Page 1

n. 3 maggio/giugno 2011

La farmacia comunale e le sue modalità di gestione Il Tar Lombardia con una recente ordinanza ha ritenuto abrogato l’art. 9 L. 475/68.

I prodotti per gli anziani OTC, parafarmaceutici e cosmetici

Contratto preliminare di farmacia Elementi accidentali

Cambiare un po’ tutti Cambiamenti se li vogliamo e ci crediamo

Dal Geomarketing al Category Management Il farmacista deve reinventarsi esperto di marketing, di cosmesi, di servizi e di comunicazione

Organo ufficiale dell’Associazione Consulenti Farmacie Italiane Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, NE/VR - Bimestrale contiene I.P. In caso di mancato recapito si restituisca al mittente che si impegna a pagare la relativa tassa

consulente

il

della tua farmacia


Contabilità e consulenza gestionale di farmacia Dalla collaborazione dello Studio del Dott. Marino Mascheroni di Milano con lo Studio Associato Bacigalupo-Lucidi e la Società Sediva di Roma dal 1° gennaio 2011 in ICF a Milano, Corso Buenos Aires 92, è attivo un servizio completo di contabilità e consulenza gestionale di farmacia, così articolato: GESTIONE DELLA CONTABILITÀ Raccolta in ICF a Milano, inserimento telematico nella “Piattaforma Sediva” dei dati dei documenti contabili della farmacia Elaborazione dati contabili Redazione e trasmissione alla farmacia dei modelli di pagamento per il versamento periodico dell’iva e degli altri tributi (irpef, irap, ici, addizionali, ecc …) Servizio di versamento on-line dei tributi (facoltativo) Elaborazione dei bilanci periodici e di quello annuale (consultabili in ogni caso on-line nell’area riservata del sito www.sediva.it) e loro discussione coi nostri consulenti in ICF Al termine dell’anno presentazione e trasmissione telematica della dichiarazione dei redditi (dell’iva, dell’irap, e degli eventuali sostituti d’imposta) del titolare e/o dei soci e/o dei loro familiari e degli adempimenti connessi (studi di settore, trasmissione telematica elenco clienti e fornitori e dati iva) e loro discussione coi nostri consulenti in ICF Assistenza nelle pratiche fiscali e nel contenzioso

CONSULENZA GESTIONALE Predisposizione all’inizio anno del bilancio di previsione gestionale della farmacia Suddivisione degli acquisti per settore merceologico Evidenziazione dei margini di utile goduti e loro confronto con quelli dell’anno precedente e con quelli nazionali Rendiconti mensili sulla gestione economico-patrimoniale della farmacia con comparazione dei dati delle sue vendite, dei suoi acquisti, delle sue spese con quelle delle farmacie similari e delle medie nazionali Segnalazioni idonee per una proficua politica di gestione della farmacia e confronti periodici sulla situazione coi nostri consulenti

INFORMAZIONE TELEMATICA Notiziario giornaliero “Sediva News” Notiziario quindicinale “Piazza Pitagora”

SERVIZIO CONSULENZIALE Possibilità di usufruire del servizio di consulenze legali e fiscali di ICF

per avere maggiori delucidazioni sul servizio telefonate a ICF farmacisti al n. 02 29527614 o inviate una mail a info@icffarmacisti.it


consulente Sommario

della tua farmacia

5 Editoriale

8

Luigi Casanova

Non contiamo più niente

Anno III - Numero 3 maggio/giugno 2011 Organo ufficiale dell’Associazione Consulenti Farmacie Italiane Periodicità: bimestrale

6 Ordinanze Silvia Cosmo

La farmacia comunale e le sue modalità di gestione

Editore: ICF Farmacisti - Corso Buenos Aires, 92 20124 Milano

8 I consumi in farmacia Massimo Stragliati

I prodotti per gli anziani

Direttore Responsabile: Luigi Casanova Registrazione del Tribunale di Milano n° 61 del 13/02/2009

10 Gestione Paolo Piovesan

Evoluzione e attenzione al cliente anziano

Consulenti Editoriali: Marino Mascheroni, Paolo Piovesan

12 Informazione dall’Istituto Notizie fiscali e professionali 22 Economia Guido Frigato

Redazione e coordinamento stampa: Elisa Brambilla, Loredana Sodaro

22

Amministrazione, Direzione, Redazione, Pubblicità e Marketing: ICF Farmacisti, Corso Buenos Aires, 92 - 20124 Milano Tel. 02 29527614 - 02 29511640 Fax 02 29407035

La tradizione non tradisce mai 24 Filiera del farmaco Paolo Piovesan

Internet:: www.icffarmacisti.it

Cambiare un po’ tutti 27 Diritto

E-mail: ilconsulente@icffarmacisti.it

Marino Mascheroni

Contratto preliminare di farmacia: elementi accidentali 32 Rinnovamento Giulia Ferrari

27

Dal Geomarketing al Category Management 36 Consulenze Le risposte ai vostri quesiti

Testata associata:

50 Fitocosmesi Simona Bianucci

Piante medicinali per la bellezza dei capelli 53 Novità in farmacia

Testata volontariamente sottoposta a certificazione di tiratura e diffusione in conformità al Regolamento CSST Certificazione Editoria Specializzata e tecnica

Elisa Brambilla

Sale e salute 55 Notizie Pillole di salute

visita il sito www.icffarmacisti.it

IL CONSULENTE DELLA TUA FARMACIA

Per il periodo 1/1/2010 - 31/12/2010 Tiratura media: 15771 Diffusione media: 15208 Certificato CSST n° 2010-2106 del 26/02/2011 Società di revisione: REFIMI

Hanno collaborato Marino Mascheroni Massimo Stragliati Silvia Cosmo Giulia Ferrari Paolo Piovesan Guido Frigato Simona Bianucci Elisa Brambilla Progetto grafico e impaginazione Sinergia Bovisio M. (MB) Tel. 0362 1794334 Stampa Litopat spa - Bassone (Vr) Spedizione: Poste italiane Spa Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, NE/VR

il consulente della tua farmacia MAGGIO/GIUGNO 2011

3


Editoriale

Non contiamo più niente

D

opo che il governo con il maxiemendamento mille proroghe in un colpo solo ha legittimato il rifiuto di restituire alle farmacie il prelievo del 3,65% fatto nei due mesi di vigenza (giugno e luglio) del Decreto della manovra estiva e confermato che lo sconto dell’1,82% si applica anche a generici ed ossigeno, dopo che Farmindustria ha stipulato un accordo con le Poste Italiane per la consegna a domicilio dei farmaci prescritti in ambito ospedaliero, creando così un sistema distributivo alternativo alla farmacia, ecco comparire l’ennesimo salasso per questa struttura, un drastico taglio dei prezzi di riferimento dei farmaci fuori brevetto. L’immediatezza del provvedimento ha creato per ora disagi soprattutto ai pazienti, che non hanno più la possibilità di scegliere un analogo gratuito. L’AIFA non ha accettato la sensata richiesta di una breve proroga e quindi i nuovi prezzi sono entrati in vigore prima che le industrie riuscissero, anche se in difficoltà, a ridurre i loro listini. Quindi per ora i tartassati sono solo i cittadini e per loro protestano in molti, da Altro Consumo alle Associazioni dei Consumatori ed alcuni Governatori regionali. Per ora i farmacisti hanno dovuto affrontare solo difficoltà dialettiche per fornire qualche motivazione del provvedimento a cittadini per lo più alterati, ma quando le Industrie, costrette dalla paura della concorrenza, avranno adeguato al ribasso (fino a meno 40%) i loro listini, allora dovranno affrontare le difficoltà di bilancio dovute ad una ulteriore diminuzione di reddito, per una riduzione di fatturato che qualcuno ha stimato attorno al 20% e per una grossa svalutazione di magazzino, che non ha potuto essere alleggerito per tempo, perdita Luigi Casanova che alcuni ritengono mediamente di 30-40.000 euro per farmacia. E i farmacisti non avranno neppure la consolazione di sentire qualche voce a loro difesa, perché tutti se ne infischiano di loro. Governo, Parlamento e Regioni giudicano la farmacia una sovrastruttura ormai inutile e la farmaceutica una gallina dalle uova d’oro da sfruttare fin che si può. Ma mi sembra che anche i rappresentanti sindacali dei Titolari di farmacia non strillino abbastanza, solo flebili lamenti. Forse sono troppo affascinati da Ministri fanfaroni che li illudono sui nuovi servizi, sulla revisione della remunerazione, sulla distribuzione anche in farmacia della fascia H. Pertanto nessuna minaccia, nessuna virile reazione, si limitano a denunciare “che una ulteriore manovra non sarebbe sostenibile dalla filiera”. Dato che a breve assisteremo ad una ulteriore riduzione dei prezzi degli stessi farmaci (la finanziaria stabiliva un risparmio di 600 milioni di euro e con l’attuale intervento l’AIFA stima di recuperarne solo 350), sono curioso di vedere cosa farà Federfarma alla successiva manovra. Si limiterà a chiedere un incontro per discutere del futuro della farmacia? A mio parere sarebbe ora che la categoria desse qualche segnale di essere ancora viva. Potrebbe attivare forme temporanee di non collaborazione con la sanità pubblica per i servizi non remunerativi, come cup e distribuzione di pannoloni. Forme di protesta da unire ad un continuo invito ai pazienti di lamentarsi per iscritto degli attuali aumenti di ticket con i responsabili locali e regionali della sanità, suggerendo loro forme e nomi. I cittadini sono più vicini a noi che ai politici, facciamoci vedere! specie ora che altri pericoli si avvicinano. In qualche ambiente politico si sta valutando se porti qualche voto in più concedere alle parafarmacie la possibilità di trattare anche i medicinali della “Classe C” e al Ministero delle finanze si sta studiando un sistema per sanare il buco di un miliardo e mezzo della farmaceutica ospedaliera. Attenti che non hanno molta fantasia !!!

il consulente della tua farmacia MAGGIO/GIUGNO 2011

5


Ordinanze Tribunale amministrativo Avv. Silvia Cosmo – Studio legale Cavallaro Duchi e Lombardo

La farmacia comunale e le sue modalità di gestione Ritorna all’attenzione del farmacista l’interessante questione relativa ai moduli gestionali della farmacia comunale ed in particolare quello che prevede la costituzione di una società mista in cui il comune è il socio che conserva la titolarità della farmacia ed il privato, compartecipe della società, è individuato mediante procedura ad evidenza pubblica. È il Tar per la Lombardia - sezione distaccata di Brescia - che con l’ordinanza in data 28.01.2011 n. 120 offre un interessante quanto sorprendente spunto di riflessione sulla problematica dei moduli gestionali delle farmacie comunali successivamente all’introduzione dell’art. 23 bis D.L. 112/2008 e sue succ. modif. che, come noto, ha riformato organicamente la disciplina dei servizi pubblici locali.

Il Tar Lombardia – sez. di Brescia – con una recente ordinanza ha ritenuto abrogato l’art. 9 L. 475/68. L’ordinanza Nell’analizzare il bando di selezione approvato da una amministrazione comunale e concernente la scelta del socio privato della costituenda società a responsabilità limitata per la gestione della farmacia comunale, il Giudice amministrativo, sia pure solo in sede cautelare e, quindi, sulla scorta di una cognizione sommaria della controversia, ha dato letteralmente un colpo di spugna alla legge n. 475 del 1968 che, si ricorda, individua le modalità di affidamento della gestione delle farmacie comunali. Si legge nell’ordinanza che “il testo unico 18 agosto 2000 n. 267 ha regolato l’intera materia delle forme giuridiche di prestazione dei servizi pubblici locali, determinando l’abrogazione delle leggi anteriori che regolavano le forme di prestazione di singoli servizi, come appunto l’art. 9, primo comma, della legge n. 475 del 1968 e, pertanto, la norma richiamata dal ricorrente (art. 9 della legge 2 aprile n. 475) – la quale prevede modalità di affidamento della gestione (in economia, a mezzo azienda speciale, a mezzo di consorzi tra comuni e a mezzo di società di capitali costituite tra il comune e i farmacisti che, al momento della costituzione della

6

MAGGIO/GIUGNO 2011 il consulente della tua farmacia

società, prestino servizio presso farmacie di cui il comune abbia la titolarità) non più compatibili con i principi di tutela della concorrenza di derivazione comunitaria che permeano il nostro ordinamento - non appare suscettibile di riviviscenza, nonostante l’espresso richiamo alla stessa disposto dall’art. 23 bis del d.l. n 112/08”. In sostanza, il Tar ha ritenuto abrogato l’art. 9 L. 475/68 nonostante che la disciplina introdotta dall’art. 23 bis cit. lo richiami espressamente, con la conseguenza che le farmacie comunali, nell’interpretazione del giudice amministrativo, potrebbero essere legittimamente gestite soltanto attraverso moduli diversi da quelli tradizionali previsti dalla norma citata come, per esempio, quello della società a partecipazione mista pubblica e privata che, sempre secondo il Giudicante, sarebbe, fra l’altro, compatibile con i principi comunitari di tutela della concorrenza.


Ordinanze Tribunale amministrativo Le perplessità giuridiche L’interpretazione del Tar suscita non poche perplessità perché non può essere sottaciuto che il tenore letterale dell’art. 23 bis del D.L. 25.6.2008 n. 112, così come emendato nel testo di conversione di cui alla L. 166/2009, prescrive che le disposizioni ivi previste “si applica(no) a tutti i servizi pubblici locali e prevale(gono) sulle relative discipline di settore con esse incompatibili”, con l’importante precisazione contenuta nel periodo successivo che “sono fatte salve le disposizioni … … della legge 2 aprile 1968, n. 475 relativamente alla gestione delle farmacie comunali”. L’inciso, così come inserito nel comma 1 dell’art. 23 bis citato, sembra riservare, contrariamente a quanto si legge nell’ordinanza, la gestione delle farmacie comunali alle differenti formule organizzative previste dalla legge 475/1968, escludendo in questo modo la gestione delle stesse dall’applicazione della normativa dei servizi pubblici locali.

Le varie interpretazioni Una conferma, quasi di interpretazione autentica verrebbe di dire, proviene inoltre dal contenuto del decreto del Presidente della Repubblica 7.9.2010 n. 168 recante il regolamento di attuazione dell’art. 23 bis l. cit. in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica. Detto decreto alla lett. d), comma 3 dell’art. 1 esclude espressamente dal proprio ambito di applicazione “la gestione delle farmacie comunali, di cui alla legge 2 aprile 1968 n. 475”, conferendo così autorevole conferma alla tesi, seguita da Federfarma, secondo la quale alle farmacie comunali non si applicherebbe la disciplina generale sui servizi pubblici locali. L’interpretazione fornita dal Tar desta, dunque, non pochi dubbi poiché il richiamo esplicito alla L. 475/68 da parte dell’ art. 23 bis del D.L. n. 112/2008 - cronologicamente successivo al testo unico degli enti locali - convertito, con modificazioni dalla legge 6.8.2008 n. 133, non pare estrapolare la norma de quo dall’ordinamento giuridico al contrario, ne riconosce la sussistenza con tutti gli effetti ad essa connessi. Inoltre, per corroborare il ragionamento illustrato nell’ordinanza, il Tar non omette di richiamare anche l’art. 14 comma 32 del d.l. n. 78 del 2010 convertito nella Legge 30.7.2010 n. 122 che ha introdotto una nuova disciplina relativa all’utilizzo dello strumento societario da parte degli enti locali.

Il modello societario nei piccoli comuni Secondo la norma “fermo quanto previsto dall’art. 3, commi 27, 28 e 29, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, i comuni con popolazione inferiore a 30.000 abitanti non possono costituire società” ed entro il 31 dicembre 2011 i comuni devono mettere in liquidazione le società già costituite, ovvero cederne le partecipazioni.

Legge 2 aprile 1968, n. 475 Norme concernenti il servizio farmaceutico Articolo 9 La titolarità delle farmacie che si rendono vacanti e di quelle di nuova istituzione a seguito della revisione della pianta organica può essere assunta dal comune. Le farmacie di cui sono titolari i comuni possono essere gestite, ai sensi della legge 8 giugno 1990, n. 142, nelle seguenti forme: a) in economia; b) a mezzo di azienda speciale; c) a mezzo di consorzi tra comuni per la gestione delle farmacie di cui sono unici titolari; d) a mezzo di società di capitali costituite tra il comune e i farmacisti che, al momento della costituzione della società, prestino servizio presso farmacie di cui il comune abbia la titolarità. All’atto della costituzione della società cessa di diritto il rapporto di lavoro dipendente tra il comune e gli anzidetti farmacisti (così sostituito dalla L 362/91, art. 10) La disposizione sembrerebbe non lasciare spazio al modulo societario per i piccoli comuni, tuttavia l’ordinanza giunge a conclusioni diverse: “gli effetti dell’applicazione dell’art. 14 comma 32 del d.l. n. 78 del 2010 e del combinato disposto con le altre norme applicabili alla fattispecie, sembrano essere influenzati dalla particolarità della realtà delle farmacie comunali”. Soggiunge infatti il Giudice che “alla luce della ratio della normache tende al contenimento della spesa … la preclusione, per il Comune, della partecipazione alla società per la gestione di una farmacia parrebbe, tenuto conto della comune esperienza che evidenzia i risultati positivi cui essa conduce, determinare la perdita, per l’ente, di un introito certo, con conseguente frustrazione dello scopo della previsione normativa”. Limitare la gestione delle farmacie comunali ai soli moduli previsti dalla L. 475/68 contrasterebbe, secondo il Tar, con la ratio della norma tesa appunto al contenimento della spesa pubblica; all’opposto, consentire una gestione mediante il modulo societario consentirebbe alle amministrazioni comunali di perseguire il contenimento, tanto auspicato dal legislatore, della spesa. Anche questa interpretazione della norma, oserei dire più di stampo pragmatico che giuridico, suscita non poche perplessità e spiace che sul punto non si sia pronunciato in sede di appello il Consiglio di Stato fornendo un chiarimento fortemente atteso in una materia, come quella in esame, in cui l’interrogativo circa i moduli gestionali riservati alle farmacie comunali resta ancora privo di una risposta certa. il consulente della tua farmacia MAGGIO/GIUGNO 2011

7


I consumi in farmacia il trend delle vendite Massimo Stragliati - Management & Marketing Consultant

I prodotti per gli anziani

S

econdo gli ultimi dati ISTAT (Gennaio 2010) degli oltre 60,3 milioni di residenti in Italia, ben il 20,2% è composto da persone che hanno compiuto o superato i 65 anni di età. Si tratta, dunque, di una fascia di popolazione che annovera più di 12,2 milioni di individui e dei quali il 58% è di sesso femminile.

L’analisi riguarda tre gruppi di prodotti che sono distribuiti nei settori OTC, parafarmaceutico e cosmetico. Un bacino di utenza importantissimo per le farmacie italiane, in considerazione del fatto che con l’invecchiamento i problemi di salute aumentano e molte patologie tendono a cronicizzarsi: gli anziani, dunque, possono essere considerati forse i clienti più importanti della farmacia nel consumo di farmaci, ma non bisogna tralasciare anche tutta un’altra serie di prodotti che fanno da corollario ai problemi di salute di questa specifica fascia di consumatori. Cerchiamo allora di individuare quali sono le categorie di proFig.1 Prodotti per anziani elaborazione su dati IMS HEALTH

8

MAGGIO/GIUGNO 2011 il consulente della tua farmacia

dotti che hanno quale target specifico la persona anziana, non includendo, per motivi ovvi, i farmaci con o senza prescrizione data l’impossibilità di identificare con esattezza l’utilizzatore finale. Con l’aiuto dei dati IMS abbiamo cercato di selezionare alcune precise categorie di prodotti dedicate essenzialmente agli anziani (sulle quali non vi dovrebbero essere dubbi) per analizzarne la dimensione ed il trend nell’ultimo triennio. La ricerca ci ha condotto a selezionare tre gruppi di prodotti che sono distribuiti nei settori OTC, parafarmaceutico e cosmetico. Sommando queste categorie ne abbiamo ricavato un mercato selezionato che vale poco più di 390 milioni di Euro alla fine del 2010, un giro d’affari ottenuto dalla vendita di oltre 33 milioni di confezioni (Fig. 1). Osservando l’andamento dei dati abbiamo notato come i consumi unitari siano rimasti stabili intorno ai 33 milioni di pezzi nel triennio in esame, mentre i corrispondenti valori sono cresciuti da 376 a 390 milioni


I consumi in farmacia il trend delle vendite Fig. 2 OTC elaborazione su dati IMS HEALTH

alle applicazioni topiche) ai quali seguono i rimedi da utilizzarsi per i disturbi della menopausa (22,4%), mentre le vitamine e gli integratori per anziani sono meno utilizzati.

Prodotti per incontinenza Il secondo gruppo è quello dei parafarmaci (Fig. 3) ed include soltanto i prodotti per l’incontinenza: il valore di questo segmento è di 120 milioni di Euro, in crescita del 3,5% sul 2009. Il settore è molto composito e vede due classi prevalere sulle altre: la più importante include i pannoloni con mutandina (40,3%) e quindi gli impieghi sono per l’incontinenza grave come pure i pull-up (25,5%) che sono mutandine con inserto. A seguire i prodotti per l’incontinenza leggera (18,1%), i pannoloni sagomati (9,4%) ed i rettangolari (5,2%). Poco significative le vendite degli altri prodotti per incontinenza.

Prodotti per dentiera di Euro, come sopra ricordato. La prima evidenza è che i prezzi medi sono aumentati del 5% in tre anni, senza comunque penalizzare i consumi in modo più di tanto evidente.

OTC antivaricosi e per menopausa Il gruppo più importante è costituito dai prodotti OTC (Fig. 2) e comprende i prodotti per il trattamento delle vene varicose, i prodotti per la menopausa e le vitamine e gli integratori specifici per anziani. In merito agli antivaricosi sappiamo che il loro utilizzo avviene anche in gravidanza, in caso di obesità e a causa di fattori ereditari, tuttavia, poiché il problema tende ad aggravarsi con l’avanzare dell’età, ci è sembrato opportuno includere questa classe di prodotti nell’analisi. Nel suo complesso questo gruppo merceologico vale circa 170 milioni di Euro e presenta uno sviluppo del 3,9% rispetto al 2009: sono proprio i prodotti antivaricosi i più importanti (valgono i 2/3 del mercato di riferimento e gli utilizzi per via sistemica sono preferiti Fig. 3 Parafarmaci elaborazione su dati IMS HEALTH

Infine il terzo gruppo, quello dei cosmetici (Fig. 4), il cui valore si avvicina ai 104 milioni di Euro e cresce dell’1,5% rispetto al 2009. Qui sono stati inseriti soltanto i prodotti per dentiera, tra i quali i fissativi occupano uno spazio importante poiché coprono circa il 73% delle vendite, mentre i pulitori contano per il 13,3% e gli altri prodotti (cuscinetti, creme, vaschette, kit, ecc.) raggiungono una quota del 13,8%. All’appello mancano soltanto gli alimenti dietetici e la cosa stupisce alquanto se si pensa ai tanti problemi digestivi e di metabolismo delle persone anziane: probabilmente questa tipologia di consumatore non viene ancora considerata un target di riferimento importante, e soprattutto stabile, per l’industria alimentare dietetica come invece lo è, e a ragione, il segmento dei bambini fino al compimento del secondo anno di età (giusto per fare un paragone numerico si tratta di 1,1 milioni di individui) per i quali la farmacia riserva prodotti specifici perfettamente individuabili. Fig.4 Cosmetici elaborazione su dati IMS HEALTH

il consulente della tua farmacia MAGGIO/GIUGNO 2011

9


Gestione Specializzazione di Paolo Piovesan – Farmacista esperto in Comunicazione

Evoluzione e attenzione al cliente anziano

T

utti, operatori del settore e clienti, abbiamo ormai perso l’idea di una farmacia dai contorni ben definiti, tranquilla nella sua operatività e gestione, redditizia senza grossi investimenti (salvo per l’acquisto) e riferimento istituzionale. Ci stiamo avviando invece verso una farmacia carica di incertezze, che richiede costante aggiornamento e innovazione, con un valore patrimoniale in calo e quindi anche meno riconosciuta quale riferimento assolutamente indispensabile, aggredita da una crescente e sempre più agguerrita concorrenza, meno tutelata istituzionalmente e scossa da sempre nuove normative di legge che fanno vacillare molti punti di riferimento.

Verso una farmacia carica di incertezze che richiede costante aggiornamento ed innovazione. Il bivio allora consiste, per il nuovo imprenditore farmacista, nella decisione tra “subire e resistere in qualche modo” o “cambiare”; io la mia idea l’ho ben chiara e cerco di trasmetterla ai colleghi in occasione delle consulenze che mi vengono richieste, ma forse per molti il momento di confusione risulta destabilizzante e quindi si preferisce l’apatia semplicemente nella speranza che gli attacchi non siano poi totalmente disastrosi. In un momento di crisi, peraltro, può crescere anche il pericolo di divenire aggressivi in maniera errata, ovvero perdendo di vista gli aspetti etico-professionali in una spasmodica e disordinata ricerca dei necessari ritorni economico-commerciali. Un’indagine del 2009 colloca il “sistema farmacia” (circa 17.700 punti vendita) al sesto posto, con 22,5 miliardi di euro al netto dell’IVA, nella graduatoria delle maggiori aziende italiane come fatturati (per intenderci, dopo Enel, Fiat, Telecom…), con circa 70.000 addetti dei quali il 90% sono laureati. A pensarci bene, la “farmacia italiana” potrebbe essere una potenza politica oltre

10

MAGGIO/GIUGNO 2011 il consulente della tua farmacia

che economica, in realtà non riesce ad esprimersi come tale; da qui l’esigenza di apportare rapidi e significativi cambiamenti dal momento che invece crescono quotidianamente competitori particolarmente forti e strutturati.

Piccoli negozi nel negozio Oggi, ogni farmacia è in realtà un insieme di piccoli negozi (spesso denominati reparti) racchiusi all’interno di un’unica struttura, più o meno grande, più o meno bella, più o meno organizzata ed efficiente. In generale però questi “negozi nel negozio” sono poco riconoscibili, poco valorizzati, approssimativamente gestiti e questa situazione ha consentito che proliferassero i concorrenti (erboristerie, parafarmacie, sanitarie, centri benessere, ecc.). La mentalità del titolare è ancora fortemente radicata al passato, pertanto c’è difficoltà a riconoscere e distinguere i due ambiti, quello professionale e quello commerciale


Gestione Specializzazione e, ove esiste questa accettazione dei ruoli, spesso manca la formazione per trasformarsi all’occorrenza in veri venditori. Nell’attuale condizione serve invece imparare a fare bene i conti e non è difficile individuare una nuova possibile minaccia per il futuro (oltre a quelle derivate da legislazioni, liberalizzazioni, concorrenze, crisi economiche, ecc.): il costo del denaro. Al momento esso è fermo, ma quando ricomincerà a crescere, si aprirà il divario tra chi sarà in grado di investire (per acquisire clientela) e chi invece sarà impossibilitato a farlo. Sono queste le ragioni, per rispondere alla domanda iniziale sulla scelta da intraprendere, che dovrebbero far propendere, secondo il mio punto di vista, per l’esigenza di “cambiare”. Il tempo stringe e la situazione non lascia più tanti margini d’errore, probabilmente quest’anno ci riserverà ulteriori tristi novità, ma la scelta spetta sempre e comunque a ogni singolo farmacista imprenditore. Ritengo sia arrivato il momento per attivare un po’ di sana autocritica (dirsi cosa non siamo) e acquisire molta autocoscienza (capire realmente cosa siamo), aprendo una nuova, indispensabile e finora dimenticata predisposizione al cambiamento, capace di condurci a ciò che vorremo diventare.

Un’esigenza: la specializzazione pensare anche agli anziani Serve al più presto acquisire la capacità di identificare il proprio target di clientela. Esistono vari metodi per farlo, forse il più semplice è stare ad osservare chi incontriamo quotidianamente. Ma contemporaneamente occorre compiere un’importante svolta per non essere più semplici distributori di prodotti, passivi nei confronti di una richiesta generalizzata; serve invece divenire protagonisti attivi del mercato, consulenti, venditori propositivi: stiamo parlando ovviamente di tutto ciò che esula dall’attività etica di operatori sanitari in convenzione con lo Stato o comunque di ciò che deriva da una prescrizione medica. Prendiamo ad esempio una particolare tipologia di cliente, con il quale abbiamo un rapporto quotidiano che tuttavia non viene sempre valorizzato: l’anziano. Siamo abituati a vederlo come uno dei nostri più assidui clienti, a volte diamo per scontato che debba venirci a trovare anche oggi e per questo ci curiamo poco di lui. Non intendo dire che lo trattiamo male, anzi, però non lo osserviamo e qualche volta non lo ascoltiamo nelle sue esigenze meno manifeste. Magari preferiamo dedicare un po’ più tempo alla cliente interessata alla crema antirughe, oppure siamo distratti dal rappresentante che ci sta attendendo con la sua imperdibile novità, o peggio ancora siamo rapiti dal telefono che improvvisamente squilla e chissà perché non siamo capaci di esimerci dal rispondere. Così non dedichiamo a uno dei nostri più assidui clienti l’attenzione che merita e non mi riferisco solo al tempo per soddisfare la sua voglia di raccontarci i suoi problemi; forse non siamo attenti ad esporre la merce a lui dedicata nella maniera più consona per una miglior fruibilità, oppure non at-

tiviamo i servizi che possano risultare utili nel semplificargli la vita. Così può accadere che le paste per dentiere siano posizionate negli angoli più remoti della farmacia, magari ad un’altezza eccessiva (ricordiamoci che gli anziani volgono lo sguardo più in basso rispetto ai giovani) o per contro, troppo in basso quando sappiamo che queste persone hanno difficoltà a leggere e ancor più a piegarsi. Forse nella farmacia manca un posto ove potersi sedere o dove poter misurare la pressione in santa pace raccontando un po’ della propria vita e magari chiedere un aiuto per un problema imbarazzante o contro l’insonnia o un rimedio ai dolori. Riflettendoci, non è anche questa tipologia di clientela un’opportunità per specializzarsi, per rendere la vostra disponibilità un importante elemento di distinzione nei confronti di un cliente che già determina una consistente quota di mercato per le vostre aziende? Provate a soffermarvi su ciò che si potrebbe sviluppare, oggi a maggior ragione con la possibilità di attivare nuovi servizi come ad esempio la presenza di un fisioterapista o di un podologo, ma anche semplicemente agevolando il recapito delle medicine. L’anziano è molto più fedele rispetto a tutte le altre tipologie di clientela e questa è una delle ragioni per cui ancor oggi le paste per protesi si vendono maggiormente in farmacia rispetto ad altri canali; perché diamo più garanzia di sicurezza (ancora per quanto?), elemento al quale l’anziano è sensibile. Una volta ho incontrato un collega che aveva una farmacia lungo una grossa strada statale; al di là c’era un pensionato e tutto un quartiere, che però ricadeva nella pianta organica di un’altra farmacia, sebbene più lontana. Questo collega si era inventato di “assumere” una persona tra i pensionati che, munita di paletta (un po’ come i cosiddetti “nonni vigile” che si dedicano all’attraversamento degli alunni fuori dalle scuole elementari), aiutasse le persone (in particolare gli stessi anziani) ad attraversare la strada statale. Idea banale, sevizio inconsueto, ma con quale risultato? Ovviamente, un aumento della clientela con un incremento nella vendita di tutti i prodotti correlati con la “terza età”; anche questa è specializzazione. Era quello che i residenti di quel quartiere desideravano, anche se magari non lo avevano mai detto espressamente e l’attenzione di quel titolare alle esigenze gli aveva consentito di differenziarsi e risultare competitivo nel servizio offerto. Quello degli “anziani” voleva essere solo un esempio, per sensibilizzare la vostra attenzione nei confronti di un’esigenza indispensabile: le farmacie non potranno più essere tutte uguali tra loro e verranno scelte dal consumatore per le peculiarità dell’offerta. In realtà oggi esistono molte opportunità che ci sono offerte capaci di trasformare il nostro rapporto con la clientela, specializzando la nostra proposta di prodotti e servizi così da risultare insostituibili nei confronti della concorrenza. il consulente della tua farmacia MAGGIO/GIUGNO 2011

11


Informazione dall’Istituto Notizie fiscali Da SEDIVA NEWS

Scadenza termini Conservazione della documentazione e prescrizioni in tema di dichiarazione dei redditi A partire dalle dichiarazioni dei redditi presentate nell’anno 2009, l’eventuale avviso di accertamento deve essere notificato al contribuente entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, ovvero, in caso di omessa presentazione di quest’ultima, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo. La normativa fiscale però non coincide con quella del codice civile che, infatti, prevede che la documentazione debba essere conservata per dieci anni e quindi, dal punto di vista civilistico, è compreso anche il 2001. Anche l’accertamento di eventuali reati di natura fiscale comporta il “raddoppio” di quei termini di decadenza, pur se la relativa disposizione, peraltro introdotta soltanto recentemente nel nostro ordinamento, è oggi al vaglio della Corte Costituzionale, ma fino a quando la Consulta non avrà deciso è bene conservare la documentazione fiscale sin dal periodo d’imposta 2003. Fanno eccezione a queste norme specifiche i giornali di fondo (quelli cartacei) del registratore di cassa che vanno conservati per due anni dal giorno dell’ultima battuta. Pari attenzione deve essere osservata anche per la documentazione riguardante il versamento dei contributi Inps e Inail in ordine al personale dipendente, perché il lavoratore può contestare al datore di lavoro, nel momento del suo pensionamento, l’omesso o carente versamento dei contributi chiedendo, ad esempio, la costituzione di una riserva matematica che gli permetta di integrare il suo trattamento pensionistico; in sostanza, dunque, è necessario conservare “tutte” le ricevute dei versamenti, in qualsiasi tempo effettuati. I documenti di trasporto possono essere conservati unitamente o separatamente dalle fatture, ma in modo ordinato, per cui è consigliabile allegarli di volta in volta alla fatturazione. Le ricevute dei POS fanno sempre parte della documentazione amministrativa che va conservata per dieci anni insieme agli estratti conto bancari e simili. La conservazione dei documenti potrà comunque avvenire anche con sistemi di fascicolazione elettronica, cioè con trasferimento su supporto digitale della documentazione cartacea e quindi con la formazione e la gestione del documento in formato elettronico, ma con particolari modalità fissate da apposito provvedimento

12

MAGGIO/GIUGNO 2011 il consulente della tua farmacia

ministeriale che ha previsto sostituzione del codice amministrativo digitale, CAB, con il decreto del 2 marzo 2011 pubblicato nella G.U del 25 marzo u.s.. In ogni caso, il tema della “dematerializzazione” dei documenti prodotti nell’ambito della pubblica amministrazione costituisce uno dei principali elementi di discussione all’interno dei processi di riforma di gestione dell’attività amministrativa in tema digitale. F. Lucidi

Detrazioni Le sopravvenienze passive conseguenti alle variazioni prezzi del 2010 La vicenda è ben nota alle farmacie e si pone evidentemente anche in ordine all’esercizio 2010, riguardando le riduzioni di prezzi dei medicinali intervenute lo scorso anno, le quali generano a carico della farmacia che li abbia avuti in giacenza al momento della singola riduzione una perdita, cioè, tecnicamente, una sopravvenienza passiva. Per consentire, dunque, alle farmacie assistite (che utilizzano e ci hanno reso noto l’indirizzo di posta elettronica) di rilevare – per ciascuna specialità interessata da un provvedimento Aifa di riduzione di prezzi pubblicato nel corso del 2010 le quantità giacenti nell’esercizio alla data stessa del provvedimento, così da ricavarne immediatamente l’importo della perdita subita per ogni specialità “scaduta” e perciò anche quello della perdita complessiva (e permetterci così l’immediata sua annotazione nella singola contabilità aziendale), abbiamo trasmesso loro un elenco in ordine alfabetico in formato Excel dei farmaci (4.107 per quel che ci consta) che sono stati appunto oggetto di una riduzione. Anche in questa circostanza, nell’elenco sono stati evidenziati, per ogni specialità: la data del provvedimento dell’AIFA; il codice prodotto; il nome del prodotto; la ditta produttrice; la classe di appartenenza, il prezzo precedente; il nuovo prezzo e la differenza tra l’uno e l’altro. La farmacia, dopo aver apposto il nome e cognome del titolare dell’esercizio o la ragione sociale, ed avervi inserito anche le specialità eventualmente da noi non considerate, compilerà l’elenco limitandosi in sostanza ad indicare nell’apposita colonna “vuota” il numero dei pezzi di ogni farmaco a quella data, e ce lo restituirà sempre via email. Ne scaturirà immediatamente (proprio perché l’elenco è in formato Excel) il valore della perdita per ciascuna specialità e quindi anche l’ammontare della perdita complessiva, che, giova ribadirlo, si tradurrà per la farmacia in un risparmio fiscale non lontano dal 50% dell’importo totale che ne risulterà. Sediva


Informazione notizie fiscali e professionali Detrazioni La detrazione della spesa per le prestazioni del logopedista Il DM 29.3.2001, all’art. 3, identifica la figura del logopedista quale operatore abilitato all’esercizio di una professione sanitaria riabilitativa (al pari di quella resa dal podologo, dal fisioterapista, dall’ortottista, dall’assistente di oftalmologia, dal terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, dal tecnico della riabilitazione psichiatrica, dal terapista occupazionale, dall’educatore professionale). Infatti, il logopedista è un operatore sanitario specializzato nell’educazione e nella rieducazione dei disturbi della voce, della parola e del linguaggio, per la cui abilitazione all’esercizio professionale è necessario (ma anche sufficiente, perché direttamente abilitante) conseguire la laurea triennale in Logopedia. Per quel che concerne il trattamento fiscale delle spese sostenute per le prestazioni rese dalle figure professionali individuate dal citato decreto (e quindi anche dal logopedista), e più in generale dai soggetti abilitati dalle autorità competenti in materia sanitaria, l’Agenzia delle Entrate, con la recente Circolare n. 39/2010, ha chiarito che esse, quali prestazioni sanitarie specialistiche, possono essere detratte dall’Irpef nella misura del 19% (tenendo sempre conto della franchigia di 129,11 euro sulle spese sanitarie complessive), a condizione che vi sia stata la preventiva prescrizione medica. M. Giovannini

anche laddove l’iter osservato fosse stato quello ortodosso, la Suprema Corte ha precisato che la falsità ideologica (per la quale, specificamente, i tre si erano visti confermare la condanna anche dalla Corte d’Appello, che aveva però dichiarata la pena estinta per prescrizione) “risiede proprio nella falsa attestazione del compimento da parte del medico convenzionato della ricognizione del diritto all’assistito all’assistenza farmacologia, essendo irrilevante la circostanza che i pazienti fossero affetti da patologie croniche, posto che anche per essi lo schema seguito dal legislatore impone al medico, dopo la diagnosi iniziale e la prima prescrizione farmacologia, di attuare controlli intermedi predefiniti, prima di emettere prescrizioni ripetute”. Il principio non fa comunque una grinza (è inutile rammentarne le ragioni) e giustamente la Cassazione lo ha ribadito, anche perché qui i farmaci (pur ricorrendone astrattamente – per quanto detto - i presupposti, ma la vicenda si era esaurita anteriormente all’entrata in vigore del D.Lgs. 274/2007) non sono stati certo dispensati in uno dei casi di urgenza ivi contemplati, e del resto, come abbiamo visto, le ricette rosse c’erano, ma erano state rinvenute con la firma “in bianco” del medico (a ben guardare, anzi, la successiva richiesta di rimborso alla Asl da parte dei farmacisti avrebbe potuto estendere anche oltre la loro responsabilità …). Con tale decisione, tuttavia, la Suprema Corte, pur rigettando i motivi di ricorso, ha poi finito nondimeno, per annullare la sentenza d’appello per non aver dichiarato estinto anche il reato (oltre alla pena), con le conseguenze pratiche che è agevole intuire. G. Bacigalupo

Prescrizioni Ricette rosse firmate “in bianco” dal medico La stampa quotidiana ha dato qualche giorno fa risalto – per la verità un po’ eccessivo (“Stop alle ricette in bianco affidate ai farmacisti”, intitolava infatti l’articolo de “Il Sole 24 Ore”, non nuovo a “scoop” del genere) – alla decisione recentissima (n. 13315 del 2011) di una Sez. Penale della Cassazione che non ha concesso “sconti” sul piano tecnico-giuridico (nel concreto, come vedremo, invece sì) a un medico di base e a due farmacisti in una specifica fattispecie che aveva visto il primo “dotare” i secondi di un certo numero di ricette SSN da lui firmate “in bianco” e in attesa di essere, dapprima, riempite con l’indicazione dei farmaci consegnati ad alcuni pazienti anziani con patologie croniche (cui il farmacista può dispensare medicinali persino quando la ricetta sia scaduta) e, poi, prodotte all’Asl per il rimborso. In particolare, pur trattandosi di una vicenda che nei fatti aveva raggiunto gli stessi risultati che – appunto per la categoria cui quegli assistiti appartenevano – sarebbero fatalmente conseguiti

Sentenze La Cassazione sulla cessione di un ramo d’azienda Come è noto, in caso di cessione d’azienda il valore da assumere a tassazione per l’imposta di registro è il c.d. “valore venale in comune commercio”, rappresentato dal valore complessivo dei beni che compongono l’azienda stessa, compreso l’avviamento. Tuttavia, il Testo unico imposta di registro consente di portare in deduzione dall’ammontare imponibile le passività risultanti dalle scritture contabili obbligatorie, “tranne quelle che l’alienante si sia espressamente impegnato ad estinguere”. Ora, spesso le parti predispongono un “bilancio di cessione” (o comunque richiamano nel rogito alcuni dei suoi componenti) – vale a dire la situazione patrimoniale che normalmente riepiloga le attività e le passività che vengono trasferite all’acquirente – dal quale, in somma algebrica col prezzo di cessione, emerge appunto l’ammontare imponibile ad imposta di registro (pari al 3%, a meno il consulente della tua farmacia MAGGIO/GIUGNO 2011

13


Informazione dall’Istituto che l’azienda ceduta non contenga anche immobili). Il che, naturalmente, vale anche in caso di trasferimento di un ramo d’azienda, e però una recentissima sentenza della Cassazione (Cass. Civ. n. 21507 del 20/10/2010) d’ora in poi renderà più difficile imputare con eccessiva disinvoltura, in tale evenienza, passività “estranee” al ramo ceduto ai fini della determinazione del valore imponibile. Precisa infatti la Suprema Corte che, se l’azienda ceduta non è l’unica posseduta dal cedente (una snc che sia titolare di due farmacie e ne ceda una, ovvero il titolare di una farmacia e di una parafarmacia che trasferisca soltanto quest’ultima), le passività risultanti dal bilancio di cessione devono essere effettivamente tutte inerenti al ramo di azienda oggetto della cessione, affinché esse possano legittimamente computarsi in diminuzione del valore economico del complesso aziendale da assoggettare a tassazione. In particolare, dovrebbero considerarsi inerenti non tutte le passività contratte nella gestione del ramo ceduto ma, si badi bene, soltanto quelle necessarie secondo “i canoni dell’economia d’impresa”, per usare le parole della Corte – alla specifica attività del ramo stesso, da individuarsi concretamente secondo un criterio di proporzionalità, cioè imputando il complesso delle passività dell’impresa cedente alle varie gestioni in proporzione al valore dei beni riferibili a ciascuna di esse; e questo, proprio per evitare nel contesto della cessione di un singolo ramo d’azienda, il trasferimento di passività in esubero contratte (anche parzialmente) per il finanziamento di attività diverse da quelle cedute. E infatti, se nel bilancio di cessione fossero inserite passività non inerenti nel senso appena chiarito, queste ultime non potrebbero concorrere alla determinazione del valore in comune commercio su cui – come detto insiste la tassazione, ma dovrebbero considerarsi un accollo di debito in conto prezzo, e perciò non varrebbero a diminuire il valore tassabile, ma dovrebbero essere imputate in conto del prezzo pattuito. Così, per fare un esempio che può riguardarci più da vicino, supponiamo che il cedente sia un titolare di farmacia che possieda anche una parafarmacia e voglia cedere soltanto quest’ultima, e che il relativo bilancio di cessione esponga un valore commerciale (considerando l’avviamento e le altre attività e deducendo le passività) di 400mila euro; ipotizziamo ancora che parte di queste passività – diciamo per 150mila euro – derivino da una maggiore dilazione ottenuta dai fornitori della parafarmacia che sia andata a finanziare in tutto o in parte la fornitura di specialità cedute dalla farmacia. Ebbene, dato che questi debiti (nel ricordato significato assunto dalla Cassazione) sono “estranei” (o, se si preferisce, non inerenti) al “ramo parafarmacia” ce-

14

MAGGIO/GIUGNO 2011 il consulente della tua farmacia

duto, il valore commerciale di questo su cui evidentemente si sconterebbe la tassazione – sarebbe pari non più a 400mila euro bensì, sempre nell’esempio, a 550mila euro e l’assunzione di tali passività da parte dell’acquirente costituirebbe nulla più che una particolare modalità di pagamento di parte del prezzo al cedente (in pratica, un accollo di debito, anche se sotto l’aspetto giuridico le cose stanno in termini un po’ diversi), che avrebbe il diritto, a questo punto, di riscuotere dall’acquirente soltanto i residui 400mila euro. È opportuno anche rammentare che ai fini delle imposte dirette (l’Irpef che grava sulla parte venditrice) la vicenda sta invece diversamente, tenuto conto che il relativo Testo Unico dispone che “concorrono alla formazione del reddito anche le plusvalenze delle aziende, compreso il valore di avviamento, realizzate unitariamente mediante cessione a titolo oneroso”. Non si fa dunque qui riferimento a passività aziendali, ma alle plusvalenze realizzate, ed è ben chiaro che il venditore, anche ove trasferisse all’acquirente un debito, o concordasse con lui il versamento di parte del prezzo di vendita direttamente a un proprio creditore, non andrebbe esente da Irpef sull’ammontare del debito “accollato” e/o pagato dal cessionario, proprio perché realizzerebbe (questa volta anche sul piano strettamente tecnicogiuridico) quelle somme che, anziché transitare dai suoi conti correnti per poi essere destinati ai creditori dell’azienda ceduta, vengono loro versate direttamente dall’acquirente. S. Lucidi

Altre notizie Nuovo Lancio Esomeprazolo Teva Da sempre il Gruppo Teva offre un ampio listino che copre la maggior parte delle aree terapeutiche per soddisfare al meglio la domanda di salute dei cittadini. Per Teva l'area gastrointestinale rappresenta, da sempre, un ambito di grande interesse in cui l'azienda si presenta come leader. Oggi, ESOMEPRAZOLO TEVA ITALIA va a completare l'offerta relativa agli inibitori di pompa protonica rappresentando il prodotto di riferimento per i pazienti che soffrono di problemi gastrointestinali. Un ulteriore valore aggiunto che rende Teva, ancora una volta, un'azienda attenta alle esigenze del paziente, è l'assenza di glutine, lattice e lattosio.


Informazione notizie fiscali e professionali Prevenzione Piano nazionale per l'eliminazione del morbillo e della rosolia congenita 2010-2015 E' stato approvato, con l'Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2011, il nuovo Piano nazionale per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita (PNEMoRc) 2010-2015. Il documento, nel ribadire gli obiettivi generali che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fissato per il 2015, ovvero: 8 eliminazione dei casi di morbillo endemico 8 eliminazione dei casi di rosolia endemica 8 prevenzione dei casi di rosolia congenita (<1 caso ogni 100.000 nati vivi) illustra gli obiettivi specifici e le azioni da attuare per il loro raggiungimento: 1. Raggiungere una copertura vaccinale >95% per la prima dose di MPR, entro i 24 mesi di vita, a livello nazionale, regionale e in tutte le ASL e >90% in tutti i distretti 2. Raggiungere una copertura vaccinale > 95% per la seconda dose di MPR entro il compimento del 12° anno a livello na-

M

M

zionale, regionale e in tutte le ASL e >90% in tutti i distretti 3. Mettere in atto iniziative vaccinali supplementari rivolte alle popolazioni suscettibili sopra i 2 anni inclusi gli adolescenti, i giovani adulti ed i soggetti a rischio (operatori sanitari e scolastici, militari, gruppi “difficili da raggiungere” quali i nomadi) 4. Ridurre la percentuale di donne in età fertile suscettibili alla rosolia a meno del 5% 5. Migliorare la sorveglianza epidemiologica del morbillo, della rosolia, della rosolia in gravidanza e della rosolia congenita e degli eventi avversi a vaccino 6. Migliorare l’indagine epidemiologica dei casi di morbillo, inclusa la gestione dei focolai epidemici 7. Garantire la diffusione del nuovo Piano e migliorare la disponibilità di informazioni scientifiche relative a morbillo e rosolia da diffondere tra gli operatori sanitari e tra la popolazione generale. Le Regioni e Province Autonome hanno la responsabilità di garantire che tutte le ASL partecipino al programma verificando la disponibilità delle risorse operative necessarie. Ministero della Salute

Studio Tributario dr. Marino Mascheroni Consulente Fiscale - Consulente in Diritto Farmaceutico

Consulenze e servizi amministrativi – contabili per farmacie

Per appuntamenti fuori sede contattare la segreteria C.so Buenos Aires, 92 – 20124 Milano -Tel. 02 29527614 - 02 29511640 – Fax 02 29407035 e-mail: marino.mascheroni@icffarmacisti.it


Informazione dall’Istituto Nuovi servizi in farmacia Servono risorse adeguate

16

qualsiasi indicazione terapeutica (compresi gli studi clinici), relativamente al rischio di aumentata incidenza di seconde neoplasie evidenziata dall’EMA in alcuni studi clinici. A tal proposito, per i pazienti già in trattamento, si ritiene opportuno, in ogni caso, il rinnovo del consenso informato; raccomanda a tutti i medici un’attenta valutazione del profilo beneficio/rischio per ogni utilizzo del medicinale, limitando allo stretto necessario la durata dei trattamenti, e di porre una particolare attenzione nel monitoraggio clinico dei pazienti relativamente alla possibilità di seconde neoplasie; sconsiglia gli usi non autorizzati del medicinale almeno sino a quando la revisione in corso non sarà conclusa.

'La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del ministero della Salute che regola le modalità operative delle prestazioni di infermieri e fisioterapisti in farmacia rappresenta un importante e ulteriore passo in avanti nell'evoluzione della farmacia dei servizi. A questo punto manca solo la pubblicazione del decreto sulle prenotazioni e il ritiro dei referti, che ha ottenuto un nuovo via libera dalla Conferenza Stato Regioni dopo aver recepito le osservazioni contenute nel parere del Garante per la Privacy. Questa riforma va certamente incontro alle esigenze dei cittadini, in particolare della popolazione anziana, e le farmacie sono pronte ad accogliere la nuova sfida, intensificando ancor di più il rapporto con i cittadini e con il territorio. Per fare ciò, per sviluppare i nuovi servizi previsti dalla legge, le farmacie hanno però bisogno di risorse adeguate: per questo auspico che sia avviato al più presto un confronto con le Istituzioni per rivisitare il sistema della remunerazione e che, contemporaneamente, si aprano le trattative per il rinnovo della Convenzione - scaduta ormai da molto tempo - per completare la trasformazione della farmacia in centro territoriale polifunzionale integrato con il Servizio Sanitario Nazionale. Solo potendo contare su risorse certe, infatti, le farmacie, oggi bersaglio di ripetuti interventi che ne erodono la redditività, saranno in grado di offrire una gamma più ampia di servizi, continuando a mantenere gli elevati standard di qualità confermati dal gradimento ripetutamente ottenuto nelle classifiche stilate da diverse indagini sulla customer satisfaction'.

La spesa farmaceutica netta convenzionata SSN, nel 2010, è diminuita del -0,7% rispetto al 2009. Continua ad aumentare il numero delle ricette (+2,6%) e a diminuire il valore medio delle ricette stesse (-3,2%): si prescrivono più farmaci, ma di prezzo mediamente più basso. A fronte del calo della convenzionata, che rispetta il tetto di spesa previsto, continua, invece, l'aumento incontrollato della spesa farmaceutica ospedaliera che è stata pari a 4,21 miliardi, vale a dire 1,695 miliardi più (+67%) del tetto di legge, fissato a quota 2,520 miliardi.

Federfarma 21/04/2011

Federfarma

AIFA Comunicazione su emergenza ‘Safety Lenalidomide’

Federfarma Ddl farmacie è un passo in avanti

Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha intrapreso una revisione del profilo beneficio/rischio del medicinale lenalidomide nell’indicazione autorizzata: lenalidomide, in associazione con desametasone, è indicato per il trattamento di pazienti con mieloma multiplo sottoposti ad almeno una precedente terapia. Al momento, l’EMA non ritiene necessaria una modificazione o limitazione dell’uso del medicinale lenalidomide nei pazienti trattati in accordo con l’indicazione autorizzata. L’Agenzia Italiana del Farmaco, a seguito delle indicazioni del CHMP, al fine di tutelare la popolazione di pazienti potenzialmente interessati al trattamento con il medicinale indicato raccomanda a tutti i medici prescrittori di informare i pazienti candidati al trattamento con il medicinale lenalidomide, per

Il disegno di legge Tomassini-Gasparri «non fa altro che fare un piccolo passo avanti, adeguando la situazione italiana a quella degli altri Paesi europei, nei quali la vendita di medicinali da banco è consentita anche negli esercizi commerciali, senza farmacista». Così il presidente di Federfarma, Annarosa Racca, risponde all'Ad di Conad, che aveva criticato il ddl al vaglio della commissione Sanità del Senato perché, se approvato, porterebbe a uno stop delle parafarmacie. «Segnaliamo all'amministratore delegato di Conad» evidenzia Racca «che la legge già oggi prevede la possibilità che questi medicinali possano essere prelevati dal cittadino in self service sia in farmacia che nelle parafarmacie e nei supermercati, per permettere al consumatore di effettuare confronti tra prodotti diversi». Secondo il presidente di Federfarma, dunque, il ddl Tomassini-Gasparri «è proprio un'apertura alla Grande distribuzione, in quanto

MAGGIO/GIUGNO 2011 il consulente della tua farmacia

AIFA

SSN Spesa farmaceutica convenzionata 2010


Informazione notizie fiscali e professionali l'eliminazione dell'obbligo del farmacista per la vendita di medicinali di automedicazione comporterebbe una riduzione dei costi, un aumento della concorrenza e un sensibile calo dei prezzi di questi medicinali e una loro disponibilità anche in luoghi come le aree di servizio autostradali, dove oggi gli alti costi legati alla presenza obbligatoria del farmacista, non consentono la presenza di farmaci». Farmacista 33

Pharmacien correspondant Pensate se succedesse da noi... In Francia arriva il farmacista di famiglia. A dargli i battesimi è il decreto attuativo pubblicato la settimana scorsa dal ministero della Sanità dopo lunga attesa. Il provvedimento rappresenta uno dei tasselli della legge Hpst (Hôpital, patients, santé et territoires ossia ospedale, pazienti, sanità e territori) del luglio 2009, nella quale si disegnavano nuovi spazi d'intervento per le farmacie di comunità nell'ambito di una riorganizza-

zione allargata dei servizi sanitari. In questa cornice il decreto ministeriale dà il varo ufficiale alla figura del "pharmacien correspondant", che per noi italiani potrebbe stare per "farmacista di famiglia". Questo professionista, infatti, verrà scelto dai pazienti sulla fiducia per ricevere un'assistenza sulle terapie in stretto coordinamento con il medico curante. Quali pazienti? In pratica tutti i cronici domiciliarizzati (asma, diabete, malattie cardiovascolari...) e ovviamente i malati oncologici e quelli sottoposti a cure palliative. E il farmacista di famiglia potrà essere selezionato tra tutti i laureati abilitati, che siano titolari di farmacia, collaboratori o altro ancora. Quanto alle competenze, il "pharmacien correspondant" provvederà alla ripetizione delle ricette (fino a un massimo di 12 mesi) e al monitoraggio della terapia, nell'ambito di un severo protocollo concordato con il medico e autorizzato dall'autorità sanitaria. In sostanza, il farmacista vigilerà sulla compliance, sulla tolleranza al trattamento e sui suoi progressi, potrà modificare la posologia (previa comunicazione al medico) e dialogherà con il curante su tutti gli aspetti riguardanti le cure farmacologiche. Ce ne sarebbe abbastanza per far saltare di gioia i farmacisti

www.graphicmaker.it

Per i migliori risultati, occorrono le migliori materie prime… Anche in cosmetica. Estratti vegetali di elevato standard qualitativo, basi per cosmetica ad elevata efficacia, emulsionanti, fragranze e aromi naturali, filtri solari, olii essenziali, olii vegetali, vitamine

la qualità al vostro servizio Per informazioni: tel. 0883 611.301 - fax 0883 666.140 info@farmalabor.it - www.farmalabor.it

Sede di rappresentanza: corso di Porta Vittoria, 56 20122 Milano

Stabilimenti: via Pozzillo, Zona Industr. 70053 Canosa di P. (Ba)

La qualità aziendale è riconosciuta dalle certificazioni EN ISO 9001:2000 EN ISO 14001:2005


Informazione dall’Istituto francesi e i loro sindacati, di fatto invece l'uscita del decreto è stata accolta dalla categoria con soddisfazione solo moderata. Colpa di quello che nel provvedimento non c'è: la remunerazione delle nuove prestazioni. Questo non significa che sia esclusa la possibilità di un onorario - probabile anzi che la questione sia rimandata a quella riforma del servizio farmaceutico promesso nei mesi scorsi dal ministro della Sanità - ma in attesa di chiarimenti i sindacati dei titolari stanno sul chi vive. E lanciano avvertimenti inequivocabili: «Senza compenso» ha detto Philippe Gaertner, presidente della Fspf (Fédération des syndicats pharmaceutiques de France) «non inviterò certo i miei colleghi a farsi carico di tale ruolo». Farmacista 33

Farmaci Il consumo di equivalenti in Italia è fermo al 10% Italia fanalino di coda in Europa per consumo di farmaci generici: se nel resto del Continente il 50% dei farmaci dispensati in Europa è un generico, con punte del 70% in Paesi come la Germania, nel nostro paese la quota di mercato raggiunge a stento il 10%. È proprio per fornire le corrette informazioni che Teva Italia, azienda leader nel settore, promuove per il 2011 la campagna educazionale 'Equivalente - conosci e scegli i farmaci equivalenti'. "È bene ricordare - spiega Giorgio Foresti, Amministratore Delegato di Teva italia, e Presidente di Assogenerici - il valore di responsabilità sociale legato all'utilizzo di questi farmaci, che dovrebbe essere comunicato di più anche a livello di pubblico: liberando risorse del sistema sanitario, l'utilizzo massiccio di generici permetterebbe l'allocazione di maggiori fondi per la prescrizione di farmaci innovativi, ancora molto costosi, favorendo così l'accesso alle migliori cure da parte dei pazienti. Il risparmio generato potrebbe essere indirizzato alle attività di ricerca medico scientifica, per la messa a punto di nuove molecole". Il progetto, patrocinato da Movimento Consumatori, prevede incontri nelle principali piazze italiane, ma anche in molte farmacie, ASL, Associazioni e ambulatori, dove medici e operatori sanitari daranno consigli per la prevenzione e la gestione delle principali problematiche di salute e la corretta gestione dei farmaci. Gli eventi permetteranno ai cittadini di approfondire tematiche di grande interesse. In particolare, nel filone di appuntamenti 'DireFareCuore' i medici della SIMG-Società Italiana di Medicina Generale, che ha dato il patrocinio, spiegheranno come prevenire e gestire le malattie cardiovascolari; in quelli 'DonneInSalute', patrocinati da O.N.D.A-Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, si tratteranno le tematiche legate al benessere al femminile; in quelli 'DigestioneSana', si parlerà

18

MAGGIO/GIUGNO 2011 il consulente della tua farmacia

invece di benessere dell'apparato gastrointestinale. "Abbiamo aderito attivamente alla campagna - spiega Claudio Cricelli, Presidente SIMG - perché siamo convinti che i medici di medicina generale siano da sempre i primi interlocutori dei cittadini in tema di sanità. Nostro compito primario è quello di fornire ai pazienti informazioni esaustive su prevenzione e stile di vita, oltre che gestione delle terapie prescritte, con particolare riferimento ai farmaci equivalenti. Il maggior ricorso a questo tipo di farmaci consentirebbe infatti un notevole risparmio al Sistema Sanitario, con la garanzia di una terapia efficace e sicura". Durante la campagna educazionale, un ruolo importante sarà svolto dalle farmacie, all'interno delle quali, per tutto l'anno, verranno distribuiti brochure, gadget, libri e materiale informativo. AGI Sanità

FIMMG Sostituzione in farmacia, i medici di famiglia dicono no Che la sostituzione in farmacia sia sgradita ai medici di famiglia non è un segreto. Fanno però notizia i venti di guerra provenienti dal Veneto, dove la rappresentanza regionale della Fimmg (la più rappresentativa tra le sigle della medicina generale) minaccia il boicottaggio della sostituibilità se Regione e Federfarma non avvieranno al più presto un confronto con il sindacato. La Fimmg Veneto aveva avuto già modo di esprimersi sulla questione nel novembre scorso, con un sondaggio on line dal quale risultava che per l'84% dei medici il farmaco prescritto non può essere cambiato. Ora la richiesta di un tavolo di concertazione tra generalisti, titolari e amministrazione regionale, con l'obiettivo - come scrive la stessa Fimmg in una circolare - di «riprenderci il potere prescrittivo sul farmaco eroso nel tempo dalla nostra passività e dall'attivismo commerciale dei farmacisti». E se il tavolo non fosse convocato nei tempi previsti? Allora scatterebbe il boicottaggio: entro la fine del mese i gestionali di studio più comunemente usati dai medici dovrebbero ricevere una modifica grazie alla quale la dicitura "non sostituibile" può essere selezionata direttamente dal computer. Nel caso in cui la richiesta della Fimmg Veneto rimanesse inascoltata, dal 1° aprile i medici del sindacato comincerebbero ad apporre tale scritta su tutte le ricette prodotte, senza alcuna eccezione. «Se applicata su ampia scala» scrive ancora la Fimmg «questa azione può sconvolgere di fatto il mercato del farmaco, riportandolo sotto il nostro pieno controllo con un solo atto semplice atto, a vantaggio dei nostri pazienti che subiscono continue modifiche della terapia». Farmacista 33


da non perdere! Vuoi avere un consulente personale per la tua farmacia? iscriviti a

ICF Farmacisti Istituto di Consulenza e Formazione Farmacisti

CONSULENZE GRATUITE: prima risposta scritta e poi eventualmente anche telefonica a quesiti inviati per e-mail o fax, su svariate problematiche:  Pratiche legali legate a revisione di pianta organica e altre questioni di diritto farmaceutico  Pratiche fiscali per il trasferimento di titolarità e acquisto o vendita di farmacia o parafarmacia  Questioni sul rapporto coi dipendenti  Scelte nella gestione della farmacia Iniziative promozionali e di comunicazione

Corsi FAD gratuiti

Nei nuovi servizi erogati dalle farmacie sono comprese le prestazioni analitiche di prima istanza che rientrano nell'ambito dell'autocontrollo e la consegna dei referti relativi a prestazioni di assistenza ambulatoriale effettuate presso strutture accreditate. Per questo motivo appare oggi indispensabile che il farmacista sia pronto a rispondere alle domande che gli vengono poste dai pazienti, in modo da poterli rassicurare e indirizzare verso comportamenti corretti in attesa di rivolgersi al loro medico. A questo scopo abbiamo realizzato il volume check-up, una utile guida per aiutare il farmacista nell’interpretazione degli esami di laboratorio, che verrà verrà inviato in omaggio a tutti gli iscritti.

Corsi Residenziali

in omaggio a tutti gli iscritti

modulo di abbonamento ai servizi dell’Istituto per l’anno 2011 Da inviare compilato in stampatello per fax 02 29407035 o lettera a ICF Farmacisti – Corso Buenos Aires, 92 – 20124 Milano oppure potete iscrivervi on-line sul sito www.icffarmacisti.it IL SOTTOSCRITTO..................................................................................................................................... COD. FISC...................................................................................................................... TITOLARE

o

SOCIO o

DIRETTORE o

COLLABORATORE o

DELLA FARMACIA ..................................................................................................................................................... PART. IVA................................................................................... INDIRIZZO............................................................................................................................................................................................................................................................................ TELEFONO............................................................ FAX............................................................. EMAIL.......................................................................................................................... Chiede di partecipare alle attività dell'Istituto di Consulenza e Formazione Farmacisti e quindi utilizzare il servizio completo di consulenze (risposta scritta o per e-mail ai quesiti + eventuale approfondimento telefonico)  Ricevere l’aggiornamento fiscale telematico

 Ricevere la rivista “Il consulente della tua farmacia”

 Ricevere le offerte e le promozioni riservate agli iscritti

 Ricevere in omaggio il volume check-up, guida per interpretare gli esami di laboratorio

VERSA LA QUOTA DI UTILIZZO SERVIZI PER L’ANNO 2011 DI EURO 150,00 + IVA TRAMITE: o VERSAMENTO SUL C/C POSTALE 96301965 IBAN IT 69R0760101600000096301965 CAUSALE: ISCRIZIONE ICF o ASSEGNO BANCARIO INTESTATO A ISTITUTO DI CONSULENZA E FORMAZIONE FARMACISTI “PER ISCRIZIONE ICF” o BONIFICO BANCARIO FARBANCA SPA - AG BOLOGNA IBAN IT 07F0311002400001570013613 - CAUSALE: ISCRIZIONE ICF DATA................................................................

FIRMA.........................................................................................................................................


SETTIMANA DI AGGIORNAMENTO CULTURALE

ICF Farmacisti Istituto di Consulenza e Formazione Farmacisti

PRIMA DELLA APERTURA DELLE SCUOLE IN COSTA SMERALDA CON LA FAMIGLIA

ICF organizza una manifestazione culturale da lunedì 29 agosto a lunedì 5 settembre all’iGV SANTA CLARA Un villaggio dotato di tutti i servizi, dalla nursery al miniclub al servizio medico pediatrico, inserito in una splendida baia nell’arcipelago della Maddalena, di fronte alle isole di Spargi e Budelli e a pochi chilometri dai centri più mondani dell’isola, da Porto Cervo e Porto Rotondo. QUOTE SOGGIORNO

SERVIZI PER L’INFANZIA

(in pensione completa inclusi acqua e vino ai pasti)

(PERSONALE PRESENTE DALLE 9,30 ALLE 23,00)

quota adulto in doppia o tripla quota adulto in doppia uso singola (N. limitato)

€ 790,00

PER BAMBINI DA 0 A

2 ANNI

BABY CLUB

PER BAMBINI DA 3 A

5 ANNI

quote bambini valide solo se in camera con 2 adulti:

MINI CLUB

PER BAMBINI DA 6 A 12 ANNI

se bambini da 0 a 2 anni n.c. € 150,00 se bambini da 2 a 6 anni n.c. € 290,00 se bambini da 6 a 12 anni n.c. € 390,00 Speciale famiglia (senza supplemento) 2 adulti + 2 bambini 0-12 anni in due camere con due servizi (camera FAMILY)

JUNIOR CLUB PER BAMBINI DA 13 A 17 ANNI

€ 1.030,00

NURSERY

SE INTERESSATI VI CONVIENE FARE SUBITO SENZA IMPEGNO UNA PREISCRIZIONE. SARETE CONTATTATI PER L’ADESIONE DEFINITIVA CHE DOVRÀ ESSERE PERFEZIONATA ENTRO IL 10 LUGLIO 2011.


IL PROGRAMMA DELLA SETTIMANA da lunedì 29 agosto a lunedì 5 settembre  4 convegni di aggiornamento  Tanto relax su una delle coste più rinomate della Sardegna  Escursione in barca nell’arcipelago della Maddalena e shopping a Porto Cervo e Porto Rotondo

IL PIANO DI AGGIORNAMENTO  Due dibattiti con il Dott. Marino Mascheroni su LEGISLAZIONE E FISCO  Un incontro con Mec@Mat su AUTOMAZIONE IN FARMACIA  Un incontro con Pharma Team su ANALISI DEL bACINO D'UTENZA ATTIVITÀ CONSULENZIALE: DOTT. MASCHERONI Il consulente ICF dott. Marino Mascheroni sarà a disposizione di chi fra i partecipanti desidera avere con lui un incontro personale, in orari prestabiliti, per chiarire problemi di diritto farmaceutico e tributario.

Richiesta di partecipazione alla manifestazione ICF all’iGV Santa Clara (Sardegna) Da inviare compilato in stampatello per fax al numero 02 29407035 o lettera ICF Farmacisti – Corso Buenos Aires, 92 – 20124 Milano

oppure potete compilarlo on-line sul sito www.icffarmacisti.it (L’eventuale prenotazione del volo per Olbia con il transfer aeroporto-villaggio deve avvenire al massimo entro il 10 luglio) Il sottoscritto.............................................................................................................. Cod. Fiscale............................................................................... Nato a..................................................................................................................................................................... Il......................................................... Farmacia....................................................................................................................... Part. IVA................................................................................... Indirizzo................................................................................................................................................................................................................................. Telefono .................................................. Fax............................................ Email............................................................................................................ Partecipando ai convegni di aggiornamento chiede di soggiornare presso l’iGV Santa Clara dal 29 agosto al 5 settembre 2011 con i seguenti accompagnatori: Adulto

nome cognome........................................................................................................................................................................................................................

Bimbo 0-2 n.c.

nome cognome........................................................................................................................................................................................................................

Bimbo 2-6 n.c.

nome cognome........................................................................................................................................................................................................................

Bimbo 6-12 n.c.

nome cognome........................................................................................................................................................................................................................

 In camera doppia o tripla n°............... letti

 In camera doppia uso singola

Oltre al sottoscritto parteciperanno ai convegni i seguenti farmacisti: Dott.

nome cognome........................................................................................................................................................................................................................

Dott.

nome cognome........................................................................................................................................................................................................................

Data..............................................

Firma....................................................................................................

 Vi segnalo infine che sono interessato ad un incontro personale con il Dr. Mascheroni


Economia Commercio all’ingrosso di Guido Frigato – Osservatore economico

La tradizione non tradisce mai Alla stesura di questo articolo stanno coincidendo con assoluta contemporaneità gli ultimi tagli sul fronte dei listini. Nello specifico si stanno riducendo drasticamente una volta in più i prezzi al pubblico o il relativo rimborso dei farmaci generici. Insomma un’altra rivoluzione in farmacia. E con il nervosismo dei mercati e della congiuntura economica rischiamo di andare a logorare lo stato delle cose… Come? Quando? Dove? Premetto che entrando nel vivo dell’argomento andrò coraggiosamente a trattare una materia molto delicata, senza per questo voler scomporre “il nuovo ordine” in azione.

Il commercio all’ingrosso della farmacia potrebbe creare turbativa ai pazienti e all’intera filiera del farmaco.

Un nuovo fatturato La ricerca di nuovi fatturati, o di recupero di profitti per la farmacia, in concerto con gli sviluppi delle regolamentazioni sulla libera circolazione delle merci in Europa ha portato un gran numero di farmacie ad attivarsi per operare nel campo del commercio all’ingrosso. Negoziazioni, in realtà, destinate al 90% dei casi ad un’esportazione. Parallelamente avviene l’import e la successiva commercializzazione di prodotti destinati al mercato italiano, anche se confezionati come prima pertinenza per i mercati di provenienza. Le farmacie che si dedicano a questa attività hanno chiaramente osservato con scrupolo le normative per configurarsi: autorizzazioni, locali dedicati, gestione amministrativa. Tutto legittimo e condivisibile. Scelte che non meritano critiche ma solo sobrie osservazioni e considerazioni. Il mio rammarico rimane infatti sulla turbativa prodotta alla professione, alla distribuzione intermedia, all’industria e, infine, sul vero padrone incontrastato dell’economia: il consumatore, il nostro cliente “RE”.

22

MAGGIO/GIUGNO 2011 il consulente della tua farmacia

L’importanza della professione Sulla professione perché temo che qualche farmacista perda di vista il suo vero core business, ovvero che gli scivoli dalle mani la professionalità di un mestiere che non è solo un lavoro ma una vera e propria miscellanea di arte e passione. Alcuni di questi farmacisti sono degli stimatissimi competenti in materia. Tuttavia li vedo troppo “intrappolati” in questo nuovo meccanismo. E non vorrei mai che tutte le attenzioni (talvolta a mio parere sproporzionate rispetto al “banco”) dedicate alle attività alternative fossero invero fonti di rischi, in quanto


Economia Commercio all’ingrosso fuorvianti dalla originaria mission: fare il farmacista. Comprendo anche che “la novità” è foriera di entusiasmo; però prima di tutto: i clienti, la farmacia, i collaboratori. Contemporaneamente altri farmacisti hanno applicato la regola del “prima di tutto”, e davvero non saprei dire chi più guadagna (ma anche chi è più appagato) tra “l’alternativo” ed il “tradizionale”. Orbene. Il mercato è ormai aggredito da molti nuovi aspiranti “piccoli distributori” che già stanno creando un effetto polverizzazione rispetto a quello che sarebbe un idoneo reperimento delle merci. Inoltre i sistemi legislativi viaggiano a velocità ragguardevoli, adducendo tempestive modifiche, se rese necessarie, da qualcuno che si ritenesse impropriamente danneggiato. Contemporaneamente le risorse informatiche e tecnologiche sono sempre più all’avanguardia, e dunque potenziali insidiosi strumenti nelle mani di qualche attore del settore che potrebbe sentirsi “disturbato”. Insomma molto potrebbe mutare…E velocemente…

Gli effetti sul grossista Dal punto di osservazione del grossista queste evoluzioni stanno già producendo i loro effetti (negativi). Accade, infatti, che alcune farmacie hanno attivato richieste di servizi di fornitura quasi esclusivamente per i prodotti con “diversa destinazione”. Insostenibile ! Non ho alcun imbarazzo a dichiarare un fatto conosciuto ormai a tutti. Il distributore intermedio fa business e ha marginalità solo su un effettivo mix di approvvigionamento. Impensabile per queste farmacie poter recuperare unicamente alcune referenze dove la marginalità è ridottissima, ed inoltre con involontari, ma obbligatori, limiti alle quantità. Ne consegue che un determinato grossista farà consegne in un mix praticamente inesistente e con pezzature alquanto modeste. La filiera comincia a subire, così, qualche contraccolpo… Ma non è finita. Il serio rischio è quando senza accorgerci andiamo a vessare il nostro cliente, il Re del mercato. E a quel punto facciamo vacillare l’intero ciclo: industria-distributorefarmacia-consumatore.

La reperibilità del farmaco Tutta l’organizzazione di ricerca, produzione, distribuzione, commercializzazione è strutturata affinché vi sia la soddisfazione del consumatore finale. Senza la soddisfazione del cliente saranno inutili e improduttivi tutti gli impegni profusi dai vari attori del settore. E per soddisfazione del cliente intendo almeno la reperibilità del farmaco prescritto dal medico. Se poi funziona sul paziente allora possiamo tranquillamente parlare di successo. Cosa capita invece di sovente? Sulla plausibile logica del -business is business- assistiamo ad un costante e crescente ra-

strellamento di alcuni prodotti destinati alla soddisfazione dei nostri clienti, fino a creare un irreperibilità di alcuni farmaci, spesso importanti. Anche se il fatto che parlando di farmaci dovremmo di riflesso considerare tutti i prodotti importanti: il riferimento infatti è la salute. Il cliente a questo punto è insoddisfatto. Il suo farmacista non gli ha procurato la scatoletta che rappresenta una sua esigenza fondamentale. Il cliente non sa (e nemmeno gli importa) che le turbolenze del mercato hanno accentuato le logiche del -business is business-. Resta il fatto che il cliente Re è insoddisfatto ! Mentre la chiave moderna di lettura di un solido business ruota inequivocabilmente sui nostri assistiti. La mia vision modesta e personale è che si possa arrivare (prima che sia troppo tardi) ad una duplice e speculare tracciabilità del paziente e del farmaco necessario. Il fine sarebbe infatti quello di poter dare una precedenza al fabbisogno degli assistiti e solo successivamente affrancare senza impaccio quella che abbiamo definito la libera circolazione delle merci. Lo scopo è elementare. Ed è quello di poter continuare a gestire in pieno tutta la gamma di patologie e prodotti, prima che qualche cliente (posso esagerare ?!) inferocito vada a sollevare sull’opinione pubblica elementi di cambiamento radicale della distribuzione del farmaco.

Infine l’industria Laddove, infine, fosse l’industria a sentirsi oltremodo penalizzata a causa del tilt dei loro budget di produzione e dei loro target di vendita non più rispondenti e allineati per singolo Stato dell’Unione Europea, la soluzione potrebbe essere più banale e tempestiva di quello che si pensa. Non crediate che stia io suggerendo soluzioni geniali. Al limite vi comunico in anticipo quello che in modo molto semplice alcuni “attori” riterrebbero di realizzare. Bastano due elementi straordinariamente basici: 1) una nuova disposizione giuridica che preveda la sola commercializzazione di confezioni nella loro forma originale (nessun patch adesivo in lingua locale), 2) una confezione termosaldata o con un sigillo inasportabile sulle linguette di chiusura. Pena il decadimento della validità e dell’integrità del prodotto. E addio, a quel punto, alla sostituzione di foglietti illustrativi e riconfezionamenti o riconversioni dei prodotti. Concludo con il mio puntuale parallelo. L’equivoco da evitare è di ideare la creazione nel retro della nostra bella villetta di due enormi cisterne, attigue al box dove sarà ospitata la nostra nuova autovettura. Le enormi cisterne avrebbero lo scopo di poter stoccare elevate quantità di carburante, con il fine di poter contare su scorte copiosissime di rifornimento in caso di austerity. Peccato che al momento di recarci dal concessionario per l’acquisto della vettura ci accorgiamo che sul mercato vengono immesse solo vetture con motore elettrico. il consulente della tua farmacia MAGGIO/GIUGNO 2011

23


La filiera del farmaco Innovazione di Paolo Piovesan – Farmacista esperto in Comunicazione

Cambiare un po’ tutti

O

rmai troppo spesso, da tutta la filiera che ci riguarda, si sente dire che il farmacista deve cambiare. Ma, un attimo di riflessione: dall’esterno ci dicono che dobbiamo evolvere e tutti gli altri attori coinvolti in questo nuovo mercato cosa stanno invece facendo? Proviamo ad analizzare la situazione, perlomeno dal mio punto di vista, per poi cercare di capire di cosa avremmo bisogno.

Molti dei cambiamenti possibili dipendono da ciò che noi vogliamo e da ciò in cui crediamo.

L’industria Ricordo quando, molto tempo fa, ci fu l’avvento dell’informatica in farmacia. Per molti rappresentanti era la catastrofe, non si poteva più andare nei magazzini delle farmacie e stabilire approssimativamente cosa era stato venduto e cosa invece si poteva ipotizzare di piazzare per il futuro. Da quel momento tutto era registrato: lo storico dei pezzi venduti e acquistati, i prezzi precedenti, i concorrenti e le stagionalità. Ricordo che a quell’epoca feci una consulenza per un’azienda e spiegai come invece il computer poteva divenire un grandissimo alleato, ma era necessario cambiare il tipo di approccio che la ditta doveva assumere nei confronti del farmacista, oltre alla mentalità del venditore che doveva trasformarsi da raccoglitore di ordini a consulente del farmacista. Non è stato un cambiamento da poco, così come non è di poco conto l’evoluzione che dovrebbe avvenire ora. Invece molte aziende si presentano sempre allo stesso modo, offrono le stesse condizioni di rapporto, gli stessi materiali di supporto

24

MAGGIO/GIUGNO 2011 il consulente della tua farmacia

e sempre gli stessi discorsi d’approccio commerciale. Un esempio? Ormai da tempo non c’è più il prezzo imposto sui prodotti di libera vendita, però ancora tutti si presentano a parlare in termini di sconto e non di prezzo di cessione; probabilmente siamo noi che vogliamo così, ma in questo modo non si crescerà mai! Un altro esempio? Ritengo ci sarebbe un grosso spazio per chi volesse instaurare un nuovo rapporto “fiduciario” con le farmacie, costituito da supporti effettivamente utili, consulenze, informazioni, marketing e anche condizioni commerciali. Tuttavia costa fatica, bisogna lavorare in modo diverso, avere il coraggio d’essere innovativi


La filiera del farmaco Innovazione e non tutti sono disposti a questo carico e questa responsabilità, a cominciare dalle dirigenze per finire ai vecchi venditori; probabilmente anche i farmacisti non sono ancora educati a compiere scelte strategiche per le loro imprese, ma prima o poi qualcuno “si alzerà dalla parte giusta del letto” e allora improvvisamente si spalancheranno nuovi scenari.

da un pur bravo architetto. Spero che i farmacisti imparino a pretendere professionalità diverse, funzionali allo scopo dell’impresa, magari arrivando a pagare per un buon progetto anziché richiederne venti gratuiti e poi scegliere semplicemente il più conveniente.

Le nostre associazioni La distribuzione intermedia Esiste quella dei privati e quella dei farmacisti; in entrambi i casi stento a riconoscere qualche cosa di veramente innovativo e, per quanto riguarda le cooperative, di strutturale a supporto delle farmacie. Ancora siamo fermi ai soliti servizi, quelli “inventati” ancora negli anni ’90: qualche test, qualche dietista o analisi del capello, qualcuno offre il volantinaggio con sconti sui prodotti… Forse, però, le farmacie apprezzerebbero qualche cosa di diverso e se l’offerta fosse davvero valida, probabilmente per ottenerlo sarebbero anche disposte a garantire maggior fedeltà o magari addirittura a contribuire alle spese…”forse”, appunto, me lo auguro ma secondo me andrebbe approfondita la questione. Quando, molti anni fa, assieme ad una cooperativa rivoluzionammo il rapporto con i soci tramite la proposta di servizi innovativi per quei tempi (eventi e collaborazioni), nessuno ci credeva; tuttavia si rivelò vincente e poi molti si accodarono al nuovo modo di lavorare…salvo poi rimanere ingessati fino ai giorni nostri. Ma è giunto nuovamente il momento di offrire ai farmacisti nuove tipologie di supporto; le singole aziende farmacie sono in sofferenza per taluni aspetti economico-gestionali e anche in questo caso, prima o poi, qualcuno si rassegnerà al cambiamento.

I fornitori di attrezzature Una volta avevo una piccola barchetta a vela; tutto quello che acquistavo per essa, dalla semplice vite in acciaio fino alla vernice, nei negozi di nautica costava anche cinque volte in più rispetto allo stesso prodotto comprato in altro negozio (esempio ferramenta). La stessa cosa, molto spesso accade anche per le farmacie: così ci sono i frigoriferi che sono “solo per farmacia”, gli arredi “specializzati”, i cesti per le offerte promozionali che nessun altro possiede…e così via. D’altra parte una volta in farmacia si poteva azzardare, si viveva in un mercato ricco e quindi ognuno poteva pensare “mi ci ficco”. Forse è il caso che però adesso si rivedano alcune cose: che i farmacisti inizino a guardarsi un po’ intorno, si rechino a visitare qualche fiera extra-settore, osino chiedere, facciano più squadra di Categoria e così via. Anche gli arredatori dovrebbero iniziare a vendere non più legno o scaffali al metro lineare affermando semplicemente la loro specializzazione in farmacia, bensì dovrebbero divenire capaci di nuove partnership e maggiormente preparati su aspetti della vita quotidiana in farmacia che prescindono dalla bellezza estetica realizzata

Non è mia intenzione entrare nei meandri della politica. Tuttavia ho l’impressione che spesso si potrebbe fare a meno di certe strutture, per lo meno quando non intervengono tempestivamente, non tutelano, non comunicano, arrivano costantemente in ritardo con le informazioni, quando le iniziative risultano inutili piuttosto che eccessivamente dispendiose, oppure se, invece che precorrere i tempi, stimolano la staticità… Senza entrare nei dettagli, tanto mi rivolgo a persone che dovrebbero vivere quotidianamente certe situazioni, credo che anche in questo caso ci sarebbe bisogno di una nuova forza, più determinata e competente. Tuttavia, stiamo parlando di “rappresentanze”, pertanto elette da noi stessi e quindi espressione del nostro modo d’essere; rimane da capire fin quando continueremo a pensare che così possa andare bene e possa esserci sufficiente per affrontare politica, concorrenza, interessi, nuovi clienti, crisi economica, difficoltà gestionali, burocrazia impazzita e altre pressioni che graviteranno sempre più sulle nostre aziende.

Noi farmacisti Che dire, già ho scritto qualche cosa che ci riguarda nei capoversi precedenti, senza contare che molto ci viene costantemente ripetuto dall’esterno; il coro recita che “il farmacista deve cambiare”! Non resta che chiedersi quando ognuno di noi se ne renderà effettivamente conto e tutti cominceremo di conseguenza a prendere decisioni e produrre operatività che siano vere espressioni di un rinnovamento mentale. Così come non trovo giusto che altri ci critichino quando essi stessi si dimostrano antiquati, è altrettanto vero che molti dei cambiamenti possibili dipendono da ciò che noi vogliamo e da ciò in cui crediamo. Purtroppo non ci resta molto tempo per attuare la nostra evoluzione di Categoria e presto temo subiremo ulteriori nuovi e significativi attacchi all’economia delle nostre imprese. E allora dovremo davvero fare i conti con fatturati, marginalità, redditività e possibilità di nuovi investimenti, perché ricordiamoci che, così come già avvenuto in passato, tutti gli spazi che non saremo in grado di occupare verranno certamente presidiati da altri. Infine mi vogliano scusare le aziende, i distributori e le rappresentanze che si sentono chiamate in causa da questo mio articolo; ovviamente non mi riferivo a coloro che si reputano già “avanti” con strutture organizzate ed efficienti, come sempre mi riferivo a tutte le altre. il consulente della tua farmacia MAGGIO/GIUGNO 2011

25


Diritto Cessione farmacia M. Mascheroni – Consulente Fiscale - Studio dr. Mascheroni - Milano

Contratto preliminare di farmacia:

elementi accidentali Il contratto preliminare (anche detto, impropriamente, compromesso) è l'accordo con il quale le parti si obbligano reciprocamente alla stipula di un successivo contratto definitivo. Con il contratto preliminare, in sostanza, non si trasferisce la titolarità di un bene, ma ci si obbliga a tale trasferimento in un secondo momento (ad es. perché si vogliono verificare la persistenza dell'interesse alla transazione, la sussistenza di determinati vizi, o perché ci si vuole riservare la possibilità di apportare modifiche). Il preliminare deve contenere già in sé gli elementi essenziali del successivo contratto definitivo.

La condizione e il termine nel contratto preliminare di acquisto farmacia. La riserva di nomina. La struttura del contratto preliminare lo rende astrattamente compatibile con qualsivoglia fattispecie contrattuale e quindi è usuale anche nell’ambito della compravendita di farmacia. Sul punto tuttavia è bene rilevare il contrasto sorto in dottrina in merito alla compatibilità con il contratto di donazione, attesa la mancanza di vedute unanimi: tradizionalmente, la dottrina ha votato per la incompatibilità, stante il contrasto tra il concetto di “spontaneità” che caratterizza gli atti di liberalità, ed il concetto di obbligatorietà che permea il contratto preliminare. In questo saggio si vuole portare l’attenzione su aspetti fondamentali del “preliminare” che agli occhi profani possono sembrare delle formule fatte, messe li per abitudine, ma che in sé debbono essere considerate con grande attenzione. Molto spesso si leggono formule del tipo il presente contratto è condizionato a ……….. il contratto definitivo deve essere sottoscritto entro il……….. o altre ancora del tipo l’acquirente acquista per sè o per persona da nominare. Nei primi due casi delle “frasi fatte” si nascondono quelli che in diritto chiamiamo gli elementi accidentali del contratto:

condizione e termine, nella terza una fattispecie propria detta contratto per persona da nominare. La condizione Non si può dubitare che anche il contratto preliminare di cessione farmacia posso essere sottoposto a condizione sospensiva o risolutiva. Deve però essere chiaro che essa debba risultare espressamente indicata come tale e debba apparire evidente che ad essa è sostanzialmente subordinata la possibilità di stipulare il contratto definitivo. Una delle condizioni sospensive normali poste e riscontrabili in un contratto preliminare di cessione di farmacia è quella legata alla concessione di un mutuo o di un finanziamento il consulente della tua farmacia MAGGIO/GIUGNO 2011

27


Diritto Cessione farmacia a favore del promissario acquirente. Si potrà leggere ….” Il presente preliminare è condizionato sospensivamente a che il dott. Rossi riceva un finanziamento per l’acquisto della farmacia entro e non oltre il”. Tale evento deve essere chiaramente indicato dalle parti quale condizione sospensiva perchè ove ciò non sia chiaro, non può escludersi che il compratore sia tenuto a stipulare l’atto definitivo anche qualora il mutuo non gli venisse erogato (qualche volta mi è capitato di leggere il compratore erogherà il saldo prezzo alla data di sottoscrizione del finanziamento con Banca x, che codesta sia una condizione sospensiva è tutto da provare). Per quanto riguarda la farmacia poi è cognito che un evento sospensivo viene sempre o deve sempre indicato e cioè a dire quello legato al rilascio del provvedimento amministrativo da parte dell’autorità sanitaria locale o della Regione. Per il verificarsi di codesta condizione molto spesso può profilarsi la possibilità che la mancata compartecipazione di una delle parti al realizzarsi dell’evento futuro possa determinarsi come inadempimento ad uno degli obblighi (per esempio non pagare la tassa di concessione), con la conseguenza della risoluzione del contratto per inadempimento e non caducazione del medesimo per il mancato realizzarsi dell’evento sospensivo. Ovviamente le parti possono, nel regolare il reciproco interesse, apporre un termine entro il quale la condizione a cui collegano l’efficacia del contratto deve realizzarsi. Il termine Altro elemento essenziale è il termine normalmente inserito per addivenire alla stipulazione del contratto definitivo di cessione “ Il contratto definitivo dovrà stipularsi presso Notaio entro e non oltre il…. “. In tema di contratto preliminare di compravendita, il termine stabilito per la stipulazione del contratto definitivo non costituisce normalmente un termine essenziale, il cui mancato rispetto legittima la dichiarazione di scioglimento del contratto. Tale termine può ritenersi essenziale, ai sensi dell’art. 1457 c.c., solo quando, all’esito di indagine istituzionalmente riservata al giudice di merito, da condursi alla stregua delle espressioni adoperate dai contraenti e, soprattutto, della natura e dell’oggetto del contratto (e, quindi, insindacabile in sede di legittimità se logicamente ed adeguatamente motivata in relazione a siffatti criteri), risulti inequivocabilmente la volontà delle parti di considerare ormai perduta l’utilità economica del contratto con l’inutile decorso del termine: pensiamo al caso di una cessione di farmacia in comunione ereditaria ove il termine fissato è tale da garantire l’adempimento prima della scadenza del termine biennale che determinerebbe la decadenza della sede. Ovviamente il termine ha un valore in quanto comunque la

28

MAGGIO/GIUGNO 2011 il consulente della tua farmacia

sua inosservanza legittima l’adempiente a diffidare l’inadempiente al rispetto di un nuovo termine. Si legittima la così detta diffida ad adempiere che è un atto unilaterale e recettizio di autonomia privata, con il quale il contraente, adempiente o in procinto di adempiere, di un contratto, intima all'altra parte di adempiere entro un dato termine. Con quest'atto, quindi, una parte manifesta all'altro contraente una duplice volontà: quella conservativa del contratto in caso d'adempimento nel termine assegnato o, in mancanza di tale adempimento nel termine, quella risolutiva del contratto stesso che, in questo modo, si risolve automaticamente e stragiudizialmente in virtù della diffida inviata. Un ultimo caso: la riserva di nomina Il contratto per persona da nominare è, secondo la più accreditata dottrina, una forma di rappresentanza eventuale in incertam personam. Tale contratto è frequentemente usato anche nelle compravendite di farmacie. Con il contratto per persona da nominare, ai sensi dell’art. 1401 c.c., una delle parti si riserva la facoltà di nominare, nel termine di tre giorni o in quello più lungo eventualmente pattuito, il soggetto nei confronti del quale il contratto è destinato a produrre i suoi effetti. Nei contratti preliminari di farmacia molto spesso si inserisce in effetti una clausola del tipo: “L’acquirente dichiara di acquisire per sè la titolarità della Farmacia ovvero in sede di atto definitivo di cessione si impegna a nominare ai sensi dell’art.1401 del Codice Civile persona o società di persona in possesso di tutti, nessuno escluso, i requisiti soggettivi ed oggettivi prescritti dalle Leggi vigenti in materia.” Molto spesso si ricorre a questa fattispecie in quanto il promissario acquirente, riservandosi di nominare la persona in capo alla quale avverrà l’acquisto della farmacia, intende beneficiare quest’ultimo, tanto che normalmente provvederà a fornire il prezzo per l’acquisto o una parte di esso ovvero vi ricorre in quanto non ha ancora deciso se “intestare la farmacia a se stesso o ad un terzo (un figlio per esempio) o ad una società di farmacisti in cui i soci siano egli promissario ed una terza persona. È bene precisare che con codesta “clausola” il promissario acquirente non si limita ad anticipare una somma (l’acconto o la caparra) o a favorire la conclusione del contratto definitivo, ma trasferisce alla persona da nominare tutta la posizione giuridica assunta nel contratto preliminare e il beneficiario acquista quindi la posizione di promissario acquirente e il diritto alla conclusione del contratto. 8 Ai sensi dell’articolo 1402 e seguenti del codice civile : La dichiarazione di nomina deve essere comunicata all'altra


Diritto Cessione farmacia parte nel termine di tre giorni dalla stipulazione del contratto, se le parti non hanno stabilito un termine diverso. (normalmente prima dell’atto definitivo). La dichiarazione non ha effetto se non è accompagnata dall'accettazione della persona nominata o se non esiste una procura anteriore al contratto. La dichiarazione di nomina e la procura o l'accettazione della persona nominata non hanno effetto se non rivestono la stessa forma che le parti hanno usata per il contratto, anche se non prescritta dalla legge. Indi normalmente la nomina richiede la forma scritta. Ai fini fiscali e sotto un profilo di fiscalità indiretta, ed in particolare di imposta di registro, l’articolo 32 del DPR 131/1986 (Testo Unico Imposta di Registro) stabilisce, in modo simile al Codice Civile, che “La dichiarazione di nomina della persona, per la quale un atto è stato in tutto o in parte stipulato, è soggetta all'imposta in misura fissa a condizione che la relativa facoltà derivi dalla legge ovvero derivi da espressa riserva contenuta nell'atto cui la dichiarazione si riferisce e sia esercitata, entro tre giorni dalla data dell'atto, mediante atto pub-

blico ovvero mediante scrittura privata autenticata o presentata per la registrazione entro il termine stesso. Se la dichiarazione di nomina viene fatta nello stesso atto o contratto che contiene la riserva non è dovuta alcuna imposta. È bene precisare che la Giurisprudenza occupatasi della fattispecie (se ne rinviene anche di risalente agli anni ’60 e ’70, vigente quindi la “vecchia” imposta di registro) sembra porre l’accento, sia sotto un profilo civilistico che fiscale, sul fatto che la nomina del terzo designato avvenga entro un termine “certus ad et quando”, quindi un termine che, per quanto sia superiore ai tre giorni dalla data di sottoscrizione del preliminare, sia chiaramente identificato (non solo quindi identificabile) al momento del preliminare stesso, per esempio ”….. alla data del rogito da sottoscriversi entro il ……”. Sotto un profilo fiscale la nomina, ancorché avvenuta oltre i tre giorni ma comunque entro il termine preventivamente identificato come “certus”, non comporterebbe alcun rischio di natura fiscale.

In collaborazione con COMUNICAZIONE PER FARMACIE

Per migliorare l’immagine e le promozioni della tua farmacia ti suggeriamo questa interessante opportunità PANNOLINI CHICCO

ACTIGRIP COMPRESSE

POLIDENT IMBATTIBILE CR

€ 0,98 0 € 1,5

€ 4,65

€ 7,00 € 6,48

€ 5,50

" #

" ')-

+++ '$ " ## !' ," ") "

IRIDINA DUE COLLIRIO

CITROSODINA GRANULARE

0 € 1,1

€ 0,6 0

€ 6,00

€ 4,90

€ 4,90

€ 4,30

"

#

€ 5,50

$

! $

!

€ 7,60

€ 5,90

I NOSTRI SERVIZI

(FINO AD ESAURIMENTO SCORTE)

LO SCONTO INDICATO SI RIFERISCE AL PREZZO DI VENDITA NORMALMENTE APPLICATO

IN FARMACIA TROVERAI TANTISSIMI ALTRI PRODOTTI SCONTATI

*servizi gratuiti svolti in giornate prefissate

Noleggio apparecchiature sanitarie: Bilance pesa bambino, Tiralatte, Aerosol, Stampelle, Inalatori termali, Compex

SALVIETTE CHICCO Pacco doppio 144 pezzi

I TURNI DI MAGGIO GIUGNO

LISTERINE collutorio formato doppio

€ 1,11 € 4,90

€ 7,90

€ 3,79

AEROSOL AIR FAMILY ARTSANA a pistone

BENAGOL PASTIGLIE

€ 20,00

#*% .

Fitoterapia Omeopatia Veterinaria Noleggio apparecchiature sanitarie # $ ') . # ( )&

ACTIGRIP COMPRESSE

0 € 1,5 € 7,00

€ 59,00

s

80 € 0,

€ 39,00

€ 5,50

€ 4,70

IRIDINA DUE COLLIRIO

€ 5,50

CITROSODINA GRANULARE

0 € 1,1

Ogni due mesi potrai avere 200 volantini e 5 locandine (6 uscite all’anno = 1200 volantini e 30 locandine) Puoi scegliere tra 2 versioni: versIOne COmmerCIAle e versIOne PrOmOzIOnAle

versione commerciale riportante le foto ed i prezzi scontati di 20 prodotti e nell’ultima pagina i servizi (turni, ecc…) della tua farmacia

POLIDENT IMBATTIBILE CR

€ 0,98

€ 4,65 € 6,48

LE NOSTRE OFFERTE FINO AL 30 GIUGNO

News

ALCUNE NOSTRE OFFERTE PANNOLINI CHICCO

LIBENAR 15 FLACONCINI € 1,7 0

Misurazione della pressione - Autoanalisi del sangue:Glicemia, Colesterolo Autoanalisi Urine: Gravidanza - Check up computerizzato della pelle* Check up del capello* - Consulenze dietologiche*

Dermocosmesi Dietetica Preparazioni magistrali

volantini personalizzati

€ 0,6 0

€ 6,00

€ 4,90

€ 4,90

€ 4,30

% &" % "*,1

€ 5,50

LIBENAR 15 FLACONCINI

"&

%

/

... # *' % &&"$* 0%" %,

€ 1,7 0

€ 7,60

€ 5,90

$ $

I NOSTRI SERVIZI Misurazione della pressione - Autoanalisi del sangue:Glicemia, Colesterolo Autoanalisi Urine: Gravidanza - Check up computerizzato della pelle* Check up del capello* - Consulenze dietologiche*

20%

$

Noleggio apparecchiature sanitarie: Bilance pesa bambino, Tiralatte, Aerosol, Stampelle, Inalatori termali, Compex

$

$

I TURNI DI MAGGIO GIUGNO

Dermocosmesi Dietetica Preparazioni magistrali &-("!2

$ $ $ $

Fitoterapia Omeopatia Veterinaria Noleggio apparecchiature sanitarie

s

! & ' *,"!2 & + ,)

$ $

# # # # # #

# # # # # #

"

$

$

versione promozionale riportante le foto ed i prezzi scontati di un numero inferiore di prodotti, di cui alcuni inerenti a specifici e predefiniti argomenti salutistici illustrati da brevi articoli tendenti a promuovere l’acquisto

A soli € 600 annui per gli iscritti ICF € 500 (iva esclusa - spese di spedizione comprese)

MODULO DI ADESIONE

Da inviare compilato in stampatello per fax al numero 02 29407035 oppure 0362 559124 per ulteriori informazioni contattate l’Istituto al numero 02 29527614 oppure Sinergia al numero 0362 1794334

La farmacia................................................................................................................................ Indirizzo............................................................................................................................................................................. Part. IVA.................................................................... Telefono............................................................ Fax............................................................ Email......................................................................................................

 ADERISCE ALL’OFFERTA DEI VOLANTINI PERSONALIZZATI SCEGLIENDO LA VERSIONE:  COMMERCIALE  PROMOZIONALE e si impegna a saldare la relativa fattura di € 600,00 + IVA (€500,00 + IVA se iscritto ICF) entro i termini e con le modalità previsti  iscritto ICF

$

$

*servizi gratuiti svolti in giornate prefissate

FIRMA...................................................


legnano

FaRMaCIa San lUIgI


Gestione rinnovamento Dottoressa Giulia Ferrari - Pharmateam Consultancy & Marketing

Dal Geomarketing al Category Management

S

uccede che, nella continua evoluzione del mercato del farmaco e di conseguenza di quella di uno dei suoi attori principali, quale è il farmacista, laddove poteva essere sufficiente il costante aggiornamento scientifico farmacologico ora si debba contemplare anche un aggiornamento di tipo imprenditoriale. Allora il farmacista ha cominciato a preoccuparsi molto di ciò che di “non etico” è presente nella sua attività e a reinventarsi quale esperto di marketing, di cosmesi, di servizi, di comunicazione. Il farmacista ha iniziato a sentire la necessità di riproporre la propria attività, magari storica sul territorio, cioè ha pensato ad un riposizionamento della sua farmacia.

Il farmacista deve reinventarsi esperto di marketing, di cosmesi, di servizi e di comunicazione. All’inizio di questo processo gli è bastato aumentare l’offerta merceologica, con un piccolo intervento ha inserito dei video pubblicitari, cercato di riordinare la farmacia, di creare qualche servizio, ma, ad un certo punto, non bastava più. La sua farmacia era a plateau, non incrementava più, anzi, magari perdeva qualcosa ogni anno. Allora ha pensato a una revisione totale della sua attività, ma come fare ? Succede che si rendano disponibili nuovi locali, più ampi, nella stessa pianta organica, magari in un punto commercialmente più strategico con abbondante passaggio o molto popoloso o/ e con ambulatori medici vicini … Oppure, già in presenza di tutti questi requisiti si è accorto che per quanto si impegnasse a migliorare l’esposizione comunque la sua farmacia è di vecchia concezione, magari con tanto spazio destinato al retro, agli stoccaggi che non si fanno più, e poco all’espo-

32

MAGGIO/GIUGNO 2011 il consulente della tua farmacia

sizione, alla vendita, ai servizi. E si accorge che anche Lui ha bisogno di nuovi stimoli. Decide! Rinnovo, la strada da seguire è quella dell’innovazione, del riposizionamento, della ristrutturazione totale. Ora ha bisogno di essere affiancato da professionisti esperti in grado di ristudiare e ottimizzare gli spazi, studiare le cromie più adatte alla creazione di un’atmosfera in farmacia il più aderente possibile alla sua personalità e al target della clientela, definire percorsi che obbligano il cliente ad apprezzare tutta la disponibilità merceologica che ha approntato, comunicazione atta a facilitare, da parte del cliente, l’individuazione della categoria mer-


Gestione rinnovamento

macista, sue attitudini e desiderata, dall’accurato studio condotto dagli architetti, il motore di tutta questa fase evolutiva, il farmacista, può essere ulteriormente supportato nella fase conclusiva di allestimento della parte espositiva della Sua nuova sede da uno studio di Category Management. Il category management è un approccio per gestire in modo intelligente grandi insiemi di prodotti, per

ceologica che lo interessa o che lo potrebbe interessare. Allora uno studio di geo marketing ben condotto si rivela essere un ottimo e stupefacente strumento d’indagine sul bacino d’utenza della farmacia, sia di quello fisiologico che potenziale. Il metodo è rigorosamente scientifico, basato su rilevazioni oggettive e calcoli statistici. Conduce a una segmentazione del bacino d’utenza utile. Infatti, nel caso per esempio di una ristrutturazione della sede farmaceutica lo strumento è in grado di portare alla luce la presenza di potenziali categorie clientelari fornendo così la possibilità di introdurre nella farmacia quelle categorie merceologiche che potrebbero soddisfarle e quindi di fare nuove acquisizioni o eliminarne altre. Analogamente e a maggior ragione, l’istituzione di nuova sede o trasferimento di sede viene molto efficacemente supportata nel suo allestimento dalla ricerca di geo marketing. Dalle conclusioni tratte dalla ricerca, dalle esigenze del faril consulente della tua farmacia MAGGIO/GIUGNO 2011

33


Gestione rinnovamento

allineare l’assortimento di una negozio alle esigenze dei consumatori in modo tale da migliorare la performance di una categoria. Tale miglioramento scaturisce da una maggiore educazione dei clienti che scoprono prodotti che conoscevano poco e, paradossalmente, da una migliore educazione dei farmacisti che nell’atto di organizzare una categoria per esporla al pubblico si trovano obbligati a riflettere, a fare ordine nelle proprie idee, a sottoporre a critica le proprie convinzioni, talvolta frutto più di consuetudini che di analisi razionali, a mettersi nei panni di chi acquista. Il category management è finalizzato a razionalizzare l’assortimento riducendo le ridondanze e potenziando la varietà di scelta. E’ stato dimostrato che l’aumento delle varianti di un prodotto esposte in uno scaffale a libero servizio aumenta le vendite, ma un eccesso di prodotti genera, all’opposto, confusione e stress nei processi di scelta dei clienti e rinunce all’acquisto. In questa prospettiva il problema del category management è trovare il giusto equilibrio tra numero di prodotti e varietà dell’offerta. Il metodo prevede l’individuazione delle categorie merceologiche che sono nel p.d.v unità strategiche d’affari (il cuore dell’assortimento) e delle categorie con ruolo di contorno, più di servizio che di vera attrazione del negozio e di trovare delle soluzioni espositive ottimali al fine di migliorare la leggibilità dello scaffale favorendo gli atti d’acquisto e la rotazione dei prodotti. Una categoria può essere definita e strutturata secondo diversi criteri, purché tutti rispettino lo stesso principio

34

MAGGIO/GIUGNO 2011 il consulente della tua farmacia

base: il nome della categoria e la sua suddivisione in segmenti devono rispecchiare il linguaggio del consumatore. In prima fase quindi deve essere stabilito come il consumatore della farmacia definisce un certo prodotto, come e quando lo consuma (rituali di consumo), con quali prodotti lo utilizza e perché (stringhe di consumo). Uno studio di questo tipo è stato condotto per una sede farmaceutica in una città nella provincia di Milano. La sede è stata trasferita da una zona pedonale a una zona ai limiti con essa e poco distante oltre che di fronte ad una scuola primaria e nelle vicinanze di studi medici. Nello studio di geo marketing è emerso per esempio che, contrariamente alle aspettative dei titolari fondate su anni di esercizio della professione nella zona, c’era una forte presenza di popolazione in età matura e di alto livello sociale. Ne discende che l’approccio ad eventuali servizi e linee cosmetiche impegnative, prima impensato, diviene ragionevole e non azzardato. Per procedere alla formulazione di un progetto sono raccolti i dati relativi alle giacenze esistenti, per singola referenza e relativa quantità, di tutto ciò che non è etico. È individuata l’incidenza del fatturato della categoria su quello della farmacia, l’incidenza del margine della categoria, la stagionalità delle vendite, l’intensità promozionale della categoria, o il numero di prodotti presenti in assortimento, il tasso medio di rotazione del prodotto. Si formula l’assortimento (espositivo) ideale della categoria, inteso come numero di marche e di varianti a seconda del ruolo ad essa assegnato. Categorie destinazione avranno assortimenti molto importanti; all’estremo op-


Gestione rinnovamento

posto, categorie di servizio avranno assortimenti essenziali. Sono creati insiemi di prodotti omogenei per categoria merceologica o per produttore, categoria terapeutica, per bisogno, per target di clientela. All’interno di questi insiemi è creato un sotto raggruppamento per quantità esistenti (- e decise in base a tutti i criteri elencati sopra intendendosi anche lo studio di geo marketing - la loro rotazione anche rispetto alle altre realtà commerciali sul territorio). L’analisi del percorso svolto dal cliente, dopo aver varcato la soglia della farmacia sino al raggiungimento del banco, conduce a definire la categorizzazione delle zone nella farmacia seguendo criteri di soddisfazione dei bisogni, creazione di zone per l’acquisto d’impulso, per il promozionale, per lo stagionale e quant’altro possa essere disegnato nella farmacia. All’interno di tali zone una successiva più puntuale categorizzazione che tiene conto, oltre che dei criteri sopra menzionati, anche di principi estetici, rispetto delle cromie con la finalità di porre il cliente in una situazione di benessere. Tutto questo conduce alla formulazione di un progetto di categorizzazione delle merci in conformità a criteri di soddisfazione per stringhe di bisogno che si è visto dare impulso alle vendite. Lo scopo è di aumentare le vendite, della categoria, migliorare i margini, ottimizzare l’allocazione dello spazio per aiutare gli avventori nel loro processo di scelta. Il progetto, una volta condiviso, sarà

realizzato con l’assistenza diretta del professionista. La figura del farmacista si è completata, si è evoluta, si è ridefinita. La farmacia che ne risulta è di ampio respiro.

Progettazione e realizzazione arredi a cura di:

Consulenza di gestione a cura di:

il consulente della tua farmacia MAGGIO/GIUGNO 2011

35


leConsulenze ICF Farmacisti

Istituto di Consulenza e Formazione Farmacisti CARO COLLEGA, un pool di competenti consulenti è disponibile ad aiutarti nelle tue scelte in campo

TRIBUTARIO, LEGALE, fARmAcOLOGIcO E DELLA GESTIONE DELLA fARmAcIA (mARkETING, pOLITIchE DI vENDITA E DI AcqUISTO) La risposta, se con il quesito verrà segnalato anche il tuo indirizzo di posta elettronica, ti perverrà normalmente entro i due giorni lavorativi successivi a quello dell’inoltro. Solo se come iscritto all’ICF sei anche in regola con il pagamento della quota hai poi la facoltà, se ritieni di aver necessità di chiarimenti, chiamando dalle ore 10 alle 17 dei giorni feriali la nostra segreteria di Milano al numero 02 29527614 - 02 29511640, di concordare un APPUNTAMENTO TELEFONICO GRATUITO CON IL CONSULENTE per un breve approfondimento del problema. Precisiamo che i consulenti legali dell’Istituto, per correttezza deontologica, si asterranno dal rispondere a quesiti troppo complessi e soprattutto se sottointendono un confronto con eventuale parere già espresso da altro legale. Per usufruire del servizio, devi solo segnalare per e-mail all’indirizzo il consulente@icffarmacisti.it, per fax al numero 02 29407035 o lettera ICF Farmacisti Corso Buenos Aires, 92 – 20124 Milano i tuoi dubbi nell’affrontare situazioni particolari della professione.

MODULO PER LA RICHIESTA DI UNA CONSULENZA da inviare per fax al numero 02 29407035 o lettera ICF Farmacisti – Corso Buenos Aires, 92 – 20124 Milano

m Fiscale Dr. Mascheroni

m Farmacologia Dr. Polimeni

m Legale Avv. Lombardo

m Fitoterapia Dr. Bianucci

m Del Lavoro Avv. Ravasi

m Gestionale

m Preparazioni magistrali Dr. Fontana

m Comunicazione

Dr. Casanova

Dr. Piovesan

m Sicurezza sul lavoro Avv. Cossa

RAGIONE SOCIALE........................................................................................................................................................................ INDIRIZZO........................................................................................................................................................................................ EMAIL........................................................................................... TEL............................................. FAX....................................

Quesito ...................................................................................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................................................................................... ...................................................................................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................................................................................


Consulenze le risposte ai vostri quesiti

Previdenza Associato in partecipazione Dal 01/01/2011 mia figlia farmacista collabora con me titolare, come associata in partecipazione con apporto di lavoro. Il compenso deve essere sottoposto a ritenuta d’acconto? Quale è la sua posizione previdenziale, considerando che è iscritta all’ENPAF a contribuzione piena? I lavoratori associati in partecipazione hanno l'obbligo d'iscriversi alla gestione separata dell'INPS, con apposito modulo già predisposto e a disposizione presso le sedi INPS, i patronati, oppure scaricabile tramite il sito internet www.inps.it. Nel modulo bisognerà indicare : 8 Dati anagrafici 8 Codice Fiscale 8 Domicilio 8 Tipo di attività svolta 8 Data inizio attività e dati committente. Una volta compilato, il modulo va presentato presso la sede INPS competente del territorio dove è ubicata l'azienda committente. È data comunque la possibilità di presentare la domanda in qualsiasi sede INPS se più comodo per gli interessati. Tale regola non si applica ai farmacisti contribuenti ENPAF, vigendo l'esclusione dall’iscrivibilità alla Gestione separata che appunto opera nei confronti dei farmacisti che sono regolarmente iscritti all'albo dei farmacisti e all'ENPAF, anche se svolgono in posizione di associati in partecipazione o con contratto di lavoro o "a progetto" o attività di vendita al pubblico di farmaci da banco o di automedicazione e di altri farmaci o prodotti medicinali non soggetti a prescrizione medica, secondo le modalità previste dall’articolo 5 del D.L. 4 luglio 2006, n. 223. Aprile 2011

Diritto Titolare vuole fare una società per poi partecipare ad un concorso Sono titolare di una farmacia vinta a concorso, poiché sono trascorsi più di tre anni dalla data di assegnazione e di apertura della farmacia, stavo pensando di costituire una società. Facendo ciò, cedendo la titolarità all’altro socio, posso partecipare ad un nuovo concorso oppure devono trascorrere

necessariamente i dieci anni? La norma è abbastanza chiara nel suo dire. Un farmacista non può concorrere all’assegnazione di farmacie per concorso, se non sono trascorsi dieci anni dal suo trasferimento. Va da sé che conferire la farmacia in una società con un altro socio non muta la portata della norma, indi la partecipazione al concorso è possibile se non decorsi i dieci anni dall’atto conferitario. Potrebbe essere conveniente la “trasformazione” in società per fare concorrere eventualmente l’altro socio, in quanto la norma impeditiva non lo riguarderebbe, per poi, con patti ad hoc ricostruire nei termini di legge una società su quella eventualmente vinta a concorso da quest’ultimo. Marzo 2011

Diritto Idoneità per acquisto di farmacia Le mie due figlie stanno per acquistare in società con una collega una farmacia urbana. Esiste un problema, una mia figlia possiede l'idoneità alla titolarità, mentre l'altra e la collega con cui si sta procedendo all'acquisto non posseggono la relativa idoneità (dovrebbero ottenerla entro il 2012). La farmacia dovrebbe essere acquistata al 50% dalle due mie figlie e il rimanente 50% dall'altra collega. Possono in questa situazione acquistare la farmacia e che tipo di società si dovrà costituire? L’articolo 7 della legge 362 del 1991 non prevede al momento deroghe: tutti i soci devono essere farmacisti iscritti all’albo ed in possesso del requisito di idoneità di cui all’articolo 12 della Legge 475 del 1968. Va da sé che se non si riuscisse a stare nei tempi occorrerebbe intestare almeno un 1% a farmacista idoneo per poi girarlo al momento della conseguita idoneità con scritture garantistiche sulla retrocessione. Per la tipologia di società Snc o Sas e soprattutto per i relativi patti sociali non posso pronunciarmi essendo materia vastissima e per la quale é necessaria un’interlocuzione diretta (soprattutto in merito al contenuto delle pattuizioni sociali) che é materia di grande delicatezza. Solo in via limitativa ella ben sa che nella Snc tutti i soci rispondono illimitatamente delle obbligazioni sociali, laddove nelle Sas ne risponde solo il socio così detto accomandatario. Ma le regole che soggiacciono al funzionamento dei due tipi di società sono molteplici. Il consiglio é di farvi assistere da un giurista anche esperto in diritto tributario e farmaceutico. Aprile 2011 il consulente della tua farmacia MAGGIO/GIUGNO 2011

37


Consulenze le risposte ai vostri quesiti Gestione Commercio all’ingrosso Nell'ipotesi di richiedere e ottenere l'autorizzazione regionale per la distribuzione all'ingrosso, come si devono registrare delle fatture passive "miste" la cui merce sia destinata sia all'ingrosso (es. vendita ad una parafarmacia) che al dettaglio? Il mio commercialista, confrontandosi su questa evenienza, è in difficoltà sull'eventuale registrazione delle fatture, soprattutto per quanto riguarda quelle passive. Sostenendo di dover assolutamente tenere le contabilità separate delle due diverse attività, non sa come registrare eventuali fatture passive le cui merci sono destinate sia alla vendita al dettaglio che all'ingrosso. Il problema che ella mi sottopone è problema di tutti. Per l’attività di commercio all’ingrosso, autorizzato, non è richiesta la tenuta della contabilità separata. La contabilità separata è regolamentata dall’articolo 36 del DPR 633/1972 e può essere tenuta per obbligo di legge o per opzione. Nel caso di tenuta della contabilità separata, gli obblighi di certificazione devono essere adempiuti in maniera distinta per ognuna delle attività. Si deve quindi ritenere obbligatoria, in linea di massima, l’emissione della fattura, a meno che un’attività non rientri nell’ambito dell’articolo 22 del DPR 633/1972; in questo caso, infatti, i corrispettivi devono essere certificati tramite scontrino o ricevuta fiscale. Ben tuttavia, anche se il collega che mi segue codeste fattispecie (avendo il sottoscritto repulsione per codesta attività parallela) dalla valutazione dei locali, agli ordini e ai programmi evoluti che riescono oramai a distinguere gli acquisti destinati all’ingrosso in base alle conseguenti vendite. Ritengo che sia valido il metodo utilizzato dalla maggior parte dei farmacisti con attività mista, che non possono preordinare la mole degli acquisti destinati ad una o all’altra attività, vale a dire determinare l’ammontare degli acquisti deputati all’ingrosso applicando forfettariamente la percentuale di ricarico sulla mole delle vendite. Sugli studi di settore a cagione del minor margine che si determinerà ne dovrà essere fatta chiara menzione. Marzo 2011

Servizi Locali per consulenze nutrizionali e tricologiche Vorrei utilizzare il retro della mia farmacia, già prov-

38

MAGGIO/GIUGNO 2011 il consulente della tua farmacia

visto di bagno e separato dal locale vendita da una porta blindata, come locale per consulenze nutrizionali ed eventualmente servizi quali tricologia. La stanza è provvista di una bocca di lupo con una finestra larga cm. 90 e alta cm. 160. Cosa dice la normativa al proposito? L’art. 102 r.d. 27 luglio 1934 n.1265, per quanto più interessa nel caso di specie, afferma che l’esercizio della farmacia non può essere cumulato con quello della professione medica, e sono puniti con una sanzione amministrativa i sanitari che facciano qualsiasi convenzione con farmacisti sulla partecipazione agli utili della farmacia. Pertanto, viola il divieto di esercizio cumulativo delle professioni, il farmacista che svolga, direttamente o per interposta persona (ma in sostanza restandone il titolare), attività medica a mezzo di ambulatorio affiancato al proprio esercizio. Il rilascio delle autorizzazioni previste dagli artt. 193 e 194 T.U.1934/1265, concernenti la apertura di ambulatori, presuppone una congrua attività istruttoria sulla idoneità igienico-sanitaria che coinvolge non solo gli ambienti in senso stretto ma, più in generale, la affidabilità della struttura nel suo complesso, tenendo conto anche delle attrezzature, delle apparecchiature, e della loro organizzazione conduzione da parte del soggetto richiedente, nonché di ogni altra circostanza che possa comunque influire sulla qualità del servizio. Ora i problemi per il caso di specie: L’attività per consulenze nutrizionali? Da chi vengono svolte? Dal farmacista, o da un medico. In realtà l’unica qualifica professionale protetta con Legge dello Stato è quella di “Dietista”. 8 Per dietologo si intende comunemente un medico che si occupa di nutrizione e terapia nutrizionale. In virtù della sua professione egli può prescrivere e/o elaborare diete, formulare giudizi diagnostici, prescrivere farmaci, attività fisica e tutto quanto di supporto alla terapia nutrizionale. Riferimenti normativi: Corte di Cassazione sentenze n. 144/1970, n. 6005/1973, n. 5838/1995, n. 524/1996. 8 Nutrizionista è un termine quanto mai generico con il quale si intende una qualsiasi persona che, a vario titolo, si occupa di nutrizione. Generalmente il termine “nutrizionista” è utilizzato per descrivere un biologo abilitato, iscritto ed autorizzato dal proprio ordine professionale all’esercizio della professione. Può prescrivere ed elaborare diete come il medico ma senza formulare giudizi diagnostici, prescrivere cure di supporto e somministrare rimedi. Riferimenti normativi: (art. 3 Legge 396/1967, DM 362/1993, DPR 328/2001). 8 Il Dietista è un Professionista Sanitario che può eseguire tutto quanto previsto per le altre due figure, eccezion fatta per la prescrizione autonoma del piano nutrizionale, la pre-


Consulenze

in collaborazione con l’ACFI Associazione Consulenti Farmacie Italiane

scrizione farmacologica e la prescrizione di attività fisica. Riferimenti normativi: (art. 1 DM 744/1994). La complicazione è che se l’attività che vuole svolgere viene esercitata in primo luogo anche per la sola anamnesi in farmacia da un farmacista codesto fatto è per le ragioni suesposte vietato dalla normativa combinata citata. Se viene svolta da un medico invece l’ambulatorio non deve avere alcuna interferenza con la farmacia e non può sussistere comunicazione tra la farmacia e l’ambulatorio (art. 45 RD 1706) e la porta blindata di cui fa cenno non è garanzia sufficiente al rispetto della norma. Stesse considerazioni per il consulto tricologico se viene effettuato da un dermatologo. Marzo 2011

Servizi Massaggi in farmacia La nostra farmacia è entrata in contatto con un massaggiatore osteopata (in possesso dei requisiti necessari), con il quale vorremmo collaborare. Premetto che ho visitato il sito ICF e ho letto alcune consulenze passate, ma non ho trovato risposta alle domande che seguono: 8 quali sono i requisiti che lo spazio dedicato, in farmacia o in altro locale contiguo ma non facente parte della farmacia “come da comunicazione degli spazi dedicati a tempo fatta alla Autorità Sanitaria in fase deliberativa, deve avere; 8 vanno chiesti permessi, se si, quali e a chi; 8 come inquadrare professionalmente il massaggiatore, che verrebbe qui saltuariamente. La rimando all’articolo pubblicato sull’ultimo numero del “Consulente” e consultabile sul sito a firma dell’Avv. Silvia Cosmo, dove si analizzano le procedure relative alla corretta impostazione dei servizi a valenza sanitaria nella farmacia. Per la posizione professionale dell’osteopata sarebbe opportuno che il professionista fatturasse direttamente il servizio al cliente con sua nota soggetta ad Iva (ciò consentirebbe anche la deducibilità al cliente del relativo costo alle condizioni di legge). La farmacia poi potrebbe a sua volta accordarsi con il professionista per il pagamento dell’utilizzazione degli spazi e della strumentazione. Nulla vieta che il paziente paghi direttamente alla farmacia il servizio con rilascio di ricevuta fiscale e che il professionista rifatturi la prestazione alla farmacia medesima. Aprile 2011

Promozioni Fidelity card La farmacia ha intenzione di attivare una scheda raccolta punti sul parafarmaco, oltre ad aver fatto firmare al cliente il consenso informato sulla privacy; quale altro adempimento bisogna osservare? Consideri che la raccolta punti e la scelta del regalo è a discrezione della farmacia. L'utilizzo di fidelity cards in farmacia è legittimo purchè non siano utilizzate per la vendita di farmaci, compresi Otc e Sop. Devono essere pur tuttavia osservate alcune regole in materia di tutela di dati riservati ai quali mi pare abbiate adempiuto; ben tuttavia se il trattamento è finalizzato solo alla gestione del rapporto (cioè alla fidelizzazione del cliente in senso stretto) e vengono riportati sulla carta solamente i dati anagrafici dell'intestatario della carta e quelli relativi al volume della spesa globale del cliente, senza il dettaglio di singoli prodotti, che potrebbero rilevare dati sul suo stato di salute, non è necessario esperire alcuna formalità. Diverso è il caso in cui vengano registrati tutti i prodotti acquistati e si proceda alla cosiddetta profilazione della clientela, cioè alle abitudini e scelte di consumo, o all'invio di materiale pubblicitario. Tale tipo di trattamento deve essere notificato al garante per la privacy ed occorre ricevere anche il consenso informato e specifico per ciascuna attività (profilazione, fidelizzazione, invio di materiale pubblicitario). Marzo 2011

Promozioni Circuito fidelity card Può una farmacia aderire ad un circuito fidelity card? Se si, quali sono le limitazioni? La raccolta punti può riguardare anche la vendita di medicinali e ticket o solo parafarmaci, sop e otc? L'utilizzo di "fidelity cards" in farmacia deve oggi essere considerato lecito a condizione di limitarne l'uso all'acquisto di prodotti non medicinali. I medicinali OTC e SOP, invece, non possono essere assoggettati a tali forme di promozione in quanto hanno, oggi, prezzo totalmente libero e la normativa vigente (il cosiddetto "Decreto Bersani") stabilisce che, per i medicinali non soggetti a prescrizione medica, sono vietati i concorsi, le operazioni a premio e le vendite sotto costo. In secondo luogo, i trattamenti devono svolgersi rispettando i principi di necessità, liceità, correttezza, qualità dei dati e di proporzionalità (artt. 3 e 11 del Codice della privacy). In particolare, precisa il Garante, “in applicazione del principio il consulente della tua farmacia MAGGIO/GIUGNO 2011

39


Consulenze le risposte ai vostri quesiti di necessità (art. 3 del Codice), i sistemi informativi e i programmi informatici devono essere configurati, già in origine, in modo da ridurre al minimo l'utilizzo di informazioni relative a clienti identificabili. Il trattamento di dati personali relativi a clienti non è lecito se le finalità del trattamento, in particolare di profilazione, possono essere perseguite con dati anonimi o solo indirettamente identificativi”. Inoltre “nel rispetto del principio di proporzionalità nel trattamento (art. 11, comma 1, lett. d), del Codice), tutti i dati personali e le varie modalità del loro trattamento devono essere pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità perseguite”. Nel merito, si deve precisare che, per le finalità in analisi, in alcun caso è possibile l’utilizzazione di dati sensibili, fatta salva l’ipotesi eccezionale nella quale il trattamento di dati sia realmente indispensabile in rapporto allo specifico bene o servizio richiesto e sia stato preventivamente autorizzato dal Garante, oltre che acconsentito per iscritto dall’interessato.

effetti. Il lucro cessante viene di solito individuato nella sottrazione di clientela, o nell'utile che l'impresa avrebbe potuto conseguire da vendite effettuate in sua vece dal concorrente sleale. Quando si tratta di quantificare la perdita di occasioni di profitto sperate, occorre ricostruire la situazione in cui il danneggiato si sarebbe trovato in assenza del fatto illecito e isolare quest'ultimo da altre concause idonee ad influire sulla posizione che il soggetto occupa attualmente sul mercato. Anche in questo caso è consentita la liquidazione equitativa, che però non permette di affievolire l'onere probatorio incombente al danneggiato. La denuncia dovrebbe partire da un primo esposto all’ordine professionale (consigliabile), altrimenti ricorrendo direttamente alla magistratura ordinaria.

Marzo 2011

Sicurezza Aggiornamento DPS

Promozioni Fidelity card per medicinali: sanzioni L’utilizzo della fidelity card anche per i prodotti medicinali può definirsi concorrenza sleale? La denuncia dell’abuso a chi deve essere fatta? Qual è la sanzione cui la farmacia va incontro? Il divieto è espresso nel decreto così detto Bersani che stabilisce che, per i medicinali non soggetti a prescrizione medica, sono vietati i concorsi, le operazioni a premio e le vendite sotto costo. Per i medicinali la norma è da ricercarsi anche nell’art. 125 del RD 1265/1934 che prevede oltre che la sanzione amministrativa la chiusura dell’esercizio per giorni 30, oltre in caso di recidiva l’arresto per un mese per il titolare. La fattispecie di concorrenza sleale potrebbe ben rientrare in codesto comportamento essendo la ratio di codesto illecito la messa in atto di comportamenti tali da configurare delle distorsioni che alterano in maniera illegale la concorrenza di più soggetti giuridici sul mercato. L'art. 2600 cod. civ. impone il risarcimento del danno per gli atti di concorrenza sleale compiuti con dolo o colpa, e nel caso di scontistica anche indiretta sul farmaco il dolo si palesa. Il danno da concorrenza sleale non è solo la sottrazione di clientela, ma anche gli atti di denigrazione che si traducono in nocumento all'immagine e dunque in una diminuzione di vendita dei prodotti. La giurisprudenza dell'ultimo decennio si è espressa esclusivamente a favore del risarcimento per equivalente, nelle sue componenti del danno emergente e del lucro cessante. Il danno emergente viene individuato per lo più nelle spese sostenute per acquisire le prove della concorrenza sleale, nonché per bloccarla e diminuirne gli

40

MAGGIO/GIUGNO 2011 il consulente della tua farmacia

Marzo 2011

Volevamo chiedervi se è ancora valido far firmare ai dipendenti la “designazione degli incaricati al trattamento dei dati personali trattati in farmacia. Istruzioni finalizzate all’attuazione delle misure minime di sicurezza”; con allegati i vari punti da firmare. Una copia rimane in farmacia e una al dipendente? Non dobbiamo rifare la lettera con il nuovo nominativo e consegnare a tutti i dipendenti perché aggiorniamo il DPS (Documento Programmatico della Sicurezza)! L’art. 4, comma 1, lett. h) del D.Lgs. 196/2003 definisce come Incaricati "le persone fisiche autorizzate a compiere operazioni di trattamento dal titolare o dal responsabile". Questo significa che per poter trattare i dati in qualità di incaricati v’è bisogno del conferimento di una legittimazione espressa da parte di colui che detiene - direttamente o per effetto di delega - il potere autorizzativo di privacy nella struttura. L’autorizzazione al trattamento è il conferimento ad una persona fisica dei poteri di compiere operazioni sui dati personali i cui effetti si possono riverberare sulla sfera giuridica del Titolare ed, eventualmente, del Responsabile. La forma e la modalità di conferimento sono stabilite all’art. 30, comma 2 del Codice Privacy: "La designazione è effettuata per iscritto e individua puntualmente l’ambito del trattamento consentito. Si considera tale anche la documentata preposizione della persona fisica ad una unità per la quale è individuato, per iscritto, l’ambito del trattamento consentito agli addetti all’unità medesima". Dunque, per la validità della preposizione è necessaria la forma scritta. In mancanza di forma scritta si verifica un caso di nullità per difetto di forma ai sensi dell’art. 1418, comma 2 del Codice Civile. L’utilizzo cogente della forma scritta risponde anche ad,


Consulenze

in collaborazione con l’ACFI Associazione Consulenti Farmacie Italiane

almeno, un paio di esigenze precipue: da un lato, quella di costituire un mezzo attraverso cui fornire indicazioni precise al preposto, dall’altro, dare certezza dell’adempimento da parte del preponente. Non è previsto il ricorso ad ulteriori mezzi formali. Quindi il documento è tuttora valido ed operante, anche se non ha necessità di essere ripetuto se già esistente, e non revocato o non vi siano modifiche apportate. Valgono le regole del diritto privato, cioè a dire la copia conservata dal responsabile e consegnata anche a mano al dipendente. Ogni altro documento che Ella cita che in sede di prima applicazione doveva essere redatto entro il 31 dicembre 2005, deve essere aggiornato entro il 31 marzo di ogni anno, (termine mai rispettato) non va inviato al Garante, ma deve essere conservato all’interno della farmacia ( e questo ella mi dice che già vi provvede). Aprile 2011

Economia Valore farmacia Avrei bisogno di sapere quali parametri devo considerare per la valutazione di una farmacia. Volendo acquistare una farmacia, come fare per sapere se il prezzo richiesto dal collega è congruo o meno? Il procedimento di valutazione di un’azienda e anche di una farmacia è procedimento assai complesso. Quindi le consiglio di farsi assistere per una corretta analisi rischiando di incorrere in procedimenti peritali alla “carlona “ assai dannosi per chi acquista una farmacia. E’ pur vero che la farmacia si valuta in via generale applicando ai ricavi derivati una percentuale che oscilla tra il 150 e 200% ma codesto metodo deve essere corretto con un procedimento anche di tipo reddituale. La farmacia deve essere valutata, anche e soprattutto visti i tempi, in base al reddito che produce. Ciò premesso, le correnti tecniche valutative fanno riferimento a metodi di valutazione “patrimoniali” e “reddituali”; entrambi questi metodi risultano tuttavia carenti nella maggior parte delle situazioni poiché, visualizzando solo alcune “caratteristiche dell’azienda”, non riescono a sintetizzarne tutte le componenti in maniera adeguata. Al fine di ovviare a tali limitazioni la dottrina ha sviluppato metodologie miste patrimoniali/reddituali che, nella prassi professionale, si sono dimostrate sufficientemente adatte a mediare le carenze dei metodi presi singolarmente. Ritengo che un metodo reddituale con stima autonoma dell’avviamento sia il più appropriato ad esprimere il valore economico della farmacia e che per questa operazione, glielo dico da perito oramai datato, occorre l’analisi di almeno gli ultimi tre bilanci della farmaci e degli studi di settore, almeno per una determinazione di “massima”. Aprile 2011

Acquisto immobile Nuovo locale per la farmacia Sono un farmacista titolare in procinto di acquistare un locale dove trasferire la mia farmacia rurale. Il venditore è una Srl. L’edificio è da ristrutturare e il locale classificato C/1 viene posto in vendita senza o con ristrutturazione fatta in proprio dal venditore o affidata a ditta esterna ma in qualche modo collegata. L’acquirente sono io, come impresa farmacia, e intendo in seguito donare il locale ai miei due figli (caso A); in alternativa il locale potrebbe essere acquistato dai miei figli come privati; in questo caso i figli possono essere acquirenti per la sola nuda proprietà lasciando i genitori come usufruttuari? (caso B). La materia immobiliare è divenuta assai complessa per effetto della regola del così detto reverse change. Ora non mi addentro nella disciplina fiscale perchè occorrerebbe un trattato non di poco conto. Nel caso che ella mi prospetta, mi sembra di comprendere che ella potrebbe avere intenzione di intestare l’immobile alla farmacia: codesta operazione mi sembra di primo acchito improduttiva, in quanto l’immobile entrerebbe a far parte del patrimonio aziendale e per donarlo ai suoi figli dovrebbe prima estrometterlo. Stesso problema se lo ritroverebbe in caso di cessione a terzi della farmacia. Penserei piuttosto alla costituzione di una piccola società immobiliare che si intesti l’immobile lasciando come ella desidera l’usufrutto ad ella e a sua moglie, la società potrebbe acquisire l’immobile in leasing e fittare lo stesso alla farmacia (occorre fare ben tuttavia un pre-calcolo sulla operatività dell’operazione in base ai valori). Per quanto riguarda il regime impositivo in sintesi: se si tratta di cessione di immobili strumentali, come nel caso vostro, l’Iva sarà dovuta al 20%; in caso di immobili ristrutturati, l’aliquota Iva sarà ridotta al 10%. L’imposta di registro sarà sempre dovuta in quota fissa, pari a 168 euro. Mentre le ipotecaria e catastale saranno rispettivamente pari al 3% e all’1%. Marzo 2011

Diritto del lavoro Lavoro straordinario Mi è stato chiesto di recarmi quotidianamente con la mia auto in un comune diverso da quello dove è situata la farmacia, per provvedere all’apertura del dispensario farmaceutico ed al suo regolare servizio. Le chiedo quindi: ho diritto all’indennità di trasferta o ad un rimborso kilometrico delle spese benzina seil consulente della tua farmacia MAGGIO/GIUGNO 2011

41


Consulenze le risposte ai vostri quesiti condo le tariffe ACI? Nei giorni in cui il dispensario è aperto non solo di mattina, ma anche di sera, l’eventuale rimborso kilometrico deve essere calcolato sul percorso andata e ritorno fatto la mattina più andata e ritorno fatto la sera, oppure su un unico tragitto andata e ritorno più rimborso pasto, più le ore di straordinario fatte tra la chiusura di mattina e l’apertura di pomeriggio. È possibile invece concordare tra me e il titolare una indennità di trasferta forfettaria? L'indennità di trasferta copre in misura fortettaria le spese di vitto e alloggio del lavoratore temporaneamente chiamato ad una prestazione lavorativa al di fuori del territorio comunale in cui ha sede l'azienda se il tempo di permanenza al di fuori del territorio comunale comporta anche necessariamente il soggiorno di una notte. Quindi la necessità di provvedere alla regolare apertura del dispensario farmaceutico, non configura la possibilità di usufruire dell'indennità di trasferta. Nel Suo caso invece, potrebbe avvenire il rimborso delle spese di viaggio con il sistema detto "a piè di lista", ovvero dietro presen-

tazione al datore di lavoro delle fatture relative all'acquisto di biglietti di treni, autobus, o un rimborso chilometrico in base alle tariffe ACI considerando che utilizza l'auto propria. Diverso il discorso di un compenso forfettario stabilito tra le parti. In questo caso, con un accordo scritto tra datore di lavoro e lavoratore, può essere quantificato un compenso economico fisso mensile da erogarsi per 12 mensilità, riferito all'onere di prestare la propria attività fuori sede per un certo numero di giorni al mese. E diversa ancora è la questione del lavoro straordinario. Il fatto di non poter tornare a casa a mangiare e riposare nell'intervallo tra la chiusura della mattina e la riapertura del pomeriggio, non configura l'esistenza di lavoro straordinario, che è inteso unicamente come prestazione eccedente le normali ore di lavoro previste dal contratto e necessaria per far fronte a particolari esigenze lavorative. Pertanto il trattenersi nel comune ove è ubicato il dispensario nella pausa di chiusura, non corrisponde a prestazione lavorativa soggetta a retribuzione, ma può solo eventualmente rientrare nel disagio del dover lavorare più lontano dalla propria abitazione. Aprile 2011

sito internet personalizzato

s

s

Un sito personalizzato è un modo per essere sempre disponibili per i vostri clienti e per il mondo intero, 24 ore su 24, è un modo per informare e per stabilire un contatto. Con un costo annuo di 360 euro avrete un sito con il vostro logo, che comunica gli orari, i turni, i servizi e le promozioni della farmacia, riporta consigli e news aggiornate due volte al mese. sU rIChIestA sOnO reAlIzzAbIlI sItI COn eCOmmerCe

s

ese m l a 0 4 A soli € CF € 30 al mese ti I per gli iscrit all’ (360 euro

MODULO DI ADESIONE

clusa) anno iva es

Da inviare compilato in stampatello per fax al numero 02 29407035 oppure 0362 559124 per ulteriori informazioni contattate l’Istituto al numero 02 29527614 oppure Sinergia al numero 0362 1794334

La farmacia................................................................................................................. Indirizzo.................................................................................................................................. Part. IVA.................................................. Telefono................................................ Fax................................................ Email................................................................................... ALL’OFFERTA DEL SITO INTERNET PERSONALIZZATO  ADERISCE e si impegna a saldare la relativa fattura di € 480,00 + IVA (€360,00 + IVA se iscritto ICF) entro i termini e con le modalità previsti

iscritto ICF

FIRMA..........................................................


Consulenze SEDIVA Agevolazioni fiscali Ri-trasferimento della residenza successivo all’acquisto della prima casa Il 24 giugno 2008 ho trasferito la mia residenza nel comune dove è situato l’immobile acquistato l’anno precedente con le agevolazioni “prima casa”; posso ora trasferirmi in un altro comune senza che il Fisco mi contesti il bonus di cui ho beneficiato all’atto dell’acquisto? Una delle condizioni necessarie per poter beneficiare delle c.d. “agevolazioni prima casa” (imposta di registro al 3% ed imposta ipotecaria e catastale fisse nella misura, ciascuna, di € 168, in luogo delle ordinarie misure, rispettivamente, del 7%, 2% ed 1% del valore dichiarato nel rogito) consiste nel risiedere, o dichiarare di voler trasferire la propria residenza entro diciotto mesi dall’acquisto, nel territorio del comune dove è ubicato l’immobile oggetto della compravendita agevolata. Una volta rispettato, tra gli altri, questo requisito della residenza, il potere di disconoscere i benefici fiscali della prima casa, con la conseguente decadenza dal bonus sin dall’origine, spetta naturalmente soltanto all’Agenzia delle Entrate, la quale, rilevando l’insussistenza dei presupposti agevolativi richiesti, “recupera”, in sede di verifica, le imposte ordinarie (e quindi quelle che sarebbero state pagate ove al rogito di acquisto non fosse stata applicata la tassazione agevolata), oltre alla sanzione pari al 30% del maggiore importo dovuto dal contribuente. Ora, pur se la normativa di riferimento non dispone nulla in ordine alla durata minima della permanenza della residenza nel comune di acquisto dell'immobile, è necessario tener presente che l’Amministrazione finanziaria, per revocare l’agevolazione e richiedere il pagamento dei maggiori tributi, ha a disposizione tre anni di tempo decorrenti dalla data di registrazione del rogito, se il contribuente già risiedeva nel comune della sua prima casa, ovvero dal giorno successivo alla scadenza del diciottesimo mese dall’acquisto, nel caso in cui si sia provveduto a trasferire la residenza appunto entro quei diciotto mesi (Cass. n. 1096/2000 e Circ. n. 62/E/2002). Quindi, concludendo sul quesito, per sottrarsi al rischio di una possibile contestazione sulle agevolazioni fruite per l’acquisto operato nel 2007, e avendo evidentemente rispettato il requisito della residenza, Lei dovrà attendere - per potersi ri-trasferire in un altro comune - fino al giorno successivo al 24 giugno 2011, termine ultimo concesso al Fisco per la notifica dell’atto impositivo diretto al recupero del bonus fiscale. M. Giovannini - Marzo 2011

La responsabilità degli eredi La (più) ampia responsabilità del socio di una sdf ereditaria Con i miei due figli non farmacisti gestiamo la farmacia di mio marito in comunione ereditaria da alcuni mesi, ma in questi giorni siamo stati costretti a prendere atto con sorpresa di un pesante indebitamento della farmacia; vorremmo sapere quali sono i nostri rischi personali, anche perché alcuni creditori stanno già avviando azioni esecutive. Se si trattasse di una società di persone (snc o sas) c.d. regolare (formata pertanto per atto pubblico o scrittura privata autenticata e iscritta nel Registro delle imprese tenuto dalla CCIAA competente per territorio), la responsabilità di ogni socio per le obbligazioni sociali sarebbe bensì illimitata e solidale - esattamente come quella dei soci delle società di fatto (come la Vostra) e delle società irregolari (che sono quelle formate per atto scritto ma non iscritte nel Registro delle imprese) – ma anche, diversamente rispetto a questi ultimi, sussidiaria, laddove cioè “i creditori sociali, anche se la società è in liquidazione, non possono pretendere il pagamento dei singoli soci, se non dopo l’escussione del patrimonio sociale” (art. 2304 cod. civ.). Questa importante diversità, tra l’altro, spiega anche perché è opportuno regolarizzare al più presto una comunione ereditaria (che dal punto di vista giuridico insorge – alla data stessa della morte del titolare della farmacia - appunto come società di fatto); la regolarizzazione, infatti, permette agli eredi–soci di interporre tra loro e i creditori della società l’intero patrimonio di quest'ultima. Nel nostro diritto commerciale (come in altri ordinamenti civilistici) le obbligazioni sociali trovano insomma la loro garanzia, per così dire, naturale nel capitale e nel patrimonio sociale, e quindi nei conferimenti originari dei soci e nei beni acquistati dalla società nel corso dell’esercizio collettivo dell’impresa, e soltanto sussidiariamente nel patrimonio personale dei soci. Ecco perché, come detto, il codice riconosce a ciascun socio illimitatamente (con tutti i suoi beni) e solidalmente (nei rapporti con gli altri soci) responsabile – e perciò a tutti i soci di una snc (regolare) ed ai soci accomandatari di una sas (regolare) - il c.d. beneficium excussionis, il diritto, cioè, alla preventiva escussione dei beni sociali (nel che si sostanzia la sussidiarietà cui si è fatto cenno), che è una condizione di procedibilità dell’azione esecutiva nei confronti del socio da parte del creditore, sul quale grava conseguentemente l’onere della prova dell’insufficienza del patrimonio della società. Ma questo, lo ribadiamo, soltanto se la società di persone è regolare, perché è proprio l’iscrizione alla CCIAA – costituendo essa una forma di pubblicità legale, prevista naturalmente a tutela dell’affidamento dei terzi – a notiziare ex se alla generalità l’esiil consulente della tua farmacia MAGGIO/GIUGNO 2011

43


Consulenze SEDIVA stenza della società e le sue norme costitutive-statutarie. Se intendete dunque evitare che i creditori sociali possano agire indisturbati nei confronti – indifferentemente - della sdf ereditaria e/o di ciascuno di Voi, dovrete procedere quanto prima alla regolarizzazione della sdf in snc o sas, iscrivendola evidentemente nel Registro delle imprese. In tal caso, quei creditori saranno costretti ad aggredire dapprima la sola snc, e, soltanto in caso di esperimento negativo, agire poi nei confronti di uno e/o l’altro dei soci, anche se non è probabilmente necessario (come abbiamo osservato tempo fa in un’altra occasione) che costoro debbano sobbarcarsi l’onere di giudizi esecutivi destinati a rivelarsi infruttuosi e/o attendere il fallimento della società, sembrando sufficiente un suo stato - generale e conclamato - di insolvenza. G. Bacigalupo - Marzo 2011

Elargizioni Omaggi pasquali ai clienti In occasione delle festività (anche pasquali) ho l’abitudine di offrire un piccolo omaggio (per lo più si tratta di dolciumi) ai dipendenti ed ai clienti di riguardo. Poiché la spesa, pur se non eccessiva, va sempre sostenuta, vorrei sapere se è prevista qualche agevolazione fiscale e se a tale proposito sia necessario acquisire la fattura. Dal tenore letterale del quesito ci sembra di capire che questi omaggi consistano in definitiva in beni di modico valore offerti ai dipendenti e ai clienti di riguardo. Ebbene, per tracciare correttamente il trattamento fiscale di operazioni del genere bisogna distinguere le elargizioni fatte ai clienti da quelle rivolte, invece, ai dipendenti. Quanto alle prime, dal punto di vista delle imposte sui redditi, gli acquisti di beni di valore unitario non superiore a 50 euro distribuiti gratuitamente alla clientela sono, come noto, deducibili per il loro intero ammontare senza ulteriori condizioni (in particolare, non viene richiesto, come per le altre spese di rappresentanza, che la spesa sia commisurata all’ammontare dei ricavi della farmacia). Ai fini dell’iva, invece, per effetto di un improvvido mancato coordinamento con le nuove regole in materia di imposizione diretta, la detrazione spetta soltanto se il valore unitario dei beni non supera, al netto appunto dell’iva, l’importo di euro 25,82; pertanto il massimo beneficio fiscale (deduzione integrale del costo ai fini delle imposte dirette più detrazione integrale dell’iva assolta sull’acquisto) si consegue soltanto se il costo unitario dell’omaggio resta contenuto nel richiamato limite di euro 25,82 (il che francamente, considerando la natura dei beni, sembra un’ipotesi ragionevolissima); oltre tale importo, e sempre fino al “tetto” di 50 euro, si manterrà eviden-

44

MAGGIO/GIUGNO 2011 il consulente della tua farmacia

temente il solo vantaggio fiscale della deduzione integrale del costo ai fini dell’imposizione diretta perché l’iva diventerà indetraibile. A conti fatti – tenuto conto che l’iva, pur se indetraibile, concorre alla formazione del costo fiscalmente deducibile –per “catturare” quest’ultimo beneficio fiscale, è necessario che l’imponibile iva dei nostri regali non superi, rispettivamente, i 48,08 euro in caso di aliquota del 4%, i 45,45 euro, se l’iva è al 10%, e i 41,67 euro, infine, ove l’aliquota sia del 20%. In ogni caso, al momento della consegna del bene non bisognerà fare alcunché e tantomeno scontare alcuna imposta, dato che le operazioni non sono rilevanti ai fini del tributo. Quanto ai dipendenti, fino al valore – da calcolarsi per anno e per dipendente –di € 258,23, gli omaggi non costituiscono per i dipendenti stessi dei benefit da assoggettare a ritenuta fiscale e contributiva da parte della farmacia, mentre il relativo costo sarà per quest’ultima fiscalmente deducibile come spesa per prestazioni di lavoro subordinato. Insomma, entro il “tetto” annuale di 258 euro, l’omaggio non costerà nulla al dipendente in termini di imposte e contributi. Ai fini iva, invece, poiché le liberalità ai dipendenti esulano dal contesto della disciplina relativa alle spese di rappresentanza, dovrebbe valere la regola comune in materia di acquisti di alimenti e bevande e, quindi, i dolciumi acquistati per essere destinati al personale non danno diritto alla detrazione dell’iva, e questo anche per importi al di sotto della soglia dei 25,82 euro; anche in tal caso, però, al momento della consegna del bene non sarà necessario fare nulla e neppure scontare una qualsiasi imposta, proprio perché anche qui le operazioni non rilevano ai fini di questo tributo. Quanto, infine, alla documentazione da farsi rilasciare dal fornitore al momento dell’acquisto, non v’è dubbio che essa debba consistere in una regolare fattura intestata alla farmacia e contenente la descrizione dei beni acquistati con la specificazione del loro costo unitario, al fine proprio di evidenziare – qualora fosse non superiore a 25,82 euro – il diritto alla piena detrazione dell’iva. S. Civitareale

Esposizione al pubblico La consultabilità delle liste di trasparenza Desidero sapere se in farmacia la lista di trasparenza dei farmaci di classe C deve essere consultabile dal cliente o deve obbligatoriamente essere esposta al pubblico. Il d.l. 87/05 (“Misure urgenti sul prezzo dei farmaci non rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale”) prevede – all’art. 1, primo comma – che “il farmacista, al quale venga presentata una


Consulenze

in collaborazione con lo studio associato Bacigalupo-Lucidi di Roma

ricetta medica che contenga la prescrizione di un farmaco appartenente alla classe di cui alla lettera c) del comma 10 dell’articolo 8 della legge 30 dicembre 204 n. 311, è tenuto ad informare il paziente dell’eventuale presenza in commercio dei medicinali aventi uguale composizione in principi attivi nonché forma farmaceutica, via di somministrazione, modalità di rilascio e dosaggio unitario uguali.” Ora, come anche Lei ricorda, tutti i “generici” vengono elencati in liste di trasparenza (predisposte e diffuse dall’Aifa) che però, si sensi del secondo comma dello stesso art. 1, “devono essere poste in modo ben visibile al pubblico all'interno di ciascuna farmacia”. Non dovrebbe quindi essere sufficiente esibire la lista di trasparenza “a domanda” del cliente, perché sembra invece necessario mettere comunque quest’ultimo nelle condizioni di consultarla autonomamente, in sostanza – eccoci al dunque – affiggendola (o qualcosa del genere) in un punto accessibile del locale farmacia, e del resto, se non abbiamo letto male, parrebbe che in qualche bozza di provvedimento, legislativo o provvedimentale, questo venga espressamente configurato appunto come un obbligo a carico della farmacia. R. Santori

Responsabilità penali e/o civili Dispensazione di un farmaco senza la ricetta obbligatoria Un mio collaboratore ha consegnato in due giorni successivi tre confezioni di un farmaco veterinario senza la prescritta ricetta, con la solita promessa del cliente di farla pervenire successivamente. Il medicinale, a quanto mi è stato riferito, è stato però assunto in associazione con un altro farmaco causando all’interessato danni serissimi, pur senza alcun pericolo di morte. Quali possono essere le conseguenze? Secondo un’antica massima giuridica “quod est causa causae est causa causati”: se la mia condotta è stata causa di un evento A che a sua volta è stata causa di un evento B, la mia condotta si rivela causa (anche) dell’evento B, a meno che tra A e B non si sia interposta una vicenda (un comportamento di altri, un avvenimento qualunque, ecc.) anormale, o anche soltanto eccezionale, che abbia imprevedibilmente assunto un ruolo decisivo nella produzione dell’evento B, presentandosi dunque, più che come “concausa” (perché, come tale, non scriminerebbe la mia condotta), come vera causa, perciò direttamente determinante di quest’ultimo. Questo, molto in pillole (e forse in termini troppo semplicistici per il penalista…), il quadro di riferimento – sostanzialmente recepito anche dal nostro codice penale (art. 40, primo comma e,

soprattutto, art. 41, primo e secondo comma) – che ci riguarda in un caso come questo, purtroppo non del tutto infrequente. Nella specifica fattispecie del quesito, quindi, non dobbiamo tanto soffermarci sulla condotta del Suo collaboratore che infatti è stata sicuramente illecita, essendo certo che egli ha dispensato senza ricetta un farmaco veterinario soggetto a prescrizione (con una prima conseguenza che l’eventuale responsabilità penale sarebbe in ogni caso soltanto di quel collaboratore, mentre quella civile – secondo i principi generali – coinvolgerebbe anche Lei), quanto piuttosto verificare se non sia stato invece proprio il successivo accadimento (l’assunzione di quel farmaco in associazione con un altro) a cagionare direttamente – appunto per la sua anormalità o eccezionalità -l’evento lesivo. In qualche altra situazione, per la verità, il rischio per il farmacista che consegni un farmaco senza la prescritta ricetta medica può essere forse più concreto e meno ipotetico di quel che forse si crede, ma qui il Suo collaboratore non dovrebbe nutrire grandissime preoccupazioni, perché l’assunzione di un medicinale ad uso veterinario associandolo ad un altro farmaco (tanto più che, almeno noi, non abbiamo la più pallida idea di come sia soltanto concepibile un’”associazione” di questo genere per uso umano …) sembrerebbe proprio essere stata l’unica causa – comunque sopravvenuta, quanto straordinaria e imprevedibile – delle lesioni, senza contare che ragionevolmente quell’evento non sarebbe stato forse scongiurato neppure se il farmaco fosse stato consegnato dietro presentazione della prescrizione veterinaria. Potrebbe essere del resto inquadrata allo stesso modo anche la vicenda, pure sottoposta al nostro esame, di un farmaco “etico” dispensato senza ricetta (ripetibile) ad un cliente che dalla sua assunzione – dettata, a quanto sembra, da esigenze di puro autolesionismo – ha tratto conseguenze per lui purtroppo fatali; anche in tal caso, infatti, tra la condotta antigiuridica del farmacista e l’evento letale si è frapposto un comportamento della vittima che, anche per la sua estrema irragionevolezza e incongruità (di nessun farmaco, probabilmente, si può ingerire in un colpo solo l’intero flacone …), ha finito per assumere un ruolo decisivo rispetto all’evento che, anche in tale evenienza, neppure l’intervento preventivo del medico (pur prescritto dalla norma) avrebbe potuto verosimilmente impedire. Tuttavia, in questa seconda fattispecie – diversamente dalla prima – l’ipotetica responsabilità del farmacista “dispensatore” interesserebbe comunque il solo versante civilistico, perché il nostro codice contempla come reato la figura colposa del delitto di lesioni personali ma non quella del delitto di istigazione al suicidio. Tornando al quesito, però, è bene ad ogni buon conto che il Suo collaboratore (se ancora non vi ha provveduto) allerti un avvocato penalista, che dovrà naturalmente curare anche i vari aspetti – pure rilevanti – che potranno derivarne (anche per Lei, come accennato) sul piano civilistico. G. Bacigalupo il consulente della tua farmacia MAGGIO/GIUGNO 2011

45


Consulenze SEDIVA Consumi personali L’assegnazione ad uso personale del pc della farmacia Ho rinnovato recentemente la rete informatica della farmacia, sia per l’”hardware” che per il “software”. Alcuni terminali, tuttavia, sono ancora utilizzabili e vorrei destinarli all’uso personale, estromettendoli dall’attività. Che adempimenti sono previsti ai fini fiscali? L’operazione prospettata altro non è che una destinazione di beni strumentali in carico alla farmacia all’uso o consumo personale e/o familiare del titolare. Ai fini dell’iva, l’assegnazione sconta l’imposta (ad aliquota 20%) se – come sicuramente è avvenuto in questo caso – sia stata detratta l’imposta pagata al fornitore al momento dell’acquisto dei beni stessi; l’iva va però ora applicata, attenzione, sul valore normale di questi beni (in pratica, l’attuale loro valore di mercato). Sul piano delle imposte dirette, invece, trattandosi evidentemente di beni strumentali, l’assegnazione (o, se si preferisce, l’ ”autoassegnazione”) concorrerà al reddito della farmacia – nell’anno in cui essa viene effettuata – per l’importo corrispondente alla differenza tra il valore appunto normale e l’eventuale residuo da ammortizzare e determinerà, alternativamente, un provento (plusvalenza) ove quello normale si riveli superiore all’importo (c.d. storico) ancora da ammortizzare, ovvero un costo (minusvalenza) se il primo risulti inferiore al secondo. Ora, se da un lato le plusvalenze da “autoassegnazione” costituiscono certamente proventi imponibili, dall’altro lato le minusvalenze originate in queste vicende, a decorrere dall’esercizio 2006, non sono più deducibili; in quest’ultimo caso, quindi, la farmacia non potrà dedurre dalle imposte sui redditi la perdita iscritta in bilancio a seguito dell’operazione. S. Civitareale

Codice consumatore Il diritto di recesso del cliente La farmacia rientra nell’elenco degli esercizi commerciali che devono soddisfare l’eventuale diritto di recesso dell’utente? Ed in caso affermativo, tale diritto può essere esercitato su tutte le categorie merceologiche ivi compresi i farmaci, o vi sono delle limitazioni? Il Codice del consumatore prevede il diritto appunto del consu-

46

MAGGIO/GIUGNO 2011 il consulente della tua farmacia

matore di esercitare il recesso per i contratti e le proposte contrattuali a distanza, ovvero negoziati fuori dai locali commerciali, senza penalità alcuna e senza specificarne il motivo, e però entro termini tassativi e con modalità ben precise (gli uni e le altre descritti dal Codice stesso). Per l’attività di farmacia, che si svolge invece a diretto contatto con l’utenza, non si applica dunque tale previsione normativa per nessuno dei prodotti che vi vengono ceduti al dettaglio, farmaci o non farmaci. Naturalmente, diversa è l’ipotesi della consegna di un prodotto difettoso, per la quale è fatto obbligo a qualsiasi esercente un’attività commerciale di rimborsare l’utente– consumatore, ovvero di sostituire il prodotto risultato difettoso, fermo il diritto di regresso del commerciante verso l’azienda produttrice. S. Lucidi

Eredità L’acquisizione della farmacia da parte di uno dei coeredi Abbiamo ereditato nel 2001, in tre fratelli, la farmacia di nostra madre, la cui titolarità dopo quattro anni è stata però riconosciuta dall’amministrazione (pugliese) a nome di mio fratello farmacista, senza che gli altri due eredi abbiano espresso nessun consenso, o sottoscritto un atto di rinuncia. Nel 2009 la farmacia è stata poi ceduta ad altro farmacista; vorrei perciò sapere se e come posso tutelarmi. Il quesito racconta una storia quasi inverosimile, perché sembrerebbe che un erede sia stato riconosciuto dal Sindaco (dato che parliamo di un caso pugliese), o comunque dall’autorità competente, titolare di un esercizio ricevuto per successione da più coeredi, senza che sia intervenuto alcun atto negoziale tra il primo e gli altri. Una vicenda del genere sarebbe stata forse concepibile se si fosse trattato di una farmacia privilegiata o legittima che ancor oggi possa ritenersi tale (ma di farmacie tuttora di antico diritto non dovrebbero ormai rinvenirsene più di una o due...), ovvero di una successione aperta tra la l. 34/81 (c.d. Pittella) e la legge di riordino n. 362/91; nell’uno come nell’altro caso, infatti, si sarebbe potuto anche configurare - sia pure al ricorso di altre particolari condizioni – un interesse intensamente tutelato del coerede farmacista (se figlio e/o coniuge del titolare deceduto) a vedersi riconoscere dalla p.a. titolare dell’esercizio senza necessità del consenso degli altri coeredi, cui però egli avrebbe dovuto in ogni caso corrispondere il valore economico della quota di ciascuno di loro sulla farmacia. Ma al di là di queste due peculiarissime fattispecie, ben diverse tra loro ma entrambe appartenenti ormai al passato (e nelle quali


Consulenze

in collaborazione con lo studio associato Bacigalupo-Lucidi di Roma

il legislatore, nel quadro del regime di protezione assicurato per lungo tempo alla “famiglia di farmacisti”, aveva previsto una preferenza di ordine pubblicistico a favore dell’erede farmacista, o futuro farmacista, senza tuttavia alcun privilegio di natura patrimoniale), le regole generali – che valgono per la farmacia come per il bar – prevedono che al decesso del titolare (e quando evidentemente non subentri in via esclusiva un solo erede o un solo legatario) gli succedano tutti gli eredi e/o legatari (sia, conseguentemente, a titolo universale che particolare, e sia per successione legittima che testamentaria) in comunione tra loro. Costoro, per ciò stesso, acquistano il diritto tanto di gestire congiuntamente l’esercizio in via provvisoria per tutto il periodo contemplato dalla legge (che nel Suo caso era allora di tre o più anni, mentre oggi è per tutti biennale) che di effettuarne il “trapasso”, entro lo stesso termine, ad un qualsiasi terzo e anche (sia pur, questa volta, soltanto indirettamente) ad uno o più di loro in possesso dei necessari requisiti professionali, ma comunque in regime di perfetta equiordinazione tra interessi pubblicistici e interessi privatistici, nel senso che la tutela degli uni presuppone indefettibilmente la sistemazione degli altri. In particolare, il giorno stesso del decesso insorge di diritto, con riguardo alla farmacia, una società di fatto (da regolarizzare in snc o sas) tra tutti quei coeredi che dunque ne diventano soci per una quota del capitale sociale esattamente corrispondente alla propria porzione di eredità, pur se, per la verità, al coerede è anche consentito sottrarsi individualmente al coinvolgimento nella sdf - che del resto è una “non forma” sociale piuttosto pericolosa nell’ottica del codice civile - manifestando una volontà contraria (ma approfondire qui questa specifica evenienza sarebbe un po’ complicato, e ne parleremo perciò in un’altra circostanza). Giuridicamente, quindi, è sotto forma di sdf (o snc o sas) e nella veste di soci che i coeredi esercitano congiuntamente la farmacia per tutto quel tempo, ed è pertanto la sdf come tale che ne trasferisce la titolarità – unitamente all’azienda – ad un terzo estraneo alla compagine sociale (e ereditaria), utilizzando una delle figure contrattuali traslative di una proprietà aziendale che tutti conosciamo; invece, il conseguimento del diritto d’esercizio (e dell’azienda sottostante) da parte di uno (o alcuni) soltanto dei coeredi-soci (e farmacista idoneo) passa per vie diverse pure anch’esse conformi a schemi negoziali, tipici o atipici, dell’ordinamento civilistico; e però, attenzione, si tratta di passaggi del tutto ineludibili. Quel coerede-socio, infatti, per aver diritto al riconoscimento della titolarità della farmacia a suo favore deve acquisire previamente dagli altri coeredi-soci tutte le altre quote di capitale (ricorrendo a donazioni, cessioni a titolo oneroso o fiduciarie, permute, ecc.), perché soltanto così può procedere allo scioglimento della sdf e, soprattutto, assegnare a se stesso la farmacia, consumando quindi a proprio favore il diritto – a lui spettante ormai in via esclusiva proprio in conseguenza dell’acquisizione

dell’intero capitale della sdf – ad operare il “trapasso” della titolarità già del de cuius. Può anche darsi il caso che il nostro coerede-socio farmacista non acquisisca neppure in parte il residuo capitale sociale, ovvero ne rilevi solo una frazione, e che perciò la sdf prosegua con tutti o alcuni degli altri coeredi-soci; e tuttavia, egli dovrà nondimeno aver cura, contestualmente anche qui allo scioglimento della società, di rendersi – sempre entro il termine biennale – assegnatario della farmacia, cosicché anche in questa ipotesi sarà in pratica necessario utilizzare modelli negoziali cui partecipino comunque gli altri coeredi-soci. Infine, laddove i coeredi-soci in possesso dei requisiti prescritti siano più di uno, i fatti avranno uno svolgimento non dissimile da quello appena accennato, perché i coeredi-soci farmacisti dovranno: a) o procedere anche loro all’acquisizione di tutte le altre quote di capitale, e in questo caso la sdf ereditaria non dovrà essere necessariamente sciolta, dato che, previa la regolarizzazione in snc o sas, potrà essa stessa essere riconosciuta titolare della farmacia; b) ovvero, rendersi soltanto loro congiuntamente assegnatari della farmacia, e allora la sdf sarà sciolta e la titolarità dell’esercizio (a quel momento ancora in capo al de cuius) trasferita alla nuova società di persone costituita tra quei coeredi-soci. Ma ancora una volta sono imprescindibili degli atti negoziali con la partecipazione di tutti. Sta di fatto, invece, che nella vicenda descritta nel quesito nulla di tutto quel che si è configurato sembra essere accaduto, perché nessun atto negoziale è intervenuto tra i coeredi, e dunque quel coerede farmacista non avrebbe mai potuto essere riconosciuto titolare (se non con la complicità – volontaria o involontaria – dell’autorità competente) e neppure, pertanto, disporre successivamente dell’esercizio a favore di terzi. Ove, tuttavia, ci sia stato davvero un terzo che (in buona fede) abbia acquistato la farmacia dall’inopinato titolare, gli altri coeredi – che furono allora nel concreto “espropriati” (?) delle loro quote di comproprietà sull’azienda caduta in successione o, se non altro, delle rispettive quote della sdf – non possono oggi perseguire quel terzo (in buona fede), ma soltanto invocare le loro ragioni di credito nei confronti del coerede farmacista che si è reso autore dell’“esproprio” e anche, ricorrendone le condizioni, nei confronti della pubblica amministrazione. Provocare, infatti, la revoca, o comunque la rimozione del provvedimento di autorizzazione all’esercizio della farmacia rilasciato al coerede farmacista sarebbe stata un’impresa non particolarmente difficile, data la carenza originaria dei suoi presupposti civilistici; attaccare invece l’atto di assentimento della titolarità a favore dell’avente causa (in buona fede) di costui è invece operazione impossibile perché impedita dal codice civile ma anche dalle norme di diritto amministrativo. Gustavo Bacigalupo il consulente della tua farmacia MAGGIO/GIUGNO 2011

47


Publiredazionale Informazione sanitaria

WIKIPHARM È LA APP DI RICERCA FARMACI PIÙ COMPLETA E SCARICATA DEL MOMENTO Al suo lancio, tre settimane fa, è stata la App gratuita più scaricata in Italia ed oggi continua ad essere la più richiesta tra quelle dedicate alla salute. WikiPharm, la nuova App di ricerca farmaci ha registrato, in soli tre settimane, 62.000 download, più di 100 recensioni e numerosi feedback positivi. Un database con migliaia di farmaci, sia a uso umano che veterinario, con informazioni su principio attivo, indicazioni terapeutiche, posologia, interazioni con altri farmaci, tipo di ricetta richiesta, controindicazioni ed effetti indesiderati. Al suo lancio nell'AppStore, tre settimane fa, è stata la App gratuita più scaricata in Italia ed oggi continua ad essere la più richiesta tra quelle dedicate alla salute. Stiamo parlando di WikiPharm, l’app di ricerca farmaci che ha registrato, in sole tre settimane, oltre 62.000 download, più di 100 recensioni e numerosi feedback positivi. Con WikiPharm è possibile trovare tutte le informazioni riguardanti i medicinali raccolti all’interno di database ufficiali. Migliaia tra dispositivi medici e farmaci, sia a uso umano che veterinario, per ciascuno dei quali vengono specificati: principio attivo, indicazioni terapeutiche, posologia, interazioni con altri farmaci, tipo di ricetta richiesta, controindicazioni ed effetti indesiderati. La ricerca può essere effettuata a partire dal nome commerciale del farmaco, dal nome del principio attivo, ma anche a partire da un disturbo specifico. Non solo. Grazie alla possibilità di confrontare tra loro farmaci con lo stesso principio attivo, WikiPharm permette di trovare, per ciascun farmaco di marca, il generico corrispondente, segnalando il prodotto che, a parità di efficacia, qualità e sicurezza, costa meno. Come è noto, infatti, l’introduzione sul mercato dei farmaci equivalenti, ha aperto una possibilità di risparmio anche nel settore della gestione della salute. “WikiPharm è nata dall’idea di fornire al cittadino le informazioni necessarie per conoscere meglio i farmaci e gestire con più consapevolezza la propria salute - spiega Marco Grespigna, Business Unit Director di Teva Italia, azienda leader mondiale nella produzione e distribuzione di farmaci equivalenti, nonché promotrice di WikiPharm –. Inoltre, abbiamo verificato l’esigenza, da parte del pubblico, di avere più informazioni sui farmaci generici, ossia prodotti di alta qualità che, per motivi di ordine commerciale, costano meno dei farmaci originali. Alla

48

MAGGIO/GIUGNO 2011 il consulente della tua farmacia

luce di queste esigenze, abbiamo deciso di creare uno strumento virtuale di consultazione che contenesse l’identikit di tutti i farmaci disponibili in Italia e, in più, di dare informazioni sui costi, in modo che il cittadino possa scegliere consapevolmente anche nell’ambito della salute.” “L'impegno progettuale – dichiara Piero Conte, il responsabile dello sviluppo tecnico dell’applicazione - è stato anche quello di rendere la navigazione più semplice e intuitiva possibile, perché WikiPharm è uno strumento al servizio dei cittadini, oltre che di medici e professionisti del settore. Probabilmente abbiamo raggiunto il nostro scopo, se consideriamo gli oltre 62.000 download effettuati in sole tre settimane e l'elevato numero di feedback molto positivi.” Considerato il grande successo e l'apprezzamento della App, WikiPharm sarà disponibile gratuitamente per il download sull'App Store ancora per qualche tempo. WikiPharm è patrocinata dal Movimento Consumatori e promossa da Teva Italia ed è stata sviluppata dall'agenzia di comunicazione triestina fablab, in collaborazione con equivalente.it, il portale per conoscere e scegliere i farmaci equivalenti. Il database è di Farmadati. Al momento, è disponibile per iPhone, compatibile con iPad e sono già in sviluppo le versioni compatibili con gli altri dispositivi mobili (Android) e la versione HD per iPad.


Ci siamo quando vuoi un alleato sicuro per la salute.

Una storia di eccellenza iniziata da oltre cento anni si consolida anche in Europa: TEVA, tra le prime 15 aziende farmaceutiche del mondo, e leader mondiale dei farmaci equivalenti, con l’acquisizione di ratiopharm diventa anche il primo operatore italiano ed europeo del settore. TEVA è qualità, innovazione, sviluppo sostenibile. Per questo investe nella ricerca e sviluppo di nuovi farmaci, valorizzando i nostri migliori talenti.

TEVA. N. 1 AL MONDO NEI FARMACI EQUIVALENTI.


Fitocosmesi Trattamento capelli di Simona Bianucci – Farmacista

Piante medicinali per la bellezza dei capelli È a Berenice, moglie di Tolomeo d'Egitto, che dobbiamo una delle prime rudimentali ricette fitoterapiche per la cura e la bellezza dei capelli. Si narra che fosse particolarmente attenta alla sua chioma e che passasse giornate intere a prendersene cura. La ricetta di Berenice era, nella sua semplicità, molto efficace: un mazzetto di ruta, due litri di acqua e un pezzo di corteccia di olmo.

China, miglio, mango, ortica, papiro, peonia, salvia, altea, fiordaliso, camomilla, agrimonia, bardana, spirea, cappuccina, mirto: un ampio ventaglio di possibilità. Sono passati diversi secoli da quando Berenice si frizionava sulla testa quell'acqua “speciale”, ma ciò che tutto sommato non è cambiato è che, proprio dalla natura e dalle sue risorse, è possibile attingere per ottenere prodotti utili ai nostri capelli. In questi ultimi anni sono stati condotti numerosi studi per riuscire a sfruttare al meglio le risposte “verdi” alle più frequenti problematiche legate a capelli e cuoio capelluto e molti dei principali prodotti in commercio per i capelli contengono effettivamente derivati ed estratti vegetali. Un'ampia casistica di alterazioni del capello e del cuoio capelluto trova soluzione grazie a estratti vegetali specifici, ma non solo. Possiamo utilizzare tali estratti anche nella semplice e quotidiana cura o pulizia. Esistono piante efficaci per i capelli secchi e sfibrati, per quelli grassi, per quelli che cadono, per la forfora secca e grassa.

Capelli grassi Agrimonia, salvia, ortica Le ghiandole sebacee normalmente producono la quantità di sebo necessaria al capello, ma quando si verificano condizioni anomale (alterazioni metaboliche o agenti esterni) tale produzione aumenta e i capelli diventano grassi. La soluzione non con-

50

MAGGIO/GIUGNO 2011 il consulente della tua farmacia

siste nel lavare più spesso i capelli perché più si lavano più si asporta il sebo di superficie generando la cosiddetta iperseborrea di rimbalzo. È invece più efficace lavare i capelli 2-3 volte la settimana alternando uno shampoo seboregolatore ad uno delicato per lavaggi frequenti. Gli shampoo ad azione sebo-normalizzante contengono di solito agrimonia, ortica o salvia: 8 gli estratti di agrimonia, ricchi di tannini, hanno proprietà astringenti, decongestionanti e sebo-normalizzanti: infatti i tannini, reagendo con la cheratina, riducono la permeabilità cutanea in quanto restringono i dotti sudorali. Quindi minor sudore e sebo. Oltre a questo, agrimonia svolge azione antipruriginosa ed antiinfiammatoria locale; 8 salvia è l'antiidrotico per eccellenza, ma possiede anche proprietà antisettiche e notevolmente purificanti; 8 ortica radice, conosciuta fin dall'antica Grecia come depurativo ed antiinfiammatorio, è un eccellente rivitalizzante, purifica il cuoio capelluto e regola la produzione di sebo. Si utilizza la pianta fresca (in succo o in tintura


Fitocosmesi Trattamento capelli madre) sfruttando il contenuto proteico. Per aumentare l'attività può essere utile associarla a capsico, ginseng, arnica, rosmarino o timo. 8 Lozione all'ortica: 100 g di ortica, mezzo litro di aceto, mezzo litro di acqua leggermente riscaldato, si utilizza per sciacquare i capelli ogni sera, per dieci sere consecutive.

Capelli secchi e sfibrati Altea, fiordaliso, mango I capelli secchi derivano da una scarsa capacità delle ghiandole sebacee di produrre il sebo necessario e dall'azione di agenti atmosferici quali sole e vento eccessivo che depauperano il contenuto di umidità fisiologica del capello, rendendolo poco elastico e debole. Il trattamento dei capelli secchi si basa sull'utilizzo di prodotti lipidici ad azione emolliente (per ripristinare il film protettivo) e di sostanze idratanti. 8 altea e fiordaliso sono caratterizzati da un elevato contenuto di pectine e mucillagini dal potere idratante; in presenza di acqua questi polisaccaridi si trasformano in sostanze gelatinose che vanno a ricoprire la superficie del capello e ripristinano la corretta elasticità e grado di idratazione; 8 il frutto di mango è estremamente ricco di acidi grassi saturi e mono-insaturi, fondamentali per nutrire e riparare in profondità la fibra del capello.

Capelli con forfora Bardana, spirea, cappuccina, mirto e timo rosso La forfora altro non è che un'eccessiva desquamazione delle cellule del cuoio capelluto, di solito provocata dall'azione di un lievito del genere Pityrosporum; questo lievito altera la composizione del sebo formando prodotti che modificano il processo di desquamazione dei corneociti. I prodotti efficaci in caso di forfora sono quelli che detergono e disinfettano il cuoio capelluto e al contempo possano esercitare un'azione calmante e lenitiva. 8 spirea si utilizza per il suo contenuto in salicilati che le regalano un'intensa attività esfoliante, antisettica e purificante. Il contenuto in flavonoidi invece spiega l'azione decongestionante; 8 bardana manifesta proprietà purificanti, astringenti, antipruriginose e sebo-normalizzanti per la presenza di acidi caffeilchinici oltre a proprietà antisettiche; 8 cappuccina ( Tropaeolum majus L.) è una pianta rampicante perenne originaria del Sudamerica, utilizzata da sempre nelle affezioni dermatologiche. La sua azione purificante è dovuta alla glucotropeolina ed è particolarmente efficace nel trattamento della forfora secca; 8 mirto, per la sua azione lenitiva riduce la sensazione di prurito del cuoio capelluto; 8 timo rosso: il nome deriva dal greco ymos, profumo, ca-

ratteristica evidente di questa pianta, molto aromatica. Veniva usato dagli Egizi per il processo di imbalsamazione, dai Greci per combattere le malattie infettive e dai filosofi romani per stimolare l'attività cerebrale. È un potente antibatterico e ha azione esfoliante.

Caduta dei capelli China, miglio e serenoa repens 8 la corteccia di china, impiegata già dal popolo Inca, contiene la chinina che stimola la microcircolazione cutanea del cuoio capelluto e favorisce l'assimilazione di principi attivi per una miglior crescita fisiologica del capello; 8 il miglio (Panicum miliaceum) è un cereale probabilmente originario dell'India ricco di aminoacidi solforati e ferro; è indicato soprattutto per la caduta dei capelli nelle donne, le quali sono più esposte ad anemie ferroprive che possono ripercuotersi anche sulla crescita del capello; 8 serenoa repens (Sabal serrulata) è una palma di cui si utilizza il frutto ricchissimo in steroli e acidi grassi; è particolarmente consigliato nella calvizie maschile, meglio se associato ad ortica, perché blocca la 5-alfa reduttasi, responsabile della conversione del testosterone in diidrotestosterone, che è noto essere deleterio per i capelli. Serenoa, grazie alla betasitosterina, impedisce al diidrotestosterone di legarsi ai recettori delle cellule del follicolo pilifero. Una volta inattivata la 5-alfa reduttasi la betasitosterina si aromatizza comportandosi come un debole estrogeno e contribuendo quindi a mantenere la fase anagen. Lo stesso meccanismo d'azione è condiviso anche da Camellia sinensis. Sotto forma di capsule Serenoa va utilizzata con dosaggi da 90 a 320 mg/die.

Cuoio capelluto irritato con prurito e per capelli crespi e ribelli Peonia e papiro 8 la peonia (dal latino Paeonia = adatto a guarire) contiene nella sua radice la peoniflorina con proprietà lenitive e antiradicaliche. Dona immediato sollievo al cuoio capelluto; 8 il papiro che ha un'elevata azione lisciante e nutritiva, è una pianta ricca in acidi grassi e fosfolipidi. Dai suoi tubercoli si ottiene il latte di papiro che è quello effettivamente utilizzato. Esso ripara le membrane cellulari del capello e protegge il fusto dalla disidratazione. il consulente della tua farmacia MAGGIO/GIUGNO 2011

51


Novità in farmacia La stanza del sale di Elisa Brambilla – Farmacista e Giornalista

Sale e salute Sarebbe bello vivere in un paese di mare, così da poterne godere i benefici tutto l’anno! Questo è però, purtroppo, un privilegio per pochi, mentre i più si devono accontentare di pochi giorni di vacanza all’anno. La risposta alla necessità di inalare la salsedine senza spostarsi dalla città, tuttavia esiste, e si chiama haloterapia (dal greco halos = sale). Non si tratta di una novità assoluta: già nell’antichità venivano attribuite al sale proprietà curative, e presso gli antichi Romani il sale era considerato prezioso e utilizzato come mezzo di pagamento per i soldati delle legioni (da cui il termine “salario”). Tornando all’era moderna, l’ambiente marino viene ricreato in una stanza che può essere di qualsiasi dimensione, ma bastano anche due metri per due metri e mezzo, interamente ricoperta di sale. Al suo interno si respira un’aria ricca di ioni negativi e povera di carica batterica,

Una nuova iniziativa da proporre ai clienti della farmacia per dare sollievo in modo naturale a numerose patologie. ma non ci si ispira alle antiche miniere solo per la presenza del sale e dello iodio, ma anche per il microclima: la temperatura, il tasso di umidità, il movimento delle correnti e l’assenza di germi patogeni. Per ricreare l’ambiente delle antiche grotte si può installare all’interno della stanza una fontana di quarzo rosa, dove sgorga l’acqua con un rilassante gorgoglio e, per un effetto scenografico ancora più suggestivo, il retro può essere illuminato da strisce a led rgb (che sta per red-green-blue). Chi ha bisogno del clima marino, ma non può proprio spostarsi, si può fare installare in casa propria una cabina ricoperta di sale, grande quanto una sauna casalinga, compatta e poco ingombrante.

Il sale Molta attenzione va posta in merito al sale usato: qual è il più adatto? Lo abbiamo chiesto a Maurizio Giaroni, titolare di una delle aziende che per prime hanno creduto in questa iniziativa, la Kriteria srl. Il sale deve essere naturale, quindi non trattato

chimicamente, ma estratto da miniere fossili, dove la pressione che ha subito in milioni di anni lo ha reso cristallino. In realtà, ci ha spiegato, molti preparano queste stanze con sali diversi, per esempio provenienti dalla Germania del Nord o dalla Polonia, oppure dalla Sicilia, ma il migliore, a suo parere, è il sale dell’Himalaya, meglio conosciuto come Sale rosa cristallino, a causa del suo colore, che varia dal rosa pallido al rosa intenso, fino all’arancione, a seconda della quantità di ferro contenuta. Si tratta di un sale fossile che non subisce alcuna raffinazione ed è esente da contaminazione ambientale, particolarmente ricco di oligoelementi, minerali fondamentali per il benessere del corpo umano. Essi, che si distinguono dai minerali soltanto per la quantità (oligos dal greco significa poco) agiscono come catalizzatori delle reazioni metaboliche dell'organismo. Questo sale il consulente della tua farmacia MAGGIO/GIUGNO 2011

53


Novità in farmacia La stanza del sale Alcune funzioni degli oligoelementi Alluminio

Regola le funzioni cerebrali. Indicato per disturbi leggeri del sonno

Calcio

Aiuta la formazione di ossa e denti; mantiene la densità e la solidità delle ossa; previene osteoporosi e altre turbe del metabolismo calcico

Fosforo

Costituente delle ossa e dei denti. Si utilizza anche per stati di distonia neurovegetativa. Spasmofilia

Magnesio

Stati di distonia neurovegetativa. Spasmofilia. Dolori in genere

Cobalto

Coadiuvante nelle emicranie

Cromo

Alterato metabolismo del glucosio, supporto alla dieta nel trattamento dell’iperglicemia di lieve entità

Potassio

Manifestazioni muscolari e crampi. Turbe del metabolismo idrico. Artrosi

Ferro

Anemie sideropeniche

Fluoro

Prevenzione della carie dentaria

Iodio

Turbe tiroidee, dismenorrea, obesità, ipertensione

Nichel

Turbe epatopancreatiche. Turbe della glicemia. Cellulite, obesità

Manganese

Stati allergici. Turbe reumatiche. Asma essenziale. Buon funzionamento del sistema nervoso

Manganese/ cobalto

Turbe circolatorie. Emorroidi. Pesantezza degli arti inferiori

Manganese/rame

Stati infettivi o allergici delle vie aeree. Processi infiammatori

Rame

Stimola le difese immunitarie. Stati infettivi virali, influenze, infiammazioni. Sviluppo e mantenimento dei tessuti connettivi, promuove la regolare formazione dei globuli rossi

Le indicazioni per il trattamento Premettiamo che non si tratta di una terapia medica, né ha la pretesa di sostituirsi all’antibiotico o al cortisonico, ma di un metodo naturale che fornisce sollievo e benessere. Le indicazioni sono davvero tante, le stesse di un soggiorno marino, anche se per alcune patologie il trattamento è sconsigliato. Non occorre un abbigliamento particolare per entrare, meglio indossare abiti comodi che consentano un completo relax; all’interno si può ascoltare musica, leggere un buon libro o una rivista o, se si tratta di bimbi, giocare. Una seduta dura circa 30-40 minuti, e il numero di sedute consigliato dipende dal tipo di patologia. I pro e i contro

Selenio

Antiossidante. Micosi, acne, anemia, ritenzione idrica

Zinco

Affezioni cutanee

Zinco/cobalto

Affezioni cutanee. Coadiuvante nella emicrania

Zinco/rame

Azione favorevole sulle ghiandole endocrine. Aumenta le difese immunitarie

Patologie che possono giovarsi di un trattamento nella stanza di sale 8 Frequenti infezioni virali 8 Affaticamento emotivo 8 Tosse e raffreddore 8 Affaticamento muscolare 8 Asma 8 Problemi circolatori 8 Malattie polmonari, bron- 8 Malattie reumatiche chiti 8 Disfunzioni metaboliche 8 Sinusiti, tonsilliti, faringiti 8 Psoriasi, dermatiti ed 8 Tosse del fumatore eczemi 8 Malattie otorinolaringoia- 8 Indebolimento del triche croniche sistema immunitario 8 Rinite allergica 8 Ritenzione idrica 8 Stress, irrequietezza, 8 Invecchiamento della ansia, insonnia pelle

Zolfo

Azione detossificante e di drenaggio cutaneo. Acne. Affezioni reumatologiche e otorinolaringoiatriche

Il trattamento è sconsigliato per chi soffre di

Rame/oro/argento Depressione. Astenia, convalescenza

non contiene solo cloruro di sodio, ma la sua giusta combinazione di componenti rappresenta l’ideale per il nostro benessere. Esso si presenta sotto forma di grossi cristalli di forma irregolare e viene estratto dalle miniere di sale del Khewra, nel Punjab pakistano. Per ogni ambiente possono essere impiegati, a seconda

54

delle dimensioni, dai 150 ai 5.000 kg di sale. Per poter nebulizzare il sale in piccolissime particelle pronte per essere inalate molti utilizzano un micronizzatore, ma per un effetto più naturale, spiega Giaroni, può essere sufficiente il solo condizionamento dell’aria all’interno della stanza, o anche nulla, a patto però che il grado di umidità sia mantenuto intorno al 5060%. Se l’aria fosse troppo secca o troppo umida, il trattamento risulterebbe meno efficace poiché le particelle non potrebbero entrare negli alveoli polmonari. La temperatura all’interno della stanza varia dai 19 ai 22°C.

MAGGIO/GIUGNO 2011 il consulente della tua farmacia

8 Infezioni accompagnate da febbre 8 Tubercolosi 8 Grave ipertensione arteriosa

8 Grave scompenso circolatorio 8 Tumore 8 Patologie in fase acuta 8 Intolleranza allo iodio


Notizie pillole di salute Farmaci Dal 15 aprile è scattato il taglio prezzi per 4 mila generici L'Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato sul suo sito internet la cosiddetta 'lista trasparenza', che contiene l'elenco dei nuovi prezzi di riferimento dei farmaci equivalenti fuori brevetto. Si tratta di una lista di oltre 4mila farmaci (4189 per l'esattezza), il cui prezzo è stato ridotto, così come previsto dalla manovra estiva 2010, sulla base del confronto con i prezzi vigenti in altri Paesi europei, UK, Germania, Francia e Spagna. Il prezzo dei nuovi farmaci, scontato fino ad un massimo del 40%, è entrato in vigore a partire dal 15 aprile. Ansa

Diabete Nel 50% dei malati la diagnosi arriva troppo tardi Di diabete sono malati 3 milioni di italiani, pari al 4,9% della popolazione totale, e ne muoiono per malattie correlate ogni anno 27mila cittadini tra i 20 e 79 anni, cioè tre all'ora. Una situazione che pare destinata a peggiorare, visto che secondo le stime un altro milione di persone non sa di avere il diabete e che 2,6 milioni (6% della popolazione) ha un'alterata intolleranza al glucosio (pre-diabete). Inoltre in Italia un adulto su tre è in sovrappeso, uno su dieci è obeso e un bambino di 8-9 anni su tre è obeso o in sovrappeso. Le previsioni parlano di quasi 5 milioni di adulti con questa malattia nel 2030. ''Il ministero della Salute - commenta Renato Lauro, rettore dell'università di Tor Vergata - ha predisposto un comitato permanente il cui obiettivo è preparare un piano nazionale diabete e nel piano sanitario nazionale 2011-2013 pone la malattia tra la sue priorità''. Ansa

Facebook Un elisir di memoria per gli anziani Facebook elisir di memoria quando comincia ad abbandonarci: è questo l'effetto che il popolare social network ha fra gli over 65, dove continua a raccogliere fan. Sono infatti oltre un milione e mezzo gli anziani con un profilo facebook, e a questi si aggiungono un altro milione di internauti dai capelli bianchi che si tengono in contatto con parenti e amici via Skype, o guardano i video dei nipotini lontani su Youtube. Il tutto con positivi effetti sulla salute. A raccontare questo fenomeno in crescita è l'Associazione italiana di psicogeriatria (Aip), in corso a Gardone Riviera. Uno studio condotto in due residenze sanitarie assistite, in provincia

di Cremona e di Brescia, ha dimostrato che collegarsi quotidianamente a Facebook per un'ora ha un effetto benefico sulla memoria, conservandola attiva perchè stimolata, e migliora l'umore. ´Negli ultimi anni il numero di anziani che si è avvicinato al web è cresciuto dell'80% - spiega Marco Trabucchi, presidente Aip - Anzi, gli anziani sono la fascia di utenti cresciuta di più. Basti pensare che gli over 65 iscritti a Facebook o MySpace sono circa l'8% del totale. Un fenomeno in parte spiegabile, perchè si avvicina alla rete una quota sempre maggiore di anziani con un più elevato livello di istruzione. Quattro su 10 si fanno insegnare i segreti della rete dai nipoti, cosa che contribuisce a rinsaldare i rapporti. ´I risultati del progetto nelle rsa - continua Trabucchi - sono incoraggianti, perchè dimostrano che internet e le nuove tecnologie tengono viva la curiosità culturale degli anziani, migliorano le prestazioni cognitive e mantengono giovane il cervello, stimolando l'attenzione, la memoria, la percezione. Inoltre l'uso della rete riduce i sintomi di ansia, stress e depressione ed è un valido aiuto nel creare reti di supporto per gli anziani con disabilità che avrebbero altrimenti relazioni sociali molto limitate. Il mondo virtuale è per loro un'occasione di condivisione, di trasmissione, di scambio e di aggiornamento, un mezzo per interagire con gli altri ed essere più autonomi. Benefici che sono più efficaci in chi, per vicende personali, ha maggiormente ridotto i propri contatti sociali e nelle donne. Per loro è un ritorno alla vita. Il prossimo passo conclude Trabucchi - è rendere possibili le videochiamate con Skype nelle rsa: queste possono essere molto utili soprattutto nei pazienti con demenza, perchè la visione del volto di un familiare può favorire il riconoscimento dell'interlocutore e migliorare le capacità di comprensione rispetto a una semplice telefonata. Ansa

OMS La resistenza batterica agli antibiotici Sono oltre 25mila le persone che muoiono ogni anno nell'Unione Europea per infezioni batteriche resistenti agli antibiotici, la maggior parte delle quali contratte in ospedale. A lanciare l'allarme è l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in occasione del World Health Day, celebrato oggi nella sede della Fao. Nella Regione Europea dell'Oms, che comprende 53 Paesi, il numero totale dei decessi è sconosciuto per mancanza di dati, ma la situazione è verosimilmente più seria. Medici e scienziati, rileva l'Oms, temono che un uso imprudente degli antibiotici, con conseguente insorgenza e diffusione di malattie dovute a batteri antibiotico-resistenti, ci riconduca ad un'era 'pre-antibiotica', in cui anche le infezioni comuni possono mettere in pericolo la vita umana perchè non rispondono alle terapie. Con lo slogan 'Nessuna azione oggi, nessuna cura domani. Difendi la tua difesa', l'Oms Europa vuole sensibilizzare sul rischio che gli antibiotici salvavita perdano il loro potere curativo e punta a ridurre ignoranza e irresponsabilità. ''Siamo ad un punto critico in cui la reil consulente della tua farmacia MAGGIO/GIUGNO 2011

55


Notizie pillole di salute sistenza agli antibiotici sta raggiungendo livelli senza precedenti e nuovi antibiotici non saranno prodotti in tempo - rileva Zsuzsanna Jakab, direttore regionale Oms Europa - Gli antibiotici sono una risorsa preziosa, ma ormai li diamo per scontati e ne abusiamo: oggi circolano superbatteri che non rispondono a nessun medicinale. Finchè tutti i Paesi non affronteranno questo problema, nessuno sarà al sicuro''. ANSA

Esposizione solare Come difendersi dalle prime scottature Il sole primaverile invita a stare all'aria aperta, permette alla pelle di recuperare un aspetto bonne mine e fa svanire immediatamente il pallido colorito invernale. L'importante è ricevere solo i benefici dell'esposizione agli UV ed evitare i danni del fotoaging assicurando al nostro organismo principi che rinforzano funzionalità e difese dell'epidermide. Visi pallidi e imperfezioni possono presto cambiare grazie ai raggi solari della primavera, ma se l'intensità del sole settembrino non ha l'efficacia dei raggi del sole in estate, a primavera il sole è al suo massimo e per proteggersi da scottature inaspettate meglio correre ai ripari sin da subito. "Una corretta alimentazione è indispensabile alla salute della pelle sotto il sole - spiega la dermatologa Riccarda Serri, presidente dell'associazione internazionale di ecodermatologia Skineco -. I cibi da privilegiare a questo scopo sono frutta e verdura di stagione: pomodori, rucola, peperoni, albicocche, melone, verdure a foglia verde. E poi pesce: dal salmone allo stoccafisso, tutti i prodotti ittici forniscono proteine magre e acidi grassi polinsaturi, i famosi Omega 3, che, oltre a difendere le membrane cellulari, veicolano le vitamine liposolubili consentendone l'assimilazione". La provitamina A (o betacarotene, concentrato in carote, albicocche e melone) mantiene la funzionalità dei tessuti, ripara le cellule danneggiate dagli UV e favorisce un'abbronzatura omogenea; la B5 (acido pantotenico, concentrato nei semi di sesamo) protegge dai danni dell'eccessiva irradiazione; la C (presente nella frutta fresca, negli ortaggi come i pomodori e i peperoni, nel succo di limone) partecipa alla sintesi del collagene mantenendo tono e compattezza della cute; la E (superconcentrata nell'avocado e nel germe del grano) combatte i radicali liberi prodotti in condizioni di estrema luce e calore. Il menù prendisole inizia quindi con un antipasto di frutta o verdura, per poi proseguire con un piatto di salmone accompagnato da ortaggi freschi di stagione. Gli Omega 3 contenuti nel pesce aiutano a mantenere l'elasticità delle membrane cellulari. In particolare gli Omega 3 si trovano in elevata quantità in pesci così detti 'grassi' come il salmone. Inoltre, il pesce fornisce iodio che giova alla pelle perché contribuisce per via indiretta alla conversione del carotene in vitamina A. A completare il menù entrano in campo altri ingredienti come frutta oleaginosa e spezie. Mandorle e pistacchi, infatti, sono ricchi di acidi grassi Omega 6 che mantengono la morbidezza e l'elasticità dell'epidermide, mentre lo zafferano

56

MAGGIO/GIUGNO 2011 il consulente della tua farmacia

contiene un potentissimo antiossidante (l'acrocina) e lo zenzero protegge il DNA dai danni del sole. AGI

Bromfenac L'EMA dà l'ok a un nuovo farmaco oftalmico L'Ema ha espresso parere positivo all’autorizzazione all’immissione in commercio di bromfenac, un farmaco antinfiammatorio non steroideo indicato per il trattamento delle infiammazioni oculari post-operatorie generate dalla chirurgia della cataratta. Una volta approvato, bromfenac diventerà il primo farmaco oculare antinfiammatorio non steroideo con un dosaggio di due volte al giorno. “Questo farmaco rappresenta una soluzione molto promettente per i pazienti”, ha affermato Cal Roberts, chief medical officer di Bausch & Lomb. “Se verrà approvato dalla Commissione Europea, bromfenac aiuterà a soddisfare le esigenze dei pazienti e dei medici che non hanno ancora trovato una risposta in molti mercati europei, offrendo un nuovo modo di curare l’infiammazione oculare post operatoria generata dall’estrazione della cataratta”. Quotidiano sanità

Genetica Scoperti nuovi geni associati alla malattia coronarica Domenica 6 marzo sono stati pubblicati online su Nature Genetics due grandi studi internazionali, entrambi focalizzati con successo sulle cause genetiche della malattia coronarica. I due studi hanno identificato complessivamente 17 nuove varianti genetiche associate ad un aumento del rischio di infarto. Le acquisizioni importanti degli studi sono due: sono stati scoperti diversi nuovi geni che non si sapevano coinvolti nello sviluppo della malattia coronarica ed è stato confermato che allo sviluppo della malattia concorrono molti geni con un piccolo effetto, piuttosto che pochi geni con un grosso effetto. Queste scoperte potranno essere utilizzate in futuro per studiare nuovi trattamenti per prevenire e curare la malattia coronarica e l'infarto. Le malattie cardiache sono la prima causa di morte e, solo in Italia, le persone colpite da un infarto sono circa 150.000. I due studi di Nature Genetics hanno utilizzato un'enorme massa di dati analizzando il DNA di più di 210.000 persone di origine europea e asiatica, delle quali più di 85.000 affetti da malattia coronarica: paragonando il DNA delle persone con la malattia con quello delle persone senza la malattia coronarica, i ricercatori sono stati in grado di raddoppiare il numero di varianti genetiche che erano conosciute fino ad oggi come associate alla malattia coronarica. Istituto Mario Negri


il Consulente della tua farmacia  

rivista per farmacisti

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you