hanno una goffratura simil fibra di carbonio.

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Cruscotto Bella e soprattutto ben leggibile la strumentazione (presa in prestito dalla GSX-R 1000 2010), in parte analogica (contagiri) mentre le altre funzioni (rapporto inserito-mappatura motore- orologio-temperatura liquido-contachilometri- cronometro) sono visualizzate all’interno di due display. Comandi Sui blocchetti elettrici sono comparsi due pulsanti, uno a sinistra, che controlla la selezione delle mappe motore,

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prezzo di listino. Tralasciando le decal senza trasparente protettivo, assemblaggi e verniciature sono ben eseguiti. Anche le plastiche, alcune delle quali hanno una goffratura simil fibra di carbonio, sono ben realizzate, come esenti da critiche sono le saldature dei vari elementi del telaio e soprattutto la fusione del forcellone.

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mentre con quello di destra si può intervenire sulle funzioni del cruscotto e soprattutto quelle del cronometro. In sella Come mi aspettavo la Gixxer 600 accoglie il pilota in maniera ottimale. Lo spazio è più che sufficiente anche per le persone più alte possono trovare la posizione di guida più consona, mentre i registri sulle leve e la possibilità di regolare l’altezza delle pedane, consentono di personalizzare l’ergonomia di guida. Passeggero a casa! Naturalmente anche questa Suzuki non si sottrae alla dura legge delle supersport e relativo pappagallino, che prevede un trespolo per l’eventuale (ma sconsigliabile) passeggero. Ginocchia in bocca, sella dura e assenza di maniglie a cui aggrapparsi rendono la vita dura, se non impossibile ad un eventuale compagno/a di viaggio.

In pista L’Autodromo di Almeria è il luogo ideale per testare questa nuova GSX-R 600 e le novità nascoste sottopelle: curve da raccordare, un paio di cambi di direzione pif-paf, un lungo rettilineo ed un paio di staccate di quelle serie. Gli oltre 9 kg persi sulla bilancia, il miglioramento dell’erogazione ai medi regimi e soprattutto la ciclistica più “svelta”, con l’accoppiata forcella-pinze

freni, promettono miracoli. Un tocco al pulsante di accensione, ed il quattro cilindri prende fiato. Come spesso accade ultimamente, con vincoli legislativi che limitano le emissioni di rumore e gas inquinanti, il motore è poco rumoroso al minimo, mentre man mano che sale di regime si passa ad una tonalità “educata”, poi si sale ancora e l’educazione va a farsi benedire. Questo urla a squarcia gola! È davvero adrenalinico il sound del quattro cilindri che grida fin quando non cozza contro il limitatore di giri. Tre luci gialle si accendono in sequenza per avvertirti che il taglio dell’alimentazione è vicino … poi si accende la spia bianca che ti dà l’ultimatum!

Che spettacolo!!!! Ne ho avute tre di Gsx-r........ per ultima una k8 nera 600. Questa è spettacolare veramente!!!!!! swtmax - 15/12/2010 Si ma.... Speriamo che vada un po di più,perche ad oggi è la 600 sportiva piu lenta in circolazione,cmq era ora che anche le jap cominciassero a montare pinze brembo. fabrix73 - 15/12/2010 GSXR e non sbagli Bela bela... ai signori del SOL LEVANTE gli si possono insegnare alcune cose ma sicuramente non a come fare le moto. aguzzino - 15/12/2010 Leggi e partecipa ai commenti »

Cambio rapido Le marce entrano che è un piacere, il cambio è rapidissimo, precisissimo e con la corsa della leva cortissima. Niente frizione salendo di rapporto, solo una pelata al gas, e tutte le… Continua su Moto.it

SCHEDA TECNICA

Suzuki

GSX-R 600 Tempi: 4 €12.200 Cilindri: 4 Cilindrata: 599 cc Disposizione cilindri: in linea Raffreddamento: a liquido Avviamento: E Potenza: 125 cv (92 kW) / 13500 giri Coppia: 7 kgm (68.6 Nm) / 11500 giri Marce: 6 Freni: DD-D Misure freni: 310-220 mm Misure cerchi (ant./post.): 17’’ / 17’’ Normativa antinquinamento: Euro 3 Capacità serbatoio: 17 l Segmento: Sportive

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COMPARATIVA

DUCATI MULTISTRADA 1200 S VS YAMAHA XT1200Z SUPER TÉNÉRÉ

IL DIAVOLO E L’ACQUA SANTA di Andrea Perfetti | Il diavolo e l’acqua santa. Abbiamo messo a confronto due maxi enduro assai diverse tra loro. Una superbike da viaggio la prima, una avventurosa tourer la seconda. Ecco come vanno due grandi protagoniste del 2010

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l diavolo e l’acqua santa Ducati Multistrada 1200 S e Yamaha XT1200Z Super Ténéré, Italia contro Giappone nello stesso segmento di mercato (quello delle maxi enduro) interpretato però in maniera decisamente differente. Se non diametralmente opposta. Sport e adrenalina pura da una parte versus comfort e massima docilità dall’altra, al punto che compararle rischia di diventare un’impresa ardua. Perché farlo allora? Per due semplici ragioni. Prima di tutto perché sono state le novità più importanti di questo 2010 che volge al termine.

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E in secondo luogo perché molti di voi, dopo avere letto i viaggi di Giovanni Zamagni in sella alla due endurone, ci hanno chiesto quale fosse la migliore. Vi diciamo subito che non esiste un verdetto univoco, e non per il timore di schierarci per l’una o per l’altra Marca. Ma, più semplicemente, per il fatto che sono due prodotti troppo diversi tra loro, che puntano a clientele agli antipodi. Il diavolo e l’acqua santa, appunto. Il primo - la Ducati - strizza l’occhio allo sportivo che si è stufato di fare strada con la solita superbike spezza polsi; la seconda - la Yamaha - coccola

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il turista grazie a una dotazione completa e a un comfort a 5 stelle.

da sportivamente in “punta di piede”.

Estetica

Yamaha XT1200Z Super Ténéré La XT1200Z Super Ténéré coccola pilota e passeggero con mille attenzioni, a partire dall’ergonomia. La sella è regolabile in altezza su due posizioni (845 o 870 mm), al pari del parabrezza (che per essere alzato o abbassato richiede però l’uso degli attrezzi), e permette di poggiare agevolmente i piedi a terra anche a chi non supera il metro e settantacinque in virtù del contenuto ingombro trasversale.

Ducati Multistrada 1200 Sgraziata. E’ questa la prima sensazione che provoca la Multi nell’osservatore. Le sue forme si accompagnano però a una grinta che non si era mai vista tra le maxi enduro (classificazione che in vero sta alquanto stretta alla nuova 1200 bolognese). Colpiscono subito il becco anteriore, meglio se in carbonio, che fa respirare il bicilindrico desmodromico da

Non esiste un verdetto univoco. Per il fatto che sono due prodotti troppo diversi tra loro, che puntano a clientele agli antipodi

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150 cavalli, e la compattezza generale, davvero unica per una moto di 1.200 centimetri cubi.

le borse laterali, soggette a infiltrazioni d’acqua. Il problema, ci dicono in Ducati, è stato risolto.

Yamaha XT1200Z Super Ténéré Opulenta. Ha tutto quello che serve per viaggiare (ma, già che ci siamo, avremmo preferito trovare le manopole riscaldate nella dotazione di serie). Le forme sono abbondanti, ma dal vivo e in particolare nella colorazione blu della nostra prova, la Super Ténéré è bella e aggressiva. Una dakariana dei nostri tempi, progettata per coprire grandi distanze su strada.

Yamaha XT1200Z Super Ténéré Le finture sono molto buone, al pari della verniciatura e della componentistica. Sottotono appare soltanto la finitura superficiale del forcellone che ospita la trasmissione finale ad albero.

Finiture complessive Ducati Multistrada 1200 La Ducati ha fatto un grande sforzo sulla Multistrada per migliorare la qualità e renderla consona a un prodotto elitario. L’unica pecca riscontrata, ma non su tutti i modelli provati, è data dall’imperfetta tenuta del14

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Ergonomia e comfort Ducati Multistrada 1200 La Multi è davvero piccola, stretta tra le gambe come una monocilindrica e leggera come una 600 sportiva. L’abitabilità è comunque buona, la triangolatura sella/manubrio/pedane è corretta e anche il passeggero trova un’ottima sistemazione. Solo la leva del cavalletto centrale disturba i piloti dalle zampe lunghe, quando si gui-

Il manubrio ha una posizione rialzata che consente di guidare col busto eretto e, cosa quanto mai gradita in fuoristrada, rende agevole la guida in piedi sulle pedane (rivestite di una gomma che si può togliere in presenza di fango e fondi sdrucciolevoli). Strumentazione Ducati Multistrada 1200 Sotto gli occhi abbiamo la strumentazione LCD, ricca di ogni informazione immaginabile (velocità, giri, marcia inserita, 2 trip, temperatura del motore, livello del carburante, orologio, autonomia residua, consumo istantaneo, consumo medio, velocità media, temperatura dell’aria, tempo di viaggio e allarme basse temperature esterne; oltre ai vari sotto menù di settaggio). C’è da perdersi! 15


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Yamaha XT1200Z Super Ténéré La strumentazione ha un design squadrato e propone qualcosa di inedito, pur restando fedele alla soluzione mista analogico/digitale. È ben leggibile e ricca di informazioni ( i due trip, i dati del consumo medio e istantaneo e la temperatura esterna). L’italiana è però decisamente più completa. Prezzo (dotazione di serie ed accessori)

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3 1 La strumentazione LCD di Ducati, è ricca di ogni informazione immaginabile. Quella Yamaha ha un design squadrato e propone qualcosa di inedito. 2 Sella regolabile in altezza su due posizioni (845 o 870 mm). 3 Il becco anteriore fa respirare il bicilindrico desmodromico da 150 cv.

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Ducati Multistrada 1200 La nuova Multi è offerta infatti in due versioni, non proprio a buon mercato: la base (bianca e rossa) a 14.900 euro e la S (rossa, bianca e nera) a 18.900 euro, a sua volta disponibile col pacchetto Sport (con cartelle motore, prese d’aria anteriori, parafango posteriore e deflettori in carbonio) o Touring (con cavalletto centrale, borse laterali e manopole riscaldate). La base ha di serie il DTC (Ducati Traction Control) regolabile su 8 livelli di intervento e le 3 map-

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SPORT

pature del motore. La S costa cara, ma ha una dotazione ricca, che comprende anche l’ABS e il DES (Ducati Electronic Suspension). Yamaha XT1200Z Super Ténéré Abbiamo provato la Yamaha XT1200Z Super Ténéré nella versione First edition, equipaggiata con ABS-UBS, controllo di trazione TCS, doppia mappatura (Sport e Touring), protezione del motore, paramani, borse laterali in alluminio, protezione del faro, adesivi dedicati. Il tutto a 15.290 euro franco concessionario; una cifra importante, ma in linea con i contenuti offerti dalla nuova Yamaha e addirittura interessante se confrontata, a parità di equipaggiamento, con la concorrenza. Motore Ducati Multistrada 1200 La Multistrada 1200 adotta un signor motore, il bicilindrico a L di 90° e 1.198 cc che spopola nel Mondiale Superbike.

Ducati

SCHEDA TECNICA Multistrada

Un propulsore impegnativo (in origine ha 170 cavalli) e poco incline ad esser utilizzato in veste turistica, a causa di qualche strappo di troppo ai bassi regimi e di un’erogazione sin troppo virile. I tecnici guidati da Andrea Forni hanno compiuto un gran lavoro sul Testastretta e sono riusciti a piegarlo alle esigenze del turismo e della guida cittadina. Per farlo hanno lavorato sull’angolo di incrocio, vale a dire sull’intervallo di rotazione dell’albero motore, misurato in gradi, durante il quale le valvole di aspirazione e di scarico restano aperte simultaneamente. Sulla Multistrada 1200 tale angolo è stato ridotto da 41° a 11° gradi; così facendo si sono persi 20 cavalli (ne restano 150…), ma ne hanno beneficiato enormemente la dolcezza di erogazione, i consumi e le emissioni allo scarico. La potenza massima di 150 cavalli è raggiunta a 9.250 giri/ min, mentre la coppia massima è di 12,1 kgm a 7.500 giri/min. Il cambio è a 6 rapporti: la sesta

marcia è di tipo overdrive per contenere i consumi autostradali, tanto che la velocità massima (di circa 255 km/h effettivi) è raggiunta in quinta. La frizione ha i dischi in bagno d’olio, ha la funzione antisaltellamento ed è dotata di un sistema di asservimento che riduce il carico sulla leva. Il nuovo motore ha superato i severi test in fase di collaudo, tanto da permettere di allungare notevolmente gli intervalli di manutenzione; la registrazione delle valvole passa così da 12.000 a 24.000 km. Yamaha XT1200Z Super Ténéré La Super Ténéré del 2010 ripropone lo schema del motore bicilindrico, parallelo fronte marcia, proprio della sua progenitrice. La cubatura sale a 1.199 cc, la fasatura è di 270°, con intervalli di scoppio di 270° e 450°, ci sono le 4 valvole e le due candele per cilindro. Particolare è la disposizione del radiatore del liquido di… Continua su Moto.it

Tempi: 4 1200 S Cilindri: 2 €18.900 Cilindrata: 1198.4 cc Disposizione cilindri: a L Raffreddamento: a liquido Avviamento: E Potenza: 150 cv (110.3 kW) / 9250 giri Coppia: 12.1 kgm (118.7 Nm) / 7500 giri Marce: 6 Freni: DD-D Misure freni: 320-245 mm Misure cerchi (ant./post.): 17’’ / 17’’ Normativa antinquinamento: Euro 3 Peso: 192 kg Capacità serbatoio: 20 l Segmento: Enduro Stradale

SCHEDA TECNICA

Yamaha XT1200Z Super Ténéré Firts Edition

Tempi: 4 €15.290 Cilindrata: 1199 cc Raffreddamento: a liquido Avviamento: E Potenza: 110 cv (80.9 kW) / 7250 giri Coppia: 11.6 kgm (114.1 Nm) / 6000 giri Marce: 6 Freni: DD-D Misure freni: 310-282 mm Misure cerchi (ant./post.): 19’’ / 17’’ Normativa antinquinamento: Euro 3 Peso: 261 kg Lunghezza: 2250 mm Larghezza: 980 mm Altezza: 845 mm Capacità serbatoio: 23 l Segmento: Enduro Stradale

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Nico Cereghini: “I cinque marchi più belli”

di N. Cereghini | Parlo dei marchi delle case motociclistiche. Dicono che un buon marchio fa il successo di un prodotto, ma forse non è del tutto vero. Certi marchi sono bruttini ma evocano emozioni speciali

C

Honda e Yamaha, per dire, hanno un marchio magnifico. A mio giudizio, naturalmente. Con la sua bellissima ala, la casa numero uno del motociclismo esprime efficacemente la velocità e la leggerezza delle cose che fa, a cominciare dalle moto. E i tre diapason incrociati, che di motociclistico non hanno nulla perché la Yamaha è nata con la produzione degli strumenti musicali, sono comunque graficamente belli ed hanno finito per caratterizzare bene anche le moto Yamaha. 18

IO

zi e Parodi per ricordare il terzo socio caduto con l’aereo nella prima guerra mondiale, concettualmente è perfetta ma graficamente mi sembra soltanto abbozzata.

AU D

iao a tutti! I vostri racconti arrivano numerosi e passerò giornate intere a leggerli. Sono così tanti che mi tocca gridare “stop” se no intasiamo il computer. Oggi voglio farvi i miei auguri in anticipo e parlare di marchi. Il marchio è una cosa importante, dà il tono a quello che si fa, bisogna farlo bello. Mi viene in mente la storia di Lino Dainese, che studiò il suo marchio a diciannove anni, appena fatta la maturità e prima ancora di decidere cosa avrebbe prodotto. Oggi il triangolo del diavolo stilizzato sembra perfetto per le tute di pelle, ma se Dainese avesse poi fatto gli scarponi da sci? Sarebbe andato bene lo stesso?

Ascolta l’audio di Nico »

Suzuki e Kawasaki, per restare nell’ambito dei costruttori giapponesi, hanno invece marchi banali che mi dicono poco. Sarà un caso, ma vedete? Honda e Yamaha hanno avuto un successo maggiore. Gilera, quello originale con i due cerchi sovrapposti, e anche MV Agusta con la ruota dentata e le ali, hanno marchi molto antichi, più anziani di quelli nippo; per me restano tra i più riusciti: sono geometrici, evocativi, in un certo senso molto meccanici con le loro forme. Però anche il marchio BMW è molto antico, ed è geometrico e rappresenta l’elica quindi è meccanico, ma quanto è più moderno degli altri due! Pare fatto ieri e non all’inizio del secolo scorso. Mentre l’aquila ad ali spiegate della Moto Guzzi, scelta dai fondatori Guz-

Il marchio Ducati e quello Piaggio, evoluti nel tempo, mi scaldano poco; ma quello della Vespa, in corsivo e di sbieco, lo giudico meraviglioso. Così come mi sono sempre piaciuti i marchi delle moto inglesi: Norton, Triumph, Ajs e soprattutto BSA. Ecco a chi si è ispirata la Honda: quell’ala spiegata già compariva sulla B della fabbrica di armi di Birmingham. Ma a questo punto mi viene il dubbio: i marchi motociclistici piacciono per la loro grafica oppure per le emozioni e i ricordi che evocano in ciascuno di noi? Forse le due cose insieme. In ogni modo la mia classifica personale dei cinque migliori marchi di moto è questa: Honda, BSA, BMW, MV Agusta, Yamaha. E voi come la pensate? Tanto per chiacchierare sotto l’albero. E Buon Natale!

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Prima si prova, poi si parla

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di M. Tanca | Spessissimo si leggono giudizi sulle presunte doti dina- bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb miche di una nuova moto non ancora in vendita. Approfittando di quelli bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb bbbbbbbbbbbbbbb rivolti alla discussa Ducati Diavel, vorrei dire la mia in merito

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on voglio entrare in polemica circa le valutazioni estetiche, in particolare relative a una moto, in quanto, logicamente, sono più che mai soggettive, quindi condivisibili o meno. Però non riesco a tollerare giudizi aprioristici sulle doti dinamiche di una moto visto solamente in foto, o magari anche dal vivo, per esempio all’ultimo Salone di Milano, ma della quale nessuno ha nemmeno pubblicato un pur breve test. Dopo oltre trent’anni trascorsi come tester, e dopo non so quante centinaia di veicoli a due ruote motorizzati provati più o meno a lungo, mi permetto di ribadire il semplice motto da me coniato già una vita fa, ovvero: “Prima si prova, poi si parla”. Motto nato dal fatto che più volte mi sono innamorato di moto che da vedere magari mi lasciavano perplesso: una per tutte, la Suzuki Katana 750, che poi ho comprato. E anche dal fatto che la stessa cosa è accaduta anche ad amici e colleghi del settore. E questo vale per moto di qualunque tipo, dalle custom alle supersportive. Come esempio di riferimento a supporto di questa mia amichevole polemicuccia, prendo come esempio il seguente 20

provarla); e aggiungo che Ducati a mio avviso ha fatto bene a entrare in questo segmento, che se non piace a noi italiani non è detto che sia lo stesso, per esempio, per americani, giapponesi, cinesi, utenti degli Emirati Arabi e via dicendo.

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commento di Valerio Ricci (a proposito, Valerio, l’Harley si chiama V-Rod, non V Road) sulla Ducati Diavel, da noi pubblicato in calce all’articolo “Ducati Diavel diamond black”: «Vista di lato con quelle marmitte sembra una HD V ROAD, ma se la daranno da girare a Valentino ne venderanno un TOT e la gente spenderà un sacco di soldi per portarsi a casa un canchero che non serve a niente , le DUCATI sono un altra cosa (1198, MULTISTRADA, MONSTER) roba guidabile questa è solo un Diavel nel senso vero» Caro Valerio, premetto di non avere una particolare predilezione per la Diavel, che comunque da vedere mi piace (standoci in sella da fermo già meno, ma comunque mi riservo di

Al di là di questo, chi ti dice che la Diavel non sia una moto “guidabile”? Io conosco da tempo alcuni degli uomini Ducati che l’hanno sviluppata, e loro garantiscono che la moto «si guida molto bene, vedrai…», grazie anche alla gomma posteriore progettata appositamente per ottenere questo risultato. Anzi, mi è stato anche riferito che «si guida quasi come un Monster». Forse sarò ancora un po’ ingenuo, ma se una o più persone che conosco da tempo e abbastanza bene, e che ritengo più che affidabili, mi dicono così (oltretutto con una palpabile punta di orgoglio), per mia forma mentis sono propenso a crederci. Salvo poi verificarlo personalmente, è ovvio. Non riesco proprio a capire perché spessissimo si debbano stigmatizzare a priori delle motociclette solo guardandole, decretandone per giunta anticipatamente un infausto… Continua su Moto.it 21


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Arriva la Norton!

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n un pomeriggio meteorologicamente piuttosto frizzantino, ci ha pensato la nuova Norton Commando 961 Sport a riscaldare gli animi del pubblico presente ieri (domenica 12 dicembre) nel cortile della Prefettura di Cremona, dove la rinata bicilindrica inglese è stata ufficialmente svelata in terra italiana. Il telo che copriva la nuova Norton (che, lo ricordiamo, viene costruita proprio all’interno del circuito di Donington: più inglese di così….), è stato sollevato dall’importatore Davide Rebeccani e dalla moglie Pinuccia, titolari della Motocicli Speciali (www.nortonitalia.com e www.motociclispeciali.com), alla presenza del “padrone di casa”, ovvero il Prefetto di Cremona, Dottor Tancredi Bruno 22

G AL LE

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di M. Tanca | Attualmente in fase omologazione, le nuove, prestigiose Commando 961 sono quasi pronte per arrivare anche in Italia, dove le vedremo a primavera, importate da Motocicli Speciali di Cremona

di Clarafond, egli stesso motociclista praticante. La Norton Commando 961 SE, presentata a Cremona, verrà a costare 14.900 euro, ed è praticamente la versione “base” di una gamma attualmente composta da tre modelli: gli altri due sono la Cafè Racer (16.700 euro) e la SE (18.500 euro), già detentrice di un record di velocità a Bonneville, lo scorso settembre. La carrozzeria, il telaio a doppia culla chiusa in tubi d’acciaio, erede del leggendario Featherbed (letto di piume) ed il motore rigorosamente bicilindrico raffreddato ad aria – con i cilindri leggermente inclinati in avanti, la distribuzione ad aste e bilancieri con due valvole per testata, potenza di 80 cv (59

kW)/6.500 giri e coppia massima di 9,2 kgm (90 Nm)/5.200 giri – sono comuni a tutti e tre i modelli mentre ovviamente cambiano gli allestimenti a livello di componentistica. La Commando Sport, nella fattispecie, monta di serie forcella tradizionale (con steli trattati antiattrito) e ammortizzatori con serbatoi piggiback della Öhlins e ruote a raggi con cerchi in lega leggera, ed è attesa con giustificato entusiasmo dal neo-importatore. In Inghilterra le nuove Norton sono già in vendita da circa un anno, ma per il resto d’Europa sono ancora in fase di omologazione, in particolare a livello di sonda lambda. Contrariamente a quanto ipotizzato in… Continua su Moto.it 23


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La Suzuki V-Strom in divisa

Suzuki ha esposto il modello V-Strom 650 appositamente allestito per la polizia urbana

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Ducati Diavel diamond black La Ducati Diavel nella nuova colorazione verrà esposta per la prima volta al Motor Bike Expo di Verona

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l 25 e 26 novembre scorsi, in occasione del “7° Congresso Nazionale della Polizia Locale” svoltosi nel polo fieristico di Bergamo, Suzuki ha partecipato con uno spazio dedicato esponendo il modello VStrom 650 appositamente allestito per la polizia urbana, scelto da molte istituzioni pubbliche come mezzo a supporto dell’attività sul territorio. Moto decisamente versatile e ancora oggi attuale, pensata per soddisfare il gusto dell’avventura di chi la possiede, la V-Strom 650 è molto apprezzata dai suoi affezionati utenti per la sua facilità d’uso e le ottime prestazioni generali, abbinate a consumi quasi scooteristici. Ma anche per il comfort garantito sui lunghi viaggi anche in coppia, specialmente nella versione Traveller, equipaggiata di serie con ABS, bauletto posteriore da 47 litri con coperchio in tinta carrozzeria e poggia schiena, cavalletto centrale, puntale inferiore e comodi paramani. La brillante bicilindrica Suzuki, protagonista di un concorso fotografico “In viaggio con V-Strom” - nato con lo scopo di coniugare la passione per le due ruote alla fotografia e ai viaggi, e conclusosi a… Continua su Moto.it

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opo aver fatto molto parlare di sé, la Diavel è stata oggetto dei commenti e delle opinioni degli appassionati in tutte le istanze “social” sia reali che virtuali, che Ducati ha seguito con grande attenzione. Proprio alla luce di questi commenti, la Diavel vedrà confermata la produzione della versione Ducati Red con telaio rosso e ruote nere, alla quale si aggiunge – su espressa richiesta del pubblico “ducatista” – la nuova Diamond Black. Oltre al serbatoio nero completamente lucido, la nuova livrea è caratterizzata dal telaio opaco Racing Black, dai cerchi neri, dal supporto proiettore nero e dalle prese d’aria anodizzate nere. La variante cromatica “pearl white” mostrata

ad EICMA non farà parte del model year 2011. Livrea confermata per la Diavel carbon, sia nella colorazione “Carbon Red” (Ducati Red su trama in carbonio opaco) con telaio rosso, o “Carbon Black” (trama carbonio nero lucido e nero opaco) con telaio nero. La Ducati Diavel nella nuova colorazione verrà esposta per la prima volta al Motor Bike Expo di Verona (21-23 Gennaio 2011) e sarà disponibile già dai primi lotti di produzione. Come preannunciato, l’arrivo in concessionaria è previsto per gennaio e la consegna al pubblico delle prime moto è prevista per Febbraio 2011. 25


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2010

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Concorso Wish a Ducati

Ben 912 progetti provenienti da 39 paesi diversi hanno risposto al concorso Ducati che premia la cartolina di Natale più bella. Vi mostriamo i finalisti e il vincitore

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a alcuni anni ormai Ducati manda i suoi auguri di Natale a clienti, fornitori e partner via e-mail e quest’anno ha deciso di farlo lanciando un concorso grafico, nel quale si chiedeva di realizzare un biglietto di auguri, creativo e che avesse come slogan “Wish a Ducati” (Desiderare una Ducati). La creatività doveva risultare semplice, giocando su un playoff chiaro ed efficace che coinvolgesse, il pubblico a cui fosse stato destinato il biglietto di auguri. Numerosi sono stati i partecipanti al concorso che hanno aderito all’iniziativa Ducati, ben 912 progetti provenienti da 39 paesi diversi. La commissione di Borgo Panigale ha dovuto scegliere il vincitore tra sette grafiche risultate le più divertenti ed efficaci. Ducati ha apprezzato molto l’idea dei due partecipanti, Mdk7 e Darylk, che si sono divisi il montepremi di 1000 Euro per aver realizzato un biglietto di auguri divertente, rappresentando la slitta di Babbo Natale trainata da quattro modelli diversi di moto Ducati, che attraversa una bellissima luna piena, di colore rosso e con una bella frase da poter condividere in tutto il mondo: “ Wishing you a not so silent night” (Auguriamo a tutti una notte non tanto silenziosa). 26

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di M. Tanca | La Casa di Hamamatsu ha celebrato i 50 anni di gare con una moneta commemorativa: un omaggio a Mitsuo Itoh, il primo e unico pilota giapponese che ha vinto al Tourist Trophy, da sempre uomo Suzuki

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pprofittiamo del simpatico regalino appena arrivatoci in redazione da Suzuki Italia, per ricamarci un po’ sopra andando a ritroso nel tempo. Si tratta di una moneta commemorativa dei 50 anni di competizione della Suzuki, celebrati agli inizi dello scorso giugno all’Isola di Man, vita in occasione del Tourist Trophy, dove nel 2007 la Casa giapponese aveva già festeggiato il suo centenario di vita. Ma anche dove, nel 1963, vinse la classe 50 cc con Mitsuo Itoh, che così divenne – e lo è tutt’oggi – l’unico pilota giapponese vincitore al TT. Itoh San e la sua Suzukina 50 RM , quindi, figurano a giusto merito sulla faccia “croce” del28

la moneta commemorativa del cinquantenario, e vi figurano in illustre compagnia: sulla faccia “testa”, infatti, è effigiata Sua Maestà la Regina Elisabetta II, visto che l’Isola di Man appartiene al Regno Unito. A quei tempi, infatti, il leggendario Mountain Circuit faceva parte del Circus mondiale, e il suo impegnativo tracciato era considerato estremamente probante per tutti i costruttori: la stessa Honda debuttò sull’Isola nel 1959, con le sue 125 bicilindiche a 4 tempi; Suzuki invece vi esordì l’anno seguente con i “cinquantini” monocilindrici, e nel ’62 con le 125 bicilindriche, tutti rigorosamente a due tempi. Tornando a Mitsuo Itoh, clas-

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SPORT

La Suzuki e Mitsuo Itoh

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23 Dicembre

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se 1937, la sua vita lavorativa, suddivisa tra l’attività ingegneristica, quella di pilota nel motomondiale e, più avanti, anche nel campo del marketing, è iniziata e terminata sempre in seno alla Suzuki, fino al suo pensionamento, nel 2000, quando andò a seguire le auto Suzuki nei Rally. Itoh corse dal 1962 al 1967 nelle classi 50 e 125, vincendo due GP e terminando quattro volte al 5° posto e due volte al 6° nella classifica finale della classe minima, mentre nella 125 (dove corse solo 4 anni) colse un 2° e due terzi posti, con un 8° come miglior piazzamento finale nella categoria superiore. Ma al di là dei risultati sportivi, Mitsuo Itoh è stato una colonna della Suzuki, un vero uomo immagine che personalmente ebbi il piacere di conoscere alla fine del 1988, proprio ad Hamamatsu, e, in particolare, sul velocissimo circuito-test di Riuyu, in riva al mare: lì fummo invitati a provare la GSX-R750 per l’89, e lì era davvero difficile star dietro a Itoh San che, allora 53enne, si infilava con nonchalance in un curvone da quinta piena con la GSX1100R (che aveva 5 marce…) dopo un rettilineo di oltre due chilometri… Mitsuo Itoh è una persona tranquilla, posata e gentile,

e fui davvero colpito quando, visitando il salone di Tokio un paio d’anni più tardi, lo vidi inchinarsi per salutarmi prima ancora che io mi fossi reso conto che fosse lui, allo stand Suzuki. Tenete presente che già da ragazzino 13enne, già appassionato di moto e divoratore di Motociclismo, unica rivista specializzata di allora, sapevo benissimo chi fosse Mitsuo Itoh: e già per il fatto che egli fosse un pilota del mondiale, per me era un vero mito… Le Suzukine da Gran Premio Ma a questo punto mi riesce difficile non citare le moto con cui corsero Itoh San e i suoi fortissimi compagni di marca (i vari Hugh Anderson, Frank Perris, Bert Schneider, Ernst De-

gner, Hans Georg Anscheidt), limitandoci però solo agli affascinanti microbolidi. Dal 1962 al 1964, Suzuki ne schierò varie versioni contraddistinte dalla sigla RM seguita dall’anno di costruzione: si trattava di “zanzarine” da una sessantina di chili, con motori raffreddati ad aria e alimentati tramite disco rotante, e potenze via via aumentate da 8 cv/10.500 giri - saliti nel corso del 1962 a 10/12.000 – e velocità massima di circa 133/145 km/h; la RM63 vincitrice del TT aveva il cambio a 9 marce anziché 8, ed erogava 11 cv/13.000 giri per 150 km/h, che salirono rispettivamente a 12,5cv/14.000 giri e oltre 160 orari sulla RM64. Sulla RK65 dell’anno seguente debuttarono il raffreddamen-

to a liquido e il cambio a 12 (!) rapporti, e la mini-cavalleria salì a 14,5 cv/16.500 giri per 165 km/h di punta massima. Rivoluzione totale sulla RK66: il motore diventò bicilindrico, con cambio ancora a 12 rapporti ma con 16,5 cv a 17.000 giri, per una velocità massima di 170 km/h. Ma anche allora il progresso era giustamente inesorabile, tant’è che la successiva RK67, che pesava solo 58 kg a secco, aveva il cambio addirittura a 14 marce, per gestire al meglio i 17,5 cv a 17.250 giri che spingevano la velocissima bicilindrica oltre i 175 orari. Qui termina la storia delle piccole Suzuki da Gran premio, anche se in realtà l’allora…. Continua su Moto.it

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Paris Hilton presenta il team VIP Super Martxè

Per lei correranno su Aprilia i piloti Gadea e Vinales

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Jorge Lorenzo su due ruote Rea sviluppa la Honda di sulla Fiat 500 Abarth Stoner Porfuera stupisce tutti durante la 500km di Alcaniz, concludendo con un secondo posto

i è tenuta, a Madrid, la presentazione ufficiale del team VIP Super Martxè 125, che correrà l’anno prossimo nel Motomondiale 125. Passati in secondo piano i duei piloti Sergio Gadea e Maverick Vinales, la vera protagonista è stata l’ereditiera Paris Hilton, che ha intrattenuto i media e la stampa posando per qualche scatto accanto all’Aprilia RSA 125 con la colorazione ufficiale rosa, bianca e blu. La Hilton ha anche dichiarato di voler essere presente il più possibile a “qualche gara” del Mondiale 2011 che il team disputerà. Lo scopo della squadra, per il 2011, sarà quello di poter lottare per il titolo della 125… Continua su Moto.it

Numero

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Jonathan Rea è sceso in pista, con la RC212V di Stoner, per una tre giorni di test a Sepang

Aragon è il miglior circuito 2010

Il prestigioso premio IRTA “Best Grand Prix” va per il 2010 al Motorland Aragon

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l Campione del Mondo Jorge Lorenzo non riesce proprio a restare fermo e lontano dalle corse, durante la pausa invernale della MotoGP. Tra un allenamento e l’altro con il suo motard ha trovato il tempo di partecipare alla 500km di Alcaniz in Aragon Motorland, a bordo di una 500 Abarth del team Difisa Racing, concludendo con un buon secondo posto

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Nicky Haiden e il team Ducati MotoGP vi fanno gli auguri di Natale

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nella categoria D5, a cui partecipava. A giudicare dal piazzamento ottenuto sembra che Lorenzo se la sappia cavare egregiamente anche alla guida di un mezzo con due ruote in più. Anche se, a giudicare dall’immagine, si capisce che preferisce affrontare le curve usandone solo due.

l Team HRC ricerca e sviluppo ha iniziato una sessione di tre giorni di test sul circuito di Sepang, Malesia, in preparazione della stagione 2011 MotoGP. Accanto al collaudatore HRC, Kousuke Akiyoshi, che sta continuando lo sviluppo della RC212V, la casa giapponese ha contato anche sull’appoggio di Jonathan Rea, pilota del team Ten Kate nel mondiale superbike. Akiyoshi e Rea hanno sfruttato al massimo le buone condizioni climatiche, rimanendo obbligati ai box appena un’ora a causa di una breve pioggia. Jonathan Rea, autore di 51 giri, ha dichiarato: «Oggi mi sono

divertito molto e ho imparato qualcosa sulla MotoGP...impressionante! Non sono ancora al 100% e questo è un peccato, ma ho avuto una buona giornata di test con la squadra di HRC. Ho passato quasi tutta la mia carriera nelle derivate di serie, ho solo guidato una 125GP pochi anni fa, e oggi ho avuto un buon feeling in sella alla Honda RCV212». «La moto sembra molto potente, il motore ha un numero di giri più elevato rispetto al mio CBR1000R ed è facile per cambiare direzione. Vorrei ringraziare l’HRC e Honda Europe per questa opportunità. Non vedo l’ora di proseguire nei prossimi due giorni di test».

l tracciato impegnativo, il caloroso benvenuto in salsa iberica offerti da organizzatori, cittadini e imprese della regione, insieme ad un forte sostegno dei piloti spagnoli, aveva reso il Gran Premio 2010 AStyle di Aragon il grande favorito fin dall’inizio. Mentre la maggior parte dei circuiti viene informato con un anno di anticipo se sarà incluso nel calendario dei Gran Premi, Motorland Aragon ha avuto la metà del tempo. Il circuito è stato messo in calendario il 18 marzo, poco più di sei mesi prima della data di gara, del 19 settembre. Situata a 200 km a sud-ovest da Barcellona, la pista, che è stata costruita con l’appoggio del governo locale ed è stata progettata dal famoso architetto Hermann Tilke. Anche la prestigiosa ditta inglese di architetti, Foster + Partners, ha contribuito disegnando le aree dedicate al tempo libero costruite nelle immediate vicinanze. La terza area è un parco tecnologico (Technopark). Il risultato finale è un complesso multifunzionale basato sui pilastri di tecnologia, sport, tempo libero e cultura. Il tracciato lungo 5,077 km è una combinazione di 17 curve di varie velocità, mescolato a cambi di… Continua su Moto.it

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di C. Baldi | Maxime Berger ha debuttato sulla Ducati 1198 del team Supersonic. Ritorno al passato per il team BMW e per la Superbike, con la Superpole a 16 piloti e prove anche al venerdì mattina

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Buona la prima per Maxime e Supersonic l team Supersonic ha svolto due giornate di prove sul circuito spagnolo di Cartagena e nonostante le temperature alquanto basse il giovane pilota francese è riuscito ad adattarsi in fretta e bene alla Ducati del team di Danilo Soncini. Era la prima volta di Maxime su di una Superbike ma sia il team che il pilota si sono detti molto soddisfatti dei risultati e del lavoro svolto. Certo la squadra italiana non era andata in Spagna per cercare il tempo sul giro, ma il tempo di 1’34”1 ha portato il sorriso sul volto dei tecnici e dello stesso Soncini al quale evidentemente piacciono le sfide difficili, visto che dopo aver valorizzato Luca Scassa ora punta tutto su questo ventiduenne francese alla sua prima esperienza in una Superbike dove la maggior parte degli altri team manager ha invece puntato su piloti quasi quarantenni. Abbiamo sentito per telefono l’imprenditore parmigiano che ci ha confidato: «Ho scelto Berger perché pur essendo molto giovane ha sempre dimostrato grande maturità e costanza di risultati. Pur essendo più che convinto della mia scelta ho atteso con ansia non solo di vedere cosa avrebbe fatto Maxime sulla nostra Ducati, ma soprattutto di comprende-

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Luca Conforti in sella alla Ducati del team Althea

Il Team Althea Racing sta raggiungendo in questi giorni un accordo con il pilota italiano

Biaggi, papà per la seconda volta E’ nato il secondo figlio di Max Biaggi, questa volta un maschietto di nome Leon

N re quanto tempo gli sarebbe stato necessario per prendere le misure alla 1198. A Cartagena Berger ci ha sorpreso tutti – ammette felice Soncini - impiegando solo pochi giri per prendere le misure alla Ducati Superbike ed iniziando così subito a lavorare con i nostri tecnici. Nemmeno l’elettronica ha rappresentato un problema per lui, che pur non avendo mai utilizzato il traction control ci si è adattato in fretta e si è detto felice di poterlo utilizzare. La squadra ha svolto una grande mole di lavoro e nonostante l’asfalto facesse segnare una temperatura di soli 17 gradi abbiamo potuto testare alcune nuovi componenti che l’anno scorso erano riservati solo alla squadra ufficiale Ducati. Dopo le festività Natalizie stiamo organizzando una sessione di

prove a Valencia per poi spostarci direttamente a Portimao per i test ufficiali di fine Gennaio, dove potremo confrontarci con tutte le altre squadre». E parlando delle altre squadre che vedremo in azione a fine gennaio in Portogallo dobbiamo rilevare l’ennesimo cambiamento in casa BMW dove il nuovo team manager Bernhard Gobmeier potrà contare su altri tre nuovi responsabili. Rainer Baumel sarà infatti il direttore tecnico, Stephan Fischer il responsabile dello sviluppo mentre Joseph Hofmann dirigerà il reparto corse di Stephanskirchen, sede del team Superbike. Un passo avanti verso la tanto desiderata competitività o un passo indietro, un ritorno al… Continua su Moto.it

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uca, pilota trentacinquenne, nato a Brescia, è stato uno dei protagonisti del CIV negli ultimi anni ed è pronto, sotto la gestione di Genesio Bevilacqua, ad affrontare questa nuova sfida insieme al team Althea Racing. «Sono davvero contento - ha dichiarato Luca Conforti -. Mi fa molto piacere poter continuare a correre con la Ducati perché mi sono sempre trovato bene con le moto di Borgo Panigale. Quello di Genesio è sicuramente un team di riferimento, i risultati ottenuti quest’anno, sia nel campionato italiano che nel mondiale superbike lo attestano. Il Team Althea Racing è evidentemente una struttura

di un certo livello e di estrema professionalità, e ammetto che non vedo l’ora di scendere in pista con loro!» «Sono molto felice di annunciare la collaborazione con Luca per il CIV 2011 - ha commentato Genesio Bevilacqua, General Manager del Team Althea Racing -. Siamo sicuri che la nostra scelta sia quella giusta per poter puntare ad un prestigioso traguardo. Conforti ha già dimostrato in passato di essere un pilota forte e maturo e aggiungendo l’esperienza del team Althea e la collaborazione con Michelin abbiamo le basi per una stagione piena di soddisfazioni. Noi tutti gli diamo il benvenuto».

ella Clinica Princesse Grace di Monte-Carlo alle è nato Leon Alexandre. Il piccolo pesa 2,9 kg e la mamma sta benone, verrà dimessa a breve. Così Leon potrà incontrare la sua sorellina, la primogenita Biaggi, Inés Angelica che ora ha 15 mesi. In casa Biaggi si attendeva il picolo Leon solo tra qualche settimana ma il campione SBK - felicissimo - ha commenato dicendo: «E’ una bella sorpresa che ci permetterà di rientrare a casa in tempo per il Natale e festeggiare nel modo più bello con tutti i famigliari».

In libreria il nuovo libro WSBK 2010

E’ ora disponibile in libreria il nuovo annuario FIM SBK Championship 2010

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l libro ufficiale del FIM Superbike World Championship 2010, pubblicato da Giorgio Nada Editore, la più importante Casa Editrice italiana specializzata nel settore motoristico, è ora disponibile in libreria. Ogni anno attraverso i testi e le immagini di Claudio e Fabrizio Porrozzi, il libro ufficiale del Mondiale Superbike testimonia l’evoluzione… Continua su Moto.it

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di M. Zanzani | Da vent’anni a fianco della Honda, il manager veneto entro il 2013 vuole bissare il titolo ‘91 conquistato con Trampas Parker forte del supporto ufficiale della Casa alata

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Allora Paolo, sei pronto per puntare di nuovo alle prime posizioni del Mondiale? «Siamo sempre stati pronti, solo che non avevamo le risorse necessarie per fare un lavoro ai massimi livelli. Però non abbiamo mai mollato, abbiamo sempre lavorato al 100% per essere pronti quando Honda voleva rientrare in maniera consistente, oggi è così e io mi sento pronto». Quindi la mancanza di risultati al top più che altro è stata dovuta ad una scarsità di risorse? «Si, ma fortunatamente l’anno scorso la Honda fece un’azio34

Ora che alla Honda sono cambiati i vertici si sono accorti che per avvicinare le giovani generazioni bisogna seguire sport dinamici come il motocross e il freestyle la situazione è venuta un po’ a nostro favore perché con loro abbiamo sempre lavorato seriamente ed ora è un po’ come ripartire da capo». Certo che pensando agli investimenti che si fanno, i chilometri che si macinano, alla stanchezza fisica, arrivare al giorno della gara e vedere i tuoi piloti che non hanno risultati non solo perché non hanno le doti ma magari anche perché non si impegnano come dovrebbero deve essere molto provante per chi dirige

ne molto importante fissando un piccolo budget che è servito per mantenere compatta la nostra squadra. Non volevano in cambio dei risultati, perché sapevano che non potevano prendere piloti di un certo livello, ma è servito per iniziare un nuovo lavoro con il Giappone creando una bella sinergia per sviluppare moto con filosofie e mentalità europee come non c’era mai stato». Non dopo i titoli conquistati con Parker e Jean Michel Bayle, non deve essere stato facile mancare dalle prime posizioni. «Diciamo che abbiamo un po’ patito i problemi creati da altri

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SPORT

Honda Martin: entro tre anni campioni! ’attesa lo ha ripagato. Dopo anni di paziente attesa in attesa di un supporto diretto, finalmente il sogno di Paolo Martin si è avverato grazie alla decisione della Honda Motor Europe di schierarsi al via della MX1 in forma ufficiale. Il manager veneto si è così tolto il peso di dover far quadrare i conti e mettere assieme budget e sponsor, potendosi dedicare alla cura dell’immagine e all’aspetto tecnico della Martin Racing Technology che gestirà nei prossime tre stagioni le CRF del reparto corse della Casa di Tokio.

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la squadra. «E’ stato molto difficile, ma siamo stati bravi perché non abbiamo impostato la struttura solo sui piloti ma puntando molto sulla bravura ed efficenza dei tecnici. Nelle riunioni abbiamo sempre spronato i ragazzi a dare sempre il meglio, perciò noi non ci siamo mai fermati nell’evoluzione e nella nostra crescita, ed i risultati oggi ci hanno dato ragione visto la fiducia che la Honda ha riposta in noi». Anche per i meccanici dev’essere stato duro. «Sapendo di non avere budget per i piloti forti, abbiamo cambiato gli obbiettivi investendo… Continua su Moto.it

La FMI presenta il Progetto SMS

Prima dell’allenamento sarà necessario inviare inviare un SMS

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a FMI introduce nel 2011 il “Progetto SMS”: ogni Tesserato (con Tessera Sport) o Licenziato, per usufruire di copertura assicurativa durante un allenamento in fuoristrada, prima di iniziare l’attività deve inviare un messaggio SMS. Senza SMS, la copertura assicurativa non ha efficacia. Una decisione che la FMI ha preso per tenere sotto controllo un aumento consistente, improvviso, ed imprevisto, del numero dei sinistri in allenamento in fuoristrada, registrato nel corso del 2010. Un aumento dei sinistri che… Continua su Moto.it

team che correvano con le CR, che hanno creato scompiglio all’interno della Honda perché dopo il loro fallimento saltava un punto di riferimento. Noi come squadra siamo sempre stati umili perché avevamo i soldi contati e abbiamo fatto quello che abbiamo potuto. Perciò non potevamo prendere piloti forti, sceglievamo sempre piloti a fine carriera o probabili promesse tanto che nel nostro piccolo abbiamo fatto crescere piloti come Antonio Cairoli, Paulin Gautier e Brian Jorgensen sfiorando il titolo iridato con Pichon. Quindi qualche soddisfazione ce la siamo tolta lo stesso facendo dei bei risultati pur con piccoli budget. 35


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23 Dicembre

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BMW Joy Wins3: nel 2010 tripletta storica di vittorie

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Supestock 1000, Mille Miglia e International Superstars Series. Sono questi i prestigiosi traguardi sportivi raggiunti da BMW Italia nel 2010.

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MW Joy Wins3 Il 2010 volge al termine, ma sarà a lungo ricordato dagli uomini di BMW Group Italia. La filiale italiana del Costruttore tedesco di auto e moto si è infatti fregiata di tre importantissimi titoli. Supestock 1000 FIM Cup BMW Motorrad Italia nel 2010 ha esordito nelle competizioni internazionali di velocità partecipando e vincendo la Superstock 1000 FIM Cup con risultati eccezionali. Il BMW Motorrad Italia Superstock Team, alla prima partecipazione ad una competizione internazionale, ha dominato la Coppa FIM vincendo il Titolo Piloti ed il Titolo Costrutto36

ri: Ayrton Badovini, pilota di punta del Team Italiano, ha prima vinto il Titolo Piloti al settimo appuntamento stagionale, per poi conquistare nel week end di gara successivo il Titolo Costruttori ed infine, ha eguagliato il record di 9 vittorie consecutive in una competizione internazionale di velocità stabilito in precedenza da Colin Edwards ed Neil Hodgson. Conquistando inoltre il primo titolo internazionale di velocità nella storia di BMW Motorrad. Nel 2011 BMW Motorrad Italia, con il supporto tecnico della Casa Madre, che fornirà motori ed elettronica al BMW Motorrad Italia Superbike Team, prenderà parte al Campionato Mondiale Superbike con i due

piloti James Toseland ed Ayrton Badovini. Andrea Buzzoni, Direttore BMW Motorrad Italia e Responsabile progetto Superbike: «Abbiamo raggiunto un grande traguardo. Quando presentammo il nostro progetto a Monaco, la reazione fu piuttosto fredda. Il risultato ci ha dato poi ragione, grazie alla fantastica competenza che l’Italia vanta nelle competizioni motoristiche. Il 2010 si chiude anche con lusinghieri risultati commerciali: il nostro posizionamento è premium, ma i nostri volumi sono quelli tipici del mass market. Siamo molto soddisfatti anche delle vendite della S1000RR, la nostra prima superbike che è stata accolta benissimo dal pubblico sportivo sin dal suo debutto». Ayrton Badovini: «Sono contento di questa vittoria e devo dare il giusto risalto alla mia moto, che ha funzionato sempre benissimo. Il merito è anche del team, di tutta la squadra che mi ha messo nelle condizioni migliori per vincere alla grande. E’ un onore aver regalato a BMW Motorrad il primo titolo internazionale di velocità».

domina la Mille Miglia 2010: Cané-Galliani hanno vinto la corsa. Ciravolo-Leitner sono arrivati terzi. Dopo 70 anni dalla vittoria della Mille Miglia del 1940, la BMW 328 Mille Miglia Touring Coupé ha tagliato di nuovo per prima il traguardo della storica corsa italiana. Giuliano Cané e Lucia Galliani hanno condotto magistralmente la Coupé nelle diverse tappe e sono riusciti senza alcun problema tecnico a

terminare in testa le Mille Miglia attraverso l’Italia. Il successo di BMW è stato poi coronato dal terzo posto conquistato da Enzo Ciravolo e Maria Leitner, sempre su BMW 328 – ancora un parallelo con la Mille Miglia di 70 anni fa. «Il successo di Giuliano Cané e Lucia Galliani e il terzo posto di Enzo Ciravolo e Maria Leitner sono un meraviglioso esempio del grande lavoro di squadra», ha commentato Karl Baumer,

direttore di BMW Classic. Fin dal viaggio di andata è apparso subito chiaro quanto fossero ancora eccellenti le prestazioni di queste auto del 1940. Non sono infatti arrivate in Italia su una bisarca, ma hanno viaggiato da Monaco a Brescia sulle proprie ruote come 70 anni fa. Nel corso della Mille Miglia il tempo è stato estremamente variabile. Dai 27 gradi di Adria fino allo zero termico… Continua su Moto.it

Mille Miglia 2010 La BMW 328 Touring Coupé 37


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Gli enduristi di Cesena salvano una donna dispersa Enduristi, brava gente. E’ proprio il caso di dirlo

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Gio Sala è il nuovo team manager di Marc Coma

Il campione bergamasco torna per l’11esima volta in carriera sul percorso della mitica Dakar

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a storia SoloEnduro, forum attivo nel promuovere la pratica delle attività enduristiche, ci segnala questo importante episodio, accaduto negli scorsi giorni a Cesena. Mercoledì 8 dicembre 2010 una donna di 72 anni scompare a Cesena; ne dà notizia anche la trasmissione della Rai Chi l’ha visto. Giovedì 9 dicembre alle 14,00 2 ragazzi del Club CESENA OFFROAD (associazione di enduristi) vengono contattati dai famigliari per unirsi alle ricerche. Il territorio da coprire è molto vasto e morfologicamente difficile: la sensazione è quella di cercare un ago in un pagliaio. Ormai non c’è più luce e la temperatura inizia a scendere sotto 0. I due decidono di rientrare, è notte, ma una recinzione tagliata attira l’attenzione. In un campo incolto si muove qualcosa ... è lei ! E’ viva e sta bene: nel giro di 5 minuti tutti i soccorritori vengono guidati sul posto. Ecco uno dei casi in cui gli enduristi possono essere di grande aiuto: una potenzialità che le nostre istituzioni purtroppo non sempre colgono. Ci uniamo al ringraziamento verso questi ragazzi, che hanno tratto in salvo la signora. Bravi!

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ally Dakar 2011 Giovanni Sala sarà nuovamente protagonista del rally più famoso del mondo, la Dakar che si corre da alcune stagioni in Sud America (Cile e Argentina). Dopo 10 gare corse da protagonista in sella alla KTM (nel 2006 giunse sul podio), il 6 volte campione del mondo di enduro partirà alla volta del continente americano in veste di team manager del forte pilota spagnolo Marc Coma. Si tratta di una nuova esperienza per Gio Sala, che mai prima d’ora aveva ricoperto il ruolo di manager di un pilota. Vi riportiamo le sue impressioni ( ascolta l’audio di Giovanni Sala ): Gio, anno nuovo, vita nuova: a gennaio sarai il nuovo manager di Coma. G. S.: «Torno alla Dakar nel

team col quale corsi negli anni passati, che ha cambiato sponsor. Marc Coma è il pilota più forte del momento e con lui ho una bella confidenza. Lo staff è ottimo, abbiamo sicuramente delle buone possibilità di vincere». Sarai sul percorso con lui? G.S.: «La mia mansione sarà quella di seguire la gara di Marc dalla macchina dell’assistenza per dare quelle dritte, quei consigli utili che solo dall’esterno, aiutato da tutto lo staff tecnico, puoi dare al pilota che invece è impegnato a dare gas tra le dune. E’ una mansione più strategica, molto interessante, che mi vede per la prima volta all’opera nei panni di manager». E con questa, quante Dakar hai fatto? G.S.: «Sono alla 11esima edizione. Le 10 che ho fatto prima… Continua su Moto.it 39


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Aprilia si schiera in forze alla Dakar

Cinque piloti ufficiali e otto privati tenteranno l’assalto alla corsa sudamericana, capitanati da Francisco “Chaleco” Lopez

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l team Aprilia Giofil si presenta in forze alla trentaduesima Dakar, in programma dal 1° al 16 gennaio in Argentina e Cile. Cinque piloti ufficiali e otto privati tenteranno l’assalto alla corsa sudamericana, capitanati da Francisco “Chaleco” Lopez. Mancano tre settimane all’inizio della 32ª edizione della Dakar. Per il terzo anno consecutivo il rally più celebre al Mondo sarà ospitato in Argentina e Cile e quest’anno la categoria moto/quad ha registrato il tutto esaurito, con 230 equipaggi al via. Tra questi, pronti ad affrontare i 9605 chilometri del percorso, suddivisi in tredici tappe, non poteva certo mancare il team Aprilia Giofil. Forte del terzo posto assoluto ottenuto nella 40

passata edizione, la compagine guidata da Filippo Assirelli si presenta non solo con grandi ambizioni e motivazioni, ma soprattutto decisamente rafforzata nel proprio assetto. L’uomo di punta sarà ancora il cileno Francisco “Chaleco” Lopez, carico a mille per la sfida che per metà si svolgerà nel suo paese. La limitazione imposta da ASO ai top driver, che potranno correre la Dakar con moto di 450 cc, sarà il filo conduttore della Dakar 2011, con molte squadre ufficiali schierate a partire da KTM, che negli ultimi anni ha monopolizzato la corsa. Proprio in questa rinnovata sfida Aprilia è decisa a recitare un ruolo da protagonista: le RXV 4.5 Tuareg hanno un anno di esperienza e svilup

po condotto sia nelle gare in Africa che con vari test e il già elevato potenziale della moto è cresciuto ancora. La potenza e l’affidabilità del motore bicilindrico, le ultime modifiche alla ciclistica e le nuove mappature della centralina elettronica saranno le armi a disposizione di Lopez per cercare un grande risultato alla Dakar. Il cileno, come lo scorso anno, potrà contare sul catalano Gerard Farres nel ruolo di “portatore d’acqua”, un aiuto prezioso in una gara lunga come la Dakar. Ma un altro iberico è appena entrato a far parte del Team Aprilia Giofil: si tratta di Joan Barreda, giovane proveniente dal cross e dall’enduro, che da poco si è affacciato nella scena delle Baja e dei grandi Rally. Barreda è già considerato l’astro nascente della disciplina e alla Dakar cercherà di tenere fede alla propria fama di pilota velocissimo. Altra new entry nel team è quella del franco/congolese Alain Duclos, da molti anni uno dei privati più veloci in assoluto. Lo scorso anno Duclos terminò la Dakar in sesta posizione assoluta e quest’anno cercherà di migliorare ancora in sella… Continua su Moto.it 41


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PROVE

Francavilla di Sicilia ospiterà il Gran Premio d’Italia di Enduro

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er la prima volta una tappa del MAXXIS FIM Enduro World Championship si svolgerà in Sicilia, il 13, 14, 15 maggio.Il Moto Club Aiello/Acireale ha già organizzato diversi eventi importanti e può contare su 200 appassionati di fuoristrada. Il piccolo paese di Francavilla (8000 abitanti) è stato scelto dal Moto Club Aiello / Acireale per dare il benvenuto alle star mondiali dell’Enduro. La gara si svolgerà su di un percorso di 40 km da percorrere 4 volte. Gli organizzatori del campionato fin da ora sono certi che la tappa italiana sarà uno dei momenti più importanti dell’intera stagione.

Gio Sala e il Moto Club Chieve rinnovano il sodalizio nel 2011

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’ stato l’annuale pranzo natalizio del Moto Club Chieve a sancire l’importante rinnovo del sodalizio che da anni lega il 6 volte campione del mondo di enduro, Giovanni Sala, al gruppo sportivo impegnato in prima fila nelle discipline del fuoristrada (enduro e motocross). Nel corso della giornata sono stati premiati i migliori piloti del Moto Club Chieve, che si sono distinti nei vari campionati regionali oltre che nel campionato sociale. Sono infatti oltre 180 i motociclisti iscritti alla società sportiva, un numero considerevole che consente al Chieve di ben figuare nei tornei agonistici lombardi. Continua su Moto.it

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Premiati i Campioni Italiani di Enduro e Motoslitte Con la premiazione dei Tricolori si è chiusa la stagione 2010 e si è dato il via a quella 2011

RY LE L A G

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ra le mura del suggestivo Castelbrando a Cison di Valmareno (TV) si sono celebrate le Premiazioni dei Campioni Italiani delle specialità Enduro e Motoslitte, le quali hanno consacrato la stagione appena trascorsa. Ad inaugurare la cerimonia il saluto dei due speacker della serata, Tiziano Laggioni, di Moto & Motori, e Elisabetta Caracciolo, la voce degli Assoluti d’Italia e dell’Enduro targato “zero dieci”. A dare il via alle premiazioni sono stati i calorosi saluti del Presidente del Co.Re Veneto e Vice Presidente UEM Luigi Favarato, il Coordinatore Nazionale Enduro Franco Gualdi, quello del Motocross e Motoslitte Andrea Barbieri e del Vice Presidente FMI Fabio Larceri.

Saluti anche da parte di Axiver con il responsabile relazioni esterne Tony Mori prima di iniziare a premiare i campioni, a partire da un riconoscimento consegnato alla Maglia Azzurra (Club Italia, Under23 e Trofeo) che hanno preso parte all’ultima Six Days corsa in Messico dal 1 al 6 novembre. Presentato ufficialmente anche il Team Italia 2011 che sarà composto da tre giovani piloti, Matteo Bresolin, Tommaso Mozzoni e Nicolas Pellegrinelli, supportati sempre da KTM Italia sotto la guida del GP Motorsport di Chicco Piana e seguiti dal neo manager Cristian Rossi. Un occhio di riguardo è stato dedicato da parte di Axiver ai piloti che si sono contraddistinti in ambito internazionale… Continua su Moto.it 43


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