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i tre desideri Per un istante il piccolo Fahad non si accorse

più dello stordente vociare della folla che riempiva il Suk di Marrakech. Non fu più rapito dall’inebriante profumo di cannella, di spezie ed incenso che si diffondevano caldi nell’aria; né fu ammaliato dai colori vibranti e accesi di stoffe e ceramiche che arricchivano le bancarelle sotto i tiepidi raggi del sole, intenti a filtrare morbidi e lucenti tra le canne che ricoprivano il tetto del mercato. I suoi vispi e lucenti occhi scuri fissavano da un po’ un angolo nascosto e ombroso del tavolo del vecchio Josuf. Tra vasi multiformi, modeste spade ricurve e decorate, borse intrecciate, piatti e stoviglie finemente dipinte, il suo sguardo si era improvvisamente fermato su una antica e lucida lampada dipinta di turchese, che faceva capolino tra la grande quantità di oggetti in esposizione: non gli pareva quasi vero, ma dentro di se era sicuro che in quella lucerna potesse nascondersi un genio incantato, capace di realizzare i suoi più intimi desideri. Finalmente, dopo tanto cercare, l’aveva trovata: il volto del bimbo era talmente puro e trasparente, che l’anziano mercante poté leggere su di esso tutta la sua emozione, riempiendosi a distanza di paterna tenerezza. <Ma guarda chi abbiamo qui> esclamò ad alta voce Josuf, scuotendo Fahad dal suo intenso fantasticare <Un vero intenditore! Dì un po’, hai adocchiato la lampada magica vero?> Fahad avvampò di vergogna, arrossendo visibilmente sulle morbide guance ambrate. Il vecchio allungò il braccio fino a raccogliere la lucerna appoggiata sulla sommità di un cumulo di stoviglie. Ammiccò e la porse al bambino, invitandolo ad avvicinarsi: <Ecco, prendila> lo incoraggiò, sibilando tra i denti per dare l’impressione di non farsi sentire <Stringila tra le mani ma non farti notare da tutta questa folla>. Fahad prese quindi tra le manine tremanti quell’oggetto per lui così speciale, deglutendo emozionato. Sentiva il cuore battere all’impazzata e cercò di ricomporsi un istante prima di rivolgersi al mercante: <Posso esprimere davvero i miei tre desideri?> sussurrò incredu-

lo a Josuf che annuì ripetutamente, regalandogli un ampio e sdentato sorriso. Il bimbo allora chiuse gli occhi e con impegno aggrottò la fronte, passandosi più volte la lingua sulle labbra; concentrato e speranzoso, inquadrò nella sua mente quali fossero le richieste che aveva da fare. Poi aprì gli occhi e strofinò la lampada, ancora e ancora. Attese e vi riprovò, ma nessun genio parve uscire da quel beccuccio dipinto di rosso. <Josuf, non c’è nessuno qui dentro> constatò affranto Fahad <Forse non è affatto l’oggetto magico che cercavo>. Il mercante spalancò gli occhi stupito e scosse il capo: <Ma come, non lo vedi? E’ proprio lì, davanti ai tuoi occhi! Osserva meglio, piccolo brigante!> Fahad avvicinò allora la lampada agli occhi, strizzandoli fino a socchiuderli, quasi come volesse scrutarla fino a vederci attraverso. Ci mise un poco e l’unica cosa che vide fu il suo viso riflettersi sulla lucida superficie della stessa. Non fece in tempo a dire nulla, che Josuf lo precedette: <Proprio così. Il vero e unico genio questa volta sei tu> gli disse. <Quale incanto più grande della fiducia, della speranza della volontà che riponiamo nei nostri desideri può esserci, per vederli finalmente realizzati? Sii artefice del tuo successo, lotta per esso, fai che dipenda solo da te. E che la fortuna ti assista, ragazzo!> Fahad, confuso ma sorridente, si allontanò con la sua lampada tra le mani. Sentì che in fondo quell’oggetto fosse magico davvero, a modo suo, non solo perché alle favole aveva sempre creduto; ma forse perché ora qualcosa gli diceva che la sue felicità non era affidata alla volontà di nessun essere portato da chissà quale fato o destino, ma solamente alla sua. E non v’è certezza più confortante, tra mille difficoltà nel cammino della vita, del sapere che in fondo possiamo essere i veri artefici della realizzazione dei nostri sogni. Perciò voi che aspettate ad esprimere tre desideri alla luce dorata della vostra lampada, scoprendovi finalmente geni di voi stessi al primo crepuscolo autunnale? di Elisa Caimi T&M 149

Taste&More Magazine settembre - ottobre 2015 n°16  

Free food web Magazine. Rivista di cucina ed arte culinaria, deliziose ricette da ogni parte d'Italia e dal mondo

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