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IL LAGO DI PAOLA: IERI, OGGI, DOMANI

Un pò di geografia… Il Lago di Paola è un bacino salmastro costiero sito a ridosso del Monte Circeo, in Provincia di Latina. Il Lago ha una superficie di circa 3,9 km², ricompresa all’interno del Comune di Sabaudia e del Parco Nazionale del Circeo, e un perimetro di circa 20 km. Il Lago di Paola ha una conformazione geologica che indica la sua antichissima formazione nel periodo successivo alle glaciazioni, come risultanza di una serie di eventi naturali (tra questi, la nascita della duna sabbiosa a seguito dell’abbassamento del livello del mare, l’impatto dei fenomeni eolici e l’esaurimento dell’estuario del fiume che correva dai Monti Lepini verso la costa del Tirreno). Il Lago di Paola è collegato al Mar Tirreno attraverso due canali, uno di epoca romana e uno scavato durante la bonifica (il cd. Caterattino).

Un pò di storia… Le prime testimonianze di ville rustiche sulle sponde del Lago di Paola risalgono all’epoca imperiale (età sillana - I sec. a.C.). Reperti di epoca romana, riferibili all’età repubblicana, riguardano poi la costruzione di una peschiera circolare (piscaria paulae), che si trovava sotto le pendici del Monte Circeo (nota come “piscina di Lucullo”). A tal epoca, l’emissario del Lago di Paola non era stato tuttavia scavato compiutamente e, pertanto, la peschiera doveva essere alimentata probabilmente attraverso tubature che comunicavano direttamente con il Lago. La realizzazione del canale principale si inserisce con molta probabilità nel grandioso progetto attribuito a Nerone, mirante ad unire direttamente tutti i laghi costieri dal porto di Ostia fino al lago d’Averno (tra Cuma e

Pozzuoli). In tal modo si sarebbe creato un lungo itinerario navigabile, di circa 160 miglia, rapido e sicuro da ogni pericolo meteorologico. Fu certamente quando la capitale dell’impero venne trasferita a Costantinopoli che i lavori di completamento di questa via navigabile vennero abbandonati, allorquando cioè ebbe inizio la decadenza dell’antica capitale, oggetto ben presto delle invasioni di popolazioni barbare e delle insurrezioni delle truppe mercenarie di prevalente origine ostrogota. Con il trascorrere degli anni, l’estendersi degli acquitrini e il progredire della malaria causarono lo spopolamento e, successivamente, il completo abbandono di tutta la zona. Nel XII e XIII secolo i monaci benedettini, che si presero cura delle terre abbandonate, svilupparono sul Lago di Paola la prima vera azienda di pesca (presso il santuario della Sorresca). Nel XIV secolo, con l’acquisto da parte della famiglia Caetani, convalidato da Bonifacio VIII, nasce propriamente il Feudo del Circeo nella sua unità giurisdizionale e patrimoniale. Tale Feudo rimase nella disponibilità della famiglia Caetani fino a quando non passo al feudatario Ruspoli. Nel 1713, l’Amministrazione Pontificia, attraverso la Reverenda Camera Apostolica, riscattò definitivamente il Lago e avviò i lavori di trasformazione del bacino in una vera e propria valle da pesca. Acquistata la disponibilità del bacino (al tempo detto “Lago della Sorresca”), dalla metà del ‘700 l’Amministrazione Pontificia iniziò le opere di bonifica sul modello delle “valli di Comacchio” (acquistate dalla Santa Sede nel 1718).

La derivazione comacchiese delle opere si rivela nell’architettura del “Casone dei Pescatori”, esattamente uguale - anche nelle


dimensioni - ad un “Casone di Valle”. La prima persona che prese in affitto la valle da pesca, il Cav. Romualdo Cinti, proveniva proprio da Comacchio. Nel 1854, la valle da pesca viene affittata a Clementino Battista (antenato della Famiglia Scalfati), che acquista definitivamente il Lago nel 1888. Successivamente, alla morte di Clementino Battista, la valle da pesca viene affittata a terzi fino a circa la metà del XX secolo, quando la Famiglia Scalfati riunisce nuovamente proprietà e gestione. L’Avv. Alfredo Scalfati e suo figlio Giulio, negli anni ‘50, con i finanziamenti della Cassa del Mezzogiorno, attuano una riqualificazione aziendale che riporta le attività vallive all’antico splendore. In questa fase, l’Azienda Vallicola del Lago di Paola (azienda della Famiglia Scalfati) occupa più di cinquanta famiglie di pescatori e vallicoltori. Dai primi anni ‘80, tuttavia, le attività vallive vengono ampiamente ridimensionate, fino quasi a scomparire, principalmente a causa: (i) dell’inquinamento dovuto agli scarichi fognari di Sabaudia riversati nel Lago (oggetto di un contenzioso vinto dall’Avv. Scalfati contro il Comune); (ii) dello sfruttamento intensivo degli affluenti di acqua dolce da parte delle serre, con il conseguente innalzamento del tasso di salinità delle acque e (iii) dell’impatto sulla salubrità delle acque da parte delle attività abusive presenti sul Lago (intensiva presenza di natanti a motore). A seguito della scomparsa dell’Avv. Giulio Scalfati, avvenuta nel settembre 2007, gli eredi hanno ricostituito l’Azienda Vallicola del Lago di Paola e hanno predisposto un progetto di riqualificazione ambientale e produttiva del Lago di Paola, che prevede interventi volti a ripristinare le attività vallive (acquacoltura e mitilicoltura), nonché a sviluppare nuove attività turistiche compatibili, valorizzando la tradizione secolare che lega indissolubilmente questi luoghi alla storia del territorio pontino. Il progetto di riqualificazione prevede, in sintesi, lo sviluppo delle attività produttive compatibili (mitilicoltura, itticoltura e turismo) e il ripristino degli equilibri ambientali del Lago di Paola, contestualmente ad una bonifica dei luoghi da tutti i danni e gli scempi causati dalle attività abusive, che per più di vent’anni sono state svolte sul bacino e sui terreni circostanti.

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LE ATTIVITÀ La tradizione: la pesca, mitilicoltura e l’itticoltura

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La “vallicoltura” è l’arte di coltivare le aree lagunari ponendole in grado di ospitare pesci di mare attraverso l’opera dell’uomo. La vallicoltura è sinonimo di allevamento in un recinto (vallum) e si fonda sull’accrescimento ponderale delle specie ittiche allevate. Tale attività, infatti, viene storicamente svolta mediante la circuizione del pesce sia con bassi argini in terra, sia con palizzate in acqua (grasiole), collocando tra gli uni e gli altri dei varchi custoditi da trappole denominate “lavorieri”. Esse separano il pesce immaturo da quello maturo quando le acque, alternandosi tra dolci e salse, li spingono da una parte e dall’altra, secondo il loro istinto. Il lavoriero era anticamente costruito con pannelli di canne palustri, unite strettamente con giunchi, fino a formare una sorta di telaio.

In particolare, negli anni cinquanta, le attività vallive esercitate nel Lago di Paola (che ora ricomprendono anche l’allevamento dei mìtili, ossia dei molluschi), viene organizzata sotto la gestione dell’Azienda Vallicola del Lago di Paola. Parallelamente, per supportare la produzione, viene fondato l’Istituto di Idrobiologia “G. Brunelli”, che con i suoi biologi implementerà negli anni successivi l’attività di ricerca e di ripopolamento del Lago. Nel 1959, attraverso l’Azienda Vallicola del Lago di Paola, viene progettato il primo complesso di opere di sviluppo aziendale delle attività vallive. A supporto interviene la Cassa per il Mezzogiorno, che con il finanziamento erogato permette la costruzione di un imponente impianto per la mitilicoltura costituito da


centocinquanta pali di cemento armato, oltre alla risistemazione degli argini dei canali e dei lavorieri utilizzati per la pesca valliva. Le opere eseguite suscitarono interesse e consenso a livello internazionale; nel 1960 fu organizzato presso la sede aziendale, il Consiglio Generale della FAO sulla Pesca Mediterranea. A seguito degli eventi dannosi verificatisi negli ultimi trent’anni del secolo scorso, tali attività tradizionali sono state ampiamente ridimensionate. Attualmente, le attività di itticoltura e mitilicoltura sono in fase di riqualificazione e rilancio. In attesa di ciò, tuttavia, presso l’Azienda Vallicola è già possibile acquistare i prodotti ittici del Lago (orate, spigole, saraghi, cefali e molluschi: cozze, vongole e ostriche). Responsabile: Avv. Andrea Bazuro Contatti: (+39) 0773 – 596738 / (+39) 347 – 3613397 Email: amministratore@proprietascalfati.it *

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Il turismo lacuale e dei corsi d’acqua L’acqua è la superficie che utilizziamo principalmente per far conoscere le bellezze naturalistiche e ambientali che circondano la nostra area di attività. Il Lago di Paola e i canali che lo collegano al Mar Tirreno creano, infatti, un itinerario unico di corsi d’acqua, sul quale scivolare silenziosamente con le nostre canoe, godendo appieno di quanto ci circonda nel pieno rispetto delle norme di tutela ambientale. In tale contesto è possibile affittare canoecatamarano fino a 8 posti, anche dotate di piccolo motore ausiliario a propulsione elettrica. Le canoe possono essere utilizzate nell’ambito di un percorso integrato, che preveda anche l’uso di biciclette e cavalli. Inoltre, le canoe possono essere il mezzo di trasporto per visitare i siti archeologici presenti sulle sponde del Lago di Paola o per gite naturalistiche all’interno del Parco Nazionale del Circeo.

Si organizzano campi scuola per ragazzi di tutte le età, nonché soggiorni “su misura” in grado di rispondere alle esigenze di ogni visitatore. Attualmente tali servizi sono prestati all’interno del progetto Water Life – Lago di Paola, che racchiude anche altre associazioni turistiche, scientifiche e sportive. Tale progetto è finalizzato a garantire una gestione disciplinata ed organizzata dei corsi d’acqua, mediante la promozione di offerte congiunte in grado di assicurarne la migliore fruizione. Presso le nostre strutture è inoltre in corso di avviamento una scuola remiera. Responsabile: Saverio D’Ottavi Contatti: (+39) 347 - 5839060 Email: sdottavi@proprietascalfati.it *

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La ristorazione e gli eventi: il legame con il territorio La continua scoperta dei sapori e dei prodotti del territorio circostante il Lago di Paola è uno dei nostri obiettivi primari. Quotidiano e diretto è, infatti, il rapporto con i nostri fornitori: i contadini della zona, i pescatori, i viticoltori e tutti coloro che si fanno interpreti dell’unicità e della diversità dei prodotti tipici locali. Le nostre proposte giornaliere sono legate alla stagionalità, in quanto seguono ciò che più amiamo: il ritmo tradizionale della natura. Per questo sposiamo il concetto del “ chilometro 0” e della sostenibilità ambientale. Dunque, i protagonisti delle nostre proposte enogastronomiche sono i campi che forniscono i prodotti ortofrutticoli, il Mare Tirreno e il Lago di Paola che regalano il pescato locale e i


frutti di mare, le vigne con le loro uve espressione più alta del territorio, esaltando la biodiversità e la qualità e cercando di assicurare, di volta in volta, il matrimonio perfetto tra cibo e vino. Gli orti di Sabaudia e della pianura pontina forniscono la frutta e la verdura che utilizziamo per le nostre ricette: zucchine, carote, pomodori, insalatine, angurie e meloni, una tavolozza di colori e sapori di forte ispirazione. Il Mar Tirreno è altrettanto generoso: il ritorno delle barche dalla pesca, con le reti, le nasse e le rezzetelle, dalle quali saltano fuori alici, polpi, calamari, gamberi e tonnetti, pronti a soddisfare i palati più esigenti. Il Lago di Paola ci regala l’inconfondibile sapore dei frutti di mare, oltre alle spigole, alle orate e ai cefali che risalgono naturalmente il canale che collega il lago al Mare. Imperdibile la grigliata di spiedini di alloro e anguille del lago, preparati direttamente dai pescatori. I vigneti delle colline circostanti, trovano espressione in vini pregiati, che riflettono la diversità dei terreni e dei viticoltori. Costante e continuo è il nostro rapporto con i produttori, sempre pronti a visitarci per una degustazione sulle sponde del Lago. Come non menzionare il famoso Moscato di Terracina Passito “Capitolium“, il “Mater Matuta” di Casale del Giglio o i vini di Marco Carpineti, pioniere dei vini biodinamici. Le nostre proposte affiancano le etichette nazionali ed internazionali più interessanti. La mozzarella di bufala non occupa di certo un ruolo secondario. Inconfondibile è la produzione dei caseifici artigianali, come quello di Monica Macchiusi, capace di offrirci un prodotto ottenuto con il solo latte proveniente dal suo allevamento di bufale. L’itinerario inizia al ristorante L’Azienda, immerso in un antico borgo di pescatori, circondato dalla Selva del Circeo e dotato di una terrazza panoramica che permette di godere della splendida vista del Lago di Paola. Un giardino chiuso al traffico regala ai bambini un’area di svago tutta per loro. L’Azienda sposa il concetto di spazio polifunzionale: nei diversi momenti della giornata assume molteplici aspetti, da luogo d’incontro, a zona relax, da angolo di degustazione dei prodotti locali alla ristorazione più strutturata. Da provare la merenda da portare in canoa, l’aperitivo d’autore, un pranzo leggero o una cena

raffinata, con un servizio sempre attento, curato e mai invadente. Si organizzano inoltre eventi cuciti su misura, per soddisfare le richieste più diverse – cerimonie, eventi culturali, degustazioni ed eventi corporate- sia all’interno del ristorante che nelle altre aree disponibili della proprietà, immerse nel Parco Nazionale del Circeo. Responsabile: Micaela Carbone Contatti: (+39) 347 – 4668802 Email: mcarbone@proprietascalfati.it Ristorante l’Azienda - (+39) 0773 - 596800 *

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L’equitazione e le gite a cavallo Dalla primavera del 2010 è prevista la possibilità di utilizzare i cavalli per effettuare passeggiate nel bosco, sulla spiaggia e sulle sponde del Lago di Paola. Tale servizio comprende anche l’organizzazione di eventi multi-disciplinari (cavallo-vela e cavallocanoa).

Gli istruttori sono professionisti esperti e guide di trekking a cavallo ed è possibile organizzare lezioni per bambini (a partire da 5 anni), ragazzi e adulti, da principianti a livello avanzato (monta inglese). È comunque sempre possibile avere lezioni private sulla base delle proprie esigenze (anche in lingua inglese). Responsabile: Avv. Andrea Bazuro Contatti: (+39) 0773 – 596738 / (+39) 347 – 3613397 Email: info@proprietascalfati.it *

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Il bike park – in bicicletta nella natura Dalla primavera 2010 sarà possibile noleggiare biciclette sia per adulti che per bambini, per godere degli splendidi itinerari offerti dai dintorni del Lago di Paola. A seconda delle esigenze, sarà possibile organizzare gruppi (minimo 10 persone) con una guida e cimentarsi sia su percorsi tecnici che amatoriali. Infine, è possibile predisporre soluzioni e percorsi integrati con gli altri servizi offerti (canoe, cavallo, vela). Presso l’accesso di via Casali di Paola è presente un parcheggio di scambio, nel quale è possibile lasciare le autovetture e affittare biciclette o canoe per proseguire il percorso all’interno o all’esterno della proprietà.

religiosi, charter di pesca e attività di pulizia in superficie e dei fondali. Ogni anno vengono organizzate gare di pesca a livello provinciale e nazionale, corsi per adulti e ragazzi tenuti dai nostri istruttori federali della scuola pesca. In particolare, per quanto riguarda il settore giovanile, il club annovera una squadra di giovani pescatori di età compresa dagli 8 ai 14 anni. Responsabile: Antonio Mucci Contatti: (+39) 335 - 264093 Email: segreteria@tunaclub.eu *

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La scuola di vela e navigazione Responsabile: Emanuele Zicchieri Contatti: (+39) 348 - 5714516 Email: e.zicchieri@libero.it *

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La Scuola Vela e di Navigazione gode di un’esperienza decennale e della fama di essere una delle migliori del litorale laziale. Il clima e la posizione consentono alla scuola di essere attiva tutto l'anno. Gli istruttori sono tutti esperti velisti e vantano anni di esperienza di navigazione a vela nei mari di tutto il mondo.

La pesca sportiva e la cultura dell’acqua Il Lago di Paola ospita la sede del Tuna Club Sabaudia, associazione di pesca sportiva fondata nel 2003. In pochi anni, grazie alla dedizione dei soci, il Tuna Club Sabaudia è divenuto uno dei circoli più prestigiosi in Italia per l’impegno sportivo e sociale, raggiungendo i vertici anche nelle classifiche europee. Il club è affiliato F.I.P.S.A.S. (Federazione Italiana pesca sportiva e attività subaquee) e al C.O.N.I. Dall’ottobre 2003 la F.I.P.S.A.S. è iscritta, inoltre, nell’elenco nazionale del Dipartimento della Protezione Civile (D.P.R. 194/01). Il principale scopo sociale dell’associazione è quello di divulgare tra i giovani la disciplina sportiva della pesca da natante o dalla sponda, nel pieno rispetto della natura e dell’ambiente. Oltre alle attività di pesca sportiva il Tuna Club Sabaudia svolge quali attività sociali, tra l’altro: scuola di pesca per adulti e bambini, corsi di apnea e subacquea, organizzazione di eventi sportivi nazionali e internazionali, organizzazione di gare per diversamente abili, supporto logistico per gare di canoa, canottaggio e dragon boat, supporto a eventi

I corsi, full immersion 4 ore tutti i giorni. possono essere settimanali (dal lunedi al venerdi) e week-end (tre consecutivi). I corsi, consentono all'allievo di imparare a governare un catamarano o una deriva in maniera autonoma. La lezione consiste in due parti: una di teoria in aula, dove si apprendono le prime nozioni di vela, la terminologia, le andature, gli effetti del vento ed i nodi essenziali, ed una pratica, in cui si impara ad armare la barca ed a navigare alternandosi alla randa, al fiocco ed al timone, fino ad aver preso confidenza con tutte le manovre e la conduzione della imbarcazione stessa. L’ultimo giorno viene normalmente organizzata una piccola regata tra gli allievi. Possono iscriversi ai corsi allievi dagli otto anni


in su, senza limiti di età, purché in grado di nuotare. La Scuola Vela, grazie alla sua organizzazione, organizza anche Campi Scuola legati al progetto didattico nazionale della FIV, VelaScuola. I ragazzi parteciperanno ad uno stage formativo di vela composto di lezioni di teoria in aula e lezioni di pratica in barca a vela per un totale di 4 ore giornaliere. I gruppi saranno assistiti da personale altamente qualificato (istruttori - animatori ). Infine, per la disponibilità di barche totalmente accessibili (derive e cabinati), la Scuola Vela Sabaudia è il centro più attrezzato e qualificato in Italia per l’insegnamento della vela a persone disabili. I corsi possono essere settimanali o week-end. Le lezioni di 4 ore ogni giorno, sono suddivise in teoria e pratica. L’allievo viene seguito in ogni suo momento, come imbarco e sbarco, teoria e navigazione da persone altamente qualificate e di grande esperienza. Tutte le attrezzature, i servizi ed il Circolo Velico sono totalmente accessibili. Responsabile: Luigi e Gabriella Zambon Contatti – (+39) 0773 – 596841 / (+39) 335 6880393 / (+39) 335 -7738006 Email: scuola.vela@panservice.it Website: www.scuolavela.it *

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Le gite archeologiche naturalistiche

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Il Lago di Paola è un’area protetta di rilevanza internazionale, tutelata da due direttive europee e da numerosi trattati. Il Lago è incluso, inoltre, nell’elenco delle zone umide protette dalla Convenzione Internazionale di Ramsar e figura nell’elenco delle Riserve della Biosfera curato dall’UNESCO. Il Lago di Paola è interamente ricompreso nel perimetro del Parco Nazionale del Circeo, sin dalla sua costituzione avvenuta nel 1934. Tale rete di protezione si è resa necessaria per via delle straordinarie componenti naturalistiche e ambientali presenti nel bacino. Per godere al meglio di questo patrimonio, è possibile organizzare gite a piedi, in bicicletta, a cavallo o in canoa, con guide specializzate in

grado di svelare, ancor di più, l’unicità dei luoghi. Inoltre, sulle sponde del Lago di Paola si cela un vero e proprio parco archeologico, con cinque siti di straordinario interesse: la Piscina di Lucullo; le Terme romane di Torre Paola; il Porto canale; La Casarina; e la Villa imperiale di Domiziano. Sia le gite naturalistiche, sia le gite archeologiche, possono essere organizzate “su misura”, prevedendo l’utilizzo di canoe, biciclette o cavalli. Di riporta di seguito una breve descrizione dei principali siti archeologici presenti sulle sponde del Lago di Paola. La Piscina di Lucullo (piscaria paulae – I sec. d.C.) è una peschiera circolare sita nei pressi del Canale di Paola. La peschiera è costituita da due anelli concentrici raccordati da quattro bracci asimmetrici. Esternamente al primo anello sono aggiunti due elementi trapezoidali. Tutta la peschiera è incassata nel terreno e circondata da un recinto rettangolare. L’impianto, tutt’ora funzionante, è alimentato dall’emissario del Lago di Paola mediante un condotto in leggero pendio. Questo era dotato di saracinesche di regolazione e riforniva di acqua gli scomparti laterali, che si miscelavano con l’acqua calda di una sorgente sulfurea scaturente dal pavimento. Esternamente all’anello centrale sono ricavate due aperture. La parte settentrionale dell’anello era forse destinata alla deposizione delle uova e forse a nascondigli provvisori, freschi durante le ore calde. La parte centrale, mediante l’installazione di piccole travi orizzontali sospese su sostegni, era destinata all’allevamento delle ostriche. Un successivo rifacimento della peschiera, in opera laterizia, è da attribuire ad età domizianea, forse in connessione con la costruzione della grande villa imperiale.


Terme romane di Torre Paola - Sempre alla fine della Repubblica, si deve datare un notevole complesso messo in luce nel 1934. Si tratta di un impianto termale, erroneamente interpretato in precedenza come un colombario. Il primo ambiente, identificabile con un apodyterium (spogliatoio), coperto con volta a botte, presenta lungo le pareti le caratteristiche nicchie semicircolari per il deposito degli oggetti da bagno. Lo zoccolo delle pareti erano decorate, fino all’altezza delle nicchie, con una fascia rossa; il pavimento era a mosaico bianco. Da questo ambiente si accede a un piccolo vano riscaldato, a pianta semicircolare con cupola ribassata, probabilmente un laconicum. Il secondo vano, più grande, presenta il pavimento decorato a mosaico bianco con una riquadratura a fascia nera, rialzato su pilastrini di laterizi (suspensurae), tipico degli edifici termali. Nelle pareti sono praticate altre nicchie semicircolari, come quelle visibili nell’apodyterium, mentre su due lati attigui due grandi arcosoli ampliano la capacità dell’ambiente. Sotto uno degli arcosoli è presente una vasca rettangolare con gradino. Lungo la metà superiore delle pareti, al di sopra dello zoccolo monocromo rosso, ci sono delle lesene stuccate; mentre una serie di costolature rilevate scandiscono la volta a botte. Il porto canale di Torre Paola - Il fenomeno di espansione urbana di Circeii (la preesistente colonia romana facente parte della tribù pontina) continuò in età augustea e oltre, soprattutto durante il I secolo d.C., a seguito

della formazione di un’importante frazione in località Torre Paola, conseguente alla sistemazione di un porto-canale dotato anche di un anfiteatro. La tradizione ricorda che fu Nerone a ideare un progetto che comprendesse il collegamento di tutti i laghi costieri con una rete di canali, da Ostia sino al Lago d’Averno. Il progetto si limitò in realtà a pochi tratti, che interessarono il collegamento tre il mare e il Lago di Paola, e tra quest'ultimo e il lago di Caprolace. Riguardo al primo tratto, il canale fu realizzato tagliando le dune sabbiose e risistemando il cavo naturale preesistente in una trincea lunga circa 700 m e larga 16 m. Lungo la scarpata settentrionale fu costruito un muraglione, in parte visibile, in opera reticolata, rinforzato da pilastri. Il canale era delimitato da argini in muratura con muri di sponda che forma due banchine, larghe circa due metri, e da due moli guardiani che si protendevano a mare per alcune decine di metri. Sicuramente databile ai primi anni dell’Impero è il braccio occidentale del nuovo canale, mentre probabilmente successivo, forse di età domizianea, è l’attuale braccio orientale. L’alveo, ormai insabbiato e incapace di assicurare il naturale deflusso delle acque fu completamente riscavato, approfondito e modificato nel ‘700: furono costruiti i due ponti delle cateratte e quello che taglia il braccio occidentale; la stessa bocca dell’emissario venne modificata. Un successivo restauro si ebbe anche dopo la bonifica fascista. La Casarina - In relazione all’apertura del porto-canale, l’intera zona fu interessata da un’intensa attività edilizia. Uno dei complessi più interessanti, e oggi visitabili, è l’edificio detto La Casarina, probabilmente già occupato alla fine dell’età repubblicana.


Il complesso è situato su una piccola lingua di terra nota con il nome di “Penisola dei Casarini”, lungo la sponda meridionale del Lago di Paola. Lungo la sponda settentrionale si osservano resti di una banchina di contenimento con muro di sponda in opera reticolata policroma, di tufo e calcare. Tutta la parte NE della penisola è occupata da una serie di vani e strutture in opera reticolata di tufo e in opera reticolata policroma con ammorsature in opera laterizia, relative a un impianto termale. Dell’ambiente si conserva una grande vasca calda con l’abside rivolto sulla estrema punta della penisola e illuminata da alte finestre che permettevano una suggestiva vista sul lago. Al di sotto del pavimento si irradiava il calore prodotto da un forno collegato ad un’intercapedine sorretta da pilastrini, il cui piano presenta bipedali con bolli databili alla metà del I secolo d.C.. Poco più a Sud era una vasca rettangolare per i bagni di acqua fredda e un piccolo vano in opera laterizia identificabile con una sauna. Altre sale pavimentate a mosaico e in opera sectile erano collegate da un corridoio di disimpegno, lateralmente al quale era ricavata una fontana-ninfeo. Da questi ambienti era possibile scendere al lago mediante una scala, che conduceva a un grande vano dalla insolita forma ellittica, con due aperture sul lato Nord e Est, pavimentato e foderato con lastre di marmo. Probabilmente nel corso del XIII secolo, l’aula rettangolare del complesso romano fu ristrutturata in funzione di un piccolo romitorio e cenobio. La costruzione originaria è probabilmente da assegnare gli stessi monaci Basiliani di Grottaferrata, che possedevano la vicina chiesa di S. Maria della Sorresca; successivi interventi di restauri furono forse eseguiti sotto il dominio dei Templari. La villa di Domiziano - Nella seconda metà del I secolo d.C. la zona conobbe un nuovo periodo di fioritura quando, con gli imperatori Flavi e soprattutto con Domiziano, si ebbe un vigoroso sviluppo edilizio. Questo interessò quasi tutta la parte meridionale del Lago di Paola, ma soprattutto la località detta Palazzo nella quale venne costruita la più grande villa di tutto il

promontorio (45, 96 ha.), la Villa di Domiziano.

Il complesso della villa sfruttò, al momento della progettazione, tutta una serie di strutture e di fabbriche preesistenti sicuramente riferibili a ville costiere tardo repubblicane o della prima età imperiale. La quasi costante quota di rasatura di questi edifici, per lo più in opera reticolata, che si riscontra lungo tutta l’area occupata dalla villa imperiale, induce a pensare che laddove non fosse necessario procedere alla demolizione dei manufatti esistenti, questi vennero organicamente inseriti nel complesso domizianeo. Il corpo meridionale, il primo a essere stato scavato (1934), restaurato nel 1977, è costituito da un grande edificio balneare con annesso impianto termale. L’edificio balneare presenta frontalmente un prospetto rettilineo che corre lungo la sponda del lago. Si compone di una serie di ambienti intercomunicanti, fra i quali spiccano due grandi sale a esedra, ai quali si accede tramite lunghi corridoi di accesso. Il complesso termale annesso di compone di una serie di locali disposti a “blocco”, fra i quali si riconoscono il frigidarium, il tepidarium, il calidarium, e la sottostante galleria di servizio; la parte orientale della costruzione si apre su un grande quadriportico, pavimentato in opera spicata policromo marmoreo, che immetteva sulla palestra. La parte settentrionale del complesso della villa si compone di una serie notevole di camminamenti sotterranei, di ambienti, di strutture. Presso la riva del lago è un edificio di cui resta una parte dei muri a forma semicircolare con muri radiali, nel passato interpretato come un teatro o un odeon, ma la cui identificazione in realtà è ancora tutta da verificare. A nord di questa struttura è presente un grande bacino rettangolare di m 59 x 32 circa, che i recentissimi scavi hanno permesso di accertarne la funzione di una grande peschiera. Si tratta di un’area dalle


eccezionali dimensioni circondata da un grandioso portico, al centro della quale c’è una peschiera. La vasca, in opera incerta, presenta un’abside decorato con mosaico policromo a pasta vitrea, e all’interno, una scansione in una serie di piccoli ambienti laterali realizzati in opera laterizia di età domizianea. Gli ambienti sono intercomunicanti e una serie di canali dotati di saracinesche, di entrata e di uscita dell’acqua, collegano la peschiera con le acque del Lago di Paola. Immediatamente a meridione di questo bacino è un serbatoio rettangolare di età repubblicana (cd. Cisterna Quadrata), coperto con una serie di volte ribassate impostate su nove pilastri centrali. Il serbatoio fu utilizzato con la stessa funzione anche nell’impianto domizianeo, come attesta il ritrovamento di una fistula con bollo datato a quell’età, con l’aggiunta sul piano superiore di una struttura quadrangolare adibita a magazzino. La zona centrale del complesso è interamente occupata da una serie di grandi serbatoi di alimentazione. Il primo serbatoio, a due bracci paralleli, è lungo m 50; segue un secondo serbatoio rettangolare di m 16,60 x 4,70 circa, coperto a volta. Un altro piccolo serbatoio rettangolare (m 7,20 x 3,50 ca.) si trova immediatamente a est del grande serbatoio a pilastri, ancora quasi completamente conservato. Nota con il nome di Cisterna dell’Eco, si compone di due vani rettangolari paralleli intercomunicanti, misuranti m 60 circa di lunghezza, intramezzati da sedici archi; lateralmente è una piccola stanzetta quadrata che fungeva da piccolo castello di divisione dell’acqua. L’acquedotto che alimentava questo complesso di serbatoi, muoveva dalla cisterna maggiore e ne costituiva il naturale sopravanzo. Nella parte orientale del complesso si trova il più grande serbatoio dell’intero complesso, quello che riceveva l’acqua direttamente dall’acquedotto che proveniva da località Molella. La lunghezza complessiva del serbatoio si aggira intorno agli 80 metri.

Opere di banchinaggio si osservano lungo le sponde del lago così come numerosissimi resti di muri, ambienti e strutture che si trovano un pò dovunque in tutta la zona compresa nel perimetro dell’area di riserva. Altri resti si possono notare in alcuni punti compresi tra le località di Molella e Palazzo, attestando l’esistenza di altri manufatti attinenti alla villa imperiale. Durante il II secolo d.C. la zona continuò ad essere frequentata assiduamente. Tra la fine del II e gli inizi del III secolo d.C., il Circeo venne collegato direttamente con Roma lungo il litorale, tramite la via Severiana, via che aumentò sensibilmente l’importanza del nucleo abitativo di Torre Paola. Nel basso impero la zona cominciò a spopolarsi a seguito del progressivo decadimento del centro portuale nonché per il diffondersi della malaria che trovò fertile terreno a motivo soprattutto della mancata manutenzione delle opere di drenaggio e di canalizzazione. Responsabile: Micaela Carbone Contatti: (+39) 347 – 4668802 Email: mcarbone@proprietascalfati.it *

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Contatti generali: Lago di Paola – Proprietà Scalfati Via dei Casali di Paola, 6 04016 – Sabaudia (LT) Tel/Fax: (+39) 0773 – 596738 Mobile: (+39) 347 - 6313397 info@proprietascalfati.it www.proprietascalfati.it


IL LAGO DI PAOLA