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Le Patate articolo di Luisa Piva Bitorzoluta e dal colore banale. Si radica e cresce sottoterra. Brutta e temuta. Così brutta che alle sue origini era considerata al massimo cibo per maiali. Così temuta da esser definita “radice del diavolo”. Questo tubero paziente seppe superare lo scetticismo e, quando s’impose, divenne manna dal cielo e fonte principale di sostentamento: il motore di un nuovo sviluppo mondiale.

Storia e curiosità Originaria delle regioni andine dell’America meridionale e già coltivata ai tempi di Inca e Aztechi, la patata fu importata in Europa dopo la metà del XVI secolo dai conquistatori spagnoli. Giunse da lontano per sconfiggere la fame endemica e salvare i poveri, invece fu accolta con paura e freddezza. La sua forma ricordava le eruzioni della lebbra, il colore quello della terra e invece di nascere dai fiori cresceva nelle profondità della terra. Due ricercatori americani hanno dato lode a quest’umile cibo, dimostrando che la crescita della popolazione mondiale poteva essere riconducibile alla diffusione di quest’umile cibo avvenuta dopo la conquista dell’impero Inca, nel 1533, ad opera dei conquistdores. Non richiedeva eccessivo lavoro nei campi e la resa era alta, inoltre poteva esser conservata per tutto l’inverno. Serviva per riempire le pance ed era l’unica fonte di vitamina C, aiutò quindi a combattere lo scorbuto. Era l’alimento per chi non poteva comprare il pane. In Francia riuscì ad evitare una vera e propria rivoluzione, sfamando il popolo del regno. La regina Maria Antonietta diffuse addirittura la moda di mettersi tra i capelli i fiori di patata. Da qui inizia dunque la sua ascesa e la patata diviene poco a poco protagonista sulle tavole europee. In Italia, la sua coltivazione si diffuse all’inizio del ‘600, prima in Toscana e Veneto, per passare poi in Emilia-Romagna e giù fino al meridione. Papa Pio IV fu un grande sostenitore delle patate, convinto di esser guarito da una grave malattia proprio grazie ad una cura a base di patate. Durante la seconda guerra T&M 8

mondiale fu fondamentale nel tentativo di giungere all’autosufficienza alimentare. Ancor oggi è il quarto alimento più coltivato al mondo, dopo i più famosi cereali frumento, mais e riso. Nel 2008 l’Onu ha celebrato l’Anno Internazionale della Patata, considerata “una delle soluzioni del futuro nella lotta contro fame e povertà”.

Descrizione e valori nutrizionali Troppo spesso citata tra le poche verdure consumate dai più piccoli, la patata è in realtà un tubero commestibile e non una verdura. Per il suo alto contenuto in amido, infatti, essa può essere considerata alla stregua di pane bianco, pasta e riso. Andiamo oltre la delusione e impariamo a conoscere le caratteristiche e virtù di quest’alimento. Il nome scientifico della pianta di patata è Solanum Tuberosum, pianta perenne appartenente alla famiglia delle Solanacee. La patata contiene circa il 79% di acqua, il 15% di amido e la piccola percentuale rimanente invece è composta di proteine, grassi e fibre. Fornisce circa 86 kcal per 100 g ma non ci risparmia potassio, fosforo, calcio, sodio, magnesio, zinco, rame e manganese. Inoltre contiene Vitamine del gruppo B, vitamina C e K. Non dimentichiamo carotenoidi e polifenoli. Il contenuto di fibre di una patata media con la buccia è pari a quello del pane o dei cereali integrali (2 g). Molte proprietà sono, infatti, concentrate nella buccia: l’ideale sarebbe cuocerla intera (bollita, al vapore o al forno) e consumarla con la buccia.

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Taste&More Magazine gennaio - febbraio 2015 n°12  

Free food Magazine. Rivista di cucina ed arte culinaria, deliziose ricette da ogni parte d'Italia e dal mondo

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