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n. 6 novembre/dicembre 2010

ICF Farmacisti Istituto di Consulenza e Formazione Farmacisti

CONSULENZE GRATUITE: prima risposta scritta e poi eventualmente anche telefonica a quesiti inviati per e-mail o fax, su svariate problematiche:  Pratiche legali legate a revisione di pianta organica e altre questioni di diritto farmaceutico  Pratiche fiscali per il trasferimento di titolarità e acquisto o vendita di farmacia o parafarmacia  Questioni sul rapporto coi dipendenti  Scelte nella gestione della farmacia Iniziative promozionali e di comunicazione

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Speciale: i rimedi contro la tosse Un mercato che nell’ultimo triennio presenta una stasi delle vendite

Servizio contabilità farmacie In questa intervista il Dott. Mascheroni illustra le procedure

Settimana sulla neve a Madonna di Campiglio Con un convegno sulla gestione anche fiscale della farmacia

Internet e medicinali Posizione degli ordini professionali non condivisa in Europa

Il mercato dei senza ricetta L’evoluzione delle vendite dei prodotti omeopatici

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Stiamo mettendo a frutto la nostra unione.

Da più di 100 anni crediamo che salute ed accesso alle cure debbano andare mano nella mano. Seguendo questo principio siamo cresciuti fino a diventare la pr prima ima az azienda ienda al mondo nei farmaci equivalenti. Oggi, grazie all’integrazione con ratiopharm, nasce una nuova Teva: una realtà unica per varietà e qual qualità ità dell’offerta terapeutica, investimenti in ricerca ricerca e innovazione innovazione. linfa per continuare a crescere, per migliorare le nostre cure. Per un nuovo futuro. Nuova linfa

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consulente Sommario

della tua farmacia

5 Editoriale Servizi in farmacia, fra dubbi e diffidenze 7 Diritto Internet e medicinali, (contro)indicazioni per l’uso 11 Gestione Il servizio di contabilità per la farmacia 13 I senza ricetta I prodotti omeopatici 16 Costituzione Responsabilità amministrativa degli enti e sicurezza sui luoghi di lavoro 20 Informazione dall’Istituto Notizie fiscali e professionali 26 Speciale I rimedi contro la tosse 30 Consulenze Le risposte ai vostri quesiti 45 Amministrazione Gestione del magazzino: inventario e rottamazione 49 Distribuzione Come acquista la farmacia 52 Farmacologia Nuovo OTC contro la pirosi gastrica: il pantoprazolo 57 Notizie Pillole di salute IL CONSULENTE DELLA TUA FARMACIA Numero 6 novembre/dicembre 2010 Organo ufficiale dell’Associazione Consulenti Farmacie Italiane Periodicità: bimestrale Editore: ICF Farmacisti Corso Buenos Aires, 92 - 20124 Milano Direttore Responsabile: Luigi Casanova Registrazione del Tribunale di Milano n° 61 del 13/02/2009 Consulenti Editoriali: Marino Mascheroni, Paolo Piovesan Redazione e coordinamento stampa: Elisa Brambilla, Loredana Sodaro

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Amministrazione, Direzione, Redazione, Pubblicità e Marketing: ICF Farmacisti, Corso Buenos Aires, 92 20124 Milano Tel. 02 29527614 - 02 29511640 Fax 02 29407035

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Internet:: www.icffarmacisti.it E-mail: ilconsulente@icffarmacisti.it

Testata associata:

Hanno collaborato Quintino Lombardo, Antonia Cossa, Massimo Stragliati, Paolo Piovesan, Marino Mascheroni, Guido Frigato, Elisa Brambilla Progetto grafico e impaginazione Sinergia Bovisio M. (MB) Tel. 0362 1794334

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Spedizione: Poste italiane Spa Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, NE/VR

Testata volontariamente sottoposta a certificazione di tiratura e diffusione in conformità al Regolamento CSST Certificazione Editoria Specializzata e tecnica

Per il periodo 1/1/2009 - 31/12/2009 Tiratura media: 16445 Diffusione media: 15631 Certificato CSST n° 2009-1970 del 26/02/2010 Società di revisione: PKF Italia

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Novità importante Dalla collaborazione dello Studio del Dott. Marino Mascheroni di Milano con lo Studio Associato Bacigalupo-Lucidi e la Società Sediva di Roma prende avvio dal 1° gennaio 2011 in ICF a Milano, Corso Buenos Aires 92, un servizio completo di

CONTABILITÀ E CONSULENZA GESTIONALE DI FARMACIA IL SERVIZIO SARÀ COSÌ ARTICOLATO: GESTIONE DELLA CONTABILITÀ Raccolta in ICF a Milano, inserimento telematico nella “Piattaforma Sediva” dei dati dei documenti contabili della farmacia Elaborazione dati contabili Redazione e trasmissione alla farmacia dei modelli di pagamento per il versamento periodico dell’iva e degli altri tributi (irpef, irap, ici, addizionali, ecc …) Servizio di versamento on-line dei tributi (facoltativo) Elaborazione dei bilanci periodici e di quello annuale (consultabili in ogni caso on-line nell’area riservata del sito www.sediva.it) e loro discussione coi nostri consulenti in ICF Al termine dell’anno presentazione e trasmissione telematica della dichiarazione dei redditi (dell’iva, dell’irap, e degli eventuali sostituti d’imposta) del titolare e/o dei soci e/o dei loro familiari e degli adempimenti connessi (studi di settore, trasmissione telematica elenco clienti e fornitori e dati iva) e loro discussione coi nostri consulenti in ICF Assistenza nelle pratiche fiscali e nel contenzioso

CONSULENZA GESTIONALE Predisposizione all’inizio anno del bilancio di previsione gestionale della farmacia Suddivisione degli acquisti per settore merceologico Evidenziazione dei margini di utile goduti e loro confronto con quelli dell’anno precedente e con quelli nazionali Rendiconti mensili sulla gestione economicopatrimoniale della farmacia con comparazione dei dati delle sue vendite, dei suoi acquisti, delle sue spese con quelle delle farmacie similari e delle medie nazionali Segnalazioni idonee per una proficua politica di gestione della farmacia e confronti periodici sulla situazione coi nostri consulenti

INFORMAZIONE TELEMATICA Notiziario fiscale ICF Notiziario giornaliero “Sediva News” Notiziario quindicinale “Piazza Pitagora”

SERVIZIO CONSULENZIALE Possibilità di usufruire del servizio di consulenze legali e fiscali di ICF

per avere maggiori delucidazioni sul servizio telefonate a ICF farmacisti al n. 02 29527614 o inviate una mail a info@icffarmacisti.it


Editoriale

Servizi in farmacia, fra dubbi e diffidenze

A

differenza dei loro dirigenti che nei loro interventi hanno manifestato entusiasmo e sicurezza, i farmacisti nutrono molta diffidenza sull’attuazione dei nuovi servizi previsti dai recenti decreti ministeriali. Ma sono veramente nuovi questi servizi? Mi ricordo che già negli anni ’90 la categoria aveva sostenuto una battaglia, vinta con la magistratura, per dotare la farmacia di apparecchiature (Reflotron, ecc.) per il controllo automatico di alcuni parametri clinici del sangue. Strumenti che avevano un certo costo e quindi poche farmacie se ne erano dotate anche perché le rese previste non erano economiche ma più d’immagine. E’ indubbio però che la possibilità di attuare prestazioni analitiche in farmacia esiste già da quasi vent’anni. Non credo che ora venga proposto qualcosa di molto diverso ma forse solo apparecchi più sofisticati con prestazioni superiori. La stessa cosa vale per i dispositivi idonei al controllo dell’attività elettrica del cuore. Già da tempo qualche farmacia dispone di un elettrocardiografo collegato con centri di cardiologia: ha creato un apposito spazio e investito qualche risorsa. Il servizio di prenotazione esami diagnostici e visite specialistiche, il cosiddetto Cuf, in alcune città è già in funzione in farmacia da anni mal sopportato dai colleghi per il notevole impegno non professionale che richiede. Per fortuna questo servizio con l’evoluzione dei sistemi di comunicazione sta passando in uso ai pazienti, che potranno utilizzarlo tranquillamente da casa usando internet o il telefono. Mi sembra anacronistica la via del ritorno. Gli unici servizi veramente nuovi per la farmacia sono quelli infermieristici e di fisioterapia. Delle due figure professionali quella del fisioterapista è la più tranquilla, perché se la farmacia è carente di spazio il servizio può essere assicurato anche solo a domicilio del paziente. Sono le mansioni svolte dall’infermiere che suscitano invece qualche perplessità. Infatti oltre alle solite prestazioni (medicazioni, iniezioni ecc …) potrà provvedere alle analisi di prima istanza, all’impiego del defibrillatore e anche a interventi di educazione sanitaria e a consulenze sull’uso corretto dei farmaci Luigi Casanova (compliance). Quindi l’infermiere in farmacia secondo le nuove disposizioni viene investito di competenze professionali analoghe a quelle del farmacista e nel tempo potrebbe essere indotto a dispensare farmaci alla guisa del suo collega delle ASL. E’ il motivo che preoccupa alcuni collaboratori di farmacia che temono un freno alle loro assunzioni. In questa prima parte abbiamo visto che quasi tutti questi “nuovi” servizi erano già presenti da anni in molte farmacie, però a carico dei pazienti. Credo quindi che la nostra dirigenza, conoscendo la loro scarsa diffusione, abbia pensato di incrementarla ponendoli a carico della sanità pubblica, facendo leva sul fatto di aver accettato il prelievo forzato dell’1,82%. Una specie di contropartita! Ma ora Stato e Regioni giocano al rimpiattino. L’accordo realizzato col Ministro è stato demolito con rilevanti obiezioni da parte della Conferenza Stato Regioni: la competenza sui servizi sanitari non spetta allo Stato ma esclusivamente alle Regioni, che decidano quali, dove e come erogarli; possono essere avviati solo con accordi regionali che devono prevedere anche tutta una serie di verifiche per accertare che i requisiti delle farmacie siano adeguati agli standard organizzativi e qualitativi vigenti per le strutture accreditate dal SSN. Pertanto adesso i governatori, ribadendo che non ci sono soldi e che quindi questi servizi, non garantiti tra l’altro nella qualità, non possono essere posti a carico del SSN, chiedono al Ministero di modificare i recenti decreti attuativi. Queste dichiarazioni per i dirigenti dei farmacisti sono state una sorpresa. Sono ora ammutoliti! Qualche collega si chiede: perché persistere a continuare a credere ciecamente nei politici? Tra l’altro questo Ministro non è mai stato tenero verso la farmacia. Anche ultimamente, a fronte delle proteste fatte per lo sconto del 3,65%, aveva bollato i farmacisti come “operatori che anche da grandi continueranno a fare i commercianti ….” Non ha capito che per molte farmacie non è facile assicurare l’attività a causa degli aumenti dei costi gestionali, dei costi finanziari e di quelli fiscali. Per fortuna i titolari di farmacia continueranno ad operare con buon senso e a non credere nelle favole. I pochi che decideranno di attuare i cosidetti nuovi servizi sanno perfettamente che ben difficilmente le regioni se ne accolleranno il costo.

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Diritto Vendite on-line Avv. Quintino Lombardo – Studio Legale Cavallaro, Duchi e Lombardo

Internet e medicinali, (contro)indicazioni per l’uso

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ell’affrontare la questione della vendita on line di medicinali la prudenza è d’obbligo e non solo perché la rete è sovente mezzo e scenario dei più pericolosi fenomeni di abusivismo e contraffazione, con grave pericolo per la salute degli utenti. Secondo la preoccupazione più diffusa, la vendita a distanza di medicinali per il tramite delle reti informatiche comporterebbe inevitabile ed irrimediabile svilimento della prestazione professionale del farmacista, abbandonando a se stesso il paziente ed il suo bisogno di salute, con scarsa vigilanza e con maggiore rischio di acquisti inappropriati e di uso scorretto dei medicinali.

Il contenuto della sentenza DocMorris potrebbe consentire un’interpretazione evolutiva dell’art. 34 del codice di deontologia professionale dei farmacisti. Gli ordini e la corte di giustizia In coerenza con la severità di tali preoccupazioni, l’art. 34 del vigente Codice Deontologico dei farmacisti, riproducendo quanto già previsto dall’art. 25 del precedente Codice, testualmente recita: “Non è consentita al farmacista la cessione, tramite Internet o altre reti informatiche, di medicinali, sia su prescrizione, sia senza obbligo di prescrizione, anche omeopatici, in conformità alle direttive della UE e dalle linee guida dell’OMS, fatte salve le specifiche normative nazionali”. Bisogna tuttavia considerare che la posizione rigorosa degli Ordini professionali dei farmacisti italiani non è stata sempre unanimemente condivisa in Europa. Non si tratta della consueta contrapposizione (culturale, professionale, imprenditoriale) tra Apoteke e Drugstore, cioè tra farmacia europea “continentale”e “anglosassone”, bensì della più autorevole opinione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha analizzato la questione della vendita on line dei medicinali nella sentenza dell’11 dicembre 2003 (causa C – 322/01 - Deutscher Apothekerverberand eV. vs. DocMorris NV e Jacques Waterval, più nota come “sentenza DocMorris”).

La Corte di Giustizia era stata chiamata a decidere numerose questioni pregiudiziali sollevate dal Landgericht di Francoforte sul Meno, al quale si erano rivolte le associazioni di categoria dei farmacisti tedeschi per contestare l’operato di una farmacia olandese che, attraverso il proprio sito web www.800docmorris.com, commercializzava in Germania verso gli utenti finali prodotti medicinali dispensabili con e senza prescrizione medica.

La sentenza DocMorris I passaggi fondamentali della sentenza DocMorris (documento assai complesso ed articolato) possono essere così sintetizzati: 8 L’autorizzazione all’immissione in commercio (AIC) prevista dalla legislazione europea e nazionale è un requisito indispensabile per la circolazione del medicinale nel mercato interno, in piena conformità alle norme del diritto comunitario. Per circolare sul mercato di uno stato membro dell’Unione, seil consulente della tua farmacia NOVEMBRE/DICEMBRE 2010

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Diritto Vendite on-line condo il codice comunitario dei medicinali, è indispensabile che la specialità medicinale abbia ottenuto un’autorizzazione rilasciata dall’autorità competente di tale stato, ovvero secondo il regime comunitario (mutuo riconoscimento, AIC centralizzata). Quindi, è perfettamente logico e corretto che la normativa di uno stato membro preveda un divieto di commercializzazione di medicinali non dotati di una AIC nazionale o comunque di una AIC conforme alla disciplina comunitaria, anche se provenienti da un altro stato membro nel quale l’AIC sia stata effettivamente rilasciata. 8 Un divieto generale di vendita on line di medicinali come sopra autorizzati, per mezzo del sito web di una farmacia, deve ritenersi una misura ad effetto equivalente ai sensi dell’art. 28 del Trattato UE (ostacolo alla libera circolazione delle merci), poiché tale divieto è ritenuto maggiormente lesivo dell’attività commerciale delle farmacie comunitarie – per le quali Internet può essere uno strumento importante di accesso al mercato di un singolo stato membro – rispetto all’attività delle farmacie nazionali. A tale proposito, la Corte di Giustizia ha osservato che “la comparsa di Internet come sistema di vendita internazionale implica che la portata e, quindi, l’effetto di tale divieto siano esaminati in un contesto più ampio … Internet costituirebbe un mezzo più importante per le farmacie che non sono stabilite sul territorio tedesco di raggiungere direttamente tale mercato. Un divieto che colpisse in misura maggiore le farmacie stabilite al di fuori del territorio tedesco potrebbe essere tale da ostacolare maggiormente l’accesso al mercato dei prodotti provenienti da altri stati membri rispetto a quello dei prodotti nazionali … Di conseguenza, tale divieto non colpisce in uguale misura la vendita dei medicinali nazionali e quella dei medicinali in provenienza da altri stati membri”. 8 Una causa di giustificazione al divieto di vendita a distanza dei medicinali da parte di una farmacia per motivi di salute pubblica, ai sensi dell’art. 30 Trattato UE, sussiste solo con riferimento ai medicinali soggetti a prescrizione medica e non invece per i medicinali non soggetti a prescrizione.

I medicinali con ricetta Per ciò che riguarda i medicinali soggetti a prescrizione medica, la Corte di Giustizia ha dunque ritenuto il divieto nazionale di vendita on line compatibile con il diritto comunitario, poiché l’approvvigionamento del pubblico richiede un controllo più rigoroso e le esigenze di tutela salute pubblica prevalgono sul principio di libera circolazione dei medicinali nel mercato interno. In particolare, “tenuto conto dei rischi eventualmente connessi all’impiego di tali medicinali, la necessità di verificare in modo efficace e responsabile l’autenticità delle ricette compilate dai medici e di assicurare in tal modo la consegna del medicinale sia al cliente stesso, sia ad una persona incaricata da quest’ultimo di ritirarlo sarebbe tale da giustificare un divieto di vendita per corrispondenza … per-

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mettere la consegna di medicinali soggetti a prescrizione medica sulla base del previo ricevimento di una ricetta e senza ulteriore controllo potrebbe aumentare il rischio che delle ricette mediche vengano usate in modo abusivo o scorretto. D’altronde, la possibilità reale che l’etichettatura del medicinale acquistato presso una farmacia stabilita in uno Stato membro diverso da quello in cui risiede l’acquirente si presenti in una lingua diversa da quella di quest’ultimo può avere conseguenze più nefaste, quando si tratta di medicinali soggetti a prescrizione medica”.

I medicinali senza ricetta Per ciò che riguarda invece i medicinali non soggetti a prescrizione medica nessuno dei motivi esposti dalle parti in causa è stato ritenuto idoneo a costituire giustificazione di un divieto così generalizzato. Ed infatti, secondo la Corte: 8 la vendita a distanza dei medicinali, sebbene a mezzo del sito Internet, deve essere comunque effettuata da una farmacia e quindi non sembra alla Corte che i “farmacisti virtuali” costituiscano un problema per la tutela della salute del paziente o che svolgano una funzione meno efficace rispetto a quella dei farmacisti nelle farmacie “tradizionali”. “In primo luogo - ritiene la Corte – per quanto concerne la necessità di informare e consigliare il cliente al momento dell’acquisto di un medicinale, la possibilità di prevedere una informazione ed una consulenza sufficienti non può essere esclusa … l’acquisto via internet potrebbe presentare dei vantaggi, come la possibilità di inoltrare ordinativi da casa o dall’ufficio, senza bisogno di spostarsi, e di formulare con calma le domande da porre ai farmacisti … 8 Per quanto riguarda il possibile impiego scorretto del medicinale, un simile rischio potrebbe essere ridotto grazie all’aumento degli elementi interattivi esistenti in Internet, che devono essere utilizzati dal cliente prima di procedere ad un acquisto. 8 Per quanto riguarda la possibilità di abusi, non è evidente che per coloro che desiderino acquistare in modo abusivo medicinali non soggetti a prescrizione medica, l’acquisto effettuato nelle farmacie tradizionali presenti in realtà maggiori difficoltà dell’acquisto via Internet … [mentre] le considerazioni relative alla loro consegna non sono tali da giustificare un divieto assoluto della loro vendita per corrispondenza. 8 In terzo luogo, per quanto attiene alle giustificazioni relative alla necessità di garantire un approvvigionamento dei medicinali esteso ed adeguato ai bisogni, occorre rilevare che la “farmacia virtuale” olandese è anch’essa soggetta a obblighi di pubblico servizio … essa non si troverebbe, per quanto riguarda questo aspetto, in una posizione più favorevole rispetto alle farmacie tedesche. Inoltre, … [la legge tedesca sui medicinali], che fissa i prezzi di vendita finali dei medicinali, si applica esclusivamente ai medicinali soggetti a prescrizione medica e non può quindi giustificare il divieto di vendita per corrispondenza dei medicinali ai quali non si applica e rispetto ai quali le farmacie tedesche possono liberamente fissare i loro prezzi”.


Diritto Vendite on-line Evoluzione del codice deontologico Il contenuto della sentenza DocMorris potrebbe consentire un’interpretazione evolutiva dell’art. 34 del codice di deontologia professionale dei farmacisti “in conformità con le direttive dell’Unione Europea”, come disposto dal codice medesimo, tale pertanto da consentire la vendita on line da parte delle farmacie di medicinali esitabili al pubblico italiano senza spedizione di ricetta medica. Le cose tuttavia non stanno così perché con una recente decisione, depositata il 30 agosto 2010 a conferma della sanzione pronunciata dall’Ordine dei farmacisti delle province di Milano e Lodi nei confronti di un titolare, la Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (CCEEPPSS) ha confermato l’estensione più ampia del divieto di vendita on line, affermando che “ai vincoli stabiliti dalla disciplina … deve attribuirsi l’ampia portata di “disposizioni di garanzia” sull’osservanza delle prescrizioni imposte in via cautelare dallo stesso art. 30 del Trattato dell’Unione Europea, finalizzate alla tutela della salute”.

Allo stato, dunque, nonostante la pronuncia della Corte di Giustizia UE, il divieto di vendita on line di medicinali resta di portata generale ed è esteso anche ai medicinali non etici. Scelte imprenditoriali diverse da parte dei titolari di farmacia sarebbero per certo sanzionate da parte degli Ordini professionali. Come è facile intuire, ciò tuttavia non significa che in futuro la questione non possa essere riaperta. La pronuncia della Commissione Centrale genera infatti qualche perplessità, perché la Corte di Giustizia UE ha espressamente escluso la sussistenza di una legittima causa di giustificazione ed ha stabilito l’incompatibilità con il diritto comunitario di norme nazionali recanti il divieto generalizzato della vendita on line di medicinali (etici e non etici), per l’appunto invece confermato dalla Commissione Centrale. Ciò in ogni caso implica un evidente dovere di adeguamento da parte degli Stati Membri e le recenti cronache riferiscono di iniziative in corso, in sede europea, per l’individuazione condivisa di un’apposita futura disciplina che regoli nel dettaglio tale delicatissimo settore.

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Aderire all'iniziativa è semplicissimo, basta compilare il modulo e inviarlo per fax al numero 0362 559124; per ulteriori informazioni contattate l’Istituto al numero 02 29527614 oppure Sinergia al numero 0362 1794334 Farmacia .......................................................................................................................................... Cod. Fisc .................................................... Indirizzo ........................................................................................................................................ P. IVA ................................................. Aderisco all’offerta dei raccoglitori di scontrini fiscali nella versione m Busta

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Gestione Intervista con il dott. Marino Mascheroni sul nuovo servizio offerto da ICF a cura della redazione

Il servizio di contabilità per la farmacia Molti colleghi hanno appreso dalla vostra rivista che dal 1° gennaio p.v. prenderà l’avvio in ICF a Milano una nuova iniziativa: il servizio di contabilità per la farmacia e la consulenza per la gestione della sua attività. Può fornire qualche dettaglio in merito e se il servizio viene assicurato con la collaborazione di qualche Società già operante sul territorio? Il servizio nasce da una partnership con lo Studio Legale Bacigalupo Lucidi di Roma e la Società di Servizi del Gruppo Sediva. Posso affermare che il progetto è quello di operare a favore delle farmacie che si avvarranno del nostro servizio con un’unica realtà professionale nata da codesta collaborazione: quindi nessun servizio frammentato tra più soggetti. D’altra parte lo Studio Bacigalupo e Sediva sono conosciuti da anni come leaders nel campo della consulenza fiscale, contabile e giuridica alle farmacie e, con poca modestia, anche il sottoscritto opera oramai nel settore da circa vent’anni. Obiettivo della collaborazione è fornire consulenza alle farmacie in materia contabile, tributaria, del lavoro e legale; il tutto, naturalmente, avvalendosi di tecnologie sempre più moderne e di personale altamente specializzato e conoscitore di codesta particolare realtà, al fine di garantire un miglior servizio ai clienti e la più alta professionalità. Per questo ci si avvale di una rete di professionisti specializzati per materia, i quali hanno un elevato grado di conoscenza delle specifiche problematiche trattate: il risultato finale è quello di dare un servizio completo e certo alle farmacie che decidano di affidarsi al nostro studio. Indi ci sarà un’interlocuzione continua tra la sede di Milano e quella di Roma, grazie anche alle moderne tecnologie di cui ci avvarremo con l’inserimento dati nel mio studio e la verifica dei medesimi e le elaborazioni a Roma. Un doppio controllo che ci garantisce un risultato ottimale che poi verrà tradotto in una rapportazione diretta col cliente in studio per una verifica periodica del bilancio e dell’andamento della farmacia.

Credo di aver compreso che a Roma invierete non i documenti cartacei, ma solo i dati contabili che verranno digitati a Milano e inseriti nella piattaforma Sediva. Mi sembra sia un vantaggio per la farmacia avere sempre tutta la documentazione a Milano. è vero, ma è un problema secondario, la scelta dell’elaborazione a Milano è di tipo logistico, per evitare di mandare documentazione tramite servizi postali e per avere comunque uno staff fisso anche in Milano, in modo che i farmacisti di zona possano comodamente per qualsiasi necessità anche banale, interloquire direttamente con il sottoscritto o con i miei collaboratori, ferma restando la possibilità di rapportarsi coi professionisti di Roma, ben infatti Sediva offre il suo servizio da anni anche a farmacie in Lombardia. il consulente della tua farmacia NOVEMBRE/DICEMBRE 2010

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Gestione Intervista con il dott. Marino Mascheroni sul nuovo servizio offerto da ICF Dopo l’elaborazione dei dati come avviene la trasmissione alla farmacia dei modelli per il pagamento mensile dell’Iva? …. E per il versamento degli altri tributi? Mensilmente, dopo l’elaborazione dei dati, Sediva provvede alla definitiva elaborazione corredandola con il bilancio periodico, le statistiche e i prospetti che evidenziano una più facile lettura dei dati che vengono consegnati al farmacista. Verranno inviate ovviamente per tempo le deleghe per il pagamento dei tributi secondo le modalità richiesteci dal cliente (mail, tramite lo studio di Milano, fax ecc) Abbiamo letto che offrite anche il servizio per versare on line ogni tipo di tributo. è un obbligo di legge. Dal 1° gennaio 2007 sono obbligati al versamento telematico tutti i titolari di partita IVA (società, professionisti, artigiani, commercianti, ditte individuali, ecc.). L'obbligo può essere assolto: 8 direttamente, tramite il sito internet Fisconline 8 direttamente, tramite i servizi telematici offerti da Banche e Posta 8 tramite terzi (amche non intermediari) che si avvalgono dei servizi telematici offerti da Banche e Posta 8 tramite intermediari abilitati ad Entratel (es. Dottori commercialisti) Ogni quanto tempo discuterete con il farmacista il bilancio periodico? Credo sia molto importante fornire, a scadenze prefissate, opportune e tempestive indicazioni sulle conseguenze fiscali dell’attività. A quale consulente sarà affidata tale incombenza? Gli incontri dovrebberero essere trimestrali, onde favorire quella necessaria interlocuzione del titolare. Ovviamente si è a disposizione per incontri con diversa cadenza o per urgenze. L’incontro periodico è come un esame clinico, i risultati li offriamo noi, ma l’anamnesi è fondamentale, e poi rendere edotti i farmacisti dell’andamento e fornire dei suggerimenti o dei correttivi è basilare. Se il compito di un commercialista fosse solo quello di inserire dati sarebbe improduttivo. Il nostro compito è quello di suggerire delle scelte, dare consigli su operazioni da compiersi, evidenziare alcuni correttivi di natura gestionale, soprattutto quando la contabilità evidenzia degli scostamenti per cui si rende d’obbligo fornire i suggerimenti di comportamento. Il professionista in poche parole, e se così non fosse non dovrebbe dirsi tale, ha il dovere continuo di mantenere la sua competenza e capacità professionale al livello richiesto per assicurare ai suoi clienti l’erogazione di prestazioni professionali di livello qualitativamente elevato, secondo le correnti prassi e tecniche professionali e disposizioni normative. Oltre alla dichiarazione dei redditi annuale del titolare e/o dei soci provvederete anche a quelle dei loro familiari? Ovviamente si.

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In caso di contenzioso con il fisco sarà lei che seguirà la pratica? La mia materia di elezione è quella legale, anche se purtroppo il contenzioso con il fisco è andato ad aumentare ultimamente e ne seguo parecchio, ben tuttavia oggi il compito nostro è quello di prevenire il contenzioso, pensiamo soprattutto o per esempio al “redditometro”, si tratta di fare opportune verifiche allorchè il cliente si accinge a fare degli investimenti personali di grande rilevanza. Si interviene e si deve intervenire sempre in via preventiva e il farmacista dovrebbe rendere edotto il suo consulente di ogni scelta economica che si accinge a compiere per evitare di cadere nelle maglie di un fisco complesso e a volte ingiusto e vessatorio. Per fortuna oggi abbiamo a disposizione nuovi sistemi di incontro con l’Amministrazione, come l’accertamento con adesione. In caso di contenzioso che si conclama il sottoscritto e gli altri professionisti sono certamente preparati ad affrontarlo, non dimenticando che abbiamo anche un prestigioso studio legale alle spalle con le persone degli Avvocati Bagigalupo e Lucidi, che seguono anche il contenzioso amministrativo che è proprio tipico delle farmacie. Un servizio quindi a 360 gradi. Il secondo aspetto del vostro servizio riguarda quello della consulenza per la gestione dell’impresa farmacia. Credo che sia un servizio molto importante per l’economia aziendale, specie in questo momento di grandi cambiamenti. Predisporre un bilancio iniziale di previsione, controllare durante l’anno i dati delle vendite, degli acquisti e delle spese comparandoli con quelli di altre farmacie simili richiede un impegno notevole e una grande professionalità. Ci fornisca qualche ulteriore dettaglio su questo aspetto del servizio. Come dicevo prima non ci si può limitare ad inserire delle fatture: (anche se la corretta tenuta della contabilità non va sottovalutata), questo fra qualche anno lo faranno le macchine da sole, forse. La verifica gestionale, unitamente al consiglio legale e tributario altamente professionale, è ciò che vogliamo offrire. Oggi non si può dare un parere fiscale senza conoscere la materia legale e viceversa: si rischierebbero errori imperdonabili. In più, se si offre una consulenza mirata sugli aspetti gestionali della farmacia usufruendo di dati di comparazione, allora il servizio è completo. Bisognerà guardare agli obiettivi comuni di una azienda, come la crescita, suggerendo acquisti di certo genere se il bacino di utenza lo permette, la sicurezza attraverso la fidelizzazione del cliente e ovviamente all’utile attraverso un’analisi periodica delle voci di costo comparandole nel tempo (raffronto con esercizi precedenti) e nello spazio (con realtà similari).


Il mercato dei senza ricetta evoluzione delle vendite Massimo Stragliati - Management & Marketing Consultant

I prodotti omeopatici

A

nche se la nascita e la pratica dell’omeopatia risale alla prima decade del XIX secolo, solo in tempi recenti la scienza medica “ufficiale” ha riconosciuto valenza terapeutica all’omeopatia anche nel nostro Paese, diversamente da altre nazioni europee nelle quali questa pratica era già da tempo consolidata (in Francia, per esempio, molti rimedi omeopatici fanno parte del prontuario nazionale e sono parzialmente rimborsati dal Servizio Sanitario).

Quando si parla di omeopatia ci si inoltra sempre in un territorio minato, in quanto questo metodo terapeutico ha numerosissimi entusiasti estimatori al pari di altrettanto numerosi e risoluti detrattori. I principi ed i fondamenti dell’omeopatia (parola che deriva dalla lingua greca e che significa “simile sofferenza”) sono contenuti nelle opere di Samuel Hahnemann, un medico tedesco vissuto a cavallo tra il XVIII ed il XIX secolo, ed in particolare nell’Organon, il suo testo teorico principale che fu stampato nel 1810. Alle basi dell'omeopatia sta il cosiddetto “principio di similitudine del farmaco” (similia similibus curantur) enunciato da Hahnemann, secondo il quale il rimedio adeguato per una specifica malattia è dato da quella sostanza che, in una persona sana, induce sintomi simili a quelli osservati nella persona malata (in questo senso Mitridate, il mitico re del Ponto, ed Edward Jenner, colui che ci ha liberato dal vaiolo, furono omeopati ante litteram). Una volta individuata la sostanza, definita "principio omeopatico", questa viene somministrata al malato in una quantità altamente diluita, definita potenza dagli omeopati, secondo i quali diluizioni maggiori della stessa sostanza non provocano una riduzione dell'effetto farmacologico ma, al contrario, un suo potenziamento (e l’origine delle ben note diatribe in campo scientifico sta proprio tutta qui!).

Hahnemann, sulla base delle sue esperienze dirette, stabilì dunque che: 8 Le malattie si curano e si guariscono con i loro simili (“principio dei simili”), cioè con quelle sostanze che producono in un soggetto sano i sintomi caratteristici della malattia da curare. 8 L’efficacia e la forza dei medicamenti si individuano soltanto con sperimentazioni su organismi sani effettuate con materie pure. 8 Nel momento della loro preparazione, le dinamizzazioni ai medicamenti, cioè le violente agitazioni (succussioni), forniscono l’energia che viene moltiplicata dalla diluizione. 8 Il medico omeopata non ha come obiettivo la guarigione dalla malattia (considerata semplicemente un sintomo del disordine interno dell’organismo), ma la guarigione della persona nella sua specifica ed unica integrità ed individualità. Questi principi hanno conquistato molti estimatori tra medici e pazienti, i quali hanno trovato nell’omeopatia rimedi sicuri per la cura della salute: in Italia, infatti, specie negli ultimi anni è cresciuto il numero di persone che ne fanno uso, tanto che, secondo i dati Istat (fermi purtroppo al 2005) è pari al 7% la quota il consulente della tua farmacia NOVEMBRE/DICEMBRE 2010

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Il mercato dei senza ricetta evoluzione delle vendite Fig.1 elaborazione su dati IMS HEALTH

Fig.2 elaborazione su dati IMS HEALTH

Fig.3 elaborazione su dati IMS HEALTH

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di utilizzatori, con una punta che supera il 18% in Trentino Alto Adige, principalmente nella provincia di Bolzano. Per la normativa italiana i prodotti omeopatici sono assimilabili ai farmaci s.p. in quanto non è loro consentito di effettuare la pubblicità attraverso i grandi media di comunicazione; pertanto questi prodotti vengono inclusi, secondo la classificazione internazionale IMS, tra i prodotti non soggetti a prescrizione medica. Il valore in prezzi al pubblico di questo mercato, che include gli OTC, i parafarmaci, i dietetici ed i cosmetici, è prossimo agli 8,5 miliardi di Euro nell’anno che termina a Giugno 2010 ed, in questo contesto merceologico, gli omeopatici detengono una quota di mercato pari al 2,9% (Fig. 1). Infatti, la cifra d’affari generata da questi prodotti è ammontata a 245,1 milioni di Euro, frutto della vendita ai consumatori di 23,6 milioni di confezioni (Fig. 2). Come si può notare, l’andamento del comparto è positivo negli ultimi tre periodi presi in esame e lo sviluppo c’è stato sia a volumi (+7,3% tra il 2008 ed il 2010) che, soprattutto, a valori (+16,2%). Al contempo, il ricavo medio unitario è passato da 9,59 a 10,39 Euro, pari ad un incremento netto dell’8,3%; il prezzo medio degli omeopatici si colloca così appena sotto la media del mercato (10,43 Euro), è praticamente uguale ai cosmetici ed è superato soltanto da quello delle specialità medicinali con obbligo di ricetta, dei prodotti notificati e di quelli erboristici. Poiché, come detto, gli omeopatici non curano le malattie ma l’individuo, la loro classificazione terapeutica è sempre stata complessa ed ha generato non poche discussioni: alcuni rimedi, tuttavia, hanno un chiaro e definito posizionamento, cosicché è stato possibile procedere ad una parziale riallocazione più confacente alle necessità del marketing. Ovviamente la classe più rilevante resta quella senza una precisa definizione (Varie) che contiene la grande maggioranza dei prodotti omeopatici (Fig. 3). Come si può notare gli omeopatici “classificabili” sono distribuiti in altre 19 classi, delle quali le più importanti sono tutte inserite nel mercato OTC, con particolare riguardo per quei rimedi che vengono utilizzati per prevenire oppure curare le sindromi influenzali, il cui trend nel 2010 è stato veramente notevole. Esistono anche omeopatici tra gli analgesici, tra i calmanti e sonniferi, tra i dermatologici, e così via, e tra le classi minori


il mercato dei senza ricetta evoluzione delle vendite se ne annoverano alcune di prodotti cosmetici. Nelle farmacie sono reperibili oltre 1.800 marche di prodotti omeopatici, ma il conteggio delle confezioni porterebbe questo numero a molte migliaia in considerazione delle diverse diluizioni; il mercato, pur essendo altamente referenziato, si presenta abbastanza concentrato, dato che la marca leader ed i suoi due followers insieme già rappresentano quasi ¼ dell’intero giro d’affari, mentre i primi 10 prodotti si avvicinano al 46% ed i primi 20 superano il 60%. Concentrata in misura ancora maggiore la presenza dei produttori: in questo caso le prime tre aziende fatturano i 2/3 del giro d’affari complessivo e le restanti 61 si devono accontentare di suddividersi il restante 33% circa (Fig. 4). Gli omeopatici hanno un andamento stagionale abbastanza normale con una media di 1,97 milioni di confezioni vendute ogni mese (Fig. 5), ma presentano un picco di vendite molto vistoso durante tutto l’autunno, quando gli acquisti dei consumatori crescono soprattutto in ragione delle terapie preventive contro l’influenza. I consumi rimangono poi allineati nei medi invernali ed hanno un nuovo, più modesto, picco nel mese di Marzo. Data la buona remunerazione di questi prodotti, ovviamente anche la concorrenza ha voluto integrarli nella sua selezionata offerta ed è doveroso sottolineare che gli assortimenti proposti dalle parafarmacie (803 marche) e dai corner della grande distribuzione organizzata (103 marche) non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelli della farmacia, che, come visto, è in grado di offrire oltre 1.800 differenti alternative. Sommando i valori di mercato della farmacia con quelli dei concorrenti si arriva ad un totale di 272 milioni di Euro (anno mobile terminante ad Aprile 2010), dei quali le parafarmacie rappresentano il 9,4% ed i corner soltanto l’1,3% (Fig. 6). La leadership della farmacia, anche in questo caso, è ancora assolutamente forte, e tanto più lo rimarrà quanto più i farmacisti, specie quelli che hanno il proprio esercizio in bacini di utenza nei quali operano medici omeopatici, sapranno proporre alla clientela una gamma di prodotti ampia e profonda.

Fig.4 elaborazione su dati IMS HEALTH

Fig.5 elaborazione su dati IMS HEALTH

Fig.5 elaborazione su dati IMS HEALTH

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La Costituzione Le responsabilità Avv. Antonia Cossa – Studio legale Cossa, Bocchetti, Donati e Ravasi

Responsabilità amministrativa degli enti e sicurezza sui luoghi di lavoro

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rascrivendo l’art. 27 della Costituzione Italiana per i fini divulgativi di questo articolo mi ha inaspettatamente colpito la profondità di queste frasi, il cui contenuto solo apparentemente è semplice e scontato. Eppure, la drammaticità degli eventi che quotidianamente ci vengono comunicati dai mezzi di informazione, ma anche la violenza e talvolta la superficialità che questi stessi mezzi purtroppo utilizzano per rendere ancora più incisive certe notizie, ci fanno dimenticare di essere gli eredi di una tradizione culturale e civile plurimillenaria.

“La responsabilità penale è personale. L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non è ammessa la pena di morte.” Costituzione della Repubblica Italiana, art. 27. La Carta Costituzionale della nostra Repubblica vuole essere, in questo senso, la riaffermazione di tale tradizione quale base del nostro vivere quotidiano, pur se rinnovata, illuminata e approfondita da quelle nuove esigenze che la sensibilità sociale ogni giorno scopre e chiede di tutelare come indefettibili. Brevi cenni sull’infinito? Forse, ma come ammettere altrimenti che il “legislatore” possa decidere come regolare le nostre vite se non ai fini della conservazione dei “beni” che abbiamo più cari? Ed è il rispetto per l’eredità culturale ricevuta che ci deve imporre (prima del timore di ogni sanzione) l’osservanza delle norme che vogliono tutelare questi beni.

La responsabilità penale è personale L’art. 27 della Costituzione della Repubblica raccoglie, appunto, il principio tramandatoci dal diritto romano per cui societas delinquere non potest, in base al quale solo le persone fisiche possono subire una punizione per i reati commessi. La dottrina penalistica, infatti, tra i requisiti della punibilità richiede la pre-

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senza del c.d. elemento psicologico dello stesso, e quindi –principalmente - il dolo (volontarietà) o la colpa (negligente inosservanza delle norme di legge). Appare chiaro quindi che un ente collettivo, qualunque esso sia, non è in grado di avere, di per sé, la coscienza o la volontà di delinquere. Ed infatti, in caso di eventi delittuosi “imputabili” ad un ente la punizione non è attribuita all’ente, ma alla persona fisica che lo guida o ne ha a qualunque titolo la responsabilità. Il diritto germanico, quello canonico e quello medioevale, invece, ammettevano la possibilità che anche un ente, collettivo (quale ad esempio una società) potesse essere soggetto passivo di responsabilità penale. Il Manzini, nel suo “Trattato di diritto penale italiano”, ricorda peraltro che anche il nostro diritto coloniale prevedeva la possibilità di comminare sanzioni patrimoniali a collettività. Mediando tra le due posizioni, il legislatore italiano è arrivato alla promulgazione del decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231, che ha introdotto nel nostro ordinamento la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per i reati commessi dai loro organi o preposti. Con tale provvedimento, dunque, non si è voluto abbandonare il principio della personalità della responsabilità penale di cui al 1° co. dell’art. 27 Cost., ma si è dato spazio


La Costituzione Le responsabilità all’esigenza di coloro che ritenevano la necessità di introdurre anche a carico delle società in quanto tali un profilo di responsabilità per gli illeciti commessi da queste. Dunque, se prima dell’entrata in vigore del D. Lgs. 231/01 si considerava semplicemente la condotta delle persone fisiche che ne avevano la direzione o la responsabilità, ora vengono tenute in considerazione anche le manifestazioni di “criminalità d’impresa”, istituendo altresì un adeguato sistema sanzionatorio. Il Decreto Legislativo 231/01, quindi, si applica agli enti, forniti o meno di personalità giuridica, alle società ed associazioni, con esclusione dello Stato, degli enti pubblici economici e non di quelli che svolgono funzioni di rilievo costituzionale, e ne disciplina la responsabilità in caso di “illeciti amministrativi dipendenti da reato”.

Illecito amministrativo Che cosa debba essere considerato come “illecito amministrativo” ai fini dell’applicazione del decreto diventa chiaro se si ricorda la distinzione svolta più sopra: uno stesso evento delittuoso viene considerato “reato” a tutti gli effetti, e quindi punito secondo il diritto penale, se commesso da una persona fisica. Se invece l’evento è attuato da enti collettivi viene qualificato come “illecito amministrativo” e come tale sanzionato. L’ente infatti è “responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio” da coloro che rivestono funzioni di rappresentanza, amministrazione e direzione anche di una unità organizzativa dell’ente dotata di autonomia o da coloro che esercitano, anche in via di fatto, la gestione o il controllo dello stesso o da coloro che sono sottoposti alla direzione o vigilanza di chi gestisce o controlla l’ente. Se tali persone “hanno agito nell’interesse esclusivo proprio o di terzi” l’ente non sarà ritenuto responsabile (art. 5, 2° co.), mentre sussisterà la responsabilità anche quando l’autore del reato non è stato identificato o non è imputabile” (art. 8).

Reati presupposto Ma quali sono i reati per i quali scatta in capo agli enti la sanzione amministrativa e sulle persone fisiche che hanno agito in loro nome o vece la sanzione penale? Nella sezione III del Decreto (artt. 24 e ss.), troviamo l’elenco dei c.d. “reati presupposto”: sono solo i reati ivi elencati che danno origine all’applicazione del decreto e non altri, anche se va detto tuttavia che l’elenco non è di poca importanza. Vi troviamo infatti (tra gli altri): l’indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato o di un ente pubblico o per il conseguimento di erogazioni pubbliche; frode informatica e trattamento di dati illeciti; delitti di criminalità organizzata; concussione e corruzione; falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti e segni di riconoscimento; delitti contro l’industria e il commercio (ex: frode in commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine, vendita di prodotti con segni mendaci), reati societari (ex: false comunicazioni sociali, falso in prospetto, illegale ripartizione di utili e riserve); delitti con finalità di

terrorismo o eversione dell’ordine democratico, delitti contro la personalità individuale, abusi di mercato.

Sicurezza sul lavoro Naturalmente, tra i delitti considerati ai fini dell’applicazione delle sanzioni amministrative, non potevano mancare quelli in tema di “omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro”. In questo caso, le sanzioni pecuniarie possono oscillare dal minimo di 250mila euro ad un massimo di 1milione e mezzo di euro. è evidente che nel caso di microimprese, deboli sotto il profilo finanziario, il rischio di fallimento come conseguenza della comminazione di una sanzione di tale genere sarebbe elevatissimo. Il decreto prevede la possibilità di un’esimente, che ricorre qualora le imprese adottino modelli di organizzazione, gestione e controllo atti a prevenire il compimento dei reati presupposto. L’esimente è efficace se il modello organizzativo è effettivamente adottato: l’azienda, cioè, deve trovarsi nella condizione di poter eventualmente dimostrare al giudice (penale) che il reato è stato commesso perché il sistema organizzativo è stato aggirato o eluso. Naturalmente, tale modello organizzativo dovrà essere costruito in base alle esigenze dell’azienda, con particolare riferimento all’attività svolta. Ciò tuttavia non significa che ogni azienda potrà “farsi in casa” il proprio modello organizzativo: deve comunque trattarsi di modelli validati, e molte organizzazioni di categoria si sono organizzate proprio a tali scopo. Anche il D. Lgs. 81/08 (Testo Unico della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro) svolge un richiamo ai modelli di organizzazione e gestione “idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni” di cui al D. Lgs. 231/01. Il suo art. 30 prevede infatti la necessità di “adottare un sistema aziendale per l’adempimento di tutti gli obblighi relativi: a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici; b) alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti; c) alle attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; d) alle attività di sorveglianza sanitaria; e) alle attività di informazione e formazione dei lavoratori; f) alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori; g) alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge; h) alle periodiche verifiche dell'applicazione e dell'efficacia delle procedure adottate.”. L’interpretazione dottrinale è univoca nel ritenere che le prescrizioni di cui al D. Lgs. 231/01 si applichino (integralmente, non solo quanto al problema sicurezza) anche alle farmacie, sempre che, naturalmente, siano gestite in forma societaria. il consulente della tua farmacia NOVEMBRE/DICEMBRE 2010

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Informazione dall’Istituto Aggiornamento fiscale a cura dell’ACFI Associazione Consulenti Farmacie Italiane

Ritardati pagamenti Tasso di interesse è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale 16 agosto 2010, n. 190, il Comunicato stampa con cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso noto che, per il periodo 1° luglio-31 dicembre 2010, il saggio degli interessi da applicare sui ritardati pagamenti commerciali è pari all’1%, al netto della maggiorazione del 7%. In sostanza, anche per il secondo semestre 2010 resta invariato all’8% il saggio da utilizzare per il calcolo degli interessi di mora da addebitare ai clienti, diversi dai privati. Per il commercio di “prodotti alimentari deteriorabili”, è prevista la maggiorazione del 9%: pertanto, sui ritardati pagamenti vanno applicati gli interessi del 10%.

Fisco L'azienda in crisi e gli studi di settore Con Circolare 22 settembre 2010, n. 10, la Fondazione studi del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro ha chiarito che l'applicazione degli studi di settore può essere esclusa nei periodi di non normale svolgimento delle attività di impresa, tra i quali rientra, ad esempio, la crisi aziendale. Tale conclusione deriva dalle considerazioni contenute nella Sentenza 7 settembre 2010, n. 19136, con la quale la Corte di Cassazione ha sancito la nullità degli accertamenti induttivi fondati "sullo scostamento delle medie di ricarico applicate da un'azienda in crisi dagli studi di settore."

Corte di Cassazione Studi di settore in caso di intervento chirurgico Con Sentenza 17 settembre 2010, n. 19754, la Corte di Cassazione ha fornito chiarimenti in merito all’applicabilità degli studi di settore in caso di intervento chirurgico del contribuente. La Corte ha stabilito infatti che tale evenienza, benché possa certamente influire sull’attività e quindi sui ricavi, non è sufficiente a giustificare lo scostamento da studi e parametri, a meno che il soggetto non documenti esplicitamente la durata dell’eventuale conseguente inabilità allo svolgimento del lavoro.

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Corte di Cassazione Valida la notifica della cartella consegnata alla domestica Con Sentenza 17 settembre 2010, n. 19733, la Corte di Cassazione ha statuito che la notifica della cartella di pagamento ad un addetto alla casa del contribuente (nel caso di specie, la domestica) deve considerarsi valida. Nello specifico, i giudici hanno sottolineato che “in tema di contenzioso tributario, è nulla la notifica dell’atto d’appello a mezzo del servizio postale ove nella relazione di notificazione sia indicato solo il nome del consegnatario ma non il suo rapporto con il destinatario, a meno che l’appellante non deduca e dimostri la sussistenza, tra consegnatario e destinatario, di uno dei rapporti richiesti dalla legge per la validità della notificazione”.

Corte di Cassazione Prendere a parolacce il dipendente è considerato ingiuria La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 35099 del 29 settembre 2010, ha chiarito che se il datore di lavoro utilizza un vocabolario offensivo nei confronti del dipendente, lo stesso è punibile secondo quanto disposto dalla normativa vigente in tema di ingiuria. Nello specifico, la Suprema Corte sottolinea che non è ammissibile giustificare l'utilizzo di parole con significato di disprezzo, in ragione del fatto che rappresentano il vocabolario abituale del datore di lavoro, ciò anche e soprattutto per il rapporto di pari dignità tra lavoratore e datore di lavoro, al quale non sono ammesse deroghe di nessun tipo.

Corte di Cassazione Invito al contraddittorio Con sentenza 5 agosto 2010, n. 18227, la Corte di cassazione ha chiarito che l’Amministrazione finanziaria, per operare la rettifica della dichiarazione sulla base delle risultanze degli studi di settore, deve evidenziare nella motivazione che, nonostante l’invito, non è stato possibile instaurare un contraddittorio con il contribuente.

Corte di Cassazione Accertamento sull’acquisto di un immobile da un genitore La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità dell’accerta-


Informazione notizie fiscali e professionali mento fiscale del reddito di un contribuente che acquista un immobile, anche se da un genitore. Con tale Sentenza, i giudici hanno rafforzato il principio secondo cui la compravendita di un immobile è un indizio grave, che il Fisco può utilizzare per emettere un accertamento induttivo. Conseguentemente, qualora la compravendita sia stata solo un atto simulato per diverse esigenze famigliari, sarà il contribuente a dover dimostrare la mancanza assoluta di disponibilità economica, e quindi a dover sconfessare l’atto impositivo.

Fisco Detrazione Irpef del 36% da parte del familiare La detrazione Irpef del 36% può essere fruita anche dai familiari (coniuge, parente entro il terzo grado e affine sino al secondo grado) conviventi del proprietario o detentori dell’immobile oggetto dei lavori di ristrutturazione a condizione che: a) sussista la situazione di convivenza sin dal momento in cui viene effettuata la comunicazione preventiva all’inizio dei lavori al Centro operativo di Pescara; b) le spese risultino effettivamente a carico del familiare convivente (da lui devono essere effettuati i bonifici di pagamento e a lui devono essere intestate le relative fatture). Non è necessario un contratto di comodato. è irrilevante, ai fini della fruizione del beneficio, il fatto che il permesso di costruire (ed eventuali altre autorizzazioni) risultino intestate al proprietario convivente, che eventualmente rilascerà una semplice dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori.

Notizie fiscali Da SEDIVA NEWS

Corte di Cassazione Gli “apporti” del titolare non sono reddito imponibile è quanto afferma la Cassazione in una recentissima sentenza, con la quale è stato esaminato il caso di un accertamento da parte di un’Agenzia delle Entrate che aveva ritenuto assoggettabile a tassazione ¬quale “sopravvenienza attiva” ¬la somma versata da un imprenditore individuale nelle “casse” aziendali a titolo di anticipazione. La Suprema Corte, in particolare, ha infatti precisato che “nessuna norma stabilisce che i versamenti in denaro (anticipazioni) fatti dal titolare a favore dell’azienda personale costituiscano sopravvenienze attive di quest’ultima, imponibili in quanto tali,

non trattandosi di ricavi, né di plusvalenze patrimoniali, né di sopravvenienze attive”. Tali versamenti, invece, si esauriscono in un incremento di liquidità dell’impresa se si presentano come prestiti con obbligo di restituzione, oppure in un aumento del patrimonio sociale ove siano effettuati a fondo perduto o in c/capitale, ma non costituiscono mai un profitto per l’impresa, non essendo identificabili come sopravvenienza attiva “dal momento che i versamenti dell’imprenditore nella sua azienda personale non sono contemplati dalla legge ai fini dell’Irpef”, sempre che naturalmente il Fisco non dimostri che quegli importi rappresentavano incassi non dichiarati. Un principio di grande rilievo questo sancito dalla Cassazione, che poteva forse sembrare ai più quasi scontato, ma la cui affermazione è invece nel concreto molto importante, e del resto non la pensavano affatto così parecchie Agenzie delle Entrate.

Manovra finanziaria Sulla nuova “scontistica” alle farmacie Il comma 6 dell’art. 11, del d.l. 78 del 31/05/2010, convertito nella l. 122 del 30/7/2010 (c.d. Manovra estiva), prevede una quota minima spettante alle farmacie (naturalmente sui farmaci erogati in regime di assistenza convenzionata) pari al 30,35%. Nulla vieta, però, che industrie e grossisti pratichino una “scontistica” maggiore alle farmacie. Il rapporto più serio e trasparente con i depositi è probabilmente quello che prevede contrattualmente uno sconto “massimizzato all’origine”, senza successivi extrasconti e/o note di credito e/o gadget in omaggio, e/o addirittura quote in nero, al raggiungimento di determinati livelli di fatturato periodico; tutti questi parametri, infatti, finiscono per avere spesso una base di calcolo, per così dire, “aleatoria” (prezzo al pubblico o prezzo di costo? sull’intero importo iva compresa, o soltanto sull’imponibile? solo sulla fascia A, o su tutto? ecc...) e devono quindi essere periodicamente controllate nella loro effettiva applicazione. Inoltre, la matematica gioca fatalmente a favore dei depositi, perché sappiamo tutti che il 32% di sconto non è per niente uguale al 31% + 1%, che infatti corrisponde ad un effettivo 31,69%. Insomma, un ginepraio algebrico dal quale è meglio restar fuori, perché in qualunque caso se ne esce verosimilmente perdenti. Discorso a parte è invece quello relativo al costo per la dilazione di pagamento, pur se anche qui il rapporto più corretto e meno equivoco consiste nell’applicazione di una maggiorazione in termini percentuali per ogni mese di dilazione, da confrontare perciò, in sostanza, con il famoso “costo medio” del denaro. il consulente della tua farmacia NOVEMBRE/DICEMBRE 2010

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Informazione dall’Istituto

Altre notizie Circolare FOFI

Società di farmacia proprietaria di parafarmacia Alla FOFI è stato rappresentato il caso di una società tra farmacisti titolare di farmacia privata proprietaria di esercizio commerciale che vende medicinali ex art. 5 legge 248/2006. Com’è noto, l’art. 7 della legge 362/1991 al comma 2 stabilisce che le società suddette hanno come oggetto esclusivo la gestione di una farmacia. Tale disposizione non è stata modificata dalla legge 248/2006. Apparirebbe derivarne che dette società non possano esercitare altre attività quali, ad esempio, essere proprietarie di altri esercizi commerciali. Attesa la complessità e delicatezza della materia, la FOFI ha ritenuto opportuno chiedere il parere del Ministero della Salute in merito alla possibilità per una società tra farmacisti titolare di farmacia privata di essere proprietaria di un esercizio commerciale che vende medicinali ex art. 5 legge 248/2006. Il Ministero ha risposto con una nota nella quale si evidenzia, in particolare, che la normativa vigente vieta a una società di farmacisti titolare di farmacia privata di esercitare altra e diversa attività. Per quanto concerne i profili sanzionatori, si richiama l’attenzione sul fatto che, nei confronti dei farmacisti che risultassero responsabili della violazione delle disposizioni di cui agli artt. 7 e 8 della stessa legge 362/1991, e pertanto anche della violazione della norma sopra richiamata, l’art. 8 della medesima legge 362/1991 commina la sanzione della sospensione dall’esercizio della professione non inferiore a un anno. L’applicazione di tale sanzione compete agli Ordini, a seguito di provvedimento disciplinare. è invece di pertinenza della competente autorità individuata dalle leggi regionali la valutazione della sussistenza dei presupposti per l’applicazione della sanzione, di cui all’art. 113 TULS-RD 1265/1934, della decadenza dall’autorizzazione all’esercizio della farmacia per irregolarità nell’esercizio della stessa. N.B. Secondo alcuni esperti è una pronuncia che richiede qualche approfondimento.

AIFA La guida per importare medicinali dall'estero è disponibile on line sul sito dell'AIFA la guida operativa "Importazione di medicinali dall'estero", realizzata dalla Sifo Lombardia con il patrocinio di AIFA e la collaborazione del

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Ministero della Salute. La guida fornisce informazioni dettagliate sulle normative oggetto della materia e sulle modalità di richiesta di importazione dei medicinali dall'estero. La guida comprende un'introduzione del Presidente dell'Agenzia Italiana del Farmaco, Sergio Pecorelli, che auspica che a questo lavoro possano seguire altre iniziative frutto di una costruttiva collaborazione per lo sviluppo di una efficace sinergia tra AIFA, Ministero della Salute, Società scientifiche e cittadini che porti a un concreto miglioramento del Sistema Sanitario Nazionale. In ragione delle molteplici tipologie dei farmaci interessati, per la continua variazione delle esigenze terapeutiche, delle criticità produttive e commerciali e per la costante evoluzione legislativa, seguiranno necessari aggiornamenti periodici. Farmacista 33

Ministero della Salute Servizi in farmacia Il Ministro della salute Fazio ha trasmesso alle Regioni i tre decreti ministeriali che disegnano la farmacia del futuro. La farmacia diventerà un vero e proprio polo sanitario territoriale integrato con gli altri servizi delle Asl. Vi si potranno prenotare le visite del medico specialista e le analisi, pagare il ticket e ritirare i referti diagnostici. Vi si potranno contattare infermieri e fisioterapisti per prestazioni sanitarie in farmacia o casa propria. Questi professionisti devono essere in possesso di abilitazione, che verrà accertata dal farmacista titolare o direttore, sotto la propria responsabilità, il quale dovrà anche coordinare e gestire tutte le attività. Le prestazioni potranno essere erogate in tutte le farmacie sia a carico del SSN, previa prescrizione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, che su prescrizione medica in regime privato con onere a carico del cittadino. Gli infermieri in farmacia potranno erogare le seguenti prestazioni: a) supporto alle determinazioni analitiche di prima istanza, rientranti nell'ambito dell'autocontrollo; b) effettuazione di medicazioni e di cicli iniettivi intramuscolo; c) attività concernenti l'educazione sanitaria, e la partecipazione a programmi di consulting, anche personalizzato;


Informazione notizie fiscali e professionali d) iniziative finalizzate a favorire l'aderenza dei malati alle terapie e al corretto uso dei farmaci. e) interventi urgenti per d’impiego del defribrillatore semiautomatico. Il fisioterapista potrà erogare all'interno della farmacia e a domicilio del paziente le seguenti prestazioni professionali: a) definizione del programma prestazionale per gli aspetti di propria competenza, volto alla prevenzione, all'individuazione e al superamento del bisogno riabilitativo; b) attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilità motorie, psicomotorie e cognitive e viscerali utilizzando terapie manuali, massoterapiche ed occupazionali; c) verifica delle rispondenze della metodologia riabilitativa attuata agli obiettivi di recupero funzionale. NOTA BENE Ma dalle Regioni giunge uno stop all’attuazione dei nuovi servizi. “Le ulteriori prestazioni che si vogliono realizzare non possono essere a carico del SSN, come invece sembrerebbe” sostengono i governatori delle Regioni, aggiungendo che “Non essendo garantita la qualità delle prestazioni si correrebbe un rischio per la salute pubblica”.

Ordine dei Medici Telemedicina in farmacia: perplessità Nulla a che ridire sulla presenza in farmacia di professionisti sanitari. Ma esprime perplessità Amedeo Bianco, presidente della Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei medici che, chiamato a dire la sua dal quotidiano Farmacista33 sul contenuto dei decreti che danno attuazione al decreto legislativo 153/2009 sui nuovi servizi in farmacia, nutre dubbi sull’utilità di introdurre tra questi, la possibilità di effettuare esami a distanza, ad esempio, attraverso la telemedicina. Utilissima secondo il presidente dei medici, ma a cui ricorrere sempre in contesti clinici per evitare che il paziente, lontano dal medico, possa incorrere in rischi. Quotidiano Sanità

AIFA

Farmalabor diventa officina farmaceutica Farmalabor è stata autorizzata dall’AIFA alla “Importazione, Ripartizione, Riconfezionamento, Controlli di Qualità e Rilascio Lotti” di principi attivi farmaceutici. La certificazione GMP (Good Manufacturing Practice) garantisce a livello na-

zionale ed europeo l’applicazione delle “norme di buona fabbricazione”, assicurando un elevato livello di qualità nelle fasi di acquisto, ripartizione, rietichettatura, controllo di qualità e rilascio lotti di tutte le materie prime Farmalabor. Il conseguimento della certificazione GMP è e sarà strumento fondamentale per una maggiore affermazione, sui mercati internazionali, di prodotti farmaceutici “Made in Italy” di qualità.

Nomine Giorgio Foresti General Manager di Teva Italia Giorgio Foresti è il nuovo General Manager di Teva Italia, leader del mercato del farmaco equivalente. Nativo di Asti, 53 anni, Foresti, che vanta una notevole esperienza manageriale, è stato nominato al termine del processo di acquisizione della multinazionale tedesca ratiopharm da parte di Teva. Dal 2006 amministratore delegato di ratiopharm Italia e dal 2008 presidente di AssoGenerici, Foresti annuncia di porsi obiettivi ambiziosi, come quello di raddoppiare il fatturato per il 2015.

Nomine Laura Bruno Direttore Risorse Umane di Sanofi Aventis Italia Da settembre Laura Bruno è responsabile della definizione e implementazione delle strategie delle risorse umane di sanofi-aventis in Italia, sostenendo la priorità del business e contribuendo al processo di trasformazione della filiale. Nata a Milano, laureata in Economia alla Bocconi, ha maturato significative esperienze nell’area delle risorse umane, sia in contesti nazionali sia internazionali.

Accordo Ministero Interno Rapine in farmacia Farmacie più sicure grazie a un Protocollo di intesa sottoscritto dal Ministro dell'Interno, on. Roberto Maroni, e dal presidente di Federfarma, Annarosa Racca, che prevede l'installazione, nelle farmacie che vogliano aderire, di impianti di videoripresa antirapina collegati direttamente con le Questure. Detto accordo stabilisce i criteri generali di collaborazione in tema di videoallarme antirapina e individua una procedura standardizzata per realizzare in modo omogeneo a livello nazionale i collegamenti tra farmacie e sale operative della Questura; queste riceveranno in tempo reale le immagini della rapina in corso grazie all'attivazione del sistema tramite il pulsante di un telecomando. il consulente della tua farmacia NOVEMBRE/DICEMBRE 2010

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SETTIMANA DI AGGIORNAMENTO FISCALE SULLA NEVE DI MADONNA DI CAMPIGLIO L’ELEGANTE CENTRO DI SPORT INVERNALI

Il Relais des Alpes è situato nel centro di Madonna di Campiglio, a 1.550 metri di altitudine, nel parco naturale dell’Adamello-Brenta, tra le Dolomiti di Brenta e le vette della Presanella. Le camere disposte su cinque piani, sono a 1-2-3 con servizi privati, asciugacapelli, telefono, tv lcd con sky vision gold, frigobar, cassaforte. Sono inoltre disponibili alcune sistemazioni ideali per famiglie. Il trattamento è previsto in pensione completa (prima colazione e pranzo a buffet, cena a buffet o servita al tavolo).

Da domenica 20 a domenica 27 febbraio 2011 il prestigioso hotel

Relais des Alpes che nel passato vide il soggiorno della Corte asburgica con la principessa Sissi e l’imperatore Francesco Giuseppe

ospiterà un convegno organizzato da ICF Farmacisti di

“Aggiornamento gestionale della farmacia” ICF rilascerà un attestato di partecipazione

prenotazioni dal 20 novembre 2010 al 20 gennaio 2011

Assistenza bambini Per i piccini da 0 a 2 anni 24 ore su 24 è aperto un locale con frigorifero, scaldabiberon e scaldavivande. I bambini da 3 a 11 anni potranno trascorrere la giornata dalle 9,30 alle 13, dalle 15 alle 19,30 e dalle 20,30 alle 22 in compagnia degli assistenti iGV. Sui campi da sci i bambini sono accettati da 4 anni compiuti in poi e saranno seguiti da maestri della scuola di sci. Il servizio scuola sci è a pagamento.

QUOTE SOGGIORNO (pensione completa inclusa acqua ai pasti) quota adulto in doppia o tripla € 790,00 quota adulto in doppia uso singola € 985,00 quote bambini valide solo se in camera con 2 adulti: se bambini da 0 a 2 anni n.c. € 150,00 se bambini da 2 a 6 anni n.c. € 330,00 se bambini da 6 a 12 anni n.c. € 460,00 n.b.: a richiesta camera suite con supplemento


CONVEGNO DI AGGIORNAMENTO Martedì 22 febbraio e Giovedì 24 febbraio ore 17,30 (ACCESSO LIBERO) DOCENTE: DR. MARINO MASCHERONI (docente di diritto tributario)

1° Incontro Le aggregazioni in farmacia: aspetti civiListici

2° Incontro Le aggregazioni in farmacia: Le probLematiche fiscaLi

RICHIESTA DI PARTECIPAZIONE ALLLA MANIFESTAZIONE DI MADONNA DI CAMPIGLIO Da inviare compilato in stampatello per fax al numero 02 29407035 o lettera ICF Farmacisti – Corso Buenos Aires, 92 – 20124 Milano oppure potete compilarlo on-line sul sito www.icffarmacisti.it Il Sottoscritto ......................................................................... Codice Fiscale ............................................................ P. IVA ............................................. Nato a ........................................................... Il ................................. Farmacia .................................................................................................................. Via ...................................................................................................... Città ...................................................................................... Cap ......................... Tel. ....................................................... Fax ............................................. E-mail ..............................................................................................................

Partecipando al convegno chiede di soggiornare presso l’IGV RELAIS DES ALPES dal 20 al 27 febbraio 2011 con i seguenti accompagnatori: Adulto ...................................................................................... Bimbo 0-2 ................................................................................. nome e cognome

nome e cognome/data di nascita

Bimbo 2-6 ................................................................................. Bimbo 6-12 ............................................................................... nome e cognome/data di nascita

con la seguente sistemazione alberghiera: o camera doppia o tripla + n ____ letti

nome e cognome/data di nascita

o camera doppia uso singola

n.b.: rimane in attesa di ricevere i conteggi del soggiorno e i moduli per la rimessa dell’acconto di € 300,00 all’Igv.

Chiede infine il rilascio dell’attestato di partecipazione alla manifestazione


Speciale Indagine di mercato Massimo Stragliati - Management & Marketing Consultant

I rimedi contro la tosse L’andamento di questo mercato nell’ultimo triennio presenta una stasi nelle quantità delle vendite causata da uno scarso tasso di innovazione e da un cospicuo aumento dei prezzi.

COSA SONO I RIMEDI CONTRO LA TOSSE? 8 Sono preparati, molti dei quali specialità medicinali, che si utilizzano a scopo terapeutico per alleviare lo stimolo ed eliminare la tosse, cioè quel riflesso di tipo meccanico comandato da un apposito centro nervoso sito nel midollo allungato, e che serve per liberare le vie aeree da un’accumulazione di muco oppure dalla presenza di sostanze irritanti nella mucosa, oppure ancora per espellere il bolo alimentare che non ha preso la via dell’esofago. Nella pratica dell’autocura si riconoscono in genere due tipi di tosse: quella secca e stizzosa e quella produttiva o “grassa”, che è caratterizzata dalla presenza di muco.

COME È COMPOSTO IL MERCATO IN FARMACIA? 8 La farmacia offre un’ampia gamma di prodotti per il trattamento della tosse nelle due forme sopra citate: per la tosse secca si utilizzano i sedativi centrali (es.: destrometorfano, butamirato) che hanno la capacità di eliminare a livello cerebrale lo

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NOVEMBRE/DICEMBRE 2010 il consulente della tua farmacia

stimolo della tosse secca, oppure i sedativi periferici (es.: dropropizina) che invece agiscono sui recettori situati sull’albero respiratorio e sono pure loro indicati nel caso di tosse stizzosa. Per la tosse produttiva si utilizzano i mucolitici (es.: bromexina, derivati della cisteina, ambroxolo) o altri principi attivi espettoranti che sono in grado di fluidificare il muco facilitandone l’espulsione da bronchi e trachea.

QUANTO VALE IL MERCATO IN FARMACIA? 8 Nel primo semestre 2010 sono state venduti in farmacia 14 milioni di confezioni di rimedi contro la tosse (sedativi + espettoranti) che corrispondono ad un giro d’affari di 115,4 milioni di Euro in prezzi al pubblico.

QUAL È LA TENDENZA DELLE VENDITE? 8 Sempre nel primo semestre 2010 le vendite in quantità sono diminuite del 7,1%, mentre la spesa dei consumatori per l’acquisto dei prodotti è scesa del 3,6%.


Speciale Indagine di mercato Fig.1 elaborazione su dati IMS HEALTH

Fig.2 elaborazione su dati IMS HEALTH

Fig. 1 8 Nonostante la flessione registrata nel primo semestre del corrente anno, l’andamento delle vendite dell’ultimo triennio è stato senz’altro positivo nei valori, ma denota chiari segni di stasi nelle quantità. Il fenomeno, che si presenta in entrambe le tipologie di prodotti, è causato da un minimale tasso di innovazione e da un cospicuo aumento dei prezzi, nel complesso cresciuti del 7,4%, frutto di un mix costituito dal +6,8% degli espettoranti e dal +8,9% dei sedativi.

Fig. 2 8 Oltre l’87% dei circa 227 milioni di Euro generati nell’anno che termina a Giugno 2010 è stato apportato dalle specialità medicinali registrate presso il Ministero della Salute. I farmaci per i quali è consentita la pubblicità predominano sulle specialità s.p. ma, a differenza di questi ultimi che crescono in ragione del 2,3%, sono sostanzialmente attestati sui livelli dell’anno mobile precedente (+0,1%). Diverso il comportamento dei prodotti non registrati: quelli notificati (altri prodotti) incrementano le vendite a valore del 13,5%, i prodotti omeopatici del 15,5% ed, infine, quelli a base di erbe addirittura del 170%

Fig.3 elaborazione su dati IMS HEALTH Fig. 3 8 Sono gli sciroppi (57% tra gli espettoranti e 80,5% tra i sedativi) la forma di somministrazione di gran lunga preferita dai consumatori. Abbastanza utilizzati gli orali solidi (capsule e pastiglie) al contrario di quanto avviene per le polveri, le supposte (di impiego pediatrico) e gli aerosol (in genere utilizzati per farmaci con obbligo di ricetta e per le patologie che, aggravandosi, richiedono l’intervento del medico di famiglia o dello specialista). Tra le altre forme si mettono in luce particolare le cosiddette forme “polmonari”, flaconi con soluzioni da nebulizzare. il consulente della tua farmacia NOVEMBRE/DICEMBRE 2010

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Speciale Indagine di mercato Fig.4 elaborazione su dati IMS HEALTH

Fig.5 elaborazione su dati IMS HEALTH

Fig.5 elaborazione su dati IMS HEALTH

Fig. 4 8 Data la preponderante presenza di specialità medicinali registrate, appare ovvio che i principi attivi siano in maggioranza di sintesi. è tuttavia interessante osservare che tra le dieci sostanze più utilizzate sia tra gli espettoranti, sia tra i sedativi non manca mai la presenza di sostanze naturali (limone, grindelia, miele, edera, altea, ecc.) a testimonianza dell’esistenza, all’interno della farmacia così come nell’ambito delle famiglie, di una quota parte di “medicina dolce” che trova origine in un lontano passato, ma che non è mai passata di moda.

Fig. 5 8 Poiché la tosse non è soltanto un malessere tipico dei mesi invernali (si pensi ai fumatori oppure ai malati cronici), i prodotti vengono venduti durante tutti i mesi dell’anno con differente intensità, ma senza soluzione di continuità. Per gli espettoranti le medie intorno al mezzo milione di confezioni che si vendono nei mesi estivi si quintuplicano nella stagione fredda con il picco stagionale che, nel 2009, si è verificato nel mese di Novembre, proprio nel momento in cui la temutissima influenza raggiungeva le più alte vette di esposizione mediatica. Poiché il grosso degli acquisti è stato effettuato con almeno tre mesi di anticipo rispetto alla norma, è ragionevole supporre che nel periodo sopra citato si sia costituito nelle famiglie un fabbisogno supplementare (le vendite sono state sostenute fino ad Aprile 2010) che poi non è stato utilizzato, per cui ci potrebbero essere scorte già sufficienti per affrontare la nuova stagione fredda in arrivo. L’andamento degli acquisti mensili dei sedativi copia quasi in parallelo, ma su livelli inferiori, quello già visto per gli espettoranti.

Fig. 6 8 La concorrenza, realtà presente nel tessuto distributivo italiano da ormai quattro anni, ha finora faticosamente rosicchiato solo il 6% di quota consumo alla farmacia. In un mercato che non raggiunge i 240 milioni di Euro, il giro d’affari è coperto per il 94% dalle farmacie, per il 4% dalle parafarmacie e soltanto per il 2% dai corner della grande distribuzione organizzata. Se consideriamo che i punti di vendita concorrenti hanno ampiamente superato le 3.000 unità, è innegabile che la tenuta della farmacia sia stata davvero notevole.

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Speciale Comunicazione di Paolo Piovesan, farmacista esperto in comunicazione

Esposizione particolare

L

a tosse raramente viene da sola, spesso anticipa un gran raffreddore, accompagna un’influenza, completa un bel mal di gola. Questo fa capire quale potrebbe essere la collocazione ideale di questi prodotti nell’esposizione all’interno della farmacia. Ma attenzione, se si è debilitati, ci potrebbe essere anche l’interesse a rimettersi in forma al più presto: e allora, ad esempio, anche le vitamine, gli integratori e i fermenti lattici divengono argomenti per una esposizione abbinata, integrata ed efficace. Affiancare tutte queste tipologie di prodotto serve infatti sia per una presa di visione immediata del cliente di tutto ciò che potrebbe tornargli utile, sia per una maggior fluidità del consiglio. Questo perché, mentre esponete le vostre argomentazioni di consiglio, è opportuno prendere in mano il prodotto al quale fate riferimento, farlo quindi vedere da vicino e farlo anche toccare al cliente. Quando il cliente prende in mano la confezione, oltre allo stimolo sensoriale (sebbene concordo essere più rilevante per la vendita di un prodotto cosmetico, per la gratificazione che ne deriva, piuttosto che di una scatola di cartone con dentro bustine o pastiglie prettamente curative), subentra anche uno stato di rassicurazione e di convinzione che ormai quel prodotto sia già suo e probabilmente (se siete stati bravi e convincenti con le parole e con la comunicazione non verbale) sia proprio quello che gli serve per trovare soluzione alla tosse e a tutto ciò che l’accompagna. Non solo, ma aver sotto mano tutto il ventaglio delle proposte che andrete a illustrare, vi consentirà una maggior fluidità dell’esposizione e una maggior incisività nella fase di argomentazione. La richiesta dei prodotti per la tosse è sintomatica, difficilmente si compra un rimedio di questo tipo se non si ha la patologia che lo richiede, anche se è pur vero che esponendo bene i prodotti qualcuno, magari non ricordando le scorte che gli sono rimaste a casa, opti per un acquisto d’impulso; ma non sarei comunque propenso a privilegiare aree importanti dell’esposizione all’interno della farmacia per questi prodotti. è sicuramente giusto metterli in bella mostra, è ancor più importante avere una esposizione globale di tutta l’offerta che può andare a completamento del consiglio (per le ragioni viste sopra), ma alcune zone particolarmente calde del percorso e quindi di visibilità all’interno dei locali le riserverei ad altro. I prodotti per la

patologia della tosse e mi riferisco a quelli di libera vendita (ad esempio naturali piuttosto che OTC) sono tuttavia referenze che spesso sono ben conosciute, in molti casi fanno capo a grossi brand dell’industria e sicuramente fanno parte integrante di tutta quell’offerta che più comunemente viene idealmente riferita alla farmacia (se uno ha mal di gola, febbre, tosse, sicuramente pensa prima di tutto alla farmacia come luogo ove recarsi) anche se con crescente frequenza, crescono punti vendita alternativi (esempio parafarmacie). Allora, se all’interno della farmacia l’esposizione di questi prodotti non merita di occupare spazi particolarmente privilegiati, come possiamo sfruttare il fatto che siano comunque nomi noti, riferiti a ditte importanti e che comunque fanno parte della nostra caratterizzante offerta? Direi che queste referenze potrebbero essere sfruttate per non passare da ladri! Cerco di spiegarmi meglio: se ci pensate, proprio perché prodotti noti, perché venduti da più punti vendita e perché comunque prima o poi tutti li acquistano, automaticamente essi diventano termini di paragone; è come quando si compra la Coca-Cola o un caffè al bar, più o meno sappiamo quale è il prezzo medio di mercato e quindi se li paghiamo di più in quel bar, esso sarà automaticamente identificato come “caro”, se li paghiamo meno sarà invece un ritrovo dove tornare (ovviamente altre considerazioni a parte). Oggi le farmacie, dopo la liberalizzazione dei prezzi, stanno subendo molto il confronto sui prezzi, ma è proprio su queste referenze di necessità e di mercato che più si fanno i confronti. Quindi il suggerimento è quello di dedicare, ogni tanto, delle vetrine che trattino i prodotti noti per le patologie di tosse e mal di gola, ma solo se esporrete ben evidenti dei prezzi vantaggiosi; è il modo più semplice per comunicare e farvi identificare come punto vendita conveniente. Va quindi sfruttata la notorietà per comunicare la vostra particolarità, mentre senza un’adeguata offerta commerciale, la vetrina di queste tipologie di prodotti serve a poco perché tutti sanno comunque che li avete. il consulente della tua farmacia NOVEMBRE/DICEMBRE 2010

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leConsulenze ICF Farmacisti

Istituto di Consulenza e Formazione Farmacisti CARO COLLEGA, un pool di competenti consulenti è disponibile ad aiutarti nelle tue scelte in campo

TRIBUTARIO, LEGALE, fARmAcOLOGIcO E DELLA GESTIONE DELLA fARmAcIA (mARkETING, pOLITIchE DI vENDITA E DI AcqUISTO) La risposta, se con il quesito verrà segnalato anche il tuo indirizzo di posta elettronica, ti perverrà normalmente entro i due giorni lavorativi successivi a quello dell’inoltro. SOLO SE SEi iSCRittO ALL’iCF, in regola con il pagamento della quota hai poi la facoltà, se ritieni di aver necessità di chiarimenti, chiamando dalle ore 10 alle 17 dei giorni feriali la nostra segreteria di Milano al numero 02 29527614 - 02 29511640, di concordare un APPUNTAMENTO TELEFONICO GRATUITO CON IL CONSULENTE per un breve approfondimento del problema. Precisiamo che i consulenti legali dell’istituto, per correttezza deontologica, si asterranno dal rispondere a quesiti troppo complessi e soprattutto se sottointendono un confronto con eventuale parere già espresso da altro legale. Per usufruire del servizio, devi solo segnalare per e-mail all’indirizzo il consulente@icffarmacisti.it, per fax al numero 02 29407035 o lettera ICF Farmacisti Corso Buenos Aires, 92 – 20124 Milano i tuoi dubbi nell’affrontare situazioni particolari della professione.

MODULO PER LA RICHIESTA DI UNA CONSULENZA da inviare per fax al numero 02 29407035 o lettera ICF Farmacisti – Corso Buenos Aires, 92 – 20124 Milano

m Fiscale Dr. Mascheroni

m Farmacologia Dr. Polimeni

m Legale Avv. Lombardo

m Fitoterapia Dr. Bianucci

m Del Lavoro Avv. Ravasi

m Gestionale

m Preparazioni magistrali Dr. Fontana

m Comunicazione

Dr. Casanova

Dr. Piovesan

m Sicurezza sul lavoro Avv. Cossa

RAGIONE SOCIALE ........................................................................................................................................................................ INDIRIZZO ........................................................................................................................................................................................ EMAIL ........................................................................................... TEL. ............................................ FAX ....................................

Quesito ...................................................................................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................................................................................


Consulenze le risposte ai vostri quesiti Diritto Tempi brevissimi per regolarizzare la comunione ereditaria Ho letto nella vostra rivista l’articolo “Successione mortis causa e divisione ereditaria”. Mio marito, titolare della farmacia, è morto nel 2008. Mia figlia studia farmacia, ma non potrà laurearsi entro il tempo prescritto di due anni, ma solo qualche mese dopo. Attualmente la farmacia è diretta da una farmacista, ma dopo la scadenza dei due anni dalla morte del titolare cosa succederà? Ho sentito parlare di vendite fittizie, o c’è altro? Il problema che investe la Vs. farmacia è di grande rilevanza e i tempi sono strettissimi. Il rischio è che, se entro la scadenza prevista dalla legge, la farmacia non fosse assegnata a farmacista erede abilitato (cioè laureato e adempiuta la pratica professionale ex articolo 12 L.475), la sede decadrebbe e andrebbe a concorso. Mi permetterei di consigliare un’operazione complessa se fattibile, cioè a dire una regolarizzazione della comunione ereditaria in società personale e una successiva cessione di quote (con patto di retrocessione) ad un farmacista abilitato (la dottoressa direttrice) con contro scritture privatistiche e di garanzia. In alternativa la farmacia va venduta e al più presto, anche se penso che abbiate già valutato, stante i tempi stretti, altre alternative. Settembre 2010

Diritto Il padre titolare muore il giorno prima della laurea della figlia Mio padre titolare di farmacia è deceduto il giorno prima della mia laurea e un mese prima della mia abilitazione e successiva iscrizione all'ordine. Attualmente la farmacia è in gestione provvisoria con il mio ragazzo come direttore. È possibile fare una donazione a lui o costituire insieme una società? Ci sono altre alternative possibili a riguardo ? La sua richiesta manca di alcuni elementi essenziali: in primis la data della morte del papà (per verificare il termine di decadenza della sede) e se ad oggi sussiste una comunione ereditaria sulla farmacia e con che eredi. Le operazioni consequenziali a situazioni come codeste sono assai complesse sia dal versante giuridico che fiscale, per cui suggerirei un intervento qualificato, in quanto in situazioni come codeste

il rischio decadenza può essere elevato. Si tratterebbe secondo me e mia esperienza di regolarizzare la comunione ereditaria in forma societaria per poi affidarla con un’operazione conseguente al direttore laureato ( se non vi sono eredi), richiederne l’autorizzazione alla Asl competente non più come società di gestione, bensì come società titolare, il tutto con scritture di garanzie per poi una volta che Ella sarà abilitata entrarne nella compagine. Sorgerà il problema poi della compensazione con altri coeredi. Settembre 2010

Legge Alimenti freschi Per vendere alimenti freschi è necessario presentare una DIA alimentare? Se si, in cosa consiste e cosa richiede? Tutte le imprese che desiderino attivare stabilimenti del settore alimentare volti alla produzione, trasformazione, trasporto, magazzinaggio, somministrazione e vendita di prodotti alimentari e che non siano oggetto del riconoscimento relativo agli alimenti di origine animale, sono soggetti a registrazione. Devono presentare una Dichiarazione di Inizio Attività - DIA ai competenti servizi dell'azienda Ulss: Servizio Veterinario per gli alimenti di origine animale, Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione per gli alimenti vegetali, misti e per la somministrazione. La denuncia dovrà essere corredata di pianta planimetrica dei locali, relazione tecnica eventuale marchio depositato, fotocopia del documento di identità, ricevuta del versamento ove previsto. Per la farmacia, ove non commerci in specifici alimenti “freschi”, non è necessaria. Ben tuttavia ogni comune ha specifici regolamenti in materia per cui sarebbe opportuna una verifica. Ottobre 2010

Legge HACCP in farmacia Quali sono le incombenze ancora obbligatorie (e quali quelle facoltative) relativamente all’Haccp in farmacia? Più precisamente quali sono gli ultimi riferimenti legislativi in merito? Il disposto legislativo così recita: : "Ogni soggetto pubblico o privato, con o senza fini di lucro, che esercita una o più delle seguenti attività: la preparazione, la trasformazione, la fabbricazione, il confezionamento, il deposito, il trasporto, la distribuzione, la manipolazione, la vendita o la fornitura, comil consulente della tua farmacia NOVEMBRE/DICEMBRE 2010

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Consulenze le risposte ai vostri quesiti presa la somministrazione, di prodotti alimentari". Appare quindi evidente che, anche se non come attore principale, la farmacia è coinvolta quantomeno per la vendita dei prodotti con valenza alimentare. La farmacia è quindi soggetta all’osservanza della normativa in materia ed in particolare: • Referenziamento dei fornitori • Creazione elenco prodotti alimentari posti in vendita • Identificazione dei rischi e individuazione dei punti critici • Piano di manutenzione delle attrezzature • Formazione del personale • Igiene personale e piano di pulizia e disinfestazione del magazzino e dei locali di vendita • Smaltimento dei rifiuti • Realizzazione di un piano di controllo HACC Esistono comunque manuali di uso di facile lettura che illustrano le incombenze formali per una regolare tenuta dei registri obbligatori riportanti le incombenze di legge in materia. Settembre 2010

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Diritto Conferimento neutrale di due farmacie in una società Coppia di farmacisti settantenni, pensionati Enpaf, titolari di due farmacie, una rurale ed una urbana con giro d'affari una il doppio dell'altra. Tre figli, di cui uno in impresa familiare da 6 anni nella rurale con un genitore e l'altro in impresa familiare da 20 con l'altro genitore. Il terzo non farmacista impiegato in altro settore. Volendo per motivi di salute diminuire il nostro impegno, chiediamo come operare il trasferimento di titolarità ai figli e come tutelare il terzo figlio non farmacista. Egregi dottori, il problema che mi si sottopone è assai complesso e necessiterebbe di un serio approfondimento nonché urgente, in quanto sono all’orizzonte modifiche di ordine fiscale che potrebbero aggravare delle scelte oggi esenti da imposte.

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in collaborazione con l’ACFI Associazione Consulenti Farmacie Italiane

Si tratterebbe di valutare due scelte, una secondaria: il patto di famiglia, una per me più calzante per il Vs. caso, cioè a dire il conferimento neutrale in società ove il titolare apporterebbe il diritto di esercizio della farmacia e il figlio farmacista il credito vantato come collaboratore familiare. Codesta fattispecie richiede come detto atti complessi e perizie di valore per non ledere i diritti di ciascuno, una volta (augurandoci il piu lontano possibile nel tempo) i genitori mancassero ai vivi. Per il figlio non farmacista esistono strumenti di tutela e di partecipazione agli utili della farmacia ben garantistici, ma è necessaria una valutazione di documentazione ovviamente non in mie mani. Indi il primo passo sarebbe quello conferitario ai sensi dell’art. 176 TUIR, dove a completa liberazione delle quote sottoscritte, i genitori conferirebbero, in una costituenda società il diritto di esercizio e l’azienda farmacia con le relative immobilizzazioni materiali, il patrimonio circolante, le passività ed attività, i rapporti contrattuali, diritti, interessi, ragioni, nonché ogni altro elemento, compreso nel complesso aziendale. I figli, a completa liberazione delle quote di cui sopra, conferirebbero, nella costituenda società i propri diritti di credito vantati nell’azienda di cui sopra per gli incrementi previsti dall’art. 230 bis del codice civile. Per il terzo figlio, ove non ci fossero altri beni, si tratterebbe come sopra detto di predisporre una contrattualistica dal forte carattere partecipativo. Settembre 2010

Diritto

Società di farmacia e parafarmacia Una s.n.c. costituita da due soci, entrambi con laurea in farmacia, gestisce una farmacia da diversi anni. La stessa società può aprire una parafarmacia? Riporto il seguente parere di un esperto: “ l’art. 7, comma 2 legge 362/91, nello stabilire che le società titolari di farmacia hanno come oggetto esclusivo la gestione di una farmacia, introduce un principio di esclusività che la legge 248/06, cosiddetto “decreto Bersani”, non ha modificato e/o integrato. Pertanto allo stato attuale deve escludersi la possibilità che la medesima società possa essere sia titolare di farmacia che gestire la parafarmacia”. Detto parere non mi trova d'accordo per due motivi: 1°) perchè non tiene conto del comma 4-bis, dello stesso art. 7 della legge 362/91, aggiunto dal dl 223/2006, laddove recita “ciascuna società di cui al comma 1 (società di persone e cooperative a r.l.) può

essere titolare dell’esercizio di non più di quattro farmacie …… omissis)”; 2°) perchè non mi risulta vigente alcuna norma che ritiene incompatibile la gestione contestuale di una farmacia e di una parafarmacia. Sono pienamente d’accordo con Ella. Ben tuttavia “l’autorevole parere” che Ella cita in richiesta di consulenza non è parere di un esperto, bensì il contenuto di una recentissima circolare della Direzione Generale dei farmaci del Ministero della Salute, riportato poi come proprio anche dalla Federazione degli Ordini in data 16 settembre 2010. Ora è pur vero che ad ogni circolare per la sua natura e per il suo contenuto (di mera interpretazione di una norma di legge), non potendo esserle riconosciuta alcuna efficacia normativa esterna, non può essere annoverata fra gli atti generali di imposizione, in quanto esse non possono nè contenere disposizioni derogative di norme di legge, nè essere considerate alla stregua di norme regolamentari vere e proprie, ma mi appare che, nel caso de quo, l’interpretazione sia stata fatta propria dall’Autorità Sanitaria stessa che vigila in materia. Circa le motivazioni che Ella adduce non ha valore tanto la previsione di cui all’articolo 7 della Legge 362 (che riguarda specificatamente la titolarità di farmacia), essendo il problema posto la titolarità in capo alla farmacia di esercizi diversi dalla farmacia stessa. Ciò che assume rilevanza è la formulazione contenuta nell’articolo successivo. Indi è una questione di lana caprina: l’interpretazione corretta sarebbe ed è che una Società titolare di farmacia non potrebbe essere titolare di una parafarmacia, ben tuttavia il socio di società titolare di farmacia potrebbe esserlo perché non incompatibile ai sensi del successivo articolo 8. Settembre 2010

Legge

Videosorveglianza Devo montare delle telecamere di videosorveglianza. Per l'interno dei locali so che devo fare la domanda all'Ispettorato del lavoro e vorrei sapere che tempo massimo loro hanno per rispondere o per venire a fare un controllo e se è vero che montandole lo stesso, anche senza il loro permesso, basta che non aziono la registrazione, e non mi possono sanzionare. Per l'esterno, ovvero telecamere che inquadrano e registrano esternamente l'ingresso della farmacia, vorrei sapere se devo fare qualche richieil consulente della tua farmacia NOVEMBRE/DICEMBRE 2010

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Consulenze le risposte ai vostri quesiti sta a qualche altro ente. Per le telecamere la Direzione Provinciale del Lavoro, al fine del rilascio della propria autorizzazione, dovrà provvedere a svolgere un sopralluogo per verificare, in particolare, se l'angolo di ripresa delle telecamere sia o meno compatibile con il divieto sancito dall'art. 4 della legge n. 300/1970 ed eventualmente indicherà le prescrizioni da osservare. Non sono previsti tempi di adempimento. La telecamera può essere installata senza il preventivo consenso, ma non è sufficiente che rimanga spenta, deve essere anche non funzionante. Per le esterne: giustamente il Garante della privacy rileva che, se vi è un legittimo interesse da proteggere in presenza di tutti gli altri elementi di tutela indicati nel Codice della Privacy e nel provvedimento generale sulla videosorveglianza, si ritiene non necessario il preventivo consenso dell’interessato (come di norma è richiesto), in quanto l’interesse tutelato attraverso la videosorveglianza viene ritenuto equivalente (e quindi bilanciato) con il diritto alla riservatezza del soggetto che potrà essere ripreso dal sistema di videosorveglianza, anche senza il suo consenso. In sostanza, il diritto alla riservatezza viene ritenuto bilanciato dal diritto alla prevenzione da danneggiamenti o furti e si ritiene comunque tutelato da tutti gli adempimenti richiesti dalla legge, anche in assenza di consenso dell’interessato. Appare importante sottolineare come l’operatività dell’istituto del bilanciamento degli interessi sia strettamente correlata allo scrupoloso adempimento degli oneri previsti per chi utilizza sistemi di videosorveglianza. Infatti, il mancato adempimento farebbe crollare l’operatività di questo istituto, con la conseguenza che i trattamenti effettuati non potrebbero considerarsi autorizzati e ove posti in essere sarebbero trattamenti effettuati senza consenso con l’astratta possibilità d’applicazione della disposizione della sanzione penale di cui all’art. 167 del Codice della privacy. Ottobre 2010

Fisco Buoni lavoro Posso utilizzare dei voucher per pagare la signora delle pulizie ed una persona che mensilmente viene a fare dei trattamenti viso alle mie clienti? Con il comma 12 dell’articolo 7-ter del DL 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, in legge 9 aprile 2009, n. 33, è stato ampliato l’ambito di applicazione del sistema di pa-

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NOVEMBRE/DICEMBRE 2010 il consulente della tua farmacia

gamento attraverso i “buoni lavoro” (voucher) avendo ampliato le tipologie di attività, di prestatori e di committenti che possono utilizzare la normativa relativa al lavoro occasionale di tipo accessorio di cui all’articolo 70 del DLgs 10 settembre 2003, n. 276. In via sperimentale, le prestazioni di lavoro accessorio possono essere rese - in tutti i settori produttivi e nel limite di 3.000 euro - anche da percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito. Ottobre 2010

Fisco

Compravendita farmacia: oneri fiscali Gradirei conoscere quali oneri fiscali gravano rispettivamente su venditore e acquirente di una farmacia, sia nel caso in cui l'uno o l'altro sia persona fisica o società. L’imposizione fiscale sulla cessione di farmacia non si discosta da quella di qualsiasi altra cessione di azienda, sia per quanto riguarda le imposte dirette che quelle indirette. Non vi sono differenze neppure se il soggetto esercita la farmacia in forma individuale o attraverso società di persone (non essendo ammessa la gestione attraverso società di capitali a norma dell’articolo 7 della Legge 362/1991), a meno che si scelga di addivenire ad una cessione attraverso lo strumento indiretto della cessione di quote o attraverso un previo conferimento della ditta individuale in società per poi cederne le partecipazioni (operazione che va comunque valutata sia ai fini ovviamente civilistici ma anche fiscali per i problemi elusivi che potrebbe essere sollevati dall’amministrazione finanziaria). In genere l’acquirente è soggetto all’imposizione di registro che è pari al 3% del valore aziendale compreso il valore delle scorte cedute (imposta che non sussiste nel caso di cessione di partecipazioni societarie). L’imposta viene liquidata in misura fissa all’atto notarile e il residuo proporzionale con denuncia di avveramento condizione, essendo tali cessioni condizionate sospensivamente al riconoscimento di titolarità della sede a favore del cessionario dalla competente autorità amministrativa sanitaria. Per quanto riguarda il cedente è tassata la così detta plusvalenza: trattasi della differenza tra il corrispettivo e il costo storico dei beni aziendali, al netto delle quote di ammortamento accantonate o non dedotte. L’aliquota è quella dell’IRPEF a scaglioni, ma essendo normalmente il valore di cessione della farmacia di solito l’aliquota media è elevata intorno al 40%. La plusvalenza può essere rateizzata in 5 periodi di imposta


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Consulenze le risposte ai vostri quesiti qualora: 8 l’azienda sia posseduta da almeno tre anni; 8 si continui ad esercitare attività imprenditoriale o sia messa in liquidazione in attesa di riscuotere i pagamenti rateizzati della cessione. L'art. 17, comma 1, lettera g), D.P.R. n. 917/1986 consente in alternativa alla tassazione ordinaria “la tassazione separata” 8 all’imprenditore individuale con eventuale riparto ai collaboratori familiari; 8 ai soci di società di persone limitatamente all’ipotesi di avvenuta e preventiva messa in liquidazione della società,a condizione che: 8 l'azienda sia posseduta da più di 5 anni. La tassazione separata si calcolo attraverso la seguente modalità ai sensi dell’art. 21 co. 1 secondo periodo del TUIR: l’imposta è determinata applicando alla plusvalenza imponibile l’aliquota corrispondente alla metà del reddito complessivo netto del contribuente nei due periodi di imposta antecedenti. Ottobre 2010

Fisco Detrazione acquisto auto in Germania Devo cambiare la macchina e vorrei sapere alcune cose: - quale somma posso portare in detrazione? - dato che vorrei andare in Germania a prenderla (dovrei spendere circa 40 mila euro) possono emettermi loro una fattura? L'iva la devo pagare in Germania oppure qui? - conviene fare un leasing (e in tal caso di quanti anni), oppure se ho disponibilità pagare tutto subito? - siamo due soci in farmacia, è possibile intestare alla farmacia 2 macchine? - l'assicurazione deve portare l'intestazione della farmacia oppure di una persona fisica? - sui costi che ha una automobile (assicurazione, bollo, spese di manutenzione, carburante, ecc. cosa è possibile portare in detrazione e in quale percentuale?) Il testo di legge attualmente in vigore prevede che la limitazione della detrazione iva al 40% riguarda «tutti i veicoli a motore, diversi dai trattori agricoli o forestali, normalmente adibiti al trasporto stradale di persone o beni la cui massa massima autorizzata non supera 3.500 kg e il cui numero di posti

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a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a otto» che non sono utilizzati esclusivamente nell'esercizio dell'attività di impresa o della professione. Anche l'Iva, relativa alle prestazioni di servizi riguardanti i medesimi veicoli, custodia, manutenzione e riparazione, transito stradale, nonché l’acquisto di carburanti e lubrificanti, è ammessa in detrazione nella stessa misura in cui è ammessa in detrazione l’imposta relativa all’acquisto o all’importazione del veicolo. Per quanto riguarda le imposte dirette: 8 il costo massimo fiscalmente ammortizzabile = euro 18.076, percentuale di deducibilità 40%, massimo ammortamento fiscale nei 4 anni = euro 7.230 8 Stessa autovettura affidata a dipendente per la maggior parte del periodo d’imposta: nessun limite di costo massimo e percentuale di deducibilità del 90% 8 Autovettura acquisita in leasing: l’importo massimo fiscalmente deducibile dei canoni è il 40% di (18.076: costo auto concedente) x canoni annui di competenza 8 Autovettura acquisita in leasing ed affidata a dipendente per la maggior parte del periodo: l’importo annuo fiscalmente deducibile dei canoni è il 90% dei canoni di competenza, senza limiti 8 Canoni di noleggio auto: costo massimo annuo fiscalmente ammesso = euro 3.615 (è previsto il ragguaglio ad anno), percentuale di deducibilità 40%, pertanto l’importo annuo fiscalmente deducibile = euro 1.446 (euro 310 per noleggio moto, euro 165 per noleggio ciclomotore) 8 Canoni di noleggio auto affidata a dipendente: nessun costo massimo annuo e deducibilità del 90% del costo del noleggio 8 Motocicli: costo massimo fiscalmente ammortizzabile = euro 4.132, percentuale di deducibilità 40%, massimo ammortamento fiscale nei 4 anni = euro 1.653; se affidati a dipendente sparisce il limite massimo e la percentuale è sempre del 90% 8 Ciclomotori: costo massimo fiscalmente ammortizzabile = euro 2.066, percentuale di deducibilità 40%, massimo ammortamento fiscale nei 4 anni = euro 826; se affidati a dipendente sparisce il limite massimo e la percentuale è sempre del 90%. Per quanto riguarda l’acquisto dell’automezzo all’estero: il prezzo praticato nel Paese estero che Ella deve prendere in considerazione è quello netto, poiché le imposte (IVA) vanno versate nel Paese di destinazione e, quindi, in Italia. Si precisa che l’IVA deve essere versata nel Paese importatore (ossia l’Italia) soltanto in relazione ai veicoli nuovi: si considerano veicoli nuovi, per legge, anche quelli che abbiano percorso meno di 6.000 km e che siano immatricolati da meno di 6 mesi. Tali veicoli, venduti esentasse dal concessionario estero, sono soggetti all’aliquota IVA applicata in Italia e, quindi, pari al 20% del prezzo.


Consulenze

in collaborazione con l’ACFI Associazione Consulenti Farmacie Italiane

Per quanto riguarda la differenza tra leasing e acquisto diretto è chiaro che appaia più conveniente il secondo, in quanto scevro di interessi. La deducibilità poi è la medesima, trattasi di ben poca differenza. Essendo la Vostra una farmacia esercitata in forma di Società in nome collettivo è possibile intestare due automezzi e l’assicurazione dovrà essere contratta dalla stessa Snc e non dai soci. Ottobre 2010

Fisco Patto di famiglia Ho deciso di fermarmi e di cedere la mia farmacia ad un mio figlio, l’unico in possesso dei requisiti di legge per diventare titolare. Avendo un altro figlio, al quale vorrei garantire un reddito, mi è stato suggerito da un amico notaio di utilizzare il “patto di famiglia”, cosa che mi consentirebbe di evitare la vendita o la creazione di società e successivamente la vendita delle quote di mia competenza, pagando. Dovendo mio figlio accedere ad un finanziamento bancario notevole, per conguagliare gli altri eredi compresa mia moglie, vorrei sapere se gli interessi pagati alla banca su questo finanziamento pos-

sono essere detratti (ed in che percentuale dalla dichiarazione dei redditi) essendo il patto di famiglia fiscalmente “neutro”, come mi è stato spiegato. Può darmi una sua “illuminata” risposta in merito? Innanzitutto approvo il suggerimento del suo Notaio, consigliando ben tuttavia, trattandosi di patto ad oggetto una farmacia, di fare redigere l’atto da persona esperta in diritto farmaceutico, allegando altresì una perizia giurata del medesimo onde evitare eventuali impugnazioni, anche se i termini prescrizionali nel patto sono assai brevi. Inoltre il patto può avere anche ad oggetto una rendita a suo favore che limiterebbe eventuali differenze di valore fra il donatum e quanto riservato al figlio non farmacista. Tale rendita a favore suo e di sua moglie è totalmente deducibile. Per quanto riguarda gli interessi sul finanziamento: la legge prevede che l’attribuzione dell’azienda sia “compensata” con un’attribuzione in denaro o in natura a favore di coloro che sarebbero i legittimari dell’imprenditore (a meno che, ovviamente, costoro non vi rinuncino in tutto o in parte). L’attribuzione ai familiari non beneficiari dell’azienda (moglie e figlio) o delle partecipazioni può essere effettuata sia da colui che dona l’azienda (ella) sia dal discendente dell’imprenditore che beneficia dell’attribuzione dell’azienda o delle partecipazioni (suo figlio farmacista): limitare a questi ultimi il compito di effettuare questa compensazione sarebbe una soluzione pra-

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Consulenze le risposte ai vostri quesiti ticamente irrealizzabile nella maggior parte dei casi; invero, di regola, l’età dei beneficiari dell’attribuzione dell’azienda o delle partecipazioni è piuttosto giovane e il loro personale patrimonio è tendenzialmente privo delle risorse sufficienti per far fronte alle esigenze di “compensazione” dei familiari non beneficiari dell’attribuzione dell’azienda o delle partecipazioni; infine, il valore dell’azienda farmacia è spesso assai elevato e una “compensazione” che soddisfi le esigenze dei familiari non beneficiari richiede la disponibilità di una somma di notevole entità, che spesso nemmeno vi è nel patrimonio dell’imprenditore donante (e tanto meno la si ritrova nel patrimonio del discendente donatario). Si tratta spesso quindi di reperire le risorse per consentire la stipulazione del patto di famiglia e quindi per permettere la soddisfazione anche dei familiari non imprenditori. La necessità è pertanto quella di finanziare il discendente dell’imprenditore, beneficiario del trasferimento dell’azienda: ora, o si ipotizza che costui monetizzi qualche cespite aziendale (o personale) e, con il ricavato da questo “spezzatino”, liquidi il dovuto ai familiari non imprenditori; o si ricorre al sistema bancario, ambito ove entra in campo il tema delle garanzie da concedere per ottenere credito. Ora, siccome la liquidazione è atto proprio del familiare non ancora imprenditore, gli interessi passivi non sono strumentali all’attività di impresa e quindi indeducibili. Ne deriva l’atto prodromico della costituzione per conferimento di una newco (nuova società) alla quale si applicherà il patto di famiglia per la cessione delle partecipazioni e il ricorso al credito tramite la società farmacia che concede le garanzie in modo da porre tutti gli interessi a costo. Ottobre 2010

Diritto Titolare fa prestazioni d’opera per azienda agricola Titolare di farmacia svolge servizio di consulenza per preparazione di tisane composte per conto di azienda agricola, presso un laboratorio di terzi. È possibile fare prestazione d’opera da parte del titolare farmacista? L’azienda agricola, coltivatrice delle piante, è autorizzata in questa maniera a preparare e commercializzare miscele? Nulla vieta che Ella svolga codesta attività, anche se immagino sia titolare unico e la sua farmacia non sia gestita in forma di società. Per codeste ragioni, essendo Ella soggetto iva, tutti i suoi compensi debbono essere assoggettati all’imposta utilizzando ovviamente la stessa partita iva della farmacia. Essendoci una commistione tra attività commerciale (la farmacia)

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NOVEMBRE/DICEMBRE 2010 il consulente della tua farmacia

e professionale ( la consulenza) ella è obbligato alla tenuta della contabilità separata. Per quanto riguarda l’azienda agricola la risposta è negativa. Infatti per iniziare l'attività di commercio di prodotti erboristici, se unitamente all'attività di erborista si intende anche produrre, trasformare, commercializzare piante officinali sfuse e loro derivati, è obbligatoriamente necessario conseguire una Laurea triennale in Tecniche Erboristiche (oppure una laurea specialistica in Farmacia o CTF) conseguita presso la Facoltà di Farmacia o Agraria (v. Decreto del Ministro dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica 6.6.1995 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 19.2.1996 - DLgs. 31.3.1998 n. 114) in capo al titolare dell’azienda. Ottobre 2010

Legislazione Deca durabolin 5o mg/1ml soluzione iniettabile Gradirei conoscere la procedura da seguire per inserire correttamente nel Registro Stupefacenti il prodotto indicato, acquistato prima dell’emanazione della nuova normativa in merito al Nandrolone decanoato. In base al decreto ministeriale 11.06.2010, riportato in GU 24.06.2010, il nandrolone come sostanza e tutti i medicinali che lo contengono (Deca Durabolin), presenti in farmacia, dovranno essere assoggettati alla disciplina di cui alla sez. A della tab. II, quindi posti in carico sul registro di entrata e di uscita. Attualmente esistono in commercio due dosaggi di Deca Durabolin, per ognuno dei quali (se si possiedono tutti e due) va intestata una nuova pagina. Se in farmacia è presente un solo dosaggio, si intesterà una sola pagina. Nella colonna Origine o Destinazione scrivere: riporto giacenza iniziale secondo il D.M. 11.06.2010. Quindi, dal 9 luglio 2010: - i farmaci in questione andranno conservati nell’armadio stupefacenti; - si procederà a fine anno alle operazioni di chiusura pagina, anche in assenza di movimenti; - si potranno dispensare solo con ricetta a ricalco (massimo 30 giorni di terapia, no SSN perché in fascia C, non in associazione ad altri farmaci perché non è TDL); - per l’acquisto serve il buono-acquisto; - gli eventuali scaduti seguono la procedura degli stupefacenti (mantenuti in carico sul registro fino all’invio per la distruzione). Ottobre 2010


Consulenze SEDIVA Detrazioni fiscali Video sorveglianza del condominio Il mio condominio vorrebbe installare un impianto di videosorveglianza collegato con un centro privato di vigilanza usufruendo delle detrazioni Irpef del 36%. Mi confermate che anche questo genere di spese rientra nell’agevolazione? La risposta è affermativa. In quanto opere finalizzate ad impedire il compimento di atti illeciti da parte di terzi, le stesse sono ammesse al beneficio - senza necessità, peraltro, che l’impianto sia realizzato nell’ambito di un più ampio intervento di ristrutturazione edilizia - alle stesse condizioni previste per le altre spese interessate da questa agevolazioni. Sarà, quindi, necessario che l’amministrazione del condominio faccia la comunicazione al centro operativo di Pescara prima dell’inizio dei lavori, che i pagamenti avvengano con bonifico bancario, ecc. Ottobre 2010

Fisco Preparazioni galeniche e “scontrino parlante” Per lo “scontrino parlante” relativo alle preparazioni galeniche, i tecnici del programma gestionale mi chiedono un riferimento legislativo preciso che consenta loro di effettuare le opportune modifiche, in modo tale da metterci anche in condizione di emettere eventuali fatture direttamente con la corretta dizione, sia ai fini della detrazione per spese mediche che per il rimborso da compagnie assicurative. Come sappiamo, l’acquisto di galenici – così come l’acquisto di qualsiasi altro medicinale – può essere documentato (ai fini fiscali e non) sia da fattura che da scontrino contenente la specificazione di natura, qualità e quantità dei beni ceduti, nonchè l’indicazione del codice fiscale del destinatario (il c.d. “scontrino parlante”). La norma di riferimento – applicabile, ripetiamo, per tutte le spese sanitarie consistenti nell’acquisto di medicinali - è l’art. 15, lettera c), secondo periodo, del D.P.R. 22/12/1986 n. 917. Per quanto riguarda specificatamente i galenici, l’Agenzia delle Entrate (dapprima con Ris. 218/E del 12/08/2009 e poi con Ris. 10/E del 17/02/2010) ha precisato che, in caso di cessione appunto di preparazioni magistrali, nello scontrino “parlante” deve essere indicata, quanto alla natura del prodotto venduto, la dici-

tura “farmaco” o “medicinale” anche in sigla e, quanto alla qualità dello stesso, la dicitura “preparazione galenica”, in luogo del numero di autorizzazione all’immissione in commercio (AIC); quest'ultima indicazione, a seguito del Provvedimento del Garante della Privacy del 29/04/2009, ha sostituito a partire dal 1° gennaio 2010 la denominazione del farmaco (che comunque per i galenici sarebbe ovviamente impossibile, pur se la genericità di “galenico” fa egualmente salva qualsiasi privacy dell’acquirente). Tutte queste istruzioni, infine, anche se fornite espressamente per lo scontrino fiscale, devono fatalmente valere anche per la fattura, data la sostanziale equivalenza a questi fini – espressamente sancita dal richiamato articolo 15 - dei due documenti. Ci pare quindi che i tecnici del Suo “gestionale” dispongano ora di tutti i riferimenti normativi necessari. Ottobre 2010

Detrazioni fiscali La spesa medica per il rinnovo della patente Dovendo rinnovare la patente di guida, mi chiedevo se la spesa da sostenere per la visita medica fosse detraibile. Riteniamo di sì, perché si tratta pur sempre di una visita specialistica da sostenere, come è noto, presso una delle autorità sanitarie indicate dal Codice della strada. In termini generali, per valutare se una determinata spesa rientri o meno nella “categoria” delle spese mediche che danno diritto alla detrazione d’imposta del 19%, bisogna fare riferimento esclusivamente alla natura della prestazione resa (che deve rientrare tra quelle agevolabili, naturalmente) e non allo scopo della stessa; considerazione quest’ultima che è assolutamente irrilevante ai fini del diritto alla detrazione. Ottobre 2010

Detrazioni fiscali Il cellulare della farmacia Quali spese posso dedurre per l’utilizzo del cellulare intestato alla farmacia? La deduzione nella misura dell’80% è riconosciuta sia per i costi di acquisizione delle apparecchiature (in pratica il telefonino ed i relativi accessori) sostenuti in conseguenza dell’acquisto, della locazione, del leasing o del noleggio, e sia per le spese di impiego e manutenzione sostenute per i canoni, le imposte e gli altri oneri relativi ai contratti di telefonia stipulati con il gestore del servizio di telecomunicazioni, nonché per la riparazione, la sostituzione il consulente della tua farmacia NOVEMBRE/DICEMBRE 2010

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Consulenze

in collaborazione con lo studio associato Bacigalupo-Lucidi di Roma

di parti dello stesso, e in generale per ogni altra utilità collegata all’utilizzo del cellulare. Ottobre 2010

Detrazioni fiscali La riparazione dell’apparecchio acustico È detraibile la spesa per la riparazione di un apparecchio acustico? Come è noto, vengono ricomprese tra le spese sanitarie detraibili al 19% (nella dichiarazione dei redditi e non, evidentemente, tra i costi della farmacia) anche quelle relative alle protesi sanitarie, tra le quali si annoverano “gli apparecchi per facilitare l’audizione ai sordi (modelli tascabili a filo, retroauricolare, a occhiali)”, con esclusione però di ogni spesa sostenuta per l’impiego di metalli preziosi nella realizzazione dell’apparecchio (cir. 14/08/606 del 23/04/1981). Tra gli oneri ammessi in detrazione figurano in prima battuta quelli relativi all’acquisto o all’affitto di questi apparecchi, ma anche quelli inerenti alla loro riparazione e manutenzione beneficiano senz’altro della detrazione dato che, al pari degli altri, vengono sostenuti per l’utilizzo dell’apparecchio, che è poi la finalità prevalente dell’agevolazione. Ottobre 2010

Fatturazione Gli acquisti del medico in farmacia Come devo documentare l’acquisto di uno sfigmomanometro da parte di un medico? È sufficiente lo scontrino parlante o è necessaria la fattura? Il quesito, in realtà, riguarda soprattutto l’acquirente, cioè il medico (che forse ha chiesto lumi al suo farmacista invece che al suo commercialista …), posto che la farmacia ha soltanto l’obbligo di emissione dello scontrino fiscale (più o meno “parlante”, come diremo tra un momento), mentre, ai sensi dell’art. 22 della legge iva, per i commercianti al minuto (tra i quali ovviamente rientrano anche i farmacisti per le cessioni nei locali aperti al pubblico) quello di emettere la fattura sussiste solo se il cliente ne fa richiesta e, per di più, non oltre il momento di effettuazione dell’operazione. In ogni caso, se – e sottolineiamo se - il medico acquista l’apparecchio per utilizzarlo nella propria professione, e svolge soltanto prestazioni di diagnosi e cura come tali esenti ai fini dell’iva, non

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NOVEMBRE/DICEMBRE 2010 il consulente della tua farmacia

ha diritto a detrarre neppure un centesimo di euro dell’imposta corrisposta sugli acquisti di beni e servizi impiegati nell’attività (in termini più tecnici, si dice che egli ha un pro-rata di detrazione pari a zero …) e ha pertanto solo la necessità di documentare la spesa ai fini delle imposte sui redditi (ed, eventualmente, dell’Irap). In tale evenienza, perciò, ci pare non sia strettamente necessaria la fattura (anche se richiederla non sarebbe evidentemente un errore …) e che allo scopo sia invece sufficiente (ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 696/1996) anche il semplice scontrino “parlante”, ovvero lo scontrino contenente l’indicazione di natura, qualità e quantità dei beni ceduti (nel nostro caso potrebbe essere: “n. 1 sfigmomanometro marca ………..”) oltre a quella del codice fiscale dell’acquirente (ma anche questo, come sappiamo, dovrà essere espressamente richiesto dal medico-acquirente – al pari della fattura - non oltre il momento dell’acquisto, dato che, ribadiamo, il farmacista “di suo” è obbligato a rilasciare soltanto il mero scontrino fiscale …). Ottobre 2010

Detrazioni fiscali Volantini promozionali Ho intenzione di distribuire dei volantini per promuovere i servizi offerti nella mia farmacia nel campo del “non-farmaco” (cosmetica, sanitaria, calzature, etc.), ma mi è stato detto che dovrei scontare l’imposta sulla pubblicità. È vero? Dipende dalle dimensioni del volantino. Infatti, a norma dell’art. 7 del D.Lgs. 507/1993, i messaggi pubblicitari non sono soggetti a imposta quando il relativo supporto (nel nostro caso il foglio di carta in cui consiste il volantino) non eccede la superficie di trecento centimetri quadrati (pari, più o meno, ad un foglio di 15x20 centimetri). Ottobre 2010

Detrazioni fiscali La retta dell’asilo Posso detrarre la retta dell’asilo privato di mio figlio di 5 anni? La risposta è negativa. La detrazione Irpef del 19% per le spese di frequenza di asili, sempre per un massimo di 632 euro annui per figlio, è ammessa solo per le rette relative alla frequenza di asili-nido, sia comunali che privati, e quindi per bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni. Ottobre 2010


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Gestione del magazzino: inventario e rottamazione

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ella gestione del magazzino di un’impresa commerciale come la farmacia, il confine tra potenzialità da sfruttare e problemi da risolvere è molto sottile. Basta un nulla per far diventare ciò che in precedenza era un punto di forza, un elemento portante di tutta la struttura organizzativa, produttiva e gestionale dell’impresa, un “settore” generante problemi di ordine economico, finanziario ed organizzativo. Nel tempo, la domanda dei consumatori in farmacia è diventata sempre più esigente, non limitata al medicinale, ma anche ad altri prodotti, il cliente non si accontenta più del prodotto in sè per sè ed ora richiede la qualità e la diversificazione del prodotto. Svolta sempre più spesso con tecniche particolari, facendo ampio uso del supporto informatico, la gestione del magazzino deve essere considerata prioritaria: comporta costi elevati, ma se attuata in modo adeguato consente risparmi ed incrementi di efficienza.

Dietro una corretta gestione del magazzino vi è un’efficiente gestione ed organizzazione. Infatti la farmacia necessità di un’organizzazione interna razionale e veloce affinata da fattori quali: 8 Assicurare continuità e tempestività nell’alimentazione dei processi di vendita; 8Ridurre al minimo i costi connessi al mantenimento delle scorte; 8Attitudine della farmacia nell’approvvigionamento di merci.

I costi di gestione Un magazzino ha costi direttamente inerenti alla sua struttura quali: costi del personale (il magazziniere), costi relative alle attrezzature, costi relativi al locale.

Tali costi sono rappresentati in particolare da 2 componenti: 8 La prima è relativa all’acquisto delle merci, che rappresenta un investimento per una durata di tempo che va dal momento del pagamento dell’acquisto delle merci, al momento in cui avviene l’incasso della vendita delle stesse. 8La seconda è relativa ai costi legati al mantenimento delle scorte; questi ultimi vincolano discreti capitali sottraendoli agli investimenti produttivi o ai prelievi del titolare, stimando che oltre il 10% annuo del capitale aziendale sia vincolato in magazzino. D’altra parte una delle caratteristiche della farmacia, che la distingue dagli altri punti vendita, consiste nella vastissima gamma di prodotti offerti e di cui deve essere necessariamente il consulente della tua farmacia NOVEMBRE/DICEMBRE 2010

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Amministrazione Rotazione scorte dotata. Risulta quindi evidente come sia possibile raggiungere notevoli livelli di scorte che creano difficoltà di gestione se consideriamo che una buona parte di prodotti è caratterizzata da una spiccata stagionalità o da una mancanza di uniformità di vendita.

L’indice di rotazione Esistono due aspetti da considerare nella determinazione delle scorte: 8Un assortimento troppo scarso può danneggiare la capacità concorrenziale della farmacia, oramai anche nei confronti della grande distribuzione, per ciò che concerne l’extra farmaco; 8La gestione finanziaria spinge invece verso una riduzione delle giacenze ed ad una più veloce rotazione del magazzino, per liberare il capitale e quindi aumentare la redditività totale. Le esigenze sopra riportate sono chiaramente contrastanti: occorre pertanto che il farmacista sia in grado di bilanciare le due necessità, classificando le giacenze in base alla loro importanza in termini anche di fatturato. L’indice di rotazione è il parametro fondamentale con il quale si esprime il numero di volte in cui, nel periodo considerato, il magazzino si è svuotato ("ha ruotato"), permettendo all’impresa di recuperare fondi investiti nelle scorte. Un’elevata rotazione indica che le merci acquistate durante l’anno sono rimaste in magazzino per un breve periodo. Al contrario un magazzino con bassa rotazione è un segnale di un rallentamento delle vendite. Il livello dell’indice di rotazione dipende anche dalle strategie dell’impresa; una tipica strategia utilizzata recentemente dalle farmacie è il ricorso alle azioni promozionali con sconti e attraverso fidelity card che permettono soprattutto una più facile predisposizione del non medicinale alla vendita.

La valorizzazione del magazzino La valutazione delle scorte di magazzino deve essere effettuata tenendo separate le diverse categorie di merci, e distinguendo, all’interno di ogni categoria, i vari articoli che ne fanno parte. Tale rilevazione delle quantità da valutare può essere ottenuta: 8Eseguendo un inventario fisico del magazzino (inventario di fatto, tipico per un’azienda come la farmacia) 8Utilizzando un sistema affidabile di scritture contabili di magazzino che offra la conoscenza delle scorte in ogni momento (inventario contabile). Il criterio-base per le valutazioni di magazzino è rappresentato dal costo sostenuto in passato, in altre parole dal “costo storico”.

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La valutazione di fine esercizio (al 31.12) è finalizzata alla verifica della corrispondenza tra le giacenze effettive e le risultanze contabili e viene effettuata in base alla verifica fisica (inventario di fatto), da effettuarsi alla data di riferimento del bilancio. Pertanto tutti coloro che svolgono attività di farmacia dovranno redigere l’inventario analitico di magazzino, nel quale dovranno essere indicate su apposita distinta analitica le giacenze. Per gli esercenti attività di commercio al minuto (farmacie, parafarmacie) che adottano il metodo del prezzo al dettaglio, si potrà compilare una distinta di tutte le merci in rimanenza al 31/12, la cui somma dei prezzi di vendita, scorporata della percentuale di ricarico, determinerà il valore delle rimanenze, illustrando opportunamente i criteri e le modalità di calcolo adottate. L’inventario dovrà essere predisposto con la massima cura e precisione, tenendo conto che, sotto il profilo fiscale, il dettaglio delle rimanenze dovrà essere conservato ed eventualmente esibito per far fronte ad accessi, ispezioni, verifiche da parte dell’Amministrazione Finanziaria. Da ultimo in codesto breve saggio vorremmo ricordare al farmacista l’utilità del costante ricorso alla “rottamazione “ del magazzino. Come un famoso economista ha scritto, il magazzino è un ladro in casa propria e io aggiungo in farmacia è uno della peggior specie, stante il fatto che alcuni prodotti sono soggetti alle mode del lancio pubblicitario (dimagranti, cosmesi, prodotti ortopedici). Il bloccare il capitale in magazzino è errore spesso commesso, valendo sempre la pena ricorrere alla distruzione per avere il beneficio fiscale della riduzione del magazzino che, come è cognito, rappresenta un costo totalmente deducibile per la farmacia. è consigliabile il “non far da sè”, stante la complessità delle operazioni da preporsi, e ricorrere a ditte specializzate e autorizzate, in base alle norme vigenti sullo smaltimento dei rifiuti, all’esercizio di tali operazioni in conto terzi, dimostrando in tal caso, la distruzione dei beni mediante il cosi detto formulario d’identificazione. La gestione del magazzino implica quindi la necessità di affrontare problematiche amministrative e fiscali complesse che, partendo dagli aspetti relativi alla movimentazione, passano attraverso la compilazione degli inventari periodici per arrivare all’attività di conciliazione delle differenze inventariali ed alla valutazione delle rimanenze. è quindi basilare farsi assistere, monitorare più volte il magazzino, organo vitale della farmacia, aggiornarsi ed educarsi circa le caratteristiche fondamentali della gestione e dei criteri di valutazione, vista l’importanza che assume una organizzazione ed una tecnica che, nel rispetto della legislazione vigente, deve essere un adeguato strumento di gestione per l’azienda ed un efficace indicatore di controllo dell’andamento economico della stessa.


comunicazione Tutto ciò che facciamo comunica chi siamo di Paolo Piovesan – Farmacista esperto in Comunicazione

Applicazioni della PNL nel cambiamento della farmacia

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a PNL è uno strumento che aiuta a riflettere e capire come funzionino alcune cose nel mondo, insegna ad esempio che ciò che fa la differenza non sono tanto gli eventi che accadono, quanto piuttosto il modo in cui essi vengono utilizzati; ad esempio, una contestazione avvenuta in farmacia non è tanto grave di per se stessa, o perlomeno non lo è tanto quanto il modo come riuscite a gestirla. Pertanto, nello specifico della definizione, si identifica con: 8Programmazione è la maniera in cui apprendiamo, pensiamo o ci comportiamo. Qui entrano in gioco i vari sistemi rappresentazionali dei quali avrete certamente già sentito parlare: visivo, auditivo, cinestesico, olfattivo, gustativo. 8Neuro riguarda il sistema nervoso, ovvero il modo in cui il nostro cervello elabora le esperienze sia in maniera conscia sia inconscia. 8Linguistica esprime come utilizziamo il linguaggio (non solo inteso come verbale, ma ad esempio anche quello degli sguardi o delle posture) per dare significato alle nostre esperienze.

Occorre capire i meccanismi di elaborazione delle informazioni nella nostra mente per acquisire la dovuta obiettività nell’affrontare i cambiamenti. Qualsiasi nostro comportamento, volontario o involontario, passa attraverso la PNL e ci porta da ciò che siamo a ciò che saremo attraverso la comunicazione; i codici o le istruzioni per tentare di cambiare provengono dalla mente conscia, ma è invece quella inconscia che apprende i nuovi modi di agire attraverso i sensi. Più noi riusciamo ad aprire la nostra visione e ci rendiamo disponibili verso il nuovo e meno ostacoli opponiamo al cambiamento; in ultima analisi, come conseguenza di quanto detto, possiamo anche affermare che

è la curiosità che ci deve guidare, non i pregiudizi dettati dalle precedenti esperienze.

I filtri Lo sappiamo perché più volte ci è stato ripetuto: l’uomo non può non comunicare. Tuttavia ognuno lo fa in maniera differente, ogni individuo possiede un insieme di regole e filtri che modulano il proprio modo di interagire con gli altri; qualcuno ha calcolato che ogni giorno veniamo bombardati da circa due milioni di informazioni al secondo, se ne fossimo pienamente consapevoli probabilmente impazziil consulente della tua farmacia NOVEMBRE/DICEMBRE 2010

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comunicazione Tutto ciò che facciamo comunica chi siamo remmo, per questa ragione la nostra mente esclude automaticamente dal razionale ciò che ritiene inutile o superfluo o ben noto. Ma questi filtri cambiano nel tempo e così si trasforma conseguentemente anche la nostra rappresentazione della realtà che ci circonda, cambia il nostro stato interiore e questo può portare addirittura a modificare la nostra stessa fisiologia e i nostri comportamenti; ad esempio, in certi stati d’animo di depressione camminiamo in maniera diversa da quando invece siamo sereni e allegri, perfino ci vestiamo in modo differente e anche tutto ciò che ci circonda ci appare diverso, più o meno colorato. Questa autodifesa dai continui stimoli provenienti dai sensi in genere si compone di tre parti: - Attività di cancellazione, ovvero quando eliminiamo dal nostro stato cosciente alcune informazioni (ad esempio alcuni ricordi, magari spiacevoli). - Azione di generalizzazione, cioè quando etichettiamo l’informazione facendola rientrare in precise categorie e schemi che ci danno sicurezza per esperienze passate o perché non creano troppe differenze rispetto a ciò a cui siamo abituati (esempio, quelli coi capelli a cresta sono tutti punk). - La distorsione, in pratica quando modifichiamo il messaggio ponendolo in contesti o esperienze a noi confacenti. è questo il caso, ad esempio, di quando viviamo una situazione che ci ha disorientato e per comodità la rielaboriamo da un nostro punto di vista; in questa maniera però, quando ricorderemo ciò che è accaduto, ad emergere nella memoria in realtà sarà quello che ci siamo rappresentati e non esattamente l’accaduto (potremmo pertanto non risultare obiettivi).

Le convinzioni Per queste ragioni, le stesse nostre convinzioni potrebbero essere in realtà opinioni o punti di vista sul mondo che sono ben radicati nel nostro razionale, che però abbiamo modellato secondo una nostra visione; è il motivo per cui ad esempio tendiamo a percepire più facilmente come “verità” ciò che invece è frutto della nostra personale rappresentazione del mondo. Le convinzioni si formano in modo inconsapevole, in momenti diversi della nostra vita e provengono da fonti differenti, ma determinano ciò a cui prestiamo maggior attenzione e finiscono in questo modo per divenire delle vere e proprie guide ai nostri comportamenti. La farmacia da sempre è stata così, perché dovrà mai cambiare; certi prodotti si sono sempre venduti solo in farmacia, che ragione dovrà mai determinarne l’uscita dal canale; la formula delle retribuzioni non si tocca perché è intrinseca alla nostra tipologia di professione; gli sconti non si fanno perché squalificano; solo chi lavora in farmacia è un professionista; le convenzioni con si possono cambiare perché si

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andrebbe solo a peggiorare l’attuale situazione; il cliente ci apprezza perché siamo professionisti da sempre; il valore delle farmacie rimarrà immutato… e potremmo andare avanti con tante altre frasi di questo tipo, che anche se non le diciamo apertamente, comunque molti le pensano in maniera più o meno convinta.

Difese consce ed inconsce Sono quindi tornato a parlarvi della PNL, argomento che avrete senz’altro già letto o sentito, per cercare di svelarvi alcuni aspetti e concetti forse meno noti, piuttosto che parlarvi dei soliti temi più strettamente legati ai sistemi rappresentazionali (visivo, auditivo, cinestesico) e che certamente avreste trovato più folcloristici oltre che comunque interessanti e veri. Invece ho voluto affrontare l’argomento da un punto di vista più profondo, indagando sulle ragioni di alcune nostre difese mentali, per cercare di farvi trovare un nesso tra quanto crediamo di pensare e le motivazioni di certe reazioni e comportamenti di noi farmacisti oltre che di esseri umani; forse ora siamo più consapevoli dei perché di certe resistenze che mettiamo in atto sia individualmente sia come categoria, spesso ancor prima di affrontare i veri pro e contro di una situazione. Mi interessava, con quanto vi ho proposto in questo articolo, evidenziare anche le ragioni di alcune difese ad oltranza legate al comportamento umano e ovviamente non quelle dettate da altri tipi di interesse che invece sono ben consce in chi le attua. Probabilmente, dopo questi ragionamenti, qualcuno arriverà a spiegarsi il perché opponiamo certi rifiuti anche a cambiamenti che, se non ci vedessero coinvolti, saremmo addirittura disposti ad appoggiare. L’apertura mentale al cambiamento, il saper riconoscere il perché di certe nostre reazioni, riuscire ad individuare l’origine di alcuni filtri mentali che tutti possediamo, forse potrà consentirvi una maggior obiettività che alla resa dei conti risulterà certamente utile nell’affrontare le evoluzioni del mercato. Mi interessa, in ogni caso, avervi trasmesso l’informazione di come possono avvenire determinate reazioni derivanti dall’inconscio quando dal mondo esterno ci provengono precisi segnali di un imminente cambiamento. E la farmacia in questi ultimi tempi ne ha subiti di cambiamenti, molti compresi con difficoltà e forse altri ancora non accettati, se non con atto di rassegnazione. Ma sono convinto che presto ci saranno ancora ulteriori novità e confido che qualcuno ora, riflettendo su quanto scritto, possa ottenere utili suggerimenti su determinati comportamenti ed atteggiamenti, ma soprattutto spero che scoprire il funzionamento e le ragioni di alcune limitazioni umane possa aiutarvi a trovare il modo per reagire ed allargare le vostre visioni sul futuro.


Distribuzione Gruppo di acquisto di Guido Frigato – Osservatore economico

Come acquista la farmacia

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roseguendo nel fil rouge del sistema italiano della distribuzione farmaceutica mi collego alle dichiarazioni di chiusura del precedente articolo con lo scopo di entrare nel vivo di un esigenza del farmacista che in questo ultimo periodo è diventata priorità e a mio parere vitale necessità per la salute della sua impresa: acquistare bene! E per “bene” intendo in tutti i modi: si con profittevoli sconti, ma anche con stock ridotti, con snellezza burocratica e last but not least su prodotti qualificati (ancor meglio se certificati).

La ripartizione degli acquisti Fatte queste considerazioni bisogna cominciare evidenziando le caratteristiche di ripartizione degli acquisti operati dalla farmacia tra industria e distribuzione intermedia (complessivamente tra cooperative, gruppi d’acquisto e grossisti). Ed in analisi queste sono le medie di una farmacia classica. A valore la quota di prodotti commerciali (parafarmaco e Otc) è: acquisti diretti 50%, acquisti presso distributore intermedio 50%; prodotti Etici: acquisti diretti 12%, distributore intermedio 88%; infine Generici nel medesimo ordine 50% - 50%.

È estremamente importante non trascurare il rapporto negoziale con i propri distributori intermedi.

Nella pratica quotidiana invece ritengo che la soluzione migliore per gli anni a venire (di perpetua competizione) e per tutte le farmacie torni ad essere il Gruppo d’Acquisto. Probabilmente potrà sembrare piuttosto “vintage” a fine 2010 parlare di Gruppo d’Acquisto quando il leit motiv degli ultimi anni era il Gruppo di Vendita. Invece sono assolutamente convinto che trionferà nella competizione commerciale chi saprà, innanzi tutto, operare bene sugli acquisti dal produttore-industria, siano essi distributori intermedi e/o farmacie …..

I rapporti con l’industria Ebbene, è fuori dubbio che quasi tutte le energie (impegno) e le attenzioni (tempo) di chi è delegato agli acquisti in farmacia vengono impiegate per le trattative con i rappresentanti dell’ Industria per ottenere le migliori condizioni commerciali. Tuttavia è estremamente importante non trascurare (anzi riconsiderare) il rapporto negoziale con i propri distributori intermedi. è oramai “obbligatorio” valutare in uno sconto mix quale può essere l’ impatto negativo o positivo sulle sopra descritte ripartizioni. Quando andiamo ad ottimizzare, anche solo di pochi decimali, le nostre tabelle con il distributore intermedio, il beneficio sarà evidente in considerazione delle specifiche quote di ripartizione.

Acquistare bene per vendere bene Se non acquisto bene come faccio a vendere bene ? Ovvero come faccio ad essere convinto dell’azione che compio ? Come faccio a fare profitto ? Margine e rotazione: il binomio imprescindibile ma inscindibile, oggi e più che mai in futuro ! La farmacia come “terminale” del processo di vendita produttore-consumatore deve sapere se l’industria e/o il distributore dove ha reperito i prodotti garantirà un serio accordo: in qualità, in profitto ed in coerenza. Oppure rischio di promuovere un prodotto, magari con taglio prezzo, inserito in un volantino o in un cartello per poi non avere disponibilità nello sviluppo il consulente della tua farmacia NOVEMBRE/DICEMBRE 2010

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Distribuzione Gruppo di acquisto dell’attività. Semplice indicare alla farmacia, ad esempio, di praticare un forte taglio prezzo, di esporre e di attuare qualsivoglia azione basando tutto “sulle spalle del farmacista” con la sola motivazione: Ma sa dottore la farmacia deve fare attività. Ma certo… …..Mi sembra quell’amico che nella compagnia di gioventù proponeva agli altri (me compreso) tutte le più svariate gite, al mare, in montagna, al lago…….Però sempre con l’automobile (e la benzina) degli altri…. Si, molto facile….. Non è infatti più completamente vero che alcuni prodotti debbano servire (anche in perdita economica) come richiamo alla vendita o per generare i famosi “ingressi”. Oramai è una soluzione superata anche dalla Grande Distribuzione. Oggi neppure la GDO si permette di perdere un centesimo su un prodotto. Una GDO che ha visto anch’essa esasperarsi la contrazione dei prezzi su tutte le merceologie per via di una feroce concorrenza globale: diretta ( i vari supermercati) e trasversale (negozi specializzati, internet, rinascita dei mercati rionali, e potrei continuare ancora). I Supermercati e gli Ipermercati, che sono da sempre estremamente all’avanguardia nelle tecniche di marketing e vendite, non lasciano, e non lasceranno, infruttifero un solo centimetro dei loro preziosi (e costosi) metri lineari espositivi. Le azioni promozionali “sottocosto” sono ben valutate e bilanciate in modo diretto e non operando, talvolta, come un tempo, con recuperi sulle vendite di altre categorie.

Il gruppo d’acquisto Ebbene, vediamo come poter affrontare tutta questa massa di lavoro, di attività e di operazioni commerciali da “lambiccare” prudentemente. L’assolvimento ritengo sia largamente garantito dal Gruppo d’Acquisto che nel suo operare formula accordi strategici con l’Industria. E anche l’Industria oggi ha più che mai bisogno di partner affidabili e possibilmente d’insieme per il rispetto dei loro budget, anziché frammentati e talvolta difficilmente consolidabili. In conclusione il punto di convergenza di tutti gli svariati aspetti: commerciali, finanziari, qualitativi, burocratici tra Industria e Farmacia è il Gruppo d’ Acquisto che nella sua formula fa convergere anche il compimento di natura distributiva. L’Industria potrà lavorare con un rigoroso calo delle attività burocratiche e logistiche: una consegna ed una fattura per un intero Gruppo d’Acquisto. La Farmacia a sua volta vedrà ridurre in modo esponenziale il suo impegno in termini di fatture, rimesse bancarie, consegne e……. trattative commerciali ! Laddove le dichiarazioni fin qui illustrate dovessero apparire poco significative o di scarso rilievo esibisco un classico evento commerciale che può essere relativo a tutte le tipologie di punto vendita: farmacie, supermercati, abbigliamento e altro ancora. Pensiamo al più variegato produttore industriale (Pfizer, Parmalat, Wrangler, Pirelli) e meditiamo a tutte le peculiarità di un lancio di un prodotto (o una linea di prodotti), oppure di una promo-

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zione, di un riposizionamento, insomma di un ambiziosa attività di marketing e vendite. Emergerà inconfutabilmente che il produttore per mezzo dell’attività andrà ad investire somme di denaro davvero ingenti (pubblicità, materiale espositivo). Cifre che non può chiaramente permettersi di sciupare a causa di un mancato tempismo o di un’inconsistente garanzia di presenza sui punti vendita. A questo punto risulterà a tutti lapalissiano il valore aggiunto che può promettere il Gruppo D’Acquisto: garanzia di presenza capillare (un numero elevato di farmacie sul territorio su cui opera), tempestività (scelte generate con attente valutazioni e senza ripensamenti), contemporaneità (tutte le farmacie vengono fornite e dotate nel medesimo giorno senza discrimina e ritardi), disponibilità immediata per il refilling dei lineari di vendita (le rotture di stock sono evitate dalla presenza di prodotti presso le centrali logistiche)….. L’Industria è quello di cui necessità più che mai ! Offriamoglielo e negoziamo i nostri servizi…. Or bene, molteplici sono le soluzioni di Gruppo d’Acquisto presenti sul territorio, nella quasi totalità serie e affidabili, che siano organizzate in forma di cooperativa, di affiliazione/cliente, di consorzio.

Il comitato di trasparenza Tuttavia mi spingo a dichiarare che suscita particolare fiducia chi si organizza in un vero e proprio team di farmacisti. In particolare vi sono realtà già operative da molti anni che sono strutturate con vere e proprie -Commissioni Acquisti- che personalmente preferisco ridefinire come -Comitato di Trasparenza-. Questi Gruppi garantiscono infatti una visione trasversale e completa del panorama Farmacia, contribuiscono con l’esperienza di ogni singolo partecipante alla selezione e alla promozione di un prodotto o di listini interi, ed infine permettono una totale visibilità e vigilanza sugli accordi commerciali raggiunti. Viene infatti fugato, per mezzo di queste commissioni, qualsivoglia dubbio su eventuali manovre a favore unicamente della centrale di distribuzione. Perché sarà pur vero che come abbiamo detto nei mesi scorsi i nostri partner distributori intermedi necessitano di rinnovate fonti di profitto, ma è altrettanto vero che imprimere ingiustificate esasperazioni di ritocchi di sconto sulle categorie commerciali sarebbe pur sempre ingiusto nei confronti dell’ultimo anello della filiera: la Farmacia. E qui concludo. Studiamo come acquistare bene (in modo profittevole e leale) e successivamente saremo sereni per il successo della vendita. Rispettiamo e valutiamo il lavoro e le proposte di tutti gli operatori del retail. Però, riscopriamo indispensabilmente, le preziosissime valenze dell’acquisto per poi dedicarci a tutte le altre “”sofisticatezze””….. Se ho una splendida vettura con il migliore navigatore satellitare, un perfetto impianto di aria condizionata e tutti gli optionals possibili, ma motore e meccanica mi lasciano in panne, non saranno certo i seducenti ammennicoli che mi porteranno a destinazione.


NUOVO OTC

RIPENSA PENSA A C COSA OSA CONSIGLIARE PER IL BRUCIORE DI STOMACO

Agisce allҋorigine del problemañ Con una sola compressa al giorno, i pazienti possono avere sollievo dai sintomi da reflusso per tutto il giorno e per tutta la notteñ Offre un sollievo completo dai sintomi, migliora la qualita della vitaò Provata tollerabilita, con il minore potenziale di interazione farmacologica rispetto agli altri PPIó

SOLLIEVO DAL BRUCIORE DI STOMACO, GIORNO E NOTTE Prezzo a discrezione del farmacista. Medicinale di automedicazione. Classe cbis. Dep. AIFA 06/07/2010


Farmacologia Novità terapeutica di Elisa Brambilla – Farmacista e Giornalista

Nuovo OTC contro la pirosi gastrica: il pantoprazolo è un vero e proprio esercito di persone quello che in Italia, e in Europa, deve fare i conti con i sintomi del reflusso gastroesofageo. La sintomatologia tipica è caratterizzata dalla sensazione di bruciore che, dallo stomaco, tende a irradiarsi in zona retro sternale, con rigurgito e/o eruttazioni, flatulenza e nausea. Un corretto stile di vita, anche se è difficile dare un significato in questo caso alla parola “corretto”, può aiutare ad evitare, almeno in parte, i fastidi gastrici che possono influenzare negativamente, e a volte in maniera piuttosto pesante, la qualità di vita. Per questo motivo il farmacista, come primo approccio, tende a individuare eventuali comportamenti sbagliati e a consigliare alcune norme igienico-comportamentali (vedi box 1). Tuttavia, se appare facile rinunciare a qualche alimento a favore di altri meno lesivi della mucosa gastrica, ben più com-

Il farmacista viene spesso consultato per problemi di pirosi: ora ha un’arma in più a disposizione. plicato per il paziente sarà smettere di fumare, evitare l’alcol e praticare attività fisica se fino al giorno prima il suo esercizio fisico più faticoso era quello di spostarsi dal divano dove ha seguito il suo programma preferito in tv al letto per andare a dormire. Per questa ragione, nella quasi totalità dei casi il nostro paziente si ripresenterà comunicando che nulla è cambiato. A questo punto il farmacista, se non conosce bene la persona che ha di fronte, dovrà approfondire un pò questa conoscenza, indagando sul suo stato di salute e su eventuali altre terapie seguite. Se, in seguito a ciò, deciderà di non indirizzarlo al medico, si renderà necessario consigliare un farmaco per alleviare la sintomatologia e prevenire le recidive della malattia da reflusso gastroesofageo.

Gli OTC per la pirosi Da poco tempo si è reso disponibile il primo inibitore di pompa (PPI) di libera vendita, il pantoprazolo. I PPI agiscono bloccando l’attività dell’enzima H+K+ATPasi, pre-

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sente nella parte apicale delle cellule parietali che secernono acido, indipendentemente dallo stimolo che le eccita. Il pantoprazolo viene assorbito rapidamente e la concentrazione plasmatica massima viene raggiunta già dopo una singola dose orale di 20 mg. Nella maggior parte dei pazienti, la liberazione dai sintomi avviene in 2 settimane. In particolare, in confronto all’omeprazolo e al lansoprazolo, il pantoprazolo presenta il vantaggio di una minore interazione farmacologica con altri farmaci comunemente usati. Ciò è molto importante, considerando il fatto che l’età avanzata è uno dei maggiori fattori di rischio per la malattia da reflusso gastroesofageo e che spesso gli anziani seguono diverse terapie croniche. Altri antiacidi ormai di libera vendita sono gli antagonisti del recettore H2 dell’istamina, la ranitidina, la cimetidina e la famotidina che bloccano i recettori H2, in


Farmacologia Novità terapeutica Box 1: Qualche consiglio su come gestire la pirosi 8 smettere di fumare; 8 fare un regolare esercizio fisico; 8 mangiare lentamente e masticare bene; 8 mangiare poco e di frequente; 8 non coricarsi subito dopo i pasti, dormire con il busto sollevato di qualche centimetro; 8 evitare cibi e bevande noti per la loro azione di riduzione del tono basale dello sfintere esofageo o per l’azione irritante sulla mucosa esofagea: caffè, the, cioccolato, succhi di agrumi, pomodoro, bevande gassate, alcolici, cipolle, aglio, menta piperita, fritti, salse, cibi piccanti; 8 non assumere antinfiammatori se non estremamente necessari e comunque solo a stomaco pieno. grado di stimolare la secrezione di acido, senza però influenzare i recettori gastrinergico e colinergico. A differenza degli altri anti H2, la cimetidina potrebbe influenzare l’assorbimento, il metabolismo o l’eliminazione renale di altri farmaci, a causa della sua interazione con il sistema enzimatico del citocromo P450 (con cui interagiscono molti altri principi attivi). Questo assume particolare importanza quando il farmaco somministrato contemporaneamente ha uno stretto indice terapeutico, cosa che induce alla massima prudenza. Da tanto tempo a disposizione del consiglio del farmacista sono i classici antiacidi, cioè composti basici che neutralizzano gli acidi mediante una reazione chimica. Tra i vantaggi, sicuramente riveste importanza il fatto che alcuni di essi, come gli alginati, possono essere assunti in gravidanza per l’assenza di effetti sistemici. Tuttavia, la loro azione è estremamente breve e costringe a ripetute somministrazioni quotidiane, con rischio per la compliance. Questo problema non sussiste con l’utilizzo dei PPI, con i quali di norma è sufficiente una singola dose al giorno per ottenere l’efficacia terapeutica desiderata. La durata d’azione degli antagonisti H2 è invece tra le sei e le dodici ore.

La pirosi da antinfiammatori non steroidei Gli antinfiammatori non steroidei (FANS) sono tra i farmaci più consumati, ma purtroppo sono gastrolesivi, e spesso il loro uso continuativo altera l’integrità della mucosa gastrica. Essi agiscono inibendo l’enzima ciclossigenasi e interrompendo così una reazione biochimica che conduce alla produzione di prostaglandine, trombossani e prostaciclina a partire dall’acido arachidonico. Si conoscono due isoforme dell’enzima, la ciclossigenasi 1 (COX1) costitutiva e la cicloossigenasi-2 (COX-2) inducibile. La COX-1 è responsabile della produzione basale di prostaglandine che hanno effetto citoprotettivo a livello gastrico, mentre la

COX-2 è l’isoforma responsabile dell’aumentata biosintesi di prostaglandine nei processi infiammatori sia acuti che cronici. I FANS tradizionali inibiscono entrambe le isoforme, altri inibiscono selettivamente la COX-2 e quindi non interferiscono con la sintesi delle prostaglandine gastriche, ma sono stati associati a eventi cardiovascolari. I danni da FANS possono andare da una semplice modificazione della secrezione di muco gastrico alla vera e propria erosione ulcerosa. I sintomi più comuni della gastropatia da FANS sono dolore allo stomaco, pirosi, nausea e vomito. Di solito le lesioni da FANS sono reversibili e di modesta entità, ma a volte si cronicizzano, facilitate dal fatto che spesso sono silenti. Si stima che i FANS siano responsabili del 25% delle ulcere gastriche. Per evitare almeno l’azione diretta del farmaco sulla mucosa gastrica, è fondamentale assumerlo a stomaco pieno e, se la terapia non è di breve durata, è bene associare un farmaco di supporto per la protezione della mucosa gastrica. Tra i farmaci utilizzati a questo scopo, ricordiamo gli inibitori di pompa, mentre gli H2 antagonisti, secondo alcuni studi, sarebbero più efficaci nel prevenire l’ulcera duodenale che l’ulcera peptica.

Un recente studio sugli inibitori di pompa Non ha a che fare con l’automedicazione, ma vale la pena saperlo. Durante un simposio all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sono stati presentati gli studi che utilizzano nuove strategie antitumorali alternative alla chemioterapia. Tra i farmaci citati, anche se può apparire curioso, vi sono i PPI. In realtà, il nesso tra acidità e tumori non è una nuova ipotesi, ma questa pista non è mai stata troppo battuta. Ora Stefano Fais, del Dipartimento del farmaco dell’ISS, spiega che il tumore usa l’acidità come meccanismo per isolarsi, con un iniziale accumulo di acido lattico e la successiva selezione di cellule che, per sopportare il nuovo ambiente più acido, fanno iperfunzionare delle pompe cellulari che eliminano protoni all’esterno della cellula. Bloccando queste pompe, la cellula tumorale è priva di armi contro l’acidità e finisce per morire per auto digestione. I risultati, secondo Fais, sono incoraggianti, ma dovranno essere confermati su un numero più ampio di pazienti. Box 2: Quando inviare al medico 8 se viene riferita una diminuzione dell’appetito accompagnata da perdita di peso; 8 in presenza di problemi alla deglutizione; 8 se nel vomito è presente sangue (ematemesi) o le feci sono nerastre (melena); 8 se al bruciore si accompagna dolore allo stomaco, di tipo insistente.

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SOMAC Control

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Con una sola compressa al giorno

allevia il bruciore di stomaco. Medicinale di automedicazione Classe C-bis. Per ulteriori informazioni consultare il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto.

Depositato all’AIFA il 23 settembre 2010


RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE CARATTERISTICHE DI PRODOTTO 1. DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE SOMAC Control 20 mg compresse gastroresistenti.

2. COMPOSIZIONE QUALITA QUALIT ATIVA E QUANTITA QUANTIT ATIV TIVA A QUALITATIVA QUANTITATIVA Ogni compressa gastroresistente contiene pantoprazolo 20 mg (come sodio sesquidra sesquidrato). Eccipienti: contiene 1.06 microgrammi di lecitina di soia per compressa gastroresistente. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. FORMA FARMACEUTICA FARMACEUTICA Compressa gastroresistente. Compresse gialle, ovali biconvesse rivestite con film marmar cate “P20” con inchiostro marrone su un lato.

4. INFORMAZIONI CLINICHE 4.1 Indicazioni terapeutiche Trattamento a breve termine dei sintomi da reflusso (ad es. pirosi, rigurgito acido) negli adulti.

4.2 Posologia Posologia e modo di somministrazione Posologia - La dose raccomandata è 20 mg di pantoprazolo (una compressa) al giorno. Potrebbe essere necessario assumere le compresse per 2-3 giorni consecutivi per raggiungere un miglioramento dei sintomi. Una volta raggiunta la completa guarigione dei sintomi, il trattamento deve essere sospeso. Il trattamento non deve superare le 4 settimane senza consultare un medico. Se entro 2 settimane di trattamento continuo non si nota alcun miglioramento dei sintomi, il paziente deve rivolgersi al medico. Popolazioni particolari - Non è necessario l’aggiustamento della dose in pazienti anziani o in pazienti con compromissione renale o epatica. Uso pediatrico - L’uso di SOMAC Control non è raccomandato nei bambini ed adolescenti al di sotto di 18 anni a causa della insuffi insufficienza di dati sulla sicurezza e sull’efficacia. Modo di somministrazione - Le compresse gastroresistenti SOMAC Control 20 mg non devono essere masticate o frantumate, e devono essere deglutite intere con del liquido prima del pasto.

4.3 Controindicazioni Ipersensibilità al principio attivo, alla soia o ad uno qualsiasi degli altri eccipienti (vedere paragrafo 6.1). Contemporanea somministrazione con atazanavir (vedere paragrafo 4.5).

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego I pazienti devono essere istruiti a rivolgersi al proprio medico se: UÊ>˜˜œÊ՘>ʈ˜Ûœœ˜Ì>Àˆ>Ê«iÀ`ˆÌ>Ê`ˆÊ«iÜ]Ê>˜i“ˆ>]ÊÃ>˜}Ո˜>“i˜ÌœÊ}>ÃÌÀœˆ˜ÌiÃ̈˜>i]Ê disfagia, vomito persistente o vomito con sangue, dato che il medicinale può alleviare i sintomi e ritardare la diagnosi di una condizione grave. In questi casi, deve essere esclusa una forma maligna. UÊ>˜˜œÊ>ÛÕ̜ʫÀiVi`i˜ÌˆÊՏViÀiÊ}>ÃÌÀˆV…iʜʈ˜ÌiÀÛi˜ÌˆÊV…ˆÀÕÀ}ˆVˆÊ}>ÃÌÀœˆ˜ÌiÃ̈˜>ˆ° UÊ-œ˜œÊˆ˜ÊÌÀ>ÌÌ>“i˜ÌœÊȘ̜“>̈VœÊVœ˜Ìˆ˜ÕœÊ«iÀʏ½ˆ˜`ˆ}iÃ̈œ˜iʜʫiÀʏ>Ê«ˆÀœÃˆÊ`>Ê{ÊÃiÌ̈mane o più. UÊ>˜˜œÊˆÌÌiÀœ]ÊVœ“«Àœ“ˆÃȜ˜iÊi«>̈V>]ʜʓ>>Ì̈>Êi«>̈V>° UÊ>˜˜œÊµÕ>Ãˆ>ÈÊ>ÌÀ>Ê}À>ÛiÊ«>̜œ}ˆ>ÊV…iÊVœ“«Àœ“iÌÌiʈÊLi˜iÃÃiÀiÊ}i˜iÀ>i° UÊ>˜˜œÊ«ˆÙÊ`ˆÊxxÊ>˜˜ˆÊVœ˜ÊȘ̜“ˆÊ˜ÕœÛˆÊœÊÀiVi˜Ìi“i˜ÌiÊV>“Lˆ>̈° I pazienti con sintomi ricorrenti cronici relativi ad indigestione o pirosi devono consultare il medico ad intervalli regolari. Specialmente i pazienti con oltre 55 anni che assumoassumo no giornalmente qualche medicinale senza prescrizione per l’indigestione o la pirosi, devono informare il farmacista o medico. I pazienti non devono assumere contempora˜i>“i˜ÌiÊ>V՘Ê>ÌÀœÊˆ˜ˆLˆÌœÀiÊ`i>Ê«œ“«>Ê«ÀœÌœ˜ˆV>ʜÊ>˜Ì>}œ˜ˆÃÌ>ÊÓ°ÊÊ«>âˆi˜ÌˆÊV…iÊ devono essere sottoposti ad endoscopia o test del respiro (UBT) devono consultare il medico prima di assumere questo medicinale. I pazienti devono essere avvertiti che le compresse non hanno lo scopo di dare un immediato sollievo. I pazienti possono comincomin ciare ad avvertire un miglioramento dei sintomi dopo circa un giorno di trattamento con pantoprazolo, ma potrebbe essere necessario assumerlo per 7 giorni per raggiungere un completo controllo della pirosi. I pazienti non devono assumere pantoprazolo come farfar maco preventivo. Una diminuita acidità gastrica, dovuta a qualsiasi motivo - includendo gli inibitori della pompa protonica - aumenta la conta gastrica dei batteri normalmente presenti nel tratto gastrointestinale. Il trattamento con prodotti medicinali che riducono l’acidità porta ad un leggero aumento del rischio di infezioni gastrointestinali come Salmonella, Campylobacter, o C. difficile.

periodo post-marketing. Quindi, nei pazienti trattati con anticoagulanti cumarinici (ad es. fenprocumone o warfarin), si raccomanda di monitorare il tempo di protrombina/INR quando si inizia il trattamento con pantoprazolo, quando si interrompe o quando viene somministrato in maniera discontinua. Non si sono evidenziate interazioni con antiacidi somministrati contemporaneamente.

4.6 Gravidanza e allattamento Gravidanza - Non vi sono dati adeguati riguardanti l’uso del pantoprazolo in donne in gravidanza. Gli studi condotti su animali hanno evidenziato una tossicità riproduttiva. Studi preclinici non hanno rivelato segni di compromissione della fertilità o effetti teratogeni (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto. Questo medicinale non deve essere usato in gravidanza. Allattamento - Non è noto se pantoprazolo è escreto nel latte umano. Studi su animali hanno dimostrato l’escrezione di pantoprazolo nel latte materno. Questo medicinale non deve essere usato durante l’allattamento al seno.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari Si possono verificare reazioni avverse al farmaco come capogiro e disturbi visivi (vedere paragrafo 4.8). In tali casi, i pazienti non devono guidare o usare i macchinari.

4.8 Effetti indesiderati Ci si può aspettare che circa il 5% dei pazienti manifesti reazioni avverse al farmaco (ADRs). Le ADRs più comunemente riportate sono diarrea e mal di testa, entrambe verificatesi in circa l’1% dei pazienti. I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati con pantoprazolo. All’interno della tabella seguente, gli effetti indesiderati sono classificati in base alla seguente frequenza: molto comune (*1/10); 1/10); comune (*1/100, ( <1/10); non comune (*1/1.000, 1/1.000, <1/100); raro (*1/10.000, 1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità. Effetti indesiderati con pantoprazolo negli studi clinici e nell’esperienza post-marketing. Frequenza Classificazione per sistemi e organi

Patologie del sistema emolinfopoietico Patologie del sistema nervoso Patologie dell’occhio Patologie gastrointestinali

Patologie renali e urinarie Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Raro

Non nota

Mal di testa; Capogiro Disturbi nella visione/ visione offffuuscata Diarrea; Nausea / vomito; Distensione addominale e gonfiore; Stipsi; Bocca secca; Dolore e disturbi addominali Eruzione cutanea / esantema / eruzione; Prurito

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Iperlipidemie e aumento dei lipidi (trigliceridi, colesterolo); Variazioni di peso Aumento della temperatura corporea; Edema periferico

Astenia, affffaaticamento e malessere

Disturbi del sistema immunitario Patologie epatobiliari

Aumento dei livelli degli enzimi epatici (transaminasi, γ-G T)

Disturbi psichiatrici

Disturbi del sonno

Nefrite interstiziale Sindrome di StevenJohnson; Sindrome di Lyell; Eritema multiforme; Fotosensibilità

Orticaria; Angioedema

Artralgia; Mialgia

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto raro

Trombocitopenia; Leucopenia

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione SOMAC Control può ridurr «i˜`iÊ`>Ê«Ê}>ÃÌÀˆVœÊ­>`Êiðʎi̜Vœ˜>✏œ®°ÊÊÃÌ>̜Ê`ˆ“œÃÌÀ>̜ÊV…iʏ>Êܓ“ˆ˜ˆÃÌÀ>∜˜iÊ contemporanea di atazanavir 300 mg/ritonavir 100 mg con omeprazolo (40 mg una volta al giorno) o atazanavir 400 mg con lansoprazolo (60 mg in singola dose) a volontari sani ha portato ad una riduzione sostanziale della biodisponibilità di atazanavir. L’assorbi“i˜ÌœÊ`ˆÊ>Ì>â>˜>ۈÀÊmÊ«‡`ˆ«i˜`i˜Ìi°Ê*iÀVˆ¢]Ê«>˜Ìœ«À>✏œÊ˜œ˜Ê`iÛiÊiÃÃiÀiÊܓ“ˆ˜ˆstrato contemporaneamente ad atazanavir (vedere paragrafo 4.3). Pantoprazolo è metameta bolizzato nel fegato dal sistema enzimatico del citocromo P450. Non può essere esclusa un’interazione di pantoprazolo con altre sostanze metabolizzate attraverso lo stesso sistema enzimatico. Tuttavia, Tuttavia, non si sono osservate interazioni clinicamente significative in test specifici con carbamazepina, caffeina, diazepam, diclofenac, digossina, etanolo, glibenclamide, metoprololo, naprossene, nifedipina, fenitoina, piroxicam, teofillina e un contraccettivo orale contenente levonorgestrel ed etinil estradiolo. Sebbene negli studi clinici di farmacocinetica non siano state osservate interazioni durante il trattamento concomitante con fenprocumone o warfarin, alcuni casi isolati di variazione dell’International Normalised Ratio (INR) sono stati rilevati durante il trattamento concomitante nel

Non comune

Iponatremia

Ipersensibilità (compreso reazioni anafilattiche anafilattiche e shock reazioni anafilattico) Aumento della bilirubina

Depressione ( e tutti gli aggravamenti di questo sintomo)

L esione epatocellulare; Ittero; Insufficienza epatocellulare Disorientamento (e tutti gli aggravamenti di questo sintomo)

Allucinazioni; Confusione (specialmente in pazienti predisposti, così come l’aggravamento di questi sintomi in caso di pre-esistenza)

4.9 Sovradosaggio Non sono noti sintomi da sovradosaggio nell’uomo. Dosi fino a 240 mg somministrate per via endovenosa in 2 minuti sono state ben tollerate. Dato che pantoprazolo è ampiamente legato alle proteine, non è prontamente dializzabile. In caso di sovradosaggio con segni clinici di intossicazione, a parte il trattamento sintomatico e di supporto, non possono essere fatte raccomandazioni terapeutiche specifiche.


5. PROPRIET PROPRIETA’ PROPRIETA A’ FARMACOLOGICHE FARMACOLOGICHE 5.1 Proprietà farmacodinamiche Categoria farmacoterapeutica: Inibitori della pompa protonica, codice ATC: ATC: A02BC02. Meccanismo di azione Pantoprazolo è un derivato benzimidazolico che inibisce la secrezione di acido cloridrico nello stomaco mediante blocco specifico delle pompe protoniche delle cellule parietali. Pantoprazolo è convertito nella sua forma attiva, una ÃՏvi˜>“ˆ`iÊVˆVˆV>]ʘi½>“Lˆi˜ÌiÊ>Vˆ`œÊ˜iiÊViÕiÊ«>ÀˆiÌ>ˆÊœÛiʈ˜ˆLˆÃViʏ½i˜âˆ“>ʳ]Ê ³‡/*>È]ÊVˆœmʏœÊÃÌ>`ˆœÊw˜>iÊ`i>Ê«Àœ`Õ∜˜iÊ`ˆÊ>Vˆ`œÊVœÀˆ`ÀˆVœÊ˜iœÊÃ̜“>Vœ°Ê½ˆ˜ˆbizione è dose-dipendente ed interessa sia la secrezione basale sia la secrezione acida stimolata. Nella maggior parte dei pazienti, la sintomatologia da pirosi e reflusso acido si risolve in 1 settimana. Pantoprazolo riduce l’acidità nello stomaco e conseguentemente aumenta la gastrina in modo proporzionale alla riduzione dell’acidità. L’aumento della gastrina è reversibile. Poiché pantoprazolo si lega all’enzima in posizione distale rispetto al livello del recettore, esso può inibire la secrezione di acido cloridrico indipendentemente dalla stimolazione da parte di altre sostanze (acetilcolina, istamina, gastrina). L’effetto è lo stesso se il principio attivo è somministrato sia oralmente che per via endovenosa. I valori di gastrinemia a digiuno aumentano durante il trattamento con pantoprazolo. In trattamenti a breve termine, nella maggioranza dei casi essi non superano i limiti supe superiori alla norma. Durante trattamenti a lungo termine, nella maggior parte dei casi i livelli di gastrina raddoppiano. Un eccessivo aumento, tuttavia, si verifica solo in casi isolati. Di conseguenza, durante il trattamento a lungo termine, in una minoranza di casi si osserva nello stomaco un aumento da lieve a moderato del numero di cellule endocrine specifiche (ECL) (iperplasia da semplice ad adenomatoide). Tuttavia, in base agli studi sinora eseguiti, la formazione di precursori carcinoidi (iperplasia atipica) o di carcinoidi gastrici così come trovati negli esperimenti sull’animale (vedere paragrafo 5.3) non è stata riscontrata nell’uomo. Efficacia clinica - In una analisi retrospettiva di 17 studi in 5960 pazienti con malattia da reflusso gastroesofageo (GORD) trattati con monoterapia di pantoprazolo 20 mg, i sintomi associati al reflusso acido come ad es. pirosi e rigurgito acido sono stati valutati secondo una metodologia standardizzata. Gli studi selezionati dovevano avere almeno un sintomo di reflusso acido a 2 settimane. La diagnosi di GORD in questi studi era basata su una valutazione endoscopica, con l’eccezione di uno studio in cui l’inclusione dei pazienti era basata solamente sulla sintomatologia. In questi studi, la percentuale di pazienti con completa guarigione dalla pirosi dopo 7 giorni andava dal 54.0% all’80.6% nel gruppo trattato con pantoprazolo. Dopo 14 e 28 giorni, la completa guarigione dalla pirosi fu rilevata, rispettivamente, nel 62.9%-88.6% e nel 68.1%-92.3% dei pazienti. Per quanto riguarda la completa guarigione dal rigurgito acido, si sono otteotte nuti risultati simili a quelli relativi alla pirosi. Dopo 7 giorni la percentuale di pazienti con completa guarigione dal rigurgito acido andava dal 61.5% all’84.4%, dopo 14 giorni dal 67.7% al 90.4%, e dopo 28 giorni dal 75.2% al 94.5%, rispettivamente. Il pantoprazolo si “œÃÌÀ>Û>ÊVœÃÌ>˜Ìi“i˜ÌiÊÃÕ«iÀˆœÀiÊ>Ê«>ViLœÊi`Ê>ˆÊÓ,Êiʘœ˜Êˆ˜viÀˆœÀiÊ>`Ê>ÌÀˆÊˆ˜ˆLˆÌœÀˆÊ di pompa (PPIs). Le percentuali di miglioramento dei sintomi da reflusso acido erano ampiamente indipendenti dallo stato iniziale del GORD.

5.2 Proprietà farmacocinetiche La farmacocinetica non varia dopo somministrazione singola o ripetuta. Nell’interval Nell’intervallo di dosi da 10 a 80 mg, la cinetica plasmatica del pantoprazolo è lineare sia dopo somministrazione orale che endovenosa. Assorbimento - Dopo somministrazione orale il pantoprazolo è assorbito completamente e rapidamente. La biodisponibilità assoluta delle compresse si è dimostrata essere di circa il 77%. In media, a circa 2.0 h – 2.5 h dalla somministrazione (tmax) di una singola dose orale di 20 mg, si raggiunge la massima concentrazione sierica (Cmax) di circa 1-1.5 µg/ml, e questi valori rimangono costanti dopo somministrazioni multiple. L’assunzione concomitante di cibo non ha alcuna influenza sulla biodisponibilità (AUC o Cmax), ma aumenta la variabilità del lag-time (tlag). Distribuzione Il volume di distribuzione è di circa 0.15 l/kg e il legame alle proteine sieriche è di circa il 98%. Metabolismo ed escrezione - La clearance è di circa 0.1 l/h/ kg, e l’emivita della fase terminale (t½) è di circa 1 h. Ci sono stati pochi casi di soggetti con rallentata eliminazione. A causa dello specifico legame del pantoprazolo alle pompe protoniche all’interno delle cellule parietali, l’emivita di eliminazione non si correla con la più prolungata durata d’azione (inibizione della secrezione acida). Pantoprazolo viene metabolizzato quasi esclusivamente nel fegato. L’eliminazione renale rappresenta la principale via di escrezione (circa 80%) per i metaboliti di pantoprazolo; il rimanente viene escreto con le feci. Il principale metabolita sia nel siero sia nelle urine è il desmetil desmetilpantoprazolo, che è coniugato con il solfato. L’emivita del metabolita principale (circa 1.5 h) non è molto più lunga di quella di pantoprazolo. Popolazioni particolari - Insufficienza renale - Non è raccomandata una riduzione del dosaggio nei casi in cui il pantoprazolo venga somministrato a pazienti con ridotta funzionalità renale (compresi pazienti in dialisi, che rimuove solo quantità trascurabili di pantoprazolo). Come osservato nei soggetti sani, l’emivita di pantoprazolo è breve. Sebbene il principale metabolita abbia una emivita più lunga (2-3h), l’escrezione è nondimeno rapida e dunque non si verifica accumulo. Insufficienza epatica Dopo somministrazione di pantoprazolo a pazienti con compromissione epatica (classe A, B e C secondo Child-Pugh) i valori dell’emivita aumentavano tra 3 e 7 h ed i valori di AUC aumentavano con un fattore di 3-6, laddove la Cmax aumentava solo leggermente con un fattore di 1.3 rispetto a quella dei soggetti sani. Anziani - Il leggero aumento dei valori di AUC e Cmax nei volontari anziani rispetto ai soggetti più giovani non era clinicamente rilevante.

5.3 Dati prec linici di sicurezza preclinici conven I dati non-clinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di safety pharmacology, pharmacology, tossicità a dosi ripetute e genotossicità. Negli studi di carcinogenesi a 2 anni nei ratti, sono stati evidenziati neoplasie neuroendocrine. Inoltre, in uno studio sono stati trovati papillomi a cellule squamose nella parte anteriore dello stomaco dei ratti. Il meccanismo che porta alla formazione di carcinoidi gastrici da parte dei benzimidazoli sostituiti è stato accuratamente studiato e ha portato alla conclusione che si tratti di una reazione secondaria al massiccio aumento dei livelli sierici di gastrina che si verifica nel ratto durante il trattamento cronico ad alto dosaggio. Negli studi a 2 anni nei roditori si è osservato un aumento del numero di tumori epatici nei ratti (in etato come dovuto alla elevata metabolizzazione di pantoprazolo nel fegato. Un leggero aumento di alterazioni neoplastiche della tiroide è stato osservato nel gruppo di ratti trattati con la dose più alta (200 mg/kg) in uno studio a 2 anni. L’insorgenza di tali neoplasie è associata alle modificazioni pantoprazolo-indotte nel catabolismo della tiroxina nel fegato del ratto. effetti fetti collaterali Poiché la dose terapeutica per l’uomo è bassa, non sono da attendersi ef a carico delle ghiandole tiroidee. In studi sugli animali (ratti) il NOAEL (No Observed Adverse Effect Level) rilevato per l’embriotossicità è stato pari a 5 mg/kg. Gli studi non hanno dimostrato alcuna compromissione della fertilità o effetti teratogeni. Il passaggio transplacentare è stato studiato nel ratto e si è dimostrato aumentare con il progredire della gestazione. Di conseguenza, la concentrazione di pantoprazolo nel feto aumentava poco prima della nascita.

6. INFORMAZIONI FARMACEUTICHE FARMACEUTICHE 6.1 Elenco degli eccipienti Nucleo: Sodio carbonato, anidro; Mannitolo (E421); Crospovidone; Povidone K90; Calcio stearato Rivestimento: Ipromellosa; Povidone K25; Titanio diossido (E171); Ossido di ferro giallo (E172); Glicole propilenico; Acido metacrilico-etil acrilato copolimero (1:1); Sodio laurilsolfato; Polisorbato 80; Trietilcitrato Trietilcitrato Inchiostro di stampa: Gommalacca; Ossido di ferro rosso (E172); Ossido di ferro nero (E172); Ossido di ferro giallo (E172); Lecitina di soia; Titanio diossido (E171); Antischiuma DC 1510

6.2 Incompatibilità Non pertinente.

Periodo di validità 6.3 Periodo 3 anni.

6.4 Precauzioni particolari per la conser vazione conservazione Conservare nella confezione originale per proteggere dall’umidità.

6.5 Natura e contenuto del contenitore Blisters Alu/Alu contenenti 7 o 14 compresse gastroresistenti o blisters Alu/Alu con rinvœÀâœÊˆ˜ÊV>À̜˜iÊVœ˜Ìi˜i˜ÌˆÊÇʜʣ{ÊVœ“«ÀiÃÃiÊ}>ÃÌÀœÀiÈÃÌi˜Ìˆ°ÊÊ«œÃÈLˆiÊV…iʘœ˜ÊÌÕÌÌiÊ le confezioni siano commercializzate.

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento Nessuna istruzione particolare.

7. TITOLARE DELL ’AUTORIZZAZIONE ALL ’IMMISSIONE IN COMMERCIO ÞVœ“i`Ê“L]Ê ÞŽ‡Տ`i˜‡-ÌÀ°ÊÓ]Ê ‡Çn{ÈÇÊœ˜ÃÌ>˜â]ÊiÀ“>˜ˆ>]Ê/iivœ˜œ\ʳ{™‡ ­ä®ÇxΣ‡n{‡ä]Ê/iiv>Ý\ʳ{™‡­ä®ÇxΣ‡n{‡Ó{Ç{

8. NUMERO (I) DELL ’AUTORIZZAZIONE ALL ’IMMISSIONE IN COMMERCIO EU/1/09/516/001 20 mg compressa gastroresistente 7 compresse in blister EU/1/09/516/002 20 mg compressa gastroresistente 14 compresse in blister EU/1/09/516/003 20 mg compressa gastroresistente 7 compresse in blister con rinforzo in cartone EU/1/09/516/004 20 mg compressa gastroresistente 14 compresse in blister con rinforzo in cartone

9. DA DATA DAT TA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE / RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE: DELL’AUTORIZZAZIONE: 12 giugno 2009

DATA 10. DA DAT TA DI REVISIONE DEL TESTO 12 giugno 2009 Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web della Agenzia Europea dei Medicinali (EMEA) http://www.emea.europa.eu/. Rappresentante locale: Recordati Industria Chimica e Farmaceutica S.p.A.


Notizie pillole di salute Farmaci Aifa, 47 farmaci ospedalieri arrivano in farmacia L'Aifa ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale la lista dei 47 medicinali finora di uso ospedaliero che, passando in Fascia A, potranno essere dispensati anche attraverso le farmacie territoriali, così come previsto dalla Manovra Finanziaria della scorsa estate. In quella legge, infatti, si dava mandato all'Agenzia del Farmaco di individuare, tra i medicinali di fascia H, quelli che per le loro caratteristiche possono essere somministrati in ambulatorio o al domicilio. Il provvedimento mira a generare un risparmio pari a circa 600 milioni di euro. Fra i 47 prodotti figurano anticoagulanti, chemioterapici e anticancro, antivirali, antibiotici, farmaci contro l'ipertensione polmonare, l'accumulo di ferro nel sangue e il rigetto post-trapianto d'organo. L'obiettivo del loro passaggio in farmacia è contenere la crescita della spesa farmaceutica ospedaliera, in costante aumento negli ultimi anni. Il testo della manovra prevedeva che l'Aifa dovesse "provvedere a individuare tra i medicinali attualmente in carico della spesa farmaceutica ospedaliera quelli che, in quanto suscettibili di uso ambulatoriale o domiciliare, devono essere erogati attraverso l'assistenza farmaceutica territoriale", ricorda la Gazzetta ufficiale. Pharmastar

Nuovi farmaci Nuovo farmaco contro l’epatite C Sono stati presentati a Boston i risultati finali di due studi su boceprevir, un nuovo inibitore orale sperimentale della proteasi dell’epatite C sviluppato da MSD.Gli studi hanno mostrato come il farmaco, in combinazione con Peginterferone alfa-2b/Ribavirina, sia in grado di aumentare significativamente la risposta virologica sostenuta rispetto all’attuale terapia standard e, potenzialmente, di ridurre la durata globale del trattamento rispetto al solo Peginterferone alfa-2b/Ribavirina. Quotidiano Sanità

Nuovi farmaci Golimumab Il golimumab ha ricevuto dall’European Medicines Agency (EMA) l’approvazione per il trattamento di artrite reumatoide, spondilite anchilosante e artrite psoriasica. Il nuovo farmaco è un anticorpo monoclonale umano di ultima generazione. Esso agisce selettivamente contro il Fattore di Necrosi Tumorale alfa (TNF-α). Oltre a presentare efficacia e sicurezza dimostrata negli

studi, presenta il vantaggio della semplicità di somministrazione: una sola volta al mese per via sottocutanea con un iniettore predosato appositamente studiato per favorirne l'uso in pazienti con compromissione articolare, frequente in caso di artrite reumatoide e artrite psoriasica.

Contraccezione Pillola contraccettiva in gel La pillola contraccettiva del futuro potrebbe essere un gel che si spalma sulla pelle e che non ha effetti collaterali. Lo afferma uno studio presentato al meeting della American Society for Reproductive Medicine, secondo cui i primi risultati dei test sul farmaco sono stati molto positivi. La crema, realizzata dall'azienda Antares Pharma, può essere spalmata ogni giorno sulle braccia, sull'addome o sui fianchi, viene assorbita dalla pelle e rilascia nell'organismo il Nestorone, il suo principio attivo. Il primo test ha riguardato 18 donne tra i 20 e i 30 anni, che dopo sette mesi di sperimentazione con 30 milligrammi di gel al giorno non hanno avuto né gravidanze né i comuni effetti collaterali legati alla pillola. AGI Sanità

Sicurezza Anche l'Italia sospende rosiglitazone L'Agenzia Europea dei Medicinali ha completato una revisione dei medicinali contenenti rosiglitazone, su richiesta della Commissione Europea, a seguito di un aumento del rischio cardiovascolare. Il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell'EMA ha concluso che, al momento, i benefici di rosiglitazone non superano i suoi rischi, e che l'autorizzazione all'immissione in commercio dei medicinali contenenti rosiglitazone deve essere sospesa in tutta l’Unione europea. Di conseguenza l'Agenzia Italiana del Farmaco ha disposto il divieto di vendita dei medicinali Avandia, Avandamet e Avaglim su tutto il territorio nazionale.

Nuove indicazioni Duloxetina approvato in Usa per il dolore cronico L'Fda ha approvato l'antidepressivo duloxetina anche per il trattamento del dolore muscoloscheletrico cronico, incluso quello dell'artrosi e la lombalgia cronica, Duloxetina, un inibitore della ricaptazione della serotonina-norepinefrina, era stato inizialmente approvato per il trattamento della depressione, e le sue indicazioni sono state successivamente estese fino a comprendere fibromialgia, ansia e dolore associato alla neuropatia diabetica. il consulente della tua farmacia NOVEMBRE/DICEMBRE 2010

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Notizie pillole di salute Duloxetina è il primo farmaco che non rientra nella classe dei FANS o degli analgesici oppiacei a ottenere l'indicazione per il trattamento del dolore cronico.

Nuovi farmaci Fingolimod per la sclerosi multipla Disco verde dall'organo regolatorio sui farmaci statunitense, la Food and Drug Administration (FDA), per la prima terapia orale per la sclerosi multipla, il fingolimod, come terapia di prima linea per le forme recidivanti, le più frequenti della malattia. è quanto si apprende in una nota della Novartis. L'EMEA, l'omologo dell'FDA in Europa, ha in corso la valutazione per decidere se approvare il farmaco. Fingolimod, spiega la Novartis, ha dimostrato un'efficacia superiore all'interferone beta-1a IM, una delle terapie più comunemente impiegate contro la sclerosi multipla, con una riduzione delle ricadute del 52% ad un anno. Fingolimod è il primo di una nuova classe di farmaci, i modulatori del recettore della sfingosina-1 fosfato (S1P-R), che riducono l'attacco del sistema immunitario al cervello, sequestrando i globuli bianchi e bloccandoli nei linfonodi impedendo loro di andare nel cervello e causare il danno neurale tipico della malattia.

conferendo così al prodotto un elevato margine di sicurezza.

Nuovi farmaci Fans e inibitori di pompa in una sola pillola Ha ottenuto l'approvazione dall'Agenzia europea per il farmaco (Ema) l'associazione precostituita di naprossene, antiinfiammatorio non-steroideo (Fans) e di esomeprazolo inibitore di pompa protonica (Ipp). Lo hanno annunciato AstraZeneca e Pozen Inc che hanno sviluppato in collaborazione il farmaco in compresse a rilascio modificato rispettivamente da 500 mg e 20 mg, indicato per il trattamento sintomatico dell'osteoartrite, dell'artrite reumatoide e della spondilite anchilosante in pazienti a rischio di sviluppo di ulcere gastriche e/o duodenali associate all'uso Fans e per i quali il trattamento con dosi inferiori di naprossene o di altri Fans venga reputato insufficiente. Il via libera è stato supportato dai risultati di due studi clinici recentemente pubblicati sulla rivista Alimentary pharmacology & therapeutics in cui l'associazione ha dimostrato di ridurre in modo significativo il rischio di ulcere gastriche rispetto al trattamento con il solo naprossene. Farmacista 33

Ansa Salute

Bio Nike Trattamento globale anti age Forte della sua filosofia dei senza conservanti e profumo, che da sempre ne caratterizza le formulazioni e ne garantisce il valore aggiunto, BioNike abbandona la veste di brand ideale solo per chi soffre di iper-sensibilità cutanea, e con la nuova linea Defence codeXage si propone quale marchio dermocosmetico di “nuova generazione” adatto a tutti coloro che vogliono trattare, ed allo stesso tempo preservare, la salute e la bellezza della propria pelle.

Pidocchi Neo MOM Il principio attivo di Neo MOM, il d-Phenotrin (Sumithrin), è un potente piretroide di sintesi che esplica la sua attività sui parassiti per contatto, comportandosi come veleno del loro sistema nervoso (sia centrale che periferico). I parassiti vanno così incontro a una serie di scariche nervose frequenti e continue che portano alla comparsa di convulsioni, blocco della generazione e conduzione degli impulsi nervosi e loro successiva paralisi e morte. Tale effetto viene esplicato contemporaneamente sulle uova, consentendo al prodotto di svolgere un’azione radicale. La tossicità del principio attivo sugli esseri umani è praticamente trascurabile,

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NOVEMBRE/DICEMBRE 2010 il consulente della tua farmacia

Prevenzione A Milano psicologo in farmacia per smettere di fumare Grazie a un accordo tra Comune di Milano, Istituto nazionale dei tumori (Int) e 5 farmacie comunali del gruppo Admenta Italia, parte un progetto sperimentale con un supporto diretto a chi desidera smettere di fumare, che avrà la durata di 6 mesi. L’Int ha prestato la sua competenza per formare 10 farmacisti, in questo modo e con la presenza per 3 ore la settimana di uno psicologo dell’Int, la farmacia diventa centro di primo livello: inquadra il paziente sottoponendolo alla misurazione del monossido di carbonio nell’aria espirata e ai questionari sulla motivazione a smettere e sul grado di dipendenza dalla nicotina. Inoltre segue il fumatore, che molto spesso ignora tecniche e terapie efficaci, nel percorso di disassuefazione, fornendogli consigli e supporto. «Quel che serve è un appoggio scientificamente valido – spiega Roberto Boffi, responsabile del Centro danni da fumo dell’Int –in un percorso che non sia scontato e si riesca portare a termine con successo». «Un approccio non punitivo, orientato al senso di responsabilità individuale – conclude Boffi – insistendo ancora una volta sulla pericolosità del fumo» e con aperta la possibilità di inviare i casi più difficili al Centro antifumo di secondo livello dell’Istituto. Farmacista 33


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Stiamo mettendo a frutto la nostra unione.

Da più di 100 anni crediamo che salute ed accesso alle cure debbano andare mano nella mano. Seguendo questo principio siamo cresciuti fino a diventare la pr prima ima az azienda ienda al mondo nei farmaci equivalenti. Oggi, grazie all’integrazione con ratiopharm, nasce una nuova Teva: una realtà unica per varietà e qual qualità ità dell’offerta terapeutica, investimenti in ricerca ricerca e innovazione innovazione. linfa per continuare a crescere, per migliorare le nostre cure. Per un nuovo futuro. Nuova linfa

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n. 6 novembre/dicembre 2010

ICF Farmacisti Istituto di Consulenza e Formazione Farmacisti

CONSULENZE GRATUITE: prima risposta scritta e poi eventualmente anche telefonica a quesiti inviati per e-mail o fax, su svariate problematiche:  Pratiche legali legate a revisione di pianta organica e altre questioni di diritto farmaceutico  Pratiche fiscali per il trasferimento di titolarità e acquisto o vendita di farmacia o parafarmacia  Questioni sul rapporto coi dipendenti  Scelte nella gestione della farmacia Iniziative promozionali e di comunicazione

Corsi FAD gratuiti

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